Silvia Bernardini

UNIVERSITA' DEGLI STUDI DI URBINO FACOLTA' DI MAGISTERO Corso di Laurea in Lingue e Letterature Straniere

DUNE

Relatore: Chiar.mo Prof. GIROLAMO DE VANNA

Tesi di Laurea di: SILVIA BERNARDINI

_________________________________________ ANNO ACCADEMICO 1993-1994

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Dune, l'idea
"To the people whose labours go beyond ideas into the realm of 'real materials' to the dry-land ecologist, wherever they may be, in whatever time they work, this effort at prediction is dedicated in humility and admiration." - FRANK HERBERT. La complessità dell'opera di Dune rispecchia sicuramente la complessità delle idee del suo autore. Dune è un romanzo (il primo di sei) che raccoglie in sé romanticismo, filosofia, ecologia, politica, religione e tutta una serie di elementi correlati che si intersecano a più livelli, mischiati in una visione futuribile così reale da sembrare storia già accaduta. Ripensando alle origini di Dune, lo stesso Herbert affermò che tutto cominciò con un concetto: scrivere un romanzo sulle convulsioni messianiche che periodicamente si verificano nelle società umane1. Come scrittore, anche se non troppo conosciuto, aveva già raccolto una serie di dati su più tematiche, e questo perché tutte le sue idee provenivano sostanzialmente dalle sue ricerche2. Herbert, da buon giornalista, si documentava ampiamente su ciò che andava ad affrontare. Il problema era trovare una forma narrativa che gli permettesse di spaziare tra le varie argomentazioni, senza creare scompensi in chi leggeva. In questo senso una ambientazione fantascientifica era l'ideale. Dune si concretizzò nella sua mente intorno al 1957, dopo una ricerca per un giornale di Florence,

1 [...] Recalling the original of Dune, Herbert says: "It began with a concept: to do a long novel about messianic convulsion which periodically inflict themselves on human societies. I had this idea that superheroes were disastrous for humans." da: Timothy O'Reilly, FRANK HERBERT, Ungar Publishing Co., New York 1981, Cap 3.
2 W.F.Touponce, FRANK HERBERT, Twayne Publishers, Boston 1989, Cap 1

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Oregon: si trattava di un breve scritto circa un progetto governativo sul controllo delle dune del deserto. Il programma utilizzava un approccio al problema di tipo ecologico piuttosto che ingegneristico, ed ebbe un buon successo in molti paesi 3. Herbert stesso restò affascinato dalle Dune del deserto: trovava irresistibile il modo in cui si muovevano, seppellendo strade, case e, in certe occasioni, città intere. Egli vedeva la drammaticità del tentativo di controllare le dune piantando vegetazione particolare, piuttosto che costruendo muri o barriere 4. L'interesse per l'ecologia del deserto e la voglia di esprimersi a lungo su questa tematica, lo portò a trovare la sua soluzione narrativa. Lasciò quindi per un attimo la trattatistica da parte, e iniziò a creare un mondo nuovo. Immaginò un intero pianeta deserto, per aver modo di poter esplorare ciò che fino ad allora l'aveva affascinato, sul quale cercare delle possibili soluzioni per impostare un ciclo vitale ecologico che si autosostenesse. L'aridità del pianeta che Herbert chiamò Arrakis - il pianeta delle Dune - è il risultato di una trasformazione evolutiva portata dalle stesse forme di vita sviluppatesi sul pianeta. L'ecologia di Dune risulta quindi essere strettamente legata all'intero sistema sul quale il pianeta è costruito, non solo a effetti isolati. L'ambientazione desertica ostile, notò Herbert nelle sue ricerche, era il terreno ideale per la nascita delle idee religiose. La storia stessa del Giudaismo dimostra come le condizioni ambientali pessime possano creare delle condizioni ottime per la creazione di anticipazioni religiose; e l'Islam ce ne dà una conferma 5. Questo dava modo a Herbert di inserire nel suo tema ecologico le problematiche messianiche che originariamente lo 3 [...] "I had to much for an article and far too much for a short story. So I didn't know really what I had an enormous amount of data and avenues shooting off at all angles to get more ... I finally saw that I had something enormously interesting going for me about the ecology of deserts, and it was, for a science fiction writer anyway, an easy step from that to think: What if I had an entire planet that was desert?" da T. O'Reilly, FRANK HERBERT, op cit, p.39 W.F.Touponce, FRANK HERBERT, op cit, p.12 T. O'Reilly, FRANK HERBERT, op cit, p.42.

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avevano stimolato. Dune diventa quindi non solo un pianeta con forme di vita proprie, ma un pianeta abitato anche da un popolazione umana, i Fremen; come gli ebrei, i Fremen di Arrakis sono stati perseguitati a lungo, e alla fine cacciati nel deserto; come gli Arabi, sono pronti a definire la loro identità culturale e religiosa alla chiamata del loro leader, e a combattere la Guerra Santa per conquistare la loro terra promessa. Per anni Herbert andò alla ricerca delle origini e della storia della religione, cercando di capire la psicologia degli individui che si sottomettono volontariamente alla forza di un mito messianico. I Fremen del deserto sono appunto il risultato di queste sue ricerche: sono il risultato di un insieme di culture che hanno dei tratti comuni, come il vivere in regioni inospitali, essere cacciati da nemici superiori solo per numero ed armamenti, avere una loro religione ed una loro saggezza popolare non condivisibile con altri6. Il deserto quindi è la loro patria e loro vi si muovono abilmente, perché ormai ne conoscono i pericoli e le insidie. Inoltre il deserto costituisce una vera e propria fonte economica per l'intero Impero Galattico: infatti nel deserto si trova una preziosa spezia (il Melange), le cui proprietà costituiscono una delle più costose comodità dell'Impero. Herbert inventa la spezia attraverso una serie di idee e di riflessioni: coloro che vivono in un ambiente estremamente disagevole (a parte coloro che lo fanno per libera scelta) devono avere qualcosa che li renda importanti, qualcosa talmente di valore che li trattenga sul posto malgrado le ostilità. Questo era il risultato del suo studio sulla psicologia di chi vive in un ambiente del quale non può controllare le circostanze, ma solo adattarvisi 7. La spezia conduce più addentro nel problema ecologico: essa infatti è prodotta dai 6 7 T. O'Reilly, FRANK HERBERT, op cit, p.41. [...] "It is vital ... that you never lose sight of one fact: the Fremen were a desert people whose entire ancestry was accustomed to hostile landscape. Mysticism isn't difficult when you survive each moment by surmonting open hostility". [...] da T.O'Reilly, FRANK HERBERT, op cit, p.44.

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vermi della sabbia. Questa forma di vita si sviluppa dalle "trote della sabbia", animali per i quali l'acqua è velenosa; il prosciugamento del pianeta quindi è sicuramente imputabile anche a questo. Ma per cambiare l'ecologia di Arrakis, non basta eliminare i vermi: senza vermi non ci sarebbe più spezia, e inoltre i vermi sono la fonte principale che produce ossigeno (e non dimentichiamo che Arrakis è un pianeta privo di vegetazione). I vermi quindi sono importanti tanto quanto la spezia, tanto quanto l'acqua. Il 70% di un corpo umano è fatto di acqua: Hebrert non dimentica certo un fatto biologicamente così importante. I veri abitanti del deserto, hanno sicuramente delle caratteristiche somatiche e fisiche tipiche di chi vive rischiando giorno per giorno la morte per disidratazione, però hanno a disposizione delle tute particolari che raccolgono tutti gli umori del corpo e li riciclano ricavandone acqua potabile 8. Anche questo è indicativo di come Herbert cerchi la soluzione del problema nel problema stesso: l'idea non è quella di inventare un'altra acqua, o di portare acqua da altre fonti, ma è quella di attivare un sistema che permetta di utilizzare ciò che già esiste, autosostenendosi9. A questo punto Herbert sceglie il suo eroe: Paul Atreides. Paul non è un profeta ma è un messia con ben più di un sogno visionario a cui ispirarsi. Nel prendere a cuore la causa dei Fremen, e quindi la trasformazione ecologica di Arrakis, Paul ha anche presente i propri scopi personali, che sono legati principalmente a fattori politici, economici e sociali. La storia dell'eroe di Dune, in un certo senso, è simile a quella

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[...] "It's basically a micro-sandwich - a high efficiently filter and a heatexchange system ... The skin contact layers' porous. Perspiration passes through it, having cooled the body [...] near normal evaporation process. The next two layers [...] include heat-exchange filaments and salt precipitators'. Salt's reclaimed." da Frank Herbert, DUNE, New English Library, 1985, p. 132. W.E.McNelly, THE DUNE ENCYCLOPEDIA, Berkley Books, New York 1984, voce:STILLSUIT, p.480. 9 T. O'Reilly, FRANK HERBERT, op cit, p. 53.

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di Lawrence d'Arabia10: uno straniero che va in una terra straniera ed alimentando certe credenze religiose riesce a raggiungere i suoi obiettivi personali. Un eroe per Herbert era necessario. Egli aveva delle grandi idee circa la psicologia, la manipolazione del potere, le dinamiche dei movimenti di massa. In Paul, Herbert trova il mezzo per esplorare non solo questi fattori, ma anche per approfondire quelle dinamiche che portano alla creazione di un supereroe11. L'ambientazione sociale che Herbert trova più adatta allo sviluppo della sua storia è quella feudale. Secondo Herbert, il feudalesimo è la naturale condizione nella quale gli uomini scivolano; una condizione nella quale alcuni uomini guidano mentre altri (che non possono o non vogliono prendersi responsabilità) si fanno guidare
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. Le

forze che si contendono il potere dell'Impero, in questa struttura feudale e paramilitare, sono diverse. Da una parte abbiamo un Imperatore che cerca di mantenere il sistema economico in equilibrio, appoggiando in maniera più o meno segreta le Grandi Case della sua Corte. Dall'altra ci sono invece due Grandi Case che emergono sulle altre, gli Atreides e gli Harkonnen, che lottano per ottenere il trono. Ma non è una lotta a carte scoperte: è un sottile gioco di intrighi e sotterfugi, per evitare di rompere i già fragili equilibri economici e politici. In questo sistema Herbert introduce un ulteriore elemento: la sua voglia di analizzare il ruolo dell'inconscio nelle cose umane ed il potenziale che questo può avere, lo porta alla creazione di una sorellanza, il Bene Gesserit, una organizzazione semi-segreta di donne devote ai programmi di manipolazione genetica e politica. Le Bene Gesserit hanno imparato a conoscersi, a capirsi e a controllare i loro riflessi, mentre le persone normali tendono semplicemente a reagire agli stimoli esterni

10 T. O'Reilly, FRANK HERBERT, op cit, p. 43. 11 T. O'Reilly, FRANK HERBERT, op cit, p. 57. 12 W.F. Touponce, FRANK HERBERT, op cit, p. 15.

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senza sapere perché rispondono e perché proprio in un determinato modo. In più hanno raffinato l'abilità di percepire ed interagire con il debole inconscio di altri, assumendone il controllo. La loro potenza nell'influire sul corso della politica dipende quasi interamente da queste abilità, applicate sia al singolo che al gruppo. La fonte di queste abilità è una sostanza direttamente correlata con la spezia di Arrakis, che permette alle Reverende Madri di scavare nel profondo della loro coscienza e di trovarvi accumulata la saggezza del passato 13. Ma la spezia è anche la fonte di un gas particolare, che permette a talune creature che vi si annullano, di trasportare nello spazio tutto ciò che vogliono, annullando il tempo. Si tratta dei navigatori della Gilda Spaziale che si occupano dei trasporti di merci e di persone da un sistema all'altro dell'Impero Galattico 14. La vera abilità di Herbert consiste nell'aver legato così tanti elementi in maniera armonica e non forzata, utilizzandoli non come semplici elementi narrativi, ma progredendo in uno studio costante per ottenere delle conclusioni realistiche. L'idea non è quella di ricreare un mondo simile a quello conosciuto, attraverso una storia futuribile, ma è piuttosto quella di mettere a fuoco determinate tematiche attuali, agendo sulla coscienza dei lettori. Per Herbert, infatti, la scrittura deve sì divertire, ma deve anche e soprattutto aiutare a riflettere, dare degli stimoli affinché il lettore non si limiti ad assistere in maniera passiva agli avvenimenti 15. Perché Herbert, in fondo, è convinto di vivere in un mondo di spettatori 16 che riusciranno a 13 W.F. Touponce, FRANK HERBERT, op cit, p. 18. T. O'Reilly, FRANK HERBERT, op cit, p. 40. 14 W.E.McNelly, THE DUNE ENCYCLOPEDIA, op cit, voce: SPACING GUILD, p.461. 15 W.F. Touponce, FRANK HERBERT, op cit, p. 15 T.O'Reilly, FRANK HERBERT, op cit, p. 23. 16 [...] "If you want to get anything across, you have to be entertaining first. If you start standing on a street corner, people will tune you out. We human beings tend to have very good filter systems in our heads to see and hear only what we want to see. But analogues give you a marvelous device for getting past the screening

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muoversi solo nel momento in cui si renderanno conto di essere passivi.

Paul Atreides, l'errore

system, because people can be caught up in the drama of the story, be deep into the problems of it. Then later on, much later on, they say: -Oh, my God, he was talking about this!- and they come out of its with a brand new view of what's happening in their world." da T.O'Reilly, FRANK HERBERT, op cit, p. 8

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"Non negli astri è il fato, ma in noi stessi" - SHAKESPEARE. Il contenuto dell'opera può essere riassunto nei suoi tratti fondamentali: è la storia di Paul Atreides, il figlio del Duca Leto Atreides governatore di Caladan (un pianeta ricco di acque), destinato a prendere il posto del padre nel governo del regno, addestrato come signore della guerra con capacità di computer umano, ultimo portatore di un gene segreto coltivato da secoli al fine di ottenere un superuomo. Paul si ritrova orfano sul pianeta Arrakis, il pianeta deserto, a causa di una congiuntura politica. Perde il suo potere e il suo feudo ed è costretto a costruirsi un nuovo destino tra i Fremen, la popolazione del deserto. Questo popolo oppresso sogna di poter irrigare, un giorno, il proprio pianeta e trasformarne così l'ecologia. Quando Paul assume una dose troppo alta di melange (la droga-spezia di Arrakis che dà la prescienza), si fa più forte in lui la capacità di leggere il futuro, e quindi viene a conoscenza di cosa deve fare per realizzare il sogno dei Fremen. Il piano per fare di Arrakis un giardino durerà centinaia di anni, ma se i Fremen aiuteranno Paul a riconquistare il suo trono, egli attuerà la trasformazione in una sola generazione. Il vedere Paul come un messia è visto da Herbert come il culmine di un insieme di fattori sociali, psicologici e persino biologici. D'altronde, l'intero sistema dei personaggi del libro è costruito in prospettiva sulla base di ciò che Paul dovrà diventare. D'impatto, Paul viene presentato al lettore come un ragazzo sicuramente non comune. E' particolarmente serio e cosciente delle problematiche politiche ed economiche dell'Impero; i suoi compagni di giochi sono adulti che lo addestrano nell'arte del combattimento e delle strategie guerriere; i suoi giochi non sono certamente quelli che vengono concepiti per i ragazzi di quindici anni 17. Tutto insomma da adito al fatto che Paul sia un ragazzo particolare: la sua capacità di 17 F.Herbert, DUNE, op cit, p.48-49.

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percezione sottile, anche delle piccole cose, pone Paul e la sua iperconsapevolezza in uno strano rapporto con il lettore. Probabilmente il lettore non si identificherà mai con Paul, ma solo con alcuni aspetti della sua personalità, e questo perché Paul vive continuamente nello stress dei processi mentali che caratterizzano il suo addestramento. Nel sistema dei personaggi, una delle persone che ha più influenza sul personaggio Paul è la madre, Lady Jessica Atreides, concubina del Duca Leto, appartenente alla sorellanza Bene Gesserit18. Le Bene Gesserit hanno rifiutato qualsiasi legame con i meccanismi esterni come sostituti della conoscenza soggettiva. Loro, così come i Mentat19 e i Navigatori della Gilda20, hanno imparato ad avere fiducia nella conoscenza raggiungibile attraverso la loro intima consapevolezza. Anche la Gilda Spaziale per acquisire il monopolio sui trasporti interstellari usa tecniche di espansione mentale. Per allargare la loro conoscenza le Bene Gesserit usano ciò che i fenomenologisti chiamerebbero "intenzionalità della percezione" 21. Molto della tecnica Bene Gesserit è basata sull'interiorità e sulla conoscenza di sé stessi affinché si possa diventare padroni della propria percezione. Inoltre le Bene Gesserit sono abili lettrici delle tracce più nascoste ai normali osservatori (segni 18 "Bene Gesserit: The ancient school of mental and phisical training estabilished primarly for female students after the Butlerian Jihad destroyed the so-called thinking-machines and robots." da DUNE, op cit, TERMINOLOGY OF THE IMPERIUM, p. 587. 19 "Mentat: The class of Imperial Citizens trained for supreme accomplishment of logic. Human Computer." da DUNE, op cit, TERMINOLOGY OF THE IMPERIUM, p. 595. 20 "Spacing Guild: One leg of the political tripod mantaining the Great Convention. The Guild was the second mental-physical training school after the Butlerian Jihad. The Guild monopoly on space travel and transport upon international banking is taken as the beginning point of the Imperial Calendar." da DUNE, op cit, TERMINOLOGY OF THE IMPERIUM, p. 595. 21 Il fenomenismo in filosofia è quella tendenza presente in molti pensatori o correnti di pensiero che identifica la realtà con la rappresentazione della stessa, facendo del mondo un complesso di fenomeni percepibili.

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genetici, tic abitudinari, ecc) al punto di aver costruito un linguaggio non verbale per poter comunicare tra di loro senza essere viste. Questi atteggiamenti sono ispirati a Herbert da una disciplina, la semantica generale, diffusissima nell'America degli Anni Trenta, che Herbert studiò proprio nel periodo in cui si accingeva a scrivere Dune22. Fu molto influente sul lavoro di Herbert, perché da una parte lo aiutò ad enfatizzare l'importanza del linguaggio nella creazione dell'inconscio umano, del pensiero e del comportamento; dall'altra lo aiutò a dare delle certezze sul fatto che sia possibile addestrare gli esseri umani in maniera nuova e più orientata verso un recupero delle esperienze primordiali. Questi concetti, fusi alle pratiche Yoga e Zen, e ad altre discipline di consapevolezza e linguaggio non-verbale per formare le qualità delle Bene Gesserit, mostrano un'abilità letteraria veramente notevole, se si pensa che Dune fu scritto solo nel 1963. Sembrano qualità dotate di un proprio valore intrinseco, tranquillamente raggiungibili attraverso un addestramento specifico. Al lato pratico, si tratta di un assurdo scientifico, però al lettore non può venire un dubbio legittimo, e cioè se è veramente possibile riuscire ad ottenere un simile livello di autocontrollo ed autocoscienza addestrandosi in maniera adeguata. L'abilità di Herbert dà sicuramente l'illusione che ciò sia possibile23. Paul quindi viene addestrato in un modo totalmente nuovo, anche se non è l'unico a disporre di questa iperconsapevolezza. Le Bene Gesserit, comunque, non sono l'unica risorsa della larghezza di vedute di Paul. Gli Atreides, intesi come famiglia, e dunque come linea

22 Secondo queste teorie, elaborate da Korzybski, la gente confonde le parole con le cose che queste rappresentano: l'uso del linguaggio quotidiano quindi non riflette accuratamente ciò che noi percepiamo. Questo perché la percezione è una cosa astratta e non può essere riprodotta da parole in termini concreti. Il linguaggio deve essere visto come una mappa che è utile solo perché rassomiglia nella struttura al mondo che descrive; in questo senso Korzybski punta molto sulla fresca esperienza piuttosto che sulla cristallizzazione in parole e concetti. 23 T.O'Reilly, FRANK HERBERT, op cit, p. 61

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genetica dotata di propri tratti caratteriali, hanno sviluppato al massimo la mentalità guerriera degli strateghi (segnali con le mani, occhiate significative, sottocodici, ecc.
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). Il padre stesso di Paul ha uno stile di consapevolezza diverso da quello di Jessica

(non è sicuramente così preciso e razionale), però è comunque una cosa straordinaria per i nostri standard. La mente dello stratega Leto si arrovella continuamente su possibilità realizzabili, sul grado di amicizia o inimicizia di chi incontra, sulla convenienza o sconvenienza nel mantenimento di determinati rapporti, ecc. Non sa controllare i suoi stati interiori come le Bene Gesserit, ma conosce gli uomini e li sa valutare in maniera obiettiva. Il più grande attributo di Leto è comunque la forza del suo carattere, carattere che Paul ha ereditato integralmente. Gli Atreides amano il rischio: in una struttura politica statica, fondata su una rigida divisione in caste sociali, gli Atreides gettano tutto e ricominciano da zero, senza aspettare che qualcosa accada. Allo stesso modo, Paul ad un certo punto getta alle spalle suo padre e gli insegnamenti di sua madre, e precisamente nel momento in cui si fa carico del problema dei Fremen insieme a Liet-Kynes, e ricomincia daccapo. Kynes, il Planetologo Imperiale25, è anche lui un leader: è il figlio dell'ecologista che per primo sognò la trasformazione ecologica di Dune26 ed è l'uomo che comanda i Fremen. Ma proprio perché l'accettazione da parte di Paul della filosofia Fremen viene vissuta sia dai personaggi che dal lettore come il logico prosieguo della storia, il passaggio di poteri da Kynes a Paul non è traumatico.

24 Sicuramente il nome Atreides deriva etimologicamente dal nome "Atridi", nome della famiglia di Atreo, mitico re di Micene, padre di Menelao ed Agamennone. 25 [...] "As he had approached the solitary figure standing near the ornithopter, Leto had studied him [Dr.Kynes]: tall, thin, dressed for the desert in loose robe, stillsuit, and low boots. The man's hood was thrown back, its veil hanging to one side revealing long sandy hair, a sparse beard. The eyes were that fathomless blue-within-blue under thick brows". da DUNE, op cit, p. 219. 26 "Pardot Kynes: a direct and simple man in many ways". da DUNE, op cit, Appendix I- The ecology of Dune.

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Paul quindi non è l'"eroe", è un eroe tra gli eroi. Non si tratta semplicemente di qualcuno o qualcosa che va oltre i limiti standard in senso fisico e mentale. Sono in molti ad andare oltre i propri limiti. Paul è un saggio tra i saggi. Herbert evita il dualismo stereotipo di molte storie fantascientifiche, nelle quali si tende ad illuminare un eroe solitario che emerge rispetto alla folla. In Dune i ruoli sono diversi; ogni personaggio è in qualche modo consapevole di ciò che sta accadendo. Questo permette ad Herbert, analizzando i personaggi uno per uno, di crearsi un criterio per fare di Paul da una parte un esempio per tutti coloro che hanno fatto di lui ciò che egli è (e dunque per tutti coloro che invece di cercare di diventare come lui hanno preferito scaricare su di lui le loro responsabilità ed aspettative), e dall'altra una critica ai medesimi (che hanno condizionato inevitabilmente la vita di Paul). Eroe e vittima dunque in un unico essere che proprio per questo ben incarna la figura del messia religioso27. La missione di Paul non viene costruita sulla base di un controllo cosciente della situazione. Herbert fa in modo che venga lasciata all'inconscio, di modo che possa svilupparsi una consapevolezza collettiva che porti i Fremen alla loro maturità di popolo28. Dal punto di vista di Herbert, cercare di controllare la situazione ha sempre una

27 Paul Atreides, per molti versi, può essere paragonato a Gesù Cristo: sebbene venga osannato e festeggiato, la sua sorte e la sua distruzione vengono decretate da quegli stessi che avevano contribuito a crearlo, sia come essere fisico che come divinità in terra. Così come i discepoli di Cristo sopportano martiri e umiliazioni di ogni genere, così i Fremen di Paul sono disposti a morire per lui. La morte in Cristo è catarchica, così come lo è la Jihad nella quale Paul si trova coinvolto suo malgrado. 28 Jung ha influenzato molto il lavoro di Herbert. Riunendo il processo psichico individuale e quello della specie, Jung ritiene che al di là dell'inconscio personale, esista un inconscio collettivo che riunisce quelle immagini primordiali e meta-individuali della psiche che sono il frutto della ripetizione di situazioni identiche. Tale inconscio collettivo o razziale ospita innanzitutto credenze e miti della razza cui appartiene e, ai suoi livelli più abissali, coincide con l'inconscio universale proprio di tutta l'umanità.

