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LORDINAMENTO GIURIDICO

un sistema di regole per la soluzione di conflitti tra gli uomini Principi: Astrattezza e Generalit a. Garantisce imparzialit e ugualianza del trattamento Certezza a. Garantisce la stabilit del diritto Coercibilit a. capace di imporre losservanza delle regole attraverso sanzioni e organi di controllo Divieto dellautotutela a. Impedisce luso della violenza per risolvere i conflitti Flessibilit a. Garantisce adattabilit al contesto attraverso le clausole generali di buona fede, buon costume, diligenza, giusta causa

LE FONTI DEL DIRITTO


1. 2. 3. 4. 5. 6. 7. 8. Il Trattato sul funzionamento dellunione europea e il trattato dellunione europea La costituzione e le leggi costituzionali I regolamenti comunitari Le leggi ordinarie Le direttive comunitarie(qualora fossero convertite in leggi ordinarie) Leggi regionali I regolamenti Usi e consuetudini

LE PERSONE FISICHE, LA CAPACIT GIURIDICA E LA CAPACIT DI AGIRE


Capacit Giuridica lattititudine delluomo ad essere titolare di diritti e doveri. Quando si acquista? Alla nascita con la prima respirazione Quando si perde? Alla morte irreversibile. uguale per tutti? No, alcune categorie hanno capacit giuridiche diverse limitate.

Capacit di Agire

la capacit di disporre dei propri diritti e di assumere i propri impegni, di concludere negozi e contratti. Presuppone che il soggetto abbia la capacit di intendere e di volere.

Incapaci LEGALI L'incapacit legale non coincide necessariamente con l'incapacit naturale di intendere e di volere, solo una convenzione. Interdetti (dalla giustizia) Minori di anni 18

I negozi e i contratti conclusi da soggetti incapaci legali sono dunque sempre annullabili (tranne il caso che il minore abbia occultato con raggiri la sua minore et), entro 5 anni dalla conclusione del contratto, su richiesta del tutore o del curatore del soggetto, del genitore, o del minorenne divenuto maggiorenne. Matrimonio, testamento e donazione sono SEMPRE ANNULLABILI per capacit di intendere e di volere di chi li fa.

Incapaci RELATIVI Possono soltanto provvedere ad atti di ordinaria amministrazione Inabilitati (dalla giustizia)

LE PERSONE GIURIDICHE E LAUTONOMIA PATRIMONIALE Le persone giuridiche sono tutti quegli enti che vengono considerati dal diritto come soggetti di diritti e obblighi. Differenza tra persone fisiche e persone giuridiche: le persone giuridiche hanno un patrimonio destinato ad un determinato scopo distinto dal patrimonio di qualsiasi persona fisica e sottoposto a vicende autonome. Autonomia del patrimonio Il patrimonio di una persona giuridica autonomo nella misura in cui esso insensibile ai debiti personali del partecipante alla persona giuridica e che i soggetti partecipanti non rischiano se non quanto conferito. E importante tenere presente la differenza tra comunione e societ. La comunione, e cio la compropriet o la contitolarit tra pi soggetti di un medesimo diritto, non caratterizzata da nessuna autonomia patrimoniale.

La societ sono soggetti distinti dai soci, titolari di un proprio patrimonio, che non pu essere considerato patrimonio comune dei soci. Alcuni enti hanno una autonomia patrimoniale imperfetta: il loro patrimonio non del tutto insensibile alle vicende patrimoniali dei singoli partecipanti e viceversa. Ogni persona giuridica caratterizzata da: - un patrimonio destinato ad uno scopo; - un organo amministrativo (individuale o collegiale). Tipologie di enti: -Scopo di interesse generale esterno alle persone di cui composto: istituzioni -Scopo di interesse specifico e interno allazienda: corporazioni (vi sempre un organo amministrativo assembleare). Si dividono in: -Associazioni (scopo non lucrativo) -Societ (scopo lucrativo) I DIRITTI PATRIMONIALI E I BENI I diritti patrimoniali sono: i diritti reali, ossia il diritto di trarre da una cosa le sue utilit economiche legalmente garantite o alcune di esse; il diritto di credito, il quale attribuisce ad un soggetto (creditore) la pretesa di esigere una prestazione (e dunque un comportamento attivo o omissivo) da una o pi persone determinate (debitore); i diritti sulle opere dellingegno (diritto dautore, brevetti per invenzioni) e i diritti sui segni distintivi (marchio), che vengono chiamati beni immateriali: si parla in proposito di propriet letteraria e artistica e di propriet industriale.
IL CONCETTO DI BENE

Quindi sono beni, per il codice civile italiano, soltanto le cose che possono formare oggetto di diritti (art. 810). La nozione giuridica di bene , in questo modo, strettamente connessa con il concetto di propriet: sono beni le cose che luomo ha interesse a fare proprie, a fare oggetto di un proprio diritto, che escluda gli altri dalla loro utilizzazione. Per lart. 810 sono beni le cose. Non ogni entit suscettibile di formare oggetto di diritto dunque, ma solo gli oggetti materiali o corporali. Sono beni, e in particolare beni mobili, le energie naturali, se hanno un valore economico (art. 814), il che vale a dire che esse sono beni se rese attive dalluomo e oggetto di scambio (come, ad esempio, lenergia elettrica). A questi beni, che sono trovati dal diritto, si aggiungono altri beni che sono creati dal diritto, come i titoli di credito (cambiale, assegno, le azioni di societ), ossia documenti cartacei che incorporano diritti di credito, circolando come circolano i beni mobili.

CLASSIFICAZIONI DEI BENI La nozione di bene in senso giuridico pu essere distinta in differenti categorie, rilevanti per le diverse conseguenze che ad esse ricollega il diritto. Occorre anzitutto distinguere tra beni immobili, beni mobili e beni mobili registrati.

Beni immobili: sono il suolo (comprese -le sorgenti e i corsi dacqua), gli alberi, gli edifici e le altre costruzioni naturalmente o artificialmente incorporate al suolo.

I trasferimenti (o la costituzione o la modificazione) di diritti reali su beni immobili sono soggetti a pubblicit immobiliare, devono cio essere trascritti (o iscritti, come nel caso dellipoteca) nel registro dei beni immobili.

