Risorse didattiche online Linee di tendenza

Romolo Pranzetti promolo@libero.it Sommario Da alcuni anni, al corso di Perfezionamento annuale gestito dall’Università di Firenze, viene proposta un’area che si occupa della figura del “Mediatore delle risorse online per l’educazione”. Tale percorso viene scelto soprattutto da operatori scolastici, e vede una certa evoluzione, sia a causa di differenti percezioni della rete, sia per pratiche che si vengono affermando con connessioni veloci e diverso uso del web. Si è passati, in pratica, dal reperimento e dalla valutazione di risorse esistenti, all’impiego di strutture e di metodiche che consentono di creare risorse mentre se ne fa ricerca, con l’aiuto del social software. 1. Il web come risorsa. I primi approcci Il grande raccoglitore ipertestuale di internet non è stato subito scoperto dalla scuola italiana, presa come era da problemi strutturali e di cambiamento. Anche le attrezzature degli istituti all’avanguardia erano tese forse più ad approfondimenti informatici che non ad approcci comunicativi. C’erano sì esperienze di giornali in classe, di scambio di bollettini e di ipertesti elettronici, come anche si era affermato l’uso dell’e-mail come strumento base per i gemellaggi scolastici, che consentivano frequenti scambi di materiali a costi praticamente nulli. Il web come risorsa destava qualche perplessità ed anche qualche preoccupazione. I siti personali dei docenti, delle scuole e delle associazioni non erano numerosissimi, e quelli delle istituzioni erano all’insegna della prudenza e della sicurezza, e restavano pur sempre risorse difficilmente catalogabili e valutabili, per lo meno secondo i canoni critici appurati in campo bibliografico. Alla fine del decennio 1990, si comincia ad avvertire una prima inversione di tendenza. Gli insegnanti autori di pagine web aumentano e si inaugurano i primi siti interattivi anche in ambito scolastico, sull’esempio dei portali basati su php o su asp. Si diffondono numerose versioni del php, che attrae e si afferma per la gratuità dell’applicativo, ed anche per la possibilità di consentire ai siti web scolastici di essere gestiti da gruppi di lavoro con l’uso del solo browser. Parallelamente si diffondono anche le piattaforme open source sia per l’e-learning, sia per gestire contenuti. L'Università degli studi di Firenze, Laboratorio di Tecnologie dell'educazione1 della Facoltà di Scienze della Formazione da alcuni anni organizza ed eroga on-line il Corso di Perfezionamento a distanza ("Ambienti e comunità per l'apprendimento in Rete") nel quale un’area si occupa della figura del “Mediatore di risorse online per l'educazione”. “Una figura che possegga prima di tutto gli strumenti critici per: 1. reperire informazioni e valutare le fonti per problematiche generali e per argomenti scolastici;
Lasciare tre righe vuote. Lasciare tre righe vuote. Lasciare tre righe vuote.

2. acquisire conoscenza ed esperienza diretta della struttura profonda e delle caratteristiche del world wide web; 3. assumere consapevolezza critica circa il valore delle risorse attraverso l'analisi strutturale di alcuni siti: criteri di usabilità, proposta di criteri di valutazione, valutazione dei materiali, formulazione di ipotesi di classificazione; 4. utilizzare criticamente strumenti e metodologie di ricerca delle risorse e di accesso all'informazione, alla produzione ed alla condivisione online; 5. progettazione di percorsi finalizzati all'uso didattico delle risorse archiviate, sia per la propria disciplina, sia nell'intento di facilitare il compito di colleghi nel loro lavoro didattico quotidiano.” Riproposto il tema negli anni successivi con le dovute attualizzazioni, come è ovvio, sono cambiati sia i corsisti, sia le risorse disponibili in rete, e se anche obiettivi e competenze sono rimasti più o meno invariati, si è notevolmente differenziato il percorso di ricerca. 2. Risorse statiche e risorse dinamiche. Siti web e loro valutazione Già dai primi anni, l’attività dei corsi di perfezionamento, sulla base dell’impianto tratteggiato dal volume di A. Calvani e M. Rotta “Fare formazione in Internet – Manuale di didattica online” (2000) 2, si è svolta online (con il supporto di tre incontri in presenza e di un colloquio finale) sulla base di un sito internet d’area, dell’utilizzo di un forum e dell’uso intensivo dell’e-mail; successivamente la piattaforma open source “Synergeia” ha sostituito il forum ed in buona parte anche le e-mail. Dopo la fase di familiarizzazione informatica iniziale, è sempre seguito un periodo da dedicare alla documentazione individuale per poi arrivare alla formazione di diversi gruppi collaborativi che, attraverso interazioni molto significative, avrebbero elaborato un progetto conclusivo da illustrare nel colloquio. La lettura di adeguati volumi ha accompagnato tutta l’attività.

