1.5.

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La

modificazione

e

la

ristrutturazione

Condizione necessaria e sufficiente per la sopravvivenza del sistema impresa è la modificazione, il quale deve essere in grado di prevenire o reagire agli eventi ambientali. Modificare significa cambiare o ristrutturare l’assetto e la combinazione dei fattori produttivi al fine di migliorare il rapporto input-output adeguandolo alle diverse combinazioni prodotto-mercato. Possiamo distinguere tre tipi di ristrutturazione :

1) Ristrutturazione organizzativa: perseguibile tramite la revisione delle unità operative in modo da rivedere l’ambito delle attività dell’impresa ed i suoi obiettivi, rendendoli coerenti con le potenzialità presenti e le modifiche del mercato. Questo processo prevede un ridimensionamento della struttura a partire dal personale; 2) Ristrutturazione di portafoglio:caratterizzata dall’analisi dell’area di business su cui competere cercando soluzioni strategiche differenti dal passato e più efficienti. Questo tipo di ristrutturazione prevede un più marcato interessamento verso l’ambiente esterno all’impresa al fine di riconoscere i segnali del cambiamento presenti nella domanda; 3) Ristrutturazione finanziaria: con cui si ricerca il perseguimento dell’equilibrio attuabile tramite metodologie finanziarie più o meno complesse a seconda della situazione di riferimento.

Attualmente nelle ristrutturazioni la semplice riduzione della struttura non costituisce fonte di migliorie che consentono all’impresa di riprendere la propria capacità di creazione di valore. Affinchè si possa pensare di aver successo si rende necessario prevedere percorsi di crescita della capacità innovatrice e di marketing. 1.5.2 La funzione normativa nella crisi d’impresa

L’intervento del legislatore nell’ambito della crisi aziendale si caratterizza per la presenza di norme volte a governare la liquidazione dell’impresa insolvente o finalizzate ad evitarla. A difesa dell’opportunità dell’istituto del fallimento, si deve considerare il principio su cui esso si fonda che garantisce la concorsualità riducendo i rischi di estinzione delle passività non rispondenti a criteri di equità ed omogeneità delle diverse posizioni creditorie. Questo principio elimina tutte le clausole contrattuali stabilite ed accolte dalle parti al momento dell’accettazione dell’obbligazione sinallagmatica. Un’ulteriore utilità delle procedure concorsuali dovrebbe essere rappresentata dalla loro economicità e dal coordinamento unitario. L’avvio della procedura concorsuale impedisce l’attivazione di iniziative singole poste in essere dai vari creditori che possono estinguere l’attivo disponibile senza possibilità di soddisfacimento per i creditori “ritardatari”. Questa attività di coordinamento comporta dei costi che gravano sulle disponibilità finanziarie che provengono dalla stessa procedura. Si distinguono i costi diretti dai costi indiretti. I primi sono rappresentati dall’onerosità intrinseca della procedura, mentre i secondi possono considerarsi
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1. Tra i costi indiretti rientrano anche gli oneri “politici” che discendono dall’incompletezza dei mercati che impedisce l’autonomo funzionamento dell’economia. L’efficienza delle procedure concorsuali viene riconosciuta nella loro possibilità di ottenere un maggior valore dell’attivo rispetto all’azione dei singoli creditori. La normativa tedesca in ambito fallimentare prevede una procedura volta alla liquidazione aziendale ed al rimborso delle posizioni creditorie. I costi del fallimento rappresentano una categoria rilevante della procedura che spesso ne invalida l’utilità economica poichè i creditori ottengono percentuali molto ridotte del loro credito. l’intervento normativo è stato rivolto a privilegiare la liquidazione dell’impresa dal punto di vista giuridico tramite lo spossessamento. in presenza di un attivo inferiore al passivo fallimentare. l’attivazione di meccanismi non ottimali per la conservazione del patrimonio il rispetto della normativa fallimentare burocratizza l’azione esecutiva prolungandone la durata la chiusura della procedura non consente ai creditori insoddisfatti di far vale diversamente i propri titoli e costituisce uno degli aspetti fondamentali della normativa fallimentare Questa ratio estende la limitazione della responsabilità anche all’imprenditore individuale. Questa ratio presenta dei limiti : l’insolvenza viene valutata senza considerare le prospettive future relative ai flussi reddituali e finanziari attesi l’insolvenza viene stabilita dal giudice il quale è privo delle informazioni e delle conoscenze necessarie per valutare la situazione reale e prospettica dell’impresa la procedura è priva delle informazioni necessarie per consentire l’ottimizzazione della fase liquidatoria l’estromissione del debitore dalla procedura determina. al fine di rimborsare le diverse posizioni creditorie. orientate a consentire la sopravvivenza dell’impresa. Il presupposto della dichiarazione di fallimento è rappresentato dall’incapacità di far fronte con le proprie disponibilità alle obbligazioni contratte e scadute. Nell’ambito di questa previsione normativa è presenta il concordato fallimentare che prevede la possibilità di individuare nel piano d’insolvenza soluzioni differenti dalla liquidazione. Un’ulteriore difesa della vitalità economica del fallimento si ritrova nella teoria del creditors’bargain che attribuisce a questa procedura la capacità di eliminazione degli oneri che discendono dalle diverse azioni poste in essere singolarmente dai creditori i quali. ma alla sua eliminazione.3 Le attuali tendenze normative Anche a livello internazionale. nella fase pre-fallimentare. provocherebbero un inutile frazionamento dell’impresa. L’approvazione del piano avviene con l’ottenimento del voto favorevole della maggioranza 2 .come gli effetti negativi delle azioni volte non alla creazione di valore dell’impresa.5. In questa categoria rientrano gli oneri da distorsione che si generano nell’ipotesi in cui sarebbe più vantaggioso proseguire nell’attività d’impresa. Questa procedura si avvia su istanza dei creditori ed in seguito alla verifica dell’esistenza dello stato di insolvenza. garantendo una sorta di equità e di incentivo economico. La procedura da così avvio alla liquidazione delle attività aziendali al fine di rimborsare i crediti vantati dai terzi.

