Relazione di laboratorio 14/03/2007 e 21/03/2007 del corso di Fisica generale I

prof. Gerbaldo

LA PIATTAFORMA ROTANTE

1. Relazione di Camillo Stefanucci. Corso di laurea in Ingegneria Fisica

 OBIETTIVI DELL’ESPERIENZA IN LABORATORIO
Le due esperienze di laboratorio erano finalizzate allo studio del moto rotazionale dei corpi rigidi in particolare ci si proponeva di raggiungere i seguenti obiettivi: 1) Ricavare il momento d’inerzia della piattaforma rotante 2) Ricavare il momento d’inerzia di un disco di alluminio forato 3) Verificare il teorema di Huygens-Steiner 4) Valutare le incertezze sulle misure e fare un’analisi statistica 5) Valutare i momenti di inerzia di due dischi di alluminio forati

 MATERIALE UTILLIZZATO
-Piattaforma rotante con sensore: un sistema meccanico (schematizzato nel paragrafo a pag.21) con un asse che viene messo in rotazione da alcuni pesetti che su un supporto scendono e trasmettono con una carrucola il movimento a un filo arrotolato a uno dei 3 diametri dell’asse di rotazione della piattaforma. -ScienceWork software: un software che elabora i dati del sensore collegato alla piattaforma rotante ricavando i grafici di accelerazione, spostamento e velocità con i relativi valori numerici. -Bilancia: strumento digitale con una precisione del decigrammo per pesare le masse degli oggetti utilizzati nell’esperimento (supporto, pesetti e dischi) -Calibro: strumento per misurare le piccole misure di lunghezza con una precisione di 0,05 mm (come indicato dalla casa produttrice) -Dischi di alluminio: si tratta di due dischi di alluminio cavi al centro utilizzati per calcolarne il momento d’inerzia. -Pesetti: cilindretti di ottone di diversa misura utilizzati per mettere in moto la piattaforma rotante.

 DESCRIZIONE DELL’ESPERIENZA
L’esperienza di laboratorio prevedeva diverse fasi di acquisizione dati e di calcolo suddivise nel modo seguente: 2. Relazione di Camillo Stefanucci. Corso di laurea in Ingegneria Fisica

1. Ricavare l’accelerazione angolare e valutarne l’incertezza Per prima cosa abbiamo misurato l’accelerazione angolare della piattaforma rotante con l’uso di una massa che la mettesse in movimento (indicata con massa 1 nella tabella di dati a pag. 7) e decidendo un diametro (indicato nelle suddette tavole con raggio1) tra quelli possibili per arrotolare il filo (considerato inestensibile nel nostro caso). La massa è stata pesata con la bilancia data in dotazione e il raggio, essendo molto piccolo, è stato determinato con l'uso del calibro. Lo scopo di queste misurazioni era di avere i dati necessari per calcolarci il momento d’inerzia della piattaforma stessa. La piattaforma rotante messa in movimento dalla massa è stata collegata a un sensore elettronico che attraverso il computer ci forniva i grafici relativi di accelerazione, spostamento e velocità angolare. Rielaborando i grafici con il software in dotazione abbiamo potuto calcolare l'accelerazione angolare della piattaforma. In particolare il software ci forniva su video istante per istante i grafici con un andamento crescente (o decrescente a seconda del verso di rotazione iniziale) e man mano che il filo si srotolava continuavano a crescere (o decrescere) fin quando non cambiavano repentinamente andamento. Ciò è dovuto al fatto che quando il filo era completamente teso veniva riavvolto e la piattaforma iniziava a frenare. L'intervallo temporale che ci interessava era appunto quello precedente al cambiamento di pendenza della retta della velocità angolare per cui ci siamo trovati l'istante preciso in cui il cambiamento avveniva e selezionando la giusta porzione di grafico abbiamo ottenuto i valori cercati che poi abbiamo riportato nelle tabelle di pag (8). Nella pagina seguente è riportato uno dei 50 output del software rilevati dal sensore. 2. Misurazione del momento frenante La pratica molte volte a differenza della teoria presenta però delle complicazioni. Nel nostro caso la piattaforma messa in movimento è sottoposta a delle forze di attrito interno che non sono trascurabili. Essa è quindi sottoposta a un momento frenante che con il passare del tempo porterà la sua rotazione ad arrestarsi. Possiamo immaginare che questo momento sia stato causato da una massa frenante e quindi il nostro obiettivo era di determinare il valore di tale massa. A tal proposito siamo tornati a 3. Relazione di Camillo Stefanucci. Corso di laurea in Ingegneria Fisica

