Griglia di documentazione Insegnanti: Pianigiani Laura, classi prime Pantalei Chiara, classi seconde a.s.

2011/2012 Classi 1^A e 1^B Classi 2^A e 2^B 4° CIRCOLO DIDATTICO DI GROSSETO Scuola primaria di via Scansanese

TITOLO DEL’ESPERIENZA “ DAGLI OGGETTI AI MATERIALI: I METALLI”
Descrizione essenziale dell’esperienza: le sue fasi, il suo “prima” e il suo “dopo” (suo inserimento in un percorso Il percorso si rivolge a bambini della prima e seconda classe della scuola primaria e si caratterizza per argomenti ed attività che si riferiscono ad oggetti e situazioni concrete direttamente osservabili, da manipolare e con cui giocare: il gioco è infatti uno strumento efficace per mantenere la motivazione e l'attenzione. Partendo dall’osservazione e dalla manipolazione di oggetti circostanti, i bambini vengono stimolati a trovarne le proprietà e ad operare confronti e classificazioni. L’attenzione, in classe seconda, si sposta poi sui materiali che compongono gli oggetti ed in particolare sui metalli. Le attività proposte, sia individuali che collettive, accompagnate da opportune stimolazioni dell’insegnante, permettono di fissare e concettualizzare le scoperte fatte durante l’osservazione, la manipolazione, il gioco. In particolare, la richiesta di elaborazione individuale, successiva all’osservazione, è una strumento di riflessione e strutturazione dell’esperienza per il bambino e uno strumento per l’insegnante per verificare le modalità di apprendimento e il livello di comprensione dei singoli alunni. Dopo l’impegno individuale, la socializzazione, il confronto e l’integrazione delle singole produzioni, diventano un arricchimento delle conoscenze personali. La documentazione del percorso, sia sul quaderno che sui cartelloni murali appesi in classe, valorizza le esperienze, la loro ricostruzione e il loro sviluppo logico-temporale. Prerequisiti Saper scrivere in modo autonomo per verbalizzare individualmente quanto osservato. Obiettivi dell’esperienza. Obiettivi di concettualizzazione Questo percorso pone indubbiamente l’accento sulle competenze trasversali come osservare, analizzare, classificare, confrontare, capire… Gli obiettivi specifici dell’esperienza sono Scoprire, individuare, conoscere attraverso interazioni e manipolazioni le qualità e le proprietà di oggetti utilizzando i cinque sensi. Osservare, descrivere, confrontare, correlare elementi della realtà circostante al fine di coglierne somiglianze, differenze ed operare classificazioni.

Identificare alcuni materiali ed individuarne le caratteristiche senso-percettive. Conoscere alcune proprietà operative dei metalli: fusibilità e conducibilità termica. Identificare alcuni metalli: il ferro Descrizione dell’esperienza CLASSI PRIME E SECONDE 1° lezione (L’insegnante propone ai bambini la seguente attività) Scegli un oggetto presente nell’aula e disegnalo sul quaderno. (si invitano i bambini a fare un bel disegno accurato e a scrivere il nome dell’oggetto) Prova a rispondere, cosa è un oggetto? (ogni alunno scriverà una breve definizione sul proprio quaderno,una frase, poi l’insegnante inviterà un bambino a leggerla e seguirà una conversazione in cui gli altri integreranno la prima definizione con le osservazioni da loro scritte; l’insegnante nel frattempo registrerà alla lavagna i vari punti fondamentali emersi, concordandoli con la classe) Abbiamo scritto così: un oggetto è (i bambini registrano la definizione collettiva che è stata data, poi l’insegnante chiederà loro se c’è uno strumento che può darci una definizione ancora più corretta e aspetterà che indichino il dizionario; si leggerà la nuova definizione e si confronterà con quella collettiva da loro data) Per la volta successiva viene assegnato il compito Porta a scuola un piccolo oggetto per allestire nell’aula il nostro “Museo degli oggetti” 2° lezione (L’insegnante propone ai bambini la seguente attività) Disegna l’oggetto che hai portato a scuola per allestire il museo. Osservalo e descrivi COME E’? (condivisione di alcune descrizioni, soltanto a livello orale) Tutte le parole che avete usato per descrivere il vostro oggetto sono PAROLE PROPRIETA’. Costruiamo il cartellone delle parole proprietà. (ogni bambino trascrive le parole proprietà che ha usato su un cartoncino che verrà incollato nel grande cartellone) 3° lezione (l’insegnante chiede ai bambini di ricordare cosa abbiamo fatto la volta precedente e propone di trascrivere su un foglio bianco le parole proprietà incollate sul cartellone) IL CARTELLONE: PAROLE PROPRIETA’….. (il foglio piegato a metà sarà incollato sul quaderno)

