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Valter Giraudo Barbara Miele Manuel Pitton

DAL FOGLIO BIANCO AL BESTSELLER

Consigli pratici per aspiranti scrittori

Edizioni Miele

ISBN 978-88-6332-148-7

I - Introduzione: Cos’è l’Arte?
Chiedersi cos'è l'arte è come chiedersi cos'è la vita, tanto grande è l'estensione concettuale e pratica delle attività umane che opera sotto la denominazione di “attività artistica”. Oggi, in quest'epoca super tecnologica, spiegare cosa sia l'arte è ancora più difficile. Allora appare opportuno puntare l'attenzione sul risultato di tali attività, cioè sul prodotto artistico: esso scaturisce dall'attività di un creatore, l'artista, il quale lo sottopone poi al giudizio di fruitori che attribuiscono giudizi di valore a tale prodotto. I prodotti artistici nascono per sopravvivere al loro creatore e in essi si racchiudono valori spirituali eterni, derivati dall’esperienza personale dell'artista circa la realtà sociale in cui vive o è vissuto o vivrà. Le opere d'arte, quindi, hanno l'importante compito di essere una fonte comunicativa di testimonianza di valori che da temporali divengono eterni. Tenendo conto che l'arte non riguarda solo la sfera prettamente culturale, ma convive con ciascuno di noi nel quotidiano (vedi i nostri vestiti, gli oggetti di cui ci serviamo per mangiare, per lavorare, ecc.) un qualsiasi tentativo di definizione è quasi impossibile dal momento che sono numerose le scienze umane che hanno per oggetto
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di studio questa attività (storia dell'arte, psicologia, sociologia, estetica, antropologia, ecc.). Il prodotto artistico scaturisce da un atto creativo dell'artista, colui che da antico artigiano a genio per antonomasia ha attraversato, nella storia, tutti i ceti sociali. Questo percorso storico ha permesso la nascita di molti "topos" sulla figura del creativo, di colui che possiede quella strana e innata capacità di generare dal niente un "oggetto" che prima non esisteva e ora c’è, frutto di una sua idea nata in qualche meandro oscuro e misterioso della sua mente. La nascita dell'arte determina la nascita culturale dell'uomo, a sua volta costruito dalla sua stessa cultura entro un processo dinamico che conduce sino a noi percorrendo una esperienza di vita antica, ma sempre nuova e rinnovabile ove l'arte si pone come una caratteristica intrinseca universale della specie umana. Il prodotto artistico nasce quindi da un atto creativo, che implica sempre il concetto sovversivo di "creatività". La parola creatività include sempre il carattere di imprevedibilità, cioè un processo di pensiero che sfugge totalmente alle leggi deterministiche e influenza il concetto del "bello" moderno: bello è ciò che è spontaneo, originale e genera risposte individuali. Quando al frutto di questo atto creativo vengono attribuiti anche giudizi di valore esso diventa arte. Arte, come detto, non è solo cultura, ma anche
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cultura. Arte è anche saper esprimere il proprio pensiero e le proprie idee in modo personale e creativo per rendere fruibile alla moltitudine il messaggio del singolo. Ed è così che nasce il libro come Opera d'Arte, come cimelio da custodire gelosamente tra gli scaffali della propria libreria. Questo scritto vuole essere una piccola guida per carpire i segreti che si celano dietro la realizzazione di una Opera d'Arte Letteraria, dando un valido spunto di riflessione agli aspiranti scrittori, svelando i segreti che si celano dietro le quinte del mondo editoriale.