Grafico
punti = 104 Polinomiale y = a1 + a2 x + a3 x^2 + ... Grado = 2 a1 = -0.21504 a2 = 0.57233 a3 = 0.40460 chi^2 = 0.71935 iterazioni = 5

-50

Raccolta n°11 Posizione angolare (rad) 0 50

2.0

Raccolta n°11 Velocità angolare (rad/s) -5 0 5

Lineare y = a1 + a2 x a1 = 0.74048 a2 = 0.75299 chi^2 = 16.65752 iterazioni = 20

10

Raccolta n°11 Accelerazione angolare (rad/s/s) -2.0 0

punti = 112 medio: x = 5.65089, y = 0.62983 deviazione standard: x = 3.24604, y = 0.66490

0

1

2

3

4

5

6 Tempo (s)

7

8

9

10

11

4. Relazione di Camillo Stefanucci. Corso di laurea in Ingegneria Fisica

mettere in rotazione la piattaforma con 4 diverse masse opportunamente pesate tramite la bilancia (oltre a quella del punto 1, vedesi tabella a pag 7) e a ricalcolarci esattamente come descritto nel primo punto le relative accelerazioni angolari che venivano impresse (in questo caso sono state prese solo 10 misurazioni per ogni massa). L'andamento teorico prevede che le due grandezze siano direttamente proporzionali e i dati raccolti hanno esattamente confermato la teoria facendo uso dell'approssimazione dei minimi quadrati. La retta disegnata invece di partire dall'origine (caso di assenza di attriti) doveva partire in un punto x dell'asse delle masse che corrispondeva alla massa frenante. Una volta calcolato questo valore con la relativa incertezza siamo passati a calcolarci il momento frenante con il relativo errore attraverso le formule teoriche e lo abbiamo considerato constante per tutto il resto dell'esperimento. 3. Calcolo del momento d’inerzia della piattaforma Una volta raccolti tutti i dati relativi a accelerazione angolare della piattaforma, massa e raggio di rotazione (punto 1) e il momento frenante (punto 2) è stato semplice calcolare attraverso la formula teorica il valore sperimentale del momento d'inerzia con la relativa incertezza.(Per molte delle misurazioni le incertezze considerate sono state quelle strumentali). 4. Misura e calcolo dell’inerzia del cilindro cavo Completata la prima parte dell'esperimento ci siamo calcolati il momento d'inerzia del cilindro di alluminio cavo che è stato posizionato al centro della piattaforma rotante. Di nuovo con la stessa massa e lo stesso raggio di rotazione di cui al punto 1 ci siamo calcolati l'accelerazione angolare del sistema piattaforma+disco da cui ci siam ricavati il momento d'inerzia totale (avendo tutti i dati a disposizione) e di conseguenza abbiamo potuto estrapolare quello del singolo disco con la relativa incertezza e abbiamo potuto confrontarlo con quello teorico. Per fare il confronto abbiamo dovuto pesare il disco con la bilancia e misurare con il calibro il raggio esterno e quello interno cercando di essere i più precisi possibile (i valori sono stati riportati sempre a pag 7 ).

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5. Posizionamento del cilindro in diverse posizioni Il momento d'inerzia calcolato al punto 4 è riferito alla rotazione del disco rispetto al suo centro di massa. Ulteriore scopo dell'esperienza era dimostrare la validità del teorema di Huygens-Steiner per cui abbiamo spostato il disco in 5 posizioni differenti rispetto al centro della piattaforma (cercando di non scegliere spostamenti eccessivi per non sbilanciare troppo lo strumento) e abbiamo ripetuto i calcoli del punto 4 per calcolarci il suo relativo momento d'inerzia. Questi valori sono stati confrontati infine con quelli del teorema prestando molta attenzione alle incertezze relative. Inoltre i suddetti dati sono stati rielaborati graficamente per mostrare come tale teorema poteva essere dedotto sperimentalmente. 6. Posizionamento di due cilindri in diverse posizioni Per concludere l'esperienza abbiamo considerato un sistema fisico più complesso composto dalla piattaforma e da due dischi di alluminio. Abbiamo considerato i due dischi di dimensioni uguali e abbiamo calcolato solo la differenza di massa. In questo esperimento abbiamo posizionato i dischi sulla piattaforma in 3 posizioni diverse (equidistanti dal centro e non) e abbiamo di nuovo cercato di verificare il teorema di Huygens-Steiner. Essendo però in questo caso molto più difficile il confronto abbiamo dovuto considerare di volta in volta per ogni disco il valore teorico del momento d'inerzia dell'altro disco. Per queste ultime misurazioni abbiamo cambiato sia la massa che metteva in rotazione la piattaforma che il diametro di avvolgimento del filo (tali misure sono state riportate nella tabella a pag 7 con i nomi di massa 6 e raggio 2). Abbiamo dunque dapprima aggiunto un nuovo pernetto alla piattaforma e con 5 misurazioni dell'accelerazione angolare abbiamo ricalcolato il suo momento d'inerzia (ovviamente meno preciso di quello calcolato al punto 3) dopodiché abbiamo ripetuto le 5 misurazioni di accelerazione del sistema piattaforma+disco1+disco2 nelle relative posizioni.