Figura 1. Il sito di Bernie Dodge dedicato alle WebQuest: http://webquest.sdsu.edu/

Per quanto riguarda la figura di “Mediatore di risorse online per l’educazione”, vale la pena di precisare che si è sempre trattato di una figura ipotetica, non corrispondente ad un ruolo realmente esistente nell’organico scolastico. Le risorse da individuare, nei primi anni, apparivano spesso nei siti istituzionali, personali di docenti esperti, o gestiti da scuole o da associazioni, che offrivano ad aderenti e simpatizzan2

ti depositi di informazioni a livello disciplinare ed educativo di vario genere, oltre che legislativo o professionale. I corsisti si esercitavano quindi, oltre che attraverso motori di ricerca ed adeguati depositi, nella ricerca e nella valutazione dei siti e o delle singole risorse. Per lo più si trattava di siti statici, da cui scaricare schede di valutazione, o collegamenti organizzati in appositi elaborati. La valutazione dei siti doveva spesso affrontare il problema dell’accessibilità, in quanto a volte i siti si presentavano sovrabbondanti nella grafica e le connessioni via modem penalizzavano un po’ la fruizione. Negli anni successivi, già nel 2002-2003, accanto ai siti statici, cominciarono a moltiplicarsi i siti costruiti in php, con la tecnologia dei contenitori di dati da richiamare esplicitamente da parte del browser: le risorse erano rese disponibili in forme più facilmente accessibili, sia per la navigazione, sia per il download. Contemporaneamente, il web cominciava ad offrire anche siti dallo strano nome (blog, wikiwiki, ecc.) che in breve tempo fecero il giro delle istituzioni scolastiche, portando una ventata di novità, che fu diffusa anche dai tutor che – in applicazione della circolare ministeriale n. 55 del 2002 – attuavano corsi sui previsti moduli di informatizzazione a livello nazionale. Sulle prime si trattò di esercitazioni, che furono abbandonate per la scarsa flessibilità della piattaforma o per perdita di interesse, ma in molti casi divenne un’abitudine di cui non si poteva fare a meno. Il blog poteva anche sostituire il sito della scuola, o affiancarsi ad esso, come fino ad ora si era usato con i forum e altre applicazioni. 3. Risorse e social software. La condivisione Accanto alla individuazione delle risorse ed alla loro valutazione sia con i criteri tradizionali, sia attraverso le mappe concettuali3, si iniziarono a creare blog nei quali venivano segnalate risorse da esplorare, spesso con un commento personale, a volte invece con valutazioni riferite da fonti ritenute autorevoli. Il blog4 – questo particolare sito personale, realizzato con il solo uso del browser – diventa un segnalibri commentato, messo a disposizione di una comunità di utenti più vasta: gli amici, i conoscenti, i frequentatori del corso… Ma anche il wikiwiki5, questo sito collaborativo per eccellenza, dove ciascuno può inserire la propria elaborazione o meglio ancora la definizione di quanto scoperto, può diventare un repertorio di siti, un luogo di discussione e di riflessione, uno strumento di elaborazione collettiva e collaborativa di documenti, in definitiva un’occasione di creazione e di condivisione delle conoscenze. Blog e wiki appaiono come la punta dell’iceberg di un fenomeno che alcuni iniziano a chiamare “Web 2.0”6 per sottolineare le differenze con la prima fase che terminò con lo scoppio della bolla speculativa. Il web viene visto come davvero collaborativo, non più a senso unico, ma interattivo, costruito anche dagli utenti, oltre che dagli operatori del settore, spesso anche operatori dei media tradizionali. Strumento di trasformazione appare il social software, sempre più protagonista dell’uso delle linee telematiche: il termine infatti riassume tutta la strumentazione sempre più variegata, e sempre gratuita o quasi che è disponibile in rete: instant messaging, VOIP (Skype7) , p2p legale, depositi di immagini e registrazioni vocali o audiovisive… Nuovi termini sostituiscono quelli appena appresi e accanto al blog arrivano l’edublog, il vlog o videoblog, il podcasting, e così via. Queste tecnologie in effetti confermano l’uso comunicativo ed espressivo della rete e da una parte fanno gridare al miracolo innovativo e dall’altra fanno lanciare grida d’allarme, come succede in Francia per le famiglie del milione e 700 mila giovani 3

