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Paolo Piscitello

Prof. ord. dell’Università di Napoli Suor Orsola Benincasa

CONCESSIONE ABUSIVA DEL CREDITO E PATRIMONIO DELL’IMPRENDITORE (*)
Sommario: 1. Crisi dell’impresa e concessione del credito. — 2. Segue: erogazione del credito e soutien abusif nell’ordinamento francese. — 3. Impostazione dell’indagine. Le fattispecie. — 4. Correttezza nell’erogazione del credito e responsabilità della banca. — 5. Il problema della legittimazione alle azioni risarcitorie. Il pregiudizio arrecato al patrimonio dell’imprenditore. — 6. Segue: depauperamento del patrimonio e “danno riflesso” per i creditori. — 7. Illecito plurioffensivo e danno da concessione abusiva del credito.

1. — È ormai dato acquisito che, in molti casi, il sostegno finanziario ad un’impresa in crisi, anziché condurre ad un superamento della stessa comporta un ulteriore aggravamento con conseguenti pregiudizi sia per l’imprenditore, che assiste ad una progressiva diminuzione del proprio patrimonio sia per i creditori i quali subiscono una riduzione della massa attiva su cui fare valere le proprie ragioni. La delicatezza degli interessi in gioco e l’assenza di una disciplina specifica (1) hanno reso necessario precisare il ruolo delle banche, ricostruendo le regole che devono governare il sostegno economico alle imprese, nonché le conseguenze nelle ipotesi in cui l’operazione di risanamento non abbia successo e si apra una successiva procedura concorsuale, sollecitando in modo crescente l’attenzione degli interpreti sul tema della responsabilità della banca che continua a sostenere un’impresa in crisi irreversibile (2).
(*) Lo scritto è dedicato alla memoria del prof. G. E. Colombo. ( 1 ) Sul punto, Portale, La legge fallimentare rinnovata: note introduttive (con postille sulla disciplina delle società di capitali), in Il nuovo diritto fallimentare, a cura di Olivieri e Piscitello, Napoli 2007, p. 11 (da cui si cita) ed in Banca, borsa, tit. cred., 2007, I, p. 368 ss., che con la consueta acutezza individua nella mancata presa di posizione sulla responsabilità per concessione del credito una delle più significative lacune della disciplina introdotta con la riforma della legge fallimentare. ( 2 ) E vedi, già Nigro, La responsabilità della banca per concessione « abusiva » di credito, in Le operazioni bancarie, a cura di Portale, I, Milano 1978, p. 299; e successivamente, tra gli altri, Anelli, La responsabilità risarcitoria delle banche per illeciti commessi nell’erogazione del credito, in D. banc., 1998, I, p. 137 ss.; Bibolini, Responsabilità della banca per finanziamento all’imprenditore insolvente, in Responsabilità contrattuale ed extracontrattuale delle banche, Atti del convegno di Alghero, dell’8-10 novembre 1984, Milano 1986, p. 29 ss.; Borgioli, Responsabilità della banca per concessione « abusiva » di credito?, in Funzione bancaria, rischio e responsabilità, a cura di Maccarone e Nigro, Milano 1981, p. 197 ss.; Clarizia, « La responsabilità du banquier donneur de crédit » (La respon-

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RIVISTA DI DIRITTO CIVILE - 5/2010

Nei contributi dedicati all’argomento è generalmente ammessa, in linea di principio, la responsabilità della banca per concessione abusiva del credito, anche se sovente non ne risultano sufficientemente chiariti i presupposti, omettendo di individuare il confine tra il sostegno regolare alle operazioni di ristrutturazione e, più in generale, alle imprese in crisi ed i comportamenti illegittimi; sotto altro profilo, sussistono non poche divergenze in relazione al fondamento della responsabilità del banchiere. È infatti controverso se l’antigiuridicità del sostegno illegittimo sia correlata alla violazione di norme sezionali dell’ordinamento bancario (3), o costituisca piuttosto un illecito aquiliano, sul presupposto che, in seguito alla concessione del credito, la banca risponderebbe poiché con il proprio comportamento ha suscitato un incolpevole affidamento dei terzi (4). In tale prospettiva, la capacità e l’esperienza professionale consentirebbero alla banca di valutare se sussistano i presupposti per il finanziamento; ed invero, l’erogazione del fido ora anche in seguito alle regole di Basilea due costituisce operazione che deve essere posta in essere in modo meditato. Non è, peraltro mancato, chi ha messo in luce come l’attribuzione o il mantenimento delle linee di credito si pongano in contrasto con il principio dell’illiceità della protrazione nel tempo di un’impresa in stato di decozione desumibile dalle norme penali che sanzionano il compimento di operazioni di grave imprudenza volte e ritardare l’apertura della procedura concorsuale (art. 217 l. fall.), o che puniscono l’imprenditore che ricorre al credito dissimulando il proprio dissesto (art. 218
sabilità del banchiere in una recente sentenza della Cassazione francese), in Banca, borsa, tit. cred., 1976, I, p. 361 ss.; Di Marzio, Abuso e lesione della libertà contrattuale nel finanziamento dell’impresa insolvente, in R. d. priv., 2004, p. 145; Id., Abuso nella concessione del credito, Napoli 2004, spec. p. 204 ss.; Franchina, La responsabilità della banca per abusiva concessione del credito, in D. fall., 1988, I, p. 656; Inzitari, Concessione abusiva del credito: irregolarità del fido, false informazioni e danni conseguenti alla lesione dell’autonomia contrattuale, in D. banc., 1993, p. 412; Nanni, Abuso della banca nella concessione di credito ad impresa insolvente, in Fallimento, 1996, p. 917 ss.; Piccinini, I rapporti tra banche e clientela, Padova 2008, p. 138 ss.; Pisani, Erogazione del credito e flussi informativi, Torino 2005, p. 123 ss.; Principe, Concessione abusiva di credito e problemi di responsabilità della banca, in Responsabilità contrattuale ed extracontrattuale delle banche, cit., p. 355 ss.; C. Scognamiglio, Ancora sulla responsabilità della banca per violazione di obblighi discendenti dal proprio status, in Banca, borsa, tit. cred., 1997, II, p. 655 ss.; Schlesinger, Imprese insolventi e credito bancario: considerazioni introduttive, in Fallimento, 1985, p. 243 ss.; Terranova, La responsabilità delle banche nei confronti dei creditori dell’impresa finanziata, in Id., Profili dell’attività bancaria, Milano 1989, p. 210 ss.; Viscusi, Profili di responsabilità della banca nella concessione abusiva del credito, Milano 2004, spec. p. 114 ss. ( 3 ) In questa prospettiva, Nigro, La responsabilità della banca per concessione « abusiva », cit., p. 299. ( 4 ) Per questa impostazione, Di Marzio, Abuso nella concessione del credito, cit., p. 178 ss.; Id., Sulla fattispecie « concessione abusiva di credito », in Banca, borsa, tit. cred., 2009, II, pp. 386-387; Galgano, Civile e penale nella responsabilità del banchiere, in Contratto e impr., 1987, pp. 22-23.

Cass. di recente. 2004. p. Società. 2002. borsa. Likillimba. tit. n. Paris 1997. che non assume complete informazioni sulla situazione economi( 5 ) Così. Teti. cred. pp.. in Comm.. 375.. Cass. ma sia sufficiente il comportamento colpevole della banca. nonché. in Funzione bancaria. n. Schlesinger. Responsabilité du banquier. . sez.DOTTRINA 657 l. op.. Dell’apertura di credito. in G.. 28 marzo 2006. ove l’indicazione di altre norme che. ( 8 ) In luogo di molti. p. in Banca. p. 28 marzo 2006... p.. in Fallimento. in Banca. p. s. in Banca. Impresa e società. 643.. (da cui si cita). cred. p. II. Paris 2001. Le soutien abusif d’une enterprise en difficulté.u. Concessione abusiva di credito e legittimazione del curatore fallimentare all’esercizio dell’azione di responsabilità. Buthurieux. cit. giungendo in sostanza a privare di contenuto il riconoscimento della responsabilità dei finanziatori. 2009. un. Milano 2005. dato che difficilmente i singoli creditori saranno propensi ad intraprendere un’azione risarcitoria nei confronti delle banche.. 615. Da altro angolo visuale. L’analisi dell’evoluzione della problematica della concessione abusiva del credito in Francia mostra come la responsabilità del banchiere non richieda una “collusion frauduleuse”.. p. 2004. III... II. borsa. inducono ad affermare l’esistenza di un siffatto principio. spec.. 7029. p. fall. p. 1994. rapporti creditizi di gruppo.. Foggia 7 maggio 2002. con riferimento ai rapporti tra banche. II. 13 gennaio 1993. 2006.. 1166. Napoli 1995. 112. 1191. Cfr. II. tit. 1995. 77 ss... fall. 7030. II. 433 ss. Paris 1999. 258. in Banca. Vasseur. nonché.) (5). ed in D. che la responsabilità delle banche è correlata alla qualità di operatore professionale delle stesse ed alla conseguente capacità di acquisire ed elaborare informazioni (6). 28 marzo 2006. n. p.. inoltre. La responsabilité du banquier. p. in Fallimento.. Per altro verso. 243 ss. Ead.u. p. 7031. 2.. ivi. Riflessioni sparse sui gruppi: direzione unitaria rapporti intragruppo. Trib. II. e già. in ordinamenti giuridici affini al nostro come quello francese la responsabilità du banquier dispensateur de credit è da tempo riconosciuta (8) e le azioni risarcitorie nei confronti degli istituti di credito hanno consentito di riequilibrare i rapporti tra le diverse categorie di creditori. in dottrina. 1.. — Per contro. cred.) (7).. 28 ss. 1182 ss. Monza 31 luglio 2007. 2a ed. Lo Cascio. App. Erogazione « abusiva di credito ». it. 94. 263 ss. borsa. Routier. 648 ss. 2007. 61. p. op. si è osservato. Viscusi. tit. p. in Fallimento.. borsa. n. 143-144.. Trib. impr. e nella giurisprudenza di merito. commissario straordinario ecc. che ha omesso di adottare le cautele imposte dall’ordinamento per la corretta erogazione del credito esclude che possano essere legittimati all’esercizio di tale azione gli organi delle procedure concorsuali (curatore fallimentare. s. 1125. tit. 2006. cred. pur riconoscendo la responsabilità extracontrattuale dell’istituto.PARTE I . Iniziative giudiziarie del curatore nei confronti delle banche. la giurisprudenza prevalente. Cass. p. 343. Pisani. secondo la ricostruzione dell’A. in Scritti in onore di Gustavo Minervini. Robles. p. p. cit. d. ( 6 ) In questo ordine di idee. 274 ss. 2002. 2006. ( 7 ) E vedi. Milano 11 maggio 2004. in R. La responsabilità extra-contractuelle de la banque en France.. responsabilità della banca finanziatrice e (presunta) legittimazione attiva del curatore fallimentare del sovvenuto. II. ed in R. Di Sabato. p. Cass. p. cit. 2002. d. nel quadro di indagini riguardanti in generale la responsabilità del banchiere. comm.

