TECNOLOGIE E MATERIALI AEROSPAZIALI – Ver.

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CAP.18 -FENOMENI DI CORROSIONE

CAPITOLO

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18 FENOMENI DI CORROSIONE

Sinossi
a durabilità e l’affidabilità nel tempo delle strutture dipendono, oltre che dalle proprietà intrinseche dei materiali di cui sono costituite, anche da molti fattori esterni tra i quali l’entità, il tipo, la durata delle sollecitazioni, l’ambiente operativo, la presenza di diversi materiali a contatto o a protezione.

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nel tempo. Il comportamento dei materiali polimerici sarà discusso in alcuni capitoli successivi. In questo capitolo vengono discussi i principali meccanismi di ossidazione e corrosione che possono avvenire, con riferimento soprattutto ai materiali metallici di interesse aerospaziale; vengono inoltre presentate diverse misure adottate per la protezione da tali effetti.

Quasi tutti i materiali subiscono nel tempo fenomeni di deterioramento che sono il risultato di meccanismi degradativi anche molto diversi, sia nell’origine che nell’evoluzione, nelle diverse tipologie di materiali. Nell’ambito dei materiali metallici, i fenomeni degradativi di maggiore preoccupazione, particolarmente in ambiente atmosferico, consistono nell’ossidazione e nella corrosione per effetto delle condizioni ambientali esterne o per effetto del contatto di materiali dissimili. Nell’ambito dei materiali ceramici i fenomeni ossidativi e corrosivi sono generalmente più limitati e avvengono con cinetiche lente. I ceramici vengono spesso impiegati proprio grazie alla loro particolare resistenza ad ambienti aggressivi. Nell’ambito dei materiali polimerici, oltre a fenomeni di ossidazione, possono intervenire modifiche chimiche, fisiche e nella struttura molecolare, con importanti variazioni delle loro proprietà nelle condizioni operative. L’utilizzo dei materiali polimerici in ambito strutturale non può quindi prescindere dalla conoscenza della loro risposta

18.1 L’attacco chimico

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a corrosione chimica interviene quando si ha dissoluzione diretta del materiale o di alcuni suoi componenti per effetto del contatto con una sostanza corrosiva, generalmente liquida. Il contatto con sostanze acide e alcaline, o con metalli e sali fusi, risultano particolarmente aggressivi determinando la dissoluzione dei metalli solidi o dei ceramici; spesso l’effetto di dissoluzione è accelerato dalla presenza di flussi convettivi ed è accompagnato o conseguente a fenomeni di ossidazione e/o corrosione di tipo elettrochimico. L’attacco avviene inizialmente in corrispondenza di zone ad alta energia, come ad esempio i bordi di grano, o zone di interfaccia, e può portare alla nucleazione e propagazione di cricche e conseguente infragilimento. Nell’attacco selettivo solo alcuni componenti delle lega subiscono dissoluzione, modificando la composizione e le proprietà del materiale originario. Tali fenomeni risultano particolarmente significativi nei processi tecnologici di lavorazione a caldo dei metalli

Materiale didattico per uso personale degli studenti. Non è consentito l’uso di questo materiale a scopo di lucro. E’ vietato utilizzare dati, informazioni e immagini presenti nel testo senza autorizzazione. Copyright Dipartimento Ingegneria Aerospaziale - Legge Italiana sul Copyright 22.04.1941 n. 633.

G. Sala, L. Di Landro, A. Airoldi, P. Bettini

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Dipartimento di Ingegneria Aerospaziale – Politecnico di Milano

Airoldi. ad esempio per la deposizione di film protettivi o estetici. M Questa reazione viene sfruttata nei processi galvanici per la deposizione di metalli diversi (cromatura.). A.TECNOLOGIE E MATERIALI AEROSPAZIALI – Ver. spesso gassosi o liquidi. oppure basica. La corrosione elettrochimica avviene principalmente al contatto con mezzi acquosi o in aria umida. il contatto con solventi può determinare la dissoluzione del polimero e/o di alcuni suoi additivi. che si depositano come atomi sulla superficie del catodo ricoprendolo (elettrodeposizione) mediante reazione inversa all’ossidazione secondo la seguente reazione: Mn+ + ne. che riceve elettroni dall’anodo attraverso il circuito.1) è costituita da: un anodo che cede elettroni al circuito di collegamento. anche solidi. L’insieme delle reazioni che avvengono ai due poli della cella può essere quindi suddiviso in due semireazioni: con la reazione anodica gli atomi metallici M subiscono ossidazione trasformandosi in ioni Mn+ e perdendo uno o più elettroni secondo la reazione: M  Mn+ + neGli ioni metallici passano in soluzione determinando la corrosione dell’anodo. Questo determina. E’ vietato utilizzare dati. Nella reazione catodica gli elettroni si combinano con gli ioni presenti nell’elettrolita determinandone la riduzione.18 -FENOMENI DI CORROSIONE (fusioni. il solvente viene assorbito nel polimero rigonfiandolo. forma ioni positivi che passano in soluzione e si corrode. un anodo di zinco. ad esempio. definito cella elettrochimica. gli ioni H+ presenti Materiale didattico per uso personale degli studenti. La reazione comporta la formazione di prodotti di corrosione che a loro volta possono interagire con le sostanze presenti. In molti casi. Può avvenire in modo uniforme sulla superficie o. 633.04. In alcune applicazioni la conduzione di ioni Figura 18. Così in liquidi esenti o poveri di ossigeno come. oppure acida. L. più comunemente. Bettini 2 Dipartimento di Ingegneria Aerospaziale – Politecnico di Milano . nichelatura. trattamenti termici. saldatura) in quanto determinano interazioni tra materiale lavorato e attrezzature o liquidi di processo. spesso con infragilimento e irrigidimento rispetto alle condizioni originarie. La reazione di corrosione elettrochimica è conseguente alla formazione di un circuito elettrico. ad esempio. L’elettrolita è solitamente costituito da un liquido. anche importanti modifiche nel comportamento termico e meccanico del materiale. può avvenire anche in elettroliti non acquosi. oltre alla perdita di materiale. G. procedere in profondità in zone o centri localizzati. La formazione di ruggine su strutture in acciaio o la corrosione di componenti metallici immersi in acqua di mare sono il risultato di tali effetti. Sala. Fenomeni elettrochimici possono essere peraltro sfruttati utilmente. anche in questo caso le proprietà fisiche e meccaniche risultano profondamente modificate. soluzioni di acido cloridrico (HCl) o acqua stagnante. La reazione catodica può coinvolgere gli ioni metallici formatisi all’anodo o intenzionalmente aggiunti nell’elettrolita. ma si liberano o passano in soluzione. 01 CAP. Normalmente. che non si depositano uniformemente al catodo. un catodo collegato elettricamente con l’anodo. chiudendo il circuito. 18. ad esempio una soluzione salina. Nei materiali polimerici.1941 n. oppure di ferro. In dipendenza delle condizioni dell’elettrolita sono quindi possibili diverse reazioni catodiche. P. Non è consentito l’uso di questo materiale a scopo di lucro. in cui gli ioni metallici possono passare in soluzione. Avviene quando la perdita di elettroni determina la formazione di ioni metallici che passano in soluzione determinando una continua asportazione di materiale.1 – Schema di cella elettrolitica. non sempre facilmente rilevabili.2 La corrosione elettrochimica L a corrosione elettrochimica rappresenta la più comune forma di aggressione dei metalli. Così. produce ioni Zn2+ oppure Fe2+. nei processi di corrosione con la reazione catodica avviene la formazione di prodotti.7).Legge Italiana sul Copyright 22. Copyright Dipartimento Ingegneria Aerospaziale . Di Landro. un elettrolita conduttivo (generalmente liquido) in contatto con anodo e catodo che consente il trasporto di ioni dall’anodo al catodo. informazioni e immagini presenti nel testo senza autorizzazione. si ricorda ad esempio il problema della reattività del titanio nelle lavorazioni (Cap. Una cella elettrochimica (Figura 18. gli elettroni si combinano con gli ioni al catodo depositandosi oppure generando prodotti di reazione diversi. ecc.