Beni mobili: sono tutti i beni diversi dai beni I contratti di trasferimento di beni mobili non immobili (art. 812, 3 comma, c.c.). necessitano di forme particolari (salvo il caso della donazione di beni di non modico valore, che necessita della forma solenne). Beni mobili registrati: sono beni mobili iscritti in pubblici registri, soggetti ad una particolare disciplina, in parte simile (per quanto riguarda la legge di circolazione) a quella dei beni immobili, ma per ci che non dispongano le norme che li riguardano, essi sono sottoposti alle norme proprie dei beni mobili (art. 815 c.c.). Rientrano in questa categoria autoveicoli, navi, aeromobili. I trasferimenti o la costituzione o la modificazione di diritti reali su beni mobili soggetti a registrazioni (navi e galleggianti, aeromobili, autoveicoli), devono cio essere trascritti (o iscritti, come nel caso dellipoteca) nellapposito registro (il PRA, per le autovetture). Non si applica ai beni mobili registrati la regola possesso vale titolo di cui agli artt. 1153 e 1155 c.c.

Luniversalit di mobili una pluralit di cose appartenenti ad una stessa persona (o a pi persone in comunione) ed aventi, per volont del proprietario, una destinazione unitaria: ad esempio, un magazzino di merci, i quadri di una pinacoteca, una biblioteca, una collezione, un gregge, una mandria. Essendo insieme, hanno pi valore rispetto al singolo oggetto. I beni mobili si differenziano, a loro volta, in: Cose fungibili o cose di genere: sono quelle cose che possono sostituirsi indifferentemente le une alle altre, perch uguali quantit di cose dello stesso genere sono equivalenti ai fini dellutilizzazione. Il venditore di cose fungibili non obbligato a consegnare esemplari determinati, ma si libera (adempie) trasferendo esemplari qualsiasi appartenenti al genere richiesto, purch di qualit non inferiore alla media: art. 1178 c.c. La propriet di un bene fungibile passa in capo allacquirente non nel momento in cui il contratto concluso, ma nel momento in cui il bene viene individuato per accordo tra le parti o con la consegna al vettore: art. 1378 c.c.. Se la cosa oggetto di vendita una cosa fungibile la quale, prima di essere individuata o consegnata, perisce anche per causa non imputabile al venditore, questi comunque tenuto ad adempiere

Ad esempio: i prodotti agricoli; i prodotti delle miniere; i generi alimentari; i prodotti industriali di serie nuovi; il denaro. -

trasferendo e consegnando il bene oggetto di vendita (res perit domino: art. 1465 c.c.). Se una cosa viene illecitamente distrutta, il risarcimento in forma specifica possibile se si tratta di cosa fungibile, se la cosa infungibile il risarcimento avviene per equivalente. Solo cose fungibili possono essere oggetto del contratto di mutuo (art. 1813 c.c.). Cose infungibili: sono - Il venditore di un bene infungibile si libera della sua prestazione tutti i beni prodotti in (adempie al contratto) consegnando la cosa nello stato in cui si trovava esemplari unici, gli al momento della vendita (art. 1477 c.c.). immobili, i prodotti Se il bene oggetto della vendita determinato (e lo se si tratta di un industriali non nuovi, bene infungibile gi esistente), e questo perisce per una causa non ogni bene che non pu imputabile al venditore anche prima di essere consegnato allacquirente, essere sostituito da lacquirente deve comunque pagare il prezzo (perch era gi divenuto altro equivalente per il proprietario del bene al momento della conclusione del contratto) e suo utilizzatore. subisce il rischio del perimento del bene (res perit domino: art. 1465 c.c.). Le pertinenze sono le cose destinate in modo durevole al servizio o allornamento di unaltra cosa da parte del proprietario di questultima. Sono cose accessorie rispetto ad una cosa principale (esempio: il garage e la cantina sono pertinenze di una casa; la scialuppa di salvataggio pertinenza di una nave). Salvo che nel contratto non sia previsto diversamente, la pertinenza si trasferisce insieme alla cosa principale (art. 818 c.c.). La pertinenza pu formare oggetto di atti di trasferimento o di rapporti giuridici separati rispetto al bene principale (ad esempio: il proprietario della casa pu dare in locazione o vendere il solo garage). I frutti sono beni prodotti da altri beni (artt. 820-821 c.c.). Si distinguono in: - frutti naturali (i prodotti dellagricoltura, dellallevamento, delle cave e miniere). Finch non avviene la separazione, fanno parte della cosa, ma il proprietario pu venderli come cosa futura; appartengono al proprietario della cosa che li produce, salvo che il proprietario li attribuisca ad altri (in questo caso diventano di propriet del terzo quando sono separati dalla cosa che li produce); - frutti civili (il corrispettivo che il proprietario trae dalla cosa quando ne concede il godimento ad altri: gli interessi su somme concesse a mutuo, il canone di locazione o di affitto) MODI DI ACQUISTO DELLA PROPRIET E DEGLI ALTRI DIRITTI PATRIMONIALI I diritti della persona sono intrasmissibili.I diritti che si possono acquistare sono dunque solo quelli patrimoniali: diritti reali e diritti di credito. La propriet si pu acquistare solo nei modi previsti dalla legge: il principio della tassativit dei modi di acquisto della propriet. I modi di acquisto della propriet si distinguono in modi di acquisto a titolo derivativo e modi di acquisto a titolo originario. Modi di acquisto a titolo derivativo.

Presuppongono la precedente titolarit del bene in capo ad un soggetto, detto alienante o dante causa e la sua trasmissione allacquirente o avente causa. Questi succede al precedente titolare e il diritto gli spetta come e in quanto spettava al suo dante causa. L'acquisto, in questo caso, si sostanzia in un vero e proprio fenomeno successorio che, proprio per le sue caratteristiche, fa subentrare il nuovo proprietario nella medesima situazione di diritto del dante causa. I modi di acquisto a titolo derivativo sono il contratto (vendita, permuta, donazione) e le successioni a causa di morte (eredit o legato).

