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STUDENTI E LAVORATORI UNITI CONTRO L'INVALSI!

Da alcuni anni le scuole italiane stanno diventando ostaggio dell'Invalsi, un istituto che dovrebbe valutare la qualit del sistema scolastico ma che per giudicare questa qualit si basa su un inutile test (o per meglio dire quiz) a cui gli studenti devono rispondere in pochissimo tempo, uguale in tutti gli istituti, indipendentemente dal contesto in cui operano. Questi test, che di fatto giudicano singoli istituti e insegnanti, spingono molte scuole a lavorare per mesi e mesi su di essi, modificando i programmi ed incidendo pesantemente sulla libert d'insegnamento, anzi spingendo tanti docenti a rinunciare al loro ruolo di educatori per assumere quello di addestratori degli studenti per questi quiz. CHE COS'E' L'INVALSI? A COSA SERVE QUESTO TIPO DI VALUTAZIONE? Per comprendere realmente cosa sia l'Invalsi e quale sia la logica che la muove, necessario partire dal concetto di valutazione. Cosa si valuta attraverso quello che dovrebbe essere l'istituto di valutazione del sistema scolastico a livello nazionale? Non certo i livelli di continuit didattica, la qualit dell'edilizia scolastica, l'agibilit degli istituti e delle aule, il numero di alunni per classe, il funzionamento dei laboratori, le condizioni delle scuole che operano in contesti difficili, le modalit d'integrazione degli studenti in situazione di disagio o dei ragazzi diversamente abili. Allora cosa viene effettivamente valutato, in che modo e con quali scopi? Pensare di valutare la scuola italiana attraverso un quiz una tale assurdit che qualunque pedagogista ma soprattutto qualunque persona di buon senso lo capirebbe, quindi impensabile che persone esperte non si siano accorti in buona fede del livello di arbitrariet assoluta che si nasconde dietro questi test fintamente oggettivi. Se leggiamo il documento scritto per l'Invalsi da Andrea Ichino, Daniele Checchi e Giorgio Vittadini, che stabilisce le linee guida di questo pseudosistema di valutazione, comprendiamo come l'obiettivo sia quello di destinare pi fondi(ovvero meno tagli) a quelle scuole che otterranno i punteggi pi alti nelle prove, quindi mettendo ancora una volta i singoli istituti gli uni contro gli altri e di conseguenza gli studenti in competizione tra loro per impedirgli di lottare uniti contro lo smantellamento della scuola pubblica. Inoltre, si vuol premiare dal punto di vista economico gli insegnanti dei ragazzi che hanno ottenuto i risultati migliori e punire quelli i cui studenti avranno ottenuto i punteggi pi bassi. Anche in questo caso, l'obiettivo di dividere la categoria in meritevoli e non meritevoli del tutto evidente, cos com' altrettanto palese la totale mancanza di quella tanto sbandierata meritocrazia utilizzando un criterio del genere. Ma soprattutto si dar vita ad un'ulteriore spostamento verso l'alto delle gi misere risorse, dal momento che una scuola che opera nei quartieri benestanti avr molte pi probabilit di ottenere risultati migliori rispetto ad una scuola che opera in contesti sociali degradati (in questo modo, ancora una volta il Sud sar penalizzato rispetto al Nord). Ecco dunque spiegato il fine ultimo di questa valutazione uguale tra realt diseguali: la selezione di classe! Le ragioni dell'Invalsi sono tuttavia ancora pi profonde poich nel sistema capitalistico la