quindi. pp. Civ. cit. Civ. Droit bancaire. Piedelièvre.. 17a ed. Gavalda et Stoufflet. Éntendu de l’obligation d’information et de conseil du banquier à l’egard de son client. in JCP. in primo luogo.658 RIVISTA DI DIRITTO CIVILE . jur. Più frequente è il riconoscimento della responsabilità nei confronti dei creditori del sovvenuto. le considerazioni di Cabrillac. La responsabilità della banca è riconosciuta. 27 juin 1995. essendo discusso. Banque. p. II. Traité de droit commercial Ripert/Roblot. Nancy 15 mai 2003. che. si afferma la responsabilità del banchiere nelle ipotesi di finanziamento di un’impresa in situazione di crisi irreversibile (situation désespérée).. inf. 2004.. nell’ipotesi di concessione del credito in assenza dei relativi presupposti è stata affermata la responsabilità del banchiere sia nei confronti del cliente. ( 15 ) Così. Gavalda et Stoufflet. ( 14 ) Si ritiene invece che non sussista responsabilità nelle ipotesi in cui si accerti che il cliente ha comunicato al finanziatore informazioni inesatte in merito ai propri mezzi finanziari ed allo stato del proprio indebitamento (cfr. oppure una siffatta condizione non sia necessaria secondo la prospettiva seguita dalla Chambre civile (13) e. 599. Cass. 2004. 622-623. op. p. in D. 1995. peraltro. 8 juin 2004. cit.. in D. le proprie possibilità di soddisfazione (10). Procédures collectives. p. se sia indispensabile che il banchiere disponga di informazioni ulteriori rispetto all’imprenditore come affermato dalla Chambre commerciale della Cour de Cassation (12). 1996. Effets de commerce. Com. affermano la nature contractuelle della responsabilità della banca nei confronti del destinatario del finanziamento. IV.5/2010 co-patrimoniale del destinatario del finanziamento o non si accorge del peggioramento delle condizioni del cliente (9).. cit. App. 27 juin 1995. Paris 2004. 926). là dove esiste un piano di risanamento credibile (cfr. ( 13 ) Cass. verso il cliente nel caso di fido sproporzionato ai mezzi finanziari del sovvenuto (11). in giurisprudenza. p. jur. 65). 267 ss. Paris 2005. vedono ridotte. in JCP. se non del tutto compromesse. vedi. in JCP. App. per effetto della continuazione dell’impresa resa possibile dal finanziamento abusivo. la responsabilità possa essere affermata a prescindere dall’esistenza di una asimmetria tra le informazioni in possesso della banca e quelle del cliente (14). .. Cass. in D. che l’estensione delle linee perimetrali della responsabilità nei confronti del destinatario del finanziamento risulta controversa. op. pp. 253. p. Rives-Lange et Contamine-Raynaud. 852. 621. in JCP. ( 10 ) In argomento. 269. op. 15 juin 1993. Crédit et titres de crédit. p. jur.. Com. Note a Cass. t. ed. In tale sistema. ( 16 ) La responsabilità viene invece esclusa. in cui la concessione del credito ha come effetto di aumentare « l’importance de son passiv » (15) e di ritardare l’apertura della procedura concorsuale (16).. È ben vero. Gavalda et Stoufflet. p. act. rap. p. 1897. nonché. Paris 1995. 1993. 276. Delebeque et Germain. Contrats commerciaux. Droit bancaire. Paris 15 decémbre 1995. 1995. inoltre. 6a ed. ( 11 ) Sul punto. Al riguardo. in RTD comm. 1996. 601 ss. che dei creditori. vedi le considerazioni di Dagorne-Labbe.. E 2002. ( 9 ) Rives-Lange et Contamine-Raynaud. p. p. civ. 2004. p. in D. Cass. 6a ed.. 235. 101-102.. i quali. ( 12 ) E vedi. p. 26 mars 2002.. in questo senso. p. nonché in dottrina. 1649 s. II. In tale prospettiva.

trascurarsi che la nuova normativa mantiene comunque fermo il principio della responsabilità per concessione abusiva e costituisce indiretta conferma del ruolo di tale problematica nella definizione dei rapporti tra le diverse categorie di creditori (20).. Pal. nonché la recente approfondita indagine di Engert. 139 ss. Il rilievo degli interessi in gioco ed il ruolo cen( 17 ) In questi termini. Zur Bankenhaftung wegen Gläubigerbenachteiligung.. in ZHR. è stato efficacemente rilevato come tale disciplina abbia realizzato un « cantonnement de la responsabilité pour soutien abusif ». Gavalda et Stoufflet. 243-244.. 5 ss. Mertens. cit. per i creditori anteriori alla concessione abusiva e per quelli il cui credito è sorto successivamente. 168. mentre il risarcimento conseguente al pregiudizio collettivo può essere richiesto solo dagli organi delle procedure concorsuali a domandare il danno arrecato individualmente ai singoli creditori è legittimato ciascuno di essi. in RTD comm. Pal. di recente. op. p. Pal. in Gaz.. Rives-Lange et Contamine-Raynaud. in ZHR. di intromissione nella gestione dell’impresa del debitore. in Gaz. il legislatore francese è intervenuto (loi 2005845 del 26 luglio 2005). che risponde all’obiettivo di evitare che i banchieri siano dissuasi dal finanziare le imprese in crisi (19).. circoscrivendo la sfera di responsabilità delle banche alle ipotesi di frode. Loi du 26 juillet 2005 de sauvegarde des enterprises: présentation. consistente nella diminuzione dell’attivo e nell’aumento del passivo determinato dal finanziamento abusivo e préjudice individuel diverso per ognuno ed. 1979.DOTTRINA 659 Da altro angolo visuale. tuttavia. ( 20 ) Per l’analisi della problematica della erogazione abusiva del credito nell’ordinamento tedesco. 661 ss. in quanto trae in inganno i terzi contraenti indotti ad instaurare rapporti a causa dell’apparente solidità e permette la formazione di un « passif supplementaire » conseguente alla continuazione dell’attività (17). che rileva come « le préjudice est collectif parce qu’il dimunue les parts des créanciers dans la distribution du produit de l’actif ».. in Gaz. p. p. in particolare. Le Corre et Montéran. München 2005. vedi. op. 2005. p.. Le cantonnement de la responsabilité pour soutien abusif.. le azioni risarcitorie nei confronti delle banche non hanno sino ad oggi assunto uno sviluppo analogo a causa delle incertezze esistenti in materia. È ben vero che. Rechtspflichten der Kreditinstitute zur Kreditversorgung. 2005. . cfr.. 270. Gall-Heng. 174 ss. Forray. inoltre.. n. 606. Routier. p. 33 ss. Al riguardo. p. Vedi.. cit. 33 ss. 3.. Hopt. o in cui siano prestate a fronte della concessione del credito garanzie sproporzionate (18). 9 ss. cfr. Le cantonnement de la responsabilité pour soutien abusif. n. 1 ss. che distinguono tra préjudice collectif arrecato ai creditori. op. p. p. 2008. 650-1 du code de commerce. Non può. si sottolinea come l’erogazione di finanziamenti ad un’impresa in crisi irreversibile abbia riflessi negativi sul mercato. cit. — Nell’ordinamento italiano. Likillimba. inoltre. Die Haftung für drittschädigende Kreditgewährung. Routier. cit. ( 19 ) Così. ( 18 ) E vedi. 250-251. 2005. ove il diverso ambiente normativo non ha permesso uno sviluppo analogo a quello francese. Più in generale sulla loi 2005-845 del 26 luglio 2005..PARTE I . 252-253. 1979. p. Commentaire complementaire de l’article L. Premières réflexions sur la loi sauvegarde. p. p.. n. Kreditbelassung und Sanierung von Unternehmen.

