La Provincia

Venerdì 9 gennaio 2009

Cronaca di Cremona

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Il lutto. Scomparsa la scorsa notte la moglie del presidentissimo della Cremonese Domani nella parrocchiale di San Pietro l’addio a una donna ‘fragile eppure forte’

Fernanda Luzzara aveva 89 anni

Fernanda Luzzara, quarta da sinistra, insieme alle crocerossine

E’morta‘Nanda’Luzzara Commozioneecordoglio
IL RICORDO
di Francesca Morandi
Se ne è andata la notte scorsa una signora tanto minuta quanto d’acciaio. Se ne è andata Fernanda Luzzara, per tutti la Nanda, energica e infaticabile imprenditrice, anima, nell’ombra, della Cremonese nelle 35 lunghe stagioni che videro al timone della società grigiorossa il marito Domenico Luzzara. Lui, che non la chiamava per nome, ma moglie, morto nella sua casa di piazza Marconi il 29 aprile 2006 a 83 anni, lei, che lo chiamava Menico, nella palazzina Mainardi di Cremona Solidale, all’età di 89 anni. Li aveva compiuti il 7 novembre scorso. Due genitori, Domenico e la signora Nanda, che la vita ha messo a dura prova, quando il 7 maggio 1970, su un vialone di Parma la morte si portò via il figlio Attilio, di 21 anni appena. Alla palazzina Mainardi, la signora Nanda era arrivata in estate in seguito a una brutta caduta, in agosto, e a un primo ricovero in ospedale. C’era andata per la riabilitazione. Pesava come una piuma, le sue ossa erano come vetro, ma aveva superato anche una broncopolmonite. Così fragile, ma «così presente». L’ultima volta che l’amica Graziella Mainardi l’aveva incontrata, era prima di Natale. «Le avevo portato un pensiero. Per impegni, non avevo potuto trattenermi molto. Prima di salutarci, la Nanda mi disse ‘Bé faccio finta che tu oggi non sia venuta’. Aveva un grande temperamento». I ricordi dell’amica vanno agli inizi, quando la signora Nanda, che si era diplomata ragioniera, dopo il matrimonio si era buttata a capofitto nell’azienda del marito (Cae, impianti elettrici) che arrivò ad avere 400 dipendenti, con cantieri sparsi

L’ultima uscita pubblica per il Centenario della Cremonese

Una presenza discreta all’ombra di ‘Menech’ Quella volta allo Zini...
di Giorgio Barbieri
Una presenza discreta, sempre nell’ombra. Nanda non ha mai amato apparire al fianco del marito Domenico Luzzara, lo ha sempre lasciato fare. Il mondo del calcio non era per lei, anche se allo stadio Zini, ai tempi d’oro della Cremonese, occupava il suo posto in tribuna centrale. Probabilmente in casa non lesinava consigli a Menech, la sua saggezza sulle cose pratiche era proverbiale. Poche volte l’abbiamo vista scaldarsi per la squadra grigiorossa, lei si era avvicinata a questo mondo proprio come Domenico dopo la morte tragica del figlio ‘Tete’, Attilio. La famiglia Luzzara, perso l’unico figlio, aveva deciso di tenere in vita il suo ricordo attraverso la Cremonese e quei colori grigiorossi che Attilio amava tanto. Nanda non è mai stata la ‘first lady’ del presidente, ma qualche volta ha preso in mano la situazione. Come quella volta che la Cremonese stava giocando male e decise di andare nell’intervallo giù negli spogliatoi dello Zini per rimproverare i giocatori. Una cosa mai successa, qualcuno non sapeva nemmeno chi fosse quella donna che urlava a tutti di tirare fuori il carattere. Me lo raccontò Alviero Chiorri, sorpreso dalla grinta di Nanda. L’ultima volta che l’abbiamo vista nel mondo del pallone è stata per il centenario della Cremonese, quando diede insieme a Gianluca Vialli il calcio al pallone per l’inaugurazione della mostra in Santa Maria della Pietà. Poi, scomparso Domenico, era tornata nell’ombra. In quella riservatezza che ha contraddistinto tutta la sua vita.

