La logica delle proposizioni

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³Dialectica est ars artium et scientia scientiarum ad omnium methodorum principia viam habens´ da Summulae Logicales di Pietro Ispano( Papa Giovanni XXI)

Alcune definizioni
‡ La logica è una disciplina che si occupa della correttezza del ragionamento e ricerca le regole rigorose per una deduzione corretta. ‡ ³La logica matematica è una scienza precedente a tutte le altre e contiene le idee e i principi che stanno alla base di tutte le scienze´ ( K. Gödel, 1906, 1976)

‡ ³ La logica è, per definizione, lo studio del lògos: in altre parole del pensiero e del linguaggio. O meglio del pensiero e di come esso si esprime attraverso il linguaggio «´ ‡ Piergiorgio Odifreddi ( Le menzogne di Ulisse)

‡ E¶ studio del linguaggio evoluto che è diventato strumento sofisticato di comunicazione basato sulla tripartizione nelle tre categorie fondamentali
‡ Sostantivi ‡ Aggettivi ‡ Verbi che si riferiscono, ovviamente a: ‡ Oggetti ‡ Proprietà ‡ Azioni

‡ Questo può sembrare banale, ma un¶analisi un po¶ più in profondità fa intuire che questo corrisponde ad un modo particolare di ³vedere´ il mondo e ha dato origine a tre generi letterari complementari:

‡ L¶epica ‡ La lirica ‡ Il dramma che si concentrano rispettivamente su: ‡ Il personaggio ‡ Il sentimento ‡ L¶evento

‡ Quindi possiamo affermare che il linguaggio è una ³tecnologia´ ‡ Ogni parola è una parabola essendo messa a fianco o in parallelo alla realtà, cioè va interpretata e compresa e si presta dunque ad essere fraintesa.

‡ Possiamo fare nostra la definizione di linguaggio data da De Saussure : ³ un linguaggio è un sistema di segni distinti corrispondenti ad idee distinte´.

‡ La logica formale ( delle proposizioni ) si occupa soltanto del discorso assertorio ed esclude quindi le esclamazioni, gli ordini le domande e così via.

Esempio: ‡ ³la zebra è un mammifero´ Vero (V) ‡ ³120 è primo´ Falso (F) ‡ ³Firenze è la più bella città d¶Italia´ esprime un giudizio soggettivo quindi non appartiene alle proposizioni di tipo assertorio

Ancora esempi di proposizioni «. «.e non
‡ ‡ ‡ ‡ ‡ ‡ ‡ ‡ Il leone è un insetto La mosca è un mammifero La giraffa ha il collo lungo Il cane è antipatico Il calcio è lo sport più bello Il quadrato è un parallelogramma Quando parte il nonno? La matematica è facile V F non so V F non so V F non so V F non so V F non so V F non so V F non so V F non so

Indica con una crocetta le frasi che sono enunciati logici
‡ ‡ ‡ ‡ ‡ ‡ ‡ ‡ I mesi dell¶anno sono sette I giorni della settimana sono 12 I libri di favole sono noiosi Il trapezio è un quadrilatero Le arance sono succose Il numero 13 porta fortuna Un euro vale 100 centesimi I telefilm sono divertenti si si si si si si si si no no no no no no no no

‡ Qui possiamo tentare un primo parallelismo con la teoria ingenua degli insiemi: nel definire un insieme la ³condizione´ più importante è la ³caratteristica´ cioè non dovrebbero sorgere dubbi sull¶appartenenza o meno di un elemento ad un dato insieme. ‡ Es: A = {x / x è vocale}.

‡ Cosa vuol dire vero o falso? Senza entrare nell¶annosa disputa sul concetto di verità faremo nostra la definizione data da Aristotele negli Analitici secondi: ‡ Dire di ciò che è che è e di ciò che non è che non è è vero ‡ Dire di ciò che è che non è e di ciò che non è che è è falso

Principi che regolano l¶algebra delle proposizioni
‡ principio di non contraddizione Una proposizione non può essere sia vera che falsa principio del terzo escluso ‡ Se una proposizione è vera allora la sua negazione è falsa e se è falsa la sua negazione è vera

‡ Una proposizione non decomponibile tipo ³Marta mangia una mela´ è detta atomica ‡ Una proposizione composta da più proposizioni atomiche si indica come molecolare

Il valore di verità di proposizioni molecolare si potrà evidenziare con le ³tavole di verità´ strumento assai semplice ed efficace. Due proposizioni si diranno equivalenti se avranno la stessa tavola di verità.

