You are on page 1of 64

L’esame Posturale

Dr.Giorgio Diaferia
Spec. in Medicina Fisica e Riabilitazione
Prof a.c. Medicina dello Sport SUISM-UniTo
Direttore Sanitario e Tecnico Centro di Medicina Preventiva
e dello Sport SUISM-UniTo
Si deve a
ROMBERG il ruolo della vista e della propriocezione podale.
FLOURENS il ruolo del vestibolo.
LONGET il ruolo della propriocezione dei muscoli paravertebrali
DE CYON il ruolo della propriocezione oculo-motrice
MAGNUS il ruolo della pianta del piede.

Qualsiasi alterazione della postura indica che l'individuo sta perdendo terreno
nella sua lotta con la forza ambientale della gravità".
Il termine "postura" proviene dal latino "positura" che vuol dire posizione, termine
a sua volta derivato da pònere. Per postura si intende dunque il rapporto con
cui i diversi segmenti corporei concorrono all'attuazione di un qualsiasi gesto o
posizione
Postura è......
Definizione di Postura
• È il nostro modo di stare in piedi in equilibrio,
garantito da un sistema di regolazione a tutti i
livelli correlati tra loro.
• Ogni modificazione della Postura coinvolge il
“sistema” , può provocare deformazioni ad
ogni livello che comportano alterazioni della
stessa.
Altra definizione di Postura
• Atteggiamento, posizione che l’animale
assume rispetto all’ambiente che lo circonda
• nell’uomo è comunicazione -interazione-
uomo-ambiente individuo-individuo. Pertanto
l’atteggiamento posturale = linguaggio del
corpo: Yang-Yin in Agopuntura
• S.C.M. uno dei principali mm. Posturali
tenendo eretto il capo
Henry Otis Kendall

“La postura è uno stato caratterizzato


dall’insieme delle posizioni delle
articolazioni del corpo in un dato
momento”
La corretta postura può definirsi sinteticamente come la
"deformazione coerente della gravità"[1], in altre parole
la corretta postura altro non è che la posizione più
idonea del nostro corpo nello spazio per attuare le
funzioni antigravitarie con il minor dispendio energetico
sia in deambulazione che in stazionamento; ad essa
vengono a concorrere vari fattori (neurofisiologici,
biomeccanici, emotivi, psicologici e relazionali).
Costante posturale

Posizione ideale del corpo nello


spazio in un momento preciso della
nostra evoluzione filogenetica
Postura sul piano Orizzontale

Non c’è avanzamento né


arretramento della spalla ne di un
gluteo
la postura altro non è che il rapporto del corpo nei tre
assi dello spazio .
Asse longitudinale: è la linea immaginaria che attraversa il corpo dall’alto
(vertice della testa) in basso (in mezzo ai talloni).Attorno a questo asse si
possono eseguire dei movimenti di torsione e di rotazione;
Asse trasversale: è la linea che attraversa il corpo da destra a sinistra,
parallelamente al suolo. Lungo questo asse si possono eseguire piegamenti e
distensioni.
Asse sagittale: è la linea che attraversa il corpo dal davanti al dietro. Attorno a
questo asse si possono eseguire movimenti di abduzione e adduzione.
•Piano mediano: è un piano verticale immaginario che passa attraverso il
centro del corpo (attraverso gli assi longitudinale e sagittale),
•dividendolo in due metà (di destra e di sinistra) uguali o antimeri. Il piano
sagittale è un piano verticale immaginario parallelo al piano mediano
•che non passa necessariamente per il centro. Spesso questi due piani
vengono considerati come un unico piano chiamato sagittale mediano.
•Piano frontale o coronale : è un piano verticale parallelo alla fronte e
perpendicolare al piano mediano (passa per gli assi trasversale e
longitudinale). Divide il corpo in parte anteriore e parte posteriore.
•Piano orizzontale o trasversale : è un piano che divide il corpo in due
metà superiore e inferiore. In posizione eretta è orizzontale. E' situato
perpendicolarmente al piano mediano e al piano frontale e passa per gli assi
trasversale e sagittale.
Test di Autet
Il paziente in decubito supino a gambe distese in rilassamento e lo sguardo verso il
soffitto.
Il Posturologo ponendosi ai suoi piedi, solleva i 2 calcagni ponendoli all’interno dei
palmi delle mani mentre i pollici sono posti sui 2 malleoli laterali.Il Posturologo esegue
una rotazione interna delle gambe all’altezza dei malleoli.
Il Test dei Rotatori dell’Anca serve a
verificare l’ampiezza del movimento di
massima rotazione interna degli arti inferiori
permettendoci di valutare la simmetria del
tono dei muscoli rotatori esterni dell’anca e
da un punto di vista articolare la mobilità del
femore a livello dell’articolazione coxo-
femorale.

