ASSOCIAZIONE ITALIANA VITTIME DEL TERRORISMO E DELL ’ EVERSIONE CONTRO L ’ ORDINAMENTO COSTITUZIONALE DELLO STATO

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RIFLESSIONI SUL LIBRO “ANATOMIA DELLE BRIGATE ROSSE” DELL'ASSOCIAZIONE ITALIANA VITTIME DEL TERRORISMO
Per il terrorista, «il delitto di sangue è, innanzitutto, un racconto, un modo di riportare i fatti», il frutto di quel percorso educativo definito “pedagogia dell'intolleranza”: il concetto alla base del libro di Alessandro Orsini, intitolato “Anatomia delle Brigate Rosse. Le radici ideologiche del terrorismo rivoluzionario” (Rubbettino), considerato un testo “fondamentale” nelle più prestigiose sedi scientifiche del mondo. In quest’analisi della pedagogia dell’intolleranza risiede il motivo per cui la nostra Associazione aveva invitato il giovane professore di Roma “Tor Vergata” al convegno europeo organizzato a Torino nel novembre del 2011, dedicato alle prospettive della narrazione delle vittime del terrorismo. Una narrazione, quella delle vittime, sicuramente frutto di un iter di dolore, ma interamente incentrata sulla pedagogia della tolleranza, come tutta la letteratura da loro prodotta può testimoniare. A Bruxelles, richiamando gli studi di Alessandro Orsini, è stato recentemente ricordato che le vittime del terrorismo possono svolgere un ruolo di contrasto ai processi culturali di radicalizzazione violenta che conducono al terrorismo. Tale ruolo è quello del testimone che, interpellato, narra di vicende il cui valore etico supera quello ideologico che le ha cagionate. Alessandro Orsini seziona e analizza le radici dell'ideologia politica dei brigatisti. Pur in un contesto di studio accademico, il pregio è quello di descrivere tutto con estrema chiarezza. Un’analisi svolta con un linguaggio piano che evita ogni intellettualismo erudito, tanto da esporsi all’accusa, da parte di alcuni terroristi mai pentiti e mai dissociati, di essere «priva di qualsiasi sofisticata elaborazione intellettuale». Quella che alcuni terroristi irriducibili considerano una colpa è, per noi, uno dei maggiori pregi di Anatomia delle Brigate rosse: un testo apprezzato dai massimi esperti internazionali di terrorismo che può essere letto, senza difficoltà, dai giovani del nostro tempo, dimostrando come sociologia e storia possano collaborare arricchendosi a vicenda. Vorremmo vedere il libro di Alessandro Orsini utilizzato proficuamente nelle scuole italiane. Anatomia delle Brigate rosse possiede almeno altri due pregi. Il primo è quello di mostrare il potere omicida dell’ideologia brigatista basata sulla disumanizzazione del nemico politico. Un processo che si attua all’interno di un campo di forze socio-psicologiche chiamato da Orsini “setta rivoluzionaria”. Il secondo pregio è la sua attualità. Il libro si chiude con un capitolo dedicato al terrorismo nero degli anni Settanta, ma siamo sicuri che possa favorire la comprensione del terrorismo come fenomeno culturale anche nelle sue nuove configurazioni attuali, quelle cioè che allungano il loro tragico e criminale operato sulla nostra vita quotidiana. Torino, 10 aprile 2012

Dante Notaristefano, Presidente dell'Aiviter

www.vittimeterrorismo.it

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