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web forum e-learning PARERI AUTOREVOLI

SALOTTO WEB Gianni


Marconato
E-learning: quanto Si occupa di formazione
e di sviluppare ambienti
di apprendimento in cui,

conta il Web 2.0? quando serve, sono


integrate le tecnologie
(www.giannimarconato.it)

ra una delle parole chiave di qualche

E tempo fa: l’apprendimento mediato


dalle nuove tecnologie e dalla rete In-
ternet, la formazione continua, la Rete co-
Quanto
è importante P remetto che il mio punto di vista è quello dell’apprendimento. Con e
senza le tecnologie. Da questo punto di vista la “progettazione web” nel
cosidetto e-learning (“l’apprendimento elettronico” non esiste: è fuorviante
me il motore della nuova didattica (per un la componente pensare che apprendere con le tecnologie sia diverso dall’apprendere sen-
approfondimento leggi il dossier a pag. 48). Web in za) è del tutto irrilevante. Come una “buona” aula, confortevole, bene illumi-
Svanito il fumo dell’euforia, oggi l’e-learning nata, con sedute comode è irrilevante ai fini di come e cosa viene appreso
si è consolidato. In Italia ci sono 249 corsi un progetto anche se è migliore di un’aula fatiscente. Le tecnologie devono essere effi-
di laurea online, gli iscritti sono aumenta- di e-learning? cienti, ma per apprendere ci vuole altro. Ci vuole una buon modello di ap-
ti del 19% rispetto all’anno scorso e la for- prendimento, una buona progettazione didattica, una buona tecnica didatti-
mazione erogata via Web è diffusa in azien- ca. Cui asservire le tecnologie. Non si impara “dalle”, ma si impara “con” le
de, scuole, pubbliche amministrazioni. An- tecnologie. La tecnologia può essere un buon partner cognitivo che aiuta a
che le tecnologie hanno trovato una strut- pensare meglio, a rappresentare ciò che sappiamo, a collaborare e costruire.
tura più stabile: dalle soluzioni commer-
ciali a quelle open source. E proprio al ruo-
lo delle tecnologie Web sul modello della Quali sono
formazione a distanza è dedicato questo
numero di Salotto Web. Quanto è impor-
gli elementi C oerentemente con quanto ho detto prima, un informatico dovrebbe
preoccuparsi di mettere a disposizione dei “tecnici” dell’apprendimen-
to un sistema performante, che non crei problemi; né a chi insegna né a chi
tante la tecnologia in questo tipo di appli- più critici in una apprende. Deve preoccuparsi di rendere le tecnologie “trasparenti” perché
cazioni? Quali sono gli aspetti più impor- piattaforma Web gli utilizzatori si possano concentrare sul core business: l’apprendimento.
tanti da curare in fase di progettazione? A Non credere, ed operare di conseguenza, che la tecnologia sia il perno at-
tutto questi hanno risposto i nostri esperti. di e-learning? torno a cui ruota il sistema. Deve preoccuparsi di integrare differenti appli-
cazioni in relazione agli obiettivi di apprendimento che l’azione formativa ha
Lo avevamo immaginato, anche se non in ter- assunto. La “piattaforma” non è data da un unico applicativo ma da un ag-
mini così netti: in un progetto e-learning la gregato di applicativi. Ciò che davvero serve in una azione formativa sono,
tecnologia conta poco. Uno dei nostri ospiti normalmente, solo poche funzionalità. Rendere sempre più “ricche” e “fan-
ce lo quantifica: meno del 10% in termini sia tasiose” le applicazioni può gratificare l’informatico ma, raramente, porta ad
di tempo speso per il progetto sia in termini di un valore aggiunto per l’apprendimento.
budget. E c’è da crederci, perché viene dal pro-
gettista di una delle più note piattaforme di
e-learning open source. Nell’e-learning conta Quali strumenti
la qualità della strategia pedagogica, la qualità
scientifica dei contenuti, meno la “potenza”
del Web 2.0 T utti gli strumenti 2.0 possono arricchire l’ambiente tecnologico per
l’apprendimento perché i presupposti del social networking sono gli
stessi di un buon ambiente di apprendimento. Il coinvolgimento attivo
di una piattaforma. Certo, gli strumenti del possono della persona che apprende; la costruzione “dal basso”, meglio se colla-
cosiddetto Web 2.0 sono importanti anche in arricchire borativa, di nuova conoscenza; l’utilizzo delle conoscenze e delle espe-
questo campo e per integrarli serve comunque rienze della altre persone. L’esplorazione, la conversazione, la collabora-
un programmatore esperto ma chi si occupa una piattaforma zione, la costruzione, sono i meccanismi che favoriscono un apprendi-
di progettare un sistema di e-learning basato di e-learning? mento significativo. L’unico problema che vedo è l’uso consapevole ed
sul Web deve creare un ambiente, per riprendere appropriato dei diversi strumenti e, questo, spesso manca. La Rete, il
le parola di un altro esperto, “trasparente”. De- Web 2.0, sono le vere “nuove tecnologie” per l’apprendimento perché
ve essere un ambiente semplice, che permet- rendono possibile, con relativa facilità, la realizzazione di “attività di ap-
ta agli utenti di concentrarsi sulla principale prendimento”, in modo attivo e collaborativo, prima non possibili o possi-
finalità di questi strumenti: l’apprendimento. bili con molta meno efficienza ed efficacia.
La parola ai nostri esperti.

