Quattro domande sul blog

Romolo Pranzetti, promolo@libero.it autore e tutor di formazione online 1. Che cosa è un blog didattico? Perché si parla di “blog” e non semplicemente di sito internet didattico? L’uso del blog o weblog, (diario in rete) sta esplodendo anche per la sua facilità d’uso. Pubblicare, ma soprattutto aggiornare un sito comporta un impegno e una serie di abilità tecniche il blog non richiede. Il blog inoltre è aggiornabile tramite il semplice browser, cioè il programma per navigare su internet, ed è possibile farlo da qualsiasi computer. Se registrare un sito e gestirlo comporta inoltre qualche responsabilità, per i blog, un indirizzo email e una password sono a volte sufficienti per averne uno o addirittura più di uno. Nel sito inoltre occorre rispettare o inventare alcune convenzioni grafiche, di impaginazione, ecc. che con il blog non esistono: l’impaginazione risponde ad un modello prescelto, e tutto quello che si deve fare per inserire il post (come viene chiamato un nuovo intervento), è scriverlo nel browser e spedirlo. 2. Negli ultimi anni moltissimi insegnanti hanno aperto un blog da utilizzare nella didattica quotidiana e molti altri hanno scelto di associarsi in blog-comunità. Quali sono le diverse esigenze che spingono gli insegnanti di oggi. E a quali il blog risponde? Il blog è uno strumento di lavoro nuovo per l’insegnante, che ha a disposizione un repertorio di documenti online, subito disponibili per gli alunni, una specie di bacheca per le comunicazioni urgenti, destinate non solo agli alunni ma anche alle famiglie, ed anche strumenti per la verifica, per l’assegnazione di ruoli, di compiti, di progetti. Per quanto riguarda gli studenti, possono avere un ambiente dove pubblicare senza problemi i propri elaborati, scritti non per l’insegnante o per “la verifica”, ma per un pubblico vero, di fatto ristretto alla comunità scolastica, ma potenzialmente illimitato. I genitori possono dal blog avere velocemente un’idea di come vanno le cose giorno per giorno, una specie di portfolio in tempo reale; e possono anche inserirsi nella elaborazione delle scelte, perché la configurazione del blog lo permette. Da anni, alcuni blog (ma il discorso vale anche per i wiki, altro strumento di pubblicazione personale molto facile e “veloce”) raccolgono comunità di studiosi, di insegnanti, di ricercatori, che hanno la possibilità di tenersi aggiornati costantemente e facilmente sulle scoperte del gruppo, sull’avanzamento o le difficoltà incontrate e questo modo di lavorare va giustamente diffondendosi anche fra insegnanti della scuola primaria. Possono testimoniarlo i tutor dei corsi di informatica destinati ai docenti sia nel progetto

Umts, sia per l’attuazione della riforma. Anche i maestri elementari, in questa specie di forum sempre aperti e disponibili, possono inserire piani didattici, pensieri, immagini, testi, e confrontarli liberamente. L’esperienza può facilmente e con frutto essere trasportata all’interno della classe con gli obiettivi più disparati: da un economico giornalino scolastico a uno strumento di sostegno all’apprendimento. Alcuni blog ospitano anche filmati e documenti sonori. Si veda per tutti l’esperienza di Scuola ER (http://blog.scuolaer.it/), che andrebbe utilmente ripresa e sostenuta anche da altre realtà . 3. La maggior parte dei blog didattici sono di insegnanti di scuola secondaria, che sviluppo possiamo prevedere per gli insegnanti della scuola primaria? Ci sono usi peculiari del blog che possono riguardare soltanto la fascia 6-10 anni? E’ vero che scendendo nel livello scolastico, le esigenze di espressione scritta sono meno autonome e impellenti, e quindi, i blog prosperano soprattutto alla secondaria. Si possono però trovare anche in Italia esempi di blog didattici alle elementari, soprattutto da quando sono disponibili piattaforme che supportano le immagini: infatti il blog può diventare un album fotografico facilmente sfogliabile, che può essere la testimonianza delle scoperte, delle esperienze, dell’accrescimento della conoscenza. 4. Esistono blog anche per la scuola dell’infanzia? A quali esigenze corrispondono? Il discorso delle immagini può certamente essere appllicato alla scuola dell’infanzia. Inoltre sono possibili audioblog e videoblog: foto, filmati, documenti sonori possono facilmente essere messi a disposizione non solo della scuola, ma di comunità più ampie, anche a livello internazionale (si vedano i gemellaggi). Ovviamente, qui l’uso non può essere fatto direttamente dall’alunno, che si limiterà a fornire (con le cautele del caso) la propria faccia e la propria voce, o la propria performance grafica. Il bambino si sente molto gratificato nel vedere il proprio gioco - lavoro sui computer della scuola, ma anche di casa, senza limiti potenziali.