Sotto il primo profilo. c) la legittimazione ad esercitare le azioni risarcitorie nei confronti degli istituti di credito successivamente all’apertura di una procedura concorsuale. al fine di ritardare l’apertura della procedura concorsuale ed ottenere in questo modo il definitivo consolidamen( 21 ) E vedi. in Attività bancaria e responsabilità. In tale prospettiva. non può trascurarsi. che nei casi di mero mantenimento delle linee di credito esistenti non ostante il progressivo peggioramento delle condizioni economico patrimoniali del sovvenuto (21). nonché come ulteriori elementi per valutare la legittimità o meno del comportamento della banca possano trarsi dalla disciplina dei grandi fidi. secondo cui. in Fallimento. al fine di evitare. è opportuno mettere in luce che un abuso nella erogazione del credito può verificarsi sia nelle ipotesi in cui si proceda alla concessione di nuova finanza. La concessione abusiva del credito dopo la riforma delle procedure concorsuali. . Atti del convegno di Avellino 2004. necessario chiarire le fattispecie di concessione abusiva del fido.. che le incertezze in ordine al fondamento della responsabilità della banca ed alla legittimazione degli organi delle procedure concorsuali comportano che venga compromesso l’esperimento di azioni risarcitorie anche nei casi più gravi in cui la concessione del credito ad un’impresa in crisi ormai irreversibile abbia comportato un notevole ritardo dell’apertura della procedura ed un ulteriore aggravamento del dissesto. 221 ss. p. Per altro verso. In questa direzione è. b) la disciplina della responsabilità della banca. 2009.. il caso della concessione di nuove risorse.. 389 s. che opportunamente nota come possa essere fonte di responsabilità una sovvenzione accordata in violazione delle norme di vigilanza prudenziale dettate a garanzia della sana e prudente gestione. non sembra arbitrario ricondurre le molteplici questioni tuttora aperte a tre filoni tematici principali: a) le fattispecie di concessione abusiva del credito. che un’affermazione indiscriminata della responsabilità possa fungere da deterrente alle operazioni di finanziamento delle imprese in crisi. Sulla fattispecie.660 RIVISTA DI DIRITTO CIVILE . Fortunato. che si precisino i comportamenti che danno luogo al sostegno abusivo dell’impresa. da un lato. Al riguardo. per individuare il confine tra finanziamento corretto ed abusivo. 65 ss. L’analisi delle fattispecie in cui può affermarsi la responsabilità del banchiere per abuso nella concessione del credito richiede. in primo luogo. al fine di sgombrare il campo dai non pochi preconcetti che continuano a viziare l’impostazione della questione. p. assumono rilievo le ipotesi in cui si proceda a erogazioni di credito non giustificate da reali prospettive di risanamento. Di Marzio. p. è necessario guardare alla ragionevolezza del programma di ristrutturazione. sebbene l’impresa sia ormai precipitata in una crisi irreversibile. impone di individuare quali siano i connotati della situazione di crisi rilevanti. in primo luogo. cit. Per l’analisi dei comportamenti della banca forieri di responsabilità alla luce della nuova disciplina delle crisi d’impresa. cfr. È. dall’altro. La banca tra concessione ed interruzione del credito. Miola. al fine del riconoscimento della responsabilità della banca..5/2010 trale della tematica della responsabilità dell’istituto di credito nelle procedure concorsuali impongono tuttavia di riesaminare ex funditu la problematica.

E.. p. La banca tra concessione ed interruzione. cit. l’abuso nella concessione del credito ricorre. Per altro verso. cit. Galletti. 437. Vedi.it. che mette in luce come il carattere abusivo emerga nelle ipotesi in cui il fido non sarebbe stato concesso al termine di una corretta istruttoria. ( 26 ) In questo senso. p. p. lo stesso comportamento del banchiere conferma la conoscenza delle difficoltà economiche del sovvenuto (23). inoltre. Per un’articolata illustrazione delle diverse ipotesi. quando a tale atto non segua la richiesta di immediato rientro. cit. ponendosi in tal modo al sicuro dai rischi derivanti dall’apertura di una procedura concorsuale. ( 25 ) In tal caso. la banca non receda dalle aperture di credito già esistenti (25). p. È ugualmente foriera di responsabilità per la banca la concessione di nuovo credito al solo scopo di costituire una garanzia formalmente contestuale. Di Marzio. (22). 221. Profili di responsabilità della banca.. in tale ipotesi. p. cit. cit.ilcaso. ai sensi dell’art. al fine di individuare un abuso nella concessione del credito è inoltre che. in presenza di un consistente aggravamento delle condizioni economico-finanziarie dell’impresa. La banca tra concessione ed interruzione... un comportamento illegittimo. p. oppure quando il credito viene concesso a seguito di pressioni politiche o lobbistiche non ostante l’esito negativo dell’istruttoria (24). in www. a fronte dell’erogazione di nuovi finanziamenti. peraltro. poiché. Galletti. la fattispecie sottoposta all’attenzione del Trib. fall. oppure conceda dilazioni (26). ( 23 ) In questo senso. comma 1o. . scontando ripetutamente effetti fittizi). La ripartizione. ricorre. Nelle ipotesi in cui le banche rivestono la funzione di consulenti dell’im( 22 ) La presenza di garanzie può infatti incentivare il finanziatore professionale ad instaurare la relazione anche quando il debitore non appaia meritevole sulla base dell’analisi obiettiva della sua attività economica (cfr. Piacenza 7 ottobre 2008. non sembra che sia sufficiente ad escludere la responsabilità la revoca formale degli affidamenti in seguito alla conoscenza del peggioramento delle condizioni economiche dell’impresa.DOTTRINA 661 to delle garanzie reali e dei pagamenti effettuati per rientrare dalla pregressa esposizione debitoria.. 221. 172 ss. là dove la concessione di nuove linee di credito appaia strumentale a far decorrere i termini per l’esercizio delle azioni revocatorie o al recupero dei precedenti finanziamenti la cui restituzione risulta incerta. 433). vedi. Il diritto fallimentare tra diritto ed economia. consegnando mere fotocopie di fatture e ricevute ed ottenendo da ogni banca l’anticipazione in danaro del relativo importo. l. La responsabilità della banca per concessione « abusiva » del credito. Miola. Viscusi. ( 24 ) Di certo. Abuso nella concessione del credito. cit. p. Miola. non privo di significato. nell’ipotesi in cui. Bologna 2006. Nigro. pertanto. La ripartizione del rischio di insolvenza. mira a garantire la pregressa esposizione debitoria e ad escludere la revoca della garanzia come atto anormale. ma che. Si verifica abuso nella concessione altresì nelle ipotesi in cui la banca abbia erogato finanziamenti con procedimento non corretto o addirittura fraudolento (ad esempio.PARTE I .. in realtà. 340. 10 s. 67.. in cui la società fallita aveva ripetutamente presentato le stesse fatture relative a crediti da incassare a più istituti. la banca si sia tutelata adeguatamente attraverso la prestazione di garanzie da parte di terzi.

pp. in Banca. 67. borsa. La responsabilità per concessione abusiva del credito è. p. comma 3o. l. a. fall. comm.. ed in Aa. p.. condizionando le scelte gestorie del management ed. p. 538 ss. In tale prospettiva. e. imponendo la nomina di amministratori di proprio gradimento merita di essere precisato che non assume rilievo l’ingerenza più o meno forte nelle decisioni dell’impresa. 293. cit. p. se deve condividersi il rilievo che il semplice stato di crisi non sia sufficiente per considerare abusivo il finanziamento alla luce dell’obiettivo di incentivare la contrattazione con l’impresa in difficoltà alla base della nuova disciplina delle procedure concorsuali (28) non sembra probabilmente necessario richiedere che l’impresa finanziata sia già insolvente.Vv. Piscitello. p. E vedi sul punto. Id. che a sua volta può essere scomposta in più raggruppamenti: le ipotesi di mera erogazione abusiva e le fattispecie in cui la concessione del credito è il presupposto per l’ingerenza della banca nella gestione dell’attività d’impresa. Di Marzio. conseguenza del depauperamento del patrimonio dipendente dalla continuazione dell’attività non ostante la crisi irreversibile e non postula necessariamente il coinvolgimento della banca nelle scelte di gestione. cred. fall. 91. p. II. ivi.. La banca tra concessione ed interruzione. Castiello D’Antonio. Milano 11 maggio 2004. Sulla fattispecie. 401 s. Sulla fattispecie. 246 ss. In una prospettiva diversa. là dove esclude dalla revocatoria i pagamenti di beni e servizi effettuati nell’esercizio dell’attività d’impresa nei termini d’uso (art.. ( 28 ) Come può desumersi dai rilevanti limiti introdotti alla disciplina dell’azione revocatoria fallimentare. borsa. I. 2007. 111 ss. che correttamente rileva.. 643. rispetto a quanto sostenuto nel testo. in giurisprudenza. Miola. . I. in D. p. 2004.). in alcuni casi. p. tit. Sul punto vedi anche.. Le soluzioni concordate delle crisi d’impresa.. concessione abusiva di credito.5/2010 prenditore in difficoltà nella predisposizione dei piani di risanamento (27) e svolgono nell’ambito dei tentativi di soluzione delle crisi un ruolo che va al di là della semplice erogazione del credito..662 RIVISTA DI DIRITTO CIVILE . cred. Crisi d’impresa e responsabilità della banca: « revoca brutale » del fido. cit. secondo cui un comportamento illegittimo è configurabile con riferimento all’ipotesi di concessione o protrazione del credito in favore di un’impresa la quale si trovi già in una situazione di insolvenza e non invece ove tale stato risulti meramente potenziale o tendenziale. 389. 1995. come si chiarirà in seguito. Teti. p. Sotto altro profilo. a 253. allorché afferma come la concessione abusiva costituisca una famiglia di fenomeni. Gli accordi di salvataggio delle imprese in crisi. Milano 2007.. che precisa come la concessione del credito possa considerarsi abusiva solo quando il sovvenuto si trovi in stato di insolvenza. op. 222. 7 ss. p.. L’insolvenza presuppone invero l’incapacità di adempiere regolarmente le proprie obbligazioni ed appare difficile da riscontrare in molte ipotesi in ( 27 ) Boggio. in R. Torino 2007. con specifico riferimento alla concessione abusiva del credito. Cennerazzo.. Piani di risanamento e posizione delle banche. deve rilevarsi che la responsabilità della banca sussisterà solo per le sovvenzioni effettuate a favore di un soggetto la cui situazione appaia ormai irrecuperabile. App. cit. 16. tit. Di Marzio. Azione di responsabilità per concessione abusiva del credito: gli spazi di legittimazione del curatore fallimentare dopo la sentenza delle sezioni unite. lett.. Il rischio per le banche nel finanziamento delle imprese in difficoltà: la concessione abusiva del credito. 2009. 2007. cit. in Banca. I. d.. Ricostruzione di una disciplina. II.. ed. come sussistano delle ipotesi in cui il carattere abusivo dell’operazione emerge anche in presenza di una situazione di crisi dell’impresa finanziata non sfociata nell’insolvenza.

