La Germania nazista

LA CRISI ECONOMICA TEDESCA E LA DISGREGAZIONE DELLA REPUBBLICA DI WEIMAR Come già detto l’esperienza italiana del fascismo condizionerà in qualche modo tutta l’Europa. In Germania ad esempio si diffuse una politica di tipo autoritario sul modello del fascismo italiano. La crisi del 1930 ebbe gravi conseguenze in Germania:  Si esaurirono i prestiti internazionali;  Il commercio estero era paralizzato. L’economia tedesca subì un duro colpo nonostante il precedente triennio di leggera ripresa (’26-’29). La disoccupazione era dilagante (triplicò prima e sestuplicò poi). La repubblica di Weimar era in grave crisi, sotto le spinte autoritarie dell’estremismo nazionalistico: la ripresa economica era l’unica speranza. L’insieme di questi fattori portò alla disgregazione della repubblica e delle forze a capo (socialdemocratici e cattolici) che non riuscivano a proporre soluzioni decenti per superare la crisi e la disoccupazione. Si aprì così il varco per il Partito nazionalsocialista di Adolf Hitler. L’ASCESA AL POTERE DEL PARTITO NAZISTA Nel ’32, anno in cui la crisi si acuì ulteriormente, il Partito Nazista ottenne la maggioranza relativa con il 37% dei voti e l’anno successivo Hindenburg (presidente della repubblica) ordinò ad Hitler di formare il nuovo governo (come in Italia tra Emanuele e Benito). Immediatamente venne incendiato il Reichstag (parlamento tedesco) e i nazisti sfruttarono questo fatto per scatenare una sanguinosa repressione contro le opposizioni:  Furono limitati i diritti civili;  Fu ripristinata la pena di morte per i crimini contro la sicurezza dello stato. Alle nuove elezioni vinsero nuovamente i nazisti con il 44% dei voti, che permise ad Hitler di sospendere le garanzie democratiche: deputati comunisti, socialdemocratici e cattolici furono espulsi. Il parlamento diede pieni poteri ad Hitler, rinunciando anche al potere legislativo. Dittatura nazionalsocialista -> stato totalitario. LA BASE SOCIALE DEL NAZISMO: CETI POPOLARI E CETI MEDI La vertiginosa ascesa al potere del nazismo dipese principalmente da:  Le conseguenze della crisi;  L’appoggio dei militari e della grande borghesia (industriale e agraria).  La novità del suo partito: l’interclassismo. Il partito di Hitler raccoglieva consensi tra gli strati medio-bassi: o Proletariato dequalificato, nato in seno all’applicazione del metodo taylorista (ignoranti, e quindi estranei alle idee socialdemocratiche e del movimento operaio e sindacale: innocui); o Artigiani e impiegati pubblici e privati, “il nuovo ceto medio” che costituiva l’altra grande categoria sociale inquadrata nel Partito nazionalsocialista, disperatamente proteso ad emergere dall’ombra e dalla noia quotidiana. Su questo strato sociale vulnerabile il Partito nazionalsocialista poté avere un effetto travolgente, basato su un appello alle radici, all’eroismo, alla razza pura, alla potenza, e non su un programma razionale. LA DOTTRINA DEL NAZISMO E IL CONSOLIDAMENTO DELLO STATO TOTALITARIO

IL LAGER, MODELLO ESTREMO DELLO STATO TOTALITARIO
Il lager era diventato parte integrante dell’azione politica del regime nazista. Il suo principale obbiettivo era quello di mantenere il potere attraverso lo strumento del terrore, che aveva una doppia valenza: da un lato “ammorbidire” gli oppositori e gli “impuri”, dall’altro dare sicurezza a coloro che invece aderivano al regime ed erano “puri”, gli eletti. Il lager rappresentava inoltre, in forma di microcosmo artificiale, il perfetto modello della società nazista, in cui la popolazione (gli schiavi) dovevano seguire un rigido sistema disciplinare imposto da chi deteneva il potere, ed era completamente spersonalizzato e quindi non poteva compiere nessun tipo di propria iniziativa. Inoltre nei campi vigeva una rigidissima gerarchia individuabile da un contrassegno visibile e collocata in un preciso gradino:  Triangolo giallo: Gli ebrei, destinati a subire ogni tipo di sopruso dai guardiani e dai detenuti.  Triangolo rosa: Zingari e omosessuali.  Triangolo nero: Emarginati e disoccupati.  Triangolo rosso: I politici, comunisti e socialdemocratici.  Triangolo viola: Sacerdoti e testimoni di Geova.  Triangolo verde: Detenuti tedeschi con il compito di mantenere la disciplina (kapò).  Le SS. Denutrizione, malattia, mancanza di igiene e riscaldamento, lavoro estenuante, umiliazione ecc: questo era un lager. Era uno scenario di abiezione morale, di violenza fisica quotidiana, di morte generalizzata, di annientamento della personalità e della dignità. Quello dei lager rappresentava il modello sociale ed ideologico su cui si andava configurando il regime nazista, un regime totalitario che puntava all’assoggettamento completo e permanente degli individui e della società civile nelle strutture dello stato.

CONTROLLO SOCIALE, DIRIGISMO ECONOMICO, ESPANSIONISMO POLITICO
Strumento principale per raggiungere il modello sociale riprodotto nei lager fu l’educazione:  La scuola, le letture, i giornali erano tutti mirati alla formazione di una popolazione devota al regime. o Nel tempo libero i maschi furono costretti all’addestramento militare (Hitleriugeund -> “gioventù hitleriana”). o Nel tempo libero le femmine furono preparate alla procreazione e alla maternità (continuità della razza). Tutto questo fu favorito dalla continua propaganda (di Paul Joseph Goebbels) volta ad esaltare le masse e renderle succubi delle parole d’ordine e della volontà dell’unico capo, il fuhrer. Si trattava di uniformare le conoscenze e l’opinione pubblica a un unico modello, in modo da garantire al regime un pieno appoggio delle masse e un pieno controllo della conoscenza. Per finire i sindacati furono schiacciati e sostituiti dal “fronte del lavoro” (che comprendeva sia lavoratori che datori di lavoro).  Il controllo sociale fu affiancato da un rigido dirigismo economico. Lo stato coordinò la politica industriale, al fine di ridurre la disoccupazione. Tuttavia questa venne risolta solo quando nel ’36 fu avviato un processo di riarmo che portò ad un incredibile aumento della produzione e crescita delle industrie meccaniche, metallurgiche e siderurgiche.  Espansionismo politico: Tuttavia il riarmo era proibito dagli accordi presi a Versailles, in quanto minacciava un aggressivo espansionismo, che avrebbe poi portato alla seconda guerra mondiale. Nel ’33 la Germania era uscita dalla Società delle nazioni.

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