You are on page 1of 28

CAMPANE DI POSINA

FUSINE, CASTANA e LAGHI

Sede:
Piazza G. Marconi
36010 POSINA (Vicenza)
tel. 0445 748118

Pubblicazione PRO MANOSCRITTO
delle Parrocchie di:
S. Margherita V.M. in Posina, S. Rocco in Fusine,
S. Pietro Apostolo in Castana e S. Barnaba in Laghi

Stampa:
Stab. Tip. G. Fuga & Figli - Arsiero

In copertina: versante sud del Monte Majo visto da Contrà Cervi
Foto: Roberto Lorenzato

Un ringraziamento a tutti i collaboratori

Le offerte raccolte
dalla distribuzione
del bollettino
sono destinate
alle opere parrocchiali.

Il Signore ama
chi dona con gioia!
Autunno o... primavera?
Carissimi,
normalmente si inizia così una lettera, ma forse non comprendiamo bene quel "carissimo" che
in senso letterario significa "colui che mi sta a cuore". Ed in realtà sta a cuore a me e a don
Roberto la vostra storia, le vostre gioie e le vostre croci, come anche mi stanno a cuore {e nella
preghiera) gli ammalati ed i nostri emigranti che riceveranno questo numero di "Campane
di...", curato con tenacia da sempre da Roberto Lorenzato, redattori e quanti si sobbarcano la
fatica affinché anche quest'anno entri in tutte le famiglie delle nostre comunità e... all'estero.

Vi sarà sembrato strano il titolo: "Autunno o... primavera?" che ho voluto dare all'augurio di
quest'anno: sta il fatto che tra poco vivremo avvenimenti di grazia straordinari (se non unici).
Sta a noi vederli ed accoglierli come tempo di... primavera nei nostri cuori e nelle nostre comu-
nità.

L'inaugurazione sabato 21 luglio alle ore 18.30 da parte di Mons. Vescovo della chiesa restau-
rata di Posina, ci aiuta a riflettere sul nostro essere chiesa viva. Non avrebbe senso avere una
"splendida chiesa" se non ce la mettiamo poi tutta per essere noi "bella chiesa" vivendo insieme
la Domenica ed il nostro essere cristiani nella vita quotidiana.

Da domenica 8 ottobre a domenica 15 ottobre ci sarà la Missione vicariale nelle nostre valli
con la presenza dei Frati, Fratelli di San Francesco. Questa presenza significativa può essere per
noi... primavera, cioè stimolo per rivedere, rinsaldare, rinnovare la nostra fede. Vogliamo acco-
glierli tra noi con gioia e soprattutto accogliere tutte le occasioni di incontro che verranno pro-
poste in questa settimana davvero straordinaria. So della difficoltà logistica delle distanze da
superare, della prigrizia a muoverci dopo una giornata di lavoro o di studio, ma in questa set-
timana deve essere straordinario anche il nostro impegno, come risposta al dono di grazia che
viene a noi mediante la Missione. Nella lettera inviata alle parrocchie, i frati dicono tra l'altro:
"... Il passaggio di Gesù durante la Missione sarà un m o m e n t o di grande grazia e respon-
sabilità per tutti che assolutamente non dobbiamo sciupare... Ha lo scopo di determinare
il nostro cambiamento di vita...".

Non ultimo nel mese di dicembre, quasi a ridosso del S. Natale, ci sarà la Visita pastorale del
nostro Vescovo tra di noi. Nella Lettera che ha inviato alla Diocesi ancora nel 2005 per
annunciarne alla diocesi il suo inizio dice: "... Vorrei che la mia visita fosse come quella di
Giovanni Battista che a tutti proclamava: «In mezzo a voi c'è uno che non conoscete, è
Lui l'agnello di Dio, che toglie i peccati del mondo, accoglietelo e seguitelo». Non il
Vescovo perciò deve stare al centro della visita, ma Cristo, e a Lui dobbiamo guardare per
aprirgli il cuore, la vita, la porta delle nostre case, delle nostre parrocchie, degli ambienti
di lavoro, di studio, di sofferenza e di esistenza quotidiana". La sua Presenza tra di noi è
segno di Gesù Buon Pastore che viene incontro a noi per ascoltarci, per consolidare, rafforzare
e incoraggiare la vita cristiana delle nostre parrocchie.

"Autunno... o primavera?" Mi auguro che sia nei nostri cuori e nelle nostre valli tempo di
primavera per "nascere nuovi", ricolmi di grazia mediante l'accoglienza positiva, fattiva e con-
creta di questi "Avvenimenti" che ci attendono ed ai quali desideriamo prepararci mediante la
preghiera, capace di "scardinare" (qualora ce ne fossero) le nostre resistenze per vivere la Gioia
dell'Incontro con il Signore ed i fratelli.
Ricordiamo tutti (ed è un augurio per noi oggi) quanto il papa Giovanni Paolo II ha detto con
forza all'inizio del suo Pontificato: "Non abbiate paura! Aprite, anzi, spalancate le porte a
Cristo".

Inaugurazione, Missione, Visita Pastorale sono tre avvenimenti da non perdere: è bello sen-
tirci anche noi come le sentinelle al mattino a scrutare l'orizzonte ed accorgerci del Tempo in
cui siamo visitati in modo speciale dal Signore.
Insieme a don Roberto auguro ancora a tutti voi, alle famiglie, agli ammalati, ai lontani, di
essere ciascuno "buon albero" che porta frutti buoni nella propria vita.
Don Stefano

È arrivato anche per noi il tempo
della visita pastorale del nostro Vescovo
Pubblichiamo la lettera del Vescovo
del 1° novembre 2005
con la quale annunciava l'inizio della visita pastorale

Cari amici,
dopo due anni dalla mia venuta tra voi sento il desiderio di avviare la
visita pastorale alla Diocesi.
E una decisione che ho preso perchè la visita è il dono ed il compito pri-
mario di un vescovo che vuole stare con la sua gente, ascoltare il suo
popolo, camminare insieme sulle vie che il Signore indica mediante la
luce del suo Spirito.
Negli incontri che ho avuto modo di avere con voi, sacerdoti e fedeli,
giovani ed anziani, famiglie e fanciulli, ragazzi e comunità, ho ammi-
rato la fede e la generosità con cui vi spendete per la testimonianza del
Regno di Dio nelle realtà e negli ambienti di vita. La società in cui
viviamo sembra meno attenta ai valori dello Spirito e distratta da tanti
messaggi contradditori che suscitano atteggiamenti e comportamenti
2 - Campane di Posina
lontani dalla tradizione
cristiana; dense nubi sem-
brano addensarsi sul
mondo e sull'umanità
suscitando timori e paure
che ci fanno guardare al
futuro con comprensibile
preoccupazione.

In noi credenti risuona
però costantemente la
Parola del Signore: non
temete io sono con voi.
Sì, il Signore risorto cam-
mina con la sua Chiesa e
con l'umanità, e non cessa
di operare per il loro bene.
Egli ama questo mondo, per il quale ha dato sé stesso, e vuole che ogni uomo si salvi.
E' Lui la fonte prima della speranza che mai deve venire meno, neppure di fronte ai fatti più negativi o
tragici. Egli sa trarre il bene anche dal male ed inquietare i cuori più chiusi, affinché si aprano alla veri-
tà, al perdono e alla pace.

E' con questa fede che vengo a trovarvi, nelle comunità, nelle famiglie, nei gruppi e negli ambienti della
vita di ogni giorno: per confermare la vostra fede, che è già grande, per dirvi la gioia di essere con voi
cristiano e per voi vescovo, per invitarvi a operare sempre con fiducia, confidando non nelle nostre debo-
li forze, ma nel Signore e nella sua costante azione di grazia.

Pregheremo insieme, staremo insieme, rifletteremo insieme, ascolteremo insieme la Parola di Dio, ed
insieme decideremo i passi da compiere per dare alle nostre comunità e a tutta la nostra Chiesa diocesa-
na una salutare scossa missionaria.
La missione è il primo scopo della Chiesa e di ogni cristiano. Annunciare Gesù Cristo e viverlo con una
convinta ed efficace testimonianza di amore verso ogni uomo è il nostro impegno.
Siamo chiamati ad attuarlo ogni giorno, nel vissuto concreto delle nostre famiglie e delle realtà lavora-
tive, di studio e di tempo libero, e proporlo assieme come comunità cristiana, mostrando che ciò che ci
preoccupa di più è l'uomo, la sua dignità e la sua promozione integrale, e che egli trova in Dio l'unico
punto di forza e di appoggio per crescere in umanità vera e libertà.

Vorrei che la mia visita fosse come quella di Giovanni Battista che a tutti proclamava: "In mezzo a voi
c'è uno che non conoscete; è Lui l'agnello di Dio, che toglie i peccati del mondo; accoglietelo e seguite-
lo".
Non il vescovo, perciò, deve stare al centro della visita, ma Cristo, e a Lui dobbiamo guardare per aprir-
gli il cuore, la vita, la porta delle nostre case, delle nostre parrocchie, degli ambienti di lavoro, di stu-
dio, di sofferenza e di esistenza quotidiana.
Una visita che ci deve far crescere in fraternità, per fare della Chiesa una famiglia dove ci si accoglie e
ci si ama teneramente e profondamente, di vero cuore; dove nessuno ritiene di essere superiore agli altri
e punta il dito contro il fratello; dove i piccoli e i poveri sono i prediletti non solo a parole, ma nei fatti
concreti che, se anche costano sacrificio, danno gioia al cuore.
Se la gente potesse vedere in ciascuno di noi, a partire da me vescovo, e in ogni nostra famiglia e comu-
nità, rispecchiato il volto di Cristo, allora il mondo cambierebbe. Ne sono certo.
Campane di Posina - 3
La visita vuole promuovere in ciascuno una più radicale conversione al Vangelo, per fare della Chiesa
una realtà credibile che lo annuncia e lo celebra, ma soprattutto si sforza di viverlo con fedeltà, anche
se si riconosce sempre lontana dalla perfezione che esso esige.