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controparte egoistica, ed è questo che egli fa capire al suo eroe: l'avere uno scopo, sebbene concentri le energie, spesso fa perdere di vista il contesto generale. Le Bene Gesserit sono un esempio lampante di questo fenomeno: malgrado tutte le loro capacità, dimenticano che tutte le loro osservazioni sono fatte su un unico livello di attenzione, cioè quello di creare un futuro sicuro per la razza. Questo è sicuramente il controllo cosciente di un aspetto (la trasformazione ecologica di Dune, con tutti gli sconvolgimenti che potrebbe portare, non viene presa in considerazione, se non troppo tardi). Paul invece dà una nuova interpretazione alla lezione Bene Gesserit: non vuole più un controllo cosciente dell'inconscio. Il risultato

dell'iperconsapevolezza di Paul è che lui riesce a rispondere meglio agli eventi. Paul non li vuole controllare perché si rende conto che non è possibile. Paul non ha più controllo sulla situazione di quanto non ne abbiano gli altri, solo che, rispetto agli altri, lui è consapevole e quindi non compie errori gravi, come quello delle Bene Gesserit che dopo aver cercato di creare lo Kwisatz Haderach (l'essere che doveva garantire il futuro della razza umana), nel momento in cui ritengono di esserci riuscite lo vedono sfuggire al loro controllo 29; o come quello dei Navigatori della Gilda, che per non perdere il controllo dei viaggi spaziali si annullano completamente nel gas della spezia, al punto da perdere la loro forma umana e la possibilità di sopravvivere senza di esso. Ciò che Paul comprende è che non ci si può ridurre ad un unica visione. Dopo la morte del padre, quando lui e Jessica si uniscono ai Fremen, Paul si trova a dover definire le sue conclusioni, scoprendo così che la verità può essere molto più brutta di quanto non ci si possa aspettare. La rotta dell'Impero, alla quale la Guerra Santa

29 "Kwisatz Haderach: -Shortening of the way.This is the label applied by the Bene Gesserit to the unknown for which they sought a genetic solution: a male Bene Gesserit whose organic mental powers would bridge space and time". da DUNE, op cit, TERMINOLOGY OF THE IMPERIUM, p. 594.

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dei Fremen, la Jihad30 è una reazione, è quella di una rigidità e distanza dalla realtà della vita e della morte, per evitare rischi e responsabilità. Il carattere Atreides di Paul invece gli impone di assumersi il rischio: questo fatto, se da una parte lo salva dal fuoco limitato della sua prescienza, dall'altra lo porta a diventare l'asse centrale degli eventi31. Paul, come suo padre, non dà nulla per scontato: i Fremen per lui costituiscono un mistero che deve essere svelato. Quando arriva tra di loro, Paul impara le leggi del deserto per essere sicuro di sopravvivere. L'importanza dell'acqua, del vivere di notte, del saper camminare sulla sabbia, del cavalcare il verme per i lunghi trasporti, indicano con chiarezza a Paul la fragilità del sistema guerriero Atreides: Leto, probabilmente, l'aveva sospettato subito dopo il suo arrivo su Arrakis, ma il fatto di essere rimasto sentimentalmente legato al suo pianeta natale non gli aveva permesso di capire il suo errore, cioè di voler ricostruire Caladan in un ambiente in cui valori e tradizioni sono completamente opposti e dove il caos regna sovrano32. Ciò che Paul capisce col tempo è che su Arrakis non si muore solo combattendo : ci sono molti modi per morire. In questo particolare

30 "Jihad: religious, fanatical crusade. Butjerian Jihad: the grusade against computers, thinking machines and conscious robots begun in 201 B.G. and conclude in 108 B.G. Its chief commandment remains in the O.C. Bible as:- thou shalt not make a machine in the likeness of a human mind". da DUNE, op cit, TERMINOLOGY OF THE IMPERIUM, p. 594. 31 Il fuoco limitato della prescienza di Paul richiama un po' Cavalcante Cavalcanti nella Divina Commedia dantesca : nel canto X dell'Inferno dantesco, i dannati hanno il potere di vedere in un futuro lontano, non immediato, per cui anche la loro visione del futuro non è completa, perché deriva da una serie di elementi non noti che devono essere ricostruiti. Lo stesso tipo di visione incompleta lo si può ritrovare anche nel romanzo di Stephen King " Dead Zone": qui siamo di fronte ad un personaggio la cui visione dipende da un lunghissimo periodo passato in stato comatoso; si tratta però di una visione distorta e non chiara, che si delineerà soltanto quando ormai tutto è perduto. 32 [...] "It is our dream that some day the climate of Arrakis may be changed sufficiently to grow such plants anywhere in the open [...]" da DUNE, op cit, p. 155. Ciò che Lady Jessica dice del giardino di Arrakis, non è intenzionale, ma viene ritenuto tale ed interpretato di conseguenza da coloro che credono alla profezia.

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contesto, tutti i principi morali ed etici dell'Impero puritano vengono a decadere perché su Arrakis la sopravvivenza del gruppo è più importante della sopravvivenza del singolo33. Non dobbiamo dimenticare che l'economia dell'Impero è strettamente legata alla spezia di Dune, malgrado l'Impero consideri i Fremen solo indigeni locali che forniscono manodopera a basso costo. Prendendosi a cuore la crociata ecologica dei Fremen, Paul ne viene in parte condizionato. La dipendenza dagli insegnamenti Bene Gesserit, così come la dipendenza dalla spezia, non permettono a Paul di vedere la Jihad come una particolare richiesta di ridistribuzione genetica, dovuta alla rigida divisione in caste voluta dall'Impero. E' la vita di Dune, la vita dei Fremen, che fa porre a Paul delle domande sugli affari umani: Arrakis richiede un coinvolgimento ambientale profondo, e non una opposizione al sistema. Il fatto che i Fremen accettino la morte come un evento naturale quale esso è, e non in maniera traumatica 34, illustra come la morte sia tanto

33 [...] "Fremen don't bury their dead!" the man barked.[...] Hawat barked" These people respect our dead. Customs differ, but the meaning's the same"." They're going to render Arkie down for his water" the man with the lasgun snarled." Is that your men wish to attend the ceremony?" the Fremen asked.'He doesn't even see the problem' Hawat thought [...]. "[...] This is the bond of water.We know the rites. A man's flesh is his own; the water belong to the tribe". da DUNE, op cit, p. 250. La sopravvivenza del gruppo è così importante che nulla deve essere sprecato, neppure l'acqua del corpo di un unico uomo. Questo provoca confusione e disturbo nel momento in cui due culture vengono a confronto. Ciò che per taluni è normale, per altri è inconcepibile, inaccettabile. 34 [...]" Usul, it's our way that you've now the responsibility for Jamis' woman here and for his sons.[...]" [...]Paul studied the woman wondering:'Why isn't she mourning her man? Why does she show no hate for me?[...] Jamis bested another to win her!' Paul thought [...] "You do not hate me, Harah?" "Why should I hate you?" [...] "I ... bested Jamis" "Stilgar said the ceremony was held and you're a friend of Jamis" She glanced sidelong at him "Stilgar said you gave moisture to the dead. Is that true?" "Yes"." It's more than i'll do...can do"."Don't you mourn him?""In the time of mourning, I'll mourn him". da DUNE, op cit, p. 395. Sebbene sia rimasta vedova, la moglie di Jamis vive l'evento come un normale fatto di vita. Anzi, il fatto che Jamis sia stato abbattuto e che lei sia passata di diritto all'uomo più forte è motivo di orgoglio. Inoltre, nel caso specifico, piangere sarebbe un vero e proprio spreco di acqua. Questa è una condizione che Paul ha capito perfettamente a livello razionale anche se l'idea non è ancora entrata a far parte delle sue abitudini.

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importante quanto la vita nel mantenimento di un equilibrio ecologico. I piani per la trasformazione ecologica di Arrakis richiedono tempi molto lunghi: vermi, spezia e acqua sono intimamente connessi; tempi brevi e soluzioni locali non possono risolvere il problema nella sua globalità. E' questo che Kynes cerca di far capire ai suoi Fremen, così come suo padre aveva fatto prima di lui. Il problema è l'inaspettato arrivo di Paul, il " Lisan-al-Gaib", la voce di un altro pianeta 35. Lo stesso Kynes è contento dell'arrivo di questa nuova speranza, questo messia che la profezia da tanto tempo preannunciava. Ma nel suo delirio di morente di sete, Kynes realizza (ma ormai troppo tardi per poterlo rivelare) che l'arrivo di Paul è indicativo del fatto che non si può prevedere ogni cosa. In punto di morte, egli rivede l'ombra del padre che gli dice che per la gente non c'è disastro peggiore che quello di cadere nelle braccia di un eroe36. La Jihad di Paul non è un nemico per la trasformazione ecologica di Arrakis, così come non è quella cosa che ne accelelerà l'avvento: è semplicemente un imprevisto. Kynes giunge quindi alla logica conclusione che un cambiamento ecologico non si 35 "Missionaria Protectiva:the arm of the Bene Gesserit Order charged with sowing infections superstitions on primitive worlds, thus opening those regions to exploitation by the Bene Geserit".da DUNE, op cit,TERMINOLOGY OF THE IMPERIUM,p. 596. Le Bene Gesserit per evitare di trovarsi isolate ed in difficoltà, hanno instaurato sui vari pianeti del sistema una serie di leggende. Le accolite che si fossero trovate in difficoltà, avrebbero in questo modo attraverso una serie di parole chiave trovato rifugio presso gli indigeni locali.Questa azione, chiamata appunto Missionaria Protectiva, era arrivata anche su Arrakis, dove l'esistenza di un popolo oppresso che viveva in situazioni ambientali disagiate aveva esasperato i toni della leggenda, al punto che Paul viene accolto in una maniera speciale, perché tutto quello che fa trova una spiegazione innegabile nella leggenda. 36 (20) [...] "Religion and law among our masses must be one and the same" his father said. "An act of disobedience must be a sin and require religious penalties.This will have the dual benefit of bringing both greater obedience and greater bravery.We must depend not so much on the bravery of the individuals, you see as upon the bravery of the whole population" [...] A profound clarity filled Kynes' mind. He saw quite suddenly a potential for Arrakis that his father had never seen. The possibilities along the different path flooded through him. "No more terrible disaster could befall your people than for them to fall into the hands of a Hero" His father said.[...] da DUNE, op cit, p. 318-319.

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può programmare, perché il maggior principio persistente nell'universo è quello dell'incidente e del caso, dell'errore. E Paul per non cadere in schemi noti e per non perdere la globalità della sua visione, basa (coscientemente o incoscientemente) proprio su questo la sua saggezza. Se da una parte ad influire su Paul troviamo il carattere Atreides e gli insegnamenti Bene Gesserit, dall'altra troviamo il melange 37. Combinata con i particolari geni di cui Paul è l'erede, la spezia lo porta alla preveggenza. Già prima di trovare rifugio presso i Fremen, a causa dell'incremento dell'uso di spezia nel cibo e nelle bevande, la mente di Paul sembra cadere in uno stato di iperconoscenza che è uno shock persino per lui. Le sue abilità di Mentat gli permettono comunque di studiare la cosa in maniera analitica, malgrado ne sia coinvolto in prima persona. Questo senso di mistero induce Paul a pensare che non ci sia sicurezza né stabilità, ma solo contingenza: ciò che è chiaro in un momento può essere nascosto subito dopo, e viceversa; tutto cambia senza una regola fissa. Il futuro, così come lo vede un Mentat o una Bene Gesserit, è un futuro lineare e controllato per poter abbracciare una visione completa. Neppure Paul ha una visione completa, gli mancano degli elementi, ma questi elementi sono da riferirsi a quei fenomeni puramente casuali ed incidentali che non possono essere previsti38. 37 "Melange: The spice of spices, the crop for which Arrakis is the unique source. The spice, chiefly noted for its geriatric qualities, is mildly addictive when taken in small quantities, severaly addictive when imbided in quantities above two grams daily per sevnty kilos of body weight. Muad'Dib claimed the spice as a Key to his profetic powers. Guild navigators make similar claims.Its price on the Imperial market has raged as high as 620.000 solaris the decagram." da DUNE, op cit, TERMINOLOGY OF THE IMPERIUM, p. 595. 38 Paul, grazie alle sue capacità, vede tutta una serie di possibilità, ma non vede certezze. Per esempio non vede un elemento, un personaggio minore che però acquista una certa importanza: in Dune, c'è un momento in cui Paul vacilla, perché di colpo la sua visione sembra schiarirsi sulla sua morte. E' però solo un momento, poi tutto ricade nell'ombra: "[...] Paul, aware of some of this from the way the time nexus boiled, understood at last why he had never seen Fenring along hte webs of prescience. Fenring was one of the might-have-beens, an almost Kwisatz Haderach, crippled by a flaw in the genetic pattern a eunuch, his talent concentrated into furtivness and inner seclusion. A deep compassion for

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Egli impara quindi a vivere nell'incertezza di una visione incompleta. Il problema della spezia è che è una droga, a tutti gli effetti. Per cui col tempo anche Paul si assuefà alla spezia, rischiando di perdere la sua visione. Poiché la leadership di Paul, oltre che al suo misticismo religioso, è legata alla sua prescienza, Paul non deve perdere la sua visione. L'unica soluzione consiste nel prendere una dose talmente massiccia di spezia da smuovere in qualche modo la sua coscienza che si sta assopendo. Herbert nel suo viaggio in Messico del '53 ebbe modo di provare l'hashish; l'hashish, secondo l'esperienza di Herbert, tende a riprodurre sensazioni note di momenti particolari della propria esistenza. Giunse a questa conclusione perché quando assunse l'hashish riprodusse né più né meno gli allegri sintomi della sua unica sbronza. Questo fatto, a conferma di quanto già ne sapeva sull'argomento, convinse Herbert dell'enorme potere delle aspettative nel formare le esperienze da droga 39. Perciò quando Paul assume l'"acqua della vita" che è l'equivalente Fremen della droga veridica che assumono le Bene Gesserit per diventare Reverende Madri 40, l'esperienza che va a vivere è probabilmente quella che lui ritiene che le Reverende Madri vivano. E siccome la sua aspettativa è che la sua visione si amplii, questo è quello che succede. La droga veridica è una sostanza velenosa a base di spezia che viene resa innocua ad un livello molecolare dal controllo interno delle Reverende the Count flowed through Paul, the first sense of brotherhood he'd never experienced. [...]" da DUNE, op cit, p. 559. Questo è un fattore inaspettato ed imprevisto: se Lord Fenring avesse ubbidito all'Imperatore, sarebbe riuscito tranquillamente ad uccidere Paul. 39 T. O'Reilly, FRANK HERBERT, op cit, p.78. 40 "Water of life: an illuminating poison. Specifically, that liquid exalation of a sandworm produced at the moment of its death from drowing which is changed within the body of a Reverend Mother to become the narcotic used in the sietch tau orgy. An awarenes spectrum narcotic." da DUNE, op cit, TERMINOLOGY OF THE IMPERIUM, p. 604.

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Madri, che superano in questo modo il loro test per essere tali e vanno così a condividere tutte le esperienze vissute nel passato, come se si attuasse una sorta di trasmissione di tutte le memorie esistenti. Ma c'è un aspetto, sconosciuto, che spaventa le donne, un ipotetico luogo in cui loro non possono guardare 41: solo un uomo vi potrà guardare, completando così la conoscenza; un uomo con tutte le caratteristiche psichiche, fisiche e genetiche che gli permettano di superare la prova della droga veridica. Quest'uomo tanto cercato è lo Kwisatz Haderach, "la via più breve". E' Paul, dunque? Tutto fa pensare di sì, ma Paul, effettivamente, è un incidente. Lo Kwisatz Haderach, il maschio tanto ambito dalle Bene Gesserit, sarebbe dovuto nascere una generazione successiva e sarebbe dovuto essere l'incrocio tra una femmina Atreides ed un maschio Harkonnen. Se così fosse stato, lo Kwisatz Haderach sarebbe stato esattamente ciò che le Bene Gesserit volevano, ed avrebbero avuto la situazione in pieno pugno. Ma Jessica, contravvenendo gli ordini della sorellanza non partorisce una femmina, bensì un maschio. Quali che siano le motivazioni della scelta di Jessica (l'amore per il suo Duca che tanto desiderava un erede maschio, o l'orgoglio di poter essere la madre di quel maschio tanto ambito), a questo punto non hanno più importanza: l'errore che viene rinfacciato a Jessica sin dalle prime pagine del romanzo pone nuovamente l'accento sul fatto che nell'universo tutto è casuale ed incidentale, e nulla è controllabile. Già questo fatto avrebbe dovuto dare delle indicazioni alle Bene Gesserit su quanto fosse poco credibile l'idea del loro programma genetico controllato, ma poiché la loro visione era limitata ad un unico obiettivo, la sorellanza, molto semplicemente, non se ne rende conto, pensando di poter comunque controllare lo sviluppo del possibile

41 We look down so many avenues in the past... but only feminine awareness" Her [the Reverend Mother Gaius Helen Mohiam's] voice took a note of sadeness. "Yet, there's a place where no Truthsayer can see. We are repelled by it, terrorised. It is said a man will come one day and find in the gift of the drug his inward eye. He will look where we cannot- into both feminine and masculine pasts." da DUNE, op cit, p. 24.

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Kwisatz Haderach42. Ma di nuovo succede l'imprevisto: Jessica diventa sì una Reverenda Madre, ma non per la sorellanza, bensì per i Fremen. A questo punto nulla è più controllabile, e Paul, all'insaputa di tutti, si sottopone alla medesima prova. In questo modo, Paul scopre l'assurdità del programma genetico Bene Gesserit: lo Kwisatz Haderach non è la via più breve, la sintesi di tutte le esperienze umane, ma è un fulcro, un punto di equilibrio43. Egli capisce che ogni decisione crea successi e fallimenti: Paul vede

42 Il problema non viene percepito dalle Bene Gesserit in tutta la sua gravità. In un primo momento la Reverenda Madre, forse nella convinzione errata che Paul sia solo un buco nell'acqua, vede questo fatto come una sgradevole seccatura. [...] But here was a mission that required personal attention from a Bene Gesseritwith-the Sight. Even the Padishah Emperor's Truthsayer couldn't evade that responsibility when the duty call came.'Damn that Jessica!' The Reverend Mother thought.'If only she'd borne us a girl as she was ordered to do!'[...] da DUNE, op cit, p.16-17. Ma il fatto che Paul sopravviva al terribile test del Gom Jabbar, e che giunga da solo a conclusioni alle quali teoricamente solo una Bene Gesserit potrebbe giungere, la fa ricredere. [...] The old woman stared at Paul, then: "Young man, as a Proctor of the Bene Gesserit, I seek the Kwisatz Haderach, the male who truly can become one of us. Your mother sees this possibility in you, but sees with the eyes of a mother. Possibility I see, too, but no more". [...] da DUNE, op cit, p. 39. Nel futuro la Reverenda Madre non vede possibilità positive per Paul; così come per il padre non ci sono alternative, anche il figlio sembra destinato a soccombere. L'unica possibilità è la fuga, ma è una possibilità minima (o, più credibilmente, è una possibilità alla quale la Reverenda Madre finge di credere per dare almeno una speranza alla sua exallieva). Forse per questa minuzia, la Reverenda Madre sembra credere alla possibilità che Paul possa essere ciò che le Bene Gesserit cercano da tempo di ottenere. [...]" Now I caution you [Jessica]" said the old woman" To ignore the regular order of training. [...] Good bye, Young human. I hope you make it. But if you don't- well, we shall yet succeed." [...] da DUNE, op cit, p. 40. 43 Le Reverende Madri sono convinte di trovare in Paul colui che potendo guardare dove loro non possono, darà delle certezze per ottimizzare e rendere perfette le visioni future. Ma non è questo ciò che ottengono. Paul non diventa una sintesi di tutte le esperienze passate, ma piuttosto il punto di partenza di tutte le esperienze future. [...] Paul said: "There is in each of us an ancient force that takes and an ancient force that gives [...]. These things are so ancient within us" Paul said "that they're ground into each separate cell of our bodies. We're shaped by such forces. [...] But when you look inward and confront the raw force of your own life unshielded, you see your peril. The greatest peril to Giver is the force that takes. The greatest peril to the Taker is the force that gives. It's as easy to be overwhelmed by giving and by taking"."And you, my son" Jessica said " Are you one who gives or one who takes?"."I'm the Fulcrum" Paul said. [...] da DUNE, op, cit, p. 512-513.

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tutto questo, e ne vede soprattutto l'inevitabilità malgrado i suoi poteri. Questo paradosso centrale di azione (la Jihad che scoppierà suo malgrado) e di inazione (il tentativo di tutti di evitare la Jihad, che però non si concretizza in nessun atto concreto) influisce sulla sua religione più di ogni altro fattore. Paul è tutto e niente. La razza umana, ad un certo livello, rispecchia il flusso dell'universo. Cambiamento, non stabilità, è la chiave dei processi cosmici. Lo scopo dell'uomo deve essere quello di allinearsi a questo processo e di seguirlo. Ma il continuo sforzo umano è quello di mettere ordine e luce: la religione è solo un palliativo, uno di questi tentativi. Non è la filosofia di Paul che fa muovere i Fremen, è ciò che i Fremen vogliono vedere in lui: il profeta, il messia che porterà il paradiso in terra. La missione di Paul ha successo perché i suoi seguaci non hanno capito i suoi insegnamenti. C'è una certa incompatibilità tra il profeta e l'insegnante morale, perché l'insegnamento della religione e i suoi fondamenti non corrispondono. Paul è soprattutto un uomo, ma questo non può essere accettato dai suoi seguaci. E' necessario, per essere credibile, che si ricopra di un manto mistico 44, e che la fame di fanatismo di coloro che hanno aspettato secoli di poter credere nel loro sogno venga sfamata45. In questo modo si crea il mito. Secondo Jung, il cui lavoro ha fortemente influenzato Herbert, la struttura del mito è la struttura dell'inconscio umano. Il mito Paul viene costruito da Herbert sin dai primi cenni sulla sua infanzia: un'infanzia preziosa, con una crescita in un ambiente quasi "magico", ricca di insegnamenti

44 [...] They were held at a distance by the religious ferment around Paul's leadership. As she recalled another Bene Gesserit saying: -Prophets have a way of dying by violence. [...] 'He is accepting the religious mantle' Jessica thought 'He must not do it'. [...] da DUNE, op cit, p. 490. 45 I Fremen creano appositamente un commando che protegga Paul. " Fedaykin: Fremen death commandos; historically a group formed and pladged to give their lives to right a wrong." da DUNE, op cit, TERMINOLOGY OF THE IMPERIUM, p. 590.

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preziosi e speciali (è la creazione del mito classico, costruito secondo uno schema che si ritrova nelle maggiori opere epiche). La struttura stessa del romanzo richiama i tre stadi ben precisi dell'evoluzione di Paul da ragazzo a uomo: 1 - La chiamata (o il risveglio) dell'eroe: Paul approda su Dune, prendendo confidenza con tutta una serie di problematiche. 2 - L'iniziazione dell'eroe: Paul è costretto a fuggire e a trovare rifugio presso la popolazione indigena, adattandosi ad un nuovo stile di vita. 3 - Il ritorno al mondo: Paul riassume il suo ruolo, portando la popolazione indigena a riprendere possesso della propria terra. Negli anni Cinquanta-Sessanta, la filosofia del risveglio prese velocemente piede in America. Non solo, la ricerca del risveglio della coscienza attraverso le droghe stava diventando una pratica comune: erano gli anni in cui l'LSD non era ancora del tutto accessibile, e termini come "allucinogeno" non erano ancora entrati in uso (lo stesso melange nel vocabolario di Dune viene descritto come un narcotico). Tuttavia Herbert non è favorevole all'uso di droghe: lo stesso uso del melange viene visto in maniera positiva solo nel momento iniziatorio, ma il rischio dell'assuefazione è troppo pericoloso da correre. Lo stesso Paul se ne accorge. Ma ormai è troppo tardi46. L'arrivo su Arrakis ha già agito: il melange su Arrakis è ovunque e ormai i tessuti di Paul e Jessica, e di tutti coloro che hanno seguito gli Atreides ne sono già impregnati; è per questo che ormai, malgrado tutto, Paul si vede rassegnato al suo destino: prosegue per la via che ha intrapreso (o che è stato costretto ad intraprendere) rivestendo completamente i panni sia dell'eroe che del 46 [...] "Listen to me" he [Paul] said "You want the Reverend Mother hear about my dreams? You listen in her place now. I've just had a waking dream. Do you know why?". "You must calm yourself" she [Jessica] said" If there's- "." The spice" he said "It's in everything here- the air, the soil, the food. The geriatric spice. It's like the Truthsayer drug.It's a poison [...] A poison so subtle, so insidious ... so irreversible. It wont even kill you unless you stop taking it. We can't leave Arrakis unless we take part of Arrakis with us" [...] "We are trapped here' she agreed." [...] da DUNE, op cit, p. 229.

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messia. Il fatto che Paul nutra dei dubbi su entrambe le figure lo rende ancora più umano, lo presenta come uomo saggio che si rende conto di ciò che sta facendo e del perché lo fa, e quindi un uomo degno della fiducia dei suoi seguaci. Sicuramente la figura di Paul, per gli scopi di Herbert, riveste l'immagine dell'errore: l'errore dell'Imperatore, che crede di fare una giusta alleanza con gli Harkonnen; l'errore degli Harkonnen che eliminando il padre di Paul credono di aver eliminato gli Atreides; l'errore della sorellanza, che crede di poter creare un nuovo essere attraverso la manipolazione genetica e di poterlo controllare; l'errore di Jessica, che partorisce un figlio maschio invece di una figlia femmina; l'errore di Kynes, che crede di poter migliorare la vita dei suoi Fremen trasformando l'ecologia del pianeta; l'errore dei Fremen, che credono di poter raggiungere il loro scopo seguendo Paul. Attraverso la presentazione di tutti questi elementi che ruotano intorno ad un eroe pressoché perfetto, Herbert mostra gradualmente l'entità dell'errore.

