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A. TRABUCCHI ISTITUZIONI DI DIRITTO CIVILE RIASSUNTO DEL TESTO


CAPO I
IL DIRITTO PRIVATO IN GENERALE
PRINCIPI GENERALI DEL DIRITTO
Ogni societ, ogni gruppo di persone per convivere ha bisogno di regole di
comportamento e di disposizioni per la tutela dei propri diritti e per la soppressione delle
violazioni. Linsieme di tutte queste regole, dette anche norme giuridiche, e dellinsieme
degli Istituti che le emettono e le tutelano, che vanno a regolare la vita dei singoli e
dellintera societ, vengono definite ordinamento giuridico.
Tra i tanti ordinamenti giuridici il pi importante, ma non lunico quello statale, che
posto ai vertici della vita sociale dei cittadini di uno Stato, rappresenta linsieme di tutte
quelle disposizioni che un Paese emette ed esige per la tutele e la realizzazione di tutti
quei fini che lo Stato stesso si prepone tramite la carta costituzionale. Al di sopra
dellordinamento giuridico statale vi sono altri ordinamenti come quello europeo (UE) o
quello internazionale. Accanto a quello statale vi sono quelli degli altri stati esteri e della
Chiesa. Infine allinterno di quello statale ve ne sono altri di carattere privato e pubblico.
Tra quelli di carattere pubblico, che hanno cio valore ed efficacia erga omnes, ricordiamo
quelli regionali, provinciali e comunali.
Caratteristica essenziale dellordinamento statale che questultimo non dipende e deriva
da nessun altro ordinamento per cui definito originario ed indipendente. Nel caso in cui
venisse a mancare una sola caratteristica di queste appena ricordate, si avrebbe una
degenerazione dellordinamento e non sarebbe pi in grado di garantire nulla e verrebbe
ad essere scavalcato da qualche altra cosa. Il riconoscimento degli altri ordinamenti
giuridici, come la chiesa e lunione europea che sono pure originari ed indipendenti,
avviene nel nostro Paese soltanto per una propria volont legislativa che ne autorizza la
convivenza con il nostro ordinamento senza per creare conflitti e sconvolgimenti
dellapparato costituzionale. In questultimo caso verrebbe ad essere attivato un
meccanismo di autodifesa che prevede la composizione di unalta corte costituzionale con
sommi poteri di decisione e tutela della nostra carta costituzionale e di tutte le sue teorie e
principi.
Nel nostro ordinamento, la legge, che il principale atto scritto (fonte del diritto), la
maggiore fonte di produzione della norma giuridica.
Da questa caratteristica deriva il fatto che il nostro un ordinamento fondato sul diritto
positivo cio sulla presenza di norme poste come tali da organi specializzati a tale attivit.
Tuttavia, sin dallantichit, luomo ha voluto convincersi che esiste anche unaltra forma di
diritto, quello naturale, quello, cio, che non dato da nessun organo legislativo ma che
intrinseco alluomo stesso in quanto tale. Pensiamo, ad esempio, a tutte quelle regole che
gestiscono la conduzione familiare della vita. Non esiste nessuna norma che disciplini, se
non in maniera generale nel Codice Civile, lattivit del padre allinterno del nucleo
familiare. Tutto lasciato alla consuetudine, agli affetti e agli istinti delluomo nei
confronti del resto della famiglia. Pensiamo, anche, al divieto di uccidere che ancor prima
di un divieto giuridico o religioso un divieto morale ed istintivo del buon uomo e che
solo dopo si immortalato nel Codice penale.
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Il diritto naturale ha, in fine, trovato la sua massima fonte di vita durante la rivoluzione
francese in cui molti ideali e criteri di vita furono demoliti con la ghigliottina per dare luce
a nuovi altri valori sociali, etici e giuridici che ancora oggi sono alla base della nostra vita
sociale e giuridica. Oggi le principali norme di diritto naturale le ritroviamo scritte nel
trattato internazionale sulle Dichiarazioni dei diritti delluomo.
La legge, quindi, abbiamo detto che contiene un comando obbligatorio per tutti che deve
venire estrapolato dalla stessa e che definito norma e che per distinguersi da tutte le altre
qualificata come norma giuridica.
Questa, per essere tale, deve contenere tre caratteristiche essenziali :
ALTERITA (o bilateralit) = in ogni rapporto giuridico, di qualunque natura
esso sia, vi sono sempre due parti, una che possiede una situazione attiva del
diritto e laltra una passiva. La parte non un individuo soltanto, ma pu anche
essere una aggregazione di individui che lottano per uno stesso ideale o diritto.
Ogni soggetto che non direttamente interessato al conflitto ma passivamente
coinvolto si chiama terzo.
STATUALITA = La societ si fa Stato per organizzarsi ed affidare allo
stesso la gestione di due momenti importanti della vita giuridica di un popolo:
-

La creazione delle norme giuridiche uguali e vigenti per tutti;

- La gestione e la soppressione di tutti i tentativi di evasione dagli obblighi


imposti come legge (norme giuridiche) e lapplicazione dei relativi
provvedimenti.
OBBLIGATORIETA = Limportanza sociale dellordinamento giuridico,
oltre che dallemanazione di norme giuridiche, data anche dalla ricorrenza, se
necessaria, alluso della forza per lapplicazione coattiva delle norme e per la
punizione delle evasioni dagli obblighi giuridici imposti (pena e sanzione).
Da un certo momento in poi, il nostro ordinamento giuridico ha incominciato a produrre
delle clausole generali in materia di diritto civile che non corrispondono ai criteri di
generalit ed astrattezza.
Diversi sono gli articoli del codice Civile che contengono queste clausole soprattutto in
materia di obbligazioni e contratti.
Ad esempio una delle pi importanti clausole che il nostro ordinamento civilistico
contiene il principio sano e giusto di correttezza e di buona fede sancito dallart. 1337
cod. civ. ma da anche molti altri articoli che lo contengono in maniera indiretta.
Una norma per fattispecie consente, come nel caso del Diritto Penale con il Codice Rocco,
una scarsissima attivit interpretativa e dinamica del giudice che non pu fare altro che
applicare la legge.
Nel caso del Diritto civile, invece, il ragionamento per fattispecie impensabile, prima
perch non possibile schematizzare tutti i possibili casi di illecito e di intervento del
giudice e poi perch i casi di necessit giudiziale sono talmente ampi che rendere gli illeciti
civile per fattispecie sarebbe un lavoro troppo ampio ed allo stesso modo inconsistente.
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Cos, invece, il giudice pu analizzare il caso presentatogli dinanzi e rendere meno rigido
il sistema interpretando secondo il momento ed in maniera libera
Solitamente si suole distinguere, prima di ogni altra cosa, il diritto oggettivo dal diritto
soggettivo.
- DIRITTO OGGETTIVO = per indicare linsieme di norme giuridiche che
dispongono regole ed obblighi al cittadino per la tutela dei propri diritto e per la
tutela dellordinamento statale e giuridico in generale.
- DIRITTO SOGGETTIVO = per indicare il potere che lo Stato, e lintero
ordinamento giuridico, attribuisce ad ogni cittadino (soggettivamente) per agire
in difesa e per la tutela dei propri interessi personali.
In tempi moderni, per, si sono riconosciuti anche dei diritti che non possono essere
considerati personali ne pubblici, sono i cosiddetti:
- INTERESSI DIFFUSI che vengono considerati interessi della comunit nel
suo complesso e per questo di particolare importanza (Es. tutela dellambiente);
- INTERESSI COLLETTIVI che sono gli interessi di una data collettivit, cio
non pubblici, non diffusi ma di una circoscritta schiera di uomini racchiusi da
un vincolo comune (Es. sindacati dei lavoratori, Associazioni studentesche, ecc.).
In effetti, per, la concezione di diritto oggettivo presuppone la concezione di diritto
soggettivo infatti ad esempio il diritto oggettivo tutela la mia propriet, il diritto
soggettivo fa si che io possa agire contro chiunque, anche lo Stato, per difendere ogni
violazione della mia propriet.
In generale, quindi, esiste una tutela degli interessi comuni ad un Paese e quelli del
singolo cittadino.
A di tale distinzione trova applicazione rispettivamente il diritto pubblico e il Diritto
Privato.
- DIRITTO PUBBLICO = Regola, da una parte lorganizzazione dello Stato e di
tutti gli altri enti pubblici (Regioni, provincie, comuni, ecc.) e i loro rapporti, e
dallaltra parte il rapporto tra questi enti pubblici e il singolo cittadino.
- DIRITTO PRIVATO = Regola linteresse fra i singoli cittadino e che comunque
non siano enti pubblici, cio portatori di interessi comuni e superiori a quelli
privati. In questi rapporti i cittadini sono posti fra loro in uno stato di parit.
Anche lo Stato, o gli altri enti pubblici, quando non sono portatori di interessi
comuni e quindi non superiori a quelli del singolo, ma portatori di interessi
patrimoniali, vengono considerati allo stesso modo dei cittadini e sottoposti al
Diritto Privato.
LE FONTI DEL DIRITTO
Lespressione fonte del diritto comprende due significati:
- FONTE DI PRODUZIONE o CREAZIONE = con questa definizione si suole
indicare tutte quelle fonti da cui il diritto sgorga, quindi tutte quelle fonti che
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creano effettivamente lordinamento giuridico (costituzione, leggi, regolamenti ed


usi normativi).
- FONTE DI COGNIZIONE o CONOSCENZA = con queste definizione si
vogliono indicare tutte quelle raccolte ufficiali di leggi e di norme giuridiche che
portano alla conoscenza dei cittadini le progressive leggi create dallo Stato.
In tema di fonti del diritto importantissime sono le disposizioni preliminari al Codice
Civile (dette anche preleggi) che a norma di diversi articoli ci danno una visione generale e
chiara delle norme di produzione e dei diversi criteri e metodi di applicazione.
A norma dellart. 1 disp. prel. cod. civ. le fonti di produzione, nel nostro ordinamento sono
quattro e cos gerarchicamente distribuite:
-

Costituzione;
Leggi ordinarie dello Stato;
Regolamenti governativi;
Norme corporative;
Usi normativi;

Tuttavia in relazione alla nuova normativa comunitaria e ai vari trattati internazionali che
si sono susseguiti in questi ultimi decenni, sembrerebbe opportuno modificare tale
struttura genealogica aggiornandola con nuove fonti normative.
Infatti accanto al testo Costituzionale si sono affiancate anche tutte le leggi costituzionale
che, a norma dellart. 138 della Costituzione, il nostro ordinamento giuridico equipara alla
Costituzione stessa.
Inoltre, con lingresso dellItalia allinterno della comunit Europea, oltre alla costituzione
e alle leggi costituzionali so devono inserire al primo posto anche tutte le fonti del diritto
comunitario (Regolamenti e Direttive).
Questa competenza, con efficacia anche interna al nostro Paese, della comunit europea ha
creato non pochi dubbi e sollevato non poche perplessit sul fatto che allordinamento
giuridico nazionale si sovrasti quello comunitario.
Proprio per questo motivo la Corte Costituzionale si pronunciata in diverse occasioni
ribadendo che lattuazione delle norme comunitarie non opera di sopraffazione
dellordinamento europeo a quello italiano dato che non finalizzato alla priorit su quello
nazionale ma concorre perfettamente in un binario parallelo.
Inoltre, dice la Corte Costituzionale in merito, le norme comunitarie trovano applicazione
anche nel nostro Paese dopo che il Parlamento italiano ha ratificato il trattato di Mastricht
con una legge dello Stato e quindi ha fatto proprio lattuazione di norme straniere con una
norma italiana.
Inoltre spetta al giudice ordinario applicare al caso specifico eventuali norme comunitarie
esistenti in materia.
Per questo motivo, negli ultimi decenni, la Comunit europea ha emanato Direttive e
Regolamenti per lindirizzo di determinati settori finanziari, commerciali ed industriali
conformando tutti i Paesi membri alle stesse disposizioni per motivi di trasparenza,
sicurezza e tutela, soprattutto nei luoghi di lavoro.

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Inoltre da specificare che la competenza a legiferare norme in materia di Diritto Privato


stata riservata esclusivamente allo Stato centrale, tramite il Parlamento, dallart. 117 Cost.
che consente cos un indirizzo unico ed uguale per lintero Paese.
Pertanto un siffatto ordinamento esclude la competenza delle Regioni a legiferare in
materia di Diritto Privato.
La COSTITUZIONE nella parte iniziale del suo testo contiene tutta una serie di
articoli e di principi che si considerano punti cardini del nostro ordinamento giuridico
dettando norme di carattere sociale ed economico (importante soprattutto lart. 1
Cost.)
La LEGGE per sua natura, volont dello Stato, ma pu essere anche delle Regioni,
soprattutto quelle a Statuto speciale, o delle Provincie, ma solo quelle autonome di
Trento e Bolzano. Frutto della legge sono i codici e i testi unici.
Spesso il Parlamento, in materie molto settoriali e tecniche, avendo una scarsa
competenza in materia, detta, con leggi apposite. Gli indirizzi da seguire al Governo il
quale, sfruttando la deroga legislativa data dal Parlamento con la stessa legge
indirizzo, si impegna, soprattutto grazie a tecnici qualificati esterni al Governo stesso, a
redigere un insieme di norme in materia che andranno poi a disciplinare attivamente e
con piena forza di legge, una volta approvato dal Parlamento, il settore per cui sono
state create.
Questo proprio il procedimento che stato seguito nel 1942 per la creazione del
Codice Civile e di Procedura Civile attuale, nel 1931 per il Codice Penale, nel 1989 per il
Codice di Procedura Penale, per il Codice della navigazione e per la legge fallimentare.
Comunque le esigenze di una vita in continua evoluzione e di un ordinamento
giuridico sempre in fermentazione hanno fatto si che tutte queste fonti venissero
modificate, abrogate in parte ed aggiunte con nuove disposizioni, per rendere sempre
pi armoniosa la vita giuridica con quella economica e sociale del nostro Paese.
Inoltre, spesso, le esigenze del sistema portano a raccogliere tutte le leggi in vigore per
una data materia, in modo da avere una facile consultazione delle stesse e una
chiarezza legislativa di particolare e spiccata efficacia.
Le nostre attuali codificazioni derivano, anche se contengono notevolissime differenze,
dalle passate codificazioni giuridiche come quella di Giustiniano, nellantico Sacro
Romano Impero, con il Corpus Juris o come quello del mitico Napoleone con il Codice
Napoleone del 1804 e in vigore fino al 1942.
Questultimo codice, infatti, rappresent uno sconvolgimento della situazione sociale e
giuridica di allora.
Il codice Napoleone basato sul principio di uguaglianza di tutti i cittadini davanti alla
legge.
In quel codice, infatti, al centro dellordinamento si porta la propriet e tutti i diritti ad
essa collegati.
La propriet fu messa al centro proprio da Napoleone in modo tale che tutti gli altri
Istituti giuridici gli ruotassero intorno considerandola come diritto assoluto.
I REGOLAMENTI NORMATIVI, anche essi fonte del diritto, sono norme emanate
dal potere esecutivo (governo) non per disciplinare la materia con obblighi o diritti, ma
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ne disciplinano soltanto lorganizzazione dellesercizio e per questo hanno un valore


subordinato alla legge.
Dai regolamenti normativi vanno distinti tutti gli altri atti normativi del Governo, come
i Decreti legge o i Decreti legislativi che non sono altro che disposizioni legislative con
valore di legge derogate temporaneamente al Governo dal Parlamento con relativa
legge di deroga. Ai regolamenti governativi si oppongono quelli delle Regioni, delle
provincie, delle universit, ecc. che hanno soltanto competenza settoriale e non
generale.

Gli USI sono fonte del diritto soltanto quando la legge non dice nulla in materia e
diventano normativi soltanto quando chi li osserva non va in contro a nessun divieto
legislativo (reato penale o illecito Civile) e nella piena convinzione di seguire un
imperativo. giuridico. Essi non si creano come la legge da una diretta volont
parlamentare, ma in maniera spontanea ed automatica ogni qualvolta la legge non dica
nulla in materia e non per incrementare quanto gi dice la legge in un particolare contesto.
Si possono distinguere gli usi in:
- contra legem se dettano disposizioni contrarie alla legge;
- secundum legem se dettano disposizioni conformi alla legge;
- praeter legem se dettano disposizioni che sono ignorate dalla legge.
Oltre alle fonti ufficialmente menzionate dal Codice Civile nelle Preleggi, altre fonti del
diritto sono:
La GIURISPRUDENZA cio il complesso delle decisioni (sentenze)
giudiziarie. Oggi i giudici hanno funzioni molto diverse da quelle di un tempo
passato in cui potevano anche dettare loro la legge come avveniva per i Pretori
romani e per i giuristi che possedevano il ius respondendi ex auctoritate
principis. Un tempo i giudici applicavano la legge e dove cera incertezza o
mancanza di diritto erano proprio loro che si sostituivano al legislatore e
creavano le norme su misura al caso in concreto che avevano di fronte. Oggi,
invece, il ruolo del giudice stato limitato democraticamente di molto. Infatti,
innanzitutto si voluto scindere il potere giudiziario da quello esecutivo e da
quello legislativo soprattutto per evitare contrasti ed egemonie. Inoltre oggi il
giudice considerato come la bocca della legge e di questa deve essere il
portatore non il creatore che rimane solo ed esclusivamente il legislatore
parlamentare. Le sentenze dei giudici, oggi, sono vincolanti soltanto fra le parti
in giudizio e non costituiscono precedenti da seguire ed interpretare.
La DOTTRINA cio il complesso delle ricerche e dei risultati dello studio
scientifico del diritto, oggi ha un suo valore soltanto perch strettamente legata
alla morale e alletica del ben fare del legislatore. Infatti non poche volte il
legislatore ha trovato dei limiti al suo potere proprio dalla dottrina o addirittura
ha trovato dalla dottrina proprio liniziativa legislativa. Pensiamo quanta
importanza ha avuto la dottrina negli anni intorno al 1975 in cui la riforma della
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famiglia era in discussione al Parlamento o alle relative discussioni parlamentari


circa la riforma agraria, ecc.
LEQUITA, in fine, ha valore come fonte del diritto soltanto quando
richiamata espressamente dalla legge e non pochi sono i casi in cui il Codice
Civile, ad esempio, ne fa uso soprattutto in materia di contratti, di fatti illeciti e
di obbligazioni in genere.
LA LEGGE NEL TEMPO
La legge dopo la sua formazione in Parlamento con una doppia deliberazione delle
Camere, viene promulgata dal Capo dello Stato e inserita nella raccolta ufficiale degli atti
normativi della Repubblica italiana. Dopo segue la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale
(fonte di cognizione principale) ed entra in vigore con piena efficacia dopo quindici giorni
dalla pubblicazione (detta vacatio legis). Spesso, per, accade che la legge stessa,
nellultimo articolo del testo, preveda che il termine della vacatio legis sia inferiore o
superiore o addirittura nullo (dette leggi catenaccio), come quando accade per
lattivazione di leggi di particolare importanza che richiedano maggior tempo di
assimilazione (es. il Codice Civile) o immediata esecuzione data lurgenza dellintervento
legislativo.
Una volta entrata in vigore la legge a tutti se ne fa obbligo di osservazione senza
ammissione di ignoranza (ignorantia legis non excusat).
La legge pu essere abrogata dal legislatore espressamente, tramite unaltra nuova legge, o
tacitamente, quando una disposizione successiva sostituisce intuitivamente parte di
unaltra legge in vigore per tale materia, ma anche tramite referendum abrogativo che a
norma dellart.75 Cost. pu essere chiesto esclusivamente dal popolo (500.000 firme) o da 5
Regioni o da 1/5 del parlamento.
Labrogazione pu essere totale, se la nuova disposizione annulla interamente la
precedente, o parziale, se la nuova legge inserisce criteri in parte contrastanti con la
vecchia norma.
La legge pu perdere efficacia anche quando la Corte Costituzionale ne dichiari
lincostituzionalit, cio lincompatibilit con norme e/o principi dettati dalla Carta
Costituzionale o quando sia scaduto il termine che la stessa legge, eventualmente,
predisponeva.
Lart.11 disp. prel. cod. civ. dice che la legge non pu esplicare i suoi effetti per i fatti
accaduti o commessi prima dellentrata i vigore della stessa (irretroattivit della legge) per
cui tutti i fatti che sono accaduti prima di tale data non vengono disciplinati con la nuova
legge ma continuano ad essere sottoposti agli effetti della precedente legge anche se ormai
abrogata e sostituita. Lunica eccezione avviene quando la legge stessa detta norme e ne
applica lefficacia anche al passato ma mai toccher, ne potr farlo, pena
lincostituzionalit della stessa, i rapporti gi consolidati e definiti.
LA LEGGE NELLO SPAZIO
Il principio generale che la legge ha vigore territorialmente entro i confini del Paese che
la ha promulgata per cui entro tali confini si applica lordinamento in vigore per tale Stato.
Tuttavia, in campo del Diritto Privato, spesso accade che bisogna far i conti con casi in cui
un cittadino di uno Stato, nello svolgere la sua attivit, ha a che fare con cittadini di altri

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stati e magari per cose o situazioni residenti in altri stati ancora. Allora in mezzo a questa
strana vicenda internazionale quale Diritto Privato si applica ?.
A porre una risposta a tale importante quesito, in Italia ha provveduto la legge n218 del
31 Maggio 1995 sulla riforma del Diritto Privato internazionale. Tale legge esplica i suoi
effetti per tutti quei casi nati da conflitti internazionali dopo il 1 settembre 1995 e viene
applicata dufficio dal giudice che ne applicher con tutti i mezzi di conoscenza sul fatto a
sua disposizione.
Importantissimo lart.16 della suddetta legge che vieta lapplicazione del diritto
internazionale ogniqualvolta questo venga a porsi in contrasto con i principi costituzionali
ed etico fondamentali del nostro ordinamento.
Con tale legge, finalmente, ogni aspetto del Diritto Privato sottoposto alla gestione della
stessa e trova chiari e semplici rimedi ad ogni tipo di conflitto privato come quelli per le
successioni, diritto di famiglia, condivisione di beni, ecc..
LE NORME GIURIDICHE
Le norme giuridiche, per essere tali, devono essere:
1. Generali cio non devono essere disposte per qualcuno in particolare ma erga
omnes o tuttavia per una ben precisa categoria di soggetti;
2. Astratte cio al momento della creazione della norma non ci deve essere
nessun evento a cui queste si riferiscono in particolare ma il caso deve rimanere
astratto, cio per fattispecie;
3. Uguali cio la legge uguale per tutti i cittadini senza distinzione di alcun
tipo (art. 3 Cost.);
4. Obbligatorie cio le norme devono essere sottoposte obbligatoriamente a tutti
senza distinzione di alcun tipo.
Lo Stato si attribuisce un potere di coercizione e di punizione, per ogni violazione o
tentativo, nel momento stesso in cui toglie ai singoli il potere di farsi giustizia
personalmente. La forza al servizio del diritto.
Tra le innumerevoli forme e tipologie di norme giuridiche bene distinguere tra:
INDEROGABILI (o COGENTI o IMPERATIVE) = queste sono le norme
giuridiche si impongono in ogni caso e che prescindono dalla volont delle parti.
DEROGABILI (o RELATIVE o DISPOSITIVE) = sono, invece, quelle la cui
applicazione pu essere evitata mediante un accordo delle parti interessate.
Ogni violazione delle norme, espressamente punita dallordinamento giuridico stesso,
che tramite i due codici di procedura, civili e penale, applicano rispettivamente le relative
sanzioni e pene.
Si noti bene che il principale obiettivo dellordinamento giuridico la tutela dei diritti e la
disciplina della societ tramite le norme. Secondaria , invece, la repressione degli illeciti
nel caso in cui lobiettivo primario venga oltraggiato e violato.
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Le conseguenze estreme alla violazione dellordinamento giuridico sono:


lESECUZIONE = lordinamento da un lato crea un evento positivo
consistente nellesecuzione forzata e dallaltro un evento negativa che
corrisponde alla nullit dellatto che ha violato la norma (es. hai rubato,
restituisci);
la PENA, = lordinamento infligge un male a chi ha violato la norma non
direttamente in relazione con la lesione compiuta (es. hai rubato, vai in
prigione).
Intermedie allesecuzione e alla pena sono il RISARCIMENTO e la RIPARAZIONE.
Sotto il profilo della sanzione le norme si distinguono in:
PRIMARIE = sono tutte le norme che pongono la regola da seguire erga
omnes;
SECONDARIE = sono tutte le norme che prevedono le relative sanzioni per
linfrazione delle stesse.
Una stessa norma primaria pu essere assistita da pi norme secondarie. La sanzione
prevista dallart.2043 cod. civ. la sanzione principale del Diritto Privato che obbliga
chiunque arrechi un danno altrui al risarcimento dello stesso danno. Quindi la sanzione
principale del cod. civ. il risarcimento.
Ovviamente non potrebbe essere tutelato lordinamento giuridico esclusivamente dal
Codice Civile ma per fare ci necessario anche il cod. penale con cui il Diritto Privato a
anche a che fare. Infatti da uno stesso fatto pu dipendere un illecito Civile e
contemporaneamente un reato penale con le due relative conseguenze, sanzionatorie e
penali.
Inoltre distinguiamo norme:
PERFETTE = sono le norme che prevedono unapposita sanzione, nullit o
pena. (Es. art. 2043 cod. civ.= risarcimento dei danni);
IMPERFETTE = sono le norme che prevedono doveri non sanzionabili (Es.
art. 315 cod. civ. = rispetto verso i genitori).
Infine si distingue il:
DIRITTO MATERIALE = linsieme delle norme che regolano i rapporti di
vita (es. art. 2043 cod. civ.);
DIRITTO STRUMENTALE = linsieme delle norme che dettano le regole da
seguire per la tutela dellordinamento giuridico tramite le relative conseguenze
ad ogni violazione. In questa categoria rientrano tutte le norme del Codice di
procedura Civile e penale.

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La costituzione, abbiamo detto, prevede che lordinamento giuridico fosse applicabile in


tutto il territorio statale. Tuttavia, in alcuni casi e per alcune materie, soprattutto in caso di
pericolo, di ordine pubblico o di calamit e necessit, possibile derogare tale principio
con lapplicazione delle norme solo in alcune determinate parti dello Stato. Da tale
distinzione nasce la differenza tra diritto generale e diritto locale.
Importantissima anche la distinzione fra:
DIRITTO COMUNE = questo il diritto che viene applicato a tutti i rapporti
di un determinato tipo;
DIRITTO SPECIALE = questo forma un diritto proprio e caratteristico
soddisfacendo particolari esigenze della vita riferendosi a determinate
circostanze, categorie e/o persone.
Comunque il diritto speciale prevale sul diritto generale per cui in mancanza di norme
speciali si applica il principio generale che regola la materia. Nel caso in cui una norma,
poi, specifichi il capo in particolare, la norma speciale si sovrappone a quella in generale
sostituendola.
Alcune attivit particolarmente importanti in campo sociale o economico prevedono la
presenza di autorit che controllino appositamente ed in maniera autonoma il campo loro
conferito.
Questo quanto accade per i mercati finanziari con listituzione di particolari istituti di
controllo (es. la CONSOB per la borsa o lISVAP per le assicurazioni) e di tutela tramite un
garante pubblico di controllo (es. per leditoria, la privacy, la radiodiffusione, ecc.). Dato
che questi organi tutelano tutti e creano conseguenze erga omnes, ne deriva che i loro
provvedimenti hanno valore normativo e vengono perfino pubblicati nella Gazzetta
Ufficiale della Repubblica oltre che nei singoli bollettini degli enti sottoposti alla vigilanza.
APPLICAZIONE DEL DIRITTO
Il comando giuridico generale e rivolto a tutti. La legge prevede in astratto e
generalmente il fatto che poi in concreto trova la sua applicazione normativa giuridica.
Lapplicazione della norma al fatto concreto, appunto, opera del giudice che con il suo
bagaglio culturale e tecnico di particolare importanza, deve interpretare la legge,
applicarla al caso concreto ed estrapolare dal tutto le conseguenze per le parti tramite la
sentenza.
Il giudice, quindi, applica il diritto e non lo crea, come invece accadeva in passato.
In campo Civile vige il principio secondo il quale il giudice deve limitarsi alla discussione
del fatto presentatosi dinanzi e solo a quello e lascia esclusivamente alle parti tutta
lattivit probatoria e dimostrativa.
Il giudice, quindi, chiamato ad un difficile compito che quello di dover trovare le giuste
norme da applicare anche se compito delle parti, ed in particolare degli avvocati civilisti,
attirare lattenzione del giudice verso i fatti e le norme che pi direttamente soddisfano i
propri interessi anche se poi il giudice ragiona ed agisce con propria testa andando ad
applicare anche norme che le parti non avevano menzionato.
Quindi il ruolo importantissimo del giudice quello dellinterpretazione della norma che
affidata, ripetiamo, alle capacit e alla preparazione del singolo magistrato e da cui
dipendono le sorti delle parti. In questa attivit di ricerca, il giudice, deve trovare la norma
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pi possibile reale al fatto concreto ed in mancanza di questa deve procedere per analogia
al caso presentatogli.
Secondo i soggetti che la applicano, linterpretazione pu essere:
DOTTRINALE = quella che avviene ad opera dei tecnici del diritto, cio dai
professori universitari, dai ricercatori del diritto ai fini scientifici e didattici;
GIUDIZIALE = quella che avviene ad opera dei giudici nelle loro sentenze
di ogni grado e ordine;
AUTENTICA = quella che viene fatta dal potere legislativo stesso tramite altre
leggi esplicative o regolamenti chiarificatori con valore retroattivo erga omnes.
Linterpretazione pu avvenire tramite due procedimenti:
INTERPRETAZIONE LETTERALE = con questo tipo di interpretazione si
cerca di stabilire il significato delle singole parole che compongono il testo
normativo e che vengono fatte in connessione fra di loro e non staccate (art. 12
disp. gen. cod. civ.);
INTERPRETAZIONE LOGICA = con questo altro metodo di interpretazione
si cerca di stabilire quale il vero scopo della legge allinterno della societ e se
ne traggono le conseguenze.
Ma questi due non bastano allindividuazione del comando giuridico allintero della
societ e dellordinamento giuridico. Allora ecco che altri due metodi interpretativi si
fanno avanti:
INTERPRETAZIONE STORICA = dal presupposto che una norma giuridica
non viene creata da un momento ben definito ma il frutto di esigenze ed
evoluzioni storiche ben precise, si trae il comando giuridico in considerazione
della storicit del caso in particolare;
INTERPRETAZIONE SISTEMATICA = in virt del fatto che lordinamento
giuridico da considerare come un organismo vivente, la norma presa da sola
potrebbe avere un determinato significato contrario ed opposto alla stessa presa
in considerazione con le altre norme e con queste intercalata.
Successivamente allinterpretazione, qualunque essa sia, secondo i risultati si avranno
diversi tipi di situazioni, per cui avremo:
INTERPRETAZIONI RESTRITTIVE = con questo tipo di risultato
linterpretazione logica restringe il significato della norma rispetto ad una
attenta lettura (interpretazione letteraria) della norma;

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INTERPRETAZIONI ESTENSIVE = con questo tipo di risultato, grazie


allinterpretazione logica, si allarga il significato dellintera norma rispetto ad
una lettura attenta della norma;
INTERPRETAZIONI DICHIARATIVE = queste vengono a crearsi se il
risultato dellinterpretazione logica coincide con quello dellinterpretazione
letterale.
Il sistema giuridico (ordinamento) dato come un sistema completo e perfetto. Inoltre il
giudice, pena limputazione di reato (art.328 cod. pe.), non pu sottrarsi allintervento nel
caso di violazione della legge. Tuttavia accade che in taluni casi o in determinate materie
la legge contenga delle lacune o delle totali mancanze in merito. In questi casi, allora, si
parla di ANALOGIA, cio dellapplicazione del diritto fatto precedentemente per materie
analoghe e similari in maniera pi possibile corrispondente (analogia legis).
Quando neanche lanalogia applicabile, si ricorre ad un sistema pi generico e per questo
poco utilizzato, quello, cio, di seguire e considerare i principi generali dellordinamento
vigente (art. 12 disp. prel. cod. civ.) in maniera che si venga a considerare il caso
presentatosi con un comportarsi etico e giusto il pi possibile, quasi deontologico. Essi
sono delle regole non scritte, ma desumibili dal sistema giuridico e sono stati definiti come
le norme dietro le norme (es. pensiamo al dovere di comportarsi secondo equit, buona
fede e correttezza, ecc.).
Il caso, per esprimersi tramite lanalogia, deve contenere tre presupposti:
1. il caso deve essere completamente sconosciuto dalla legge, altrimenti si
avrebbe interpretazione estensiva;
2. deve esistere un elemento di identit tra il caso previsto e quello non previsto;
3. lidentit tra i due casi deve riguardare lelemento per cui il legislatore ha
formulato la regola che disciplina il caso previsto.
Non per tutte le leggi possibile applicare il sistema analogico come per le leggi in materia
penale e per quelle eccezionali. , invece, ammessa per le norme di diritto speciale.
IL RAPPORTO GIURIDICO
Abbiamo detto che il rapporto tra due parti (che non sono necessariamente due individui
ma possono essere due gruppi distinti portatori di interessi diversi ed opposti, uno anche
di ordine pubblico) regolato da un vincolo giuridico porta a formare una situazione in cui
una parte portatrice di un diritto da difendere e laltra subordinata allo stesso
dallordinamento giuridico. Tale rapporto, di vitale importanza, il rapporto giuridico.
Bisogna specificare che tutto il diritto legato a questo tipo di rapporto, cio non c diritto
senza un rapporto tra persone titolari di diritti ed obblighi.
Dalla definizione di rapporto giuridico nasce la classificazione principale dei vari diritti:
DIRITTI PATRIMONIALI = questa tipologia comprende tutti quei diritti che
difendono interessi di tipo economico (Es. la propriet delle cose, il danno, ecc.).
Il complesso dei diritti patrimoniali del soggetto forma il suo patrimonio.

