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Introduzione

Per il sacro principio che “prevenire è meglio che curare” ho voluto intraprendere questa indagine conoscitiva tra i giovani su quale fosse il loro grado di conoscenza delle sostanze di abuso al fine di avere una visione più chiara sulla loro preparazione e fornire inoltre dati per futuri piani di intervento. Il termine sostanze di abuso fa riferimento ad una serie di sostanze, sia legali che illegali, ad esempio la cocaina, la cannabis, le anfetamine, l'eroina, la nicotina e l'alcool. Il consumo di queste sostanze può essere contrastato solamente attraverso la conoscenza sull'argomento e quindi la prevenzione. Per questo è importante il continuo monitoraggio del fenomeno tossicodipendenza che permette di adeguare la tipologia e/o modalità di intervento per prevenirlo. Il problema origina dal fatto che i giovani non sono educati a crescere in un mondo senza droghe, ma al contrario in un ambiente caratterizzato dalla loro assunzione, anche legale. Tutto questo fa sì che si stabilisca la convinzione che si tratti di un fenomeno non pericoloso, senza tralasciare l'aspetto ancor più preoccupante della notevole tendenza all'abbassamento dell'età di assunzione. Il rischio di abuso di droghe aumenta notevolmente durante i periodi di transizione, ad esempio cambiare scuola, lo spostamento o il divorzio dei genitori. Nella prima adolescenza, quando i bambini passano dalle elementari alla scuola media, si trovano ad affrontare situazioni sociali e cambiamenti importanti, e spesso, durante questo periodo, sono esposti a sostanze di abuso come le sigarette e l'alcool per la prima volta. Per questo è importante intervenire in questa fascia di età. Il cervello comincia la sua maturazione acquisendo gli stimoli del mondo esterno a partire dalla nascita, ma completa questo processo tra i 20 e i 21 anni. Durante questo processo le cellule cerebrali sono particolarmente sensibili e la loro fisiologia e naturale maturazione può venire facilmente alterata e deviata dai forti stimoli provenienti dall‟esterno, quali per l‟appunto quelli prodotti dalle droghe e dall‟alcol. Le sostanze stupefacenti sono in grado, anche a basse dosi, di interferire con questa maturazione cerebrale. Mentre le cellule cerebrali maturano e le relazioni tra esse si

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consolidano, la persona sviluppa sempre di più la sua personalità e il suo funzionamento mentale. Molti ragazzi usano nell‟età dell‟adolescenza droghe e alcol esponendo se stessi ad una violenza neurologica e psichica, che è indispensabile contenere e eliminare per poter avere una corretta maturazione della persona. Se siamo in grado di prevenire l'abuso di droghe, possiamo prevenire la tossicodipendenza.

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1. II termine droga viene molte volte abusato, ma cosa si intende realmente per droga
Si definisce droga qualsiasi sostanza che, introdotta in un organismo vivente, sia in grado di modificarne una o più funzioni O.M.S.1 Il termine droga deriva dalla parola di origine olandese droog, cioè "secco". L'uso comune relega il termine nell'ambito delle sostanze illegali, ma in realtà sono droghe anche molte sostanze usate nelle terapie mediche (in inglese, il termine drug sta ad indicare genericamente un farmaco) o consumate liberamente, come la nicotina (contenuta nel tabacco), l'alcool e la caffeina (contenuta nel caffè o nel thè). Possiamo definire come droghe o sostanze stupefacenti quelle sostanze psicoattive (naturali o sintetiche) che, per le loro proprietà farmacologiche, agiscono sul sistema nervoso centrale alterano l'equilibrio psicofisico dell'organismo, e che, allo stesso tempo, possono essere oggetto di abuso, generando una forte dipendenza, sia fisica che psichica. 2

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Organizzazione Mondiale della Sanità 28°rapporto, 1993 Biotecnologie A.O.R.N. 'A. Cardarelli' di Napoli , 2011

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2.Criteri di classificazione delle droghe d‟abuso

Le sostanze di abuso possono essere classificate secondo criteri: • giuridici (legali ed illegali) • di pericolosità (leggere e pesanti) • di preparazione (naturali, semisintetiche e sintetiche) • farmacologici (in base a caratteristiche farmacodinamiche e strutturali)

2.1 Criteri giuridici
Risentono delle legislazioni dei singoli Stati. Ogni società accetta alcune sostanze come lecite e ne condanna altre come illecite. Organi di controllo nazionali e sovranazionali pubblicano, e periodicamente aggiornano, le schede delle sostanze controllate. In Italia il DPR 309\90 all‟art.14 ha classificato le sostanze stupefacenti e psicotrope, suddividendole in sei tabelle. La tabella 1 comprende l‟oppio ed i suoi derivati, la coca ed i suoi derivati, le sostanze amfetaminiche, gli allucinogeni ed i tetraidrocannabinoli. Nella tabella 2 sono indicati la canapa indiana ed i prodotti da essa ottenuti. Nella tabella 3 sono compresi i barbiturici, esclusi quelli a lunga durata d‟azione e\o di accertato effetto antiepilettico e quelli impiegati quali anestetici generali. La tabella 4 comprende le sostanze di corrente impiego terapeutico, per le quali sono stati accertati concreti pericoli di induzione di dipendenza, di intensità minore rispetto a quella delle sostanze elencate nelle prime due tabelle. Nella tabella 5 compaiono le preparazioni farmaceutiche che, pur contenendo le sostanze già indicate nelle precedenti tabelle, per le modalità di impiego e per le dosi, non comportano rischi di abuso. La tabella 6 comprende i prodotti ad azione ansiolitica, antidepressiva e psicostimolante, che possono dar luogo a pericolo di abuso ed alla possibilità di farmacodipendenza. La classificazione sovraesposta assume particolare rilievo, in ordine alle

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specifiche regole attinenti la ricettazione ed agli effetti delle sanzioni penali previste per illecita detenzione e commercio di sostanze stupefacenti o psicotrope. 3

2.2 Criterio di pericolosità
Distingue le sostanze d‟abuso in rapporto alla loro pericolosità individuale e sociale: droghe pesanti: oppiacei, cocaina, amfetamine, allucinogeni, barbiturici, alcol etilico droghe leggere: derivati della canapa indiana, nicotina, caffeina, solventi volatili.

2.3 Criteri di preparazione
Viene per lo più utilizzato come corollario alle altre classificazioni. Indipendentemente dall‟origine, le droghe d‟abuso sono sostanze che, per esser tali, interferiscono pesantemente con delicate strutture del SNC. I principi attivi semisintetici e sintetici non sempre sono più tossici rispetto a quelli naturali, dei quali, in generale, sono“imitazioni”. Più interessante potrebbe essere la distinzione dagli altri preparati dei “prodotti” naturali, grezzi o semilavorati,come le foglie di coca e di canapa indiana o la polvere d‟oppio, il cui profilo farmacologico è condizionato dalla presenza di una più bassa concentrazione di principio attivo. D‟altra parte, mentre, solitamente, si fa riferimento a proprietà e tossicità delle droghe da farmacia, la pratica clinica mette a confronto con quelle “da strada”, il cui grado di purezza ed il cui contenuto in contaminanti, adulteranti e sostanze da taglio è estremamente variabile.

2.4 Criteri farmacologici
Non risente di differenze legislative o di giudizio sociale ed è l‟unica che, prendendo in considerazione le proprietà farmacodinamiche dei singoli principi attivi, ne verifica la rispondenza ai criteri di inclusione.4 Distinguiamo: oppioidi, psicostimolanti, deprimenti del SNC, alcol etilico, nicotina e
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Vendramin Andrea classificazione delle sostanze d'abuso;S.E.M.G. Scuola Europea di Medicina Generale Dipartimento di Farmacologia ,Università di Padova ,1996 4 Boccalon Roberto, Classificazione delle sostanze d'abuso. S.E.M.G. Scuola Europea di Medicina Generale, Scuola di Specializzazione in Psichiatria ,Università di Ferrara ,1996

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tabacco, cannabinoidi, allucinogeni,arilcicloesamine, inalanti, designer-drugs.

2.5 Classificazione delle droghe secondo l'OMS
L'Organizzazione mondiale della sanità, classifica le droghe in tre grandi gruppi: 1) Sostanze psicoattive a uso terapeutico: medicinali che agiscono sul cervello e sul sistema nervoso, come sonniferi, tranquillanti, psicofarmaci, anestetici e alcuni antidolorifici5. 2) Droghe legali: le sostanze il cui utilizzo è normalmente ammesso dalle legislazioni dei diversi paesi, che hanno comunque qualche tipo di effetto psicoattivo sul cervello del consumatore. Alcool, nicotina e caffeina sono le più diffuse6. 3)Droghe illecite: sostanze psicoattive normalmente non usate in medicina. Sono oppiacei, cannabinoidi, allucinogeni, ipnotici, inalanti, sedativi, cocaina e altri stimolanti la cui produzione e commercializzazione sono proibite nella maggior parte dei paesi occidentali7.

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op.cit Organizzazione Mondiale della Sanità, 1993

ibidem ibidem

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3. Come agiscono le droghe

Il piacere, che gli scienziati chiamano ricompensa o gratificazione, è una forza biologica molto potente per la nostra sopravvivenza. Lo sperimentiamo ogniqualvolta siamo dediti ad attività per noi piacevoli quali ad es. mangiare, stare insieme agli amici, ascoltare della buona musica, fare sesso, etc. e il nostro cervello è programmato in modo tale da indurci a provarlo nuovamente. Un

gruppo importante di cellule nervose, contenenti dopamina, presenti nell'area tegmentale ventrale (VTA), sopra al tronco encefalico, rilasciano messaggi di piacere alle cellule nervose del cosiddetto nucleo accumbens, una struttura del sistema limbico. Altre fibre invece, raggiungono l'area della regione frontale della corteccia cerebrale. Il sistema di gratificazione quindi comprende: 1) il tronco encefalico 2) il sistema limbico 3) la corteccia cerebrale frontale Tutte le droghe che creano dipendenza sono in grado di attivare il sistema di gratificazione del cervello. La dipendenza è un processo biologico patologico che va ad alterare il funzionamento del sistema di gratificazione, così come di altre parti del cervello. Per comprendere questo processo, è necessario esaminare gli effetti delle droghe sulla neurotrasmissione. Quasi tutte le droghe modificano il funzionamento del cervello agendo sulla neurotrasmissione chimica. Alcune sostanze, come l‟eroina e l‟LSD, mimano gli effetti di un neurotrasmettitore naturale. Altre, come il PCP, bloccano i recettori impedendo così il passaggio ai messaggi neuronali. Altre ancora, come la cocaina, interferiscono con le molecole che sono responsabili del trasporto dei neurotrasmettitori ai neuroni che li hanno rilasciati. Alcune droghe infine, come le metamfetamine, agiscono facendo rilasciare i neurotrasmettitori in quantità maggiori. L'uso prolungato di droghe modifica il cervello in modo profondo e duraturo. E' come se nel cervello ci fosse una sorta di interruttore che, ad un certo punto, va in tilt. E' in quel momento che avviene il passaggio dal consumo alla dipendenza. 8
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NIDA National Institute on Drug Abuse , The brain's response to drugs,2011

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4. La tolleranza acquisita, la dipendenza fisica e la dipendenza psicologica di un farmaco
4.1 La tolleranza acquisita
La tolleranza acquisita si manifesta quando dosi progressivamente maggiori di un farmaco devono essere somministrate per ottenere gli effetti farmacologici desiderati. Quando è determinata da un più rapido metabolismo è detta farmacocinetica mentre quando è dovuta alla diminuzione della risposta recettoriale è detta farmacodinamica. Essa, tuttavia, deve essere considerata un fenomeno generale non limitato alle “droghe”, riguardando molti farmaci come anticolinergici o nitroderivati, che certamente non provocano autosomministrazione. Viceversa, sostanze di abuso come cocaina ed amfetamine non determinano tolleranza e mantengono le proprietà eccitanti per prolungati periodi di somministrazione, senza richiedere apprezzabili incrementi di dosaggio9.

4.2 La dipendenza fisica
La dipendenza fisica si instaura quando un farmaco è assunto per un congruo periodo di tempo conconcentrazioni ematiche mantenute relativamente costanti per giorni, settimane o mesi. La sua manifestazione sintomatica è la sindrome d‟astinenza, che compare quando l‟assunzione cronica è sospesa oppure in seguito alla somministrazione di specifico antagonista. La natura della sintomatologia dipende dal sistema neurotrasmettitoriale che costituisce il bersaglio di ciascun farmaco. Neppure la capacità di indurre dipendenza fisica può essere considerata caratteristica patognomonica delle sostanze di abuso. Farmaci, quali glucocorticoidi ed antipertensivi, provocano alla improvvisa sospensione comparsa di quadri sintomatologici assimilabili a

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op.cit Vendramin Andrea,1996

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sindromi d‟astinenza, senza per questo determinare condotte di abuso10. Dipendenza fisica e tolleranza acquisita sono espressione della capacità di un farmaco di provocare reazioni adattative da parte dell‟organismo, ma non costituiscono il requisito minimo che una sostanza deve possedere per mantenere il “drug seeking behaviour” (comportamento di compulsiva ricerca). La dipendenza fisica può tuttavia contribuire all‟instaurarsi di abuso per evitare la comparsa dei sintomi spiacevoli che seguono la deprivazione. Essa costituisce il substrato biologico del “rinforzo negativo”, per il timore, assai vivo nel tossicomane, di sperimentare l‟astinenza11.

4.3 La dipendenza psicologica
La dipendenza psicologica è caratterizzata dal “craving” (bramosia irrefrenabile) per una sostanza. Esso scatena e mantiene il drug seeking behaviour e le ricadute a distanza sono determinate dalla ricomparsa, talora condizionata da fattori esterni, di un antico craving non completamente eliminato. Le ricadute sono riconosciute essere la vera malattia del tossicodipendente e la dipendenza psicologica, risulta l‟elemento costitutivo fondamentale della tossicodipendenza. È la dipendenza psicologica, dunque, la vera dipendenza, di cui tolleranza e dipendenza fisica sono corollario. La focalizzazione sugli aspetti della sintomatologia somatico-macroscopica della sindrome di astinenza, che costituiscono i confini dell‟area della dipendenza fisica, ha lasciato ricaduta e craving all‟interpretazione delle discipline psicologiche e sociali, essendo, un tempo, inimmaginabile un possibile e specifico correlato biologico sotteso alla sintomatologia comportamentale. Lo studio sperimentale dell‟abuso di sostanze ha presentato notevoli difficoltà per aspetti sia legali che scientifici e la prolungata mancanza di un modello animale ha determinato la confusione che tuttora caratterizza l‟interpretazione patogenetica della tossicomania12. Molti, anche fra i medici, stentano a riconoscere nelle condotte di abuso il sintomo di una malattia organica determinata dalle sostanze stesse. La dicotomia fra dipendenza
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ibidem op.cit Boccalon Roberto,1996 12 ibidem

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fisica e dipendenza psicologica ha contribuito ad alimentare questa confusione che, solo apparentemente semantica, è, in realtà, sostanziale. Il termine dipendenza psicologica esprime in sé stesso una connotazione di inorganicità che si contrappone alle attuali, verificate, acquisizioni neuro scientifiche13. Secondo l‟O.M.S. la dipendenza (psicologica): può essere intesa come “un sentimento di bisogno assoluto e una tendenza psicologica che richiede una somministrazione periodica o continuativa della droga per produrre l‟effetto desiderato o per evitare disagio”14.

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ibidem op.cit Organizzazione Mondiale della Sanità , 1993

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5. Che cosa è la tossicodipendenza
La dipendenza viene definita come una malattia cronica del cervello, caratterizzata dalla ricerca continua e l'uso della sostanza, nonostante le conseguenze dannose per l‟organismo. E‟ considerato una malattia del cervello perché modifica il cervello, cambiano la sua struttura e il suo funzionamento. 15

Dai laboratori di Drs. N. Volkow e H. Schelbert

La dipendenza è simile ad altre malattie, quali malattie cardiache. Si interrompere il normale, funzionamento dell'organo si hanno gravi conseguenze dannose, sono prevenibili, curabile e, se non trattata, può causare la morte.

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National Institute on Drug Abuse NIH Numero Pub: 10-5605 ,2007Revised: agosto ,2010

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6. Cosa succede al cervello assumendo frequentemente farmaci

Il cervello si adatta hai grandissimi picchi di dopamina(e di altri neurotrasmettitori) indotte dalle sostanze assunte producendo meno dopamina o riducendo il numero di recettori che possono ricevere il segnale. Di conseguenza, l'impatto della dopamina sul circuito di ricompensa del cervello di un tossicodipendente possono diventare stremamente bassa, e la possibilità di provare alcun piacere è ridotto. È per questo che una persona drogata si sente alla fine piatto, senza vita, depressa, e non riesce a godere delle cose che in precedenza gli procuravano piacere. Ora, hanno bisogno di assumere farmaci solo per cercare di portare livelli di dopamina alla normalità; per far questo devono assumere grandi quantità di farmaco (questo effetto è noto come tolleranza )16 Riduzione dei trasportatori della dopamina in una persone che assumono metanfetamina17

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op.cit National Institute on Drug Abuse , 2010 Am J Psychiatry 158:377-382, 2001

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Lo stesso tipo di meccanismi coinvolti nello sviluppo della tolleranza può portare a cambiamenti profondi nei neuroni e circuiti cerebrali, con la possibilità di compromettere gravemente la salute a lungo termine del cervello. Ad esempio, il glutammato è un altro neurotrasmettitore che influenza il circuito di ricompensa e la capacità di imparare. Quando la concentrazione ottimale di glutammato viene alterato dalla droga, il cervello tenta di compensare questo cambiamento, che può causare deterioramento delle funzioni cognitive.18

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op.cit National Institute on Drug Abuse ,2010

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7. Perché le persone si drogano
In generale, le persone iniziano a assumere farmaci per una serie di motivi: 1) Per sentirsi bene La maggior parte delle droghe d'abuso produce infatti intense sensazioni di piacere. Questa sensazione di euforia iniziale è seguita da altri effetti, che differiscono con il tipo di farmaco utilizzato. Ad esempio, con stimolanti come la cocaina, si avranno sensazione di potenza, fiducia in se stessi, e l'energia aumentata. Al contrario, l'euforia causata da oppiacei come l'eroina è seguita da una sensazione di relax e soddisfazione.19 2) Per sentirsi meglio Alcune persone che soffrono di ansia sociale, disturbi, l‟abuso di farmaci inizia nel tentativo di ridurre i sentimenti di angoscia. Lo stress può svolgere un ruolo importante nel cominciare ad utilizzare le droghe o di recidiva in pazienti sottoposti a dipendenza.20 3) Per migliorare le loro prestazioni atletiche o cognitive può analogamente avere un ruolo nella sperimentazione iniziale e continuo abuso di droga. 4) La curiosità e '" Perché gli altri lo fanno" Negli adolescenti il rispetto e la considerazione e fondamentale , per questo per non essere isolati e far parte del “gruppo” si assumono queste sostanze per sentirsi più audaci e accettati. 21

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op.cit National Institute on Drug Abuse ,2010 ibidem 21 ibidem

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8. Effetti delle droghe negli adolescenti

La figura riportata illustra tale evoluzione dove le aree giallo, verde, arancione rappresentano le aree di immaturità cerebrale particolarmente presenti nei primi anni di vita che vanno via via riducendosi col progredire dell’età fino a raggiungere la completa maturazione, rappresentate dal colore blu-viola dopo i 20 anni. 22

Fra i 5 e i 20 anni di età ha luogo la maturazione del cervello. Nell'immagine è mostrato il processo maturativo del cervello umano: i colori rosso, giallo e verde indicano le aree di immaturità, mentre in blu sono indicate le aree mature. Il delicato pro22

Toga AW, Thompson PM, Sowell ER. Mapping brain maturation. Trends Neurosci.;29(3):148-59. Epub ,2006

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cesso di maturazione è decisivo per lo sviluppo cognitivo, soprattutto durante la fase che va dai 12 ai 16 anni (adolescenza). 23 L'assunzione di sostanze può indurre alterazioni nel cervello dell'adolescente, con gravi conseguenze funzionali e per lo sviluppo psicologico. L‟adolescente che abusa di alcol e droghe illecite costituisce un difficile problema per se stesso, la famiglia, il medico, la società. Il cervello dell‟adolescente non ha ancora completato il suo sviluppo. Benché il numero dei neuroni sia già definitivamente stabilito fin dalla prima infanzia, il cervello continua a presentare, fino all‟adolescenza, un fenomeno chiamato plasticità neuronale. Esso consiste nella produzione (o eliminazione) di sinapsi; nella progressiva mielinizzazione di fibre nervose; nella variazione della concentrazione di neurotrasmettitori e dei sistemi della loro neutralizzazione; nella variazione, infine, del numero dei recettori dei differenti neurotrasmettitori. Questi processi di plasticità neuronale sono controllati, in parte, dagli stessi neurotrasmettitori. Ad esempio: variazioni nella concentrazione della dopamina nelle sinapsi possono modificare, in più o in meno, il numero dei recettori di questo neurotrasmettitore. Un ruolo paricolarmente importante nei processi di sinaptogenesi svolge l‟acido glutammico. Questo neurotrasmettitore eccitatorio, agendo in particolari recettori chiamati NMDA, decide sul “destino” di certi neuroni e di certe connessioni neuronali. Poiché le diverse droghe (come la cocaina, l‟anfetamina, l‟eroina e l‟alcol) modificano l‟azione di differenti neurotrasmettori, esse alterano le condizioni nelle quali normalmente si realizzano questi processi neurobiologici. È prevedibile che l‟assunzione di queste sostanze in dosi adeguate, e per tempi sufficientemente prolungati, possa influenzare lo sviluppo neurobiologico del cervello dell‟adolescente e quindi i suoi correlati funzionali: cognitivi, emotivi, comportamentali ecc. Dato che nel bambino e nell‟adolescente i successivi livelli di organizzazione di tipo cognitivo, psicologico, sociologico possono realizzarsi solo se sono maturati i precedenti stadi di organizzazione, un‟alterazione nella maturazione neurobiologica potrebbe avere conseguenze a lungo termine. Un problema di particolare importanza è il chiarire se gli effetti

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op.cit National Institute on Drug Abuse ,2010