Paul Muad'Dhib, l'eroe

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"And I wonder when we are even gonna change living under the fear 'till nothing else remain. All the children say: We don't need another hero!" - TINA TURNER. Il romanzo si apre sulla famiglia Atreides in procinto di lasciare il pianeta Caladan in favore del nuovo feudo di Arrakis, teoricamente espropriato dall'Imperatore Shaddam IV alla famiglia Harkonnen 47. Arrakis è una trappola tesa al Duca dall'Imperatore e dal Barone Vladimir Harkonnen a causa della crescente e quindi preoccupante popolarità degli Atreides, che potrebbe destabilizzare pericolosamente gli equilibri economici e politici dell'Impero Galattico. Questo anche perché entrambe le famiglie hanno eredi maschi, e la frattura che ormai da secoli le separa non può essere ricomposta da un matrimonio politico. Le due linee discendenti che si distinguono fortemente sono rappresentate da Paul Atreides e da Feyd Rautha Harkonnen. Ciò che distingue i due da un punto di vista narrativo, è la stessa linea che divide il Duca buono Leto Atreides dal Barone cattivo Vladimir Harkonnen: bontà, onestà, lealtà da una parte; perfidia, avarizia, slealtà dall'altra. ciò non toglie però che se nell'azione politica il fine giustifica i mezzi, come diceva Machiavelli48, allora la bontà della famiglia Atreides può essere interpretata da un altro punto di vista, e lo stesso Duca lo ammette 49. Innanzitutto il nome Atreides sembra avere una derivazione ben precisa: nella mitologia greca 50 gli Atridi erano i componenti della famiglia di Atreo, il mitico re di Micene, padre di Agamennone e Menelao, tristemente celebri nella tragedia greca per gli assassini, i 47 [...] In the week before their departure to Arrakis..[...]. Da DUNE, op cit, p. 13. 48 N. Machiavelli, IL PRINCIPE, 49 [...]" Nothing wins more loyalty for a leader than an air of bravura"." You lead well" Paul protested "You govern well. Men follow you willingly and love you". "My propaganda corps is one of the finest" The duke said. [...] da DUNE, op cit, p. 126. 50 Karol Kereny, GLI DEI E GLI EROI DELL'ANTICA GRECIA, Mondadori, Milano, 1984

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parricidi, gli adulteri e gli incesti che interferirono nella loro stirpe. Senza voler attribuire proprio tutto questo nel dettaglio agli Atreides, si può dire che ciò che favorisce la popolarità del Duca Leto forse non è tanto la bontà di determinate azioni, quanto la capacità diplomatica di farle accettare come tali; anche perché in alcune occasioni il Duca non si presenta come quell'uomo perfetto che spesso potrebbe sembrare51. C'è comunque qualcosa che lo contraddistingue e che ci permette di additarlo come uomo fondamentalmente corretto, ed è il suo incommensurabile amore per la sua concubina e per suo figlio, che spesso lo porta a maledire la sua condizione per così dire reale, facendogli rimpiangere le delizie di una tranquilla vita nell'anonimato52. Paul, malgrado la sua giovane età, è sempre molto cosciente delle scelte di suo padre, e spesso è l'involontario confidente delle sue angosce più profonde 53. Eppure sembra capire ogni cosa. Sicuramente è per questo che Herbert ne ha fatto il suo 51 La volontà di cambiare determinate abitudini nei costumi locali, non viene apertamente espressa dal Duca, anzi, alcune decisioni sembrano prese senza motivo, ed in situazioni mondane (quindi poco adatte). E' il caso di un rito, in cui la ricchezza della casa regnante veniva espressa dallo spargimento di acqua sul pavimento (acqua che in un ambiente deserto comunque resta sempre il bene più prezioso). Di colpo, durante una cena di benvenuto, Leto decide di cambiare la tradizione, cosa che non piace alla servitù e che lascia perplessi gli astanti. [...] Embarassed silence settled over the table. 'They think him drunk' Jessica thought. [...] da DUNE, op cit, p. 158. 52 [...]" Sometimes I wish we could sink back into anonymyty among the people, become less exposed to ..." [...] da DUNE, op cit, p. 126. 53 Appena arrivati su Arrakis, Paul subisce un attentato dal quale si salva solo in virtù degli addestramenti ricevuti dai suoi maestri d'armi. Questo fatto lo porta a trasferirsi momentaneamente presso la sala delle conferenze, unico posto reputato sicuro, fino a che non verrà riispezionata la reggia. Qui Paul ha modo di restare fianco a fianco con suo padre, cosa che dal testo emerge non essere successa da lungo tempo. Questo porta a far aprire il Duca nei confronti del figlio, che interpreta i pensieri del padre come un sintomo della catastrofe imminente. [...] Paul recognised the death thoughts in his father's words, spoke quickly: "Nothing's going to happen to you, Sir. The-"silent, Son.". Paul stared at his father's back, seeing the fatigue in the angle of the neck, in the line of the shoulders, in the slow movements. "You're just tired, Father." "I'am tired" the Duke agree"I'm morally tired. The melancholy degeneration of the Great Houses has afflicted me at last, perhaps..." [...] da DUNE, op cit, p. 125..

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eroe. Per opposizione, colui che scopriremo poi essere il cugino di Paul, Feyd Rautha Harkonnen, oltre ad essere poco descritto da un punto di vista del volume del personaggio, vede le azioni dello zio (e dunque di colui di cui dovrebbe essere il degno erede) secondo un'ottica del tutto personale, cioè proiettate in una visione futura che vedrà lo zio morto e lui al posto dell'Imperatore 54. Il punto che unisce in linea teorica le due famiglie è comunque il potere. Nel caso della famiglia Atreides è un potere visto nell'accezione più positiva del termine, un potere tutto guadagnato e rispettato; nel caso della famiglia Harkonnen abbiamo l'accezione contraria, anche se non in un senso del tutto negativo (sicuramente però basato su valori etici e morali che si discostano fortemente da quelli Atreides, senza per questo voler dare dei giudizi di merito). Cos'è quindi che fa degli Atreides piuttosto che degli Harkonnen gli eroi della situazione? Secondo la definizione di Joseph Campbell 55 l'eroe è l'uomo che si sottomette volontariamente al suo destino. Non si può dire che gli Harkonnen agiscano in tal guisa: gli Harkonnen lasciano sì il feudo di Arrakis agli Atreides, ma lo disseminano 54 [...] Feyd Rautha squirmed in his chair. 'These wrangling fools!' He thought.' My Uncle cannot talk to his Mentat without arguing. Do they think I've nothing to do except listen to their arguments?'."Feyd " the Baron said "I told you to listen and learn when I invited you here. Are you learning?"."Yes, Uncle" the voice was carefully subservient.[...] "Then why haven't you directed the doctor to slip a kindjal between his ribs quietly and efficiently?"[...] "The Duke must know when I encompass his doom" the Baron said "And the other Great Houses must learn of it." da DUNE, op cit, p. 28. Chiaramente, questo tipo di lezioni, atte a far crescere le smanie di potere in Feyd, a lungo andare si riverseranno contro lo stesso Barone, che forse credeva di aver trovato in Feyd un fantoccio utile ai suoi scopi. [...] "You think me the fool," the Baron said, "and this but confirms it, eh? You think I'm begging you! Step cautiously, Feyd. This old fool saw through the shielded needle you'd planted in that slave boy's thigh. Right where I'd put my hand on it, eh? The smallest pressure and- snick! A poison needle in the old fool's palm! Ah-h-h-h, Feyd ..." The Baron shook his head, thinking: 'It would've worked, too, if Hawat hadn't warned me. Well, let the lad believe I saw the plot on my own. In a way, I did. I was the one who saved Hawat from the wreckage of Arrakis. And this lad needs greater respect for my prowess.' [...] da DUNE, op cit, p. 427. 55 Joseph Campbell, L'EROE DAI MILLE VOLTI, Edizioni Feltrinelli 1958, Milano, Traduzione Italiana a cura di Franco Piazza.

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di trappole mortali e dispositivi omicidi con l'accondiscendenza dell'Imperatore; questo non è sottomettersi, è tramare 56. Neppure il Duca Leto sembra tanto rassegnato a questa soluzione: accetta di fare ciò che gli viene ordinato, ma non ha la forza di vedere in Arrakis qualcosa che possa rappresentare un futuro sicuro e tranquillo.... Forse perché è cosciente del fatto che Arrakis sarà la sua tomba. Riesce comunque a trasmettere a Paul l'idea che lui dovrà riuscire a garantirsi il suo futuro su Arrakis, cercando di capire a fondo il nuovo feudo su cui sono arrivati 57. Paul comunque, in quanto figlio di una Bene Gesserit, ha ricevuto un addestramento che Feyd Rautha non ha avuto (anche se l'addestramento Bene Gesserit è intervenuto su un campo già fertile). L'interesse Bene Gesserit per il giovane Paul esisteva ancora prima che la Reverenda Madre lo dichiarasse un essere umano attraverso la prova del Gom Jabbar. Ciò che interessava tanto erano i suoi sogni, che però non sono da interpretare in senso analitico, ma sono da intendersi come spezzoni di vita futura, come la base delle future visioni di Paul. Il fatto che Paul affermi di ricordare solo i sogni di cui ne valga la pena e che non abbia il timore di raccontarli 58 rappresenta un 56 La politica Harkonnen non prevede incontri alla luce del sole, ma solo attacchi improvvisi, adeguatamente organizzati, ed esposizione del fatto compiuto. Ciò che gli Harkonnen vogliono è tramare nell'ombra per poter agire indisturbati, facendo però emergere (ma solo dopo) il loro nome come esempio di estrema astuzia e tattica guerriera. E' per questo che i loro piani assumono l'aspetto di un gioco di scatole cinesi, o meglio ancora, come afferma il Barone: [...] "Listen carefully, Feyd " the Baron said "Observe the plans, within plans, within plans" [...] da DUNE, op cit, p. 30. 57 [...] He [the Duke] had never imagined anything here could be as beautiful as that shattered red horizon and the purple and ochre cliffs. Beyond the landing field where the night's faint dew had touched life into the hurried seeds of Arrakis, he saw great puddles of red blooms and, running through them, an articulate tread of violet... Like giant footsteps. "It's a beautiful morning, Sire" the guard said. "Yes, it is" The Duke nodded thinking: 'Perhaps this planet could grow on one. Perhaps it could become a good home for my son.' [...] da DUNE, op cit, p. 124. 58 [...] " Young man" the old woman said [The Reverend Mother Gaius Helen Mohiam] "Let's return to our dream business." "What do you want?" he asked. "Do you dream every night?" "Not dreams worth remembering" [...] "Tell me truly, Paul, do you often have dreams of things that happen afterwards exactly as you dreamed them?" "Yes" [...] da DUNE, op cit, p. 40.

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primo trasferimento dal mondo esterno al mondo interiore, trasferimento che troverà la sua concretizzazione nell'effettivo spostamento da Caladan a Dune. Lo spostamento da un luogo sicuro protetto e ricco di acque ad un deserto malsicuro, può essere visto come il passaggio traumatico dal grembo materno al mondo esterno, un nuovo parto vissuto con la coscienza del poi, anche se Paul non è del tutto pronto ad accettare questa nuova dimensione 59. Una chiusura verso la propria intimità è un passo quasi obbligato nel processo di maturazione del fanciullo che quasi di colpo si trova ad affrontare un inconscio tutto da scoprire, che bene viene in questo senso rappresentato dal verme della sabbia60. Il verme della sabbia è fondamentale nel mantenimento delle condizioni di vita del pianeta, al punto che i Fremen lo chiamano il Creatore 61 e lo considerano una divinità i cui doni sono divini. Ciò che tutti ammirano e contemporaneamente disprezzano del verme è la sua capacità distruttiva. Il verme della sabbia è un ostacolo, non permette una tranquilla raccolta della spezia, anzi si erge a suo guardiano in quanto viene attirato da tutti quei rumori che risultino non essere rumori naturali del deserto62. Nessuno si pone il problema di capire che connessione

59 J. Campbell, L'EROE DAI MILLE VOLTI, op cit, p. 23. 60 Il verme della sabbia è un elemento fondamentale del romanzo, in quanto assolve molteplici funzioni da un punto di vista ecologico, religioso, e persino psicologico. 61 Il verme della sabbia ricopre una grande importanza religiosa nel simbolismo dei Fremen. Egli è Shai-hulud, il creatore, la divinità per eccellenza, al punto che chi lo vede, innalza la sua preghiera. [...] In the silence that followed, they heard Kynes. "Bless the Maker and His Water," Kynes murmured "Bless the coming and going of Him. May His passage cleanse the world. May He keep the world for his people." "What are you saying?" The Duke asked. But Kynes remaind silent. [...] da DUNE, op cit, p. 148. 62 Una delle cose che non sfugge a Paul è che due uomini, malgrado la loro vicinanza al verme, non vengono distrutti da esso. [...] "They where right beside where the worm came up," Paul said "How'd they escape?" "The sides of the hole cave in and make the distances deceptive," Kynes said. [...] Ma Paul non è convinto, e osservando meglio giunge da solo alle sue conclusioni. [...] 'Fremen' Paul thought. 'Who else would be so sure on the sand? Who else might be left

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ci sia tra la spezia e il verme, perché in un sistema economico basato sulla distribuzione della spezia geriatrica che garantisce la sopravvivenza senza macchine, l'attenzione tende a scostarsi da queste problematiche. La produzione innanzitutto. Ecco perché una figura così importante come quella di Kynes non può restare limitata alla sola etichetta di ecologista imperiale (o planetologo, come lui preferisce farsi chiamare 63), ma deve essere necessariamente dotata di una maggiore dignità attraverso la definizione di Giudice di Cambio 64. Infatti l'Imperatore non condivide ne sovvenziona gli studi di Kynes sul pianeta 65. Forse sa già abbastanza di come stanno le cose, senza che altri lo sappiano; o forse il rischio di scoprire cose che potrebbero rivelarsi dannose per il suo comando lo portano a cercare di nascondere persino le verità più scontate. Tuttavia Kynes è un personaggio chiave nella storia di Dune, e come tale viene interpretato anche dagli Atreides: è un non-fremen, però è talmente stimato da essi da essere accettato nei loro Sietch e da essere il loro leader; egli agisce si muove e parla come se fosse uno

out of your worries as a matter of course- because they're not in danger? They know how to live here! They know how to outwit the worm.' [...] da DUNE, op cit, p. 149. 63 [...] "You are the ecologist," the Duke said. "We prefer the old title here, My Lord" Kynes said "Planetologist". [...] da DUNE, op cit, p. 130. 64 [...] "Son, this is the Judge of the Change, the arbiter of dispute, the man set here to see that the forms are obeyed in our assumption of power over this fief". [...] da DUNE, op cit, p. 130; e ancora, durante la cena di benvenuto, Kynes viene nominato come tale anche da altri ospiti, stavolta in maniera ironica, quasi a sottolineare l'inutilità (o la pericolosità?) della sua posizione. [...] "Ah-h-h, I see" the banker said "And you, as Judge of Change, do you challenge this?" [...]. da DUNE, op cit, p. 160. 65 [...] "Will you open those bases to us,then?" the Duke asked. Kynes spoke curtly: "They're His Majesty's property." "They're not being used" "They could be used". "Does His Majesty concur?" Kynes darted a hard stared at the Duke. "Arrakis could be an Eden if its rulers would look up from grubbing spice!" 'He didn't answer my question', the Duke thought. [...] da DUNE, op cit, p. 136. Chiaramente, fare di Arrakis un giardino, non è nei piani dell'Imperatore. Arrakis è un pianeta molto importante, perché esso produce la spezia, ed è questa l'unica cosa che conta.

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di loro, e non una semplice figura imperiale posta sul pianeta ad effettuare dei controlli66. Kynes non ha fatto altro che imitare la lezione di suo padre, il quale per farsi seguire nel suo progetto di sconvolgere l'ecologia di Arrakis, ha imparato ad essere un Fremen. La stessa lezione la imparerà anche Paul (anche se i motivi saranno un po' diversi da quelli che avevano spinto Pardot Kynes) 67. Sicuramente la paura dell'Imperatore, adeguatamente passata agli Harkonnen è che gli studi di Kynes lo portino a trovare un modo per controllare la produzione della spezia, e che questa passi quindi automaticamente in mano ai Fremen. Il maggior pericolo consiste nel fatto che chi ha il controllo di una cosa può anche decidere di distruggerla (che è la conclusione alla quale arriverà Paul col tempo) 68. Ma dalla spezia di Arrakis dipendono troppe cose: il potere delle Bene Gesserit, le capacità dei navigatori della Gilda Spaziale, il potere stesso di Paul. La spezia è la vera forza di Arrakis, e con essa i Fremen. Come già il Duca Leto aveva capito, i Fremen costituiscono un potenziale umano non indifferente. Potrebbero addirittura costituire quelle legioni di combattenti di cui gli Atreides hanno bisogno69. Paul intuisce inoltre che probabilmente i Fremen sanno 66 [...] "It's done," Kynes said, "but that wasn't precisely my meaning. You see, my climate demands a special attitude toward water. You are aware of water at all times. You waste nothing that contains moisture." And the Duke thought: '... My climate!' [...]. Da DUNE, op cit, p. 137. 67 [...] One must evade Harkonnen restrictions? Excellent. Then one marries a Fremen woman. When she gives you a Fremen son, you begin with him, with Liet-Kynes, and the other children, teaching them ecological literacy, creating a new language with symbols that arm the mind to manipulate an entire landscape, its climate, seasonal limits, and finally to break through all ideas of force into the dazzling awareness of order. [...]. da DUNE, op cit, APPENDIX I- THE ECOLOGY OF DUNE, p. 566. 68 [...] "Do it!" Paul barked "The power to destroy a thing is the absolute control over it. You've agreed I have that power. We are not here to discuss or to negotiate or to compromise. You will obey my orders or suffer the immediate consequences!" [...] da DUNE, op cit, p. 547. 69 [...] "You understand what you're to do, Duncan?" "I'm your ambassador to the Fremen, Sire." "Much depend on you Duncan. We're going to need at least five battalions of those people before the Sardaukar descend on us." [...] da DUNE,

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qual è il legame tra spezia e verme. Ciò a cui gli Atreides cercano di dare maggiore importanza dunque sono gli studi ecologici di Kynes e il ribaltamento delle abitudini sociali degli Harkonnen nei confronti della popolazione indigena 70. La politica Harkonnen viene descritta da Herbert per opposizione rispetto a quella Atreides. Gli Harkonnen sono rozzi, si espongono, probabilmente ignari dei veri piani del cospiratore (cioè l'Imperatore), usano la gente calpestandone i sentimenti71. Non solo. Se, come certamente è vero, Herbert nel delineare Paul Atreides aveva

op cit, p. 115. 70 E' interesse del Duca capire perfettamente quali siano le giuste relazioni sociali ed ecologiche che legano i vari abitanti di Dune. Poiché il Duca vede nei Fremen una possibile nuova alleanza, è necessario per lui capire quali possono essere gli eventuali punti forti di un patto, per trovare un giusto equilibrio. Paul, evidentemente non perfettamente cosciente dei piani del padre, pone le sue domande a Kynes per pura curiosità. 71 Nelle azioni tipiche del Barone Harkonnen, vengono spesso descritte perversioni delle quali lui si bea. E' la classica persona che si definirebbe, senza tema d'essere in errore, "malata", poiché il suo godimento maggiore consiste nel mettere i suoi avversari in posizione di inferiorità e di farsi forte di questo fatto attraverso una sorta di tortura psicologica, neppure troppo sottile. Per esempio, il Barone trova il modo di decondizionare il medico di famiglia degli Atreides, cosa fino ad allora ritenuta impossibile. Riesce a fare questo usando come leva l'amata del medico. Ma, una volta che il medico consegna gli Atreides nelle mani Harkonnen, il Barone non mantiene fede al patto, anzi fa uccidere il traditore, che sa troppe cose, e quindi è pericoloso. [...] "M'Lord Harkonnen". "You've given us the Duke, I hear." "My half of the bargain, my Lord." The Baron looked at Piter. Piter nodded. The Baron looked back at Yueh. "The letter of the bargain, eh? And I ... " He spat the words out: "What was I to do in return?" "You remember quite well, m'Lord Harkonnen" And Yueh allowed himself to think now, hearing the loud silence of clocks in his mind. He had seen the subtle betrayals in the Baron's manner. Wanna was indeed dead- gone far beyond their reach. Otherwise, ther'd still be a hold on the weak doctor. The Baron's manner showed there was no hold; it was ended. "Do I?". "You promised to deliver my Wanna from her agony." The Baron nodded. "Oh, yes. Now I remember. So I did. That was my promise. That was how we bent the Imperial Conditioning. You couldn't endure seeing your Bene Gesserit witch grovel in Piter's pain amplifiers. Well, the Baron Vladimir Harkonnen always keeps his promises. I told you'd free her from her agony and permit you to join her. So be it." He waved a hand at Piter. Piter's blue eyes took on a glazed look. His movement was catlike in its sudden fluidity. The knife in his hand glistened like a claw as it flashed into Yueh's back. [...]. da DUNE, op cit, p. 207.

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perfettamente presente l'ideale di uomo politico americano degli anni cinquanta, cioè il presidente J.F. Kennedy, è anche vero che al Barone Harkonnen ha attribuito un nome altrettanto significativo: Vladimir72. Paul è chiamato ad imparare da tutto, ad osservare le minuzie, Feyd Rautha Harkonnen (che per questioni anagrafiche può essere indicato come il reale antagonista di Paul) ha sicuramente una cultura più rozza e grossolana, anche se decisamente più smaliziata rispetto ad arguzie e cattiverie di una guerra senza esclusione di colpi, secondo criteri che vanno ben oltre quel codice d'onore che da sempre è caratteristico di una società feudale. Eppure, per gli scopi del Bene Gesserit, entrambe le linee genetiche vanno conservate. Se si osserva l'evolversi delle tre Grandi Case che si contendono il trono dell'Impero Galattico (i Corrino, che sono attualmente la famiglia reale, gli Atreides e gli Harkonnen) scopriamo che nei piani Bene Gesserit solo la famiglia Harkonnen doveva avere una discendenza maschile, mentre gli Atreides avrebbero dovuto avere una discendenza femminile. A questo punto, la femmina Atreides, accuratamente addestrata, avrebbe potuto sposare il maschio Harkonnen, preservando della linea genetica solo le caratteristiche reputate migliori 73, e dare alla luce un maschio

72 John Fitzgerald Kennedy fu presidente degli Stati Uniti dal 1917 al 1963. Fu il primo presidente cattolico a battersi in politica interna per l'integrazione razziale e ricercò in politica estera le vie di una coesistenza con l'URSS, malgrado la risolutezza nell'affrontare la questione cubana del 1962, quando intimò ed ottenne lo smantellamento delle basi missilistiche e sovietiche nell'isola. 73 Poiché le Bene Gesserit sono alla ricerca di un futuro sicuro per la razza umana, non omettono di salvare nessun carattere genetico, nel momento in cui ritengono che ci sia qualcosa di buono. E' per questo che Lady Fenring, addestrata secondo il training, dovrà sedurre Feyd Rautha Harkonnen, per ordine della Reverenda Madre. [...] "You don't anticipate difficulty seducing him, my little broodmother?" "Noo, my love. You saw how he looked at me" "Yes, and I can see now why we must have that bloodline" "Indeed, and it's obvious we must have a hold on him. I'll plant deep in his deepest self the necessary prana-bindu phrases to bend him". "We'll leave as soon as possible- as soon as you're sure," he said. She shuddered. "By all means. I should not want to bear a child in this terrible place." [...] da DUNE, op cit, p. 390.

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Harkonnen che si sarebbe unito in un matrimonio politico ad una delle cinque figlie dell'Imperatore. Ciò non toglie che né il Duca Leto, né il Barone Vladimir sono sposati. Anzi, il Duca Leto confessa che un matrimonio con una delle figlie dell'Imperatore porterebbe un enorme vantaggio alla famiglia Atreides 74; probabilmente lo stesso discorso interessa anche la famiglia Harkonnen sebbene il Barone venga descritto come un uomo con dichiarate tendenze omosessuali, se non addirittura sadomasochiste75. L'erede comunque se ci fosse stata una figlia femmina, avrebbe dovuto portare il nome Harkonnen76. Ma siamo sicuri che Paul sia un Atreides? Solo nel deserto, con la madre che sta vivendo nell'angoscia di sapere il suo Duca morto per mano del nemico, Paul affronta il suo primo passaggio dalla pubertà alla maturità. Il passaggio è molto chiaro. In virtù della massiccia presenza di spezia nel deserto aperto, Paul acquista oltre alla sua innata prescienza, un ipercoscienza che va ben oltre l'addestramento di sua madre, e trova un fondamentale nesso mancante. Osservando i tratti di sua madre, e le sue movenze, il suo modo di fare nei momenti di crisi e riassemblando le informazioni da anni acquisite sui suoi mortali nemici, Paul conclude correttamente che sua madre è una figlia legittima del Barone Vladimir Harkonnen. Dal punto di 74 Più volte nel corso della narrazione, il Duca Leto si rimprovera di non aver mai sposato la sua concubina, che pur tanto ama, ma questi sono i dettami della situazione politica in cui l'Impero si trova. [...] " I should wed your mother, make her my Duchess. Yet ... my unwedded state gives some Houses hope they may yet ally with me through their marriageable daughters."[...]. da DUNE, op cit, p. 126. E sebbene Jessica capisca perfettamente le esigenze di questa scelta, le accetta solamente quando ormai Paul è costretto a fare la medesima scelta del padre nei confronti della sua amante Fremen. [...] "While we, Chani, we who carry the name of concubine- history will call us wives." [...] da DUNE, op cit, p. 562. 75 Non a caso, il Barone punta tutte le sue aspettative sul giovane Feyd Rautha. 76 [...] "You thoguht only of your Duke's desire for a son," the old woman snapped. "And his desires don't figure in this. An Atreides daughter could've been wed to a Harkonnen heir and sealed the breach. You've hoplessly complicated matters. We may loose booth bloodlines now." [...]. da DUNE, op cit, p. 35.