Attendo con gioia di vedervi e di incontrarvi, e se anche, per alcune comunità passerà qualche anno nel-
l'attesa (la Diocesi è grande ed i tempi della visita si allungano), la certezza che il vescovo verrà alimen-
ti il desiderio di accoglierlo mediante un intenso cammino di fede, di preghiera e ricco di positive espe-
rienze di amicizia.

Vi chiedo di pregare per il buon esito di questa visita e vi porto tutti davanti alla dolce immagine della
Madonna di Monte Berico, alla quale affido questa tappa della vita diocesana, perchè sia per tutti
feconda di frutti.
Vi benedico. + Cesare Nosiglia, Vescovo

Festa di tutti i Santi, 1 Novembre 2005

Prepariamoci alla GRANDE MISSIONE
che si terrà nella nostra Unità Pastorale
dal 29 settembre al 14 ottobre
Carissimi,
ormai mancano pochi mesi alla Grande Missione Parrocchiale che si terrà nella vostra Unità
Pastorale dal 29 settembre al 14 ottobre.

Per la verità ci siamo già conosciuti in occasione del primo annuncio della Missione, ma desideria-
mo incontrarvi ancora per giungere insieme pronti all'inizio della Grande Missione.
In quella occasione il Signore verrà a visitarci, fin da ora sta alla porta del nostro cuore e bussa per
entrare nella nostra vita con la luce sfavillante della sua Risurrezione.

Il passaggio di Gesù durante la Missione sarà un momento di grande grazia e responsabilità per tutti
che assolutamente non dobbiamo sciupare con la pigrizia spirituale e la disattenzione.
In quei giorni avremo modo di ascoltare con più attenzione la Parola di Dio e di lasciarci interpellare
e provocare da essa, mettendo in discussione le nostre sicurezze e i nostri progetti.

La Missione Parrocchiale ha lo scopo di determinare il nostro cambiamento di vita.
Disorientati purtroppo da tanti messaggi antievangelici, storditi da tanti rumori abbiamo bisogno di un
riferimento sicuro ed entusiasmante.
Prepariamoci perciò adeguatamente in questi mesi che precedono la Grande Missione Parrocchiale,
perchè nessuno manchi a questo intervento di grazia straordinaria che il Signore ci ha preparato.

L'intercessione della Beata Vergine Maria con S. Barnaba, S. Margherita, S. Pietro e S. Rocco vi
accompagni e ottenga per tutti la disponibilità all'ascolto della Parola del suo Figlio Gesù che sarà
donata abbondantemente.

Un cordiale e fraterno augurio di Pace e Bene.
Fra Ambrogio, Fra Simone e Fra Felice

4 - Campane di Posina
Giornata a Posina
'Vedere Posina e poi morire': c'è un detto del
poeta quando parla di Roma.
È con questa sensibilità ed emozione che un
componente della famiglia Cervo del Brasile ha
visitato per la prima volta il posto in cui il rela-
tivo antenato abitò in Italia fino al 1884, a
Posina in Contrà Lambre, e dopo emigrò
per le Americhe, precisamente per il sud del
Brasile. Eurico Cervo presso Contrà Lambre
Il desiderio di conoscere il vecchio continente incontra Germano Cervo
era un sogno che coltivavo fin da bambino ed
è stato portato a termine nel 1990, quando io Foto: Adelino Fioraso
e mia moglie Jamile abbiamo viaggiato trenta-
tre giorni per l'Europa. Abbiamo visto la bella chiesa di Santa
L'Italia naturalmente dava più emozione al Margherita (durante le fasi di restauro), il risto-
nostro viaggio e più senso di appartenenza a rante Al Garibaldino (dove abbiamo pranzato e
questo Bel Paese. mangiato i gnocchi), la casa di Luigi Cervo (El
La consapevolezza di "essere italiano" è molto ritorno), di Adelio Cervo (Vice Sindaco), abbia-
sentita qui in Brasile. mo parlato con Andrea Cecchellero (Sindaco) e
Le associazioni e le famiglie dei discendenti Roberto Lorenzato (Assessore).
italiani contribuiscono a mantenere e a diffon- Siamo passati per le contrade Bettale, Cervi,
dere la musica, le canzoni, la letteratura, la cul- Beber, Griso ed infine... le Lambre. Abbiamo
tura, i ricordi, gli usi e i costumi della nostra fatto un giro anche a Laghi, questo caratteristi-
bella Italia. co paese con il suo laghetto.
Nell'aprile del 2006, grazie anche ad Internet, Lambre è la contrada dove il mio antenato
al Gruppo di Roberto Salerno (http: Luigi Cervo e la sua famiglia hanno abitato fino
//groups.msn.com/Posinaelasuagente), al 1884. E proprio in Contrà Lambre abbiamo
Adelino Fioraso e Daniela Bettali, io e mia incontrato Germano Cervo che stava coltivando
moglie Jamile, di ritorno da un viaggio in le patate, ed abbiamo parlato un po' con lui.
Russia, ci siamo fermati a Milano e subito dopo Vedendo quelle case, alcune vecchie di una
siamo partiti per Vicenza in treno dove Adelino volta ed altre più moderne, con tre o quattro
e Daniela ci aspettavano: con loro siamo anda- piani, e costruite secondo un'architettura tipica
ti a Posina in auto. delle nostre montagne, ho immaginato la vita
Posso affermare che Adelino e Daniela sono che si poteva svolgere nel 1884: il lavoro sui
eccellenti oratori, molto amici e ci hanno spie- pendii della valle (da un lato c'è il monte Majo
gato molte cose. e dall'altro il Pasubio), i bambini che andavano
E che emozione nel vedere finalmente il car- a scuola, il partecipare alla Messa in chiesa alla
tello comunale con scritto Posina, che mi ha domenica, l'inverno rigoroso con la neve, la
fatto sobbalzare dicendo "Finalmente Posina, guerra che sarebbe arrivata dopo poco più di
evviva!". trent'anni e che avrebbe travolto tutto...
Inoltre ho immaginato l'addio a quei luoghi
Nel cimitero di Posina abbiamo visto che le
natii con molta tristezza: l'ultima preghiera
famiglie Cervo sono numerose ed abbiamo
nella chiesa, il trasporto degli oggetti e dei
riconosciuto molti cognomi già noti in Brasile
vestiti in bagagli e scatole fino ad Arsiero per
(Benetti, Mogentale, Zambon, ecc...).

Campane di Posina - 5
vie tortuose di strada bian-
ca e forse tutto caricato su Cavallaro
un cocchio tirato da cavalli.
Da Arsiero forse i miei ante-
nati hanno continuato il loro Mi ritrovo a salire per contrada dere contrade, sentieri, panora-
viaggio in treno fino a dei Spini, poche case affiancate mi, persone, coltivi, così a lungo
Vicenza (so per certo che il su un costone messo al sole, vissuti come fossero entrati a far
tratto ferroviario Vicenza- sulla balza che è dietro, all'altez- parte di sé.
Schio fu inaugurato nel za dei tetti, parte un viottolo Ma è un incontro che da tempo
1876) e poi verso Genova fresco che con pochi tornanti desidero, un incontro che cerco
per imbarcarsi là con la porta svelto a quel passo detto e che temo. Mi difendo pensan-
anche de 'a Sima. do, sarà tutto cambiato, ma
nave "La Provence" per il
Poi su in cresta rallento, c'è la intuisco che davvero sembrerà
lontano Brasile...
vista che spazia lontano sul come fossi prigioniero di un
Certamente l'emozione fu
Verena e il Toraro e, nella valle sogno che crudele impedisce di
grande vivendo la consape-
di sotto, su diverse contrade, raggiungere la meta.
volezza di andare via per
distanziate, regolari, poste al A contrà Mogentale, su un cam-
sempre lasciando le proprie
bordo della strada che s'allunga petto tra filari di fagioli e patate,
radici e nel vedere per l'ul-
in costante discesa, dove in scorgo china al lavoro, con la
tima volta la nostra cara fondo s'intuisce nascosta la zappa e le mani impastate di
Italia. piazza di Ossati e la bianca chie- terra, una donna, al saluto
Mi sembra di vedere i miei setta. risponde contenta che quest'an-
antenati nel loro viaggio In montagna alle volte mi sor- no va bene, il raccolto dovrebbe
fino a Genova scendere dal prendo con un passo irrequieto, esser buono. Annuisco e le chie-
treno nella stazione ferro- come fosse l'andare di chi cerca do distratto in quanti sono rima-
viaria, percorrere le piccole qualcosa che continua a sfuggir- sti quassù, ma all'istante mi
vie che conducono al porto gli, lo rilevo perfino, sorridendo, pento, mi dispiace la domanda
in cui è ormeggiata la gran- come a farmi un rimprovero: che rimanda a pensieri e pro-
de nave pronta per la par- "non ti accorgi che sembri un blemi. Mi risponde tranquilla e
bambino sperduto tra la folla di sorride che a scappare c'è
tenza...
piazza S.Marco?". Riconosco che tempo e che lei non ci pensa, e
Già un senso profondo di
è vero, forse meglio, sembra riflette che forse mi trovo a
nostalgia pervade l'anima...
proprio mi muova come fossi vagare per luoghi così fuori dal
prigioniero di quei sogni ricor- mondo come mai non ho fatto.
Posina, una grande emozio- No, le dico, altre volte ho voluto
renti in cui quella cosa cui tanto
ne. E' sempre nei miei pensie- venirci, e improvviso mi balena
teniamo di continuo ci sfugge...
ri, con il torrente dall'acqua C'è là in fondo Cavallaro, l'alto- il passato di lei, è Teresina, che
cristallina, con la gente ama- piano riluce sotto un cielo che tra i piccoli e i campi era sempre
bile, con un paesaggio scintil- scorgo farsi sempre più oscuro, impegnata e solerte, ma due
lante fra le alte montagne. sono invogliato ad andarci, poi parole scambiava gentile egual-
magari percorrere i Piani fino a mente.
scendere ai Vanzi, e pregusto Giunto in fondo, resto in sosta
Eurico Cervo quel tratto non breve di percor- all'imbocco della via dei
Professore dell'Università so che mi attende per ore. Sabioni, i ricordi si affollano pre-
Revisore dei Conti E sì, ormai l'ho deciso, mentre cisi e insistenti, e mi trovo spae-
del Podere Nacionale indugio a riflettere, Cavallaro sato come fossi diventato un
sono luoghi che da anni non ci estraneo..., questa strada non
Porto Alegre, nel Estato de torno e so bene quanto smuove c'era, qui era un semplice viot-
Rio Grande del Sud (Brasil) rivedere delle cose familiari che tolo, si passava, ricordo, tra gli
sono parte di un arco di vita, arbusti e i muretti a secco che
cervo.eurico@gmail.com quanto tocca in profondo rive- erano sempre in gran parte crol-

