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Sviluppa l'argomento scelto o in forma di "saggio breve" o di "articolo di giornale", utilizzando i documenti e i dati che lo corredano e facendo riferimento

alle tue conoscenze ed esperienze di studio. Se scegli la forma del "saggio breve", indica la destinazione editoriale (rivista specialistica, fascicolo scolastico di ricerca e documentazione, rassegna di argomento culturale, altro). Se scegli la forma dell' "articolo di giornale", indica il tipo di giornale sul quale ipotizzi la pubblicazione (quotidiano, rivista divulgativa, giornale scolastico, altro). Non superare le quattro o cinque colonne di metà di foglio protocollo. ARGOMENTO: La Costituzione come affermazione dello Stato moderno. La Costituzione non è una macchina che una volta messa in moto va avanti da sé. La Costituzione è un pezzo di carta, la lascio cadere e non si muove: perché si muova bisogna ogni giorno rimetterci dentro il combustibile; bisogna metterci dentro l’impegno, lo spirito, la volontà di mantenere queste promesse, la propria responsabilità. Per questo una delle offese che si fanno alla Costituzione è l’indifferenza alla politica. […]È così bello, è così comodo! è vero? è così comodo! La libertà c’è, si vive in regime di libertà. C’è altre cose da fare che interessarsi alla politica! Eh, lo so anche io, ci sono… Il mondo è così bello vero? Ci sono tante belle cose da vedere, da godere, oltre che occuparsi della politica! E la politica non è una piacevole cosa. Però la libertà è come l’aria. Ci si accorge di quanto vale quando comincia a mancare, quando si sente quel senso di asfissia che gli uomini della mia generazione hanno sentito per vent’anni e che io auguro a voi giovani di non sentire mai. E vi auguro di non trovarvi mai a sentire questo senso di angoscia, in quanto vi auguro di riuscire a creare voi le condizioni perchè questo senso di angoscia non lo dobbiate provare mai, ricordandovi ogni giorno che sulla libertà bisogna vigilare, vigilare dando il proprio contributo alla vita politica… […]In questa Costituzione c’è dentro tutta la nostra storia, tutto il nostro passato, tutti i nostri dolori, le nostre sciagure, le nostre gioie. Sono tutti sfociati qui in questi articoli; e, a sapere intendere, dietro questi articoli ci si sentono delle voci lontane… E quando io leggo nell’art. 2: «l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica, sociale»; o quando leggo nell’art. 11: «L’Italia ripudia le guerre come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli», la patria italiana in mezzo alle altre patrie… ma questo è Mazzini! questa è la voce di Mazzini! O quando io leggo nell’art. 8:«Tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge», ma questo è Cavour! O quando io leggo nell’art. 5: «La Repubblica una e indivisibile, riconosce e promuove le autonomie locali», ma questo è Cattaneo! O quando nell’art. 52 io leggo a proposito delle forze armate: «l’ordinamento delle forze armate si informa allo spirito democratico della Repubblica», esercito di popoli, ma questo è Garibaldi! E quando leggo nell’art. 27: «Non è ammessa la pena di morte», ma questo è Beccaria! Grandi voci lontane, grandi nomi lontani… Ma ci sono anche umili nomi, voci recenti! Quanto sangue, quanto dolore per arrivare a questa costituzione! Dietro ogni articolo di questa Costituzione, o giovani, voi dovete vedere giovani come voi caduti combattendo, fucilati, impiccati, torturati, morti di fame nei campi di concentramento, morti in Russia, morti in Africa, morti per le strade di Milano, per le strade di Firenze, cha hanno dato la vita perché libertà e la giustizia potessero essere scritte su questa carta. Quindi, quando vi ho detto che questa è una carta morta, no, non è una carta morta, è un testamento, è un testamento di centomila morti.