Il Test dei Rotatori dell’Anca è utilizzato per


distinguere se la sindrome posturale è ti tipo
ascendente, discendente, psico-emozionale
o viscerale.
Effettuando la manovra di convergenza
podalica (rotazione interna dell’anca), si
valuterà la resistenza dei muscoli rotatori
esterni dell’anca e in particolare del
piriforme.
POSTURA NORMALE ALL’RX
• Angolo sacrale 32°(L5-S1)- disco L3-L4
orizzontale-L3 la + anteriore-istmi vertebrali
liberi
• sul piano orizzontale nessun avanzamento né
del gluteo, né delle spalle
• solo il 10% della popolazione ha una postura
normale
Negli anni 70 il Prof. Martins da Cuhna, fisiatra a Lisbona ha descritto la sindrome di
deficienza posturale come un insieme di segni e sintomi che configurano uno stato
disfunzionale del soggetto. I vari sintomi possono sembrare non inerenti fra di loro o
poco collegabili. Se invece si considera il deficit posturale come una problematica di
un sistema unico (il sistema posturale), ma capace di interagire direttamente o
indirettamente su diversi organi ed apparati, allora sarà più semplice e logico
spiegare la notevole diversità apparente dei sintomi.La sintomatologia manifestata
dal soggetto fa sì che spesso la medicina non riesca a collocare il paziente in una
precisa categoria in quanto i sintomi migrano e colpiscono i più svariati apparati.
Naturalmente l'istruttore non deve sostituirsi al medico, ma una volta che
quest'ultimo ha dichiarato abile all'attività fisica il cliente, allora si potrà, dopo
un'attenta valutazione posturale, cercare di risolvere i vari problemi del cliente
tramite un'attività fisica mirata alla risoluzione dei problemi posturali.
DOLORE TURBE EQUILIBRIO SEGNI OFTALMOLOGICI
cefalea nausea astenopia
dolore retro-oculare stordimento visione mossa
dolore toracico o addominale vertigine diplopia monoculare o binoculare
gastralgia cadute inespletabili scotomi direzionali
rachialgie cattiva localizzazione degli
oggetti nello spazio
SEGNI PROPRIOCETTIVI SEGNI ARTICOLARI SEGNI NEURO-MUSCOLARI
dismetrie sindrome dell'articolazione parestesie
somatoagnosie temporo-mandibolare difetti di controllo motorio delle
errori di apprezzamento del proprio torcicollo estremità
schema corporeo lombalgie
periartriti
distorsioni
SEGNI NEURO-VASCOLARI SEGNI CARDIOCIRCOLATORI SEGNI RESPIRATORI
parestesie delle estremità tachicardia dispnea
fenomeno di Raynaud lipotimie fatica
SEGNI OTORINOLARINGOIATRICI SEGNI PSICHICI
ronzio dislessia
sordità agorafobia
sensazione di corpo estraneo nella difetto di concentrazione
glottide perdita di memoria
disfonia astenia
ansietà
depressione
ALLINEAMENTO SCHELETRICO IDEALE
La stazione eretta : i recettori
• XIX secolo importanza degli occhi (Romberg), Propriocezione mm.
Paravertebrali (Longet), influenza del vestibolo (Flourens), il senso
muscolare (Sherrington), Influenza cerebellare (Babinski): il movimento
intenzionale è seguito ed accompagnato da fenomeni posturali.
• Condizione attiva per cui i mm. della Statica rappresentano i 2/3 di tutta la
ns. muscolatura e non cessano mai la loro attività anche in “riposo”=
sistema di autoregolazione.
• I mm. della dinamica hanno poco tono e non sono indispensabili alla s.e.
• Prima scuola di posturologia nel 1890 a Berlino da Vierordt
Stazione eretta 2
• Posizione vicina all’equilibrio stabile, è una posizione di riposo
attivo in cui l’equilibrio è mantenuto da uno stato di
contrazione minima dei gruppi mm. Interessati.
• Centro di gravità : al davanti di S2, incrocio bisettrici con le
perpendicolari (proiezione sul podoscopio)
• Base di appoggio trapezio isoscele in cui il 2° dito di ogni piede
è allineato con linea podoscopio
• risente anche dello stato psichico e della morfologia
Statica Normale sul piano sagittale e
frontale
• Apice del cranio-apofisi odontoide di C2-c.v. di L3-al
centro del quadrilatero di sostegno-piani scapolare e
gluteo allineati-frecce cervicale e lombare di 4-6 cm./
6-8 cm.
• Linee bi-pupillare/bi-tragalica/bi-mamillare/ bi-
scapolare /bi-stiloidea/bi-pelvica
• Lieve bascula delle spalle e valgismo dell’avampiede
assente in appoggio monopodalico
ALLINEAMENTO SCHELETRICO IDEALE
Ruolo di L3
• Relais vertebrale fondamentale per i mm. Del
dorso
• arco posteriore più sviluppato
• ruolo essenziale nella statica vertebrale
• prima vertebra mobile del tratto lombare data
la fissità al sacro di L4 L5
Nel Piano Antero-Posteriore (vedi figura)
• Deformazioni legate a deformazioni del retropiede ed
allo svolgimento del passo
• B come compenso dei piedi valghi
• C e piedi piatti
• D piedi a doppia componente
• E e piedi vari
• altri recettori apparato stomatognatico-la pelle-
Recettori Posturali
• Esorecettori (soglia plantare-vista-A.T.M.)
danno informazioni sui rapporti con il mondo
esterno
• Endorecettori o Propriocettori (fusi nm.-
O.Golgi-recettori articolari) informazioni sui
diversi segmenti corporei e tra di loro.
• Postura quindi come interazione
plurisensoriale tra diverse strutture
Recettore podalico
• Causativo
• Adattativo
• a doppia componente (sempre da correggere)
BARICENTRO
Linee di gravità
• E’ la linea teorica verticale che passa per il c.g. del
corpo : parte del trago-anteriore C1-C2 e colonna
dorsale-incrocia L2-posteriore alle ultime lombari-per
il centro di gravità al davanti di S2-post.coxo-
femorale-ant.gin.-ant.tibio-tarsiche-su interlinea
mediotarsica di Chopart,
• Sul piano sagittale filo a piombo su occipite,linee
delle spinose, solco gluteo e intermalleolare.
Equilibrio sagittale
• Oscillazione in avanti con tricipite surale,
glutei e spinali lombari
• Oscillazione all’indietro con tibiale anteriore,
estensione dita e quadricipite più addominali
• Equilibrio frontale : tibiali contro
peronei,abduttori contro adduttori
dell’anca,addominali laterali
GINNASTICA POSTURALE
• Approccio globale del paziente : vedere-sentire per
comprendere ed armonizzare
• Stirare i muscoli contratti o retratti rimettendo in
asse i segmenti scheletrici
• esempio CIFOSI DORSALE RIGIDA: spianare il dorso
grazie a pressione sulle spalle da cui compare una
lordosi lombare corretta con flessione delle ginocchia
per cui il capo si reclina posteriormente.
GINNASTICA POSTURALE 2
Bisogna allungare i muscoli spinali in tutta la loro
superficie e non tonificarli ed accorciarli con flessioni
indietro del dorso e del capo contro la resistenza o
cercare di allungarli esclusivamente a livello del
segmento che in stazione eretta è lordotico.
Obiettivi della Rieducazione Posturale