Modi di acquisto a titolo originario. Si verificano quando il diritto non viene trasmesso (non deriva) da unaltra persona che ne sia titolare, e comunque quando si acquista la propriet a prescindere dalla precedente (eventuale) titolarit del diritto in capo ad un altro soggetto. Conseguenza dellacquisto a titolo originario che la propriet si acquista libera da ogni diritto altrui che avesse gravato il precedente proprietario. Lacquisto a titolo originario estingue dunque i diritti reali e le garanzie reali in precedenza costituiti sulla cosa. Acquisto dei diritti di credito Anche i diritti di credito si possono acquistare a titolo derivativo o a titolo originario. Nel primo caso (es., la cessione del credito), il diritto viene trasferito con contratto o altro negozio da un dante causa (cedente) allavente causa (cessionario) e il credito diventa del cessionario se e in quanto il dante causa fosse titolare del diritto. Il credito ceduto assistito dalle stesse garanzie e privilegi o limitato dagli stessi vincoli o diritti altrui che gravavano sul cedente anche quando diventa di titolarit del cessionario: artt. 1260 1267 ss. c.c. Nel secondo caso (es., circolazione dei titoli di credito), lacquirente del diritto diventa proprietario anche se chi lo ha trasferito non era titolare del diritto e le eccezioni opponibili da terzi al dante causa non sono opponibili allavente causa: artt. 1992 ss. c.c. LE OBBLIGAZIONI (artt. 1173 1320 c.c.) Fonti e caratteri generali. Adempimento ed altre cause di estinzione. L'obbligazione, o rapporto obbligatorio, un vincolo giuridico (o rapporto giuridico), in forza del quale un soggetto, detto debitore, tenuto ad una determinata prestazione patrimoniale nei confronti di un'altra persona, detta creditore. I soggetti del rapporto obbligatorio sono i titolari delle rispettive posizioni di debito e di credito, e precisamente: il debitore quale soggetto tenuto all'adempimento della prestazione dedotta in obbligazione il creditore quale soggetto nei cui confronti il debitore obbligato: il creditore ha in diritto di credito verso il debitore, che si sostanzia nella pretesa di esigere la prestazione dal debitore (il diritto di credito un diritto relativo di contenuto patrimoniale) Le fonti delle obbligazioni sono:

- il contratto - i fatti illeciti - ogni altro atto o fatto idoneo a produrle in conformit allordinamento giuridico (promesse unilaterali e titoli di credito, gestione di affari altrui, pagamento dellindebito, arricchimento senza causa, e tutti i casi previsti nella legge di indennizzi o pagamenti). La prestazione dovuta pu essere: - positiva (di fare, di dare) - negativa (astensione dal fare q.sa o dal dare, ad esempio patti di non concorrenza o di non alienazione). In ogni caso, la caratteristica della prestazione oggetto di obbligazioni la patrimonialit: essa deve essere suscettibile di valutazione economica e deve poter essere oggetto di scambio economico senza offendere i principi della morale e del costume sociale. Deve essere adempiuta: ladempimento (esatto) estingue lobbligazione. Ladempimento (o pagamento, per le obbligazioni pecuniarie), lesecuzione dellesatta prestazione cui il creditore ha diritto, ed il modo naturale e normale per estinguere lobbligazione, perch realizza lo scopo dellobbligazione stessa, che appunto soddisfare linteresse del creditore. Nelladempiere lobbligazione il debitore deve usare la diligenza del buon padre di famiglia. Il debitore deve dunque adempiere usando lattenzione, la cura, la perizia di una persona onesta, preparata e coscienziosa (o quella, se la prestazione professionale, del buon professionista) affinch la prestazione sia conforme al contenuto dellobbligo assunto. Il modo normale di estinzione dell'obbligazione l'adempimento, inteso quale esatta esecuzione della prestazione dovuta da parte del debitore o comunque imputabile ad esso. Oltre all'adempimento esistono altri casi in cui lobbligazione si pu estinguere. Il codice civile agli art. 1230-1259 li disciplina, definendoli "modi di estinzione diversi dall'adempimento". Della categoria fanno parte: La compensazione La remissione L'impossibilit sopravvenuta della prestazione Lobbligazione si estingue anche per prescrizione del diritto di credito, quando cio il creditore non agisce nei termini per far valere il suo diritto. Naturalmente, se le parti fanno venire meno la stessa fonte dellobbligazione, lobbligazione viene meno. La remissione. La remissione latto con cui il creditore rinuncia al proprio credito. Limpossibilit sopravvenuta della prestazione. Lobbligazione si estingue se la prestazione diventa impossibile (art. 1256 c.c.). Se limpossibilit solo temporanea, il debitore continua a essere obbligato: adempir quando la prestazione sar tornata possibile, e non risponder dei danni subiti dal creditore per il ritardo con cui riceve la prestazione.

OBBLIGAZIONI PECUNIARIE E INTERESSI Debiti di valuta e principio nominalistico. Debiti di valore. I debiti di valuta, sono debiti di somme di denaro. Il debito si estingue con il pagamento in contanti o per bonifico bancario I debiti c.d. di valore sono invece quelli che hanno per oggetto il valore di un bene ad un certo momento, e che per essere determinati in moneta devono essere liquidati. Il danaro costituisce in questi casi, lequivalente economico di un bene. Gli interessi Quando le obbligazioni pecuniarie sono liquide (cio quando sono determinate nel loro ammontare) ed esigibili (cio non soggette a termini ancora in scadenza) esse sono sempre accompagnate, salvo che il contratto non abbia stabilito diversamente, dallobbligazione accessoria di corrispondere gli interessi secondo il tasso legale o il diverso tasso stabilito dalle parti: art. 1282 c.c. e 1284 c.c. Le parti possono anche convenzionalmente stabilire, nel momento in cui sorge lobbligazione, che gli interessi non decorrono e non sono dovuti: ad esempio, nel mutuo gratuito, il mutuatario deve restituire solo la somma nominale ricevuta, senza corrispondere interessi. Gli interessi corrispettivi si distinguono dagli interessi moratori, che sono gli interessi che devono essere corrisposti dal debitore in mora (e cio dal debitore inadempiente o in ritardo nellinadempimento), anche se in precedenza non erano dovuti e che decorrono al tasso legale dal giorno della mora per le obbligazioni che hanno per oggetto una somma di denaro. Se prima della mora gli interessi erano gi superiori al tasso legale, il tasso resta quello convenzionalmente fissato.

SOLIDARIETA PASSIVA E ATTIVA: artt. 1292 ss. Solidariet passiva (creditore vs pluralit di debitori) Normalmente nel rapporto obbligatorio c un creditore e un debitore. Non sono pochi i casi in cui vi pluralit di debitori (ad es. due soggetti acquistano un bene in compropriet; due soggetti hanno concorso nellillecito e sono entrambi tenuti al risarcimento del danno; il fideiussore obbligato in solido con il debitore). Si possono avere due situazioni: 1) Obbligazione solidale: ciascuno dei debitori che sono obbligati a una medesima prestazione pu essere chiamato ad adempiere per intero. In questo caso il debitore che ha pagato libera tutti gli altri, ma pu rivalersi con lazione c.d. di regresso verso gli altri, chiedendo a ciascuno di essi la parte per cui obbligato (se si tratta di fideiussione, il fideiussore pu chiedere al debitore il regresso per lintera somma; se si tratta di un corresponsabile di un illecito, pu agire in regresso contro laltro responsabile, per la quota di sua resposabilit); 2) Obbligazione parziaria: ciascuno dei debitori pu essere obbligato a pagare solo la sua parte. Per esempio il coerede sono tenuti a pagare i debiti del de cuius ciascuno in relazione alla propria quota. Solidariet attiva (debitore vs pluralit di creditori)