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 RACCOLTA DEI DATI
Nella prima tabella abbiamo riportato le misure effettuate con la bilancia e con il calibro sugli strumenti adottati nell'esperienza (pesetti, disco, raggio di avvolgimento) con le relative incertezze considerate come l'errore dello strumento: Misura effettuata Diametro del raggio 1 su cui è stato avvolto il filo. Diametro del raggio 2 su cui è stato avvolto il filo. Diametro esterno dei dischi. Diametro interno dei dischi. Massa del supporto. MASSA 1 del pesetto. MASSA 2 del pesetto. MASSA 3 del pesetto. MASSA 4 del pesetto. MASSA 5 del pesetto. MASSA 6 dei pesetti. MASSA disco di alluminio 1 Valore trovato 0,0250 m 0,0166 m 0,0990 m 0,0250 m 0,0083 kg 0,1001 kg 0,1201 kg 0,1502 kg 0,1702 kg 0,2001 kg 0,1701 kg 0,2044 kg Incertezza 0,00005 m 0,00005 m 0,00005 m 0,00005 m 0,0001 kg 0,0001 kg 0,0001 kg 0,0001 kg 0,0001 kg 0,0001 kg 0,0001 kg 0,0001 kg

MASSA disco di alluminio 2 0,1996 kg 0,0001 kg Nella prossima tabella sono riportati invece tutti i dati ricavati dalle 50 misurazioni con il software e la piattaforma rotante libera. Il software ci forniva il coefficienti della parabola dell'equazione del moto: Possiamo confrontare questa relazione con quella teorica e ricavare che:

Per cui dal terzo coefficiente per ricavarci l'accelerazione angolare è stato sufficiente moltiplicare il valore per 2. I dati sono stati riportati con tante cifre significative quante sono state fornite dal software.

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Coefficiente misurato
0,39680 0,39915 0,40189 0,40205 0,40229 0,40279 0,40305 0,40380 0,40405 0,40417 0,40460 0,40461 0,40477 0,40504 0,40515 0,40535 0,40543 0,40568 0,40574 0,40586 0,40593 0,40615 0,40618 0,40621 0,40621

Accelerazione Angolare
0,79360 0,79830 0,80378 0,80410 0,80458 0,80558 0,80610 0,80760 0,80810 0,80834 0,80920 0,80922 0,80954 0,81008 0,81030 0,81070 0,81086 0,81136 0,81148 0,81172 0,81186 0,81230 0,81236 0,81242 0,81242

Scarto
-0,019 -0,014 -0,009 -0,008 -0,008 -0,007 -0,006 -0,005 -0,004 -0,004 -0,003 -0,003 -0,003 -0,002 -0,002 -0,002 -0,001 -0,001 -0,001 -0,001 0,000 0,000 0,000 0,000 0,000

Coefficiente misurato
0,40631 0,40656 0,40660 0,40674 0,40693 0,40700 0,40748 0,40753 0,40770 0,40777 0,40789 0,40789 0,40805 0,40819 0,40821 0,40829 0,40853 0,40855 0,40863 0,40898 0,40922 0,40994 0,41021 0,41071 0,41087

Accelerazione Angolare
0,81262 0,81312 0,81320 0,81348 0,81386 0,81400 0,81496 0,81506 0,81540 0,81554 0,81578 0,81578 0,81610 0,81638 0,81642 0,81658 0,81706 0,81710 0,81726 0,81796 0,81844 0,81988 0,82042 0,82142 0,82174

Scarto
0,000 0,001 0,001 0,001 0,002 0,002 0,003 0,003 0,003 0,003 0,003 0,003 0,004 0,004 0,004 0,004 0,005 0,005 0,005 0,006 0,006 0,008 0,008 0,009 0,009

Il valore medio risultante da tali misurazioni corrisponde alla media aritmetica, quindi:

A ogni periodo poi è possibile associare uno scarto che è importante nell’analisi statistica e nella determinazione dell’errore commesso sulla misura, dato da: Nella prossima tabella riportiamo i dati relativi alle accelerazioni angolari calcolate con le masse 2,3,4,5 sempre moltiplicando per due il coefficiente fornito dal software. Riportiamo anche i valori medi calcolati con le relative deviazioni standard medie ricavate dalla funzione di excel stdev(...).

