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RIEPILOGO DI SCIENZA DELLE COSTRUZIONI

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Data Rev. 16/09/05 1 di 17


Il presente documento viene distribuito alla persona ivi indicata, fatto salvo il principio che la riproduzione e la diffusione di
qualsiasi informazione contenuta debba avvenire tramite autorizzazione della stessa Societ.



RIEPILOGO DI SCIENZA DELLE COSTRUZIONI

1. MODELLAZIONE DELLA STRUTTURA
La fase pi importante nello studio delle strutture quella di riuscire a modellare il
comportamento reale e la geometria reale del sistema strutturale da analizzare con un opportuno
schema statico che sar oggetto di tutte le considerazioni statico deformative, che porteranno
alla verifica o meno dello stesso.

1.1. Modellazione geometrica
La modellazione geometrica quel processo che serve a trasformare loggetto
reale da studiare in un sistema di elementi da introdurre nel calcolo:

1.1.1. Modellazione monodimensionale
Moltissime strutture reali, come per esempio gli edifici in calcestruzzo armato,
o le coperture reticolari dei capannoni industriali, o gli edifici prefabbricati possono essere
modellati semplicemente come un insieme di aste o di travi o di colonne semplici o
accoppiate che formano il sistema strutturale da analizzare.
Nel caso di elementi monodimensionali ovvero elementi nei quali una dimensione prevarica
sulle altre due (es. travi, colonne) la modellazione avviene assumendo nel calcolo lasse
baricentrico dellelemento reale:


1.1.2. Modellazione bidimensionale
Gli elementi strutturali come i solai, le piastre o le lastre, posseggono due
dimensioni prevaricanti sulla terza, per tale ragione la modellazione avviene attraverso il loro piano
medio.
1.1.3. Modellazione tridimensionale
Infine gli elementi come i plinti di fondazione i muri di sostegno o le mensole
tozze non hanno nessuna dimensione prevaricante sulle altre, per tale ragione vengono
generalmente studiati come elementi tridimensionali rigidi.


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2. MODELLAZIONE DEI VINCOLI ESTERNI
Le strutture reali sono vincolate a terra in modo da trasferire al terreno, attraverso vari sistemi
di fondazione, i carichi per le quali sono state dimensionate.
Nella pratica della scienza delle costruzioni questi sistemi di fondazione vengono modellati
attraverso dei vincoli che permettono o meno traslazioni e rotazioni.



3. SVINCOLI INTERNI
Gli svincoli interni alla struttura sono delle connessioni tra gli elementi che permettono o
meno la trasmissione di determinate caratteristiche di sollecitazione. Per esempio lo svincolo a
cerniera che in assoluto quello pi comune, permette la trasmissione da un elemento a quello
connesso della forza normale e del taglio, ma non del momento flettente, ne segue che nella
cerniera lunico spostamento relativo consentito la rotazione. Viceversa la connessione rigida tra
due elementi, consente la trasmissione integrale delle caratteristiche di sollecitazione poich ivi
tutti gli spostamenti relativi tra gli elementi collegati sono impediti.

Si sottolinea che si sta parlando di spostamenti relativi tra gli elementi collegati, e non di
spostamenti assoluti, infatti nella connessione rigida un elemento rispetto ad un altro non ha
movimenti, ma nel complesso il nodo pu subire spostamenti.

Spostamento relativo Spostamento assoluto

Tipo di vincolo Spostamenti impediti Spostamenti trasmessi Reazioni
Carrello semplice 0
2
= u 0
1
u ; 0
3
0
2
R
Cerniera 0
1
= u ; 0
2
= u 0
3
0
1
R ; 0
2
R
Doppio pendolo 0
2
= u ; 0
3
= 0
1
u 0
2
R ; 0
3
M
Incastro 0
1
= u ; 0
2
= u ; 0
3
= - 0
1
R ; 0
2
R ; 0
3
M

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4. GRADO DI STATICITA
Le strutture devono essere in grado di non subire cinematismi che portino a collasso per
moto rigido lintero sistema o parte di esso.
Per tale motivo si deve sempre essere in grado di valutare il grado di staticit della struttura
analizzata, ovvero se la quantit di vincoli e la loro direzione efficace sono in grado di impedire
ogni atto di moto rigido della struttura. Latto di moto rigido un concetto completamente
diverso dalla deformazione, infatti il primo implica un tipo di spostamento che non conserva
lequilibrio generale dalla struttura, mentre il secondo rappresenta uno spostamento dellasse
baricentrico dalla configurazione iniziale a quella deformata a seguito dellapplicazione di
unazione esterna, conservando lequilibrio generale.