š š

OPERAZIONI ELEMENTARI NELL¶INSIEME DELLE PROPOSIZIONI

‡ ‡ ‡ ‡ ‡ ‡
‡

Negazione ( non , ) Congiunzione ( et, ) Disgiunzione inclusiva ( or, V ) Disgiunzione esclusiva ( aut , v ) Implicazione materiale ( ) Coimplicazione materiale ( )
Notiamo che nell¶analisi delle proposizioni non interressa la semantica delle stesse, ma solamente la sintassi.

Negazione (non)
‡ operazione unaria, ‡ se p una proposizione qualsiasi, allora non (p) sarà la sua negazione se una proposizione è vera allora la sua negazione è falsa, da qui segue: non ( non (p) ) = p

Tavola di verità della negazione

p non(p) non(non(p)) V F F V V F

Risolviamo le seguenti proposizioni riducendo fin dove è possibile le negazioni 1. 2. 3. 4. Non è vero che Carla non sa andare in bici Non è un ragazzo che non studia Non potevo non venire alla tua festa Non è vero che non è un film non violento

Avremo:

1. 2. 3. 4.

Carla sa andare in bici È un ragazzo che studia Dovevo venire alla tua festa È un film non violento

³il miele non è dolce´ dice Matteo
‡ Per te la frase è vera o falsa? ‡ Come puoi renderla vera? ‡ Negandola!! non è vero che il miele non dolce,quindi ³il miele è dolce´ Il doppio no è come un sì

Nega le seguenti frasi e attribuisci il valore di verità
1. La rana è un pesce

«««««««««. 2. Il leone è un animale domestico ««««««««««««« 3. Il sole è una stella «««««««««««««
4. Due figure equivalenti hanno la stessa area

««««««««««««««««««

Congiunzione (et)
‡ Date due proposizioni p e q diremo che p et q è vera quando tutte e due sono vere

p V V F F

q V F V F

p et q V F F F

q et p V F F F

p et p V V F F

‡ Dalla tavola si evince che la congiunzione è: ‡ commutativa p et q = q et p ‡ idempotente: p et p = p

‡ p = ³ il quadrato è una figura piana´ V ‡ q = ³ il cerchio è una figura piana´ V p et q =³ il quadrato e il cerchio sono figure piane´ V p = ³ 4 è dispari´ F q = ³ 7 è dispari´ V p et q =³ 4 e 7 sono dispari´ è F

Prova a riconoscere la bicicletta di Fabio sapendo che ha: colore blu e sellino nero Bici 1 Bici 2 Bici 3 Bici 4 Colore nero F Colore blu Colore verde Colore Blu
Sellino verde Non è di Fabio F et F = F Non è di Fabio V et F = F Non è di Fabio F et V = F

F

Sellino marrone Sellino nero Sellino nero

È di Fabio V et V = V

Disgiunzione inclusiva (or,v)
‡ date due proposizioni p, q si definisce disgiunzione inclusiva p v q la proposizione che è vera se almeno una delle due proposizioni è vera:

p V V F F

q V F V F

pvq V V V F

qvp V V V F

pvp V V F F

‡ La ³o´ è anch¶essa commutativa e idempotente.

‡ Es: ad un concorso è ammesso chi è capofamiglia o chi ha compiuto 25 anni. ‡ Quattro persone si sono trovate in queste situazioni: ³ Mario è capofamiglia e ha 21 anni´ ³ Franca non è capofamiglia e ha 23 anni´ ³Carlo non è capofamiglia e ha 26 anni´ ³Giulia è capofamiglia e ha 30 anni´

‡ Chi di loro è ammesso al concorso? Indichiamo con p = ³essere capofamiglia´ q = ³ aver compiuto 25 anni´ La condizione per essere ammessi è p or q vera, quindi

p Mario Franca Carlo Giulia V F F V

q F F V V

p or q V F V V

Le due operazioni sono legate dalle seguenti proprietà
‡ Distributiva ( p v q ) et r = ( p et q ) v ( q et r ) ( p et q ) v r = ( p v q ) et ( q v r )