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DIRITTI NON PATRIMONIALI = questa tipologia comprende tutti quei


diritti che attuano interessi di tipo morale. Questi comprendono i diritti
personalissimi, detti anche originari perch posseduti sin dalla nascita (Es.
diritto alla vita, ecc.) e i diritti di famiglia. Dai rapporti derivanti da questi
diritti possono conseguire fatti economici (Es. la successione, ecc.) valutabili in
denaro.
DIRITTI ASSOLUTI = sono tutti quei diritti che possono essere difesi contro
chiunque (erga omnes);
DIRITTI RELATIVI = sono quei diritti che impongono a uno o pi persone,
ma circoscritti, cosa fare e cosa non fare (Es. i diritti di obbligazione, ecc.).
DIRITTI TRASMISSIBILI = esistono dei diritti (Es. i diritti personalissimi,
ecc.) che per la loro stessa natura possono essere trasmessi, a seguito di eventi
(Es. la nascita, la morte, il matrimonio, ecc.), ad altri individui. La persona che
trasmette si chiama autore o dante causa, chi riceve, invece, si chiama successore
o avente causa;
DIRITTI INTRASMISSIBILI = sono tutti quei diritti che per la loro natura
non sono trasmissibili a nessun altro soggetto (Es. diritto al nome, ecc.).
DIRITTI ACCESSORI = sotto questa tipologia rientrano tutti quei diritti che
hanno vita e vengono trasmessi solo in relazione con altri diritti principali per
cui vengono ad esserne dipendenti. La sorte dei diritti accessori dipende dai
diritti principali e come nascono i primi dai secondi, cos si estinguono (Es.
pegno, ipoteca, usufrutto, ecc.);
DIRITTI PRINCIPALI = questi sono i diritti che danno vita a quelli accessori
e che ne regolano lesistenza. Senza i diritti principali non esisterebbero quelli
accessori.
DIRITTI DI OBBLIGAZIONE o di CREDITO = sono quei diritti che
impongono a qualcuno o a pi soggetti di fare o di non fare qualche cosa
suscettibile di valutazione economica;
DIRITTI REALI = questi diritti, invece, hanno per oggetto immediato una
cosa, valgono erga omnes e impongono a chiunque lobbligo di rispettare
lesercizio della stessa.
LA TUTELA DEI DIRITTI
Lordinamento giuridico prevede alcune forme di autotutela dei propri diritti (Es. la
caparra, lipoteca, ecc.) ma principalmente non permette che in seguito ad una lesione
qualsiasi il soggetto si possa fare giustizia da se, come invece avveniva per il passato. Esso
ha il potere di chiedere lintervento dello Stato a propria difesa. Quando avviene un
conflitto di interessi fra due parti, si ha la lite che deve essere portato in giudizio tramite
lazione. Lazione ha una natura pubblicistica perch da considerare come un compenso
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che lo Stato da a cittadino nel momento stesso in cui toglie lui il potere di farsi giustizia da
se. Le tecniche e le procedure che lo Stato adotta per il soddisfacimento dei diritti violati
dei cittadini compongono tutto quello che stato definito diritto processuale e che viene
regolato dal Codice di procedura Civile e penale.
Quindi il diritto di soddisfacimento non pi bilaterale ma diventa trilaterale con
lingresso forzato dello Stato come parte regolatrice, neutra ed indispensabile del rapporto
giuridico conflittuale iniziale.
Colui che esercita lazione in difesa dei propri diritti violati si chiama ATTORE, mentre la
parte opposta si chiama CONVENUTO.
Il convenuto si difende con le eccezioni cio con qualunque mezzo a propria disposizione
per contestare la fondatezza dellaccusa.
IL CODICE CIVILE
Fra tutte le leggi dello Stato, particolare importanza hanno i codici (Civile, penale, di
procedura Civile, di procedura penale e della navigazione). Il termine Codice indica una
raccolta di norme che disciplinano un aspetto particolare e concreto dellordinamento
giuridico.
Il nostro Codice Civile il frutto di una lenta ma importante evoluzione storica maturata
dal primo fra tutti i codici, quello francese (Codice di Napoleone) del 1804 che ebbe
particolare importanza per la struttura normativa basato sulluguaglianza di tutti i
cittadini. Anche nel nostro Paese si ebbero dei importanti codici nella storia. Ricordiamo
quello del Regno dItalia del 1865, ispirato per larga parte al Codice francese tanto che
molti lo definirono la sua traduzione, e quello, successivo, di commercio che poi venne
sostituito con una versione aggiornata nel 1882. Ma il vero capolavoro giuridico italiano
avvenne solo dopo diversi anni, con la promulgazione nel 1942 dellattuale Codice che
assorb anche il precedente e valoroso Codice di commercio.
In esso sono racchiusi tutti i principi cardini del nostro ordinamento civilistico e vi sono
presenti molti principi e disposizioni della Costituzione, che anche se promulgata diversi
anni dopo (1948), rappresenta il vertice dellordinamento giuridico italiano sotto ogni
aspetto.
Limportanza del testo e la costante applicazione sono stati i motivi principali per cui il
Codice Civile dal 1942 fino ad oggi ha subito molteplici modifiche, innovazioni e spesso
anche abrogazioni di intere norme o diversi articoli tramite la promulgazioni di leggi
ordinarie.
Tuttora il potere legislativo arricchisce sempre pi il testo con leggi che vanno ad abrogare
norme ormai passate o non pi adatte al nostro sistema per sostituirle con altre innovative.
Il Codice Civile composta da un totale di 2969 articoli, suddivisi in sei Libri, ognuno con
un titolo diverso e specifico per ogni materia, in particolare:
1. Disciplina delle persone e della famiglia;
2. Successioni;
3. Propriet;
4. Obbligazioni;

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5. Lavoro;
6. Tutela dei diritti.
Il libro primo la parte generale del Codice Civile, quella in cui vengono regolate le
caratteristiche principali delle persone fisiche e giuridiche.
Il libro secondo rappresenta la disciplina delle successioni dei beni per mortis causa.
Il terzo libro, parlando della propriet, in verit regola lintero campo dei diritti reali di
cui, appunto, la propriet il pi importante.
Il libro quarto, invece, disciplina la grande e vastissima materia delle obbligazioni ed in
particolare modo dei Contratti che, essendo la loro maggiore fonte di produzione, trovano
molto spazio come oggetto principale del Libro limitatamente, per, alle sole forme tipiche
(o nominate), cio a quelle forme contrattuali previste e disciplinate interamente dal
Codice.
Il Libro quinto, oltre che al lavoro, disciplina anche tutto ci che riguarda limpresa e la
societ.
Il Sesto Libro disciplina la tutela sostanziale dei diritti, cio raccoglie tutte le norme e i
principi da difendere per lasciare poi al Codice di Procedura Civile la tutela, invece,
formale degli stessi e che proprio per questo rappresenta la perfetta continuazione al
Codice Civile.
Tutti questi elementi, racchiusi in un testo unico, il pi importante, il Codice Civile,
appunto, ma contemporaneamente disciplinati settorialmente per materia in diversi Libri
indipendenti, fanno si che il mondo del Diritto Privato e della tutela del soggetto sia
quanto di pi completo ed esauriente possibile.
Alla gi completa ed abbondante stesura del Codice Civile, i legislatori hanno fatto
precedere uninsieme di 31 articoli detti disposizioni sulla legge in generale, o anche
preleggi, che contengono dei principi e delle norme importantissimi in materia legislativa
ed interpretativa.
Importantissimi sono fra questi:
Art. 1 che elenca gerarchicamente le fonti del diritto;
Art. 10 che disciplina linizio dellobbligatoriet delle leggi e degli usi e cio
dopo i quindici giorni di regola dopo la pubblicazione (vacatio legis), salvo che
sia diversamente disposto dalla legge stessa;
Art. 11 che disciplina lefficacia della legge nel tempo ed in particolare il
divieto di retroattivit;
Art. 12 che disciplina i modi e i criteri da seguire per linterpretazione della
legge e dellanalogia
Art. 15 che disciplina i modi e i casi di abrogazione, tacita o espressa, della
legge.
Oltre alle preleggi, il legislatore, dopo il Codice Civile, ha aggiunto ben altri 256 articoli
che vanno ad identificare le disposizioni transitorie e finali al Codice Civile, cio tutte
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quelle norme che, come in qualunque altro testo legislativo e come nella Costituzione
stessa, regolarono il periodo di passaggio dal vecchio ordinamenti giuridico del Codice
Napoleone con il nuovo del 1942 disciplinando tutte le situazioni pendenti di cui non si
sapeva come applicare il diritto, se secondo il nuovo Codice o secondo il vecchio.
Inoltre per lapplicazione del diritto e lo studio dello stesso sono necessarie alcune
conoscenze bibliografiche e letterarie di interesse legislativo, dottrinale e
giurisprudenziale:
1. Ricognizione delle leggi e delle fonti = indispensabile conoscere ed avere,
anche in parte, una visione generale e completa di tutte le leggi e degli atti
vigenti.
Le principali fonti di cognizione sono:
Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana (G.U.R.I.), per le leggi e gli
atti normativi dello Stato,
Bollettini Ufficiali delle Regioni, per le attivit normative decentrate
delle Regioni,
Gazzetta Ufficiale della Comunit Europea (G.U.C.E.) contenente tutte
le Direttive e i Regolamenti comunitari.
Tutte queste pubblicazioni sono giornaliere ed ordinate cronologicamente.
Inoltre esistono anche delle raccolte di leggi ed atti normativi vari ordinate per materia o
per ordine cronologico, con pubblicazione anche settimanale, come ad esempio:
Lex,
Le leggi,
La legislazione vigente.
2. Ricognizione della Giurisprudenza = qui vengono racchiuse tutte le sentenze
e le massime delle Corti di ogni grado e livello dItalia. I testi sono:
Repertori,
Massimari,
Rivista di Giurisprudenza:
La giurisprudenza italiana,
Il Foro Italiano.

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3. Ricognizione della Dottrina = qui vengono raccolte tutte le opinioni, le


critiche, i discorsi e le argomentazioni di carattere scientifico e didattico a cura di
illustri professori universitari:
Enciclopedie Giuridiche:
Enciclopedia Giuridica Giuffr,
Enciclopedia Giuridica Treccani,
Il Novissimo Digesto
Trattai (ordinati per materie),
Commentari al Codice Civile,
Riviste di Dottrina (organizzate per materia).

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CAPO II
IL NEGOZIO GIURIDICO E IL CONTRATTO
Dalla legge non si creano direttamente i diritti soggettivi ma essa regola e prevede le cause
del sorgere, dellestinguersi e del modificarsi delle stesse. Questo avviene tramite i fatti
giuridici. Cos tutto ci che crea situazioni giuridicamente rilevanti fra gli uomini sono
fatti giuridici (Es. la nascita dellindividuo, la morte, il matrimonio, ecc.), tutti i fatti della
vita comune possono essere fatti giuridici in grado di creare rapporti giuridici, diritti,
comandi, sanzioni, ecc..
La fattispecie astratta la situazione che la norma considera astrattamente nel disciplinare
un fatto giuridico, a questa si contrappone la fattispecie concreta che il caso da
disciplinare volta per volta.
I diritti, cos come si acquistano, cos si possono perdere con la morte, con la rinunzia o
con il passare del tempo.
Si possono anche acquistare a titolo:
- DERIVATO quando si acquista un diritto da un rapporto con una persona
legittimata (una donazione, un testamento, ecc.) tramite una SUCCESSIONE
cio con il passaggio della titolariet di un diritto da una persona ad unaltra. Il
soggetto che trasferisce si chiama autore (o dante causa) e chi riceve, invece,
successore (o avente causa). In questo caso molto importante il principio che
dice che nessuno pu trasferire maggiori diritti da quelli che lui stesso possiede.
La successione avviene tra vivi (Es. compravendita, ecc.) o a seguito di mortis
causa (Es. testamento, ecc.)
- ORIGINARIO quando il rapporto legittimo manca (Es. occupazione di una res
nullius nel quale il soggetto diviene proprietario per il sol fatto che ha occupato
un fondo di nessuno e non per la trasmissione di alcun diritto da nessuno).
Le vicende umane, solitamente, si svolgono in relazione allunit di tempo e di spazio.
Il tempo pu essere preso in considerazione quale periodo corrente tra due eventi (durata)
oppure come punto fisso in cui una situazione nasce, muore o cambia (data).
Come conseguenza del decorso del tempo, un diritto si pu perdere per prescrizione o si
pu acquistare per usucapione.
Il tempo si misura tramite il calendario Gregoriano (calendario comune). In riferimento al
tempo bisogna osservare alcune regole di computazione:
se il conteggio avviene tramite gli anni, le settimane o i giorni, questo avverr
al trascorrere di un anno, una settimana o un giorno, senza calcolare se lanno
sia bisestile o se il mese abbia maggiore o minore numero di giorni.
il giorno va calcolato sempre dalla mezzanotte iniziale a quella finale
(computo Civile a norma dellart. 2962 cod. civ.) e non da unora a quella
corrispondente secondo il computo naturale (Es. la maggiore et non si acquista
alla corrispondente ora di nascita ma alla mezzanotte di quel giorno).
Il giorno iniziale non viene calcolato nel conteggio.

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La regola che viene calcolato il tempo continuo, per se il giorno finale


festivo, si calcola il giorno successivo a quello festivo perch tempo utile
quello che permette il compimento degli atti giuridici, continuo quello che
comprende anche i giorni festivi.
Effetti del trascorrere del tempo sono la prescrizione e la decadenza.
LA PRESCRIZIONE
La prescrizione un modo di perdita del diritto per lavvenuto decorso del tempo a causa
di inerzia del titolare del diritto stesso.
Secondo il Codice Civile il diritto si estingue per prescrizione quando il titolare del diritto
non agisce entro i limiti di tempo stabiliti dalla legge.
Normalmente la prescrizione si riferisce ai diritti patrimoniali, perch i diritti personali
sono imprescrittibili.
Quindi, requisiti per la prescrizione sono:
1. Esistenza di un diritto che doveva essere esercitato dal soggetto
proprietario,
2. mancato esercizio del diritto stesso
3. passaggio del periodo di tempo stabilito dalla legge
Il termine di prescrizione ordinario di dieci anni (art. 2946 cod. civ.), ma la legge
stabilisce termini pi lunghi o pi corti per casi specifici (Es. 5 anni per il risarcimento dei
danni da atti illeciti, 2 anni il risarcimento da incidenti fra autoveicoli, 20 anni i diritti reali
su cose altrui, ecc.). quando interviene una sentenza, il termine di prescrizione ricomincia
da capo per i futuri 10 anni dal giorno della sentenza passata in giudicato. Il primo giorno
di prescrizione incomincia dal giorno in cui il diritto pu essere esercitato.
Se il diritto non esercitabile, si ha la sospensione del termine di prescrizione, mentre se il
diritto viene esercitato si ha linterruzione.
La sospensione si ha nei soli casi previsti dal legislatore. Linterruzione si ha o per cause
naturali (godimento del diritto) o per cause civili (esercizio di atti giuridici).
LA DECADENZA
Parlando di tempo, un altro istituto simile e difficilmente distinguibile dalla prescrizione,
la decadenza.
Quando un diritto non si esercita entro un certo tempo, si ha la prescrizione che deve
essere dimostrata da chi loppone contro laltrui pretesa..
Mentre, nel caso della decadenza, quando in un periodo di tempo prestabilito il
proprietario non esercita un potere su di un diritto questo lo perde.
Nella prescrizione si condanna linerzia del soggetto pena la perdita del diritto, nella
decadenza il mancato esercizio entro termini prestabiliti, porta ad una impossibilit di
acquisto del diritto o ad una perdita del potere.
Una volta compiuto latto, la decadenza evitata e non pi possibile per quel caso. Inoltre,
nella decadenza, non si applicano interruzioni o sospensioni.
Inoltre, a differenza della prescrizione che solamente legale, la decadenza pu essere
disposta anche dai soggetti.
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Esempio di decadenza limpossibilit di presentare validamente una domanda ad un


concorso pubblico gi scaduto.
I fatti giuridici si distinguono in naturali e umani. I primi sono quelli prodotti da cause
non dipendenti dalla volont delluomo, anche se riguardano la sua stessa persona (Es.
nascita, morte, ecc.) i secondi, invece, quelli che vengono prodotti dalla volont diretta
delluomo (Es. matrimonio, compravendita, ecc.).
Alla base di un qualsiasi fatto umano, si trova una relativa ed individuabile
responsabilit.
Una prima distinzione quella da fare tra atti giuridici leciti, cio quelli che sono
consentiti dallordinamento giuridico, e atti giuridici illeciti, cio quelli che sono
dallordinamento giuridico vietati. Entrambi sono atti giuridici voluti dalluomo, ma nel
prima caso le conseguenze sono lecite e volute dal soggetto, nel secondo caso le
conseguenze sono sanzionatorie e conseguenza dellantigiuridicit dellatto compiuto a
tutela dellordinamento giuridico.
CLASSIFICAZIONE DEGLI ATTI GIURIDICI
I negozi giuridici possono essere classificati in due grandi categorie:
- quelli che producono effetti validi e conformi alla legge;
- quelli che la violano producendo illeciti.
Gli atti leciti si distinguono in:
1. OPERAZIONI, o ATTI REALI, che consistono in modificazioni del
mondo esterno (Es. il possesso di una cosa, ecc.);
2. DICHIARAZIONI che sono atti diretti a comunicare ad altri il proprio
pensiero. Tra questi i pi importanti sono:
- i negozi giuridici, ossia atti che regolano gli interessi tra due o
pi soggetti di diritto (Es. il contratto, ecc.);
- le dichiarazioni di scienza, ossia le dichiarazioni con le quali
si comunica ad altri di essere a conoscenza di una situazione o
di un atto (Es. la confessione, ecc.).
I NEGOZI GIURIDICI
La pi importante categoria di atti giuridici leciti e volontari costituita dai NEGOZI
GIURIDICI che consiste in unespressione di volont di due o pi soggetti circa la
costituzione, lestinzione o la modifica di una situazione giuridica meritevole di tutela
secondo lordinamento giuridico (Es. tipico negozio giuridico patrimoniale il contratto
secondo lart. 1321 cod. civ.).
Il negozio giuridico il mezzo con cui si attua la maggiore autonomia dei soggetti privati.

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Abbiamo visto, appunto, che nella vita pratica molti diritti vengono gestiti secondo vari
istituti (Es. testamento mortis causa, donazione, matrimonio, contratti, ecc.) e solo tramite i
negozi giuridici possono essere messi in attuazione e concretarsi.
I principali effetti del negozio giuridico sono previsti dallordinamento, altri, invece, sono
indiretti e spesso frutto della legge.
Il contratto (art. 1321 Cod. civ.) un negozio giuridico per eccellenza e prototipo.
I negozi giuridici si distinguono, in relazione alla struttura soggettiva, in:
- unilaterale se perfezionato dalla dichiarazione di una sola parte (Es. il
testamento, ecc.);
- bilaterale se le parti sono due (Es. il contratto, ecc.) o plurilaterale se
sono pi di due (Es. societ, ecc.).
in relazione alla funzione:
- inter vivos quando il negozio giuridico fattibile da due soggetti in vita
(Es. contratto, ecc.),
- mortis causa quando il negozio giuridico presuppone la morte del
proprio autore (Es. unico il testamento).
Distinguiamo ancora:
negozi solenni se la legge prevede, pena la nullit del negozio giuridico, una
forma predeterminata;
negozi non solenni negozio giuridico quando la legge non prevede alcuna
forma, fino al punto che in alcuni casi si possono anche avere dei negozi
giuridici non scritti.
e ancora:
negozi gratuiti il negozio giuridico avviene senza alcuna corrispondenza (Es.
donazione, ecc.);
negozi onerosi quando, invece, il negozio giuridico prevede un corrispettivo
(Es. compravendita, ecc.).
ed in fine:
negozi di amministrazione con questo tipo di negozio giuridico non si incide
sulla sostanza del patrimonio limitandosi a trarne i frutti;
negozi di disposizione con questo tipo di negozio giuridico si amministra
anche il patrimonio incidendo sugli elementi giuridici ed economici dello stesso
(Es. vendite, donazioni, ecc.).
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GLI ELEMENTI COSTITUTIVI DEL NEGOZIO GIURIDICO


Nel negozio giuridico esistono alcuni elementi, detti ESSENZIALI, che mancando, anche
uno solo, annullano lintera validit del negozio giuridico stesso (art. 1418 cod. civ.). Essi, a
norma dellart. 1325 cod. civ., sono:
- uno o pi soggetti,
- la volont,
- una forma scritta di manifestazione, se richiesta dalla legge,
- la causa.
Essi devono essere richiesti sempre per la validit del negozio giuridico, mentre per altri
casi, sono richiesto alcuni soltanto.
1. IL SOGGETTO
Come atto, il negozio giuridico, deve contenere almeno un soggetto che manifesti una
propria volont, quindi almeno un soggetto che abbia capacit di agire.
Nel negozio giuridico si distinguono le parti, che non sono soggetti, ma centri di interessi
diversi ed opposti in modo che due parti possano coincidere con due soggetti distinti o
con due gruppi di soggetti.
Per cui, la parte pu essere:
- Semplice se composta da un solo soggetto;
- Complessa se composta da una moltitudine di soggetti.
Se accomunati da uno stesso interesse si costituisce latto collettivo, invece, se i soggetti si
muovono distintamente per linteresse comune, il negozio giuridico diverr atto
complesso.
Il soggetto che ha la capacit di agire, e manifesta la propria volont circa un negozio
giuridico definito legittimo ad agire.
In alcuni casi, per la volont del soggetto ad agire circa un negozio giuridico, ammessa la
potest di RAPPRESENTANZA, cio la volont di un soggetto interviene per il
compimento di atti giuridici per conto di altri e con effetti per altri.
Il rappresentante colui che agisce per nome e per conto del rappresentato.
Chi pone in essere un negozio giuridico in nome di un altro, ne rimane al di fuori per
quanto riguarda le conseguenze provocate (Es. avvocato, ecc.).
Non tutti i negozi giuridici si possono rappresentare. Essa ammessa soltanto per i negozi
giuridici di tipo patrimoniale mentre, ad esempio, esclusa per i negozi di tipo
personalissimi (Es. testamento, ecc.).
La figura del rappresentante diversa da quella di messo (o portavoce) il quale soltanto
un portatore dellaltrui volont mentre il rappresentante concorre anche alla formazione
della volont
La rappresentanza pu avere origine da:
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la legge in tutti quei casi n cui lordinamento giuridico lo


preveda (Es. rappresentanza legale degli incapaci o interdetti, ecc.);
la volont del soggetto dominus tramite la procura che quel
negozio giuridico che permette al rappresentante di impegnare il
dominus verso altri al posto e con il nome suo (Es. avvocati, ecc.).
Talora, la rappresentanza, inserita automaticamente in altri negozi giuridici come parte
costituente (Es. mandato, ecc.). Talora sta a se (Es. procura, ecc.).
La procura pu essere fatta espressamente, tramite un documento scritto affermante la
volont del dominus di demandare la propria volont, o tacitamente, tramite la tipologia
di mansione che si fanno eseguire al rappresentante (Es. commesso in un negozio, ecc.).
A norma dellart. 1397 cod. civ. quando i poteri di rappresentanza sono cessati, il
rappresentante deve tornare i documenti dove risulti la procura, se esistenti (se, cio
espressamente concessa), al dominus.
Se il rappresentante ha agito con procura eccedendo dai propri poteri conferitogli, egli
potr fare ratificare latto compiuto dal dominus. Se, invece, provocher danni con
leccesso di rappresentanza, egli sar direttamente responsabile dellaccaduto.
La procura pu essere:
1. speciale quando tratta la rappresentanza di un affare o di una
tipologia sola di affari (Es. avvocato per una causa, ecc.);
2. generale quando tratta ogni tipo di affari del dominus (Es.
amministratore delegato, ecc.).
Il dominus, per dare la procura, deve necessariamente possedere la capacit di agire.
Mentre il rappresentante deve avere solamente la capacit di intendere e di volere.
Il conflitto eventuale tra dominus e rappresentante annullabile dal primo se riconosciuto
da un terzo qualsiasi.
La procura a norma dellart. 1396 cod. civ. revocabile da parte del relativo dominus,
mentre il rappresentante pu rinunziare alla stessa.
Altro modo di estinzione della procura la morte o del rappresentante o del dominus.
Altre forme minori di rappresentanza, oltre quelle per procura, sono:
1. listintore colui che rappresenta il titolare dellattivit
commerciale e ne detiene i pieni poteri al punto di prendere
iniziative per conto suo limitatamente ad un ramo dellazienda o
ad un settore (Es. potere di licenziamento, ecc.);
2. il rappresentante (o procuratore commerciale) colui che al
pari dellistintore non pu, per, gestire lattivit al posto del
titolare (Es. rappresentante di commercio, ecc.);

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3. il commesso colui che ha il compito di fare solamente ci che il


titolare dellattivit commerciale ha demandato lui di fare. Ha
quindi un limitatissimo potere di rappresentanza.
4. il concessionario colui che in campo industriale acquista dal
titolare dellimpresa a prezzi bassi e rivende al cliente a prezzi
maggiori traendone guadagno a propri rischi e pericoli.
2. LA VOLONTA
un altro elemento essenziale per la costituzione e la vita del negozio giuridico.
Essenziale che venga esternata perch in caso contrario i avr una riserva mentale con la
conseguente nullit dellatto giuridico cos composto.
Un altro caso di nullit quello in cui si utilizzata un assoluta violenza su chi ha deciso
di compiere il negozio giuridico.
Si ha anche nullit in caso di errore ostativo, cio quando si dice o si compie una cosa
inconsapevolmente dicendo o facendone unaltra.
Una causa molto importate e ricorrente in cui si procura la nullit dellatto giuridico cos
compiuto quello della SIMULAZIONE.
Si ha simulazione quando la volont delle parti non corrisponde al reale volere comune
degli stessi. Vi sono due specie di simulazioni:
1. simulazione assoluta quando si dichiara di volere la
realizzazione di un negozio, mentre, in realt, non si vuole
compiere alcun atto giuridico;
2. simulazione relativa quando, invece, si dichiara un negozio
giuridico e se ne compie in verit un altro.
Quando, inoltre, si nasconde in un negozio giuridico una persona con lintroduzione nello
stesso di unaltra, si ha la simulazione di persona che porta parimenti alla nullit dellatto
giuridico cos compiuto. In questo caso, il prestanome, non assume alcuna obbligazione tra
le due vere parti definendo tale situazione come interposizione fittizia di persona (Es.
Tizio, per sottrarre un bene ai creditori, finge di vendere a Caio il bene stesso, ecc.).
Oggi la simulazione, di qualunque tipo essa sia, serve quasi esclusivamente a compiere
atti e fatti illeciti.
Fra le parti vige la regola che vincolante ci che si realmente voluto e non quello che
apparentemente si voleva stipulare.
Per cui, in forza di tale principio, se la simulazione assoluta, il negozio radicalmente
nullo. Se, invece, la simulazione relativa, avr valore soltanto ci che si realmente
stipulato.
Se si utilizzato un prestanome, avr valore solamente ci che le parti si sono realmente
obbligate tolto di mezzo il terzo prestanome.
In questi casi, la legge tutela coloro che hanno acquistato in buona fede da coloro che
dolosamente hanno usato interporre fittiziamente persone terze a norma dellart. 1415 cod.
civ..

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In caso di conflitto fra creditori delluna e dellaltra parte del contratto simulato, la legge
protegge i creditori del finto alienante rispetto a quelli del finto acquirente, purch il
credito sia anteriore allatto con il quale il bene in questione fu alienato al finto acquirente.
Si ha il negozio indiretto quando leffetto giuridico non si ottiene tramite un determinato
negozio ma dalla combinazione, traversa, di diversi altri atti giuridici che singolarmente
non avrebbero efficacia per quel fine ma che combinati perseguono lo stesso fine voluto
(Es. un mandato a vendere accompagnato a una procura irrevocabile uguaglia una
vendita, ecc.).
Un negozio di questo tipo rimane valido e validi sono i suoi frutti, tranne se illeciti, perch
realmente voluto dalle parti e non si viola lordinamento giuridico.
I negozi fiduciari sono dei negozi indiretti, quelli pi importanti e consistono nel
passaggio di titolarit di un bene da una persona (fiduciante) ad unaltra (fiduciaria) che
diverr leffettivo proprietario continuando per ad utilizzare il bene non per i propri
interessi ma per quelli delloriginario proprietario osservando le direttive e le condizioni
impartite dal fiduciante stesso.
Questo tipo di contratto non disciplinato dal Codice Civile ma non si dubita della sua
validit come libera scelta delle parti giuridicamente rilevanti tranne che non mirino ad
scopi illeciti o contra legem.
Nello studio della volont, troviamo anche dei vizi che si manifestano in modo negativo
sullefficacia del negozio giuridico portando allannullabilit del negozio cos formato. Tra
questi ricordiamo:
LERRORE ( 1 )
Consiste nella falsa rappresentazione della realt che concorre a creare la volont del
soggetto autore del negozio giuridico. In questo senso lignoranza viene equiparata
allimperfetta conoscenza e quindi produce gli stessi effetti dellerrore.
Lerrore pu essere di due specie:
1. Errore di diritto consiste nella falsa conoscenza o totale
ignoranza della norma che ha contribuito alla realizzazione
dellerrore da parte del soggetto autore (Es. Tizio compera
da Caio un terreno per fabbricarvi una fornace non sapendo
che non pu elevare edifici oltre una determinata altezza e
quindi non pu realizzare i propri interessi). In ogni caso il
negozio giuridico prodotto con errore di diritto nullo con
effetti retroattivi fino al momento della stipula del negozio
giuridico in questione;
2. Errore di fatto consiste nellerrore causato da una
situazione o circostanza di fatto.
Perch lerrore produca lannullabilit del negozio giuridico necessario che lo stesso sia
contemporaneamente essenziale e riconoscibile dallaltro contraente (art. 1428 cod. civ.).
Lerrore essenziale quando stato:

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sia tale da aver determinato la parte a concludere il


negozio giuridico, se, invece, lerrore non ci fosse stato non
si sarebbe stipulato laccordo;
sia quando, a norma dellart. 1429 cod. civ., cade su:
- la natura del negozio (error in negotio), ad esempio
credo di dare una cosa in locazione mentre
unenfiteusi,
- loggetto del negozio (error in corpore), ad esempio
credo che siano viti invece sono chiodi,
- la qualit della cosa (error in substantia), ad
esempio credo che sia lana animale invece lana
sintetica,
- la persona (error in persona), ad esempio credo che
sia Tizio invece Caio,
- la quantit della prestazione (error in quantitatae).
In tutti gli altri casi lerrore non causa che pu portare allannullabilit del negozio
giuridico.
Lerrore riconoscibile quando, a norma dellart. 1431 cod. civ., una persona di normale
diligenza avrebbe potuto rilevarlo in base alle circostanze, al contenuto e alla qualit dei
contraenti.
A norma dellart. 1432 cod. civ. si pu chiedere, a chi caduto in errore, di evitare
lannullamento del contratto stipulato con errore eseguendo il contratto che egli intendeva
concludere in origine (mantenimento del contratto rettificato).
In fine lerrore di calcolo non produce annullabilit del negozio giuridico ma lindicazione
dovr essere corretta.
LA VIOLENZA ( 2 )
Consiste nella minaccia che induce a volere per timore di qualche cosa o di qualcuno.
Latto compiuto sotto minaccia pur sempre voluto quindi non nullo ma annullabile.
Perch si configuri la minaccia occorre che ci sia un soggetto attivo che la eserciti di tale
gravit da indurre chi la subisce a temere per se e per i propri beni. Non ha importanza se
la minaccia derivi dallaltra parte del negozio giuridico o da terzi estranei allo stesso.
Non minaccia quella che induce a dover compiere unazione di diritto ma solamente
quella che induce a compiere unazione ingiusta nel fine.
La gravit del male minacciato si valuta secondo un duplice criterio: oggettivamente,
tramite il calcolo del danno minacciato alle persone o alle cose, laltro, soggettivo, quello
che valuta chi subisce la violenza. Questultimo elemento variabile in base a diversi
fattori (sesso, et, condizione socio-economica, ecc.).