Un’ultima categoria è quella giudiziaria in cui rientrano il risanamento e la liquidazione. assumono funzione deliberante su alcuni argomenti e tramite il comitato dei creditori esercitano la funzione di vigilanza e controllo sull’attività della procedura. Nell’ambito delle procedure di insolvenza previste per le società rientrano : Administration che ha lo scopo di salvaguardare le sorti dell’impresa e garantire ai creditori una migliore soluzione rispetto a quella ottenibile con la liquidazione Administration Receivership in cui un creditore garantito sul patrimonio della società nomina il curatore che ha il compito di realizzare attività necessarie per il soddisfacimento delle ragioni creditorie Liquidazione che può essere volontaria o coatta. può essere anche di utilità economico-sociale per tentare la salvaguardia di interi ambiti o di macro-realtà di particolare rilevanza per il territorio. La presenza più incisiva dell’autorità giudiziaria. Il debitore potrebbe avere un ruolo attivo nell’ambito della procedura e vedersi anche riconoscere una parte delle risorse qualora la crisi non sia sanabile. La validità delle soluzioni concordate della crisi dipende dalla presenza di alcune caratteristiche tra cui la tempestività della loro proposta. L’ordinamento inglese distingue le procedure di pre-insolvenza. Una seconda fattispecie è quella che prevede il riassetto dell’impresa tramite una composizione amichevole che si avvia con la nomina da parte del tribunale di un conciliatore. riuniti in assemblea. le soluzioni concordatarie possono rappresentare una formula utile per contenere la problematica. quindi avviata dal Tribunale nel caso in cui sia manifestata l’insolvenza. la salvaguardia degli interessi dei creditori.delle varie classi. l’efficacia prospettica del piano di risanamento. la trasparenza e veridicità dello stato di decozione. La normativa tedesca prevede un ruolo determinante per i creditori i quali. Le soluzioni concordatarie 3 . La prima è quella che precede la verifica dello stato di insolvenza e che viene definita procedura d’allarme che può essere attivata su impulso del revisore dei conti nel caso in cui egli intraveda situazioni tali da compromettere la continuità dell’impresa. Nell’ordinamento francese possono distinguersi tre procedure alternative al fallimento. visto che i creditori e l’impresa in decozione possiedono informazioni e know-how utili per cercare di mirare a soluzioni meno rischiose rispetto a quelle demandate al giudice. oltre a tutelare gli interessi del ceto creditorio. La decisione di avviare o meno la procedura attualmente è di competenza del giudice il quale non possiede le conoscenze necessarie e competenze utili per cercare di ridurre la complessità presente in questa deliberazione. in cui si prevedono accordi formali o informali per l’estinzione delle passività aziendali. da quelle in cui si accetta l’insolvenza che viene valutata sulla base dell’insufficienza dei beni per il soddisfacimento dei debiti. L’administration consente alle imprese potenzialmente efficienti di poter continuare ad operare evitando la liquidazione tramite il concordato preventivo che deve trovare l’approvazione da parte del 75% dei creditori.