Giochiamo a INDOVINATE L’OGGETTO: … ha scelto un oggetto segreto dal museo, quale sarà? (Un bambino sceglie senza dirlo un oggetto dal museo, i compagni a turno dicono una proprietà, se è posseduta dall’oggetto misterioso viene trascritta alla lavagna e sul quaderno; il bambino che indovinerà l’oggetto sarà il prossimo a sceglierne un altro dal museo) (Si propone la trascrizione sul quaderno di due giochi, poi si continuerà a giocare con la sola trascrizione alla lavagna) 4°lezione Giochiamo a IL TRENINO DELLE PROPRIETA’: un bambino-macchinista sceglie un oggetto dal museo o presente nell’aula e fermandosi davanti ai compagni farà salire sul treno soltanto chi saprà dire una proprietà dell’oggetto . (mentre i bambini giocano l’insegnante registra alla lavagna e alla fine del gioco i bambini registreranno trascrivendo sul quaderno) (si propone la trascrizione sul quaderno di uno o due giochi, poi si continuerà a giocare con la sola trascrizione alla lavagna) TROVA LE PAROLE PROPRIETA’ DI … (dopo aver giocato l'insegnante chiede ai bambini di lavorare in coppia, mostra un oggetto, diverso per ogni coppia, che deve essere disegnato e descritto con tante parole proprietà) 5°lezione LEGGI TUTTE LE PROPRIETA’ E SCOPRI QUAL E’ L’OGGETTO DESCRITTO. POI SOTTOLINEA LE PROPRIETA’ ESSENZIALI CHE TE LO HANNO FATTO RICONOSCERE. (l’insegnante ha trascritto tutte le descrizioni effettuate la precedente lezione e senza indicare l’oggetto descritto ne da una copia ad ogni bambino, chiedendo di individuare quale oggetto corrisponde alla descrizione) (gli oggetti sono esposti sulla cattedra) Giochiamo a IL TRENINO DEGLI OGGETTI: un bambino-macchinista ha in mano un cartellino con scritta una proprietà e fa salire sul treno chi sa dire un oggetto che la possiede . (mentre i bambini giocano, l’insegnante registra alla lavagna e alla fine del gioco i bambini registreranno trascrivendo sul quaderno) (Si propone la trascrizione sul quaderno di un gioco, poi si continuerà con la sola trascrizione alla lavagna) TROVA GLI OGGETTI CON LA PROPRIETA’…. (dopo aver giocato chiedo ai bambini di lavorare in coppia, scrivo su un cartellino una parola proprietà, diversa fra i gruppi, e loro devono, scrivere il nome di oggetti che la possiedono) (i bambini possono scambiarsi i cartellini) 6° lezione LEGGI L’ELENCO DEGLI OGGETTI HANNO IN COMUNE. E SCOPRI QUAL E’ LA PROPRIETA’ CHE

(l’insegnante ha trascritto tutti gli elenchi degli oggetti fatti la precedente lezione in base ad una proprietà assegnata e, senza indicare la proprietà, ne dà una copia ad ogni bambino, chiedendo di

individuare qual è la proprietà comune a tutti gli oggetti) (le proprietà sono trascritte alla lavagna) CLASSIFICA OGNI PROPRIETÀ SCRITTA QUI SOTTO IN BASE AL SENSO CON CUI VIENE PERCEPITA. (l’insegnante scrive alla lavagna un elenco di alcune delle proprietà individuate nelle precedenti lezioni e, dopo aver disegnato una tabella a cinque colonne con disegnati gli organi di senso e i relativi nomi dei sensi, si richiede di riempirla con le proprietà elencate) CLASSI SECONDE 7° lezione DA UN MUSEO DI OGGETTI AD UN MUSEO DI MATERIALI Riordiniamo il nostro museo raggruppando gli oggetti secondo i materiali: metallo, vetro, legno, ceramica, plastica. ANDIAMO A CACCIA DI ….. OGGETTI DI METALLO Fatti soltanto di metallo Fatti anche di metallo OGGETTI DI PLASTICA Fatti soltanto di plastica Fatti anche di plastica OGGETTI DI LEGNO Fatti soltanto di legno OGGETTI DI VETRO Fatti soltanto di vetro Fatti anche di vetro Fatti anche di legno