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dell‟alcol sui neuroni glutammatergici e sul recettore NMDA nell‟adolescente siano differenti rispetto a quelli dell' adulto. L‟alcol è un inibitore di questo recettore, la cui attivazione (come si è già detto) è importante per provocare la produzione o l‟eliminazione di determinate connessioni neuronali. Inoltre, un‟eccessiva stimolazione dei recettori NMDA può provocare la morte dei neuroni sui quali questi recettori sono localizzati. È stato osservato che la sensibilità dei recettori NMDA agli effetti dell‟alcol è superiore nell‟animale immaturo rispetto all‟adulto. Inoltre, si è visto che se il cervello è esposto a concentrazioni sufficientemente alte e prolungate di alcol, i recettori NMDA aumentano di numero, per compensare il blocco funzionale imputabile all‟alcol. Quando l‟assunzione dell‟alcol cessa, durante l‟astinenza, i recettori NMDA, che erano diventati più numerosi che di norma, subiscono una maggiore stimolazione da parte dell‟acido glutammico e ciò può provocare la morte dei neuroni. Queste considerazioni hanno grande interesse clinico per quegli adolescenti che usano consumare quantità rilevanti di alcol durante i weekend. 24 L'abuso di droghe e alcol può compromettere le funzioni cerebrali in aree critiche per : 1 Motivazione 2 Memoria 3 Apprendimento 4 Giudizio 5 Comportamento Quindi, non è sorprendente che gli adolescenti che abusano di alcol e altre droghe spesso hanno problemi di famiglia e scuola, scarso rendimento scolastico, problemi connessi alla salute (compresa la salute mentale). L'introduzione di droghe nell'organismo interferisce gravemente con la maturazione, portando a una strutturazione anomala permanente del cervello, con gravi disfunzioni cognitive e comportamentali. Quindi, prevenire il consumo precoce di droghe o alcol
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Medicina del le tossicodipendenze - anno I I I , numero 6/7 Gian Luigi Gessa Neuropsicofarmacologo Dipartimento di Neuroscienze Bernard B. Brodi Università di Cagliari ,1993

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può ridurre il rischio di progressione verso l'abuso e la dipendenza in seguito. 25

25

op.cit Thompson PM,2006

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9. Costituzione e via di assunzione delle sostanze di abuso

9.1 Marijuana
Il principale principio è il delta-9-tetraidrocannabinolo (THC) responsabile degli effetti psicoattivi della droga. L'intensità degli effetti psichici e l‟aggressività tossicologica di marijuana, hascish ed olio di hascish sono proporzionali al rispettivo contenuto di principio psicoattivo (THC) ma, in senso assoluto, dipendono, dalla entità delle dosi autosomministrate. 26 Ci sono tre tipi di“preparazioni” derivate dalla Cannabis Sativa:

Marijuana E‟ una mistura, secca e pressata, di foglie, sementi ed estremità fonte di Cannabis che, per il suo aspetto, viene chiamata in gergo “erba”. Il contenuto di principio psicoattivo varia dall‟1 al 9% a seconda della qualità e dalla zona di produzione. La marijuana, viene fumata, mescolata a tabacco, in semplici pipe oppure rollata con comune carta per sigarette. 27

Hascish E’ una pasta resinosa, più o meno dura, color cioccolata dal chiaro allo scuro, ottenuta a partire da foglie e fiori di Cannabis, il cui contenuto di principio psicoattivo è mediamente intorno al 15-20%, con molta variabilità a seconda della provenienza. L‟hascish, opportunamente sbriciolato e mescolato al tabacco, si fuma con le stesse modalità della marijuana. 28

Olio di hascish E‟ la forma più pura di derivati di cannabis prodotta per uso illecito. Si prepara
26

Dipartimento delle Dipendenze Azienda ULSS 20 Verona Programma Regionale sulle Dipendenze Regione del

Veneto ,2008
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op.cit Vendramin Andrea,1996 op.cit Boccalon Roberto ,1996

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dall‟hascish per estrazione mediante solvente, contiene in media circa il 40% di d -9THC raggiungendo in particolari preparazioni anche il 60%. Viene aggiunto in piccole quantità al tabacco e fumato. 29

9.2 Allucinogeni : LSD
Tra gli allucinogeni si possono distinguere 1) LSD 2) ketamina 3) PCP (o fenciclidina) Gli allucinogeni sono sostanze che provocano allucinazioni, distorsioni profonde nella percezione della realtà. Sotto l‟influenza di un allucinogeno, l‟individuo vede immagini, sente suoni e prova sensazioni tattili che sembrano vere ma non corrispondono alla realtà del mondo esterno. Alcuni allucinogeni producono anche delle oscillazioni rapide ed intense nelle emozioni. Gli allucinogeni interferiscono nelle interazioni fra le cellule nervose e la serotonina presente nel sistema nervoso centrale e coinvolta nel controllo del comportamento, del sistema percettivo e di regolazione dell‟umore, della fame, della temperatura corporea, del comportamento sessuale, del controllo muscolare e della percezione sensoriale. 30L‟LSD è la droga che viene maggiormente identificata col termine “allucinogeno” ed è la più usata in questa classe di sostanze. Gli effetti variano a seconda del tipo di sostanza utilizzata e della risposta individuale. 31

9.3 Metanfetamina
Esistono più di 180 tipologie di metanfetamine, alcune delle quali sono frutto di ulteriori sintesi dell‟MDMA (vedi Ecstasy), in cui viene modificata più o meno profondamente la struttura molecolare originale. La metanfetamina è un potente stimolante che dà assuefazione e causa gravi danni al Sistema Nervoso Centrale. Questa droga
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op.cit National Institute on Drug Abuse ,2010 NIDA for Teens: Mind over Matter,2005 31 op.cit Programma Regionale sulle Dipendenze, Regione del Veneto ,2008

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si produce facilmente in laboratori clandestini con ingredienti relativamente economici che si possono ottenere senza ricetta medica. Queste sostanze si mescolano rendendo la metanfetamina una droga molto pericolosa. La metanfetamina è conosciuta come “speed”, “ice” o “crystal” (questi ultimi due nomi si riferiscono in particolare alla metanfetamina che si fuma). Si tratta di una polvere cristallina bianca, dal sapore amaro e inodore che si scioglie facilmente nell‟acqua o nell‟alcol. 32. Questa droga è stata sviluppata all‟inizio del 1900 dall‟amfetamina ed è stata usata originariamente nei decongestionanti nasali e negli spray bronchiali. La struttura chimica della metanfetamina è simile a quella dell‟anfetamina, ma gli effetti sul sistema nervoso sono molto più pronunciati. Gli usi medici di questa sostanza permessi dalla legge sono molto pochi e strettamente limitati ad alcune patologie sotto stretta sorveglianza medica (trattamento della narcolessia, del deficit di attenzione e del trattamento dell‟obesità). 33

9.4 Ecstacy
L‟ecstasy è una sostanza illegale che agisce sia come stimolante che come allucinogeno, producendo un effetto energizzante, così come distorsioni temporali e percettive e un maggior piacere dalle esperienze tattili. L‟ecstasy viene assunta per via orale, sotto forma di pastiglie o capsule, e i suoi effetti hanno una durata che va dalle 3 alle 6 ore circa. La dose media riferita è di una/due pastiglie contenenti solitamente dai 60 ai 120 mg di ecstasy. Non di rado chi ne fa uso ne assume una seconda dose nel momento in cui cominciano a svanire gli effetti della prima. L‟ecstasy può avere effetti sul cervello alterando l‟attività dei messaggeri chimici, o neurotrasmettitori, che rendono possibile la comunicazione tra le cellule nervose in molte aree del cervello. Ricerche condotte su animali hanno evidenziato che in dosaggi medio-alti questa sostanza può risultare tossica per le cellule nervose che contengono serotonina e causare alle stesse danni a lungo termine. 34L‟ecstast può interferire con la capacita di re32 33

op.cit Programma Regionale sulle Dipendenze, Regione del Veneto ,2008 op.cit National Institute on Drug Abuse ,2010 34 op.cit Programma Regionale sulle Dipendenze, Regione del Veneto ,2008

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golazione della temperatura corporea e questo ha portato, in rare occasioni, a conseguenze mediche gravi inclusa la morte. L‟ecstasy inoltre, determina il rilascio di un altro neurotrasmettitore, la norepinefrina, che è probabilmente la causa dell‟aumento del battito cardiaco e della pressione sanguigna, spesso associati all‟uso di ecstasy. Nonostante l‟MDMA sia nota universalmente tra i consumatori come ecstasy, i ricercatori hanno scoperto che numerose pastiglie non contengono soltanto MDMA, ma anche una serie di altre sostanze o combinazioni delle stesse che possono essere ugualmente dannose. Sostanze adulteranti riscontrate nelle pastiglie di ecstasy acquistate per strada includono metamfetamina, caffeina, destrometorfano (prodotto da banco per sedare la tosse), efedrina (sostanza stimolante utilizzata anche per il controllo del peso) e cocaina. Inoltre, come per numerose altre sostanze d‟abuso, l‟ecstasy viene raramente utilizzata da sola. Non è raro che i consumatori l‟associno ad altre sostanze quali alcol e marijuana .35

9.5 Steroidi
Gli steroidi anabolizzanti sono sostanze sintetiche derivate dall‟ormone maschile testosterone, modificato chimicamente per potenziare gli effetti anabolizzanti e ridurre gli effetti androgenici. La terminologia corretta per queste sostanze è “steroidi anabolizzanti androgenici”.Gli steroidi anabolizzanti sono stati studiati alla fine degli anni trenta, impiegati inizialmente per trattare l‟ipogonadismo, condizione nella quale i testicoli non producono sufficiente testosterone per una normale crescita, sviluppo e funzionamento sessuale . Durante alcuni studi sperimentali sulle cavie si osservò che gli steroidi facilitavano la crescita dell‟apparato muscolo scheletrico, favorendo la diffusione di queste sostanze tra i culturisti e, successivamente, nelle altre discipline sportive. 36Attualmente gli steroidi anabolizzanti sono utilizzati in campo medico per ripristinare i livelli fisiologici di ormoni in situazioni di carenza ormonale, e per il deterioramento del corpo causato dall‟infezione da HIV o da altre malattie. Gli steroidi sono sostanze utilizzate in ambito sportivo al fine di migliorare le prestazioni, e
35 36

op.cit National Institute on Drug Abuse,2010 op.cit Programma Regionale sulle Dipendenze, Regione del Veneto ,2008

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sono state proibite dalla commissione medica del Comitato Olimpico Internazionale. L‟assunzione di tali sostanze ha una serie di effetti tra i quali la crescita dell‟apparato muscolo scheletrico (effetti anabolizzanti) e lo sviluppo di caratteristiche sessuali maschili(effetti androgeni). L‟incremento della massa muscolare indotto dal testosterone è dovuto ad un aumento nella sintesi delle proteine muscolari. Gli effetti derivanti dall‟assunzione riguardano anche il comportamento, infatti gli steroidi aumentano l‟aggressività, diminuiscono la percezione della fatica e inducono uno stato di euforia ed incremento delle energie. 37

9.6 Ketamina
La ketamina è una molecola di origine sintetica, sintetizzata nel 1962, brevettata in Belgio nel 1963. E‟stata progettata nell‟ambito della ricerca di analoghi strutturali delle cicloesilamine a cui appartiene anche la fenciclidina (PCP).La ketamina ha proprietà anestetiche ed analgesiche. E‟ ampiamente utilizzata in ambito veterinario,molto meno come anestetico nell‟uomo. La sintesi della ketamina prevede l‟utilizzo di ciclopentilbromuro, ortoclorobenzonitrile e metilamina.Prevede quattro passaggi sintetici complessi non realizzabili in laboratori non specializzati. Si ipotizzadunque che la ketamina venduta sul mercato illecito arrivi dalla distrazione di prodotti farmaceutici commerciali. Le preparazioni farmaceutiche sono quasi sempre soluzioni che vengono evaporate e poi essiccate per l‟uso illegale al fine di ottenere polveri o compresse. La ketamina è stata rilevata anche in compresse vendute come ecstasy o come adulterante di altre droghe quali cocaina, amfetamine, eroina. Nel mercato illecito si trova sotto forma di liquido, capsule e polvere cristallina.I cloridrati della ketamina costituiscono preparazioni farmaceutiche con importante applicazione in medicina veterinaria e come anestetico principalmente pediatrico, usi per i quali il medicinale ha le autorizzazioni al commercio in diversi paesi europei. L‟uso sull‟uomo è confinato a indicazioni particolari,a causa della possibilità di effetti avversi38.
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op.cit National Institute on Drug Abuse, 2010 Report on the risk assessment of ketamine in the framework of the joint action on new synthetic drugs.

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La ketamina ha un tempo di dimezzamento che dipende dalla via di somministrazione, ma generalmente è piuttosto breve, circa 1-3 ore. Viene metabolizzata dall‟isoforma CYP2B6 del citocromo P450 per Ndemetilazione (formazione di norketamina) ed eliminato dall‟organismo in 24 ore, anche se si può osservare un prolungamento degli effetti a causa della formazione di metaboliti ancora attivi. Infatti, la norketamina è farmacologicamente attiva, con una potenza anestetica pari a circa un terzo della ketamina. Viene escreta principalmente come forma idrossilata e coniugata della norketamina e della deidronorketamina.La somministrazione orale comporta uno scarso assorbimento con bassa biodisponibilità (16%) e formazione doppia di norketamina, fattore che può comportare una comparsa più lenta degli effetti che però possono durare più a lungo. La somministrazione endovenosa produce un‟azione molto rapida (circa 30 secondi) e una distribuzione rapida in tutti i tessuti altamente perfusi quali cervello, cuore e polmoni. La somministrazione intramuscolare produce effetti simili con una biodisponibilità che raggiunge il 90%. L‟assunzione per via nasale, quella più utilizzata in ambito ricreazionale è associata comunque ad un effetto che si manifesta rapidamente e che dura circa 2-3 ore.39 L‟assorbimento per somministrazione intramuscolare della ketamina è molto rapido (tmax 5-15 min.) così come per la via nasale (tmax 20 min.). La via orale ha tmax pari a 30 minuti. 40

9.7 Alcool
Quando si parla di alcol contenuto nelle bevande alcoliche ci si riferisce all‟etanolo (CH3-CH2-OH), l'alcol per antonomasia. Si tratta di una piccola molecola estremamente solubile sia nell‟acqua che nei lipidi, costituita da due atomi di carbonio. Grazie alle sue dimensioni ridotte, rispetto ad altre molecole, penetra facilmente fra i tessuti entrando nel flusso sanguineo piuttosto rapidamente e, attraverso di esso, in tutto

EMCDDA, EDND, 2011
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Wolff, A.R. Winstock. Review - Ketamine. From Medicine to Misuse by K. CNS Drugs 20(3), 199218,2006
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op.cit Report on the risk assessment of ketamine in the framework of the joint action on new synthetic drugs, 2011

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l‟organismo. L‟etanolo, o alcol etilico, è una sostanza liquida che si forma per fermentazione di alcuni zuccheri semplici o per distillazione del mosto fermentato. L'alcol etilico è una sostanza non essenziale, estranea all'organismo e al suo normale metabolismo (xenobiotico); è tossica per le cellule ed è un potente agente tumorale. L'alcol etilico, oltre all'acqua, è il principale componente delle bevande alcoliche. Altri principi nutritivi (vitamine, sali minerali, proteine, zuccheri) sono presenti solo in tracce; per questa ragione le bevande alcoliche non possono essere considerate un alimento. Non è una sostanza nutriente o utile, ma provoca danno diretto alle cellule di molti organi,tra cui il fegato e il Sistema Nervoso Centrale. Pur possedendo un elevato valore calorico (7 Kcal per grammo, inferiore solo ai grassi), non è utilizzabile dall'organismo per il lavoro muscolare, ma solo per il metabolismo di base, risparmiando l'uso di altri principi nutritivi quali grassi e zuccheri (per questo fa ingrassare). Le bevande alcoliche si distinguono in due categorie: bevande fermentate e bevande distillate. Le bevande fermentate sono prodotte dalla trasformazione in alcol degli zuccheri contenuti nell‟uva, in altri frutti o neo cereali. Solitamente le bevande fermentate non possono avere un grado alcolico superiore a 16°, poiché oltre tale gradazione l‟alcol blocca l‟azione dei lieviti responsabili del processo di fermentazione. Le principali bevande fermentate sono: - il vino, ottenuto dalla fermentazione dell‟uva o del succo (mosto) d‟uva (gradazione dai 9° ai 15°); - la birra, ottenuta dalla fermentazione del mosto di luppolo, malto, orzo mescolato ad altri cereali (gradazione dai 2° ai 7°); - il sidro, ottenuto dalla fermentazione del succo di mele o di pere (gradazione dai 4° ai 6,5°) Le bevande distillate sono ottenute attraverso il processo di distillazione che consiste nel portare ad ebollizione una bevanda alcolica facendone successivamente raffreddare e condensare i vapori (l‟alcol evapora ad una temperatura più bassa dell‟acqua), in modo da aumentare la concentrazione dell‟alcol. Con questo processo di evaporazione si tende a separare l‟acqua, che rimane allo stato liquido, dall‟alcol,

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che diventa gassoso. L‟alcol viene incanalato in tubi speciali, dove viene raffreddato e quindi si condensa. Si ottiene così un liquido con una percentuale d‟alcol molto maggiore rispetto alla bevanda di partenza. Le bevande distillate si distinguono in: - aperitivi e superalcolici, ottenuti dalla distillazione di bevande (ad esempio il brandy dal vino, il calvados dal sidro) o di altri prodotti che hanno comunque già subito un processo di fermentazione (dalle vinacce la grappa, dai cereali il gin, il whisky e la vodka, dalla melassa il rum); hanno un‟alta gradazione alcolica dai 40° ai 50°. 41

9.8 Ghb
Il (Gamma-idrossibutirato) è un farmaco ad azione deprimente sul sistema nervoso centrale è un componente presente naturalmente nel nostro metabolismo come in quello di tutti i mammiferi viventi concentrato, soprattutto,nell‟ipotalamo, nei gangli basali, nei reni, nel cuore, nei muscoli e nelle masse grasse. E‟ noto sul mercato illegale come “droga dello stupro”. 42 Si trova, solitamente, in forma di liquido incolore e inodore, denso e con un sapore leggermente salato, contenuto in bottigliette di plastica o sotto forma

di polvere bianca (da bere disciolta in un liquido) o in pastiglie. In campo medico è usato come anestetico chirurgico, per stimolare la produzione di GH (Growth Hormone, ormone della crescita), per la cura della alcool-dipendenza e come coadiuvante del parto (per le sue proprietà rilassanti e anti-spasmodiche).43 Viene usato come stimolante anche nel mondo dello sport e ricade sotto la categoria Doping. Il GHB ha anche effetti anabolizzanti, stimola infatti la sintesi delle proteine e viene utilizzata nel bodybuilding per aiutare la riduzione del grasso e l‟aumento della massa muscolare. 44

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op.cit Programma Regionale sulle Dipendenze, Regione del Veneto ,(2008 ) op.cit National Institute on Drug Abuse ,(2010 ) Dipartimento Politiche Antidroga - Presidenza del Consiglio dei Ministri Anno ,(2009) op.cit National Institute on Drug Abuse ,2010

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9.9 Eroina
Tra gli oppiacei, è sia la droga più abusata sia quella ad azione più rapida. L‟eroina si ricava dalla morfina, una sostanza naturale estratta dai semi di certe varietà di papaveri. Generalmente, si vende sotto forma di polvere bianca o marrone, o di sostanza nera, appiccicosa comunemente conosciuta con il nome di “gomma” o “catrame nero”. 45Benché l‟eroina di maggiore purezza stia diventando più comune, la maggior parte dell‟eroina che si vende per strada è mischiata o “tagliata” con altre droghe o con sostanze come zucchero, amido, latte in polvere o chinino. Inoltre, può essere tagliata anche con stricnina o altri veleni. I consumatori di eroina sono a rischio d‟overdose o di morte poiché non conoscono l‟effettiva potenza della droga o il reale contenuto. L‟utilizzo di eroina inoltre, causa particolari problemi dovuti alla trasmissione di HIV e di altre malattie infettive, trasmesse condividendo gli aghi o altri strumenti per l‟iniezione. 46

9.10 Cocaina
La cocaina è una potente sostanza stimolante che dà dipendenza e che colpisce direttamente il cervello. E‟ stata definita “la droga degli anni ottanta e novanta” a causa dell‟uso e della popolarità così diffusi in quegli anni.. A metà del diciannovesimo secolo, si estrasse per la prima volta la cocaina pura dalla foglia di una pianta di coca (“Erythroxylon”) che cresce principalmente in Perù e Bolivia. 47 Agli inizi del ventesimo secolo, la cocaina divenne lo stimolante più utilizzato nella maggior parte dei ricostituenti ed “elisir” che furono creati come cura per trattare numerose malattie;possiede un alto potenziale d‟abuso e può essere somministrata sotto stretto controllo medico per usi specialistici. Ci sono essenzialmente due forme chimiche della cocaina: il sale cloridrato e il “freebase”. Il sale cloridrato, forma in polvere della cocaina, si dissolve nell‟acqua e quando si utilizza, può essere assunta
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ibidem op.cit Programma Regionale sulle Dipendenze, Regione del Veneto ,2008 ibidem

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per via endovenosa o inalata. La cocaina “freebase”, ovvero cocaina sotto forma di base libera, si riferisce ad un composto che non è stato neutralizzato con un acido per produrre il sale cloridrato. La forma “freebase” della cocaina viene fumata. La cocaina generalmente mescolata con altre sostanze come maizena, talco e/o zucchero; o con certe droghe come la procaina, un anestetico locale di composizione chimica simile;Il “Crack”, nome comune dato alla forma freebase della cocaina, è ottenuto trasformando la cocaina in polvere in una sostanza che si possa fumare. Il termine “crack” si riferisce allo scricchiolio che si sente quando la si fuma. La cocaina crack si ottiene attraverso un processo chimico utilizzando ammoniaca o bicarbonato di sodio e acqua, ed è scaldata per eliminare il cloridrato. Proprio perché viene fumato, il crack dà euforia in meno di dieci secondi. Quest‟effetto, piuttosto rapido e immediato, è una delle ragioni dell‟enorme popolarità raggiunta dal crack alla metà degli anni ottanta. Un‟altra ragione è il modico costo sia per la lavorazione che per l‟acquisto di questa sostanza. 48