Durante le misure questa semicella di riferimento è connessa con l’altra semicella costituita dall’elettrodo metallico immerso nella propria soluzione elettrolitica (contenente ioni metallici a uguale concentrazione 1 M).04. Copyright Dipartimento Ingegneria Aerospaziale . Fe(OH)2 Fe + ½ O2 + H2O  Fe(OH)2 (reazione anodica) (reazione catodica) (reazione globale) reazione opposta.secondo la seguente reazione: ½ O2 + H2O + 2e. Tra gli elettrodi si instaura quindi una differenza di potenziale che consente il passaggio di cariche elettriche attraverso il circuito. viene arbitrariamente assegnato potenziale 0. Airoldi.3 Il potenziale elettrochimico e la velocità di corrosione L a corrosione avviene a seguito di passaggio di corrente spontaneo attraverso il circuito della cella elettrochimica. producono un composto solido. reagendo con gli ioni metallici positivi. P.1941 n. Quando un elemento di metallo viene immerso in una soluzione elettrolitica. Pertanto non risulta possibile misurare il potenziale di un singolo elettrodo. La Figura 18. Materiale didattico per uso personale degli studenti. 2(OH)L’elettrolita si arricchisce di ioni (OH).che. E’ vietato utilizzare dati. Questa differenza di potenziale (ddp) esprime la diversa tendenza dei due materiali a cedere elettroni. 2(OH)Fe2+ + 2(OH). per cui gli ioni (positivi) tendono a ridepositarsi sull’elemento metallico porta rapidamente ad una situazione di equilibrio in cui non avviene alcun trasferimento di carica netto tra elemento e soluzione. Nel caso del ferro. G. Se il metallo ha maggiore tendenza a generare elettroni rispetto all’idrogeno.Legge Italiana sul Copyright 22. Di Landro. 18. H2 ↑ Introducendo un elemento di zinco in una soluzione acida di HCl avvengono le seguenti reazioni: Zn  Zn2+ + 2e. l’elettrodo a idrogeno. A questo riferimento. E’ invece possibile misurare la differenza di potenziale tra due materiali diversi (elettrodi) posti nella stessa soluzione (Figura 18. come nell’acqua aerata. Sala. la reazione catodica può coinvolgere l’elettrodo a ossigeno. Se nella soluzione elettrolitica è presente ossigeno.18 -FENOMENI DI CORROSIONE nella soluzione possono evolvere al catodo come idrogeno gassoso (elettrodo a idrogeno): 2H + + 2e. l’idrossido di Fe(OH)2 si ossida ulteriormente secondo la reazione seguente a formare Fe(OH)3. A. cioè la ddp che si instaura rispetto all’elettrodo di idrogeno a 25 °C. 01 CAP. Bettini 3 Dipartimento di Ingegneria Aerospaziale – Politecnico di Milano . 633. ioni metallici passano in soluzione e l’elemento assume carica negativa.(reazione anodica) 2H + + 2e. La semi cella con l’elettrodo a idrogeno è costituita da un elemento di platino immerso in una soluzione elettrolitica a concentrazione 1 M (molare) di ioni H + (per acido solforico) con idrogeno gassoso che gorgoglia sull’elettrodo. mediante una membrana semipermeabile che consente il trasferimento di ioni ma non il contatto delle soluzioni elettrolitiche. la ruggine: 2Fe(OH)2 + ½ O2 + H2O  2Fe(OH)3 La reazione procede fintanto che sono presenti ossigeno disciolto e ferro metallico.TECNOLOGIE E MATERIALI AEROSPAZIALI – Ver. Non è consentito l’uso di questo materiale a scopo di lucro. La Tabella 18.2 – Schema di cella elettrolitica con elettrodo di riferimento a idrogeno. la reazione complessiva è quindi: Fe  Fe2+ + 2e½ O2 + H2O + 2e. La Figura 18. Nelle leghe ferrose. È quindi possibile classificare i diversi materiali in funzione della tendenza a cedere elettroni relativa all’elettrodo di riferimento. consumando ferro metallico. H2 ↑ (reazione catodica) 2H + + Zn  Zn2+ + H2↑ (reazione globale) La reazione porta alla dissoluzione dello zinco e alla formazione di idrogeno gassoso che gorgoglia al catodo.1). L. Per potere confrontare i potenziali di diversi materiali la misura di ddp viene effettuata utilizzando una semi cella con elettrodo standard di riferimento.1 riporta il potenziale elettrochimico standard di diverse sostanze. informazioni e immagini presenti nel testo senza autorizzazione.2 mostra lo schema di una cella di misura del potenziale di un elettrodo metallico (zinco) rispetto all’elettrodo a idrogeno. il metallo è anodico e il suo potenziale è negativo. al catodo si ha la formazione di ioni OH. Fintanto che è presente ossigeno disciolto nella soluzione la reazione continua.

