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La scuola dell’infanzia ambiente di

apprendimento, di relazione, di
vita
ISTITUTO COMPRENSIVO BARBERINO MUGELLO
2000-2009
LA SCELTA DEI CONTENUTI
Nella strutturazione di
un percorso si deve
tener conto, della
motivazione e
dell’interesse del
bambino, sempre.
Le esperienze che
si proporranno,
devono far
incontrare i
bambini con “le
cose”(oggetti,
esseri viventi,
ambienti…) in
modo
significativo..
L’ambiente nel quale la scuola si trova
ad agire, può fornire una miriade di
opportunità da utilizzare
E’ importante
inoltre,
privilegiare
l’organizzazione
delle esperienze
attraverso
significativi percorsi
cognitivo-affettivi.
FARE SCIENZE PERCHE’ ?
• PER PERMETTERE UN PASSAGGIO
GRADUALE DAL PERCETTIVO AL
CONCETTUALE
• PER CREARE UN PROCESSO ATTIVO DI
COSTRUZIONE DELLA CONOSCENZA
• PER SVILUPPARE LE COMPETENZE E
RACCORDARLE CON IL REALE
QUALI CRITERI PER FARE
SCIENZE NELLA SCUOLA
DELL’INFANZIA
FAR INCONTRARE IL BAMBINO CON LE COSE
Oggetti,esseri viventi,ambienti
IN MODO SIGNIFICATIVO = concettualmente
dominabile;
PARTIRE DA COSE VICINE,
FAMILIARI, CONCRETE :
per rivalutare quanto
viene dato per scontato e
del quale si sottovalutano
le potenzialità;
Per facilitare
l’apprendimento
favorendo il trasferimento
delle abilità conquistate
all’interno di contesti
conosciuti a cose più
lontane dal vissuto del
bambino.
LA METODOLOGIA

 FARE agire direttamente
in un contesto
• La dimensione esperienziale
metodologica si
fonda sulla  RAPPRESENTARE
valorizzazione del ripercorrere attraverso il
bambino che
ricordo l’esperienza
acquisisce
competenze e le diretta e ampliarla con la
interiorizza. ricerca di particolari o
elementi nuovi

• I passaggi
metodologici  RIELABORARE
essenziali, formularizzare il ricordo
nell’organizzazione attraverso i simboli
delle proposte sono:
FASI DEL PERCORSO

I PERCORSI VENGONO SUDDIVISI IN FASI:
FASE ESPLORATIVA LIBERA
• Questo è il momento emotivamente più
carico e questa fase è caratterizzata dalla
scoperta spontanea e globale dell’ambiente.

• Le cose sono portatrici di una forte
• carica emotiva e affettiva e coinvolgono
aspetti della personalità non riconducibili al
solo ambito cognitivo

Per permettere a ciascuno di
relazionarsi alla “cosa “secondo
modalità e tempi a lui più congeniali
Prima di un approccio razionale ci deve essere spazio per
l’esperienza per conoscere in modo più completo possibile
l’oggetto dell’osservazione.
I bambini , sulla base di
una libera
organizzazione
procedono alla scoperta
dell’ambiente,
dell’oggetto o
dell’essere vivente
singolarmente o per
piccoli gruppi.

E’ proprio in questi
momenti che si instaura
un rapporto positivo
tra il bambino e le cose.
Per far sì che l’entusiasmo e l’interesse fungano da
stimolo e non da intralcio
FASE ESPLORATIVA GUIDATA

• Il bagaglio conoscitivo, inconsapevolmente
accumulato dal bambino nella fase di ricognizione
informale, viene reso cosciente ed
educativamente operante in questa seconda
fase.
Tale lavoro, è programmato dalle insegnanti e le
attività che vengono proposte sono:
• Ricerca di tipo percettivo,
• Educazione all’osservazione,
• Scoperta del mondo animale
• o vegetale,
• Ricerca del minuscolo
ELABORAZIONE GRAFICA INDIVIDUALE,

• attraverso elaborati strutturati, disegni,attività
di costruzione.
La verbalizzazione individuale segue sempre
il lavoro di ogni bambino e viene trascritta
sull’elaborato.
• RIELABORAZIONE DEGLI
ELABORATI INDIVIDUALI
• attraverso conversazioni
collettive
• per realizzare ELABORATI
COLLETTIVI
DURANTE L’ATTIVITA’ VIENE CURATA:
– l’osserv – la
azione : descrizione
cogliere linguistica
le individuale,
informa la scoperta
zioni del lessico
ricavate della realtà
dall’am osservata,
biente

• Capacità di mettere in relazione, di
ordinare e fare
LE VERIFICHE DEI CONCETTI E
DELLE COMPETENZE
Le modalità che permettono alle insegnanti di
verificare l’acquisizione dei concetti sono
molteplici, nella scuola dell’infanzia, la
valutazione non può basarsi esclusivamente
sulle produzioni orali dei bambini, nella fascia
d’età compresa fra i tre ed i sei anni, infatti, il
linguaggio si va ancora strutturando e molti
bambini dimostrano difficoltà a formulare
correttamente anche frasi minime, o
nell’attribuire un significato condiviso a
parole dai connotati fortemente individuali,
per questo motivo, ogni percorso viene
concluso non solo attraverso l’uso della
verbalizzazione, ma anche con
• osservazioni sistematiche: delle
modifiche comportamentali, di
atteggiamento iniziali e finali e delle
produzioni linguistiche in situazioni
spontanee,non legate all’attività
• giochi di manipolazione
• attività grafico-pittoriche
• formulazione di domande
ORGANIZZAZIONE PER I PERCORSI DI
EDUCAZIONE SCIENTIFICA

• L’organizzazione della sezione:
Gli spazi vanno pensati ed adattati al percorso, anche in
maniera semplice.
• L’organizzazione dell’orario delle insegnanti:
I percorsi vanno strutturati e programmati utilizzando le
compresenze delle insegnanti, la flessibilità organizzativa
oraria è lo strumento adatto per facilitarci in tale compito.
• Le proposte devono essere di tipo:
individuali,
piccolo gruppo,
collettive.
Ogni proposta, se attentamente studiata offre alle insegnanti
tempi distesi per seguire ogni singolo bambino. L’attività
scientifica, così programmata ed organizzata, consente, di
osservare e conoscere ogni bambino nella sua vera
personalità, individuarne le conoscenze, osservarne le
difficoltà, saper riconoscere le sue sicurezze o le sue ansie,
così da aiutare ognuno nel proprio percorso di crescita.