. Miola.). i prestiti intragruppo non possono essere motivo per qualificare un finanziamento ab origine destinato ad una società in bonis come abusivo (per queste considerazioni. piani di risistemazione aziendale ecc. I. che il finanziamento ad una società in bonis da questa trasferito ad altre società del gruppo in stato di grave crisi non costituisca fonte di responsabilità della banca. cit. l’indagine dovrà essere compiuta valutando ex post se. Sub art. Le garanzie infragruppo. La banca tra concessione ed interruzione.. 5. 84 ss. in luogo di molti. 28 ss. in Aa. ( 30 ) Su tale tematica. ed invero. 4. 2 ss. argomento per affermare l’illegittimità del comportamento del banchiere. Più complessa appare invece. ove sussista un servizio di tesoreria accentrato del gruppo appare ragionevole ritenere. quali lo stato di insolvenza o di crisi (30). Sandulli.. riterrei che sussista responsabilità per il sostegno ad un’impresa il cui grave stato di crisi non appaia ragionevolmente superabile. ( 31 ) Peraltro. di conseguenza. in alcuni casi. l. Nelle ipotesi in cui sussista un piano di risanamento dell’impresa conosciuto dalla banca finanziatrice.PARTE I . fall. in Il nuovo diritto fallimentare. ed. Torino 1993. non sembra che possa essere sottovalutata la circostanza che. ex multis. Milano 2008. sui problemi posti dai finanziamenti all’interno dei gruppi vedi. possa costituire. p. considerato rilevante al fine dell’esonero dall’azione revocatoria possa assumere rilievo anche per la valutazione della responsabilità del finanziatore. lett d). Diritto fallimentare. — Una volta chiarite le fattispecie che possono dar luogo ad azioni risarcitorie nei confronti della banca appare necessario ricostruire la normativa della responsabilità per concessione abusiva. Jorio. . p. 67. anche se non si siano manifestati i segni tipici dell’insolvenza (31).). merita di essere rilevato che la qualificazione di un fido come abusivo presenta caratteri peculiari nelle ipotesi di gruppi di società. comma 3o. Commentario diretto da A. S. Rossi. ma si debba fare riferimento alle possibilità di risanamento dell’impresa. in base ai dati esistenti al momento della concessione del credito (bilanci. l’operazione rispondeva ai criteri normalmente seguiti nella prassi bancaria. Manuale breve. p. l’esaustiva indagine di Miola. in particolare. in generale.Vv. anche non attestato da un professionista ai sensi dell’art. Bologna 2006. Emerge piuttosto. non sembra revocabile in dubbio che il criterio della ragionevolezza dell’operazione di ristrutturazione aziendale.. proprio l’assenza di un piano di risanamento non ostante la grave crisi aziendale. ( 29 ) Sotto altro profilo. È peraltro il caso di precisare che. l’individuazione delle condizioni dell’illegittimità della concessione del credito nelle ipotesi in cui non vi sia un piano di riorganizzazione conosciuto dalla banca in cui dovranno verificarsi le possibilità di risanamento alla luce dei dati aziendali esistenti al momento del finanziamento. per evitare di estendere senza ragione la sfera di responsabilità della banca. coordinato da Fabiani. come per l’individuazione dello stato oggettivo rilevante ai fini della responsabilità della banca non possano essere utili le categorie concettuali elaborate con riferimento alla fase di ammissione alle procedure concorsuali.DOTTRINA 663 cui l’imprenditore acquisisce un finanziamento sia pur in violazione delle regole di corretta erogazione del credito (29). p. 226.

sono alla base delle questioni di disciplina tuttora aperte e. 383. s. Società di persone (Casi e materiali). a ... 2004. testo e nota 15.) cui consegue la limitazione dei poteri dei gestori ai soli atti finalizzati alla conservazione dell’integrità del patrimonio sociale. p. Padova 1972. Alessi. 2272 n. p. Nella medesima direzione. Brizzi. Cass.664 RIVISTA DI DIRITTO CIVILE . là dove sia a rischio la conservazione degli elementi attivi del patrimonio sociale (32). in Tratt. p. Ghidini. comm. l’erogazione del credito ad un imprenditore in crisi irreversibile è in contrasto con il principio dell’illiceità della continuazione dell’attività di un’impresa ormai decotta. proprio le incertezze esistenti in ordine alle ragioni dell’antigiuridicità del comportamento del banchiere. 919. Dongiacomo.5/2010 Al riguardo. 65 ss. in Fallimento. in Buonocore. p. Colombo-Portale.c.p.. sembrano deporre i dati desumibili dalla disciplina delle società di persone. p. 1981.a. In tale prospettiva. tra gli altri. in Comm. 2485. Delle società. Gli amministratori di s. 2008. a cura di Celentano e Forgillo. l’obbligo degli amministratori di iscrivere senza indugio la causa di scioglimento nel registro delle imprese (art. Torino 1994.a. 1267. Le azioni di responsabilità nel fallimento. appare ragionevole ritenere che ciò ne comporti la dissoluzione per impossibilità sopravvenuta dell’oggetto sociale ai sensi dell’art. Castellano e Costi. Torino 1997.. comma 1o.. Rordorf. ma 1959. Scioglimento liquidazione ed estinzione delle società per azioni. **. La responsabilità degli amministratori di s. è significativo che nella disciplina delle società di capitali sia espressamente previsto. 277. sotto la disciplina previgente. che rispondono all’obiettivo comune di evitare il ritardo nell’apertura delle procedure concorsuali. È agevole constatare. Le società nel sistema legislativo italiano. 2). in R. 298. in Fallimento e concordati. p. Responsabilità gestorie in prossimità dello stato di insolvenza e tutela dei creditori. Bologna-Roma. Niccolini. 2076. 12 luglio 1974. 2009. 171-172. 256. pur non essendo espressamente previsto che ad una determinata perdita del capitale sociale consegua lo scioglimento della società. ( 33 ) In questi termini. 7 ***. Milano 2004.c. nonché. che risponde all’obiettivo di impedire la continuazione dell’ordinaria attività d’impresa. l’accumulo di ulteriori perdite e la riduzione del patrimonio destinato alla soddisfazione dei creditori. Scialoja-Branca. non ci si può nascondere che. (33) e la limitazione del potere degli ammini( 32 ) Sui limiti alla gestione degli amministratori. Greco. Milano 1980. 466 ss. 1027 ss. n. Bonelli. Torino. per operazioni successive alla perdita del capitale. nell’ipotesi in cui il patrimonio netto scenda al di sotto del minimo legale. sotto altro profilo. pp. in Società. si riflettono sulla questione della legittimazione all’esercizio delle azioni risarcitorie da parte degli organi delle procedure concorsuali. È questo principio espresso da norme appartenenti a diversi settori dell’ordinamento. A ben vedere. ed. Ed invero. p. per tali società. Società personali.. L’azione di responsabilità per le operazioni successive allo scioglimento nel passaggio tra vecchio e nuovo diritto societario. I liquidatori di società per azioni. p. p. in giurisprudenza. 790.p. d. Torino 2008. p. Ferri. Fabiani. I. c. 3 ed. c.d. come una siffatta disposizione preveda una ridefinizione delle linee perimetrali dei poteri degli amministratori in seguito ad una determinata perdita del capitale.

