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Introduzione al diritto

Norme: sono strumenti di valutazione del comportamento, valutato giusto o ingiusto a seconda della sua conformit o difformit dalla norma che lo giustifica. Le regole e i principi configurano un insieme gerarchicamente e ordinatamente disposto, definibile: ordinamento giuridico per la sua funzione ordinatrice realt normativa per la sua natura sociale Giurisprudenza = scienza sociale Non si deve mai dimenticare la stretta correlazione tra diritto e societ. Il cambiamento della societ presuppone un cambiamento delle leggi e un cambiamento delle leggi presuppone un cambiamento della societ. La realizzazione della regola comporta: Sanzioni (negative) - risarcimento danni - esecuzione in forma specifica ( a posteriori si ordina che si +

_agisca secondo legge)

- clausola penale Sanzioni positive (benefici): vd leggi di incentivazione Il diritto positivo assolve a due funzioni: - conserva le situazioni presenti nella societ, conformando le proprie regole a quelle sociali preesistenti - trasforma lesistente modificando la societ La coercibilit non un carattere comune a tutte le regole, vd. il dovere di fedelt tra coniugi Diritto morale Il discorso giuridico il discorso morale condotto con particolari procedure e con finalit di regolazione dellintera societ in modo non soltanto persuasivo ma anche coattivo. Diritto e morale sono tra loro complementari. Linguaggio giuridico e linguaggio comune Non corrispondono sempre. Definizione legislativa: quella definizione espressa in una disposizione da interpretare in connessione con le altre specifiche Definizione dottrinale: precedenti alle leggi moderne sono la tradizione e la scienza giuridica, dalle quali appunto vengono tratte numerose e indispensabili definizioni dottrinali Disposizione, articolo, norma (regole e principi) Il diritto non li definisce, bens li presuppone. Disposizione: lo qualunque enunciato facente parte di un testo che fonte di diritto. Ha almeno un significato, ricostruito mediante interpretazione. Norma: la disposizione interpretata, proposizione prescrittiva con la quale si valuta una condotta Fattispecie astratta: la circostanza che la norma prevede come condizione per la sua applicabilit. Ad essa corrisponde una conseguenza prevista dalla norma. Fattispecie concreta: qualora in un caso concreto si riscontri la

presenza delle condizioni presentate in astratto da una norma, a seguito dellinterpretazione, allora a quel caso si applicano le conseguenze previste dalla norma per la fattispecie astratta. La fattispecie concreta rappresentata dal caso concreto in cui questo pu verificarsi Articolo: la partizione interna di una legge e serve unicamente allindividuazione degli enunciati di riferimento Comma: un capoverso dellarticolo possibile che una disposizione sia ricavabile dalla combinazione di pi articoli contenuti in leggi diverse. Regola: una norma che richiede un insieme sufficientemente specifico di comportamenti per la sua soddisfazione. Non detto che sia rispettata. Principio: una norma che impone la massima realizzazione di un valore. La fattispecie alla quale applicabile non definibile in astratto: infatti esso sempre applicabile a nuove fattispecie e non comprese in altre norme, quando la valutazione delle nuove fattispecie ricava soltanto senso mediante la realizzazione di quel valore che il principio afferma. Ogni regola riconducibile almeno ad un principio. La regola riguarda un comportamento e lo valuta; questo valutato positivamente, costituisce un modo di realizzare un principio. La regola quindi una scelta tra le molteplici opportunit di realizzazione di un principio. Il principio connette una serie di regole tra loro, ciascuna con un ruolo specifico nellattuazione del principio. Il principio cio unifica le regole nel comune riferimento ad un valore.