• Presa di coscienza ed attenta gestione del


proprio corpo: corretto uso delle posizioni-
armonica espressione del movimento-
economico impiego delle forze-globale
efficacia delle risposte funzionali.
Francoise Mezièrs: 1949 Rivoluzione
della ginnastica ortopedica
Partecipazione del paziente, correzione
delle compensazioni e delle traslazioni.
Il muscolo non lavora mai isolato.
L'approccio Mézierista in via schematica consiste prima di tutto nel
normalizzare secondo alcuni criteri la forma (struttura) di un corpo,
sapendo che è essenzialmente tramite il gioco di retrazione e
raccorciamenti muscolari (più spesso nella parte posteriore dell'abito
muscolare) che si manifestano i dismorfismi (scoliosi, iperlordosi, cifosi,
ginocchio varo o valgo, cancellazione delle curve, ecc).
Riassumendo, se la forma di un corpo è deformata la funzione che ne
consegue è falsata.
Se vi sono disarmonie morfologiche vi saranno compensi e/o cattive
sinergie, quindi potenzialità di patologie e di dolore.
Vi è un'assoluta complementarità fra il metodo Mézières e l'osteopatia.
Stesso approccio/contatto del paziente (ossa, viscere, fasce, muscoli)
Max
equilibrio
stabilità
Max Min
confort consumo
min stress sulle
energetico
strutture anatomiche
max economia