Le strutture possono definirsi:

Labili o ipostatiche: Se il numero di vincoli o la loro direzione efficace non sono in
grado di impedire atti di moto rigido dellintero sistema o di parte di esso.

Isostatiche: Se il numero di vincoli ben posizionati lo stretto necessario per
impedire ogni atto di moto rigido nel sistema.

Iperstatiche: Se il numero di vincoli sovrabbondante rispetto al minimo necessario
per garantire limpedimento di ogni atto di moto rigido del sistema.

5. CARATTERISTICHE DI SOLLECITAZIONE
Le caratteristiche di sollecitazione sono delle forze o dei momenti che si distribuiscono lungo
lasse baricentrico che modella lelemento strutturale a seguito dei carichi agenti e delle reazioni
vincolari. Se ad esempio si prende una trave sottoposta ad un sistema di forze di azione (carichi) e
di reazione (forze trasmesse dai vincoli) in equilibrio sotto tali azioni e si attua una sezione ideale
sullasse baricentrico ci si accorge che lequilibrio generale non sarebbe pi soddisfatto a meno
che le due porzioni della sezione non si scambino delle mutue azioni in grado di equilibrare le azioni
esterne. Queste azioni che le faccia di destra trasmette alla faccia di sinistra e viceversa vengono
appunto definite caratteristiche di sollecitazione:











Le sollecitazioni evidenziate sono quelle che si
studiano nella analisi piane.




Caratteristica
Simbolo Asse di azione
Forza normale
Sd.x
N
Lungo x
Forza di taglio
Sd.y
V Lungo y
Forza di taglio
Sd.z
V
Lungo z
Momento flettente
Sd.y
M Attorno a y
Momento flettente
Sd.z
M Attorno a z
Momento torcente
Sd.x
T Attorno a x

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Si noti che gli assi di riferimento delle caratteristiche di sollecitazione sono conformi con quelli dei
nuovi manuali sui profilati e degli Eurocodice, e si tratta di Assi Locali e non di assi globali.

Gli assi globali sono quelli relativi ad un sistema di riferimento immobile nello spazio.
Gli assi locali sono quelli che caratterizzano ogni elemento strutturale e quindi come tali si
deformano insieme ad esso. Lasse parallelo allasse baricentrico generalmente indicato
con x o con 1, differentemente dai vecchi manuali che lo identificavano con z o con 3.



















6. ESEMPIO DI CALCOLO DI UN TELAIO
Di seguito si riporta lesempio di calcolo manuale di un telaio piano:




/ 8
/sso oollo lrovo ~ osso ooriconlrico oollo
soziono lrosvorsolo
C
Z

/ssi corlosioni sozioli [roslono issi nollo sozio}


/ssi corlosioni locoli [soqoono lonoomonlo oollo lrovo}
x
z
z
z
y y
C

-

y
C - /

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6.1. Grado di staticit


aste int ext
n v v = + 3


3
5 2 3
4 2 2
=
= + =
= + =
aste
int
ext
n
v
v
la struttura isosltatica
6.2. Equilibrio delle forze e dei momenti

= +
= + +
= +
0 5 5 2 100 5 2 5 5
0 5 5
0 100
B
B A
B A
V . .
H H
V V


Equazione ausiliaria attorno alla cerniera:

0 5 =
B
H

=
=
=
=
5 62
5 37
0
25
. V
. V
H
H
B
A
B
A





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6.3. Caratteristiche di sollecitazione
6.3.1. Forza normale

( ) 50 37
3 1
. x N =

[ ] kN
( ) 0 5 5 00 25
5 3
= + =

. x N [ ] kN
( ) 50 62
5 2
. x N =

[ ] kN




6.3.2. Forza di taglio

( )
( )
( )

