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La teoria di Krashen

• Se Chomsky aveva ipotizzato l’esistenza di un


Language Acquisition Device, Krashen parte
dagli stessi presupposti per la sua Second
Language Acquisition Theory, dove separa in
maniera netta i termini acquisition e learning.
• L’acquisizione è un processo inconscio che
sfrutta le strategie globali dell’emisfero destro del
cervello e quelle analitiche del sinistro 
memoria a lungo termine
• L’apprendimento è un processo razionale,
governato dall’emisfero sinistro e non produce
acquisizione stabile; può però fungere da monitor
nella comunicazione
La teoria di Krashen
• L’insegnante deve quindi puntare all’acquisizione,
perché l’apprendimento può avere risultati
positivi, ma non stabili; per far ciò individua tre
principi:
o Input comprensibile: l’allievo si concentra sul
significato dell’input, e non sulla forma.
o Ordine naturale: l’input deve essere collocato
nell’ordine naturale di acquisizione
immediatamente successivo all’input già
acquisito (i + 1); tutto il pregresso è condizione
necessaria per una nuova acquisizione, ma
anche condizione sufficiente perché una
successiva acquisizione avvenga.
La teoria di Krashen
o Perché l’acquisizione avvenga deve essere
disattivato il filtro affettivo; in stato di serenità
l’adrenalina si trasforma in noradrenalina, che
favorisce la memorizzazione; in caso di stress,
invece, entrano in contrasto l’amigdala
(ghiandola che protegge la mente da eventi
spiacevoli) e l’ippocampo (ghiandola che inizia
il processo di memorizzazione).
o Il meccanismo di autodifesa si attiva a causa di
stati d’ansia, attività che pongono a rischio
l’immagine di sé, attività che minano
l’autostima e attività che provocano un senso
di inadeguatezza
I metodi clinici
(base psicologica)
• Negli anni ‘60-’70 si erano sviluppati anche dei
metodi che Titone definì «clinici», in quanto molto
simili a sedute di psicoterapia; l’insegnante parla
poco, stimola lo studente, lo incoraggia, lo
corregge con fare affettivo…
• La Total Physical Response fu ideata da Asher, e
prevede un insegnante che dà ordini e indicazioni
di grado via via più complicato, fino ad indurre gli
studenti, per eseguire l’ordine, ad usare in
maniera spontanea la lingua; il metodo è tuttora
molto usato nella scuola primaria e
nell’insegnamento dell’italiano per stranieri
I metodi clinici
(base psicologica)
• Il Community Language Learning proposto da
Curran trasferisce nella didattica i metodi della
seduta psicoterapeuta, per cui l’insegnante è un
counselor che resta fuori dal lavoro di
apprendimento, limitandosi a consigliare, aiutare,
cercare di individuare il ritmo e lo stile
d’apprendimento degli allievi; elemento
fondamentale diventa quindi l’affettività.
• Il Silent Way ideato da Gattegno prevede invece
che l’insegnante dia un modello e poi taccia,
lasciando che gli studenti lo ripetano e riutilizzino
in situazioni diverse, eventualmente
correggendoli con gesti o segni.
I metodi clinici
(base psicologica)
• La suggestopedia ideata da Lozanov è il metodo
clinico per eccellenza, molto simile ad una seduta
di psicoterapia di gruppo; le sedute iniziano e si
concludono con un momento di training
autogeno, una musica barocca in sottofondo
accompagna l’apprendimento, i testi vanno
ripresi prima di dormire e appena alzati. I risultati
sono sorprendenti, ma naturalmente è poco
praticabile a causa della necessità di aule adatte,
un numero ridotto di allievi e docenti qualificati
ad hoc, condizioni ben difficili da poter presumere
in ambiente scolastico.
• Quello che questi metodi hanno confermato è
l’importanza del ruolo dell’affettività.