POSTURA
NORMALE
Catena muscolare posteriore
• Insieme di muscoli poliarticolari ( semimembranoso-semitendinoso-ileo
psoas…..) e con la stessa direzione che si succedono scavalcandosi, i
mm.sono tra di loro interdipendenti. La lordosi è sempre primaria, cifosi e
scoliosi secondarie. Un aumento della tensione mm.post. porta ad una
esagerazione delle curve sagittali e delle scoliosi.
• I mm. Sono troppo tonici e corti e qualunque azione localizzata
(allungamento ed accorciamento) provoca la reazione del
sistema.L’opposizione a questo accorciamento provoca latero-flessioni e
rotazioni del rachide e degli arti (mm. Poliarticolari pari e obliqui=
lateroflex e rotatori) che sono reazioni di COMPENSO
• la rotazione degli addominali dovuta a ipertono delle catene avviene
sempre all’interno, fondamentale il ruolo della respirazione.
Catene muscolari posteriori 2
• La buona organizzazione del corpo che cerca
di mantenere l’equilibrio, di non avere dolore
e di non affaticarsi comporta un dispendio
energetico e dipende dalle funzioni delle
catene muscolari e dalle FASCE di origine
mesodermica che collegano i visceri con i
muscoli con reciprocità di influenza
Catene posteriori muscolari 3
• Grande catena di estensione posteriore : ci
mantiene eretti contro la gravità, va dalla base
cranica alla punta dei piedi ( tricipite-
ischiocrurali,profondi dei glutei e spinali)
• Grande catena anteriore fondamentale nella
respirazione (scaleni-intercostali-diaframma e
massa viscerale si continuano nello Psoas)
Principali cause dei meccanismi di
adattamento posturale

• Riflesso antalgico a posteriori ed a priori


• origine viscerale dermatomo-viscerotomo e
miotomo
• problemi psicologici, sensoriali
Supporti ortopedici

Tecniche manuali

Presa di coscienza della postura scorretta

Rieducazione funzionale della postura


corretta
(attraverso esercizi mirati)
Lo stretching globale attivo S.G.A.
• La lunghezza guadagnata è direttamente proporzionale al
tempo di trazione = stiramenti prolungati + efficaci delle
trazioni brusche
• applicare una forza di 1kg per 50 sec. = 50 kg per 1 secondo su
un muscolo rigido al di là del suo punto critico di tensione, per
cui STIRAMENTI DOLCI E PROLUNGATI
• MAI RISCALDAMENTO PRIMA DELLO STRETCHING per
alterazione del suo coefficiente di elasticità prima di uno
sforzo.
• Meno sono piacevoli più sono EFFICACI
Le Unità Funzionali

• Testa collo = cefalica


• Torace addome = tronco
• Per ogni arto = aa.ss.-aa.ii. Mandibola
• hanno lo stesso sistema di organizzazione basato su un sistema
miotensivo retto ed uno crociato, inoltre occorre sottolineare come il
corpo comprenda 3 sfere : testa-torace-bacino con funzione di
protezione ed hanno un diaframma e possiedono un particolare
anatomico che le rende sincrone ed indipendenti e sono lo Xifoide-il
coccige e l’osso vormiano
Le catene rette del tronco
• Controllano la flesso estensione del tronco e si
dividono in :
• anteriore da T1 al sacro C.R.A.
• posteriore C.R.P. con funzione di appoggio e
regola la C.R.A.
• funzioni arrotolamento e raddrizzamento , la
loro cinetica sbagliata produce frizioni
articolari da cui ARTROSI
Lo stretching globale attivo S.G.A.
• La lunghezza guadagnata è direttamente proporzionale al
tempo di trazione = stiramenti prolungati + efficaci delle
trazioni brusche
• applicare una forza di 1kg per 50 sec. = 50 kg per 1 secondo su
un muscolo rigido al di là del suo punto critico di tensione, per
cui STIRAMENTI DOLCI E PROLUNGATI
• MAI RISCALDAMENTO PRIMA DELLO STRETCHING per
alterazione del suo coefficiente di elasticità prima di uno
sforzo.
• Meno sono piacevoli più sono EFFICACI
Le Unità Funzionali

• Testa collo = cefalica


• Torace addome = tronco
• Per ogni arto = aa.ss.-aa.ii. Mandibola
• hanno lo stesso sistema di organizzazione basato su un sistema
miotensivo retto ed uno crociato, inoltre occorre sottolineare come il
corpo comprenda 3 sfere : testa-torace-bacino con funzione di
protezione ed hanno un diaframma e possiedono un particolare
anatomico che le rende sincrone ed indipendenti e sono lo Xifoide-il
coccige e l’osso vormiano
Le catene rette del tronco
• Controllano la flesso estensione del tronco e si
dividono in :
• anteriore da T1 al sacro C.R.A.
• posteriore C.R.P. con funzione di appoggio e
regola la C.R.A.
• funzioni arrotolamento e raddrizzamento , la
loro cinetica sbagliata produce frizioni
articolari da cui ARTROSI
TEST DI MEERSSERMANN

Per verificare se il difetto posturale


dipenda da una causa ascendente o
discendente
Fig. 3