per l’Italia e contratti stipulati con la Russia e il Medio Oriente. I ricordi vanno all’opera svolta nella Croce Rossa, prima come crocerossina, poi come consigliera della sezione femminile. «Nanda era di una generosità incredibile. Lei non lo diceva, ma alle persone bisognose portava aiuti anche personali». I ricordi vanno alla madre Nanda. «Di Attilio ne parlava in continuazione. Diceva che era sta-

ta una mamma molto severa, anche se Attilio era viziato, perché figlio unico». Dal giorno della tragedia, il 7 maggio di ogni anno, la signora Nanda faceva dire una santa messa nella cappella del cimitero. «Non finiva mai di ringraziare le persone che partecipavano alla celebrazione». I ricordi vanno alla signora Nanda con la Cremonese nel cuore. «Con l’amica Graziella del Ninno andava sempre a seguire le partite e se per diversi motivi, non poteva, la sentiva alla radio o la guardava in tv». Nei ricordi, torna fuori il carattere della signor Nanda. «Una volta entrò negli spogliatoi e sgridò i giocatori. Subito dopo fecero gol». I ricordi vanno agli ultimi mesi trascorsi nella palazzina Mainardi. «Non si lamentava mai, ma da certi

suoi sguardi capivi il suo disagio». E nelle parole dell’amica ritorna il temperamento della signora Nanda: «Ad ottobre le parlai della possibilità di trovare una signora che la seguisse in casa. Le dissi ‘Ne parlo con Gigi (Gigi Meroni, il nipote, ndr). Lei mi rispose, battendosi la mano sul petto, ‘Tu ne parli con me’». Negli ultimi anni, prima di morire, Domenico Luzzara confidava agli amici: «Sono stanco. Ho voglia di andare dall’Attilio e di parlare con lui della Cremonese». Forse anche la signora Nanda era stanca. Anche lei aveva voglia di andare dall’amato figlio. I funerali si svolgeranno domani. Il feretro partirà dalla palazzina di via Brescia alle 11 e 40 per la chiesa di San Pietro.

Generosa: erastata crocerossina Attiva inazienda

Fernanda scherza con Mondonico

Ferraroni, Miglioli e Rossi: «Si vedeva poco ma c’era»
do si sia vissuto mestamente». Nanda Luzzara ha avuto un grandissimo rapporto di fiducia con Giuseppe Miglioli: «Non posso negare che Nanda ha sempre avuto tantissima stima e fiducia nei miei confronti. Ricordo che quando c’era da prendere una decisione importante voleva sempre il mio benestare. Era una donna moderna, capace, attenta, sicura del fatto suo, sapeva cosa voleva e voleva essere al corrente di tutto. Anche sulle questioni calcistiche voleva sapere tutto. Ci siamo dati sempre del ‘lei’ anche il nostro era un rapporto molto amichevole. Abbiamo trascorso bei momenti insieme anche con le famiglie». Aristide Rossi, massaggiatore della Cremonese da oltre 30 anni conosceva bene Nanda Luzzara: «Conoscevo bene la signora Nanda, una donna elettrica, dinamica, non stava mai ferma e sapeva sempre tutto. Lei non mancava mai alla partita e ricordo che una volta entrò negli spogliatoi e disse ai giocatori che era necessario tirare fuori gli attributi. Quando uscì tutti mi chiesero chi fosse perché non l’avevano mai vista. Questo per dire che non era una persona invadente ma sempre al corrente di tutto. Sul proprio lavoro poi andava davvero forte, si muoveva in prima persona e non aveva paura di nessuno». (i.g.)

