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Funzioni della colonna vertebrale

La conquista della “stazione eretta”, cioè la possibilità di stare in piedi e di


camminare, è il primo carattere distintivo dell’evoluzione dell’uomo rispetto agli
altri animali. Questo compito viene svolto soprattutto dalla schiena, in particolare
dalla colonna vertebrale, una struttura complessa ed efficiente, ancorché delicata,
che ha precise funzioni:
1. consente la stabilità del corpo
2. sostiene la testa, le spalle e gli arti superiori
3. protegge il midollo spinale
4. favorisce la mobilità e gli spostamenti del tronco
5. funge da ammortizzatore, capace di assorbire carichi e forze grazie alla sua
flessibilità ed elasticità
6. garantisce l’equilibrio durante la fase motoria.

Le ossa della colonna vertebrale


La colonna vertebrale, detta anche rachide o spina dorsale, che è una delle prime
strutture che si formano a livello embrionale. Essa è composta da 33-34 ossa, chiamate
vertebre, che si articolano una sull’altra. Procedendo dall’alto in basso, si contano 7
vertebre cervicali, 12 toraciche (o dorsali), 5 lombari, 5 sacrali e 4-5 coccigee. Le ultime
9, nell’adulto, sono fuse tra loro, mentre le altre 24 sono mobili e rese elastiche una con
l’altra, grazie a particolari formazioni cartilaginee, chiamate dischi intervertebrali.
Tutte le ossa contigue sono unite tra loro attraverso un apparato capsulo-legamentoso e
la contrazione e il rilasciamento dei muscoli e dei tendini permettono efficacia e armonia
al movimento. Non dimentichiamo, inoltre, che i capi ossei con le loro cartilagini ricche
di vasi sanguigni apportano “nutrimento” (ossigeno) e presiedono a un’azione di
continuo rimodellamento e riparazione del tessuto osseo. Basti pensare che durante la
vita di un uomo lo scheletro viene interamente rinnovato almeno 7-8 volte. Ed è proprio
il movimento – è bene ricordarlo – che stimola le parti articolari a mantenersi sane ed
efficienti.
L’importanza delle quattro curve alternate
La colonna vertebrale, vista di lato, presenta quattro curve chiamate
rispettivamente: lordosi cervicale, cifosi dorsale, lordosi lombare, cifosi
sacrale. La lordosi è una curvatura fisiologica che presenta una concavità
posteriore. La cifosi è una curvatura a concavità anteriore. Sono proprio
queste quattro curve alternate, che permettono l’elasticità e la solidità della
colonna. Alcuni esperimenti di ingegneria hanno dimostrato che se l’uomo
avesse una colonna vertebrale diritta, essa sarebbe 17 volte meno robusta
ed elastica del normale. Tutte le vertebre hanno un foro (o forame)
intervertebrale, dove passa il midollo spinale, cioè l’insieme dei nervi che
collegano ogni parte del corpo al cervello.
Z ona cervicale
Le vertebre di questa parte della colonna sostengono il cranio e favoriscono i suoi movimenti rotatori. Le
prime due, insieme alla settima, a causa della loro forma, sono dette atipiche: la prima, chiamata atlante, è
fatta ad anello; la seconda, epistrofeo, è caratterizzata da una protuberanza a forma di dente; mentre la
settima, è detta anche prominens perché sporge più delle altre e la si sente sulla schiena tra tronco e collo
come una specie di piccola gobba. La parte cervicale della colonna è circondata dai muscoli trapezii che
reggono il collo e la testa nella parte posteriore e gli stenocleidomastoidei che controllano la rotazione. La
curvatura lordotica con la convessità rivolta in avanti permette, tra l’altro, l’assorbimento dei colpi prodotti
durante la fase motoria a protezione della testa. Sempre da queste vertebre escono i nervi, provenienti dal
midollo spinale e prima ancora dal cervello, che comandano i muscoli delle spalle e degli arti superiori, fino