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II - Scrivere un libro: come iniziare
Mettiamocelo bene in testa: scrivere un libro non è una cosa facile e, soprattutto, non è una cosa per tutti. Dar vita propria a dei personaggi, esporre in maniera appropriata e dettagliata una tesi, scrivere una poesia che smuova animi e coscienze non è esattamente come comporre i temini del liceo fatti nei compiti in classe! Scrivere, e soprattutto fare della propria scrittura un successo, non è cosa semplice e dipende da numerosissime variabili. Ad ogni modo i fattori principali per migliorarsi – perché ci si può sempre migliorare – sono la lettura e l'uso della grammatica: la prima ci mette sotto gli occhi un discorso nel suo svolgersi, arricchendo la nostra conoscenza della lingua, offrendoci esempi e spunti di riflessione sempre nuovi; la seconda ci insegna le regole da rispettare e, di conseguenza, gli errori che andrebbero evitati. Ad ogni modo non esiste un modo giusto o sbagliato per scrivere un libro, esistono invece diverse, personalissime sfumature, stili, linguaggi, e punti di vista differenti (di cui a volte è difficile verificare l'efficacia in modo assoluto). Ma, non dimentichiamocelo, stiamo dando vita ad un Opera d'Arte: ogni modo, ogni stile, ogni accorgimento è lecito. È tuttavia indispensabile seguire delle piccole
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regole che, come in tutte le cose, ci forniscono la direzione che sarebbe opportuno seguire. È importante che chiunque decida di cimentarsi con la scrittura di un Opera letteraria tanga bene a mente che ogni genere letterario richiede delle proprie specifiche, che lo differenziano dagli altri e che bisogna tenere sempre presente per dare alla nostra idea una forma appropriata. Cominciamo quindi con il genere letterario di maggior successo: la narrativa. LA NARRATIVA Prima regola: soltanto se riuscirete ad essere cre-dibili avrete l’attenzione del lettore. Ecco perché è fondamentale avere una buona idea di partenza che esuli dai vostri sentimenti personali nudi e crudi. Quando iniziamo a leggere un libro decidiamo di credere a ciò che scrive lo scrittore. Questo si verifica anche se si dovessero trattare temi mitologici o di vicende totalmente fantastiche. Basta saper usare bene le parole e raccontare la storia come si deve in modo che possa essere toccato l’animo del lettore. Un lettore continua a leggere se si sente coinvolto, se avverte la sensazione di “vivere” ciò che legge. Ovviamente, non copiate le storie già scritte, è un reato! Plasmate, piuttosto, la vostra idea in modo totalmente nuovo facendo rivivere in maniera appropriata la vostra idea sulle pagine del vostro libro.
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Potrebbe esservi utile seguire delle linee guida che potranno esservi d’aiuto alla stesura del vostro libro.