‡ Notiamo che se vogliamo considerare un parallelismo tra le operazioni di et, or con le operazioni di moltiplicazione e di addizione dobbiamo stare attenti perché se è vero che. ‡ ( a + b ) x c = ( a x c) + ( b x c ) ‡ Non è vero che ‡ ( a x b ) + c = ( a + c) x ( b + c)

‡ Leggi di De Morgan non (p et q ) = non(p) v non (q) la negazione della ³et´ è uguale agli ³o´ dei negati non( p v q ) = non(p) et non(q ) la negazione di ³o´ è uguale alla ³et´ dei negati

Esempio:
‡ p = ³Mario mangia´ ‡ q = ³ Mario beve´
‡ non ( p v q ) = non è vero che (Mario mangia o beve) =

³ Mario non mangia´ e ³Mario non beve´ = non (p ) et non(q)

‡ p = ³Mario mangia´ ‡ q = ³ Mario beve´
‡ Non ( p et q ) = non è vero che ( Mario mangia e beve) = = ³Mario non mangia´ o ³ Mario non beve´ = non ( p ) o non ( q )

La disgiunzione esclusiva: v
‡ La disgiunzione esclusiva : v o aut è vera solo se esattamente una è vera.
p q pvq

V

V

F

V

F

V

F

V

V

F

F

F

Ad una festa un mago fa indossare ad alcuni bambini occhiali e/o cappello ‡ ‡ ‡ ‡ Mara e Teo né occhiale né cappello Anna gli occhiali Lia, Livio e Lucia occhiali e cappello Piero e Sara solo il cappello

‡ Poi dice: ³ si nascondano dietro la tenda i bambini che hanno gli occhiali o il cappello´

‡ Chi si nasconde?

‡ Se la ³o´ è inclusiva ³o = vel´:
Anna, Lia, Lucia, Livio Piero e Sara ( rimangono esclusi Mara e Teo) ‡ Se la ³o´ è esclusiva ³o = aut´ possono nascondersi quelli che hanno una sola caratteristica, ma non entrambi: E precisamente: Anna, Piero e Sara.

L¶implicazione materiale:
‡ Date due proposizioni p e q mediante il connettivo ³se «.allora«.´ si forma una proposizione composta, che si indica con. p q, dove p è l¶antecedente e q è il conseguente:

‡

‡

‡

se oggi c¶è il sole allora vado a passeggiare se il numero degli allievi è divisibile per 6 allora è divisibile per 3 se c¶è il sole allora la piazza è illuminata

p V V F F

q V F V F

p V F V V

q

‡ Se l¶antecedente è falso l¶implicazione è vera tanto nel caso del conseguente vero quanto nel caso del conseguente falso, riprendiamo gli esempi:

‡ se oggi c¶è il sole è falso nulla vieta che vada a passeggio ( conseguente vero) o che non vada a passeggio ( conseguente falso)

‡ Se il numero degli allievi non è divisibile per 6 (antecedente falso ) questo numero potrebbe essere divisibile per 3 ( n° = 21 ) (conseguente vero ) o non essere divisibile per 3 ( n° =20) (conseguente falso ) quindi la proposizione composta è in ogni caso vero

‡ se non c¶è il sole allora la piazza può essere illuminata da fari o essere al buio quindi l¶implicazione è vera.

‡ L¶implicazione materiale può essere espressa tramite la negazione e la disgiunzione inclusiva, o mediante la negazione e la congiunzione, cioè: p q = non(p) v q = non(p et non(q ))

La doppia implicazione o bicondizionale:
‡ date due proposizioni p e q mediante il connettivo ³p se e soltanto se q ´ si forma una proposizione composta che si indica con: p q La proposizione composta con la doppia implicazione è vera quando p e q sono entrambe vere o entrambe false, è falsa quando una e una soltanto è falsa

‡ Si può verificare facilmente che la doppia implicazione è la congiunzione di due implicazioni materiali: p q = (p q ) et ( q p)

Con la tavola di verità si può constatare che la doppia implicazione gode della proprietà commutativa.