Norme derogabili e inderogabili, norme speciali, eccezionali e imperativa Norma derogabile: applicabile salvo che la volont dei privati non disponga diversamente, elaborando una regola diversa Norma inderogabile: la regola che valutata dallordinamento come lunica modalit di attuazione del corrispondente principio. Non lascia libert di scelta. Spetta al soggetto interessato chiedere al giudice di applicare le sanzioni previste Norma speciale: oltre alla particolarit della materia, caratteristica della norma eccezionale, contiene anche un contrasto con un principio. possono sempre essere applicate peranalogia Norma eccezionale: una regola non riconducibile in via immediata ad un principio, ma che invece costituisce una deviazione giustificata in quella particolare fattispecie dalla priorit di altre valutazioni. Solo a volte possono essere applicate per analogia Leccezionalit e la specialit di una norma non sono caratteristiche intrinseche delle norme stesse, ma dipendono dallordinamento giuridico in cui tali norme sono inserite. Norma imperativa: Si ha una norma imperativa, quando la legge stabilisce che le parti non possono derogare a quanto stabilito dalla legge. La sua violazione provoca la nullit dellatto, salvo diverse disposizioni. Ogni norma applicabile alle fattispecie concrete che rientrano nel suo ambito di valutazione, cio nella sua fattispecie astratta. Il diritto come sistema giuridico linsieme delle relazioni ordinate tra principi e regole. un sistema aperto, non cio un ordine immutabile di valutazioni, ma lordine che risulta dalla continua produzione legislativa, dalle applicazioni e interpretazioni del diritto vigente. Lunico limite dato dal rispetto delle regole sulla produzione

legislativa e dalla rigidit della Costituzione. La capacit di adeguarsi alla mutevole realt dipende s dalla rapidit e della qualit della produzione di regole legislative, ma soprattutto dal contenuto dei suoi principi. Infatti vi sempre un concorso di principi applicabili alla fattispecie concreta. In tal caso necessario bilanciare i principi tra loro individuandone le rispettive relazioni di preferenza e di compatibilit e trovare, come risultato di tale bilanciamento, la norma applicabile. Il criterio di bilanciamento la ragionevolezza della regola concreta applicata dopo il bilanciamento. Tale ragionevolezza trova il suo fondamento, allinterno dellordinamento giuridico vigente, nel valore della persona, tutelata da un principio corrispondente (2 cost.). Bilanciamento ragionevolezza valore della persona Altre volte poi vi un conflitto di regole, che nasce dalla contraddizione nellapplicazione di due o pi regole concorrenti. Per risolvere tali conflitti di regole (antinomie) esistono tre criteri: - gerarchico prevale la regola posta da una fonte di livello superiore - di specialit prevale la regola che disciplina ipotesi pi particolari - cronologico prevale la regola emanata per ultima I tre criteri possono a loro volta essere in conflitto; in tal caso quello gerarchico prevarr sui restanti due, quello di specialit su quello cronologico e quello cronologico sottostar ad entrambi.

Principi e clausole generali


Principi generali: esprimono i principi fondamentali della comunit Principi tecnici: rappresentano la costruzione concettuale di esigenze dettate dallopportunit pratica o dalla politica legislativa e la loro configurazione deve essere giustificatanellambito di principi generali Principi assoluti: (supremi, inviolabili, fondamentali) operano in concorso con altri principi, come fonte di legittimazione del criterio sulla base del quale si giustifica la gerarchia individuata nel bilanciamento Clausole generali: es, buon costume, ordine pubblico, buona fede. Sono frammenti vaghi di disposizioni dai quali si deve ancora ricavare un significato applicabile e, soltanto dopo aver risolto tale problema, la norma si pu dire individuata. Nella clausola generale incerto il parametro di valutazione poich la disposizione che contiene una clausola generale ha un carattere vago, che necessita di un ulteriore procedimento di attribuzione di significato reso possibile dal rinvio ai principi. Sono una tecnica legislativa di formulazione della norma che consente la continua specificazione delle molteplici possibilit di attuazione di un principio. Controllano cio la compatibilit tra principi e regole. Integrazione assiologica: linterpretazione di una norma secondo i valori dellordinamento; non solo le clausole generali ne hanno bisogno. La chiarezza infatti solo il risultato della interpretazione Diritto e potere