6 - Campane di Posina
lati, sulla conca del prato, dove
ora è una villa, si adunavano le
donne con le manze e le capre
al rientro la sera dopo il pasco-
lo ai Piani.
C'erano loro a contarsela con la
brezza del Maio e i muggiti e
belati , era un mondo che
intuivo trasparente, intrecciato
di riti e tradizioni, mi attraeva e
avrei voluto proteggerlo, non
avevo la chiave per compren-
derlo, stavo muto in disparte,
lo trovavo misterioso e vivevo
qualcosa struggente come
quando ci accade di sentirsi un Foto di Paolo Campogalliani tratta dal suo libro "Lontano Vicino"
estraneo senza alcuna speran-
za e sorpresi si avverte di non volte presso Tezze Silvestri, e una gabbia senza uscita. E cia-
esser respinti. dopo un tratto intricato tra gli scuno cerca sempre, nel
Cavallaro era anche alla sera arbusti e gli sterpi, con sorpre- mondo di luoghi e persone, di
l'osteria, si parlava e un bic- sa mi ritrovo in una rada nasco- sentirsi non più separato, isola-
chiere portava a conoscere la sta che con gioia riconosco. to, la risposta la cerca nell'in-
gente in attesa al telefono Questi alberi li ricordo uno ad contro con le cose e con l'altro,
pubblico, Cavallaro era anche uno, ci sono grandi betulle, ma nessuno alla fine sa mai
spiare tra i vetri sfilacciarsi len- anche un peccio cresciuto nel dire di sé stesso chi è, lo stra-
tamente le nebbie le giornate mezzo, isolato, e un nogaro niero lo troviamo già dentro di
di pioggia sulla valle di Laghi malandato, sembra proprio che noi.
verso sella dei Viosa, con la loro mi aspettassero in silenzio, Per chi cerca l'incontro, il per-
neve restare isolati per giorni e questo è un luogo che ho sem- cepirsi estranei e perfino smar-
la notte senza luci sotto il buio pre tenuto nascosto e creduto riti, è un passaggio necessario
di un cielo profondo... che ero il solo a conoscere, e e sofferto che sospinge a inter-
Penso a loro del posto, sono d'istinto mi accosto ad un tron- rogarci, e può indurci, lasciato il
pochi i rimasti, ci sono strade, co quasi fosse un rifugio final- rimpianto, a scoprire una sorta
villette, recinzioni ai poderi...se mente familiare . di nostalgia rovesciata, verso il
si cerca il passato nel presente Come avessi trovato quanto tempo dinanzi futuro.
ci si trova isolati, ci si sente tra- andavo cercando, mi decido a Camminare in silenzio tra sen-
diti e stranieri, incontrarsi dopo lasciare, camminare in silenzio tieri e contrade, è disporsi a
tanto è difficile sia un ritrovar- sembra a volte una cura un po' lasciarsi cambiare, camminare
si. amara ma riporta al presente e in silenzio è disporsi a vedere
Uno sguardo lontano sul al futuro... il passato tende tutto quanto di estraneo si
Cimone e il Cavioio , li si scor- sempre a ingabbiarci, e incontra al momento, cammi-
ge sfuocati verso il caldo del Cavallaro non è solo un passa- nare non è solo successione di
piano, vorrei fosse mattina per to lontano tutto luce, ma ora luoghi e di eventi slegati senza
salire sul Maio, per fuggire su sembra sia un mondo reso senso, senza un ponte che ci
in alto, non so l'ora ma intuisco muto ed estraneo, come acca- apre il passaggio dal passato al
che il tempo che resta di luce de con l'incontro di un amore futuro, e ritorno con la mente
non basta. che temiamo si è spento. alla rada con gli alberi che
Quasi stessi cercando un'uscita Ma rifletto che è sempre così ricordo uno ad uno, come mai
da un sogno troppo a lungo per chi cerca l'incontro, se si ci si fosse separati negli anni.
durato, giro ancora un po' a trova la forza di guardare tutto
caso e mi accade di tornare più quanto è perduto, non ci resta Paolo Campogalliani

Campane di Posina - 7
Posina ricorda la Grande Guerra
Quando ho ricevuto il programma delle manife- sarie. Ritornano sempre a Posina, in estate, ed
stazioni che si sarebbero svolte il 9 e il 10 set- assistendovi possono capire meglio perché i loro
tembre 2006, mi sono arrabbiata. Come! Faccio genitori o i loro nonni sono andati a "cercar for-
una vita tranquilla , solo raramente ho degli tuna", come si diceva allora, all'estero.
impegni, ma sembra una maledizione: se ne ho, Interessanti le mostre, soprattutto per l'apporto
si verificano sempre tutti contemporaneamente. austriaco. Mi dispiace di averlo perduto.
Così, ero già impegnata e ho dovuto rinunciare Penso che molte fotografie della parte italiana
ad una visita a Posina. La serie delle manifesta- siano quelle date da mio padre e da me.
zioni è bella ed interessantissima, soprattutto per Spero che siano state disposte in maniera corret-
far capire ai giovani (ed anche ai meno giovani) ta, ma ho fiducia in coloro che hanno curato l'e-
cosa hanno passato i loro nonni durante la I guer- sposizione. Rileggendo con maggior attenzione il
ra mondiale, dall'evacuazione forzata del 18 programma, mi sono resa conto che non sarei
maggio 1916 fino al ritorno nella loro terra, attor- venuta in alcun modo, anche se ero libera, per-
no al 1919, come scriveva Don Lappo, Parroco di ché figlia di un Superstite della Val Posina.
Posina in quel periodo. Per me, questa è vita vissuta, non una pagina di
Quanti, invece di tornare, sono emigrati! Anche storia da rievocare!
per i loro figli queste manifestazioni sono neces- Mio padre, giovane capitano, ha trascorso l'inver-
no 1916-17 a Quota 1472 del Monte Majo, ed è
poi rimasto in zona fino al luglio 1917. Non avrei
potuto sopportare una "rievocazione storica", per
quanto fedele (o solo spettacolare?), degli avve-
nimenti di 80 anni fa, e non avrei potuto vedere
i "figuranti in divisa d'epoca". Mio padre c'era,
altro che rievocazione! Mio padre l'ha indossata
per tutta la guerra, quella divisa! C'erano anche i
fori della pallottola che lo ferì, nel settembre
1915, sull'Isonzo. Pallottola che conservo ancora.
E il rancio? Come sarà stato il rancio del 2006?
Molto tranquillo, comodo e abbondante, penso.
Per mio padre e i suoi soldati il rancio era un'av-
ventura quotidiana, legata alle condizioni meteo-
rologiche. Nell'inverno 1916-17 c'era il rischio di
non riceverlo, a causa della neve che rendeva
difficile il passaggio delle salmerie per un traccia-
to che c'era e non c'era, in quanto il rancio veni-
va preparato in basso e portato in quota a dorso
di mulo, al mattino e alla sera.
Trascrivo alcune frasi tratte dalle lettere di mio
padre alla sua mamma:
2 1 / 1 2 / 1 9 1 6 Occorre sempre lavorare per le
mulattiere per poter avere rifornimenti.
9 / 1 / 1 9 1 7 Siamo ritornati alla neve e anziché
lottare col nemico si lotta con lei. È una lotta
tenace con la pala e con la zappa per mantener-
si in comunicazione col mondo, per impedire le
Cerimonia dei caduti della Valposina
valanghe, per fare sì che i soldati possano avere
in Contrà Cervi: Don Stefano
il rancio caldo [...]. Questa sera con molta buona
Foto: Roberto Lorenzato volontà il rancio è potuto arrivare ma se continua

8 - Campane di Posina
a nevicare chi lo sa? Non temere che la fame non si sof-
fre perché quassù abbiamo ben sette giornate di viveri
di riserva nel caso che si sia tagliati fuori.
1 0 / 1 / 1 9 1 7 Ha nevicato sino a questa mattina e in
totale ci ha dato ben due metri di neve, e in alcuni punti
anche di più. Però con un buon lavoro i sentieri sono
praticabili e anche oggi il rancio è passato.
1 6 / 1 / 1 9 1 7 Ha nevicato tutta la notte e questa matti-
na non si poteva muovere un passo fuori della baracca!
In totale la media di altezza di neve è circa 2 metri, in
certi punti arriverà anche a 3. Il rancio è arrivato ma il
telefono non mi funziona causa le slavine.
Il rancio non mancò mai, grazie agli sforzi dei soldati
che rendevano praticabili i sentieri, alle salmerie che
rischiavano scivoloni e cadute giù per il ripido pendio,
senza contare il fuoco austriaco, nella salita alla Quota
1472 del Monte Majo.
Vorrei sottolineare anche il contributo di particolari eroi
di cui ora si parla ben poco, se non per eliminarli: i MULI!
Indispensabili per ogni tipo di trasporto, sicuri ed affida-
bili, hanno un ruolo non indifferente nel corso della
guerra. Anche per merito loro i soldati ebbero il rancio
caldo in condizioni proibitive.
Che dolore per me la Mostra Mercato! Comperare o
vendere oggetti di allora è una profanazione, per chi ha
letto e trascritto le Memorie di suo padre e le lettere
alla sua mamma. Non hanno prezzo, non andranno mai
sul mercato, alla mia morte verranno distrutte.
Queste sono considerazioni mie, strettamente persona-
li, legate alla mia famiglia e alla mia vita. Tengo a sot-
tolineare che non è una critica, un parere negativo.
Tutt'altro! La mia sensibilità ne ha esagerato alcuni
aspetti particolari, ma approvo, soprattutto come citta-
dina onoraria, le manifestazioni come quella di Posina ,
che sono necessarie, oggi, per far conoscere la storia del
proprio paese a chi ne sa ben poco o niente, ed il mio
elogio va a coloro che l'hanno ideata e realizzata. Ma io,
superstite di un Superstite della Val Posina, preferisco
rivivere "Posina e la Grande Guerra" qui a Firenze, in
uno spazio tutto mio con chi c'era nel 1916-17.
Concludo con tre versi dell'Ode a Posina del Col.
Chiapparini.