‡ Dicesi formula una proposizione molecolare

Tautologia
‡ Una formula è detta identicamente vera, o legge logica, o tautologia se per, tutti i valori delle variabili, assume sempre il valore di verità ( V )
š

p V

non(p) F

p v non(p) V

F

V

V

‡ p = ³n è pari´ ‡ non( p) = ³ n è dispari´

p V F

Non (p) F V

p v non (p) V V

Contingenza

‡ Una formula è detta soddisfacibile, o contingente, se assume valori di verità per certi valori delle variabili e valori di falsità per altri ‡ (p et q ) non(q) è una contingenza:

p V V F F

q V F V F

p et q non(q) V F F F F V F V

(p et q)

non(q)

F V V V

p = ³Mario mangia´ q = ³Mario beve´

p V V F F

q V F V F

pvq V V V F

Contraddizione
‡ Una formula è detta insoddisfacibile, o contraddizione, o identicamente falsa, se assume valore di falsità ( F ) per tutti i valori delle variabili

š

‡ p et non(p ) è una contraddizione p = ³ Mario dorme´ non (p) = ³ Mario non dorme´
p non(p) p et non (p)

V F

F V

F F

‡ Uno degli scopi fondamentali delle logica è la ricerca di forme corrette di ragionamento e l¶assunzione di regole che permettano una deduzione rigorosa. ‡ Le regole di deduzione devono essere tali da permettere di passare da premesse, supposte vere, a conclusioni vere

‡ ³ Se piove la strada è bagnata. La strada non è bagnata, allora non piove´ In formule: p = ³piove´ q = ³ la strada è bagnata´ 1 p q 2 non(q) ___________ non(p) ((p q) et non(q)) non(p)

È una tautologia

p V V F F

q V F V F

(( p

q ) et non(q) ) V V V V

non(p)

‡ ³ se piove la strada è bagnata. Non piove allora la strada non è bagnata´ ‡ p = ³piove´ q = ³la strada è bagnata´
1 p q (( p q) et non(p) ) non(q)

2 non(p)

_______ non (q) non è una tautologia

‡ Def. Una figura di ragionamento è valida se da premesse vere seguono conseguenze vere ‡ Si dimostra che le implicazioni tautologiche corrispondono a tutte e sole le figure di ragionamento valide.

REGOLE DI DEDUZIONE LOGICA
‡ Il ragionamento logico di tipo ipotetico deduttivo, proprio della matematica, poggia su di un processo di deduzione mediante il quale, partendo da alcune premesse (ipotesi) vere si perviene ad una conclusione (tesi) vera. Tale tipo di ragionamento condotto applicando determinate regole, dette appunto regole di deduzione logica o di inferenza costituisce quella che viene chiamata dimostrazione

 

Regola del ³modus ponens´
‡ Se è vera l¶implicazione materia p q ed è vera p (antecedente) allora è vero anche q (conseguente) ‡ p q ‡ p ______ ((p q) et p ) => q q

Regola del ³modus tollens´
Se è vera l¶implicazione materiale p q, ma è falsa q (conseguente), allora è falsa anche p (antecedente) 1 p q ( (p q ) et q ) => p 2 non(q) ____ non (p) ‡

Il simbolo ³=>´ sta per ³ ogni volta che è vera la proposizione scritta a sinistra è vera anche la proposizione scritta a destra´

RELAZIONI TRA LE OPERAZIONI LOGICHE E LE OPERAZIONI FRA INSIEMI
‡ Alla operazione di negazione di una proposizione corrisponde l¶operazione di complementare di un insieme, ‡ Es. ‡ Sia A = { x / x è lettera dell¶alfabeto italiano } ‡ Sia B = {x / x è vocale dell¶alfabeto italiano } ‡ Allora il complementare di B rispetto ad A è ‡ C = {x / x è consonante dell¶alfabeto italiano}

‡ Alla congiunzione ³et´ che lega due proposizioni, corrisponde l¶operazione intersezione tra due insiemi ‡ Es A = { x / 0 < x < 10, con x intero } ‡ B = { x / x è dispari } Allora A B = { 1, 3, 5, 7, 9 }

‡ Alla disgiunzione non esclusiva p v q tra due proposizioni corrisponde l¶operazione di unione tra insiemi : ‡ A = { 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7. 8 } ‡ B = { 2, 4, 10, 7, 12, 9, 11 } A U B ={ 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10, 11, 12}

‡ All¶implicazione logica ³=>´ corrisponde l¶inclusione tra due insiemi Forse sarà il caso di sottolineare che: come l¶inclusione non è un¶operazione tra insiemi, ma una relazione d¶ordine, così anche l¶implicazione logica non è un connettivo, ma esprime una sorta di relazione d¶ordine.