La solidariet attiva non si presume e quindi, di regola, ciascuno dei creditori pu chiedere al debitore solo la sua parte, a meno che la legge o il titolo non prevedano la solidariet (il credito di regola parziario). Un esempio di solidariet attiva prevista dalla legge si pu leggere nellart. 1840 cod. civ., in caso di cointestatari di una cassetta di sicurezza. CONTRATTO L'art. 1321 definisce il contratto come: "l'accordo di due o pi parti per costituire, regolare o estinguere fra loro un rapporto giuridico patrimoniale". Il rapporto giuridico che il contratto costituisce, regola o estingue, deve essere patrimoniale: deve, cio, avere ad oggetto cose o prestazioni personali suscettibili di valutazione economica. La disciplina del contratto si articola, nel codice civile, in due serie di norme: una prima serie riguarda i "contratti in generale" (artt. 1321-1469); una seconda serie regola, invece, i "singoli contratti", ossia quei contratti che trovano nel codice civile una disciplina particolare e specifica per ciascun determinato tipo di contratto (vendita, locazione, mandato ecc.).

LACCORDO DELLE PARTI Ci che costituisce o regola o estingue un rapporto patrimoniale , per l'art.1321, l'accordo delle parti, ossia la loro concorde volont. Laccettazione recentizia: ovvero fino al momento in cui io non so che stato accettato il contratto, posso revocarla. GLI ELEMENTI ESSENZIALI DEL CONTRATTO Sono elencati allart. 1325 c.c. (requisiti del contratto) e sono: laccordo delle parti, la causa, loggetto e la forma, quando risulta che prescritta dalla legge sotto pena di nullit. La mancanza di uno di questi elementi determina la nullit del contratto. Gli elementi accidentali del contratto si distinguono dagli elementi essenziali o requisiti del contratto, perch non sono necessari, e possono essere introdotti dalle parti nel regolamento del loro rapporto. Sono: la condizione, il termine,

il modo. *** 1) LACCORDO DELLE PARTI: il consenso di entrambe le parti sullo stesso contenuto contrattuale che deve essere manifestato espressamente e che, in certi casi, pu realizzarsi con comportamenti concludenti (ovvero dei comportamenti che di fatto sanciscono un incontro di volont pur senza una specifica formula dichiarativa). Se laccordo manca il contratto inesistente .

2) LA CAUSA: lo scopo immediato del contratto o scopo comune alle parti: la sintesi degli effetti giuridici essenziali del contratto. Si distingue dai motivi, che sono i bisogni e gli interessi delle parti che restano estranei e (tendenzialmente) irrilevanti nei contratti, perch non fanno parte della ragione giustificativa del contratto. Nella compravendita, ad esempio, la causa lo scambio di un bene con un prezzo (o lacquisto della propriet di un bene contro il pagamento di una somma), mentre i motivi possono essere i pi vari. Se manca la causa, il contratto nullo (perch manca la ragione che lo giustifica. La causa inoltre deve essere lecita. Eillecita quando contraria: - a norme imperative, - allordine pubblico e - al buon costume (art. 1343 c.c.) - o quando il contratto in frode alla legge (art. 1344 c.c.) In tutti questi casi il contratto nullo: art. 1418 c.c. Il motivo illecito invece conduce alla nullit del contratto solo quando comune ad entrambe le parti e quando le parti si sono determinate a concludere il contratto esclusivamente per tale motivo illecito: art. 1345 c.c. 3) LOGGETTO DEL CONTRATTO: sono le prestazioni principali di ciascuna parte dedotte in contratto (pagamento del prezzo, trasferimento della propriet e consegna di un certo bene, prestazione dellattivit lavorativa, etc.). Si distingue dal contenuto del contratto, ossia dal complessivo regolamento, il quale pi ampio e pu essere integrato dalle norme suppletive . Loggetto (quindi le prestazioni dedotte nel contratto), deve essere, secondo lart. 1346 c.c.: determinato o determinabile

determinato significa che loggetto deve essere definito in modo sufficiente perch la parte obbligata sappia cosa deve prestare e laltra cosa possa pretendere. determinabile significa che le parti possono indicare i criteri per determinare (individuare, specificare definire) la prestazione. Lecito, il che significa che la prestazione in s non deve essere vietata da norme imperative o contrastare con principi dellordine pubblico o del buon costume (il contratto non pu avere per oggetto il compimento di un reato; una compravendita non pu avere per oggetto beni di cui vietato il commercio; etc.) e possibile (la impossibilit sopravvenuta della prestazione d invece luogo al rimedio della risoluzione del contratto). Se loggetto manca, non determinato o determinabile, se illecito o impossibile, il contratto nullo (art. 1418 e 1345 c.c.). 4) LA FORMA: elemento essenziale del contratto quando prescritta a pena di nullit (forma scritta o atto notarile). Principio generale quello della libert di forma, solo quando lo prevede il codice o la legge il contratto deve essere stipulato per iscritto (vendita di beni immobili e contratti elencati allart. 1350 c.c.) o per atto notarile (donazione) o con forme speciali (es. testamento olografo). Va precisato che il principio della libert di forma oggi molto limitato dalle normative che tutelano il consumatore o un parte considerata debole: nei contratti con la banca, nei contratti per la prestazione di servizi finanziari, per esempio, imposta la forma scritta (se manca il contratto nullo, ma la nullit pu essere fatta valere solo dal cliente: casi di nullit relativa). Dalla forma ad substantiam (per la validit) del contratto si distingue la forma richiesta dalla legge ad probationem (per la prova del contratto: es. contratto di assicurazione o la transazione). MODALIT DI CONCLUSIONE DEL CONTRATTO Scambio di dichiarazioni tra soggetti presenti o contestuale sottoscrizione di un contratto Scambio di dichiarazioni tra soggetti assenti (proposta e accettazione) Comportamento concludente delle parti Dichiarazione di una parte e inizio dellesecuzione dellaltra parte

Proposta e accettazione La proposta e laccettazione sono atti unilaterali recettizi (che producono i loro effetti in quanto pervengano a conoscenza di un determinato soggetto), il cui scambio d luogo alla conclusione del contratto. Caratteristiche della proposta sono quindi: - la completezza (deve contenere gli elementi essenziali del contratto alla cui conclusione diretta) -limpegnativit (il proponente non deve esprimere riserve sul carattere impegnativo della proposta, per modo che sia chiaro che laccettazione d luogo alla conclusione del contratto)

