UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DI ROMA TRE Facoltà di Scienze politiche

Analisi Tecnica dei Mercati Finanziari
RELATORE DOTT. GIANCARLO PRISCO

Roma, 2 Maggio 2012

I mercati finanziari

Il mercato finanziario è il mercato in cui si trasferiscono mezzi finanziari dagli operatori che registrano un avanzo finanziario a quelli che registrano un disavanzo; La ricchezza finanziaria è la differenza fra le attività finanziarie possedute (azioni, obbligazioni, ecc.) e le passività finanziarie emesse (azioni, obbligazioni, ecc.); Il tasso d’interesse è il prezzo del denaro preso a prestito. Per esempio se a fronte di un prestito di 100 bisogna restituire 105 alla fine dell’anno, il tasso d’interesse annuale sarà (105-100)/100 = 5%.

I mercati finanziari
Esempi di soggetti che acquisiscono attività o passività nel mercato finanziario:  Un’impresa emette obbligazioni (passività) ed acquista azioni di un’altra impresa e titoli di stato (attività);  Lo Stato emette titoli di stato (passività) e possiede partecipazioni in alcune imprese (attività);  Una famiglia possiede azioni di una società (attività) ed accende un mutuo (passività);  La Banca centrale emette moneta (passività) ed acquista titoli di stato(attività).

I mercati finanziari
Sono pertanto essenziali in quanto canalizzano il risparmio, da soggetti che non saprebbero come usarne a soggetti che ne hanno bisogno e sanno come impiegarli. Una solida e sofisticata struttura dei mercati finanziari è un elemento essenziale e un prerequisito importante per lo sviluppo economico. 4 funzioni principali dei mercati finanziari: a) mobilitano il risparmio; b) lo canalizzano verso chi ne ha bisogno; c) rendono il rischio tollerabile, mettendolo in comune e distribuendolo; d) controllano l’operato delle imprese.

Mercati finanziari, motivi di fragilità
a) insufficiente informazione; b) le banche, che sono i principali intermediari finanziari, hanno una struttura fragile in quanto i loro debiti sono a breve e i loro crediti sono a lungo termine esposti a rischi macro-economici, variazione dei tassi e volatilità; c) i mercati finanziari sono soggetti a forti ondate speculative; d) sono soggetti a comportamenti imitativi di branco.

Chi sono gli operatori sui mercati
L'insieme degli operatori

Utilitaristici

Motivati dal profitto

Noise

Produttori

Speculatori

Dealers

Inefficienti

Hedgers Informati Investitori Specialist Scommettitori Anticipatori Dealers puri Bluffers Parassiti Market makers

Pseudoinformati

Perché operare sui mercati

Esigenze di “utilità”:  investire o disinvestire (abitazione, pensione);  dividere il rischio o coprirsi (hedging);  scambiare attività. Esclusivamente per conseguire un profitto;  speculare;  front running;  manipolare (bluff). Le ragioni non sono mutuamente esclusive.

Differenza tra investitori e speculatori

Investitori: non hanno informazioni superiori e pretendono un rendimento per sopportare rischio e differimento. Speculatori: hanno informazioni superiori e le sfruttano per ottenere un rendimento superiore. Falsi speculatori: credono di avere informazioni superiori...

I Traders: tipologie

Utilitaristici  scambiano perché si aspettano di ottenere un’utilità specifica dallo scambio che va oltre il profitto. Motivati dal profitto  scambiano esclusivamente perché si aspettano razionalmente di trarre profitto dal trading. Noise  scambiano pensando di appartenere alla seconda categoria, ma in realtà non vi appartengono (non sono in grado di trarre profitto dall’attività di trading).

Introduzione all’ Analisi Tecnica
Ha come obiettivo primario l’interpretazione dei movimenti di mercato affidandosi all'analisi grafica e/o algoritmica per valutare la futura tendenza dei titoli. E’ uno strumento analitico che prescinde dagli aspetti fondamentali dei titoli quotati.
Si basa sull’ assunto che le informazioni non siano accessibili al pubblico in tempo utile per operare con successo.

Necessità di un linguaggio comprensibile a tutti e non solo agli addetti ai lavori o agli insiders.

Obiettivi
 Studio del movimento di mercato
Come e perché i prezzi si muovono in determinate direzioni

 Finalità analitica
Comprendere la dinamica del movimento dei prezzi

 Finalità d’investimento
Studiare il passato per acquistare titoli mirati

L’ Analisi Tecnica Non Fa Previsioni!
  