Il potere la capacit di persone o gruppi di influenzare stabilmente il comportamento umano. Chi tiene un comportamento conforme alle norme vigenti nella sua societ detentore di un potere: infatti nessuno pu ostacolarlo, n sanzionarlo. La norma attribuisce un potere. Daltra parte esiste anche chi ha potere di formulare le norme, dunque chi ha potere sulle norme, ovvero chi ha potere di distribuire potere. Affinch una comunit si costituisca in ordine politico, deve esserci un potere che si possa affermare come sovrano, s da non riconoscere altro potere al di sopra di s e da distribuire poteri settoriali e locali soltanto entro un ambito da esso delineato. Legalit e legittimit nello Stato sociale di diritto Legalit fedelt alla legge, rispetto della norma e dellordinamento giuridico che la comprende Legittimit giustificazione del potere, riconoscimento che la forza di cui esso dispone giusta e che lobbedienza nei suoi confronti doverosa. Il diritto stesso forma di legittimazione del potere. Stato di diritto: lespressione della autorit sovrana garante del principio delluguaglianza formale di tutti i cittadini nei suoi stessi riguardi. Stato in quanto potere dominato dal diritto ed di diritto in quanto mediante il diritto realizza lindirizzo di governo e garantisce la sicurezza della vita dei cittadini. Nello Stato di diritto la legittimit risolta soltanto nella legalit: il potere legittimo solo se le sue decisioni sono prese in conformit ad una procedura giuridica istituzionalizzata.

Stato sociale di diritto: rappresenta il tentativo di coniugare legalit e giustizia sociale. Non solo si richiede che lo stato non ostacoli la libert individuale, ma anche che la assicuri mediante proprie azioni. Per fare ci necessario che lo Stato affianchi accanto alle libert negative (limitazioni di sovranit dello Stato) anche libert positive (pretesa di una serie di prestazioni da parte dei poteri pubblici finalizzate a rimuovere gli ostacoli di natura economico-sociale che, limitando di fatto la libert e luguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e leffettiva partecipazione di tutti i lavoratori allorganizzazione politica, economica e sociale del Paese (3 cost.). Emergono cosi i diritti sociali: istruzione, salute,lavoro, ambiente. La legalit dello Stato sociale di diritto ha una propria legittimit, fondata su un sistema di valori, positivizzato nel supremo atto legislativo e fondativo del vigente ordinamento: la Costituzione repubblicana. La legittimit non assorbita nella legalit, ma la fonda. La legge non pi libera, non pu assumere qualsivoglia contenuto, deve bens essere in accordo con la Costituzione e con i suoi principi. La persona il valore fondamentale da attuare; la democrazia lo strumento per realizzare questo valore: la propriet, limpresa e il mercato sono garantiti ma subordinatamente alla persona.

Fonti del diritto


Sono fonti del diritto gli atti o i fatti considerati dallordinamento idonei a creare, modificare o estinguere norme giuridiche. Le fonti sono a loro volta indicate da altre norme. Ogni norma posta da una superiore: al vertice della gerarchia vi la Costituzione, la quale trova la sua legittimit nel suo stesso fondamento.

Al pluralismo di entit decentrate e autonome corrisponde un pluralismo delle fonti, ordinate nella seguente gerarchia: 1)fonti costituzionali (Costituzione e leggi costituzionali) 2)fonti comunitarie (atti normativi della U.E.) 3)fonti primarie (leggi ordinarie statali, decreti legisl. e decreti legge, regole parlamentari ecc..) 4)fonti secondarie (regolamenti amministrativi) 5)fonti terziarie (consuetudini e, secondo taluni, regolam. e statuti di condominio, impresa, assoc.) Lunica elencazione normativa delle fonti del diritto italiano contenuta nel Codice Civile del 1942 (1 disp. Prel), ma del tutto superata, considerando il semplice fatto che la Costituzione Repubblicana del 1948. La Costituzione rigida, ovvero non pu essere modificata con leggi ordinarie del Parlamento e la sua parte repubblicana non lo pu mai essere da nessuna maggioranza: le fonti primarie, poich sono subordinate alla Costituzione, devono avere un fondamento costituzionale. La Costituzione assegna in modo diretto e indiretto a ciascuna fonte a lei subordinata la propria funzione normativa, si dice perci che gode della competenza della competenza. La gerarchia indica la forza attiva (capacit normativa) e la forza passiva (capacit di resistere allabrogazione) della fonte. La Corte Costituzionale assicura il predominio della Costituzione sulle altre fonti: essa ha infatti il potere di rimuovere le norme che considera incostituzionali.