Tra gli strumenti utilizzati per la ristrutturazione delle imprese in crisi troviamo : il concordato preventivo gli accordi di ristrutturazione Il concordato preventivo Il presupposto oggettivo del concordato preventivo è rappresentato dall’esistenza di uno stato di crisi cui si intende far fronte con l’implementazione di un piano di risanamento che prevede il soddisfacimento delle esposizioni debitorie. Affinchè ciò possa essere realizzato. L’ammissibilità alla procedura dipende da una relazione. quindi recuperabile. Il piano. Si tratta di un documento di completamento del piano. Il tutto verrà completato con business plan periodici in cui dovranno evidenziarsi i flussi reddituali e finanziari che l’impresa potrà avere. che attesti la veridicità dei dati e confermi la fattibilità del piano di risanamento proposto. La relazione dovrà indicare i punti di rottura con le precedenti esperienze. questo stadio di crisi viene interpretato come una situazione di squilibrio strutturale ed immodificabile che impedisce il regolare adempimento delle obbligazioni assunte. Un’ulteriore innovazione è rappresentata dall’eliminazione della soglia minima di pagamento dei creditori chirografari e dall’attenuazione del ruolo del giudice sia nella fase di valutazione che in quella di esecuzione. cui dovrà seguire lo studio riguardante la validità delle soluzioni prospettate e la loro coerenza rispetto alle caratteristiche endogene ed esogene all’impresa. I creditori partecipano al rischio ed al danno economico patiti dall’impresa. di un processo degenerativo dell’impresa la quale. ma vede in questa tipologia giuridica un’alternativa al fallimento per l’impresa in crisi. I requisiti essenziali del programma sono quelli della veridicità dei dati e della concreta 4 . per via di squilibri ed inefficienze. quindi i cambiamenti manageriali che l’impresa intende adottare ed eventualmente la loro opportunità rispetto agli obiettivi da raggiungere. economica e finanziaria attuale e prospettica ed essere accompagnato da una relazione. attuabili tramite qualsiasi formula di rientro. La crisi è lo stadio non terminale. Al Tribunale è demandato il compito di verificare la completezza e la regolarità dell’istanza avanzata dalla parte. E’ stato modificato il presupposto soggettivo per l’ammissione alla procedura che prima stabiliva determinati requisiti per l’imprenditore richiedente. è necessaria una preliminare analisi delle cause della crisi. redatta da un esperto. redatta da un professionista. subisce perdite economiche che possono comportare poi l’insolvenza. La riformulazione non interpreta più il concordato come una sorta di premio che gratifica l’imprenditore onesto ma sfortunato. quindi la scomparsa definitiva dell’impresa. oltre a fornire indicazioni in merito al pagamento dei debiti. Giuridicamente. Il testo normativo non aggiunge nulla in merito al contenuto della relazione accompagnatoria per attestare l’attendibilità delle informazioni e dei dati che compongono il piano. deve anche presentare la situazione patrimoniale.