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IL DOLO ( 3 )
Costituiscono tutti quei giri ed artifizi che portano il soggetto a compiere il negozio
giuridico facendone trarre per se un profitto che in caso contrario non avrebbero portato
alla realizzazione negozio giuridico. In questo caso la conseguenza lannullabilit del
negozio giuridico compiuto illecitamente.
Questa espressione, dolo, da intendere come illecito inganno provocato ad un soggetto
inconsapevole.
Il dolo deve essere provocato da una parte del negozio giuridico o da un terzo di cui per
laltra parte ne sia a conoscenza (art. 1439 cod. civ.).
Lerrore causa di annullabilit nei soli casi previsti dalla legge, mentre causa di
annullamento quando determinato dal volere della parte.
Nel caso del dolo incidente, cio di quel dolo che porta ad aggravare i patti di un negozio
che si sarebbe ugualmente compiuto, la sola conseguenza il risarcimento degli eventuali
danni provocati (art. 1440) e non sullefficacia dellatto giuridico.
3. LA FORMA
La terza caratteristica essenziale e necessaria per un negozio giuridico la forma con cui
questo atto viene posto in essere.
La manifestazione di volont del negozio giuridico si manifestano:
tacitamente quando avviene non per forma scritta ma per atti
dimostrativi della propria volont (Es. la restituzione rappresenta
una dichiarazione di rimessa, ecc.);
espressamente quando, invece, avviene tramite una forma
scritta, o tramite parole o cenni che esprimano chiaramente la
propria volont (Es. testamento, contratto, ecc.).
ogni dichiarazione, sia essa espressa che tacita, per essere valida richiede una certa
conoscibilit ai terzi pena la nullit del negozio giuridico stesso. Questa conoscenza
pubblica non deve essere richiesta dagli interessati ma deve essere gratuitamente data a
tutti coloro che ne fossero richiedenti.
Talora la forma particolare con cui si deve compiere un negozio giuridico richiesto
direttamente dalla legge tramite apposite norme (Es. il contratto di compravendite deve
essere necessariamente scritto pena la nullit, ecc.).
Comunque la regola generale prevede la libert di forma del negozio giuridico (art.14
disp. prel. cod. civ.) e solo in casi eccezionali, per limportanza rivestita o per situazioni
specifiche, richiesta una particolare forma dalla legge (art. 1350 cod. civ.) che il pi delle
volte quella scritta.
In altri casi la legge stessa prevede anche alla pubblicit dellatto giuridico.
La forma stabilita dalla legge, ma in generale le parti godono della massima libert di
scelta che prevede un comune accordo per cui possibile anche la forma non scritta, e
soprattutto in campo commerciale, molti sono le forme di contrattazione orale (Es.
contratti per adesione, ecc.).

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4. LA CAUSA
La causa consiste nella funzione socio-economica che il negozio giuridico deve esplicare.
Il potere di compiere gli atti giuridici alle porti deve trovare una giusta motivazione per il
soddisfacimento degli stessi.
La causa il quarto elemento essenziale per la costituzione del negozio giuridico (art. 1325
cod. civ.).
A giustifica un obbligo non basta la presenza di una promessa o di unaccettazione, ma
occorre che tale attivit sia accompagnata da una giusta ragione.
Il testamento, ad esempio, diviene valido con il giungere della propria morte che ne
costituisce la causa essenziale e senza la quale latto giuridico testamento non avrebbe
senso ma soprattutto validit.
Quindi la causa elemento essenziale pena la nullit (Es. Tizio compra da Caio un libro
gi di sua propriet, il negozio nullo per mancanza di causa, ecc.).
La causa non da confondere con il motivo che considerato lo scopo per il quale il
negozio giuridico viene compiuto.
Ad esempio.
Una persona fa un acquisto (causa del negozio acquisto) per investire del denaro (motivo
del negozio acquisto).
In questo caso la causa del negozio giuridico costituisce la validit dello stesso mentre il
motivo lo scopo per cui il negozio giuridico viene a compimento.
La causa, inoltre, molto importante ed essenziale, oltre che per la validit del negozio
giuridico stesso, anche per lindividuazione della tipologia di negozio.
Una volta trovato il tipo di negozio giuridico, se questo nominato (o tipico), tra quelli
previsti dalla legge, trover la sua disciplina nel Codice Civile stesso, se, invece,
innominato (o atipico), trover la sua disciplina in leggi speciali o confrontandolo con
quelli previsti e conosciuti dal Codice.
Pur essendo essenziale, la causa a volte pu mancare del tutto per mantenendo valido il
negozio giuridico che perci si chiamer negozio astratto (Es. la procura, ecc.).
Questo per non vuol dire che pur senza causa il negozio valido, sarebbe una
contraddizione, ma lo diviene solo perch la causa rintracciata solo in un secondo tempo.
I negozi astratti sono solo quelli previsti dalla legge e nessun altro.
Gli atti giuridici possono essere leciti o illeciti, ovviamente vietati e puniti dalla legge ed il
confine di demarcazione tra le due fattispecie il rapporto tra la volont di chi li compie e
gli effetti che questi producono.
Il negozio giuridico illecito produce un proprio effetto involontario che lobbligo del
risarcimento espressamente disposto dagli artt. 2043 e 2059 del cod. civ..
Illecito si definisce un negozio che ha per oggetto, causa o condizione un fatto contrario al
buon costume, o allordine pubblico o alle norme imperative dellordinamento giuridico.
Illecito anche il negozio giuridico che abbia un motivo non conforme alle norme
giuridiche sia esso disposto da una parte che da entrambe (Es. vendita di un locale da
destinare ad un contra bonos mores) .
Quando lilliceit colpisce una parte non essenziale del negozio giuridico, non tutto latto
giuridico cade ma rimane viva e salda la parte sana liberandosi esclusivamente della parte
illecita. Quando, invece, lillecito colpisce tutto il negozio o la gran parte di esso, nullo
lintero atto giuridico.

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Il buon costume non disciplinato e descritto da alcuna norma giuridica ma linsieme


delle norme di comportamento sociale ed etico tramandati nel tempo come mores
maiorum.
Nei casi di illiceit i contratti non producono alcuna obbligazione tra le parti e nessun
effetto giuridico tanto che chi ha offerto una prestazione ha il diritto di chiederne il
rimborso (art. 2035 cod. civ.).
Chi invece contribuisce alla realizzazione di un negozio giuridico contro il buon costume
non ha alcun diritto di risarcimento o restituzione.
In virt dellart.1344 cod. civ. si ha un contratto in frode alla legge quando si rispetta la
legge ma se ne viola il contenuto (Es. evasioni fiscali, ecc.), quando, cio, il contratto
costituisce un mezzo per eludere lapplicazione di una norma imperativa, pur nel rispetto
formale della legge.
In questo senso il contratto in frode alla legge si distingue dalla simulazione perch
concorre la volont di chi lo compie contro la mancanza di volontariet di colui che
simula.
Cos accade se per aggirare il divieto legale del patto commissorio (art. 2744 cod. civ.) il
creditore acquista il bene dal suo debitore con la somma che questultimo gli deve.
La ratio del veto del patto commissorio di duplice entit:
1. si vuole evitare che il debitore in un momento di bisogno si privi del proprio
bene vendendolo ad un prezzo sicuramente inferiore rispetto al vero valore
reale;
2. si vogliono tutelare gli altri eventuali creditori che vantano una prelazione di
grado posteriore i quali hanno un comune interessi che la cosa venga venduta
giudizialmente per potere anchessi concorrere sul ricavato (pars condicium
creditorum).
In virt di tale illecito, un contratto cos stipulato costituisce elemento di nullit perch
viziato lelemento causa in quanto illecita, e la ripetibilit delle prestazioni eseguite.
Affinch un negozio giuridico sia nullo per illiceit necessario:
che questo violi lordinamento giuridico con il proprio contenuto;
che ci sia lintenzione dolosa di chi lo compie.
Il contenuto del negozio giuridico pu essere assai vario e complesso purch non si violino
le norme imposte dallordinamento giuridico tanto che i soggetti sono autonomi e liberi di
fissare tutte le clausole che preferiscono per linteresse proprio o di terzi (art. 1322 cod.
civ.).
La realizzazione degli interessi possibile sia con la figura dei negozi giuridici tipici (o
nominati), cio quelli previsti e disciplinati dallordinamento giuridico e dal Codice Civile
in particolare, sia da quelli atipici (o innominati), cio non previsti dallordinamento
giuridico ma comunque contenenti forme e figure tipiche dei negozi giuridicamente
rilevanti.

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ELEMENTI ACCIDENTALI
Oltre agli elementi essenziali che costituiscono il negozio giuridico, la pratica negoziale ne
conosce altri, detti elementi accidentali e vengono anche definite clausole auto limitative.
Possono essere posti, o meno, a seconda la volont delle parti.
Questi elementi, non obbligatori per la validit del negozio giuridico, sono:
1. CONDIZIONE
A norma dellart. 1353 del cod. civ. le parti possono vincolare il negozio giuridico a
condizione di un particolare avvenimento futuro e incerto.
Latto esplica i suoi effetti solo se si verifica la condizione.
La condizione pu essere:
-

volontaria se posta dagli stessi soggetti;

- legale se posta dalla legge che fa dipendere la validit del


negozio giuridico (Es. la morte nei confronti del testamento,
ecc.).
Gli avvenimenti presenti o passati non possono costituire una condizione.
Dalla condizione si distingue la presupposizione che quellelemento che porta le parti
alla conclusione di un determinato fatto giuridico considerando pacifica e determinante
per la conclusione del negozio giuridico stesso, presente o futuro.
In mancanza della presupposizione il negozio giuridico nullo. La presupposizione pu
venire a mancare in un secondo tempo determinando la risoluzione del contratto ex Tunc
(Es. chi prende in locazione una finestra per assistere ad una manifestazione non rimane
obbligato se la manifestazione non avverr pi, ecc.).
Levento posto a condizione, oltre che futuro deve anche necessariamente essere incerto.
Esempio:
1. il giorno di nozze di Tizio = condizione
2. quando morir Tizio = termine di tempo
La condizione, secondo gli effetti che provoca sullatto giuridico, pu essere considerata:
- sospensiva quando mirano a sospendere gli effetti del
negozio giuridico fino allavverarsi della condizione (Es. ti
dar 100 quando arriver la nave, ecc.);
- risolutiva quando tolgono di mezzo il negozio giuridico
allavverarsi dellevento (Es. ti vendo il fondo ma se la nave
non arriva ritorna a me, ecc.).
In base alla causa produttrice, le condizioni si distinguono in :

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- potestative quando la volont di un evento dipende da


una sola parte (Es. ti vendo il libro se decido di fare lesame,
ecc.);
- causali quando il fatto dipende dal caso o da terzi (Es. ti
dar 100 se arriva la nave, ecc.);
- miste quando sono prodotte dalla volont del soggetto
autore e da un elemento estraneo (Es. ti dar 100 se lesame
andr bene).
Infine si distinguono le condizioni lecite da quelle illecite, quelle possibili da quelle
impossibili (giuridicamente o fisicamente).
I negozi giuridici tra i vivi sono nulli se impossibili o illeciti, mentre quelli mortis causa
sono nulli per rimanendo validi gli atti per limpossibilit di far ripetere il negozio
giuridico correttamente allautore morto.
2. TERMINE
Il termine un momento di tempo nel quale incominciano o hanno fine determinati effetti
giuridici.
A differenza della condizione che rimane una clausola incerta, il termine caratterizzato
da una data e da un momento ben preciso collocato nel tempo.
Esempio:
1. Quando ti sposerai . = termine
2. Se ti sposerai = condizione
Chi paga unobbligazione prima del termine, conseguentemente, tutelato a farlo e si
svincola dalla propria obbligazione, mentre chi effettua un pagamento prima della
condizione, non ha motivo per farlo ed tutelato a ricevere la restituzione di quanto gi
ingiustamente dato.
Il termine esplica i suoi effetti ex Nunc per cui non annulla gli effetti prodotti prima.
Il termine, dal punto di vista temporale, pu essere:
- iniziale se pone un inizio ad un effetto giuridico (Es. procura,
ecc.);
- finale se pone una fine ad un effetto giuridico (Es. revoca della
procura, ecc.).
Quando il periodo di tempo passato si ha la scadenza del termine che comporta tutte le
relative ed inevitabili conseguenze giuridiche. Invece durante il periodo necessario per il
suo compimento si dice che il termine scorre.
Il termine pu essere applicato dalle parti in comune accordo come semplice clausola e
come tale avere forza di legge tranne che nei casi previsti dalla legge o per i negozi

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giuridici puri. Nel caso in cui il termine non venga specificato, la risoluzione
dellobbligazione sorta dal negozio giuridico pu essere chiesta subito.
Il termine pu essere richiesto ed essere interessante e daiuto per una parte o per
entrambe di comune accordo. Se questo non viene specificato, per, si intende a favore del
debitore che pu, in questo caso, pagare il suo debito prima del termine stesso fissato.
Stessa cosa vale per il creditore quando il termine viene posto a proprio vantaggio.
Il Codice Civile, per, a norma dellart.1186 tutela il creditore che in caso di immediato ed
improvviso pericolo delle proprie garanzie o per minaccia al proprio diritto di
soddisfacimento, pu chiedere limmediato pagamento del credito anche prima di un
eventuale termine pre-impostato, ed in particolare nei seguenti casi:
- per diminuzione delle garanzie (Es. distruzione della casa
ipotecata, ecc.);
- per mancata prestazione delle garanzie promesse (Es. alienazione
ad altri della casa da ipotecare, ecc.);
- per sopraggiunta insolvenza del debitore (Es. fallimento, ecc.).
Importante, infine, il concetto di termine essenziale cio di quel solo momento in cui
possibile eseguire la prestazione e mai pi dopo (Es. consegna di un vestito in occasione di
una cerimonia, ecc.).
3. MODUS
un onere imposto dallautore del negozio giuridico al beneficiario. La sua presenza non
modifica gli effetti giuridici ma ne aggiunge altri nuovi.
La sua apposizione, solitamente, non di utilit ai soggetti che lo hanno creato ma a terzi o
per scopi di pubblica utilit (Es. Tizio vende una casa e impone al nuovo inquilino di dare
da mangiare agli uccelli ogni giorno, ecc.).
Il modus si distingue dalla condizione perch un atto volitivo accessorio al negozio
giuridico stesso tanto che immediata rimane la disposizione principale senza che il modus,
accessorio, ne costituisca elemento di validit. Invece non la condizione si crea un
elemento di dipendenza.
Il modus illecito o impossibile nullo pur rimanendo valida la disposizione principale.
Chiunque ha interessi o motivi pu agire per ottenere ladempimento dellonere.
Alcuni negozio giuridico non ammettono queste clausole e per questo motivo vengono
definiti negozi giuridici puri e sono molto frequenti in materia di diritto familiare (Es.
matrimonio, adozione, ecc.).
Altri atti prevedono la mancanza di soli alcuni di queste clausole (Es. la cambiale ha un
termine ma non la condizione, ecc.).
PATOLOGIE DEL NEGOZIO GIURIDICO
Il Codice Civile prevede e disciplina una serie di cause diverse che portano alla nullit del
negozio giuridico.
Alcuni vizi si trovano nella parte costitutiva dellatto stesso, altri nel successivo
funzionamento. Per questo il negozio giuridico talora non produrr alcun effetto e talora
lo far solamente in parte.

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In alcuni casi il negozio giuridico non si annulla ma rimane valido prevedendo, per, una
penna consecutiva, cos da definirlo negozio giuridico irregolare (art. 1419-1420-1446 cod.
civ.).
Un negozio giuridico viziato pu essere nullo o annullabile.
1. LA NULLITA
E nullo un negozio giuridico che non in grado di esplicare i propri effetti giuridici tipici.
La nullit la forma pi grave in assoluto di invalidit del negozio giuridico tanto che le
parti potrebbero comportarsi come se latto giuridico non fosse mai venuto alla luce.
La nullit pu essere fatta valere da chiunque ne abbia interesse ed ha effetti anche nei
confronti di terzi.
A norma dellart. 1418 cod. civ. il negozio giuridico nullo quando manca anche uno solo
degli elementi essenziali del negozio stesso, o quando sia contrario a norme imperative o
comunque illecito.
Non necessario che la sanzione di nullit, al contrario dellannullabilit, sia testualmente
contenuta nel negozio giuridico ma pu anche essere virtualmente implicita nello stesso
(Es. violenza fisica = mancanza di volont, ecc.) ed essere richiesta dufficio dal giudice.
Le cause di nullit del negozio giuridico possono essere:
- Riguardo al soggetto: Mancanza di capacit giuridica dei soggetti;
- Riguardo alla volont: Mancanza di intenzione o di seriet o violenza fisica;
- Riguardo alla forma: Mancanza della forma richiesta;
- Riguardo alla causa: Causa o motivo illecito;
- Riguardo al contenuto: Oggetto mancante, illecito o impossibile.
La nullit imprescrittibile (art. 1422 cod. civ.), insanabile ed ha valore retroattivo (ex
Tunc);
2. LANNULLABILITA
Per alcuni casi la sanzione di nullit risulta essere eccessivamente gravosa per quanto
riguarda i relativi effetti giuridici dellatto. In tali casi alla nullit si sostituisce
lannullabilit che consiste nel prolungamento della vita di un atto giuridico in maniera
regolare riconoscendo, per, la potest di un soggetto, di chiedere ed ottenere
lannullamento con i relativi effetti retroattivi (ex Tunc).
Lannullabilit una sorta di momento di pendenza che si protrae fino al giungere del
termine di prescrizione per lazione di annullamento. Solo dopo tale termine latto si
convalida sin dallinizio come se fosse nato senza alcun vizio.
La situazione di pendenza pu essere sanata, per, tramite:
- la prescrizione dellazione di annullamento (5 anni);

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- la convalida dellatto giuridico in questione;


- lannullamento dellatto giuridico in questione.
La convalida pu essere fatta tacitamente se si eseguono volontariamente tutti i comandi
dellatto giuridico o espressamente se si dichiara lintento di sanare latto in causa pur
conoscendo le cause di invalidit.
Lannullamento possibile solamente per i casi previsti dalla legge e solo quando uno
degli elementi essenziali del negozio giuridico viziato.
Lannullabilit, a norma dellart. 1425 cod. civ., si ha nei casi riguardanti i soggetti
(incapacit di agire) e la volont (vizi del volere).
Questi sono i casi generali di annullabilit. Esistono, poi, anche altri casi specifici per
situazioni varie cui il Codice Civile disciplina in maniera non organizzata ma di qua e di la
per il testo (Es. contratto concluso dal rappresentante con palesi contrasti di interesse con il
rappresentato).
PRINCIPALI DIFFERENZE TRA NULLITA E ANNULLABILITA
Lannullamento dellatto deve essere chiesto solamente da chi legittimato a farlo, cio da
colui per il quale linteresse stato stabilito, o dai suoi eredi o da un legale rappresentante,
mentre, al contrario, la nullit opera sempre per diritto tramite il giudice su istanza di chi
chiunque ne abbia interesse o per ufficio.
Esistono, inoltre, dei casi in cui lannullabilit assoluta e pu essere richiesta da chiunque
ne abbia interesse, cos come avviene sempre di regola per la nullit.
Questi casi sono tutti quelli prodotti dalla volont non giuridica dellinterdetto, in alcuni
casi di matrimonio o in altri casi di testamento.
Lazione di nullit, a norma dellart. 1422 cod. civ., imprescrittibile, mentre quella di
annullamento, a norma dellart. 1442 cod. civ., si prescrive dopo un termine di 5 anni.
La pronunzia di nullit ha effetti contro tutti se dipende da unincapacit legale del
soggetto mentre in tutti gli altri casi lazione non opponibile a terzi che hanno agito in
buona fede acquistando diritti da colui contro il quale lannullamento pronunziato (art.
1445 cod. civ.).
Una regola in comune alla nullit e allannullabilit di vitale importanza: tutto ci che
stato fatto e dato nei due casi completamente risarcibile e restituibile.
Secondo un cos detto principio di conservazione del negozio nullo, il legislatore ha
voluto palesemente dimostrare che preferibile rispettare quanto pattuito in un
obbligazione anche se costituita irregolarmente.
Infatti, a norma dellart. 1424 cod. civ. un contratto nullo produce gli effetti di un contratto
diverso valido rendendo validi gli effetti giuridici prodotti, a condizione che le parti
avessero scelto il contratto valido in luogo di quello nullo se avessero saputo della nullit.
Inoltre secondo il principio dellaffidamento, se la dichiarazione di volont di chi compie
un negozio giuridico diverge dal proprio interno volere, ma colui cui destinato il negozio
sconosce della divergenza, latto giuridico rimane valido; invalido se, invece, la
controparte conosceva, o era in grado di farlo, la divergenza.
Esistono anche dei negozi giuridici che acquistano la loro efficacia solo in un secondo
tempo (Es. il testamento dopo la morte, ecc.) e che per tale motivo vengono definiti ad
inefficacia temporale.

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Inoltre esistono anche i negozi che hanno un inefficacia relativa a soli determinati
soggetti.
RESCISSIONE
un istituto di tutela degli interessi che possono venire lesi dalla presenza di un atto
giuridico.
Il negozio colpito da rescissione non colpito da vizi negli elementi costitutivi ma subisce
le stesse conseguenze di quelli nulli o annullabili.
La rescissione ha valore tutelare in tutti i casi in cui una parte, consapevole dello stato di
bisogno o di necessit dellaltra, ne approfitta stipulando con la stessa un negozio
giuridico a proprio ed unico vantaggio abnorme.
Il negozio rescindibile non pu essere convalidato con un atto di volont del soggetto che
lasci perdurare lo stato di squilibrio tra le due parti (art. 1451) ma tramite un atto che
ristabilisca il livello medio dei valori tra le due parti in grado di sanare la situazione a
norma dellart. 1450 cod. civ..
Lazione di rescissione si prescrive in un anno e produce gli stessi effetti dellazione di
annullamento e cio liberando le parti da ogni tipo di obbligazione convenuta e
obbligando alla restituzione chi ha gi avuto un pagamento in forza del negozio giuridico
rescisso.
I casi di rescissione generali sono due e pi precisamente:
1. lart. 1447 disciplina lipotesi in cui un soggetto abbia assunto lobbligazione
con un altro soggetto sotto un grave stato di pericolo noto alla controparte che
per tale motivo approfitta della conclusione del negozio giuridico stesso (Es.
Tizio sta per affogare e promette tutto ci che Caio gli chiede per salvarlo);
2. lart. 1448, invece, disciplina il caso in cui una persona che si trova in un grave
stato di bisogno accetti di concludere un negozio giuridico nel quale il valore
della sua prestazione sia sproporzionato con quello della controparte che
consapevolmente approfitta della situazione giuridica per i propri interessi.
ATTI ILLECITI
Il Codice Civile, dallart. 2043 allart.2059, disciplina il fatto illecito definendolo fonte di
lesione dei diritti assoluti altri e fonte di obbligazione di risarcimento del danno provocato
(responsabilit extracontrattuale).
Lart. 1218 e seguenti del Codice Civile, invece, definisce illecito la non osservanza delle
precedenti obbligazioni (responsabilit contrattuale).
In materia di fatti illeciti, come abbiamo gi accennato, il pi importante articolo del
Codice Civile lart. 2043 che rappresenta al tempo stesso una clausola generale
dellordinamento giuridico Civile.
Gli elementi costitutivi del fatto illecito sono:
1. il fatto illecito
2. il danno ingiusto
3. rapporto di causalit fra fatto e danno (elementi oggettivi)
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4. dolo o colpa (elementi soggettivi)


Lingiustizia del danno viene considerata dalla dottrina come la lesione di un diritto
assoluto valevole erga omnes.
Dallo studio dellillecito Civile deve rimanere ben distinto quello penale che rimane una
fattispecie di danno molto diverso.
Con la legislazione Civile si vogliono tutelare le situazioni giuridiche private mentre con
lordinamento giuridico penalistico si vuole tutelare un interesse pubblico.
Tuttavia esistono alcune situazioni dove oltre al danno penale si arreca anche un danno
Civile contemporaneamente per cui in un processo penale, affianco al Pubblico Ministero,
che accusa pubblicamente limputato rappresentando lo Stato, esiste anche una Parte
Civile che, costituendosi preventivamente al processo, insiste sullaccusa dellimputato in
questione per cercare di essere tutelato secondo un illecito Civile e chiedere quindi il
risarcimento del danno subito (pretium doloris).
Una differenza molto importante con il Codice Penale quella che mentre in questultimo
solo reato, e per questo punibile, ci che descritto e previsto dal Codice Penale stesso
nelle singole e specifiche fattispecie, nel Codice Civile, invece, illecito, che corrisponde al
reato penale, sono tutte quelle azioni che recano un danno senza che vengano specificate
come fattispecie dal Codice Civile stesso e proprio per questo rappresenta, lart. 2043, una
clausola generale dellordinamento giuridico Civile dove rientrano tutte le possibili ed
immaginabili situazioni di danno.
Esistono, anche, situazioni che rappresentano esclusivamente un reato penale ma non un
illecito Civile (Es. delitti contro la personalit dello Stato, ecc.).
Lart. 75 Cod. Proc. Civ. stabilisce che un illecito Civile giudicato in un processo Civile se
non implicito in un reato penale e quindi trasferito in sede penale. Tuttavia una sentenza
penale contiene anche la sentenza Civile che regola lazione risarcitoria.
Normalmente si risponde del danno che sia prodotto da attivit: ingiusta, dolosa e
colposa.
Latto giuridico illecito composto:
- dal fatto materiale,
- dallantigiuridicit,
- dalla colpevolezza.
1. IL FATTO
Il concetto di fatto corrisponde al comportamento del soggetto che pu consistere
nellazione di fare o non fare, cio di comportamenti omissivi o commissivi, causa di
eventi dannosi.
2. LANTIGIURIDICITA

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Non ogni fatto che rechi danno oggetto di responsabilit giuridica con conseguenza di
risarcimento. Questo fatto deve necessariamente essere contrario alle norme imperative
del Codice Civile e proprio per questo lart. 2043 parla di danno ingiusto. Perci
necessario che sia un danno da risarcire e che sia contrario allordinamento giuridico
ledendo un diritto.
In certe situazioni la violazione della norma pu essere eccezionalmente violata solo
quando il danno recato per legittima difesa (art. 2044 cod. civ.) e per stato di necessit
(art. 2045 cod. civ.)
3. LA COLPEVOLEZZA
Oltre che antigiuridico, latto, per essere definito illecito, deve avere origine colposa.
Presupposto che la colpevolezza elemento essenziale per limputazione, chi non capace
di intendere e di volere al momento della commissione del fatto illecito non imputabile e
quindi responsabile (art. 2046 cod. civ.), sempre che lo stato di incapacit non sia
volutamente provocata dal soggetto stesso (Es. stato di ubriachezza, ecc.).
Quando lincapace di intendere e di volere a compiere latto illecito, direttamente
responsabile, a norma dellart. 2047 cod. civ., colui che aveva avuto la sorveglianza
dellincapace stesso.
Distinguiamo nella colpevolezza:
- il dolo (atto illecito doloso) quando la lesione si compiuta con coscienza e
volont del fatto lesivo;
- la colpa (atto illecito colposo) quando latto viene compiuto per negligenza,
imprudenza e imperizia. Si evita la colpevolezza quando levento provocato da
causa esterna al soggetto, causa che si trova spesso nel caso fortuito o nella forza
maggiore.
Come abbiamo gi detto si possono avere due fattispecie di illiceit:
1. illiceit contrattuale a norma dellart. 2043 e seguenti (detto anche acquiliano)
che riguarda tutti (erga omnes) e ogni fatto della vita sociale del soggetto;
2. illiceit extracontrattuale che riguarda esclusivamente le obbligazioni
intercorrenti tra due o pi parti che hanno gi stipulato un negozio giuridico e
che a norma dellart. 1218 non ne possono che rispettare i termini pattuiti di
comune accordo.
In tutte e due i casi la conseguenza prodotta dallordinamento giuridico lazione
risarcitoria dei danni prodotti.
Non bisogna, per, cadere in errore nel definire lillecito contrattuale che non solo quello
che intercorre tra le parti a seguito di un contratto ma generalmente quello che viene
creato da un negozio giuridico qualsiasi tramite un obbligazione.
Ad esempio:
Se Tizio provoca un danno in un incidente stradale a Caio (illecito extracontrattuale) deve
risarcire i danni tramite una sentenza del giudice vincolante fra le parti. Se, poi, Tizio non
paga a Caio il risarcimento che il giudice ha ordinato si provocher unulteriore fatto
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illecito (illecito contrattuale) provocato dal non rispetto delle obbligazioni prodotte dalla
sentenza di risarcimento del danno iniziale.
La differenza tra le due fattispecie di illeciti molto importante perch da questa dipende
la regola delle prove da applicare:
1. nel primo caso (illecito contrattuale), esiste una presunzione di colpa per cui il
debitore deve dimostrare di non dover essere imputato per il fatto illecito;
2. nel secondo caso (illecito extracontrattuale), il debitore non deve difendersi da
nulla ed chi pretende il risarcimento che deve dimostrare la colpevolezza della
controparte che afferma essere lautore del fatto illecito.
Inoltre, per quanto riguarda la prescrizione:
1. per quanto riguarda gli illeciti contrattuali il termine di 10 anni (termine
ordinario);
2. per quanto riguarda gli illeciti extracontrattuali il termine di 5 anni.
FATTISPECIE GENERATRICI DI RESPONSABILITA
Responsabilit per gli incapaci:
Si parla di culpa in vigilando quando la responsabilit attribuita al soggetto tenuto alla
sorveglianza di coloro che sono incapaci di intendere e di volere.
A riguardo lart. 2047 cod. civ. dice che responsabile delle azioni compiute da chi non
in grado di intendere e di volere chi ha la tutela, mentre lart. 2048 cod. civ. dice che
responsabile, quando commette un illecito un minorenne, oltre al soggetto stesso, anche il
genitore o chi ne ha la tutela.
In questi casi chi responsabilmente ha la tutela del minore o dellincapace pu evitare le
dovute conseguenze se prova di non aver potuto fare nulla per evitare il fatto illecito.
Responsabilit per danni da cose:
Sempre pi importante la responsabilit di colui che possiede una cosa, anche di non sua
propriet, per i danni che questa potrebbe provocare. A tal proposito lart. 2051 cod. civ.
parla di danni da cose in custodia
Attivit pericolose:
Lart. 2050 cod. civ. pone a carico di chi agisce, per vari motivi, con attivit o cose
pericolose una colpa presunta oggetto di eventuale risarcimento in caso di provocazione di
danno a terzi se non prova di aver adottato tutte le possibili misure di sicurezza per
evitare il danno
Responsabilit oggettiva:

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I datori di lavoro sono colpevoli dei danni provocati dai propri dipendenti nellesercizio
delle loro funzioni lavorative. Si definisce tale responsabilit oggettiva perch essa non
presuppone la presunzione di colpa del colpevole, che poteva anche non conoscere le
origini e le motivazioni del danno cagionato, ma che comunque responsabile in quanto
proprietario o altro. Chi trae vantaggio da una situazione ne risponde anche degli
svantaggi.
Questa responsabilit anche chiamata responsabilit da rischio lecito.
Responsabilit del Dominus e del produttore:
I danni provocati sul posto di lavoro sono a responsabilit del datore di lavoro
imprenditore e sono risarcibili sia al soggetto vittima dellinfortunio sia alla propria
famiglia.
In questo caso non possibile la prova liberatoria proprio perch si deve rispondere al
criterio secondo il quale se si scelti dei collaboratori per la propria attivit lavorativa si
deve anche rispondere per loro.
Sotto tale disciplina regolato anche il danno del produttore che reca al cliente che
consuma il suo prodotto contenenti vizi di natura economico-produttivi.
Responsabilit delle persone giuridiche:
I concetti fino ad ora esposti in campo di responsabilit Civile non possono essere applicati
in materia di persone giuridiche. Come abbiamo detto a suo tempo la responsabilit
dellEnte non dei singoli associati, cos come avverrebbe nei casi delle Associazioni non
riconosciute, mas propria dellEnte con tutela a norma dellart. 2043 cod. civ.. tale
responsabilit, ovviamente, si estende alle azioni fatte dai rappresentanti organi (persone
fisiche) che, in nome e per conto dellEnte stesso, agiscono ovviamente entro i limiti
istituzionali loro conferiti.
Responsabilit in tema di stampa:
La legge speciale in materia di stampa, oltre che lautore, considera come civilmente
responsabile anche leditore ed il proprietario della pubblicazione in questione.
Responsabilit da circolazione stradale:
Una forma di particolare importanza e gravit di responsabilit Civile quella della
circolazione stradale di veicoli prevista dallart. 2054 cod. civ..
Il conducente di unautomobile, di una bicicletta o di un carretto obbligato dalla legge a
risarcire quanto dovuto per danni a perone e cose se non dimostra di aver fatto tutti il
possibile per evitare il danno prodotto. La responsabilit in questione necessariamente
dovuta solo quando il veicolo circola su aree adibite al traffico con lunica eccezione delle
rotaie. Norme particolari in materia sono contenute nel Codice della Strada appositamente
formulato e sicuramente molto pi specifico dellart. 2054 del Codice Civile.
Oltre alla responsabilit del conducente, grava anche sul proprietario una responsabilit
oggettiva tranne nel caso in cui dimostri che la circolazione del veicolo sia avvenuta contro
la sua volont.
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In caso di scontro fra due veicoli si presume che la colpa sia pari fra le due parti. Inoltre
lordinamento giuridico considera responsabile il proprietario dei danni di costruzione o
manutenzione che difficilmente potrebbero essere risarciti dalla fabbrica del veicolo e
difficilmente potrebbe aprirsi un contenzioso tra il danneggiato e la grande impresa
costruttrice.
Particolare attenzione dobbiamo dare allanalisi dellentit del danno cagionato, perch da
questa analisi si stabiliscono i risarcimenti. Il diritto a ricevere un risarcimento per danni
un diritto inviolabile e si noti che risarcito pu anche essere chi non si direttamente
colpito con lazione di danno. Il risarcimento un diritto da pretendere perch con la
lesione si viola un interesse che non solamente patrimoniale come la distruzione di un
bene ma pu essere anche e soprattutto fisica o morale.
In campo patrimoniale ci sar un danno che provocher una diminuzione del patrimonio
o un mancato guadagno, entrambi da risarcire economicamente in proporzione. Il calcolo
del risarcimento, cio, non si fa soltanto per il valore della cosa eventualmente distrutta
(danno reale) ma anche per le eventuali conseguenze, patrimoniali e non, riportate.
Il danno viene calcolato e risarcito con equit dal giudice Civile con sentenza a norma
dellart. 2056 e 1226 cod. civ.. in caso di concorso di colpa tra lautore del danno e la
vittima, lart. 1227 cod. civ. prevede una diminuzione della somma da risarcire comunque
alla vittima del danno stesso.
La determinazione del danno risarcibile uguale sia per lillecito contrattuale che per
quello extracontrattuale con una sola differenza dettata dallart. 1225 cod. civ.:
1. nei danni da illecito contrattuale si distinguono i vari gradi di colpevolezza
del soggetto: se ha agito con dolo risponder di tutti i danni prevedibili e non
prevedibili, se, invece, ha agito con colpa, risponder dei danni provocati
esclusivamente prevedibili al momento del quale sorta lobbligazione;
2. nei danni, invece, da illecito extracontrattuale, si risponde per tutti i danni
provocati senza distinzione alcuna.
Qualunque sia il tipo di risarcimento, questo tende a mettere il patrimonio della vittima
del danno nella stessa situazione in cui si trovava prima del compiersi del danno stesso.
Lart. 2059 cod. civ. prevede come risarcibile anche tutto ci che non provoca danni
patrimoniali esclusivamente limitato ai casi previsti dalla legge. Il Codice, quindi,
disciplina come risarcibili i danni che provocano lesioni morali solo nei casi in cui lorigine
del danno provochi un reato penale (art. 185, 186 e 187 cod. pen.), distinguendo cos la
specificit di questa norma con la generalit dellart. 2043 cod. civ..
Ovviamente il risarcimento ex art. 2059 non pu essere paragonato a quello ex art. 2043, in
quanto nel primo caso il risarcimento rappresenta il pretium doloris, cio un risultato
satisfatorio, mentre nel caso dellart. 2043 la funzione di corrispettivo.
Nelle idee riparatrici va anche la pubblicazione nei maggiori giornali di qualche sentenza
di condanna (art. 186 cod. pen.).
Molto importante, negli ultimi anni, diventato il danno alla persona, che oltre ad avere
delle tutele a livello costituzionale, pu essere accorpato tra i casi di danno risarcibile
dellart. 2059, in quanto danno non a cose patrimoniali, e dellart. 2043, in quanto un
danno alla propria persona non solamente un danno fisico ma anche patrimoniale
limitando moltissimo soprattutto la funzione produttiva del soggetto.
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Oltre al danno alla persona si sta sempre pi diffondendo il danno biologico cio quella
fattispecie che prevede un danno psicofisico causato da lesioni somatiche, psichiche, ecc.
indipendentemente dalla diminuzione patrimoniale che si subisce. Questo tipo di danno si
presenta come indipendente da ogni eventuale posizione sociale, economica o lavorativa
che ricopre il soggetto interessato e valutabile allo stesso modo.
In alcuni casi il giudice, a norma dellart. 2058, pu disporre, eventualmente se questo non
grava eccessivamente sul soggetto causa del danno, invece che risarcire il danno causato, il
risarcimento in forma specifica, cio ordinando di reintegrare in natura la precedente
situazione come nel caso dellacquisto della cosa distrutta o della riparazione della cosa
danneggiata.
Quando questo tipo di condanna, per, per esigenze di mercato o per situazioni particolari
non possibile per leccessiva gravosit per il soggetto debitore, il giudice pu disporre
lalternativa del risarcimento per equivalente.
A norma dellart. 2055 cod. civ. se pi persone hanno concorso alla fatto illecito, ognuna
risponde per il danno solidamente con le altre.
La prescrizione dellazione di risarcimento avviene dopo cinque anni dal giorno
dellavvenimento dannoso, cio dal giorno in cui lavvenimento illecito si manifestato
alle vittime dello stesso.
PROVA DEI FATTI GIURIDICI
Quasi sempre, lesistenza di un fatto giuridico ha valore concreto qualora si riesca a
dimostrarne leffettiva esistenza. Basta questa definizione molto semplice per capire
quanto importanza abbiano le prove nel mondo del diritto.
Davanti il giudice la stessa cosa non avere un diritto o non poterlo dimostrare.
I mezzi di prova sono: le persone e i fatti.
Essi si possono considerare staticamente (Es. ispezione di un documento, ecc.) o
dinamicamente (Es. interrogazione di un testimone, giuramento, ecc.).
I fatti devono essere provati dalle parti e in relazione a questi il giudice applicher le
relative norme in materia e decider secondo giustizia.
Le parti possono anche consigliare ed indicare il giudice circa le norme da utilizzare e
valutare fermo restando che questultimo ha un piena autonomia decisionale e di lavoro in
generale.
Rimane comunque ferma la teoria sullonere delle prove che vede in ogni caso lattore
come unico ricercatore di prove per dimostrare il diritto che rivendica e di cui chiede
giustizia. Tuttavia la controparte, per cercare di difendersi ed ottenere allo stesso modo
giustizia, deve ricercare altre prove che sconfiggano ed annullino le prime.
Quindi riassumendo lazione di accusa e di difesa delle parti in un procedimenti
giudiziario basato sulla ricerca e presentazione al giudici delle relative prove che
giustifichino le proprie pretese e dimostrino la propria ragione.
Il giudice, prima di ammettere lassunzione della prova, deve:
1. verificare che la prova non si a contraria alla legge;
2. verificare che la prova sia concludente per i fatti.
Le prove si differenziano in:

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1. precostituite che sono quelle che si preparano direttamente al momento della


realizzazione del negozio giuridico (Es. atto scritto della compravendita, ecc.);
2. semplici che sono quelle che si assumono al momento del processo (s.
testimonianza, ecc.).
Solitamente il giudice accoglie le prove e le considera secondo la propria preparazione
giuridica e secondo il proprio apprezzamento e convincimento. In altri casi, invece, il
giudice direttamente obbligato dalla legge (art. 116 cod. proc. civ.) a considerare certe
prove in certe situazioni in determinati modi. In questi casi si parler di prova legale (Es.
effetti della data di un documento, ecc.).
Un criteri di vitale importanza dice che un soggetto tramite la testimonianza non pu
costituire una prova a favore di se stesso.
La PRESUNZIONE la prova per eccellenza e consiste nel portare a conoscenza dei fatti
ignoti partendo dalla conoscenza di fatti noti (Es. dal fatto che siano passati diversi giorni
dal momento in cui si potevano pretendere i pagamenti, e visto che il pagamento di un
debito avviene entro poco tempo, si trae la presunzione che il pagamento gi stato fatto).
La presunzione si dice:
- legale se la legge che imperativamente stabilisce ad un fatto valore di
prova in relazione ad un altro fatto;
- semplice quando non sono lasciate alla volont della legge ma
delluomo giudice e alla sua prudenza..
Le presunzioni legali si distinguono in:
- assolute se non ammettono alcuna prova in contrario;
- relative se linteressato in grado di dimostrare il contrario a quanto si
presuma.
Fra le principali fonti di prova precostituite possiamo ricordare:
1. lATTO PUBBLICO.
E il documento redatto da un pubblico ufficiale nellesercizio delle sue funzioni,
competente a riceverlo sia per materia che per territorio e personalmente capace. Esso
deve essere steso sotto tutte le formalit di legge pena la nullit dellatto stesso (art. 2699).
Lufficiale pubblico di generale competenza il notaio, mentre gli altri pubblici ufficiali
hanno una competenza settoriale (Es. segretari dei Comuni o di pubbliche
amministrazioni, ecc.).
Mancando un requisito di forma, di capacit o di competenza del pubblico ufficiale, latto
non sar pubblico ma verr automaticamente dalla legge convertito in scrittura privata
delle parti (art. 271 cod. civ.).
Fra le prove gli atti pubblici hanno grande importanza ed efficacia tanto che hanno valore
erga omnes.
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Latto pubblico, nel suo contenuto, pu essere viziato o simulato ed in questo caso si
applicheranno le gi viste regole di validit dei negozi giuridici.
2. la SCRITTURA PRIVATA.
Una scrittura privata un documento di parte fatta dai soggetti interessati e dagli stessi
firmata.
La scrittura fa piena prova da quando venga accertata lautenticit della firma. Importante
ricordare che in una scrittura privata le parti non possono scrivere nulla a favore dei
propri interessi ma solamente contro. Nel caso in cui la scrittura riguardi due parti, questa
avr valore integrale inter partes.
Davanti a terzi, quando la data non risulta dallautenticazione della firma, questa verr
accertata dalla registrazione allufficio del registro o da un evento accaduto in un
precedente giorno a quello della stipula della scrittura privata.
Il Codice Civile indica anche quali sono le scritture private in campo commerciale che un
imprenditore deve conservare per non meno di dieci anni, anche in fotocopia.
Nel caso di alcune registrazioni commerciali private limprenditore ha la possibilit di
utilizzarle per i propri interessi costituendo, cos, prova per se stesso, derogando il
fondamentale principio.
Tra le prove semplici, ricordiamo:
1. la PROVA TESTIMONIALE.
La prova per testimoni consiste nellassumere notizie da estranei presenti al fatto o che ne
abbiano udito notizie utili.
La legge, specialmente in tema di contratti, limita lutilizzo di prove per testimoni per la
scarsezza di onest, di fiducia e di memoria della gente.
I testimoni possono contribuire solo su concessione del giudice.
Possono, inoltre, essere chiamati a testimoniare anche minori e mai le parti interessate o
coinvolte nel giudizio.
2. la CONFESSIONE.
Consiste nel riconoscimento della verit di uno o pi fatti sfavorevoli per il soggetto
confessore che ne ammette lesistenza e favorevoli per la parte opposta.
Non importante che il soggetto sia cosciente delle conseguenze anche negative che la
confessione porterebbe, basta la consapevolezza del contenuto della stessa.
La confessione irrevocabile e pu essere invalida solo per violenza o per errore di fatto.
Pu essere giudiziale, se fatta davanti al giudice in occasione di un interrogatorio formale
o spontaneamente, o stragiudiziale se fatta da una parte allaltra ha lo stesso valore della
giudiziale, mentre se fatta a un terzo o contenuta in un testamento pu essere valutata
liberamente dal giudice.
3. il GIURAMENTO.
la prova che viene fatta in estremit in mancanza di ogni altra prova durante un giudizio
Civile. Per conoscere circa la verit di alcuni fatti ci si rivolge alla coscienza morale del
soggetto.
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Il giuramento prestato direttamente dalla parte con formula in piedi dinanzi al giudice il
quale prima avverte sullimportanza dellatto e sulle conseguenze penali della
dichiarazione falsa. Il falso giuramento punito come reato (art. 371 cod. pen.).
Per la chiamata a giurare occorre la capacit ad agire. Il giudice deve attenersi al risultato
della dichiarazione. Esistono due diverse forme di giuramento: decisorio, se questo
giuramento serve a porre una decisiva volont del giudice circa il caso Civile in oggetto al
giudizio, e suppletorio se la versione di un testimone, pur essendo ricca di particolari, non
convince pienamente il giudice che pu chiedere questo tipo di giuramento per
confermare la veridicit dei fatti raccontati affidandosi al buon senso e alla moralit del
teste.
LA PUBBLICITA DELLATTO GIURIDICO
La pubblicit quella particolare procedura che mira a portare a conoscenza di terzi gli
atti giuridici e i loro contenuti.
Con tale sistema di pubblicit lordinamento giuridico porta a tutelare sia il soggetto
interessato che i terzi tramite un adeguato sistema di informazione.
In alcuni casi non basta la presenza di tutti gli elementi costitutivi del negozio giuridico
affinch questo abbia valore ma questo deve anche essere pubblico a tutti, cio a tutti
conoscibile.
Per i beni mobili si applica il principio della pubblicit di fatto cio del possesso che
ognuno di noi ha di una determinata cosa e che fa pensare agli altri soggetti che la cosa
gi nostra senza bisogno di alcuna forma di pubblicit.
Per i beni immobili, invece, e per quelli mobili registrati, necessario che si utilizzi la
procedura di pubblicit della trascrizione.
La TRASCRIZIONE si applica per la pubblicit dei beni mobili registrati e per tutti i beni
immobili ed disciplinata nel libro sesto del Codice Civile nella parte dedicata alla tutela
dei diritti.
Lart. 2643 cod. civ. prevede lobbligo della Trascrizione per tutta una serie di atti che si
riferiscono alla propriet immobiliare.
La trascrizione ha come fine diversi risultati:
1. Prima di tutto ha lesigenza di creare e gestire un quadro giuridico generale
delle propriet dei soggetti nel corso del tempo. A tal proposito molto
importante il principio della continuit che a norma dellart. 2650 cod. civ.
costituisce un momento molto importante della vita giuridica e commerciale dei
soggetti. Questi infatti, tramite la trascrizione, creano una sorta di catena delle
propriet che deve sempre necessariamente essere unita e mai spezzata o
interrotta.
Un soggetto vende una propriet che deve necessariamente essere registrata a nome di un
altro per non essere ancora pubblicamente nella propriet del vecchio proprietario che la
ha gi realmente venduta. Proprio per tale motivo anche obbligatorio trascrivere le
propriet ricevute per testamento al fine di non lasciare sospesa alcuna propriet nel nulla.
2. Una seconda esigenza quella di assicurare il rispetto della pubblicit
attuando una serie di sanzioni fiscali e imponendo ai notai e ai pubblici ufficiali

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limmediata trascrizione degli atti a loro sottoposti pena di risarcimento dei


danni provocati a norma dellart. 2671 del cod. civ.
Di regola la trascrizione non porta nessun diritto sulla propriet registrata ma ha funzione
esclusivamente di pubblicit per i terzi, ma in certi casi diviene di particolare importanza
al fine di regolare e decidere circa il titolo di propriet tra due o pi individui che hanno
acquistato dallo stesso titolare. In questo caso la propriet del soggetto che ha trascritto il
bene per primo, anche se magari non ha per primo acquistato il bene, e che ha quindi per
primo pubblicizzato la sua nuova propriet a tutti gli altri.
3. Una terza funzione quella di tutela dei terzi che acquistando la propriet
vanno in contro al pericolo che venga meno il diritto del loro dante causa a loro
descapito.
Infatti nel caso in cui una contesa annulli la vendita di una propriet tra due soggetti,
questa annullerebbe anche la rivendita della propriet ad un terzo soggetto che si
vedrebbe improvvisamente scomparire il nuovo acquisto per un fatto a lui del tutto
estraneo.
Con la trascrizione si inseriscono atti, rendendoli perci pubblici, in degli appositi registri
pubblici competenti territorialmente secondo il luogo della propriet da registrare, tenuti
con il criterio personale cio soggettivamente in ordine alfabetico con il nome del
proprietario e non per oggetto, cos per eventuali ricerche basta rintracciare nel registro il
nome e non la propriet di possibile nome incerto.
Se latto contiene due o pi propriet queste verranno trascritte in tutti gli uffici registri
interessati.
Per la domanda di trascrizione si devono allegare il titolo di propriet (atto pubblico,
scrittura privata autenticata, sentenza giudiziaria) e due note.
La trascrizione avviene immediatamente al momento della consegna della richiesta e degli
allegati. Non necessario attendere la lunga procedura burocratica di autentica della
domanda perch questa avverr dufficio e se valida la trascrizione sar con data dal
momento della presentazione. Infatti al momento della richiesta, questa viene registrata in
un apposito registro con un numero progressivo ed proprio questo a dare la precedenza
tra le varie prescrizioni.
Le due note servono per individuare sia le persone interessate al documento da registrare
sia il fondo di propriet in questione e vengono copiate nel registro delle trascrizioni
stesse.
Presso lufficio della conservatoria vengono tenuti, quindi, due registri:
1. registro generale dordine che contiene lordine di presentazioni giornaliere
delle trascrizioni ed individua la priorit tra le stesse;
2. registro speciale delle trascrizioni dove vengono registrate le effettive
trascrizioni e gli estremi delle note in allegato. Ad ogni trascrizione di soggetto
avente causa deve corrisponderne uno dante causa in modo da rispettare il
principio della catena delle trascrizioni sopra enunciato.
Inoltre esistono anche:
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- per quanto riguarda i beni mobili registrati, questi hanno dei particolari registri
di conservazioni, infatti per le navi, gli aeromobili e le autovetture esistono degli
appositi registri di trascrizione (Es. PRA, ecc.);
- in ogni Comune, presso lufficio anagrafe, esistono quattro ben precisi registri
delle nascite, dei matrimoni, delle morti e della cittadinanza con i quali
possibile conoscere circa i vari status giuridici dei cittadini;
- presso le Preture esistono:
dei registri per le tutele,
dei registri per le curatele,
dei registri per le adozioni,
dei registri per le successioni,
- presso la Cancelleria del Tribunale esiste:
il registro delle adozioni
il registro delle persone giuridiche
il registro delle persone in stato di fallimento
- presso la Camera di Commercio esiste il registro delle Imprese sotto la
sorveglianza di un giudice designato dal Presidente del Tribunale.
Per la pubblicit di alcuni atti la legge prevede anche particolari funzioni sanzionatorie
come la pubblicazione periodica nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana o in un
giornale di stampa locale.
Inoltre obbligatoria la registrazione presso lufficio del Registro dei pi importanti atti
giuridici ai fini fiscali. Essa non ha funzione di pubblicit, in questo caso, ma di
accertamento della data o dellatto stesso a terzi. La registrazione, in questo caso, deve
essere fatta entro 20 giorni pena la soprattassa.

I CONTRATTI IN GENERALE
Il Codice Civile, allart. 1321, definisce il Contratto come laccordo tra due o pi parti per
costituire, regolare o estinguere tra loro un rapporto giuridico patrimoniale.
Da esso nascono i seguenti effetti:
- effetti obbligatori che costituiscono vincoli per le parti impegnate nel contratto
(Es. mandato, ecc.);
- effetti reali che costituiscono o trasferiscono diritti reali su beni mobili e/o
immobili (Es. compravendita, ecc.).
- effetti legali tipici che sono quelli previsti dalla stessa legge nel Codice.

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In un contratto le parti sono gli elementi contrapposti che si incontrano per perseguire i
propri interessi commerciale ed economici. Per parte non si intende soltanto un solo
soggetto ma anche linsieme di due o pi soggetti che mirano ad uno stesso interesse
comune.
Oltre alle parti, in un contratto distinguiamo anche il soggetto oblato, cio colui che non
ancora impegnato da un vincolo contrattuale obbligatorio ma comunque il soggetto con
cui si cerca di definire e perfezionare il futuro contratto.
Il contratto la fonte per eccellenza di obbligazione tra i negozi giuridici tanto che
lunico ad essere descritto e definito interamente dal Codice Civile, a differenza di tutti gli
altri negozi giuridici, trovando la pi ampia e completa disciplina normativa.
Esso rappresenta la manifestazione di libert delliniziativa economica privata prevista,
anche, dallart. 41 Cost., garantendo la parit di trattamento anche fra soggetti
economicamente e socialmente differenti e lontani.
Le uniche forme di limitazione alliniziativa contrattuale privata sono date
dallordinamento giuridico stesso per i soli casi di tutela e salvaguardia dellinteresse
pubblico necessariamente e scrupolosamente superiore a quello privato.
Lautonomia contrattuale privata riconosciuta con forza di legge dallart. 1322 cod. civ.
che sancisce la piena libert dei contenuti di un contratto nei limiti imposti dalla legge.
Le parti sono sottoposte allosservanza assoluta sia delle norme imperative sia di quelle
precettuali dalle stesse dettate.
Tuttavia lefficacia vincolante delle norme private, sotto forma di precetti, totalmente
diversa da quella della legge dello Stato per diversi motivi:
1. i precetti privati sono subordinati alle norme imperative;
2. i precetti privati sono specifici e non astratti;
3. i precetti privati hanno efficacia limitatamente alle parti interessate e non a
carattere generale (art. 1372 cod. civ.).
A norma dellart. 1322 cod. Civ. lautonomia contrattuale privata talmente ampia che le
parti possono:
- prendere o meno parte al contratta secondo la propria volont
(autonomia di contrarre);
- impegnarsi come si preferisce entro i limiti imposti dalla legge
(libert contrattuale).
I contratti sono una forma di manifestazione della volont privata di uso talmente ampio e
di vitale importanza che lesperienza quotidiana ci porta ad applicarne molte fattispecie
senza neanche accorgercene.
Le tipologie di contratto si distinguono in:
1. contratti tipici, o nominati, sono quelli che vengono previsti e disciplinati
direttamente dal Codice Civile e pertanto trovano un normativa tutta specifica e
settoriale (Es. compravendita, locazione, mutuo, ecc.);

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2. contratti atipici, o innominati, sono, invece, tutte quelle forme contrattuali che
non trovano alcuna menzione nel nostro Codice Civile e pertanto vengono
disciplinati secondo la normativa di contratti nominati similari, a norma dellart.
1323 cod. civ., o con leggi speciali appositamente promulgate (Es. franchising,
leasing, ecc.).
In entrambi i casi, dice lart. 1322 cod. civ., le parti devono perseguire dei fini meritevoli di
tutela da parte dellordinamento giuridico e non contrari a norme imperative, al buon
costume e allordine pubblico, cos come recita lart. 1354 cod. civ..
Lart. 1325 cod. civ. individua gli elementi essenziali per la costituzione di un contratto:
1. laccordi tra le parti;
2. la causa;
3. loggetto;
4. la forma, quando richiesta dalla legge sotto pena di nullit;
La loro presenza, essendo elementi essenziali e richiesti dal Codice Civile, requisito di
validit del contratto in tutta la sua interezza.
Per giungere allaccordo, in un contratto, necessario che ci siano due manifestazioni di
volont da parte delle parti:
- la PROPOSTA che consiste nella dichiarazione di voler contrarre da destinarsi
ad un preciso soggetto e contiene tutti gli elementi essenziali e qualificanti del
futuro rapporto contrattuale;
- lACCETTAZIONE una dichiarazione diretta al proponente in maniera
definitiva, incondizionata e pienamente conforme alla proposta, altrimenti non
si configura come accettazione ma come nuova proposta (art. 1326 cod. civ.).
Molto importante il momento e il luogo dellavvenuta accettazione delle condizioni di
contratto e, quindi, della perfezione dello stesso:
- il luogo stabilisce la sede giudiziale competente in caso di eventuali insorgenze
di complicazioni e contestazioni;
- il tempo, definisce il criterio di applicazione della legge e delle varie norme
imperative cronologicamente efficaci ed applicabili.
Il contratto pu anche essere perfezionato tramite soggetti terzi allo stesso o anche a
notevole distanza tra le parti interessate.
In questi casi, a norma dellart. 1326 cod. civ., il contratto si perfeziona nel momento in cui
chi ha fatto la proposta ha conoscenza dellaccettazione della controparte.
Di notevole difficolt la fornitura della prova della presa conoscenza dellaccettazione,
della proposta, di ogni altra loro modifica e revoca.

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In tal senso vengono disciplinate dallart. 1335 cod. civ. in modo presunto
(presupposizione legale di conoscenza) nel momento in cui queste giungono allindirizzo
del destinatario, salvo che questo dimostri di non essere stato in grado di prenderne
conoscenza per motivi non dipesi dalla propria volont.
Inoltre, lart. 1336 cod. civ., prevede anche una forma di offerta al pubblico in cui
linteressato descrive tutti i principali elementi costitutivi di quel contratto lasciando al
pubblico stesso eventuali accettazioni.
In determinati casi e in determinate circostanze il contratto non si perfeziona con la
sequenza proposta-accettazione, che rimane comunque la principale sequenza di
perfezionamento contrattuale e la pi efficace e sicura forma, ma si perfeziona con
sequenze alternative.
Tra le diverse sequenze riconosciute le pi importanti sono:
- PROPOSTAESECUZIONE: in questa sequenza non esiste una vera e propria
accettazione formale da parte dellaccettante, ma il proponente porta a
compimento il contratto comunque.
Lart. 1327 cod. civ. dice che quando per la natura dellaffare o secondo gli usi locali la
prestazione offerta debba eseguirsi senza un esplicito consenso della controparte, il
contratto si intende tacitamente concluso nel luogo e nel momento in cui ha avuto inizio la
prestazione.
- PROPOSTAMANCATO RIFIUTO: anche questa sequenza di
perfezionamento del contratto molto usata e proprio per questo di notevole
discussione presso la dottrina moderna.
Lart. 1333 cod. civ definisce il contratto cos formato, se oggetto di obbligazioni solo per
la parte proponente, come tacitamente perfezionato dal momento in cui la controparte non
rifiuta le proposte fatte.
Il destinatario pu comunque rifiutare la proposta ma in mancanza di tale rifiuto il
contratto senzaltro concluso.
Tuttavia la proposta e laccettazione possono essere comunque revocate fino a quando non
si perfeziona il contratto in maniera definitiva e cio fino a quando non perviene a
conoscenza del proponente la notizia dellavvenuta accettazione della controparte.
Questa revoca, per, trova degli importanti limiti nella legge stessa che in tal senso
configura la responsabilit Civile per illecito pre-contrattuale.
Per la conclusione del contratto indispensabile la contemporanea volont delle due o pi
parti interessate con piene capacit.
La legge, nei casi specificatamente previsti, richiede particolari forme per la costituzione di
contratti pena la nullit dellatto stesso per mancanza di un elemento essenziale, la forma
appunto.
La forma deve essere determinata solo quando richiesta:
- direttamente dalla legge (art. 1350 cod. civ.);
- da un precedente accordo scritto tra le parti come forma convenzionale (art.
1352 cod. civ.);
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- dal proponente nella forma da lui richiesta per laccettazione (art. 1326 cod.
civ.).
Alla fase negoziale del contratto appartengono anche il diritto di revocare sia la proposta
che laccettazione dato che le obbligazioni sorgono solamente con il perfezionamento del
contratto.
In tal senso per il Codice Civile, allart. 1337, contiene una clausola generale molto
importante per il nostro ordinamento giuridico che obbliga le parti a comportarsi secondo
un sano e giusto principio di buona fede ed eviterebbe ogni abuso doloso e colposo,
conseguenza di una culpa in contrahendo, produttrice di malafede per cui la parte che
cagiona il relativo danno deve obbligatoriamente risarcire il soggetto leso secondo un
criterio di responsabilit pre-contrattuale.
Questa forma di responsabilit civile si rende del tutto autonoma ed indipendente da
qualunque altra forma di responsabilit, come quella extracontrattuale, perch non c la
lesione di alcun diritto assoluto, e contrattuale, perch non si instaurato ancora un vero e
proprio rapporto obbligatorio tra le parti.
La buona fede e la correttezza sono dei principi che investono lintero Codice Civile e
particolarmente il capo dei contratti, dallinizio, con la fase della negoziazione, alla fine
giungendo sino alla fase dellinterpretazione da parte del giudice.
I generali doveri di correttezza e buona fede nelle trattative vengono soprattutto
comunemente specificati con riferimento:
- al dovere di informazione imposto alle parti non solo alle cause di invalidit
(ex art. 1338 cod. civ.) ma anche ad ogni altra notizia rilevante ai fini della
prestazione del consenso o della determinazione del contenuto contrattuale;
- al divieto di recesso ingiustificato dalle trattative quando laltra parte poteva
legittimamente fare affidamento nella loro positiva conclusione.
In tali casi la parte danneggiata ha il diritto di ricevere linteresse negativo, cio i danni
che sarebbero stati evitati astenendosi dalle trattative, sotto forma di danno emergente,
cio le spese sostenute inutilmente, e lucro cessante, cio il mancato guadagno relativo
allutile sfruttamento di altre occasioni trascurate a causa della trattativa intrapresa.
Per quanto riguarda lorigine della culpa in contrahendo, la dottrina si spaccata in due
vie.
La prima sostiene che si tratti di una responsabilit di tipo aquiliana o fatto illecito (ex art.
2043 cod. civ.) con le conseguenti discipline (prescrizione dellazione, onere della prova e
danni risarcibili).
La seconda sostiene, invece, che si tratti di una responsabilit contrattuale ritenendo che
per efficacia delle trattative, le sfere giuridiche delle parti non possano pi ritenersi del
tutto estranee ma siano, invece, legate da un rapporto giuridico anche se non da una vera e
propria obbligazione.
Lazione dolosa di malafede implicita, ad esempio, sin dallinizio in chi compie una
proposta con la consapevolezza precostituita di revocarla successivamente.