= + = =
+ = =
= + =

0 5 5 25 5
25 0
25
3 1
3 1
3 1
x V
x V
x q x V [ ] kN
( ) 50 37
4 3
. x V + =

[ ] kN
( ) 50 62 100 50 37
5 4
. . x V = + =

[ ] kN
( ) 0
6 5
=

x V [ ] kN
( ) 0
5 2
=

x V [ ] kN







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6.3.3. Momento flettente

( )
( )
( )

= =
= =
=

50 62 5
0 0
2
25
3 1
3 1
2
3 1
. x M
x M
x q
x x M [ ] m kN

( )
( )
( )

= =
= =
=

+ =

25 156 5 2
50 62 0
2
5 25 5 37
4 3
4 3
2
4 3
. . x M
. x M
l q
x . x M [ ] m kN

( )
( )
( )

= =
= =
= =

25 156 5 2
0 0
50 62
4 5
4 5
4 5
. . x M
x M
x . x M [ ] m kN


( ) 0
5 6
=

x M [ ] m kN


( ) 0
5 2
=

x M [ ] m kN





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In generale si possono scrivere le equazioni indefinite dellequilibrio, nel seguente modo:

\
N
\o\
NoN
M MoM
[x}
g[x}
m[x}

( ) ( ) 0 = + dx x p dN N N
( )
( ) 0 = + x p
dx
x dN

( ) ( ) 0 = + dx x q dV V V
( )
( ) 0 = + x q
dx
x dV

( ) ( ) ( ) ( ) 0
2
2
= + + + +
dx
x q dx x m dx dV V dM M M
( )
( ) ( ) x V x m
dx
x dM
= +

Se sulla struttura non sono presenti momenti applicati lungo lasse, il taglio la derivata della
funzione del momento flettente.

Taglio nullo il momento ha un massimo o un minimo
Taglio positivo il momento cresce
Taglio negativo il momento decresce
Taglio lineare il momento ha andamento quadratico

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7. Concetto di tensione


( ) n
n
n
AS
S
lim
n
t
R
=

0
0
0
=

n
n
AS
S
lim
n
M


La tensione definita come il limite per la superficie che tende a zero della forza o dei
momenti su di essa agenti.

La forza agente sulla superficie si scompone in tre vettori di tensione
i
t uno per ciascuna superficie
in direzione degli assi cartesiani.
Tale vettore a sua volta ha tre componenti
ij
T (una normale alla superficie e due tangenziali) che
sono dette componenti di tensione.


















Si definisce per tanto Tensore delle tensioni la matrice delle componenti dei tre vettori tensione per
ciascuna direzione degli assi.

[ ]
(
(
(




=
zz zy zx
yz yy yx
xz xy xx
ij
T esiste una base ortonormale per cui [ ] [ ]
(
(
(

= =
zz
yy
xx
ij
0 0
0 0
0 0
T

Tale tensore doppio e simmetrico ovvero :
ji ij
T T =

Le componenti sulla diagonali sono dette tensioni normali, perch agiscono in direzione
perpendicolare alla superficie.

Le componenti al di fuori della diagonale sono dette tensioni tangenziali, perch agiscono
tangenzialmente alla superficie.

I materiali reagiscono bene alle tensioni normali e meno bene a quelle tangenziali.

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7.1. Legame tra le caratteristiche di sollecitazione e le tensioni

Forza normale:
}
=
A
xx x . Sd
dA N
Forza di taglio:
}
=
A
xz z . Sd
dA V

}
=
A
xy y . Sd
dA V
Momenti flettenti:
}
=
A
xx y . Sd
dA z M

}
=
A
xx z . Sd
dA y M
Momento torcente: ( )
}
=
A
xz xy x . Sd
dA y z T



/
Z

My
\y
\z
Mz
Nx
Mx
xy
xx
xz







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8. ANALISI DELLE SEZIONI TRASVERSALI
Tutte le seguenti considerazioni valgono se gli assi locali considerati sono baricentrici e principali
dinerzia.
8.1. Forza Normale: Trazione semplice

8.1.1. Trazione semplice in condizione elastica
La trazione genera tensioni normali nella sezione allungandone le fibre in
modo costante su tutta la sezione trasversale.


amm
x . Sd
xx
A
N
=
8.1.2. Trazione semplice in condizione plastica
La resistenza plastica di una sezione soggetta a trazione semplice si valuta a
partire dalla resistenza del materiale allo snervamento.