ma trattandosi di un accordo consensuale. E’ lasciata all’autonomia dell’impresa la possibilità di allegare alla documentazione un accordo da essa siglato almeno con il 60% dei propri creditori. motivando il loro dissenso che sarà valutato dal Tribunale che. Entro 60 giorni dalla data di registrazione dell’atto. in cui si esplicano le modalità di estinzione dei debiti. Questa lettura appare restrittiva alla prospettiva contenuta dalla legge. distinguendoli per interessi e/o posizioni giuridiche.possibilità di attuazione degli obiettivi programmati. La procedura corretta potrebbe prevedere dapprima la divisione in classi dei creditori. Il concordato preventivo deve essere richiesto tempestivamente dalla stessa impresa in crisi. quindi prima dell’insolvenza. La nomina dell’esperto spetta al debitore. Gli accordi di ristrutturazione Una novità introdotta dalla legge di conversione del decreto 35/2005 è rappresentata dagli accordi di ristrutturazione che si inseriscono nello schema del concordato preventivo. passando anche attraverso formule miste. Con il 5 . procederà all’omologazione dell’atto. E’ anche previsto che il giudice possa comunque varare il concordato. quello parziale dei chirografari e la suddivisione in classi di tutta la compagine creditoria alla quale spetta l’approvazione del piano. il commissario giudiziale deve esplicitare questa condizione affinchè il Tribunale possa esprimersi in merito alla dichiarazione di fallimento. per poi ottenere l’adesione al piano da parte della maggioranza. Il piano proposto dall’impresa in crisi può prevedere diverse soluzioni che vanno dalla liquidazione parziale alla sua ristrutturazione. la nomina congiunta. Uno dei problemi generati dalla norma è rappresentato dall’assenza di specificazione in merito alla maggioranza che non esplicita se il 60% riguarda il totale dei creditori privilegiati. attestando la concretezza di questa prospettiva anche con la relazione di un esperto. nel caso dovesse essere non pertinente. Questa percentuale dovrebbe riguardare i creditori chirografari. Il termine “regolare” potrebbe intendersi come “esatto” se si interpretasse la ratio della norma come una tutela. Il testo normativo non precisa come si deve procedere all’acquisizione di adesione al piano da parte dei creditori. qualora reputi il piano accettabile e preveda la possibilità di rimborso dei debiti in misura maggiore rispetto a formule alternative. per garanzia di entrambe le parti. E’ comunque previsto il pagamento integrale dei creditori privilegiati. dei creditori sorti successivamente all’atto di omologazione. dall’eventuale azione revocatoria. pur in presenza di un esito sfavorevole della votazione. cercando di consolidarne la proposta. Un’ulteriore difficoltà riguarda il “regolare pagamento dei creditori estranei all’accordo”. In caso di difficoltà di attuazione del piano. Per l’approvazione è necessario il voto favorevole della maggioranza dei creditori ammessi al voto per singola classe. dovrebbe essere più corretto. i creditori o le altri parti interessate possono opporsi.

La sua attuazione richiede consapevolezza e totale approvazione da parte di tutte le componenti del sistema. Nell’ambito degli studi sul turnaround. Trattandosi di operazioni di risanamento. Il turnaround La nascita della crisi impone l’attivazione di processi di revisione organizzativa e gestionale dell’impresa che vengono identificati con il termine turnaround. abbiamo un’altra fattispecie che non necessita di una convalida giudiziale. quindi a ridurre l’incapacità di realizzare reddito. il quale non può caratterizzarsi solo per l’esistenza di uno o dell’altro aspetto.termine “regolare” si intende anche “secondo le regole” dell’accordo e anche questa lettura è potenzialmente non valida per la presenza di carenze intrinseche presenti nel nuovo disposto normativo. Può anche accadere che il turnaround sia attivato in seguito al manifestarsi di un evento che impone radicali cambiamenti. Nell’ambito del turnaround si possono riconoscere due momenti : l’aspetto strategico e le applicazioni operative. Si riconoscono : current operative healt che fa riferimento all’aalisi aziendale sotto il profilo operativo e strategic operative healt che riguarda l’analisi strategica dell’impresa valutata con punti di forza e di debolezza parametrati ai fattori critici settoriali. Si tratta di processi di cambiamento che richiedono l’assunzione di decisioni tempestive e radicali le quali comportano la modifica degli assetti interni ed esterni all’impresa. individuando le cause determinanti la crisi ed il suo risanamento. Un’utili decisione per il perseguimento di 6 . ovvero nel momento del declino. conseguenti agli accordi di ristrutturazione dei debiti. l’ufficio ha precisato che non può estendersi a questo accordo la norma prevista per il concordato preventivo. L’attuazione di processi di turnaround discende dall’esistenza di uno stato di declino o crisi che impone l’implementazione di radicali cambiamenti atti a consentire all’impresa il ritorno al valore. Ulteriori studi hanno eliminato la distinzione tra strategia e operatività e si sono soffermati sull’analisi dell’efficienza dei processi di turnaround. Agli stakehloders spetta la decisione di accettare e supportare questo processo. tramite la verifica del livello di utilizzo delle strutture e della validità delle scelte strategiche. il turnaround si caratterizza per la presenza di nessi di causalità tra l’origine del fenomeno patologico e la soluzione prospettata. Essa può predisporre un piano di risanamento che è un atto stragiudiziale che salvaguarda dal rischio di revocatoria le azioni di ristrutturazione poste in essere dall’impresa. Entrambi devono considerarsi facenti parte di un unico processo. In assenza di norme fiscali. il quale assume connotati differenti a seconda che sia attivato in presenza di crisi. Sarebbe opportuno non attendere questo stadio di crisi ma riuscire a percepire ed a riconoscere il trigger event nel momento della sua prima manifestazione. ma si caratterizza per l’autonomia dell’impresa. Quest’ultimo costituisce un evento eccezionale nella vita delle imprese per via della sua rara manifestazione e per gli effetti da esso prodotti. per cui le riduzioni dei debiti dovranno essere sottoposte a tassazione. La tempestività nell’individuazione del trigger event e nell’attuazione di cambiamenti gestionali rappresenta un elemento essenziale per il buon esito del turnaround. i processi di ritorno al valore si distinguono in strategici e operativi. Oltre al concordato preventivo e agli accordi di ristrutturazione dei debiti.