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vista di Paul, addestrato per anni a combattere gli Harkonnen e a vederli sotto le peggiori angolazioni in quanto nemici mortali e secolari, questo agisce a livello subcosciente come la scusa ideale per riversare contro sua madre l'odio adolescenziale tipico del complesso edipico, che segna un punto fondamentale nel processo di maturazione di ogni uomo. Dal punto di vista di Jessica, questo apporta uno shock nel suo bagaglio di conoscenze, shock perchè scopre che l'uomo che più odia con tutte le sue forze è suo padre, shock perché lei che in teoria ha più conoscenze di Paul non è riuscita ad arrivare prima di lui alla medesima conclusione, shock perché nel momento in cui suo figlio afferma la sua paternità, ella capisce che è vero, senza ombra di dubbio 377 Il pensiero inespresso è che ora è chiaro il motivo per cui alle adepte del Bene Gesserit vengano tenute nascoste le linee della loro discendenza, cosa che rende accettabile anche da un punto di vista morale eventuali situazioni di incesto o chissà che altro nel loro passato. Il risveglio di Paul che trova una sua raffigurazione nel sogno ad occhi aperti 378, avviene con una crisi di identità: è un Atreides perché questo è il nome di suo padre (anche se non dobbiamo dimenticare che Lady Jessica è una concubina reale, non è 77 31House Corrino House Atreides House Harkonnen ¦ ¦ ¦ ¦ ¦ ¦ Shaddam IV ¦ Vladimir Harkonnen ¦ ¦ ¦ ¦ ¦ ¦ ¦ Leto Atreides >+< Jessica Harkonnen ¦ ¦ +------------------------------+ +---------+ Rugi ¦ Chalice ¦ Irulan>=< Paul Atreides ¦ Josifa Weniscia Alia Atreides da THE DUNE ENCYCLOPEDIA, op cit, p. 80. Le Bene Gesserit, per evitare che le adepte potessero avere pregiudizi che offuscassero le loro osservazioni, nascondevano le linee genealogiche; ogni adepta non sapeva quindi di chi era figlia. Nel caso specifico, se Jessica avesse saputo di essere figlia del Barone Harkonnen, probabilmente questo avrebbe pregiudicato molte cose, tra cui i suoi rapporti affettivi con gli Atreides. 78 [...] "Listen to me" he said "You wanted the Reverend Mother to hear about my dreams? Now, you listen in her place now. I've just had a waking dream." [...] da DUNE, op cit, p. 229.
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la moglie ufficiale del Duca), ma è un Harkonnen perché questa è la discendenza di sua madre; è un bambino, ma la sua coscienza non è più quella di un bambino, anche se non è ancora del tutto quella di un adulto. In virtù della spezia, la sua iperconsapevolezza saggia i limiti della sua autocoscienza, e lui non riesce più a capire chi è. E nel tentativo di capire chi è, incorre nel problema classico adolescenziale. Solo che se per un normale quindicenne il problema della maturità si pone nelle classiche domande "chi sono, cosa sto facendo e perché", nel caso di Paul ci troviamo di fronte anche a determinate risposte: Paul ritiene di sapere chi è, cioè un'abominazione, un mostro, qualcosa di fuori dagli standard e di completamente imprevisto, e la colpa non può essere che di sua madre che l'ha messo al mondo. Questo primo passaggio si conclude nel momento in cui Paul accetta la sua discendenza Harkonnen, con tutto ciò che questo implica379.

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[...] The emptiness was unbearable. Knowing how the clokwork had been set in motion made no difference. He could look to his own past and see the start of it- the training, the sharpening of talents, the refined pressures of sophisticated disciplines, even exposure to the O.C. Bible at a critical moment... and lastly, the heavy intake of spice. And he could look ahead- the most terrifying direction -to see where it all pointed. 'I'm a monster!' He thought 'A freak!'. [...] da DUNE, op cit, p. 228.
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Seguendo per sommi capi lo schema dell'evoluzione dell'eroe di Campbell80, inizia per Paul la fase dell'iniziazione. Teoricamente ad offuscare il logico procedere dell'eroe è la presenza costante della madre. Eppure Paul rientra comunque nei canoni dell'eroe classico, se pensiamo che Jessica, in virtù delle sue abilità, può essere vista come un personaggio estremamente poliedrico, che riesce contemporaneamente ad essere madre perfetta, fata buona e strega cattiva. In più passi del testo, Jessica viene descritta attraverso ciò che gli altri pensano di lei. Abbiamo quindi una definizione del personaggio che va ben oltre la semplice descrizione del narratore omnisciente, e che serve comunque a caratterizzare meglio anche i personaggi che la descrivono 81. Paul in prima persona, in virtù del suo processo di maturazione, cambia per ben tre volte atteggiamento nei confronti di sua madre: in un primo tempo, messo a confronto con la Reverenda Madre che tratta Jessica come una sua servitrice (quale appunto essa era), agisce da figlio iperprotettivo, difendendo costantemente il ruolo di sua madre presso gli Atreides; durante il suo risveglio nel deserto, Paul le si rivolta contro, accusandola di essere colei che ha provocato la sua situazione di persona differente; in una fase ulteriore, quando ormai sua madre ha già dato alla luce la sorella Alia, Paul individua in sua madre il suo vero nemico82.

80 J. Campbell, L'EROE DAI MILLE VOLTI, op cit. 81 Il personaggio di Jessica viene giudicato soprattutto nei confronti della sua appartenenza alla sorellanza Bene Gesserit. Chi vede nella sorellanza il futuro dell'umanità, e quindi ne condivide gli obiettivi, avrà su Jessica un giudizio positivo, chi vede le adepte come streghe intriganti (come ad esempio lo stesso Thufir Hawat, il Mentat fidato degli Atreides) non può che avere un giudizio negativo. 82 [...] Paul faced the old woman, holding anger in check. "Does one dismiss the Lady Jessica as though she were a serving wench?" A smile flicked the corners of the wrinkled old mouth. "The Lady Jessica was my serving wench, lad, for fourteen years at school!". [...] da DUNE, op cit, p. 18. [...] "Paul!" His mother was beside him, holding his hands, her face a grey blob peering at him. "Paul, what's wrong?" "You!" He said. [...] da DUNE, op cit, p. 228. [...] Paul sat silently in the darkness, a single stark thought dominating his awareness: 'My mother is my enemy. She does not know it, but she is. She is bringing the Jihad. She bore me; she trained me. She is my enemy.' [...] da DUNE, op cit, p. 370.

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Durante la sua crisi nel deserto, Paul entra nella fase dell'iniziazione 83. Si trova infatti a dover affrontare una situazione del tutto nuova: innanzitutto la sua nuova forma di coscienza, che fa dubitare alla madre di essere veramente lo Kwisatz Haderach, e poi il fatto di essere nel deserto, e quindi strettamente a contatto con una realtà fino ad allora studiata sui libri, ma mai praticamente affrontata 84. Eppure Paul sa come atteggiarsi nei confronti della situazione: non può pretendere di controllare il deserto, può solo adattarsi alle sue regole per sopravvivere. Se questo è parte delle capacità superiori di Paul, è anche vero che per una popolazione vissuta per anni nell'attesa del compimento della leggenda, la cosa si rivela in tutta la sua violenza. Lo stesso Kynes che tanto professa la sua correttezza scientifica si trova in imbarazzo nel vedere come Paul corrisponda perfettamente alla descrizione del messia che dà la leggenda. Ci deve credere?85 Nei confronti di Paul, i Fremen sono sospettosi, increduli, così come lo sono nei confronti di Jessica, che si trova per la prima volta ad agire senza gli ordini della sorellanza, di sua iniziativa sulla base di ciò che sa. Anche Jessica fa parte della leggenda, eppure le due figure così intimamente unite come solo madre e figlio possono esserlo vengono affrontate in maniera diversa dai Fremen. La differenza tra i due si delinea in maniera sempre più marcata negli atteggiamenti che vengono a

83 La fase dell'iniziazione, porta sempre a scontrarsi con una realtà traumatica. Nelle antiche tribù degli indiani d'America, i riti di iniziazione sostanzialmente coincidevano con il passaggio dalla pubertà alla maturità, e segnavano per il ragazzo l'essere uomo, con tutti i doveri di conseguenza assegnati, e per la ragazza l'essere donna, in età matrimoniale. 84 L'ipercoscienza acquisita grazie alla spezia porta Paul a trarre tutta una serie di conclusioni logiche e veritiere, ma di nuovo si tratta di una serie di discorsi supposti sulla base di frammenti raccolti a mano a mano, non di sue dirette esperienze personali. 85 [...] Kynes passed a hard glare over the Duke and Paul, said: "Most of the desert natives here are a superstitious lot. Pay no attention to them. They mean no harm." But he thought of the words of the legend: 'they will greet you HOLY WORDS and your gifts will a blessing' [...] da DUNE, op cit p. 131.

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mano a mano ad assumere nei confronti dei Fremen. Jessica usa la leggenda Bene Gesserit per trovare un rifugio. Tutte le sue energie sono proiettate nello studio delle abitudini Fremen, delle loro leggende e dei loro sogni, per poter costituire quel serbatoio di conoscenze utili da trasmettere in qualche modo alla sorellanza, di modo che il programma genetico (e politico) possa procedere malgrado l'imprevisto Paul86. Ma ci sono due elementi che Jessica non ha considerato: la sua gravidanza di poche settimane (il suo tentativo di riparare alla nascita di Paul con il parto di una femmina Atreides) e l'esigenza dei Fremen di avere una nuova Reverenda Madre, che sostituisca la loro ormai troppo vecchia per assolvere quel compito. La gravidanza di Jessica è una cosa di cui Paul viene a conoscenza, non tramite Jessica, ma tramite una sua visione, il suo sogno ad occhi aperti nel deserto 87. Non avendo la medesima capacità, Jessica non può prevedere il suo divenire Reverenda Madre presso i Fremen, altrimenti avrebbe capito l'inutilità dei suoi sforzi nel cercare di informare la sorellanza di questi nuovi sviluppi. E comunque una volta che Jessica diventa Reverenda Madre attraverso il rito dell'Acqua della Vita, non può più sentirsi legata alla sorellanza, e si rende conto di aver intrapreso una via diversa da quella Bene Gesserit88. A questo punto il legame con i Fremen è 86 Probabilmente la differenza sostanziale tra Jessica e Paul, è che Paul, oltre ad essere stato addestrato nei dettagli dalla madre, è anche un Mentat, quindi un essere in grado di analizzare nel dettaglio ogni minima situazione. Per cui oltre ad un primo livello iperistintuale, derivato dalla sua ricerca dell'inconscio, c'è anche un livello iperrazionale derivato dai suoi addestramenti. In più non dimentichiamo che l'unica iniziativa che Jessica ha preso nei confronti dei dettami delle Bene Gesserit l'ha portata a compiere un grave errore (il concepimento di un figlio maschio), ed ora questa cosa la rende molto più ossequiosa ed attenta nelle scelte che deve fare. Paul invece non solo si rende conto che i Fremen costituiscono la vera forza del deserto, ma anche che ciò che cercano prima di ogni altra cosa è una guida che li porti al compimento della loro opera. 87 [...] And he thought: 'Yes, mother mine- among the Fremen. You'll acquire the blue eyes and a callus beside your lovely nose from the filter tube to your stillsuit ... and you'll bear my sister: St. Alia of the Knife. [...] da DUNE, op cit, p. 232. 88 Nel momento in cui Jessica assume l'acqua della vita diventa un corpo unico con i Fremen. [...] 'I'm now a Reverend Mother' [...] da DUNE, op cit, p. 411. [...]

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indissolubile. Come già nel deserto Jessica aveva capito di essere intrappolata su Arrakis a causa della sua assuefazione alla spezia, così Jessica capisce che ormai non può più tornare indietro, tanto meno con una figlia la cui coscienza è stata risvegliata prima della sua venuta al mondo89. C'è dunque in Jessica una paziente rassegnazione che è un vero e proprio adattamento incondizionato alla sua nuova condizione di Reverenda Madre tra i Fremen. La reazione di Paul è invece totalmente diversa, cosa che porta ad un ulteriore allontanamento madre/figlio. Ciò che Paul fa è un lasciarsi trascinare dagli eventi, forzando la mano in quei momenti che gli permetteranno di volgere le situazioni a suo favore. La lezione che Paul ha imparato dalle Bene Gesserit, che per anni hanno cercato di manipolare le linee genetiche per creare l'essere superiore, è che un minimo imprevisto può toglierti il controllo della situazione. Perché, dunque darsi tanto da fare affinché le cose vadano in un determinato verso? Se nulla è prevedibile, è bene che le cose seguano il loro corso, e che gli uomini cerchino da questo fatto di trarre il maggior vantaggio. Paul non cerca di prendere il posto di Kynes per dirigere i Fremen, compra la lealtà dei Fremen e di Kynes con una moneta di scambio irrifiutabile: i mezzi per stravolgere l'ecologia di Dune 90; Paul non cerca di sostituirsi a Stilgar 91 'I'm like a person whose hands were kept numb, without sensation from the first moment of awareness- until one day the ability to feel is forced into them. [...] da DUNE, op cit, p. 413. 89 [...] "You know better than that", the inward image said, "Swiftly now, do not fight me. There isn't much time. We ..." There came a long pause. then: "You should have told us you were pregnant!". Jessica found the voice that talked within the mutual awareness: "Why?" "Tis changes both of you! Holy Mother, what have we done?". [...] da DUNE, op cit, p. 409. 90 Paul offre i mezzi per stravolgere l'ecologia di Dune, ma non ha garanzie da offrire se non la sua parola. Eppure questo a Kynes basta. [...]"You say you're not for sale, but I believe I've the coin you'll accept. For your loyalty I offer MY loyalty to you ... totally!" [...] da DUNE, op cit, p. 261. 91 [...] "You think it's time I called out Stilgar and changed the leadership of the troops!" Before they could respond, Paul hurled his voice at them in anger: "Do

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solo perché sa combattere meglio di lui, insegna anche a lui a combattere 92; non fa altro che seguire, forse inconsciamente, la lezione del vecchio Pardot Kynes: si unisce ai Fremen, sposa una Fremen, ha dei figli con lei. A questo punto la situazione è indiscutibilmente sotto il suo controllo. Così come Paul cavalca il verme, allo stesso modo cavalca la situazione, sfruttandone la forza ed incanalandola nella direzione che desidera93. Durante la sua crisi, Paul prevede quasi nei dettagli la sua accettazione tra i Fremen. Egli sa che verrà conosciuto come Muad'Dib, il topo-canguro 94. Il nome Paul you think the Lisan-al-Gaib so stupid?" [...] da DUNE, op cit, p. 491. Paul non ha tutto il tempo che il cambiamento di determinati costumi richiederebbe, per cui l'unico modo che ha di far accettare i cambiamenti, è puntare sulla stima che i Fremen hanno della leggenda vivente. 92 Nei patti iniziali, durante l'incontro con Stilgar quando Paul e sua madre erano fuggiaschi, Stilgar aveva loro promesso assistenza in cambio dell'insegnamento dei loro sistemi di lotta. Il patto era stato accettato di buon grado, e Stilgar non era stato l'unico a beneficiare degli insegnamenti di Paul. 93 Nel testo questo atteggiamento, che spesso può essere inteso come fatalista, tende a ricorrere più volte, e risulta essere l'unico atteggiamento in grado di giungere a soluzioni ottimali. Per esempio, durante la fuga dall'attacco Harkonnen nel Sietch Tabr, Paul s'impossessa di un ornitottero. All'esterno però imperversa una tempesta magnetica. Mentre gli Harkonnen assumono un atteggiamento rassegnato al fatto che né Paul né sua madre sopravviveranno alla tempesta, e quindi sono tranquilli, Paul riesce a condurre il veicolo fuori pericolo, lasciando trascinare l'ornitottero dal vortice, che tende a portarlo verso l'alto, e una volta abbastanza in alto, a spostarlo con decisione dalla tempesta. [...] As Paul fought the 'thopter's controls he grew aware that he was sorting out the interwoven storm forces, his more than Mentat awareness computing on the basis of fractional minutiae. He felt dust fronts, billowings, mixings of turbolence, an occasional vortex. [...] 'I must find the right vortex' he thought. [...] The vortex turned them, twisting, tipping. It lifted the 'thopter like a chip on a geyser, spewed them up and out- a winged speck within a core of winding dust lighted by the second moon. [...] "We are out of it" Jessica whispered. [...] da DUNE, op cit, p. 280. 94 [...] He nodded. "Yes. They will call me ... Muad'Dib " [...] da DUNE, op cit, p. 233. Effettivamente questa sua visione non corrisponde alla totale verità. E' vero sì che Paul acquisirà un altro nome tra i Fremen, una volta accettato nella loro tribù, ma è altresì vero che verrà data a lui l'opportunità di scegliersi il nome. [...] "Now, what name of manhood do you choose for us to call you openly?" "How do you call among you the little mouse, the mouse that jumps?" [...] "We call that one muad'dib". [...]. da DUNE, op cit, p. 354. Nello stesso momento in cui afferma questo, Paul si rende conto che sta seguendo la sua visione, suo malgrado. E tuttavia, avvertendo un senso di pericolo, non vuole semplicemente

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Atreides, quindi, perde significato. Paul non è più lui, né di nome, né di fatto. Se questo da un punto di vista psicologico può essere visto come un taglio netto con il passato, e con l'inizio di una nuova vita, dal punto di vista della trama garantisce a Paul la sopravvivenza nell'anonimato. Malgrado il Duca Leto avesse chiesto a suo tempo di indagare sulle credenze religiose dei Fremen che sembravano trovare la loro ispirazione nella figura di Paul, con il decadimento della famiglia Atreides e la scomparsa della concubina e dell'erede reale nessuno più si era interessato alla religione di Arrakis. Non solo, i rapporti informativi degli Harkonnen indicavano come questa nuova ondata religiosa tenesse tranquilla la popolazione locale, per cui non c'era motivo di impedire il fiorire di queste credenze 95. In più le Bene Gesserit, conscie del lavoro dello loro Missionaria Protectiva, non avevano ragione di preoccuparsi, essendo comunque troppo affrante dalla perdita delle caratteristiche genetiche degli Atreides. In questa situazione, chi ci guadagna è Paul, che ha tutto il tempo di riflettere sulla sua nuova condizione di leggenda vivente, e di studiare i passi da compiere per poter riconquistare il suo trono e vendicare la morte del padre.

seguirla, vuole anche dimostrare a sé stesso che non c'è nulla di stabilito, e che le cose possono ancora cambiare. [...] 'That must not happen' he told himself. [...] "Could I be known among you as Paul- Muad'Dib?" "You are Paul- Muad'Dib!" Stilgar said. And Paul thought: 'That was in no vision of mine. I did a different thing.' [...] da DUNE, op cit, p. 354. 95 [...] The Duke paused, spoke without turning. [...] "At Paul?" "Yes, my Lord. They've a legend here, a prophecy, that a leader will come to them, child of a Bene Gesserit, to lead them to true freedom. It follows the familiar messiah pattern." "They think Paul is this...this..." "They only hope, my Lord." [...] da DUNE, op cit, p. 122. L'atteggiamento del Duca Leto nei confronti delle credenze religiose dei Fremen dipende anche dal fatto che egli sta cercando delle possibili vie di fuga per il figlio. Sicuramente la reazione del Barone Harkonnen è diversa, sia per differenti visioni politiche che per differenti momenti situazionali. [...] 'Perhaps I should not tell the Baron to let this religion flourish where it will, even among the folk of pan and graben' He [Hawat] told himself. "But it's well known that repression makes a religion flourish." [...] da DUNE, op cit, p. 437.

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Questo periodo di transizione, di scoperta dell'inconscio, coincide metaforicamente con la scoperta del verme. Shai-hulud, il Creatore, ha un'importanza fondamentale nella vita dei Fremen, non solo per un discorso ecologico, ma anche per un problema religioso, in quanto al verme è strettamente legata la spezia e l'Acqua della Vita. A mano a mano che Paul scopre sè stesso, scopre anche l'importanza che il verme ha nella cultura Fremen, e il perché i Fremen lo considerino una divinità. Poiché il gioco di Paul consiste nel rivestirsi di un manto religioso, per essere definitivamente consacrato dal suo popolo Paul Muad'Dib dovrà superare la prova più grande: cavalcare il verme in un viaggio nel deserto96. Se la crescita di Paul corrisponde progressivamente ad una scoperta del suo inconscio, questa scoperta è ben rappresentata dalla scoperta del mistero del verme. Si può inoltre considerare il fatto che, in ogni adolescente (quale Paul è in questo momento del racconto) il passaggio dall'adolescenza alla maturità viene spesso a coincidere con una maturazione sessuale. Che il verme, quindi possa essere eletto anche a simbolo fallico (visto che il verme è colui che, producendo l'Acqua della Vita scatena il rito orgiastico della consacrazione della Reverenda Madre) non 96 La prova che Paul Muad'Dib dovrà superare per poter essere accettato dai Fremen come uno di loro a tutti gli effetti, è quella di cavalcare il verme delle sabbie. Si tratta di un rito, molto simile ai riti d'iniziazione classici, poiché questo sarà anche la prova definitiva della sua maturazione di uomo. La stessa Jessica, che vive la prova del verme da distante, pur essendo tranquilla sul suo superamento (visto che Paul ha già superato la ben più temibile prova del Gom Jabbar), sente sciogliersi ancora di più quel sottile legame madre/figlio, vedendo nella prova di Paul una sua ulteriore crescita, e dunque una ulteriore separazione. Il pathos del momento deriva dal fatto che Paul, sebbene sappia tutto ciò che deve fare, e più volte l'abbia già fatto al seguito di altri, non ha nessun tipo di visione sull'esito della prova. [...] Paul waited on the sand outside the gigantic maker's line of approach. 'I must not wait like a smuggler - impatient and jittering' he reminded himself. 'I must be part of the desert.' [...] 'Come up, you lovely monster' he thought. 'Up. You hear me calling. Come up. Come up'. [...] Paul found himself riding atop the worm. He felt exultant, like an emperor surveying his world. [...] da DUNE, op cit, p. 464. [...] A thought came unbidden to Jessica's mind: 'Paul will be undergoing his sandrider test at any moment now. They try to conceal this fact from me, but it's obvious.' [...] da DUNE, op cit, p. 451.

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dovrebbe stupire, soprattutto se si pensa che una delle esigenze della Jihad è quella di una ridistribuzione genetica97. Il sesso in Dune, sembra essere una realtà vissuta da lontano. Pur essendo un romanzo emotivamente molto carico, che raggiunge alti livelli lirici soprattutto nella descrizione delle sofferenze dei personaggi (e non dimentichiamo che comunque la vita di Herbert è stata una vita sofferta) 98, il sesso è sempre un qualcosa che sottosta' alla situazione generale. Forse non è neppure visto come un atto naturale: i rapporti uomo/donna sono rigidamente schematizzati sulla base dell'esigenza del programma di manipolazione genetica, gli stessi orgasmi sono vissuti coscientemente per decidere quali ovuli far fecondare da quali spermatozoi. L'iperrazionalismo Bene Gesserit distrugge in questo senso l'istintualità animale tipica invece dei Fremen e 97 Il programma Bene Gesserit prevedeva una selezione non naturale di tutte le caratteristiche psichiche e fisiche considerate migliori di tutti quegli elementi ritenuti umani. La capacità delle accolite di decidere il sesso del nascituro in fase di fecondazione garantiva la pianificazione di eventuali unioni successive, e quindi di poter prevedere le variazioni nell'assetto politico dell'Impero. Una casata poco rigida, e dunque poco adatta a rispettare gli schemi feudali e paramilitari dell'Impero Galattico, poteva sopravvivere a livello genetico, ma a livello politico poteva anche essere eliminata. E questo era quello che sarebbe successo agli Atreides se Jessica avesse partorito una figlia femmina. Il problema non visto dalle Bene Gesserit che comunque erano offuscate dalla ricerca dello Kwisatz Haderach, erano ormai le unioni tra consanguinei. Poiché alle accolite venivano nascoste le loro origini, nulla di più facile era che si verificassero casi di incesto o di unioni tra consanguinei. Sebbene questo fatto rafforzasse dal loro punto di vista determinate caratteristiche da conservare, su un lasso di tempo più lungo sarebbe stato geneticamente deleterio. Inoltre un programma così affinato e curato da secoli nei dettagli, non poteva certo permettere l'intrusione di popolazioni considerate inferiori, come i Fremen. 98 Sul più bello, quando la situazione sembra raggiungere un suo punto di equilibrio, interviene l'imprevisto che rimette tutto in gioco. Lo stesso Herbert si trovò più volte a ricominciare tutto da capo, a partire dal primo matrimonio fallito, ai continui cambiamenti di lavoro, alla morte della seconda moglie, ecc. Allo stesso modo Paul Muad'Dib, nel momento in cui sembra aver raggiunto dei risultati concreti, o a causa della sua visione, o a causa della sua mancata visione, è sempre costretto a rimettere tutto in gioco. Dall'uccisione del suo prmo uomo, all'innamoramento, alla prova dell'Acqua della Vita, alla morte del suo primogenito, è tutto un concatenarsi di eventi al quale Paul non può dirsi rassegnato, ma al quale il suo risveglio nel deserto, il suo sogno ad occhi aperti l'ha preparato. Per una biografia di Herbert vedi W.Touponce, FRANK HERBERT, op cit.