Eraldo Ferraroni, per tanti anni vice presidente della Cremonese, ha appreso la notizia solo nel tardo pomeriggio di ieri. «Conoscevo Nanda da almeno 30 anni, non solo per la mia presenza nella Cremonese, ma anche per la mia attività agricola. Nanda era una donna fatta a modo suo, ma sicuramente era una grande donna. Una benefattrice che ha ottenuto grandissimi successi, una persona di poche parole, ma quando apriva bocca diceva sempre la verità. Una persona sincera e onesta, le piaceva più fare che parlare, una manager che sapeva il fatto suo. Ha vissuto una vita in prima linea, mi spiace solo che l’ultimo perio-

Facciata di palazzo Grasselli Dalla Cariplo 130mila euro

Si è spento Aldo Tavella imprenditore gentiluomo Fatale una caduta in casa
Si è spento ieri Aldo Tavella, 84 anni, noto imprenditore nel settore caseario. Di origini genovesi, aveva vissuto a Cremona sin da quando era ragazzo. Qui aveva compiuto gli studi, quindi si era laureato in giurisprudenza. Era un gentiluomo d’altri tempi, Tavella. Uomo colto e imprenditore illuminato, aveva creduto nella sua attività, con soluzioni d’avanguardia per quanto riguarda la produzione e l’imballaggio di formaggi, di burro e margarina. Da pochi giorni era ricoverato all’ospedale Maggiore, dopo una caduta accidentale in casa, in seguito alla quale aveva battuto il capo. La sua scomparsa ha suscitato vasto cordoglio in città. Aldo Tavella lascia la moglie Marisa, i figlia Simonetta, Tomaso, Mario, gli adorati nipoti e il fratello gemello Mario. I familiari daranno l’ultimo saluto al loro congiunto in Liguria e per espressa volontà della famiglia, l’annuncio della sua morte sarà dato ad esequie avvenute.

Valore aggiunto delle province italiane Cremona stazionaria
Il Nord-Est si piazza sempre al primo posto per crescita economica, ma tra le province spiccano Lodi e Campobasso dove il ‘valore aggiunto’ (cioè la differenza tra il valore della produzione e quello dei costi intermedi) segna rispettivamente un più 6,1 per cento e un più 6 per cento. Sul fronte occupazionale, buone performances sono di Imperia, ancora Lodi e Varese, con rispettivamente un più 6,1 per cento, 6 per cento e 4,5 per cento. E’ la fotografia scattata dall’Istat su ‘valore aggiunto, occupazione e produttività’ nelle province con dati aggiornati al 2006. Per quanto riguarda il Nord-Ovest oltre a Lodi, la crescita del valore aggiunto è stata elevata a Vercelli (più 4,9 per cento), Imperia (più 4,8 per cento) e Varese (più 4,7 per cento). Cremona ha segnato un aumento modesto, cioè l’1,2 per cento, che è tra i più bassi della Lombardia. Addirittura per l’industria c’è un meno 1,6 per cento mentre per i servizi c’è un più 1,6. Per quanto riguarda il valore aggiunto a prezzi base per branca di attività, la città del Torrazzo registra un 1,7 per cento per agricoltura, silvicoltura e pesca; meno 1 per cento per l’industria e 4 per i servizi.

La Fondazione Cariplo ha deliberato di concedere al Comune di Cremona un contributo di 130.000 euro per il progetto ‘Conservare le superfici architettoniche esterne dell’edilizia cremonese: tecniche e processi innovativi in un percorso formativo e divulgativo’. Tale decisione è stata assunta dalla Fondazione a seguito dell’applicazione di una procedura di valutazione comparativa di tutte le richieste di contributo presentate nell’ambito del bando ‘Diffondere le tecnologie innovative per la conservazione programmata del patrimonio storico architettonico’, bando che fa parte dei programmi prioritari di intervento per l’anno 2008. Il progetto presentato propone la realizzazione di un percorso formativo e divulgativo rivolto al personale tecnico del Comune addetto alla gestione del patrimonio immobiliare pubblico. A partire da un caso concerto particolarmente rappresentativo del-

La facciata di palazzo Grasselli

le principali problematiche materiali e conservative dell’edilizia storica cremonese (Palazzo Magio Grasselli), il percorso svilupperà tutte le fasi del processo illustrando le tecniche ed i modelli gestionali più innovativi che sono stati messi a punto di recente, scientificamente control-

lati, economici, di semplice applicabilità e trasmissibilità dopo opportuna formazione del personale e di diretta adattabilità ai diversi immobili pubblici. I 130mila euro permetteranno così di recuperare la facciata, dopo i 700mila euro stanziati per il recupero del tetto.