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LE TRATTATIVE ED IL CONTRATTO PRELIMINARE


Il periodo immediatamente precedente al contratto vero e proprio ricco di trattative che
le parti effettuano per livellare i loro contrasti.
Con il contratto preliminare le parti si impegnano reciprocamente a concludere un futuro
contratto definitivo del quale predeterminano il contenuto.
Ad esso le parti fanno ricorso, soprattutto nel caso di compravendita, quando intendono
controllare e rilevare ulteriori accertamenti di tipo tecnici, al fine di una migliore
puntualizzazione di tutte le clausole daccordo e pertanto preferiscono rinviare ad un
successivo momento la stipula del definitivo e la produzione di tutti i relativi effetti.
Cronologicamente si pu procedere nel seguente modo:
1. si incomincia inviando una lettera di intendi;
2. si continua inviando un progetto di contratto;
3. in seguito a risposte della controparte, si inviano ulteriormente informazioni
circa il tempo e i modi della futura contrattazione;
4. si crea e invia una minuta di contratto;
5. si costituisce e perfeziona un contratto preliminare;
6. si arriva alla finale conclusione bilaterale del contratto vero e proprio.
Tuttavia molto difficile distinguere nettamente i successivi livelli che portano alla
formazione del contratto dato che questi si maturano progressivamente nel tempo ed in
maniera spontanea.
Di vitale importanza la stipulazione di un contratto preliminare che porter, con effetti
solo ed esclusivamente obbligatori (obbligazioni di facere), alla formazione del contratto
definitivo, che produrr, invece, gli effetti reali desiderati.
Questo tipo di contratto da distinguersi da quello che comunemente chiamiamo
compromesso.
In questi casi le parti si obbligano a tutti gli effetti ripromettendosi esclusivamente di
riportare il contenuto del contratto appena stipulato nella forma desiderata dalla legge ed
innanzi ad un pubblico ufficiale dalla legge autorizzato (Es. Notaio, segretario comunale,
ecc.) necessario per la trascrizione.
Questa duplice contrattazione trova la sua giustificazione nel fatto che le parti non
vogliono aspettare i tempi delle procedure burocratiche e notarili e voglio applicare gli
effetti obbligatori e reali immediatamente.
Latto tramite scrittura privata infatti immediatamente e pienamente produttivo di effetti
in maniera definitiva.
Lart. 1351 cod. civ. prevede che la forma del contratto preliminare debba essere la stessa
di quella da utilizzare per il contratto definitivo pena la nullit per vizio della forma come
elemento essenziale.
Tuttavia questo principio va in contrasto con quello che prevede la libert di forma ad
opera delle parti interessate.

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Qualora una parte non intenda adempiere le proprie obbligazioni assunte in un contratto
preliminare, essendo questo un contratto a tutti gli effetti, la controparte pu chiedere
lintervento del giudice Civile che esegui il contratto in maniera giudiziale, tramite una
sentenza costitutiva, producendo gli stessi effetti che avrebbe prodotto il contratto
regolarmente perfezionato ed eseguito (art. 2932 cod. civ.), questa consiste in un
unanomala interposizione del giudice tra lautonomia delle parti che a norma dellart.
1372 cod. civ. civilmente fondamentale.
Tuttavia lautorit giudiziale non pu oltrepassare la propria competenza di eseguire il
contratto interpretandolo oltre ci che dalla volont delle parti si evince, proprio perch il
contenuto legge per le parti solo ed in quanto voluto dalle stesse.
LA RESPONSABILITA PRE-CONTRATTUALE
Abbiamo gi visto quanta importanza abbia il sano e giusto principio di buona fede
dellart. 1337 cod. civ. che impone alle parti una sorta di fair play contrattuale in fase di
negoziazione.
Da questa norma deriva direttamente la responsabilit pre-contrattuale e cio qualunque
atto o fatto che costituisca un comportamento scorretto nella fase preparatoria del
contratto.
In tal senso violazione della buona fede e responsabilit pre-contrattuale sono strettamente
collegate fino a divenire quasi una sola cosa.
La responsabilit pre-contrattuale, oltre ad essere tacitamente espressa nellart. 1337 cod.
civ., anche rintracciabile in diverse altre norme del Codice Civile che puniscono i
comportamenti scorretti in fase di negoziazione.
Di particolare importanza , ad esempio, lart. 1338 cod. civ. che obbliga alla restituzione
di quanto dovuto e al risarcimento dei danni chi ha tenuto nascosto un motivo di
invalidit, pur conoscendone lesistenza, alla controparte che in buona fede ha convenuto.
Il risarcimento del danno fatto con responsabilit pre-contrattuale riconducibile ai
cosiddetti interessi negativi, cio alla diminuzione patrimoniale che il soggetto leso non
avrebbe subito se non avesse fatto affidamento sul contratto o se avesse stipulato unaltra
forma di contratto in condizioni diverse.
CONTENUTO DEL CONTRATTO
Loggetto uno dei cinque elementi essenziali del contratto che a norma dellart. 1325 cod.
civ. sono indispensabili pena la nullit.
Tuttavia possibile contrarre con alloggetto cose e beni di futura fruizione a norma
dellart. 1348 cod. civ. salvo le diverse e specifiche disposizioni di legge, come, ad esempio,
il divieto di patti successori, cio di contrarre su future successioni (art. 458 cod. civ.) e la
nullit di donazioni di beni futuri (art. 771 cod. civ.).
In virt dellart. 1322 cod. civ. le parti possono inserire qualunque clausola allinterno dei
contratti e determinare qualunque tipologia di contratto, purch lecita, al fine di
soddisfare i propri interessi.
Infatti il giudice, in caso di controversie che richiedano listituto dellinterpretazione del
contratto, si deve regolare in virt di quanto le parti volevano realmente disporre e non su
quello che poi hanno convenuto e che perci causa di contrasti.
Successivamente deve denominare la tipologia di contratto effettivamente voluta dalle
parti per applicarvi la normativa apposita e specifica.
In determinati casi lautonomia contrattuale privata fortemente limitata dalla presenza di
esigenze e forze prepotenti.
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Infatti la legge, in casi speciali, interviene a tutela del consumatore debole costituendo una
forma di protezione nei confronti dei grandi monopolisti ed operatori commerciali.
Si tratta quindi effettivamente di una limitazione ma per difendere chi forzatamente
assoggettato per motivi sociali ed economici svariati.
Questi interventi legislativi esistono soprattutto nei casi di contratti di massa, in quei
contratti, cio, in cui si ha a che fare con contratti prestampati in modulari o formulari,
proprio per evitare che avvengano abusi e ingiustizie (Es. biglietti per il trasporto, ecc.).
La legge, pertanto, allart. 1339 cod. civ., intercala delle clausole automaticamente che
vanno a costituire delle clausole nei contratti di massa, come ad esempio il prezzo o altro
ancora sia di pubblico interesse.
Queste clausole automaticamente inserite dalla legge hanno unimportanza talmente
ampia che vanno a sostituire pienamente quanto gi disposto dalle parti se con esse
contrastanti.
Inoltre, oggi, sono quotidianamente utilizzati ed efficaci i contratti in cui manchi la
negoziazione.
In questi tipi di contratto, la parte che mantiene il controllo, detta le proprie condizioni
generali di contratto che non rappresentano altro se non condizioni unilaterali a cui
adeguarsi se si vuole perfezionare tale contratto.
In tal caso, la legge interviene con unimportantissima norma che rappresentata dallart.
1341 cod. civ. che disciplina proprio le condizioni generali di contratto nel senso che il
destinatario di tali condizioni generali deve essere messo in grado, seguendo lordinaria
diligenza, di prenderne preventivamente conoscenza.
Predisposto ci le clausole imposte hanno piena efficacia sin dallinizio anche se la
controparte non ne ha preso conoscenza, magari perch non si prestata o preoccupata di
farlo.
Continuando lo studio della contrattazione in posizione di squilibrio sociale ed economico
tra le due o pi parti interessate, di vitale importanza anche il secondo comma dellart.
1341 cod. civ..
Infatti questulteriore norma aggiunge che le clausole particolarmente onerose per una
sola parte, soprattutto nei contratti di massa, devono essere approvate sottoscrivendole
direttamente dalla parte che aderisce cos al contratto stesso.
Nel caso in cui laderente non sottoscriva una o pi clausole di questo tipo, queste non
sono da considerarsi valide e non applicabili pur rimanendo valido lintera parte di
contratto restante ove questo risulti compatibile.
Nel caso di contratti perfezionati tramite formulari o modulari, inoltre, ogni eventuale
clausola aggiunta da una delle parti con scrittura ed in un secondo tempo rispetto alla
stampa del modulo stesso, vengono considerate, a norma dellart. 1342 cod. civ., prevalenti
su tutte le eventuali altre clausole in contrasto anche se queste ultime non sono state
cancellate.
In difesa della classe dei consumatori, una recente normativa (legge comunitaria del 1994)
in attuazione di una direttiva CEE, ha introdotto un intero Capo al Codice Civile, quello
XIV bis, sotto il Titolo II del Libro IV, dedicato appunto ai contratti dei consumatori.
Questa normativa prevede linefficacia di tutte quelle clausole che vengono definite, per
loro natura, vessatorie anche se sottoscritte con doppia firma dalladerente secondo lart.
1341 cod. civ..

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Le clausole che determinano lo squilibrio tra le parti vengono definite clausole vessatorie,
a norma dellart. 1469 bis cod. civ., quando comportano a carico del consumatore eccessivi
diritti e obblighi derivanti dallo stesso contratto stipulato.
Inoltre lart. 1469 bis elenca tutte quelle clausole che vengono tacitamente considerate
vessatorie fino a prova contraria.
In questi casi lonere della prova subisce linversione spettando alla parte professionista
dimostrare che non si tratti di vessatoriet.
GLI EFFETTI DEL CONTRATTO
Lart. 1372 cod. civ. dice che il contratto ha forza di legge esclusivamente tra le parti
interessate (relativit del contratto).
Il contratto contemporaneamente:
- un atto giuridico, perch crea un rapporto con effetti obbligatori e/o reali;
- un regolamento perch disciplina lo stesso rapporto.
Dal contratto scaturiscono due tipi di effetti diversi tra loro:
1. quelli obbligatori che creano, modificano ed estinguono i rapporti tra le parti
(Es. locazione, mandato, deposito, ecc.);
2. e quelli reali, che vengono detti anche traslativi, trasferiscono la propriet dei
beni mobili ed immobili da un soggetto ad un altro (Es. compravendita,
donazione, ecc.).
Spesso pu capitare che i due tipi di effetti contrattuali abbiano una vita contemporanea,
come accade, ad esempio, nei contratti di compravendita in cui leffetto reale consiste nel
passaggio di propriet del bene da una parte allaltra, leffetto obbligatorio, invece,
consiste nellobbligazione a pagare il prezzo pattuito che una parte si impegna nei
confronti dellaltra.
Pu accadere, spesso, che non sia pi possibile distinguere nettamente la propriet
trasferita con contratto tra pi soggetti, cos si procede in diversi modi:
1. per i beni mobili ha la precedenza chi ha per primo preso il possesso del bene
in buona fede;
2. per i beni immobili ha la precedenza chi per primo trascritto il relativo atto;
3. per i crediti ha la precedenza chi ha per primo notificato al debitore la
cessione o ha avuto da questultimo per prima laccettazione (art. 1265 cod. civ.);
4. per i diritti personali di godimento concessi a diverse persone, ha la
precedenza chi ha conseguito per prima il godimento (art. 1380 cod. civ.).
Quando il rapporto, disciplinato dalle parti tramite precetti contrattuali, anche
disciplinato dalla legge tramite norme imperative, queste ultime si inseriscono
automaticamente tra il contratto con piena forza ed efficacia a norma dellart. 1339 cod.
civ..
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Inoltre hanno anche rilevanza tutte quelle clausole duso che perci vengono
automaticamente inserite nel contratto con forza di legge a norma dellart. 1340 cod. civ..
In tutti quei casi in cui la volont delle parti sia lacunosa, si fa ricorso alla legge ed in sua
mancanza agli usi locali.
Se neanche gli usi sono sufficienti, si applicheranno i principi generali dellordinamento
giuridico italiano secondo equit.
RELATIVITA CONTRATTUALE
Il contratto, al contrario della legge, produce i suoi effetti relativamente ai soggetti che vi
hanno preso parte a norma dellart. 1372 cod. civ. che aggiunge, inoltre, che i precetti
contrattuali hanno efficacia di legge solo ed esclusivamente, per, tra le parti interessate.
Si definisce soggetto terzo colui che rimane estraneo al contratto pur, magari, godendone
gli effetti (Es. contratto a favore di terzi, ecc.).
Nella pratica di ogni giorno molto usato ed utile il contratto per persona da nominare,
che, a norma dellart. 1401 cod. civ., si ha quando un soggetto decide di contrarre con la
propria controparte riservandosi il diritto di nominare una terza persona, estranea per al
contratto, che beneficer dei diritti e degli obblighi nascenti dallo stesso.
Questa procedura, data la sua natura strettamente confidenziale tra la parte attiva del
contratto e il terzo beneficiario, viene anche definita electio amicii e possiede una validit
ex tunc sin dal momento in cui il contratto stato stipulato.
Tuttavia il terzo soggetto beneficiario pu rinunciare al privilegio ed in tal caso gli effetti
di tale contratto si riverserebbero pienamente ed interamente sul soggetto stipulante del
contratto, infatti la parte del contratto lo stipulante e non leletto.
La dichiarazione di nomina, poi, deve essere fatta allo stesso modo e con la stessa
pubblicit del contratto concluso tra promittente e stipulante.
INTERPRETAZIONE DEL CONTRATTO
Linterpretazione del contratto rappresenta una delle maggiori attivit del giurista pur
essendo nata per lapplicazione a tutti i negozi giuridici e poi estesa grazie allausilio
dellart. 1324 cod. civ. che ha allargato lapplicazione delle norme civili sul contratto a
quanti altri negozi compatibilmente possibili.
Questo istituto regolato, come i restanti istituti giuridici, da leggi generali e norme
specifiche, ma anche da principi e fattori non legalmente riconosciuti e vincolanti.
La norma generale del Codice Civile quella descritta nellart. 1362 che, oltre a definire
linterpretazione del contratto, detta la disciplina generale da seguire consistente nella
ricerca della reale intenzione delle parti in fase di negoziazione tralasciando quello che poi
hanno convenuto, magari per errore, e il reale significato delle parole utilizzate nel
contratto.
Tuttavia questa norma, apparentemente, sembra essere in palese contrasto con lart. 12
disp. prel. cod. civ..
Infatti, mentre entrambe mirano al raggiungimento del significato effettivamente rilevante
dal punto di vista giuridico, lart. 12 disp. prel. cod. civ. dispone che la ricerca abbia luogo
per chiarire il significato di un testo legislativo da applicare erga omnes mentre lart. 1362
cod. civ. cerca di trovare il reale significato della volont contrattuale delle parti
interessate.
Linterpretazione pu anche essere AUTENTICA se compiuta dalle parti interessate al
contratto stesso tramite un successivo negozio giuridico di accertamento.

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Da quanto detto il giudice non vincolato dal nomen iuris del contratto ma dalleffettiva
volont delle parti che hanno stipulato il negozio.
Linterpretazione viene disciplinata attraverso tre gruppi di norme diverse:
1. norme per linterpretazione soggettiva (artt. 1362 - 1365 cod. civ.), quelle che
sono dirette a ricercare il punto di vista dei soggetti del negozio;
2. norme per linterpretazione oggettiva (artt. 1367 - 1371 cod. civ.) che si
utilizzano quando non si riesce a dare un significato al negozio pur avendo
utilizzato linterpretazione soggettiva.
3. Sta a se lart. 1366 cod. civ. che, disponendo di interpretare il contratto solo
secondo buona fede, valevole soltanto per i negozi inter vivos.
Tuttavia, in presenza comunque di dubbi, le clausole contrattuali devono essere
considerate ed interpretate sempre secondo un punto di vista favorevole alla
conservazione del contratto e non
essere di intralcio allo stesso, tanto che per tale importanza rappresenta un vero e proprio
istituto giuridico a se.
Inoltre, lart. 1370 cod. civ. dice che nel caso di clausole dubbie inserite unilateralmente in
moduli, formulari o in condizioni generali di contratto sono da considerarsi ed
interpretare a sfavore dellautore stesso per il beneficio della controparte.
In materia di interpretazione dei contratti, di vitale importanza sono gli usi interpretativi
che vengono considerati ed applicati, in caso di ulteriori dubbi, secondo quanto si pratica
nel luogo in cui il contratto stato concluso.
In fine, dice lart. 1371 cod. civ., se il contratto presenta ancora degli aspetti oscuri, questo
deve essere considerato ed interpretato in maniera meno gravosa allobbligato, se fatto a
titolo gratuito, e in maniera equamente distribuita, se fatta a titolo oneroso.
Non da trascurare la clausola generale imposta dallart. 1375 che disciplina
linterpretazione del contratto secondo buona fede e lart. 1175 cod. civ. che impone un
comportamento di correttezza durante un rapporto obbligatorio.
Si tratta, quindi di due articoli (1375 e 1175 cod. civ.) strettamente collegati in modo da
imporre alle parti di comportarsi con criteri e modi tali da mantenere il pi a lungo
possibile il rapporto giuridico appena instaurato.
Tale principio permea in tutto il Libro IV del Codice Civile come fondamento
dellordinamento giuridico in materia di contratti ed obbligazioni.
CLASSIFICAZIONE DEI CONTRATTI
I contratti, cos come per tutti i negozi giuridici, vengono distinti in diversi modi luno
dallaltro:
1. SOLENNI dai NON SOLENNI a seconda se il Codice preveda una specifica
forma da seguire per costituire la validit o meno;
2. GRATUITI dai ONEROSI a seconda che il contratto comporti un correlativo
sacrificio, per una parte o entrambe, o meno;

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3. NOMINTI dai INNOMINATI a seconda che il legislatore inserisca nel


Codice Civile la normativa specifica o meno;
4. BILATERALI dai PLURILATERALI a seconda se il contratto coinvolga due o
pi soggetti parti dello stesso;
5. a ESECUZIONE ISTANTANEA da quelli di DURATA a seconda che si tratti
di prestazioni di immediata esecuzione o ripetute nel tempo;
6. a prestazioni CORRISPETTIVE (o Sinallagmatici) da quelli UNILATERALI a
seconda che le obbligazioni riguardino una sola parte o entrambe, in un
rapporto di prestazione e controprestazione;
7. REALI dai CONSENSUALI a seconda che il contratto si perfezioni con la
consegna del bene o con il semplice accordo e consenso tra le parti interessate;
8. ad effetti REALI (o Traslativi) da quelli OBBLIGATORI a seconda che il
contratto produca un trasferimento di propriet o la nascita di un obbligazione
da eseguire.
9. COMMUTATIVI da quelli ALEATORI (o di sorte) a seconda che gli effetti
del contratto siano sin dallinizio certi o incerti
CONTRATTI OBBLIGATORI E CONTRATTI CON EFFICACIA REALE
I contratti si differiscono a seconda che con il loro perfezionamento si trasferiscano diritti
in capo ad altri soggetti, ed avremo quindi contratti con efficacia reale o traslativi (Es.
compravendita, permuta, donazione, mutuo, cessione di usufrutto, ecc.), o a seconda che
con il loro perfezionamento nascano delle obbligazioni tra le parti interessate, ed avremo
quindi contratti con efficacia obbligatoria (Es. locazione, mandato, comodato, deposito,
ecc.).
Nei contratti con efficacia reale il trasferimento o la costituzione dei diritti, a norma
dellart. 1376 cod. civ., avvengono immediatamente per effetto dello stesso consenso
contrattuale tra le parti, secondo un importante principio consensualistico.
Il momento del passaggio della propriet di elevata importanza, basti pensare ai danni
eventualmente provocati ad un bene che non essendo pi delloriginario proprietario, pur
avendolo gi venduto, non lo ha ancora consegnato in attesa del pagamento.
In virt del principio giuridico res perit domino sancito dallart. 1465 cod. civ., tutti i danni
provocati dalla natura sono a carico dellacquirente che, pur non essendo ancora in
possesso del bene, ha gi ottenuto i diritti di propriet tramite il consenso contrattuale.
Non di rado un contratto pu contenere, contemporaneamente, sia effetti reali che
obbligatori.
Basti pensare, ad esempio, al contratto di compravendita, nel quale leffetto reale produce
un trasferimento di propriet del bene da una parte allaltra, e un effetto obbligatorio
produce lobbligazione di pagare il relativo prezzo pattuito, per una parte, e di dare il
possesso stesso, alla controparte.
CONTRATTI ISTANTANEI E DI DURATA
I contratti possono esplicare la loro efficacia, qualunque essa sia, in diversi momenti
temporali.
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Tra essi si distinguono quelli:


1. che esplicano gli effetti immediatamente, ed avremo quindi i contratti di
esecuzione immediata;
2. che esplicano gli effetti solamente in un secondo tempo, ed avremo i contratti
ad esecuzione differita;
3. che producono degli effetti duraturi nel tempo, ed avremo quindi i contratti
di durata.
Quando non previsto un preciso termine di fine, la situazione rimane immutata fin
quando una delle due parti non manifesta la propria volont di sottrarsi alla sua
continuazione.
Anche quando previsto un termine la scadenza prorogabile tacitamente od
espressamente.
Tra i contratti di durata si distinguono, a loro volta, quelli:
- a esecuzione continuata nei quali le prestazioni sono continuate nel
tempo (Es. locazione, assicurazione, ecc.);
- a esecuzione periodica nei quali le prestazioni viene ripetuta nel tempo
in maniera non continuata (Es. somministrazione, ecc.).
CONTRATTI ALEATORI E COMMUTATIVI
Esistono dei contratti che per loro natura vengono definiti contratti aleatori (o di sorte) e
sono strettamente legati a fattori di incertezza.
Questi contratti hanno ad oggetto degli effetti che secondo le circostanze incerte al
momento della negoziazione, avranno vantaggio per una parte o per laltra.
Basti pensare ai contratti di assicurazione dove la parte stipulante il contratto non a
conoscenza, al momento della contrattazione, delleffettiva necessit degli effetti del
contratto e del momento in cui questi dovrebbero essere eseguiti.
Altri tipi di contratti aleatori sono il giuoco, la scommessa, ecc.
Nei contratti commutativi, invece, le prestazioni vengono stabilite sin dallinizio come
punto di arrivo delle trattative negoziali per unesecuzione certa e sicura dello stesso
contratto.
SINALLAGMA E RISOLUZIONE DEI CONTRATTI
I contratti sono sempre bilaterali o plurilaterali, come pluralit dei soggetti che pongono in
essere la volont, ma in relazione agli effetti esplicati, invece, essi possono essere:
1. unilaterali, nel caso di tutti i contratti in cui gli effetti si applichino solamente
ad una parte;
2. a prestazioni corrispettive (o Sinallagmatici), nel caso in cui dal contratto
nascono obbligazioni tra le due parti interessate.
Il SINALLAGMA il legame che, reciprocamente in un contratto, unisce la prestazione, a
carico di una parte, con la controprestazione, a vantaggio di unaltra parte.
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Sono contratti sinallagmatici, o a prestazioni corrispettive, quei contratti in cui sorgono


obblighi e diritti in entrambe le parti reciprocamente ed in maniera indipendente.
Ad esempio, in un contratto di compravendita, un soggetto cede il bene venduto ed un
altro soggetto, come controprestazione, paga il compenso e riceve il bene in questione.
Il sinallagma pu essere di due specie diverse:
1. Sinallagma funzionale quando una prestazione non viene adempiuta da
una parte, conseguentemente anche la controprestazione non ha motivo pi di
essere rispettata;
2. Sinallagma genetico quando una prestazione impossibile o invalida sin
dallinizio, per mancanza o vizio degli elementi essenziali, conseguentemente
tutto lintero contratto viene meno.
Altri esempi di contratti a prestazioni corrispettive o sinallagmatici sono le locazioni, le
assicurazioni, le permute, i contratti di trasporto, ecc.
Le altre categorie di contratti non sinallagmatici sono, per esclusione, con prestazioni
unilaterali di una sola parte, cos come, ad esempio, i contratti di donazione, di
fideiussione, di mandato, di deposito gratuito, di comodato, di mutuo, ecc.
La differenza tra le due forme contrattuali (corrispettive e unilaterali) sono,
principalmente, per le conseguenze che vi sono connesse.
Ove manchi il rapporto di reciproca dipendenza delle obbligazioni (sinallagma) non si ha
una nera e propria corrispettivit anche se nascono obbligazioni a carico di entrambe le
parti interessate.
La distinzione tra contratti corrispettivi e unilaterali non coincide con quella tra onerosi e
gratuiti.
Tutti i contratti corrispettivi sono onerosi, ma non si pu dire lo stesso del caso inverso,
infatti i contratti onerosi possono anche essere dei contratti unilaterali (Es. mutuo,
mandato, deposito, ecc.).
La differenza tra le due specie di contratti ha notevole importanza ai fini delle procedure
di risoluzione da seguire.
RISOLUZIONE E DIRITTO DI RECESSO
La risoluzione si distingue dalle altre figure perch non tocca il negozio giuridico ma le
conseguenze che da esso nascono; non latto giuridico ma il rapporto.
Cos si spiega perch, oltre alla risoluzione, in caso di inadempimento delle proprie
obbligazioni assunte, anche possibile chiedere il risarcimento dei danni eventualmente
subiti a norma dellart. 1218 cod. civ..
La risoluzione dai contratti pu essere di due tipi:
1. Volontaria quando sono le parti stesse del contratto a decidere, tramite un
nuovo negozio, di voler cessare e porre fine alle conseguenze del loro rapporto
obbligatorio.
In questo caso il contratto stesso pu prevedere un diritto di recesso a favore di una sola o
di entrambe le parti.

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Questo diritto pu anche essere tradotto in una somma di denaro da pagare alla
controparte come prezzo per lo scioglimento del rapporto contrattuale instaurato (clausola
penale).
In tal senso un decreto legislativo di recente attuazione, in conformit ad una direttiva
CEE, ha introdotto uno speciale diritto al ripensamento che unacquirente pu effettuare a
proprio vantaggio entro un termine massimo di sette giorni dalla data di acquisto del bene
in causa.
Questa normativa trova larghissimo spazio in tutti quei casi di acquisti fatti per
corrispondenza o per domicilio.
2. Legale quando si tratta esclusivamente di contratti a prestazioni corrispettive
(sinallagmatici) e nei soli tre casi previsti dal Codice Civile, il quale Capo si
intitola, appunto, Risoluzione del Contratto:
- inadempimento della propria controparte;
- impossibilit sopravvenuta della prestazione;
- eccessiva onerosit della prestazione;
Nel caso di almeno una delle tre ipotesi appena ricordate, il contratto, anche se
pienamente valido ed in fase di esecuzione, pu essere immediatamente sciolto con effetti
immediati, per la evidente mancanza sopravvenuta del Sinallagma.
1. Nel caso di inadempimento della controparte il creditore pu agire
passivamente con due mezzi molto specifici:
- A norma dellart. 1460 cod. civ. in un contratto corrispettivo, la
parte creditrice ecceda linadempimento, cio si rifiuti di
eseguire la propria prestazione se la controparte si rifiuta di
prestare la sua o dimostri di non averne intenzione.
- Inoltre il creditore, a norma dellart. 1461 cod. civ., in un
contratto corrispettivo, pu rifiutarsi di eseguire la propria
prestazione se avvenuto un mutamento delle condizioni
patrimoniali della controparte tali da porre in serio ed evidente
pericolo il conseguimento della controprestazione.
Questi due articoli costituiscono due importanti applicazioni al criterio di tutela
preventiva, nei confronti della controparte contrattuale, e permettono al soggetto del
contratto di non essere necessariamente costretto a rivolgersi al giudice Civile ma di
proteggersi in maniera autonoma e soprattutto preventivamente immediata.
Tuttavia la situazione, apparentemente risolta con questi due mezzi, non rimane che
sospesa fino ad un ulteriore chiarimento fra le parti.
Oltre ai due rimedi passivi appena descritti, il soggetto creditore in un contratto pu anche
agire attivamente non lasciando alcuna traccia di attesa e sospensione.
Latteggiamento attivo del creditore consiste in altre due procedure diverse:
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- nella richiesta di unesecuzione coatta del contratto ad opera


del giudice Civile ;
- nella la soluzione pi drastica della risoluzione del contratto
che lo liberano completamente dalle obbligazioni assunte.
Il creditore pu scegliere liberamente tra lesecuzione coatta e la risoluzione del contratto e
pu perfino convertire ladempimento con la risoluzione, se rimane tuttavia insoddisfatto,
ma non pu, invece, procedere al contrario.
Nelluno o nellaltro caso, comunque, il contraente insoddisfatto ha il diritto di chiedere il
risarcimento dei danni per linadempimento della controparte, a norma dellart. 1453 cod.
civ..
Tra laltro il Codice Civile, allart. 1462, consente alle parti di introdurre nei loro contratti
una clausola molto importante che prende il nome, dal diritto fiscale, di clausola solve et
petere.
Questa clausola consente ad una parte di assicurarsi con una speciale forma di protezione
ai fini delladempimento della controprestazione.
La clausola solve et petere importa rinuncia al diritto di opporre eccezioni, ed diretta a
rafforzare il vincolo contrattuale, per cui stabilito, in deroga al normale funzionamento
del principio di corrispettivit, che una delle parti non pu porre eccezioni al fine di
evitare o ritardare il pagamento della prestazione dovuta.
Prima paghi e poi agisca in giudizio per ottenere la restituzione, in tutto o in parte, di
quanto dato.
La clausola, che comporta un gravoso impegno per la parte che la sostiene, deve essere
approvata per iscritto sul contratto, in quanto clausola vessatoria, a norma dellart. 1341 e
1342 cod. civ..
Tuttavia limitata dallart. 1462 cod. civ. nei seguenti casi:
1. essa non ha effetto nei casi di nullit, annullabilit e
rescissione del contratto
2. il giudice Civile, se riconosce che concorrono gravi motivi,
pu comunque sospendere la condanna alladempimento
della prestazione.
Bisogna per precisare che per inadempimento non si deve intendere solamente la
mancata esecuzione dellobbligazione contrattuale, ma anche il non corretto e perfetto
rispetto anche di una sola parte del contratto.
Questa precisazione fa si che linadempimento ricopra un campo di applicazione molto
pi ampio di quanto non si pensi.
La risoluzione del contratto viene presentata con domanda giudiziale ed sottoposta al
termine di prescrizione ordinaria.
Dopo la domanda da parte del creditore, linadempiente non pu pi correggere la sua
posizione di debito in alcun modo (art. 1453 cod. civ.).
Lazione giudiziale non per assolutamente necessaria.