L’analisi tecnica non fa previsioni, è una metodologia Tecnica. Una tendenza si presume rimanga e perduri fino ad un cambiamento di tendenza. L’analisi tecnica fa previsioni solo nella misura in cui si occupa di tendenze.

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Limiti dell’Analisi Tecnica

 Mercato non sufficientemente liquido: tale da non consentire l’identificazione di precise tendenze dei prezzi. Presenza di shock esogeni: non rientrano nelle aspettative degli operatori primari (es.11 settembre, operazioni societarie).

 Flottante di mercato esiguo: fasi di volatilità nulle o molte alte.

Attenzione al prezzo
Il prezzo diviene l’unico elemento da osservare sistematicamente per comprendere l’azione del mercato. Un aumento o una diminuzione delle quotazioni non vengono più analizzate in funzione delle ragioni che stanno alla base ma solo come effetto. In pratica si annulla la relazione causaeffetto, in netta contrapposizione con l’Analisi Fondamentale.

Analisi Tecnica e Analisi Fondamentale  Sono considerate due tipologie opposte.  Sono entrambi utili per conseguire un quadro complessivo più chiaro.  L’analisi Fondamentale richiede tuttavia una notevole mole di informazioni che l’Analisi tecnica non necessita, basandosi su osservazioni empiriche.

Analisi Fondamentale
L’analisi fondamentale cerca di individuare il valore intrinseco di un titolo mobiliare in base all’ipotesi che, nel medio - lungo periodo, il prezzo di mercato del titolo tenda ad allinearsi al suo valore “reale”. Per prevedere la capacità futura di produrre utili, e quindi dividendi, occorre considerare molti fattori, tra i quali : - Il contesto economico generale - La situazione particolare dell’azienda

Analisi Fondamentale
Il Contesto economico generale esamina l’ambiente macroeconomico di riferimento, in modo tale da definire i possibili effetti di accadimenti politici ed economici sulle variabili che determinano il processo di valutazione di un titolo quotato.

La Situazione particolare dell’azienda comprende : la considerazione sulle prospettive dell’intero settore merceologico cui appartiene l’azienda in esame. La specifica situazione di quest’ultima, ossia la competitività, la redditività e la struttura finanziaria e patrimoniale, tutto ciò attraverso la costituzione di appositi indici di bilancio e borsistici.

Contesto Economico Generale
- Prodotto interno lordo (PIL): misura il valore dei beni e dei servizi finali al consumo. E’ l'indicatore macroeconomico più importante che dà l'andamento complessivo delle componenti che alimentano il benessere economico di un Paese.

- Inflazione: l'aumento del livello dei prezzi, espresso in variazione percentuale di un indice dei prezzi. - Tassi d'interesse reali: la differenza tra i tassi d'interesse nominali e il tasso d'inflazione. Possono essere anche negativi, quando gli interessi nominali non coprono l'inflazione.

Contesto Economico Generale

- Bilancia dei pagamenti: la differenza tra le entrate e le uscite di valuta estera contro valuta nazionale. Un valore negativo può essere causato sia da importazioni superiori alle esportazioni (tipico segnale di sopravvalutazione della moneta), sia da fughe di capitali (tipico indizio di mancanza di fiducia nella stabilità della moneta e nel futuro del Paese). - Debito pubblico: il valore complessivo del debito accumulato negli anni da uno Stato e finanziato in genere con l'emissione di titoli di stato. - Tasso di disoccupazione: la percentuale dei disoccupati nella forza lavoro di un Paese.

Situazione Particolare dell’azienda
Viene esaminata attraverso lo studio dinamico dei bilanci societari riferiti a più esercizi, al fine di indagare :

- Aspetto economico (capacità dell’azienda di produrre redditi futuri).
- Aspetto finanziario (capacità dell’azienda di mantenere un persistente equilibrio tra fonti e impieghi).

- Aspetto patrimoniale (capacità dell’azienda di conservare il proprio patrimonio nel tempo).

Ai fini operativi, si procede all’analisi degli indici di bilancio, borsistici e dei flussi finanziari

Principali indici di redditività – equilibrio economico
EBITDA Margin – Margine operativo lordo/Fatturato: dall’andamento dei costi operativi, compreso il costo del lavoro. Dipende

ROS o EBIT Margin – Reddito operativo/Fatturato (capacità dell’azienda di produrre redditi futuri): analizza i margini provenienti dal business caratteristico dell’azienda, esprimendo il grado di efficienza dei processi produttivi d’impresa. ROI – Reddito operativo/Capitale investito netto: esprime in modo sintetico ed efficace la solidità, la capacità dell’azienda di perdurare nel tempo e le sue potenzialità reddituali.