OGGETTI DI CERAMICA Fatti soltanto di ceramica Fatti anche di ceramica

(i bambini lavorano collettivamente e ognuno di loro nomina un oggetto e il materiale di cui è fatto, distinguendo tra oggetti fatti soltanto da quel materiale o anche da altri materiali, la classe lo registra nelle tabelle della fotocopia fornita dall’insegnante) (per arricchire il museo viene chiesto ad ogni bambino di portare a scuola un oggetto fatto di un materiale specifico) 8°Lezione ABBIAMO ARRICCHITO IL NOSTRO MUSEO CON TANTI OGGETTI NUOVI, DIVISI IN BASE AL MATERIALE. (i bambini sul quaderno elencano il nome degli oggetti in ogni gruppo e li rappresentano) FATTI SOLO DI PLASTICA FATTI ANCHE DI PLASTICA

9° Lezione (mettiamo al centro dell’aula gli oggetti di metallo e poi chiediamo ai bambini di rispondere) OSSERVA GLI OGGETTI SUL TAVOLO, PERCHE’ POSSIAMO AFFERMARE CHE SONO DI METALLO? (i bambini sono invitati a rispondere individualmente scrivendo sul loro quaderno; le risposte vengono lette e condivise con il gruppo; segue una conversazione in cui l’insegnante chiede se queste proprietà sono soltanto degli oggetti fatti di metallo e identificano soltanto loro e possono appartenere anche ad altri oggetti) ABBIAMO TROVATO QUESTE PROPRIETA’: (i bambini registrano le proprietà comuni trovate) PARLANDO ABBIAMO CAPITO CHE LE PROPRIETA’ CHE ABBIAMO SCRITTO SONO ANCHE DI ALTRI MATERIALI… (i bambini scrivono alcuni esempi è duro anche il legno, è liscia anche la plastica…..) PER SCOPRIRE ALCUNE PROPRIETA’ DEI METALLI ESPERIENZE DOBBIAMO FARE DELLE

10° lezione (l’insegnante fornisce una scheda così strutturata) PRIMA ESPERIENZA Materiale occorrente: candela, accendino, oggetti di metallo, oggetti di altri materiali FAI COSI’: TIENI GLI OGGETTI VICINO ALLA FIAMMA, ASPETTA ALCUNI SECONDI E POI REGISTRA IN TABELLA

OGGETTO CUCCHIAINO (metallo) GESSO CHIAVE (metallo) PIATTINO DI CERAMICA CHIUSURA DI OTTONE (metallo) MESTOLO DI LEGNO CARTA STAGNOLA (metallo) PEZZO DI MATTONE CHIODO (metallo) BARATTOLO DI VETRO TUBO DI RAME (metallo)

SCOTTA

NON SCOTTA

(ogni bambino è stato coinvolto direttamente nell’esperienza oppure è stato invitato a sentire se la parte dell’oggetto tenuto in mano dall’insegnante si era o meno riscaldata)

