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LETTERATURA CONTEMPORANEA

8 27/04/12 La guerra dei figli di Lidia Ravera Nuovamente la struttura scandita in anni: 1967, 1977 (c' quindi un'ellissi, ossia una soppressione della narrazione particolareggiata di un arco di tempo), 1978 (si parla di dilatazione temporale, ossia di un'amplificazione di un breve arco di tempo, si contrappone di fatto all'ellissi e serve appunto ad amplificare la portata emotiva e psicologica degli avvenimenti), 1981. Ellissi e dilatazione sono due aspetti della gestione del tempo, tipici in particolare della narrativa del '900: il romanzo del '900 tende a concentrarsi su un periodo breve di tempo, e quindi a raccontare molto in profondit pochi avvenimenti (se non addirittura un solo avvenimento); il romanzo tradizionale (ottocentesco), invece, tende a far accadere molte cose, e quindi a elidere determinati periodi (non possibile raccontare anno per anno, del resto anche Guerra e Pace opera dei tagli e sorvola su certi periodi). Il modello estremo di dilatazione temporale l'Ulysses di James Joyce, solamente 24 ore di riflessioni, ma composto da 1000 e pi pagine. Anche la narrativa, del resto, si fa portavoce dell'evoluzione scientifica e filosofica del secolo, per cui la dilatazione e, quindi, la concentrazione, nasce dal cambiamento, ossia quello della relativit di Einstein, che annulla la categoria del tempo, definendolo in poche parole come una percezione soggettiva e non una categoria oggettiva: il tempo non esiste, ma esiste una percezione cronologica soggettiva per cui l'individuo che avverte lo scorrere del tempo e lo pu definire rapido o lento, a seconda dei presupposti. 24 ore, per Einstein, non sono 24 ore per tutti: il codice del calendario ovviamente dice che sono 24 ore per tutti, ma la percezione di 24 ore non la stessa per tutti: interiormente, esse hanno una durata diversa. A questo dibattito, si aggiunge il filosofo francese Berson, che parla anch'egli di durata, fino a teorizzare l'eterno presente, ossia, noi siamo come delle palle di neve che partono all'inizio di un pendio e hanno un nucleo; man mano che rotoliamo dal pendio, ossia viviamo, la massa di neve attorno al nucleo aumenta, ma possiamo dire che la palla di neve di inizio pendio, originaria, non esiste pi? No, aumenta di dimensione, ma la palla di neve ancora dentro; circondata, ma c', e continua ad agire. Noi siamo quindi costante presente, siamo adesso quello che siamo stati da bambini, con delle aggiunte e dei cambiamenti. Il terzo elemento la psicoanalisi di Freud, che rende scientifica la teoria dell'eterno presente, e quindi del nucleo originario che agisce con l'adulto. Le nevrosi hanno sempre radici traumatiche, addirittura in epoca fetale o neonatale, piuttosto che nella vita familiare. Questa svolta del pensiero occidentale ha un minimo comune denominatore, ossia il viaggio dentro l'individuo. Chi sono io?, Quanto la realt esterna c'entra con me?, tutto relativo all'individuo, e questa la grande svolta fra '800 e '900. L'uomo dell''800 ancora interessato a viaggiare all'esterno (le peripezie, eccetera). La struttura narrativa, nel '900, passa quindi dall'essere fiabesca all'essere contratta, interiore, interna, quindi dilatata. Il romanzo storico deve in parte recuperare la struttura tradizionale del movimento, poich la Storia, che motiva delle storie, prevede il movimento e la peripezia, cos come la relazione con l'altro (e non soltanto la riflessione). Nonostante l'impianto storico per imponga una struttura scandita, in La guerra dei figli notiamo anche degli aspetti novecenteschi.

Il libro quindi si articola in 14 anni, anni cruciali, quelli rivoluzionari del secondo dopoguerra. Si pu dire che La storia della Morante sia un romanzo monumentale, sia per dimensioni, che per impianto, che per aspettative. Un grande romanzo epico, dei primi 50 anni del Novecento (ci sono poi echi di anni precedenti). La guerra dei figli molto meno epico e pi intimistico, giocato molto pi sugli interni familiari, concentrato su quei 14 anni, di grande intensit. Dagli anni '80 in poi, la storia assume un'altra dimensione. Sono quei 15 anni che rendono la vita italiana ed europea diversa. Il romanzo si apre con un'epigrafe, un verso di una canzone dei Velvet Underground; una storia di cambiamento, una storia di anti-tradizione. C' sempre quindi una guerra, ma non un conflitto armato, bens una guerra sociale, una contrapposizione generazionale. Per guerra, si intende la presa di posizione conflittuale delle nuove generazioni rispetto alla tradizione dei padri. Questa storia una battaglia che inizia all'interno di una famiglia, nel cuore pi intimo di una casa, che si combatte e che si conclude. Il romanzo ambientato a Torino, la famiglia appartiene alla media borghesia, hanno 2 figlie (Emma e Maria). Nel romanzo del '900, bisogna sempre cogliere un sottotesto: la letteratura del '900 adotta un linguaggio analogico, ossia, non solo si interpreta letteralmente quello che si legge, ma si legge simbolicamente, allusivamente, proprio il cinema che eredita questo linguaggio.

La storia parla di una pace precaria, pronta a sgretolarsi. Il padre tende a normalizzare. Emma, la figlia minore, ascolta e ubbidisce; Maria, la sorella maggiore, diciassettenne, si ribella. La prosa risente dello stile colloquiale e parlato; una storia che prevede un periodare spesso breve e paratattico: affermazioni spezzate ed essenziali, concise, non lunghe catene di subordinate. Ci fornisce immediatezza di comunicazione (pensiamo ad Ammaniti). Il libro, ambientato in quegli anni, richiede che la narrazione usi termini appropriati: non si parler di freezer, ma di ghiacciaia, eccetera. Fra gli anni '60 e gli anni '80 si ha la rivoluzione dello status symbol, attraverso atteggiamenti e costumi prima proibiti. Questo romanzo quindi anche storia del costume, non soltanto storia sociale o storia di eventi. La vicenda ha un'accelerazione a P. 13. Maria la figura femminile che comincia ad adottare l'intelligenza, i costumi e gli atteggiamenti maschili, e infatti se ne va. C' un sottile maschilismo di fondo: Emma carina come la madre, Maria intelligente come il padre. Il romanzo quindi non solo un racconto, ma anche un romanzo di storia femminile. L'argomento anche l'emancipazione, l'affermazione della donna. L'emancipazione femminile incomincia nel 1848 negli Stati Uniti, con le prime rivendicazioni dei diritti civili e politici (ricordiamo le suffragette) per le donne. Nel romanzo, la parola famiglia viene scritta a volte con la f minuscola, altre volte con la f maiuscola: quando la si ritrova con la f maiuscola, spesso per sottolineare l'ironia. Un romanzo del genere rende emotivamente pi viva la Storia, e la rende quindi pi chiara. Ancora una volta, le piccole storie parlano della Grande Storia in chiave sentimentale.