alle mani.
Zona dorsale
Al tronco dorsale sono collegati gli arti superiori attraverso l’articolazione formata dalla scapola e dalla
clavicola. Quest’ultima, a sua volta, è unita allo sterno, l’osso piatto a cui si collegano anche le prime sette
vertebre.
In gran parte delle vertebre dorsali si articolano le costole e si inseriscono alcuni importanti fasci muscolari,
tra i quali il gran dorsale, così chiamato perché è il muscolo più vasto, come superficie, di tutto il corpo e
consente l’adduzione e la rotazione delle braccia. Nella parte addominale si trova, invece, il diaframma,
muscolo laminare, il cui vertice sale all’interno della gabbia toracica. Questo tratto partecipa al complesso
movimento della respirazione. La colonna dorsale permette le rotazioni, le flessioni e le estensioni di tutta la
schiena.
Zona lombare
Questa zona della colonna, strettamente ancorata al bacino, con le sue vertebre particolarmente robuste
sostiene l’intera spina dorsale e svolge la sua funzione stabilizzatrice del bacino attraverso movimenti – talora
millimetrici – di una vertebra con l’altra. Mentre si cammina, la parte lombare aiuta il basculamento del
bacino (pelvico), cioè il suo spostamento avanti e indietro, e contribuisce alla creazione del “baricentro”,
consentendo a tutto il corpo di mantenere l’equilibrio. Anche in questa zona, sono presenti diverse fasce
muscolari, tra le quali il piccolo e grande psoas, il muscolo iliaco, ecc.
Il mal di schiena non è quasi mai dovuto alle ossa: quasi sempre dipende da una difficoltà di
funzionamento di una sua minuscola componente (muscoli, legamenti, disco). La schiena è
come un orologio di alta precisione in cui anche un piccolissimo granellino di sabbia (una
piccola lesione) può causare notevoli difficoltà (forte dolore). C'è però anche una grossa
differenza: la schiena è enormemente più solida di un orologio. La colonna vertebrale infatti
è una delle strutture più forti del nostro corpo, che deve assolvere a numerosi ed importanti
compiti:
- stabilità: sostiene il tronco, gli arti superiori e il capo;
- mobilità: consente tutti gli spostamenti del tronco e della testa;
- contenimento: proteggere il midollo spinale.
Queste funzioni sono in contraddizione tra di loro (stabilità-star fermi è il contrario di
mobilità-muoversi). Così questa struttura è forte ma anche estremamente complessa, con un
sistema di controllo molto sofisticato. Il suo funzionamento dipende dal solo ed unico
"computer di bordo": il cervello che gestisce il corretto equilibrio delle forze che si scaricano
su di essa. La perdita di quest'equilibrio implica la comparsa del dolore, che segnala che la
schiena è "fuori controllo", "fuori forma".
Il mal di schiena è normale per l'uomo
Da quando abbiamo perso la posizione a quattro zampe, la parte bassa della colonna ha
dovuto subire una serie di adattamenti per cui non era stata inizialmente progettata:
questo probabilmente ha comportato la comparsa del mal di schiena, un dolore tipico
della razza umana. Il fatto di avere poi oggi obbligato la parte bassa della schiena ad
adattarsi alla posizione seduta ha ulteriormente aumentato i problemi. Per questo tutti
soffrono, prima o poi, di mal di schiena: è il nostro stile di vita in quanto uomini, ma
anche lo stile di vita di ciascuno di noi singolarmente ha un ruolo fondamentale.
Le cause teoriche del mal di schiena sono molto numerose. Ancor di più sono i termini
medici che indicano queste cause. Ci sono vocaboli diversi che sono, spesso, definizioni
differenti della stessa patologia: ecco perché andare da tanti medici significa spesso
sentirsi attribuire altrettante diagnosi.