0 M
y
Rd . t Sd
f
A N N

=

Nx

Z
xx
/

8.2. Forza Normale: Compressione semplice
Se si prescinde dai fenomeni di stabilit, la compressione in un materiale ideale,
elastico e isotropo, del tutto analoga alla trazione fatto salvo che le fibre dellintera sezione si
accorciano uniformemente sotto lazione della forza esterna.


amm
x . Sd
xx
A
N
=

0 M
y
Rd . c Sd
f
A N N

=

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8.3. Momento flettente: Flessione semplice
La flessione come la forza normale genera una stato di tensione normale nella
sezione: per la precisione il momento positivo fa allungare le fibre al di sotto dellasse neutro,
mentre accorcia quelle al di sopra dellasse neutro e viceversa il momento di segno negativo.

8.3.1. Flessione semplice in condizione elastica


/
Z

My
c.xx
l.xx



amm
yy . el
y . Sd
yy
y . Sd
max . xx
yy
y . Sd
xx . t xx . c
W
M
h
I
M
z
I
M
= =
= =
2
andamento lineare
Dove:
yy
I momento dinerzia rispetto allasse forte y y
yy . el
W modulo di elasticit rispetto allasse y y

Per un rettangolo
12
3
h b
I
yy

= per tanto il modulo di resistenza vale


6
2
h b
W
yy . el

= .
Ne consegue che la tensione massima di trazione e di compressione vale:


amm
y . Sd
max . xx
h b
M

=
2
6
e il momento resistente vale:
amm y . Rd . el
h b
M

=
6
2


Lo stesso risultato pu essere determinato considerando le risultanti di trazione e compressione
applicate nei baricentri dei triangoli del diagramma di tensione:

xx xx c t
h b b
h
N N = = =
4
1
2 2
1


amm xx t y . Rd . el
h b h
h b z N M

=
(

= =
6 2 3
2
2
4
1
2



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8.3.2. Flessione semplice in condizione plastica
Quando le massime tensioni nelle fibre pi esterne della sezione raggiungono
il valore di snervamento yeld point
y xx . max
f = la possibilit di un ulteriore allungamento
impedito, per cui le massime tensioni migrano allo strato subito inferiore. Il processo procede fino a
quando la sezione non interamante plasticizzata, e si forma la cosiddetta cerniera plastica
ovvero una cerniera che in grado di trasferire un momento massimo pari al momento plastico
della sezione:


/
Z

My
c.xx~y
l.xx~y


0 M
y
yy . pl y . Rd . pl y . Sd
f
W M M

=
Dove:
yy . pl
W modulo di plasticit rispetto allasse y y (pari a due volte il momento statico di mezza
sezione rispetto allasse neutro)


*
neutro asse
2 S W
yy . pl
=

Per una sezione rettangolare:


4 4 2
2
2
h b h h
b W
yy . pl

=
(

=



NOTA:
Si definisce asse neutro quel particolare asse rispetto al quale le tensioni elastiche risultano nulle.
Nella flessione semplice lasse neutro sempre baricentrico.








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8.4. Momento flettente: Flessione deviata
Una sezione sottoposta a flessione deviata se su di essa insistono sia i momenti
attorno allasse y y che quelli attorno allasse z z:

8.4.1. Flessione deviata in condizione elastica


amm
zz . el
z . Sd
yy . el
y . Sd
zz
z . Sd
yy
y . Sd
max . xx
W
M
W
M
b
I
M h
I
M
+ = + =
2 2



Z

My
Mz
/
c.xx[My}
l.xx[My}
l.xx[Mz}
c.xx[Mz}


Lasse neutro passa comunque per il baricentro della sezione.


