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PLASTIC FOOD PROJECT - LAND ART PER L'EMERGENZA RIFIUTI

...Trovai un giorno una balla di plastica; me ne innamorai, .. non esattamente come m'innamorai della balla di fieno su cui giocavo per i campi quando ero bambina, ma mi appassionai in quanto quell'ammasso di polimeri che premonivano il nostro imminente futuro traduceva il mio sentire e da allora porto sempre con me Plastic Food Project in ogni iniziativa a sfondo artistico ed ecologico che tratto sul web. Si tratta di Land Art, di installazioni, di soggetti e proposte artistiche a sfondo ecologico; si tratta di arte utile che richiama l'attenzione sull'emergenza ecologica toccando, nel suo percorso, altre leve fondamentali e problematiche fra quelle sociali e umane.

Il Progetto Plastic Food, che seguo da tempo insieme al suo ideatore Potsy, ha il magico potere di riuscire a coniugare l'arte con l'ecologia, con la psicologia del nostro tempo, con la comunicazione fra individui, con la salute di ogni organismo vivente e con il sociale, attraverso la totalità del suo messaggio di recupero e di tutela sia dell'ambiente che della nostra integrità di esseri viventi. E' questo un messaggio che ha l' aspetto esteriore di un'opera d'arte, l'interiorità di una necessità ed urgenza estrema che sconvolge i parametri odierni di psiche asservita alla produzione, una mente decisa che non transige più e che suggerisce rimedi concreti, ed una forza mistica che ci indica la via per la guarigione del pianeta. Plastic Food Project punta soprattutto ai giovani, ad un' educazione ecologica, alla necessità di porre rimedio alla situazione ambientale proponendo un'immediata riduzione di rifiuti in generale ed in particolare di un materiale che è stato fondamentale per la crescita umana ma che ormai ci sta piegando inesorabilmente; con la sua Land Art fatta di oggetti usati nella quotidianità e di balle di bottiglie di plastica pressate, ci mette di fronte a ciò che non vogliamo vedere, ci porta ad assistere all'immagine di noi stessi, soli di fronte a ciò che produciamo smisuratamente, ovvero i nostri rifiuti che ci osservano pericolosamente e in modo sinistro come in un circolo che si chiude verso la distruzione, come un'onda impossibile da trattenere. Comprese nel Progetto le sollecitazioni ad un'ingegnoso riciclo - come perseguito in altri stati del mondo, all'avviso sull' intossicazione di un certo tipo di oggetti importati, ad altre tematiche sempre inerenti al discorso ecologico ed alla

consapevolezza europea per una comunità fondata su basi costruttive volte al reale interesse pubblico.

Mi sono innamorata della balla di plastica, delle installazioni e Land Art di Potsy in quanto, come lui, sostengo che l'artista oggi abbia il DOVERE di PARTECIPARE alle enormi problematiche sociali ed ecologiche che ci sommergono, di denunciarle con i mezzi dell'arte, e di sottolineare le questioni più urgenti di questo tratto di storia per spiegarle, per diffonderle, per contribuire alla rieducazione ecologica e per poter “..ricollocare la speranza al centro della nostra quotidianità.“ L'artista, distaccandosi saltuariamente ma proficuamente da quell'individualismo creativo che lo chiude in un bozzolo splendido ma inerme, deve oggi essere parte attiva della società e ricoprire il ruolo di artista-cittadino del mondo. Sono per l'ARTE UTILE, assolutamente; sono per la semplicità, la natura, per le emozioni, i suoni, gli odori ed il calore di un mondo sano; quindi sono per Plastic Food che, con il suo impegno e con la sua Land Art, suggerisce ai produttori e ai consumatori una drastica riduzione di rifiuti; sono per Plastic Food Project che, esponendo in Italia e all'estero, in giardini e in vasti campi coltivati, come fra le strade e le case di paesi e cittadine, ha unito ed unirà molti artisti in questa nuova presa di coscienza, in questa spinta verso un'urgente educazione ecologica e verso quello che vorremmo fosse il riappropiriarci del nostro meraviglioso mondo. Plastic Food Project, con la sua determinazione e la sua attività nazionale ed estera sta diventando una "bomba" lanciata nel mondo a nostro favore ! Invito quindi ogni artista ad unirsi a P.F.P. o a seguire l'esempio di questo progetto utile alla comunità. Segnalo questa intervista a Potsy relativa al progetto, che trovo chiara , esaustiva e un miracolo di verità, come le sue installazioni di polimeri di vario genere di oggetti della quotidianità e come le balle di plastica sparse per gli enormi campi... Gabriella Mangini per Plastic Food Project
Il sito di Plastic Food Il documento pdf della mostra “Contaminazioni” Pagina Plastic Food Project su Facebook Ho ospitato nei miei siti e blog Plastic Food Project, in particolare in

“Arte Nascosta” con l'articolo “Potsy - L' Arte abbinata all' Ecologia e al Sociale - Plastic Food Project "

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