al Brasile.

Solo che, mentre quest’ultimo è in pieno boom economico, il Paese della tequila è in crisi nera oramai da anni. La crisi statunitense dei subprime, esplosa nel 2008 sul vicino del Sud, ha avuto e etti devastanti sull’economia. Del resto «quando Washington ha il ra reddore noi qui in Messico si prende la polmonite», sono soliti dire da quelle parti. Ed allora per tirare un po’ su le sorti dell’economia, puntando sul turismo di massa, quale miglior cura delle profezie Maya secondo le quali il 21 dicembre 2012 dovrebbe veri carsi la ne del mondo? Appro ttando del tam-tam massmediatico a costo zero in giro per il pianeta –dall’Europa all’Asia passando per la sperduta isola di Tonga tutti ne hanno scritto – il governo messicano ha così deciso di sfruttare furbescamente questo momento “irripetibile” per farne un vero e proprio business. Il dipartimento del Turismo ha già fatto sapere che quest’anno lo Stato investirà oltre otto miliardi di dollari per promuovere il turismo e per proporre ai tanti curiosi provenienti da ogni parte del globo terracqueo uno speciale «percorso di conoscenza della cultura dei Maya». L’itinerario comprenderà anche, ça va sans dire, la visita presso il sito archeologico di Comalcalco, dove sono stati trovati i principali reperti archeologici che profetizzerebbero la ne del mondo. Bufala catastro sta con ni di lucro… [Paolo Manzo]

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Francia Il Qatar alla conquista delle banlieues
«Chi mai fermerà il Qatar?». È la domanda che si pone la stampa francese dopo l’annuncio, da parte delle autorità qatarite, della creazione di un fondo di investimento di oltre 50 milioni di euro destinati alle periferie urbane francesi. «Dopo aver acquistato il Paris Saint-Germain e i diritti televisivi sulla Champions League, ora il piccolo emirato arabo ha nella sua linea di mira le banlieues», scrive Le Monde. Il fondo è riservato a giovani imprenditori delle periferie. A richiedere aiuto al Qatar è stata l’Aneld, un’associazione nazionale di sindaci e consiglieri co-

Cina Il Capodanno del Dragone davanti alla tv India La visita medica da un dollaro si fa via internet
In India arriva la visita medica via web. La s da è stata lanciata dalla partnership tra il gigante del settore ospedaliero Apollo, la società di microcredito Equitas e l’azienda di telecomunicazioni HealthNet Global, con l’obiettivo di rendere accessibili cure mediche adeguate alle centinaia di milioni di persone che vivono in condizioni di indigenza. Il progetto prevede l’allestimento di “tele-ambulatori” nei trecento u ci di Equitas, situati prevalentemente negli slum. Qui sarà possibile prenotare la propria visita virtuale con uno dei medici del gruppo Apollo. Ogni centro verrà gestito da un’infermiera, che costituirà una sorta di collegamento sico con il malato. Sarà lei a misurarne la pressione e il battito attraverso un dispositivo in grado di trasmettere i risultati direttamente al medico collegato in videoconferenza. Il costo totale della visita è di 50 rupie, circa 0,77 euro. [O.S.] Il 23 gennaio cade Chunjie, la festa di primavera. È il Capodanno cinese: il primo giorno del primo mese lunare, secondo il calendario tradizionale. Per legge sono previsti sette giorni di vacanza e in tutta la Cina fervono i preparativi. Le stazioni ferroviarie sono prese d’assalto da lavoratori migranti e studenti, che fanno ritorno al villaggio natale per trascorrere le feste. Da tradizione, la famiglia si riunisce la sera della vigilia e attende l’anno nuovo a tavola. Il menu varia da regione a regione, ma ovunque non possono mancare alcuni ingredienti dal signi cato benaugurale. Per esempio il pesce, che in cinese si dice “yu” e suona come “abbondanza”, a signi care benessere nel nuovo anno. Tra commenti sul cibo, brindisi, chiacchiere e pettegolezzi arretrati di qualche mese, si ascolta in sottofondo il galà di ne anno trasmesso dalla tv di Stato. Ormai parte integrante della tradizione, questo pacchianissimo programma d’intrattenimento accompagna milioni di famiglie cinesi verso l’anno nuovo, con sketch comici, musica pop e coreogra e ad e etto. Tra le presenze ricorrenti anche Peng Liyuan, celebre soprano nonché moglie del futuro segretario generale del Partito, Xi Jinping. Completano il quadro dei festeggiamenti gli immancabili fuochi d’arti cio, con veri e propri razzi sparati da nestre e balconi, e vicoli e cortili trasformati in campi di battaglia. Famiglia, buona cucina, chiacchiere, tv, botti. Quando si tratta di festeggiare, in fondo, non siamo così diversi. [Simone Dossi]

munali della cosiddetta “diversità”, espressione attribuita ai cittadini francesi nati da genitori extracomunitari. «In autunno abbiamo mandato una lettera all’ambasciatatore del Qatar a Parigi, il quale ha accettato di accoglierci», spiega Kamel Hamza, presidente dell’Aneld. Passano poche settimane e dieci rappresentanti dell’associazione vengono invitati a Doha per incontrare leader qatari a cui distribuiscono decine di curricula di giovani imprenditori delle banlieues. Gli inviati speciali non fanno in tempo a tornare in Francia che il Qatar annuncia il lancio del fondo d’investimento. «L’aiuto dell’emirato è il risultato delle di coltà sempre più crescenti delle banlieues», si giusti ca Hamza, ben conscio che la notizia non piace a tutti. Ma le autorità francesi dovranno mettersi il cuore in pace. «La crisi rende sempre più complicata la possibilità di trovare fondi e almeno per una volta qualcuno valorizza la nostra identità, senza considerarla un ostacolo». [Joshua Massarenti]

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