persone usano le nuove tecnologie e queste stesse si sviluppano. Farò inoltre riferimenti a sistemi sociali e politici, ma solo quando saranno funzionali alla comprensione di alcuni aspetti della stessa regolamentazione e delle logiche che ne sottendono alcune espressioni, soprattutto quando sembrano essere improprie. Alcune tematiche verranno approfondite più di altre, secondo una scala di priorità che ho messo a punto probabilmente in maniera arbitraria, ma sempre tenendo conto di tutti i fattori che le compongono e del loro peso sociale ed economico; stesso discorso che vale peraltro per la stessa selezione di leggi, norme, casi giudiziari e sentenze prese in esame, il che rende il lavoro privo di pretese di esaustività giuridica o legislativa sull’universo del web.Il mio intento è quello di puntare i riflettori sulle maggiori problematiche che caratterizzano l’ambiente digitale e la forma cheessoassumeinrelazionealladicotomia uso/regolamentazione. Parliamo insomma di come le persone usano il web, del ruolo che ad esso assegnano, delle potenzialità d’uso che ad esso riconoscono e di come si muove parallelamente il sistema normativo, anche nelle sue linee di principio e negli intenti che ne fanno da impulso (per dirla in soldoni, nell’atteggiamento che la classe dirigente ha verso il medium, il suo sviluppo, i suoi utilizzi). E di come la Rete prende forma sotto l’effetto delle due spinte, che sembrano essere tra loro in rapporto di reciproco assestamento: il duello tra la richiesta di libertà degli internauti e il tentativo di regolamentazione e limitazione da parte dell’autorità non è cioè costruito su botta e risposta semplici e speculari; le due parti si confrontato, si scontrano, si compenetrano, cambiano entrambe. Se l’autorità pretende di ingabbiare la Rete, ne viene a sua volta influenzata. E la Rete, così come la comunità dei suoi utenti, si modifica e adatta se stessa alla nuova realtà. Il 3