Pietro Calamandrei, “Discorso agli studenti milanesi”, Milano, 1955 L'idea costituzionale nasce nel nostro paese sulla base di una tradizione culturale che trova le sue origini fin dal 1600. Il costituzionalismo moderno nasce come idea di limitare il potere assoluto di chi detiene il potere supremo, dunque le Costituzioni nascono essenzialmente a garanzia delle libertà. Inizialmente il costituzionalismo, espressa nella Magna Cartha Libertatum, nel 1215, nasce come un patto tra il re e i signori, per definire una spartizione di poteri; si tratta di una specie di contratto fra queste due entità politiche sullo spirito feudale. Poi, dal Seicento, dal Settecento, si supera l'idea della Costituzione come accordo tra il sovrano e gli altri detentori del potere e prende corpo la Costituzione che tutela l'identità della persona nei confronti del potere. Quindi il costituzionalismo non è altro che l'affermazione delle libertà e quando ci parlano di cambiare la Costituzione con delle riforme, dobbiamo conoscerle queste riforme, perché noi ne siamo i destinatari. Se occorrono dei ritocchi alla Costituzione per adeguarla ai tempi ed è previsto un procedimento di revisione, io sono d'accordo, purché i ritocchi siano coerenti con il contesto dell'intera Costituzione, attraverso un confronto di idee. Vincenzo Caianiello, “La Costituzione italiana”, Rai Educational 30 aprile 2002 La Costituzione repubblicana, a mio avviso, ha costituito il primo grande atto di affermazione dei diritti delle donne, un atto tanto più significativo in quanto la Carta costituzionale sancisce gli indirizzi socio-economici e politici del nostro

il diritto di voto attivo e passivo.che si chiamava in altri tempi città. che non viene dal nulla. sovrano quando è attivo. Per quanto riguarda gli associati.e il potere costituente. da realizzare gradualmente nel tempo. democrazia e separazione dei poteri. essi prendono il nome collettivo di popolo e individualmente sono cittadini in quanto partecipano dell’autorità sovrana.ordinamento statale. come. 1995 . cosa doveva essere la costituzione? La costituzione della repubblica democratica italiana doveva essere una costituzione programmatica. con il grande contributo che le donne sono riuscite a dare in un momento così drammatico della storia d’Italia. In essa vi sono sanciti. è chiamato ora. Le Costituzioni nascono dunque on accoglimento di principi di libertà. potenza in rapporto ai suoi simili. il suo io comune. di religione. C’è una sorta di implicito patto nelle Costituzioni: tra chi detiene il potere e si impegna a rispettare i diritti e i soggetti di questi diritti che riconoscono l’autorità.Castagnetti. Il patto tra lo stesso popolo sovrano –concetto si recente acquisizione. supporto e forza motrice ideale la Guerra di liberazione. che riceve quest’atto stesso la sua unità. essere la famiglia basata sull’uguaglianza morale e giuridica dei coniugi. di razza. la sua vita e la sua volontà. Jean-Jacque Rousseau “Il contratto sociale” Le Costituzioni moderne nascono per limitare il potere e garantire i diritti. quest’atto di associazione crea un corpo morale e collettivo. oggi repubblica o corpo politico. Subito al posto della persona singola di ogni contraente. tutti i diritti delle donne . Per esempio la costituzione doveva garantire al massimo diritti e doveri dei cittadini e. dai suoi membri. un insieme di direttive per la riforma della società. Questa persona pubblica. col nome di Stato quando è passivo. Nilde Iotti Ciascuno di noi mette in comune la sua persona ed ogni suo potere sotto la suprema direzione della volontà generale. Bologna. quali: l’uguaglianza totale di fronte alla legge. impegnarsi a rendere concreti dei veri e propri diritti sociali. per quanto si riferisce all’affermazione dei diritti della donna. il diritto al lavoro. Flora di Donato Filosofia del diritto. contributo che le ha rese protagoniste della storia. assolutamente nuovi nella storia italiana e piuttosto recenti nella storia costituzionale contemporanea europea. La nascita e la elaborazione conclusiva della Carta costituzionale hanno come antefatto. e sudditi. formata dall’unione di tutte le altre. in quanto obbediscono alle leggi dello Stato. l’accesso a tutte le cariche dello Stato. Non si può smentire questa affermazione. lezione XI “La nascita dello Stato costituzionale e la tutela dei diritti fondamentali” “In primo luogo.” P. composto di tanti membri quanti sono i voti dell’assemblea. infatti. ibidem. contemporaneamente. e noi tutti in corpo consideriamo ogni singolo membro come parte indivisibile del tutto. La Costituzione riconosce questo contributo prezioso. Esse sanciscono non solo la divisione dei poteri ma anche il principio democratico secondo cui i cittadini hanno diritto di concorrere alla formazione della volontà collettiva e all’elezione di alcuni organi investiti dei poteri supremi (come il Parlamento). La Costituzione repubblicana. senza discriminazione di sesso. ma anche un programma di sviluppo. che noi tutti abbiamo vissuto. cioè un insieme di regole fondamentali precise e valide immediatamente. è un grande atto.