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delle loro orge in onore di Shai-hulud99. Il sesso sembra quasi non essere inteso come piacere fisico naturale, ma piuttosto come piacere perverso. Il Barone Harkonnen ha delle chiare tendenze sadomasochiste, che sono le uniche ad essere in qualche modo evidenziate nel testo. Brevi cenni vengono fatti nei confronti di Feyd-Rautha e della sua abitudine di spassarsela con le donne nelle case di piacere 100. Il sesso scompare definitivamente per diventare amore puro e casto, devozione totale ed illimitata nella casa Atreides, dove qualsiasi luogo per brutto e pericoloso che sia sembra essere un locus amaenus per Leto e Jessica101. L'apice viene raggiunto con l'unione di Paul e Chani, suggellata dalla nascita di un figlio che avviene prima nella mente di Paul, come visione ad occhi aperti, poi quasi in contemporanea dal risveglio dal sogno, nella realtà 102. 99 [...] And she realised they came from another memory, the life that have been given to her and now was part of herself. Something about that gift felt incomplete, though. "Let them have their orgy" the other memory said within her. "They've little enough pleasure out of living." [...] da DUNE, op cit, p. 412. Il rito dell'Acqua della Vita non è solo la consacrazione di una Reverenda Madre, ma è anche l'unico tipo di piacere al quale i Fremen possono lasciarsi andare, perché il rito lo permette. 100 [...] Nefud wet his lips with his tongue. Some of the semuta dullness left his eyes. "Feyd-Rautha 's in the slave quarters my Lord." "With the women again, eh?" The Baron trembled with the effort of suppressing anger. [...] da DUNE, op cit, p. 422. 101 [...] The Duke turned, faced his son, revealing dark circles beneath hard eyes, a cynical twist of mouth. 'I should wed your mother, make her my Duchess." [...] da DUNE, op cit, p. 126. [...] "My father charged me once" Paul said "to give you a message if anything happened to him. He feared you might believe he distrusted you." 'That useless suspicioun,' she thought. "He wanted you to know he never suspected you" Paul said, and explained the deception, adding: "He wanted you to know he always trusted you completely, always loved you and cherished you. He said he would sooner have mistrusted himself and he had one but regret- that he never made you his Duchess" She brushed the tears coursing down her cheeks [...] 'Leto, my Leto' she thought, 'What terrible things we do to those we love!'. [...] da DUNE, op cit, p. 226. 102 [...] "Sihaia!" he said. She put a palm against his cheek. "I'm no longer afraid, Usul. Look at me. I see what you see when you hold me thus." "What do you see?" he demanded. "I see us giving love to each other in a time of quiet between storms. It's what we were meant to do." [...] "You are the strong one, Chani," he muttered. "Stay with me." "Always" she said, and kiss his cheek. [...] da DUNE, op cit, p. 417. Anche l'amore di Paul-Usul e Chani-Sihaya, non è inteso

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Con la sua unione con Chani, e con il superamento della prova della cavalcata del verme, Paul Muad'Dib è definitivamente un Fremen. Ma è un Fremen speciale, un Fremen che può permettersi di cambiare determinate tradizioni e di compiere scelte che nessun altro avrebbe potuto compiere. Il manto religioso che ormai ha rivestito lo fa padrone del cielo e della terra, ma lui ancora non si sente pronto. Ha bisogno di sapere se nei progetti delle Bene Gesserit c'era qualcosa di esatto, se lui veramente è lo Kwisatz Haderach da tanto tempo atteso dalla sorellanza. E così affronta la prova dell'Acqua della Vita, per scoprire che non lo è. E' qualcosa di diverso, qualcosa di inaspettato che non può essere gestito da nessuno perché sa più degli altri. Ormai il ragazzo si è fatto uomo, l'eroe è pronto a tornare ai suoi beni per riprenderne possesso e ristabilire così il giusto corso delle cose. Ma qual è il giusto corso delle cose? Quando Paul sferra il suo attacco in grande stile, ha perfettamente presenti tutti quegli elementi che gli servono per garantirsi la vittoria. Già da tempo, infatti Paul ha capito che i Fremen forse non sono quei tonti indigeni che forniscono manodopera a basso costo che vogliono sembrare. Penetrando il segreto dei Sietch 103 Paul scopre che i Fremen, per trasformare l'ecologia di Dune stanno raccogliendo acqua in bacini sottostanti il deserto. Ma nessuno, malgrado i potenti mezzi tecnologici sembra scoprirlo. Evidentemente i Fremen non vogliono che sia scoperto, e per questo pagano la Gilda affinché il segreto venga conservato. La Gilda, d'altro canto, non rifiuterebbe mai un pagamento come quello che offrono i semplicemente come affetto reciproco, ma riveste più i panni di un amore perfetto, idealizzato,e se non fosse per la nascita di più figli, si potrebbe addirittura dire mai consumato. 103 [...] 'Windtrap' she thought. 'They've a concealed windtrap somewhere on the surface to funnel air down here into cooler regions and precipitate the moisture from it.' [...] Beyond the berrier in the glow of Stilgar's globe, Paul saw an unruffled dark surface of water. It strethed away into the shadows - deep and black - the far wall only faintly visible, perhaps a hundred meters away. [...] da Dune, op cit, p. 367.

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Fremen: spezia. L'assuefazione dei navigatori della spezia al melange di Arrakis li rende vulnerabili a questo tipo di patti. Quindi neppure l'Imperatore sa cosa nasconde Arrakis, e questo Paul l'ha capito. C'è da chiedersi perché le Bene Gesserit non abbiano intravisto questa possibilità, visto che comunque i loro scopi benefici lasciano chiaramente intravedere seri interessi politici. Forse una risposta ci giunge se pensiamo al fatto che nessuna accolita ha mai avuto modo di studiare le linee genetiche Fremen, o di vedere in essi un qualcosa di valido da conservare. Neppure Jessica, nel momento in cui approda nel Sietch Tabr di Stilgar, pensa all'uomo come a un qualcosa di valoroso da conservare, una linea genetica da non perdere; pensa a lui come uomo in senso fisico, pensa ad un possibile compagno non che prenda il posto di Leto, ma che garantisca ulteriormente la salvezza di suo figlio e la sua104. A questo punto tutto sembra schiarirsi. Da una parte abbiamo l'Imperatore che si allea con gli Harkonnen per evitare che le capacità Atreides portino ad un rapido declino il suo Impero; la leva usata dall'Imperatore è il suo regno, che però non dovrà andare al Barone Vladimir (per evitare che la congiura venga alla luce), ma a uno dei suoi eredi attraverso un matrimonio politico. Gli Atreides però non devono essere eliminati apertamente perché questo andrebbe contro i dettami del Landsraad. Le Bene Gesserit, conscie del pericolo di perdere una importante linea genetica, fondamentale per la realizzazione del loro piano, puntano tutte le loro risorse su Jessica, nella speranza di salvare il salvabile. Liet-Kynes, come planetologo imperiale, ha libero accesso al deserto, e continua l'opera di suo padre, raccogliendo

104 [...] Jessica stared out into the sunlight. She had heard what she had heard in Stilgar's voice - the unspoken offer of more than his countenance. Did he need a wife? She realised she could step into that place with him. It would be one way to end conflict over tribal leadership - female properly aligned with male. But what of Paul, then? [...] da DUNE, op cit, p. 337.

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acque per trasformare l'ecologia di Dune. Per fare questo però ha bisogno della massima segretezza, quindi paga enormi quantità di spezia alla Gilda, affinché questa con la scusa delle tempeste elettromagnetiche non piazzi satelliti sul pianeta. La Gilda mantiene il segreto per garantire la sopravvivenza dei suoi navigatori, che garantiscono i trasporti interstellari. I navigatori, però, essendo esposti a massicce dosi di spezia, hanno un minimo di preveggenza, per cui colgono le sfumature dei piani Bene Gesserit e tacitamente collaborano. I Fremen non reagiscono alle angherie Harkonnen per evitare di destare sospetti. Gli Atreides accettano il feudo di Arrakis per evitare contrasti che potrebbero accelerare la loro fine. In questo delicato gioco di intrighi, in cui gli equilibri sono sottilissimi, arriva l'inaspettato, Paul, che stravolge completamente i fatti, o meglio, che si trova nella situazione di dover stravolgere i fatti, anche se ciò non rientrava nelle sue intenzioni, ma la situazione che si era andata creando non lasciava alternative.

Il messia, errore ed eroe
"A quel povero popolo di pastori erranti, ignorati nei loro deserti, fu inviato un eroe-profeta con un verbo in cui credere: ed ecco, lo sconosciuto diventa noto al mondo intero, il piccolo cresce quanto il mondo". - CARLYLE. Il problema della religione in Dune viene sviscerato da Herbert in un'appendice a parte. Quasi a voler dare un fondamento alla situazione che Dune presenta, Herbert ricostruisce il panorama religioso secondo una visione storica dei fatti. Chiaramente Herbert si preoccupa di ricostruire nel dettaglio la situazione di Arrakis 105. Le origini della religione Fremen sono di chiaro influsso arabico (Herbert parla di Saari Maomettano), unite a più inni e riti appresi da altre religioni (d'altronde Arrakis è un feudo che viene assegnato di volta in volta a casate differenti). Questa ricostruzione tiene ovviamente presenti le grandi forze spirituali che hanno 105 DUNE, op cit, APPENDIX II- THE RELIGION OF DUNE, p. 573.

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portato all'esplosione del fenomeno Muad'Dib, secondo una serie di prove storiche, convalidate dagli avvenimenti stessi e dalle produzioni letterarie degli incaricati dell'Impero Galattico, che Herbert riproduce fedelmente quasi a voler dare una dignità alla sua descrizione di un possibile sviluppo religioso dei nostri tempi. Infatti, il panorama che Herbert descrive della religione di Arrakis prima dell'arrivo di Paul, può essere ricondotto allo smembramento attuale della religione nel mondo: una serie di discipline, che implicano una fiducia cieca in qualcosa di mistico e una serie di rituali da seguire per garantirsi l'appartenenza ad un determinato gruppo. Ovviamente, Herbert non omette in questa sua analisi le speculazioni che certi gruppi di fedeli attuano, al punto da individuare come elemento fondamentale nella formazione di credenze religiose i viaggi spaziali 106. Da una parte, il viaggio spaziale apre una porta nei confronti dell'ignoto. Si tratta però di una porta su due corridoi: il primo che induce ad una mistica speculazione selvaggia, il secondo che porta ad una revisione dei concetti di spazio e tempo e quindi a nuove idee sul senso della Creazione. Siamo dunque di fronte ad un assetto religioso un po' particolare, ma storicamente riconducibile, per problematiche e tematiche, ad un assetto tardo medioevale107. Un primo capovolgimento dei comandamenti di tutte le religioni dell'Impero Galattico arrivò con il Jihad Butleriano, la Guerra Santa che distrusse tutte le 106 [...] There is a fifth force which shaped religious belief, but its effect is so universal and profound that it deserves to stand alone. This is of course space travel. [...] da DUNE, op cit, p. 574. 107 [...] "Immediately, space gave a different flavour and sense to ideas of creation. [...] During this period, it was said that Genesys was reinterpreted, permitting God to say: 'Increase and multiply, and fill the universe, and subdue it ... " [...] da DUNE, op cit, p. 574. Non dimentichiamo, inoltre, che i tempi bui del medioevo furono preludio ad uno spostamento nell'asse della vita umana, al punto che il perno del mondo, cioè Dio, venne sostituito dall'uomo, secondo una visione più egocentrica della vita. E non dimentichiamo che l'arrivo del profeta di Dune si colloca in un periodo di caos, in cui l'Impero Galattico è reduce da una guerra che ha distrutto le macchine, e che quindi punta tutto sull'uomo e sullo sfruttamento totale delle sue capacità.

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macchine. In quel frangente tutte le religioni sembrarono unirsi sotto un unico dettame, ossia "L'uomo non può essere sostituito"108. I leaders religiosi, temendo ulteriori scoppi di violenza, si riunirono in un Concilio Ecumenico che diede l'impulso a due grandi sviluppi: l'affermazione che tutte le religioni hanno per lo meno un comandamento in comune, e la nascita della Commissione dei Traduttori Ecumenici. "Non sfigurare l'anima"109 era il comandamento principale del "Profondo accordo", che voleva eliminare il problema dello smembramento religioso. Il problema però del riassetto politico e sociale di un'intera galassia non poteva essere solo risolto da un punto di vista religioso, anzi il rischio era che la religione venisse a costituire ben altro che una fede. Il rischio più grande era l'avvento di un'anarchia. Fu in quel periodo che fiorirono le discipline mentali del Bene Gesserit e della Gilda, ognuno strettamente legato non solo alla religione, ma anche e rigorosamente alla politica. I due organici, con l'aiuto della Commissione dei Traduttori Ecumenici, giunsero alla compilazione della Bibbia Cattolica Orangista. Ma la fittizia unità del prospetto letterario non durò molto, e la Bibbia Cattolica Orangista fu denunciata come un prodotto intellettuale. Per cui altre versioni rivedute e corrette della Bibbia furono pubblicate. Lo Kwisatz Haderach si trova a dover operare in questo contesto, che per lui diventa sicuramente un contesto vincente 110 grazie ai Fremen, un popolo creato appositamente da Herbert con le caratteristiche tipiche di popolazioni già note. Visto che Herbert aveva intenzione di compiere uno studio sulle convulsioni

108 [...] "Man may not be replaced " [...] da DUNE, op cit, p. 575. 109 [...] "Thou shalt not disfigure the soul" [...] da DUNE, op cit, p. 575. 110 [...] "When religion and politics ride the same cart, when the cart is driven by a living holy man (baraka), nothing can stand their path." [...] da DUNE, op cit, p. 580.

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messianiche che ciclicamente appaiono nella storia umana, aveva bisogno di creare i presupposti per l'avverarsi di un tale evento111. Herbert studiò con attenzione tutte quelle popolazioni che vivevano nell'attesa di un evento superiore; in particolare dedicò i suoi studi alle abitudini degli indiani d'America, soprattutto di Apache e Navajo, e alla vita delle popolazioni islamiche. In entrambi i casi, Herbert prese coscienza prima di tutto delle ambientazioni disagiate nelle quali questi uomini erano costretti a vivere. Si trattava per lo più di zone desertiche e metereologicamente poco adeguate alla sopravvivenza umana. Le condizioni alimentari erano precarie, essendo le popolazioni poco avvezze alla pastorizia, e i territori non adatti alle coltivazioni. Questo portava alla crescita di superstizioni circa l'esistenza di divinità in grado di determinare l'esito della caccia, piuttosto che della mitigazione del clima, e dunque la credenza che l'adempiere a determinati rituali potesse intervenire nel garantire i favori della divinità. Nel caso degli indiani d'America, il tentativo di imbonirsi il dio di turno consisteva nel sacrificio di un animale o in una danza propiziatoria. Nel caso delle popolazioni islamiche, presto i sacrifici vennero sostituiti da rituali sacri di preghiera collettiva o individuale, indirizzata nei confronti di un unico grande Dio. Gli arabi, a differenza degli Indiani d'America, non subirono ripetutamente attacchi razzisti, volti a dichiarare con i fatti la predominanza bianca sui Pellerossa; il loro carattere ribelle li rese sempre guerrafondai attivi, piuttosto che vittime passive. Gli ebrei invece ebbero un destino più simile ai Pellerossa anche se la loro posizione geografica e politica li portò ad emigrare. Non si può comunque dire che queste popolazioni fossero organizzate a livello nazionale in strutture organiche e funzionali. Nel caso degli Indiani, per esempio, 111 Per una consultazione generale: - Enciclopedia IL PIANETA - L'ASIA volume 11, ed. C.E.I. ; - G.Foot Moore, L'ISLAMISMO, edizioni Laterza, Bari 1965 - H. Puech, STORIA DELLE RELIGIONI, U.L., Bari 1977.

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l'omogeneità razziale e territoriale era negata dal loro carattere nomade e poco incline agli scambi culturali tra tribù. L'organizzazione tribale impediva al gruppo di crescere troppo e in maniera incontrollata; l'insorgere di divergenze portava alla separazione della tribù in due gruppi legati a due eventuali leaders carismatici, e quindi alla creazione di una nuova tribù. Per quanto l'appartenenza ad un gruppo etnico determinasse una sorta di regolamentazione interna della tribù, questo non impediva il fiorirne di nuove, e con esse, lo smembramento progressivo del gruppo etnico112. Nei confronti della cultura araba, siamo invece di fronte ad una realtà diversa, anche se le problematiche sociali e culturali sono le medesime. Nel cuore della penisola arabica, intorno al IV secolo dopo Cristo, si trovava il nomadismo allo stato puro, senza autorità superiori, con la tribù come unica forma di aggregazione sociale. Nei confronti di queste popolazioni sparse, alcuni centri considerati più urbani, avevano delle funzioni accentratrici. In questa dimensione più funzionale rientrava sicuramente La Mecca, che svolgeva un'azione autoritaria da un punto di vista politico e religioso, ed organizzando i traffici con gli altri paesi, costituiva una primaria risorsa economica. Se non sapessimo che i Fremen, malgrado il loro carattere prevalentemente nomade, vivono in maniera strutturalmente semplice ma adeguata, potremmo tranquillamente paragonare l'Arabia del IV secolo ad Arrakis sotto la dinastia Corrino113. In questo senso, abbiamo quindi una popolazione apparentemente nomade e schiava del deserto, che invece vive nel cuore del deserto organizzata in strutture abitabili

112 R. Thevin-P. Coze, STORIA E COSTUMI DEI PELLIROSSE, Milano, Scwarz, 1957. 113 A differenza dei Fremen, le tribù nomadi arabe non avevano un'unità o un codice che li tenesse legati, malgrado la vastità del deserto. I Fremen erano uniti, è vero da una serie di leggende, fino all'arrivo del messia, mentre gli arabi il messia se lo sono ritrovati in maniera quasi inaspettata.

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chiamate "sietch", i cui caratteri ricalcano perfettamente il carattere guerrafondaio degli arabi, così come ne ricalcano il fanatismo religioso, anche se i rituali religiosi e la necessità di appellarsi ad un dio richiamano quelle degli Indiani d'America 114. A differenza degli Indiani, però, i nomadi Arabi non erano alla ricerca di un'unica divinità alla quale dedicarsi, probabilmente avvezzi ai loro idoli tribali. In questo senso la differenza con i Fremen è notevole. I Fremen sono un popolo che da tempo vive nell'attesa di un messia a causa di una serie di leggende da tempo trapiantate, per fare in modo che non ci fossero ribellioni, ma pacifica rassegnazione. Che queste leggende esistessero anche tra i nomadi Arabi è probabile anche se non documentato; la cultura Indiana, invece è più ricca di miti e leggende, a causa delle credenze magiche e stregonesche che portavano alla nascita di superstizioni e rituali propiziatori. Indipendentemente dall'esistenza o meno di leggende, comunque, rispetto agli Indiani, i nomadi Arabi si trovarono particolarmente recettivi all'avvento di un personaggio profetico, Maometto, così come gli ebrei, privati della loro identità geografica e culturale dalle continue lotte intestine tra Giordania e Israele, non trovarono difficoltà ad aderire alla religione cristiana che offriva loro l'avvento di un messia che li avrebbe condotti alla Terra Promessa. Nella creazione della figura di Paul Muad'Dib, Herbert aveva sicuramente presente tutti questi elementi, anche se i personaggi sono tra di loro fondamentalmente diversi. Tra un deserto Arabico pre-Egira, ed un Impero Galattico sotto la dinastia Corrino, non si riscontra una particolare differenza, se si pensa che Arrakis si apre sì su un periodo storico di grandi conoscenze tecnologiche ed umane, ma anche su un periodo immediatamente successivo ad una guerra che ha stravolto abitudini e metodi d'azione; un periodo in cui le problematiche di un pianeta desertico restano 114 R. Thevin-P. Coze, STORIA E COSTUMI DEI PELLIROSSE, op cit; P. Jacquin, STORIA DEGLI INDIANI D'AMERICA, Milano, Mondadori, 1981.

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tali e non si tenta di risolverle, e dove, a causa del carattere nomade delle popolazioni, non si riesce a compiere un censimento preciso. In entrambi i casi siamo di fronte ad un mondo incorrotto (il deserto) in cui vive gente misteriosa (i beduini/i Fremen). In questo mondo si colloca Maometto, per quanto la sua origine sia la città (La Mecca) 115. Siamo di fronte ad una persona di circa quarant'anni, che ha ormai assorbito l'influenza di tutti i principali elementi culturali e religiosi di cui era pervasa La Mecca. Non si può dire che Paul si inserisca altrettanto automaticamente su Arrakis. Innanzitutto è un ragazzo di quindici anni (anche se la sua maturità indotta lo rende uomo velocemente), quindi fisicamente diverso dall'immagine classica del profeta barbuto al quale siamo abituati. Tutto sommato siamo più vicini ad un Cristo predicatore che non ad un Maometto, ma la crudeltà dei metodi di Paul, e soprattutto della popolazione alla quale predica la sua dottrina ci discosta fortemente dal paragone. E' vero che in alcune occasioni anche Gesù ebbe modo di dimostrare un carattere nervoso ed irascibile116, ma non avrebbe mai tollerato un'abitudine classica dei bimbi Fremen, cioè quella di andare a togliere la vita alle vittime agonizzanti della guerra per saccheggiarli117. E comunque, mentre Cristo si dedica anima e corpo per salvare le anime corrotte, predicando in maniera pura e idealista la sua religione, 115 E non si può non pensare alla similitudine del fatto che così come Maometto si inserisce nel deserto, malgrado provenisse da una città, allo stesso modo Paul si inserisce su Dune, malgrado provenisse da un pianeta ricco di acque. 116 "Si avvicinava intanto la Pasqua dei Giudei e Gesù salì a Gerusalemme. Trovò nel tempio gente che vendeva buoi, pecore e colombe, e i cambiavalute seduti al banco. Fatta allora una sferza di cordicelle, scacciò tutti fuori del tempio con le pecore e i buoi, gettò a terra il denaro dei cambiavalute e ne rovesciò i banchi." dal Vangelo secondo Giovanni, 2, 13-15. 117 Durante gli attacchi guerrieri, alla fine dello scontro, era abitudine dei bambini Fremen recarsi sul luogo della battaglia, uccidere i nemici agonizzanti, e saccheggiare comunque i beni di chi restava sul campo. Chiaramente si tratta di un'azione estremamente crudele e difficilmente accettabile da culture differenti, ma non da chi è Fremen, al punto che Alia, la sorella di Paul nata e cresciuta nel siecht, non si fa alcun problema a seguire l'esempio dei suoi coetanei.

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rinunciando a qualsiasi forma di ricchezza, Paul Muad'Dib commercia il suo manto religioso a favore di scopi politici ed economici ben precisi. Malgrado esista una leggenda sull'avvento di un ragazzo che stravolgerà le sorti dei Fremen, questa leggenda necessita di prove su prove, per accertare che colui che si ritiene essere la leggenda vivente non sia un impostore118. Sia nel caso di Maometto che di Gesù e delle sue predicazioni, ci troviamo di fronte ad una predominanza tra i fedeli di esponenti delle classi più sfavorite: questo fatto è da attribuire alla presa maggiore che qualsiasi dottrina di rigenerazione ha su chi ha motivo di dolersi delle proprie condizioni; tanto più in un sistema afflitto da squilibri sociali, come quello della Mecca. Non è invece il caso degli indiani, poiché in una popolazione nomade con tribù a numero esiguo, raramente ci si trova di fronte a manifestazioni di differenze sociali. Nel caso di Dune i Fremen sono gli unici fedeli possibili, anche se un paragone potrebbe essere fatto, naturalmente su livelli differenti, tra le Case Minori del Landsraad e la politica di affiliazione degli Atreides 119. Nel momento in cui un personaggio diventa pericoloso, o il sistema politico ritiene che stia diventando tale, a causa della sua crescente popolarità, è fondamentale che venga eliminato. Per sottrarsi ai pericoli che lo minacciavano, dunque, Maometto

118 L'arrivo di Paul su Arrakis scatena l'emozione dei Fremen, poiché la leggenda diceva che il loro messia sarebbe stato un giovane di un altro mondo, figlio di una Bene Gesserit. Paul chiaramente corrisponde a questa descrizione, ma i Fremen hanno bisogno di prove più concrete che non di questa coincidenza, per evitare di cadere in un errore. La stessa Shadout Mapes, donna Fremen che diventa la governante di Jessica giustifica le sue domande e la sua necessità di prove con il fatto che, dopo aver vissuto per tanto tempo con una leggenda, il fatto che questa si realizzi non sembra vero. 119 Nel caso specifico, le Case Minori sono quei fedeli che più hanno da guadagnare da uno stravolgimento delle gerarchie dell'Impero, quindi siamo nel caso classico in cui non conviene allearsi con il più forte, anzi! Se la famiglia Atreides fosse riuscita nel suo intento di assumere il controllo della spezia e dei Fremen, le Case Minori alleate con loro ne avrebbero tratto un enorme vantaggio.