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Infatti, scaduto il termine fissato per lesecuzione delle prestazioni, la parte non
soddisfatta pu scrivere una diffida (procedimento monitorio) ad adempiere entro un
congruo termine precisando che scaduto questulteriore termine il contratto sintende
senzaltro risoluto (min. 15 giorni).
Ma neppure il procedimento monitorio, che abbiamo visto attuarsi per mezzo di una
diffida, sempre necessario.
Se ne prescinde nelle due ipotesi che seguono:
- quando i contraenti hanno inserito nel contratto una clausola
risolutiva espressa, prevedendo espressamente leffetto
risolutivo in conseguenza dellaltrui inadempimento, la
risoluzione si verifica in seguito alla semplice dichiarazione
della parte che se ne avvale a norma dellart. 1456 cod. civ..
- quando la prestazione deve eseguirsi entro un termine
essenziale, la risoluzione opera di diritto, salvo che la parte
interessata alladempimento non dichiari, entro tre giorni dalla
scadenza del termine, di voler ugualmente esigere la
prestazione a norma dellart. 1457 cod. civ..
Gli effetti della risoluzione sono di regola retroattivi (ex tunc) e comprendono la
restituzione di quanto dovuto e il risarcimento dei danni provocati.
Nei contratti di durata, invece, gli effetti della risoluzione sono ex nunc non estendendosi
alle prestazioni gi eseguite.
2. Nel caso, invece, di impossibilit sopravvenuta della prestazione,
comunque non imputabile al debitore (Es. incendio o distruzione naturale
del bene, ecc.), in un contratto a prestazioni corrispettive, lobbligazione si
estingue a norma dellart. 1256 cod. civ. per limpossibilit sopravvenuta
della prestazione per cause non imputabili al debitore, ed in mancanza,
quindi, del sinallagma a causa della risoluzione del contratto cos come a
norma dellart. 1463 cod. civ., cade anche lobbligo della
controprestazione il quale non sarebbe affatto divenuto impossibile.
Limpossibilit, oltre che totale, pu anche essere temporanea, in questo caso
lobbligazione viene solamente sospesa fino al librarsi delle cause dimpossibilit.
In questo caso, non essendo caduto il sinallagma, la controprestazione comunque da
esigere.
Nel caso in cui intervenga una causa, esterna alle parti del contratto, a far modificare o
perire la prestazione, lintero peso totalmente della parte debitrice che doveva adempiere
la prestazione stessa e conseguentemente il creditore liberato dallobbligo della
controprestazione a norma dellart. 1463 cod. civ..
La risoluzione del contratto non tocca, quindi, la prestazione resa impossibile dallevento
fortuito ma la controprestazione che vi era legata.
Nei contratti a prestazioni unilaterali, quando la prestazione solo a vantaggio di una
parte, giusto che il rischio sia tutto a carico del creditore che perde il diritto alla

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prestazione, in questo caso, infatti, si tratter solamente di estinzione dellobbligazione


unilaterale.
Nel caso dei contratti traslativi con effetti, cio, reali, lintero peso dellevento fortuito
subito da colui che ha acquistato il bene ed il diritto di propriet, visto che questo si
acquista direttamente con il perfezionamento del contratto che avvenuto, ovviamente,
prima del caso fortuito (res perit domino) secondo il principio consensualistico.
A tal proposito lacquirente deve comunque eseguire obbligatoriamente la
controprestazione anche se la cosa non gli stata consegnata, a norma dellart. 1465 cod.
civ., infatti la consegna del bene unobbligazione accessoria alle due principali del
sinallagma contrattuale e cio al passaggio di propriet del bene ed al pagamento della
controprestazione dovuta.
3. Nel caso, invece, di eccessiva onerosit della prestazione, cio quando
in un contratto di durata il rapporto tra la prestazione e la
controprestazione al momento dellesecuzione del contratto si trovi
sproporzionato rispetto a quello in cui era al momento della conclusione
del contratto, la risoluzione del contratto avviene solamente per le
prestazioni eccessivamente onerose ancora da eseguire.
Nei contratti con effetti unilaterali, con sopraggiungere di questi forti squilibri, possibile
la riduzione della prestazione oppure la modifica delle modalit di esecuzione delle stessa,
tali da ricondurre in equit il rapporto di squilibrio cos come a norma dellart. 1468 cod.
civ.. Tuttavia questo tipo di risoluzione pu essere evitato dalla controparte eliminando
dal contratto tutte le clausole, o parte di esse, che incidono nello stesso come troppo
onerose.

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CAPO III
I SOGGETTI E IL DIRITTO DELLE PERSONE
LA PERSONA
Lintero ordinamento giuridico basato sulla persona umana ed in questa definizione il
diritto trova il punto cardine dellintero ordinamento. Il diritto pubblico ci dice che ogni
uomo in quanto tale ha una personalit giuridica e tutti gli uomini hanno la stessa
personalit.
Personalit vuol dire essere in grado di possedere diritti e doveri giuridici. Questa
definizione figlia delle vicende che nella storia hanno portato allabolizione della
schiavit e delle condanne a morte civili in quanto non erano considerate persone.
In questo senso la personalit corrisponde alla capacit giuridica, cio alla capacit di
possedere diritti e doveri giuridici che a norma dellart.1 cod. civ. si acquista con la nascita.
Pertanto anche un neonato una persona fisica e possiede capacit giuridica per cui
soggetto di vari istituti giuridici (Es. usufrutto, credito, debito, ecc.).
Non esistono diritti senza la persona cos come non esiste persona senza diritti. Alcuni di
essi si acquisiscono dalla nascita, altri sin dal concepimento. Questi sono proprio quei
diritti, quei valori per cui ogni uomo uomo.
I diritti alla personalit (Es. diritto al nome, alla vita, allonore, alla libert, allintegrit
fisica e morale, ecc.) sono forse fra i pi importanti di tutti e oltre ad essere innati, sono
anche irrinunziabili, immodificabili e si fanno valere erga omnes.
La posizione che ogni uomo ha nei confronti della societ crea il proprio status che
distingue il soggetto da tutte le altre (Es. status di cittadino, di figlio, di madre, di padre, di
coniuge, ecc.).
Lo status una situazione soggettiva non temporanea ma definitiva, fonte di diritti, di
doveri e di poteri.
Importante specificare che oltre alla persona fisica, che costituita da un soggetto
vivente portatore di interessi, il diritto vigente ammette una finzione giuridica per cui da
vita anche a persone giuridiche, cio a quelle entit astratte che non sono identificate in
un solo soggetto ma in pi e che sono comunque portatori di interessi e come tali vengono
tutelati allo stesso modo delle persone fisiche.
Recentemente una legge, la n675 del 31 Dicembre 1996, ha definito diritto soggettivo, e
per ci intoccabile, la riservatezza dei propri dati personali proteggendoli anche grazie
allistituzione di un garante per la privacy e di relative sanzioni, anche penali, specifiche.
La giurisprudenza e la dottrina moderna non annoverano tra i diritti della personalit il
diritto alla riservatezza.
Tuttavia, dato le vicende della realt e le necessit della materia, una visione cos
restrittiva si scontra immancabilmente con linsufficienza e la carenza di norme imperative
apposite.
Davanti a questa problematica la dottrina e la giurisprudenza si muovono in due direzioni
diverse ed opposte.
La prima direzione considera il diritto alla riservatezza come un diritto da tutelare con
lapplicazione delle poche norme esistenti nel nostro ordinamento tramite
uninterpretazione estensiva.
Una seconda direzione si muove seguendo il diritto alla riservatezza come un diritto
naturale ancor prima che giuridico e trova il suo fondamento nellart. 2 Cost. come diritto
assoluto delluomo.

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Ricercando norme non specifiche ma analogicamente similari nel nostro Ordinamento,


possiamo intravedere un diritto alla riservatezza, oltre che nellart. 2 Cost., anche nellart.
10 cod. civ., nella legge 675/96 sulla privacy e nelle norme dispositive sulle azioni
inibitorie del Codice di Procedura Civile (art. 700) come forme preventive di tutela tramite
il sequestro preventivo (Es. diffamazione giornalistica e conseguente sequestro preventivo
delle riviste ad opera, ad esempio, di una sentenza urgente del Pretore).
Particolare spunto trova largomento in relazione allattivit di giornalismo che, tra laltro,
regolamentata anche da un apposito codice di deontologia professionale.
LA PERSONA FISICA
A norma dellart.1 cod. civ. con la nascita si acquista la capacit giuridica. Essenziale che
il feto, per essere considerato persona, debba nascere vivo anche per un solo istante. Un
nato morto non persona.
Il solo concepimento non costituisce una persona, tuttavia la legge riconosce al concepito
alcune prerogative e alcuni diritti. Il Codice Civile ammette la successione e persino la
donazione anche ad un concepito, quindi ad una persona non ancora viva e questo
proprio perch il solo concepimento sufficiente per lacquisto di diritti, purch nasca
vivo.
La fine di una persona avviene con la morte anche dal punto di vista giuridico. Con la
morte alcuni diritti vengono a scomparire, altri vengono trasferiti ad altri soggetti. In tema
di accertamento di morte la normativa vigente quella della legge n578 del 1993 che ha
introdotto i criteri e le tecniche di accertamento della morte. Latto per la prova della morte
latto di morte.
Quando al momento di un grave evento muoiono pi persone, lart.4 cod. civ. dice che si
presume la morte avvenuta per tutti allo stesso momento.
Basta la scomparsa di un soggetto dal luogo di residenza o di domicilio per un tempo
indeterminato pi o meno lungo, accompagnato dalla totale assenza di proprie notizie, che
subito scattano le conseguenze.
Il tribunale ha il compito di nominare un curatore per il patrimonio dello scomparso e le
successioni aperte in favore dello scomparso vanno a chi fosse spettato in mancanza dello
stesso.
chiaro che quando la mancanza dura per diverso tempo cresco i motivi di dubbio
sullesistenza in vita della persona.
Dopo due anni dalla scomparsa si procede con la dichiarazione di assenza tramite
sentenza del tribunale su istanza degli interessati. Con lo stato di assenza i beni
patrimoniali dello scomparso vengono temporaneamente destinati ai legittimi eredi, anche
se pur sempre propriet dello scomparso, fino a quando non torna leffettivo proprietario
o fino a quando non sia emessa la sentenza di morte presunta dello stesso.
Lassenza non scioglie il matrimonio e quindi il coniuge non pu risposarsi. Se per vi
riesce, questo non pu essere impugnato fino a che dura lo stato di assenza del primo
coniuge.
Lassenza cessa o con il ritorno dello scomparso, o con la morte dimostrata o con la
sentenza di morte presunta.
Indipendentemente da ogni altra sentenza passata, il tribunale, o su istanza delle parti, o
su istanza del pubblico ministero o su istanza di qualunque interessato, dopo dieci anni
dal giorno delle ultime notizie, deve emettere una sentenza di morte presunta. Il termine
abbreviato in caso di morte bellica o di infortunio.
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La sentenza dichiara che lo scomparso presumibilmente morto dal giorno in cui non si
hanno pi avute notizie e tutti gli effetti ne sono retroattivi. Il coniuge pu contrarre
nuovo matrimonio e gli eredi entrano nel pieno possesso delleredit loro lasciata.
Se per lo scomparso ritorna, gli effetti sono ex nunc, rientra in pieno possesso dei propri
beni non ancora alienati o consumati e il matrimonio del coniuge pu essere impugnato
salvo gli effetti civili dello stesso (Es. eventuali diritti e doveri su prole, ecc.).
LA PERSONA GIURIDICA
Oltre alle persone fisiche, agli uomini per intenderci, sono soggetti di diritto e di obblighi
anche le persone giuridiche le quali assumono differenti denominazioni. Il nostro
ordinamento affida a queste finzioni giuridiche una capacit giuridica distinta da quella
delle persone fisiche stesse che la compongono.
La persona giuridica, quindi, costituita da un elemento sostanziale, le persone che la
compongono, e da uno formale, che il riconoscimento da parte delle autorit pubbliche.
Per esistere, le persone giuridiche, devono contenere quattro caratteristiche:
1. non possono mancare le persone che la compongono e che ne rappresentano
contemporaneamente i destinatari. Gli antichi romani esigevano almeno tre
persone per la loro costituzione, oggi ne basta anche una sola;
2. un patrimonio sempre indispensabile a prescindere dallo scopo;
3. lo scopo costituisce il punto unificatore tra i vari individui che hanno dato vita
alla persona giuridica stessa purch sia lecito e determinabile;
4. tutti gli elementi sopra descritti sono obbligatori e necessari ma nulli senza il
riconoscimento dello stato.
Tra le persone giuridiche unimportante distinzione si fa tra le:
- ASSOCIAZIONI = sono gruppi di persone che riunite fra di loro perseguono
un loro personale e comune scopo.
- FONDAZIONI = sono gruppi di persone nate dalla volont di un fondatore
che mirano alla conservazione dei beni di una determinata opera.
La differenza sta nel fatto che nelle associazioni prevalgono le persone mentre nelle
fondazioni prevale il capitale. Inoltre le associazioni perseguono un fine interno al gruppo
mentre le fondazioni esternamente al gruppo.
Una seconda distinzione si fa tra:
- PERSONE PUBBLICHE = queste hanno scopi di carattere pubblico (Es. il
Comune nei confronti dei cittadini);
- PERSONE PRIVATE = queste hanno scopi di carattere privato (Es. la societ
commerciale nei confronti dei propri soci).

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Inoltre sono anche distinguibili le persone giuridiche ecclesiastiche (Es. le parrocchie) da


quelle civili (Es. le Universit).
Sia le associazioni che le fondazioni necessitano di un atto costitutivo che ne ufficializzi la
nascita e di uno statuto che ne disciplini la vita, entrambi atti da rendere pubblici. La
pubblicit data tramite due metodi diversi: il sistema normativo che trova nella legge i
presupposti per concedere il riconoscimento alla persona giuridica che ad essi si conforma
e il sistema per concessione per cui il riconoscimento dato caso per caso o dalla legge o
con Decreto del Capo dello Stato.
La pubblicit delle persone giuridiche ha reso necessario la creazione di un registro
apposito per le persone giuridiche che si trova nella cancelleria di ogni tribunale dei
capoluoghi di Provincia. Con la registrazione non si rende pubblica la persona giuridica,
che invece avviene secondo uno dei due sistemi precedentemente visti, ma si considera
essenziale per lopponibilit a terzi degli atti e dei fatti posti in essere dalla persona
giuridica stessa. Finch non viene registrata sono gli amministratori che rispondono
personalmente delleventuali conseguenze create.
La registrazione pu disporsi anche dufficio.
La capacit giuridica delle persone giuridiche uguale a quella delle persone fisiche ma
entro i limiti che lo statuto e latto costitutivo consentono, altrimenti avremo lagire dei
singoli e non dellinsieme.
Anche la persona giuridica ha i propri diritti come quello della sede, del nome e di tutti
quelli patrimoniali.
Il Codice Civile limita a trenta anni lusufrutto a favore di una persona giuridica.
La persona giuridica agisce solo ed esclusivamente tramite i propri membri che fungono
da rappresentanti e danno vita a quella che chiamata rappresentanza istituzionale.
Le responsabilit civili sono a carico dellente mentre quelle penali sono, ovviamente, a
carico dei componenti lente.
Le associazioni agiscono tramite lassemblea degli associati, le fondazioni tramite gli
amministratori.
Lo Stato pu dichiarare la morte della persona giuridica quando ne siano venuti meno i
fini istituzionali per cui era nata o perch questi sono stati raggiunti. La persona giuridica
pu anche venire meno per decisione dei propri amministratori o per mancanza di
associati.
Oggi esistono numerosissime associazioni non riconosciute che operano ugualmente ma
con una minore capacit giuridica indipendentemente dal loro riconoscimento per fini non
lucrativi. Nonostante la legge non pu ignorarle e ne consente lesistenza e loperato.
Differenza principale che delloperato dellassociazione non riconosciuta ne rispondono
esclusivamente i componenti della stessa che hanno agito di volta in volta in suo nome e
non lintero gruppo dei soci.
In alcuni casi, come per fini di interesse pubblico, le associazioni non riconosciute vengono
definite comitati e dalle stesse si differenziano perch sono aggregazioni di soggetti che
cercano di promuovere iniziative di tipo temporaneo portandole avanti grazie soprattutto
a contributi privati. Anche in questo caso tutti i componenti del comitato rispondono in
maniera personale e diretta delle conseguenze provocate dal comitato e per questultimo
carattere i comitati si distinguono principalmente dalle associazioni non riconosciute.
Al presidente spetta la rappresentanza processuale del comitato. Se a questultimo viene
riconosciuta la pubblicit, si comporter come tutte le altre persone giuridiche con
leccezione della responsabilit personale di tutti i componenti.
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Per tutte le altre persone giuridiche che perseguono fini di collettiva e sociale utilit, come
il campo sanitario, medico, dellistruzione, della previdenza, dello sport, storico, artistico,
ecc., lo Stato venuto in contro con dei provvedimenti legislativi per laiuto finanziario e il
sollievo fiscale. Queste associazioni sono dette ONLUS. Non si tratta di una nuova
classificazione giuridica ma di una distinzione associativa per motivi prettamente fiscali.
Presso il Ministero delle finanze previsto un registro anagrafico di tutte le ONLUS e
listituzione di un apposito garante per la tutela e la gestione delle stesse nel settore di
competenza.
LA CAPACITA
La materia della capacit regolata dai primi articoli del Codice Civile e si distingue in:
capacit giuridica = lattitudine a possedere diritti e doveri giuridici. Tutti
gli uomini hanno una piena capacit giuridica mentre per le persone giuridiche
la capacit limitata. Lart. 1 cod. civ. dice che la capacit giuridica si acquista
con la nascita.
capacit dagire = la capacit che un soggetto ha di modificare la propria
situazione giuridica. La regola generale vale per la capacit, quindi lincapacit
costituisce leccezione. Lart. 2 cod. civ. dice che la capacit di agire si acquista
con il compimento del diciottesimo anno di vita.
Il sistema, comunque, ha predisposto alcune regole di incapacit per difendere e tutelare il
soggetto che ne abbia bisogno (Es. et, salute, sesso, ecc.) o per sfiducia nello stesso (Es.
condanne penali, fallimento, ecc.).
Con il compimento di 18 anni, abbiamo detto, si acquista la capacit di agire. Il minore
del tutto incapace con le seguenti eccezioni:
a 14 anni chiamato a dare il suo consenso per ladozione;
a 16 anni pu riconoscere un figlio naturale;
a 16 anni, in casi particolari, pu contrarre matrimonio.
Per ladozione necessaria una differenza di diciotto anni tra ladottante e ladottato per i
minori mentre per i maggiori di et la differenza passa a trentasei anni.
Tra la maturit a diciotto anni e lincapacit totale del minore ci pu essere un periodo di
transito, detto di emancipazione, in cui il minore ottiene una limitata capacit di agire.
Esso si ottiene con il matrimonio in et minore.
La distinzione fra i due sessi che una volta portava gravi squilibri fra luomo e la donna
oggi, fortunatamente, non ha pi modo di esistere, anche grazie a numerose leggi tra cui la
legge n 215 del 1992 sulle pari opportunit fra uomo e donna nella vita imprenditoriale ed
economica.
La salute del soggetto, soprattutto quella mentale, acquista particolare importanza
soprattutto nei confronti della capacit. Altre cause sono equiparate a quella mentale e
sono la cecit e il sordomutismo che producono di fatto limpossibilit ad una piena ed
efficace capacit dagire.
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Queste gravi malattie danno vita a due importanti conseguenze: linterdizione e


linabilitazione.
INTERDIZIONE = linterdizione giudiziale si ha quando colui che afflitto
da gravi malattie mentali o fisiche dichiarato incapace a provvedere ai propri
interessi. Ci deve riguardare un vizio duraturo ma non necessariamente
inguaribile. Linterdizione avviene, dopo che il giudice ha constatato linfermit
fisica o mentale, tramite una sentenza.
INABILITAZIONE = il Codice Civile dice che si pu pronunciare
linabilitazione in quattro casi:
1. per le persone che sono in una non grave malattia di mente da
dover ricorrere allinterdizione;
2. per coloro che non riescono a conoscere il valore del denaro;
3. per abuso di bevande alcoliche o stupefacenti;
4. per i sordomuti e i ciechi dalla nascita o dalla prima infanzia che
non abbiano ricevuto uneducazione sufficiente.
Il Codice Civile identifica la situazione dellinabilitato a quella dellemancipato.
La sentenza decide lo stato del malato e ne dichiara anche il curatore per linabilitato o un
tutore per linterdetto. Dopo tale sentenza gli atti compiuti autonomamente dallinterdetto
o dallinabilitato non possono esplicare i loro effetti e vengono annullati.
Lo stato di interdetto o di inabilitato dura tutta la vita fino alla morte o fina a nuova
sentenza.
Chi stipula contratti con un incapace, cercando di trarre profitto da questa sua condizione
fisica o mentale, passivo di annullamento dellatto appena stipulato.
Linterdetto non pu compiere atti di natura patrimoniale (Es. contratto, testamento, ecc.)
personali e familiari (Es. matrimonio, ecc.).
Linabilitato, invece, non pu compiere soltanto atti patrimoniali eccedenti lordinaria
amministrazione.
In alcuni casi, anche se il giudice non ha dichiarato linterdizione o linabilitazione del
soggetto, questo pu trovarsi in uno stato di incapacit di intendere e di volere per cui
tutti i suoi atti compiuti sotto tale sotto sono annullabili e privi di valore. La difficolt del
giudice sta nel giudicare o meno lincapacit del soggetto secondo il concreto fatto
presentatogli.
La condanna allergastolo o alla reclusione per un periodo non minore di cinque anni,
porta con se anche unaltra pena accessoria per tutta la durata della pena principale:
linterdizione legale. Importante differenza dellinterdizione legale con quella giudiziale
che la prima si riferisce soltanto a gli atti di natura patrimoniale ma non a quelli di natura
personale e familiare come nel caso dellinterdizione giudiziale.
Linterdizione legale non una forma di protezione del soggetto ma di pena accessoria a
quella principale della condanna.

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Un altro caso in cui si applica linterdizione legale limitatamente al solo patrimonio


quello della dichiarazione di stato fallimentare tramite una sentenza in cui il soggetto, che
stato colpito dalla sentenza, viene dichiarato incapace di soddisfare le proprie
obbligazioni nellinteresse dei vari creditori e per la tutela del loro diritto di uguaglianza
di trattamento.
Inoltre la legge n15 del 1992 prevede la cancellazione dalle liste elettorali del soggetto per
tutto il tempo dello stato di fallimento dello stesso.
Abbiamo visto che il minore e linterdetto non possono agire da soli se non con laiuto di
un rappresentante legale, mentre per il minore emancipato e per linabilitato necessita un
curatore per la realizzazione di alcuni atti.
Accanto agli incapaci, perci, troviamo una serie di soggetti abilitati alla difesa
dellincapace stesso e alla sua rappresentanza in determinati casi previsti dalla legge. Tutta
la materia dominata dalla vigilanza e dalla volont del giudice tutelare presso la pretura.
POTESTA DEI GENITORI = la potest che i genitori esercitano sui propri figli dalla
nascita fino alla maggiore et, salvo precedente emancipazione. Essa esercitata di
comune accordo da entrambi i genitori. La potest comprende i poteri di natura
patrimoniale e personale.
Il Codice Civile stesso fissa gli obblighi-doveri di natura personale che ogni genitore deve
necessariamente applicare sui propri figli come: leducazione, listruzione, la custodia e
lallevamento.
Gli obblighi-doveri di natura patrimoniali del genitore sono: la rappresentanza legale del
figlio, lamministrazione dei beni e lusufrutto legale.
I genitori agiscono nellinteresse e nel nome del figlio ed in caso di pareri contrastanti
possono fare ricorso al parere definitivo e decisorio del giudice.
In caso di donazione o lasciti a minori, il giudice dispone linventario dei beni trasmessi.
La potest si perde se chi la esercita dimostra di esserne incapace, si rende colpevole di
alcuni reati o condannato ad alcune pene; in alcuni casi definitiva in altri temporanea.
In caso di divorzio, il tribunale decide a chi affidare la potest.
CURATELA = lemancipato o linabilitato trovano integrazione alla loro volont tramite il
curatore, il quale non ha la rappresentanza e perci non lo sostituisce.
Curatore del minore sposato con persona maggiorenne sar sempre il coniuge.
Funzione principale del curatore assistere il minore intervenendo soltanto in alcuni suoi
atti e precisamente per quelli patrimoniali.
TUTELA = quando un minore non ha chi eserciti la potest e in tutti i casi in cui c una
sentenza di interdizione, si ricorre alla tutela. Il tutore viene nominato dal giudice tutelare.
La tutela dei minori si distingue in:
- volontaria quando il genitore che per ultimo esercit la potest a
consigliare il soggetto tutore;
- legittima quando a scegliere il tutore direttamente un parente
prossimo;
- dativa quando il giudice affida la tutela ad un soggetto qualsiasi;
- assistenziale quando il giudice affida la tutela ad un ente di assistenza.

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La tutela dellinterdetto, invece, a discrezione del giudice tutelare nei confronti delle
persone pi vicine allassistito.
I criteri e le direttive da seguire nella tutela sono scelte dal giudice tutelare e devono essere
rigorosamente eseguite.
Il tutore ha una funzione simile a quello della potest del genitore e deve anche
amministrare i beni e rappresentarlo.
Il giudice tutelare, inoltre, nomina anche un protutore che sostituisce il tutore legittimo
solo in due casi, quando questultimo viene a mancare o quando in contrasto con
lassistito.
Finita la tutela il tutore deve, entro due mesi, presentare al giudice il resoconto del suo
operato.
I DIRITTI DELLA PERSONALITA
Ad ogni uomo, il nostro ordinamento giuridico attribuisce dei diritti definiti umani che
mirano a garantire le ragioni fondamentali della vita e dello sviluppo della propria
esistenza. Da tale definizione hanno preso vita diverse e numerose convenzioni
internazionali per la tutela dei diritti umani. Molti di questi diritti sono stati immortalati
anche nella costituzione e precisamente nei primi articoli.
Fra questi diritti ci sono alcuni personalissimi come quello al nome, allonore,
allimmagine, allo status familiare, ecc. tutti questi diritti sono non patrimoniali,
inalienabili, intrasmissibili ed irrinunziabili.
Il diritto alla vita trova una particolare protezione con norme severe sia del Codice penale
(Es. omicidio, percosse, aborto, ecc.) che del Codice Civile prevedendo pesanti sanzioni
riguardanti essenzialmente il risarcimento dei danni cagionati (art.2043 cod. civ.).
La Cassazione ha addirittura riconosciuto un diritto alla salute che sarebbe pericoloso
violare nellinteresse di tutti.
Secondo tali principi luomo pu disporre liberamente del proprio corpo fino a quando le
diminuzioni fisiche non siano permanenti. Il chirurgo pu operare liberamente solo con il
consenso del paziente o in sua impossibilit di un dei pi diretti parenti, altrimenti
compirebbe un atto illecito dal punto di vista giuridico.
Altro diritto fondamentale delluomo il diritto allonore e allintegrit morale, bene
ideale che circonda ogni uomo.
Questo diritto talmente importante che neanche alcuna pena pu creare infamit al
condannato. Questa materia particolarmente disciplinata dal Codice penale che, fra
laltro, prevede anche il risarcimento del danno per ingiurie e diffamazioni.
Per tale diritto non possibile pubblicare foto della persona senza il suo consenso o dei
parenti se questa morta tranne che non sia per avvenimenti pubblici. Anche proibito
diffondere notizie e fatti che siano lesivi della libert e del buon nome altrui o che siano
fatti esclusivamente privati.
Sotto questo profilo, di notevole importanza la nuovissima legge n675 del 1996 che
regola il trattamento dei dati personali e ne vieta lutilizzo e specialmente la diffusione
senza il consenso dellinteressato. Secondo tale legge le banche dati, viste in maniera pi o
meno generalizzata, devono essere dichiarate e comunicate ad una nuova ed apposita
autorit istituita per loccasione che il garante della privacy composto da quattro
membri.
La liceit delle caricature nei giornali umoristici ammessa finch non degeneri in
ingiuria.
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Non si pu prendere conoscenza del contenuto di lettere senza il doppio assenso del
mittente e del destinatario. Stessa cosa avviene per le trasmissioni telegrafiche o
telefoniche e per i segreti scientifici, industriali e professionali.
Il diritto alla libert considerato essenziale per la persona umana, cos esplicitamente
espresso nellart.3 della Costituzione. Secondo tale libert, lindividuo ha la facolt di
disporre liberamente dove intende stabilire la propria residenza o il proprio domicilio,
salvo i casi di restrizione descritti dalla legge e dal Codice penale contro la criminalit e le
associazioni mafiose.
Sotto tale diritto traggono vita molti altri diritti importantissimi come quello di
associazione, di religione, di stampa, di pensiero, di riunione, di matrimonio, contrattuale,
ecc.
A volte la libert si assicura con delle limitazioni alla libert, come avviene, ad esempio,
per la libera concorrenza.
Per lindividuo, come nucleo originario ed unico della vita non solo giuridica, di vitale
importanza un riconoscimento che porti alla distinzione fra i suoi simili. Questo quanto
mira il diritto al nome che agisce sia nellinteresse del singolo che dellintera societ.
Il nome formato dal prenome, che dato dai genitori o da chi per loro al momento della
nascita, e dal cognome che automaticamente aggiunto al nome e che uguale a quello
del padre (art.6 cod. civ.). Se per la scelta c contrasto fra i genitori, data limportanza del
momento, anche dal punto di vista giuridico, la Cassazione ha sentenziato che necessario
ed obbligatorio il ricorso al giudice.
Se i genitori sono ignoti, lufficiale di stato Civile o il direttore dellospizio decidono il
nome e il cognome per il bambino. La legge, comunque, fissa alcuni limiti alla scelta del
nome e del cognome vietando la scelta con nomi diffamanti, offensivi, ridicoli e contrari
allordine pubblico. Non si possono neanche mettere il nome del padre vivente, del fratello
vivente, un cognome al posto del nome, ecc. il nome o il cognome pu essere modificato
successivamente solo su domanda dellinteressato e solo per ovvi e giusti motivi e pu
essere concesso mediante un Decreto.
Anche per la ditta commerciale obbligatorio e garantito un nome distintivo per la difesa
dellattivit economica. Al pari del nome della ditta tutelata anche la sigla (Es. F.I.A.T.)
della ditta, il marchio del prodotto e lemblema dellintera azienda che pu racchiudere in
se diverse ditte che producono diversi prodotti.
IL TERRITORIO
La pi importante relazione giuridica della persona con il territorio data dalla
cittadinanza che un uomo ha riconosciuto dal proprio Stato in cui vive ed nato. Questo
rapporto non trattato dal Codice Civile in quanto materia pubblicistica e non civilistica.
Nel luogo di nascita vengono registrate presso dei pubblici registri, tutte le nascite e le
relative annotazioni come i matrimoni o altro ancora.
Il nostro ordinamento distingue nettamente fra:
- DIMORA = indica il luogo dove la persona si trova anche in via del tutto
transitoria e temporanea e non ha molta importanza giuridica tanto che non
menzionata dal Codice Civile;
- RESIDENZA = il luogo dove la persona decide di vivere, anche se non in
maniera continua e stabile, ma necessariamente duratura. La residenza pu
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essere trasferita e con efficacia nei confronti dei terzi qualora venga comunicata
ai Comuni sia di partenza che di arrivo.
Nella residenza viene pubblicato il matrimonio e qui si svolger.
- DOMICILIO = il luogo dove una persona ha stabilito di risiedere i propri
interessi e i propri affari ed inoltre dove avviene la successione mortis causa e
dove viene dichiarato il fallimento commerciale. Il domicilio pu essere
volontario, se stabilito dal singolo individuo, o legale, se stabilito dalla legge.
Conseguenze comuni alla residenza e al domicilio che in entrambe vengono notificati gli
atti giudiziari ed in entrambe sono competenti gli organi di polizia giudiziaria.
Anche le persone giuridiche hanno una sede, che non per definita ne residenza ne
domicilio, ma che consegue gli stessi effetti.