La legge appare dunque subordinata alla Costituzione. Al mero principio di legalit si sostituisce cosi quello di legalit costituzionale Identificazione delle fonti Per identificare le fonti si ricorre a due criteri: criterio formale: in questo caso la legge viene riconosciuta dalla sua denominazione ufficiale e dal suo processo di approvazione (es. l. n.392 del 1978) criterio sostanziale: si fa riferimento alla sostanza della legge (es. la legge sullaborto) Si insegna che le norme sono generali (perch riferite a una collettivit e non a un singolo) e astratte Tuttavia non tutte lo sono. Codice una fonte (del rango di legge ordinaria) contenente un insieme di proposizioni prescrittive raccolte in modo coerente e sistematico al fine di disciplinare in modo tendenzialmente completo un settore. In Italia abbiamo avuto il Codice Civile del 1865 e quello, ancora in vigore, del 1942. Il vigente Codice Civile pone al centro dellattenzione il produttivismo. Tuttavia esso va riletto alla luce della Costituzione repubblicana del 1948, in modo da rendere la produttivit subordinata ai diritti fondamentali della persona. A seguito del 1942 sono state emanate numerose altre leggi riguardanti tale settore, a tal punto da parlare di decodificazione. Tuttavia ci non comporta certo una perdita di unitariet dellordinamento, sempre

garantita dalla presenza della Costituzione. Fonti del diritto dellU.E. La Comunit europea, istituita con trattato internazionale tra Stati sovrani, reso esecutivo in Italia con la l. 14ottobre 1957n.1203, ha il compito di: istituire un unione economica e monetaria, oltre a un comune mercato promuovere uno sviluppo armonioso ed equilibrato delle attivit economiche proteggere lambiente e migliorarne la qualit Tutto questo soprattutto permettendo una pi libera circolazione di denaro persone e servizi, garantendo la libera concorrenza e instaurando politiche comuni nei settori dellagricoltura e dei trasporti. Si costituito cosi un ordinamento giuridico comunitario, il quale deve per sottostare alla legittimit e legalit nazionale. Si deve cio creare un ordinamento italocomunitario. Con il Trattato di Maastricht del 1992 e quello di Amsterdam del 1997 le competenze comunitarie sono state ampliate fino a comprendere anche numerosi aspetti non economici (quali ambiente sicurezza ecc). Si cercato di ridurre le tensioni tra Stati membri mediante il principio di sussidiariet: ovvero nelle materie di cui lU.E. non propriamente competente la Comunit non pu imporre agli Stati che non sono in grado di attuare i suoi obiettivi di attuarli a livello nazionale, ma deve cercare di attuarli a livello comunitario

aiutando in qualche modo tali Stati. Tra le fonti comunitarie vi sono: regolamenti: direttamente applicabili in ciascuno degli Stati membri, anche nei rapporti tra cittadini direttive: non direttamente applicabili. Richiedono che lo Stato le recepisca, e una volta recepite sono applicabili nei rapporti cittadino-Stato, ma non nei rapporti tra cittadini. Regolamenti e direttive sono gerarchicamente superiori alle fonti ordinarie interne, tuttavia sottostanno alla Costituzione italiana. Lintegrazione delle fonti nazionali e di quelle comunitarie ha portato alla costituzione di un ordinamento definibile italocomunitario delle fonti. Fonti internazionali Le consuetudini internazionali hanno rango superiore alle fonti primarie e assimilabile a quelle costituzionali, e si adeguano automaticamente in virt della 10 cost. . Le norme internazionali pattizie invece devono essere recepite mediante atto-fonte per essere applicabili su territorio nazionale. Questo avviene mediante emanazione di una norma che contenga i punti del Trattato. Se la norma differisce in qualcosa dal Trattato essa a prevalere. Leggi regionali e consuetudini (fonte-fatto) Le leggi regionali fanno parte delle leggi primarie. La consuetudine o uso normativo una fonte-fatto, priva di una