9.11 Inalanti
Gli inalanti sono sostanze volatili che producono vapori chimici che, se inalati, inducono un effetto psicoattivo o uno stato di alterazione mentale. Anche se vi sono altre sostanze che possono essere inalate,il termine “inalanti” viene utilizzato per indicare una serie di sostanze la cui caratteristica principale è l‟assunzione quasi esclusiva per inalazione. Questa definizione comprende un‟ampia gamma di prodotti chimici differenti che possono avere diversi effetti farmacologici; di conseguenza, è difficile farne una classificazione precisa. Si possono individuare quattro categorie generali di inalanti, i solventi volatili, gli aerosol, i gas e i nitriti, in base alla forma in cui sono spesso reperibili nei prodotti domestici, industriali e medici. I solventi volatili sono liquidi che evaporano a temperatura ambiente. Sono presenti in un gran numero di prodotti economici e facilmente reperibili, utilizzati comunemente a scopi domestici ed industriali. Questi includono i diluenti e i solventi per
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op.cit National Institute on Drug Abuse, 2010

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vernici e prodotti per sverniciare, liquidi per lavaggio a secco, benzine, colle, fluidi correttori e liquidi vari. Gli aerosol sono nebulizzatori che contengono propulsori e solventi. Questi includono vernici spray, atomizzatori per deodoranti e lacche per capelli, nebulizzatori di olio vegetale per cucinare e nebulizzatori per proteggere tessuti. Tra i gas abbiamo gli anestetici usati in ambito medico, come anche i gas che si usano in prodotti domestici o commerciali. I gas anestetici includono etere, cloroformio, alitano e protossido di azoto, comunemente conosciuto come “gas esilarante”. Tra questi, quest‟ultimo è il più abusato. Tra i prodotti casalinghi e commerciali che contengono gas si trovano gli accendini alimentati a butano, bombolette di gas propano, spray e refrigeranti. I nitriti vengono spesso considerati una speciale classe di inalanti. A differenza di molti altri inalanti che agiscono direttamente sul Sistema Nervoso Centrale (SNC), i nitriti principalmente dilatano i vasi sanguigni e rilassano la muscolatura. Mentre altri inalanti vengono utilizzati per modificare l‟umore, i nitriti sono utilizzati principalmente per migliorare le prestazioni sessuali. I nitriti comprendono: il nitrato di cicloesile, il nitrito di isoamile e il nitrito di isobutile. Il nitrito di cicloesile è presente nei deodoranti per ambienti. Il nitrito di amile viene usato in determinate procedure diagnostiche e viene prescritto ad alcuni pazienti per i dolori cardiaci. Distribuite illegalmente, le ampolle di nitrito di amile vengono chiamate “poppers” o “snappers” in strada. Il nitrito di butile è una sostanza illegale che viene spesso confezionata e venduta in piccole bottiglie note anch‟esse come “poppers”. 49

9.12 Tabacco
Il fumo di tabacco è un aerosol di circa 12.000 sostanze, di cui solo 4.000 individuate, la maggior parte delle quali è presente in forma di particelle il cui diametro medio è inferiore al micron, tale quindi da consentire loro di raggiungere le zone più periferiche dell‟apparato respiratorio. I componenti del fumo di tabacco non sono
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op.cit National Institute on Drug Abuse,2010

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tutti contenuti nelle foglie di tabacco, ma gran parte si originano durante la combustione che avviene a temperature che variano dai 600 agli 800°C. Per analizzare le problematiche connesse agli effetti del fumo di tabacco sull‟organismo e le conseguenti patologie, possiamo suddividere i più di 4.000 componenti del fumo in quattro principali categorie alle quali fanno riferimento quattro gruppi di patologie importanti: 1) la nicotina, responsabile degli effetti sull‟Apparato Cardio-Vascolare e sul Sistema Nervoso Centrale 2) l‟ossido di carbonio, che sostituendosi all‟ossigeno, ne riduce la disponibilità per i tessuti 3) le sostanze irritanti, che danneggiano l‟Apparato Respiratorio 4) le sostanze ad azione cancerogena 1) La nicotina La nicotina è il principale alcaloide contenuto nel tabacco. Anche i prodotti di tabacco senza fumo, come il tabacco in polvere o il tabacco da fiuto ed il tabacco da masticare, contengono nicotina. La nicotina, riconosciuta come una delle droghe che danno maggiore assuefazione e largamente utilizzate, è un liquido denso, oleoso, idrosolubile, liposolubile, incolore che diventa giallo/marrone quando viene bruciato, acquisendo l'odore tipico del tabacco quando si espone all'aria. Da quando la nicotina fu identificata per la prima volta agli inizi del secolo XIX, è stata studiata estensivamente e si è dimostrato che ha numerosi effetti complessi e non prevedibili sul cervello e sul corpo. Fumare sigarette però costituisce la forma predominante di assuefazione alla nicotina in Italia. La maggioranza delle sigarette contiene tra 0,5 e 2 milligrammi (mg) di nicotina, a seconda della marca. Inalando il fumo, il fumatore medio ingerisce tra 1 e 2 mg di nicotina per sigaretta (la dose letale è di 60 mg). La nicotina si assorbe attraverso la pelle e la mucosa orale e nasale, o si inala attraverso i polmoni. Penetra pure nell‟organismo del feto attraversando la barriera placentare, e compare in tutti i liquidi corporei, anche nel latte materno. A seconda di come si

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assume il tabacco, la nicotina può arrivare rapidamente a livelli molto alti nel sangue e nel cervello. Per esempio, fumare sigarette può portare ad una distribuzione rapida di nicotina per tutto il corpo, arrivando al cervello in 10 secondi dopo essere stata inalata. D'altra parte, i fumatori di sigari o pipa generalmente non inalano il fumo, così che la nicotina si assorbe più lentamente attraverso le mucose della bocca. Anche la nicotina del tabacco non fumato si assorbe attraverso le mucose. 50 2) L‟Ossido di Carbonio E‟ un tossico respiratorio, responsabile delle morti che si verificano per il mal funzionamento delle stufe in ambienti chiusi. Questo gas ha un‟affinità maggiore, rispetto all‟ossigeno, nei confronti dell‟emoglobina (250 volte superiore), la proteina del sangue che trasporta l‟ossigeno nei tessuti. Questo significa che chi fuma ha un‟alta percentuale di ossido di carbonio nel sangue che, sostituendosi all‟ossigeno (i globuli rossi perdono il 15% della loro capacità di trasportare ossigeno), ne riduce la quantità disponibile per tutte le cellule dell‟organismo (muscoli, cuore, cervello, apparato sessuale, fegato, reni, ecc.).
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La ridotta ossigenazione fa diminuire le

prestazioni fisico-atletiche, intellettuali e sessuali, e danneggia il cuore e il sistema circolatorio, aumentando il rischio di infarto e di altri incidenti vascolari. Inoltre, la carenza di ossigeno nel sangue della donna fumatrice in gravidanza, è una delle cause principali di seri problemi al feto: aborto spontaneo, malformazioni, basso peso alla nascita. 52 3) Le Sostanze Irritanti Un altro gruppo di sostanze particolarmente dannose sono l‟ossido di azoto, i fenoli, la formaldeide, l‟ammoniaca e altre, responsabili dell‟azione irritante sulle mucose respiratorie. L‟effetto continuo di questi agenti chimici causa infiammazioni con tosse e catarro, e origina nel tempo una serie di patologie (asma, bronchite cronica ed

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op.cit Programma Regionale sulle Dipendenze, Regione del Veneto, (2008) ibidem 52 ibidem

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enfisema polmonare) che vengono definite con il termine comprensivo di broncopneumopatie croniche ostruttive (BPCO), che provocano quadri più o meno gravi di insufficienze respiratorie. L‟azione tossica viene esercitata direttamente sulle mucose respiratorie, e indirettamente mediante l‟alterazione dei meccanismi di difesa delle prime vie respiratorie che quindi non riescono più a svolgere in maniera efficace la loro funzione. Ad esempio, le sostanze che vengono inalate fumando sono in grado di paralizzare le cellule ciliate di cui sono tappezzate le vie aeree, che con il loro movimento hanno il compito di espellere le sostanze nocive intrappolate nel muco. L‟inefficienza di questo sistema di protezione permette agli agenti tossici e infettivi di penetrare indisturbati nel nostro organismo rendendo i polmoni più vulnerabili alla loro azione nociva. 53 4) Le Sostanze Cancerogene Il fumo di tabacco è considerato l‟unica sostanza conosciuta che abbia un potere cancerogeno completo (in grado cioè sia di causare sia di favorire l‟insorgenza di tumori), in quanto costituito da diverse sostanze a diversa azione cancerogena. Tra le più famose troviamo il catrame, ma anche l‟arsenico, il nichel, il benzopirene, gli idrocarburi policiclici aromatici, le nitrosamine, il polonio 210 radioattivo, il cadmio, il benzene, ecc. La gran parte di queste sostanze si formano a causa delle elevate temperature di combustione del tabacco. Il fumo marginale, quello sviluppato dalla parte finale della sigaretta che brucia, contiene infatti quantità di agenti chimici cancerogeni superiori a quelle riscontrate nel resto del fumo, e questo spiega gli effetti negativi del fumo passivo sulla salute degli individui che, pur non fumando direttamente, respirano l‟aria contaminata dal fumo altrui. 54

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ibidem
op.cit National Institute on Drug Abuse ,2010

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10 . Effetti e danni causati dalle sostanza d'abuso:

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10.1 Marijuana 10.1 .1 Effetti a breve termine
Gli effetti della marijuana cominciano subito dopo l‟ingresso della droga nel cervello e durano da una a tre ore. Se la marijuana viene assunta attraverso il cibo o se è bevuta, gli effetti a breve termine cominciano più lentamente, di solito dopo una mezz‟ora od un‟ora, e durano di più, anche fino a 4 ore. Se l‟utente fuma la droga, la marijuana deposita molto più THC nel sangue di quando è mangiata o bevuta. Pochi minuti dopo l‟inalazione del fumo di marijuana, il cuore dell‟individuo comincia a battere più rapidamente, le vie bronchiali si rilassano e si dilatano, e i vasi sanguigni negli occhi si espandono e diventano rossi. Il battito cardiaco, normalmente a 70 o 80 battiti al minuto, può aumentare da 20 a 50 battiti al minuto o, in altri casi, può perfino raddoppiarsi. Quest‟ultimo effetto può essere ancora più evidente se con la marijuana vengono assunte altre droghe. Quando il THC entra nel cervello la persona comincia a sentirsi euforica. La droga agisce sul sistema di gratificazione del cervello, nelle aree che rispondono agli stimoli della fame e anche agli stimoli prodotti dalle maggiori sostanze di cui normalmente si abusa. Il THC attiva il sistema di ricompensa/premiazione (reward) nello stesso modo in cui lo fanno quasi tutte le sostanze d‟abuso, stimolando il cervello a rilasciare dopamina. Un utente di marijuana può provare delle sensazioni piacevoli, i colori e i suoni possono sembrare più intensi, e il tempo passare più lentamente. La bocca diventa asciutta e possono verificarsi improvvisamente sensazioni molto forti di fame e di sete. Le mani possono tremare o diventare fredde. Dopo un po‟ l'euforia passa e poi l'utente può sentirsi sonnolento o depresso. Qualche volta l‟uso della marijuana produce ansia, paura, diffidenza nei confronti degli altri o panico. L‟uso della marijuana danneggia l'abilità di una persona di memorizzare eventi, richiamarli (cfr. La Marijuana, la Memoria e l‟Ippocampo), e di spostare l‟attenzione da una cosa ad un‟altra. Il THC diminuisce anche la coordinazione e l‟equilibrio, legandosi ai recettori dei gangli basali nel cervelletto, le zone del cervello che regolano l‟equilibrio, la postura, la coordinazione motoria e il

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tempo di reazione. Con i suoi effetti sul cervello e sull‟organismo in genere, l'ebbrezza di marijuana può essere causa d‟incidenti. Diversi studi dimostrano che approssimativamente dal 6 all‟11 % delle vittime di incidenti mortali risultano positivi per il THC, e spesso anche per l‟alcool. Secondo uno studio condotto dalla National Highway Traffic Safety Association 55 (Associazione nazionale per la sicurezza stradale), una dose modesta di marijuana da sola può influire negativamente sulla capacità di guidare, inoltre se questa viene addizionata ad alcool gli effetti negativi diventano ancora più marcatamente vistosi. Gli indici misurati per la capacità di guidare includevano il tempo di reazione, la frequenza di ricerca visuale (dove il conducente controlla le strade laterali), e l'abilità di percepire e/o rispondere a variazioni nella velocità relativa di altri veicoli. Fumare marijuana rappresenti un grosso pericolo per chi è alla guida di un autoveicolo e può determinare dei veri e propri disastri in autostrada. Dalla ricerca scientifica emerge infatti, che sotto l‟effetto della sostanza si hanno tempi di reazione più lenti, si è incapaci di giudicare le situazioni e si ha difficoltà di reazione ai segnali e ai suoni in strada. Un‟altra area ricca di recettori per i cannabinoidi è il sistema limbico, un centro coinvolto nei processi di memorizzazione e nel controllo di stati emozionali, quali la rabbia, il desiderio e la paura. Questo spiega il motivo per cui il THC può determinare risate incontrollabili un minuto e, subito dopo, attacchi paranoici. 56

10.1 .2 Effetti a lungo termine
Un individuo che fuma marijuana regolarmente può essere soggetto a molti degli stessi problemi respiratori che colpiscono i fumatori di tabacco: es. tosse abituale, la produzione di catarro, una più alta frequenza di malattie respiratorie acute, un più elevato rischio d‟infezioni ai polmoni ed una tendenza a soffrire di ostruzione delle vie aeree senza tralasciate naturalmente i tumori . Il fumo di marijuana contiene dal 50 al 70 % di idrocarburi cancerogeni in più rispetto al fumo del tabacco. Esso produce anche alti livelli di un enzima che trasforma certi idrocarburi nella loro forma
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National Highway Traffic Safety Association Drugs and Human Performance FACT SHEETS - Cannabis,2004 op.cit Dipartimento Politiche Antidroga, 2009

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cancerogena, raggiungendo valori che possono accelerare le variazioni che alla fine producono delle cellule maligne. Di solito gli assuntori di marijuana aspirano più profondamente e trattengo il respiro più a lungo rispetto ai fumatori di tabacco, e questo aumenta l'esposizione dei polmoni al fumo cancerogeno. Questi fatti suggeriscono che a parità di sigarette il fumatore di marijuana sia più soggetto ai rischi di cancro del fumatore di solo tabacco. Ci possono essere effetti avversi per la salute provocati da marijuana dovuti al fatto che il THC danneggia la capacità del sistema immunitario di combattere le malattie infettive ed il cancro. Esperimenti di laboratorio che hanno esposto le cellule di animali e cellule umane a THC e alle altre sostanze contenute nella marijuana, hanno dimostrato che in molti tipi di cellule immunitarie le normali reazioni di prevenzione di malattia s‟inibiscono. Altri studi sui topi esposti a THC, o sostanze simili, hanno rivelato che questi animali avevano una maggiore probabilità di sviluppare infezioni batteriche e tumori rispetto a topi non esposti. Uno studio ha indicato che il rischio che una persona subisca un infarto cardiaco entro la prima ora dopo avere fumato marijuana è quattro volte più alto del rischio normale per quel soggetto. I ricercatori hanno ipotizzato che questo può essere in parte dovuto al fatto che la marijuana alza la pressione sanguigna e il battito cardiaco e riduce la capacità del sangue di distribuire ossigeno. 57 Il danno che la marijuana provoca alla memoria a breve termine sembra essere dovuto al fatto che il THC altera il modo in cui l‟ippocampo (un'area del cervello responsabile per la formazione di memoria) elabora le informazioni. Man mano che le persone invecchiano, normalmente perdono neuroni nell‟ippocampo e con questo la loro abilità di ricordare eventi. L‟esposizione cronica a THC può accelerare la perdita di neuroni dell‟ippocampo che avviene con l‟invecchiamento. 58

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op.cit Programma Regionale sulle Dipendenze, Regione del Veneto,2008 ibidem

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10.1 .3 La dipendenza
La maggior parte delle persone non pensa alla marijuana come ad una sostanza in grado di dare dipendenza. Invece lo è. Incrementando il livello di dopamina e facendo quindi, sperimentare una sensazione di piacere, fa avvertire il bisogno di continuare l‟uso. Un uso ripetuto può portare a dipendenza, una malattia che spinge a compiere un‟azione anche quando comporta gravi conseguenze negative ad es. nell‟ambiente domestico, scolastico, lavorativo o nel contesto amicale. Quando si interrompe l‟uso è possibile che si avvertano anche sintomi astinenziali quali sensazione di irritabilità, problemi di sonno e di peso, molto simili a quelli che sperimentano i fumatori di tabacco, che possono durare anche per diversi giorni dall‟interruzione. E‟ proprio durante questa fase che è più facile avere delle ricadute poiché si ha forte bisogno della sostanza per alleviare i sintomi59.

10.1 .4 Gli effetti prodotti dalla marijuana sul cervello
La sostanza che ha un forte impatto sul cervello è il THC o tetraidrocannabinolo. Di recente si è scoperto che in alcune aree del cervello sono presenti numerosi recettori del THC. Una di queste è l‟ippocampo, una parte di cruciale importanza per l‟apprendimento e la memoria. Quando il THC si attacca ai recettori dell‟ippocampo, si verifica un indebolimento della memoria con conseguente difficoltà a registrare nuove informazioni e a trattenerle. Altre aree del cervello che presentano un‟elevata concentrazione di questi recettori sono: il cervelletto, i gangli basali e la corteccia cerebrale. Il cervelletto è il centro deputato al mantenimento dell‟equilibrio e della coordinazione. Quando il THC va ad agire su questa parte rende difficile la pratica di qualunque attività sportiva. I gangli basali rappresentano un‟altra area del cervello preposta al controllo del movimento. La corteccia cerebrale presiede invece alla capacità di giudizio e alle percezioni sensoriali. 60

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Ibidem
op.cit Dipartimento Politiche Antidroga, 2009

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10.2 Allucinogeni: LSD
Il meccanismo preciso con il quale l‟LSD altera le percezioni è ancora poco chiaro. Studi di laboratorio indicherebbero che l‟LSD, come le piante allucinogene, agisce su certi gruppi di recettori di che i suoi effetti sono molto spiccati in due regioni del cervello. Una è la corteccia cerebrale, un‟area attiva per l‟umore, la cognizione e la percezione; l‟altra è il locus ceruleus, che riceve segnali sensoriali da tutte le aree del corpo ed è stata descritta come il “rivelatore di novità” del cervello per quanto riguarda gli stimoli esterni importanti. Generalmente gli effetti dell‟LSD cominciano da 30 a 90 minuti dopo l‟ingestione e possono durare fino a 12 ore. I consumatori chiamano le esperienze con l‟LSD e con le altre sostanze allucinogene , viaggi e esperienze avverse e acute vengono chiamate “bad trips” (viaggi cattivi). Anche se la maggior parte dei trip con l‟LSD includono sia aspetti piacevoli che sgradevoli, gli effetti della droga sono imprevedibili e possono variare a seconda della quantità ingerita, della personalità del soggetto, del suo umore, delle sue aspettative e dell‟ambiente. I consumatori di LSD possono provare degli effetti fisiologici, quali aumento della pressione sanguigna e del battito cardiaco, vertigini, perdita dell‟appetito, bocca asciutta, sudorazione, nausea, intirizzimento e tremori; ma gli effetti più notevoli di questa droga riguardano le emozioni e i sensi. Le emozioni del soggetto possono oscillare rapidamente dalla paura all‟euforia, con transizioni così rapide da avere la sensazione di provare molte emozioni simultaneamente. L‟LSD ha anche effetti drammatici sui sensi. I colori, gli odori, i suoni e le altre sensazioni sembrano essere estremamente intensificati. In certi casi le percezioni sensoriali possono mescolarsi, in un fenomeno noto come “sinestesia” nel quale la persona sembra udire o sentire i colori e vedere i suoni. Le allucinazioni distorcono o trasformano le forme e i movimenti; possono anche generare la percezione che il tempo passi molto lentamente o che il corpo stia cambiando forma. In alcuni trip l‟individuo può provare delle sensazioni che sono piacevoli, che stimolano la mente e producono un senso di esaltazione della capacità di comprendere. I “bad trips” (“viaggi cattivi”), possono

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invece includere pensieri terrificanti, ansia e disperazione da vero incubo, con paura della follia, della morte o della perdita di controllo. I consumatori di LSD sviluppano rapidamente un elevato grado di tolleranza agli effetti della droga e dopo un uso ripetuto hanno bisogno di dosi crescenti per produrre gli stessi effetti. Il consumo di LSD produce anche una tolleranza verso altre sostanze allucinogene quali la psilocibina e la mescalina, ma non verso droghe come la marijuana, l‟amfetamina e la PCP, che non agiscono direttamente sui recettori della serotonina colpiti invece dall‟LSD. La tolleranza per l‟LSD è di breve durata e scompare se il soggetto smette di assumere la droga per diversi giorni. Non risulta nessuna evidenza che l‟LSD generi sintomi di astinenza se un uso cronico viene interrotto. Ci sono due effetti a lungo termine Associati all‟uso di questa droga : il disturbo psicotico indotto da allucinogeni ed il disturbo percettivo persistente da allucinogeno. Le cause di questi disturbi, che in certi individui possono comparire dopo una sola esperienza con la droga, sono sconosciute.
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10.2 .1Disturbo psichico indotto da allucinogeni
Possono essere descritti gli effetti dell‟LSD come una psicosi indotta da droga: distorsione o disgregazione della capacità della persona di riconoscere la realtà, di pensare in modo razionale o di comunicare all‟uso : con gli altri. Alcuni consumatori di LSD riportano effetti psicologici devastanti che persistono dopo la fine del trip, con la produzione di uno stato simile ad un disturbo psicotico di lunga durata. La psicosi persistente indotta da LSD può manifestarsi con oscillazioni drammatiche, dalla mania alla depressione profonda con forti disturbi della percezione visiva e allucinazioni. Questi effetti possono durare per anni e colpire persone con nessuna storia clinica di questo tipo e nessun altro sintomo di disturbo psicologico. 62