Vassalli. 120. e già.) o ha aggravato il proprio dissesto. realizzando una lesione della garanzia patrimoniale. a cura di M. Società di persone e consorzi. che l’ulteriore depauperamento del patrimonio sociale è dovuto al governo dell’impresa e non al finanziamento abusivo e non costituisce quindi conseguenza dell’attività della banca. Torino 1987. Il finanziamento abusivo lede l’interesse dei creditori a che non venga menomata l’integrità del patrimonio dell’imprenditore destinato alla loro soddisfazione e. Riflessioni sparse sui gruppi. in molti casi. la banca concedendo credito non ostante l’assenza dei presupposti consente l’accumulo di altre perdite (36). 123 ss. Viscusi. 252-253. nell’ipotesi in cui. L’illegittimità della continuazione dell’esercizio dell’impresa nell’ipotesi di crisi irreversibile appare inoltre confermata dal contenuto precettivo delle norme con cui si prevedono sanzioni penali per l’imprenditore fallito. Campobasso. Le società di persone. ma perché il finanziamento comporta un ritardo nell’accertamento della crisi ed un ulteriore depauperamento del patrimonio dell’imprenditore. l. Né in contrario può obiettarsi. Vero è. Profili di responsabilità della banca.). afferma la responsabilità degli organi amministrativi e di controllo delle società di capitali. Concessione. p. p. che. 3). 648 ss. nonostante il capitale scenda al di sotto del minimo legale venga continuata la gestione ordinaria dell’attività. Ead.) (34).. pp.. cit. Sotto tale profilo. Il comportamento della banca non appare pertanto illecito in considerazione della circostanza che contribuisce a creare una falsa apparenza di solidità del sovvenuto. in Tratt.c. confermando la valutazione sfavorevole della protrazione dell’attività di un’impresa in crisi irreversibile. ( 35 ) In questo ordine di idee. n. n. come già chiarito.. l. II. La stessa disciplina civilistica. comma 1o. in Tratt. Diritto delle società.. ( 36 ) E vedi. che il sostegno illegittimo potrà costituire il presupposto di un’azione ri- . fall. disposizioni da cui sembra emergere un giudizio di disvalore dell’ordinamento nei confronti di comportamenti volti a procrastinare l’apertura delle procedure concorsuali (35). Le società. spec. secondo cui l’illecito in esame integra un’ipotesi di lesione della garanzia patrimoniale da parte del terzo non molto dissimile da quelle previste dall’art. Campobasso. ed invero. Cottino e Weigmann. Concessione. 7a ed. Viscusi. Sarale e Weigmann. fall. 2274 c. Diritto commerciale. Piuttosto. 217.F.DOTTRINA 665 stratori ai soli atti urgenti ed a quelli volti alla conservazione del patrimonio (art. 317.c.. la continuazione della gestione è possibile solo grazie al credito ricevuto. II.PARTE I . p. 4. in Cottino. 3a ed... p. 677 s. 217. invece. cit. Torino 2009. Cottino. colpisce tutti i creditori indipendentemente dall’anteriorità o meno del credito rispetto al sostegno illegittimo. Ferri. ( 34 ) G. non sembra rilevante che sussista un’integrale coincidenza tra i comportamenti posti in essere dall’imprenditore e quelli astrattamente contemplati dalla fattispecie penale. 319. merita di essere rilevato. che ha compiuto operazioni di grave imprudenza per ritardare il fallimento (art.. astenendosi dal richiedere il proprio fallimento o con altra grave colpa (art. L’analisi delle conseguenze della concessione del credito ad un soggetto in crisi irreversibile ne chiarisce l’illegittimità.. Padova 2004. comma 1o. cit. sicché non può negarsi il ruolo essenziale del comportamento della banca nella determinazione del danno. 2394 c. Di Sabato.

Azione di responsabilità. cit. cit. piani di risanamento). Castiello D’Antonio. p. Morera. 439.. Sulla fattispecie.. Crisi d’impresa e responsabilità. secondo cui la possibilità di azioni risarcitorie anche di fronte ad un mero comportamento colposo della banca non solo deve affermarsi in forza del contenuto precettivo dell’art.666 RIVISTA DI DIRITTO CIVILE . consolidamento delle garanzie reali). tit. Milano 1998. le puntuali osservazioni di Cennerazzo. Roppo. ma richiede un vero e proprio dolo. merita di essere precisato.. in Danno e responsabilità. Crisi d’impresa: la banca risponde verso i creditori? (con postilla sugli sviluppi della responsabilità civile). escludendola là dove l’abusiva concessione del credito non sia stata determinata da specifici intenti di ingiusta violazione della par condicio. cit. 2043 c. Vedi. ma da un semplice errore imprenditoriale. 537-538. che rileva come non sussista alcuna norma che sottoponga l’imperizia o la negligenza della banca ad un regime di responsabilità attenuato. se ben ne intendo il pensiero. Come si è rilevato. ( 37 ) In questi termini.. ma appare in linea con l’evoluzione della disciplina che impone alle banche una professionalità sempre più elevata.. pp. I. In ogni caso. tuttavia.. 92 (nota 161). È stato sostenuto. pp. Nigro. né sulla disciplina della vigilanza (38). p. 871872 e. la responsabilità della banca affonda le proprie radici nelle regole che vietano la continuazione dell’attività d’impresa non ostante la crisi irreversibile la cui violazione comporta pregiudizi per i creditori dell’imprenditore. E tale disciplina non è stata in alcun modo modificata dalla riforma. p. il quale limita la responsabilità della banca alle ipotesi in cui abbia erogato abusivamente credito ad un imprenditore già in crisi per lucrare qualche ingiusto vantaggio a danno dei creditori (fideiussioni di terzi in contropartita del finanziamento. Galletti. come sia nelle ipotesi di erogazione di nuova finanza. pertanto. pp. borsa.. Responsabilità delle banche nell’insolvenza dell’impresa. la responsabilità della banca per concessione abusiva non può essere fondata sul fatto di aver concesso o mantenuto credito all’imprenditore insolvente. in Fallimento. al riguardo. che si limita a prevedere nuovi strumenti di soluzione delle crisi d’impresa (accordi di ristrutturazione dei debiti. 12). 1997. prima della riforma della legge fallimentare. non derogato nel caso di specie.5/2010 L’illegittimità della sovvenzione abusiva resta peraltro ferma anche di fronte alla nuova regolamentazione delle procedure concorsuali. ovvero il disegno di mascherare l’insolvenza del debitore per conseguire vantaggi rispetto agli altri creditori (37). 393-394. Di Marzio.. cit. La ripartizione. pp. nonché. in Banca. 359 ss. Id. Teti. p. « Privatizzazione » delle procedure concorsuali e ruolo delle banche. . La responsabilità sussiste pertanto anche nel caso di condotta colposa in cui la sarcitoria nei confronti della banca solo nell’ipotesi in cui sia stato pregiudizievole per il patrimonio sociale (vedi. per ravvisare la responsabilità della stessa non sia indispensabile un comportamento volto a conseguire vantaggi dal mantenimento del credito nei confronti di un’impresa in crisi irreversibile. 298-299. che in quelle in cui la banca si limiti a non recedere dalle precedenti aperture di credito. Il fido bancario. op. p. cit.c. ( 38 ) E vedi. che la nuova disciplina ha l’obiettivo di consentire il superamento delle crisi d’impresa attraverso soluzioni concordate e comporta la necessità di riesaminare i termini del problema. ma non incide sulle regole che le banche devono seguire nella concessione del credito in considerazione del loro stato professionale. 169. 2006. cred. 1996.

p. 7. poiché la giurisprudenza prevalente ha sino ad ora escluso la legittimazione degli organi delle procedure all’esercizio delle azioni risarcitorie per concessione abusiva del credito. Nelle fattispecie sottoposte all’attenzione della giurisprudenza è invero restata del tutto in ombra l’incidenza della concessione abusiva sul patrimonio dell’imprenditore finanziato successivamente fallito (40). hanno determinato un progressivo depauperamento del patrimonio. che alcuni dei creditori partecipanti al concorso fallimentare possono non avere risentito dei danni determinati dall’operazione. Note minime in tema di responsabilità per concessione « abusiva » di credito e legittimazione del curatore fallimentare. Padova 2006. in Corr. 2002. 5. in primo luogo. la legittimazione diretta degli organi delle procedure concorsuali può.. risulta evidente come la legittimazione degli organi della procedura ad esercitare le azioni risarcitorie nei confronti delle banche si fondi sui comportamenti delle stesse che. Presupposto di tale conclusione è la considerazione. ma piuttosto un vantaggio. Le obbligazioni nel diritto civile degli affari. cit. come sarebbe confermato dalla regolamentazione dell’iscrizione in bilancio del finanziamento riportato all’attivo dello stato patrimoniale tra ( 39 ) Vedi supra nota n. ( 40 ) Ferrari. banc. l’azione risarcitoria potrebbe essere esercitata individualmente solo dai singoli e non costituirebbe azione di massa cui sono legittimati gli organi delle procedure. 10-11. fondarsi sul normale subentro degli stessi nei diritti e nei poteri del debitore (41). l’erogazione di finanziamenti in assenza dei relativi presupposti determina non solo pregiudizi per i creditori. ed in Inzitari. p. di conseguenza. ridimensionata. tuttavia. poiché determina l’immissione di risorse fresche nell’impresa oppure un atto neutro. Azione di responsabilità. in D. non arrechi un danno all’imprenditore. giur. che con un comportamento accorto avrebbe potuto conoscere le ragioni che sconsigliavano di accordare la sovvenzione (ad esempio. ma per lo stesso imprenditore il cui patrimonio subisce un ulteriore decremento in seguito al protrarsi dell’attività.DOTTRINA 667 concessione o la conservazione delle linee di credito dipende da un errore di valutazione del finanziatore. che la concessione del credito. rendendo possibile la continuazione dell’impresa. II. . pp. Cennerazzo. In tale ottica.PARTE I . — La portata applicativa di tali princìpi nell’ipotesi di procedure concorsuali è stata. 419 (da cui si cita). 31 ss. Nigro. Legittimazione del curatore per concessione abusiva del credito: plurioffensività dell’illecito al patrimonio e alla garanzia patrimoniale. Né può sostenersi. restringendo in modo consistente le ipotesi in cui si può riconoscere la responsabilità delle banche (39). nonché.. p. 2006.. nel caso di negligente attività istruttoria preliminare alla concessione del fido). nota 19. A ben vedere. Pertanto. in assenza dei relativi presupposti. 299. ( 41 ) In questo ordine di idee.