Negozi e contratti preparatori o strumentali il contratto preliminare: con cui entrambe le parti (o una sola, nel caso di preliminare unilaterale) si impegnano a concludere un futuro contratto, di cui hanno gi determinato gli elementi essenziali: le parti, concludendo un contratto preliminare, sono obbligate a concludere il contratto definitivo (mentre ancora non sorgono gli obblighi e gli effetti reali del contratto definitivo) e se una illegittimamente si rifiuta di farlo, laltra parte pu ottenere dal giudice una sentenza che produca gli effetti del contratto non concluso: art. 2932 c.c. (esecuzione specifica dellobbligo di concludere un contratto. La responsabilit precontrattuale Lart. 1337 c.c. impone alle parti di comportarsi nello svolgimento delle trattative e nella formazione del contratto secondo correttezza (buona fede oggettiva). La violazione di questo dovere legittima la parte che ha subito laltrui scorrettezza a chiedere il risarcimento dei danni, nei limiti dellinteresse negativo: e cio i vantaggi che si sarebbero ottenuti e i danni che si sarebbero evitati non impegnandosi nelle trattative. La giurisprudenza adotta questa norma soprattutto nel caso di recesso ingiustificato dalle trattative: le parti sono s libere fino a che non si conclude il contratto; ma devono comportarsi lealmente e rispettare gli interessi della controparte. Le condizioni generali di contratto Per tutte le attivit commerciali o di servizi che si rivolgono ad un pubblico molto ampio (trasporto, servizi bancari e assicurativi, fornitura di energia, etc.) le imprese predispongono esse il contratto, che lutente si limita a sottoscrivere o, in certi casi, a concludere per fatti concludenti (come avviene nel caso dellutilizzo del servizio di trasporto urbano). Le imprese elaborano condizioni generali di contratto, le quali sono destinate ad operare nei confronti della generalit delle controparti contrattuali Lart. 1341 c.c. prevede, al primo comma, che le condizioni generali di contratto predisposte da uno dei contraenti sono efficaci nei confronti dellaltro se al momento della conclusione del contratto questi le ha conosciute o avrebbe dovuto conoscerle usando lordinaria diligenza. Cos, per esempio, chi acquista un biglietto del treno o di aereo, vincolato alla regolamentazione contrattuale (anche se di fatto a lui non nota) predeterminata dalla compagnia di trasporto, conoscibile perch, ad esempio, le condizioni generali di contratto sono affisse nella stazione o rese note nei siti internet. Lart. 1341 c.c. prevede, tuttavia, al secondo comma, che in ogni caso non hanno effetto, se non sono specificamente approvate per iscritto, le condizioni (chiamate clausole vessatorie) che: - stabiliscono, a favore di colui che le ha predisposte limitazioni di responsabilit o facolt di recesso dal contratto o di sospensione dellesecuzione; - prevedono a carico dellaltro contraente decadenze, restrizioni alla facolt di opporre eccezioni, restrizioni alla libert contrattuale nei rapporti con i terzi; - prevedono la tacita proroga o rinnovazione del contratto; - prevedono clausole compromissione o deroghe alla competenza dellautorit giudiziaria. Linterpretazione del contratto Le parole (o gli altri segni espressivi della volont) utilizzate dalle parti nelle dichiarazioni contrattuali possono essere equivoche, oscure, incerte, ponendosi cos il problema di interpretare il contratto (e cos anche i negozi unilaterali tra vivi).

Il primo fondamentale criterio di interpretazione (soggettiva) del contratto quello di indagare quale sia stata la comune intenzione delle parti e non limitarsi al senso letterale delle parole (art. 1362 comma 1), con la precisazione che per determinare la comune intenzione delle parti si deve valutare il loro comportamento complessivo anche posteriore alla conclusione del contratto (art. 1362 comma 2). Se linterpretazione soggettiva non sufficiente a chiarire il significato del contratto, si applicano i criteri di interpretazione oggettiva. Tra questi un rilievo preminente ha il principio sancito allart. 1366 c.c. interpretazione di buona fede: il contratto deve essere interpretato secondo buona fede. LUNEDI 21 MAGGIO 2012 (Parte B) La validit del contratto: nullit, annullabilit e inefficacia del contratto Il contratto nullo non produce alcun effetto e non pu essere convalidato dalle parti. Il contratto annullabile produce i suoi effetti, ma la parte a favore della quale previsto il rimedio pu chiedere al giudice leliminazione del contratto. La stessa parte pu decidere di mantenere il contratto convalidandolo. Il legislatore in questo caso tutela interessi disponibili di una parte negoziale, lasciandole liniziativa se chiedere lannullamento del contratto. Il contratto nullo se: - contrario a norme imperative, salvo che la legge preveda diversamente - quando la causa illecita - in caso di motivo illecito comune alle parti ex art. 1345 c.c. - quando loggetto manca di uno dei requisiti indicati allart. 1346 c.c. - negli altri casi stabiliti dalla legge Di regola la nullit pu essere fatta valere da chiunque vi abbia interesse, e cio da entrambe le parti contrattuali e anche da un terzo che dimostri di avere interesse a far dichiarare la nullit. Conversione del contratto nullo: art. 1424 c.c. Il contratto nullo non pu essere convalidato, salvo che la legge non disponga diversamente Il contratto nullo pu produrre. La nullit ha effetti retroattivi (gli effetti del contratto sono cancellati ex tunc, come se non si fossero mai prodotti) ed di regola opponibile ai terzi. Annullabilit del contratto Il contratto annullabile: - in caso di incapacit legale di una parte (art. 1425 c.c.) - in caso di incapacit naturale se ricorrono le condizioni stabilite nellart. 428 c.c. (art. 1425, 2 co.) - in caso di vizi del consenso di una parte (artt. 1427 ss.) I vizi del consenso sono: - lerrore - la violenza - il dolo

