TECNICHE DI PLAGIO E CONTROLLO MENTALE

E'sbagliato pensare che il plagio avvenga solo nelle sette organizzate. Può verificarsi anche in un piccolo gruppo deviato, nella coppia, o addirittura in famiglia.Secondo la dottoressa Singer, l'individuo crede di prendere decisioni autonome quando in realtà è socialmente influenzato a disinserire la mente critica e la capacità di prendere decisioni indipendenti. Nel giro di breve tempo le reclute immerse nel nuovo ambiente iniziano a pensare in modo diverso senza rendersene conto. (DI SEGUITO DUE ARTICOLI: IL PRIMO SULLE TECNICHE DI PLAGIO E IL SECONDO SULLA MANIPOLAZIONE MENTALE) Riportiamo in sintesi le principali tecniche di plagio utilizzate nelle sette e nelle psicosette, descritte in diverse pubblicazioni scientifiche. Ovviamente non si utilizzano tutte insieme ma si prediligono solo alcune. "Love bombing" Il "bombardamento d'amore" è una delle tecniche di manipolazione mentale più usata, che ha gli effetti più duraturi. La fase iniziale è caratterizzata da lusinghe, seduzione, contatti corporei non sessuali ma carichi di affetto (baci, carezze, abbracci, mano nella mano) e molta attenzione verso qualsiasi necessità del nuovo arrivato. Il neofita viene circondato d'amore dal leader e dagli aderenti alla setta, che lo mettono al centro delle loro attenzioni. Lo scopo è creare l'ambiente di una famiglia. In una seconda fase, una o due persone già ben inserite nel gruppo, che seguono le indicazioni del leader, si dedicano esclusivamente a lui ("Sistema del compagno"). Ben presto il neofita inizierà ad imitare il comportamento e il linguaggio del gruppo, per sentirsi accettato e farne parte. Mantenere l'obbedienza al gruppo Disciplina più o meno rigida, controlli e punizioni ai trasgressori. Senso di colpa Rafforzare il bisogno di salvezza o di cambiamento esagerando i peccati dello stile di vita precedente. Pressione del gruppo Sopprimere dubbi e resistenze alle idee nuove sfruttando il bisogno di appartenenza al gruppo. Confessioni Incoraggiare la distruzione dell'ego individuale con confessioni di debolezze personali e sentimenti o dubbi intimi, specialmente durante le attività del gruppo.

Rifiuto dei vecchi valori Accelerare l'accettazione di un nuovo stile di vita condannando costantemente i valori e le credenze precedenti. Additare Creare un falso senso di giustizia sottolineando i difetti del mondo esterno e degli altri. Gerarchia sfarzosa Promuovere l'accettazione dell'autorità della setta promettendo carriera, avanzamenti o potere. Metacomunicazione Impianto di messaggi subliminali mettendo l'accento su parole chiave o frasi, in lunghe e confuse lezioni e/o discorsi. Abuso verbale Desensibilizzazione con il bombardamento di linguaggio volgare. Crisi d'identità Portare la persona a criticare la propria identità anche attraverso la ridefinizione del passato individuale (inculcare falsi ricordi, dimenticare i ricordi positivi del passato). Isolamento La persona viene separata dalla sua famiglia e dagli amici, impedendo oppure ostacolando ogni forma di contatto con persone esterne, rendendo accessibile un'unica realtà, quella del gruppo. La setta stessa diventa la nuova famiglia. Si cerca di far convivere nel medesimo luogo gli appartenenti al gruppo. Le sette controllano inoltre il flusso informativo dei membri. Possono controllare la corrispondenza, le telefonate, letture non autorizzate, visite di esterni o verso l'esterno. In alcune sette i telefoni sono rotti; in altre l'uso viene limitato. Una ex aderente alla setta dei Sullivanians ha descritto così la sua esperienza: "La mia terapeuta mi faceva spesso domande sulla mia infanzia. Diceva che sembrava che i miei genitori non mi volessero, o che erano semplicemente incapaci di amarmi. Diceva che era preferibile non vedere i miei per un po', almeno finché non fossi stata in grado di capire meglio la mia storia. I miei ricordi dolorosi dell'infanzia venivano sempre convalidati, mentre quelli felici erano disprezzati. Mi convinsi di aver avuto un'infanzia misera ed era come se i miei nuovi amici fossero i soli che potessero capirmi". La revisione della storia personale fornisce utile propaganda contro genitori, amici e tutti quegli aspetti del mondo che il leader vuole denigrare. Rafforzano inoltre la suggestione che il mondo convenzionale deve essere evitato e che è meglio rimanere nel mondo buono e protettivo del gruppo. Spiare gli adepti Si incoraggia a spiare gli altri membri della setta. Gli adepti vengono affiancati o accompagnati sempre da