dichiarazione imputabile alla volont normativa di un soggetto determinato (fonte-atto) essa risulta da un comportamento reiterato e costante dei consociati, e deve essere tenuto nel convincimento della sua doverosit. una fonte terziaria, poich subordinata alla legge e ai regolamenti. Nelle materie regolate da leggi o regolamenti esse hanno efficacia solo se da essi richiamate (secundum legem). La tradizione ammette la consuetudine praeter legem nelle materie non coperte da fonti primarie o secondarie. Non valgono mai se sono contra legem. Fonti c.d. extra ordinem Sono le fonti la cui idoneit a produrre norme non stabilita da norme superiori: contratti collettivi di lavoro, accordi di collaborazione tra imprese ecc.. Accordi tra Governo e sindacati con o senza lulteriore partecipazione degli imprenditori. Authorities: la crisi dello Stato e i cambiamenti degli ultimi decenni hanno contribuito al loro proliferare. A queste sono affidate funzioni di garanzia e controllo in materie di particolare importanza per lo sviluppo dei rapporti giuridico-sociali: il mercato dei valori mobiliari (CONSOB), concorrenza tra imprese (autorit garante della concorrenza e del mercato), i mezzi di comunicazione di massa (garante per la radiodiffusione e leditoria) e molti altri. Esse emanano norme regolamentari inerenti le loro materie: danno vita a una normazione atipica che auspicabile rientri al pi presto negli alvei classici dello Stato.

Giurisprudenza e dottrina Il giudice sottoposto soltanto alla legge e la sentenza del giudice non legge. Linsieme delle decisioni costituirebbe il diritto vivente e al giudice non sarebbe consentito di deviare rispetto a decisioni prese da altri in passato. Soluzione inaccettabile. Il precedente dunque non fonte nel nostro sistema, a differenza di quello anglosassone.
(perch contengono una fattispecie astratta da applicare a innumerevoli fattispecie concrete).

Principi
Bench il diritto sia frazionato in molti settori esso non perde mai la sua unitariet. Il diritto non va dunque studiato per settori ma per problemi, sapendo che esistono principi fondamentali del complessivo sistema. Diritto civile La rigida distinzione tra diritto privato e diritto pubblico, secondo la quale luno disciplinerebbe gli interessi dei singoli individui e laltro quello della collettivit, oggi insostenibile. Oramai esistono associazioni private che tutelano interessi collettivi (partiti e sindacati) ed esistono casi in cui lo Stato assoggettato alle medesime norme previste per un privato (vd espropri o societ a partecipazione statale). In ogni settore convivono norme di diritto pubblico e privato. Propriamente sono di diritto privato le regole e i principi relativi alla disciplina del comportamento individuale riconducibili al principio di eguaglianza. Sono di diritto pubblico invece le norme che istituiscono una differenza tra soggetti comuni ed enti

investiti di autorit. Pi che diritto privato si deve quindi parlare di diritto civile, inteso come diritto dei cives, tutti uguali di fronte alla legge. Personalismo e solidarismo costituzionali La persona ha dignit in quanto in relazione diretta con lassoluto nel quale soltanto ha compimento. La Costituzione riconosce e garantisce i diritti inviolabili delluomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalit, e richiede ladempimento dei doveri inderogabili di solidariet politica, economica e sociale (2 cost.). Il principio di tutela della persona il supremo principio costituzionale, inseparabile da quello di solidarismo: la cura dellaltro fa parte del concetto di persona. Tutto in posizione servente rispetto alla persona. Democrazia Inseparabile dalla eguaglianza e dal valore della persona la democrazia, procedura di decisione che richiede un libero confronto di opinioni non sopprimibili (eguaglianza), tra le quali prevale la maggioranza sulla minoranza, senza per negare a questultima i suoi diritti insopprimibili (valore della persona). Principio della divisione dei poteri e principio di legalit Introdotta da Montesquieu. Per prevenire abusi di potere si ricorsi alla tripartizione dei tre principali poteri: legislativo: Parlamento

