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Luca Cartolari

Software libero e propriet intellettuale

SOFTWARE LIBERO E PROPRIETA' INTELLETTUALE


Molti autorevoli giuristi dubitano dell'opportunit di trattare allo stesso modo la propriet sui beni materiali e quella sui beni immateriali. Persino uno dei padri del pensiero liberale, Thomas Jefferson, sottolineava come in natura non ci sia cosa meno soggetta alla propriet, delle idee. Infatti, nel momento in cui un'idea divulgata, diventa di chiunque l'accoglie; chi la riceve, poi, non ha modo di restituirla; mentre chi l'apprende non la sottrae di certo a chi gliel'ha trasmessa. Anche da queste brevi considerazioni pu prendere forma la convinzione dell'inadeguatezza della nozione di propriet privata in relazione alla cosiddetta propriet (1) intellettuale . A partire dagli anni '90, questa inadeguatezza stata rivendicata soprattutto dal movimento per il software libero, secondo cui occorre prendere atto di come la tecnologia digitale renda ormai facilmente copiabile e condivisibile ogni tipo d'informazione, e come questa flessibilit mal si adatti al sistema del diritto d'autore. Per chiarire il significato di software libero, il riferimento d'obbligo all'ideatore del sistema operativo GNU e fondatore della FSF (Free Software Foundation), Richard Marshall Stallman, l'ultimo degli hacker, come lui stesso amava definirsi negli anni 80. Il sistema operativo GNU (GNU's NOT UNIX), da cui in seguito con il contributo essenziale di Linus Torvalds sarebbe sorto Linux (ovvero GNU/Linux), era ed un sistema operativo di tipo Unix svincolato per dall'impostazione esclusiva del copyright tradizionale e quindi distribuibile liberamente. GNU/Linux stato cos il primo sistema operativo realizzato solo con software libero (free software). Il termine free ha un doppio significato in lingua inglese. Nell'espressione free speech ha appunto il significato di libert, mentre in free beer di gratuit. Quando si parla di software libero, il termine libert non deve essere inteso nel senso di gratuit. E' possibile vendere o rivendere software libero. Il software libero nel momento in cui viene messo nelle condizioni di non avere padroni. E' un bene sociale e come tale non pu essere privatizzato. Nel cercare di mettere insieme libert e cooperazione, Stallman ha seguito criteri di pragmatic idealism (2). Questi criteri lo hanno portato a non distribuire il suo software come public domain software. Apparentemente il software di pubblico dominio, ossia senza copyright, sembrerebbe garantire la massima libert all'utente. In realt, lasciare il software in un regime di pubblico dominio comporta che chiunque possa farne ci che vuole: pubblico dominio in questo caso non vuol dire propriet di tutti intendendo tutti come 'comunit organizzata', bens intendendo 'tutti' come 'ciascuno'. Di conseguenza, ciascuno potrebbe anche attribuirsi arbitrariamente i diritti esclusivi di tutela e iniziare a distribuire il software da lui modificato come se fosse software proprietario, criptando il sorgente e misconoscendo la provenienza pubblica del software, senza che nessuno possa agire nei suoi confronti (3) Stallman ha utilizzato il copyright per difendersi dagli effetti nefasti del copyright stesso.