La polarizzazione risulta inferiore ad alta concentrazione dell’elettrolita.Legge Italiana sul Copyright 22. L. la corrente di corrosione a seguito della formazione spontanea di uno strato di ossido superficiale protettivo che rallenta o impedisce il passaggio in soluzione degli ioni metallici.3 – Curva di polarizzazione di un metallo attivopassivo. 2 per lo zinco). Una variazione del potenziale viene definita come polarizzazione e può avere diverse origini. t il tempo (in secondi). F la costante di Faraday (96500 coulomb). nichel.18 -FENOMENI DI CORROSIONE Tabella 18. La polarizzazione di attivazione è correlata all’energia necessaria per iniziare il processo di corrosione e in generale riduce la velocità di corrosione.TECNOLOGIE E MATERIALI AEROSPAZIALI – Ver. Copyright Dipartimento Ingegneria Aerospaziale . Sala. corrispondente alla velocità di deposizione o di corrosione. M il peso atomico del metallo. si riduce. titanio. se la diffusione non è sufficientemente veloce. Tale fenomeno. dovuto al passaggio di corrente che si instaura in una coppia galvanica. ferro. ad esempio. una volta che la corrosione è iniziata. ad esempio. E’ vietato utilizzare dati. Bettini 4 Dipartimento di Ingegneria Aerospaziale – Politecnico di Milano . detto passivazione. ioni passano in soluzione concentrandosi sulla superficie dell’elettrodo. è mostrato da diversi metalli di interesse ingegneristico come alluminio. Il potenziale dipende dalla concentrazione degli ioni nell’elettrolita secondo l’equazione di Nerst: E = E0 + (0. in grado di passivarsi in un intervallo di potenziale. Di Landro. n è il numero di valenza (ad es. è valutabile mediante l’equazione di Faraday: m = (i*A*t*M)/(n*F) dove m è il peso (in grammi) depositato o corroso. In corrispondenza dell’anodo. La polarizzazione di concentrazione deriva da variazioni di concentrazioni degli ioni nell’elettrolita Figura 18. A. diversi metalli e leghe presentano la capacità di ridurre. La velocità di trasferimento di ioni. i la densità di corrente (corrente per unità di superficie dell’elettrodo. in prossimità degli elettrodi.0592/n) log ( Cioni) dove E è il potenziale dell’elettrodo in una soluzione a concentrazione molare di ioni Cioni. Per proteggere il metallo dalla corrosione è quindi necessario ridurre il più possibile la corrente che percorre il circuito. P. A causa della polarizzazione la densità di corrente. spesso a valori estremamente bassi. Il danneggiamento del film protettivo o la variazione delle condizioni ambientali possono modificare drasticamente la velocità di corrosione. In alcune condizioni specifiche. informazioni e immagini presenti nel testo senza autorizzazione. queste condizioni determinano un aumento della velocità di corrosione. G. La risposta di un metallo alla corrosione può essere descritta facendo riferimento a diagrammi che rappresentano il potenziale di corrosione in funzione della densità di corrente. 633.1941 n. 01 CAP. alta temperatura e in presenza di moto convettivi. Una maggiore resistenza al flusso di ioni nell’elettrolita porta ad una riduzione della corrente di corrosione. ampere/m2) che passa nel circuito.04. la curva di polarizzazione tipica per un metallo attivo-passivo. cromo.3 mostra. A la superficie dell’elettrodo (m2). La Figura 18. l’effettiva corrente è molto difficile da predire o determinare poiché risulta dipendere da molte variabili che intervengono durante il processo di corrosione. Tuttavia dipende in modo molto sensibile da differenze locali di composizione dell’elettrodo e risulta pertanto di difficile valutazione.1 – Serie elettrochimica di diversi metalli puri. La corrosione del metallo è quindi il risultato della formazione di ioni metallici. Non è consentito l’uso di questo materiale a scopo di lucro. e quindi la velocità di corrosione. Airoldi. La polarizzazione di resistenza è dovuta alla resistività elettrica dell’elettrolita. Nella pratica. Si noti che la scala logaritmica della corrente in ascissa indica Materiale didattico per uso personale degli studenti.