p. Sulla fattispecie. che la disciplina di bilancio impone di riportare i finanziamenti nell’attivo tra le disponibilità liquide e la contemporanea iscrizione al passivo nella voce debiti verso le banche. Esposito. L’azione risarcitoria « di massa » per « concessione abusiva del credito ». che da tali considerazioni trae argomento per rilevare. 2009. soprattutto. Inzitari. cred. anche. II. 10-11. pp. come l’atto di erogazione del credito costituisca di per sé elemento neutro. la circostanza che l’attribuzione del fido sia stata richiesta dallo stesso imprenditore non esclude la possibilità di azioni risarcitorie nei confronti delle banche.. 857. 467. in Fallimento. e.668 RIVISTA DI DIRITTO CIVILE . nonché le considerazioni di Galletti. la responsabilità delle banche che hanno cooperato con l’imprenditore (o con i gestori) nella realizzazione del comportamento illecito (45). In tale prospettiva. ma abbia addirittura un effetto negativo se si considera la necessità di conteggiare a debito le somme relative agli interessi maturati (44). Per altro verso. Vero è invece. 396. come tale pregiudizio debba essere imputato. 401. p. controllo contrattuale dell’impresa finanziata e conseguente responsabilità da direzione e coordinamento). agli amministratori e la responsabilità della banca sussista solo in ipotesi particolari in cui la stessa si sia inserita nelle scelte di gestione della società (accordi tra gli amministratori e la banca in merito all’utilizzazione del finanziamento. La richiesta dell’imprenditore volta ad ottenere la sovvenzione ha il mero ( 42 ) In questa direzione.. ( 45 ) Vedi.5/2010 le disponibilità liquide ed al passivo sotto la voce debiti verso le banche (42). . è utile ricordare. nota 26. cit. p. tit. che il sostegno di un’impresa in crisi irreversibile comporta un aumento dell’esposizione debitoria dell’imprenditore a causa dell’onere di restituzione. in quanto un pregiudizio in senso tecnico si verificherebbe solo allorché sussista la lesione di un interesse giuridicamente rilevante. Cennerazzo. in Società. là dove precisa. cit. La ripartizione. Azione di responsabilità.. Monza 31 luglio 2007. secondo cui il comportamento della banca che eroga credito in assenza di presupposti realizzerebbe un’ipotesi di induzione all’inadempimento idonea a legittimare l’esercizio di azioni risarcitorie nei confronti della stessa da parte degli organi delle procedure concorsuali. L’abusiva concessione di credito: pregiudizio per i creditori e per il patrimonio del destinatario del credito. Il ricorso al credito in assenza dei relativi presupposti costituisce infatti violazione del dovere di diligenza degli amministratori e non esclude. p. lo hanno utilizzato male attiene al rapporto interno alla società e non può avere rilevanza esterna. Palese è come l’erogazione del credito ad un’impresa senza possibilità di risanamento non solo non si presenti neutra sotto il profilo patrimoniale. 2007. 435-436. secondo cui l’eventuale mala gestio degli amministratori i quali hanno chiesto un finanziamento eccessivo. borsa. che non può essere valutato come ingiusta fonte di danno per il soggetto a cui favore è accordato. in Banca. pp. cit. 2007. Di conseguenza. Il credito « responsabile »: dal credito all’impresa al credito al consumo. 2005. e. pertanto. 375. in Società. intromissione del finanziatore nella gestione dell’impresa quale amministratore di fatto. ( 43 ) Così. Stanghellini. p.. Trib. in primo luogo. ( 44 ) In questo ordine di idee. Di Marzio. ma piuttosto dalle modalità di utilizzazione del danaro ricevuto (43). l’eventuale pregiudizio per l’impresa sovvenuta non deriverebbe dal fido. vedi.

ex art. delibera. È invero necessario analizzare caso per caso quale sia stato il comportamento dell’imprenditore finanziato. p. tra diritti dei creditori e azioni della curatela. 639-640).PARTE I . infatti. in assenza dei dati erronei trasmessi. ( 47 ) Per queste considerazioni. c. 444). 275 ss.) (49) nelle ipotesi in cui l’imprenditore abbia tratto in inganno l’istituto di credito fornendo informazioni false sulla propria condizione economica. cit. L’abusiva concessione del credito all’esame delle Sezioni Unite. p. verifica nel tempo delle condizioni patrimoniali del soggetto finanziato) e costituisce il risultato di una valutazione di carattere economico e giuridico vincolata a precisi parametri (47). La responsabilità del certificatore: l’esperienza tedesca. Una volta chiarito che gli organi delle procedure concorsuali in quanto ( 46 ) Il rilievo della richiesta dell’imprenditore è invero correlato al ruolo che si riconosce alla banca nella concessione del finanziamento.p. dovendosi escludere la responsabilità della banca nelle sole ipotesi in cui sia stata tratta in inganno sulla reale situazione dell’azienda (così. p. Alla luce di tali rilievi si comprende come. per verificare se esso possa rilevare come causa eziologicamente determinante per un eventuale concorso di colpe. Denozza.. nonché per precisare le ipotesi in cui. Milano 1977. ne consegue che la richiesta dell’imprenditore non può costituire evento idoneo ad influenzare sul piano eziologico la produzione del danno (48). 60. Ferrari. al fine di indurla a concedere il fido o addirittura esclusa nei casi in cui la banca riesca a dimostrare che. la colpevolezza del finanziatore deve escludersi. Bologna-Roma 2004.a. L’abusiva concessione. 436. tra gli altri. Nardecchia. 473. in Aa.. ( 48 ) In questi termini.. La responsabilità nella revisione obbligatoria delle s. Inzitari. comma 1o. fall. p. la circostanza che l’erogazione del credito avvenga in seguito ad una domanda dell’imprenditore non precluda la possibilità che gli organi delle procedure possano agire per i danni determinati dalla concessione del finanziamento al patrimonio dell’impresa fallita.Vv. per le particolari caratteristiche della fattispecie. il finanziamento non sarebbe stato erogato. II. Scialoja-Branca. 36. Torino 2005.c. L’abusiva concessione. 1227. 472. Aspetti giuridici della certificazione del bilancio. Franzoni.. . in Le Società. pp.. che la richiesta di sostegno da parte dell’impresa può assumere rilievo per ricostruire le linee perimetrali delle azioni nei confronti del banchiere.DOTTRINA 669 ruolo di invito alla banca ad esaminare la propria situazione e ad concedere il credito (46) e l’erogazione del finanziamento avviene in virtù di un’autonoma attività della banca secondo un procedimento tipizzato (istruttoria.. Inzitari. p. con riferimento all’analoga questione dell’applicabilità della disciplina del concorso di colpe in tema di azione di responsabilità promossa dalla società nei confronti dei revisori. p. La responsabilità della banca per i danni arrecati al patrimonio dell’imprenditore sovvenuto potrà essere limitata in forza dei princìpi che regolano il concorso di colpe (arg. in Comm. cit. Buta. 2007. Vero è tuttavia. ( 49 ) Vedi. in D. La concessione abusiva di credito.. Fatti illeciti. Pagni. in linea di principio. Legittimazione del curatore. p. 2006. cit. se si ritiene che il fido costituisce una prestazione tecnico professionale si potrebbe arrivare a concepire un vero e proprio dovere della banca di rifiutare il credito per cui il mancato rispetto di tale dovere sarebbe fonte di responsabilità a prescindere dalla richiesta dell’imprenditore (sul punto.

p. In tale prospettiva. A ben vedere..5/2010 amministratori del patrimonio dell’insolvente sono legittimati all’esercizio dell’azione di risarcimento dei danni arrecati dall’abusiva concessione del credito è necessario precisare il titolo della responsabilità della banca nei confronti degli organi della procedura che agiscono in quanto successori dell’imprenditore nell’amministrazione del patrimonio dello stesso. la banca che. i creditori chirografari che assistono al depauperamento dell’attivo ed all’incremento della massa passiva. Di Marzio. La prospettiva tradizionale ritiene invero. Non può trascurarsi. ( 50 ) Sul punto. ma colpisca in maniera analoga tutti i chirografari ammessi al passivo della procedura concorsuale. 6. La continuazione dell’attività resa possibile dall’illegittima concessione del credito comporta un ritardo nell’accertamento del dissesto e l’accumulo di altre perdite di esercizio. in gran parte dei casi protetta da adeguate garanzie collaterali. omette di richiedere il rientro del debitore nella fase di esecuzione del medesimo contratto. cit. che la concessione illegittima arrechi un pregiudizio per i creditori. come il pregiudizio che consegue al finanziamento abusivo non possa essere differenziato a seconda delle capacità di analisi e di informazione del singolo e del momento in cui è sorto il rapporto. continua a lucrare interessi. perché crea una situazione di apparente solidità. dall’altro. che la legittimazione degli organi delle procedure concorsuali alla proposizione di azioni risarcitorie nei confronti delle banche si fonda sul subingresso degli stessi nell’amministrazione del patrimonio dell’imprenditore. la posizione della banca non appare diversa da quella di un qualunque terzo il quale abbia cooperato con l’imprenditore (o con gli amministratori) arrecando danni al patrimonio dell’impresa. 386 ss. negare l’esistenza di una responsabilità di tipo contrattuale. sono questi pregiudizi la cui corretta individuazione costituisce presupposto imprescindibile per la ricostruzione della disciplina della responsabilità del finanziatore. Evidente è che il ritardo nell’accertamento del dissesto comporta una profonda alterazione dei rapporti tra le diverse categorie di creditori dell’impresa in crisi: da un lato. sicché sembra difficile. . — Le considerazioni sin qui svolte hanno consentito di dimostrare. la banca concede il credito in seguito ad un contratto preceduto da una fase di trattative e da un’istruttoria e. confidando sulla possibilità dell’impresa di adempiere alle proprie obbligazioni (50). da ultimo. Sulla fattispecie. non ostante l’aggravarsi della crisi. è agevole rilevare. che induce ai terzi a contrattare con la stessa. sotto tale profilo. tuttavia. che la concessione abusiva determina altresì dei nocumenti anche per i creditori. i quali si trovano a concorrere proporzionalmente sul ricavato della liquidazione di un patrimonio più esiguo di quello che sarebbe stato oggetto del concorso in assenza di finanziamenti erogati abusivamente.670 RIVISTA DI DIRITTO CIVILE . Ed invero. perdite che determinano la riduzione delle sostanze destinate alla soddisfazione dei creditori.