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Per rendere un software veramente libero occorre dichiararlo sotto copyright per poi riversare le garanzie di libert per l'utente all'interno della licenza, ribaltando cos il ruolo della stessa e creando un vincolo di tipo legale tra la disponibilit del codice sorgente e le tre libert fondamentali: di utilizzo, di modifica e di distribuzione. La Free Software Foundation ha incominciato a distribuire i suoi software attraverso una nuova licenza: la celebre GNU General Public License. La GNU General Public License una licenza Software Libero. Come tutte le licenze Software Libero [...] garantisce le seguenti quattro libert: -La libert di eseguire il programma, per qualsiasi scopo -La libert di studiare come funziona il programma e adattarlo alle proprie esigenze -La libert di ridistribuire copie in modo da aiutare il prossimo -La libert di migliorare il programma e ridistribuirne pubblicamente i miglioramenti (2) Per garantire queste quattro libert, un programma deve essere distribuito con il suo codice sorgente. Con quest'ultimo a disposizione, infatti, un utente (esperto) pu studiare, modificare, migliorare il programma stesso. Un software libero quindi un software a sorgente aperto (open source). Stallman sottolinea per che non indifferente definire un software come free o come open source. Chi si ferma a considerare il software libero semplicemente come un programma distribuito con il suo codice sorgente, smarrisce la questione principale e fondante del movimento per il free software. Il movimento del software libero si occupa prima di tutto del valore della libert e della solidariet sociale [...] distribuire un software non libero crea un ingiustizia ed sbagliato farlo. L'idea di open source fu diffusa da gente che non parla di queste cose e che ha scelto di associarla solo a valori pratici: nel caso fare software potente e affidabile. Loro dicono che il loro metodo di sviluppo probabile che produca buon software, buono solo in senso pratico. Loro non dicono che un programma calpesta la tua libert se non open source. Loro non dicono che renderlo open source un imperativo etico (2) Insomma dietro al movimento del software libero non stanno semplicemente motivi tecnici. Questi sono ovviamente importanti, ma sono secondari. Il movimento del software libero nasce da esigenze etiche, dai valori di libert e solidariet sociale Stallman cos scrive in uno dei suoi passi pi famosi: Avrei potuto guadagnare e forse anche divertirmi scrivendo codici, ma io sapevo che alla fine della mia carriera avrei considerato i miei anni come spesi per costruire barriere che dividono la gente e rendere (2) cos il mondo un luogo peggiore Al copyright Stallman contrappone il copyleft. Mentre il copyright protegge la propriet dall'uso, il copyleft protegge l'uso dalla propriet. Dal copyright - all rights reserved necessario passare al copyleft all rights reversed. Copyleft quindi un gioco di parole che trasmette un duplice messaggio: left (sinistra) come opposto di right (destra), copyleft versus copyright; e left come participio passato di leave, lasciare, permettere. In questo secondo senso il neologismo copyleft pu venir tradotto come diritto di copia o permesso d'autore. Il copyleft, la licenza GNU GPL, converte cos la licenza d'uso, da decalogo degli obblighi dell'utente, in una sorta di statuto dei suoi diritti, intoccabili nel
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tempo e invariabili presso terzi. Stallman, e con lui la parte pi consapevole del movimento hacker riuscito nell'impresa storica di riattualizzare l'idea che la propriet privata dei mezzi di produzione (nello specifico del software) non affatto condizione della libert, ma ne piuttosto la limitazione. Nel software libero le modifiche proprietarie non vengono permesse. La privatizzazione del software, infatti, un comportamento antisociale, e comporta sempre la diminuzione dei diritti e della libert degli altri. Gli imprenditori del digitale considerano il loro successo un frutto del loro ingegno e si rifiutano di riconoscere che le loro imprese si siano sviluppate grazie ai fondi pubblici, al protezionismo dello Stato e alla partecipazione comunitaria e disinteressata di migliaia di programmatori che hanno sviluppato le nuove tecnologie senza fini di lucro. Ogni sviluppo storico tecnologico cumulativo ed il risultato di un processo storico collettivo. Dei benefici di questi sviluppi dovrebbero in egual misura goderne tutti, cosa che puntualmente non avviene. C' una chiara