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Tesina di approfondimento

Il processo di insegnamento e di apprendimento, dal metodo tradizionale ai sistemi intelligenti dell’ultima frontiera.

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la diffusione del sapere.la capacità di autoapprendimento. La capacità di apprendimento continuo degli individui non era soggetta a una forte sollecitazione e non rappresentava un fattore determinante dell'adattamento sociale ed economico.in cui la lezione era articolata nei tre momenti distinti della lectio. demotivato e passivo. dove i maestri analizzavano. Il discente ha infatti il solo scopo di imparare. Infatti il progresso tecnologico.elaborazione e analisi delle informazioni 2 . 2. Di fatto l’insegnante attua una comunicazione unidirezionale anzichè bidirezionale e partecipativa. criticavano e commentavano i testi. del numero elevato di studenti dovuto all’accesso di massa all’istruzione. soprattutto. cioè di dominare l'informazione.(F. il moltiplicarsi delle informazioni e dei mezzi per comunicarla. Ha lo scopo di trasmettere il contenuto. Quest’ultimo momento in particolare. commenti ed il proprio giudizio in forma problematica. ovverosia di assimilare i contenuti. spesso. che detiene il sapere ed è per questo dotato di autorità. che si rivelava molto prezioso in quanto permetteva l’analisi e la critica dei contenuti nonchè uno scambio interattivo con il docente. a causa. Il docente è colui che “sa”. la forza degli individui risiede nella loro capacità di apprendere. dove maestri e scolari discutevano pubblicamente (Garito). non permette all’uomo contemporaneo di poter rimanere arroccato nel sapere acquisito nè tantomeno preda dell’infinita quantità di dati di incerta qualità e provenienza che viene trasmessa dalle reti telematiche. ai soli momenti di valutazione. il rinnovo di capacità e competenze durante il corso della vita diventa un requisito fondamentale per poter essere cittadini attivi. e della disputatio. Ai giorni nostri. interagisce con lui in maniera limitata. partecipi della conoscenza. I bisogni formativi nella società della conoscenza Nella società globalizzata e tecnologica del XXI secolo. della quaestio. hanno da tempo abbandonato il modello delle università medievali.Henri&C. dove i maestri esponevano riflessioni. di assimilarla.1. di trasformarla in conoscenze e di utilizzarla in modo rapido ed efficace.R. Il metodo d’insegnamento tradizionale Nei contesti formativi attuali è ancora radicato il metodo d’insegnamento tradizionale in cui vige una netta separazione dei ruoli tra docente e discente.che viene considerato come precostituito e immodificabile “versandolo” all’interno del “contenitore-studente”. non è più presente nei corsi universitari. memorizzandoli e sapendoli riprodurre in modo chiaro e fedele.Rigault) Emergono dunque nuovi bisogni formativi: • lo sviluppo di capacità critiche di selezione. “La formazione continua non era un problema vitale nelle società in cui le tecniche e il know-how si mantenevano pressoché immutati nel corso di tutta la vita. piuttosto che attuare una riflessione critica. Anche le università. e lo studente.

Il metodo per progetti nei contesti tradizionali Il metodo dei progetti nella didattica è stato introdotto da W. insieme. che vi hanno parte attiva e costruttiva. Un nuovo modello di insegnamento 3. che portino alla scoperta attiva ed anche all’applicazione concreta del sapere. Kilpatrick nel 3 . Di fronte alle nuove richieste della società “cognitiva” si sente sempre maggiormente la necessità che il metodo di insegnamento tradizionale sia rinnovato. Li stimola alla partecipazione. l’insegnante può rispondere ai diversi stili cognitivi e ai diversi interessi degli studenti. “Il nuovo contesto culturale richiede innanzitutto di abbandonare la vecchia figura del docente visto come il depositario assoluto del sapere. per assumere quello più morbido ma cruciale di "guida". unico trasmettitore di conoscenze e solitario attore del processo educativo. ma anche delle strategie di apprendimento sia individuali che collettive. Non essendo direttivo. Come sostiene E. Il docente stimola gli studenti con domande e discussioni che favoriscano la creazione originale e l’associazione stimolante di idee e concetti. In questo modo si attua concretamente il passaggio dal Paradigma dell’Insegnamento a quello dell’Apprendimento. nè prevedendo schemi rigidi e preconfezionati. alla produzione del sapere sia autonomamente che interagendo con gli altri. un percorso educativo che sia rispettoso dei diversi stili di apprendimento”.stimolando in questo modo l’individualizzazione e la flessibilità dell’apprenndimento.• • • • • lo sviluppo di capacità cognitive superiori come il ragionamento e il probelm solving la formazione di una mente attiva.2000) Il “nuovo” insegnante. critica e riflessiva la flessibilità e l’individualizzazione del processo di insegnamento e apprendimento la costruzione autonoma di conoscenze e competenze la capacità di collaborare e di interagire con gli altri nella costruzione del sapere. Lo studente in questo modo non solo acquisisce dei contenuti.(Garito. alla ricerca. è dunque colui che progetta il percorso di apprendimento degli studenti. Il docente deve abbandonare il ruolo di sage on the stage.H. Barchechath. Il nuovo ruolo che si viene a delineare vede dunque un docente-regista che progetta scenari di apprendimento e coopera poi con i suoi allievi per realizzare. 4. il concetto educativo dominante sposta l’accento dalla trasmissione del sapere centrata sul docente. all’ attività dei discenti nell’elaborazione dell’apprendimento.

1918 quando. recepita l’impostazione di Dewey sull’insegnamento come 4 .