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CAPO IV
IL DIRITTO DI FAMIGLIA
Diritto di famiglia
Esso rappresenta linsieme delle norme che hanno per oggetto gli status familiari e i
rapporti che si riferiscono alle persone che sostituiscono la famiglia. La famiglia una
formazione sociale fondata sul matrimonio. A questa famiglia si contrappone quella
naturale, costituita da persone di sesso diverso che convivono. Essi hanno scarsa rilevanza
giuridica, i figli sono considerati come i figli legittimi, ha il diritto, il familiare di fatto, al
risarcimento dei danni causati ad un terzo che abbia causato la morte del convivente. Il
coniuge divorziato perde il diritto agli alimenti se riceve aiuto dal familiare di fatto.
Rapporto di parentela: legame di sangue tra persone che discendono dallo stesso
capostipite(genitori figli)
Rapporto di affinit: rapporto che lega coniuge e parenti dellaltro coniuge suocero e
genero)
Matrimonio pu essere inteso come un atto costitutivo della famiglia o come rapporto
giuridico. Esistono due tipi di matrimonio: quello civile fatto davanti allufficiale di stato
civile e quello concordatario celebrato davanti al Ministro del culto cattolico e trascritto nei
registri dello stato civile. Il nostro ordinamento tutela la libert di matrimonio, mentre la
promessa di prendersi reciprocamente come marito e moglie non obbliga a contrarre
matrimonio. Tuttavia la legge vuole tutelare chi per la promessa abbia sostenuto spese o
assunto obblighi, infatti se la promessa risulta da atto scritto il promittente che si rifiuta
senza valido motivo obbligato a risarcire i danni allaltro, il promittente pu richiedere la
restituzione dei beni fatti a causa della promessa di matrimonio.
Per celebrare il matrimonio bisogna avere unet minima di 18 anni(16 per gravi motivi),
essere sani di mente, non avere altro vincolo matrimoniale, mancanza di parentela o
affinit, mancanza dellimpedimento criminale, senza essere trascorsi 300 giorni dalla
morte del marito, per non aver pubblicato la loro intenzione di matrimonio. La
pubblicazione deve essere esposta per almeno 8 giorni(2 domeniche) sul portale del
comune di residenza degli sposi, dopo la pubblicazione segue la celebrazione che avviene
davanti allufficiale dello stato civile o in caso di guerra in procura. La prova del
matrimonio pu essere fatta solo con latto di celebrazione.
Invalidit del matrimonio
Irregolarit si ha per linosservanza del lutto vedovile e sulla pubblicazione. Inesistente
quando manca la celebrazione, il consenso degli sposi oppure le persone erano dello stesso
sesso. I casi di nullit di matrimonio vera e propria si hanno a seguito di:
1.
Vincolo di precedente matrimonio
2.
Interdizione o incapacit di intendere e volere
3.
Impedimento criminale
Il matrimonio pu essere impugnato dal coniuge il cui consenso sia stato estorto con la
violenza o per ragioni di eccezionale gravit(sfuggire a persecuzioni razziali), sia stato
dato scambiando lidentit del coniuge oppure quando uno dei coniugi non avrebbe dato
il suo consenso per la celebrazione del matrimonio se avesse saputo delle qualit dellaltro
coniuge: esistenza di una deviazione sessuale, malattia fisica o psichica tali da impedire la
normale vita coniugale, esistenza di una condanna non inferiore ai 5 anni per delitti non
colposi, dichiarazione di delinquenza abituale, condanna non inferiore ai 2 anni per
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prostituzione, gravidanza non cagionata dal coniuge. Entro un anno dal matrimonio si
pu chiedere la simulazione quando gli sposi abbiano convenuto di non adempire agli
obblighi della vita coniugale. Es. due giovani si sposano per fare contento il padre
moribondo.
Di regola lannullamento ha effetto retroattivo. Non si pu per chiudere un occhio su
quello che il matrimonio ha creato. Allora la legge chiama matrimonio putativo il
matrimonio che i coniugi reputavano valido. Se hanno contratto il matrimonio in buona
fede sono fatti salvi tutti gli effetti nel frattempo prodottisi, se si opera in malafede il
matrimonio valido solo nei confronti dei figli. Nel matrimonio canonico il matrimonio
viene celebrato davanti al ministro del culto religioso, in questo caso la pubblicazione deve
essere fatta, oltre che sulla porta parrocchiale, anche nella casa comunale, se lufficiale di
stato non gli viene notificata nessuna opposizioni rilascia un certificato in cui dichiara
quando detto prima, la celebrazione avviene secondo la disciplina canonica alla presenza
del sacerdote, questo deve compilare latto di matrimonio e inviarlo entro 5 giorni, questo
lo trascrive nel registro dei stati civili entro un giorno dal ricevimento dellatto. Il
matrimonio celebrato secondo le regole di un altro culto rappresenta una forma di
particolare di matrimonio civile.
I coniugi hanno degli importanti diritti e doveri:

Coabitazione: consiste nella normale convivenza di marito e moglie, nella


comunione di casa e vita sessuale.

Fedelt: essa lobbligo di astenersi da ogni attivit sessuale con altra


persona.

Assistenza: lobbligo reciproco allassistenza morale e materiale dellaltro


coniuge

Collaborazione: i coniugi collaborano nellinteresse della famiglia: decido


leducazione dei figli etc

La contribuzione ai bisogni della famiglia: ciascun coniuge tenuto


secondo ai propri mezzi e capacit a contribuire ai bisogni familiari.
Regime patrimoniale della famiglia
Dopo la riforma del diritto di famiglia che ha equiparatola posizione dei due coniugi
anche in regime patrimoniale che salvo diversa indicazione costituito dalla comunione
dei beni in cui i beni acquistati anche separatamente in costanza di matrimonio. Tuttavia
esiste anche la separazione dei beni ovvero la costituzione di un fondo patrimoniale.
Lautonomia incontra i seguenti limiti, il divieto di derogare ai diritti e ai doveri previsti
dalla legge per effetto del matrimonio, divieto che si riferisce ai doveri patrimoniale
previsti dalla legge, divieto di costituzione in dote(beni che la moglie attribuiva il
godimento al marito pur restandone la proprietaria) che in questo caso nulla. Le parti
possono cambiare il regime legale della comunione mediante un negozio stipulato con atto
pubblico, questo in ogni momento modificabile.
Nella comunione legale entrano tutti i beni acquistati dopo il matrimonio, i frutti dei beni
di ciascun coniuge, proventi dellattivit separate dei coniugi se non ancora consumati,
aziende gestite da entrambi e costituite dopo il matrimonio, solo gli utili e dividendi se
costituite prima del matrimonio ma gestite da entrambi, non cadono in comunione solo i
beni personale di ciascun coniuge acquistati prima del matrimonio, i beni acquistati dopo
la matrimonio per mezzo di donazione o testamento quando non sia indicato che
andavano alla comunione, beni personali(abiti, orologio, etc.) beni ottenuti a titolo di
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risarcimento danni, beni per lo svolgimento dellattivit lavorativa del coniuge(possono


essere beni immobili: studio professionale, beni mobili registrati: automobile).
Lamministrazione del patrimonio comune spetta ad entrambi i coniugi, gli atti di
ordinaria amministrazione possono esse svolti da entrambi disgiuntamente, la
rappresentanza in giudizio per atti ordinari riconosciuta disgiuntamente a entrambi, per
atti di straordinaria amministrazione la rappresentanza in giudizio riconosciuta
congiuntamente ai coniugi. I creditori personali dei coniugi possono soddisfarsi sui beni
della comunione solo dopo aver escusso i beni personali, i creditori della comunione
invece possono soddisfare nella misura della met del credito sui beni personali se i beni
della comunione sono insufficienti. La comunione si scioglie se muore un coniuge o viene
dichiarato morto presunto, divorzio, annullamento del matrimonio, separazione
personale, separazione dei beni, pronuncia di fallimento, mediante convenzione si attua
un regime patrimoniale di verso dalla comunione. Lazienda coniugale si scioglie per
accordo dei coniugi da stipulare con atto pubblico. Se accade una di queste cause cessa la
comunione e sia attua la divisione del patrimonio comune.
Con una convenzione i coniugi possono escludere o ammettere alcuni beni nella
comunione legale che altrimenti non sarebbero ammessi, la comunione prende il nome di
convenzione legale. La separazione dei beni attribuisce a ciascun coniuge la propriet dei
beni acquistati durante il matrimonio, anche questa una convenzione e deve avere la
forma richiesta per le convenzioni.
I coniugi possono conferire dei beni in un fondo destinato a far fronte ai bisogni familiare.
Il fondo patrimoniale pu essere costituito da beni di entrambi, di uno solo o di un terzo.
I frutti del fondo devono essere impiegati per i bisogni della famiglia e la loro
amministrazione spetta ad entrambi i coniugi.
I debiti contratti per cose non inerenti al bisogno familiare non possono farsi valere sul
fondo. Il fondo termina di esistere son lannullamento del matrimonio o scioglimento di
esso.
Limpresa familiare quella in cui si presta attivit di lavoro il coniuge, i parenti entro il 3
grado e affini entro il secondo. Il familiare ha il diritto al mantenimento secondo la
condizione patrimoniale della famiglia e il diritto a partecipare agli utili o agli incrementi
dellazienda. Il lavoro della donna considerato peri al maschio. I familiari hanno il diritto
di partecipare alla gestione dellimpresa, sono loro che a maggioranza decidono sul da
farsi. Il diritto di partecipazione intrasferibile se non ad altro familiare con il consenso di
tutti i partecipanti. Ciascun partecipe ha un diritto di prelazione sullimpresa in caso di
divisione ereditaria o di trasferimento dellazienda.
Scioglimento del matrimonio: esso pu avvenire o per la morte di uno dei coniugi o per il
divorzio.
La morte non fa cessare alcuni effetti del matrimonio, es. il coniuge ha diritti di successori
sul patrimonio dellaltro, la vedova non pu contrarre matrimonio durante il lutto
vedovile, la vedova conserva il conserva il cognome del marito, i rapporti di affinit non
cessano.
Il divorzio ammissibile solo quando il giudice, dopo aver fallito il tentativo di
conciliazione, accerta che la comunione materiale e spirituale dei coniugi non pu essere
mantenuta. Le singole cause tassative previste dalla legge sono quando uno dei due
coniugi sia stato condannato allergastolo per reati particolarmente gravi(incesti, stupro,

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prostituzione), quando un cittadino abbia ottenuto allestero lannullamento del


matrimonio, quando il matrimonio non sia stato consumato.
Il divorzio scioglie il matrimonio con possibilit di contrarre nuovo matrimonio, la moglie
perde il cognome del marito, uno dei due coniugi deve corrispondere allaltro un assegno
periodico in proporzione al proprio reddito, assegna i figli a uno di loro con obbligo
dellaltro di contribuire al mantenimento, vengono persi i diritti successori.
La separazione personale la situazione di legale sospensione dei doveri reciproci dei
coniugi, salvo quelli di assistenza e reciproco rispetto. Il matrimonio non cessa, quindi non
si pu contrarre nuovo matrimonio, pu finire in qualsiasi momento con la riconciliazione
dei coniugi. Esistono tre tipi di separazione:
- Separazione di fatto: linterruzione della convivenza dei coniugi, non ha rilevanza
giuridica anche se pu essere usata per il divorzio
- Separazione consensuale: avviene con accordo delle parti che deve essere omologato dal
tribunale, esso dar il consenso solo se non sar in contrasto con linteresse della prole. A
tale scopo pu dettare delle condizioni da adottare nellinteresse dei figli
- Separazione giudiziale: pronunciata dal giudice si istanza di uno o entrambi i coniugi
per cui la convivenza sia diventata intollerabile o leducazione dei figli sia in pericolo. E
indifferente di chi sia colpa, per il giudice pu stabilirlo e fare in modo che il colpevole
dia quanto necessario per il mantenimento, ha rilevanza per i fini successori in quanto solo
il coniuge senza addebito ha gli stessi diritti successori del coniuge non separato. Resta
fermo lobbligo degli alimenti. I figli sono affidati a uno di essi.
La riconciliazione pu avvenire in qualsiasi momento e pu essere tacita se riprende con il
ritorno a casa di uno dei coniugi o espressa se sancita da un accordo formale. Non
richiedono un provvedimento giudiziale per far cessare gli effetti della separazione ma
producono effetti di per s.
La filiazione il rapporto che intercorre tra genitore e figlio. A seconda che il figlio sia
nato durante il matrimonio o fuori di esso prende il nome di legittimo o naturale. Per
vedere se il figlio stato concepito dal legittimo marito e in stato di matrimonio la legge
dice che il marito il padre del figlio anche se questo pu disconoscerlo, si ritiene
concepito nel matrimonio il figlio nato non prima di 180 giorni dalla sua celebrazione e
non dopo 300 giorni dal suo scioglimento. Un figlio nato fuori da questo range pu lo
stesso essere considerato legittimo. La maternit si prova con latto di nascita, il
matrimonio con il certificato di matrimonio. Con lo status di legittimo il figlio al il diritto
di essere educato, mantenuto, diritto agli alimenti, diritto successori, dovere di obbedienza
ai genitori, instaurazione del rapporto di parentela con i parenti dei genitori.
Il disconoscimento del figlio consentito solo se i genitori non hanno coabitato nel
periodo tra il 300 e il 180 giorno prima della nascita, se durante il tempo predetto il marito
era affetto da impotenza, se la moglie ha commesso adulterio. Se il disconoscimento
accettato il figlio risulta naturale riconosciuto dalla madre.
Azione impugnativa della paternit diretta a disconoscere il figlio nato prima di 180
giorni prima della celebrazione del matrimoni; azione di contestazione della legittimit
mira a negare lappartenenza del figlio alla famiglia, si pu impugnare il parto, lidentit
del figlio, lannualit del matrimonio; azione di reclamo della legittimit il figlio reclama lo
status di figlio legittimo, non pu essere fatta se il figlio gi legittimo di qualcun altro,
tranne nel caso di supposizione di sostituzione di neonato.

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Riconoscimento consiste nella dichiarazione fatta da uno o entrambi genitori che una data
persona figlio.
Figlio naturale quello nato da una coppia non sposato, pu essere riconoscibile se le
persone non sono sposate o lo sono con matrimonio diversi, irriconoscibile se nato da due
parenti che non sapevano di essere tali, se la buonafede da parte di uno solo dei genitori
questo pu riconoscere il figlio. Il riconoscimento un atto formale in quanto pu essere
fatto solo nelle forme prestabilite e irrevocabile, puro visto che non ammette n condizioni
n termini, impugnabile solo per effetto di impugnabilit, personale visto che pu essere
fatto solo dal genitore. Se il riconoscimento avviene nei confronti un ultrasedicenne deve il
figlio ne deve dare lassenso.
La legge ha equiparato lo status di figlio legittimo con quello naturale il quale ha
praticamente gli stessi diritti del legittimo, ha gli stessi diritto mortis causa anche se il
figlio legittimo pu commutare in denaro la parte spettante al naturale, il figlio naturale
non acquista vincoli di parentela con i parenti dei genitori tranne nei casi previsti dalla
legge. Il figlio naturale pu ricevere lo status di legittimo se i due genitori si sposano tra di
loro o su provvedimento del giudice se vi sia, per casi gravi, limpossibilit per i genitori
di sposarsi.
Per ladozione la legge richiede alcuni requisiti e cio che i futuri genitori siano sposati da
almeno tre anni e la loro et deve superare non meno di diciotto e non pi di quaranta
quella delladottato, devono essere idonei a mantenere e a educare i figli, ladozione
consentita per tutti i minori, se ladottato ha tra i 12 e 14 anni deve essere sentito, se ne ha
pi di 14 deve dare il suo assenso. Lo stato di adozione si concretizza con la mancata
assistenza morale e materiale non temporanea da parte dei genitori. Prima delladozione
vera e propria previsto un periodo di affidamento preadottivo della durata di un anno.
Ladottato acquista lo status di figlio legittimo e assume il cognome dai nuovi genitori,
cessano i rapporti giuridici con i veri genitori tranne quelli di non matrimonio. Ladozione
di maggiorenni consentita a coloro che non hanno figli legittimi o legittimati, che
abbiano compiuto 35 e che superino i 18 anni di differenza di et con ladottato. Per esserci
adozione serve il consenso delle due parti(adottante e adottato), il consenso dei genitori
delladottato. Il Tribunale svolge tutte le indagini per vedere se esiste un vantaggio per
ladottato, poi questo prende il nuovo cognome e lo antepone al primo. Non nascono
rapporti di parentale tra ladottato e i parenti delladottante. Ladottato acquista i diritti
successori.
Laffidamento si ha quando il minore sia privo di un ambiente familiare idoneo, la
situazione deve essere temporanea, possono diventare affidatari del minore una famiglia,
una persona singola o una comunit di tipo famigliare. Gli affidatari sostituiscono i
genitori e devono svolgere tutte quelle cose proprie dei genitori, devono anche favorire il
reinserimento del minore nella famiglia di origine.
Alimenti il diritto allassistenza materiale della persona priva di mezzi che prima veniva
mantenuta dalla famiglia. Questo diritto personalissimo. Perch nasca questo diritto
bisogna che ci sia un rapporto di parentela, affinit, adozione, tra alimentante e
alimentando, lo stato di bisogno che si trova lavente diritto accompagnato
dallimpossibilit di provvedere al proprio mantenimento, le situazioni economiche
dellobbligato. La misura deve essere misurata in proporzione alle situazioni economiche
dellobbligato e del bisogno della domanda. Il modo di somministrazione indicato
dallautorit giudiziaria. Oltre alle persone legate da vincolo di parentela, affinit,
adozione chiunque tramite un contratto pu assumersi lobbligo verso altre persone di
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mantenerle. Questo obbligo pu derivare anche da testamento, ricorre allora il legato


alimentare.
CAPO V
LE SUCCESSIONI PER CAUSA DI MORTE
Le successioni per causa di morte e le donazioni
Le successioni si hanno quando un rapporto giuridico, pur restando inalterato, passa da
un soggetto allaltro. Si dice mortis causa se avviene per causa di morte. A chi lasciare i
diritti patrimoniali del defunto pu essere deciso dalla legge o mediante testamento. Non
sono ammessi tutti i beni, ma soltanto: i rapporti patrimoniali di natura reale, sono esclusi
quelli personalissimi(usufrutto, uso), i rapporti potestativi, i rapporti patrimoniali
personali(diritti di credito) purch non si estinguano con la morte del soggetto(diritto agli
alimenti), i rapporti inerenti allazienda, i rapporti in formazione nel caso che la proposta
non cada con la morte del soggetto. La successione ha i caratteri: patrimoniali, carattere
della continuit, carattere derivativo che pu essere derivativo-traslativo se il diritto
esisteva gi nel patrimonio del defunto, derivativo-costitutivo se il diritto non esisteva, ma
viene costituito grazie ad un diritto del defunto(usufrutto costituito per testamento che
presuppone lesistenza del diritto di propriet del defunto. Si a successione universale
quando un soggetto(erede) succede a tutti o ad una quota bi beni da solo o con altre
persone. Si ha successione a titolo particolare quando una persona(legatario) subentra a uno o
pi diritti senza che questi siano considerati quote. Lerede subentra nel possesso del bene
che era posseduto dal defunto, il legatario non subentra, ma ne inizia uno nuovo che pu
essere unito a quello dellautore per goderne gli effetti. Lerede deve rispondere anche dei
debiti del defunto, il legatario no a meno che non gli sia stato imposto dal defunto(il
legatario non vincolato per pi di quanto ricevuto).Lerede deve fare accettazione cio
un atto di volont del successore, al legatario gli vengono assegnati i beni di diritto, senza
atto di volont, anche se questo pu rifiutarsi. La successione a titolo universale un
fenomeno necessario in quanto deve sempre esserci per la continuit, la successione e
laccettazione non pu essere sottoposta a termine o a condizione, La confusione tra il
patrimonio del defunto e quello dellerede perch questo risponde anche con il suo
patrimonio dei debiti del defunto.
Quando un soggetto muore viene fatta lapertura della successione nel luogo di ultimo
domicilio. Questa un fatto giuridico. La seconda fase la vocazione cio la chiamata
alleredit, il titolo in base al quale si succede, la designazione di colui che dovr
succedere fatta per legge(se manca il testamento) o testamento. La delazione lofferta al
designato del diritto di succedere. Pu essere successiva se dopo ununica chiamata i due
soggetti sono destinati a succedere uno dopo la morte dellaltro, solidale se ogni
successore chiamato per intero in concorso con altri(fenomeno che si allaccrescimento),
condizionata si listituzione di erede fatta sotto condizione sospensiva, indiretta cio
nella rappresentazione. Sono vietati i patti successori, cio quei patti in cui si fa uso dei
diritti che si acquistano con leredit di una persona ancora viva(A vende a B i beni che
dovrebbero pervenirgli in eredit da C che ancora vivo). Il delato prima di accettare pu
compiere le azioni possessorie, compiere atti conservativi o cautelari di vigilanza, dopo
lautorizzazione giudiziale, pu vendere i beni ereditari inconservabili. Pu succedere che
i chiamati non accettino subito leredit, il patrimonio del defunto per evitare che resti
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abbandonato predisposto listituto delleredit giacente che prevede la nomina di un


curatore che amministri gli interesse delleredit finch non viene accettata. Per avere
eredit giacente bisogna che manche laccettazione da parte del chiamato, il chiamato non
sia in possesso dei beni ereditari e sia stato nominato dallautorit giudiziale un curatore.
La capacit di succedere lattitudine di subentrare nella titolarit dei rapporti giuridici del
defunto. Non va confusa con la capacit di agire necessaria per accettare leredit.
capace di succedere chi sia nato nel momento in cui si apre la successione. Sono capaci di
succedere tutte le persone nate o concepite al momento dellapertura della successione.
Nella successione mediante testamento possono essere chiamati a succedere i figli non
ancora concepiti di persona viva. Non possono ricevere eredit il tutore del testatore in
cui, al tempo della tutela, avevano stilato il testamento, il notaio a cui sia stato dato li
testamento in plico non sigillato, persona che ha scritto il testamento segreto salvo che le
disposizioni a suo favore siano venute per mano del testatore. Possono succedere anche le
persone giuridiche solo se lente riconosciuto o se non viene fatta domanda per
diventarlo entro un anno. Lindegno colui, che dietro pronunciamento del giudice,
escluso dalla successione. I casi di indegnit sono: quelli che hanno attentato alla vite del
testatore(o coniuge o discendente) o altro danno punibile con la stessa pena dellomicidio,
quelli che hanno falsamente testimoniato o accusato ingiustamente il testatore per reati
punibili con lergastolo o reclusione non inferiore ad anni 3, quelli che con dolo o violenza
abbiano provocato il testatore a cambiare il testamento. Se lindegnit si accerta prima
dellapertura della successione lindegno impossibilitato di adire alleredit, se accertata
dopo lindegno deve restituire tutta leredit e i frutti concepiti dopo lapertura della
successione. Ha effetto retroattivo e vale solo nei confronti della persona offesa. Lindegno
pu essere riabilitato dalla persona offesa che vuole ugualmente dargli in eredit il suo
patrimonio. Deve essere fatta per atto pubblico o per testamento. Pu essere assoluta o
parziale(se fatta in testamento successivo al verificarsi della causa di indegnit , con il
permesso del testatore, lindegno pu succedere solo per le disposizioni a suo favore).
Sostituzioni testamentaria quando il testatore, dopo aver istituito lerede ordina che a
fianco di questi ci sia unaltra persona al verificarsi di un determinato evento. Pu essere:
ordinaria se il testatore vuole assicurarsi che nel caso il primo non accetti il leredit ci sia
un altro che lo faccia, la sostituzione prevale sulla rappresentanza e larricchimento;
fedecommissaria si ha quando il testatore incarichi lerede ti conservare i beni in modo che
alla sua morte possano passare ad altra persona. Si ha una duplice chiamata. Una volta era
molto usata per trapassare i beni da una famiglia nobile allaltra, oggi proibita visto che
contrasta con il principio della libera circolazione dei beni. consentita solo se listituto
un interdetto e il sostituto lente o la persona che lo ha curato.
Diritto di rappresentanza listituto in base al quale i discendenti subentrano nel luogo e
nel grado del loro ascendente in tutti i casi in cui questo non pu o non vuole accettare
leredit( Tizio ha due figli A e B i quali hanno a sua volta due figli. Se B muore leredit di
Tizio viene divisa a met per A e met ai figli di B). Perch succeda ci bisogna anche che
non ci siano disposizioni sostitutive. prevista solo a favore dei discendenti legittimi o
naturali, legittimati o adottivi speciali dei: figli legittimi, legittimati, adottivi del defunto,
fratelli o sorelle del defunto. Possono accettare anche se hanno rifiutato leredit in luogo
alla quale subentrano o se erano indegni verso questa, ma non vero il testatore. La
rappresentanza pu andare avanti allinfinito.