divergenza di concezione tra coloro che hanno creato la rete attraverso uno sforzo collaborativo non mirante al profitto e coloro che hanno realizzato software per scopi di lucro usando gli sforzi di altri. E' l'esempio di Bill Gates che nel 1975 sfrutta le competenze apprese all' Homebrew Computer Club per realizzare un software Basic su cui rivendica il copyright, mentre altri dell' HCC realizzano un'altra versione del Basic di cui rendono subito pubblico il codice (5) Secondo Stallman l'espressione stessa di propriet intellettuale ingannevole. E' priva di senso, in quanto raggruppa aree del tutto disparate del corpo legislativo. D'altra parte i problemi etici del software libero, i problemi del diritto di un utente di copiare e modificare il software, sono identici a quelli relativi di ad altri tipi di informazioni pubblicate (2). Anche se Stallman ha sempre esitato ad allargare le sue battaglie oltre la sfera del software, (6) anche grazie al suo impegno se oggi ha preso consistenza il movimento per il superamento dell'attuale sistema del brevetto e del copyright (del diritto d'autore): in breve della propriet intellettuale. Al di la della questione dei brevetti sul software, ci son ben altri campi in cui l'uso del brevetto (la privatizzazione vera e propria delle idee) un atto che criminale. Baster ricordarne l'uso sui farmaci, o addirittura su nuove forme di vita (OGM) . Ritornando a Stallman e al movimento per il Software libero, la maggior parte delle critiche che gli vengono rivolte provengono, per cos dire, da destra. In breve viene accusato di fare politica, di essere troppo intransigente sulle questioni di principio, di intralciare rozzamente e idealisticamente, (con il suo voler garantire tutta la libert possibile all'utente e favorire la cooperazione tra i programmatori), le concrete necessit economiche delle aziende . A queste critiche possibile rispondere che in realt il movimento del software libero non affatto un movimento inconciliabile con qualsiasi tipo d'impresa. Grazie ad esso si stanno introducendo, anche in Italia (7), non pochi elementi di novit a favore dello sviluppo delle piccole imprese: nel senso che le piccole aziende che fanno uso o sviluppano software libero, non lavorano mai singolarmente ma si raggruppano per costellazioni, mettendo in
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comune un enorme patrimonio di conoscenze. Il fattore di scala, che rende difficile la competizione delle piccole imprese sui mercati internazionali, sostanzialmente costruito dalla necessit di enormi investimenti in ricerca per competere, grazie al software libero pu perdere la sua importanza decisiva, perch i piccoli operatori di fatto utilizzano una conoscenza che collettiva e globale (4). Le perplessit verso il movimento di Stallman, la cui importanza e grandezza storica sono fuori di discussione, possono sorgere piuttosto da altro. Per illustrarle, pu essere d'aiuto riportare qui un noto passaggio di Hegel sul cosiddetto momento dialettico. Il momento dialettico il sopprimersi da s di siffatte determinazioni finite e il loro passaggio nelle opposte [..] La dialettica [] questa risoluzione immanente, nella quale la unilateralit e limitatezza delle determinazioni intellettuali, si esprime come ci che essa , ossia come la sua negazione. Ogni finito ha questo di proprio, che sopprime s medesimo (8) Stallman, e il movimento del software libero limitandosi alla propria pozzanghera di libert (6), delegando ad altri la ricerca della soluzione dei problemi di maggior rilevanza sociale, rischiano, paradossalmente, di favorire proprio le posizioni opposte alle proprie. In un sistema complesso come la nostra societ, la mancanza di connessione del proprio particolare ad una visione politica generale, pu portare a risultati inaspettati. Hegel, filosofo tenuto in gran considerazione da Marx e dal marxismo storico, non aveva tutti i torti a sostenere che l'unilateralit e limitatezza delle determinazioni intellettuali, si esprime come ci che essa , ossia come la sua negazione. L'eterogenesi dei fini sempre dietro l'angolo. Certamente l'accusa di unilateralit applicabile al movimento del software libero cos come a molto altro. Il giudizio di unilateralit non si applica al soggetto isolato. Presuppone la molteplicit, la divisione, la separazione. Chi oggi ritiene di avere visioni politiche articolate, molto spesso non si accorge di tralasciare problemi tutt'altro che marginali. Quando Stallman dichiara che stato innanzitutto lui e il suo movimento a occuparsi della minaccia