11° lezione (l’insegnante chiede ai bambini di ricordare cosa è stato fatto la volta precedente e per quale motivo è stata fatta quell’esperienza, cioè per trovare alcune proprietà possedute soltanto dai metalli) RILEGGI LA TABELLA CHE HAI COMPILATO DURANTE L’ESPERIENZA, COSA HAI CAPITO? (insieme viene riletta la tabella e ognuno individualmente scrive cosa ha capito) (l’insegnante poi chiede di approfondire il fenomeno osservato con una domanda più specifica) PERCHE’ SECONDO TE GLI OGGETTI DI METALLO SI RISCALDANO FINO ALLA PARTE TENUTA IN MANO E OGGETTI DI ALTRI MATERIALI NO? (vengono lette alcune risposte date dai bambini, segue una conversazione in cui si affina la concettualizzane delle conoscenza appresa e si scrive tutti come conclusione dell’esperienza) I METALLI DIVERSAMENTE DA ALTRI MATERIALI LASCIANO PASSARE IL CALORE, CIOE’ HANNO LA PROPRIETA’ DI CONDURRE IL CALORE 12° lezione SCOPRIAMO UN’ALTRA PROPRIETA’ DEI METALLI (l’insegnante fornisce una scheda così strutturata) SECONDA ESPERIENZA Materiale occorrente: fornellino, pentolino, barretta di stagno, stampino 1° FASE: metti la barretta di stagno nel pentolino sul fornellino, attendi qualche minuto. COSA VEDI? ………………………………………………………………………………………………………… ………………………………………………………………………………………………………… 2° FASE: rovescia un po’di stagno fuso sul tavolo o sul pavimento. COSA VEDI? ………………………………………………………………………………………………………… ………………………………………………………………………………………………………… 3°FASE: rovescia un po’ di stagno fuso nello stampino. COSA VEDI? ………………………………………………………………………………………………………… ………………………………………………………………………………………………………… COSA HAI CAPITO CON QUESTA ESPERIENZA? (segue una conversazione in cui si affina il concetto emerso da questa esperienza e si trascrive collettivamente sul quaderno) I METALLI SE MESSI SUL FUOCO SI FONDONO E CAMBIANO FORMA. QUANDO DIVENTANO FREDDI RITORNANO DURI.

13° lezione LE ESPERIENZE DI SCIENZE (l’insegnante fornisce ad ogni bambino un foglio che viene diviso a metà e chiede di disegnare le due esperienze fatte con i metalli e di scrivere una frase per ogni esperienza illustrata, che spieghi cosa hanno scoperto; il foglio viene poi incollato sul quaderno)

14° lezione TANTI TIPI DI METALLO Vi ricordate come chiamavate il metallo quando abbiamo iniziato a lavorare con i materiali? Lo chiamavate FERRO!!!!! Il ferro è un tipo di metallo e per riconoscerlo possiamo usare la calamita, la calamita infatti attrae solo oggetti fatti di ferro. (prima di iniziare le terza esperienza l’insegnante fornisce ai bambini questa scheda) TERZA ESPERIENZA Materiale occorrente: calamita, alcuni oggetti di metallo Fai così: avvicina la calamita ad un oggetto per volta e registra in tabella quello che vedi

OGGETTO

ATTRATTO dalla calamita

ATTRATTO SOLO IN PARTE dalla calamita

NON ATTRATTO dalla calamita

(l’insegnante propone poi ai bambini di disegnare i tre insiemi di oggetti che abbiamo trovato: oggetti fatti solo di ferro, oggetti non fatti di ferro, oggetti fatti anche di ferro) (viene assegnato per casa un compito simile all’esperienza svolta a scuola, come segue:
PER CASA PRENDI UNA CALAMITA CHE HAI A CASA, AVVICINALA AD ALCUNI OGGETTI DI METALLO E COMPLETA LA TABELLA.

OGGETTI ATTRATTI DALLA CALAMITA

OGGETTI NON ATTRATTI DALLA CALAMITA

OGGETTI FATTI DI FERRO

OGGETTI NON FATTI DI FERRO

15° LEZIONE Leggi ai tuoi compagni quali oggetti di ferro e non di ferro hai trovato nella tua casa con l’aiuto della calamita. L’insegnante li scriverà tutti alla lavagna. Ecco alcuni nomi di altri metalli, oltre al ferro, che potresti conoscere: (si invitano i bambini a dire se conoscono il metallo nominato e se sanno il nome di alcuni oggetti che sono composti da essi) ORO, ARGENTO (metalli preziosi) ALLUMINIO, RAME, PIOMBO, STAGNO, MERCURIO. Ci sono poi delle leghe che si ottengono dalla fusione di più metalli tra loro: ACCIAIO, OTTONE, BRONZO A conclusione del percorso e stata effettuata un' Uscita al Centro Veterinario Militare: all’interno del Centro i bambini hanno visitato una scuola di maniscalcia dove hanno visto lavorare il ferro per ferrare, appunto, i cavalli. L’esperienza è stata rielaborata collettivamente in classe con verbalizzazioni e disegni. Frequenza e durata nel tempo dell’esperienza Il percorso è stato sviluppato nelle classi prime dal mese di marzo al mese di maggio e nelle classi seconde dal mese di settembre al mese di gennaio con due ore di attività settimanale in ogni classe. Come l’esperienza è legata ad attività esterne ed esperienze di vita Le problematiche affrontate sono inerenti alle esperienze di vita quotidiana dei bambini. Quali strumenti di verifica e consolidamento vengono proposti Griglie di osservazione individuali e collettive (vedi files allegati) Laboratori, fattori strutturali organizzativi e materiali necessari, modificazione di calendario (flessibilità oraria, classi aperte, compresenza) Il percorso è stato proposto in due classi parallele di una scuola con orario antimeridiano e, non essendoci ore di compresenza, le attività sono state sempre svolte con i gruppi al completo. Questo però non ha interferito con la buona riuscita delle attività proposte, in quanto queste ultime sono state programmate proprio per essere svolte con l’intera classe. L’aula è stato l’ambiente privilegiato, ma sono stati utilizzati strumenti e materiali del laboratorio scientifico della scuola (fornellino, pentolino, calamita..). Non è stato possibile usufruire dell’ambiente specifico del