Il narratore. Una volta che si ha ben chiara l'idea di partenza nella propria testa bisogna decidere come raccontare la nostra storia. Noi che scriviamo vogliamo essere interni alla vicenda (e quindi scrivere e vivere in prima persona la storia che ci apprestiamo a esporre) oppure preferiamo raccontarla dall'esterno? Si tratta di una scelta fondamentale che comporta delle conseguenze sul modo di raccontare l'intera storia. Scrivere come narratore esterno, infatti, ci permette di far capire al lettore che conosciamo per intero la vicenda che stiamo raccontando, che siamo cioè un narratore onnisciente, e quindi di esporre i fatti come già accaduti nel passato, con riferimenti più espliciti sulla conclusione della storia anche nel corso della narrazione stessa. Narrare invece i fatti in prima persona, trasformando così il narratore in un personaggio attivo della storia, rende più difficile poter spiegare in maniera limpida la psicologia degli altri personaggi e obbliga a rimanere vaghi sulla vicenda che si sta narrando (un personaggio infatti non può conoscere in anticipo lo sviluppo della trama, ma la vive “sulla sua pelle” pagina dopo pagina). Entrambe le tipologie hanno i loro pro e i loro contro: una narrazione esterna estranea un po' il lettore dalla vicenda mettendolo nella posizione
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dell'osservatore super partes, ma permette allo scrittore di “sbrigliare la matassa” più facilmente; una narrazione interna invece coinvolge in maniera maggiore chi legge, ma nel corso dello sviluppo della storia potrebbe creare delle difficoltà nell'esporre in maniera credibile la vicenda, causando anche dei “blocchi dello scrittore” che potrebbero rallentare il vostro lavoro. È una scelta delicata da ponderare con attenzione. Valutate bene la vostra abilità di scrittori e considerate con attenzione il vostro reale (o meno) coinvolgimento nella storia che vi apprestate a raccontare, perché da questa, apparentemente piccola decisione, dipende l'intero sviluppo della narrazione. Personaggi e trama. Il tema dei personaggi è molto delicato per la buona riuscita di un'Opera di narrativa (romanzo, racconto o favola che sia) e richiede particolare attenzione. Lo scrittore diventa, in un certo senso, una divinità per i personaggi che crea, una sorta di burattinaio che muove i fili delle sue marionette. Se questi non sono ben costruiti la storia potrebbe non reggere. Innanzitutto dobbiamo precisare che ci sono diversi “gradi” di personaggi e che ognuno di essi ricopre un ruolo specifico all'interno della narrazione. Per prima cosa, è bene partire da un protagonista, ovvero colui che sarà spinto ad operare in un certo modo, facendo delle scelte, apportando dei cambiamenti all’ambiente che lo
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circonda per poi ristabilire l’ordine. Questa è la catarsi che ci si aspetta di trovare in un libro ovvero gli elementi imprevisti con cui il protagonista dovrà confrontarsi. Oltre al personaggio principale, come abbiamo detto poco sopra, è importante intessere intorno al protagonista una rete di personaggi secondari e terziari, a seconda del grado di importanza che occupano nella nostra storia, fino alle semplici comparse. Ogni personaggio, poi, ricopre un ruolo diverso all'interno della storia: si passa dall'antagonista, personaggio di rilevanza pari a quella del protagonista e che, spesso, è il primo motore di un cambiamento di rotta all'interno del racconto, il motivo principale che porterà il vostro personaggio principale a cambiare direzione e a compiere nove scelte, fino ad arrivare alla guida che collabora per la buona realizzazione dei propositi del protagonista e così via fino ai personaggi minori. Inoltre, va ricordato che un personaggio non deve essere esclusivamente una persona fisica, un Essere Umano; potrebbe tranquillamente trattarsi di un animale o un essere fantastico o mitologico. Ciò dipende dal tipo di tema storia che decidete di raccontare. A supporto di questi elementi agisce la trama. I personaggi vivranno delle situazioni e delle avventure che rappresentano anche il tema principale del vostro racconto, all'interno del quale è indispensabile far capire al lettore che protagonisti e
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personaggi minori si muovono agilmente cercando di raffigurare un mondo il più verosimile possibile per quanto a se stante o fantastico sia. Non tutte le Opere di narrativa, però, rispettano questo canone. Se vi trovate a scrivere un libro per la prima volta, però, potrebbe essere utile seguirlo in quanto rappresenta una struttura solida che non infrangerà le aspettative dei lettori. Una volta individuata la trama ed i personaggi dovete fare in modo che il tutto risulti credibile. È importante non tralasciare i dettagli e raccontarli con cura: sono proprio questi a rendere più coinvolgente un racconto, ma è anche indispensabile che tutto sia coerente, coeso e ben amalgamato. Creare uno scritto coerente e coeso significa analizzare l'idea di partenza evidenziando con chiarezza i singoli legami logici che uniscono i vari argomenti ad essa connessi, evitando di saltare “di Paolo in Frasca”, con il conseguente rischio di creare ambiguità e contraddizioni. Tenete sempre presente i legami di causa-effetto, contestualizzate il quadro storico, sociale e culturale in cui svilupperete la vostra storia, stabilendo, a livello stilistico, una rete di collegamenti e rimandi linguistici in modo da sottolineare ed evidenziare i singoli passaggi logici. Prima di far prendere delle decisioni al vostro personaggio dovete avere ben chiare le idee nella vostra testa. Questo vi eviterà inutili blocchi dello scrittore che vi impediranno di andare avanti con la narrazione. Dovete conoscere alla perfezione il
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vostro personaggio per farlo muovere nel testo. È a lui che i lettori dovranno credere. Se non gli credono vuol dire che il personaggio o la vicenda non sono stati costruiti in modo credibile. Ricordate che sono i lettori a muovere il mercato, ma questo non significa che dovete scrivere quello che il lettore vuole leggere solo per compiacerlo! Ogni Opera d'Arte è frutto dell'ingegno del proprio creatore perciò non abbiate paura di affrontare temi ostici o “poco commerciali” se è quello che intendete fare.

Lo schema narrativo. Il primo punto da affrontare è sicuramente la scelta del personaggio principale del vostro romanzo. Questa non è sicuramente una scelta facile in quanto è fondamentale creare un protagonista “accattivante” e non di certo banale. Dopo aver scelto con cura il vostro protagonista, è importante concentrarsi sui personaggi “secondari” che devono fare da “spalla” al protagonista senza però oscurarlo. Per sicurezza, è utile creare un vero e proprio “schemino” scritto con nomi, caratteristiche (es. alto o basso, magro o robusto, cosa fa nella vita, chi è, cosa gli piace, ecc. ecc.) e ruolo. Fatto questo, potete tranquillamente procedere con la stesura del vostro racconto sviluppando le azioni svolte dal vostro protagonista. Per non trovarsi ad un punto morto o per evitare ripetizioni, può essere importante progettare a priori lo schema del vostro racconto.
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