Indicatori e oscillatori: definizione

-Modello matematico, costituito da una o più formule, applicato a una serie di valori,siano essi prezzi o volumi. - Lo spazio all’interno del quale l’indicatore sviluppa i propri movimenti porta ad operare una prima distinzione fra gli indicatori in due principali categorie: gli indicatori veri e propri e gli oscillatori.

Indicatori e oscillatori: definizione -

Indicatore: si muove liberamente in funzione dei valori che assume. Non ha pertanto limiti precostituiti. - Oscillatore: si muove all’interno di un range definito, generalmente compreso fra zero e 100. Gli indicatori vengo sovrapposti ai grafici mentre gli oscillatori vengono rappresentati in una finestra separata.

Il concetto di momentum
La costruzione della maggior parte degli oscillatori ruota attorno al concetto di momentum. Modello matematico che, applicato ai prezzi, misura la velocità con la quale essi cambiano con il passare del tempo. Strumento che permette di focalizzare l’attenzione sulla direzione delle quotazioni piuttosto che sulle quotazioni stesse.

Il concetto di momentum
- In analisi tecnica, ai fini della misurazione del momentum, non sono rilevanti tanto i prezzi dalle azioni in valore assoluto quanto la variazione che fanno registrare per unità di tempo. - Un titolo che passa da 10 a 30 fa registrare un aumento in valore assoluto di 20 ma le condizioni del mercato che lo hanno generato saranno molto diverse in funzione del fatto che tale variazione sia avvenuta nell’arco di una settimana o di un anno. - Concetto di velocità e di accelerazione.

Momentum: velocità ed accelerazione
- Il momentum misura quindi il rapporto tra lo spazio percorso e il tempo impiegato e, nel caso dei mercati finanziari, il tasso di crescita di un titolo in un determinato arco temporale. Più elevato è il suo valore, maggiore sarà la velocità del titolo sottostante. - Tuttavia anche i prezzi tendono a raggiungere livelli estremi in corrispondenza dei quali tendono a invertire la loro direzione. - Tali livelli prendono il nome di ipercomprato e ipervenduto e forniscono un importante segnale di allerta circa una possibile inversione di tendenza.

Momentum: la formula costruttiva

Mt=Pt–Pt–n Dove: P = prezzo di chiusura al tempo t; n = numero di giorni precedenti la rilevazione odierna. Se moltiplichiamo la formula x100 la scala di riferimento sarà tale numero.

Il concetto di Momentum

- In tal modo si fissa un relazione tra il prezzo corrente e quello di un periodo precedente prefissato rappresentata da un indicatore che oscilla attorno alla linea dello zero che rappresenta le situazioni in cui i prezzi attuali sono uguali a quelli di n periodi prima.

- L’attraversamento della linea dello zero, il segno e gli incrementi del momentum danno importanti informazioni circa la velocità e l’accelerazione dei prezzi sottostanti.

Il concetto di momentum

Il concetto di Momentum

- Nonostante alcuni oscillatori possano essere utilizzati anche come strumenti trend-following, l’applicazione più interessante riguarda l’identificazione di livelli estremi che possono indicare che la forza propulsiva rialzista o ribassista è prossima all’esaurimento.

- In particolar modo il funzionamento degli indicatori (o degli oscillatori di momentum) è sempre legato alla differenza o al rapporto tra le rilevazioni correnti e quelle di valori passati.

Oscillatori e trading

- Strumenti secondari rispetto ai prezzi. - Non operare solo sul segnale degli oscillatori. - Rischio di percepire falsi segnali come “inequivocabili”.

Oscillatori e trading

- Le lettura e l’interpretazione degli oscillatori

avviene sostanzialmente per mezzo di tre tipi di analisi: - Attraversamento della linea di equilibrio; - Livelli di ipercomprato e ipervenduto; - Studio delle divergenze.

Attraversamento della linea di equilibrio

- La linea di equilibrio normalmente identifica il confine tra le zone in cui si trovano i valori negativi e quelli positivi il cui attraversamento è di per sé un segnale di grande importanza, spesso utilizzato anche per prendere posizione sui mercati.

Attraversamento della linea di equilibrio

Ipercomprato e Ipervenduto - Livelli che identificano potenziali situazioni di eccesso di
acquisti o vendite che potrebbero dar luogo a correzioni più o meno marcate. - Una lettura di un livello ipercomprato o ipervenduto non implica automaticamente che i prezzi ritraccino verso livelli toccati in precedenza. - In particolar modo, all’inizio dei trend gli oscillatori tendono a fornire quasi subito letture estreme, restando poi in zona di ipercomprato o ipervenduto per parecchio tempo.

Ipercomprato e ipervenduto

Studio delle divergenze Capita spesso che, mentre i prezzi del titolo seguitano a fare registrare nuovi massimi o nuovi minimi non avvenga lo stesso per l’oscillatore che, invece, inizia a muoversi gradualmente nella direzione opposta. - Tale situazione, detta appunto di divergenza, informa che la forza del trend in atto non è più la stessa e sovente anticipa inversioni di tendenza o flessioni di rilevante importanza.

- La dinamica della divergenza è fra le più utili nell’attività di analisi e
trova il proprio punto di forza nell’osservazione congiunta della direzione e della velocità delle quotazioni e dei prezzi.