Il mal di schiena non è l'artrosi


L'artrosi è come i capelli grigi, solo un segno dell'età che avanza. . Molte persone con
artrosi non hanno disturbi così come, a parità di artrosi, si hanno dei periodi di dolore
ed altri di benessere. Questa patologia, quindi, è solo un fattore predisponente: chi ce
l'ha non è destinato a soffrire per tutta la vita; deve solo fare una buona prevenzione.
Il mal di schiena non è la discopatia
La discopatia è uno dei primi stadi dell'artrosi: è solo un fattore predisponente al
dolore.

Il mal di schiena non è l'ernia del disco


L'ernia del disco è importante solo se provoca la sciatica. Una volta veniva sempre
operata, ma si è poi scoperto che l'intervento eliminava il dolore alla gamba ma
lasciava problemi di schiena cronici: oggi si interviene solo se c'è un danno grave del
nervo e negli altri casi si consiglia di fare prima un trattamento non chirurgico per un
lungo periodo

Il mal di schiena non è una malattia grave


Le cause gravi di mal di schiena sono rarissime (meno di 1 caso su 300) e basta una
visita medica per individuarle. E' importante, quindi, non farsi prendere dal panico:
tutti, prima o poi, soffrono di mal di schiena.
Mantenersi in forma con dell'attività fisica regolare è fondamentale per
tutti. Anche se fate un'attività professionale che vi richiede molti sforzi fisici,
in realtà non allenate il fisico ma lo usurate, perché le attività lavorative
sono ripetitive: l'attività fisica ricreativa, più varia ed allenante, è comunque
necessaria.
Essere in forma, muoversi aumentando gradualmente le proprie capacità di
compiere degli sforzi, evitare nella vita quotidiana di sedersi sempre e
comunque, fare qualche volta in più le scale, andare a lavorare in bicicletta o
a piedi se possibile. Quando c'è il dolore: provate a camminare, nuotare o
andare in bicicletta per tratti anche lunghi; quando si sta bene: qualunque
tipo di attività fisica purché ci si eserciti progressivamente e costantemente.
Migliora le condizioni dei muscoli che governano i movimenti della colonna, rendendoli più
forti, elastici e pronti a reagire. Rinforza le ossa, ci mantiene elastici, ci fa sentire bene e
sani, ci rimette in forma. Stimola la produzione delle endorfine, agenti chimici corporei
simili alla morfina: dei veri e propri antidolorifici estremamente efficaci. E' uno dei modi
più utili per scaricare le tensioni.
Come fare attività fisica
L'attività fisica funziona solo se viene effettuata regolarmente,
almeno due volte alla settimana e per lunghi periodi. Qualche
fastidio, soprattutto iniziale, è inevitabile: passa presto ed i benefici
che si ottengono li ripagano ampiamente. E' più importante muoversi
regolarmente piuttosto che scegliere l'attività ideale (che non esiste).
Scegliete quindi qualcosa che vi piace e che potete fare senza troppe
difficoltà per le vostre necessità familiari e professionali: è la migliore
garanzia che non smetterete. Fate quindi dell'attività fisica con
continuità e, se non avete dolore mentre la fate, non date retta a chi
vi ha detto che l'attività che avete scelto è dannosa per la schiena.
I nostri consigli
Non fidatevi solo dei farmaci: non risolvono completamente il problema.
Non restate a casa: in questo modo vi concentrerete ancor di più sui vostri dolori e questi aumenteranno.
Non smettete di fare le cose che vi piacciono, in particolare se il dolore non aumenta: questo vale anche per lo sport e le
attività del tempo libero.
Non preoccupatevi, non state diventando invalidi: mai nessuno lo è diventato per un semplice mal di schiena e la possibilità
di altri disturbi è già stata esclusa con la visita medica.
Non intristitevi nei giorni peggiori: il dolore normalmente ha un'intensità variabile ma, come è già stato detto, anche se
momentaneamente aumenta non significa che la situazione sia peggiore.
Non date retta alle "storie dell'orrore" degli altri: non sono reali.
Mantenetevi in forma: camminare, nuotare, andare in bici vi farà sentire meglio per tutta una serie di motivi: vi renderete
conto di poterlo fare senza aumentare particolarmente il dolore, vi gioverà psicologicamente, migliorerà la possibilità di
riparazione dei tessuti, aumenterà la produzione di endorfine (cioè una morfina autoprodotta dal corpo per ridurre il
dolore).
Cominciate gradualmente e fate qualcosa in più ogni giorno, in modo da vedere i miglioramenti.
Continuate a lavorare o riprendete appena possibile, chiedendo incarichi meno pesanti per qualche giorno: il mal di schiena
richiede solo di limitarsi un po'; continuare a lavorare inoltre è una medicina infallibile per la nostra mente.
Siate pazienti: è normale per chi soffre di mal di schiena avere ogni tanto dei dolori o essere bloccati per un breve periodo di
tempo.
Vivete il più normalmente possibile: questo non vuol dire fare gli eroi, con il risultato di incrementare il dolore; significa
invece dosare le proprie forze, concedetevi alcuni momenti di riposo ma permettete al vostro corpo di recuperare nel modo
migliore possibile: con il movimento.
Mantenete le attività quotidiane: evitate solo i veri sforzi.
Come curare il mal di schiena
1. Da solo
Usate i farmaci analgesici cosiddetti da banco, che non richiedono prescrizione medica e che il farmacista può consigliare (il
paracetamolo ha meno effetti collaterali ed è la prima scelta). Le risposte positive (riduzione del dolore) e negative (allergie,
problemi di stomaco e altri) sono individuali e solo voi potete imparare qual è il farmaco migliore per voi. Localmente si
possono applicare sia il caldo che il freddo, sempre secondo la sensibilità individuale. Ricordate che lo stress e la tensione
peggiorano sempre il problema.