5 .fino ad arrivare alla formulazione degli obiettivi di apprendimento . All'inizio dell'incontro successivo le conoscenze acquisite vengono sperimentate. Gli studenti godono di ampia autonomia. in biblioteca o consultando un esperto) le conoscenze mancanti vengono cercate. a scegliere percorsi opportuni per risolverli e ad operare concretamente fino ad ottenere il risultato finale. In questo contesto la figura dell’insegnante esce dall’ambito strettamente disciplinare ed assume il ruolo più di consiglierecoordinatore del lavoro. 5. Invece della tradizionale comunicazione a senso unico. tra cui Maastricht. Secondo l’autore gli studenti sono chiamati a porsi problemi reali. propose di impostare tutto il lavoro scolastico come percorso progettuale. che il percorso didattico aiuta ad individuare. le quali vengono poi confrontate con quelle presenti nel gruppo. Il problem based learning La didattica a base di problemi (DBP) è un metodo didattico innovativo adottato in molti atenei esteri. per non ostacolare la creatività. verificando se queste riescono a risolvere il problema. Gli studenti si presentano senza una preparazione specifica poiché uno degli scopi del metodo è la mobilitazione di conoscenze preesistenti. oggi responsabile della ricerca "Innovazione nella didattica" presso il Laboratorio di scienze cognitive di Rovereto. nella convinzione che esistono vari tipi di intelligenze. basato sull'idea che l'apprendimento è un processo sociale basato sull’interazione e sul lavoro di gruppo..ovvero i compiti che gli studenti si autoimpongono per recuperare (a casa. L’obiettivo prevalente della Key-School è di far crescere il bambino nella consapevolezza delle proprie capacità e del proprio talento. questo metodo propone una interazione attiva tra gli studenti mentre al docente spetta il ruolo più modesto di monitorare il processo d'apprendimento. Agli studenti viene proposto un breve testo su cui individuare il/i problema/i . Qui uno dei pionieri è stato Jack Birner. E’ un metodo attivo. si cerca di trovare un numero massimo di soluzioni possibili.formazione della personalità dello studente. Successivamente. DBP è dunque un metodo anti-autoritario (non è un caso che sia nato negli anni '60). L'analisi del problema si conclude con la creazione di una lista di conoscenze necessarie per risolverlo. dal docente attivo agli studenti che ascoltano in maniera passiva. Il corso si basa infatti su problemi. ispirata alla teoria delle intelligenze multiple di Gardner. formulati. Un esempio per tutti è costituito dalla Key-School. mentre il compito del tutor consiste nel seguirli controllando che non si allontanino troppo dall'indirizzo del corso. che vengono selezionate solo in un secondo momento. analizzati e risolti dagli studenti stessi che si incontrano due volte alla settimana in gruppi di circa 12 persone.basato sull’apprendimento per prove ed errori. che lo sta introducendoin via sperimentale all'Università di Trento. mediante un'attività di brainstorming.

sulla costruzione autonoma ma anche collaborativa della conoscenza. 6 . Dunque stimola la motivazione degli studenti e favorisce l'imparare ad imparare.

• le lezioni interattive. A Trento DBP verrà sperimentata inizialmente nel corso di Organizzazione e gestione delle risorse umane della Facoltà di Economia. Dal 68 in poi .in cui la ricerca e la teoria sono fortememente correlati alle problematiche correnti. che stimolano la partecipazione attiva degli studenti. 6. Questi tre esempi sopra riportati ci mostrano come la figura di un insegnante.”.che stimola gli studenti alla scoperta e alla costruzione attiva e concreta della conoscenza sia davvero possibile anche all’interno dei contesti tradizionali come le università Ma la possibilità per l’insegnante di istituire un dialogo interattivo e stimolante per gli studenti.però pregiudica la flessibilità e l’individualizzazione del sapere.” Gli strumenti fondamentali di questo sistema sono : • un approccio didattico pragmatico. Infatti. ma sono la sede di discussione con i professori. In Olanda la sua validità è riconosciuta dal mercato del lavoro e dagli studenti stessi che. hanno giudicato il dipartimento di economia dell'Università di Maastricht come il migliore dell'Olanda. Se questo consente a tutti l’accesso democratico al sapere. l’insegnante si trova a interagire con una decina di studenti. e nell’auto organizzazione del processo di apprendimento e di soluzione dei problemi.allo stile cognitivo e al livello di conoscenze pregresse dello studente. Modigliani. e di seguirli in maniera personalizzata è strettamente legata al numero di studenti. in cui l'apprendimento e lo scambio d'idee rappresenta un obiettivo reale. è “l'ambiente che si crea all'interno degli atenei. 7 . Stiamo però sempre più assistendo alla diffusione dell’insegnamento anche di livello superiore ad un numero sempre più elevato di studenti.così come avveniva nel Medioevo nelle prime università Europee. come afferma il prof.diventando un’università di massa. che "non sono la noiosa ripetizione delle cose scritte sui libri.l’università si è aperta. nelle università americane come nel corso sperimentale di Trento. un ambiente vivo e stimolante. Il modello univeritario americano Le classi delle università USA sono formate da poche decine di studenti e questo permette la presenza di una forte interazione intellettuale tra studenti e alunni.Il metodo è stato sviluppato esplicitamente anche per aumentare le abilità nell'applicazione delle conoscenze. per il quarto anno consecutivo. Dopo 30 anni si può quindi affermare che con DBP si ottengono risultati migliori che con il tradizionale metodo di insegnamento. nonchè un dialogo diretto e personale con un docente guida che stimoli un percorso formativo critico e personalizzato. spesso organizzati in gruppi e questo permette l’istituzione non solo di un comunicazione uno-a-molti ma anche di un dialogo uno-a-uno.adattato agli interessi . ma è già allo studio la possibilità di estenderne l'applicazione ad altre facoltà. Il primo elemento di rilievo nel sistema USA. perseguito con coerenza.