O Posina
o dolce mia piccola
patria d'anni lontani!

Troppo lontani per ritrovare oggi la "dolce piccola patria"
del 28 luglio 1968.
Ottobre 2006 Augusta Ficalbi

Campane di Posina - 9
Marsa Matruk! Quando ho letto questo nome, prima che fosse fatto prigioniero. Quando venne
nelle Memorie del Cav. Libratti, ho fatto un salto. l'ordine della ritirata, nel dicembre 1940, il capo-
Ricordavo vagamente di aver letto "Marsa" nelle rale Sabatino Libratti ed i suoi commilitoni parti-
Memorie di mio padre, relative al periodo da lui rono, distruggendo prima tutto quello che non
passato in Cirenaica nel 1913. Ho controllato: era potevano portarsi appresso. Ma lo stesso "tratta-
vero, ma era un altro porto: Marsa Susa, l'antica mento" delle vettovaglie si ritorse contro di loro,
Apollonia. Vi sbarcò il sottotenente Gino Ficalbi, prigionieri, che nella marcia verso Sidi el Barrani
ventiduenne, con il suo reggimento, all'inizio del trovarono molti viveri e grosse quantità di riforni-
1913. menti di formaggio che bruciavano, perché non
L'incarico suo e del suo plotone era prevalente- ne godesse il nemico. E come sarebbero stati utili
mente quello di proteggere le carovane che da invece ai prigionieri!
Marsa Susa salivano a Cirene ed arrivavano a Saf- Faccio nuovamente un salto indietro di circa 20
Saf, Ghegab, sia scortandole durante il percorso anni, ed ora parla il caporale austriaco Ferdinand
che controllandole da una delle ridotte dislocate Singer, addetto al vettovagliamento a Quota
sull'altopiano cirenaico, pronti ad intervenire in 1500 del Monte Majo nel 1918.
caso di assalto da parte dei beduini. La ridotta Nel suo diario, alla data 2 novembre 1918, si
Friuli fu l'ultima in cui si trovò mio padre, unico legge "Distruggere tutto, ritirata".
ufficiale, in compagna di 80 soldati, due muletti E Singer fece come Libratti: arrivato alla Malga
e qualche capra. Tutti i giorni dovevano recarsi ad Milegna, dove si trovavano depositi e magazzini,
un pozzo abbastanza lontano, per rifornirsi d'ac- dette l'ordine di prendere quello che ognuno
qua, con grave pericolo. Era proibito perfino poteva portare con sé e distruggere il resto. Si
lavarsi! legge tra le righe il suo rammarico: "... Vennero
E qui, Sabatino e Gino si incontrano (o si scontra- aperte centinaia di botti e lasciate scorrere. Si
no) col problema dell'acqua. Il primo, prigioniero, poteva guazzare nel vino e nel rum fino alle cavi-
nel 1940, dopo una lunga marcia trovò ristoro glie". Il diario continua raccontando in dettaglio la
solo vicino a Marsa Matruk. Il secondo, circa 30 distruzione del materiale, ma bastano queste
anni prima, nel giugno 1913, con i suoi soldati poche righe per far vedere come Ferdinand
dovette controllare la fontana Apollo, perché Singer e Sabatino Libratti, a distanza di 22 anni,
erano in arrivo i commilitoni, reduci dalla sconfit- fecero quello che impongono le regole della
ta di Saf-Saf, anche loro dopo una lunga marcia guerra: non far cadere in mano avversaria viveri
nel deserto cirenaico. e vestiario.
Il plotone di mio padre doveva impedire agli Sembra irreale: nell'arco di 30 anni si sono ripe-
assetati di bere troppo. Fu una bolgia, molti si tute situazioni analoghe, in luoghi diversi e con
sentirono addirittura male per aver esagerato, soldati di varie nazionalità.
altri, non riuscendo ad arrivare alla fontana si dis- È la dimostrazione che la guerra, qualsiasi guer-
setavano con l'acqua limacciosa che fuoriusciva. ra, produce sempre gli stessi effetti disastrosi.
Può capirlo bene Sabatino! È l'invito a tutti, essenzialmente ai giovani, di leg-
L'acqua era una grande ricchezza, ma anche ori- gere e meditare quanto scritto ai piedi del Cristo
gine di malattie. Tutti gli abitanti della ridotta Mutilo in Posina:
Friuli furono colpiti da una grave forma di dissen- MONITO DI PACE E DI CONCORDIA
teria, dovuta a parassiti intestinali (ameba). È l'invito a non ripetere gli errori del passato, a
Alcuni soldati ne morirono, e mio padre si salvò ricordarsi sempre quello che scrive, alla fine delle
solo perché ci fu un'ispezione: aveva chiesto il sue Memorie, il Cav. Libratti:
cambio più volte, ma non era stato creduto! Era SENZA PERDONO NON C'È PACE
l'agosto 1913.
Faccio ora un salto avanti di circa 5 anni, per arri- Scritto il 27 gennaio 2007, Giorno della Memoria
vare alla fine della I Guerra Mondiale, mentre per
Sabatino siamo più o meno nella stessa epoca, Augusta Ficalbi

10 - Campane di Posina
Sentiero dei Giassi
* cussi no fussea - LA RINUNCIA
* così non fosse = frase dialettale del caratteristico e antico Quartiere Portello di Padova
E così la bisnonna Giulia augurava vita felice senza tradimenti agli sposi ai matrimoni dove veniva
spesso invitata per la sua esuberante simpatia; contemporaneamente con la mano faceva le corna.
Nella parlata corrente questa espressione significava anche: "Mettiamoci nelle condizioni che non acca-
dano cose spiacevoli!"

Domenica 28 gennaio 2007, ne segnata su un grosso pareti verticali, sia a monte che
dopo una settimana di neve masso, con vernice celeste: a valle, precipitano senza
abbondante su tutte le Alpi SENTIERO DEI GIASSI. sosta!
Venete, si presenta il sereno "L'ho già fatto" afferma il "Tra poco scavalchiamo il
freddo (-3° alle ore 7). Tonetti, "arriviamo in un paio Ponton del Pruste e siamo fuori
lo, Romea e Bepi Toni, decidia- d'ore alla Cava Menegolli dopo sulla Strada Austriaca" dice il
mo per una tranquilla escursio- aver percorso anche la "strada Bepi Toni, che precede la
ne al Passo di Colombo che austriaca" e poi per la Romea e il sottoscritto, e libera
divide il Monte Majo dalle Provinciale scendiamo a dalla neve abbondante un
Cime Grama-Coston, rispettiva- Posina". canalino inclinato da paura per
mente sovrastanti Posina e l'al- Very interesting: invitanti pas- poterlo attraversare piede
ta valle omonima. saggi antichi di contrabbandie- dopo l'altro.
Ci aspetta una serena e grade- ri, di cacciatori esperti e kaiser- Sì, però, se si scivola ci infilia-
vole giornata, esposta al sole, jager. Cosa si può pretendere di mo sul toboga del "bruto buso"
tra boschi di faggio e pecci più? "Andiamo!". e alla velocità delle montagne
nella parte bassa, e, sopra il Ci divertiremo passando in russe arriviamo al Griso senza
"Colombo": ambiente innevato ambiente selvaggiamente inte- pagare il biglietto!
con stupende visioni della Val gro, sospesi sopra la "slavinan- "Cussi no fussea" penso ad alta
Sorapache, Pasubio e dall'altra te" Val Grande; scavalcheremo voce a pugno chiuso con i soli
parte, la lunga dorsale della il Ponton del Pruste, poi le indice e mignolo allungati. Poi,
Corona di San Marco con tutte testate vertiginose delle valli consultandoci su quello che ci
le sue ripide valli calanti su Paileche e del Lovo; tra forre e rimaneva da fare, accordiamo
Laghi. suggestivi anfratti, discesi nella per il dietrofront!
Così, in breve, dalla Contrà cava, ci rimane il riposante E si rinuncia: "Alla prossima, in
Leder, per tratto della "Strada asfalto fino a casa! condizioni asciutte" ci promet-
Tedesca", arriviamo alla Casa Così ci alziamo rapidamente, tiamo a vicenda poiché l'itine-
Betta e, salendo verso Nord chiaccherando felici, sopra la rario è affascinante da tutti i
Ovest, con sentiero CAI 505 , Val Grande per sentierino inne- lati. Il ritorno, sulle nostre trac-
attraverso il bosco misto, alla vato; con dei dentro e fuori ce, non è un "andar per
Calcara Bonén fino ad uscirne a "tagliamo" una lunga serie di vasche", ma arriviamo interi a
Ca' Fraite q.1082 metri. vajetti. Possiamo osservare le Posina.
Qui il sentiero si impenna, stragi di faggette, 300/400 Il ricordo del detto scaramanti-
girando a destra, in direzione metri più sotto, causate da co e bene augurante della
Nord Est, puntando la nostra grosse valanghe: le piante bisnonna mi ritorna davanti ad
odierna meta del "Colle" spezzate sembrano tanti stuzzi- un caffè caldo e corretto grap-
Colombo. cadenti buttati per giocare a pa, a casa, con la nostra guida
Ma qui, nel gomito, il Bepi Toni shangai; continuiamo a salire Tonetti e la Romea no limits!
ha una cristallinea idea: cam- di traverso ma, il terreno sca-
biare itinerario e programma nalato si fa sempre più stretto, Posina, 16 giugno 2007
seguendo a sinistra l'indicazio- scivoloso e più innevato e le Renzo Fiorenzato