Principali indici di redditività – equilibrio economico
ROD – Oneri finanziari/Indebitamento finanziario: Misura la capacità dell’azienda di reperire i mezzi finanziari il cui costo sia in linea con i tassi di mercato. LEVA FINANZIARIA = ROI - Oneri finanziari/Indebitamento finanziario: confronta la redditività degli investimenti con il costo del debito.

ROE – Utile netto/Patrimonio netto: è una valutazione sintetica dell’efficienza del management dell’azienda , in quanto esprime il risultato globale di tutte le scelte compiute dall’azienda nell’ambito della sua attività.

Principali indici di solidità – equilibrio finanziario e patrimoniale
EQUILIBRIO FINANZIARIO = Debt/Equity – Indebitamento finanziario/Patrimonio netto: esprime la dipendenza dell’azienda dalle entità di finanziamento esterne e misura il livello di indebitamento oneroso dell’azienda.

EQUILIBRIO PATRIMONIALE = Indici di copertura delle immobilizzazioni ( Indici di copertura finanziaria): Questa classe di indici è data dal rapporto tra due grandezze dello Stato Patrimoniale e permette di valutare quanto un’impresa sia indipendente finanziariamente e quanto sia in grado di coprire i costi degli investimenti con il capitale proprio ed eventualmente con i debiti di medio - lungo periodo.

Principali multipli di mercato
I multipli di mercato rapportano il prezzo di un titolo quotato ad alcune grandezze di bilancio di importanza rilevante; di seguito i più importanti: P/E = Prezzo/Utile per azione (Price earnings): è usato per giudicare la “congruità” del prezzo di Borsa di un’azione, rapportandolo con il relativo utile. E’ l’indice più sintetico e anche il più utilizzato. Si ottiene dal rapporto di fra il prezzo di mercato di un titoli (la quotazione in Borsa) e l’utile di esercizio diviso per il numero di azioni in circolazione. Più elevato sarà tale valore più sarà valutato il titolo.

P/MP = Prezzo/Patrimonio (Price/book value p/bv): indica il rapporto tra il prezzo di Borsa di un’azione e i mezzi propri dell’azienda. Esprime quante volte la Borsa valuta una società rispetto ai mezzi propri. DIVIDEND YIELD = Dividenzo/Prezzo: è il rapporto tra i dividendi distribuiti per azione e il prezzo dell’azione. Uno yield (rendimento) elevato garantisce all’acquirente un buon ritorno immediato del capitale investito (tuttavia la distribuzione del dividendo non è mai garantita).

Analisi Tecnica e Analisi Fondamentale
 Al fine di attuare un approccio razionale al processo di investimento, si dovrebbe attuare un approccio completo, considerando quindi sia risultati derivanti dall’approccio fondamentale, sia dalle risultanze degli strumenti di analisi tecnica.  Con l’analisi fondamentale, si potrebbe effettuare lo “stock picking” con un orizzonte temporale di medio lungo periodo; con l’analisi tecnica, invece, si potrebbe individuare il“market timing” ottimale.

Analisi Tecnica e Analisi Fondamentale
Nel tempo, con la larga divulgazione dell'analisi tecnica nel mondo, sono emerse una serie di obiezioni riguardo all'approccio tecnico ai mercati finanziari. I principali punti sono quelli dell'autolimitazione, dovuta al comportamento simile di numerosi operatori, e quello di prevedere la direzione dei futuri prezzi mediante il solo utilizzo dei dati passati. Infatti la critica di solito sostiene che i grafici dicono dov'è il mercato, ma non sono in grado di dire dove andrà. L'uso dei prezzi passati per predire il futuro tramite l'analisi tecnica si basa su solidi concetti di origine statistica. Se ci si ponesse seriamente la questione della previsionalità dell'analisi tecnica, si dovrebbe anche porre il problema della validità di ogni altra forma di previsione basata su dati storici, includendo quindi tutte le analisi economiche fondamentali.

Analisi Tecnica

E’ basata su tre premesse fondamentali, sulle quali poggia l’intero corpo di teorie che si sono sviluppate negli anni:

1 – Il mercato sconta tutto 2 – I prezzi si muovono all’interno di un trend 3 - La storia si ripete

“Il mercato sconta tutto”
Nei prezzi di borsa sono incorporati tutti gli elementi di carattere fondamentale, economico, politico e psicologico noti al mercato.