8. Relazione di Camillo Stefanucci. Corso di laurea in Ingegneria Fisica

Coeff. 2 0,49943 0,50043 0,49966 0,49989 0,50443 0,50371 0,50374 0,50463 0,50251 0,50565

Acc. 2 0,99886 1,00086 0,99932 0,99978 1,00886 1,00742 1,00748 1,00926 1,00502 1,01130
2

Coeff. 3 0,65136 0,65190 0,65000 0,65075 0,65033 0,65267 0,65178 0,65281 0,64965 0,65125

Acc. 3 1,30272 1,30380 1,30000 1,30150 1,30066 1,30534 1,30356 1,30562 1,29930 1,30250

Coeff. 4 0,75087 0,74682 0,75065 0,74639 0,75221 0,74433 0,75299 0,74983 0,75203 0,74425

Acc. 4 1,50174 1,49364 1,50130 1,49278 1,50442 1,48866 1,50598 1,49966 1,50406 1,48850

Coeff. 5 0,89665 0,89125 0,89577 0,89355 0,89597 0,89011 0,89671 0,89277 0,89848 0,89810

Acc. 5 1,79330 1,78250 1,79154 1,78710 1,79194 1,78022 1,79342 1,78554 1,79696 1,79620

VALORI MEDI 1,00482 rad/s 0,00149 1,30250 rad/s2 0,00068 1,49807 rad/s2 0,00209 1,78987 rad/s2 0,00181 DEVIAZIONE STANDARD MEDIA

Riportiamo ora le misure di accelerazione calcolate con il disco di alluminio sulla piattaforma nelle diverse distanze d dal centro di rotazione: 0 cm
0,39694 0,39625 0,39590 0,39824 0,39772 0,39820 0,39777 0,39662 0,39902 0,39853

2 cm
0,39078 0,39305 0,39423 0,39681 0,39773 0,39780 0,39833 0,40028 0,39697 0,40238

4 cm
0,38791 0,39368 0,38840 0,39454 0,38931 0,39429 0,39496 0,39051 0,38508 0,39114

6 cm
0,37528 0,37779 0,37657 0,37701 0,37781 0,37836 0,38084 0,37719 0,38073 0,37795

8 cm
0,35678 0,36155 0,35915 0,36041 0,36050 0,36154 0,36024 0,36118 0,36310 0,36210

10 cm
0,34415 0,34042 0,34122 0,34007 0,34074 0,34063 0,34561 0,34263 0,34211 0,34195

Accelerazione
0,79388 0,79250 0,79180 0,79648 0,79544 0,79640 0,79554 0,79324 0,79804 0,79706 0,78156 0,78610 0,78846 0,79362 0,79546 0,79560 0,79666 0,80056 0,79394 0,80476 0,77582 0,78736 0,77680 0,78908 0,77862 0,78858 0,78992 0,78102 0,77016 0,78228 0,75056 0,75558 0,75314 0,75402 0,75562 0,75672 0,76168 0,75438 0,76146 0,75590 0,71356 0,72310 0,71830 0,72082 0,72100 0,72308 0,72048 0,72236 0,72620 0,72420 0,68830 0,68084 0,68244 0,68014 0,68148 0,68126 0,69122 0,68526 0,68422 0,68390

9. Relazione di Camillo Stefanucci. Corso di laurea in Ingegneria Fisica

Nell'ultima tabella sono riportati invece i valori dei coefficienti e quelli delle relative accelerazioni angolari (calcolate con la solita moltiplicazione) dapprima con la piattaforma libera, e successivamente con i due dischi di alluminio disposti alle relative distanze d1, d2 dal centro di rotazione. La massa usata in questo caso per mettere in rotazione il sistema è stata la massa 6 e il raggio di avvolgimento del filo è il raggio2: Piattaforma Coeff. 0,44881 0,45875 0,45942 0,46465 0,44486 Accel. 0,89762 0,91750 0,91884 0,92930 0,88972 D1=24cm D2=24cm D1=18cm D2=6cm Coeff. 0,14039 0,14064 0,14093 0,14512 0,14430 Accel. 0,28078 0,28128 0,28186 0,29024 0,28860 Coeff. 0,26863 0,27462 0,26969 0,27969 0,27096 Accel. 0,53726 0,54924 0,53938 0,55938 0,54192 D1=5cm D2=5cm Coeff. 0,40240 0,40622 0,39209 0,41106 0,41010 Accel. 0,80480 0,81244 0,78418 0,82212 0,82020