61 62

op.cit Programma Regionale sulle Dipendenze, Regione del Veneto,(2008) ibidem

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10.2 .2 Disturbo percettivo persistente indotto da allucinogeni
Alcuni ex consumatori di LSD riportano esperienze conosciute in gergo come “flashback” e definite nel mondo medico con la sigla “HPPD” (disturbo persistente della percezione da allucinogeno). Questi episodi sono ritorni periodici spontanei, ripetuti, e talvolta continui, delle distorsioni sensoriali originariamente prodotte dall‟LSD. L‟esperienza può includere allucinazioni, ma generalmente consiste in disturbi visivi, come vedere movimenti illusori sui limiti del campo visivo, bagliori brillanti o colorati e aloni o scie attaccate agli oggetti in movimento. Questa condizione è tipicamente persistente e in alcuni casi rimane immutata per anni anche dopo che le persone hanno smesso di usare la droga. Poiché i sintomi di HPPD possono essere confusi con altri disturbi neurologici come l‟ictus o tumori cerebrali, può succedere che i pazienti consultino diversi medici prima che il disturbo sia correttamente diagnosticato. Non c‟è nessuna terapia consolidata per l‟HPPD, anche se alcuni farmaci antidepressivi possono ridurre i sintomi. La psicoterapia può essere importante per aiutare ad adattarsi alla confusione associata con le distrazioni visive e per minimizzare la paura espressa da parte di alcuni pazienti che stanno soffrendo di danni al cervello o di disturbi di natura psichiatrica. 63

10.2 .3 Effetti prodotti dalla marijuana sul cervello
L‟LSD ha potenti effetti sul cervello, determinando alterazioni di tutte le nostre percezioni, quelle visive, uditive, olfattive, tattili ed emotive. Agisce su un gran numero di recettori, in particolare quelli della serotonina. Poiché la serotonina svolge un ruolo importante nel sistema nervoso centrale per quanto riguarda la regolazione dell‟umore, del sonno, della temperatura corporea, della sessualità e dell‟appetito, l‟uso di LSD può compromettere tutte queste funzioni. Compromettendo fortemente le normali funzioni cerebrali, può determinare forti attacchi di panico e, molto spesso, danni psicologici permanenti ed irreversibili anche alla prima e unica assunzione. Talvolta le allucinazioni possono comparire nuova63

op.cit Programma Regionale sulle Dipendenze, Regione del Veneto,(2008)

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mente anche dopo alcuni giorni dall‟assunzione (effetti residui) durante situazioni impreviste (in mezzo alla gente, alla guida ecc). Questo fatto rende l‟uso della sostanza particolarmente pericoloso specialmente se ci si trova alla guida di un veicolo o in qualche altra situazione che richieda concentrazione e attenzione costante .64

10.3 Metanfetamina
10.3 .1 Effetti immediati e a breve termine dell‟abuso di metamfetamina
La metamfetamina è uno stimolante molto potente e, anche se presa in piccole dosi, può incrementare l‟insonnia, l'attività fisica e diminuire l'appetito. Una breve sensazione euforica è stata segnalata da coloro che fumano o s‟iniettano la metamfetamina. Ingestioni orali o inalazioni producono, invece, una sensazione di durata elevata che può durare fino a dodici ore. Si crede che i due tipi di sensazioni siano il risultato di alti livelli di dopamina, un neurotrasmettitore delle aree del cervello che regola i nervi che dominano il senso del piacere. La metamfetamina ha effetti tossici. Negli animali, una sola dose di questa sostanza ha causato un grave danno ai terminali dei nervi nelle regioni del cervello che contengono dopamina. Si ritiene che il notevole rilascio di dopamina prodotta grazie alla metamfetamina contribuisca a questi effetti tossici sui terminali dei nervi del cervello. Dosi alte di questa sostanza possono elevare la temperatura del corpo a livelli pericolosi, a volte mortali, e possono causare anche convulsioni 65

10.3 .2 Effetti a lungo termine dell'abuso di metamfetamina
L'abuso a lungo termine di metamfetamina può essere molto dannoso, e può portare alla dipendenza. L'assuefazione è una condizione cronica che porta a ricadute, caratterizzata da ricerca ed uso compulsivo della sostanza, cosa che si accompagna a cambiamenti funzionali e molecolari nel cervello. Oltre ad essere dipendenti, gli assuntori presentano sintomi che possono includere comportamento violento, ansia,
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op.cit.Dipartimento Politiche Antidroga ,2009 op.cit Programma Regionale sulle Dipendenze, Regione del Veneto,2008

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confusione, ed insonnia. Inoltre possono manifestare diversi sintomi psicotici, come paranoia, allucinazioni uditive, aggressività, e delirio, (per esempio, la sensazione che insetti camminino sulla pelle, chiamato "formicolio"). Inoltre, la paranoia può provocare pensieri di omicidio e/o di suicidio. op.cit Programma
Regione del Veneto,(2008) Regionale sulle Dipendenze,

Se utilizzata in maniera cronica, può svilupparsi tolleranza alla

metamfetamina. Per intensificare gli effetti desiderati, può essere che gli utenti prendano dosi più alte di questa sostanza o che la prendano con più frequenza, o che cambino la modalità di somministrazione. L'abuso cronico può portare la persona ad un comportamento psicotico, caratterizzato da paranoia intensa, allucinazioni visive ed uditive, e rabbia incontrollabile che può scatenare comportamenti eccessivamente violenti. Studi scientifici che esaminano le conseguenze a lungo termine dell'uso della metamfetamina negli animali, mostrano preoccupanti dati di effetti tossici nel cervello. Gli studiosi hanno evidenziato che il 50% delle cellule che producono dopamina nel cervello possono essere danneggiate dopo esposizione prolungata anche a livelli relativamente bassi di metamfetamina. Gli studiosi hanno trovato che le cellule del sistema nervoso che contengono serotonina possono essere danneggiate ancora più estensivamente. È ancora questione aperta se questa tossicità sia correlata alla psicosi vista in alcuni utilizzatori di metamfetamina a lungo termine 66

10.3.4 Complicazioni mediche che derivano da un abuso di metamfetamina
La metamfetamina può causare una varietà di problemi cardiovascolari. Questi includono battito accelerato o irregolare del cuore, pressione alta, e danni irreversibili che possono essere ictus nei vasi sanguigni del cervello. L'ipertermia (temperatura elevata del corpo) e le convulsioni causate dall‟overdose di metamfetamina se non trattata immediatamente possono risultare fatali. L'abuso cronico di metamfetamina può portare ad un‟infiammazione delle pareti interne del cuore, e tra gli assuntori che s‟iniettano la droga, a un danneggiamento dei vasi sanguigni e ad ascessi della pelle. Inoltre le persone che abusano della metamfetamina possono avere episodi di
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aggressività, paranoia, ansia, confusione ed insonnia. Le persone che usano costantemente la droga, mostrano un deterioramento progressivo nella loro vita sociale ed occupazionale. In alcuni casi, i sintomi psicotici possono persistere per mesi o anni dopo che si smette di usare questa sostanza. 67 Un altro rischio potenziale per gli utenti della metamfetamina è l‟avvelenamento acuto da piombo. Un metodo illegale, ma comune, nella produzione di questa droga è usare acetato di piombo come reagente chimico. Pertanto, errori nella produzione possono portare a metamfetamina inquinata con piombo. Si sono documentati casi d‟avvelenamento acuto con piombo in persone che s‟iniettano la metamfetamina.

Inoltre, un problema importante negli Stati Uniti è l'esposizione fetale alla metamfetamina. Oggigiorno, le indagini indicano che l'abuso della metamfetamina durante la gravidanza può portare a complicazioni prenatali, incremento di parti prematuri ed alterazione nelle norme di comportamento neonatale, come riflessi anormali ed irritabilità estrema. Anche la deformazione congenita del feto può essere legata all'abuso della metamfetamina durante la gravidanza 68

10.3.5 Come agiscono sul cervello
L‟uso di anfetamine e di metanfetamina va ad alterare il normale funzionamento del cervello. Provocando un anomalo accumulo di dopamina, il neurotrasmettitore cerebrale responsabile della sensazione di benessere e dell‟aumento di energia, con una conseguente compromissione del sistema dopaminergico cerebrale e una inibizione della capacità di provare piacere. 69

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op.cit Dipartimento Politiche Antidroga, 2009

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Nell'immagine è mostrata l'erosione del cervello a opera della metamfetamina, la cui assunzione altera gravemente strutture encefaliche e funzioni cognitive. In giallo e rosso sono indicate le aree maggiormente danneggiate: quelle chegestiscono la memoria (ippocampo), le emozioni e la gratificazione(sistema limbico) 70

10.4 Ecstacy
10.4 .1 Effetti dell‟ecstasy
L‟ecstasy è diventata una droga diffusa, in parte per gli effetti piacevoli che una persona sperimenta già dopo un‟ora dall‟assunzione di una sola dose. Tali effetti comprendono un senso di stimolazione mentale, calore emozionale,empatia verso gli altri, benessere generale e diminuzione dell‟ansia. Inoltre, chi la usa riferisce un‟intensificazione della percezione sensoriale come elemento peculiare dell‟assunzione di questa sostanza. A causa delle sue proprietà stimolanti, quando viene utilizzata nei club o nelle discoteche l‟ecstasy può anche permettere di ballare

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UCLA DrugFree Edu ,2008 – 2009

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per periodi prolungati. Ci sono comunque, alcuni consumatori che riferiscono effetti indesiderati immediati, tra cui ansia, agitazione e noncuranza dei pericoli. Come si può notare, l‟ecstasy non è una sostanza innocua. Può provocare una serie di effetti collaterali quali nausea, brividi, sudorazione, digrignamento involontario dei denti, crampi muscolari e offuscamento della vista. E‟ possibile anche un‟overdose da ecstasy. I sintomi possono andare dalla pressione alta, allo svenimento, agli attacchi di panico e, nei casi più gravi, a una mancanza di coscienza e convulsioni. A causa delle sue proprietà stimolanti e dell‟ambiente in cui avviene l‟assunzione, la sostanza viene associata ad una intensa attività fisica per periodi prolungati. Questo può portare ad uno degli effetti collaterali più significativi, sebbene raro, ossia un rilevante aumento della temperatura corporea (ipertermia). Il trattamento dell‟ipertermia richiede un immediato intervento medico, dal momento che può causare danni muscolari e danneggiare i reni. Inoltre, negli individui sensibili si può manifestare disidratazione, ipertensione e infarto. L‟ecstasy può inoltre ridurre la capacità del cuore di far circolare il sangue soprattutto durante periodi di intensa attività fisica complicando così ulteriormente i problemi sopra descritti. 71 L‟ecstasy viene rapidamente assorbita nel flusso sanguigno ma, una volta nel corpo, interferisce con la capacità del corpo di metabolizzare la sostanza. Di conseguenza, dosi aggiuntive di ecstasy possono produrre un innalzamento inaspettato della pressione sanguigna peggiorando i danni cardiovascolari e altrieffetti tossici di questa sostanza. L‟ecstasy interferisce anche con il metabolismo di altre sostanze, tra cui alcuni adulteranti che potrebbero essere presenti nelle stesse pastiglie che si ingeriscono. Nelle ore successive all‟assunzione della sostanza, si verifica nell‟individuo una significativa riduzione delle capacità mentali. Questi effetti, in particolare quelli che interessano la memoria, possono durare anche più di una settimana in chi ne fa un uso regolare. La riduzione in modo rilevante della capacità di elaborare le informazioni mette in evidenza i potenziali pericoli legati all‟esecuzione di attività complesse o che richiedono abilità particolari, quali la guida di un‟automobile, sotto l‟effetto di

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op.cit Programma Regionale sulle Dipendenze, Regione del Veneto,2008

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questa sostanza. Nel corso della settimana successiva a un uso moderato di ecstasy, molti consumatori riferiscono una serie di sensazioni che vanno dall‟ansia, all‟incapacità di stare fermi, all‟irritabilità, alla tristezza, che in alcuni individui può portare a gravi forme di depressione. Nei consumatori abituali sono stati osservati anche livelli di ansia molto elevati, impulsività, aggressività, disturbi del sonno, mancanza di appetito e ridotto interesse verso il sesso. Alcuni di questi disturbi potrebbero non essere direttamente attribuibili all‟ecstasy, ma potrebbero essere riconducibili ad altre sostanze spesso utilizzate in associazione con essa quali la cocaina e la marijuana o ad altre sostanze adulteranti contenute nelle pastiglie di ecstasy. 72

10.4 .2 Gli effetti a breve termine
Per la maggior parte dei consumatori, l‟effetto della sostanza dura dalle 3 alle 6 ore. Una volta ingerita la pastiglia, ci vogliono circa 15 minuti perché entri nel flusso sanguigno e raggiunga il cervello. Gli effetti piacevoli si avvertono dopo circa 45 minuti, quando i livelli della sostanza sono al loro picco massimo. All‟inizio si avverte un forte senso di vigilanza e di eccitazione73.
Nei locali si balla per ore e ore. Alcuni perdono il senso del tempo e avvertono cambiamenti nella percezione, ad esempio un aumento delle sensazioni tattili. Altri invece, sperimentano, sin dal primo istante, effetti negativi. Diventano ansiosi e agitati. Si possono verificare svenimenti o vertigini, sudori e forti raffreddori. L‟MDMA può anche causare tensione muscolare, nausea, annebbiamento della vista, aumento del battito cardiaco e della pressione sanguigna, digrignamento dei denti. Successivamente subentra l‟effetto “down”, a meno che non si assuma altra sostanza. Gli effetti collaterali derivanti dall‟uso anche di una sola pastiglia, che includono tristezza, ansia, depressione e difficoltà di memoria, possono durare per molti giorni o settimane (o anche più a lungo nei consumatori cronici). 74

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op.cit Dipartimento Politiche Antidroga ,2009

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10.4 .3 Quali sono i danni
Spesso dopo l‟assunzione subentra la depressione. In Europa si sono verificati casi di decesso associati all‟ecstasy. Il surriscaldamento da assunzione associato a serate in discoteca o altri locali chiusi e sovraffollati è causa di frequenti collassi. Alcune persone risultano estremamente sensibili all‟ecstasy e per loro una sola dose può essere letale. L‟ecstasy può causare gravi danni al fegato. Specialmente chi soffre di ipertensione, di problemi cardiaci, epilessia, asma, le donne in stato di gravidanza o coloro che fanno uso di antidepressivi devono assolutamente evitarne l‟assunzione. Alcuni esperimenti dimostrano che l‟uso può provocare lesioni cerebrali irreversibili. Questa droga spesso può assumere grande importanza nella vita delle persone creando un bisogno a cui è molto difficile sottrarsi. In soggetti cronicamente intossicati, la sospensione può provocare disturbi psicofisici con depressione, tremori, debolezza, disturbi gastro-intestinali .75

10.4 . 4 Effetti a lungo termine
Non sono ancora disponibili dati certi sui danni permanenti negli esseri umani provocati dall‟MDMA. Uno studio condotto sugli animali, però, ha dimostrato che l‟esposizione ad alti dosaggi per soli 4 giorni ha prodotto danni al cervello riscontrabili a distanza di 6 -7 anni. 76

10.4 .5 Effetti dell‟ecstasy sul cervello
L‟ecstasy agisce sul cervello aumentando l‟attività di almeno tre neurotrasmettitori (i “messaggeri chimici” delle cellule cerebrali): la serotonina, la dopamina e la norepinefrina. Al pari delle amfetamine, l‟ecstasy causa un rilascio dei neurotrasmettitori determinandone un aumento di attività. Paragonata alla metamfetamina, uno stimolante molto potente, l‟ecstasy determina un rilascio molto maggiore di serotonina e uno in qualche modo minore di dopamina. La serotonina è
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un neurotrasmettitore che gioca un ruolo importante nella regolazione dell‟umore, del sonno, del dolore, dell‟emozione, dell‟appetito e di altri comportamenti.
L‟eccessivo rilascio di serotonina causato dall‟ecstasy mente determina quell‟innalzamento dell‟umore che viene riferito dai consumatori. Attraverso il probabile rilascio di grandi quantità di serotonina comunque, l‟ecstasy provoca un significativo deficit di questo importante neurotrasmettitore, contribuendo agli effetti comportamentali negativi che i consumatori spesso sperimentano per diversi giorni dopo l‟assunzione. Numerosi studi sugli animali hanno dimostrato che l‟ecstasy può danneggiare i neuroni contenenti serotonina, in alcuni casi con effetti che perdurano nel tempo. Ciò indica che questo danno può aver luogo anche negli esseri umani, anche se,con le tecnologie attualmente disponibili, misurare il danno alla serotonina negli umani risulta più difficile. Gli studi hanno dimostrato che alcuni forti consumatori di ecstasy sperimentano confusione, depressione e indebolimento della memoria e dei processi di attenzione. 77 Questi effetti sono stati associati a una diminuzione dei metaboliti della serotonina o di altri marker della funzione della serotonina. Studi tomografici nei consumatori di ecstasy hanno mostrato cambiamenti nell‟attività cerebrale in aree che riguardano la conoscenza, le emozioni e la funzione motoria. Tuttavia, sono necessarie tecnologie tomografiche più sofisticate e ulteriori ricerche per confermare questi risultati e per spiegare la natura esatta degli effetti dell‟ecstasy sul cervello umano. E‟ importante tenere presente anche che numerosi consumatori di ecstasy potrebbero inconsapevolmente far uso di altre sostanze vendute come ecstasy, e che potrebbero prendere intenzionalmente altre droghe, quali la marijuana, contribuendo ad amplificarne gli effetti. Inoltre, gran parte di questi studi sugli esseri umani non dispone di informazioni comportamentali riguardanti i soggetti prima dell‟uso di sostanze, cosa che rende difficile la valutazione precisa degli effetti che la droga ha prodotto sul soggetto. Fattori quali il sesso (maschile o femminile), il dosaggio, la frequenza e l‟intensità d‟uso, l‟età di inizio, l‟utilizzo di altre sostanze, così come i fattori genetici ed ambientali potrebbero tutti avere un ruolo in alcuni dei deficit cognitivi che si riscontrano nei consumatori di ecstasy e dovrebbero essere tenuti in considerazione negli studi sugli effetti della droga negli esseri umani. Dato che la maggior parte dei consumatori di ecstasy è giovane e in età riproduttiva, può succedere che qualche donna faccia uso di
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Ibidem

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ecstasy pur essendo incinta, consapevolmente o meno, nella falsa convinzione che si tratti di una sostanza innocua. I potenziali effetti collaterali dell‟ecstasy sullo sviluppo del feto devono destare invece grande preoccupazione. Gli studi comportamentali sugli animali hanno riscontrato rilevanti effetti negativi sulle capacità di apprendimento e sulla memoria derivanti dall‟esposizione all‟ecstasy, anche se sono necessarie ulteriori indagini per valutare gli effetti della sostanza sul sistema nervoso degli esseri umani in via di sviluppo. La comunicazione nel nostro cervello avviene attraverso le cellule nervose, o neuroni. Questi ultimi comunicano tra di loro rilasciando sostanze chimiche, note come neurotrasmettitrori. L‟MDMA agisce in particolare su uno di questi, la serotonina, che gioca un ruolo fondamentale nel controllo del nostro umore, della nostra aggressività, dell‟attività sessuale, del sonno e della sensibilità al dolore, compromettendo quindi tutte queste funzioni cerebrali. Un altro effetto negativo, emerso di recente, che deriverebbe dall‟uso, è la perdita di memoria, che è stata riscontrata nei consumatori di MDMA78.

10.4.6 Crea dipendenza
Al pari delle altre sostanze, l‟MDMA, in alcune persone, può creare dipendenza. Ciò significa che continuano ad assumerle nonostante gli effetti collaterali sulla salute, e le sgradevoli conseguenze sociali e comportamentali. Nessuno sa con certezza quante volte è necessario assumere una sostanza per diventarne dipendente o chi è maggiormente vulnerabile alla dipendenza. E‟ noto però che la genetica di una persona, l‟ambiente in cui vive ed altri fattori giocano un ruolo importante sulla probabilità di diventare dipendenti79.

10 .5 Steroidi 10 .5 .1 Conseguenze dell'abuso degli steroidi sulla salute
L'abuso degli steroidi anabolizzanti è stato associato con una grande varietà di effetti secondari negativi che spaziano da alcuni che sono fisicamente poco attraenti come l'acne e lo sviluppo dei seni negli uomini, ad altri che mettono seriamente in pericolo
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la vita, come attacchi di cuore e cancro del fegato. La maggioranza di questi effetti sono reversibili se la persona che abusa di tali sostanze smette di prenderle, ma alcuni sono permanenti. La maggioranza dei dati sugli effetti a lungo termine degli steroidi anabolizzanti negli umani provengono da relazioni di casi invece che da studi epidemiologici formali. Dalle relazioni di casi, sembra che l'incidenza di effetti potenzialmente mortali sia bassa, ma è possibile che non si riconoscano o non si contengano tutti gli effetti avversi seri. I dati di studi su animali sembrano appoggiare questa possibilità. Uno studio trovò che quando si espongono topi maschi a steroidi, in dose simile a quelli prese dagli atleti umani, per una certa parte della loro vita, il risultato è un'alta percentuale di morti premature.80

10 .5 .2 Sistema ormonale
L'abuso di steroidi interrompe la normale produzione di ormoni nel corpo causando cambiamenti che possono essere sia reversibili che irreversibili. I cambiamenti reversibili includono una produzione ridotta di sperma e restringimento dei testicoli. Tra i cambiamenti irreversibili troviamo la calvizie di modello maschile, alopecia androgena, e lo sviluppo dei seni (ginecomastia). In un studio di culturisti maschi, più della metà avevano atrofia testicolare e più della metà avevano ginecomastia. Si crede che la ginecomastia sia dovuta all'interruzione dell'equilibrio ormonale normale. Nel corpo femminile, gli steroidi anabólici causano la mascolinizzazione. 81 Il volume dei seni ed il grasso corporeo diminuiscono, la pelle diventa ruvida, il clitoride si ingrandisce e la voce diventa più profonda. Le donne possono sperimentare una crescita eccessiva della peluria corporale ma perdono i capelli. Con l'uso continuo degli steroidi, alcuni di questi effetti diventano irreversibili. 1) Apparato muscolo-scheletrico I livelli crescenti di testosterone e di altri ormoni sessuali provocano la rapida crescita che avviene generalmente durante la pubertà e l'adolescenza. In seguito,

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quando questi ormoni arrivano a certi valori, segnalano alle ossa di smettere di crescere, fermano la persona alla sua statura massima. Quando un bambino o un adolescente prende steroidi anabólici, gli alti livelli, che derivano in maniera artificiale dagli ormoni sessuali, possono mandare segnali alle ossa affinché smettano di crescere prima di quello che normalmente avrebbero fatto. 2) Apparato cardiovascolare L'abuso degli steroidi è stato associato con malattie cardiovascolari (CVD), includendo attacchi di cuore ed apoplessia, perfino in atleti di età inferiore ai 30 anni. Gli steroidi contribuiscono in parte allo sviluppo di malattie cardiovascolari, perché alterano i livelli di lipoproteine che portano il colesterolo nel sangue. Gli steroidi, in particolare quelli che si assumono oralmente, aumentano il livello della lipoproteina di bassa densità (LDL) e diminuiscono il livello della lipoproteina di alta densità (HDL). I livelli alti di LDL e bassi di HDL aumentano il rischio di arteriosclerosi, una condizione in cui le sostanze lipidiche si depositano dentro le arterie alterando il flusso sanguigno. Se il sangue non arriva al cuore, il risultato può essere un attacco al cuore. Se il sangue non arriva al cervello, il risultato può essere un'apoplessia. Gli steroidi aumentano anche il rischio che si formino coaguli di sangue nei vasi sanguigni, così che si può interrompere il flusso sanguigno, ledendo il muscolo cardiaco in modo che non funzioni in maniera sufficiente per la sopravvivenza. 3) Fegato L'abuso di steroidi è stato associato con tumori epatici ed una condizione poco comune chiamata cirrosi epatica, nella quale si formano nel fegato cisti piene di sangue. A volte, tanto i tumori quanto le cisti possono scoppiare causando emorragie interne. 4) Pelle L'abuso di steroidi può provocare acne e cisti, come anche pelo e pelle unti. 5) Infezione Molti di coloro che utilizzano steroidi anabolizzanti utilizzano tecniche non sterili come l‟iniettarli o condividere aghi non sterili con altre persone. Inoltre, alcune preparazioni di steroidi sono fabbricate illegalmente in condizioni igieniche non control-

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late. Questi fattori mettono potenzialmente a rischio di acquisire infezioni virali mortali come l'AIDS e l'epatite B e C. Inoltre coloro che ne abusano possono sviluppare un'endocardite infettiva, una malattia batterica che può produrre un'infiammazione mortale della superficie interna del cuore. Le infezioni batteriche possono produrre anche dolore e la formazione di ascessi nei punti dove vengono praticate le iniezioni.