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fugge. Anche la Sacra Famiglia era ricorsa ad un espediente simile per portare in salvo Gesù120. E anche Paul deve fare la stessa cosa, nel momento in cui mantiene la sua ascendenza Atreides, e dopo la morte del padre. Maometto emigrò a Medina e lì iniziò la sua opera politica, oltre che religiosa. Egli si preparava con pazienza al giorno del ritorno alla Mecca, facendo sfoggio alternativamente di durezza e duttilità. In quanto arabo, non voleva dissociarsi dai capi saldi della filosofia del suo popolo (il Corano è largamente e chiaramente influenzato dall'ottica mercantile, e parla con favore del commercio). Allo stesso modo la fuga porta Paul a trovare rifugio presso una tribù Fremen, nella quale egli viene pienamente accettato, in quanto Liet-Kynes aveva dato delle indicazioni precise circa la possibilità che Paul fosse il messia da tanto tempo atteso. L'accettazione di Paul avviene attraverso lo scontro mortale con Jamis, uomo della tribù, particolarmente pratico e poco dedito alle credenze religiose. Jamis chiaramente sfida il ragazzo, non sapendo di aver a che fare con un signore della guerra. La sfida che lancia Jamis, e il duello che ne segue, fanno parte di un rituale ben preciso, evidenziato di tanto in tanto dalle riflessioni che Jessica compie sull'uso, da parte dei Fremen, di un antico linguaggio religioso 121. Ovviamente Paul ha la meglio, in virtù delle sue capacità tecniche, che mancano all'impulsività animalesca dei Fremen, e uccide Jamis. A questo punto tutto può accadere: una rivolta Fremen contro Paul e la madre, una presa di potere di Paul, un tentativo di fuga, una reazione nevrastenica del ragazzo

120 La fuga di Maometto, così come quella di Gesù, hanno delle similitudini, così come la fuga di Paul dalla casa Atreides assediata dagli Harkonnen. 121 Jamis, che si sente offeso per essere stato disarmato da un ragazzo, cioè Paul, si difende dicendo che era sotto la stregoneria della madre, e invoca la sfida. [...] "I invoke the amtal rule," Jamis said "It's my right." [...] da DUNE, op cit, p. 346. Chiaramente si tratta di una sfida all'ultimo sangue, e nessuno può intervenire. Con la morte di Jamis, e con la fine del rituale di guerra, il Tahaddi-challenge, una nuova cerimonia, quella funebre viene approntata.

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che per la prima volta ha combattuto non con un maestro, ma con un nemico in carne ed ossa, e l'ha ucciso. Al lato pratico non succede nulla. Il rituale è stato rispettato, Paul ha vinto secondo le regole della tribù, quindi Paul fa parte della tribù. In quanto tale, dovrà avere un nome di riconoscimento presso la tribù, e un nome di riconoscimento ufficiale presso tutti i Fremen. La tribù sceglie per Paul il nome di Usul (che nella loro antica lingua significa "la base del pilastro"), Paul sceglie per sé stesso il nome Muad'Dib (che nella loro antica lingua indica un animaletto, il topo canguro della seconda luna). L'abitudine di attribuire nomi pregnanti di significato agli elementi della tribù, sulla base delle imprese compiute soprattutto durante i riti dell'iniziazione, è tipica delle tribù indiane, ed in genere indica l'accettazione dell'individuo nel gruppo. Una volta accettato nel gruppo, Paul Muad'Dib può iniziare la sua sottile azione politica, che, per ovvi motivi, è strettamente legata ad una crescita della sua fama di profeta. Non si tratta certo di una fama mal meritata, visto la sua capacità preveggente, anche se forse il coinvolgimento di un intero popolo in una guerra che potrebbe portare all'eccidio per degli scopi prettamente personali, può sembrare moralmente discutibile. Sicuramente, gli scopi di Maometto erano più idealistici, anche se tutto sommato egli morì troppo presto per poter pensare ad una espansione territoriale; è persino dubbio se Maometto, partito da presupposti rigidamente nazionali (la sua città, la sua terra, il suo popolo), abbia mai avuto il programma di fare dell'Islam una fede ed un sistema etico a carattere universale. In un contesto simile, le predicazioni di Cristo sembrano essere addirittura più utopistiche. Gli ideali di Paul Muad'Dib sono sicuramente più pratici (vuole riconquistare il trono perduto), non ha interesse che il suo manto religioso venga universalmente accettato, anche se questo gli servirà per garantirsi una forza guerriera al suo fianco. Maometto s'impose con le armi dei beduini, ma i suoi obiettivi si confondevano con quelli dei mercanti della Mecca e degli armatori di carovane. Gesù s'impose con i

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dettami della sua fede inattaccabile, morendo per essa e trovando accoliti disposti a fare lo stesso. Paul Muad'Dib sfrutta la carica di cruda violenza di un popolo vissuto nella repressione per anni, ma il suo obiettivo è quello di infrangere la rigidità feudale del sistema per poter affermare i suoi diritti122. Maometto aveva dato ai suoi beduini una divinità in cui credere, un verbo. Lo stesso aveva fatto Gesù, dando ai suoi discepoli un Dio in cui credere. Gli stregoni affidavano i loro riti a Manitù. Il verbo che Paul Muad'Dib offre ai suoi Fremen è la trasformazione ecologica, e quindi il miglioramento delle condizioni di vita. In questo senso, Paul Muad'Dib lotta anche per cambiare le tradizioni, gli assetti, preparare la gente al cambiamento (da una vita vissuta nella tetra protezione della notte, come animali cacciati, alla vita all'aria aperta in un mondo fresco e accogliente); Maometto si era curato di mettere a punto la sua dottrina, ma non aveva certo provveduto a dare un'organizzazione allo stato che andava delineandosi. Allo stesso modo, le gerarchie indiane sono estremamente semplici: un capo che governa sulla tribù, uno stregone che tiene lontano gli spiriti maligni e avvicina quelli benigni, e il popolo. Ma a differenza degli Arabi, gli indiani d'America non trovarono mai una vera unità, neppure sotto l'impeto religioso. Ma forse, semplicemente, non lo volevano, o comunque non lo ritenevano necessario. Ciò che i Fremen sognano è di poter rinverdire il loro pianeta, indipendentemente da ciò che potrebbe accadere agli assetti politici dell'Impero. Ciò che a Paul interessa è

122 Paradossalmente, Paul nel tentativo di ribaltare il sistema a suo favore, non fa altro che riaffermarne i principi. Ciò che vuole è inizialmente riconquistare il trono di suo padre, ma poi punta direttamente al trono dell'Imperatore. E' sicuramente vero che dall'alto è più facile imporre i cambiamenti, però questo implica che Paul comunque dovrà mantenere dettami e codici del vecchio Impero agendo in maniera accentratrice per poter attuare il cambiamento. Il suo tentativo di salire al trono attraverso un matrimonio politico imposto, dunque, non stravolge il sistema, ma lo riafferma anche se con una struttura direttiva differente.

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il riassetto politico dell'Impero a partire dal pianeta i cui prodotti sono fondamentali per la vita della Galassia. Ma non si può dire che a Paul non interessi anche il futuro dei Fremen: le scelte di Paul sono motivate soprattutto dal tentativo di evitare guerre e distruzioni123.

Dune, linguaggio e struttura
"Possiamo paragonare una lingua ad una città: al centro il deadalo delle viuzze e dei grandi edifici storici, poi i più ordinati quartieri borghesi, infine le grandi e geometriche periferie: queste sono il regno delle terminologie scientifiche e tecniche." LUDWIG WITTGENSTEIN.

Il linguaggio in Dune presenta delle particolarità, soprattutto per come il testo è strutturato. Poiché la scrittura per Herbert è soprattutto un mezzo per far riflettere i lettori, egli sceglie di operare attraverso un narratore omnisciente per poter dare una visione a tutto tondo dei personaggi e per fornire al lettore tutti gli elementi necessari alla comprensione dello svolgimento della trama. Herbert non intende nascondere nulla al lettore, ma vuole che la storia cresca insieme a lui. Da questo punto di vista i suoi criteri descrittivi sembrano richiamare i criteri classici dei libri gialli, dove prima o poi lo scrittore darà dei dettagli sulla conclusione, ma, volendo, i lettori possono trarne prima la conclusione,

123 Paul vede nelle sue visioni la grande rivolta della guerra civile, e teme lo spargimento di sangue ed il caos che questa porterà su Arrakis. Però, avendo il terrore che tutto ciò che farà possa portare alla Jihad (come poi effettivamente porterà), tenta di compiere degli atti imprevisti, illudendosi così di poter cambiare il futuro. [...] "Is that the name you wish, Muad'Dib?" Stilgar asked. "I am an Atreides," Paul whispered, and then louder: "It's not right that I give up entirely the name my father gave me. Could I be known among you as Paul Muad'Dib?" "You are Paul Muad'Dib" Stilgar said. And Paul thought: 'That was in no vision of mine. I did a different thing!' [...] da DUNE, op cit, p. 354.

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improvvisandosi detectives124. Quasi a voler dare un fondamento storico alla sua opera, Herbert utilizza l'espediente di far precedere i capitoli da una citazione, estrapolata presumibilmente da enciclopedie redatte tempo dopo i fatti di Dune. In questo modo la prospettiva futura degli avvenimenti di Dune tende ad avvicinarsi ad una prospettiva presente e concreta125. Queste citazioni dal linguaggio altamente formale legato soprattutto al loro carattere enciclopedico provengono da una serie di opere ipoteticamente redatte dalla moglie di Paul Muad'Dib, Irulan Corrino126. E' chiaro che si tratta di narrazioni postume agli 124 D'altro canto la trama di Dune è simile, almeno nei primi passi del testo, alla trama di un romanzo giallo, dove l'intersecarsi di interessi economici e politici portano all'omicidio di un uomo. 125 In un certo senso, Herbert si avvicina all'espediente manzoniano tipico del romanzo storico, cioè tenta di dare una credibilità (vera o artefatta che sia) alla sua opera. 126 I testi che sono di maggior riferimento sono: - Manual of Muad'Dib. - Muad'Dib, Family Commentaries. - A Child's History of Muad'Dib. - Dictionary of Muad'Dib. - Analysis: The Arrakeen Crisis. - The Humanity of Muad'Dib. - Collected Sayings of Muad'Dib. - In my father's House. - Songs of Muad'Dib. - Introduction to A Child's History of Muad'Dib. - Conversations with Muad'Dib. - Arrakis Awakening. - Muad'Dib: Conversations. - Private reflections on Muad'Dib. - The Wisdom of Muad'Dib. - Muad'Dib, The Man. - Count Fenring: a Profile. - Muad'Dib: the Ninety-nine Wonders of the Universe. - Collected legends of Arrakis. Tutti questi ipotetici testi che vengono presentati solo per citazioni sono stati redatti da Irulan, la figlia dell'Imperatore destinata al trono. La scelta di Paul ricade su Irulan, piuttosto che sulle altre figlie a causa della sua vocazione per la scrittura. Infatti il suo compito sarà solo quello di garantire il trono a Paul e di scriverne le prodezze. [...] "That woman over there [Irulan] will be my wife and you [Chani] but a concubine because this is a political thing and we must weld peace out of this

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avvenimenti di Arrakis, volte quindi a sottolineare certi aspetti del personaggio Muad'Dib piuttosto che altri. A decidere gli aspetti della storia da evidenziare non è Irulan, la cui funzione muliebre è solo quella di garantire il trono a Paul, bensì sono la famiglia Imperiale, la CHOAM, la Gilda, il Landsraad e le Bene Gesserit (ossia le maggiori asssociazioni che ruotano intorno agli avvenimenti di Dune), i quali per non stravolgere ulteriormente i fatti cercano di salvare il salvabile contando sul fatto che i posteri non andranno mai a verificare quanto di vero o di falso ci possa essere. Sono dunque citazioni da valutare attentamente sulla base di ciò che effettivamente la storia narra, partendo dal presupposto che durante gli avvenimenti di Arrakis tutti cercavano un controllo sugli avvenimenti, così come essi si stavano svolgendo; una volta perso il controllo della situazione, l'unica cosa da fare era cercare di uscirne dignitosamente, rivedendo in forma scritta i propri punti di vista, e cercando di mostrare un aspetto vittimista nei confronti dell'accaduto, di modo da simulare la rassegnazione a fatti non voluti127. moment, enlist the Great Houses of the Landsraad. We must obey the forms. Yet that princess shall have no more of me than my name. No child of mine nor touch nor softness of glance, nor instant of desire." [...] Jessica whispered. "See that princess standing there, so haughty and confident. They say she has pretentions of a literary nature. Let us hope she find solace in such things; she'll have little else." [...] da DUNE, op cit, p.562. 127 L'omicidio del Duca Leto ne è uno degli esempi più lampanti. Poiché l'Imperatore temeva la potenza Atreides, prende accordi precisi e segreti con il Barone Harkonnen al fine di eliminare il Duca, e questo dal testo emerge chiaramente. Ma secondo quanto afferma Irulan nelle sue narrazioni, l'Imperatore non solo era contrario a questa cosa, anzi, desiderava più di ogni altra cosa che il Duca diventasse il suo giusto successore. All'atto dell'uccisione di Leto, avvenuta a causa di un dente avvelenato che avrebbe dovuto arrecare la morte anche al Barone, nessuno era presente, solo Piter de Vries, il Mentat pazzo del Barone. La morte di Piter salva il Barone Harkonnen, il quale però si trova a dover discutere della morte di Leto con un Bashar dei Sardaukar dell'Imperatore. [...] "My Emperor has charged me to make certain his royal cousin dies cleanly without agony" the colonel bashar said. [...]. da DUNE, op cit, p. 217. Eppure la versione di Irulan differisce. [...] My father, the Padishah Emperor, took me by the hand one day and I sensed in the ways my mother had taught me that he was disturbed. He led me down the Hall of Portraits to the ego-likness of the Duke Leto Atreides. I marked the

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Da un punto di vista della narrazione siamo dunque di fronte ad un duplice piano: uno reale e uno che si potrebbe definire estetico. Il piano reale è quello della storia, dove la narrazione è caratterizzata da una prevalenza di descrizioni, intervallate dal discorso diretto dei personaggi, o dal monologo interiore di alcuni di essi. Il piano estetico è quello enciclopedico della ritrattazione dei fatti per i possibili posteri, caratterizzato da descrizioni a tinte tenui. La storia può essere divisa in tre macrosequenze, come la stessa divisione operata da Herbert indica128. Da un punto di vista linguistico, le cose non sembrano cambiare molto, soprattutto perché il linguaggio è coerente allo svolgimento del testo, e quindi non si trovano grandi differenze liriche.

strong resemblance between them - my father and this man in the portrait - both with thin, elegant faces and sharpfeatures dominated by cold eyes. "Princessdaughter" my father said "I would that you've been older when it came time for this man to choose a woman." My father was 71 at the time and looking no older than the man in the portrait, and I was but 14, yet I remember deducing in that instant that my father secretely wished the Duke had been his son and disliked the political necessities that made them enemies. [...] da DUNE, op cit, p.128. Le affermazioni di Irulan, potrebbero essere vere (se oltretutto si considera il fatto che Irulan è una Bene Gesserit) e giustificare quindi le scelte dell'Imperatore suo padre, ma negli ultimi passi del testo, l'Imperatore rivela tutta la sua agressività offrendo la sua lama al giovane Feyd-Rautha nel duello finale contro Paul, ma quando questi muore sotto i colpi di Paul, egli rivolge altrove la sua speranza di vedere gli Atreides sconfitti definitivamente. [...] The Emperor turned, looked at Count Fenring. The Count met his stare - grey eyes against green. The thought lay there clearly between them, their association so long that understanding could be achieved with a glance. 'Kill this upstart for me, the Emperor was saying. The Atreides is young and resourceful, yes- but he's also tired from long effort and he'd be no match for you anyway. Call him out now,... you know the way of it. Kill him.' Slowly, Fenring moved his head, a prolonged turning until he faced Paul. "Do it!" The Emperor hissed. [...] da DUNE, op cit, p. 559. Come può dunque un uomo che ha tanto rispetto ed ammirazione per un altro uomo desiderare così ardentemente di distruggerne il figlio? 128 Dune è stato diviso da Herbert in tre libri: - Book One: DUNE - Book two: MUAD'DIB - Book three: THE PROPHET.

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Le differenze maggiori si avvertono per forza di cose da un punto di vista semantico. Percorrendo i tre segmenti sembra quasi realizzarsi un peggioramento nelle condizioni di civiltà degli Atreides, che corrisponde proporzionalmente ad un innalzamento delle condizioni di vita dei Fremen. Nel primo libro siamo di fronte a descrizioni impersonali dell'assetto politico e sociale dell'Impero, che acquistano un certo volume grazie ai monologhi o ai pensieri dei personaggi. Tendenzialmente il lettore è portato comunque a cogliere il punto di vista Atreides, piuttosto che quello Harkonnen, sebbene Herbert riporti indistintamente i pensieri dei componenti dell'una e dell'altra famiglia. Ad una amara rinuncia Harkonnen al pianeta della spezia, corrisponde una sorta di adattamento degli Atreides ai nuovi assetti geografici e politici che i piani dell'Imperatore implicano. Emerge chiaramente dalla terminologia l'assetto paramilitare al quale tutti si devono adattare, volenti o nolenti129, sia che si tratti di truppe d'assalto, sia che si riferisca all'autocontrollo Bene Gesserit130. L'unica famiglia poco avvezza ad un rigido controllo militare e dalle gerarchie elastiche sembra essere la famiglia Harkonnen, infatti emerge dal testo che il vecchio Barone è un accentratore, e quindi l'unica figura alla quale fare costantemente riferimento. Ciò non toglie che anche agli Harkonnen i dettami militari siano ben noti, al punto che il Barone è il primo a citare il codice d'onore, nel momento in cui il Duca Leto 129 Nel libro sono frequentissimi passaggi in cui si parla soprattutto di armi, tattiche guerriere e gerarchie militari. Oltreutto lo stesso Paul vive di queste cose, al punto da temere, una volta accettato dal sietch Fremen, di far decadere questo sistema a favore della guerriglia disordinata, che sarebbe disonorevole per una Grande Casa. 130 Nel momento in cui Jessica concepisce un figlio maschio, compie un errore, soprattutto per il fatto che non segue i dettami del suo diretto superiore Bene Gesserit, ma per il fatto che all'autorità Bene Gesserit sostituisce l'autorità della casata del marito. Confonde, quindi le gerarchie, dando ad entrambe la stessa importanza, cosa che la sorellanza non può accettare.

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rifiuta il gesto di pace del Barone e chiede vendetta 131. Questo sottintende un codice cavalleresco o comunque un codice d'onore che deve essere rispettato nell'adempimento dei propri doveri, regali e non. Questo serpeggiare di dettami sottesi e leggi implicite non può non ricondurci ai poemi cavallereschi classici. Un paragone potrebbe essere fatto per esempio tra la figura di Lancillotto e Paul Atreides, e sicuramente molte corrispondenze sono un dato di fatto. D'altronde, essendo la struttura sociale dell'Impero di tipo feudale, non poteva Herbert non considerare l'importanza di determinati aspetti. Maggiore importanza invece viene data ad altri tipi di sottocodici: quelli verbali e non verbali delle Bene Gesserit. Quelli non verbali si riferiscono a gesti, atteggiamenti e posture che persone ben addestrate riescono a leggere e ad utilizzare per comunicare 132. Quelli verbali, di cui Herbert da più esempi, implicano necessariamente la conoscenza di antichi linguaggi o di parole chiave particolari133. Da un punto di vista semantico abbiamo dunque una famiglia reale, gli Atreides, che si trasferisce su un feudo, Arrakis, che una volta era stato dei loro mortali nemici, gli Harkonnen. Il trasferimento su questo feudo porterà da una parte un tentativo Atreides di adattarsi alle differenti abitudini, dall'altra il tentativo di attuare dei cambiamenti nella struttura sociale già esistente.

131 [...] "Kanly, is it?" the Baron asked. "Vendetta, eh? And he uses the nice old word so rich in tradition to be sure I know he means it" [...] da DUNE, op cit, p. 26. 132 [...] Jessica said: "It's a maker-" "Eighe-e-e-e!" Mapes wailed. It was a sound of grief and elation. She trembled so hard the knife blade sent glittering shards of reflection shooting around the room. Jessica waited, poised. She had intended to say the knife was a maker of death and then add the ancient word, but every sense warned her now, all the deep training of alertness that exposed meaning in the most casual muscle twitch. [...] da DUNE, op cit, p. 70. 133 Per esempio, nel momento in cui gli Atreides prendono possesso della reggia di Arrakeen, dove non tutti i pericoli sono stati eliminati, una collega di Jessica lascia un messaggio assolutamente non equivoco, eppure estremamente significativo.

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Nel secondo libro il campo d'azione si restringe all'inserimento degli Atreides sopravissuti nel sietch Fremen. Siamo sempre di fronte ad un clima rigidamente militare, visto le condizioni di vita dei Fremen, ma qui gli obiettivi sono diversi: non si tratta di economia o politica, gli assetti militareschi sono qui dettati dall'esigenza di sopravvivere. Nel caso dei Fremen, la sopravvivenza sembra essere garantita dalla presenza del'elemento religioso. Abbiamo dunque la presenza quasi opprimente di una lingua religiosa che viene utilizzata solo per particolari momenti rituali 134. Naturalmente, a mano a mano che Paul prende confidenza con determinati atteggiamenti assorbe in parte certe abitudini, ma ne crea anche delle altre 135. Semanticamente, abbiamo un ragazzo (Paul), che si rende conto di essere il paragone costante con il tanto atteso messia (Lisan-al-Gaib), e che quindi legge con il suo pensiero ogni azione compiuta in termini di mito e leggenda. In questa

134 [...] She [Jessica] was bending to seek out the hidden message. It had to be there. The visibile note contained the code phrase every Bene Gesserit not bound by a School Injunction was required to give another Bene Gesserit when condition demanded it: "On that path lies danger". [...] da DUNE, op cit, p. 91. Allo stesso modo, in un altro passo del testo, Jessica viene messa alla prova dal dottor Kynes, circa la sua conoscenza dell'antico Chaboska. [...] He spoke directly to Jessica: "Do you bring the shortening of the way?" [...] '..The shortening of the way'. In the old tongue, the phrase translated as 'Kwisatz Haderach'. [...] da DUNE, op cit, p. 156. Sono parecchi i momenti in cui i Fremen comunicano nel loro antico linguaggio, il Chaboska. Si tratta di un linguaggio che Jessica conosce in quanto Bene Gesserit, e che Paul impara ad apprendere come Fremen. E' un linguaggio i cui suoni sono vagamente riconducibili ad una lingua arabeggiante, o comunque di ceppo medio-orientale, anche se Herbert non nasconde che in questo senso la sua più grande ispiratrice fu la nonna materna, il cui storpiatissimo dialetto irlandese era ormai diventato incomprensibile persino ai componenti della famiglia. 135 Paul ovviamente è solo la punta dell'iceberg in tutta questa faccenda. A seguire le sue sorti sono come lui i suoi amati maestri d'infanzia. Abbiamo dunque un Gurney Halleck, che durante la sua fuga trova rifugio presso i contrabbandieri. Si tratta per lui di adattarsi a metodi dilotta nuovi, volti non a uccidere il nemico, ma a raggirarlo, e se serve a lasciarlo addirittura in vita. Una sorte ben peggiore toccherà invece a Thufir Hawat, il Mentat degli Atreides, che preso prigioniero è costretto a offrire suoi servigi agli Harkonnen. Anche qui lo scopo è solo la sopravvivenza fino al giorno in cui potrà rivedere il figlio del suo Duca (alla cui morte non vuole credere); nell'attesa, non gli resta che servire i suoi nuovi padroni, gettando però sfiducia e malcontento tra i componenti della casata.

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seconda parte, Paul avverte come non mai il peso della sua visione e le responsabilità che la sua accettazione del manto religioso implicano. Le vede, le analizza, e agisce come i Fremen vorrebbero che lui, la leggenda umana, agisse. Non si può essere veramente sicuri che Paul agisca così perché questo è ciò che vuole veramente, e forse non ne era sicuro nemmeno Herbert. Se il suo scopo era veramente quello di descrivere le convulsioni messianiche di una società, allora Herbert non poteva usare un eroe cosciente, perché la sua analisi sarebbe partita da presupposti falsi, o comunque poco credibili136. Siamo quindi di fronte ad un leader la cui leadership non è assolutamente il risultato di una conquista carismatica, ma è il semplice compiersi dei fatti. Da questo punto di vista, chiunque, una volta atterrato su Arrakis avesse compiuto determinate azioni in maniera anche casuale avrebbe potuto essere additato come "Lisan-al-Gaib". E di questo se ne rendono conto persino i Fremen, al punto da pretendere delle conferme dirette e indirette da Paul e da sua madre. Tuttavia, una volta accettato dalla tribù, Paul non può intervenire sullo svolgimento dei fatti. Siamo però ancora di fronte ad un Atreides che si adatta ai Fremen, al punto che parla da Fremen, ma agisce da Atreides. Nel terzo libro, invece, abbiamo un Fremen che probabilmente non ha rinnegato la sua discendenza (non può farlo, altrimenti sarebbe costretto a rinunciare al suo titolo nobiliare e al trono di Imperatore), però ha gettato alle spalle il suo passato137.

136 Se Paul avesse saputo già dall'inizio quale era il suo destino, saremmo stati di fronte alla storia di un eroe mercenario che sfruttando una leggenda religiosa metteva mano agli interessi di una galassia. Herbert parte invece da presupposti completamenti diversi. 137 E' evidente la differenza tra la lotta di Paul contro il Fremen Jamis, dove Paul agiva da combattente secondo le regole Fremen ma richiamando costantemente alla memoria gli insegnamenti dei suoi maestri d'armi, e la lotta di Paul per il trono contro il cugino Feyd-Rautha Harkonnen, dove ormai le nozioni sono talmente acquisite da perdere ogni significato linguistico e diventare azione fisica pura. E' Paul che riflette su ciò che osserva per decidere la sua tattica.