 ANALISI STATISTICA E ANALISI DEGLI ERRORI
Come ulteriore scopo dell’esperienza di laboratorio c’era da analizzare ed elaborare i dati statisticamente. Dapprima servendoci degli strumenti della statistica descrittiva abbiamo verificato che i dati raccolti sui periodi si distribuivano su una gaussiana. Per far questo è stato utile l’utilizzo del calcolatore con il foglio di calcolo excel che ci ha permesso di stilare degli istogrammi molto significativi. Dividendo infatti i dati in 7 classi equispaziate abbiamo riportato la frequenza dei dati ottenendo quanto segue:
Scala 1 2 3 4 5 6 7 Tempi 0,79762 0,80164 0,80566 0,80968 0,81370 0,81772 0,82174 Frequenza 1 1 4 7 16 15 6

16 14 12 10 8 6 4 2 0 1 2 3 4 5 6 7

(La scelta di 7 classi è presa sotto consiglio di dividere i dati approssimativamente in √N classi dove N rappresenta il numero di dati raccolti).

10. Relazione di Camillo Stefanucci. Corso di laurea in Ingegneria Fisica

Dal poligono di frequenza ottenuto dalla spezzata che unisce i picchi degli istogrammi (non visualizzato) si individua una distribuzione quasi “a campana” dei dati raccolti sperimentalmente. Tale distribuzione è possibile confrontarla direttamente con una gaussiana normalizzata ma non otterremmo un risultato soddisfacente (e già lo osserviamo dall'istogramma) in quanto le misurazioni prese sono state relativamente poche. Nella prossima tabella sono stati riportati dei parametri statistici con le relative formule matematiche utilizzate per calcolarli.

Devianza Varianza

Deviazione standard Deviazione standard media
La deviazione standard media in particolare è considerabile come l’incertezza sull'accelerazione angolare media calcolata α . Passando alla seconda tappa dell'esperimento per il calcolo del momento frenante utilizziamo la seguente formula: Per questo è necessario conoscere il valore dell'accelerazione di gravità (che la consideriamo come una costante conosciuta), il raggio di rotazione (raggio1 fissato) e la massa frenante con le relative incertezze. Per il calcolo della massa frenante abbiamo approssimato i dati ricavati mettendo in rotazione la piattaforma con 4 masse differenti* e le abbiamo riportate su un grafico α, m approssimandoli con il metodo dei minimi quadrati L'approssimazione è stata effettuata dal software di calcolo Matlab che ha mostrato una linearità (come da teoria) dei dati raccolti sperimentalmente. Il grafico fornitoci dal software rappresenta i punti sperimentali (x,y) all'interno di un rettangolino colorato che però non è visibile (si intravedono solamente dei piccoli trattini) perché gli errori sono assai piccoli e quindi trascurabili. 11. Relazione di Camillo Stefanucci. Corso di laurea in Ingegneria Fisica

Script Matlab per il calcolo della massa frenante
%Calcolo della massa frenante x=[0.1084 0.1284 0.1585 0.1785 0.2084]; y=[0.81231 1.00482 1.30250 1.49807 1.78987]; c=polyfit(x,y,1); dx=0.0001; dy=[0.00078 0.00149 0.00068 0.00209 0.00181]; b=c(1); a=c(2); disp(sprintf('La retta che approssima il grafico è y = %3.4f x %3.4f',b,a)) massa=-a/b; disp(sprintf('La massa frenante calcolata è pari a %3.4f kg',massa)) z=linspace(0,0.25); p=polyval(c,z); title('Grafico delle accelerazioni angolari relative a masse diverse') hold on xlabel('Masse (kg)'); ylabel('Accelerazioni angolari (rad/s^2)') plot(x,y,'o',z,p,'r') plot(massa,0,'*') text(0.01,0.1,'mf') grid on for i=1:5 fill([x(i)-dx x(i)-dx x(i)+dx x(i)+dx], [y(i)-dy(i) y(i)+dy(i) y(i)+dy(i) y(i)-dy(i)],1) end %Calcolo degli errori cov=(y-a-b*x); erra=sqrt(1/3*sum(cov.^2)*sum(x.^2)/(5*sum(x.^2)-sum(x)^2)); errb=sqrt(5/3*sum(cov.^2)/(5*sum(x.^2)-sum(x)^2)); disp(sprintf('Gli errori commessi sono: err(a)=%3.4f, err(b)=%3.4f',erra,errb))