Lerrore causa di annullamento del contratto - quando essenziale - quando riconoscibile dallaltro contraente E essenziale lerrore che cade: - sulla natura o oggetto del contratto; - sullidentit delloggetto della prestazione o su una qualit delloggetto della prestazione che si debba ritenere determinante del consenso; sullidentit o qualit dellaltro contraente se determinanti del consenso; Lerrore, pure se determinante del consenso, che non sia per anche essenziale non conduce allannullabilit dei contratti onerosi: cos chi ordina una merce credendo erroneamente di aver esaurito le scorte non pu agire per lannullamento del contratto, pur quando lerrore abbia determinato la decisione di acquisto. Allo stesso modo lerrore sui motivi, anche se determinante, non legittima lannullamento (affitto una casa per la villeggiatura in montagna, ma le mie condizioni di salute non mi consentono di villeggiare in montagna) Violenza La violenza pu essere fisica o morale: - la violenza fisica si verifica quando con limpiego diretto della forza una parte ottiene il consenso contrattuale dellaltra. In questo caso la volont della parte coartata manca del tutto e il contratto nullo per mancanza dellaccordo. Es.: la parte viene costretta con la forza a sottoscrivere il testo contrattuale - la violenza morale, ossia la minaccia ingiusta esercitata affinch la parte concluda un contratto che, altrimenti, non avrebbe concluso (pu costituire la fattispecie penale del reato di estorsione: art. 629 c.p.) Caratteri della violenza: art. 1435 c.c. La violenza deve essere di tal natura da fare impressione sopra una persona sensata e da farle temere di esporre s o i suoi beni a un male ingiusto o notevole. Si ha riguardo, in questa materia, allet, al sesso e alla condizione delle persone Dolo Per dolo contrattuale si intende linganno di una parte che induce laltra a cadere in errore. Il dolo contrattuale (spesso integrante anche il reato di truffa) pu dunque consistere in un raggiro, un artificio ingannevole, ed anche nella semplice menzogna impiegata per indurre in errore la controparte. Anche la reticenza, e cos un comportamento omissivo, pu integrare il dolo, quando sia sleale: il silenzio di un contraente nella fase delle trattative pu, in relazione alle circostanze ed al rapporto tra le parti, costituire una reticenza dolosa (dolo omissivo). Mentre nel caso di errore non indotto da dolo si tutela, nei contratti onerosi, anche laffidamento dellaltro contraente, attraverso le norme sullessenzialit e riconoscibilit dellerrore, quando c dolo il contratto annullabile anche se lerrore cade sui motivi. La tutela contro linganno pi intensa rispetto a quella dellerrore spontaneo.

Es. ho bisogno di un vecchio registratore vhs per vedere un vhs. Si va dal rivenditore insistendo di comprare un registratore vhs per un blu ray. L il rivenditore deve annullare il contratto perch doveva accorgersi che non era quella lintenzione dell acquirente. Il dolo pu essere: determinante, quando senza di esso il contratto non sarebbe stato stipulato dal contraente ingannato incidente, quando non determina la stipulazione del contratto, ma se il contraente non fosse stato ingannato, lo avrebbe concluso a condizioni diverse Azione di annullamento Art. 1441, primo comma, c.c.: lannullamento del contratto pu essere domandato solo dalla parte nel cui interesse stabilito dalla legge. Art. 1441, secondo comma, c.c.: lincapacit del condannato in stato di interdizione legale pu essere fatta valere da chiunque vi abbia interesse. Questo secondo caso di annullabilit assoluta si giustifica in quanto qui il rimedio non dato a tutela del condannato, essendo lincapacit una sanzione e non una protezione Lart. 1442 c.c. prevede che il soggetto che vuole far annullare il contratto deve agire entro il termine di prescrizione dellazione di 5 anni dalla data del contratto. Se si tratta di annullamento per vizio del consenso o per incapacit legale, il termine decorre da quando lerrore o il dolo viene scoperto, cessa la violenza, cessa lo stato di interdizione o di inabilitazione o viene raggiunta la maggiore et La rescissione del contratto Quando per si verifica una sproporzione tra le prestazioni, dovuta non ad una libera scelta delle parti, ma ad un approfittamento ingiusto di una parte sullaltra, il legislatore concede il rimedio della rescissione del contratto. Le fattispecie nelle quali concessa la rescissione sono solo due: - contratto concluso in stato di pericolo; - rescissione per lesione. Questo rimedio possibile solo per i contratti a prestazioni corrispettive e non applicabile ai negozi unilaterali Art. 1447 c.c.: Contratto concluso in stato di pericolo. Il contratto con cui una parte ha assunto obbligazioni a condizioni inique per la necessit, nota alla controparte, di salvare s o altri dal pericolo attuale di un danno grave alla persona, pu essere rescisso sulla domanda della parte che si obbligata.

Rescissione per lesione Art. 1448 c.c.: Azione generale di rescissione per lesione. 1. Se vi sproporzione tra la prestazione di una parte e quella dellaltra, e la sproporzione dipesa dallo stato di bisogno di una parte, della quale laltra ha approfittato per trarne vantaggio, la parte danneggiata pu domandare la rescissione del contratto. 2. Lazione non ammissibile se la lesione non eccede la met del valore che la prestazione eseguita o promessa dalla parte danneggiata aveva al tempo del contratto.

Cosiddetta lesione ultra dimidium o lesione enorme: occorre che la parte lesa abbia dato o promesso una presta-zione che superi della met il valore alla data del contratto. Es. la parte lesa vende a 40 ci che vale 100; oppure compra a 500 ci che vale 220 3. La lesione deve perdurare fino al tempo in cui la domanda proposta 4. Non possono essere rescissi per causa di lesione i contratti aleatori 5. Sono salve le disposizioni relative alla rescissione della divisione Art. 1450 c.c.: il contraente contro il quale domandata la rescissione pu evitarla offrendo una modificazione del contratto sufficiente per ricondurlo ad equit