qualcuno che li possa controllare. Ogni violazione delle regole del gruppo viene riferita al leader, che in tal modo acquisisce il controllo del gruppo grazie ai membri stessi. Ripetitività Con la scusa di favorire la meditazione si induce il neofita a ripetere ossessivamente le stesse parole, cantare le stesse strofe o svolgere di continuo un'attività. In questo modo si induce artificialmente uno stato di alta suggestionabilità. Privazione del sonno Tecnica spesso associata alla precedente, viene incoraggiata motivandola come necessaria per non interrompere lo stato di concentrazione raggiunto. In questo modo si indebolisce il fisico rendendo ancora più vulnerabile l'individuo. Droga o psicofarmaci Con la somministrazione di psicofarmaci e/o droghe si induce uno stato di "torpore" mentale che facilita la manipolazione della psiche. Regole inflessibili Induzione a regressione e disorientamento sollecitando l'accordo su regole apparentemente semplici che scandiscono le pause-pasto, pause gabinetto e l'uso di medicine. Privazione del Senso del Tempo Distruggere la capacità di valutare notizie, informazioni, reazioni personali e funzioni fisiche in relazione al passare del tempo, rimovendo gli orologi personali e quelli da muro. Disinibizione Incoraggiare obbedienza di tipo infantile con l'organizzazione di comportamenti di tipo infantile. Giochi Induzione alla dipendenza al gruppo con l'introduzione di giochi dalle regole oscure. Cambiamento della dieta Creare disorientamento e accrescere la suscettibilità agli stimoli emotivi con l'applicazione di diete particolari. Fatica fisica Creare disorientamento e vulnerabilità con attività fisiche o mentali prolungate, e privazione di riposo e/o sonno adeguato.

Obblighi finanziari Raggiungere un'ulteriore dipendenza dal gruppo creando una dipendenza economica o inducendo la donazione delle proprietà, sia immobili sia in denaro. Approvazione controllata Mantenimento della vulnerabilità e della confusione alternando premi e punizioni per azioni similari. Dottrina confusa Incoraggiare l'accettazione cieca e il rifiuto della logica con complesse lezioni di dottrina volutamente incomprensibile. Codice di abbigliamento Rimuovere l'individualità con la pretesa di una conformità al codice di abbigliamento del gruppo. Eliminazione della privacy Ottenere una mancanza di capacità di valutazione e giudizio logico impedendo la riflessione e limitando la vita privata. Ipnosi e Trance Introdurre uno stato di alta suggestionabilità, con l'ipnosi o inducendo stati di trance, spesso sotto forma di meditazione o con esercizi di vario tipo. Franco Granone, docente di Psicologia all'Università di Torino, caposcuola italiano dell'Ipnosi Medica, studioso di fama internazionale, sostiene che "...possono insorgere particolari condizioni, ben conosciute in ipnosi vigile, durante le quali il soggetto non riesce a sottrarsi all'imperio di determinate idee suggestive, andando incontro a monoideismi plastici e a parziale dissociazione psichica; pur apparendo integra la sua coscienza e, entro determinati limiti, la capacità di riflessione e di critica… in questi casi può avvenire un certo plagio del soggetto con un procedimento ipnotico, che difficilmente viene riconosciuto dagli astanti, né dallo stesso operatore, se questi non è edotto nella dinamica dei processi ipnotici, plagio che potrebbe spingere persone neurolabili o predisposte a crimini o al suicidio" (articoli sull'ipnosi pubblicati su "Leadership Medica", 8/93, 1/95, 2/96). fonte:http://www.assotutor.it/tecniche_di_plagio.htm MANIPOLAZIONE MENTALE (PLAGIO) E' ormai noto che i manipolatori mentali si servono di tecniche psicologiche subdole e sofisticate, spesso abbinate alla somministrazione di sostanze chimiche (come allucinogeni, droghe, psicofarmaci "depersonalizzanti", eccetera), come dimostrano gli studi compiuti da Margareth Singer, G. De Gennaro, M. Gullotta, Jania Lalich e gli scritti di Randall Watters, G. Flick, Ted Patrick.