Output:
La retta che approssima il grafico è y = 9.7909 x -0.2502 La massa frenante calcolata è pari a 0.0256 kg Gli errori commessi sono: err(a)=0.0031, err(b)=0.0194
G r a fic o d e lle a c c e le r a z io n i a n g o la r i r e la t iv e a m a s s e d iv e r s e 2 .5

2 A c c e le ra z io n i a n g o la r i (ra d / s 2 )

1 .5

1

0 .5

m f 0

-0 .5

0

0 .0 5

0 .1 M a s s e (k g )

0 .1 5

0 .2

0 .2 5

12. Relazione di Camillo Stefanucci. Corso di laurea in Ingegneria Fisica

Gli errori relativi ai coefficienti della retta y= A + Bx sono forniti dalle seguenti formule:

Calcolando si ottengono i seguenti risultati: L'errore relativo alla massa frenante è dato invece dalla seguente formula:

Il valore del momento frenante e la relativa incertezza (dovuta dalla propagazione degli errori) sono dunque i seguenti:

Tali valori saranno tenuti sempre costanti per tutto il resto dell'esperimento. Avendo ora tutti i dati necessari è possibile calcolare il momento d'inerzia della piattaforma rotante:

L'incertezza su questo valore, dipendendo da molti altri dati, è data dalla formula sottostante dove sono esplicitate le derivate parziali calcolate precedentemente:

13. Relazione di Camillo Stefanucci. Corso di laurea in Ingegneria Fisica

Si ottiene dunque facendo i calcoli il seguente valore: Passando alla seconda parte dell'esperienza, quella in cui interveniva il calcolo del momento d'inerzia del disco di alluminio, riportiamo nella tabella seguente le accelerazioni angolari medie relative alle diverse distanze d dal centro di rotazione con le rispettive deviazioni standard medie: 0cm 2cm 4cm 6cm 8cm 10cm 0,79504 rad/s2 0,79367rad/s2 0,78196 rad/s2 0,75591 rad/s2 0,72131 rad/s2 0,68391 rad/s2 DEVIAZIONI STANDARD MEDIE 0,00066 0,00215 0,00212 0,00109 0,00110 0,00112

Consideriamo ora il caso in cui il disco ruotava attorno al proprio centro di massa e con le stesse formule utilizzate per il calcolo del momento d'inerzia della piattaforma consideriamo ora l'inerzia del sistema disco+piattaforma con la relativa incertezza:

Per ricavarci l'inerzia del singolo disco dobbiamo operare la seguente operazione, tenuto conto che il momento d'inerzia calcolato è la somma dei singoli momenti d'inerzia che compongono il sistema:

Possiamo confrontare il valore così calcolato con il valore teorico avendo a disposizione tutti i dati con le relative incertezze strumentali:

Come si vede la differenza tra i due valori è pari a: 0,00001. Considerando invece le accelerazioni angolari a distanze diverse dal centro di rotazione possiamo calcolarci i relativi momenti d'inerzia del disco e dimostrare il teorema di

14. Relazione di Camillo Stefanucci. Corso di laurea in Ingegneria Fisica

Huygens-Steiner che descrive il modo in cui varia il momento d'inerzia a seconda della distanza d presa in considerazione. Ripetendo gli stessi calcoli fatti precedentemente (d=0cm) otteniamo i seguenti valori dei momenti d'inerzia con i relativi errori:

Confrontiamo ora tali valori con quelli teorici che sono ricavati dalla formula del teorema. Andando a calcolare si ottengono i seguenti risultati:

Le discrepanze tra i due valori (teorico e sperimentale) sono riportate nella tabella seguente e vediamo che in tutti i casi la precisione delle misure è sufficiente a farci concludere che sono corrette: 2cm 0,00029(15) 4cm 0,00048(16) 6cm 0,00093(15) RANGE SPERIMENTALE 0,00014 0,00044 0,00032 0,00064 0,00078 0,00108 0,00142 0,00174 0,00218 0,00250 VALORE TEORICO 0,00035(0) 0,00005 0,00059(2) 0,00010 0,00100(2) DISCREPANZA 0,00007 0,000002 0,00004 0,00157(3) 0,00231(4) 8cm 0,00158(16) 10cm 0,00234(16)

