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L'attesa Matteo Cossu VC

C'erano una volta, nel regno del nero e del bianco, due popolazioni che si
dividevano, sia per numero che per potere, il regno.
I Pazienti e i Burloni -- così chiamerò queste due popolazioni-- erano da
sempre vissuti in quelle terre e avevano acquistato questi nomi per le loro
caratteristiche evidenti: i primi avevano la particolarità di essere
pazientissimi; in ogni occasione e luogo dimostravano il loro quieto vivere e
non si arrabbiavano mai; i burloni invece amavano fare scherzi e cercavano di
far perdere la pazienza agli opposti, si divertivano molto a provocarli ma non
riuscivano mai fin in fondo nell'intento perchè quegli altri, appunto, non si
arrabbiavano mai.
Il fatto che i Pazienti fossero troppo pazienti irritava molto i burloni che
spesso ricorrevano a scherzi crudeli per riuscire nell loro intento millenario e,
magari, provocare una breve guerra civile.
I Pazienti d'altra parte erano anche loro irritati dai burloni e avrebbero voluto,
nel fondo del loro cuore, anche loro combattere per vivere finalmente in pace
ma alla fine non potevano che pazientare e pensare una buona scusa per non
combattere.
A parte queste sottili divergenze i due popoli si completavano a vicenda, i
Burloni infatti avevano bisogno degli altri per fare scherzi mentre i Pazienti
evitavano la paranoia grazie alle burle di quei mattacchioni.
Ebbene, in questo regno degli opposti viveva Maria Pazientona, una giovane
Paziente sia di nome che di fatto, che non aveva entrami i genitori. Questi
erano morti di vecchiaia poichè per tutta la vita non erano riusciti ad avere
figli e avevano aspettato e aspettato finchè non era nata lei, in quel momento
però erano già talmente vecchi da avere ancora pochi anni da vivere,
abbastanza però per crescerla in moralità e carattere.
Accadde che la ragazza, ormai ventenne, si innamorò di un Burlone, che
ricambiava il suo amore.
Anche se contro le opinioni delle loro famiglie, i due giovani si sposarono e
comprarono una casa proggettando di avere dei figli.
La coppia sembrava procedere molto bene, poichè Maria aspettava senza
adirarsi il marito che ritornava tardi la notte, mentre quest'ultimo divertiva la
sua sposa con le battute migliori del momento, che raccoglieva dagli amici
Burloni durante le loro serate di divertimenti.
Dopo un pò di tempo lei rimase incinta e tutti aspettavano il bambino, alcuni
con pazienza altri invece con la goia e l'euforia più sfrenata.
Il pancione della donna cresceva e cresceva, e intanto passavano i mesi fino a
che si arrivò al nono, ma il bimbo non sembrava intenzionato a nascere, la
donna non aveva paura e poichè era molto paziente decise d'aspettare qualche
altro po'.
Un giorno però, un medico Paziente, avendo analizzato la situazione con molta
calma, aveva capito che il figlioletto era metà Paziente e metà Burlone e
perciò per scherzo aveva deciso di non nascere, e, sopratutto, non aveva fretta
di vedere la luce.
Ancora oggi su una lapide c'è scritto: “Qui giace Maria Pazientona, uccisa
dall'attesa.”