GIOCHI LOGICI

Chi è il colpevole?
‡ Ci fu un furto in un grande magazzino. L¶inchiesta diede i seguenti risultati:
Se il colpevole è un uomo allora è di piccola statura. Se è di piccola statura entrò dalla finestra. Il colpevole è un uomo o quanto meno indossò abiti maschili. Se indossò abiti maschili, ammesso che il racconto del testimone oculare sia degno di fede, egli entrò dalla finestra. La visita al luogo del misfatto mostrò che il colpevole non entrò dalla finestra

‡ ‡ ‡ ‡ ‡

U = il colpevole è un uomo P = il colpevole è di piccola statura Fi = egli entrò dalla finestra A = indossava abiti maschili T = racconto del testimone è degno di fede

Le nostre premesse sono:
‡ ‡ ‡ ‡ ‡ U P P Fi UvA A (T Fi) Non(Fi) è Vera

‡ Ora non dobbiamo preoccuparci del significato delle lettere, pensiamo meccanicamente. Dal fatto che l¶ultima Fi è Falsa la P Fi per essere vera deve avere P falsa. Da ciò deriva che U P per essere vera deve avere U falsa

‡ Se U è falsa U v A per essere vera deve avere A vera. ‡ Se A è vera e A (T Fi) e vera allora anche (T Fi). Ma ricordandoci che Fi è falsa anche T deve essere falsa.

‡ Ricapitolando:

Fi F

P F

U F

A V

T F

Il colpevole non entrò dalla finestra Il colpevole non è un uomo Il colpevole non è di piccola statura Il colpevole indossava abiti maschili Il testimone non è degno di fede

Primo racconto
‡ Antefatto: C¶è un¶isola i cui abitanti sono esclusivamente di due tipi: ‡ I cavalieri che dicono sempre la verità ‡ I furfanti che dicono sempre il falso ‡ e arriva un forestiero che incontra solamente abitanti ³indigeni´ dell¶isola

Gioco 1.1
Il forestiero incontra tre abitanti A, B, C e chiede ad A: ³ lei è cavaliere o furfante ?´ ‡ A risponde borbottando qualcosa e il forestiero non riesce a capire. ‡ Interviene B che dice: ³ A ha detto di essere un furfante´ , A questo punto interviene il terzo uomo C che dice ³ non creda a B´ . ‡ La questione è che cosa sono A,B, C ? ( nel senso di cavalieri o furfanti )

Soluzione gioco 1.1
B = ³ A dice di essere un furfante´ Se A fosse un furfante non potrebbe dire di esserlo perché direbbe la verità, se A fosse cavaliere non potrebbe dire di essere un furfante perché mentirebbe, quindi in nessun caso A può dire di essere un furfante quindi B ha mentito, perciò è un furfante. Siccome C ha detto di non credere a B ha detto la verità allora C è cavaliere. A è indecidibile

Soluzione 1.1
A V V V F V F F F B V V F V F V F F C V F V V F F V F

Gioco 2.1
‡ Il forestiero chiede ad A : ³ quanti cavalieri ci sono tra voi ?´ Di nuovo A borbotta in maniera incomprensibile, interviene B che dice ³ A ha detto che c¶è un cavaliere´ Allora C : ³ non creda a B, sta mentendo´

Soluzione gioco 2.1
‡ La prima cosa da notare è che B e C sono di tipo diverso, quindi se uno è cavaliere l¶altro è furfante. Ora se A fosse cavaliere allora avrebbe mentito, d¶altra parte se A fosse furfante avrebbe detto la verità, contraddizione. Da ciò segue che non può aver detto che c¶è un cavaliere quindi B ha mentito. Allora B è furfante e C è cavaliere, A indecidibile.

A V V V F V F F F

B V V F V F V F F

C V F V V F F V F

Gioco 3.1
In questo problema ci sono solamente due persone, A e B, indigene. A fa la seguente affermazione : ³ Almeno uno di noi è furfante´, cosa sono A e B ?