15. Relazione di Camillo Stefanucci. Corso di laurea in Ingegneria Fisica

Passiamo ora a rielaborare i suddetti dati in modo concettualmente differente. Supponiamo infatti di non conoscere il teorema di Huygens-Steiner e di voler ricavare da quest'esperienza una relazione fisica soddisfacente. Disegnando i suddetti grafici e interpolandoli con Matlab otteniamo un andamento parabolico degli stessi (vedesi pagina seguente. Il grafico ottenuto presenta la curva teorica, verde e quella sperimentale rossa e a ogni dato è associata l'incertezza rappresentata dal rettangolo colorato). Ne concludiamo che la relazione tra distanze e momento d'inerzia deve essere del tipo:

Dobbiamo dunque calcolarci unicamente i 3 coefficienti della parabola. Con un pò di attenzione riusciamo a determinarli in modo preciso, infatti: 1) La parabola ha un minimo sull'asse delle ordinate 2) Il valore di (alfa) calcolato è simile alla massa del disco Riassumendo si deduce dunque:

Passiamo ora a considerare l'ultima fase dell'esperienza in cui abbiamo un sistema meccanico più complesso composto da due dischi di alluminio che differiscono non per dimensioni ma per massa. Dapprima, visto che sono state cambiate le condizioni con cui la piattaforma viene messa in movimento, ricalcoliamo il momento d'inerzia della piattaforma rotante (alla quale è stato aggiunto un pernetto come sostegno del secondo disco) considerando la nuova accelerazione angolare e la sua deviazione standard:

Come si vede il risultato è assai meno preciso del primo effettuato perché è stato costruito unicamente su 5 misurazioni effettuate. Ora una volta posizionati i due dischi sulla piattaforma nelle tre diverse posizioni calcoliamoci le accelerazioni angolari relative con le rispettive incertezze e passiamo al calcolo del momento d'inerzia del sistema

16. Relazione di Camillo Stefanucci. Corso di laurea in Ingegneria Fisica

Script Matlab per visualizzare l'andamento dei dati
%Rappresentazione di Huygens-Steiner x=[0 0.02 0.04 0.06 0.08 0.10]; y=[0.00026 0.00035 0.00059 0.00100 0.00157 0.00230]; y2=[0.00027 0.00029 0.00048 0.00093 0.00158 0.00235]; c=polyfit(x,y2,2); c2=polyfit(x,y,2); dx=0.001; dy=[0.00015 0.00015 0.00016 0.00015 0.00016 0.00016]; a=c(1); b=c(2); d=c(3); disp(sprintf('La parabola che approssima il grafico è y = %3.4f x^2 %3.4f x + %3.4f\n',a,b,d)) z=linspace(0,0.12); p=polyval(c,z); p2=polyval(c2,z); title('Grafico dei momenti d''inerzia al variare delle distanze') hold on xlabel('Distanze(m)'); ylabel('Momento d''inerzia (Kg)') for i=1:6 fill([x(i)-dx x(i)-dx x(i)+dx x(i)+dx], [y2(i)-dy(i) y2(i)+dy(i) y2(i)+dy(i) y2(i)-dy(i)],1) end plot(x,y2,'o',x,y,'b*',z,p2,z,p,'r') grid on

Output:
La parabola che approssima il grafico è y = 0.2496 x^2 -0.0039 x + 0.0003
3 .5 x 10
-3

G r a f i c o d e i m o m e n t i d 'i n e r z i a a l v a r i a r e d e l l e d i s t a n z e

3

2 .5 M o m e n t o d 'in e r z ia (K g )

2

1 .5

1

0 .5

0 -0 .0 2

0

0 .0 2

0 .0 4 0 .0 6 D is t a n z e (m )

0 .0 8

0 .1

0 .1 2

17. Relazione di Camillo Stefanucci. Corso di laurea in Ingegneria Fisica

piattaforma+disco1+disco2. Tale momento è dato dalla somma dei 3 momenti distinti; per determinare di volta in volta il momento d'inerzia di un disco ci dobbiamo calcolare quello teorico rispettivo dell'altro disco come segue:

Riportiamo ora in una tabella le accelerazioni angolari medie calcolate con il loro errore: Accelerazioni e deviazioni standard medie 1 posizione 0,28455 ± 0,00201 rad/s2 2 posizione 0,54544 ± 0,00403 rad/s2 3 posizione 0,80875 ± 0,00687 rad/s2