componente strutturale sempre quella economica: infatti, questo tipo di prove diventeranno il fulcro delle future attivit scolastiche se quest'operazione non verr fermata, in quanto nessuna scuola vorrebbe correre il rischio di scomparire e nessun docente perdere il posto o essere danneggiato economicamente e professionalmente. Ebbene, se questi test dovessero prefigurare la scuola del futuro, lo studente sarebbe ridotto ad un automa che non deve sviluppare pensiero critico ma solo competenze limitate e settorializzate. Di fatto, si vuol dar vita ad uno studente alienato, incapace di riconoscere il fine del proprio studio, per prepararlo ad essere in futuro la nuova forza lavoro ubbidiente e precaria, in grado di rispondere in ogni momento alle esigenze produttive del capitalismo, del quale non a caso l'alienazione una caratteristica fondamentale. LA VERGOGNOSA DISCRIMINAZIONE DEGLI ALUNNI DIVERSAMENTE ABILI A questo punto giusto sottolineare un ulteriore e forse ancor pi grave atto da parte dell'Invalsi. Mentre a partire dagli anni '70 una serie di leggi e provvedimenti di civilt avevano portato all'abbandono delle classi differenziali ed all'assunzione di insegnanti di sostegno per gli alunni diversamente abili, nonch al loro diritto di stare in classe insieme ai loro compagni, questi signori dell'Invalsi non trovano niente di meglio che non far svolgere le prove a tali studenti, impedendogli persino di farla in presenza dell'insegnante di sostegno, preoccupati di non falsare con la loro prova l'esito complessivo dei test. Di conseguenza, riportando la scuola indietro di oltre 40 anni, il giorno dello svolgimento delle prove Invalsi andr spiegato a questi studenti che non vero che sono uguali agli altri e che saranno costretti a uscire dalla loro classe per fare altre attivit meno importanti. Ribadiamo che non sar certo la presenza di questi studenti a falsare prove che sono gi falsate in partenza per tutte le ragioni che abbiamo indicato e che una seria valutazione del sistema scolastico dovrebbe riguardare anche il livello d'integrazione degli alunni diversamente abili anzich discriminarli in un modo cos spudorato e vergognoso! PERCHE' E' PRIORITARIA IN QUESTO MOMENTO LA LOTTA CONTRO L'INVALSI? L'Invalsi non un mostro presente solo in Italia e staccato dalle logiche degli altri paesi europei ma rientra a pieno titolo nei nuovi indirizzi sulla valutazione portati avanti a livello mondiale da un capitalismo sempre pi in crisi e alla ricerca di nuova manodopera precaria e a basso costo. L'Invalsi rientra infatti nei sistemi di valutazione degli apprendimenti scolastici presente in tutti i paesi dell'Ocse, che infatti ogni anno pubblica una classifica sull'efficienza dei sistemi formativi dei paesi membri sulla base di questo tipo di prove standardizzate. La lotta contro l'Invalsi non affatto disgiunta da quella contro i tagli e contro il modello di scuola azienda prospettato a livello europeo e portato avanti ormai da due decenni da governi di centrodestra e centrosinistra indistintamente, che affida tutto il potere in mano ai presidi, che trasforma la scuola in una caserma in cui ognuno costretto ad ubbidire ai suoi superiori e riduce lo studente a cliente. L'Invalsi s'inserisce a pieno titolo in questa logica di tagli e di privatizzazione (sempre meno) strisciante, come testimoniano le nuove riduzioni di fondi previsti dal ministro Profumo dopo l'ecatombe provocata dalla Gelmini e soprattutto dal ritorno in auge

della proposta di legge Aprea, precedentemente accantonata dopo le lotte di studenti e precari, che mira a trasformare le scuole in fondazioni private governate da un consiglio d'amministrazione, a gerarchizzare gli insegnanti diversificandoli per stipendio e carriera e con il reclutamento diretto dei presidi per assumere nuovi insegnanti. Non a caso, la firmataria di questa proposta di legge, Valentina Aprea, da assessore alla formazione della regione Lombardia sta gi tentando di sperimentare queste proposte. LE GIORNATE DI LOTTA CONTRO L'INVALSI SONO SOLO L'INIZIO! Le giornate di lotta contro l'Invalsi devono essere il punto di partenza per una ripresa delle lotte da parte di insegnanti di ruolo e precari, personale ATA, studenti e famiglie che si ponga l'obiettivo non solo di fermare tutte queste controriforme ma sappia rilanciare un'idea opposta di scuola pubblica basata sul pieno sviluppo dell'individuo, sul sapere libero e critico, sulla libert d'insegnamento nello svolgimento dei programmi tenuto conto del contesto socioculturale in cui opera, sul reale funzionamento degli organismi democratici per studenti e docenti, progressivamente svuotati di contenuto e di significato dalla scuola azienda. E' indispensabile per portare avanti queste lotte la costruzione di un nuovo soggetto studentesco su basi di classe, in grado di rilanciare quel movimento di lotta che dopo l'Onda, che pure aveva forti contraddizioni al proprio interno, non stato in grado di riproporsi con la stessa forza. E' altrettanto importante una ripresa delle lotte dei lavoratori della scuola, indipendentemente dalle sigle sindacali contro tutti i tentativi di gerarchizzare e dividere la categoria e per proseguire la battaglia contro la precariet. In conclusione, necessario che tutte le componenti presenti all'interno della scuola insieme riaffermino un principio fondamentale: la scuola di chi la vive quotidianamente, non di ministri, burocrati e capi d'istituto messi al loro posto come meri esecutori di ordini piovuti dall'alto! Laboratorio Politico Iskra www.laboratoriopoliticoiskra.org FaceFacebook/Twitter: Iskra Area Flegrea iskrassociazione@gmail.com Sede: Via Enea 19a Bagnoli/Napoli