D’altro canto. che ha come presupposto l’aggravamento del dissesto conseguente alla continuazione dell’impresa resa possibile dal finanziamento. come non abbia senso distinguere tra anteriori e successivi alla erogazione abusiva. dall’angolo visuale dei soggetti ammessi al passivo della procedura. e sovente alcuni dei crediti ammessi al passivo sono anteriori alla erogazione illegittima. secondo cui il carattere concorsuale dell’azione per concessione abusiva del credito è confermato dall’analisi del danno determinato dall’illecito. in D. p. L’abusiva concessione. che colpisce direttamente il patrimonio del debitore ed. Inzitari. come noto. A ben vedere. 232. L’abusiva concessione. Il decremento del patrimonio dell’imprenditore causato dal ritardo nell’apertura della procedura concorsuale incide infatti sulle possibilità di soddisfazione di tutti i creditori.. È agevole rilevare come un tale danno non possa essere fatto valere dai singoli creditori né essere differenziato a seconda delle diverse posizioni e del momento in cui è sorto il credito (52). cit. in particolare. che consiste in un depauperamento complessivo del patrimonio determinato dal ritardo nell’accertamento del dissesto. di riflesso.PARTE I .. ( 52 ) La correlazione tra depauperamento del patrimonio del sovvenuto e danno ai creditori è colta da Miola. Russo. 629. la sua integrità e non si ripercuote se non mediatamente su ciascuno dei creditori. esso è invero un pregiudizio arrecato al patrimonio dell’imprenditore e.DOTTRINA 671 E tale impostazione. Gli organi della procedura pertanto quando verificano che il ritardo nell’accertamento del dissesto causato dal finanziamento abusivo ha determinato l’inidoneità del patrimonio a coprire i ( 51 ) In questo ordine di idee. cit. 2006. invece il nocumento originato dalla concessione abusiva del credito costituisce un pregiudizio indifferenziato riferibile indistintamente alla classe dei creditori. i danni determinati dall’apparente solidità creata dall’abusiva concessione del credito possono essere eterogenei.. Legittimazione del curatore all’azione per « abusiva » concessione di credito. Le peculiarità del danno arrecato indistintamente a tutti creditori dalla riduzione del patrimonio destinato alla loro soddisfazione chiariscono. cit. p. presta il fianco all’obiezione che una siffatta azione può essere esperita singolarmente dai creditori dell’imprenditore sottoposto a procedura concorsuale.. La banca tra concessione ed interruzione. II. p. poiché il curatore ed in genere gli organi delle procedure non sono titolari di un potere generalizzato di rappresentanza degli stessi. non può trascurarsi che. È questo un danno alla massa. Inzitari. che ha una natura diversa dalla somma delle lesioni dei singoli creditori ammessi al passivo (51). il quale si mostra favorevole a riconoscere la legittimazione degli organi della procedura nelle ipotesi in cui la concessione del credito possa essere inquadrata tra gli atti di gestione dell’impresa finanziata e fonte di una vera e propria responsabilità gestoria della banca. 470 ss.. fall. sicché la decisione di contrattare con l’impresa in seguito sottoposta alla procedura concorsuale non risulta in alcun modo influenzata dall’apparente solidità conseguente alla non corretta sovvenzione. p. in quanto i creditori hanno contrattato con l’imprenditore in tempi diversi e dovrebbero fornire elementi di prova differenti a seconda del pregiudizio arrecato. a tutti i creditori della procedura in maniera proporzionale alla somma per cui risultano ammessi al passivo. 470). . senza che abbia rilievo il momento in cui ciascuno di essi ha contrattato con l’imprenditore (per queste considerazioni.

dalla nuova formulazione dell’art. Nuovi profili del fallimento delle società. Scognamiglio. Tuttavia. a cura di Palmieri. 91 ss. ontologicamente diverso dalla lesione cagionata ai singoli creditori.. b. è di non poco interesse. ad esercitare l’azione risarcitoria nei confronti delle banche.). 146. non può omettersi di rilevare. agendo per la tutela del pregiudizio arrecato alla massa dei creditori in seguito al depauperamento del patrimonio richiedano un nocumento conseguente al compimento di un illecito extracontrattuale (art. 391 ss.l. là dove statuisce una legittimazione generale del curatore ad esercitare le azioni di responsabilità contro gli amministratori. i componenti degli organi di controllo ed i liquidatori omettendo. ( 54 ) Sulla legittimazione del curatore all’esercizio dell’azione ex art. vedi. Danno sociale e azione individuale nella disciplina della responsabilità da direzione e coordinamento.) e si attribuisce a curatore.. 3. che tale azione può essere esercitata non solo nei confronti della società o ente controllante. Da altro angolo visuale.). in primo luogo. l.. . così.c. 2043 c. Palmieri. Liber amicorum Gian Franco Campobasso. lett.. le interessanti considerazioni di Cetra. lett. che hanno intenzionalmente deciso o autorizzato il compimento di atti dannosi per la società i soci o i terzi (art.c. Non meno significativo è poi il contenuto precettivo dell’art. in Il nuovo diritto delle società. Una siffatta prospettiva sembra emergere. 2497. È peraltro evidente. comma 2o..c. L’impresa collettiva non societaria. Torino 2007. 146. Al riguardo.c. diversamente dalla disciplina previgente. comma 5o. L’accertamento delle peculiarità del danno derivante al sostegno abusivo. p.r. comma 2o. l. 2394 bis c. inoltre. Torino 2009. ex multis. Torino 2003. che dall’analisi del quadro normativo successivo alla riforme della legge fallimentare e delle società di capitali e cooperative traspare una situazione in grado di incrinare il principio consolidato. non può omettersi di rimarcare come l’afferma( 53 ) Rilevanti sono altresì le previsioni con cui si riconosce al curatore fallimentare la legittimazione all’esercizio dell’azione di responsabilità nei confronti dei soci di s. appare di per sé sufficiente ad affermare la legittimazione del curatore. in Temi del nuovo diritto fallimentare. a). fall.. secondo cui il curatore non sarebbe titolare di un potere indistinto e generalizzato di rappresentanza dei creditori. abusando dell’attività di direzione e coordinamento. di elencare le singole azioni cui è legittimato il curatore. fall. commissario liquidatore e commissario straordinario la legittimazione all’esercizio delle azioni di responsabilità nei confronti di amministratori. Giul. 2497 c. 969 ss. che attribuisce allo stesso il potere di esercitare l’azione spettante ai creditori delle società nei confronti di chi.672 RIVISTA DI DIRITTO CIVILE . ha arrecato danno al patrimonio della società debitrice. c. p.5/2010 crediti ammessi al passivo potranno esperire nei confronti delle banche l’azione di risarcimento dei danni arrecati dall’illegittima erogazione del fido. p. sindaci e revisori di società per azioni (art. ed in genere degli organi delle procedure. come con tale azione gli organi della procedura. anche nell’ipotesi in cui gli stessi siano legittimati ad esperire le azioni risarcitorie nei confronti dei terzi (53). ma di chi abbia comunque preso parte al fatto lesivo e ne abbia tratto consapevolmente vantaggio (54).