10 .5 .3 Effetti hanno gli steroidi anabolizzanti sul comportamento
I risultati di alcuni casi e studi indicano che gli steroidi anabolizzanti, soprattutto in dose alta, aumentano l'irritabilità e l'aggressività. Persone che eccedono nell‟uso di steroidi ammettono che hanno commesso atti aggressivi come litigi fisici, furti a mano armata, o utilizzato la forza per ottenere qualcosa. Altri riferiscono che hanno commesso crimini contro la proprietà come rubare in un negozio, danneggiare o distruggere la proprietà altrui, anche con violazione di domicilio o di un edificio. Generalmente i pazienti che hanno commesso atti di aggressione o crimini contro la proprietà informano che manifestano maggiormente questi comportamenti quando stanno utilizzando steroidi che quando non li prendono. Si è visto che gli steroidi anabolizzanti provocano anche altri effetti sul comportamento, comprendenti euforia, aumento di energia, eccitazione sessuale, cambiamenti nello stato di coraggio, vuoti di memoria, e confusione. Negli studi in cui i ricercatori amministravano dosi alte di steroidi ai volontari, una minoranza di essi sviluppò sintomi di condotte tanto estreme che rendevano impossibile mantenersi adeguati nel lavoro e nella società. In alcuni casi, la condotta dei volontari li trasformò in una minaccia per se stessi e gli altri. Per ricapitolare, si ignora la misura in cui l'abuso degli steroidi contribuisce alla violenza e confusione della condotta. Come con altre complicazioni della salute causate per l'abuso degli steroidi, la frequenza di casi estremi di violenza e di confusioni della condotta sembra essere bassa, ma è possibile che spesso non siano riconosciute o represse82.

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10 .5 .4 Creano dipendenza
E‟ possibile che l‟uso di steroidi crei dipendenza, come dimostrano il loro uso continuo nonostante le conseguenze e le ripercussioni negative sulla salute e a livello sociale, e la grande quantità di tempo e di denaro impiegati per procurarseli. Inoltre, quando si interrompe l‟uso, si sperimentano sintomi astinenzali quali depressione, oscillazioni d‟umore, fatica, agitazione, mancanza di appetito, insonnia, e desiderio di assumerne ulteriori quantità. Il più pericoloso dei suddetti sintomi è la depressione che può durare anche per più di un anno dal‟interruzione dell‟uso e che, se non curata adeguatamente, può portare anche al suicidio. 83

10.6 Ketamina
La ketamina (“K”, “Special K” e “Valium per gatto”) è un anestetico dissociativo che è stato sviluppato nel 1963 per sostituire la PCP ed è di uso corrente in anestesia umana e nella medicina veterinaria. Una grande parte della ketamina venduta illegalmente proviene dagli ambulatori dei veterinari. Anche se la sostanza è fabbricata come liquido iniettabile, la ketamina generalmente viene fata evaporare per produrre una polvere da sniffare o delle pastiglie. La struttura chimica della ketamina, il suo meccanismo d‟azione e i suoi effetti sono simili a quelli della PCP ma la ketamina è molto meno potente e agisce per molto meno tempo. Gli utilizzatori segnalano sensazioni che variano dall‟impressione piacevole di galleggiare all‟illusione di essere separati dal corpo. Alcune esperienze della ketamina comportano una sensazione terrificante di distacco sensoriale che viene descritta come una esperienza di essere vicini alla morte. Queste esperienze, analoghe ai “bad trips” (“cattivi viaggi”) dell‟LSD, vengono chiamate “K-hole”. Essendo inodore e insapore, la ketamina può essere mescolata alle bevande senza lasciare tracce visibili e provoca amnesia. A causa di queste proprietà, la ketamina è spesso somministrata a vittime inconsapevoli e usata per commettere abusi sessuali. 84
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op.cit Dipartimento Politiche Antidroga ,2009

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10.6.1 Effetti acuti e cronici
La ketamina è un anestetico dissociativo che induce una perdita di risposta non solo agli stimoli del dolore, ma anche all‟ambiente circostante, e genera una sensazione di dissociazione della mente dal corpo (“out-of-body experience”). La ketamina, a differenza di altri anestetici, stimola il sistema cardiovascolare producendo variazioni del battito cardiaco, della risposta cardiaca e della pressione ematica. Gli utilizzatori di ketamina in ambito ricreazionale quando soccorsi in caso di emergenza, presentano principalmente tachicardia. E‟ un debole depressore del sistema respiratorio e a dosi ricreazionali difficilmente produce insufficienza respiratoria, anche se non si può del tutto escludere. 85 Viene riportato che la ketamina produce sintomi quali flashbacks, allucinazioni, disforia, ansia, insonnia, perdita dell‟orientamento.86 Nell‟ambito dell‟uso ricreazionale viene riportato che a basse dosi la ketamina comporta disturbi dell‟attenzione, dell‟apprendimento, della memoria; ad alte dosi produce stato allucinatorio, simile allo stato del sogno, a dosi ancora più elevate può portare a delirio e amnesia.87 L‟uso ricreazionale frequente della ketamina comporta, rispetto all‟uso non frequente, disturbi della memoria per tre giorni dopo l‟ultima assunzione. Vengono anche ripor tati episodi di flashbacks. L‟uso frequente porta anche a tolleranza, con il bisogno di aumentare la dose per mantenere effetti simili.88 Il sovradosaggio di ketamina può portare a depressione respiratoria, caso in cui può essere impiegata ventilazione di supporto. E‟ consigliato l‟uso di analettici respiratori.89

85

op.cit Report on the risk assessment of ketamine in the framework of the joint action on new synthetic drugs,2011 86 US Natl Inst Health; DailyMed. Current Medication Information for Ketamine Hydrochloride, 2008
87

US Natl Inst Health; National Institute on Drug Abuse (NIDA); NIDA InfoFacts: Club Drugs (GHB, Ketamine, and Rohypnol), 2008 88 Dart, R.C. Medical Toxicology. Third Edition, Lippincott Williams e Wilkins. Philadelphia p. 1110, 2004
89

op.cit US Natl Inst Health; National Institute on Drug Abuse NIDA,2008

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10.6.2 Effetti clinici
La ketamina è considerata un farmaco anestetico nel complesso sicuro, sulla base di numerose evidenze cliniche. Tuttavia il suo uso è limitato dalla comparsa di reazioni avverse in alcuni pazienti, che al risveglio dall‟anestesia presentano allucinazioni, sogni vividi, sensazioni di fluttuazione e delirio. 90

10.6.3 Decessi ketamina-correlati
Tra il 1987 e il 2000 sono stati riportati 12 decessi di cui 7 negli USA, nei quali è stata riscontrata la presenza di ketamina. In 3 casi era coinvolta solo la ketamina, in 2 casi l‟uso concomitante di più droghe, in un caso la ketamina aveva giocato un ruolo marginale. Negli altri 6 casi non erano disponibili dati sufficienti per una valutazione completa. .91

10.6.4 Interazioni La ketamina ha effetto neurotossico riscontrato in esperimenti su specie animali. Viene utilizzata in ambito clinico in combinazione con agenti protettivi quali le benzodiazepine, ma in ambito ricreazionale l‟assenza di questo trattamento associato può porre gli assuntori a rischio di neurotossicità. L‟alcol aumenta la neurotossicità della ketamina. La ketamina in esperimenti sul topo, aumenta la neurotossicità di un‟altra droga di uso ricreazionale, la 4-MTA. .92

10.6.5 Dipendenza In diversi studi su modello animale sono stati osservati tolleranza, dipendenza e sindrome di astinenza. La ketamina fa sviluppare rapidamente tolleranza tanto da comportare un aumento progressivo delle dosi per raggiungere gli effetti desiderati, con implicazioni tossicologiche non note. L‟uso ricreazionale di ketamina può far
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op.cit Report on the risk assessment of ketamine in the framework of the joint action on new synthetic

drugs,(2011)
91 92

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sviluppare, inoltre, dipendenza psicologica alla sostanza. Non è noto se la ketamina produce o meno sindrome di astinenza nell‟uomo. 93.

10.6.6 Gli effetti e i danni al cervello
La ketamina provoca stimolazioni anomale del cervello e gravi e permanenti alterazioni delle funzioni cerebrali. In caso di particolare vulnerabilità, incrementa lo sviluppo di gravi patologie mentali quali ad esempio psicosi acute e schizofrenia. A bassi dosaggi provoca: deficit di attenzione, incapacità di apprendimento e di giudizio, problemi di memoria. A dosi più elevate determina: allucinazioni visivouditive, con sensazione di distacco dall‟ambiente esterno e da se stessi, stati simili al sogno e incapacità di comandare il proprio corpo. In quantità ancora maggiori causa: delirio e amnesia. 94

10.7Alcool 10.7.1 Effetti diretti a breve termine
L'alcol viene in parte assorbito dallo stomaco ed in parte dall'intestino e, se lo stomaco è vuoto, l'assorbimento è più rapido attraversa il sangue, passa al fegato, che ha il compito di distruggerlo. Finché il fegato non ha completato la digestione, però, l'etanolo continua a circolare diffondendosi nei vari organi. L'alcol è una tra le sostanze più tossiche, può facilmente oltrepassare le membrane cellulari e provocare lesioni, fino alla distruzione delle cellule. Nello stato di ubriachezza l'alcol nel sangue raggiunge tutti gli organi, cervello compreso, uccidendo migliaia di neuroni, e il danno cerebrale è irreversibile. Con un'ubriacatura si perdono circa 100.000 neuroni, tanti quanti quelli di una giornata di vita. L'alcol provoca un‟iniziale euforia e perdita dei freni inibitori, ma a quantità progressivamente crescenti corrispondono una riduzione della visione la perdita di equilibrio, difficoltà motorie, nausea e confusione. Quantità eccessive di alcol possono portare fino al coma e alla morte. La velocità con cui il
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ibidem
op.cit Dipartimento Politiche Antidroga, 2009

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fegato riesce a rimuovere l'alcol dal sangue varia da individuo ad individuo; in media, per smaltire un bicchiere di una qualsiasi bevanda alcolica l'organismo impiega circa 2 ore. Se si beve molto in poco tempo lo smaltimento è più lungo e difficile, e gli effetti più gravi. 95

10.7.2 Interazione alcol e farmaci
L'alcol assunto in associazione a farmaci può dar luogo ad interazioni, ossia ad un‟azione combinata, che può determinare un potenziamento o un antagonismo dell‟effetto farmacologico. L‟etanolo interagisce con vari gruppi farmacologici, ad esempio i depressori del SNC (anticonvulsivanti, ipnotici, oppiacei, sedativi), farmaci vasodilatatori, antidiabetici, anticoagulanti. Alcuni farmaci sono metabolizzati nel fegato attraverso i medesimi enzimi che trasformano la molecola dell'alcol. L‟associazione alcol e farmaci può sovraccaricare il fegato, rallentando lo smaltimento di entrambe le sostanze, e provocando un incremento della concentrazione plasmatica del farmaco con conseguente prolungamento dell‟effetto. L‟associazione tra bevande alcoliche e farmaci psicoattivi (ansiolitici, antidepressivi, sedativi, barbiturici) presenta un effetto sinergico, amplificandone l‟effetto sedativo e provocando alterazioni dello stato di coscienza. Ha, invece, un effetto antagonista, ossia riduce l'effetto di antiepilettici, farmaci per il diabete e per il cuore, e produce una reazione tossica con gli antibiotici, i sulfamidici, gli antimicotici e gli antiparassitari. 96

10.7.3 Effetti dell‟alcol sul sistema nervoso centrale
L‟alcol è una sostanza psicoattiva in grado di interferire con le funzioni neuropsichiche e di indurre, come gli oppiacei, fenomeni neuro adattivi. Al pari dell‟eroina, del metadone e della morfina, l‟alcol interferisce sul sistema dopaminergico e sul sistema oppioide endogeno, rappresentando quindi un notevole stimolo motivazionale al consumo per ottenere gratificazione. In particolare, si è riscontrato che l‟eroina, i

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op.cit Programma Regionale sulle Dipendenze ,2008 ibidem

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narcotici morfino-simili, l‟alcol e la nicotina, stimolano l‟attività elettrica dei neuroni dopaminergici, favorendo la liberazione di dopamina e stimolando la stessa trasmissione dopaminergica. La chimica metabolica dell‟etanolo è simile a quella degli oppiodi per la presenza delle tetraidroisochinoline, sostanze derivanti dalla condensazione tra acetaldeide e dopamina, che determinano a livello del sistema nervoso centrale (SNC) un effetto gratificante e competitivo nei confronti dei recettori oppiodi. Tale effetto può esercitarsi in particolare sulle strutture ipotalamo-ipofisarie inducendo un‟alterata produzione di propiomelanocortina e quindi di ACTH e endorfine con interferenza su tutti i settori neuroendocrini. Ciò spiega la ridotta capacità di fronteggiare gli stress da parte dei forti consumatori di alcol, al pari dei consumatori di oppiacei.L‟alcol, come i barbiturici, fa parte dei depressori non selettivi del SNC, ossia di un gruppo di sostanze capaci di indurre (a dosi crescenti) alterazioni comportamentali progressive che vanno da un effetto ansiolitico e disinibente ad uno sedativoipnotico, fino al coma e alla morte per depressione dei centri respiratori e cardiocircolatori cerebrali. Nell‟illustrazione sono evidenziate le aree vulnerabili del cervello umano colpite dagli effetti dell‟abuso di alcol. L‟alcol esplica dapprima un‟azione eccitante che, con l‟aumento della quantità assunta, si trasforma in depressiva con elettività sulle funzioni celebrali che regolano il meccanismo dei controlli inibitori corticali. L‟alcol incide poi in maniera più o meno evidente sugli organi di senso, restringe il campo visivo, disturba la visione binoculare, diminuisce la capacità di valutare correttamente i suoni, e soprattutto compromette la capacità di giudizio. Ad una condizione reale di minor attenzione, precisione e prontezza nei processi percettivi, corrisponde dall‟altra parte un‟erronea sensazione di maggior affinamento dei sensi, condizione pertanto predisponente agli incidenti. La stessa euforia determina effetti psicosomatici tali da inibire l‟equilibrio psicomotorio e l‟autocontrollo; si associano anche disturbi motori causati dall‟iniziale accentuazione e dal successivo indebolimento dei riflessi spinali, comportanti l‟incertezza nei movimenti, barcollamento scoordinamento motorio. 97

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ibidem

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10.7.4 Effetti cronici dell‟alcolismo
Le persone affette da alcolismo cronico sono caratterizzate da elevati livelli di isoclino ne e bassi livelli di endorfine. E‟ possibile che queste molecole, capaci di interagire con il sistema oppioide endogeno, possano costituire il substrato biologico dell‟assuefazione e della dipendenza. L‟alcol stimola la liberazione di dopamina e durante l‟astinenza ne provoca la scomparsa. Poiché la liberazione di dopamina è associata a piacere ed euforia, la sua mancanza può manifestarsi con i sintomi dell‟anedonia e della disforia, caratteristici dell‟astinenza anche da altre sostanze quali morfina, cocaina, amfetamine e nicotina. L‟alcolismo provoca alterazioni metaboliche (iperuricemia, ipertrigliceridemia, ipofosfatemia), inibizione del sistema immunitario e riduzione del campo visivo.
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In questa immagine di risonanza magnetica encefalica, la tonalità di colore blu indica il livello di attività cerebrale. Sul lato destro si può vedere un cervello danneggiato. Nelle zone nere, il cervello è totalmente inattivo. Si nota, inoltre, che nelle zone blu
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ibidem

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attive che funzionano ancora, c'è una generale diminuzione di luminosità: anche la funzionalità dei neuroni che sono ancora attivi risulta compromessa 99

10.7.5 Patologie al fegato
L'assunzione di alcol in forti quantità e per lunghi periodi di tempo può danneggiare il fegato, l'organo principalmente responsabile della metabolizzazione dell'alcol. Molte persone tuttavia, potrebbero non essere al corrente della loro disfunzione al fegato, di avere ad es. la cirrosi derivante dall'abuso di alcol, e ciò potrebbe causare danni al cervello con un conseguente disturbo cerebrale potenzialmente mortale noto come encefalopatia epatica. L'encefalopatia epatica può causare cambiamenti del sonno, dell'umore e della personalità, condizioni psichiatriche quali l'ansia e la depressione, gravi effetti a livello cognitivo quale ad es. una minore capacità attentivà; nei casi più gravi può portare a coma potenzialmente mortale. Nuove e sofisticate tecniche di visualizzazione hanno consentito ai ricercatori di studiare specifiche aree cerebrali di pazienti con patologie al fegato derivanti da uso alcolico importante, fornendo loro una più chiara comprensione di come si sviluppa l'encefalopatia epatica. Questi studi hanno confermato che almeno due sostanze tossiche, l'ammoniaca e il manganese, giocherebbero un ruolo cruciale nello sviluppo di questa patologia. Le cellule del fegato danneggiate dall'alcol fanno sì che eccessive quantità di queste sostanze dannose entrino nell'organismo, danneggiando così le cellule celebrali. I soggetti alcol dipendenti non sono tutti uguali. Si hanno diversi livelli di compromissione, e la malattia ha diverse origini a seconda degli individui. Allo stato attuale, non è stata ancora individuata alcuna variabile responsabile da sola dei deficit cerebrali presenti nelle persone affette da alcol dipendenza. Riuscire a capire ciò che rende alcuni alcol dipendenti vulnerabili ai danni cerebrali e altri no è ancora oggetto di studio. La buona notizia è che la maggior parte dei soggetti alcol-dipendenti con deficit cognitivi mostrano almeno alcuni miglioramenti nella struttura e nel funzionamento cerebrale dopo un anno di astinenza, anche se per alcuni è necessario più tempo. Per aiutare i pazienti ad
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Alcohol's damaging effects on the brain, Alcohol Alert n°63, National Institute on Alcohol Abuse and Alcoholism,2004

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interrompere l'assunzione di alcol e per guarire dai deficit cerebrali alcol correlati è necessario prendere in considerazione vari metodi trattamento adattandoli al singolo individuo. Le avanzate tecnologie avranno un ruolo importante nello sviluppo di queste terapie. Tecniche di visualizzazione del cervello possono essere utilizzate per monitorare il corso e il successo dei trattamenti poi che la visualizzazione è in grado di rilevare i cambiamenti strutturali, funzionali e biochimici dei pazienti nel tempo. Sono in fase di sviluppo poi anche nuovi promettenti farmaci per prevenire gli effetti dannosi dell'alcol e per promuovere la ricrescita di cellule cerebrali in sostituzione di quelle danneggiate dall'alcol.) 100

10.8. Ghb

10.8.1 Effetti
Il GHB è una sostanza con effetti molto differenti da persona a persona. Estremamente difficile è, inoltre, la sua “gestione” poiché, anche piccoli aumenti della dose possono condurre ad effetti completamente inaspettati e differenti da quelli preventivati. Gli effetti cominciano generalmente a distanza di 5-10 minuti dall‟ingestione e durano da una a 3 ore circa. A basse dosi (circa 1-2 gr equivalenti ad un cucchiaino di polvere) presenta effetti molto simili a quelli degli alcolici: i consumatori riportano sensazioni di disinibizione, piacere diffuso, rilassamento e tranquillità, sensualità, euforia e tendenza a verbalizzare. A dosi (o concentrazioni) più alte può provocare intontimento, perdita di coordinazione dei movimenti, convulsioni, forte sonnolenza e narcosi (un sonno comatoso, con attività onirica, che può durare anche fino a 24 ore).Il GHB deve molta della sua fama alle proprietà „pro-sessuali‟, in quanto gli effetti comprendono disinibizione, aumento della sensibilità tattile, aumento della capacità erettile nei maschi, e una maggiore sensibilità al momento dell‟orgasmo. si possono avere

stati confusivi, difficoltà a coordinare i movimenti e di coerenza nella
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op.cit Alcohol's damaging effects on the brain,2004

