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Facciamo un patto?

Dott.ssa Cristina Lalli
Neuropsichiatra Infantile

Educazione
• Complesso di attività con le quali coloro che

hanno già raggiunto una certa maturità,

gli adulti, cercano di rendere possibile e

favorire il medesimo conseguimento a coloro che
sono ancora immaturi,

i giovani.

Agenzie educative
• La prima agenzia educativa è la famiglia

• Grosso errore: pensare che scuola e famiglia

siano due contenitori separati. I problemi nascono
quando tra queste due parti si crea un tipo di
rapporto non integrato.

La scuola assolveva al suo compito e si assumeva il ruolo di autorità educativa. i due sistemi (scuola-famiglia) si sono trovati in un contesto nel quale all’autorità avrebbe dovuto sostituirsi l’autorevolezza. . Agenzie educative Storicamente questi due istituti erano separati: la famiglia lasciava alla scuola tutta una serie di compiti. riconoscendo alla scuola autorità. Il bambino veniva affidato all’insegnante non una delega Quando tutto ciò é andato in crisi.

Società in profonda trasformazione! • Cosa accade alle più importanti agenzie educative? • alla famiglia? • alla scuola? senza tralasciare tutte le altre agenzie che operano nel territorio. .

Crisi della famiglia • La crisi dell’autorità paterna ha favorito la nascita della famiglia detta “affettiva e relazionale”. • Oggi in famiglia si punta più sulla negoziazione della regola e far comprendere le ragioni educative degli eventuali interventi sanzionatori. • Le richieste di obbedienza tout court e il ricorso alla paura delle punizioni fisiche o morali sono state quasi completamente sostituite da queste nuove modalità d’intervento educativo. .

.• La permanenza dei figli in ambito familiare per un periodo di tempo più lungo rispetto al passato (sindrome dei Peter Pan) fa sì che la famiglia si trovi impegnata a negoziare situazioni relazionali nuove e difficili. derivanti da una convivenza generazionale prolungata. • Ne consegue la tendenza a delegare all’istituzione scolastica una significativa parte dell’educazione ai valori della convivenza civile.

in età sempre più precoce. ad informazioni illimitate e ad esperienze relazionali virtuali sempre più imprevedibili.• Entrambi i genitori sono spesso impegnati full time nel lavoro e quindi finiscono col delegare alla scuola il compito di fornire “filtri” emotivi e cognitivi necessari • La possibilità di accesso. . solleva reali ed importanti preoccupazioni nelle famiglie.

per ragioni professionali. • Necessità di istituire molto più precocemente che in passato un’alleanza relazionale ed educativa con la scuola. Famiglia e scuola • Le famiglie oggi. hanno necessità di approdare ai contesti educativi e scolastici fin dalla primissima infanzia dei figli. .

ma non sono neppure condivise dagli altri partner educativi. • La scuola talvolta si trova nella condizione di far sperimentare situazioni di frustrazione a ragazzi cresciuti in un sistema educativo familiare. . quindi anche la sofferenza individuale e il disagio relazionale. • I ragazzi entrano nella scuola portando con sé tutto ciò che li riguarda di persona. in cui queste scelte educative non solo non sono state mai attuate. Le difficoltà della scuola • La scuola si sente sempre più caricata di problematiche che sembrerebbero non riguardarla direttamente.

LIMITI E DIFFICOLTA’ • Difficoltà di comunicazione • Conquistare la fiducia da parte di entrambe le agenzie educative • Problemi di lingua e cultura diverse • Rispetto reciproco dei ruoli • Difficoltà nel comunicare eventuali problemi di apprendimento e/o comportamento .

Ad ognuno e’ richiesto di… • Cogliere la parzialità e i limiti del proprio ruolo non come debolezza. ma come presupposto per esprimere al meglio la propria specificità • Lavorare secondo una strategia delle connessioni per ricercare l’integrazione e la complementarietà • Recuperare una responsabilità educativa diffusa 12 .

Ad ognuno e’ richiesto di… • Rinunciare alla propria centralità. valorizzarlo non giudicarlo • Costruire un’immagine condivisa e promozionale del figlio/alunno 13 . maturando un profondo rispetto e comprensione del punto di vista dell’altro. sentirsi parte e non totalità • Divenire consapevoli dell’ interdipendenza • Riconoscere l’altro.

. Patto Educativo Per Patto Educativo. intendiamo un accordo dichiarato circa una serie di pensieri condivisi. atteggiamenti e azioni che CONDUCONO alla consapevolezza del proprio ruolo.

La scuola ha una grande responsabilità nella crescita e nella costituzione dell’identità personale di ogni bambino. • FAMIGLIA: • IL COMPITO DELLA Contesto primario di SCUOLA: apprendimento.Scuola e famiglia devono seguire un progetto comune. ricoprendo insieme un ruolo formativo in senso ampio. . Conoscere e collaborare con la famiglia per favorire il successo formativo del bambino.

RESPONSABILITA’ EDUCATIVA • e’ funzionale all’aiutare il bambino a divenire il miglior se stesso possibile: è un potere per lui. ma irriducibile 16 . non su di lui • famiglia e scuola hanno una responsabilita’ educativa diversa.

per quanto riguarda. anche attraverso la relazione con l’altro.La scuola. l’aspetto FORMATIVO ED EDUCATIVO. si impegna a:  favorire la maturazione di un’ immagine positiva di sé (correlata alla motivazione all’apprendimento)  promuovere il benessere fisico/ psichico/ sociale dell’alunno. .

pensiero divergente) • avere consapevolezza dei punti di forza e dei punti di debolezza di ogni bambino • riconoscere e gestire le proprie emozioni . sviluppo del senso critico.……attivando percorsi che permettano al bambino di: • esprimere i propri bisogni e le proprie opinioni (potere del linguaggio sullo sviluppo del pensiero.