Studio delle divergenze

I principali indicatori e oscillatori

- MACD - Pista Ciclica - RSI - Stocastico - Bollinger Bands

MACD (Moving Average Convegence/Divergence) - Strumento trend-following che sintetizza l’interazione tra due medie mobili. - Utile per evidenziare le fasi di trend. - Molto rischioso per la generazione segnali operativi. - È costruito sulla base della differenza tra due medie mobili.

MACD (Moving Average Convegence/Divergence)

MACD (Moving Average Convegence/Divergence)

- Gli ingredienti sono: - EMA(12) – EMA(26) - Trigger line con EMA(9)

MACD (Moving Average Convegence/Divergence)

La Pista Ciclica

- L’indicatore è costituito dalla differenza fra il prezzo e la
media mobile a 25 periodi. - L’attraversamento della linea di equilibrio da parte dell’oscillatore segnerà il mutamento della tendenza indicando che i prezzi stanno accelerando. - È uno degli indicatori di divergenza più affidabili.

La Pista Ciclica

Relative Strenght Index

- Il punto di partenza per lo sviluppo dell’RSI è la
“vulnerabilità” del momentum puro. - Il momentum reagisce troppo velocemente rispetto a movimenti che possono anche non precedere trend duraturi. - La soluzione, proposta da Wilder (1978) è il Relative Strenght Index.

Relative Strenght Index - L’Rsi è pertanto costruito in modo da disporre di un
meccanismo in grado di attenuare fluttuazioni estreme e basa il proprio funzionamento su una formula che normalizza i dati in modo da limitarne le oscillazioni all’interno di un’area predefinita, tra 0 e 100. - In tal modo diviene anche possibile identificare aree di ipercomprato e ipervenduto (70 – 30). - Questo meccanismo consente quindi di comparare l’evoluzione di strumenti finanziari anche molto distanti tra loro per valore di quotazione.

Relative Strenght Index - La differenza principale fra l’Rsi e il momentum è
rappresentata dal fatto che a parità di dominio temporale il momentum è calcolato sulla base di due sole rilevazioni (quella odierna e quella di n giorni fa) mentre l’RSI utilizza tutti valori compresi nell’intervallo sul quale è calcolato (di norma 14 giorni). - La sua costruzione prevede la creazione del rapporto fra le chiusure rialziste e ribassiste nel periodo considerato dando vita a un indicatore in grado di misurare la forza “interna” del titolo.

Relative Strenght Index

Relative Strenght Index

Relative Strenght Index: operatività

- Acquisto sul rientro nella zona neutrale dopo un periodo
di ipervenduto. - Vendita sul rientro nella zona neutrale dopo un periodo di ipercomprato.

Relative Strenght Index

Stocastico

- Oscillatore che misura la forza o la debolezza di un titolo. - Mette in relazione il valore di chiusura con i minimi e i massimi misurati in un determinato arco temporale. - Oscilla tra 0 e 100. - Definisce zone di ipercomprato e ipervenduto.

Stocastico: ipercomprato e ipervenduto

Stocastico: ipercomprato e ipervenduto

Stocastico: ipercomprato e ipervenduto

- Al di sotto di 20 il mercato è ipervenduto - Al di sopra di 80 il mercato è ipercomprato

Lo Stocastico in pratica

Lo Stocastico in pratica

- L’approccio meccanico non produce risultati stabili. - Gli oscillatori non devono essere considerati come sostituti dei prezzi. - Strumenti complementari.

Le Bande di Bollinger - Media mobile semplice a 20 giorni (la tendenza
centrale). - Due deviazioni standard applicate alla media (+/-). - In tal modo si ottengono bande superiori e inferiori allineate alla media per quanto riguarda la tendenza ma di ampiezza variabile in funzione della volatilità.

Le Bande di Bollinger - Un indicatore in grado di adattarsi automaticamente
attorno alla tendenza centrale espressa da una media a 20 periodi (un mese di trading). - Per la misura della volatilità è stata utilizzata la deviazione standard, intesa come sommatoria degli scarti rispetto alla media, elevata poi al quadrato. - In tal modo le bande arrivano approssimativamente il 95% dei prezzi. a contenere

Le Bande di Bollinger: lo schema

Le Bande di Bollinger: la volatilità

Le bande contengono il 95% dei prezzi - Il primo punto da tenere in considerazione è il concetto
di “contenimento” del 95% dei prezzi. - Significa che quei prezzi che “eccedono” le bande saranno probabilmente dei casi isolati ed eccezionali. - È pertanto possibile aspettarsi un ritorno verso valori medi, cioè quelli contenuti nelle bande, confermato da altri indicatori.

Le bande contengono il 95% dei prezzi

Le bande di Bollinger: la logica

- Le bande di Bollinger segnalano quindi quando i prezzi
sono “alti” o “bassi” su basi relative e non su basi assolute, come nel caso dei canali. - Con l’ausilio di indicatori è possibile ottenere potenti segnali di conferma su possibili inversioni di tendenza, anticipati da divergenze.

Le bande di Bollinger: la logica

Proprietà delle bande di Bollinger - I prezzi manifestano una tendenza a muoversi
velocemente dopo un periodo di bassa volatilità segnalata da un restringimento delle bande. - Movimenti dei prezzi oltre la banda superiore o inferiore indicano rispettivamente notevole forza o debolezza. - Movimenti che si originano da una banda tendono a svilupparsi verso l’altra, specialmente nei mercati in trading range.

Un esempio

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