esecutivo: Governo giudiziario: Magistratura e giudici La Costituzione poi affida funzioni non riconducibili a questa tripartizione ad altri organi quali il Presidente della Repubblica, la Corte Costituzionale ecc.. La legalit fedelt alla legge e rispetto per le norme. Principio di eguaglianza Oltre alluguaglianza di sesso, razza, lingua, religione ecc.. (uguaglianza formale), lo Stato si impegna anche a rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che, limitando di fatto la libert e luguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e leffettiva partecipazione di tutti i lavoratori allorganizzazione politica, economica e sociale del Paese(uguaglianza sostanziale)(3 cost.). Eguaglianza Egualitarismo Non si prevede luguaglianza di tutti in tutto, a prescindere dai meriti personali; quel che si richiede che ogni disparit di trattamento sia giustificata come attuazione dei principi costituzionali. Funzione legislativa e giustizia costituzionale Democraticit, separazione dei poteri, eguaglianza, personalismo trovano il momento principale di svolgimento nellattivit legislativa del Parlamento. Irretroattivit: la legge idonea a regolamentare i rapporti giuridici venuti ad esistenza in un momento successivo a quello nel quale essa entrata in vigore. Essa regola di rango

costituzionale solo nella materia penale. Negli altri ambiti lirretroattivit un principio: le leggi retroattive sono legittime purch non contrastino con eguaglianza, ragionevolezza e legalit. Riserva di legge: la previsione implicita o esplicita nella Costituzione di materie che devono essere disciplinate soltanto con legge. Il Parlamento non pu rimandare la funzione legislativa a fonti secondarie, quali i regolamenti del potere esecutivo. Si distinguono in: riserve di legge assolute: impone al Parlamento di disciplinare la materia in dettaglio riserve di legge relative: il Parlamento deve regolare la disciplina di principio,lasciando a fonti secondarie quelle di dettaglio riserve di legge rinforzate: nel caso in cui la Costituzione suggerisca anche quali siano i contenuti di valore della legge. La riserva di legge garantisce il diritto fondamentale delle minoranze e il principio di legalit. La Corte costituzionale, a seguito di domanda di accertamento di costituzionalit di una legge, pu emettere sentenze di: inammissibilit: si dichiara semplicemente linammissibilit della questione e non si accerta nemmeno se vi sia costituzionalit o meno di rigetto: la Corte accerta linfondatezza della questione di

costituzionalit e la disposizione di legge resta in vigore di accoglimento: con sentenze di accoglimento, totale o parziale, la Corte elimina in tutto o in parte dallordinamento giuridico la legge impugnata, la quale cessa di avere efficacia dal giorno successivo alla pubblicazione della decisione interpretative di rigetto: si dichiara che la norma, quale risulta dallinterpretazione della Corte del testo x costituzionalmente legittima interpretative di accoglimento: si dichiara che la norma, quale risulta dallinterpretazione della Corte, incostituzionale additive: la Corte dichiara una legge incostituzionale per ci che non dice e non per ci che dice (ad es. quando un diritto deve essere esteso a pi categorie) Funzione legislativa e funzione di mercato Il potere economico diffuso su un mercato mondiale non controllabile dal potere politico nazionale. La funzione legislativa deve perci fare i conti con la funzione di mercato. Il mercato non una realt distinta dal diritto: esso categoria di diritto poich il diritto lo orienta secondo i suoi valori complessivi. Vi mercato se vi possibilit giuridica di commerciare un bene, se vi tutela contro linadempimento delle promesse di scambio contenute nei contratti, se vi protezione dal monopolio. La tutela del mercato in primo luogo regolamentazione giuridica della concorrenza (legislazione antitrust). I suoi fondamenti sono nella Costituzione: la libert di concorrenza implicita nella libert di iniziativa economica (41 cost.); non un fine, ma un mezzo per realizzare lutilit sociale e la partecipazione di tutti allorganizzazione del Paese. Il maggior sviluppo della tutela del mercato nelle fonti del diritto della

Comunit Europea, che vietano abusi e accordi impropri tra imprese operanti nei paesi membri.
Oggetto fatto ed effetto del rapporto giuridico