2. Dal medico di medicina generale


Una visita del vostro medico permette di individuare i segni (molto rari) che richiedono una immediata attenzione: disturbi ad
urinare; disturbi ai genitali od in sede anale; formicolii, debolezza e intorpidimento di entrambe le gambe; difficoltà di equilibrio
e cadute frequenti; se avvertite uno di questi sintomi non fatevi prendere dal panico ma prendete appuntamento quanto prima
per un controllo.

3. Dallo specialista
Se c'è la sciatica, se ci sono ricadute frequenti, se il dolore non passa o, naturalmente, se lo richiede il medico di base, allora
si va dallo specialista.

Gestire o subire
Anni di ricerche hanno dimostrato che, per tutte le patologie umane, ma per il dolore alla colonna vertebrale in particolare la
sua entità dipende molto dallo stato d'animo con cui viene affrontato.
Un interessante studio ha evidenziato che è possibile suddividere grossolanamente i pazienti che soffrono di mal di schiena in
due grosse categorie: quelli che GESTISCONO il dolore e quelli che lo SUBISCONO.
I pazienti che subiscono il dolore:
Sono preoccupati per il futuro perché pensano che il dolore non passerà più;
Cercano di riposarsi a lungo sperando che il dolore passi;
Si fidano solo dei farmaci;
Non mantengono un'attività fisica compatibile con il dolore;
I pazienti che gestiscono il dolore, invece:
Sono convinti che il dolore, anche se forte, passerà;
Mantengono un'attività fisica compatibile con il dolore e se possono non smettono di lavorare.
Non si deprimono nei giorni peggiori;
Le dieci regole di vita con il mal di schiena
1)Usa il dolore: ti dice cosa non fare.
2.Quando i dolori sono molto forti riposati un po', ma sappi che questo può dare la
sensazione di diminuire il dolore ma non permette una guarigione anticipata.
3.Evita per quanto possibile di metterti a letto durante il giorno.
4.Evita le posizioni ferme mantenute a lungo: il movimento aiuta.
5.Quando stai fermo o ti riposi, adotta sempre le posizioni meno dolorose.
6.Appena puoi, riprendi a muoverti.
7.Spesso la posizione seduta peggiora il dolore: se è così, evitala.
8.Se è possibile continua a lavorare.
9.Non scoraggiarti per il dolore, anche se è forte e dura tanto: questo non significa che la
colonna si sta rovinando sempre di più.
10.Ricorda che ci possono essere delle ricadute: rimetti la schiena in forma.
Le sette regole per il lavoro con il mal di schiena.

1.Non sollevare oggetti pesanti.


2.Mantieni vicini gli oggetti da spostare.
3.Evita di flettere il busto in avanti o di mantenerlo in questa
posizione.
4.Evita la torsione del tronco.
5.Cambia posizione il più spesso possibile.
6.Evita le sedie basse.
7.Da seduto, usa i braccioli ed un sostegno lombare.
I dolori vertebrali beneficiano del movimento, che
evita l'indebolimento precoce dei muscoli ed aiuta i
tessuti a riparare più in fretta. Il riposo, infatti,
impedisce di innescare tutti quei benefici processi
che permettono al corpo di riparare bene e
rapidamente. Il movimento inoltre non peggiora la
situazione in corso. Restare attivi, continuare a
lavorare ed a muoversi, quindi, sia pure accettando di
avere alcune limitazioni nelle attività della vita
quotidiana, è fondamentale, perchè permette di
affrontare meglio il dolore sia psicologicamente che
fisicamente.
SPORT IDEALE? CONSIGLI PER INIZIARE

