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Elettrochimica

L’elettrochimica è la parte della chimica fisica che si occupa delle reazioni che comportano un trasferimento di elettroni, cioè delle ossidoriduzioni; dal punto di vista energetico, i problemi che si incontrano in questo campo di studi possono essere ricondotti alla conversione fra due specie di energia: Energia chimica facendo uso di dispositivi quali: celle elettrolitiche (→) , ricerca delle migliori forme di immagazzinamento di energia elettrica sotto forma di energia chimica, per mezzo delle celle elettrolitiche; celle galvaniche (←) , ricerca dei metodi ottimali per utilizzare l’energia chimica, preventivamente accumulata, per mezzo di pile; accumulatori (↔) , in sostanza pile reversibili, perchè una volta che i reagenti chimici sono stati consumati, essi possono essere ripristinati in situ per mezzo di un collegamento ad un generatore esterno. occorre sottolineare come per mezzo di tali dispositivi l’elettrochimica sia fondamentale nel fare avvenire specifiche reazioni di ossidoriduzione altrimenti non realizzabili o realizzabili a costo molto elevato. Dispositivi in grado di operare in entrambe le categorie viste sono gli accumulatori, che in sostanza sono pile reversibili, perchè una volta che i reagenti chimici sono stati consumati, essi possono essere ripristinati per mezzo di un collegamento ad un generatore esterno. Ogni redox spontanea (∆G < 0) costituisce potenzialmente una sorgente di energia elettrica, in quanto il trasferimento di elettroni nella reazione avviene in numero straordinariamente grande; tuttavia l’abbondanza di e− non è condizione sufficiente per l’ottenimento di un effetto utile elettrico, infatti una corrente elettrica è tale se costituita da un movimento ordinato di cariche; questo ci fa presagire che, volendo ad esempio sfruttare la redox:
2+ 2+ − Zn(s) + Cu(aq) −→ Zn(aq) + Cu

←→

Energia elettrica

(1)

non sarà sufficiente porre una barretta di zinco (Zn) in una soluzione di ioni rameici (Cu 2+ ): in questo modo si finisce solo per scaldare la soluzione! Occorre realizzare una cella galvanica (o pila), cioè un opportuno circuito che tenga separati Zn e Cu 2+ , realizzando il passaggio di elettroni tramite un conduttore che li collega; se il passaggio avviene sotto una differenza di potenziale, si ha un lavoro utile di tipo elettrico.

La pila Daniell
É la cella galvanica che basa il suo funzionamento sulla redox (1) ed è forse la più facile da comprendere, per cui viene spesso introdotta come primo esempio. Lo zinco è un metallo che (come tutti gli altri metalli) manda in soluzione ioni Zn 2+ e lo 1

rispetto all’elettrodo di rame. pertanto nella nostra pila l’elettrodo di zinco sarà negativo.fa in quantità maggiore di quanto il rame mandi in soluzione ioni Cu 2+ . in quanto ricco di elettroni. giunti qui però cessano di esistere 2 . collegando i due elettrodi con un conduttore esterno. passeranno elettroni dallo zinco al rame.