Soluzione gioco 3.1

A V V F F

B V F V F

Soluzione gioco 3.1
‡ Se A è furfante allora ³ almeno uno di noi è furfante´ è falsa, quindi è vera la sua negazione, cioè ³nessuno è furfante´ quindi se A è furfante è anche cavaliere, contraddizione. Se A è cavaliere allora la frase è vera quindi B è furfante

Gioco 4.1

‡

Supponiamo che A dica : ³sono furfante o B è cavaliere´ cosa sono A e B?

Soluzione gioco 4.1
Sia p = ³sono furfante´ e q = ³ B cavaliere´
‡ Se A è furfante allora (p or q) è falsa => non ( p or q) è vera allora ( per De Morgan) (non p) et (non q) è vera quindi ‡ (non p ) è vera A è cavaliere, contraddizione ‡ Se A è cavaliere p or q è vera e siccome p è falsa deve essere q vera. Quindi A è cavaliere e B è cavaliere

Gioco 5.1

Supponiamo che A dica : ³ sono furfante o 2 + 2 = 5´ cosa si può concludere

Soluzione gioco 5.1
‡ Se A è furfante allora ³sono furfante o 2 + 2 = 5´ è falso quindi ³sono un furfante´ è falso, contraddizione. Se A è cavaliere allora ³sono furfante o 2 + 2 = 5´ è vera, ma non possono essere vere entrambe: A non è furfante e 2 + 2 = 4 allora c¶è una nuova contraddizione quindi Enrico non è un cavaliere!!!!!

Gioco 6.1
‡ ‡ ‡ ‡ Di nuovo abbiamo tre persone A,B, C. A dice ³ Siamo tutti furfanti´ B dice ³ Solo uno di noi è cavaliere´ Cosa sono A,B,C?

Soluzione gioco 6.1
‡ A non può essere un cavaliere perché se lo fosse direbbe il vero e quindi ci sarebbero 3 furfanti cioè anche lui dovrebbe essere un furfante, contraddizione. Allora A è furfante quindi c¶è almeno un cavaliere. Ora se B è furfante C deve essere l¶unico cavaliere quindi B ha detto il vero, contraddizione. Allora B è cavaliere. Ricapitoliamo: A è furfante e B è cavaliere, allora B dice il vero ³c¶è solamente un cavaliere´ allora C è furfante.

Gioco 7.1
Un altro tipo di problema prevede la presenza di cavalieri, furfanti e normali nel senso che i cavalieri dicono sempre la verità, i furfanti mentono sempre e i normali che a volte mentono e a volte dicono la verità. Abbiamo tre persone: ‡ A, B, C che sono cavaliere, furfante e normale, ma non necessariamente nell¶ordine di presentazione. Fanno le seguenti affermazioni: A: ³ Io sono un normale´ B: ³ è vero´ C: ³ io non sono un normale´ Cosa sono A, B, C

Soluzione gioco 7.1
‡ A non può essere un cavaliere, un cavaliere non direbbe mai di essere un normale. Allora A o è furfante o è normale. Supponiamo che A sia normale allora l¶affermazione di B è vera quindi B è un cavaliere ( non potendo essere normale visto che lo è A). Da ciò C è un furfante ma allora non può dire di essere non normale perché sarebbe vero, contraddizione allora A non è normale, quindi A è furfante. B allora ha mentito, ma non potendo essere furfante è un normale che mente e C è un cavaliere.

Secondo racconto
‡ La foresta dell¶oblio Quando Alice entra nella foresta dell¶oblio si dimentica di alcune cose, per esempio non riesce a ricordare il giorno della settimana. Nella foresta dell¶oblio vivono serenamente il Leone e l¶Unicorno. Il Leone mente nei giorni di lunedì, martedì e mercoledì, dice il vero negli altri giorni della settimana; l¶unicorno mente il giovedì, il venerdì e il sabato e dice il vero negli altri giorni.

Gioco 1.2
‡ ‡ ‡ ‡ Un giorno Alice incontrò il Leone e l¶Unicorno. Il Leone disse ³ ieri io mentivo´ L¶Unicorno disse ³ Anche io ieri mentivo´ Quale giorno era della settimana?

soluzione gioco 1.2
‡ Il leone può dire quello che ha detto solo di lunedì ( perché mente) o di giovedì ( perché dice la verità); l¶Unicorno può dire quello che ha detto solo di giovedì ( perché mente ) e la domenica (perché non mente) quindi entrambi possono dire quello che hanno detto di giovedì.