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A questo punto, osservando l'evolversi dei fatti da un altro punto di vista, i Fremen hanno ragione, e la filosofia dei Fremen diventa la filosofia di Paul138. Il cambiamento soprattutto nel modo di esprimersi di Paul Muad'Dib, il senso di potere che emana e il controllo che riesce ad esercitare su cose e persone, fanno capire come l'eroe sia ormai pronto alla conquista finale, che in questo caso è rappresentata dalla sua salita al trono. Semanticamente, la ritualità Fremen viene sempre mantenuta, tranne che nel palazzo reale di Arrakeen, perché lì dove Paul Muad'Dib rivendica il trono Atreides, le formalità vanno rispettate. Malgrado questo susseguirsi di fatti e cambiamenti, la narrazione mantiene una sua coerenza linguistica, priva di sbalzi o di brusche inversioni. Tutto avviene in maniera misurata, ogni espressione è la logica conseguenza delle altre, al punto che il lettore è quasi portato a vivere la vicenda più dall'interno che non dall'esterno, malgrado il processo di identificazione con il personaggio Paul risulti essere difficile. Sebbene infatti l'opera sia ricca di descrizioni, uno spazio importante è dedicato ai pensieri dei personaggi. Ben lontano dal volersi affidare alla ben nota tecnica del "flusso di coscienza", Herbert utilizza i pensieri dei suoi personaggi per più scopi. Innanzitutto la possibilità di poter entrare nell'intimo di un personaggio può farne percepire le paure e i desideri, portando ad una maggiore comprensione delle azioni. Il pensiero inoltre puntualizza meglio l'identità del personaggio favorendone una

138 Ciò che vogliono i Fremen è la riconquista della loro dignità di uomini. Vogliono tornare a vivere sulla superficie, di giorno, senza la paura di essere cacciati e senza la paura di morire di sete da un momento all'altro. Paul nelle sue visioni vede l'avverarsi di questo solo dopo una grande guerra che porterà morte e sofferenze (la Jihad, appunto). Che poi questa guerra porti morte, o che sia il risultato di un'esigenza di ridistribuzione genetica, per un Fremen, ha un'importanza relativa, e Paul non può sottovalutare questo fatto. Però, come Mentat non può neppure evitare di analizzare le cose per quelle che esse sono, e di vedere le conseguenze a cui determinate azioni possono portare.

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descrizione a tutto tondo, più vitale, sia perché il personaggio si rivela nei suoi pensieri, sia perché i pensieri di un personaggio possono descriverne un altro. Ma più spesso di quanto non si possa credere, Herbert utilizza i pensieri dei suoi personaggi per puntualizzare delle problematiche riconducibili ai problemi di tutti i giorni139, utilizzando il corsivo per riportare di tanto in tanto il lettore sul pianeta Terra. Un discorso interessante va fatto sulla scelta dei nomi che Herbert attribuisce di volta in volta a luoghi e persone. Al di là dei nomi che vengono attribuiti alle varie zone del deserto di Arrakis, e che sono sicuramente postumi agli avvenimenti di Dune140, c'è un'altra tradizione interessante a cui Herbert fa capo, ossia l'attribuire dei nomi pregnanti di significato alle persone appartenenti a determinati gruppi. Questa usanza Fremen, sicuramente ripresa da Herbert dalle usanze degli Indiani d'America, dà delle indicazioni interessanti non solo sul linguaggio, ma anche su come un personaggio viene accolto e caratterizzato dalla tribù. Al di là, dunque, delle varie diciture religiose che annunciano Paul come Lisan-alGaib, vediamo che l'accettazione di Paul da parte dei Fremen avviene innanzitutto attraverso il superamento di una prova (la sfida contro Jamis), poi attraverso l'attribuzione di un nome, che sarà il nome che Paul userà solo in privato con gli

139 Uno dei personaggi che più agiscono in questo senso è Jessica, il cui addestramento particolare la porta ad essere ritenuta una privilegiata. In un particolare momento della narrazione in cui lei e Paul si trovano abbandonati alle soglie del deserto sapendosi in mano del nemico a causa di una trappola, Jessica riflette su come ella si trovi a vivere in un mondo di intrighi e di insincerità. [...] 'Plans, whithin plans, whithin plans.' Jessica thought. 'Have we become part of someone else's plan now?' [...] da DUNE, op cit, p. 263. 140 Herbert in prima pagina, prima ancora di scrivere qualcosa del romanzo, pone una cartina di Arrakis, con le varie suddivisioni in zone più o meno accessibili. Se si trattasse di una cartina normale, la si potrebbe definire un po' piatta e poco indicativa. Ma guardandola come mappa di un deserto (perché in fondo Arrakis è solo roccia e deserto) risulta essere estremamente leggibile. Ovviamente, in essa sono indicati i nomi delle località molti dei quali postumi agli eventi narrati (tra questi saltano all'occhio il Monte Idaho, e Duncan Idaho era uno degli amati maestri d'armi di Paul, morto in difesa del Duca Leto, e Sihaya Ridge, dove Sihaya è il nome Fremen attribuito da Paul a Chani).

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stessi compagni di tribù (in questo caso a Paul viene attribuito il nome di Usul che in lingua Chakobsa vuol dire la base del pilastro), e poi ancora attraverso il nome con il quale lui sceglierà di essere conosciuto da tutti i Fremen. Se provassimo quindi a rianalizzare il personaggio Paul sulla base di questo fatto, rischieremmo di trovarci di fronte a tre personalità: - Paul, l'Atreides, cioè il signore della guerra addestrato come Mentat, il cui compito sarà, un giorno, prendere il posto di suo padre e governare sul suo regno. - Usul, la base del pilastro, ossia il ragazzo che insegnerà agli uomini Fremen le tecniche guerriere e l'arte del combattimento che hanno permesso a lui, il ragazzo, di vincere in duello un uomo, Jamis. - Muad'Dib, il topo-canguro, che vive di notte nutrendosi di cibi ricchi di acque e conservando l'acqua in eccesso in speciali sacche141. Ma Paul è sempre lo stesso 142, mantiene cioè un atteggiamento coerente in qualunque delle tre situazioni si venga a trovare: come Atreides non rinuncia alle formalità di corte, né al suo regno; come Fremen non rinuncia ai suoi sogni ecologici, né alla sua donna. L'unico Paul che sembra essere perso in questo frangente è il bambino con la sua infanzia. E' però altresì vero che l'infanzia di Paul, così come si capisce subito dai primi passi del testo, non è stata la classica infanzia di ogni bambino. Al di là degli scopi estrinsechi ed intrinsechi dell'opera, Dune si presenta come un romanzo linguisticamente molto articolato, senza per questo risultare frammentario,

141 Questa progressione è importante in quanto segna anche linguisticamente i cambiamenti che di volta in volta vengono affrontati. Idealmente, sulla base del glossario che Herbert stesso redige per aiutare la comprensione del testo (non dobbiamo dimenticare la data di pubblicazione di Dune che è il 1963), e sui dati che a mano in mano si raccolgono durante il testo sulle varie espressioni Chakobsa, si potrebbe tentare un'ardita ma non impossibile ricostruzione filologica dell'antico linguaggio, a partire dalle precise traduzioni che Jessica opera quando certe espressioni vengono usate. 142 Questo fatto, d'altro canto, avvicina maggiormente la figura di Paul alla figura di Cristo, come abbiamo già visto (vedi cap. 4).

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in cui comunque coerenza narrativa e linguistica procedono di pari passo.

Libro e film, analogie e differenze

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"DUNE è un film indirizzato come nessun altro ai sensi dell'udito e della vista: vi costringe a partecipare, e non vi permette di rimanere là seduti mentre si svolge per voi." - FRANK HERBERT. Il romanzo di Dune, come tutte le opere ritenute degne di una qualche importanza ha avuto anche un seguito commerciale. Non siamo ai livelli di una

commercializzazione sullo stile di Guerre Stellari, ma si tratta comunque di un seguito cinematografico e di più versioni della storia tramutate in videogioco. Non dobbiamo dimenticare che Dune in America è considerato un classico della letteratura, e dunque il passaggio dal testo scritto allo schermo era inevitabile. Il film Dune diretto da David Lynch, non ha avuto il successo del libro (che comunque in Italia resta un opera piuttosto sconosciuta, tradotta solo molti anni dopo la sua prima uscita in America), ed è comprensibile se si pensa a tutte le tematiche che nel libro Herbert affronta e va a sviscerare. D'altro canto, a causa dei numerosi monologhi interiori e dell'influenza dei pensieri dei personaggi, non era nemmeno possibile riuscire a definire nel dettaglio le tematiche del testo. Non solo; dobbiamo considerare il fatto che Dune, per quanto qui trattato come opera a sé stante, è comunque il primo di una fortunata serie di sei testi. Sicuramente si tratta di seguiti che non esisterebbero se non ci fosse stato il primo (è impensabile leggere gli altri testi senza avere ben presente ciò di cui parla il primo), e che comunque può essere letto indipendentemente dagli altri143. Secondo il parere di Lynch, riuscire a portare Dune sugli schermi in maniera quasi integrale (non integrale), avrebbe significato una produzione cinematografica della durata di almeno cinque ore, e dunque da destinarsi al cinema d'essay o a puntate televisive. L'idea comunque era quella di verificare l'exploit cinematografico per poi

143 Gli altri testi sono: DUNE MESSIAH, CHILDREN OF DUNE, GODEMPEROR OF DUNE, HERETICS OF DUNE, CHAPTER-HOUSE DUNE.

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essere rivisitato in forma diversa.144 L'unico modo per dare una forma visibile ai pensieri e alla filosofia di Dune dunque era studiare una forma cinematografica basata sul palinsesto della storia di Dune, sostituendo dettami strategici e politici, teorie e discipline mentali con qualcosa di più concreto e tangibile. Fu Herbert stesso a scriverne la sceneggiatura, dietro ovviamente le direttive di Lynch. Fu un'esperienza che al tempo stesso lo impegnò e lo divertì. Chiaramente, malgrado i suoi tentativi di imporre determinate decisioni, il film risulta essere abbastanza diverso dal libro. D'altronde partendo dal presupposto che il cinema è soprattutto industria, bisognava trovare un modo di portare il romanzo sugli schermi senza rischiare troppo (per esempio, rielaborando la trama in maniera un po' esemplificata, dando più importanza ai fatti concreti che non alle ipotesi potenziali). Secondo Herbert il film Dune da questo punto di vista è il risultato di un paradosso: è il prodotto di un'industria che aspira ad essere creativa e cerca di evitare grossi rischi. E questo per questioni di politica aziendale. La versione cinematografica dunque si apre sugli assetti dell'Impero Galattico, spiegati da Irulan, la figlia dell'Imperatore, la cui voce fuori campo ritorna più volte a dare delle spiegazioni sui passi della pellicola di più difficile interpretazione. La spiegazione di Irulan è decisamente breve e concisa, e serve solo a dare un'idea di quali siano le forze in gioco per la conquista del controllo del pianeta delle Dune 145. 144 "Delle cinque ore originali del film, dalla sala di montaggio sono emersi soltanto i due quinti." da F. Herbert, LA STRADA PER DUNE, traduzione di Marco Gaffo, Milano, 1990. 145 All'inizio del film, appare Irulan, che narra : "Il principio è un periodo di delicati equilibri. Sappiate che questo è l'anno 10191. L'universo conosciuto è governato dall'Imperatore Padishah Shaddam IV, mio padre. In questo periodo la più preziosa e vitale sostanza dell'universo è il melange, la spezia. La spezia allunga il corso della vita, la spezia aumenta la conoscenza. La spezia è essenziale per annullare lo spazio. La potente Gilda spaziale e i suoi navigatori, che la spezia ha trasformato nel corso di oltre quattromila anni, usano il gas arancione della spezia che conferisce loro la capacità di annullare lo spazio. e cioè di viaggiare in qualsiasi parte dell'universo senza mai muoversi. Oh, già, ho dimenticato di

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La scena, dopo questa prima spiegazione di base con il volto di Irulan in primo piano, si apre su un rapporto segreto della Gilda, la quale temendo problemi per la raccolta della spezia, invia un navigatore direttamente dall'Imperatore. Nella sala del trono, dove l'Imperatore lo riceve, questo essere stranissimo individua i loschi piani dell'Imperatore. Egli capisce che ci sono dei meccanismi per cui si sta cercando di far cadere la casata Atreides, e che l'Imperatore per farlo utilizza la casata Harkonnen. La scusa che l'Imperatore adduce al suo personale interessamento a sfavore della famiglia Atreides, è la nuova arma che la stessa famiglia ha messo a punto.146 L'introduzione del Modulo Estraniante (così viene chiamata la nuova arma) è la concretizzazione di tutte le tematiche astratte che il testo affronta. L'Imperatore parla di queste sue paure, in parte condivise dal navigatore della Gilda e dagli associati del Landsraad, ma il navigatore della Gilda afferma che le sue vere preoccupazioni si rivolgono al giovane Paul Atreides. Non vengono date ulteriori

dirvelo. La spezia esiste su un solo pianeta nell'intero universo conosciuto. Un arido e desolato pianeta con vasti deserti. Nascosta tra le rocce in queste zone desertiche vive una popolazione conosciuta come i Fremen che attende secondo un'antica profezia l'avvento di un uomo, un messia, che li guiderà finalmente verso la vera libertà. Il pianeta è Arrakis, conosciuto anche come Dune." 146 Spiega l'Imperatore: "Gli Atreides stanno mettendo a punto una arma segreta, usando tecniche a noi sconosciute, tecniche che sono basate sul suono. Il Duca sta diventando sempre più popolare nel Landsraad, e questo è una minaccia per noi. Ho ordinato alla casa Atreides di occupare Arrakis per estrarre la spezia e rimpiazzare i loro nemici, gli Harkonnen. La casa Atreides non rifiuterà, convinta di assicurarsi così un enorme potere. Dopodiché al momento opportuno il Barone Harkonnen attaccherà Arrakis e sferrerà un attacco contro la casa Atreides; ho già promesso al Barone cinque legioni dei miei spietati guerrieri Sardaukar." "E così gli Harkonnen ti libereranno dalla casa Atreides". Conclude il navigatore della Gilda. "Si". Ma a questo punto il navigatore della Gilda prospetta il problema Paul, problema condiviso dalla Reverenda madre. "Noi da parte nostra prevediamo un piccolo problema all'interno della casa Atreides: Paul. Paul Atreides. [...] Vogliamo che venga ucciso". E con questa affermazione il colloquio si conclude.

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spiegazioni se non che il giovane Paul deve essere eliminato. A considerare questa alternativa è anche la Reverenda Madre Gaius Helen Mohiam, veridica dell'Imperatore, che non assiste all'incontro per espressa richiesta del navigatore. Al termine dell'incontro, la Reverenda Madre riunisce un gruppo di accolite e parte per Caladan147. Nuovamente subentra la voce fuori campo di Irulan, che spiega i programmi genetici delle Bene Gesserit. In breve, la pellicola getta luce sulle tre famiglie in gioco (Harkonnen, Atreides e Corrino), sulla Gilda e sulle Bene Gesserit (in quanto forze che si preoccupano della produzione della spezia), e su Paul Atreides. La scena si sposta su appunto su Paul che studiando la geografia su terminale dà delle precise indicazioni spaziali e temporali sulla Galassia. L'arrivo dei suoi maestri (Gurney Halleck, Thufir Hawat e il dottor Yueh) dà delle precise indicazioni sul tipo di educazione guerriera che Paul ha ricevuto. Paul e Gurney, infatti, iniziano ad esercitarsi con lame e scudi. Il dottor Yueh spiega a Paul i vermi di Arrakis, e la presenza dei Fremen, mentre Thufir lo avvisa che vermi e deserto non saranno gli unici pericoli a cui andranno incontro. Vedendo nello spostamento di feudo la trappola che l'Imperatore ha teso, Paul si chiede perché suo padre ha accettato, e Thufir risponde che è perché ormai gli Atreides hanno pronta la nuova arma. Paul indossa dunque il Modulo Estraniante, che consiste in un amplificatore di pensieri distruttivi, che emette un suono in grado di distruggere ogni cosa. Da un punto di vista letterario, il Modulo Estraniante potrebbe essere un incongruenza. L'Impero Galattico, durante i fatti di Arrakis, esce da una terribile guerra, il Jihad Butleriano, che ha portato la distruzione di macchine tecnologiche e computers, al

147 Dice la Reverenda Madre : "Dobbiamo scoprire il più possibile su Paul Atreides."

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punto da far acquisire un'importanza fondamentale alla spezia, che ha la capacità di ampliare la conoscenza. In questo senso il libro tratta con dovizia di particolari l'arte del combattimento, inteso proprio come danza guerriera di lame e scudi, perfettamente in linea dunque con l'ambientazione feudale che Dune riproduce. In questo senso dunque l'introduzione del mezzo tecnologico risulta essere un'incongruenza nei confronti del regolare svolgimento della storia. Ad ogni modo, la pellicola continua con un colloquio padre/figlio, in cui il Duca Leto appare ancora forte e sicuro. La notte, Paul sogna, ma i suoi sogni sono interrotti dall'arrivo della Reverenda Madre. Qui le sequenze visive sono un po' diverse da quelle narrative, perché si agisce a favore della chiarezza per lo spettatore. Il film si vede per intero, quasi di un fiato, e in un film è più difficile riuscire a dare un senso di contemporaneità ai fatti, per cui si cerca di istituire una sorta di cadenza cronologica, per evitare confusioni di tempi e luoghi. Paul a questo punto sostiene la prova del Gom Jabbar. Questa scena che ricalca perfettamente i dettami del testo aiuta a ben visualizzare i poteri mentali delle Bene Gesserit, attraverso il dolore indotto che Paul sperimenta148. Una sola cosa pone la differenza sostanziale tra il Paul Atreides che un lettore si può immaginare e l'attore che lo impersona. Mentre il testo dà riferimenti precisi relativamente al fatto che Paul fosse un po' basso per la sua età, nel film l'attore è un uomo robusto ed alto (più alto del personaggio del Duca Leto suo padre). E' un dettaglio la cui importanza è comunque relativa, visto che nel film il programma

148 La scena è pervasa soprattutto da voci fuori campo che rappresentano i pensieri dei personaggi. L'immagine mostra la mano di Paul che brucia e si consuma lentamente, mentre i pensieri di Paul sono rivolti alle litanie che la madre Bene Gesserit gli ha insegnato.

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genetico delle Bene Gesserit resta cosa abbastanza sottesa, al punto da eliminare la presenza di due personaggi importanti nel libro, il Conte e Lady Fenring 149. A questo punto entrano in scena gli Harkonnen, ed è quasi impressionante come, cinematograficamente, buoni e cattivi siano ancora più differenti. Di fronte alla famiglia Atreides, una famiglia di persone ordinate, pulite, ben vestite, fisicamente slanciate, troviamo la famiglia Harkonnen. La dovizia di particolari sul grado di disordine, mancanza di igiene e perversità del Barone Harkonnen è a dir poco lacerante. Costui, la cui obesità lo costringe a muoversi su sospensori, perché ormai le sue gambe non possono più reggere il suo peso, è circondato dai due nipoti, Feyd Rautha e Rabban. Sulla figura di Rabban potrebbero nascere delle perplessità. Rabban, nel testo non viene molto descritto. Secondo l'enciclopedia di Dune, redatta sulla base di ciò che i sei libri lasciano ad intendere, ed in parte ricostruita, all'epoca di Dune Rabban doveva essere di circa vent'anni più vecchio di Feyd. Ma dal testo questo non sembra emergere. Vero è che dai dettagli sugli alberi genealogici della famiglia Harkonnen, Rabban è effettivamente più vecchio, ma la cosa non viene notata neppure a livello cinematografico. Eppure è importante, perché spiega le scelte logiche del Barone150. L'aspetto perverso del Barone Harkonnen viene qui stressato subito dalle prime immagini. Da un punto di vista narrativo, ciò che Herbert dà quasi per scontato, viene reso a 149 Il programma genetico viene citato da Irulan, la cui voce fuori campo spiega perché la Reverenda Madre era tanto interessata a Paul, però nel film la cosa sembra avere importanza solo di per sé, in quanto non si fa nessun riferimento ai Conti Fenring, che invece nel libro, da questo punto di vista, rivestivano una certa importanza. 150 Il piano del Barone, è quello di mettere Rabban a capo di Arrakis, una volta distrutti gli Atreides. Il compito di Rabban sarà quello di spremere Arrakis, arrivando a farsi odiare (cosa che farà effettivamente, visto che Rabban verrà ricordato come The Beast). In questo modo, pensa il Barone che vuole Feyd come erede, il cambiamento da Rabban a Feyd sarà ben visto e Feyd sarà accettato come Feyd il buono.

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livello di effetti speciali nel film. Per esempio si dà molta importanza al viaggio spaziale che da Caladan porta la Famiglia Atreides su Arrakis. L'annullamento dello spazio da parte dei navigatori della spezia (che vengono riprodotti come mostri informi, che galleggiano in vasche piene di gas arancione) viene riprodotto in termini di immagine in maniera molto efficace. Lynch crea i presupposti scenici per dare un'immagine concreta a questo fatto: si tratta di alcuni minuti di grande effetto, durante i quali la famiglia Atreides, a bordo di ciò che potrebbe essere un'astronave, si trova in uno spazio particolare che si tinge di calde tinte arancioni (che richiamano quindi il gas della spezia) dove si muove un navigatore che crea con dei getti di luce due pianeti, quello di partenza e quello di arrivo, eliminando, come in un vortice, lo spazio nel mezzo. L'arrivo degli Atreides è annunciato da una donna i cui occhi di colore azzurro nell'azzurro la distinguono come una donna Fremen. Ella cita la profezia, e subito dopo la voce fuori campo di Irulan descrive l'insediamento degli Atreides su Arrakis. L'arrivo della famiglia Atreides su Arrakis rispecchia la narrazione, sia dal punto di vista della frenesia dell'insediamento, alla scoperta delle trappole Harkonnen, sia dal punto di vista della novità dell'ambiente per Paul. A porre l'accento sull'importanza dell'acqua su Arrakis, non sono tanto atteggiamenti e fatti, come nel libro, ma precise indicazioni che gli altoparlanti danno alle truppe sull'importanza dell'acqua e della sua conservazione. Sono stati fatti ovviamente dei tagli logistici per questioni di realizzazione. In questo senso molti aspetti fondamentali vengono a mancare, come per esempio il patto che lega Stilgar al Duca Leto (lo sputo sul tavolo, cioè il dono dell'acqua che per i Fremen ha lo stesso valore del vincolo di sangue), oppure la distillazione dei cadaveri per non perdere acqua. L'incontro con il fiero Planetologo Imperiale segue i dettami del testo, sia dal punto di vista della storia, che dal punto di vista della leggenda del Lisan-al-Gaib. La

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leggenda però viene richiamata solo dai pensieri di Liet Kynes, al punto che non sembra che la popolazione Fremen risenta molto dell'arrivo degli Atreides. La visita alle miniere di spezia segue rigorosamente la descrizione del testo e aiuta a ben visualizzare il processo di estrazione della spezia e gli interventi del verme. La storia qui varia. C'è sempre l'intervento del traditore (il dottor Yueh) che aiuta gli Harkonnen a distruggere gli Atreides, ma qui la motivazione del Barone non è solo quella di eliminare il suo nobile avversario e famiglia, bensì quella di vedersi consegnati i piani del Modulo Estraniante, che peraltro viene distrutto durante la battaglia che vede gli Harkonnen riprendere il possesso del palazzo reale di Arrakeen151. Non essendoci, nel film, la figura dei conti Fenring, viene a mancare la scoperta di un giardino umido all'interno del palazzo, cosa che nel libro era esemplificativa dei sottocodici verbali delle Bene Gesserit. C'è comunque una scena in cui Jessica, sospettando Yueh, utilizza tutti i suoi sensi e i suoi metodi per cogliere qualche segnale. I suoi pensieri sono evidenziati da una serie di ingrandimenti dei dettagli del volto di Yueh. Non solo. Viene completamente a mancare la scena del banchetto di benvenuto, durante la quale il Duca si rivelava in alcuni atteggiamenti poco consoni al suo nobile stato, in cui Kynes si rivelava come Fremen indottrinato dalla leggenda sul messia, in cui Gurney incontrava Tuek, il capo dei contrabbandieri che l'avrebbe accolto al suo seguito dopo la disfatta degli Atreides. Non si può dire che manchi una parte fondamentale, però sicuramente determinati dettagli su abitudini e codici d'onore scivola in secondo piano, e ciò che conta è la storia nel concreto, cioè nell'insieme dei fatti visibili e spiegabili, più che nell'insieme di forze e variabili, come se si realizzasse una sorta di dualità tra ciò è

151 Hawat entra in una stanza, con le pareti piene di scaffali in fiamme e fra sé e sé pensa: 'I moduli estranianti...Distrutti! '

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in potenza e in atto152. Ovviamente Paul fa sempre parte di una leggenda, è sempre il Lisan-al-Gaib, e non manca la figura della Shadout Mapes. E' una figura che però resta fine a sè stessa, in quanto non compie l'azione fondamentale che era quella di mettere alla prova Jessica. La figura c'è, ma come altre cose del film, sembra che compaia più per un riguardo nei confronti delle aspettative dei lettori di Dune più che per un effettivo procedere della storia. La figura della Shadout Mapes, che si distingue per la sua storpiezza sulle altre e per il fatto che avvicina Paul, nel testo è un personaggio importantissimo mentre nel film dà tutta l'idea di esserlo, ma le sue azioni non si compiono e resta quindi un personaggio di contorno la cui presenza poteva essere tranquillamente eliminata. Ci sono cioè cose che si intravedono sullo sfondo, sembrano essere importanti, ma non si concretizzano in niente. Forse perché l'insieme di immagini intercalate dai dialoghi o di tanto in tanto da voci fuori campo non riescono a dare la giusta visione d'insieme che un testo scritto può dare. La sceneggiatura procede dunque sulla falsariga del libro fino alla morte del Duca Leto e alla fuga di Paul e Jessica nel deserto, fuga che non è pilotata da Liet Kynes (che viene semplicemente catturato e ucciso dagli Harkonnen), ma che vede comunque l'approdo di Paul e Jessica tra la tribù di Stilgar. Questa morte semplicistica di Kynes toglie l'opportunità di mettere a fuoco le sue riflessioni sulle teorie dell'errore e del caos che egli compie con lo spettro di suo padre. Tutto l'aspetto ecologico e filosofico della faccenda, dunque, viene a

152 Ovviamente, il film non può riprodurre il libro. Però, l'intervento di voci fuori campo, che a volte spiegano i fatti e a volte sono i pensieri dei personaggi, sembrano il tentativo di mantenere l'assetto del testo. Paradossalmente però questo riafferma quella differenza sostanziale tra testo scritto e pellicola che si cerca di minimizzare, al punto da rendere lo svolgimento della pellicola poco comprensibile in alcuni punti.