Questo può risultare da differenze di composizione (celle di composizione). appartenente ad un sistema di refrigerazione di acqua salata. la serie elettrochimica dei metalli puri può non essere significativa per indicare la tendenza relativa a corrosione delle leghe metalliche. Sala. 633. Le celle di composizione si formano quando due metalli diversi o leghe a diversa composizione vengono a contatto a formare una cella elettrolitica. L. già descritto al Capitolo 6 (Figura 18.TECNOLOGIE E MATERIALI AEROSPAZIALI – Ver. Un esempio particolarmente significativo in campo aeronautico è rappresentato dalla corrosione in corrispondenza di giunzioni discontinue (con rivetti o bullonature).2 mostra ad esempio la tendenza a corrosione di diversi materiali in acqua di mare. determina un impoverimento del contenuto di cromo in prossimità dei bordi di grano. L’austenite a basso contenuto di cromo risulta anodica rispetto a quella presente nel cuore dei grani e quindi suscettibile di corrosione (Figura 18. All’aumentare del potenziale corrisponde inizialmente un aumento della corrente di corrosione. Airoldi. spesso dovuti a tensioni residue interne (celle di sforzo). e a cui vengono attribuiti diverse definizioni. possiede in generale disuniformità di composizione locale con alcune regioni che risultano più anodiche rispetto ad altre. che tuttavia crolla drasticamente quando si instaura una condizione di passivazione. la Tabella 18. P. Questo fenomeno si presenta per riscaldamento o lento raffreddamento nell’intervallo di temperatura tra 870 °C e 425 °C. E’ vietato utilizzare dati. Figura 18. Questo determina la formazione di una cella galvanica di composizione localizzata che può innescare e propagare la corrosione in prossimità del bordo di grano. o presenza di sforzi. La Tabella 18. La corrosione intergranulare avviene a seguito della formazione di precipitati o di segregazione ai bordi di grano. La precipitazione ai bordi di grano di carburi di cromo conseguente a riscaldamento. ad esempio in corrispondenza di saldature. Di seguito vengono presentate le tipologie più comuni.04. G. In questo caso la corrosione provoca una progressiva riduzione di spessore relativamente uniforme. A. informazioni e immagini presenti nel testo senza autorizzazione. L’aumento del potenziale non determina apprezzabile aumento della corrente di corrosione fino all’inizio della trans passivazione. in cui si ha degradazione del film protettivo e ripresa della velocità di corrosione.4 I tipi di corrosione I meccanismi elettrochimici descritti sono alla base dei fenomeni di corrosione. Un caso particolarmente importante è quello rappresentato dalla sensibilizzazione degli acciai inossidabili austenitici. Tuttavia. La particolare resistenza a ossidazione e corrosione di questi acciai è dovuta alla passivazione operata dal cromo. Copyright Dipartimento Ingegneria Aerospaziale . 18. 01 CAP.18 -FENOMENI DI CORROSIONE una variazione molto importante della velocità di corrosione nelle diverse condizioni. Di Landro. Un metallo reale a contatto con un elettrolita.6). È quindi necessario fare riferimento a serie elettrochimiche in cui le specifiche leghe sono classificate in funzione anche dell’ambiente operativo. che possono iniziare e procedere attraverso il materiale in diverse forme e lungo diversi percorsi.1941 n. L’attacco galvanico avviene quando alcune zone sono continuamente anodiche rispetto ad altre. Bettini 5 Dipartimento di Ingegneria Aerospaziale – Politecnico di Milano . Non è consentito l’uso di questo materiale a scopo di lucro. Materiale didattico per uso personale degli studenti.3 da Manufacturing) riporta i possibili accoppiamenti. La corrosione galvanica si può quindi sviluppare anche in leghe diverse dello stesso metallo base o a seguito di diversa concentrazione locale di alliganti nella stessa lega. La Figura 18.4 – Corrosione di una flangia in acciaio inox AISI 316. queste zone possono cambiare posizione o modificare la propria attività durante il procedere della corrosione così che l’attacco risulta uniforme e la corrosione generalizzata. L’utilizzo di elementi di giunzione di composizione diversa dagli elementi giuntati può innescare fenomeni di corrosione galvanica in corrispondenza delle superfici di contatto.Legge Italiana sul Copyright 22. Poiché la presenza di alliganti o la concentrazione dell’elettrolita possono modificare sostanzialmente il potenziale di corrosione. presente in contenuto superiore al 12%.5). differenze di concentrazione dell’elettrolita (celle di concentrazione).4 mostra un esempio di corrosione galvanica di una flangia in acciaio inossidabile AISI 316 a contatto con acqua di mare. Leghe bifasiche presentano quasi sempre resistenza a corrosione inferiore a leghe monofasiche di composizione simile.

18 -FENOMENI DI CORROSIONE Tabella 18. E’ vietato utilizzare dati. Titanio A286.3– Materiali per elementi di giunzione di componenti aeronautici Materiali da Elementi di giunzione (rivetti/viti) collegare preferiti accettabili Da evitare Alluminio con Alluminio Titanio.TECNOLOGIE E MATERIALI AEROSPAZIALI – Ver. A seguito Figura 18.2 – Serie elettrochimica in acqua marina anodico (si corrode) catodico (non si corrode) magnesio leghe di magnesio zinco acciaio zincato lega Al 5052 lega Al 3003 lega Al 1100 lega Al 6053 Alclad cadmio lega Al 2017 lega Al 2024 acciai al carbonio ghisa inox 410 (attivo) lega Pb/Sn 50/50 inox AISI 316 (attivo) piombo stagno ottone (40% Zn) bronzi al manganese leghe di nichel (attive) ottone (35% Zn) leghe di nichel (passivate) acciai inox (passivati) argento titanio grafite oro platino dell’accumulo di precipitati vicino ai bordi di grano durante il trattamento termico di invecchiamento artificiale si presentano disomogeneità locali di composizione che provocano il procedere di corrosione intergranulare. Non è consentito l’uso di questo materiale a scopo di lucro. Copyright Dipartimento Ingegneria Aerospaziale . Bettini 6 Dipartimento di Ingegneria Aerospaziale – Politecnico di Milano .04. La corrosione sotto sforzo o tensocorrosione (stress corrosion) è dovuta alla formazione di celle di sforzo in corrispondenza di stati di sollecitazione non uniformi. P. Alluminio. Sala. G. Alluminio. 633. L.Legge Italiana sul Copyright 22.5– Esempio di corrosione intergranulare di un acciaio inossidabile. leghe di alluminio di interesse aeronautico sottoposte a trattamenti di tempra e invecchiamento artificiale. alluminio Inconel 718 rivestito In alcune situazioni la corrosione intergranulare può procedere con esfoliazione in cui la corrosione procede sotto la superficie in direzione parallela a questa. ad esempio a seguito della presenza di tensione residue derivanti da lavorazioni o trattamenti termici. Le regioni sottoposte a maggiori valori di sforzo risultano anodiche rispetto a quelle a minore sollecitazione. determinano perdita di materiale. Acciai legati. A. Airoldi. tuttavia l’esfoliazione può risultare la sorgente di altri tipi di corrosione localizzata o di cricche e comportare quindi un’accelerazione dei processi di degrado. Acciaio cadmiato alluminio anodizzato A286 Titanio con titanio. quali ad esempio le leghe della serie 7xxx contenenti rame oltre a zinco e magnesio.6 – Meccanismo di corrosione di acciaio inossidabile sensibilizzato. si presenta con la formazione di scaglie che. Di Landro. alluminio leghe di nichel rivestito Titanio con alluminio Titanio A286. In particolare. distaccandosi. L’esfoliazione comporta un progressivo assottigliamento.1941 n. Tabella 18. alluminio Inconel 718 rivestito Carbonio/epossidica Titanio A286. risultano suscettibili a tale tipo di degrado. in modo simile alla corrosione uniforme. informazioni e immagini presenti nel testo senza autorizzazione. Analogamente le zone a grano fine (con elevata energia di Materiale didattico per uso personale degli studenti. acciai austenitici. relativamente omogeneo. Inconel 718 alluminio. Figura 18. 01 CAP. o in corrispondenza di regioni del materiale ad energia diversa.