laboratorio, in quanto è una stanza molto piccola che può accogliere 10, 12 bambini al massimo. Trasversalità dei contenuti didattici e delle abilità messe in gioco Le attività proposte in questo percorso stimolano e potenziano la capacità del bambino di osservare e verbalizzare con un linguaggio logico e funzionale quello che ha osservato e lo abituano al confronto e alla discussione con i compagni per arricchire ed affinare le proprie conoscenze. Si propone un approccio al processo di apprendimento di tipo fenomenologico-induttivo in cui il bambino costruisce in modo attivo e consapevole le proprie conoscenze e tale approccio è valido ed efficace in ogni ambito disciplinare. Percorso formativo pregresso dell’insegnante Le insegnanti fanno parte con altre colleghe del plesso e del Circolo di un gruppo di lavoro impegnato nella realizzazione del progetto, promosso dalla Regione Toscana, “I Laboratori del Sapere Scientifico”. Le insegnanti, nell’anno precedente, hanno partecipato ad un corso di formazione con il professore Carlo Fiorentini del CIDI di Firenze. Quanto e come viene sviluppato l’aspetto linguistico L’aspetto linguistico riveste un ruolo centrale nella metodologia adottata e quindi nella costruzione delle conoscenze. Dopo la fase dell’osservazione, i bambini vengono stimolati a produrre una verbalizzazione individuale scritta di quello che hanno visto. Ne segue una discussione collettiva in cui si confrontano le singole ipotesi di quanto osservato e in cui si procede ad un affinamento della concettualizzazione, per arrivare ad una produzione verbale scritta condivisa di quanto appreso. I motivi della scelta Le problematiche concettuali da affrontare devono essere adeguate a livello cognitivo dei bambini, devono essere importanti, coinvolgenti e motivanti. Rispetto alla quantità degli argomenti trattati si privilegia la qualità dell’apprendimento, l’acquisizione di competenze piuttosto che la trasmissione di nozioni: attraverso un approccio fenomenologico – induttivo, realizzato con una didattica di tipo laboratoriale, in cui l’insegnante diventa il regista dell’ambiente di apprendimento, il bambino diventa il costruttore attivo delle proprie conoscenze e competenze. Individuazione di eventuali punti di “crisi” in itinere, sulla base dell’autovalutazione data dall’insegnante e modifiche apportate Durante la realizzazione del percorso le insegnanti hanno potuto constatare la validità e l'efficacia delle scelte curricolari e metodologiche adottate, sia dal punto di vista delle ricadute sul processo di apprendimento degli alunni, sia dal punto di vista della motivazione e dell'interesse che le attività hanno stimolato negli alunni. Rapporti della scuola, in cui si è tenuta l’esperienza, con gli Enti Locali, con strutture di ricerca e supporto di questi ai progetti di educazione scientifica. Le insegnanti, prima e durante la realizzazione del percorso, hanno consultato e confrontato esperienze simili proposte e documentate da altre scuole, sempre sulla base delle indicazioni date dal professore C. Fiorentini e scritte nel sito ufficiale del CIDI FI. Il professore, che ha curato la formazione delle insegnanti, ha poi monitorato e guidato la realizzazione del percorso.