R. con l’ausilio degli strumenti di informatica.R. la definizione del piano e la sua attuazione. tramite attività di supporto e coordinamento nella fase di redazione ed attuazione del piano di turnaround. deve anche rivalutare le qualità della componente umana e gli aspetti organizzativi. Nelle fasi del B. L’importanza del fenomeno ha generato la nascita di figure professionali denominate turnaround specialist. l’analisi della situazione di partenza. Questo processo impone un monitoraggio delle varie fasi.) che può considerarsi come il complesso di azioni poste in essere. poiché genera i suoi effetti senza dover apportare sconvolgimenti generali nei preesistenti equilibri.P. Questi piani si sviluppano su tre ambiti : strategico. Le tecnologie informatiche appaiono come un elemento fondamentale del B.P.R. tramite il supporto tecnologico che deve attuarsi senza dover considerare il precedente assetto. che comporta una revisione del modello di business economico-finanziario. poiché si rende necessario immaginare utili cambiamenti anche nella struttura operativa la quale può essere una delle cause del dissesto Il successo di un piano di turnaround dipende in larga misura dal cambiamento culturale grazie al quale è possibile modificare il contenuto e le capacità gestionali e strategiche danneggiate in precedenza. il quale.P. all’attuazione dei processi di ritorno al valore. il cambio del management.questo scopo è costituita dal cambiamento del management che appare come la condizione necessaria per porre in essere le nuove impostazioni strategiche ed i conseguenti processi operativi.P. in definitiva. impatta radicalmente sull’architettura gestionale ed organizzativa dell’impresa e si conforma a situazioni in cui è richiesta una revisione generale e tempestiva. con cui si cerca di prevedere l’impatto in termini di flussi monetari ed economici dei programmi che si intendono attuare organizzativo. si possono riconoscere alcuni momenti tra loro collegati. Quando le condizioni operative non manifestano necessità di azioni di riequilibrio rapido appare utili riferirsi al Continuous Process Improvement prevede un periodo di adozione più lungo rispetto al B.R. prevede il ridisegno complessivo dell’impresa. 7 . al fine di consentire un riallineamento strategico dell’impresa che si trova in uno stato di difficoltà di mercato e reddituale. Il B. presuppone la tempestività d’azione. Il turnaround.R. Distinguiamo : il business process re design che si occupa dell’impiego efficiente della tecnologia il business network re design che consente l’adozione di supporti elettronici in modo da agevolare l’interscambio e le relazioni inter-imprese il business scope redefinition che riguarda il totale ripensamento dei processi gestionali Il B. in modo da riuscire a cogliere i segnali di miglioramento e decidere eventuali ulteriori iniziative volte a corroborare questa azione. per avere successo. rientra il Business Process Reengineering(B. La validità del continuous process improvement dipende dalla tempistica e dal contesto di sua attuazione.R. Il business process reengineering Nell’ambito del turnaround.P.P.

P.La possibilità di successo degli interventi di B.R.P.R.P. Si rende necessario riuscire a definire i processi ed a scomporli nelle varie sequenze che li caratterizzano. Un altro condizionamento per il successo del B.R. può discendere dalla tipologia del settore di appartenenza. 8 . è rappresentato dall’analisi delle condizioni operative dell’impresa e del suo ambiente. Si perviene così ad una disamina delle attività critiche dalle quali può derivare l’inefficienza. i flussi e le risorse impiegate. in modo da individuare le diverse unità operative. Il primo momento del B. è rappresentato dal livello di cultura manageriale esistente in azienda.

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