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interpretazioni critiche si restringe molto (v. l'inapplicabilita della distinzione canonica realismo critico/socialista/ecc.). t_,lrgggsJella sua < Estetica,, ci da una definizione, secondo me molto importante, della particolarita della architettura. Dice grosso modo;,1'architettura crea uno reale adeguato, che .gp4z!A. evoca visivameníJadégriàtedàlil ;"4ó- delia quàstione-del realismb è tutto cornpreso all'interno di questa définizione Il contenuto realistico dell'architettura appartiene owiamente ad entrambi questi momenti messi in evidenza da Luk6cs; tuttavia i due momenti sono inscindibili, nel sensoche I'uno può definirsi soltanto mediante l'altro e viceversa.Il .. realis-o di un pi" Iastro consistecerto nella sua funzione, ma anche nella relazione che al suo apparire si stabiliscecon tale f,ormanel tempo e in questa relazione è di nuovo compresa la funzione di sostegno del pilastro. cioè a dire, nel progetto, Ia definizione di u spazio adeguato dovrà molto al grado di approfondimento della no" zione stessa di adeguatezza che è invece l'oggetto specifico " 'r, dell'evocazione. qui il rapporto reciproco, fatale, cire lega Di fra loro Ie architetture nel tempo. Se per spazio adeguatopossiamo intendere ad esempio la sua rispondenzainequivocabileal dato funzionale, all'elemento tecnico, alle leggi statiche dell'architettura, ecc., questi ultimi - cioè la funzione,la tecnica edilizia, Ia scienzadeile costruzioni, ecc.- esibisconola loro qualita specificae il loro ruolo nel progetto soltanto di fronte all'osservazioneche è tesa ad evocare il mondo particolare della rappresentazionearchitettonica. L'occhio che intende condividere e perciò evocare, I'occhio evocativo, ha un modo particolare di guardare I'esperienzastorica. Non altrimenti immagina il futuro. Giudica, cerca Ia verità dell'oggetto,ne riconoscei momenti ripetitivi. E, al contrario delJ'occhionostalgico che ama soffermarsi, sfugge i modeli, non si fida cioè della prima testimonianza, cerca óótrf"r-", attento solo al filo logico e progressivo che lega fra loro Ie architetture nel tempo. 177

Giorgio Grassi REALTA, DELL'ARCHITETTURA

Soltanto chi riesca ad immaginare un'architettura costrui(un'architetta, capace contemporaneamente di negare se stessa sta in piedi, ecc') può ipotizza' tura sconnessa, inutile, che non re un'architettura di denuncia o di protesta, ad esempio un'architettura .. espressionista > secondo l'accezione corrente' In realtà l,architeitura dell'espressionismo è un'esp erienza marginale; e dove è entrata nella storia dell'architettura il suo carattere derivava, nella maggioranza dei casi, da elementi sowastrutturali, spesso scenografici o decorativi' Questo modo caratteristico di iorzare la figurazione architettonica, distorcendola o spezzandola sul piano della immagine, appartiene anche all'archiiettura del passato. Anche qui, poiché tali opere non manife' stano mai elementi di contraddizione interni al processo costruttivo, ciò che risalta sono gli artifici di carattere essenzialmente u piitorico u (dalla cattedrale di Laon, al S' Carlino di Borro può anmìni, ecc.). Il che vuol dire ad esempio che l'architettura che arrivare ad essere ambigua, ma non può esprimere' cioè evocare, ambiguita, e questo e il r.to particolare destino. Di fatto I'architettura non può essere finzione, se non a caro ptezzo' P.er questo motivo l'architettura appare non soltanto stabilita, neceisaria, cioè affermativa di per se stessa; ma anche sostanzialmente approvativa, sempre. E così come per I'architettura il ventagfió espressivo risulta limitato da questa rinuncia tematica, allo stesso modo per l'indagine estetica il campo delle 1.76

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Parlare di evocazione del mondo particolare della rappre sentazione architettonica significa parlare del dominio delle forme. La nozione di adeguatezza >> deve perciò comprendere sem" pre anche la tensione generalizzante che caratterizza l'esperienza storica dell'architettura: cioè a dire il se4se,_qqgrq!g*e_!U.89 !q_qg-lgTioni di ltfr p-roblema particolare che nel tempo l'archiîet-tura pone a se stessa, 14 casa, il luogo pubblico, la strada, ecc. Essa non può prescindere cioè da quell'elemento di generalità che risalta da ogni singola opera tesa a questo specifico obiettivo, e perciò stesso dall'insopprimibile tensione progressiva, utopistica, che manifestano tali soluzioni. Sicuramente il rimando alle condizioni specifiche dell'aru, indica chitettura non esaurisce la nozione di " adeguatezza però una definita scelta metodica di fronte al progetto. Il resto appartiene al campo dei significati delle forme architettoniche. Lu :1jl1_-g-o.:g*!a, i tracciati e le forme del p.-4e.qaggi-o ruryIg,-in genèré iiitto qiiantoìefiliiia il dominio dell'uomo sull'elemento naturale, esprimono contenuti collettivi. L'architettura ne è in larga misura lo specchio; ed è così che le forme acquistano stabili significati. La nozione di adeguatezza arriva perciò a comprendere questioni molto ampie e generali, questioni di eorrispondenza e di armonia rispetto alla vita collettiva e agli obiettivi di questa; come rispecchiamento di momenti collettivi appartenenti tutti, comunque si pongano nell'attualità, a una linea di progresso rispetto a quegli stessi obiettivi. L'architettura è l'interprete designata di questi contenuti -delle coilett'ii'i che si pàrgoro uf ài soptu condizioni della storÍa e che pure sono inclusi così stabilmente nel processo storico. Questa tendenza comunque positiva, questa linea progressiva rappresenta forse l'ultima cosa che possiamo ragionevolmente ripetere a proposito del momento evocativo dell'architettura. Tutto quello che possiamo ricordare cioè circa la ( raison d'ètre di questo mondo particolare e necessario, costituzional" mente inadatto ad esprimere contenuti ambigui e d'occasione, che è appunto il mondo delle forme architettoniche. 178 ., . E""o quindi che il mondo delle forme possibili, il__c_ampo {el prygett9, mostra i suoi innumerevori legami con'ifpassato attraverso Iè immagini costruite nel tempo, si disvera soro nel confronto con questo passato, e diventa realtà soltanto a condi_ zione di una concreta, positiva < imitazione u. L,imitazione cioè intesa non come rievocazione nostalgica, ma come comprensio. ne e come superamento, come continuità e unità degli óbiettivi più generali; infine come il momento per ecceilen u 1", una trasmissione positiva degli elementi stessi del o mg5ligr; ,,.

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