Gioco 2.2
‡ ‡ ‡ ‡ Un¶altra volta Alice incontrò solamente il Leone che le disse. ³ ieri mentivo´ ³ mentirò due giorni dopo domani´ Che giorno era della settimana?

Soluzione gioco 2.2
La prima affermazione ci dice che è: o lunedì o giovedì, la seconda che non è giovedì, quindi è lunedì.

Gioco 3.2
‡ In quali giorni della settimana è possibile che il Leone faccia questa affermazione?: ³ Io ieri mentivo e mentirò di nuovo domani´

‡

Soluzioni gioco 3.2
‡ L¶unico giorno della settimana che rispetta le condizioni date è il martedì, ma allora il Leone ha detto il vero che è impossibile perché di martedì mente, allora quello che ha detto è falso quindi o è di lunedì o di o è di mercoledì ‡

Terzo racconto
‡ Porzia aveva tre scrigni uno d¶oro, uno d¶argento e uno di piombo. In uno di essi nascose il suo ritratto. Porzia avrebbe preso come marito chi fosse riuscito a scegliere lo scrigno giusto ( cioè quello che conteneva il ritratto). Sul coperchio di ogni scrigno c¶era una iscrizione che aveva lo scopo di aiutare il pretendente a scegliere correttamente

Gioco 1.3
Il ritratto è in questo scrigno Il ritratto non è in questo scrigno Il ritratto non è nello scrigno d¶oro

oro

argento

Piombo

Di queste affermazione al massimo una è vera. Dove è il ritratto?

Soluzioni gioco 1.3
‡ Le affermazioni degli scrigni d¶oro e di piombo sono una l¶opposto dell¶altra, quindi una di esse deve essere vera, poiché al massimo una è vera allora l¶affermazione sullo scrigno d¶argento è falsa, quindi il ritratto è effettivamente nello scrigno d¶argento. Siano o, a e p le scritte sopra gli scrigni in ordine dato, allora:

‡

Siano o, a e p le scritte sopra gli scrigni in ordine dato, allora

o V V V F V F F F

a V V F V F V F F

p V F V V F F V F

Gioco 2.3
Il ritratto non è nello scrigno d¶argento Il ritratto non è in questo scrigno Il ritratto è in questo scrigno

Oro

argento

Piombo

Almeno una è vera e almeno una è falsa.

Soluzione gioco 2.3
‡ Se il ritratto fosse nello scrigno di piombo le tre affermazioni sarebbero vere, il che è contrario alle ipotesi. Se il ritratto fosse nello scrigno d¶argento tutte e tre le affermazioni sarebbero false , il che è di nuovo contrario alle ipotesi, allora il ritratto dovrà essere nello scrigno d¶oro.

Siano o, a e p le scritte sopra gli scrigni in ordine dato, allora:
o V V V F V F F F a V V F V F V F F p V F V V F F V F

‡ Giochi con gli insiemi

Gioco 1/ 4
‡ Ad un concorso partecipano 150 candidati. 80 posseggono il diploma in ragioneria, 30 la laurea in economia, 12 diploma e laurea. utilizzando i diagrammi di Eulero-Venn determinare: 1. Quanti candidati posseggono solo il diploma di ragioneria 2. Quanti solo la laurea in economia 3. Quanti non posseggono né diploma di ragioneria, né la laurea in economia.

Soluzione gioco 1.4
‡ ‡ ‡ ‡ 68 sono i ragionieri senza laurea, 18 i laureati in economia ma non ragionieri, 12 il laureti in economia e ragionieri, 52 non hanno né la laurea in economia né il diploma in ragioneria.

Gioco 2.4
‡ Da un¶indagine sulle vacanze di 100 persone si è rilevato che 50 erano state al mare, 25 in montagna, 35 né al mare né in montagna. ‡ Utilizzando i diagrammi di Eulero-Venn determinare: 1. Quante persone sono state sia al mare, sia in montagna 2. Quante persone sono state solo in montagna

Soluzione gioco 2.4
‡ ‡ ‡ ‡ 10 sono andate sia al mare che in montagna, 40 solamente al mare, 15 solamente in montagna e 35 né al mare, né in montagna.