Il movimento dei prezzi riflette in qualsiasi momento l’equilibrio tra domanda e offerta.

“I prezzi si muovono all’interno di un trend”
Il Trend è la tendenza o l’andamento di una attività economica (prezzo, indice, ecc.) con riferimento alla direzione dei prezzi.

L’obiettivo principale dell’analista grafico è l’identificazione di un trend o delle inversioni di tendenza. Lo scopo è di investire nella direzione che creerà maggiori profitti.

“La storia si ripete”
Lo studio del movimento del mercato ha permesso di identificare situazioni tipiche che hanno un riflesso sulle quotazioni.

Numerosi pattern grafici che hanno implicazioni rialziste o ribassiste. Forte enfasi sulla componente psicologica del mercato.

Gli “ingredienti” dell’ analista
PREZZI - Componente principale per lo studio del mercato VOLUMI - Elemento determinante per la conferma della forza dei movimenti (Volumi = carburante) TEMPO - Fondamentale per alcuni tipi di analisi (Cicli, Gann)

Il linguaggio del mercato
- Poche informazioni disponibili per tutti e facilmente reperibili. - Applicabilità a differenti mercati e a differenti orizzonti temporali senza necessità di specializzazione. - Facilità nell’utilizzo. - Vediamo alcuni dei principi fondamentali...

La Teoria di Dow (1900-1902)

- Ha studiato per primo il comportamento dell’investitore - Ha fondato il Wall Street Journal - Le sue idee furono raccolte da Robert Rhea e diffuse come la Teoria di Dow, base dell’analisi tecnica - Insieme a Edward Jones, la creazione dell’ indice Dow Jones

I movimenti di mercato
Trend primari (major trends) - Trend pluriennali (direzione di fondo) Trend secondari (intermediate) - Correzioni rispetto al primario

Trend minori (minor) - Brevi fluttuazioni all’interno del trend intermedio
Analogie con le onde del mare, concetti ripresi da altri studiosi (Elliott).

I movimenti di mercato
I Trend primari costituiscono la tendenza principale, per la quale un mercato si definisce toro (bullish o rializista) e orso (bearish o ribassista). Dura da uno o più anni. Quando la tendenza primaria è al rialzo i prezzi sono in salita per un lungo periodo di tempo, intervallati da reazioni secondarie.

I movimenti di mercato
I Trend secondari sono movimenti opposti alla tendenza principale in un mercato che nel lungo periodo sia bullish o bearish. Questi durano da tre settimane a svariati mesi e possono ritracciare da 1/3 a 2/3 del progresso o regresso acquisito con il movimento primario. Solitamente il ritracciamento è del 50%.

I movimenti di mercato
I Trend terziari o minori sono rialzi o ribassi del mercato che durano un brevissimo periodo di tempo, al massimo tre settimane. Non influenzano i movimenti primari e secondari e sono difficili da individuare, perché si ripetono in maniera pressoché casuale. Presentono inoltre la possibilità di essere manipolati in qualche misura.

Un esempio

Le fasi del mercato

La Teoria di Dow identifica alcune fasi caratteristiche per ogni ciclo di mercato la cui durata varia in funzione della durata del trend al rialzo e del seguente trend al ribasso. Tuttavia poiché qualsiasi ciclo di mercato è composto a sua volta da cicli più brevi, le fasi caratteristiche indicate nelle slide successive sono applicabili anche a periodi limitati.

Le fasi del trend 1/6

Accumulazione - Forti volumi ma poca direzionalità, fase in cui gli investitori professionali iniziano ad acquistare gradualmente molti titoli, generalmente a prezzi bassi, cercando di non far alzare troppo i prezzi.

Le fasi del trend 2/6

Convinzione - In questa seconda fase vi è la convinzione che un nuovo mercato toro ha avuto inizio; le quotazioni salgono e comincia a serpeggiare l’ottimismo.

Le fasi del trend 3/6

Rialzo (Speculazione) - Inizia la fase di rialzo in cui la massa degli operatori inizia a prendere posizione anche grazie all’enfasi che spesso i media danno alle buone notizie economiche. I prezzi aumentano molto assieme ai volumi.

Le fasi del trend 4/6

Distribuzione - È il momento in cui i professionisti che avevano accumulato titoli nella prima fase iniziano gradualmente a monetizzare i guadagni generati dal rialzo vendendo agli ultimi arrivati, i quali generalmente acquistano sui massimi.