Campane di Posina - 1 1
L'albero
della cuccagna
Era considerata l'attrazione più entusiasmante fra tutte.
Stiamo parlando della cuccagna, amichevole competizione,
o gara popolare che si svolgeva durante la sagra del paese.
L'ultima domenica di agosto. L'ultimo ricordo di una salita
sull'albero della cuccagna risale alla fine degli anni 1980 ini-
zio 1990. Racconti e fatti però di cuccagne "antiche" mi
sono state fornite attraverso testimonianze di chi ha parte-
cipato a questo gioco per più di quattordici volte. Correvano
gli anni 1950, era sempre l'ultima domenica di agosto. La
sagra allora si svolgeva in centro del paese, l'attuale via
Marconi e via Sareo. Non c'erano più di tante automobili, e
la piazza era gremita di gente che veniva da ogni paese
vicino. Puntuali alla sagra erano i segantini, cioè coloro che
prestavano opera a tagliare il fieno negli altipiani di
Folgaria. Proprio in quel periodo facevano ritorno alle loro
case dopo circa quaranta giorni di duro lavoro. Alla sagra
Posina anni '50 non mancavano neppure i cavatori delle cave di marmo
Sopra: i cugini Battista e Giovanni Lorenzato presenti sul territorio comunale; non ultimi gli emigranti, chi
all'arrivo sulla cuccagna dalla Svizzera, o dalla Francia, rimanevano in paese ancora
Sotto: riconoscibile Battista Lorenzato, qualche giorno dopo la fine di agosto prima di fare ritorno
Estevan Cervo e Rino Cervo nei paesi dove emigravano. I contadini del posto per buona
dopo la conquista della cuccagna parte della giornata frequentavano le osterie dell'epoca:
dalla Gigia del Lonte, dal Sila, al Caffè Centrale, dal Sele.
Foto archivio: Roberto L o r e n z a t o
Passatempo principale in attesa della cuccagna erano le
partite a carte: Tre Sette, Briscola, Foraccio. Intanto fuori l'al-
bero della cuccagna era stato issato la mattina stessa se
non il giorno prima. Mani ignote lo avevano impregnato di
una sostanza oleosa e viscida per uno spessore di circa 4
cm. La regola era la solita e valida per tutte le squadre par-
tecipanti composte da cinque arrampicatori. Con l'aiuto
della sola forza delle braccia e delle gambe si doveva sali-
re per quasi tutti i 13 m., la lunghezza dell'albero. Durante
la salita era permesso l'uso della cenere o polvere di gesso
per la pulizia dell'albero stesso, in modo da asportare gros-
solanamente la sostanza scivolosa appositamente applicata
per rendere ardua e impegnativa l'arrampicata. Sulla som-
mità dell'albero a consolazione della massacrante salita
stava la cuccagna: ovvero il premio che spettava a coloro
che in meno tempo possibile sarebbero riusciti a toccare il
punto più estremo dell'albero composto di solito da cibo:
caffè, formaggi, salumi, vino, raramente soldi. L'attrazione
più acclamata della sagra era accompagnata da grida, inci-
tamenti, applausi dalla gente per lo più contadina vestita a
festa in una domenica di fine estate.
Roberto L o r e n z a t o
posenaelbravo@libero.it

12 - Campane di Posina
Non è necessario
essere nati a Posina
per amarla...
Un giorno mi sono seduto su una panchina vici- tassativa di passare andata e ritorno dalla strada
no al Posina, poco prima del campo sportivo e, del cimitero.
mentre mi riposavo dopo una lunga camminata, E che dire, un po' di anni dopo, delle gite con la
la mia mente è andata al passato... gioventù, mia coetanea (più o meno) sia del
Mi sono rivisto quando, bambino, entravo nella paese sia i "villeggianti" che altro non erano se
stalla della Sofia mentre mungeva le sue muc- non figli, come me, di Posenati emigrati altrove
che. per lavoro...
Ero incuriosito e nel contempo timoroso perché Il Colletto, lo Xomo, la Borcola... erano le nostre
quei bestioni mi incutevano timore, tanto erano mete che raggiungevamo armati di merende e
grossi, ma mi piacevano... con i loro occhioni mangiadischi portatile (uscito da poco sul merca-
buoni e poi avevo sentito dire da papà che sono to). A fine estate non si vedeva l'ora che arrivas-
molto utili all'uomo... La Sofia per farmi fare con- se quella seguente, per ritrovarci tutti insieme in
fidenza con loro, mi metteva nel palmo della allegria ed amicizia.
mano del sale grosso e mi diceva di darglielo Ricordo poi alcune figure caratteristiche del
perché ne erano ghiotte... e io allungavo la mano paese: il Silla che "assistevo" sempre nella guida
e la aprivo ma, quando mi passavano sopra la quando con la corrierina si andava al mercato di
loro enorme lingua, a volte, mi ritraevo con Arsiero, passando per la strada degli Stancari... o
timore... Spesso la Sofia andava poi a prendere il Vittorio Greco, con la sua immancabile biciclet-
una scodella e me la riempiva di latte appena ta del tutto caratteristica... la Chiarina... i farma-
munto... "To', bivi che questo el te fa ben el te fa cisti Daniele ed Edmea Lissa dei quali portavo
venir grande". spesso a spasso il bel cane lupo Fido...
Un po' di anni dopo, uno dei compiti che mia Sono tutti ricordi a me molto cari che mi hanno
mamma mi affidava era l'andare a prendere il fatto affezionare al paese ed ai suoi abitanti.
latte. Allora, inorgoglito dell'incarico, tenevo ben D'altronde, considerando tutte le vacanze estive
saldo il pentolino ed i soldi e mi avviavo al da bambino e le ferie e tutti i "ponti" possibili da
Capitello dei Canderle, recentemente ristruttura- adulto, si può dire che ho trascorso a Posina alcu-
to dalla nostra famiglia, luogo dell'appuntamen- ni anni della mia vita. Inoltre, qui sono sepolti
to. Arrivavano lì anche tutti i possessori di muc- mio padre e mia madre, come era loro deside-
che, con il loro secchio, (allora le stalle ai rio...
Canderle erano tante...), col frutto delle recenti Ultimamente mi è stato espropriato un terreno
mungiture. Attendevano tutti il Bepi, che arriva- vicino al laghetto che mi era molto caro e sul
va puntualmente con il suo motocarro, tirava giù quale avevo lavorato non poco anche con mio
il bidone con l'asta graduata nel quale veniva figlio, per tenerlo in ordine ma il pensiero che
versato e misurato il latte e ne venivano registra- tale rinuncia vada a vantaggio del paese mi ha
te le quantità su dei libretti che i possessori delle fatto dimenticare il disappunto iniziale...
mucche gli porgevano... Finita la consegna, ini- Mi sono accorto di amare veramente tanto
ziava la vendita e allora mi facevo sotto con il Posina, pur non essendoci nato, e spero di poter-
pentolino fatto a secchiello per farmici versare vi trascorrere ancora diversi anni... in salute e
quel ben di Dio che faceva la panna e la schiuma serenità (augurio che estendo a tutti i residenti e
delle quali ero ghiotto. non), sempre pronto a contribuire, per quanto mi
Altra mansione della quale venivo spesso incari- sarà possibile, alle iniziative volte al benessere
cato, era l'andare a comprare la farina dalla Elda, del paese e di chi lo abita.
al mulino della Sega, con la raccomandazione Mauro Cervo

Campane di Posina - 13
L'acqua minerale
compie 30 anni
Quest'anno ricorre il trentennale della fondazione dello stabilimen-
to acque minerali "Lissa" Fonti di Posina.
Correva l'anno 1977 quando nei pressi di località Montagna uscì la
prima bottiglia di acqua minerale.
Da allora è un ininterrotto susseguirsi di bottiglie con il prezioso pro-
dotto destinato ad arrivare sulle tavole di migliaia di italiani. Lo stesso pro-
dotto dall'elegante etichetta ora segue le orme di tanti emigrati
posinati residenti all'estero tra i quali l'Australia; stipato in grandi
Il nuovo simbolo delle fonti Lissa
magazzini eccolo pronto per la grande distribuzione di quel lontano
continente.
Presso l'azienda di Posina con il trascorrere degli anni, arrivano
impianti tecnologicamente avanzati, idonei per la produzione di parti-
colari bibite, come ad esempio il the, succhi concentrati da vari
aromi, gli integratori salini per gli sportivi, il tutto corredato da alta
qualità.
Ma il fiore all'occhiello rimane sempre l'acqua minerale che sca-
turisce a circa tre chilometri a monte dello stabilimento nei din-
torni di contrà Lissa di fuori, presso la sorgente in località deno-
minata Peschiera. Un'ardita galleria scavata nella roccia, lunga un
centinaio di metri caratterizza il luogo di presa in ambiente buio e
incontaminato.
Ma c'è di più, solo recentemente è nata dalle teorie di uno scienziato
giapponese un ambizioso progetto denominato "Amore e gratitudine
all'acqua".
L'acqua
Vi invitiamo a leggere l'interessante articolo curato dalla dottoressa
vista al microscopio
Maria Luisa Duso riportato qui sotto.