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verbalizzazione e sedazione totale (nel caso di una dose troppo alta).Fra gli effetti avversi conosciuti si segnalano inoltre forti attacchi di nausea, vomito, confusione e difficoltà muscolari. Nei casi più gravi sono state osservate convulsioni, collasso e coma. In particolare l‟interazione con alte dosi di alcool è molto pericolosa e può anche condurre alla morte per arresto respiratorio. Il GHB ha, inoltre, un effetto legato al post assunzione, una sorta di post sbronza meno forte di quella derivante dal consumo di alcolici. 101 Nei casi più gravi possono verificarsi convulsioni, collasso, coma e morte. Se la assumi provi un senso di stordimento, incapacità di reagire e perdi anche la memoria a breve termine, cioè la capacità di ricordare ciò che è accaduto nelle ultime ore. Più la dose è elevata, più aumenta il rischio di nausea, vomito e vertigini, mal di testa, confusione, problemi respiratori e disturbi della memoria. Possono inoltre manifestarsi contrazioni muscolari incontrollabili simili ai sintomi di una crisi epilettica.. In caso di consumo da lungo tempo ed in forti quantità, sono state osservate situazioni di dipendenza fisica accompagnata dai sintomi dell‟astinenza .102

10.9 Eroina 10.9.1 Effetti immediati, a breve termine
Poco dopo l'iniezione, o l'inalazione, l'eroina arriva dal sangue al cervello. Nel cervello, l'eroina si trasforma in morfina e rapidamente si lega coi recettori degli oppioidi. Tipicamente i tossicodipendenti affermano di sentire un'ondata di sensazioni gradevoli, un "rush". L'intensità del "rush" è in funzione della quantità di droga che si è presa e della rapidità con cui la droga entra nel cervello e si lega coi recettori naturali degli oppioidi. L'eroina crea immediata dipendenza perché va al cervello molto rapidamente. Con l'eroina, generalmente il "rush" è accompagnato da
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op.cit Programma Regionale sulle Dipendenze, Regione del Veneto,2008 op.cit Dipartimento Politiche Antidroga ,2009

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un accaloramento della pelle, secchezza della bocca ed una sensazione di pesantezza nelle estremità che può essere accompagnata da nausea, vomito ed un prurito severo. Dopo gli effetti iniziali, generalmente i tossicodipendenti saranno sonnolenti per varie ore. La funzione mentale si offusca per l'effetto dell'eroina nel sistema nervoso centrale. La funzione cardiaca diminuisce. Anche la respirazione diminuisce enormemente, a volte fino al punto di causare la morte. L'overdose d‟eroina è particolarmente rischiosa per strada dove non può determinarsi con certezza la quantità e la purezza della droga. 103

10.9.2 Effetti a lungo termine Uno degli effetti più dannosi dell'eroina è il rapido instaurarsi di dipendenza (“addiction”). L'addiction è una malattia cronica con ricadute, caratterizzata da ricerca e uso compulsivo di droghe e da cambiamenti neurochimici e molecolari nel cervello. Come per gli assuntori di ogni altra sostanza che dia dipendenza, gradualmente le persone che usano eroina passano sempre più tempo ed energia a cercare di procurarsi e poi utilizzare la droga. Una volta che diventano dipendenti, lo scopo principale nella vita dell‟eroinomane diventa la ricerca e l‟uso della droga. Le droghe cambiano letteralmente il cervello. La dipendenza fisica si sviluppa con dosi più elevate di tale sostanza. Con la dipendenza fisica, il corpo si adatta alla presenza della droga ed i sintomi d‟astinenza cominciano se l'uso diminuisce bruscamente. La sindrome d‟astinenza può presentarsi in poche ore dall‟ultima volta che si è usata la droga. I sintomi dell'astinenza includono inquietudine, dolore a muscoli ed ossa, insonnia, diarrea, vomito, brividi con pelle d‟oca (cold turkey), e tremori negli arti inferiori. I sintomi maggiori dell'astinenza raggiungono il loro punto massimo tra le 24 e 48 ore dopo l'ultima dose d‟eroina e si calmano approssimativamente in una settimana. Tuttavia, alcune persone mostrano segni persistenti della sindrome d‟astinenza per molti mesi. L'astinenza dell'eroina non è mai molto dolorosa in adulti sani, ma può essere mortale per il feto di una donna tossicodipendente incinta.
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op.cit Programma Regionale sulle Dipendenze, Regione del Veneto,2008

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Utilizzando in modo continuo l‟eroina si corre il rischio di diventare fisicamente e psicologicamente dipendenti da questa sostanza. A volte, ci sono tossicodipendenti che si sottomettono a molti dei sintomi della sindrome d‟astinenza per ridurre la loro tolleranza alla droga e poter così sentire un'altra volta l'euforia. Una volta si credeva che la dipendenza fisica e i sintomi d‟astinenza fossero le caratteristiche chiave dell'assuefazione all'eroina. Ora sappiamo che questo non è completamente certo poiché il desiderio e la ricaduta possono presentarsi settimane e mesi dopo che i sintomi della sindrome d‟astinenza sono spariti. Sappiamo anche che i pazienti con dolori cronici che devono usare oppiacei per star bene, a volte per lunghi periodi, hanno poco o quasi nessun problema a lasciarli una volta che il dolore si elimini con altri farmaci. Questo accade semplicemente perché il paziente con dolore sta cercando sollievo al dolore e non “il piacere” come cerca invece il tossicodipendente.104

10.9.3 Complicazioni mediche dell'uso cronico
Le conseguenze mediche dell'uso cronico d‟eroina includono vene cicatrizzate o collassate, infezioni batteriche nei vasi sanguigni, ascessi, foruncoli ed altre infezioni dei tessuti, e malattie epatiche o renali. Le complicazioni dei polmoni (includendo vari tipi di polmonite e tubercolosi) possono derivare dalla già precaria salute del tossicodipendente come dagli effetti depressivi dell'eroina sulla respirazione. Molti degli additivi che si trovano nell'eroina che si vende per strada possono includere sostanze che non si dissolvono facilmente e che ostruiscono i vasi sanguigni che vanno ai polmoni, al fegato, ai reni o al cervello. Questo può causare un'infezione o la morte di piccoli gruppi di cellule negli organi vitali. Le reazioni immuni a questi ed altri agenti inquinanti possono causare artrite o diversi problemi reumatologici. Ovviamente condividere i fluidi o la siringa d‟iniezione può condurre alle conseguenze più gravi dell'abuso dell'eroina, le infezioni con epatite B e C, HIV ed una va-

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op.cit Programma Regionale sulle Dipendenze,2008

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rietà di altri virus trasmessi attraverso il sangue che i drogati possono passare dopo ai loro partner sessuali ed ai loro figli. 105

10.9.4 Meccanismo d‟azione sul cervello
L‟eroina, al pari degli altri oppiacei, va ad agire sulle seguenti aree cerebrali e del sistema nervoso: - sul sistema limbico (deputato al controllo delle emozioni e delle sensazioni) determina un aumento delle sensazioni di piacere, di rilassamento ed appagamento; - sul tronco encefalico (che controlla le azioni automatiche del corpo) induce un rallentamento della respirazione; - sul midollo spinale (che trasmette i segnali di dolore al corpo) blocca le sensazioni dolorose. 106

10.10. Cocaina

10.10.1 Effetti a breve termine
Gli effetti della cocaina si presentano quasi immediatamente dopo il suo utilizzo e spariscono nel giro di minuti od ore. Generalmente quelli che usano la cocaina in piccole quantità, fino a 100 mg., si sentono euforici, energici, ciarlieri e più vigili mentalmente, particolarmente in relazione alle sensazioni della vista, dell'udito e del tatto. Ancora, la cocaina può diminuire temporaneamente i desideri di mangiare e dormire. Alcuni assuntori ritengono che la droga li aiuti a realizzare alcuni compiti fisici ed intellettuali in maniera più rapida; tuttavia, ad altri produce l'effetto opposto. Gli effetti fisiologici di breve termine che produce la cocaina sono: contrazione dei vasi sanguigni, dilatazione delle pupille, e aumento nella temperatura corporea, del ritmo cardiaco e della tensione arteriosa. L‟utilizzo in forti quantità può portare anche ad un comportamento più stravagante, trasgressivo e violento. Gli

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assuntori possono sperimentare tremori, vertigini, spasmi muscolari, paranoia e, se la dose è eccessiva, una reazione tossica molto simile all'avvelenamento per amfetamina. Alcuni utilizzatori affermano che si sentono inquieti, irritabili e soffrono d‟ansia. In alcune rare occasioni, la morte istantanea può avvenire quando si usa per la prima volta la cocaina. Le morti causate dalla cocaina normalmente dipendono da arresto cardiaco o convulsioni seguite da arresto respiratorio. 107

10.10.2 Effetti a lungo termine
La cocaina è una droga che dà forte dipendenza. Una volta che un individuo prova la cocaina gli è molto difficile predire o controllare in che modo continuerà ad usarla. Si crede che gli effetti d‟assuefazione e stimolanti della cocaina siano principalmente il risultato della sua abilità di inibire il riassorbimento della dopamina da parte delle cellule nervose. Il cervello emette la dopamina come un sistema di gratificazione, e la stessa è direttamente o indirettamente in relazione alla capacità di indurre dipendenza di tutte le principali sostanze d‟abuso. Quando la cocaina è utilizzata ripetutamente ed in dosi crescenti, può condurre ad uno stato d‟irritabilità, inquietudine e paranoia. Questo può causare episodi di psicosi paranoide in cui l'individuo perde il senso della realtà e soffre d‟allucinazioni uditive. 108

10.10.3 Complicazioni mediche C'è una quantità enorme di complicazioni mediche associate con l'abuso di cocaina. Tra le più frequenti si trovano i problemi cardiovascolari, come irregolarità nel battito cardiaco ed attacchi di cuore; i problemi respiratori che causano dolori del petto e arresti respiratori; gli effetti neurologici che producono le embolie, convulsioni e mal di testa; le complicazioni gastrointestinali che causano dolori addominali e nausee. Vari tipi d‟attacchi di cuore sono stati associati all'uso della cocaina. Si sa che questa droga causa aritmie (fibrillazione ventricolare); accelera i battiti del cuore e la respirazione; aumenta la tensione arteriosa e la temperatura del corpo. I sintomi fisici
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possono includere vista annebbiata, dolore al petto, febbre, spasmi muscolari e agitazione. Le reazioni avverse all'uso della cocaina dipendono dalle modalità di assunzione. Per esempio, quando s‟inala regolarmente si può avere perdita del senso dell'olfatto, emorragie nasali, problemi di deglutizione, raucedine e irritazione generale del setto nasale, cosa che può produrre una condizione cronica d‟infiammazione e secrezione del naso.109 Quando s‟ingerisce la cocaina può causare cancrena negli intestini perché riduce il flusso del sangue. Inoltre, le persone che se la iniettano, hanno tracce di punture o "tracks", solitamente negli avambracci. Ancora, coloro che l'assumono per via endovenosa possono sperimentare reazioni allergiche, alla droga o ad alcune delle componenti che si aggregano alla cocaina nel taglio, ed a volte queste reazioni possono provocare la morte. La cocaina tende a ridurre il consumo d‟alimenti, pertanto, l'uso abituale causa perdita d‟appetito, di peso e malnutrizione. Le ricerche hanno dimostrato che esiste potenzialmente un'interazione pericolosa tra la cocaina e l'alcool. Quando si usano congiuntamente, l'organismo li trasforma in etilene di cocaina. L'effetto dell'etilene di cocaina nel cervello è più lungo e più tossico che quando si usa da sola la droga. Benché sia necessario intensificare la ricerca, si deve iniziare a prendere in considerazione l‟ipotesi che molte delle morti causate dalle droghe, sono dovute ad una combinazione di cocaina e alcool.110

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10.10.4 Impatto della cocaina sul cervello

Nell'immagine un esempio di come si può ridurre un cervello dopo assunzione di cocaina: l'area scura rappresenta il risultato di un infarto cerebrale conseguente all'assunzione di cocaina. A causa della lesione il paziente è morto. 111 La cocaina va a modificare il funzionamento del cervello cambiando il modo di comunicare delle cellule nervose cerebrali. Queste ultime, note come neuroni, per comunicare tra di loro rilasciano sostanze chimiche chiamate neurotrasmettitori. Esistono numerosi neurotrasmettitori ma quello che più di tutti è influenzato dall‟uso della cocaina è la dopamina, una sostanza responsabile delle nostre sensazioni piacevoli. Ebbene, un uso continuo di cocaina andrebbe a compromettere il sistema cerebrale della dopamina o della gratificazione, impedendoci così, nel tempo di provare piacere. op.cit Dipartimento Politiche Antidroga, (2009)

10.11. Inalanti 10.11.1 Effetti
Molti sistemi cerebrali possono essere implicati negli effetti anestetici, intossicanti e

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op.cit UCLA DrugFree Edu,2009

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di rinforzo dei differenti inalanti. Quasi tutti gli inalanti di cui si fa abuso, ad eccezione dei nitriti, producono un effetto piacevole deprimendo il sistema nervoso centrale (SNC). L'evidenza presentata dagli studi realizzati con animali suggerisce che un numero di solventi volatili e gas anestetici di cui comunemente si abusa possiede effetti comportamentali e meccanismi di azione simili a quelli prodotti dai sedativi del SNC, tra i quali si trovano l'alcool e medicine come i tranquillanti e gli anestetici. Uno studio recente indica che il toluene, un solvente che si trova in molti inalanti di cui comunemente si abusa, tra cui per esempio la colla per usi industriali, nebulizzatori per vernici, solventi ed acetoni, attiva il sistema della dopamina cerebrale. Si è dimostrato che questo sistema svolge un ruolo negli effetti gratificanti di molte droghe di abuso. 112

10.11.2 Effetti a breve ed a lungo termine
Benché le sostanze chimiche che si trovano negli inalanti possano produrre vari effetti farmacologici, la maggioranza degli inalanti produce un'euforia rapida che assomiglia all'intossicazione alcolica, caratterizzata da un'eccitazione iniziale, seguita poi da sonnolenza, disinibizione, stordimento ed agitazione. Se s‟inalasse sufficiente quantità, quasi tutti i solventi e gas produrrebbero anestesia, una diminuzione della sensibilità percettiva e possono condurre ad uno stato di incoscienza. Le sostanze chimiche contenute nei solventi, nei gas e negli aerosol possono produrre una varietà di altri effetti durante o poco dopo il loro uso. Questi effetti sono dovuti all'intossicazione da inalanti e possono includere aggressività, apatia, deterioramento cognitivo, e il non poter funzionare appropriatamente nel lavoro o in situazioni sociali. Altri possibili effetti sono la nausea, sonnolenza, balbuzie, letargo, riflessi rallentati, debolezza muscolare generale e stupore. Per esempio, le indagini dimostrano che il toluene può produrre mal di testa, euforia, sensazione di barcollamento, ed inabilità nel coordinare i movimenti. L'esposizione ad alta dose può causare confusione e delirio. Altri effetti collaterali comuni sono nausea e

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op.cit Programma Regionale sulle Dipendenze,2008

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vomito. Molte persone manifestano una forte necessità di continuare ad utilizzare inalanti, specialmente quelle che li hanno utilizzati per periodi molto lunghi. L'abuso prolungato di inalanti può causare un utilizzo compulsivo e portare ad un lieve caso di sindrome di astinenza. Altri sintomi osservati in persone che hanno abusato di inalanti per lungo tempo, sono perdita di peso, debolezza muscolare, disorientamento, mancanza di attenzione e coordinazione, irritabilità e depressione. 113

10.11.2 Conseguenze mediche
Coloro che abusano d‟inalanti corrono il rischio di soffrire di tutta una serie di conseguenze mediche devastanti. L'inalazione prolungata di composti chimici altamente concentrati che si trovano nei solventi o aerosol può indurre aritmia che può provocare un arresto cardiaco e la morte in pochi minuti. Questa sindrome, conosciuta come "morte istantanea per inalazione", può essere provocata anche da una singola assunzione di inalanti. La morte immediata per inalazione si associa principalmente con l'abuso del butano, propano e le sostanze chimiche degli aerosol. Anche l'abuso di inalanti può causare la morte nelle seguenti maniere: · Asfissia -da inalazioni ripetute che portano ad alte concentrazioni di fumi inalati che sostituiscono l'ossigeno disponibile nei polmoni; · Soffocamento-bloccando l'entrata di aria nei polmoni quando si inalano i vapori da una borsa di plastica messa sulla testa. · Soffocamento da vomito-inalando il vomito prodotto dopo avere usato inalanti · Ferita mortale-per incidenti, includendo le morti per incidenti automobilistici causati da intossicazione. Le osservazioni realizzate su animali ed esseri umani mostrano come gli inalanti siano altamente tossici. Forse l'effetto nocivo più significativo dell'esposizione abituale agli inalanti è il danno estensivo e di lunga durata al cervello e ad altre parti del sistema nervoso. Per esempio, ricerche su animali e studi su patologie umane mostrano che l'abuso abituale di solventi volatili come il toluene, danneggia la zona protettiva attorno a certe fibre nervose nel

113

ibidem

70

cervello e nel sistema nervoso periferico. Questa distruzione estensiva delle fibre nervose è clinicamente simile a quella che si può vedere in malattie neurologiche come la sclerosi multipla. Gli effetti neurotossici dell'abuso prolungato di inalanti includono sindromi neurologiche che riflettono danni del cervello in zone che includono il controllo cognitivo, motorio, visivo ed uditivo. Le anormalità cognitive possono andare da un lieve deterioramento fino ad una demenza severa. Altri effetti possono includere difficoltà nel coordinare i movimenti, spasticità e perdita di sensibilità dell‟udito e della vista. Gli inalanti sono molto tossici anche per altri organi. L'esposizione cronica può produrre danni significativi al cuore, polmoni, fegato e reni. Benché alcuni dei danni prodotti dagli inalanti al sistema nervoso, come a quello di altri organi, possono essere più o meno reversibili quando cessa l'abuso degli inalanti, molte altre sindromi causate dall'abuso ripetuto o prolungato sono irreversibili. L'abuso degli inalanti anche durante la gravidanza può aumentare il rischio per i bambini di soffrire di qualche deterioramento nel loro sviluppo. Studi su animali, progettati per simulare i modelli umani di abuso di inalanti, suggeriscono che l'esposizione prenatale al toluene o il tricloruro di etilene può produrre un peso natale più basso, occasionalmente anomalie scheletriche, e uno sviluppo neurocomportamentale ritardato. Alcune relazioni di casi mostrano anomalie in neonati le cui madri abusavano abitualmente di solventi ed è documentato un successivo deterioramento nello sviluppo in alcuni di questi bambini. Tuttavia, non si è portato a termine uno studio ben controllato di prospettive sugli effetti su esseri umani dell'esposizione prenatale ad inalanti e, pertanto, non è possibile legare l'esposizione prenatale ad una specifica sostanza chimica con uno determinato difetto di nascita o problema di sviluppo. 114

114

Ibidem

71

10.12 Tabacco

10.12 .1 Effetti a lungo termine
L‟esposizione cronica alla nicotina dà assuefazione. Le ricerche stanno cominciando ora a documentare tutti i cambiamenti neurologici che accompagnano lo sviluppo e il mantenimento dell‟assuefazione alla nicotina. Tuttavia, le conseguenze

comportamentali di questi cambiamenti sono ben documentate. Più del 90% dei fumatori che tentano di abbandonare l‟abitudine senza trattamento falliscono, la maggioranza ricade in una settimana. L‟esposizione ripetuta alla nicotina porta ad uno sviluppo di tolleranza, condizione che richiede dosi sempre più alte di una sostanza per produrre la stessa stimolazione iniziale. Il metabolismo agisce sulla nicotina abbastanza rapidamente, eliminandola dal corpo in poche ore. Pertanto, durante la notte i fumatori perdono questa tolleranza e questo spiega perché generalmente le prime sigarette del giorno vengano considerate più forti o le "migliori". Durante la giornata, la tolleranza torna ad aumentare e le sigarette addizionali non hanno più tanto effetto. La sospensione dell‟uso di nicotina è seguita da una sindrome di astinenza che può durare un mese o più e include sintomi che rapidamente conducono le persone a riprendere l‟uso del tabacco. I sintomi d‟astinenza della nicotina possono cominciare poche ore dopo l‟ultima sigaretta e possono includere irritabilità, craving, deficit cognitivi e di attenzione, disturbi del sonno ed aumento dell‟appetito. I sintomi arrivano al loro punto massimo nei primi giorni e possono placarsi in poche settimane. Tuttavia, per alcune persone i sintomi possono durare alcuni mesi. Un componente importante, ma poco considerato della sindrome di astinenza dalla nicotina, è il "craving", un forte desiderio per la nicotina che risulta essere il maggiore ostacolo per riuscire ad avere successo nell‟astensione. I livelli alti di craving per il tabacco possono durare 2/3 mesi o più. Mentre la sindrome di astinenza è in relazione con gli effetti farmacologici della nicotina, anche molti fattori comportamentali possono influire sull‟intensità e la durata dei sintomi di astinenza psicologica. Per alcune persone, il fatto di sentire, annusare o guardare una sigaretta, come il rito di tenere, manipolare, accendere e fumare la

72

sigaretta, sono associati con gli effetti piacevoli del fumare e possono fare sì che l‟astinenza o il craving peggiorino. 115

13.12 .2 Conseguenze mediche dell‟uso di tabacco
Le conseguenze mediche dell‟esposizione al fumo di tabacco derivano dagli effetti delle sostanze in esso contenute così come dal modo in cui le si assume. Un‟indagine dell‟American Cancer Society su più di un milione di uomini e donne oltre i 35 anni ha rilevato un aumento della mortalità dei fumatori, rispetto a chi non fuma, per neoplasie del polmone, della bocca e delle prime vie respiratorie, della vescica e del pancreas, attribuite al fumo. Per quanto riguarda il cancro del polmone, studi scientifici hanno riconosciuto al fumo di tabacco una percentuale di rischio attribuibile pari all‟85% nell‟uomo e al 77% nella donna. Questo significa che 4 tumori del polmone su 5 non si verificherebbero se le persone non fumassero. Oltre al cancro del polmone, l‟abitudine al fumo causa anche malattie polmonari come la bronchite cronica e l‟enfisema e si sa che peggiora i sintomi dell‟asma in adulti e bambini. Il tabagismo è associato anche al tumore della bocca, della faringe, della laringe, dell‟esofago, dello stomaco, del pancreas, dei reni, e della vescica. La totalità di morti causate dal cancro è doppia tra i fumatori rispetto a quelli che non fumano e può arrivare a quattro volte per i forti fumatori. Negli anni „40 si dimostrò per la prima volta la relazione tra il tabagismo e le malattie cardiocircolatorie. A causa degli effetti della nicotina (restringimento dei vasi sanguigni, aumento dell‟adesività delle piastrine, accumulo di placche di grasso sulle pareti interne dei vasi) è ben documentato come l‟abitudine al fumo contribuisca all‟aumento della pressione arteriosa, alteri il ritmo cardiaco (aumento della frequenza cardiaca e aritmie) e accresca sostanzialmente il rischio di infarto, di malattie vascolari, di ictus ed emorragia cerebrale. 116

