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Calabria Agricoltura L’attività agricola coinvolge la maggior parte degli abitanti della Calabria, anche se si limita ai soli spazi

pianeggianti. Lungo le coste si sviluppano colture redditizie come le barbabietole da zucchero, tabacco, fiori, ortaggi, ulivi e arance. Tipica coltura di questa regione è il cedro e il bergamotto il quale viene esportato in tutto il mondo. Molto abbondante è anche la coltivazione di fichi e mandorli. Le zone collinari vengono coltivate a viti. La pastorizia è in declino, mentre fiorenti sono gli allevamenti di bovini. Sebbene la Calabria sia circondata dal mare, la pesca non è molto sviluppata. Tipica è la pesca del pescespada nelle zone vicino allo Stretto di Messina, Bagnara Calabra e Scilla. Nel settore primario, l'agricoltura è sviluppata soprattutto nella coltivazione di ulivi (la regione è al secondo posto in Italia per la produzione di olio, dopo la Puglia), di viti e di agrumi(uno di essi è il bergamotto che è alla base di molti profumi). Il principale mercato agricolo è Catanzaro sede del Comalca il principale mercato agro-alimentare della Calabria. Molto praticato anche l'allevamento soprattutto di ovini e caprini nelle aree dell'entroterra ed anche la pesca è discretamente sviluppata. Molti sono gli elementi che penalizzano la regione. Una morfologia che lascia ben poco spazio all’agricoltura e che rende disagevoli le comunicazioni e costosi i trasporti; una posizione geografica estrema, che raccorda la Calabria con due altre aree industrialmente deboli, la Sicilia e la Campania, dalle quali quindi non può essere incentivata; una storia che dall’epoca romana in poi è sempre stata caratterizzata da isolamento e da emarginazione, non risolti né dallo stato borbonico né dallo stato nazionale. Anche in epoca recente l’intervento pubblico ha mancato la realizzazione del “polo di svilippo” che doveva essere costituito dal centro siderurgico di Gioia Tauro, programmato per risolvere i problemi economici della regione sin dagli anni Settanta. Nel contempo si è avuta una forte emigrazione e via via hanno perso peso le attività tradizionali – l’agricoltura, la pastorizia, l’artigianato – senza che vi nascessero, per iniziativa locale o per intervento esterno, imprese industriali. Il numero degli addetti (16%) è il triplo della media nazionale; in termini di reddito prodotto, i valori medi restano molto bassi. Tuttavia, a partire dagli anni Cinquanta del Novecento, varie pianure costiere sono state bonificate, soprattutto sullo Ionio, mentre grandi opere idrauliche hanno permesso l’irrigazione di vasti comprensori (nelle valli del Crati e del Coscile, ad esempio); i buoni terreni sono tuttavia ancora scarsi e in più sono variamente dislocati nel territorio, mal collegati dalle strade rurali, se non del tutto isolati tra di loro. Tra le altre principali cause dei perduranti ritardi nel settore agricolo si annoverano la scarsità di capitali e l’eccessiva frammentazione dei fondi agrari (in genere misurano pochi ettari), fattori che non permettono di razionalizzare le colture, di avviare una diffusa commercializzazione o di sostenere un’adeguata attività di trasformazione manifatturiera. Alla cerealicoltura estensiva si accompagna l’orticoltura (patate, finocchi, melanzane ecc.). La Calabria è la seconda produttrice in Italia di agrumi (dopo la Sicilia; in particolare ha il primato per le clementine, i cedri e i bergamotti) e di olive (dopo la Puglia); più ridotta è la viticoltura, che fornisce uve da tavola e anche vini di qualità, tra cui ad esempio il Cirò Cospicue restano le risorse forestali: l’utilizzo delle aree boschive è affidato a un’apposita azienda, la Forestale appunto, che ha funzionato spesso da serbatoio di manodopera in una regione a forte disoccupazione. Benché depauperati, i boschi della Calabria forniscono buoni quantitativi di legname e altri prodotti. L’allevamento si basa sugli ovini e sui caprini, ma è poco sviluppato, così come la pesca, fatto abbastanza strano per una regione cui lo sviluppo costiero assegnerebbe in teoria una vocazione marittima; tipica è la pesca del pesce spada.

Vegetazione Le differenti condizioni climatiche della regione favoriscono anche una diversa vegetazione da zona a zona. Dal livello del mare fino ai 600 metri (piano mediterraneo) predomina la macchia mediterranea conulivi, lecci e altre piante tipiche del clima mediterraneo. Dai 700 metri fino ai 1000 metri (piano della bassa montagna appenninica), invece, cresce una vegetazione di transizione: castagni e altre quercehanno la loro dominanza. Dai 1000 metri in su (piano montano) dominano le specie tipiche del clima di montagna, composte da faggio, abete bianco, dai pini e dai larici. Sulle Serre calabresi il piano montano inizia, in alcuni punti, anche a 800 metri. Come non citare il famoso "pino loricato" (Pinus heldreichii), simbolo indiscusso del Parco Nazionale del Pollino. Questa antica reliquia vive solo sul Pollino, mentre fuori dal território italiano lo si trova sui Balcani.

Biondo tardivo di Trebbisacce
Frutta fresca – arancia

Amarene sciroppate
Sciroppati

Castagne al mosto cotto
Conserve Sciroppate

Castagne di Calabria
Frutta secca
E' la varietà più diffusa sul territorio Calabrese.

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