FONTE DI ENERGIA II progetto nato dalle teorie di uno scienziato giapponese

A Posina l'acqua parla d'amore
Può l'acqua, quella che arri- di MARIA LUISA DUSO te assorbendo le influenze
va imbottigliata sulle nostre della realtà esterna e trasmet-
tavole, parlare d'amore? Un concetto all'apparenza visio- tendo a sua volta energia.
Alle fonti di Posina, piccolo nario, in realtà supportato da Grazie alla sua ricerca, decen-
comune della Pedemontana ricerche e prove scientifiche nale, Emoto è riuscito a decodi-
vicentina sono convinti di sì, sotto forma di fotografie ficare il linguaggio dell'acqua
tanto da diventare sosteni- (ammirate in tutto il mondo e dichiarando che si tratta di un
tori del progetto «Amore e raccolte nella pubblicazione «I liquido in grado di sentire la
gratitudine all'acqua», che messaggi dall'acqua»), dimo- musica e di cambiare dopo che
ha trovato il suo principale strano come l'acqua possa, le vengono mostrate delle
promotore nello scienziato secondo l'assunto di Emoto, parole. E persino riflettere la
giapponese Masaru Emoto. interagire col mondo circostan- coscienza della gente.

14 - Campane di Posina
Tesi rivoluzionarie, tali da
indurlo a lanciare una grande
sfida: trasformare la qualità
dell'acqua e, di conseguenza,
del pianeta, attraverso il pen-
siero cosciente degli esseri
umani. Ecco allora il progetto
«Amore e gratitudine all'ac-
qua» di cui le Fonti di Posina
sono diventate il primo partner.
Elena Gastaldon, vicentina,
designer di gioielli, professio-
nalmente ha sviluppato un
grande interesse per i simboli e
le proporzioni armoniche e
personalmente ha avviato una
serie di ricerche finalizzate al
benessere in senso più ampio:
«Quando nel 2001 ho visto le
immagini di Masaru Emoto
sono rimasta folgorata», rac-
conta.
«Mi sono chiesta come un ele-
mento così semplice come l'ac-
qua potesse esser in realtà così
complesso».
Da lì iniziò il suo andirivieni Immerso nel verde lo stabilimento
mensile da e per Posina, per "Acque Minerali - sorgente Lissa"
prendere l'acqua di montagna
Foto: Roberto Lorenzato
munita di taniche da un centi-
naio di litri. «L'acqua è viva»,
ricorda. «Per questo a livello le «grazie - amore - grazie» ne di creare un connubio fra ciò
energetico è meglio bere l'ac- che richiamano il ruolo passivo che voglio e ciò che devo
qua del rubinetto, perchè quel- dell'idrogeno (gratitudine) e fare».
la in bottiglia resta ferma quello attivo dell'ossigeno
Cos'ha cambiato questo pro-
anche per mesi e tende a (amore).
getto dal punto di vista
morire. Da lì la necessità di L'acqua che parla d'amore è in
commerciale?
trattarla». commercio dall'anno scorso
«Al momento non molto.
Nel suo cuore il desiderio di ma, a conferma che non si trat-
L'unica pubblicità si è basata
incontrare, prima o poi, qualcu- ta di un progetto esclusiva-
sul passaparola. Nel frattempo
no disposto a credere che l'ac- mente commerciale, non è
ci siamo dedicati a momenti
qua è in grado di leggere le stato fatto finora alcun tipo di
formativi: convegni e giornate
parole d'amore. Poi l'avvio del pubblicità. «L'ho fatto perchè ci
di studio».
progetto, e i mesi di ricerca e di credo», spiega Matteo Frugani,
lavoro sui simboli - insieme responsabile delle fonti di Una scelta idealmente nobi-
alla grafica Laura Moretto - che Posina. «Per abitudine faccio le ma commercialmente
hanno portato alla nuova eti- solo le cose in cui credo e ho coraggiosa. Ostacoli?
chetta dell'acqua Lissa, a forma preso a cuore questo progetto «Sono arrivate le persone giu-
di goccia, con il simbolo dell'in- perchè dava espressione alle ste al momento giusto: tutto
finito che avvolge il nome. Ma mie convinzioni, ma soprattut- ciò che doveva accadere è
il segreto sta dietro, nelle paro- to mi offriva la grande occasio- accaduto nel modo migliore».

Campane di Posina - 15
Salita al Castello di Meda
Curioso è questo colle che da cominciare il nostro percorso. essere traforato da qualche
sempre ho visto percorrendo la Passato un piccolo portico, galleria di guerra! La pila che
strada che da Piovene porta a eccoci alle spalle dell'abitato. Si tengo nello zaino mi viene in
Velo d'Astico e ad Arsiero. passa accanto ad un traliccio aiuto e prontamente lascio la
È la "vecchia strada" di collega- dell'Enel e ci si innesta subito mulattiera per addentrarmi
mento, ancora oggi percorsa nella mulattiera che risale l'al- all'interno della roccia. Il trafo-
dalla corriera. Spesso la percor- tura. Dopo pochi passi si nota- ro si articola in più rami con
ro anch'io in auto, tralasciando no sulla nostra sinistra due gal- sbocchi in varie direzioni che
il viadotto e la strada più nuova lerie ricovero. Ci siamo alzati di spaziano prevalentemente dal
che porta a Cogollo del Cengio. alcuni metri ed ecco meglio in Monte Cimone alla Priaforà, da
Questo versante è molto bello vista Meda con le varie case destra a sinistra. Tutte le came-
e si passa accanto alla famosa agglomerate tra di loro. re in uscita a questi sbocchi
Birreria di un tempo, che anco- La mulattiera è molto bella e sono molto ampie, segno di
ra oggi comunque è in funzio- sale perlopiù a tornanti regola- postazioni da cannone e le gal-
ne. ri. Balconi panoramici si aprono lerie sono ben costruite.
Da sempre è la voglia di salire in varie direzioni ed un sapore Da questi finestroni si vedono
lassù, su quella cima caratteriz- di antico accompagna il nostro varie direzioni, tra cui il
zata da una piccola costruzione procedere. Priaforà, la Corona di San
e da una croce. Dopo circa 20 minuti di cammi- Marco, Velo d'Astico, Arsiero,
Arrivati in loco, si può lasciare no tranquillo, una bella panchi- ecc.
comodamente l'auto nel na disposta a Sud ci invita ad Ispezionati i vari rami, ora con-
posteggio del paesino di Meda, una breve sosta. viene dirigersi verso l'uscita
entrando per la via segnata Qualche passo ancora e siamo della galleria che si protae in
con l'indicazione "Castello di in vista della cima. Ma ecco direzione S/E (si nota la vege-
Meda". che all'improvviso, ad un tor- tazione del bosco in fondo),
Guardandosi in giro, si vede nante, si apre l'ingresso di una così da ritornare nuovamente
subito tra le case un altro car- lunga ed ampia galleria. ad incrociare la nostra mulat-
tello indicatore che ci invita a Questo colle non poteva non tiera, percorrendo quindi una
sorta di "giro ad anello" di que-
sto bel sistema di gallerie.
Ancora qualche tornante e
siamo in prossimità della
cima..., quand'ecco una nuova
sorpresa: una stretta e lunga
galleria si presenta davanti a
me!
Le emozioni non mancano su
questa montagnola.
Nuovamente pila in mano... e
dentro ad ispezionare. Questa
galleria trafora tutta la cima da
un capo all'altro per sbucare su
una feritoia adatta all'osserva-
zione: la vista è in direzione di
Velo, Arsiero, Corona di San
Marco, Monte Cimone.
Ritorniamo indietro sui nostri
Castello di Meda Foto: Roberto Salerno passi e saliamo su di pochi

16 - Campane di Posina
metri raggiungendo la
cima dell'altura. Nel
piccolo spiazzo svetta
Le 100 candeline
una croce in ricordo ai
Caduti della 1a e della
2a guerra mondiale e
di nonna Elvira
l'eremo. Il panorama Attorniata da figli, parenti e amici domenica 17 dicembre 2006 a Posina
che si vede da quassù si sono festeggiati i cent'anni di nonna Elvira. Un traguardo che anche
è molto bello e vasto, l'Amministrazione Comunale ha voluto essere partecipe donando ad Elvira
in modo particolare in Dal Maso un mazzo di fiori. Elvira per tanti anni ha vissuto in Contrà Xausa,
direzione N/E. poi con l'avanzare dell'età ha giustamente preferito vivere presso l'abita-
Il luogo invita al racco- zione dei figli: a Schio prima e poi a Piovene. Elvira nonostante il traguar-
glimento e alla medi- do del secolo, è molto lucida, e rimane una fonte storica per quanto
tazione e dopo una riguarda la zona alta dell'altipiano di Cavallaro. Sposatasi nel febbraio del
sosta ci accingiamo al 1934 con Pietro Mogentale ha da sempre praticato l'attività di casalinga
ritorno. Ma ecco che contadina. Interminabili i tragitti al passo della Borcola attraverso la stra-
noto la presenza di da tedesca per raggiungere alcuni paesi del Trentino meridionali tra i quali
un'altra piccola galleria Tierno nelle coltivazioni di tabacco, a Mori per coltivare il baco da seta; a
posta sotto le mura Trambileno per fare la cuoca ai segantini. Intanto il marito Pietro trascor-
dell'eremo, dalla parte reva le sue sudate stagioni in Francia nella città di Grigny nelle cave di
della croce: il traforo è pavé presso la ditta Picchetti. Gli anni trascorsero sereni nonostante la
di pochi metri. seconda guerra mondiale, e la ricostruzione. I figli crescevano con respon-
La salita fino alla cima, sabilità e dedizione ai
con soste per osserva- veri valori della vita
re i meravigliosi pano- attorno alla piccola con-
rami e la visita trà Xausa alle pendici
alle gallerie, richiede del Majo circondata,
circa 40 minuti a quand'era stabilmente
"passo lento". Il ritorno abitata, da orti, campi
al paese di Meda è coltivati, ad ortaggi,
molto veloce. vitigni, e quant'altro
Posso affermare che bastava per vivere.
sono rimasto molto Grazie Elvira per le tue
contento di questa testimonianze storiche,
breve escursione e il ed ancora infiniti augu-
fascino che emana ri.
questo piccolo colle
diventa ancor più vivo Roberto Lorenzato
quando lo si risale.
posenaelbravo@libero.it
Ma è solo una cosa
che dà vera gioia e
che rende tutto entu-
siasmante nelle nostre
escursioni in queste
zone: il grande amore
per la nostra terra e Elvira Dal Maso
per le nostre vere "la nonnina di Posina "
origini. spegne il traguardo
dei 100 anni
Novembre 2006
Roberto Salerno Foto: Roberto Lorenzato