115 116

op.cit Programma Regionale sulle Dipendenze,2008 ibidem

73

13.12 .3 Come agisce sul cervello
La nicotina, una volta introdotta, attraverso le sigaretta, raggiunge il cervello in soli 8 secondi. Le cellule nervose o neuroni sono dotate di proteine specifiche, i recettori, sulle quali i neurotrasmettitori vanno ad incastrarsi perfettamente, al pari di una chiave nella serratura. La nicotina si lega ai recettori di un neurotrasmettitore, l‟acetilcolina, determinando un aumento della pressione sanguigna, del battito cardiaco, e della respirazione, e ai recettori colinergici che rilasciano la dopamina, generando una sensazione di piacere. Tale sensazione tuttavia, svanisce rapidamente e spinge ad introdurre altra sostanza per sperimentare gli stessi effetti. La nicotina, pur essendo il principale responsabile della dipendenza, non è l‟unico elemento biologicamente importante. Attraverso avanzate tecnologie di neuroimmagine, nei fumatori è stata riscontrata una significativa riduzione nel cervello e in tutto l‟organismo dei livelli di un enzima chiamato monoaminoossidasi (MAO). Una minor disponibilità di questo enzima a livello cerebrale interferisce con l‟azione della dopamina e di altri neurotrasmettitori coinvolti nella regolazione dell‟umore e di altre funzioni dell‟organismo compromettendone il buon funzionamento. Oltre a queste sostanze, i ricercatori hanno individuato, attraverso studi condotti su animali, un‟altra sostanza chimica presente nel fumo di tabacco, l‟acetaldeide, che aumenterebbe notevolmente le proprietà gratificanti della nicotina, in particolare negli animali adolescenti. Questo potrebbe essere uno dei motivi per cui in questa età si è più vulnerabili, rispetto agli adulti, a sviluppare dipendenza da tabacco. 117

117

op.cit Dipartimento Politiche Antidroga, (2009)

74

11. Il fenomeno dei Rave Party
Definizione Festa notturna clandestina organizzata perlopiù all'aperto, dove moltissime persone si ritrovano per ballare e in cui è diffuso l'uso di droghe I rave party sono eventi musicali illegali frequentati da fasce di popolazione a rischio per i comportamenti rispetto all‟abuso di alcol e droga. Le conseguenze di tali comportamenti sono spesso causa di problemi di ordine sanitario e pubblico, oltre che di danno alla persona provocato dal consumo e dallo spaccio di droga e di danno ambientale e pubblico. Questi eventi si caratterizzano per il fatto di essere organizzati intenzionalmente all‟insaputa degli enti deputati al controllo (Questure, Prefetture, Forze dell‟Ordine) e risultano privi di ogni tipo di assistenza sanitaria che possa intervenire in caso di intossicazioni da sostanze stupefacenti e/o alcoliche. La circolazione delle informazioni relative all‟organizzazione degli eventi musicali illegali risulta estremamente nascosta a causa della necessità degli organizzatori di mantenere segreto l‟evento e di non essere scoperti dalle autorità. I meccanismi di comunicazione si basano sul passaparola e sulle moderne tecnologie dei social media (private message, chat, ecc.) che, grazie ad un articolato sistema di inclusione ed esclusione dai gruppi di appartenenza, permettono di mantenere un contatto diretto tra partecipanti ed organizzatori, mantenendo però la riservatezza, in esterno, sulle location stabilite per le feste illegali . Coloro che prendono parte a questa tipologia di incontri sono soprattutto i giovani, i quali a ritmo incessante di musica elettronica, consumano sostanze di ogni genere, da quelle legali, come l‟alcol e il tabacco, a quelle illegali come la Ketamina, l‟ecstasy, l‟LSD, la marijuana, il popper etc. L‟utilizzo di tali sostanze determina perdita della memoria, della cognizione del tempo e dello spazio, disturbi cardio-circolatori e delle funzioni motorie. Tale sintomatologia può condurre alla morte118.

118

Riomondo ,Burgarella ,Presidente del consiglio dei ministri dipartimento politiche antidroga , Sistema Nazionale di Allerta Precoce,2011

75

14.1 Prevenzione
Halloween Friends, Avaiki, Otturbatoidi, Dirty fox , questi alcuni dei nomi dei Rave Party illegali che sono stati individuati e fermati grazie alla attività del Dipartimento Politiche Antidroga attraverso il progetto "Rave Party Prevention", realizzato in collaborazione con la Croce Rossa Italiana, la Polizia delle Comunicazioni, la Direzione Centrale per i Servizi Antidroga (DCSA) del Ministero dell'Interno e il Sistema di Nazionale di Allerta Precoce. E proprio grazie al monitoraggio dell'unità web del DPA, sono stati presentati questa mattina durante la Consulta degli Esperti e degli Operatori delle Tossicodipendenze i risultati ottenuti. Dal 28 di Ottobre 2010 ad oggi sono stati individuati ben 14 eventi musicali illegali sparsi su tutto il territorio italiano da nord a sud e segnalati per competenza a prefetture, questure e comuni. Dei 14 Rave Party più della metà sono stati fermati prima del loro inizio impedendo così lo smercio e l'uso di sostanze stupefacenti e, contemporaneamente, situazioni di rischio ambientale per i partecipanti al raduno. 119 "Attraverso il progetto "Rave Party Prevention" Il Dipartimento Politiche Antidroga, nell‟ambito delle attività del Sistema Nazionale di Allerta Precoce, si è dotato di un‟unità di monitoraggio del web che si occupa dell‟osservazione periodica e sistematica di siti che promozionano eventi musicali illegali. Attraverso la loro osservazione, da ottobre 2010 è stato possibile identificare alcuni di questi eventi che hanno avuto luogo sul territorio italiano, individuando il luogo e la data in cui sarebbero avvenuti. Il monitoraggio del web e la gestione delle informazioni recuperate online è alla base del Progetto Rave Party Prevention, promosso dal Dipartimento Politiche Antidroga, affidato alla Croce Rossa Italiana e svolto in collaborazione con la Direzione Centrale per i Servizi Antidroga e la Polizia delle Comunicazioni. L‟obiettivo generale del progetto è prevenire o ridurre l‟alto rischio di mortalità e invalidità droga e alcol correlata

119

ibidem

76

durante lo svolgimento degli eventi illegali di aggregazione giovanile in cui vi sia la possibilità di utilizzo di sostanze stupefacenti. 120 Il monitoraggio ha portato all‟individuazione di 32 eventi musicali illegali. Di questi, 29 sono stati segnalati per competenza a Prefettura, Questura, Comune e, per conoscenza, alla Procura del luogo dove l‟evento si sarebbe tenuto e alla Direzione Centrale per i Servizi Antidroga, al fine di verificarne la legalità. Dei 32 eventi illegali individuati e segnalati, 12 sono stati impediti (37,5%), cioè fermati prima che si svolgessero; 7 sono stati gestiti con l‟intervento in loco delle Forze dell‟Ordine (21,9%) e 6 sono avvenuti comunque, nonostante la segnalazione del Dipartimento Politiche Antidroga (18,8%). Il periodo di riferimento del monitoraggio è: 28 ottobre – 26 maggio 2011. 121

120 121

ibidem ibidem

77

78

12 . Panoramica livelli di assunzione sostanze in italiana
Nell‟indagine 2011 sulla popolazione studentesca (su un campione di 32.389 soggetti di età compresa tra 15-19 anni) si sono rilevate le seguenti percentuali di consumatori (consumo dichiarato negli ultimi 12 mesi): eroina 0,6% (0,8% nel 2010); cocaina 2,1% (2,9% nel 2010); cannabis 18,2% (18,5% nel 2010); stimolanti – amfetamine – ecstasy 1,3% (1,7% nel 2010); allucinogeni 2,3% (2,7% nel 2010). Le indagini mostrano un calo generalizzato dei consumi, seppur di misura inferiore rispetto a quello rilevato nel 2008-2010. Il 99,4% degli studenti non ha mai assunto eroina negli ultimi 12 mesi, mentre l‟0,6% l‟ha assunta almeno una volta. Solo lo 0,5% l‟ha consumata negli ultimi 30 giorni. Rilevato un minor consumo di eroina negli studenti italiani rispetto a quelli europei. Riduzione del 25% dal 2010. Il 97,9% degli studenti non ha mai assunto cocaina negli ultimi 12 mesi, mentre il 2,1% l‟ha assunta almeno una volta. Solo l‟1,3% l‟ha consumata negli ultimi 30 giorni. Tra i consumatori, maggior presenza di consumo occasionale. Riduzione del 27,6% dal 2010. L‟81,8% degli studenti non ha mai assunto cannabis negli ultimi 12 mesi, mentre il 18,2% l‟ha assunta almeno una volta: i consumi di cannabis aumentano con il crescere dell‟età dai 15 ai 19 anni. Il 12,9% l‟ha consumata negli ultimi 30 giorni. Il maggior consumo è rilevato tra gli studenti 19enni. Riduzione dell‟1,6% dal 2010. Il 98,7% degli studenti non ha mai assunto sostanze stimolanti (metamfetamine- amfetamine, ecstasy) negli ultimi 12 mesi, mentre il 1,3% le ha assunte almeno una volta. Lo 0,8% le ha consumate negli ultimi 30 giorni. Il maggior consumo è rilevato tra gli studenti 19enni. Riduzione del 23,5% dal 2010. Il 97,7% degli studenti non ha mai assunto allucinogeni (LSD, Funghi, Ketamina) negli ultimi 12 mesi, mentre il 2,3% li ha assunti almeno una volta. L‟1,4% li ha consumati negli ultimi 30 giorni. Riduzione del 14,8% dal 2010. Negli ultimi anni si sta registrando un sempre più marcato spostamento dell‟offerta di commercializzazione delle sostanze illecite attraverso Internet. Il fenomeno dell‟offerta di droga su web è caratterizzato dalla presenza anche di farmacie online che vendono farmaci e sostanze di qualsiasi genere, senza richiedere alcuna prescrizione medica e dalla presen-

79

za di online drugstore, dove è possibile acquistare facilmente sostanze illecite. Oltre a questo si è registrato lo sviluppo di specifici forum, blog, chatroom, social network dedicati alla discussione sulle varie droghe, dove circolano informazioni e consigli circa il consumo e l‟acquisto di sostanze. Il Sistema Nazionale d‟Allerta del D.P.A. ha individuato una serie di nuove sostanze presenti anche sul territorio italiano estremamente pericolose per la salute attivando, tramite il Ministero della Salute, opportune forme di prevenzione e contrasto; in particolare sono state individuate una serie di nuove sostanze e cannabinoidi sintetici (JWH018, JWH073, JWH122 e JWH250, e tutti i derivati del 3-fenilacetilindolo) e altre sostanze quali il mefedrone e MDPV. Tutte queste nuove sostanze (ed analoghi JWH) sono state inserite nella tabella delle sostanze stupefacenti del DPR 309/90
122

122

Relazione annuale al parlamento sull‟uso di sostanze stupefacenti e sullo stato delle tossicodipendenze in italia dipartimento politiche antidroga ,presidenza del consiglio dei ministri, 2011

80

13. Età di inizio assunzione delle sostanze
L‟uso sperimentale iniziale delle sostanze diventa sempre più precoce, con una sempre più bassa consapevolezza dei rischi e dei danni derivanti da tale uso da parte di persone giovanissime che già di per sé, per la loro giovane età, tendono a sottostimare i rischi e i pericoli. L‟uso precoce di sostanze comporta, inoltre, una forte interferenza con i processi di maturazione e sviluppo cerebrale dell‟adolescente. Proprio a quell‟età, infatti, si vanno consolidando numerose funzioni neuropsichiche in relazione sia ai meccanismi di apprendimento, di memorizzazione, della motivazione, del coordinamento e dei sistemi della gratificazione. Non ultimo, in questa giovane età, si sviluppano e si definiscono importanti aspetti della personalità, l‟autostima, la self-efficacy, i processi di problem analysis, di decision making, ecc. L‟interferenza con questo già complesso sviluppo che sostanze fortemente psicoattive possono provocare, quindi, è sicuramente elevato ed in grado di provocare deviazioni e compromissione importanti del fisiologico sviluppo cerebrale e del suo funzionamento. Le conseguenze neuropsichiche derivanti dalla forte e anomala sollecitazione che sostanze quali il THC, la cocaina e l‟alcol possono dare dei sistemi dei cannabinoidi endogeni, della dopamina, del GABA, delle catecolamine, ecc., sono ancora più preoccupanti e gravi se ciò avviene in età adolescenziale in quanto in grado di attivare e indurre processi negativi di neuro plasticità, con conseguenze sulla regolare e fisiologica maturazione cerebrale. Il fenomeno della sensibilizzazione neuronale, che può avvenire con l‟uso della cannabis e dei suoi derivati, è ancora più marcato se l‟assunzione avviene in giovane età, producendo importanti e più marcati effetti di memorizzazione e alterazione neuronale e recettoriale. Oltre a quanto sopra riportato, va ricordato un aspetto importante che ha implicazioni con la variazione dello scenario in tema di interventi preventivi in materia di droghe: la ricerca scientifica ha infatti dimostrato la forte correlazione tra l‟esistenza di vari tipi di disturbi comportamentali e deficit di attenzione in giovane età con una maggior vulnerabilità all‟addiction in età adolescenziale. L‟uso di cannabis o di suoi derivati in queste persone può portare facilmente ad una escalation verso sostanze quali la cocaina e l‟eroina con altissimo rischio di sviluppare dipendenza. Per contro, è da registrare che l‟uso di cannabinoidi in persone che non presentano condizioni di vulnerabilità può

81

essere contenuto in un uso occasionale che si auto estingue nel tempo pur esitando comunque in danni neuropsicologici. E‟ altrettanto vero che sono proprio le persone più vulnerabili ad essere più attratte dalla sperimentazione e dalla continuazione all‟uso di cannabis e di suoi derivati. Grazie alle nuove evidenze scientifiche, la capacità diagnostica di questi disturbi è sicuramente aumentata, così come la possibilità di trattamento educativo e psicocomportamentale. Ciò consente quindi di aumentare la probabilità di mettere in atto interventi efficaci di prevenzione selettiva123.

123

Diagnosi e intervento precoce dell‟uso di sostanze nei minori mediante counseling motivazionale, drug test e supporto educativo alla famiglia: metodi e razionale1 ,dipartimento antidroga Novembre,2011

82

14. Motivazioni dello studio
Monitorare le conoscenze dei giovani di età compresa tra 13-16 anni sugli effetti e sull‟uso delle sostanze di abuso. Ripercussioni sull‟organismo e sanzioni penali e amministrative conseguenti l‟utilizzo e lo spaccio di tali sostanze . Per ottenere dati concreti e per orientare un‟azione preventiva.

83

15.Criteri e tipologia dello studio
Per valutare il grado di conoscenza che hanno i giovani delle sostanze di abuso e delle conseguenze che hanno le stesse sul nostro organismo, ho somministrato un questionario QPS predisposto e revisionato da una equipe qualificata,

precedentemente utilizzato in uno studio condotto da Alessandro Porri per il master in coordinamento al Ser.T dell‟ASL RMH di Ciampino, nell'anno 2008/09.

15.1 Prima fase dello studio
La prima fase dello studio consiste nella somministrazione di un questionario (allegato 1) costituito da 38 domande a cui gli studenti hanno risposto in 15 minuti, per evitare inutili e futili suggerimenti tra alunni che avrebbero potuto alterare l'esito del test.

15.2 Seconda fase dello studio
Analisi dei questionari ed elaborazione statistica dei dati raccolti con grafici.

15.3 Terza fase dello studio
Distribuzione al corpo docente dei risultati con grafici e tabelle relative al risultato dei test precedentemente somministrati nelle classi.

84

16. Materiali utilizzati
E' stato utilizzato il questionario Qps (allegato 1) precedentemente elaborato e revisionato da una equipe qualificata. II questionario è composto da 38 items a risposta chiusa (vero/falzo/non so). I questionari sono stati corretti mediante apposite griglie elaborate con Excel. La ricerca ha preso in considerazione una popolazione di 272 studenti (178 femmine e 94 maschi), distribuiti per età in questo modo: 13 anni (22 femmine; 10 maschi) 32 studenti 14 anni (117 femmine; 58 maschi) 175 studenti 15 anni (25 femmine; 17 maschi ) 42 studenti 16 anni (14 femmine; 9 maschi) 23 studenti Le scuole che hanno partecipato al test sono state:
1. Convitto Nazionale Vittorio Emanuele 2

Con un campione di: 105 studenti cosi suddivisi 54 femmine e 51 maschi
2. Liceo Artistico Alessandro Caravillani

Con un campione di: 60 studenti cosi suddivisi 32 femmine 28 maschi
3. Liceo socio psico pedagogico G.Caetani

Con un campione di: 107 studenti cosi suddivisi 92 femmine e 15 maschi

85

17.Analisi dei dati raccolti
La maggioranza del campione il 77% corrispondente a 209 studenti è consapevole che le droghe alterano l'equilibrio biochimico delle cellule. Il 22% corrispondente a 59 studenti non pensa che tali sostanze possano alterare l'equilibrio, 1% corrispondente a 4 studenti non ne è a conoscenza.

1) SI DEFINISCE DROGA OGNI SOSTANZA CAPACE DI ALTERARE L'EQUILIBRIO BIOCHIMICO DELLE CELLULE
1%

22% VERO-209 FALSO-59 NON SO-4

77%

2) L'effetto di una droga è totalmente prevedibile
La maggioranza del campione, l‟87% corrispondente a 226 studenti, è consapevole che l'effetto di una droga non sia totalmente prevedibile. Il 17 % pensa che il suo effetto sia totalmente controllabile.

86

La maggioranza del campione 53% corrispondente a 143 studenti pensa che una volta assunta una sostanza ci si renda conto se i riflessi sono rimasti uguali o cambiano. Il 44% corrispondente a 120 studenti è consapevole che una volta assunta una sostanza non ci si renda conto se i riflessi si sono alterai,il 3% corrispondente a 9 studenti non ne è a conoscenza.

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Analizzando la stessa domanda dal punto di vista dell'età:

Studenti 13 anni: la maggioranza del campione 41% corrispondente a 13 studenti pensa che una volta assunta una sostanza ci si accorga se i riflessi sono cambiati o cambiano. Per il 56% corrispondente a 18 studenti pensa che ci si accorga se i sono cambiati,il 3% corrispondente a 1 studenti non lo sa. Studenti 14 anni: la maggioranza del campione 54% corrispondente a 94 studenti pensa che una volta assunta una sostanza ci si accorga se i riflessi sono cambiati o cambiano.

88

Per il 44 % corrispondente a 77 studenti pensa che ci si accorga se i sono cambiati,il 2% corrispondente a 4 studenti non lo sa. Studenti 15 anni: la maggioranza del campione 57% corrispondente a 24 studenti pensa che una volta assunta una sostanza ci si accorga se i riflessi sono cambiati o cambiano. Per il 38 % corrispondente a 16 studenti pensa che ci si accorga se i sono cambiati ,il 5% corrispondente a 2 studenti non lo sa. Studenti 16 anni: la maggioranza del campione 52% corrispondente a 12 studenti pensa che una volta assunta una sostanza ci si accorga se i riflessi sono cambiati o cambiano. Per il 39 % corrispondente a 9 studenti pensa che ci si accorga se i sono cambiati,il 9% corrispondente a 2 studenti non lo sa.

La maggioranza del campione 55% corrispondente a 182 studenti pensa che ci non si buca rischia comunque di contrarre hiv.

89

Il 41% corrispondente a 137 studenti pensa che chi non si buca non rischia di contrarre hiv,il 4% corrispondente a 12 studenti non ne è a conoscenza. Analizzando la stessa domanda dal punto di vista dell'età:
PER GLI STUDENTI DI 13 ANNI PER GLI STUDENTI DI 14 ANNI
4% 31% 69% 34% 62% VERO-59 FALSO-109 NON SO-7

VERO-10 FALSO-22

PER GLI STUDENTI DI 15 ANNI
7% 12%

PER GLI STUDENTI DI 16 ANNI

9% VERO-5 FALSO-34

17%

VERO-4 FALSO-17

81%

NON SO-3

74%

NON SO-2

Studenti 13 anni: la maggioranza del campione 69% corrispondente a 22 studenti pensa che ci non si buca rischia comunque di contrarre hiv Il 31% corrispondente a 10 studenti pensa che chi non si buca non rischia di contrarre hiv. Studenti 14 anni: la maggioranza del campione 62% corrispondente a 109 studenti pensa che ci non si buca rischia comunque di contrarre hiv.

90

Il 34% corrispondente a 59 studenti pensa che chi non si buca non rischia di contrarre hiv, il restante 4% corrispondente a 7 studenti non lo sa. Studenti 15 anni: la maggioranza del campione 82% corrispondente a 34 studenti pensa che ci non si buca rischia comunque di contrarre hiv. Il 12% corrispondente a 5 studenti pensa che chi non si buca non rischia di contrarre hiv, il restante 7% corrispondente a 3 studenti non lo sa. Studenti 16 anni: la maggioranza del campione 74% corrispondente a 17 studenti pensa che ci non si buca rischia comunque di contrarre hiv. Il 17% corrispondente a 4 studenti pensa che chi non si buca non rischia di contrarre hiv, il restante 9% corrispondente a 2 studenti non lo sa.

5) E‟ Possibile contrarre l‟aids attraverso un singolo rapporto sessuale
La maggioranza del campione il 89% corrispondente a 243 studenti è consapevole che anche un singolo rapporto a rischio possa causare la trasmissione del virus. Il 22% corrispondente a 25 studenti non pensa che l'aids possa essere trasmesso con un singolo rapporto a rischio, e il restante 2% corrispondente a 4 studenti non ne è a conoscenza.

6) L‟uso di hashish e marijuana riduce la capacità di apprendimento e memoria
La maggioranza del campione il 82% corrispondente a 223 studenti è consapevole che l' uso di hashish e marijuana riduce la capacità di apprendimento e memoria mente. Il 16% corrispondente a 44 studenti non pensa che tali sostanze possano ridurre la capacità di apprendimento e memoria. Il restante 2% corrispondente a 5 studenti non ne è a conoscenza.