informazioni e immagini presenti nel testo senza autorizzazione. Una situazione molto comune è quella in cui la reazione catodica coinvolge l’elettrodo a ossigeno: ½ O2 + H2O + 2e. titanio. Nei materiali soggetti a passivazione (ad esempio alluminio. La formazione di celle di concentrazione è il risultato di differenze dell’elettrolita che determinano una diversa concentrazione di ioni metallici e di conseguenza un diverso potenziale elettrochimico (equazione di Nerst). In modo simile.Legge Italiana sul Copyright 22. A.1941 n. catodiche. provocò un singolare incidente a seguito di fatigue corrosion ad un velivolo Boeing 737 dell’Aloha Airlines operante in voli da isola a isola (Figura 18.9– Corrosione per pitting in uno scambiatore di calore La maggior parte dei materiali impiegati in ambito aeronautico. Copyright Dipartimento Ingegneria Aerospaziale . 01 CAP. risultano anodiche rispetto a quelle a grano grosso o meno deformate. 2(OH)-. anodiche. Figura 18. aprile 1988 attribuito a corrosione da fatica. Questo incidente ha evidenziato in modo importante la necessità di considerare le correlazioni tra corrosione e condizioni di sollecitazione ed è stato all’origine di una evoluzione significativa nelle modalità di affrontare queste problematiche.18 -FENOMENI DI CORROSIONE superficie) o con elevata densità di dislocazioni. porta alla formazione di zone anodiche suscettibili di corrosione interstiziale (cervice corrosion). Ad esempio. come l’adsorbimento di sostanze all’apice della cricca determinano l’attivazione e/o l’accelerazione del degrado. che risultano perciò anodiche.10 mostra due esempi in cui si ha formazione di celle di concentrazione. E’ vietato utilizzare dati. La formazione di idrossidi/ossidi di ferro insolubili (ruggine) riduce ulteriormente la diffusione di ossigeno aumentando la velocità della corrosione che. Gli elettroni fluiscono dalle regioni povere di ossigeno. Nel 1988. determina il passaggio in soluzione di ioni metallici nelle zone anodiche. ad esempio in corrispondenza di superfici di giunzione o cricche. Bettini 7 Dipartimento di Ingegneria Aerospaziale – Politecnico di Milano .TECNOLOGIE E MATERIALI AEROSPAZIALI – Ver. acciai ad alta resistenza sono spesso protetti mediante cadmiatura per evitare corrosione generalizzata.8– Incidente del volo Aloha Airlines 243. è suscettibile di corrosione per pitting nelle condizioni operative tipiche.7– Meccanismo di corrosione per la presenza di tensioni residue. acciai inossidabili). Di Landro. 633.9).8). procede sotto i depositi formatisi sotto forma di vaiolature e corrosioni profonde (pitting) (Figura 18. la presenza di sforzi può comportare il continuo deterioramento dello strato superficiale passivato e quindi una sensibile riduzione della resistenza a ossidazione/corrosione. all’interno di fessure o intercapedini. spesso. L. ad esempio a seguito di lavorazioni per deformazione a freddo.7 schematizza il meccanismo di formazione di celle di sforzo in corrispondenza di tensioni residue derivanti da deformazione plastica del materiale. in particolare quando i rivestimenti protettivi superficiali subiscono danneggiamenti. Airoldi. ad esempio sotto incrostazioni o ruggine precedente. Ioni metallici passano in soluzione più facilmente nelle zone a contatto con la soluzione più diluita. l’azione concomitante di fatica conseguente a frequenti cicli decollo/atterraggio e ambiente corrosivo (aria marina). quali leghe di alluminio e acciai ad alta resistenza. Figura 18. P. Non è consentito l’uso di questo materiale a scopo di lucro. Sala. la penetrazione di umidità all’interno di fessure. G. la rottura localizzata del rivestimento porta rapidamente a vaiolature. La Figura 18. mentre in presenza di rivestimento continuo la protezione è assicurata. che risultano particolarmente critiche perchè Materiale didattico per uso personale degli studenti. La Figura 18. a quelle ricche di ossigeno. a contatto con sostanze umide.04. La corrosione sotto sforzo e la corrosione a fatica (fatigue corrosion) sono fenomeni di corrosione galvanica nei quali la contemporanea presenza di sforzi costanti o variabili e altri fattori. contatto di materiali ferrosi con acqua ferma o poco aerata. Il Figura 18.

Figura 18.04. comporta una variazione nella composizione dell’ambiente locale con modifica della concentrazione di ossigeno o formazione di prodotti aggressivi per molti metalli. la presenza di acqua nei serbatoi di velivoli (da condensa o contaminazione del combustibile) può consentire la crescita di microrganismi con produzione di sostanze aggressive e depositi in grado di corrodere l’alluminio e interferire con i sistemi di trasporto del fluido. Figura 18. Di Landro. Si osserva la presenza contemporanea di esfoliazione e pitting. Figura 18. portando ad effetti accelerati difficilmente prevedibili. P. 633. La previsione del comportamento a corrosione viene effettuato sulla base di prove accelerate e/o di dati sperimentali sul campo relativi ad esperienze precedenti.11 – Micrografia SEM di una lega 2024 sottoposta a test di corrosione accelerato. corrosione sotto sforzo o a fatica in grado di ridurre sensibilmente la durabilità delle strutture. ad esempio immersione in ambiente acido o esposizione a nebbia salina. Ad esempio.18 -FENOMENI DI CORROSIONE possono attivare la formazione di cricche e cedimenti per fatica. 01 CAP. Test accelerati di corrosione prevedono l’esposizione del materiale per diverso tempo ad ambiente aggressivo. G. È importante sottolineare come i diversi tipi di corrosione non possano essere considerati indipendentemente. Non è consentito l’uso di questo materiale a scopo di lucro. eventualmente in presenza di forzo continuo e ciclico.TECNOLOGIE E MATERIALI AEROSPAZIALI – Ver. ad esempio la presenza di corrosione uniforme o esfoliazione può attivare la formazione di vaiolature. L.Legge Italiana sul Copyright 22.1941 n. A. mostra ad esempio la presenza contemporanea di esfoliazione e pitting in una lega 2024. Così. E’ vietato utilizzare dati.12 – Variazione delle proprietà meccaniche di una lega 2024 T351 dopo diversi test di corrosione Materiale didattico per uso personale degli studenti. Copyright Dipartimento Ingegneria Aerospaziale .10– Esempi di corrosione in presenza di acqua La presenza di microrganismi batterici può innescare corrosione microbiologica. La prolificazione di microrganismi che possono essere sia aerobici che anaerobici. perchè molto spesso sono reciprocamente attivati e progrediscono in modo sinergico. informazioni e immagini presenti nel testo senza autorizzazione. La Figura 18. Airoldi. Sala. Bettini 8 Dipartimento di Ingegneria Aerospaziale – Politecnico di Milano .