Ma è sbagliato pensare che il plagio avviene solo nelle sette organizzate. Può verificarsi anche in un piccolo gruppo deviato, nella coppia, o addirittura in famiglia. Secondo lo psicologo Steven Hassan, il controllo mentale può essere compreso analizzando le tre componenti descritte dallo psicologo Leon Festinger. Si tratta del controllo del comportamento, controllo dei pensieri e controllo delle emozioni. Ogni componente influenza profondamente le altre: modificandone una anche le altre tenderanno a cambiare. Se si riesce a cambiarle tutte e tre, l'individuo sarà spazzato via (tratto dal libro Releasing the Bonds). Controllo del comportamento Il controllo del comportamento è ciò che regola la realtà fisica di un individuo. Include il controllo del contesto in cui si trova, vale a dire dove abita, quali vestiti indossa, che cibo mangia, quanto dorme, come pure il suo lavoro, le abitudini e le altre attività. In alcuni dei gruppi più restrittivi i membri devono chiedere il permesso per qualsiasi cosa. A volte l'individuo viene reso dipendente dal punto di vista finanziario cosicché la sua facoltà di scelta comportamentale si restringe. Un adepto deve chiedere i soldi per il biglietto dell'autobus o per comprarsi i vestiti, o il permesso per recarsi dal medico. Il seguace deve essere autorizzato a telefonare a un amico o a un parente fuori dal gruppo e deve rendere conto di ogni ora della sua giornata. In questo modo il gruppo può tenere saldamente le redini del suo comportamento e controllarne anche pensieri ed emozioni. Il comportamento individuale è spesso assoggettato alla richiesta di eseguire in gruppo ciascuna azione. In molte sette le persone mangiano assieme, lavorano assieme, partecipano a riunioni di gruppo e talvolta dormono nella stessa casa. L'individualismo è disincentivato. Ognuno vede assegnarsi degli "amici" fissi. La struttura del comando è autoritaria: il processo decisionale parte dal capo e, passando per i luogotenenti, arriva ai diretti inferiori fino ai ranghi più bassi. In un ambiente così strutturato, tutti i comportamenti possono essere premiati o puniti. Controllo del pensiero Il controllo del pensiero, la seconda importante componente del controllo mentale, prevede l'indottrinamento dei membri in maniera così pervasiva da far loro interiorizzare la dottrina del gruppo. Per diventare un buon seguace una persona deve prima imparare a manipolare i propri processi mentali. Tutto ciò che è buono si incarna nel leader e nel suo gruppo. Tutto ciò che è cattivo è nel mondo esterno. I gruppi più totalitari dichiarano che la loro dottrina è stata scientificamente dimostrata. La dottrina sostiene di poter esaudire tutte le domande, di rispondere a tutti i problemi e a tutte le situazioni. Un altro aspetto chiave del controllo del pensiero prevede l'addestramento specifico dei soggetti a bloccare e respingere qualsivoglia informazione critica nei confronti del gruppo. I basilari meccanismi di difesa di una persona vengono confusi a tal punto da farla arrivare a difendere l'identità acquisita nel culto a scapito dell'identità originaria, che soccomberà nello scontro. Se un'informazione trasmessa al membro di un culto viene percepita come attacco al capo, alla dottrina o al gruppo stesso, per tutta risposta viene immediatamente eretto un muro di ostilità.