ed invero. pp. che hanno comportato il depauperamento del patrimonio sociale e. in Codice commentato del fallimento. che. Milano 2008. ma. Sandrelli. È agevole constatare come con tali norme si riconosca al curatore la possibilità di esercitare le azioni risarcitorie nei confronti dei terzi nelle ipotesi in cui questi abbiano posto in essere atti.) della possibilità di costituirsi parte civile nei procedimenti penali relativi ai reati fallimentari (art.PARTE I . gli organi delle procedure concorsuali non potrebbero chiedere in sede civile il ristoro dei pregiudizi per abuso nella concessione del credito. in fattispecie eterogenee. — Il discorso sin qui svolto chiarisce come la legittimazione degli organi della procedura risieda nello stesso contenuto dell’illecito. 240. non pochi dubbi sorgono sulla correttezza dell’impostazione dominante. di fronte ad un quadro normativo in cui la legittimazione risulta espressamente riconosciuta in relazione alle principali ipotesi di azioni risarcitorie nei confronti dei terzi. se si accetta la tesi prevalente in giurisprudenza. l’affermazione ricorrente secondo cui il curatore non sarebbe legittimato ad agire nei confronti delle banche per abusiva concessione del credito. commissario straordinario ecc. diretto da Lo Cascio. di riflesso. a cura di Celentano e Forgillo. perché privo di un potere generalizzato di rappresentanza dei creditori risulta in contrasto sia con la corretta individuazione dell’oggetto di tale azione. 1892 ss. Sub art. Piscitelli. p. determina la diminuzione del patrimonio dell’imprenditore finanziato e.) potrebbero domandare il risarcimento dei danni nell’àmbito del processo penale. 7. per un verso. 1222-1223. I reati fallimentari. tuttavia.) (55). . lede la garanzia patrimoniale destinata alla soddisfazione dei ( 55 ) In argomento. Vero è che non si riscontra nella legge fallimentare una disposizione con cui si attribuisce al curatore (rectius agli organi delle procedure) il potere di esperire le azioni dei singoli creditori nei confronti dei terzi. al curatore di assicurare la tutela degli interessi economici della massa. 240 l. in Fallimento e concordati. che con i dati emergenti dal mutato quadro normativo in cui non sembra più pacifica l’esclusione della legittimazione del curatore all’esercizio delle azioni risarcitorie spettanti ai singoli creditori.DOTTRINA 673 zione dell’assenza di una legittimazione generale del curatore all’esperimento di azioni risarcitorie nei confronti dei terzi appaia in stridente contraddizione con l’esplicita attribuzione agli organi delle procedure (curatore. perché a tale azione sarebbero legittimati i singoli creditori. per altro verso. fall. Tale disposizione comporta. In definitiva. la diminuzione delle possibilità di soddisfazione dei creditori ammessi al passivo della procedure. Torino 2008. nel caso in cui nel corso dell’operazione di erogazione del fido siano stati compiuti reati fallimentari (bancarotta preferenziale ecc. L’attribuzione di una siffatta legittimazione si fonda sulla consapevolezza delle difficoltà che governano l’esercizio delle pretese risarcitorie da parte dei singoli creditori e consente. una palese distonia nel sistema. ex multis.

supra. che mentre l’azione esercitata in virtù del subingresso degli organi della procedura può giovarsi delle regole stabilite per la responsabilità contrattuale.. 263 ss. ( 57 ) Il carattere plurioffensivo dell’illecito è sottolineato da Cennerazzo. Legittimazione del curatore. Responsabilità contrattuale e responsabilità extracontrattuale. come. d. ( 59 ) L’aver postulato che nell’ipotesi di concessione abusiva del credito possa essere riconosciuta la responsabilità contrattuale della banca nei confronti dell’imprenditore finanziato e quella aquiliana per i danni arrecati ai creditori non sembra presupporre l’ammissibilità del cumulo delle azioni di responsabilità contrattuale ed extracontrattuale (su tale complessa tematica. in base alla ricostruzione accolta. 677 ss. 121 ss. nonché le riflessioni critiche di Majello.674 RIVISTA DI DIRITTO CIVILE . come il carattere plurioffensivo dell’illecito abbia conseguenze di non poco rilievo sulla disciplina delle azioni. in Ri- .. Ed invero. Azione di responsabilità.. mentre la pretesa esercitata dagli organi della procedura in forza del subingresso nell’amministrazione del patrimonio del fallito non può essere esperita. 1983. 1984. in generale. che aquiliana per i danni arrecati ai creditori sociali. in Rass. in Resp. p. civ. civ. pertanto. cit. Visintini. Dig. in Noviss. si riflette sul patrimonio dell’imprenditore e sulla posizione dei creditori.. ed ex multis. 1089 ss. p. quella volta ad ottenere il risarcimento del pregiudizio arrecato ai creditori sociali è soggetta alla disciplina della responsabilità aquiliana (59). p. prescindendo dal comportamento avuto dall’imprenditore. Ponzanelli. Portale. Responsabilità contrattuale ed extracontrattuale (Una distinzione in crisi?). vedi le ancora oggi fondamentali considerazioni di R. non ci si può esimere dal rilevare. Milano 1993. Tra responsabilità della banca e « ricommercializzazione » del diritto commerciale.. Altri aspetti problematici della regola del cumulo... Paragrafo n. il danno arrecato alla massa dei creditori potrà invece essere risarcito. cit. e previdenza. p. analogamente a quello conseguente alla mala gestio degli amministratori di società di capitali. Il comportamento illegittimo della banca cagiona un pregiudizio che. Torino 1957. Significato attuale di una distinzione tradizionale. ( 56 ) E vedi. XV. Ferrari. non sembra revocabile in dubbio. i quali vedono assottigliarsi il complesso dei cespiti destinato alla propria soddisfazione (57). 420. Giardina.. in Rass. 5. nel quadro di un’approfondita ricostruzione comparatistica. Scognamiglio.. il comportamento della banca comporti altresì un pregiudizio per l’imprenditore finanziato e la conseguente responsabilità contrattuale dell’istituto di credito. 36 ss. 11. Per contro. d. Id. it.. Responsabilità contrattuale e responsabilità extracontrattuale. p.5/2010 creditori (56). p. ( 58 ) Vedi. p. 161 ss. sui problemi di qualificazione della responsabilità della banca. il medesimo illecito costituisce sia fonte di responsabilità contrattuale della banca nei confronti dell’impresa finanziata.. voce Responsabilità contrattuale ed extracontrattuale. Da altro angolo visuale. là dove l’imprenditore o gli amministratori della società abbiano tratto in inganno la banca sulla situazione economico finanziaria dell’impresa (58). Il concorso di responsabilità le esperienze italiana e francese a confronto. in Funzione bancaria. Va altresì sottolineato. 1988. cit. p.. che mette in luce come la concessione abusiva comporti sia un danno per il singolo creditore tratto in errore dall’apparente solvibilità dell’impresa che per la collettività dei creditori conseguente all’ulteriore decremento del patrimonio sociale. e vedi. civ.

per un ampio riesame della questione. Libonati. Concorso delle azioni contrattuale ed extracontrattuale. sarcimento del danno contrattuale ed extracontrattuale. inoltre. in Comm. può assumere rilievo per la determinazione indicativa del pregiudizio causato dalla abusiva concessione del credito altresì il parametro delle perdite risultanti dal conto economico dell’impresa fallita dal momento in cui è iniziato il comportamento dannoso della banca sino all’apertura della procedura concorsuale. Diritto delle società. BolognaRoma 2008. come i risultati di una tale indagine debbano essere ulteriormente verificati in relazione all’attendibilità dei dati di bilancio dai quali sovente risultano perdite inferiori a quelle reali. Torino 2007. ed. II. comm. Responsabilità degli amministratori e tutela dei creditori nella s.PARTE I .) esse sono esercitate a vantaggio di soggetti diversi quali l’imprenditore finanziato ed i creditori ammessi al passivo. soprattutto. Diritto commerciale. 637. pp. p. la circostanza che al mantenimento delle linee di credito preesistenti o all’attribuzione di nuove. che può essere individuato nel decremento del patrimonio dipendente dal ritardo dell’apertura della procedura concorsuale (60). Dell’amministrazione e del controllo.). In particolare. 22 ottobre 1998. peraltro. vedi. il quale precisa come il danno alla società dovrebbe essere stimato nella differenza tra il netto patrimoniale all’epoca della concessione abusiva e quello alla data di apertura della procedura concorsuale. 399. non ostante il peggioramento della crisi dell’impresa. 10488. p. 42.. nota 96. evidente. il danno sarà dato dalla differenza tra quanto il creditore avrebbe realizzato in seguito ad una tempestiva apertura della procedura concorsuale e quanto effettivamente riscosso nel corso della stessa. Mozzarelli. Ed invero. n. ma determinato piuttosto dalla prosecuzione dell’attività d’impresa. 906). p. Milano 6 febbraio 1989. a cura di Visintini. è. quindi. si ritiene che per la quantificazione del pregiudizio è necessario distinguere a seconda che il credito dell’attore sia o meno preesistente alla concessione abusiva.. ( 61 ) In questo ordine di idee. mentre nel caso di credito successivo sarà necessario fare riferimento alla differenza tra l’ammontare del credito e quanto realizzato in sede di ripartizione dell’attivo (vedi. Milano 2005. Teti. ha natura aquiliana. Cass. ivi.r.. Impresa e società. Scialoja-Branca. p. Società per azioni. Da altro angolo visuale. L’abusiva concessione. Nardecchia.l. Appare. Milano 1984. in G. Milano 2005. ( 60 ) Alla luce di tali riflessioni. in giurisprudenza. cit. . 155 ss. se anteriore. anche nel caso di sottoposizione a procedura concorsuale in cui le azioni risarcitorie sono fatte valere dagli organi delle procedure (curatore.DOTTRINA 675 Le considerazioni svolte in merito agli effetti del sostegno abusivo all’imprenditore sottoposto a procedura concorsuale si riflettono inoltre sulla determinazione del danno risarcibile. che l’azione dei creditori sociali che. op. Franzoni. 1989. secondo opinione diffusa (Di Sabato. cit. ragionevole ritenere che la banca convenuta debba risarcire un importo corrispondente al depauperamento del patrimonio dell’imprenditore in seguito all’abusiva concessione del credito (61). p. 93-94). p. Sacco. III. consegue un pregiudizio non imputabile ad un singolo comportamento. Trib. 560. una situazione analoga si verifica nell’ipotesi di azione di responsabilità nei confronti degli amministratori in cui gli organi della procedura esercitano sia l’azione sociale di responsabilità di natura contrattuale. 346. t.. non si possono trascurare le caratteristiche peculiari dei pregiudizi arrecati dalla concessione illegittima e. commissario straordinario ecc. Del resto.. 166 ss.