P. i principali sono indicati di seguito. inibitori. Dal punto di vista progettuale esistono diversi accorgimenti che possono limitare o annullare gli effetti della corrosione elettrochimica.12– Esempio di protezione dalla corrosione mediante limitazione della superficie catodica. Figura 18.4 riporta le profondità di corrosione nello spessore.Legge Italiana sul Copyright 22. l’utilizzo di rivetti in rame per la giunzione di lamiere in acciaio al carbonio. 01 CAP. mediante l’interposizione di elementi isolanti può impedire la corrosione. Sala. E’ vietato utilizzare dati.12). Materiale didattico per uso personale degli studenti. Va peraltro considerato che dilatazioni differenziali. rivestimenti. la progettazione dovrà prevedere la possibilità di facili ispezioni e sostituzioni periodiche dei componenti soggetti a degrado. informazioni e immagini presenti nel testo senza autorizzazione.18 -FENOMENI DI CORROSIONE La Figura 18. registrate su campioni di pannelli alari in lega 7178-T6. Campioni esposti in località lontane dalla costa non hanno presentato apprezzabile corrosione intergranulare. prese di gioco possono generare cricche o distacchi che costituiscono vie preferenziali per la penetrazione e il ristagno dell’elettrolita. 633. L. Ad esempio. Così. Tabella 18. sigillanti. Giunzioni per brasatura o saldo-brasatura. possono generare celle di composizione. oltre a ciò. con accoppiamento di materiali dissimili.TECNOLOGIE E MATERIALI AEROSPAZIALI – Ver. Copyright Dipartimento Ingegneria Aerospaziale . oltre alla formazione di concentrazioni di sforzo. A. G. La Tabella 18. mostra gli effetti di test di corrosione diversi sulle caratteristiche meccaniche di una lega 2024. L’interruzione di questo flusso. sono disponibili diverse tecniche di protezione mediante l’uso di trattamenti. esposti per un anno in diverse località degli Stati Uniti. ad esempio. ad esempio impedendo la penetrazione di acqua e umidità in fessure o cricche.04. 18. che alle modalità di impiego e manutenzione. La formazione di una cella galvanica può essere impedita evitando la formazione di ristagno di liquido con funzioni di elettrolita. sollecitazioni cicliche. Figura 18. è da ricercare nell’infragilimento conseguente alla diffusione di idrogeno generato dalla reazione di corrosione. la causa di questo.4– Profondità di corrosione dopo esposizione per un anno in località con diversa aggressività ambientale. Si osserva come la presenza di corrosione comporti una marcata perdita di deformabilità e tenacità. che alle soluzioni progettuali. rivetti in acciaio con lamiere in rame.5 Metodi di protezione da corrosione elettrochimica L a difesa dalla corrosione richiede attenzione sia alla scelta dei materiali. Di Landro.1941 n. Si è visto che la formazione di una cella elettrochimica richiede un continuo flusso di elettroni attraverso il circuito della cella. L’impiego di sigillanti nelle giunzioni discontinue o l’utilizzo di accoppiamenti saldati costituiscono soluzioni di giunzione che spesso risolvono o limitano sensibilmente i problemi di corrosione. determinerebbe la rapida corrosione dei rivetti. limitando il flusso di elettroni alla (piccola) superficie catodica dei rivetti (Figura 18. Giunzioni saldate senza materiale di apporto o con materiale di saldatura comunque idoneo risultano normalmente preferibili e in genere adeguate dal punto di vista della corrosione. La situazione opposta. In quei casi in cui la corrosione non può essere evitata. Bettini 9 Dipartimento di Ingegneria Aerospaziale – Politecnico di Milano . Airoldi. l’accoppiamento di laminati in carbonio con lamiere metalliche (spesso in lega di alluminio o acciai) richiede l’interposizione di un primo strato isolante (spesso costituito da uno strato continuo di resina o una lamina in vetro/resina) al fine di evitare possibile corrosione dovuta al contatto tra fibre di carbonio e metallo (Figura 18. riduce la velocità della reazione anodica alla superficie dell’acciaio. Non è consentito l’uso di questo materiale a scopo di lucro.11– Esempio di protezione dalla corrosione mediante interposizione di uno strato isolante Rendendo l’area catodica molto ridotta rispetto all’area anodica è possibile ridurre in modo sensibile il flusso di elettroni.11).