Campane di Posina - 17
I boschi della Valgrande
È sempre avvincente inol- sopravvento in luoghi dove
trarsi lungo un sentiero nel primo dopoguerra offri-
che attraversa un bosco, vano pascoli e aree a sfal-
soprattutto se la zona inte- cio per animali da stalla.
ressata dall'escursionista Ogni angolo remoto veniva
trasmette storia, emozio- meticolosamente rasato a
ne, pura avventura. colpi di "sesola".
La Valgrande, tributaria di Non manca comunque di
sinistra del torrente incontrare qualche piazzola
Posina, scaturisce sulle da carbone. Esperti carbo-
prossime sommità del nai della valle, qui trascor-
Majo nei pressi di cima revano settimane intere,
Grama a monte di contrà intenti nei preparativi per
Griso. La zona, abbastanza ricavare carbone dal bosco
impervia per la sua morfo- già esistente. Con l'arrivo
logia, offre spunti di rifles- delle prime motoseghe,
sione per il suo passato ma anche prima, e l'im-
storico recente. Boscaioli, pianto dei primi fili a sbalzo
carbonai, soldati, recupe- qui numerosi, i boscaioli, da
ranti, e cavatori hanno settembre fino alla prima-
lasciato un segno indele- vera successiva trascorreva-
bile che con semplicità no buona parte del loro
cercheremo di descrivere. tempo al taglio del legna-
Sopra: Aldo, il boscaiolo
La zona attraversata ora, è me, trovando riparo per la
composta da un impianto notte, o in quei giorni
Sotto: il baito presso i "Pruste" sopra la Valgrande
boschivo di pregevole impossibili, in miseri baiti
qualità: faggi, e carpini ancora oggi conservatisi.
Foto: Roberto Lorenzato Si produceva legna da arde-
ovunque con incredibile
arditezza hanno avuto il re, e si provvedeva al ripri-
stino degli alberi abbattuti
violentemente dalle fre-
quenti, fragorose valanghe,
che negli inverni copiosa-
mente nevosi, precipitaro-
no dagli erti, nudi pendii
del monte. Una traccia di
storia del passato risulta
lasciata dai soldati che qui
in Valgrande combatterono
aspramente durante la
prima guerra mondiale.
Trincee e postazioni italiane
ed austriache ovunque si
possono individuare, la
natura medesima non è
ancora riuscita a cancellare,
ricoprire le ferite di quel
conflitto. Non manca il rin-

18 - Campane di Posina
venimento di frammenti di Posina. È costata 280 mila euro, in parte finanziati da Cariverona
granate o di altro materiale
bellico, scovato dai recupe-
ranti in anni più recenti alle
Palestra inaugurata dai bimbi
ostilità. Ancora oggi appas-
L'opera è per le scuole, ma sarà aperta al pubblico
sionati "ricercatori" armati di di Giovanni Matteo Filosofo
metal-detector battono que-
sto versante alla ricerca di Può anche accadere che siano i bambini a provvedere direttamen-
quel poco che rimane da te al taglio del nastro di un'opera pubblica a lungo attesa, e alla fine
quel triste lontano periodo. realizzata, a beneficio soprattutto degli alunni della scuola materna
Anche il sottosuolo fu una e dell'elementare, ma fruibile in modo polifunzionale pure dalla cit-
fonte di risorsa, infatti anche tadinanza.
in Valgrande sorse una cava L'opera in questione è la palestra costruita in aderenza al cortile
di marmo che non ebbe scolastico, per una spesa totale di 280 mila euro, 150 mila dei quali
però una lunga prosecuzio- finanziati dalla Fondazione Cariverona, 70 arrivati dalla Regione, e i
ne, ed assieme ad altre real- rimanenti 50 con un mutuo a carico del Comune.
tà estrattive non servì ad La struttura è stata bene inserita nel contesto ambientale locale,
arrestare il fenomeno già in anche tramite l'accorgimento della mascheratura della facciata con
atto dell'emigrazione. una griglia di pannelli in legno trattato. Una palestra che si configu-
Oggi è tornato il silenzio in ra come un ampliamento del vicino edificio scolastico, dove da
Valgrande, interrotto breve- tempo le attività motorie si svolgevano in un locale che, fungeva
mente dal battito del pic- anche da... sala mensa, e come un luogo di ritrovo per le attività
chio, o dal canto del cuculo sociali. A sottolinearlo, dopo che proprio i bambini avevano provve-
in primavera. Altri alberi duto al taglio inaugurale, è stato il sindaco Andrea Cecchellero, che
scheletriti giacciono esanimi ha ringraziato per il sostegno ricevuto nel progetto di sviluppo del
abbattuti dall'ultima valanga paese dell'alta valle, le autorità presenti, fra cui il presidente del
precipitata a valle. Consiglio regionale Marino Finozzi, il sen. Paolo Franco, il presiden-
te della "Comunità Montana" Francesco Munarini.
Roberto Lorenzato «Vivere qui - ha detto - è, oggi, una scelta di vita, non facile, per la
posenaelbravo@libero.it lontananza da tanti servizi, ma segno di orgoglio per la nostra iden-
tità, che vogliamo mantenere e difendere, cercando di vivere in
modo decoroso, anche tramite la
realizzazione di strutture di pubblica
utilità. La palestra è una di queste».
Parole, a cui si sono associate
anche le altre autorità presenti,
mentre don Stefano provvedeva a
benedire il luogo del gioco e dello
sport "per diventare grandi e citta-
dini".

Momento dell'inaugurazione
dell' aula-palestra con i bambini
delle elementari e le autorità

Foto: Roberto Lorenzato

Campane di Posina -19
Pro Loco Posina
Questa volta ci siamo riusciti!

Dopo qualche anno di incertezza finalmente anche
Posina ha la sua Pro Loco.
Nel febbraio 2006 siamo riusciti ad istituire un Consiglio
e un gruppo di lavoro atti a formare l'Associazione.
La sua creazione non è stata una delle più semplici, ma
lo spirito di collaborazione portato da tutti i componen-
ti ha fatto sì, che una delle organizzazioni nate per ani-
mare vari momenti dell'anno nella nostra valle, ripren-
desse la sua attività.
Dopo un anno abbondante di "rodaggio" si può tran-
quillamente confermare che il gruppo è ben consolida-
to e i frutti di quanto seminato nell'anno passato sono
stati raccolti in gran quantità.
Le manifestazioni organizzate l'anno scorso hanno
avuto nel complesso un gran successo, sì è vero il
tempo meteorologico è stato dalla nostra parte ma
questo non ha fatto altro che rafforzare il nostro entu-
siasmo.
Anche il programma di quest'anno è piuttosto ambizio-
Sopra: Gita alle Tre Cime di Lavaredo,
so, ci sono volute ben due riunioni per definirlo... ma
pochi ma felici
come sempre siamo ottimisti. Ecco in sintesi le princi-
Sotto: Una delle tante manifestazioni svoltesi pali ricorrenze: a metà giugno ci aspetta il Torneo di
a Posina nel 2006: la partenza Calcio dei 5 Comuni del Pasubio, a luglio la Festa dei
della "SuperPippo - Sorapache" cavalli e l'ormai storica Commemorazione italo-austria-
ca dei caduti della guerra 1915-18 presso la contrada
Foto: Roberto Lorenzato
Cervi; ad agosto il Pranzo comunitario e la tradizionale

20 - Campane di Posina
Festa della Consacrazione; a settembre "Posina
ricorda la Grande Guerra"; ottobre ospiterà la
famosa marcia Super Pippo, la Camminata delle
Contrade e l'ultima domenica del mese la celeber-
rima Mostra mercato dei nostri prodotti tipici; a
dicembre la conclusione con la Vigilia di Natale e,
in allegria, il Cenone di S. Silvestro.
In sintesi questo è il programma per l'anno 2007,
volto a valorizzare le tradizioni e la storia del
paese, i percorsi immersi nella nostra bella valle, i
prodotti locali tipici, il tutto colorato da momenti di
intrattenimento e divertimento per grandi e picci-
ni.
È d'obbligo infine qualche riga per i ringraziamen-
ti, doverosi per il buon esito delle manifestazioni
dello scorso anno. Un grazie all'Amministrazione
Comunale per il supporto e la disponibilità, un gra-
zie a coloro che hanno contribuito alla realizzazio-
ne della casetta presso gli impianti sportivi,
costruita in tempo record e di cui abbiamo usufrui-
to immediatamente, un grazie a tutte le persone
che hanno anche in minima parte portato il loro
aiuto e in ultima un "In bocca al lupo" a tutto il
direttivo della Pro Loco Posina.
Inutile dire che le porte sono sempre aperte per
tutti, a coloro che vorranno darci il loro prezioso
aiuto diciamo che c'è sì da lavorare ma possiamo
assicurare che riusciamo anche a divertirci.