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web forum e-learning PARERI AUTOREVOLI

Gianluigi Claudio
Cogo Erba
È fra i fondatori Docente di "Sistemi
di Assint, di CMS" all'Università
la rete delle Regioni per di Firenze è consulente
l'e-learning informale e 2.0 aziendale in ambito Web
(http://webeconoscenza. con specializzazione nei CMS
blogspot.com) (www.docebo.com)

D iciamo che è molto importante ma non è il primo aspetto da curare in un


progetto di e-learning. Prima è importante definire lo scenario in base al
contesto del progetto (fabbisogno, destinatari, metodologie, didattica, valuta-
V edi, sarò un po' dissacrante ma dal mio punto di vista la tecnologia
in un progetto di e-learning conta molto poco, diciamo un 10% sul
totale degli investimenti (monetari e non) dedicati al totale del proget-
zione, budget, ecc.). Poi è fondamentale scegliere tra i modelli principali: auto- to. Non dimentichiamo che l'e-learning non impatta tanto sulla tecnolo-
apprendimento asincrono mediante la fruizione di contenuti disponibili sulla gia quanto sulla persona, sovrastimare la componente tecnologica por-
piattaforma (Learning objects); apprendimento sincrono attraverso l'utilizzo di ta ad avere una visione distorta; un progetto di e-learning deve essere
tecnologie mediali (videoconferenza o streaming) e aule virtuali; apprendimen- orientato a formare la risorsa umana.
to collaborativo attraverso l'animazione e lo sviluppo di comunità virtuali. At-
tualmente le piattaforme per la gestione dell'e-learning (LMS) sono molto più
di un framework per la gestione della didattica. Sono ambienti applicativi, di
servizio ma, al tempo stesso dei social network dove la conoscenza si fa liqui-
da e non dipende solo dai moduli (Learning objects o LO) e dalla loro fruizione.

N on vedo grossi problemi per la progettazione. Oggi è quasi tutto già


disponibile. Un buon progettista deve assemblare moduli in base alla
modellazione scelta da chi ha definito il contesto e gli obiettivi del proget-
D ipende dai contesti, un errore molto comune è quello di conside-
rare l'e-learning "uguale dappertutto" a prescindere dai contesti di
utilizzo. In ambito aziendale Tracking, sistemi di reporting, immediatez-
to. Oggi sono disponibili piattaforme aperte (per esempio Moodle o ILIAS): za dell'interfaccia e facile reperimento dei contenuti formativi sono
è importante assicurarsi che siano compatibili con le interfacce Web Ser- molto importanti, in ambito universitario invece l'attività di collabora-
vice (SOAP) o che permettano qualsiasi tipo di autenticazione federata zione tra studenti, di coordinamento tra studenti e docenti prendono il
(LDAP, CAS, OpenId, ecc) per poter attingere dalla conoscenza degli ap- sopravvento. Si tratta di verticalizzare/personalizzare l'applicativo a se-
plicativi e dei servizi. Oramai la parte di conoscenza liquida è garantita dai conda del contesto organizzativo in cui opererà.
mash-up con i social media e dalla grande intelligenza che nel web per-
mette di aggregare la user experience con diversi contenuti. Qui è im-
portante non la progettazione ma la cultura e l'educazione attraverso cui
si può capire la differenza fra la conoscenza certificata (web services) e
quella liquida (web).

L a possono senz'altro arricchire, anzi, sono auspicabili come ele-


menti che rompono la noia dei learning objects. Uno dei fattori che
incentiva l’abbandono dei corsi e-learning è proprio la noia degli LO e
I n ambito di formazione universitaria alcuni di questi elementi posso-
no tornare molto utili (il Wiki in primis e anche qualcosa di social tag-
ging), altri come il podcast possono diventare uno strumento per "avvi-
l'assenza di interazione e di dialogo. La user experience e le dinamiche cinare" lo studente all'area di apprendimento, per incuriosirlo. In ambi-
2.0 ravvivano la conoscenza e fanno fiorire, attorno al core degli LO, to aziendale vedo invece un approccio basato sul tagging (questa volta
tutta una serie di scenari sinora inimmaginabili. Questo, però, spinge un po' meno social e più centralizzato) delle risorse un modo per porta-
fino alla creazione di veri e propri PLE (personal learning environment). re l'e-learning "fuori dalla piattaforma", questo sarà un argomento mol-
Se queste dinamiche prenderanno piede, la didattica e l'aspetto peda- to caldo negli anni a venire.
gogico dei progetti verrà messo in secondo piano. Infatti si parla ormai
da anni del cosiddetto effetto de-schooling incentivato dall'e-learning
informale.

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