utenti di Skyblog8 Anche la scuola ed il mondo dell’educazione approfittano di queste piattaforme, quale opportunità espressiva e comunicativa mai finora così facilmente e gratuitamente disponibile. Le risorse di carattere didattico e disciplinare non sono così più da cercare in pochi e precisi luoghi a questo scopo deputati, ma sono sparse in modo diffuso e, fortunatamente, indicate anche in molti collegamenti, leggibili su abbonamento gratuito con un client RSS, che dispensa anche dall’utilizzo del browser per accedere al sito e controllare le novità9 Altro strumento disponibile e quindi utilizzato negli ultimi anni è la webquest10, o caccia nella rete: questo strumento, utilizzabile con molte interfacce, sia html, sia php, sia supportato da programmi come PowerPoint, imposta una specie di unità didattica completa basata su di un modello di ricerca che si svolge prevalentemente, se non esclusivamente, su internet, e di per sé si presenta come uno strumento “bifronte”, dal lato docente elenca obiettivi e fasi di ricerca e di verifica, e dal lato studente evidenzia le risorse web più idonee e anche le procedure per autovalutare il percorso svolto. Il prodotto finale del lavoro di ricerca collaborativa, quindi, muta: accanto alla relazione scritta, alla presentazione in PowerPoint o al sito web – statico o dinamico – si affiancano anche questi oggetti nuovi: blog, wiki, webquest, video tematici ed applicazioni in Flash, da vedere in locale con il proiettore, o tramite collegamento direttamente al sito di Ourmedia11 o di Flickr12 . Anche se del blog riassuntivo,poi, non avrà tempo di occuparsene Technorati13, perché, dopo essere servito quale supporto al colloquio finale, quel blog verrà probabilmente cancellato. Riferimenti bibliografici Calvani A.e Rotta M., Fare formazione in Internet – Manuale di didattica online, Erickson, Trento 2000 Granieri G:, Blog generation, edito da Laterza, Bari, 2005. Roncaglia G., Weblog: una introduzione, disponibile in http://www.merzweb.com/testi/saggi/weblog.htm Spadaro A., S.I, Il Fenomeno «Blog», disponibile in: http://www.laciviltacattolica.it/quaderni/2005/3711/articolo%20spadaro.html#8

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http://www.scform.unifi.it/lte/dettaglioScheda.asp?progressivo=8 A. Calvani e M. Rotta, Fare formazione in Internet – Manuale di didattica online, Erickson, Trento 2000, pp. 285 ss. 3 C. Patrucco, Sewcom (SEarch the Web with COncept Maps): disponibile in http://cidoc.iuav.it/~conrad/sewcom/ 4 Voce Blog: http://it.wikipedia.org/wiki/Blog 5 Voce Wiki: http://it.wikipedia.org/wiki/Wiki 6 Per la conferenza 2004, si veda: http://www.web2con.com/web2con/ 7 http://www.skype.com 8 http://www.skyblog.com/ 9 Downes S., An Introduction to RSS for Educational Designers, 2002, disponibile in http://www.downes.ca/files/RSS_Educ.htm 10 Webquest: regole, esempi e link, in http://www.bibliolab.it/webquest.htm 11 http://www.ourmedia.com 12 http://www.flickr.com 13 http://www.technorati.com