8.4.2. Flessione deviata in condizione plastica

1
0 0

M
y zz . pl
zz . Sd
M
y yy . pl
yy . Sd
f W
M
f W
M














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8.5. Presso e tenso flessione composta
Una sezione sottoposta a flessione attorno ad uno solo o ad entrambi gli assi
contemporaneamente e a forza normale di compressione o di trazione si dice presso inflessa o
tenso inflessa:


Z

c.xx[My}
My
l.xx[My}
Mz
l.xx[Mz}
c.xx[Mz}
/
c.xx[Nx}
c.xx[Nx}
Nx

8.5.1. Presso o tenso flessione in condizione elastica


amm
zz . el
z . Sd
yy . el
y . Sd
x . Sd
max . xx
zz
z . Sd
yy
y . Sd
x . Sd
max . xx
W
M
W
M
A
N
b
I
M h
I
M
A
N
=
=
2 2


Ricordandosi il fatto che un momento pu sempre essere scritto come una forza per un braccio
possiamo riscrivere la precedente formula nel utilizzando solo la forza normale agente con
uneccentricit lungo y e una lungo z tali da generare gli stessi momenti
z . Sd
M e
y . Sd
M .

y
I
e N
z
I
e N
A
N
zz
y x . Sd
yy
z x . Sd x . Sd
max . xx

=
Moltiplicando e dividendo per A e ricordandosi che il raggio dinerzia vale A I i = si ottiene:

y
I A
A e N
z
I A
A e N
A
N
zz
y x . Sd
yy
z x . Sd x . Sd
max . xx


=


(
(

=
2 2
1
zz
y
yy
z x . Sd
max . xx
i
y e
i
z e
A
N



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Si noti che in questo stato di sollecitazione lasse neutro non passa per il baricentro ed sempre
dalla parte opposta del centro di sollecitazione, per questo detto antipolare.

b
/

o/
b
/

o/
/sso noolro
C.S.
/sso noolro
C.S.
b
/

o/
/sso noolro
C.S.

8.5.2. Presso o tenso flessione in condizione plastica

1
0 0 0

M
y zz . pl
zz . Sd
M
y yy . pl
yy . Sd
M
y
x . Sd
f W
M
f W
M
f A
N

8.6. Taglio
Le sollecitazioni di taglio come quelle di torsione inducono nella sezione degli stati
tensionali tangenziali, ovvero agenti nel piano della sezione trasversale e non perpendicolarmente
ad essa come nel caso delle tensioni normali.
Le tensioni tangenziali dovute al taglio sono governate dallequazione di Jourawsky :


3
amm
y yy
z . Sd
y yy
yy z . Sd
yx xy
b I
z
~
A
~
V
b I
S
~
V

= =

Z

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Dott. Ing. Simone Caff


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Redattore: Dott. Ing. Simone Caff

RIEPILOGO DI SCIENZA DELLE COSTRUZIONI

Codice Rev. 01 Pagina
Data Rev. 16/09/05 17 di 17


Il presente documento viene distribuito alla persona ivi indicata, fatto salvo il principio che la riproduzione e la diffusione di
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Dove:
yy
S
~
il momento statico dellarea A
~
considerata rispetto allasse y y
y
b la corda considerata

Si noti che nella sezione trasversale considerata cost =
z . Sd
V , cost =
yy
I , mentre
yy
S
~
e
y
b
variano. Dimensionalmente
yy
S
~
pari ad una lunghezza al cubo mentre
y
b una lunghezza, per
tanto il loro rapporto pari ad una lunghezza al quadrato. Va di conseguenza che landamento
delle tensioni tangenziali di tipo parabolico con massimo nel baricentro.


In campo plastico il taglio resistente viene cos definito:


0
3
M
y
z . V Rd . z
f
A V

=

Dove
z . V
A quella porzione della sezione in grado di resistere al taglio. Nel caso di un profilo a H
laminato tale area corrisponde allarea dellanima del profilo.


8.7. Composizione delle tensioni
In campo elastico la composizione delle tensioni avviene per mezzo del criterio di
resistenza di Von Mieses secondo il quale:



amm id
+ =
2 2
3

Tale criterio permette di comporre le tensioni normali con quelle tangenziali in modo da creare una
tensione ideale da confrontare con la tensione ammissibile del materiale.

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FINE DOCUMENTO