(Parte B) Adempimento e inadempimento. La risoluzione del contratto e la responsabilit contrattuale. La risoluzione del contratto un rimedio finalizzato allo scioglimento del contratto. Si verifica per un difetto funzionale della causa, ossia perch la causa del contratto si altera nella fase esecutiva del contratto La risoluzione del contratto una delle cause ammesse dalla legge per le quali il contratto pu sciogliersi senza necessit del mutuo consenso delle parti (art. 1372 c.c.: il contratto ha forza di legge tra le parti). La dichiarazione di nullit, annullamento e dichiarazione di inefficacia originaria (per il caso del contratto simulato) sono vicende del contratto. Invece, la risoluzione una vicenda del rapporto contrattuale (come la condizione e il recesso unilaterale): il contratto, in s considerato, e resta valido, ma il rapporto contrattuale si scioglie. La legge contempla tre casi generali di risoluzione del contratto, che valgono quando, nella disciplina dei singoli contratti, non sia prevista una diversa e pi specifica figura di risoluzione: - Risoluzione per inadempimento: artt. 1453-1462 - Risoluzione per impossibilit sopravvenuta della prestazione: artt. 1463-1466 - Risoluzione per eccessiva onerosit sopravvenuta della prestazione: artt. 1467-1469 Risoluzione per inadem-pimento Linadempimento che permette la risoluzione del contratto deve presentare i requisiti del comune concetto di inadempimento dellobbligazione: , dunque, la mancata o inesatta esecuzione della prestazione dovuta (art. 1218 c.c.). Se linadempimento dipende dal fatto che la prestazione diventata impossibile per una causa non imputabile al contraente debitore questi non tenuto al risarcimento del danno (art. 1218 c.c.) e la risoluzione si verifica, anzich per inadem-pimento, per impossibilit sopravvenuta (art. 1463 c.c.). A questi requisiti si aggiunge, per potersi ottenere la risoluzione del contratto, quello dellimportanza dellinadempimento. Lart. 1455 c.c. prevede infatti che il contratto non si pu risolvere se linadempimento di una delle parti ha scarsa importanza, avuto riguardo allinteresse dellaltra. Risoluzione giudiziale: art. 1453 c.c. Se una delle parti del contratto non adempie la propria obbligazione, laltra parte pu: - agire in giudizio per ladempimento, chiedendo al giudice di condannare linadempiente ad eseguire la prestazione mancata

- agire per la risoluzione del contratto, ottenendo di essere esonerato dalla propria prestazione o, se gi eseguita, la restituzione di quanto pagato o consegnato. In entrambi i casi la parte che subisce linadempimento pu chiedere il risarcimento del danno e in entrambi i casi il risarcimento sar pari allinteresse positivo. Tuttavia la sua quantificazione sar diversa nel primo e nel secondo caso, perch: - nel primo caso il contratto resta efficace e sar eseguito - nel secondo caso il contratto viene sciolto e si deve tener conto, nel risarcimento del danno, che le prestazioni vengono restituite. Risoluzione stragiudiziale di diritto Si verifica in tre casi nei quali non necessario lintervento del giudice e la risoluzione si realizza automatica-mente: 1) Diffida ad adempiere: art. 1454 c.c.: La parte adempiente pu intimare per iscritto allaltra parte di adempiere entro un congruo termine (che non pu essere inferiore a 15 giorni, salvo che per la natura del contatto o secondo gli usi non risulti congruo un termine inferiore) con dichiarazione che, decorso inutilmente detto termine, il contratto si intender senzaltro risolto. 2) Clausola risolutiva espressa: art. 1456 c.c.: I contraenti possono convenire espressamente che il contratto si risolva nel caso che una determinata obbligazione non sia adempiuta secondo le modalit stabilite. Serve ad evitare che spetti al giudice valutare se un determinato inadempimento grave oppure no: sono le stesse parti a stabilire quali inadempimenti danno luogo alla risoluzione del contratto. 3) Termine essenziale: art. 1457 c.c.: Se il termine fissato per la prestazione di una delle parti deve considerarsi essenziale nellinteresse dellaltra, questa, salvo uso o patto contrario, se vuole esigerne lesecuzione nonostante la scadenza del termine, deve darne notizia allaltra parte entro tre giorni. In mancanza il contratto si intende risolto di diritto anche se non stata espressamente pattuita la risoluzione. Lessenzialit del termine pu essere prevista dalle parti nel contratto ma anche desumersi dalle circostanze oggettive del contratto. La risoluzione per impossibilit sopravvenuta della prestazione: artt. 1463-1466 c.c. Quando la prestazione dovuta diventa impossibile, lobbligazione si estingue (art. 1256 c.c.) e se diventa impossibile per una causa non imputabile al debitore, questi non tenuto a risarcire il danno per inadempimento (art. 1218 c.c.), salvo che limpossibilit sopravvenga durante la mora del debitore (art. 1221 c.c.) Limpossibilit sopravvenuta della prestazione, oltre ad essere una delle cause di estinzione delle obbligazioni (anche non di fonte contrattuale) conduce alla risoluzione del contratto se la prestazione di una parte divenuta impossibile. Se limpossibilit originaria, si ricade nella nullit del contratto per impossibilit delloggetto. La risoluzione per eccessiva onerosit sopravvenuta della prestazione: artt. 1467-1469 c.c. Nei contratti a esecuzione continuata o periodica ovvero a esecuzione differita, se la prestazione di una parte divenuta eccessivamente onerosa per il verificarsi di avvenimenti straordinari e imprevedibili, la parte che deve tale prestazione pu domandare la risoluzione del contratto, con gli effetti stabiliti dallart. 1458 c.c. La risoluzione non pu essere domandata se la sopravvenuta onerosit rientra nellalea normale del contratto.

Solo quando il fatto sopravvenuto sia imprevedibile e straordinario (eccezionale inflazione dovuta ad una crisi economica imprevedibile; rialzo dei prezzi dovuto allo scoppio di una guerra o ad un embargo) e renda eccessivamente onerosa la prestazione di una parte, comportando un sacrificio gravemente sproporzionato a vantaggio dellaltra parte, allora possibile invocare lart. 1467 c.c. Se lonerosit sopravvenuta non supera lalea normale che loperazione economica - protratta nel tempo - posta in essere comporta (una certa oscillazione dei prezzi; un certo tasso di inflazione), il rimedio della risoluzione non invocabile.

LUNEDI 4 GIUGNO 2012 (Parte A) La responsabilit patrimoniale (la mora del debitore). La responsabilit civile. La responsabilit oggettiva.

RESPONSABILIT CIVILE: RESPONSABILIT CONTRATTUALE ED EXTRACONTRATTUALE Nell'ambito della generale categoria della responsabilit civile (si utilizza questo termine per distinguerla dalla responsabilit penale e amministrativa) si soliti individuare due distinte figure: la responsabilit contrattuale e la responsabilit extracontrattuale, anche chiamata responsabilit per illecito o responsabilit aquiliana.

La responsabilit contrattuale la responsabilit per l'inadempimento di un'obbligazione, il debitore responsabile dellinadempimento se non prova che esso stato determinato da impossibilit della prestazione dovuta ad una causa ad esso non imputabile. Il debitore responsabile anche per il ritardo nelladempimento. La mora del debitore il ritardo della prestazione, del quale il debitore debba rispondere. La costituzione in mora un atto formale che consiste in una intimazione o richiesta scritta del creditore al debitore per il pagamento o ladempimento. La costituzione in mora non necessaria, perch la mora si verifica automaticamente, in questi casi (art. 1219 c.c.): quando il debito deriva da atto o fatto illecito; quando il debitore ha dichiarato per iscritto di non voler adempiere lobbligazione; quando scaduto il termine, se la prestazione deve essere eseguita presso il domicilio del creditore; nei rapporti commerciali, per il pagamento di merci o servizi, quando scaduto il termine convenuto dalle parti o stabilito dalla legge (30 o 60 gg.) da computarsi dalla data del ricevimento della fattura (d.lgs. 231/2002).