Per prevenire il mal di schiena non esiste un'attività fisica ideale. Tutti gli sport, se
praticati con criterio sono infatti in grado di migliorare le condizioni fisiche del soggetto.
Esistono tuttavia alcune importanti regole di prevenzione da seguire per evitare che
l'attività fisica si trasformi in un ulteriore trauma per la propria schiena.
Il consiglio principale è quello di scegliere uno sport adatto al proprio livello di
preparazione fisica. Inutile ed addirittura controproducente lasciarsi trasportare
dall'entusiasmo cimentandosi in sforzi eccessivi.
Altro aspetto importantissimo riguarda la costanza con cui si seguono gli allenamenti.
L'attività fisica dovrebbe quindi entrare a far parte delle abitudini di vita del soggetto,
senza essere abbandonata ai primi accenni di miglioramento.
Importante risulta anche la scelta di indumenti adatti che non intralcino i movimenti e di
calzature in grado di proteggere articolazioni e schiena dai microtraumi da impatto
ripetuto. Si consiglia inoltre di avvalersi della consulenza di figure professionali
qualificate in grado di guidare l'individuo nella scelta dell'attività fisica più adatta alle
proprie esigenze.
Occorre infine ricordare che quando si inizia a praticare un po' di moto dopo un lungo
periodo di inattività è del tutto normale avvertire dei fastidi alla bassa schiena. Si tratta
tuttavia di una condizione che regredisce spontaneamente con il passare del tempo
mano a mano che la muscolatura si adatta allo sforzo.
Dato che una delle caratteristiche più importanti dell'attività fisica rivolta alla prevenzione
e alla cura del mal di schiena è la costanza con cui si devono affrontare gli allenamenti,
è bene scegliere uno sport piacevole e gratificante.
Esercizi di tonificazione

Questa tipologia di esercizi aiuta a migliorare la forza e la tonicità dei muscoli che
stabilizzano la colonna vertebrale ed il bacino.
La condizione più frequente in chi soffre di mal di schiena si caratterizza per una debolezza
dei muscoli addominali associata ad un'eccessiva contrazione della muscolatura lombare.
Per questo motivo è utile affiancare ai sopraccitati esercizi di allungamento anche
movimenti specifici per il rafforzamento dei muscoli addominali (retti e obliqui), dei glutei e
dei muscoli stabilizzatori del tronco e degli arti inferiori.

•Sdraiati, supini, gambe piegate, piedi a terra, mani dietro la


nuca
•Espirando sollevare le spalle da terra in modo da avvicinare il
busto al bacino
•Lentamente, inspirando, tornare nella posizione di partenza
•Ripetere 15 volte
•Posizionare un palo od una robusta scopa tra due sedie
•Sdraiati a terra supini, impugnare il bastone in pronazione, con una presa
leggermente più ampia della larghezza delle spalle

•Mantenendo i talloni a terra, espirando, tirare con le braccia verso l'alto fino a
sfiorare la scopa con il petto
•Inspirando tornare nella posizione iniziale e ripetere 15 volte

•In piedi schiena e testa ben appoggiate al muro


•Bacino in retroversione (ruotato in avanti) in modo da far aderire
completamente la zona lombare alla parete; piedi in avanti

•Lentamente scendere fino a formare un angolo di 90° tra cosce e gambe


•Durante la discesa mantenere la schiena appoggiata evitando di inarcare la
zona lombare
•Rimanere in questa posizione per 10-20 secondi e rialzarsi lentamente
Esercizi di allungamento (stretching)

Spesso, quando si segue un programma specifico per migliorare la salute della propria
schiena non viene attribuita la giusta importanza agli esercizi di allungamento. Il fatto
stesso di collocarli al termine della seduta può indurre il soggetto a pensare che si tratti di
un'attività fisica di secondaria importanza.
In realtà il ruolo di questi esercizi è a dir poco fondamentale. Per prevenire il mal di
schiena è infatti importante riacquisire l'elasticità perduta senza limitarsi al miglioramento
della sola forza muscolare. Questa tipologia di allenamento consente di alleviare le
tensioni e migliorare l'elasticità della muscolatura paravertebrale e lombare. Soprattutto
nel primo periodo, quando l'infiammazione ed il dolore non sono ancora passati del tutto,
l'attività fisica dovrebbe basarsi quasi esclusivamente sugli esercizi di scarico e
decompressione della colonna.
Gli esercizi proposti non necessitano di attrezzi particolari e possono essere eseguiti sia in
palestra sia a casa propria.