la riduzione della velocità di corrosione può essere ottenuta per aggiunta al liquido elettrolitico di inibitori.13– Diverso comportamento di lamiere zincate o stagnate nei confronti della corrosione a seguito di graffi nel rivestimento.1941 n. generalmente costituito da zinco o magnesio. come ad esempio tubazioni. Tale strato. quindi anche in caso di esposizione della lamiera. Bettini 10 Dipartimento di Ingegneria Aerospaziale – Politecnico di Milano . soluzioni saline. L’ossidazione per via chimica di alluminio e acciai inossidabili consente la formazione di ossidi superficiali compatti. Collegando la struttura con un elemento metallico. particolarmente critica soprattutto nel caso di lamiere sottili. avente potenziale elettrochimico inferiore. piuttosto poroso peraltro. scambiatori di calore per acqua. Il flusso di elettroni verso la struttura da proteggere può essere fornito collegando questa con un anodo ausiliario mediante una sorgente di tensione continua (batteria) avente la necessaria differenza di potenziale. viene affrontata con l’impiego degli Alclad (già presentati nel Capitolo 5). il rivestimento continua a fornire protezione galvanica. primer. Nel secondo caso invece. nitriti. quali ad esempio componenti navali immersi in acqua marina. lamiere rivestite da un sottile strato in alluminio puro o in lega con maggiore resistenza a corrosione (vedi Tab. 633. Sali quali cromati. Particolarmente nel caso di metalli a contatto con liquidi potenzialmente corrosivi. In questo caso. Copyright Dipartimento Ingegneria Aerospaziale . esistono diverse possibilità di prevenire la corrosione limitandone la progressione o impedendone l’attivazione. titanio. molibdati. La protezione viene spesso effettuata anche mediante rivestimenti metallici.5. In campo aeronautico. Allo stesso scopo lamiere in acciaio possono essere protette con rivestimento in stagno (lamiere stagnate). anodico rispetto alla lamiera sottostante. Di Landro. si propaga all'interfaccia tra rivestimento e lamiera evitando così la corrosione passante. migrando in prossimità del catodo o dell’anodo. Lo zinco è anodico rispetto all’acciaio. La Materiale didattico per uso personale degli studenti. Rivestimenti protettivi possono essere generati per reazione superficiale con agenti chimici. informazioni e immagini presenti nel testo senza autorizzazione. rivestimento con primer. 01 CAP. L’anodizzazione consiste nell’attivare la Figura 18. ad esempio mettendo a contatto il metallo con soluzioni fortemente ossidanti. lenta. Tuttavia. l’esposizione di una piccola superficie anodica può determinare una rapida attivazione e propagazione di corrosione localizzata. Tuttavia. alluminio.04. Un’altra tecnica impiegata per preservare strutture metalliche.Legge Italiana sul Copyright 22. si corrode e viene sostituito periodicamente. L’anodo sacrificale.5). sono in grado di depositarsi sulle superfici formando film protettivi. L’immersione del ferro in acido nitrico provoca la formazione di uno strato di idrossido superficiale protettivo. A. rivestimenti ceramici o polimerici forniscono isolamento permanente. La Figura 18. agenti chimici che. La passivazione o protezione anodica consiste nella generazione di una forte polarizzazione anodica che impedisce la reazione anodica anche in metalli con potenziale elettrochimico relativamente basso. La passivazione avviene naturalmente in alcuni metalli. P. Sala. isolanti che evitano la formazione di celle galvaniche. ad esempio a seguito di graffi o rotture superficiali. tramite la formazione di un film di ossido superficiale. Lamiere in acciaio vengono spesso zincate al fine di proteggerle da corrosione. tubazioni e strutture metalliche sottomarine o immerse in terreni umidi. ferro o altri metalli genera uno strato protettivo di alcuni micron di spessore. Non è consentito l’uso di questo materiale a scopo di lucro. E’ vietato utilizzare dati. si ottiene una cella galvanica in cui l’elettrodo sacrificale si corrode fornendo elettroni e impedendo la reazione anodica sulla struttura da proteggere. fosfatazione con soluzioni di fosfati di zinco. Le due soluzioni sono però sostanzialmente diverse nel caso di rottura o graffi nel rivestimento. G. serbatoi. in particolare le leghe con rame (serie 2xxx e 2xx) e le leghe con Zn/Mg (serie 7xxx e 7xx). Airoldi. come ad esempio cromo. nell’eventualità di graffi superficiali la corrosione. ne aumentano la polarizzazione di resistenza o di concentrazione. la limitata resistenza a corrosione di molte leghe di alluminio. nel caso di perdita di continuità del rivestimento. Componenti aeronautici in alluminio vengono sottoposti a uno o più trattamenti anticorrosivi che generalmente includono anodizzazione. può essere generata o incrementata mediante trattamenti chimici o elettrochimici anche in altri metalli. Rivestimenti come vernici. fosfati. consente un buon aggrappaggio di ulteriori rivestimenti protettivi quali primer e vernici.14 mostra schematicamente il principio della protezione catodica. acqua salata.TECNOLOGIE E MATERIALI AEROSPAZIALI – Ver.13). smalti. Una tecnica per prevenire gli effetti delle corrosione consiste nell’isolamento preventivo mediante rivestimenti protettivi delle superfici anodiche e/o catodiche. L. conversione con cromati. utilizzati per prevenire la corrosione in impianti industriali.18 -FENOMENI DI CORROSIONE Oltre a una adeguata progettazione. consiste nella protezione catodica mediante collegamento della struttura con un anodo sacrificale o per introduzione di una differenza di potenziale esterna. l’acciaio è anodico dispetto allo stagno: la rottura dello strato superficiale può portare a rapida corrosione (Figura 18.

01 CAP. Lo strato passivato.TECNOLOGIE E MATERIALI AEROSPAZIALI – Ver. P. L’anodizzazione permette di controllare le caratteristiche dello strato passivato (spessore.  ridurre il contenuto di carbonio a valori molto bassi (<0. la struttura è esposta ad ambiente critico. G.15 mostra l’energia libera di formazione di diversi ossidi metallici in funzione della temperatura.04.Legge Italiana sul Copyright 22.1941 n. particolarmente nell’intervallo di temperatura critico 870 . si può osservare. In ambiente spaziale la corrosione non è normalmente un problema. ed in particolare i metalli. Copyright Dipartimento Ingegneria Aerospaziale . anziché AISI 304 limita fortemente la possibilità di corrosione intergranulare.850 °C.18 -FENOMENI DI CORROSIONE passivazione sottoponendo il materiale anodico ad una tensione superiore ad un valore critico. spesso in forma di scaglie. l’anodizzazione viene normalmente effettuata su lamiere in lega di alluminio da destinare ad incollaggi strutturali. ad esempio. tipo di soluzione elettrolitica. Non è consentito l’uso di questo materiale a scopo di lucro. adesivi. al fine di solubilizzare eventuali carburi di cromo. I metalli reagiscono con l’ossigeno gassoso generando un ossido superficiale che può rimanere compatto e aderente al metallo sottostante oppure distaccarsi. Naturalmente una corretta selezione dei materiali e dei trattamenti termici che tenga in adeguata considerazione l’ambiente in cui i componenti dovranno operare rappresenta la prima forma di prevenzione dagli effetti della corrosione. l’impiego di un acciaio inossidabile AISI 304L . seguito da raffreddamento veloce. come ad esempio lo Space Shuttle. durata del processo.) e della sua efficienza protettiva in funzione dei parametri operativi.  sottoporre il componente (se possibile) ad un trattamento termico a temperatura superiore a 870 °C. durante i periodi di pre-lancio e dopo atterraggio. nell’intervallo di temperatura 450 °C . Airoldi. La degradazione di rivestimenti e protezioni durante le missioni in orbita (erosione da ossigeno atomico. spesso in prossimità del mare. Nel caso delle leghe di alluminio invecchiate artificialmente. viene impiegata anche negli acciai inossidabili. corrente. Materiale didattico per uso personale degli studenti. E’ vietato utilizzare dati. L’anodizzazione. presenta spesso ottimo aggrappaggio da parte di vernici.14– Protezione catodica mediante anodo sacrificale (a) e imposizione di tensione (b). Bettini 11 Dipartimento di Ingegneria Aerospaziale – Politecnico di Milano . informazioni e immagini presenti nel testo senza autorizzazione. La Figura 18. possono reagire con l’ossigeno o altri gas subendo modifiche di composizione e caratteristiche chimico-fisiche. etc.6 Reazioni con i gas. radiazioni. nel titanio. L. Ossidazione T utti i materiali. Nelle leghe di alluminio invecchiate della serie 7xxx (Zn-Mg) e 6xxx (Si-Mg) la presenza di rame riduce la resistenza a corrosione (intergranulare e/o pitting). 633. Tuttavia nei veicoli riutilizzabili. leghe esenti da rame vengono quindi selezionate per applicazioni in condizioni ambientali critiche. si è citato il problema della sensibilizzazione di alcuni acciai inossidabili a seguito di riscaldamento o raffreddamento lento 18. Il film di ossido che si forma determina una forte polarizzazione anodica. nel magnesio e relative leghe. primer. estesamente applicata all’alluminio e alle sue leghe. riducendo la corrente di corrosione a valori molto bassi. cioè contenenti elementi come Ti o Nb che formano carburi stabili più facilmente che il cromo. Figura 18. Sala. A.425 °C. Di Landro. Al fine di prevenire gli effetti della sensibilizzazione possono essere adottate alcune tecniche:  impiegare contenuti di cromo molto superiore al 12% così da sopperire alla riduzione conseguente alla formazione di carburi di cromo. durezza.  utilizzare acciai stabilizzati. porosità. quali tensione. trattamenti di stabilizzazione per sovrainvecchiamento (trattamenti T7) permettono una riduzione della corrosione intergranulare in quanto riducono disomogeneità di composizione. microimpatti) può quindi avere effetti significativi anche dal punto di vista della resistenza a corrosione. temperatura. inoltre. D’altra parte in alcuni casi trattamenti termici non corretti possono invece attivare fenomeni di corrosione. ma risultano poco efficaci nei confronti di altri tipi di corrosione.03%) così da evitare la formazione di carburi. Trattamenti di omogeneizzazione che limitano segregazioni e disomogeneità di composizione e trattamenti di distensione o ricristallizzazione in grado di rilassare tensioni residue possono migliorare sensibilmente il comportamento a corrosione. a bassissimo tenore di carbonio. La facilità di ossidazione è determinata dall’energia libera di formazione dell’ossido.