Giochi con indizio di tipo numerico o quasi:

Gioco1.5
In una provetta una sostanza raddoppia ogni secondo. Dopo 60 secondi la provetta è piena, a che secondo era a metà?

1. 59 secondi, se ogni secondo raddoppia il secondo prima era a metà

Gioco2.5
‡ Una persona incontra una amica che le chiede l¶età delle tre figlie. La madre risponde dicendo che il prodotto della loro età è 36. L¶informazione non è sufficiente per determinare l¶età delle figlie. Allora la mamma dice che la somma dell¶età è quel numero civico che entrambe vedono. Ancora le informazioni non sono sufficienti. Allora la mamma dice che la più grande ha gli occhi azzurri. Ora siamo in grado di dire qual è l¶età delle figlie.

scrivere tutte le terne il cui prodotto è 36, quelle uguali una volta soltanto. Sommare i numeri di ogni terna, saranno tutti diversi i risultati eccetto due terne diverse che daranno lo stesso risultato. Scegliere quella terna che il numero più alto.

Gioco 3.5
‡ Due amici che viaggiano nel deserto incontrano una terza persona che non ha di che mangiare. Allora decidono di mettere in comune quello che hanno: i due amici danno uno 3 pani e l¶altro 5. Tutti tre mangiano esattamente la stessa quantità di pane. La terza persona paga i due amici con 8 monete d¶oro. Come dovranno essere divise equamente dai due amici che hanno messo a disposizione il pane?

7 monete a chi ha messo 5 pani e 1 moneta a chi ha messo 1 pane.

Infatti supponiamo di avere un pane, se ne mangiano esattamente la stessa quantità il pane dovrà essere diviso per tre, 1/3 per ciascuno, se ho due pani li divido ciascuno per tre così da ottenere 6 / 3. Con 8 pani ottengo 24 / 3 e ciascuno ne mangia 8 /3, così chi ha messo 5 pani contribuisce per 15 /3 di cui 7 ne regala e 8 ne mangia, chi ha messo tre pani contribuisce per 9 / 3 di cui 1 soltanto ne regala.

Curiosità ³i quattro 4´
‡ ‡ ‡ ‡ ‡ ‡ ‡ ‡ ‡ ‡ ‡ 44 ± 44 = 0 44 : 44 = 1 (4 :4) + (4 / 4) = 2 (4+4+4):4=3 4+(4±4):4=4 ( ( 4 x 4 ) + 4 ) : 4 =5 (( 4 + 4 ) : 4) + 4 = 6 (44 : 4) ± 4 = 7 4+4+4±4=8 4 + 4 + ( 4 : 4 )= 9 (44 ± 4 ) : 4 =10

Inf. XXVII 112-123

Francesco venne poi, com¶io fui morto, Per me: ma un de¶ neri cherubini Li disse: ³Non portar non mi far torto. Venir se ne dee giù tra¶ miei meschini Perché diede il consiglio fraudolente, Dal quale in qua stato li sono a crini Ch¶assolver non si può chi non si pente né pentere e volere insieme puossi Per la contraddizion che nol consente´ Oh dolente! Come mi riscossi Quando mi prese dicendomi: ³forse Tu non pensavi ch¶io loico fossi´!

Analisi delle proposizioni
U è l¶insieme universo V(x) : x ha gravemente peccato P(x) : x si è pentito A(x) : x è stato validamente assolto la costante g è Guido da Montefeltro le premesse del nero cherubino sono tre: 1. V(g) : g ha gravemente peccato 2. Per ogni x ¬(A(x) et ¬ P(x)) assolvere non si può chi non si pente 3. Per ogni x ¬( P(x) et V(x)) pentirsi e peccare contemporaneamente non si può ‡ ‡ ‡ ‡ Tesi: ¬ A(g) Guido non è stato validamente assolto

Se poniamo x = g
1. V(g) 2¶. ¬( A(g) et ¬ P(g)) 3¶. ¬( P(g) et V(g)) ( 1 et 2¶ et 3¶ ) T è una tautologia

1, 2¶, 3¶ sono premesse vere 1 et 2¶ et 3¶ è vera regola del modus ponens [ ( 1et 2¶ et 3¶ ) [ ( 1et 2¶ et 3¶ ) T et ( 1 et 2¶ et 3¶ ) ] T et ( 1 et 2¶ et 3¶ ) ] allora T