Le fasi del trend 5/6

Ribasso ( e Panico) - In questa fase si vedono i prezzi crollare a causa della mancanza di denaro, indispensabile carburante per sostenere il rialzo. I prezzi scendono velocemente e si prepara una nuova fase di accumulazione.

Le fasi del trend 6/6

Frustrazione - È l’ultima delle fasi, in cui gli ultimi rimasti con i titoli in mano li vendono a prezzi minimi. Generalmente si tratta di quei piccoli risparmiatori che avevano acquistato sui massimi, durante la fase di speculazione. L’indebolimento di quest’ultima fase di flessione coincide con un nuovo processo di accumulazione.

Principio della conferma reciproca
Gli indici riflettono lo stato di salute dell’economia, quindi se uno di questi cresce, devono crescere anche gli indici dei settori affini. La teoria di Dow, infatti, affonda le sue radici nel mercato americano ed è basata sull’ipotesi che una sana economia produce e vende i suoi prodotti, e quindi li trasporta. Per tale motivo il DJIA e il DJTA devono confermarsi a vicenda.

I volumi confermano il trend
- Importante elemento di conferma - Espansione nella direzione del trend primario. - In condizioni normali ad un trend ascendente corrispondono volumi crescenti e viceversa. Quando invece il volume delle contrattazioni non reagisce a un movimento di prezzo e viceversa si ha un probabile segnale d’inversione.

Trend e inversioni
Un trend resta valido finché non dà chiari segni di inversione. Obiettiva difficoltà nell’identificare e prevedere i segnali di inversione. Grande importanza dell’esperienza dell’analista tecnico.

Critiche alle teorie di Dow
- Segnali poco tempestivi.
- Consente di prendere posizione solo dopo l’inizio del trend.

- Non è un sistema previsionale ma un metodo per segnalare la direzione del mercato.
- Ha comunque consentito di cogliere il 70% dei movimenti del mercato USA tra il 1920 e il 1975.

Trend: concetti fondamentali
- Necessità di utilizzare determinati strumenti per “misurare” graficamente il trend:

- Trendline Linee che accompagnano il trend -Trendline rialziste Uniscono i minimi crescenti - Trendline ribassiste Uniscono i massimi decrescenti

Trend: concetti fondamentali
Trend Rialzista ( uptrend ): quando abbiamo almeno 2 massimi e 2 minimi crescenti. Trend Ribassista ( downtrend ): quando abbiamo almeno 2 massimi e 2 minimi decrescenti.
MAX MAX

MAX MAX

MIN

MIN

MIN

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IMPORTANTE: Una trendline è tanto più forte e significativa quanto più dura nel tempo e quanto più numerosi sono i punti di contatto.

Dalle trendline ai canali
Per delimitare meglio il trend spesso si traccia una linea parallela alla trendline che viene definita return-line.

I prezzi così delimitati si muoveranno all’interno di un canale. L’operatività comporta la chiusura delle posizioni alla fine del canale, tuttavia l’applicazione di questo strumento richiede grande disciplina.

Dalle trendline ai canali

Supporti e resistenze
I canali aiutano a identificare le aree di supporto (s) e resistenza (r) in corrispondenza delle quali i prezzi tendono a reagire.

Supporti e resistenze
Un supporto rappresenta una concentrazione di domanda che spinge i prezzi al rialzo. Una resistenza, al contrario, indica una concentrazione di offerta che spinge i prezzi verso il basso.

Supporti e Resistenze
Quanto più supporto e resistenza sono significativi tanto più i prezzi stazionano all’interno di un’area. La forza di quest’area è determinata da fattori di tempo e dai volumi delle transazioni.
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Psicologia della Resistenza: 1) Compro a 75€ 2) Il titolo scende fino a 10€ ! 3) Quando torna a 75€ c’è la corrente di vendita.

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Psicologia del Supporto: 1) Vendo a 20€ 2) Quotano a 22 quindi sto perdendo! 3) Quando torna a 20€ c’è la corrente di acquisto.

Supporti e resistenze: dinamici e statici
- si tratta di livelli che si spostano seguendo il trend. - un supporto dinamico segue una trendline rialzista. - una resistenza dinamica segue una trendline ribassista.

- l’importanza di un supporto o di una resistenza aumenta se tali livelli vengono interessati da forti volumi.

Supporti e resistenze: scambio dei ruoli
- Un elemento fondamentale nella dinamica della costruzione dei livelli di supporto o resistenza da parte del mercato è lo scambio dei ruoli.

- Una resistenza violata (al rialzo) diviene un supporto e un supporto violato (al ribasso) si trasforma in una resistenza.

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