1941 n. P. come avviene ad esempio nel magnesio. Questo è ad esempio il caso del magnesio. l’ossidazione procederà rapidamente. Il rapporto di PB può dare un’indicazione qualitativa del tipo di film di ossido che si forma. Bettini 12 Dipartimento di Ingegneria Aerospaziale – Politecnico di Milano . A. come ad esempio alluminio e cromo. 01 CAP. Non è consentito l’uso di questo materiale a scopo di lucro. l’ossidazione procede linearmente col tempo: Wossido = K1 t M ossido  metallo  vol ossido per atomo metallo  vol metallo per atomo metallo n M metallo  ossido  dove M e il peso atomico o molecolare.Legge Italiana sul Copyright 22. questo è il caso del ferro. G. Quando il rapporto è elevato (superiore a 2-3) si ha la tendenza alla formazione di scaglie che si distaccano dove Wossido è la massa di ossido e t è il tempo. Quando lo strato superficiale risulta poroso e l’accesso dell’ossigeno continuo. cobalto. rame. l’ossido risulterà poroso e discontinuo e l’ossidazione potrà procedere rapidamente.TECNOLOGIE E MATERIALI AEROSPAZIALI – Ver. Sala. Un valore del rapporto di P-B inferiore all’unità indica un volume dell’ossido inferiore a quello del metallo. Copyright Dipartimento Ingegneria Aerospaziale . che sarà lenta in un film continuo e compatto. tuttavia. dipende dal tipo di film ossidato che si viene a formare nella reazione: n M + m O2  MnO2m Il volume dell’ossido che si forma viene definito dal rapporto di Pilling-Bedworth (P-B): rapporto P  B  facilmente e.  è la densità.15– Energia libera di formazione di ossidi metallici L’effettiva velocità di formazione dell’ossido. E’ vietato utilizzare dati. L.04. Figura 18. la relazione tra massa ossidata e tempo segue un andamento logaritmico: Wossido = K3 log (K4 t+ K5) Materiale didattico per uso personale degli studenti.18 -FENOMENI DI CORROSIONE come metalli quali alluminio e magnesio presentino facilità di formazione di ossidi superiore a rame o nichel. n il numero di atomi di metallo nell’ossido come definito nella reazione sopra indicata. La velocità di progressione dell’ossidazione dipende dalla diffusione/permeazione dell’ossigeno attraverso lo strato ossidato superficiale. la velocità di ossidazione è controllata dalla velocità di diffusione ionica attraverso lo strato. nichel. Quando lo strato ossidato è aderente. Airoldi. La massa ossidata cresce nel tempo secondo una relazione parabolica del tipo: Wossido  K 2 t In alcuni casi di film ossidati particolarmente protettivi. ancora. 633. Di Landro. informazioni e immagini presenti nel testo senza autorizzazione. Quando il rapporto è intorno all’unità (e solitamente non superiore a 2) i volumi di metallo ed ossido sono simili e l’ossido potrà risultare continuo e protettivo: questo è il caso di alluminio e titanio.

Bettini 13 Dipartimento di Ingegneria Aerospaziale – Politecnico di Milano . 2007 Technology of Aerospace Structural Materiale didattico per uso personale degli studenti. Woodhead CRC... della composizione e delle condizioni ambientali. “Corrosion control in the aerospace industry”. “Scienza e Ingegneria dei Materiali. Airoldi. Benavides editor. J. 2 a ed Edises. Chapman and Hall. Di Landro. 4a ed. 2008 [4] Campbell F. P. Non è consentito l’uso di questo materiale a scopo di lucro. “Corrosione e Protezione dei Materiali Metallici”.. 3a ed. 1995 [6] Pedeferri P. “Engineering Materials and Their Applications”. G. E’ vietato utilizzare dati.. Troian P.A.C.TECNOLOGIE E MATERIALI AEROSPAZIALI – Ver. S. informazioni e immagini presenti nel testo senza autorizzazione.. D. “Manifacturing Materials”. Polipress. 2006 [5] Flinn R. Wiley and Sons. Bibliografia [1] AAVV.K. 633. Elsevier..D.Legge Italiana sul Copyright 22.1941 n.. A. Copyright Dipartimento Ingegneria Aerospaziale .R.04. 1996 [3] Callister W.18 -FENOMENI DI CORROSIONE Le costanti cinetiche Ki sono funzioni della temperatura. “The Science and Engineering of Materials”. 2009 [2] Askeland. L. 01 CAP. Sala. Una Introduzione”.

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