Gli effetti della mora del debitore sono: dal momento della mora il debitore responsabile dei danni derivanti dal ritardo e se lobbligazione pecuniaria, dal giorno della mora sono dovuti in ogni caso gli interessi moratori (gli interessi legali o, se gi le parti avevano pattuito interessi superiori a quelli legali, interessi nella stessa misura); dal momento della mora se la prestazione dovuta diventa impossibile per una causa non imputabile al debitore, il debitore comunque responsabile del mancato adempimento (mentre, prima della mora, si libera da responsabilit ex art. 1218 c.c.: il rischio dellimpossibilit della prestazione per causa non imputabile si sposta dal creditore al debitore.

La responsabilit extracontrattuale o aquiliana o da fatto illecito o responsabilit civile si verifica quando un atto compiuto (con dolo o colpa) da un soggetto (oppure un fatto riconducibile allattivit di un soggetto) cagiona ad altri un danno ingiusto, ossia lede una situazione soggettiva altrui meritevole di tutela e, quindi, protetta dallordinamento (damnum contra ius), se, al contempo, il comportamento del danneggiante non costituisce esercizio di un diritto o non altrimenti giustificato da una norma (damnum non iure). La norma generale della responsabilit extracontrattuale lart. 2043 ss. c.c. che prevede che qualunque fatto doloso o colposo che cagiona ad altri un danno ingiusto, obbliga colui che ha commesso il fatto a risarcire il danno; a questa fattispecie, che presuppone il dolo o la colpa del danneggiante perch vi sia lobbligo del risarcimento, si affiancano ipotesi nelle quali un soggetto risponde del danno anche senza colpa (si tratta dei casi di responsabilit oggettiva, come, ad esempio, la responsabilit del padrone di animali, che risponde dei danni cagionati dallanimale e si libera da responsabilit solo provando il caso fortuito; la responsabilit per esercizio di attivit pericolosa di cui allart. 2050, ove lesercente lattivit pericolosa responsabile a meno che non dimostri di aver adottato tutte le misure idonee ad evitare il danno, e vari altri casi che analizzeremo specificamente pi avanti). Nel caso della responsabilit aquiliana non preesiste tra i soggetti (danneggiante e danneggiato) alcun rapporto obbligatorio, nessuna obbligazione che un soggetto deve eseguire in quanto vincolatosi per contratto o obbligato per legge; la responsabilit extracontrattuale risponde infatti allesigenza di ripartire tra i consociati i rischi dei danni che possono essere arrecati nella vita di relazione o nello svolgimento delle attivit personali o economiche. e non nellinadempimento di unobbligazione preesistente. Vi sono casi nei quali uno stesso fatto pu costituire nello stesso tempo un inadempimento di unobbligazione ed una lesione di un diritto (assoluto) altrui: per esempio, in caso di vendita di un prodotto difettoso che causa un danno alla persona dellacquirente, si verifica sia un inadempimento del venditore, sia una lesione dellacquirente. In questi casi ammesso il c.d. cumulo della responsabilit contrattuale con la responsabilit extracontrattuale, ed il soggetto danneggiato pu a sua scelta esperire luna o laltra azione (se lazione contrattuale si prescritta, pu agire con lazione per danno da illecito).

IL DANNO E IL RISARCIMENTO DEL DANNO

Sia nel caso di responsabilit per inadempimento delle obbligazioni che nel caso di responsabilit per fatto illecito, il soggetto responsabile tenuto a risarcire il danno. Il risarcimento del danno volto a mettere il patrimonio del danneggiato nella stessa situazione in cui si sarebbe trovato se levento dannoso non si fosse verificato (in caso di fatti illeciti), o nella stessa situazione in cui il creditore si sarebbe trovato se la prestazione fosse stata esattamente adempiuta dal debitore.

Il danno pu essere patrimoniale o non patrimoniale.

Il danno patrimoniale, ovvero quello che si traduce in pregiudizio economico, consta di due voci (art. 1223 c.c.), risarcibili in quanto esse siano conseguenza immediata e diretta dellinadempimento o dellillecito:

danno emergente, consistente nella perdita subita, cio in una diminuzione del patrimonio (e comprende costi e spese sostenuti o che il danneggiato deve affrontare in conseguenza del danno subito);

lucro cessante, ovvero il mancato guadagno.

Il danno non patrimoniale (o danno morale), previsto nellart. 2059 c.c. (in tema di fatti illeciti), invece il danno che la persona subisce per aver perso beni personali che non sono suscettibili di valutazione economica (salute, libert, onore, serenit, etc.) ed risarcibile solo nei casi previsti dalla legge. La quantificazione del danno, in via generale, effettuata dal giudice sulla base delle prove addotte dal danneggiato. Quando provato che si subito un danno, ma difficile la sua esatta quantificazione, il giudice pu provvedere a determinarlo in via equitativa ex art.1226 c.c..

Il risarcimento pu essere corrisposto per equivalente (in denaro) o, ove possibile, in forma specifica, cio ricostituendo la situazione che si sarebbe avuta in mancanza del fatto dannoso (restitutio in pristinum): la norma prevista dallart. 2058 c.c. per i fatti illeciti, ma applicabile anche in caso di responsabilit contrattuale. Una serie di norme prevedono la possibilit di azioni inibitorie ovvero volte ad impedire che il fatto illecito si compia o si protragga nel tempo. Cos, in entrambi i casi: il risarcimento deve comprendere la perdita subita ed il mancato guadagno (art. 1223 e art. 2056 c.c.); se non pu essere provato nel suo preciso ammontare il giudice proceder in via equitativa (art. 1226 c.c., art. 2056 c.c.)); se il fatto colposo del danneggiato ha concorso a cagionare il danno, il risarcimento diminuito, mentre non dovuto per quei danni che il danneggiato avrebbe potuto evitare con lordinaria diligenza (art. 1227 c.c.);

se oltre al danno, nella sfera del danneggiato si produce un vantaggio il risarcimento decurtato di questo (c.d. compensatio lucri cum damno, principio non codificato ma desumibile dal complesso delle norme); sono risarcibili solo i danni che sono conseguenza immediata e diretta del fatto illecito (art. 1223 c.c. e art. 2056).