sguarnita del software proprietario, riporta un puro dato di fatto (6). In ogni caso sarebbe veramente ingenuo considerare tutti coloro che hanno interesse a limitare o a negare la propriet intellettuale, come mossi dai valori della libert, della solidariet e della cooperazione. Ovviamente prima di tutto c' il business. Lo scontro tra abolizionisti e protezionisti in materia di propriet intellettuale, nato a partire dagli anni Novanta, soprattutto il conflitto tra vecchio e nuovo capitalismo. Il duello tra Microsoft e Google il duello tra un modello produttivo quello di Microsoft che ibrida i principi del fordismo con quelli dell'era digitale, e un modello produttivo quello di Google che viceversa incarna quel capitalismo senza propriet, che secondo sociologi come Benkler destinato a dominare l'economia del terzo millennio. In passato, Microsoft riuscita a schiacciare tutti i suoi avversari perch costoro vendevano applicazioni, mentre la societ di Bill Gates controllava il sistema operativo su cui queste applicazioni dovevano per forza girare. Oggi lo scontro invece tra due piattaforme, la prima quella di Microsoft proprietaria, la seconda quella di Google 01/06/12 4 di 5

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aperta, in quanto si tiene assieme grazie ad una galassia di protocolli, standard interoperabili e accordi di cooperazione. Google non vende licenze ma offre servizi gratuiti in cambio di informazioni da convertire in fatturato pubblicitario. Il fatto poi che Microsoft stessa stia modificando il proprio modello di business, passando anche all'open source per competere con Google sul suo stesso terreno, la dice lunga sui ci che ci attende in futuro.(9). In effetti non ha tutti i torti quell'istrione di Zizek, quando scrive che quello che si sta affermando il nuovo spirito del capitalismo, malgrado le buone intenzioni dell'economia del dono, malgrado la rivoluzione epocale del software libero (1). I colossi della New Economy nell'attingere a piene mani e senza dover sborsare un soldo, dalla grande materia prima intellettuale generata dalla cooperazione spontanea di milione di persone, sono ovviamente d'accordo a non riconoscere alcun diritto d'autore al lavoro gratuito dei netizen. Amazon, ad esempio, diventata la pi grande libreria al mondo anche grazie al lavoro a gratis dei suoi clienti. Costoro, infatti, vengono sollecitati a recensire le opere lette o acquistate, in maniera spontanea ed anonima. Questo sistema un meccanismo di marketing geniale, sia per rendere pi soddisfacenti gli acquisti degli altri lettori, sia per fidelizzare i recensori, la cui retribuzione consiste semplicemente nella propria autogratificazione narcisistica. D'altra parte quando si tratta di discutere di diritti d'autore con il potere economico o politico le cose cambiano. I recenti accordi tra SIAE e Youtube/Google, il rapporto Marielle Gallo approvato dal parlamento europeo sulla tutela dei diritti di propriet intellettuale, la proposta di un sistema di licenze pan-europee per armonizzare la legislazione dei 27 Paesi sulla protezione del copyright, la legge Hadopi francese e altro ancora, mostrano ampiamente come l'onda lunga della rivoluzione tecno-libertaria, incominciata con la stagione eroica del free software promossa dalla prima generazione di Hackers, stia, come era prevedibile, infrangendosi sui duri scogli del potere economico; il quale, salvo rare eccezioni, ha sempre dalla sua il potere politico.

(1) Slavoy Zizek - Dalla tragedia alla farsa, ideologia della crisi e superamento del capitalismo -(2009) Adriano Salari Editore (2) Richard Stallman Software libero pensiero libero (Vol I e Vol II) Stampa Alternativa .(2003). Molti sono i siti da cui possibile trarre informazioni o leggere articoli e saggi di R. Stallman, (a partire dal fondamentale http://www.gnu.org) (3) Simone Aliprandi Copyleft & opencontent l'altra faccia del copyright -Editore PrimaOra (2005) (4) Mariella Berra, Angelo Raffaele Meo: Libert di software, hardware e conoscenza Bollati Boringhieri Editore (2006) (5) Arturo di Corinto, Tommaso Tozzi - Hacktivism La libert nelle maglie della rete - Manifesto Libri (2002) (6) Sam Williams Codice libero Richard Stallman e la crociata per il software libero Apogeo Editore (2003) (7) Andrea Glorioso (a cura di) - Il software libero in Italia Shake Edizioni (2009) (8) Georg W. F. Hegel Enciclopedia delle scienze filosofiche Edizioni Laterza (9) Carlo Formenti Cybersoviet Raffaello Cortina Editore (2008)

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