Patrizia Vigna

Campane di Posina - 21
Un bilancio
In occasione dell'uscita di Campane di Posina Fusine Castana e Laghi, colgo l'occasione per fare un po'
di bilancio e alcune considerazioni. Il bilancio del restauro della nostra chiesa è iniziato a fine estate 2006
riportando i due affreschi laterali dell'altare maggiore come erano circa 40 anni fa. Uno raffigura la cro-
cifissione di S. Pietro a Roma e l'altro la consegna delle chiavi del regno dei cieli a Pietro.
Non siamo riusciti a recuperare gli angeli laterali all'altare perché sono stati cancellati prima di essere
ricoperti con pittura a tempera. Sotto questi dipinti sono state trovate tracce di altri dipinti eseguiti pro-
babilmente subito dopo la costruzione della chiesa nel 1884. Gli attuali dipinti risalgono al 1937 e sono
opera di un certo Caporin. A Luglio riprenderà il restauro della parte superiore dell'altare. È stata siste-
mata anche la porta d'entrata con due pannelli in legno di castagno trattati con idrorepellente, e que-
sto grazie alla generosa offerta della signora Comparin Gilda, che ha coperto tutta la spesa. Il Consiglio
Pastorale Parrocchiale e il Consiglio Affari Economici, e i fedeli ringraziano di cuore la Gilda per tale
generosa offerta e per i suoi preziosi servizi in chiesa come quello della raccolta delle offerte dome-
nicali. Ringraziamo i volontari dell'Eco Discarica e associazione Culturale di Castana, per il generoso con-
tributo per il restauro di Euro 5.000,00. Ringraziamo le famiglie che attraverso la raccolta delle buste
hanno offerto Euro 1000,00. Infine ringraziamo le ditte che hanno contribuito con il loro lavoro al
restauro: Caprin Severino, Cervo Giuseppe, Serman ENI, Marchiare Ivonne, e soprattutto coloro che
hanno prestato la loro opera gratuitamente.

Resoconto delle spese pagate:
Restauro dipinti € 6.550,00
Converse e varie € 1.750,00
Concessioni edilizie € 78,62
Imbianchini, e varie € 15.701,00
Acconto Architetto € 600,00
Trave chiesa € 163,94
Guaina Campanile € 40,00
Materiale edilizio vario € 1.270,00
Lucidatura porta tabernacolo € 25,00
Spese varie € 140,00
Totale € 26.318,56

Di cui:
dalla parrocchia € 2.158,94
dall'Eco Discarica € 5.000,00
dal mercatino parrocchiale
che da sempre contribuisce
alle spese per le pulizie, per i fiori
e per gli addobbi della chiesa € 9.159,62

Desidero ora esprimere alcuni miei disagi.
Abito in un paese di fondo valle, che non è pianura ma nemmeno montagna, diciamo un via di mezzo
e siccome sono nata qui, desidero passarvi anche il resto della mia vita. Ci sono però non pochi disagi
che anno dopo anno hanno spopolato le nostre valli. I servizi sono portati nei centri più grossi, basti
pensare alla scuola, i ragazzi delle superiori devono alzarsi prima delle 6 del mattino. Da ultimo hanno
traslocato l'Ufficio Postale ad Arsiero che dista 5,5 km da Castana, creando così agli anziani non pochi

22 - Campane di Posina
disagi e anche a chi non è anziano, poiché si deve prendere la macchina e non si trova posto per il
parcheggio. Meraviglia delle meraviglie, qualche giorno fa abbiamo trovato un avviso in cui si dice che
per qualche mese l'orario di apertura dell'ufficio di Castana dalle 11.30 è spostato alle ore 14.00. Orario
che crea molti disagi in quanto non c'è alcun mezzo di trasporto pubblico in quell'orario. Abbiamo più
volte segnalato questo disagio, senza tuttavia ottenere alcuna risposta.
Comparin Giuliana

Il 18 maggio scorso il Consiglio pressi della Chiesa e del chiale, qualora non pervenga
Comunale di Laghi, convocato Municipio. un'autorizzazione da parte
per discutere e approvare vari I due Consigli hanno discusso la dell'Ente Sostentamento Clero
argomenti istituzionali, ha ospi- proposta progettuale di siste- (Diocesi), con le indicazioni sul
tato il Consiglio Parrocchiale di mazione del sagrato e valutato futuro assetto dell'ex "brolo"
Laghi. e approvato il disegno proposto della Canonica.
Alla presenza di don Stefano e dal professionista incaricato per Il Sindaco e la Giunta Comunale
don Roberto e di numerosi con- la realizzazione definitiva del- sperano che le riunioni con-
siglieri (molti nel doppio ruolo), l'area antistante alla porta prin- giunte dei Consigli Pastorale e
è stato presentato il progetto di cipale di accesso alla parroc- Comunale, ora che è stato
"Recupero del centro storico chiale dedicata a San Barnaba. "rotto il ghiaccio", avvengano
del Capoluogo". Con tale opera A seguito dell'esame congiun- più frequentemente, magari
l'Amministrazione del Comune to, l'Amministrazione Comu- per discutere argomenti di
di Laghi intende ridare dignità nale ha commissionato il pro- poca importanza, ma creando
e decoro alla piazza del getto esecutivo, che verrà uti- un clima di collaborazione e
Capoluogo e ai percorsi viabili lizzato per la gara d'appalto, sinergia tra la popolazione
attorno e tra la Chiesa che sarà effettuata presumibil- locale. Sembra superfluo ricor-
Parrocchiale e il Municipio. mente nel mese di settembre dare che la Parrocchia di Laghi
Il progetto, redatto dal dr. ing. 2007, per rispettare i termini comprende anche la Val di
Enrico Visentin di Dueville, temporali imposti dalla Ferro appartenente politica-
ammonta complessivamente a Regione del Veneto (inizio mente al Comune di Arsiero.
Euro 300.000,00 finanziato par- lavori entro il 30 aprile 2008 e Questa mostruosità geografica
zialmente dalla Regione del ultimazione entro il 30 aprile (i cittadini di parecchie contra-
Veneto con Deliberazione 2009). de del Comune di Arsiero devo-
Giunta Regionale n. 4085 del Il progetto esecutivo dovrà pre- no obbligatoriamente passare
19 dicembre 2006. vedere la realizzazione del cor- per Laghi prima di raggiungere
Le opere previste consisteran- tile davanti al Municipio con il Municipio di Arsiero) è sicura-
no principalmente nella pavi- materiale idoneo a permettere mente dovuta a una delle
mentazione con cubetti in por- lo svolgimento delle manife- tante prepotenze che avveni-
fido, posato a coda di pavone, stazioni ricreativo-culturali vano nel passato e che pur-
previa preventiva sistemazione organizzate dalla Pro-Loco, con troppo avvengono anche al
del sottofondo (per permettere al centro il disegno dello stem- giorno d'oggi.
il passaggio del traffico pesan- ma comunale. Il più forte ha sempre ragione
te) e sostituzione delle reti tec- Sarà inoltre consolidata la sul più debole!
nologiche sottostanti, nelle muratura di confine tra la pro-
aree pubbliche ubicate nei prietà pubblica e quella parroc- Oliviero Giovanni

Campane di Posina - 23
Danza lenta
Hai mai guardato i bambini
in un girotondo?!
O ascoltato il rumore della pioggia
quando cade a terra?
O seguito mai lo svolazzare
irregolare di una farfalla?
O osservato il sole allo
svanire della notte?
Faresti meglio a rallentare.
Non danzare così veloce.
Il tempo è breve.
La musica non durerà.
Percorri ogni giorno in volo?
Quando dici "Come stai?"
ascolti la risposta?
Quando la giornata è finita
ti stendi sul tuo letto
con centinaia di questioni successive
che ti passano per la testa?
Faresti meglio a rallentare.
Non danzare così veloce
il tempo è breve.
La musica non durerà.
Hai mai detto a tuo figlio,
"Lo faremo domani?"
senza notare nella fretta,
il suo dispiacere?
Mai perso il contatto,
con una buona amicizia
che poi è finita perchè
tu non avevi mai avuto tempo
di chiamare e dire "Ciao"?
Faresti meglio a rallentare.
Non danzare così veloce
il tempo è breve.
La musica non durerà.
Quando corri così veloce
per giungere da qualche parte
ti perdi la metà del piacere di andarci.
Quando ti preoccupi e corri tutto
il giorno, come un regalo mai aperto...
gettato via.
La vita non è una corsa.
Prendila piano.
Ascolta la musica.
Scritta da una adolescente
malata terminale di cancro

24 - Campane di Posina
TAPPE DELLA VITA
(01/07/06-15/07/07)

POSINA
Battesimi 27/05/07 Giroli Nicola di Mirco e Piovini Romina
24/06/07 Casalini Gianluca di Gianluigi e Costabeber Monica

Defunti 19/08/06 Rader Anna Maria di anni 77
12/10/06 Losco Palma di anni 80
09/12/06 Dal Maso Livia di anni 84
10/03/07 Cervo Ilario di anni 75
04/07/07 Stedile Alfonso di anni 94

FUSINE
Battesimi 02/10/06 Losco Giorgia di Fabio e Maraschin Sonia

Defunti 05/08/06 Lighezzolo Cesarina di anni 90
01/03/07 Bagattin Natalina di anni 79

CASTANA
Battesimi 01/10/06 Cornolò Giacomo di Giordano e Dal Molin Sonia
29/10/06 Calgaro Thomas di Flavio e Gaspari Cristina
13/01/07 Cornolò Letizia di Carlo e Rader Barbara
11/03/07 Comparin Alberto di Villi e Cervo Michela
27/05/07 Lighezzolo Daniele di Denis e Res Elisa

Matrimoni 23/06/07 Dal Cero Davide e Comparin Serena

Defunti 01/11/06 Comparin Conforto di anni 95
05/12/06 Comparin Giuseppe di anni 71
15/04/07 Calgaro Maria di anni 78
05/07/07 Brunello Maria Angela di anni 66

LAGHI
Battesimi 10/12/06 Borgo Nicola di Michele e Crestanello Sonia
14/01/07 Lorenzato Sara di Walter e Lorenzini Alessandra
22/04/07 Lorenzato Daniela Maria di Danilo e Riascos Jenny Rosario

Matrimoni 29/07/06 Cervo Michele e Vigna Patrizia
26/05/07 Zanandrea Giulio e Cornolò Elisabetta
02/06/07 Dal Bianco Giovanni e Menara Ambra

Defunti 24/08/06 Mogentale Antonio di anni 84
05/05/07 Dal Molin Maria di anni 89