Controllo delle emozioni Il controllo delle emozioni, la terza componente del controllo mentale, mira a manipolare e limitare la sfera dei sentimenti. Sensi di colpa e paura sono gli strumenti impiegati per tenere le persone sotto controllo. Il senso di colpa è forse l'unica e più importante leva emozionale capace di indurre conformismo e accondiscendenza. La maggior parte degli affiliati non è affatto consapevole che i sensi di colpa e le paure vengono usati al fine di controllarli: sono stati condizionati a colpevolizzare sempre e soltanto se stessi, quindi rispondono con gratitudine ogni qual volta si fa loro notare una "mancanza". La paura mira a tenere unito il gruppo: un modo è la creazione di un nemico esterno che ti perseguita. Molti gruppi esercitano un controllo completo sulle relazioni interpersonali. I capi dicono ai membri chi devono frequentare e chi evitare. Alcuni leader di setta arrivano a indicare ai propri affiliati chi possono sposare e chi no. La confessione di peccati commessi nel passato o di comportamenti errati è anch'esso un potente mezzo per il controllo delle emozioni. Ma la tecnica più potente per il controllo emozionale è l'induzione di fobie. Si tratta, in sostanza, di indurre una reazione di paura alla sola idea di abbandonare il gruppo. È impossibile per un seguace ben indottrinato sentirsi al sicuro fuori dal gruppo. Se un gruppo riesce ad avere pieno controllo sulle emozioni di una persona, riuscirà a controllarne anche pensieri e azioni. Controllo dell'informazione Il controllo dell'informazione è l'ultima componente del controllo mentale. L'informazione è il carburante che usiamo per il buon funzionamento della nostra mente. Se a una persona viene negata l'informazione necessaria a formulare giudizi fondati, non sarà più in grado di formarsi opinioni proprie. Le persone rimangono intrappolate nelle sette non solo perché viene loro negato l'accesso a informazioni di carattere critico, ma anche perché vengono a mancare quegli appropriati meccanismi interni che servono a elaborarle. Tale controllo dell'informazione ha un impatto drammatico e devastante. In molte sette le persone hanno un accesso limitato ai mezzi d'informazione (giornali, riviste, televisione o radio) che non siano di pertinenza del gruppo. Ciò si ottiene anche impegnando i membri al punto da non avere tempo da dedicare ad altro. Il controllo dell'informazione avviene a tutti i livelli relazionali. Non sono permesse conversazioni critiche nei confronti dei capi e dell'organizzazione. I seguaci devono spiarsi a vicenda e riportare immediatamente ai leader attività improprie e critiche. Ai nuovi adepti non è consentito comunicare tra loro, se non alla presenza di un membro anziano. E, cosa più importante, viene proibito loro di avere contatti con chi è critico nei confronti della setta. Comportamento e pensiero, emozioni e informazioni, ogni forma di controllo ha grande potere sulla mente umana. Insieme formano una rete totalizzante che può manipolare anche le persone più forti. Di fatto, sono proprio gli individui più forti a trasformarsi in membri più devoti e coinvolti. Nessun gruppo mette in atto tutte queste tecniche insieme, ma senz'altro sono le pratiche più diffuse nell'ambito di ciascuna componente del controllo mentale, poiché esistono anche altri metodi in uso in certe sette. La riforma del pensiero secondo Singer Negli Anni '50, la psicologa del Walter Reed Army Hospital, Margaret Singer, ha studiato gli effetti del controllo mentale settario.

Singer ha riassunto cinquant'anni del suo lavoro nel libro Cults in Our Midst, in cui spiega le sei condizioni per ottenere la riforma del pensiero: 1. acquisire il controllo sul tempo personale individuale, in particolare quello dedicato alla riflessione e all'ambiente fisico; 2. Creare senso di impotenza, paura e dipendenza, fornendo contemporaneamente modelli del comportamento che la leadership vuole produrre; 3. premi, punizioni ed esperienze al fine di sopprimere precedenti comportamenti e atteggiamenti sociali, compreso l'utilizzo di stati alterati di coscienza; 4. manipolazione di premi, punizioni ed esperienze per provocare comportamenti e atteggiamenti voluti dalla leadership. 5. creazione di un sistema controllato, in cui chi dissente viene fatto sentire come se i suoi interrogativi indicassero che esiste qualcosa di intrinsecamente sbagliato in lui. 6. mantenere i membri inconsapevoli e non informati sul fatto che esiste un piano per controllarli e modificarli. Secondo la dottoressa Singer, l'individuo crede di prendere decisioni autonome quando in realtà è socialmente influenzato a disinserire la mente critica e la capacità di prendere decisioni indipendenti. Nel giro di breve tempo le reclute immerse nel nuovo ambiente iniziano a pensare in modo diverso senza rendersene conto. Le sette giocano su normali sentimenti di ambivalenza, cosa facile con i giovani che hanno meno esperienza di vita. Ad esempio, è quasi impossibile che adolescenti e giovani adulti non abbiano sentimenti contrastanti nei confronti dei genitori. Anche la madre o il padre più amati hanno avuto scontri con i figli che lasciano ricordi di rabbia o delusione, e la maggioranza dei genitori ha almeno qualche abitudine o peculiarità irritante. Molte sette si preoccupano di battere su questi sentimenti irrisolti e li sfruttano per legare i membri al gruppo. Oltre ad essere indotti a condannare famiglia e relazioni personali, vengono portati a credere che essi stessi erano "persone cattive" prima di entrare nel gruppo. FONTE:http://www.assotutor.it/manipolazione.htm

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