• conquistare gradualmente:  comportamenti di autonomia  autocontrollo  fiducia in sé  senso critico • riconoscere l’altro come diverso da sé • confrontarsi con l’altro • collaborare nel gioco e nel lavoro • vivere il conflitto come tappa di crescita • escogitare diverse strategie risolutive condivise dal gruppo .

• accettare la frustrazione e l’impossibilità della vittoria assoluta • saper gestire il tempo e lo spazio nel rispetto del singolo e della collettività • rispettare le varie forme di diversità vivendo la differenza come ricchezza • prendere coscienza che ciascuno di noi può essere agente di cambiamento e di sviluppo • assumere comportamenti efficaci per rispettare e tutelare l’ambiente. risorsa per ciascuno e per tutti. .

Per quanto riguarda la quotidianità la scuola si impegna a: • presentarsi come ambiente accogliente. partecipato che è cosa diversa del semplice “sentire”). . • porsi in atteggiamento di ascolto (empatico. stimolante e pulito. • favorire lo sviluppo globale rispettando i tempi di ognuno e le proprie predisposizioni. • rispettare i ritmi e i modi di apprendimento di ogni bambino. • costruire occasioni di successo per ciascuno.

• non programmare più di una verifica scritta nell’arco della stessa giornata .• aiutare i bambini a capire che le regole sono importanti (muro che guida e rassicura quindi permette di crescere forti) per vivere bene insieme e quindi condurli al loro rispetto. • garantire un carico di lavoro equilibrato. • favorire lo sviluppo dell’autonomia . .

• favorire un graduale sviluppo dell’autonomia di pensiero. • garantire spazi adeguatamente attrezzati. • garantire la sorveglianza.• favorire l’autonomia nell’organizzazione del materiale. • garantire l’attenzione ai bisogni primari. del lavoro e della gestione del tempo. .

. ricerca di soluzioni. • costruire occasioni di conoscenza anche attraverso momenti di apertura e di coinvolgimento. condivisione. circa compiti.• offrire un ambiente accogliente (attrezzato. visite d’istruzione e iniziative varie. • fornire comunicazioni puntuali. – comunicare periodicamente il percorso educativo e didattico attraverso momenti d’incontro: il colloquio individuale e le assemblee di classe. aggiornato?). scritte. • esplicitare la metodologia impiegata. • promuovere un dialogo costruttivo aperto basato su: ascolto. • far conoscere la programmazione didattica. • essere aperti alla discussione per giungere ad un punto d’incontro favorevole alla crescita del bambino.

• La scuola è consapevole del ruolo fondamentale che la famiglia riveste nell’azione educativa perciò chiede ai genitori di impegnarsi a partecipare alla vita scolastica attraverso:  la conoscenza  la condivisione  la collaborazione .

STRATEGIE DI MIGLIORAMENTO .

affinchè si possa costruire fin dall’inizio un buon rapporto. Festa dell’accoglienza • Apertura di tutti gli spazi della scuola ai genitori e ai bambini. per permettere uno scambio di relazioni e di esperienze. perché la musica aiuta a coltivare le relazioni (questa strategia può essere utilizzata nella scuola dell’infanzia) • Nella scuola primaria si possono proporre laboratori con giochi didattici o atelier colore dove i bambini. possono sperimentare la propria creatività . • Canti e danze. grazie all’aiuto dei genitori. .

alle sue attitudini e capacità. . QUESTIONARIO • Viene consegnato durante il primo incontro per raccogliere le informazioni necessarie per riconoscere le difficoltà e le esigenze del bambino. • Ogni ordine di scuola avrà il proprio questionario specifico con domande mirate alla conoscenza del bambino.

.

stabilire strategie per coinvolgere i genitori poco presenti. stabilire un contratto educativo scritto da rispettare anche nell’ambiente familiare. coinvolgere i genitori in attività curriculari utilizzando le singole competenze. . 2. 3. Proposte dei genitori • Incontri periodici con la solo presenza dei genitori per: 1.

7. 5.discutere e confrontarsi sulle verifiche effettuate dagli alunni e quindi stabilire dei percorsi alternativi.aprirsi alle nuove problematiche sociali (famiglie allargate. Proposte dei genitori 4. … ). partecipazione dei genitori ad attività scolastiche . diverse approcci comunicativi.

Conclusioni • Riteniamo che il rapporto scuola-famiglia sia fondamentale per la buona riuscita del processo formativo ed educativo di ogni bambino. Le strategie di miglioramento qui proposte possono essere utili al fine di favorire un clima sereno e di collaborazione reciproca tra le due agenzie educative. .

‘I genitori non si limitano a chiamare i figli alla vita. facendoli nascere. ma allo stesso tempo li introducono al mondo. Arendt) . Con l’educazione si assumono la responsabilità nei due ambiti: a livello dell’esistenza e della crescita del bambino e a livello della continuazione del mondo’ (H.

Occorre un villaggio per crescere un bambino (proverbio africano) 34 .