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7) Il farsi le canne può provocare incidenti stradali
La maggioranza del campione 84% corrispondente a 229 studenti è consapevole che il farsi le canne può provocare incidenti stradali. Il 15% corrispondente a 40 studenti non pensa che l'assunzione di tali sostanze possa causare incidenti stradali, il restante 1% corrispondente a 3 studenti non ne è a conoscenza.

8) L‟uso di hashish può dare allucinazioni
La maggioranza del campione il 77% corrispondente a 209 studenti è consapevole che l‟uso di hashish può dare allucinazioni. Il 19% corrispondente a 51 studenti non pensa che tali sostanze possano dare allucinazioni, il restante 4% corrispondente a 12 studenti non ne è a conoscenza.

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La maggioranza del campione il 54% corrispondente a 147 studenti pensa che fumare meno di dieci sigarette al giorno non provochi danni. Il 43% corrispondente a 118 studenti pensa che fumare questa quantità di sigarette è già sufficiente per provocare danni, il restante 3% corrispondente a 7 studenti non ne è a conoscenza. Analizzando la stessa domanda dal punto di vista dell'età:

Studenti 13 anni: la maggioranza del campione 62% corrispondente a 20 studenti pensa che pensa che fumare meno di dieci sigarette al giorno non provochi danni. Il 38% corrispondente a 12 studenti pensano invece che questa quantità è sufficiente per provocare danni.

93

Studenti 14 anni: la maggioranza del campione 52% corrispondente a 91 studenti pensa che pensa che fumare meno di dieci sigarette al giorno non provochi danni. Il 46% corrispondente a 81 studenti pensano invece che questa quantità è sufficiente per provocare danni, mentre il restante 2% corrispondente a 3 studenti non lo sa. Studenti 15 anni: la maggioranza del campione 45% corrispondente a 19 studenti pensa che pensa che fumare meno di dieci sigarette al giorno non provochi danni Il 45% corrispondente a 19 studenti pensano invece che questa quantità è sufficiente per provocare danni , mentre il restante 10% corrispondente a 4 studenti non lo sa. Studenti 16 anni: la maggioranza del campione 74% corrispondente a 17 studenti pensa che pensa che fumare meno di dieci sigarette al giorno non provochi danni. Il 26% corrispondente a 6 studenti pensano invece che questa quantità è sufficiente per provocare danni.

10) Trenta sigarette al giorno equivalgono a 300 radiografie all‟anno
La maggioranza del campione il 51% corrispondente a 138 studenti pensa che fumare trenta sigarette al giorno non equivalga a 300 radiografie l'anno. Il 37% corrispondente a 102 studenti pensa che le due cose si equivalgano, il restante 12% corrispondente a 32 studenti non ne è a conoscenza.

94

La maggioranza del campione il 58% corrispondente a 158 studenti pensa che l'inquinamento atmosferico sia il maggior responsabile di malattie polmonari rispetto al fumo di sigaretta. Il 38% corrispondente a 102 pensa che causi più malattie polmonari il fumo di sigaretta rispetto all'inquinamento, il restante 4% corrispondente a 12 studenti non ne è a conoscenza.

95

Analizzando la stessa domanda dal punto di vista dell'età:

Studenti 13 anni: la maggioranza del campione 81% corrispondente a 26 studenti pensa che l'inquinamento atmosferico sia il maggior responsabile di malattie polmonari rispetto al fumo di sigaretta. Il 19% corrispondente a 6 studenti invece pensa che causi più malattie polmonari il fumo di sigaretta rispetto all'inquinamento.

96

Studenti 14 anni: la maggioranza del campione 62% corrispondente a 108 studenti pensa che l'inquinamento atmosferico sia il maggior responsabile di malattie polmonari rispetto al fumo di sigaretta. Il 33% corrispondente a 58 studenti invece pensa che causi piu' malattie polmonari il fumo di sigaretta rispetto all'inquinamento , mentre il restante 5% corrispondente a 9 studenti non lo sa. Studenti 15 anni: la maggioranza del campione 67% corrispondente a 28 studenti pensa che causi più malattie polmonari il fumo di sigaretta rispetto all'inquinamento Il 26% corrispondente a 11 studenti invece pensa che l'inquinamento atmosferico sia il maggior responsabile di malattie polmonari rispetto al fumo di sigaretta, mentre il restante 7% corrispondente a 3 studenti non lo sanno. Studenti 16 anni: la maggioranza del campione 57% corrispondente a 13 studenti pensa che l'inquinamento atmosferico sia il maggior responsabile di malattie polmonari rispetto al fumo di sigaretta. Il 43% corrispondente a 10 studenti invece pensa che causi più malattie polmonari il fumo di sigaretta rispetto all'inquinamento.

12) Il fumo associato all‟alcol aumenta il rischio del tumore
La maggioranza del campione il 80% corrispondente a 218 studenti pensa che Il fumo associato all‟alcol aumenta il rischio del tumore. Il 19% corrispondente a 51 studenti non pensa che il fumo associato a alcool aumenti i rischi, il restante 1% corrispondente a 3 studenti non ne è a conoscenza .

97

13) Gli anabolizzanti, accrescono la massa muscolare,aumentano la prestanza fisica
La maggioranza del campione il 67% corrispondente a 183 studenti pensa che gli anabolizzanti , accrescono la massa muscolare,aumentano la prestanza fisica. Il 26% corrispondente a 71 studenti non pensa questo avvenga, il restante 7% corrispondente a 18 studenti non ne è a conoscenza.

14) Gli anabolizzanti possono dare dipendenza
La maggioranza del campione il 79% corrispondente a 216 studenti pensa che gli anabolizzanti possono dare dipendenza. Il 17% corrispondente a 46 studenti non pensa questa sostanza possa dare

dipendenza, il restante 4% corrispondente a 10 studenti non ne è a conoscenza.

15) L‟atleta che si “dopa”, se seguito da medici sportivi competenti, non corre rischi per la salute
La maggioranza del campione il 76% corrispondente a 206 studenti pensa che un

atleta che si “dopa”, anche se seguito da medici sportivi competenti, corre comunque rischi per la salute. Il 22% corrispondente a 61 studenti pensa che un atleta che si dopa seguito da medici specializzati non corra rischi per la salute, il restante 2% corrispondente a 5 studenti non ne è a conoscenza.

16) Il possesso di droga per uso personale non è un reato, ma comporta sanzioni amministrative
La maggioranza del campione il 61% corrispondente a 165 studenti pensa che il

possesso di droga per uso personale non è un reato, ma comporta sanzioni amministrative.

98

Il 36% corrispondente a 98 studenti pensa che il possesso di droga per uso personale è un reato e comporta sanzioni amministrative, il restante 3% corrispondente a 9 studenti non ne è a conoscenza.

17) L‟uso personale di hashish non comporta sanzioni come l‟eroina e la cocaina in quanto “droga leggera “
La maggioranza del campione il 60% corrispondente a 164 studenti pensa che usare hashish per uso personale comporta sanzioni come l‟eroina e la cocaina. Il 37% corrispondente a 100 studenti pensa che l‟uso personale di hashish non comporta sanzioni come l‟eroina e la cocaina in quanto “droga leggera “, il restante 3% corrispondente a 8 studenti non ne è a conoscenza.

18) La vendita, l‟acquisto e il possesso di droga per uso personale sono reati puniti con la reclusione da 6 a 20 anni
La maggioranza del campione l 84% corrispondente a 230 studenti pensa che la vendita, l‟acquisto e il possesso di droga per uso personale sono reati puniti con la reclusione da 6 a 20 anni. Il 12% corrispondente a 32 studenti non concorda con questa dichiarazione, il restante 4% corrispondente a 10 studenti non ne è a conoscenza.

19) Lo spaccio, la detenzione e la cessazione gratuita di cocaina o di ecstasy, legalmente prevedono una pena inferiore rispetto a quella dell‟ eroina
La maggioranza del campione il 62% corrispondente a 170 studenti pensa che o spaccio, la detenzione e la cessazione gratuita di cocaina o di ecstasy , legalmente prevedono una pena uguale o superiore a quella dell‟ eroina.

99

Il 31% corrispondente a 84 studenti pensa che lo spaccio, la detenzione e la cessazione gratuita di cocaina o di ecstasy, legalmente prevedono una pena inferiore rispetto a quella dell‟ eroina, il restante 7% corrispondente a 18 studenti non ne è a conoscenza.
20) GLI PSICOFARMACI VENDITI IN FARMACIA NON SONO GROGHE
2%

VERO-132 49% 49% FALSO-134 NON SO-6

Il 49% corrispondente a 134 studenti pensa che gli psicofarmaci venduti in farmacia non siano droghe. Il 49% corrispondente a 132 pensa che pensa che gli psicofarmaci venduti in farmacia siano droghe o, il restante 2% corrispondente a 6 studenti non ne è a conoscenza.

100

Analizzando la stessa domanda dal punto di vista dell'età:

Studenti 13 anni: la maggioranza del campione 56% corrispondente a 11 studenti pensa che gli psicofarmaci venduti in farmacia non siano droghe. Il 44% corrispondente a 14 studenti invece pensa che gli psicofarmaci venduti in farmacia siano droghe. Studenti 14 anni: la maggioranza del campione 51% corrispondente a 89 studenti pensa che gli psicofarmaci venduti in farmacia non siano droghe.

101

Il 47% corrispondente a 83 studenti invece pensa che gli psicofarmaci venduti in

farmacia siano droghe, mentre il restante 2% corrispondente a 3 studenti non lo sa. Studenti 15 anni: la maggioranza del campione 55% corrispondente a 23 studenti pensa che gli psicofarmaci venduti in farmacia siano droghe. Il 38% corrispondente a 16 studenti invece pensa che gli psicofarmaci venduti in farmacia siano non droghe, mentre il restante 7% corrispondente a 3 studenti non ne è a conoscenza. Studenti 16 anni : la maggioranza del campione 61% corrispondente a 14 studenti pensa che gli psicofarmaci venduti in farmacia siano droghe. Il 39% corrispondente a 9 studenti invece pensa che gli psicofarmaci venduti in farmacia siano non droghe.

21) L‟lsd (trip,acidi etc) altera la capacità di giudizio e la percezione del pericolo
La maggioranza del campione il 73% corrispondente a 197 studenti pensa che l‟lsd (trip,acidi etc) alteri la capacità di giudizio e la percezione del pericolo. Il 21% corrispondente a 58 studenti non pensa che l‟lsd (trip,acidi etc) alteri la capacità di giudizio e la percezione del pericolo , il restante 6% corrispondente a 17 studenti non ne è a conoscenza .

22) Usare lsd o ketamina stando soli,fa correre gli stessi rischi che usate stando in gruppo
La maggioranza del campione il 57% corrispondente a 155 studenti pensa che usare lsd o ketamina stando soli,fa correre gli stessi rischi che usate stando in gruppo.

102

Il 38% corrispondente a 104 studenti non pensa che usare lsd o ketamina stando soli,fa correre gli stessi rischi che usate stando in gruppo, il restante 5% corrispondente a 13 studenti non ne è a conoscenza.

23) Usare ecstasy saltuariamente non provoca danni
La maggioranza del campione il 81% corrispondente a 220 studenti pensa che usare ecstasy saltuariamente provoca comunque danni. Il 16% corrispondente a 44 studenti pensa che usare ecstasy saltuariamente non provoca danni, il restante 3% corrispondente a 8 studenti non ne è a conoscenza.

24) In alcuni casi, anche una sola dose di ecstasy può essere letale
La maggioranza del campione il 90% corrispondente a 244 studenti pensa che anche una sola dose di ecstasy può essere letale. Il 9% corrispondente a 24 studenti non pensa che una sola dose di ecstasy può essere letale, il restante 1% corrispondente a 4 studenti non ne è a conoscenza.

25) L‟ecstasy può costituire un rischio per il contagio dell‟aids
La maggioranza del campione il 61% corrispondente a 165 studenti non pensa che l‟ecstasy può costituire un rischio per il contagio dell‟aids. Il 33% corrispondente a 90 studenti pensa l‟ecstasy può costituire un rischio per il contagio dell‟aids, il restante 6% corrispondente a 17 studenti non ne è a conoscenza.

26) L‟assunzione di ecstasy innalza la temperatura corporea
La maggioranza del campione il 70% corrispondente a 191 studenti pensa che L‟ecstasy innalzi la temperatura corporea. Il 23% corrispondente a 62 studenti non pensa che l‟ecstasy innalzi la temperatura corporea , il restante 7% corrispondente a 19 studenti non ne è a conoscenza.

103

27) La composizione chimica dell‟ecstasy è conosciuta
La maggioranza del campione il 52% corrispondente a 142 studenti pensa che la composizione chimica dell‟ecstasy non sia conosciuta. Il 40% corrispondente a 109 studenti pensa la composizione chimica dell‟ecstasy sia conosciuta, il restante 8% corrispondente a 21 studenti non ne è a conoscenza.

28) L‟uso di cocaina provoca danni celebrali permanenti
La maggioranza del campione il 84% corrispondente a 227 studenti pensa che l‟uso di cocaina provoca danni celebrali permanenti. Il 13% corrispondente a 36 studenti non pensa che l‟uso di cocaina provoca danni celebrali permanenti, il restante 3% corrispondente a 9 studenti non ne è a conoscenza.

29) La cocaina può causare disturbi psichiatrici gravi
La maggioranza del campione il 87% corrispondente a 236 studenti pensa che la cocaina possa causare disturbi psichiatrici gravi. Il 11% corrispondente a 31 studenti non pensa che la cocaina possa causare disturbi psichiatrici gravi, il restante 2% corrispondente a 5 studenti non ne è a conoscenza.

30) L‟uso occasionale di cocaina non provoca danni
La maggioranza del campione il 84% corrispondente a 227 studenti pensa che anche l‟uso occasionale di cocaina provochi danni. Il 14% corrispondente a 39 studenti non pensa che l‟uso occasionale di cocaina provochi danni, il restante 2% corrispondente a 6 studenti non ne è a conoscenza .

104

31) Il rischio di overdose è legato soltanto all‟uso di eroina
La maggioranza del campione il 79% corrispondente a 215 studenti pensa che Il rischio di overdose non è legato soltanto all‟uso di eroina. Il 17% corrispondente a 46 studenti pensa che Il rischio di overdose è legato soltanto all‟uso di eroina, il restante 4% corrispondente a 11 studenti non ne è a conoscenza.

32) L‟uso associato dell‟alcool con alte sostanze (eroina-tranquillanti) può provocare overdose
La maggioranza del campione il 86% corrispondente a 234 studenti pensa che l‟uso associato dell‟alcool con alte sostanze (eroina-tranquillanti) può provocare overdose 11% corrispondente a 30 studenti non pensa che l‟uso associato dell‟alcool con alte sostanze (eroina-tranquillanti) può provocare overdose. Il restante 3% corrispondente a 8 studenti non ne è a conoscenza.

33) L‟alcol “aumenta la forza”,”fa buon sangue”e “aumenta la virilità”
La maggioranza del campione il 82% corrispondente a 223 studenti non concorda con questa dichiarazione mente il 16% corrispondente a 44 studenti pensa che l‟alcol “aumenta la forza”,”fa buon sangue”e “aumenta la virilità”. Il restante 2% corrispondente a 5 studenti non ne è a conoscenza.

105

34) L'ELIMINAZIONE DELL'ALCOOL E' ACCELERATA DAL CAFFE', DA UNA DOCCIA FREDDA...

4%

VERO-157 38% 58% FALSO-103 NON SO-12

Il 58% corrispondente a 157 studenti pensa che l'eliminazione dell'alcool dal nostro organismo è accelerata da un caffè e una doccia fredda. Il 38% corrispondente a 103 è in contrapposizione con questa dichiarazione, il restante 4% corrispondente a 12 studenti non ne è a conoscenza.

106

Analizzando la stessa domanda dal punto di vista dell'età:

Studenti 13 anni: la maggioranza del campione 53% corrispondente a 17 studenti pensa che l'eliminazione dell'alcool dal nostro organismo è accelerata da un caffè e una doccia fredda. Il 47% corrispondente a 15 studenti invece non concorda con questa frase . Studenti 14 anni: la maggioranza del campione 58% corrispondente a 101 studenti pensa che l'eliminazione dell'alcool dal nostro organismo è accelerata da un caffè e una doccia fredda.

107

Il 39% corrispondente a 68 studenti invece non concorda con questa frase . , mentre il restante 3% corrispondente a 6 studenti non lo sa. Studenti 15 anni: la maggioranza del campione 55% corrispondente a 23 studenti pensa che l'eliminazione dell'alcool dal nostro organismo è accelerata da un caffè e una doccia fredda. Il 38% corrispondente a 16 studenti invece non concorda con questa frase ., mentre il restante 7% corrispondente a 3 studenti non lo sa. Studenti 16 anni: la maggioranza del campione 70% corrispondente a 16 studenti pensa che l'eliminazione dell'alcool dal nostro organismo è accelerata da un caffè e una doccia fredda.
Il 17% corrispondente a 4 studenti invece non concorda con questa frase mentre il

restante 13% corrispondente a 3 studenti non lo sa.

108

Il 57% corrispondente a 156 studenti pensa che a stomaco vuoto l'alcool si assorba più velocemente. Il 39% corrispondente a 106 pensa che a stomaco vuoto l'alcool non si assorba più velocemente, il restante 4% corrispondente a 10 studenti non ne è a conoscenza.

Il 61% corrispondente a 167 studenti pensa che sbronzarsi una volta a settimana è sufficiente per provocare danni, mente il 36% corrispondente a 97studenti pensa che sbronzarsi una volta a settimana non provochi danni, il restante 3% corrispondente a 8 studenti non ne è a conoscenza.

37) L‟alcool modifica il funzionamento del nostro cervello
La maggioranza del campione il 83% corrispondente a 225 studenti pensa che l‟alcool modifica il funzionamento del nostro cervello.

109

Il 16% corrispondente a 43 studenti non pensa che l‟alcool modifichi il funzionamento del nostro cervello, il restante 1% corrispondente a 4 studenti non ne è a conoscenza.

38) L‟alcool diminuisce i riflessi del guidatore
La maggioranza del campione il 94% corrispondente a 256 studenti pensa che l‟alcool diminuisce i riflessi del guidatore Il 6% corrispondente a 16 studenti non pensa che l‟alcol diminuisca i riflessi del guidatore.

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CONCLUSIONI

Dai questionari risulta una conoscenza maggiore da parte degli intervistati (percentuale totale di errore ridotta) per le domande relative a hashish e marijuana (16%), agli allucinogeni (19%), anabolizzanti (17 %), lsd (21%), cocaina (13%). ecstasy (23%) Al contrario alla domanda: l‟ecstasy può costituire un rischio per il contagio dell‟aids, la maggioranza del campione, il 61%, corrispondente a 165 studenti, ha sottovalutato l‟effetto della droga che impedisce ai ragazzi di prestare attenzione nel prendere precauzioni. Un discorso diverso va fatto per il doping: la maggioranza del campione, il 76%, corrispondente a 206 studenti, pensa che un atleta che si “dopa”, anche se seguito da medici sportivi competenti, corre comunque rischi per la salute, dimostrando una corretta visione d‟ insieme. Significative le percentuali di errore riscontrate nell‟area tabacco, alcool, doping, HIV. La maggioranza del campione, il 53% corrispondente a 143 studenti, pensa che una volta assunta una sostanza ci si renda conto se i riflessi sono rimasti uguali o cambiano, sottolineando la convinzione che si possano controllarne gli effetti e una loro minore pericolosità. Dal nostro campione è emerso che i danni da fumo di tabacco sono sottovalutati, il 54%, corrispondente a 147 studenti, pensa che fumare meno di dieci sigarette al giorno non provochi danni, analizzando la stessa domanda dal punto di vista dell'età non si apprezzano variazioni di rilievo. Inoltre ben pochi conoscono la reale composizione chimica di una sigaretta, non sanno che uno dei componenti è il polonio, la stessa sostanza che si sprigiona quando si è sottoposti ad una radiografia, con l‟errore totale del 51% degli intervistati: trenta sigarette al giorno equivalgono a 300 radiografie all‟anno. Il fumo associato all‟alcol aumenta il rischio del tumore e gli studenti ne sono a conoscenza per 80%.

111

Nelle domande relative all‟alcol, fa riflettere il fatto che il 58% corrispondente a 157 studenti, pensa che l'eliminazione dell'alcool dal nostro organismo venga accelerata da un caffè e da una doccia fredda, questo fa pensare quale sia la conoscenza e da dove i giovani attingano le loro informazioni (credenze popolari). Il 57%, corrispondente a 156, studenti pensa che a stomaco vuoto l'alcool si assimili più velocemente, mente il 39%, corrispondente a 106 intervistati, non concorda con questa affermazione. Preoccupante è riscontrare che il 36%, corrispondente a 97 studenti, pensa che sbronzarsi una volta a settimana non provochi danni, gli studenti sono a conoscenza che l‟alcool modifica il funzionamento del nostro cervello (l‟83%, corrispondente a 225 studenti), il 94% sa inoltre che diminuisce i riflessi del guidatore. Da questi studi si evince che i ragazzi sono risultati avere conoscenze maggiori nelle sostanze di abuso considerate illegali, sottovalutando i danni del fumo e dell'alcool. L‟alcol, il tabacco e gli energy drinks costituiscono sempre più le sostanze psicoattive di primo accesso ai comportamenti di assunzione di sostanze stupefacenti illegali, sia per la facilità di acquisizione che di uso. E‟ socialmente accettato che gli adolescenti lo possano fare, condizione importante soprattutto all‟inizio dell‟assunzione, forse pensando che tali sostanze, essendo legali, possano essere meno dannose per l'organismo. La sperimentazione dell‟effetto psicoattivo dell‟alcol da parte di un adolescente, fa parte molto spesso dei rituali di crescita. Questi possono rappresentare un viatico per il successivo utilizzo di sostanze illegali. Alla base di queste conoscenze distorte si evidenzia una mancata predisposizione al dialogo in famiglia che al contrario è fondamentale per prevenire comportamenti a rischio. La famiglia e la scuola sono due strumenti fondamentali per impedire che i giovani approfondiscono l'argomento “DROGHE” da amici o prendano informazioni da notizie spazzatura. Gli interventi di prevenzione e le campagne di sensibilizzazione sul territorio diventano pertanto sempre più importanti per far crescere nei giovani il sapere e la consapevolezza delle proprie azioni.

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