Andando a sostituire nei calcoli tutti i dati misurati si ottengono i seguenti risultati: PRIMA POSIZIONE I1=0.01574 δI1=0.00244 I1=0.00739 δI1=0.00152 I1=0.00082 δI1=0.00121 I2=0.01545 δI2=0.00245 I2=0.00148 δI2=0.00157 I2=0.00080 δI2=0.00121 T1 =0.01204 T2 = 0.01176 δT1=0.00010 δT2=0.00010 T1 =0.00689 T2 = 0.00098

SECONDA POSIZIONE δT1=0.00007 δT2=0.00002 T1 =0.00078 T2 = 0.00076

TERZA POSIZIONE δT1=0.00002 δT2=0.00002

In questo elenco I rappresenta il momento d'inerzia calcolato e T quello teorico. Come si nota queste misure non sono affatto precise e disegnando gli andamenti teorici e sperimentali (vedi pagina seguente) si nota come con sole 5 misurazioni e 3 posizioni si ottengono andamenti errati. *Le masse considerate in TUTTI i calcoli eseguiti sono state calcolate sommandovi la massa del supporto e la relativa incertezza è data da:

18. Relazione di Camillo Stefanucci. Corso di laurea in Ingegneria Fisica

19. Relazione di Camillo Stefanucci. Corso di laurea in Ingegneria Fisica

 CONCLUSIONE
Dall'esperienza abbiamo notato che lo studio di un moto rotatorio e la meccanica del corpo rigido è abbastanza complessa. Il sensore elettronico, fortunatamente, ci ha permesso di ottenere delle misurazioni abbastanza precise dell'accelerazione angolare della nostra piattaforma. In generale infatti la precisione dei risultati è stata dell'ordine di grandezza di 10-5 quindi assai soddisfacente. L'esperienza ha mostrato la validità degli approcci teorici di fondo con la verifica sperimentale delle formule. Il primo problema sorto tra pratica e teoria è stato quello degli attriti interni non trascurabili e quindi della determinazione del momento frenante. Una volta determinato questo è stato possibile procedere ricavando i dati con le relative incertezze. E' proprio in questo caso che è stata di fondamentale importanza la teoria della propagazione degli errori in quanto le grandezze calcolate dipendevano da un gran numero di variabili. Dopo la verifica della correttezza della formula per ricavare l'inerzia del disco di alluminio rotante attorno al suo centro di massa, si è passati a dimostrare quello che è il teorema di Huygens-Steiner con risultati abbastanza accurati. Dall'esperienza si è tentato anche l'approccio inverso, ossia di dedurre il teorema dai dati sperimentali attraverso la rappresentazione grafica intuitiva. La situazione si è invece complicata con lo studio di un sistema più complesso (quello composto dai due dischi) dove è stato necessario prendere in considerazione degli aspetti teorici nei calcoli. Statisticamente invece sono risultate più accurate le misure con un maggior numero di raccolta dati mentre con poche misure spesso si raggiungono risultati non troppo precisi (vedesi ultima parte dell'esperimento con l'andamento dei momenti d'inerzia dei due dischi). Questo conclude, in breve, una rapida panoramica di varie situazioni che possono verificarsi in ambito sperimentale: verifica della teoria, deduzione di nuove formule, valutazione dei risultati, calcolo della precisione degli stessi.

 APPROFONDIMENTI TEORICI
La piattaforma rotante è un sistema fisico schematizzabile come nella figura della pagina seguente. La massa m attaccata a un'estremità del filo viene lasciata cadere verso il basso soggetta alla forza peso e alla tensione del filo. Cadendo la tensione del

20. Relazione di Camillo Stefanucci. Corso di laurea in Ingegneria Fisica

filo mette in rotazione la piattaforma generando un momento M attorno al raggio r. La piattaforma inizia dunque a ruotare con un'accelerazione angolare e una velocità angolare da che sono che determinabili equazioni

manipolate adeguatamente portano al seguente risultato (utile per l'esperienza di laboratorio) per il calcolo del momento d'inerzia:

Per concludere bisogna tener presente che oltre che al momento generato dalla caduta del grave agisce sulla piattaforma anche un momento frenante dovuto alle forze di attrito che è determinabile in questo modo:

 GRUPPO DI SPERIMENTAZIONE
Stefanucci Camillo, Tabacco David, Tonelli Piero

21. Relazione di Camillo Stefanucci. Corso di laurea in Ingegneria Fisica

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