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mancare, a favore di un'azione che per questo motivo spesso sembra incoerente. Le visioni di Paul nel deserto, differiscono leggermente da ciò che viene trattato nel libro, anzi dal film, addirittura, emerge che Paul è veramente lo Kwisatz Haderach153. L'incontro con Stilgar sembra avvenire come il libro narra, con la differenza che la tecnica del combattimento nella sceneggiatura diventa la tecnica estraniante, e non c'è lo scontro con Jamis. Nel testo, lo scontro con Jamis assumeva un ruolo fondamentale per tutte le conseguenze che esso comportava: 1. La sacralità del rito del duello, un duello all'ultimo sangue. 2. La capacità di Paul di adempiere agli insegnamenti dei suoi maestri per la prima volta in uno scontro vero. 3. L'uccisione di Jamis da parte di Paul, e le conseguenti reazioni della tribù che vedevano in Jamis un ottimo combattente e in Paul solo un ragazzo. 4. L'acquisizione da parte di Paul dei litri d'acqua di Jamis, rappresentati da un insieme di anelli di diversa misura. 5. La richiesta di Paul a Chani di conservare gli anelli per lui (senza sapere che tale azione implicava una dichiarazione ufficiale d'amore). 6. L'acquisizione da parte di Paul della responsabilità della famiglia di Jamis (la moglie Hara e due figli). 7. L'attribuzione dei nuovi nomi Fremen di Paul. 8. L'accettazione pacifica della morte da parte dei Fremen. 9. Il rito dei doni del morto che alimenta la leggenda di Paul nel momento in cui egli piange. 10. La distillazione del corpo di Jamis, secondo il criterio che quando un Fremen muore, la carne gli appartiene ma l'acqua è della tribù. 153 Nel deserto, quando Paul afferma che grazie agli insegnamenti di Jessica , la spezia sta allargando la sua conoscenza, dice "Adesso vedo. Adesso riesco a vedere". A queste parole, Jessica pensa: 'Allora è lui! [...] Sa tutto!'.

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Lo stesso incontro con Chani, che avviene nel medesimo frangente, non è caratterizzato dal clima di guerra che ci si aspetterebbe da ciò che si conosce del libro, ma avviene mediante l'osservazione di Paul che individua in Chani la ragazza che egli sognava, e che come prima caratteristica ne nota la bellezza 154. La tradizione Fremen dell'attribuzione dei nomi, diventa una cosa quasi scontata. E' come se venisse a mancare l'atmosfera di sacralità che tanto veniva ricercata nel testo. Con l'accettazione di Paul nella tribù, si viene introdotti al segreto dei Fremen: la creazione di bacini sotterranei di acqua per cambiare l'ecologia di Dune (ma di cambiamenti ecologici è la prima volta che se ne parla). Nel frattempo, il Barone affida Arrakis al nipote Rabban. Quasi contemporaneamente all'ingresso di Paul e Jessica nel Sietch, a Jessica viene richiesto di diventare la Nuova Reverenda Madre dei Fremen. A spiegare l'evento subentra la voce fuori campo di Irulan, la cui spiegazione tuttavia, resta abbastanza superficiale155. Non si spiega cos'è l'acqua della vita, e non si pone il giusto accento sui legami che intercorrono tra spezia-vermi-acqua della vita. Impressionante comunque da un punto di vista cinematografico è la

rappresentazione del risveglio del feto di Alia. Il personaggio di Alia, è un personaggio particolare anche nel testo, con la differenza che mentre nel testo assume quanto meno un volume psicologico ben definito (che si amplierà e diverrà fondamentale nel secondo libro di Dune), nel film sembra essere quasi solo il pretesto per garantire qualche effetto scenico in più. 154 Paul vede Chani, e pensa: 'Come nei miei sogni. E' così bella'. 155 Dice Irulan: "Seguendo la tradizione delle Bene Gesserit, la vecchia Reverenda Madre rinunciava alla vita nel momento in cui trasmetteva la sua conoscenza. Jessica aveva superato con successo la prova della velenosa acqua della vita. La terribile potenza dell'acqua della vita aveva causato la nascita prematura della figlia Alia, la figlia di Jessica. Alia nacque con tutta la conoscenza e il potere di una reverenda madre".

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Nel frattempo il Barone Harkonnen vede il concretizzarsi dei suoi piani, con il Duca Leto morto e Rabban sul feudo di Arrakis. Gli insegnamenti che il Barone Vladimir impone al nipote Feyd, che nel testo costituivano la base dell'educazione e del carattere del ragazzo, vengono qui riassunti in un unico momento, quando il Barone confessa al nipote di volersi avvalere dei servigi di Thufir Hawat attraverso un ricatto mortale da esercitare sul vecchio Mentat. Qui però i temi sono un po' sfalsati. Anche nel testo l'unico modo che Thufir Hawat ha per sopravvivere è quello di sottostare ai voleri Harkonnen, però lo fa cercando di mettere zizzania tra zio e nipote. Così, il Barone sa sempre come sventare gli attentati del nipote, e il nipote sa a sempre come non cadere nelle trappole dello zio. Thufir diventa quindi amico e confidente sia per l'uno che per l'altro. Nel film invece, gli Harkonnen cercano addirittura di sminuire la dignità di Thufir, e il fatto che poi se ne servano o meno, non sembra avere importanza. Ma non solo. La figura di Thufir, la cui unica sopravvivenza nel libro era garantita dalla certezza che Paul fosse ancora vivo, al punto da morire nelle sue braccia sul finale, nel film sparisce. Dopo un'ultima apparizione in mano Harkonnen, non ricompare più perdendo quindi di significato, come nel caso della Shadout Mapes. L'amore tra Paul e Chani diventa nel frattempo un dato di fatto. In questo senso, il film rispetta il libro: l'amore di Paul e Chani è un amore perfetto, incontaminato, quasi non consumato, al punto che nel film Chani non partorisce neppure il loro primo figlio maschio Leto. La figura di Chani è un po' diversa dal testo al film. Nel film siamo di fronte sì ad una donna forte, che però accetta quasi con servilismo ed umiltà i suoi panni di moglie devota. Nel libro Chani è fondamentalmente una Fremen, un combattente, un guerriero. Ma ha anche tutte le caratteristiche per essere una Reverenda Madre; è dotata di un innato senso dell'autocontrollo che fa di lei un terreno fertile su cui Jessica può lavorare. Nel film queste qualità non emergono,

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mentre si esalta in qualche modo una sorta di servilismo muliebre. Ora Paul deve mantenere la sua promessa e insegnare la tecnica estraniante ai suoi Fremen. E Paul agisce in questo senso. Una volta insegnata la tecnica estraniante, Paul cavalca il verme. Questo fa di lui un Fremen a tutti gli effetti. Paul diventa quindi il leader, la guida, non il profeta o il messia, e il suo manto più che diventare un manto religioso diventa una veste magica che lo riveste di poteri inauditi. La storia da questo punto in poi scorre velocemente. Eliminato l'aspetto filosofico e psicologico della faccenda, ci si rifugia nella guerriglia Fremen. I continui attacchi Fremen contro le miniere di spezia ne bloccano la produzione. Durante uno di questi attacchi Paul incappa in una banda di contrabbandieri e ritrova il suo vecchio amico e maestro Gurney Halleck156. I navigatori della Gilda impongono all'Imperatore di intervenire, rimuovendo gli Harkonnen se necessario, purché la produzione di spezia riprenda. L'Imperatore opta per il genocidio, ma Paul vede questo nella sua visione prima che essa si dissolva. A questo punto decide di bere l'acqua della vita, malgrado Chani sia contraria. Nel testo, però, la scelta di Paul non coinvolge nessuno. Anzi nel momento in cui Paul decide di bere l'acqua della vita, Chani è lontana da lui al sicuro, con il loro primo figlio Leto. Oltretutto, un'incongruenza del film, che ancora una volta evidenzia come le tradizioni Fremen passino in secondo piano rispetto all'azione (cosa che nel libro

156 Il ritrovamento di Gurney così come il soggiogamento di Thufir Hawat, che hanno un'importanza quasi più sentimentale che effettiva nel libro, e che stanno a sottolineare la devozione per gli Atreides, una devozione fino alla morte, nel film costituiscono quasi delle scene a parte, sembrano addirittura non essere giustamente integrate nel plot. Tutto sommato, se si eliminassero, probabilmente nessuno se ne accorgerebbe.

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non avviene mai), Chani non chiama il suo amato con il suo nome Fremen, ma lo chiama con il suo nome Atreides. La prova dell'acqua della vita avviene oltretutto, in maniera del tutto diversa. Nella versione del libro è una cosa semisegreta di cui nessuno è a conoscenza, e che dura intere settimane, al punto che per un momento Paul viene creduto morto. Nella versione cinematografica invece Paul beve l'acqua della vita nel deserto aperto. Questo fatto provoca l'avvicinamento dei vermi, che però non attaccano Paul. Questa mossa di Paul influisce sulle Reverende Madri, che avvertono la sua presenza nelle loro coscienze, cosa che invece nel libro non avviene. A questo punto, Paul è pronto, e i Fremen avanzano contro gli Harkonnen e contro lo stesso Imperatore. Nella pellicola a precedere l'attacco è Alia, che si presenta come emissario di Muad'Dib e che viene riconosciuta dalla Reverenda Madre Gaius Helen Mohiam come la figlia legittima del Duca Leto. Nel libro invece, Alia giungeva al cospetto dell'Imperatore in quanto catturata in un Sietch durante un attacco Harkonnen. L'attacco viene dunque sferrato. Nella versione scritta, i Fremen vengono additati come popolo molto potente da un punto di vista guerriero, in quanto inferociti ed educati alla lotta per la sopravvivenza tipica delle popolazioni del deserto. I Fremen erano così temibili da distruggere persino le famigerate legioni Sardaukar dell'Imperatore 157. Nel film, invece, da un punto di vista guerriero, il più viene fatto dal Modulo Estraniante, quasi a voler avvalorare l'ipotesi di una popolazione impotente nei confronti dell'Impero. 157 Il paragone nel testo viene esplicitato da Paul sullo spunto di un'idea di Duncan Idaho, il maestro d'armi che aveva preceduto gli Atreides su Arrakis e che ne aveva curato le relazioni con i Fremen. I Sardaukar venivano addestrati su un pianeta-prigione dell'Imperatore, un pianeta dove i prigionieri per sopravvivere erano costretti a dar fondo a tutte le loro risorse. I Fremen, loro malgrado, si trovano a dover sopravvivere in un pianeta che pone condizioni ambientali ancora peggiori.

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Paul, dunque, distrugge il muro scudo ed entra al cospetto dell'Imperatore, dove sfiderà Feyd Rautha portandolo alla morte. Ovviamente nella versione

cinematografica manca la figura del conte Fenring che in ultima analisi veniva riconosciuto da Paul come uno Kwisatz Haderach mancato. Nel finale del libro, che prelude all'inizio di una nuova era per i Fremen, abbiamo un Paul Imperatore con il potere accentrato nelle sue mani, e tutte le grandi potenze a lui soggiogate nel timore che venga distrutta la spezia. Questo è ovviamente di preludio ad un seguito. La versione cinematografica impone invece un finale definitivo, che ovviamente dipende anche dal fatto che determinate problematiche (per esempio quelle ecologiche) non vengono considerate e non potranno dunque essere considerate come spunto per eventuali seguiti. Sul finale, dopo la morte di Feyd Rautha, Paul Muad'Dib dà un saggio di come ormai a lui il Modulo Estraniante non serva più, distruggendo il corpo del suo avversario con la voce. Una nuova spiegazione di Irulan ci dà delle indicazioni sui futuri fatti di Arrakis 158, che trovano una conclusione logica, dal punto di vista dell'evoluzione cinematografica della storia, nella presa di potere di Paul sulla Galassia, e nell'arrivo della pioggia su Arrakis. Il film Dune, almeno in Italia, non ha comunque avuto un grosso successo a livello di pubblico. Il suo sceneggiatore, Frank Herbert stesso, dice in proposito: "Allora è stato un successo o un fallimento? Non sono io la persona giusta per dirlo. Come me, gli spettatori del film, tanto gli appassionati quanto che quelli che scoprivano Dune per la prima volta, avrebbero voluto qualcosa di più." E continua: "E' mia opinione che Dune, il film di David, resterà vivo e vegeto per molto tempo. [..] Non 158 Dice Irulan: "Muad'Dib era diventato la mano di Dio. Dove c'era la guerra, Muad'Dib avrebbe portato la pace. Dove c'era l'odio, Muad'Dib avrebbe portato l'amore, e guidato il popolo verso la vera libertà cambiando la vita di Arrakis." Ma commenta Herbert: "Paul era un uomo che recitava la parte del dio, ma non era un dio capace di far piovere".

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domandatevi se io ho avuto successo, o se il film ha avuto successo. Il solo critico che conti è il tempo."

Herbert, non solo Dune

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"Un giorno due rane stavano contando i pesciolini in una tinozza idroponica, quando una giovane ragazza venne all'acqua per fare il bagno. - Che cos'è?chiese la prima rana (che si chiamava Lavu). - E' una femmina umana- rispose Lapat, che era il nome della seconda rana. - Che cosa sta facendo?- chiese Lavu. - Si sta togliendo i vestiti- rispose Lapat. - Che cosa sono i vestiti?- chiese Lavu. - Una pelle esterna che gli umani indossano per nascondere se stessi dagli sguardi degli estranei- rispose Lapat. - Allora perché lei si toglie la pelle esterna?- chiese Lavu. - Vuole fare il bagno alla sua pelle primaria- rispose Lapat. - Guarda come ammucchia ordinatamente i vestiti di fianco alla tinozza ed entra con grazia nell'acqua. - Ha una strana forma- disse Lavu. - Non per una femmina umana- ribatté Lapat. - Hanno tutte quella forma. - Che cosa sono quei due rigonfiamenti sul davanti?- chiese Lavu. - Ho riflettuto su questo- disse Lapat. - Come sappiamo tutti e due, la funzione segue la forma, e viceversa. Ho visto che i maschi umani stringono le femmine in abbracci piuttosto rudi. E' mia opinione che quei due rigonfiamenti servano da cuscino protettivo. - Hai notato- chiese Lavu - Che c'è un giovane maschio umano che la sta guardando da un nascondiglio nella stazione di controllo? - E' un'evidenza frequente- disse Lapat - L'ho notata mille volte. - Ma hai una spiegazione?- chiese Lavu - Certo La ragazza cerca un compagno; questo è il vero motivo per cui viene qui a mettere in mostra la sua pelle primaria. Il maschio è un compagno potenziale, ma guarda da un nascondiglio perché se si facesse vedere lei dovrebbe gridare, e questo impedirebbe l'accoppiamento. - Come fai a sapere tutte queste cose sugli esseri umani?- chiese Lavu.

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- Perché modello la mia vita sulla base del più ammirevole esempio di essere umano: lo scienziato. - Che cos'è uno scienziato?- chiese Lavu. - Uno scienziato è colui che osserva senza interferire. Dalla sola osservazione, ogni cosa diviene chiara per lo scienziato. Vieni, torniamo a contare i pesciolini." RANE E SCIENZIATI, FRANK HERBERT.

Temi ed ipotesi affrontati in Dune, non fanno parte di un'unica opera nata per caso e sviluppatasi per scommessa. Herbert è uno scrittore che vanta una vasta produzione nell'ambito della fantascienza, sebbene non abbia mai raggiunto il successo di altri autori più noti. La fortuna del ciclo di Dune ha fatto di Herbert uno dei più popolari scrittori di fantascienza americana, ma allo stesso tempo ha anche allontanato l'attenzione da tutta una produzione che si distingue per la sua consistenza e coerenza narrativa. Forse non molti condividono il principio primo a cui si appella Herbert, ossia, fare in modo che la gente sia costretta a riflettere su ciò che legge. E comunque la lettura delle opere di Herbert implica uno sforzo a livello di attenzione di tutte le problematiche esposte. Nei primissimi racconti, l'idea della ricerca era fondamentale; che questa ricerca conducesse poi alla scoperta della verità o ad altro, non aveva molta importanza, l'importante era pur sempre il tentativo di andare oltre un determinato limite 159. E' sempre una ricerca di tipo scientifico, motivata dalla voglia più che di scoprire cose nuove, di migliorare (o peggiorare) condizioni già esistenti, ossia di apportare

159 Per esempio, "Stella Innamorata" è la storia della ricerca di un linguaggio di comunicazione con degli esseri alieni. Sicuramente deriva da un altro racconto, "Try to Remember" del 1961,sempre sullo stesso tema, che pone un accento particolare sull'importanza del linguaggio. Allo stesso modo, "La Barriera di Santaroga", "Rat race", "L'Alveare di Hellstrom", lo stesso Dune mostrano una particolare attenzione nei confronti del linguaggio.

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modifiche nello stato delle cose. Essendo Herbert un buon giornalista ed un ottimo osservatore, le sue idee provengono per la maggior parte dalle ricerche che egli effettua per il suo lavoro. Le sue trame, che spesso coinvolgono più tematiche, sono sempre estremamente logiche e lineari pur essendo estremamente complicate160. Una cosa che sembra non mancare mai nelle sue opere, è l'aspetto biologico/ecologico di una questione, razionalmente intersecato ad una serie di aspetti politici e sociali, vincolati dal punto di vista del personaggio principale, la cui psiche viene rigorosamente analizzata161. Non siamo cioè di fronte ai soliti romanzi dove la fantascienza viene confusa con robot e viaggi spaziali. Nel caso di Dune, per esempio, siamo di fronte ad una space opera. Ma nel caso di "L'Alveare di Hellstrom"162, a cosa siamo di fronte? Un poliziesco non è, sebbene si parli di indagini e di spionaggio. Non è neppure un giallo (anche se si parla di omicidi). Non è fantasy (per quanto fantasiosa possa sembrare l'idea di far vivere delle api in forma umana e con la facoltà della parola). In più ogni singolo riferimento a questo fatto ha un preciso riscontro scientifico. Non

160 "Il morbo bianco", per esempio, può essere riassunto brevemente, poiché è la storia di un uomo che, impazzito a causa della perdita della moglie e dei figli in un attentato, mette a punto un morbo in grado di uccidere tutte le donne. Questo fatto provocherà entro breve la fine dell'umanità, e lo scienziato avrà attuato così la sua vendetta. Però se andiamo ad affrontare il testo, vediamo che le problematiche che subentrano su questo filo conduttore sono molteplici, e strettamente correlate all'altra (a partire dagli avvenimenti politici della rivoltosa Irlanda, dove lo scienziato perde la famiglia, ai problemi della corruzione della religione a favore di un ripopolamento della terra). 161 Per esempio, "Drago degli abissi", uno dei primissimi racconti editi di Herbert, analizza gli stati di umore di un personaggio costretto a restare in un ambiente ostile, con delle decisioni da prendere. Stessa cosa, anche se con motivazioni e criteri differenti, accade in "L'Alveare di Hellstrom". 162 Si tratta di un romanzo su una misteriosa fabbrica, i cui operai sembrano arrivare dal nulla e finire nel nulla. Le ricerche di un investigatore portano a scoprire che la fabbrica è in realtà un enorme alveare, e gli operai sono api con forma umana che si stanno adattando a vivere nella società degli uomini.

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siamo di fronte neppure al genere horror. Insomma, è un po' di tutto e un po' di niente. L'unica etichetta che resta disponibile dunque è quella di fantascienza163. Questa etichetta, tutt'oggi va a definire una produzione letteraria che ancora non trova spazio né riesce a classificarsi in altri generi. La fantascienza di per sé non sembra ancora aver raggiunto quella dignità letteraria che altri generi hanno già. Forse per la vastità delle opere che può raccogliere o forse per la qualità delle opere che ne fanno parte. In Italia, in particolare, sono veramente pochi gli autori che vengono definiti di fantascienza, mentre la cultura americana, decisamente più aperta da un punto di vista culturale, ha addirittura costituito presso la McGillis University una facoltà apposita. Comunque, se ci limitiamo all'etichetta di per sé, narrativa di scienza 164(6), allora i racconti di Herbert rientrano in quest'etichetta. In Herbert l'elemento scientifico è sempre presente, sia a livello di trama che a livello di studio. Se da una parte abbiamo la presenza dell'elemento scienziato (che spesso è un medico o un biologo), dall'altra abbiamo anche la costante evidenziazione di come le teorie di questo personaggio siano realizzabili. Il problema si pone sempre in altri termini, ossia, conviene realizzarlo questo progetto? Gli elementi per poterlo fare ci sono tutti, ma a volte è meglio evitare di apportare cambiamenti e cercare di lasciare le cose come stanno165. 163 Il termine fantascienza è stato coniato da Hugo Gernsback nel 1926, ed andava a indicare tutta quella produzione di origine fantasiosa che però coinvlgeva delle conoscenze scientifiche e delle innovazioni tecnologiche. 164 Originariamente, Gernsback additò il genere come scientific-fiction. Il termine poi si costrinse a scientifiction, per poi ridursi all'attuale science fiction. 165 Nel racconto "Cessate il fuoco" Herbert bene esemplifica questa cosa. Un soldato, diventato soldato per puro dovere ma effettivamente ricercatore scientifico, mette a punto un sistema per distruggere definitivamente il nemico e porre così fine alla guerra. Il dispositivo funziona, e sarebbe perfetto, solo che il

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Il cambiamento è un'altra delle ossessioni di Herbert. In uno dei suoi romanzi brevi, "God's Maker"166 egli sottolinea come anche la stasi più perfetta non è mai una stasi completa e non è mai la perfezione. C'è sempre il rischio che qualcosa rompa gli equilibri e vada a disturbare la calma e la serenità raggiunta a caro prezzo. Affermare dunque che il caos e l'errore sono il principio primo dell'universo, è l'unica cosa giusta167. A questa conclusione Herbert c'era già arrivato ai tempi di Dune, eppure più volte va a riprendere questo concetto, lo rielabora e lo riafferma con sempre maggiore convinzione168. Il ciclo intero di Dune si basa quasi esclusivamente su questo. I grandi tentativi di stravolgere l'ecologia di Dune funzionano perfettamente, le condizioni ambientali in un arco di tempo molto lungo, si realizzano. Ma non ci si può fermare a questo tipo di lieto fine. Questi cambiamenti provocano ulteriori cambiamenti: il primo e il più importante è il cambiamento della popolazione, dei Fremen. Raggiunto ormai un ambiente tranquillo, i Fremen diventano deboli, perdono l'abitudine alla lotta, perdono il senso del valore dell'acqua (al punto da non essere più in grado di confezionare una tuta distillante, come osserva malinconico L'Imperatore-Dio di Dune)169. L'unico modo per i Fremen di ritrovare la loro identità di popolo è di vedersi proiettati nuovamente nella loro dimensione desertica. Dunque nel momento in cui le cose precipitano è bene vedere di tornare alle origini quartier generale decide di continuare la guerra con metodi tradizionali, evitando il suo dispositivo, per evitare guai peggiori. 166 E' la storia di una civiltà di dei che vivono in un'immobilità assoluta, temendo ogni emozione. 167 E questo è sicuramente il principio portante riaffermato più volte anche in Dune. 168 Nel momento in cui tutto sembra perfetto, succede qualcosa che rimette le carte in gioco. Questo succede metodicamente, in maniera più o meno velata in tutti i racconti di Herbert. 169 Questi fatti vengono evidenziati già nel quarto libro, quando ormai il vecchio Impero Galattico sembra accentrarsi su Dune, e ormai gli avvenimenti hanno preso una piega tale per cui non resta che osservare i fatti e lasciare che le cose seguano il proprio corso, per cercare di ristabilire l'equilibrio.

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e ricominciare da capo. E in un certo senso è ciò che Herbert cerca di fare con la sua scrittura. Nel momento in cui si cerca di evadere dai problemi quotidiani tuffandosi in un buon libro, è bene che questo libro, alla fine, ci riporti alla realtà. Questo è evidentemente l'unico modo che Herbert è riuscito ad escogitare per avere sempre un'appassionata schiera di lettori attenti.

BIBLIOGRAFIA.

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INDICE

Indice generale
Dune, l'idea..................................................................................................................2 Paul Atreides, l'errore...................................................................................................8 Paul Muad'Dhib, l'eroe...............................................................................................24 Il messia, errore ed eroe.............................................................................................48 Dune, linguaggio e struttura.......................................................................................59 Libro e film, analogie e differenze.............................................................................70 Herbert, non solo Dune..............................................................................................86 Per una bibliografia generale su Herbert:..................................................................92

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