•Sdraiarsi a terra supini


•Portare le ginocchia al petto avvicinandole il più possibile con
l'ausilio delle braccia
•Mantenere la posizione per 20 secondi, rilassarsi per qualche
secondo e ripetere altre due volte
Le cause del Mal di schiena
Le cause più frequenti sono raccolte nella dizione di "spondilodiscoartrosi" e sono
quelle che interessano la popolazione in generale. Nel contesto di questa categoria il
dolore può essere prevalentemente di origine discale, articolare (le faccette vertebrali),
o miofasciale. Cause più rare di dolore lombare sono elencate nella tabella assieme a
quelle più comuni (ombreggiate) inquadrabili nel contesto spondiloartrosico.

Discogenico Sacroiliaco
Faccette articolari Stenosi spinale
Miofasciale Instabilità vertebrale
Trauma Pregressa Chirurgia
Cause rare Cause ignote
L' ernia del disco (freccia blu) ed il suo rapporto col nervo (la radice, freccia rossa) è
rappresentata nella figura qui a sinistra.

Qui a destra è rappresentato l'aspetto nel cadavere, in una colonna vertebrale tagliata a metà
(taglio sagittale).

Il disco sporge dal margine vertebrale e schiaccia la radice nervosa (il cordoncino bianco nella
figura a sinistra) provocando dolore, spesso la sciatica.

Solitamente il disco ernia ai lati del legamento longitudinale posteriore (una sorta di nastro che
unisce e copre i corpi vertebrali ed i dischi interposti) che è anche la zona prossima alla radice
nervosa. Gli spazi L4-L5 ed L5-S1 (L sta per lombare e S per Sacrale!) sono interessati nel 95%
con una quota rispettiva del 45 e 50%. Segue lo spazio L3-L4 col 5% circa.
Il dolore ed i più rari deficit muscolare o sfinterico
corrispondono al livello dell'ernia discale e quindi al nervo
compresso (la radice in termini medici ). Il livello L4-L5 interessa
la radice di L5, L5-S1 interessa S1. L' ernia rimane di solito
contenuta negli involucri naturali del disco (l'anulus), altre volte
viene espulsa come frammento libero, che nel 70% dei casi
migra verso il basso.
La sciatica
L'ernia del disco si manifesta tipicamente con la sciatica, ossia dolore lungo la
gamba (vedi la figura di fianco). Il dolore esprime la sofferenza radicolare (della
radice nervosa, all'origine del nervo sciatico). Si tratta della radice di L5 o S1, con
prevalenza dei sintomi verso il dorso (L5), o il malleolo esterno (l'osso che sporge
sul collo del piede!) e la pianta del piede (S1). La cruralgia indica invece la
sofferenza di L4, ed il dolore è nella parte anteriore della coscia.
Il dolore è accentuato dai movimenti della schiena, da posizioni protratte (specie
la lunga permanenza in piedi o in posizione seduta), da tosse, starnuto e
defecazione. Al contrario il giacere con le gambe flesse attenua il dolore
Gli esami strumentali
La sofferenza della radice è obiettivata dall'esame elettromiografico.
La radiografia diretta mostra la colonna vertebrale con le modificazioni (transitorie), indotte del dolore
(irrigidimento, scoliosi etc.), o le modificazioni indotte da processi degenerativi (permanenti), come la
riduzione dello spazio discale o la presenza di osteofiti. In proiezione laterale si valutano i diametri del
canale neurale e la posizione delle faccette articolari, queste meglio evidenziabili in posizione obliqua.

La radiografia preoperatoria serve anche a rilevare eventuali malformazioni ossee congenite


(lombarizzazione di S1 o sacralizzazione di L5), aiuta nella localizzazione dello spazio di interesse ed
evidenzia l'ampiezza dello spazio interlaminare.

Anche la TC (tomografia computerizzata) rileva molti di questi elementi, ma soprattutto evidenzia il


disco e l'ernia, permettendo la diagnosi e quindi l'eventuale intervento chirurgico.
Bisogna osservare l'entità del grasso periradicolare per avere un'idea della sofferenza radicolare e le
dimensioni della radice.
La RM dimostra meglio la posizione dell'ernia in rapporto allo spazio discale (proiezione sagittale), un
indizio fondamentale nel sospetto di recidive. Col gadolinio permette di differenziare la fibrosi dalla
recidiva (che non si impregna), ed in caso di complicazioni, illumina la diagnosi mostrando bene lo
pseudomeningocele, la discite, gli ascessi epidurali e la persistenza di frammenti erniari.
Qui a destra un esame RM con l'indicazione dell' ernia del disco.