Il bene loggetto della situazione soggettiva; poich ogni situazione soggettiva inserita in un rapporto, il bene anche oggetto del rapporto. Ogni situazione ha un bene quale oggetto, e tale bene pu essere patrimoniale e non. Vi sono beni a godimento esclusivo e beni a godimento plurimo. Le norme giuridiche sono strumenti di valutazione del comportamento. Per formulare giudizi sul comportamento necessario impiegare concetti. Lanalisi e lelaborazione dei concetti prende il nome di dogmatica giuridica. Il concetto non vero o falso, ma utile o inutile, e la dogmatica una forma di conoscenza utile per lapplicazione delle norme. Concetti vari 1)Fatto: evento o stato valutato dalla norma. Pu essere: umano: detto atto giuridico naturale: eventi non ascrivibili a volont consapevole delluomo Effetto: conseguenza giuridica che si collega al fatto. Pu essere: costitutivo, se in conseguenza del fatto nasce un rapporto giuridico modificativo, se in .. si modifica un rapporto giuridico estintivo, se .. si estingue un rapporto giuridico Situazione soggettiva: ci che si costituisce o modifica; una delle parti del rapporto Rapporto giuridico: relazione tra due situazioni soggettive

correlate Titolarit: il legame tra soggetto (attivo o passivo) e situazione soggettiva La posizione di un soggetto davanti a una norma di potere o di dovere, intesi sempre in senso relativo e non assoluto. La norma valuta il comportamento umano; il comportamento umano sempre relazionale, dunque se un soggetto ha un potere, vi necessariamente anche chi ha un dovere che ad esso corrisponde (il concetto di situazione soggettiva inseparabile da quello di rapporto giuridico). Rilevanza: rilevante il fatto valutato da norme giuridiche Efficacia: efficace latto al quale sono collegabili effetti giuridici (nascita, modificazione ed estinzione di situazioni soggettive) Un fatto non pu essere efficace (giuridicamente) se non rilevante, ma non viceversa. Infatti un fatto pu essere rilevante ma non ancora (pienamente) efficace quando linteresse richiede unulteriore situazione per la sua attuazione. Atti giuridici 1)Gli atti giuridici (ovvero i fatti umani) si dividono in: - atti giuridici in senso stretto, in cui conta la volont e la consapevolezza dellatto, non lintenzione di produrre effetti giuridici. (es. la richiesta di pagamento da un creditore a un debitore atto giuridico in senso stretto in quanto i suoi effetti- vd.

Interessi- sono indipendenti dalla volont del soggetto) - negozi giuridici, in cui non vi solo la volont dellatto, (come negli atti giuridici in senso stretto) ma anche la volont di determinati effetti. I fatti umani sono manifestati mediante comportamenti dichiarativi (dichiarazioni) e comportamenti concludenti. Dichiarazione: latto comunicativo con il quale lagente trasmette un significato. Pu essere: di scienza: lautore comunica ci che sa di volont: lautore comunica ci che vuole Comportamento concludente: non intenzionalmente comunicativo; il significato si desume da un comportamento.

Liceit e meritevolezza Liceit: lecito ci che non illecito per lordinamento Illiceit: si definisce illecito qualunque fatto (atto) doloso (intenzionale) o colposo che cagiona ad altri danno ingiusto (2043 C.C.) Meritevolezza: per meritevolezza si intende meritevolezza di tutela, e dipende dalla valutazione di un atto

Struttura e funzione del fatto giuridico Per struttura di un fatto si intende il suo processo di formazione. Un fatto cos pu essere istantaneo, continuativo, periodico, unilaterale, bilaterale ecc.. Per funzione di un fatto si intende invece il significato normativo degli effetti. Per questo si dice che la struttura segue e non precede la funzione, perch per ottenere un determinato effetto giuridico necessario compiere determinati atti giuridici. Da questo si capisce perch una medesima funzione possa realizzarsi mediante pi strutture. Pertanto la struttura del negozio si dice che variabile in astratto, determinata in concreto. Gli effetti giuridici possono essere diretti o riflessi (se hanno la loro causa direttamente nel fatto, o se sono leffetto delleffetto) immediati o differiti. Gli effetti essenziali sono sempre diretti, ed a questi si deve guardare per la qualificazione della fattispecie.