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Laccrescimento si ha quando gli eredi sono tanti e uno di questi non accetta leredit, le
quote degli altri si accrescono. La chiamata a succedere deve essere fatta con lo stesso
testamento nel quale il testatore ha chiamato la successione congiunta. Nel legato invece
basta che loggetto sia stato legato a pi persone. Per avere accrescimento serve una
chiamata congiuntiva, non risulti diversa volont, non esistano i presupposti per la
rappresentanza. Prima opera la sostituzione, poi la rappresentanza, poi laccrescimento
altrimenti si devolvono i beni agli eredi legittimi. Effetti: i coeredi subentrano agli obblighi
cui era soggetto lerede o il legatario mancante, opera di diritto senza una dichiarazione da
parte dei coeredi, irrinunciabile.
Il diritto di accettazione il diritto del chiamato di acquistare eredit. Si prescrive in dieci
anni. La decadenza si ha solo quando lautorit giudiziaria abbia fissato un termine entro il
quale il chiamato avrebbe dovuto accettare o rinunciare, trascorso tale termine il soggetto
perde il diritto ad ereditare. Se il chiamato alleredit muore prima di poter accettare, il
diritto si trasmette ai suoi eredi perch questo diritto entra a far parte del patrimonio
ereditario.
Laccettazione la dichiarazione di volont del chiamato. ladesione della chiamata a
succedere, una facolt , ma anche un onere visto che se non c accettazione non c
eredit. Leffetto dellaccettazione risale allapertura della successione, cos non ci sono
momenti morti. Non pu essere sottoposta a condizione, non pu essere parziale ed
irrevocabile(tranne che la volont sia viziata da dolo o violenza). Pu essere pura e semplice
se si forma confusione tra il patrimonio del defunto e quello dellerede ed esso risponde
dei debiti del defunto o con beneficio di inventario si ha quando lerede non permetta che fra
il proprio patrimonio e quello del defunto ci sia confusione, risponde cio dei debiti solo
con quello che ha ereditato. una facolt per ogni chiamato. Deve avere la forma di una
dichiarazione ricevuta da un notaio o dal cancelliere del tribunale in cui si aperta la
successione. Il chiamato se possiede i beni ereditati ha tempo 3 mesi per fare linventario e
decidere se accettare o rinunciare nei 40 giorni successivi, altrimenti diventa puro e
semplice, se non in possesso dei beni ha tempo finch non si prescrive il diritto di
accettazione, poi ha 3 mesi per fare linventario. Lerede conserva tutti gli obblighi che
aveva verso il defunto(in quella pura e semplice si estinguevano per confusione), pu
pagare solo in proporzione a quello che ha ereditato, i creditori del defunto hanno
precedenza sui beni ereditati rispetto a quelli dellerede. Il beneficiato diventa amministratore
del patrimonio ereditato nellinteresse dei creditori ereditari e dei legatari a cui deve rendere
conto. Egli pu pagare i debiti: pagando i creditori a mano a mano che si presentano, con la
liquidazioni con uguale trattamento, lerede consegna i beni ad un curatore cos si libera da ogni
responsabilit. Il beneficio di inventario pu decadere e diventare puro e semplice quando: ci
siano omissioni di beni o inclusioni di debiti dolosi nellinventario, alienazioni di beni o
costituzioni di garanzie reali se di essi senza autorizzazione giudiziale, inosservanza
procedurali durante la liquidazione. Forma: laccettazione pu essere espressa quando risulta da
atto pubblico o da scrittura privata, tacita se il chiamato compie atti che rendono chiara la sua
volont di succedere e che non avrebbe il diritto di fare se non fosse erede(domanda giudiziale
della domanda di divisione delleredit), presunta o legale quando il chiamato pone in essere atti
di disposizione che sono considerati atti di implicita accettazione, sono tali le manifestazioni
di volont come la donazione e la vendita. Pu accadere che lerede abbia molti debiti, allora abbia
convenienza a fare confusione tra il suo patrimonio e quello del defunto. I debitori di
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questultimo sono costretti a subire la concorrenza dei creditori dellerede; allora i creditori del
defunto possono chiedere la separazione del patrimonio del defunto da quello dellerede. La
separazione provoca una preferenza al soddisfacimento ai creditori del defunto rispetto a quelli
dellerede. Questo diritto va esercitato entro 3 mesi dallapertura della successione, per i beni
mobili serve la domanda giudiziale, per quelli immobili bisogna iscrivere sopra ogni bene, con
lindicazione del bene, il nome del defunto e quello dellerede se conosciuto. Il separatista pu far
valere il suo credito anche sul patrimonio personale dellerede. La petizione di eredit lazione
con cui lerede chiede il riconoscimento del suo diritto contro chiunque possieda tutti o parte dei
beni ereditari senza averne il diritto, allo scopo di ottenere la restituzione dei beni stessi.
imprescrittibile. Per avere questa azione serve: laccettazione da parte dellerede delleredit, il
possesso da parte di un terzo dei beni del defunto. Pu essere esercitata dallerede nei confronti di
chi possiede i beni ereditari : a titolo di erede nel caso che chi possiede si assume erede in base alla
legge e laltro in base al testamento(o, viceversa, perch lerede legittimo contesta la validit del
testamento), senza alcun titolo. Se lazione viene accolta viene riconosciuto erede colui che lha
proposta, laltro deve restituire i beni con i frutti dalla domanda giudiziale se in buona fede o
dal giorno in cui ha iniziato a godere se in malafede.
Lerede apparente colui che in base a qualche indizio oggettivo apparso ad un terzo lerede e
questo sia entrato in rapporti giudici con lui. Il terzo dovr restituire allerede originario il bene
tranne che: il possessore appariva erede, si tratti di convenzioni a titolo oneroso, il terzo sia in
buona fede ossia abbia creduto di contrarre con lerede effettivo, la buona fede non si presume,
ma va provata dal terzo, la trascrizione dell acquisto a titolo di erede e lacquisto dallerede
apparente deve essere stata fatta prima dellacquisto da parte dellerede effettivo o della
domanda giudiziale contro lerede apparente se lacquisto riguarda beni immobili o mobili
registrati.
La rinuncia alleredit un negozio unilaterale tra vivi, non recettizio, con il quale il chiamato
dichiara di voler rinunciare alleredit. Ha effetto retroattivo, il rinunciante come se non fosse
mai stato chiamato alleredit. Cessano gli effetti della delazione e rimane estraneo alla stessa. La
rinuncia pu farsi valere solo dopo lapertura della successione, un atto solenne cio
dichiarato dal chiamato ad un notaio o al cancelliere del tribunale, non pu essere valida se
fatta sotto condizione o termine, non pu essere parziale, limitatamente revocabile. Gli effetti
possono essere diretti cio elimina lo stato di dubbio precedente, indiretti nel caso di successione
legittima, avranno luogo la rappresentanza, laccrescimento, la devoluzioni chiamati per legge,
nel caso di successione testamentaria si ha la sostituzioni, la rappresentanza e laccrescimento,
devoluzione agli eredi legittimi. La rinuncia revocabile se non gi prescritto il diritto(10 anni),
non ci sia stata accettazione da parte di altri eredi. La rinuncia non pu essere fatta e si intende
accettata pura e semplice se il chiamato ha sottratto o nascosto beni ereditari, sia nel possesso
dei beni e siano trascorsi 3 mesi senza che abbia fatto l'inventario.
La successione legittima la successione per volont di legge. C nel caso di morte senza
testamento, il testamento nullo, annullabile o revocato, il testamento dispone solo di alcuni
beni. Sono successori legittimi il coniuge, i discendenti, ascendenti legittimi e parenti fino al
sesto grado. Al padre e madre succedono, in parti uguali, i figli legittimi o naturali, se non vi sono
discendenti succedono i genitori che concorrono con il coniuge superstite e con i fratelli e sorelle
del defunto, ai figliastri spetta la met rispetto ai figli veri. Ai figli non riconosciuti spetta un
assegno vitalizio pari allammontare della rendita che avrebbero ricevuto se fossero stati
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riconosciuti. Il coniuge diventa erede se il defunto non lascia figli, ascendenti o fratelli, coerede
negli altri casi. Il divorzio fa perdere ai coniugi il diritto di succedere luno allaltro, la
separazione coniugale se non addebitata al coniuge superstite non fa perdere il diritto di
succedere. In caso di divorzio e di separazione con addebito al coniuge spetta un assegno vitalizio
se al momento dellapertura godeva degli alimenti a carico del coniuge decaduto. Al coniuge
spetta luso dellabitazione coniugale e luso dei mobili. Se non ci sono eredi lo stato eredita il
patrimonio. Lacquisto dello stato ha luogo di diritto, lo stato lunica figura di erede
necessario e perci non pu rinunciare, lo stato non risponde dei debiti oltre i beni
acquisiti.
Il testamento latto revocabile con cui il testatore dispone di chi dovr subentrare nei
suoi diritti dopo la sua morte. Il suo contenuto tipico se di natura patrimoniale e pu
contenere listituzione di uno o pi eredi destinatari dei beni o lattribuzione di uno o pi
legati, atipico se riguarda disposizioni di carattere non patrimoniale (riconoscere un figlio,
riabilitare un indegno). Il testamento un negozio giuridico in quanto una
manifestazione di volont, diretta ad effetti giuridici. un negozio unilaterale( valido
indipendentemente se viene accettato o no), unipersonale(vietato il testamento
congiuntivo e reciproco), gratuito, revocabile e modificabile, un atto personalissimo, un
negozio formale e solenne(deve essere per iscritto). La volont deve essere spontanea,
deve manifestarsi in modo espresso in una forma solenne prevista dalla legge. Nel
testamento prevale la volont del testatore e non quello che c scritto, un vizio che alteri la
sua volont rende il testamento annullabile da chiunque ne abbia interesse. La causa
sempre tipica, cio quella di dare i propri beni a qualcuno dopo la morte. Il motivo ha
rilevanza se il motivo risultante dal testamento un errore di fatto o di diritto ed il solo
che ha spinto il testatore a disporre, il testamento annullabile, nullo invece se il motivo
illecito.
Gli elementi accidentali del testamento sono: la condizione. Il testamento pu essere fatto
sotto condizione sospensiva(quando ti laurei sarai mio erede), ha effetto retroattivo. Se la
condizione impossibile o illecita considerata come non apposta, se per motivo unico
sar nulla la disposizione, nulla la condizione che impedisca le prime o ulteriori nozze
dellistituto. Il termine nelle disposizioni a titolo universale si ha per non apposto perch
quello iniziale lascia i beni senza un titolare, quello finale perch contrasta un principio,
nelle disposizioni a titolo particolare ammesso sia il termine finale che quello iniziale
anche se il termine iniziale non pu coincidere con la morte del testatore e quello finale
apposto ad un legato del diritto di propriet su un bene non ammesso da coloro che
escludono la propriet temporanea. Lonere pu essere opposto sia allerede che al legato.
Pu essere un fare, in un dare(ti lascio tutto ma ogni anno devi donare una somma alla
ricerca sul cancro), non fare(Se loperato non modificare la mia casa). Lerede tenuto ad
eseguire lordine anche oltre il ricevuto, mentre il legato no. Se lonerato inadempiente la
risoluzione del lascito testamentaria pu essere pronunziata solo se prevista dal
testatore, quando ladempimento abbia rappresentato lunica motivo della disposizione.
Nel testamento deve essere ben indicata a chi rivolta la disposizione a pena di
nullit(lascio a Giorgio, io ho tre amici Giorgio, un fratello Giorgio etc). Possono farsi delle
disposizioni per i poveri(si intendo no poveri del luogo salvo diversa indicazione), a
suffragio della propria anima. In alcuni testamenti non sono specificati n loggetto n i
destinatari; il testatore pu lasciare questa facolt ad un terzo o si individuano attraverso
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fatti precisi indicati dal testatore. Lindicazione dei destinatari e delloggetto delle
disposizioni devono essere provenire sempre e solo dal testatore. Sono nulle quelle che
fanno dipendere da un terzo lerede o le quote di eredit. Si pu far fare allerede solo
alcune decisioni(lasci la mia auto a chi tra A e B il mio erede preferir, il mio erede pu
scegliere tra la mia auto e 5 milioni). LA disposizione fiduciaria si ha quando un testatore
lasci tutto ad una persona con lintento, sancito fuori dal testamento, che questa lasci il
tutto ad unaltra persona indicata dal testatore. Il fiduciario non costretta a devolvere il
tutto ad altra persona, se per lo fa non pu chiede indietro niente. Il terzo diviene
successore a titolo particolare del fiduciario. Oltre ai testamenti normale ci sono anche
quelli speciali che sono riconosciuti solo in particolari situazioni(malattie contagiose,
tempo di guerra, marinai), perdono efficacia dopo tre mesi del ritorno alla normalit.
Il testamento ordinario pu essere:
Olografo se redatto, datato e sottoscritto di pugno dal testatore. Deve avere autografia
del testatore, deve quindi essere scritto a mano, indicazione della data, serve a vedere la
capacit del testatore e per eventuali revoche successive, sottoscrizione serve per
individuare il testatore, da la volont che quello scritto sopra diventato definitivo. Se
manca lautografia o la sottoscrizione il testamento nullo. Altrimenti annullabile.
Testamento pubblico un documento redatto da un notaio su dettatura del testatore con
la presenza di due testimoni. Deve essere dettato dal testatore con accertamento
dellidentit del testatore, due testimoni o quattro, redazione per iscritto da parte del
notaio, la lettura da parte del notaio di quanto scritto, sottoscrizione dei testimoni e del
testatore, data e ora, menzione dellosservanza delle formalit enunciate.
Testamento segreto consiste nella consegna ad un notaio delle disposizioni testamentarie
il quale la riceve e la conserva. Pu essere scritta da un terzo ma deve essere sottoscritta
dal testatore, se non lo bisogna farlo presente al notaio e dire il perch, deve essere
sigillata altrimenti il notaio deve renderla tale, poi deve redigere sulla scheda o su altro
latto di ricevimento che deve essere sottoscritto da testatore e dai due testimoni che hanno
assistito allevento.
Sono incapaci di testare tutti coloro che non sono maggiorenni, linterdetti per infermit
di mente, colui che quando ha fatto il testamento era incapace di intendere e volere. In
questi casi il testamento annullabile e lonera della prova spetta a chi ha impugnato il
testamento. La capacit di ricevere per testamento riconosciuta anche ai nascituri, agli
enti non riconosciuti e alle persone giuridiche. Non possono ricevere il
tutore(dellinterdetto o del minore), il notaio e testimoni del testamento pubblico, persona
che ha scritto laltrui testamento segreto. Il testamento nullo per difetto di forma(manca
sottoscrizione o lautografia), in caso di disposizioni reciproche in cui due o pi persone
redigono il testamento nello stesso atto a vantaggio di un terzo, per violenza fisica, per
errore ostativo. La nullit delle singole disposizione si ha quando esse si collegano ad un
motivo illecito o se le indicazioni del destinatario delle disposizioni o la sua
determinatezza o la quota di eredit rimessa ad un terzo.
Lannullabilit dellintero testamento si ha quando ci sia difetto di forma diversi da quelli
sopra detti, per difetto di incapacit di testare, delle singole disposizioni solo se in esse sia
presente un vizio sulla volont o affette da errore. Non si pu convertire un testamento
nullo in uno valido. Si pu fare la conversione formale: se il testamento segreto nullo per
la mancanza di qualche requisito, produce gli effetti del testamento olografo se di questo
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rappresenta i requisiti. La nullit del testamento non pu essere fatta valere da chi
conoscendo la causa di nullit ha confermato, dopo la morte del testatore, la disposizione
o dato ad essa volontaria esecuzione. Perch la conferma abbia questo effetto bisogna che
il testatore abbia voluto la disposizione, quindi non vale in caso di testamento falso. La
conferma pu essere espressa se un atto contiene lindicazione della disposizione
testamentaria, del motivo di invalidit e la dichiarazione che si intende sanare, tacita se la
disposizione viene eseguita pur conoscendone la sua nullit.
Il testamento revocabile fino allultimo minuto di vita perch la volont pu mutare
sempre. La revocazione pu essere vera e propria se un atto unilaterale risalente
alliniziativa del testatore che manifesta il suo potere di ritrattazione, di diritto gli effetti si
manifestano da soli, senza che il testatore lo sappia, per effetto di circostanze che era
impossibile prevederle. Mutamento significa modificazione del testamento, revoca significa
ritiro del testamento. Alcune cose scritte nel testamento sono irrevocabili(riconoscimento
del figlio naturale, riabilitazione dellindegno a succedere). La revocazione vera e propria
pu essere espressa se risulta da atto formale con cui il soggetto manifesta la volont di
eliminare in tutto o in parte le sue disposizioni testamentarie. Pu essere contenuta in un
testamento o in un atto ricevuto dal notaio con la presenza di due testimoni, tacita nel caso
di un testamento posteriore che, pur non revocando il primo metta in atto disposizioni a
questo contrastate e nel caso di ritiro del testamento segreto, sempre che questo non valga
come testamento olografo, presunta quando il testamento sia andato distrutto e si presume
che sia opera del testatore, i parenti possono dimostrare il contrario, nel caso di
alienazione o trasformazione della cosa legata che era nel testamento, perch denotano un
pentimento da parte del testatore. ammessa la prova di diversa volont. La revocazione
pu essere revocata se avviene attraverso la revoca espressa. Sono revocate di diritto per
sopravvenienza di figli o discendenti legittimi del testatore o adottivi etc, in questo caso il
testamento cade ed entra la successione legittima, riconoscimento di un figlio naturale dopo
la compilazione del testamento, ignoranza del testatore di avere figli al momento della
compilazione.
La pubblicazione del testamento ha lo scopo di far conoscere ad eredi e creditori il
contenuto di esso. Se si tratta di un testamento olografo bisogna subito portarlo da un
notaio per pubblicarlo, se si tratta di testamento segreto deve essere pubblicato dal notaio
non appena gli venga notizia della morte del defunto, per quello pubblico, valendo come
atto pubblico, non prevista nessuna pubblicazione. Il notaio deve trasmettere alla
cancelleria della pretura copia del testamento per renderlo ancora pi pubblico. Uno non
sapendo che notaio sia pu lo stesso visionare il testamento. Il notaio deve subito
informare gli eredi dellesistenza del testamento. vali do il testamento che ne siano
venuti a conoscenza gli interessati.
Esecuzione del testamento spetta solitamente allerede, per il testatore pu nominare
altra persona (esecutore) nel caso in cui non riponga molta fiducia nellerede per le
disposizioni a titolo particolare. Lesecutore nominato dal testatore pu anche non
accettare, accettazione o rinuncia devono essere fatta con dichiarazione alla cancelleria
della pretura del luogo. Il suo compito gratuito tranne che il testatore abbia previsto
qualche indennit. Lesecutore deve amministrare la massa ereditaria prendendo in
possesso dei beni che ne fanno parte, ha la rappresentanza processuale, ha lobbligo di far
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apporre i sigilli e di fare linventario con cautela quando vi siano minori o interdetti tra i
chiamati alleredit, deve rendere conto della sua gestione al termine di essa. Lesecutore,
su istanza di ogni interessato, pu essere esonerato dal suo incarico per gravi irregolarit.
La successione dei legittimari quella in favore di persone che, anche se non sono
elencate nel testamento, spetta una quota del patrimonio del defunto. Sono norme cogenti
ed inderogabili. Legittimi significa se apre per legge quando non c il testamento,
legittimari quando, pur essendoci il testamento, una quota del patrimonio deve andare a
certe persone. I legittimari sono il coniuge superstite, i figli e gli ascendenti legittimi.
Quando ci sono dei legittimari il patrimonio si distingue in quota disponibile che il
testatore pu disporre, quota legittima quella che il testatore non pu disporre perch
spettante ai legittimari. Il legittimario non ha un diritto di credito verso gli altri, ma un
diritto assoluto sui beni del defunto. Il testatore non imporre alcun peso sulla legittima, al
legittimo non spetta una data composizione della quota(tre galli, una macchina etc), ma
beni di un certo valore(es. 10% del valore del patrimonio). Si ha lesione di legittima quando
questa per donazioni o mortis causa resta lesa, bisogna allora reintegrarla mediante
lazione di riduzione degli atti che lhanno lesa. Presupposto e la riunione fittizia cio
unoperazione contabile per calcolare la massa ereditaria allepoca dellapertura della
successione, consta in pi operazioni: formazione della massa ereditaria(valore dei beni del
defunto senza i debiti), riunione fittizia vera e propria(si aggiungono i beni donati dal
defunto), calcolo della disponibile e legittima(dopo si calcola il valore che il defunto poteva
disporre e la legittima).
Lazione di riduzione lazione che ha per scopo la reintegrazione della legittima,
mediante la riduzione delle disposizione testamentaria e delle donazioni eccedenti la
quota di cui il testatore poteva disporre. I soggetti legittimati ad esercitare lazione di
riduzione sono: il legittimato leso, lerede legittimario, lavente causa del
legittimario(compratore delleredit o cessionario di essa). Se la domanda viene accolta si
diminuiscono le disposizioni testamentarie proporzionalmente, poi si diminuiscono le
donazioni. Lazione si prescrive in 10 anni. Se anzich una quota di eredit vengono
lasciati beni o quote il legato pu rinunciare al legato e diventare erede, accettare e non
diventa erede(niente debiti) e perde il diritto di chiedere un supplemento nel caso in cui il
valore del legato sia inferiore alla legittima.
Il legato una disposizione mortis causa a titolo particolare in cui un soggetto, legatario,
succede in alcuni diritti che non vengono considerati quote del patrimonio. Pu essere
testamentario o per legge(assegno vitalizio per il figlio non riconosciuto). In relazione al
contenuto si distinguono: legato di specie(ha per oggetto diritto di propriet o altro diritto
che apparteneva al testatore), legato di genere(un bene appartenete ad un genere, denaro,
il legatario acquista il diritto di credito, con la specificazione si acquista si acquista la cosa),
legato obbligatorio(si attribuisce un diritto di credito che nasce dal testamento e fa sorgere
unobbligazione a carico dellonerato), legato liberatorio(libera il legato da
unobbligazione). Se il soggetto che tenuto alla prestazione un legatario anzich lerede
si ha sublegato, prelegato legato del quale beneficiario un erede. Laccettazione da parte
del legato avviene di diritto, senza una dichiarazione. La rinuncia una perdita di un
diritto gi acquistato, non tollera n condizioni n termini. Non richiede la forma scritta
tranne se si tratta di beni immobili.

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Si ha comunione ereditaria quando succedono pi eredi e questi diventano


comproprietari del bene. Se un coerede vende il bene gli altri hanno diritto di essere
preferiti a parit di prezzo. Con la divisione si la divisione dei beni, ogni erede ha un suo
bene. La divisione a cui non partecipano tutti i coeredi nulla. La divisione pu essere
amichevole o contrattuale che ha luogo con le modalit stabilite dai stessi coeredi, divisione
giudiziale se deliberata dallautorit giudiziale quando manca lunanimit dei consensi. Le
fasi sono: formazione della massa ereditaria(se uno ha ricevuto dal defunto delle
donazioni si fa luogo alla collazione o alla imputazione di queste donazioni), la stima dei
beni(stima al momento della divisione), formazione del progetto di divisione(divisione in
parti), assegnazione di ogni parte ad un coerede, divisione testamentaria quella fatta dal
testatore, pu comprendere anche la quota legittima anche se i legittimari possono fare
lazione di riduzione, nulla se il testatore omette qualche legittimario o erede istituito. Il
contratto di divisione pu essere annullato per violenza o dolo, se sono stati omessi dei
beni entra il supplemento di divisione. I debiti ereditari si dividono in proporzione alle
quote che spettano ad ogni coerede, tranne diversa indicazione da parte del testatore, i
creditori possono chiamare in giudizio ogni coerede solo per la sua quota. Ci sono delle
ipotesi in cui tocca ad un solo coerede: uno dei coeredi possegga il singolo bene oggetto
del bene, loggetto del bene sia indivisibile, sia toccato ad un coerede il debito gravante di
ipoteca, salva lazione di rivalsa. I pesi ereditari sono gli oneri che sorgono per lapertura
della successione(imposta di successione, spese funebri, etc), essi si dividono tra i coeredi.
La collazione latto con cui i figli, i legittimati, i discendenti e il coniuge aggiungono alla
massa attiva del patrimonio i beni che gli sono stati donati dal defunto per dividerli
secondo le quote. Opera solo in favore dei soggetti che sono tenuti e non degli estranei.
Ci perch il defunto donando vuole dare un anticipo sulleredit, fatta salva ogni diversa
volont del testatore che pu dispensare dalla collazione un suo erede. Nessuna dispensa
pu intaccare la quota legittima. Oggetto di collazioni sono le donazioni dirette e indirette,
non sono donazioni le spese di mantenimento, educazione, ordinarie per labbigliamento,
le liberalit fatte in occasione di servizi resi, le cose donate e perite per cause non
imputabili al donatario, le donazioni di modico valore fatte al coniuge. La collazione pu
essere fatta: in senso stretto o in natura si realizza rendendo alla massa il bene avuto in
donazione, collazione per imputazione il valore del bene donato viene detratto dal valore
della quota spettante. Conserva la propriet del bene donato.

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CAPO VI
LE DONAZIONI
La donazione un contratto con cui una parte(donante) arricchisce laltra(donatario)
senza corrispettivo. caratterizzata dal fatto di spirito di liberalit cio nella coscienza di
arricchire qualcuno senza esserne costretto, arricchimento del donatario che si realizza
disponendo a suo favore un diritto o assumendo unobbligazione. Per tale arricchimento il
donatario ha lobbligo di fornire gli alimento al donante non oltre il patrimonio ricevuto.
Per donare serve la capacit di donare cio la piena capacit di disporre, atto personale che
non consente rappresentanza, per le persone giuridiche solo se ammesso nel loro statuto,
capacit di ricevere per le persone fisiche non vi sono limiti, si pu donare anche al nascituro
non concepito, per le persone giuridiche serve lautorizzazione governativa. Oggetto della
donazione pu essere qualunque bene esistente nel patrimonio del donante, deve essere
fatta per atto pubblico a pena di nullit, se la cosa di modico valore basta la consegna
fisica della cosa. La donazione nulla se: lonere illecito o impossibile e se stato lunico
motivo determinante, lerrore sul motivo rende annullabile se questo determinante,
nullo se illecito e determinante, la donazione nulla dopo la morte del donante
convalidabile mediante conferma espressa o esecuzione volontaria. Donazioni indirette
quando il donante arricchisce altra persona con atti che hanno una causa diversa dalla
donazione(pagamento di un debito). Essa non si pu ritenere donazione anche se c lo
spirito di liberalit. Comunque non richiede atto pubblico, soggetta a regole tipiche delle
donazioni(collazione, revoca per ingratitudine o sopravvenienza di figli). Negozio misto con
donazione quando le parti concordano un corrispettivo molto inferiore al normale(casa a
1.000). La donazione rimuneratoria una donazione fatta in segno di riconoscenza o per
meriti del donatario al quale il donante non tenuto. Non soggetta a revoca per
ingratitudine o sopravvenienza di figli e il donatario non tenuto agli alimenti. La
donazione obnuziale una donazione fatta in vista di un matrimonio tra gli sposi o da
estranei per gli sposi. Non serve accettazione, non obbliga agli alimenti e non
irrevocabile per ingratitudine o sopravvenienza di figli.
Le donazioni possono revocarsi in presenza di ingratitudine o sopravvenienza di figli.
giustificata da ragioni etico-sociali, rappresenta lesercizio del diritto potestativo di
togliere efficacia all donazione. Si fa con domanda giudiziale. La sentenza obbliga il
donatario a restituire i beni, ma non implica i terzi che abbiano acquistato diritti prima
della domanda di revoca, salvo gli effetti della trascrizione. Se i beni sono stati venduti, il
donatario deve restituire il valore con riguardo al tempo della domanda. La revoca per
ingratitudine deve essere chiesta entro un anno dal fatto o dalla notizia di esso, per la
sopravvenienza di figli entro 5 anni dalla nascita dellultimo figlio.

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CAPO VII
I BENI E I DIRITTI REALI
BENI per essere qualificabili giuridicamente come beni, le cose devono essere:
Utili: in quanto suscettibili di soddisfare un bisogno
Appropriabili o accessibili: es. non un bene un pianeta lontano
Limitate: o comunque presenti in natura in quantit scarsa e inferiore rispetto al bisogno.
CLASSIFICAZIONE DEI BENI (sono beni le cose che possono formare oggetto di diritto)
Beni in patrimonio: sono di propriet di qualcuno;
Beni di nessuno: non hanno un proprietario pur potendo averlo.
Beni immobili: suolo, sorgenti, corsi dacqua, tutto ci che incorporato al suolo
(alberi,case..) e galleggianti saldamente e permanentemente assicurati alla riva.
Il suolo oggetto di propriet prende il nome di fondo: fondo rustico se destinato
lagricoltura o fondo urbano se destinato allindustria, al commercio o ad insediamenti
abitativi. Circolazione caratterizzata da forme complesse.
Beni mobili, per esclusione sono tutti gli altri beni, comprese le energie naturali.
Il denaro il bene mobile per eccellenza.
Pi cose mobili formano una universalit di cose se appartengono al medesimo
proprietario ed hanno una destinazione unitaria. Circolazione assai rapida.
Beni pubblici registrati: hanno le caratteristiche di beni mobili ma la loro circolazione
segue iter simili a quelli dei beni immobili.
Pertinenze: sono le cose, mobili o immobili, destinate durevolmente al servizio o ad
ornamento di unaltra cosa, mobili o immobile. Sono una pluralit di cose collegate.
Circolazione: gli atti che hanno per oggetto la cosa principale includono anche le
pertinenze, se non sono specificatamente escluse. Il proprietario della cosa principale non
deve per forza essere anche il proprietario delle pertinenza. Lacquirente che acquista la
cosa principale, compra anche le pertinenze, a meno che non sia in male fede. Se per la
pertinenza un immobile o mobile registrato, il suo proprietario pu rivendicarla anche
nei confronti del proprietario in buona fede.
Cosa composta: sono pi cose che vengono unite in modo da formare ununica cosa. La
cosa composta non pu essere separata dalle altre senza che la cosa risultante dalla loro
unione perda la propria identit.
Cose fungibili (beni di genere): ogni bene indifferentemente sostituibile con altri (denaro,
prodotti in serie).
Cose infungibili (beni di specie): esiste in unico esemplare (opera darte, manufatto
artigiano) o che presentano propri caratteri distintivi (immobile).
Cose consumabili: si estinguono per luso (alimenti, carburante).
Cose in consumabili: uso ripetuto nel tempo anche se si deteriorano (automobili,
indumenti).
VEDI DISPENSA DA PAG. 88 (COSE INDIVISIBILI) A PAG. 92 INCLUSA
LA PROPRIET
Il codice non definisce la propriet ma luso che pu farne il proprietario. Art.832 C.C.Il
proprietario ha diritto di godere e disporre delle cose in modo pieno ed esclusivo, entro i
limiti e con losservanza degli obblighi stabiliti dallordinamento giuridico.
1.
facolt di godere delle cose: indica la facolt del proprietario di utilizzare la
cosa. Di usarla o non usarla, di come usarla, di trasformarla o distruggerla. Per le
cose fruttifere ha il diritto di fare propri i frutti della cosa. Solo con la separazione i
89

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frutti diventano cose a s stanti, essi appartengono al proprietario della cosa madre,
salvo che la legge non disponga diversamente.
2.
facolt di disporre delle cose: la disposizione giuridica ossia la disposizione
materiale. la facolt di vendere o di non vendere la cosa, di donarla o di non
donarla, di lasciarla in testamento o di costituire sulla cosa diritti reali minori a
favore di terzi o di porre sulla cosa una garanzia reale (ipoteca).ecc.
3.
la pienezza del diritto di propriet: il proprietario pu farne tutto ci che non
sia espressamente vietato. Il proprietario gode di facolt illimitate. La pienezza del
diritto di propriet viene meno quando sulla cosa siano costituiti diritti reali minori
(nuda propriet).
4.
lesclusivit del diritto di propriet: il proprietario pu godere e disporre
delle cose in modo esclusivo, egli pu servirsi ed escludere chiunque altro dal
godimento e dalla loro disposizione.
Lordinamento giuridico cerca un punto di equilibrio fra gli opposti interessi del
proprietario e dellintera collettivit. Questo risultato viene perseguito con una duplice
tecnica legislativa:

i limiti alla facolt di godere e di disporre: ad esempio il divieto di atti


di emulazione ossia il proprietario non pu compiere atti che abbiano solo
scopo di nuocere o recare molestie ad altri. La facolt di godimento pu
essere per vari aspetti limitata (ad es. per i piani regolatori).

gli obblighi del proprietario: es. obbligo di coltivare i terreni destinati


allagricoltura (affitto forzato).
LA PROPRIET FONDIARIA
I confini del fondo segnano, in senso orizzontale, i limiti entro i quali il proprietario
esercita la sua facolt di godimento. In senso verticale, la propriet si estende al sotto suolo
e allo spazio sovrastante fin dove il proprietario del suolo pu dimostrare di avere un
interesse ad esercitare il suo diritto esclusivo.
Il sottosuolo e lo spazio aereo sono considerati cose comuni di tutti e il proprietario non
pu opporsi ad attivit di terzi che si svolgano a tale profondit o a tale altezza che egli
non abbia interesse ad escludere.
LE DISTANZE LEGALI
Un limite alla facolt di godimento sono le distanze minime legali.
Costruzioni: se non hanno muri in comune devono avere almeno 3 metri di distanza (salvo
distanze maggiori per regolamenti locali). favorito chi costruisce per primo (prevenzione
temporale), perch il secondo costretto a rispettare le distanze senza poter chiedere un
indennizzo.
Pozzi, cisterne o tubi: ad almeno 2 metri. Fossi: distanza dal confine uguale alla loro
profondit. Alberi: ad alto fusto a 3 metri, alberi bassi, viti e siepi a mezzo metro.
Luci: piccole aperture nel muro che permettono a luce ed aria di entrare e non permettono
di affacciarvisi; sul confine ma ad almeno 2,5 metri di altezza dal suolo del vicino.
Vedute: finestre dalle quali ci si pu affacciare; ad almeno 1,5 metri dal confine.
NEL CONFINE
Muro: si presume comune. Se di propriet di uno solo, laltro confinante pu chiederne
la met pagando (comunione forzosa). Le spese di riparazione, se i danni non sono stati
causati da uno dei proprietari, gravano su entrambi. Fossi e siepi: si presumono comuni,
salvo prova contraria.
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LE IMMISSIONI
Il godimento di un proprietario entra in conflitto con il godimento del vicino che riceve sul
proprio fondo le moleste immissioni di rumori o di fumo ecc. da altri provocate.
Principio Il criterio legale per la soluzione del conflitto quello della normale
tollerabilit. Le immissioni non devono superare la capacit di sopportazione delluomo
medio.
Il criterio a favore delle attivit produttive, inoltre bisogna tener conto della condizione
dei luoghi: chi abita in una zona industriale deve sopportare maggiori immissioni rispetto
a che abiti in una zona residenziale. Bisogna per anche tener conto della priorit di un
dato uso ed pi protetto chi ha per primo dato la diversa destinazione al proprio fondo.
LE ACQUE PRIVATE
Le acque sono un bene pubblico, tuttavia c libert di utilizzare le acque sotterranee per
usi domestici e si possono raccogliere le acque piovane.
riconosciuto il DIRITTO DI STILLICIDIO: il proprietario a valle non pu rifiutarsi di
ricevere le acque che naturalmente defluiscono dai fondi a monte.
LE AZIONI A DIFESA DEL DIRITTO DI PROPRIET
Il proprietario pu agire in giudizio contro chiunque violi il suo diritto.
Le azioni a difesa della propriet sono le azioni petitorie. Esso sono:
1.
Lazione di rivendicazione, spetta a chi si dichiara proprietario della cosa
della quali altri abbiano il possesso o la detenzione. Mira ad ottenere dal
giudice laccertamento del diritto di propriet e la restituzione della cosa. Lattore
deve dare prova di propriet.
N.B. Tale azione presuppone che il proprietario non abbia altro titolo per ottenere la
restituzione della cosa se non il proprio diritto di propriet.
2.
Lazione negatoria, spetta al proprietario contro chi pretende di avere diritti
reali minori sulla cosa. Mira ad ottenere dal giudice laccertamento della inesistenza
del diritto altrui.
Lattore si limiter a dare prova del proprio diritto di propriet, il convenuto ha lonere di
provare lesistenza del suo preteso diritto sulla cosa. Lazione di regolamento dei confini,
spetta a ciascuno dei proprietari immobiliari confinanti quando il confine incerto.
LA COMUNIONE
Il diritto di propriet o gli altri diritti reali possono appartenere ad una sola persona; e si
parla allora di propriet individuale, di superficie, di un usufrutto individuale. Ma
possibile che la medesima cosa formi o oggetto del diritto di propriet o del diritto reale di
pi persone; e si parla allora di comunione di propriet, di comunione di superficie, di
comunione di un usufrutto.
La comunione e, dunque, la situazione per la quale la propriet o altro diritto reale spetta
in comune a pi persone.
una situazione che pu verificarsi in una triplice ordine di ipotesi:
1) Comunione volontaria: dipende cio dalla volont di partecipanti alla comunione.
2) Comunione incidentale: non dipende dalla volont di partecipanti (si riceve un
bene in eredit e pi persone si trovano indipendentemente dalla loro volont, ad
esserne comproprietarie).
3) Comunione forzosa: alla quale non ci si pu sottrarre.

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Tra comunione accidentale e comunione forzosa c questa differenza: la prima sorge


senza che i partecipanti labbiano voluta, ma pu essere sciolta per volont di partecipanti;
la seconda invece, sottratta alla volont di costoro.
La comunione disciplinata anzi tutto dal titolo o dalla legge dalla quale ha origine e in
mancanza,dalle disposizioni del codice civile.
La coesistenza, sulla medesima cosa, delleguale diritto di pi persone si realizza mediante
la ideale scomposizione della cosa in una pluralit di quote. Le quote dei partecipanti alla
comunione si presumono uguali fino a prova contraria, ed il loro concorso tanto nei
vantaggi quanto nelle spese in proporzione delle rispettive quote. Ciascun partecipante
pu servirsi della cosa comune, purch non ne alteri la destinazione e non impedisca gli
altri partecipanti di farne uso secondo il loro diritto; ogni partecipante pu inoltre disporre
del suo diritto e cedere ad altri il godimento della cosa nei limiti della sua quota ed anche
ipotecarla,ma leffetto dellipoteca si produce rispetto a quei beni o quella porzione di beni
che a lui verranno assegnati nella divisione.
Lamministrazione della cosa comune spetta tutti partecipanti, che deliberano a
maggioranza di quote, per, per le innovazioni e gli atti di straordinaria amministrazione
occorre la maggioranza di numero dei partecipanti che rappresenti almeno i due terzi del
valore della cosa.
Le deliberazioni della maggioranza possono essere impugnate davanti al giudice da
ciascun comproprietario dissenziente. Il giudice pu annullare la deliberazione non solo
quando sia contraria alla legge, ma anche quando sia veramente pregiudizievole alla cosa
comune.
Le facolt di godimento e di disposizione della cosa spettano ai partecipanti alla
comunione in modo, per certi aspetti, individuale e per altri, collettivo. Si possono quindi
distinguere quattro situazioni, relative le prime due alla facolt di godimento e altre alla
facolt di disposizione:
1) Luso della cosa comune: in linea di principio spetta a ciascun partecipante, il quale non
deve per alterarne la destinazione economica e deve comportarsi in modo da non
impedirne luso da parte di ciascun altro partecipante.
2) Lamministrazione della cosa comune: spetta collettivamente ai partecipanti, che
deliberano a maggioranza, ma a maggioranza di quote, non di numero: perci il singolo
partecipante che detenga una quota superiore al 50% pu imporre la propria volont gli
altri, anche se costoro sono numericamente in maggioranza.
3) Gli atti di disposizione della propria quota: ciascun partecipante pu, senza dover
richiedere il consenso degli altri partecipanti alienarla,darla in usufrutto, ipotecarla e cos
via.
4) Gli atti di disposizione dellintera cosa comune richiedono, invece, il consenso unanime
dei partecipanti.
Ciascuno dei partecipanti pu in ogni momento, domandare al giudice di pronunciare la
divisione della cosa comune, salvo che si tratti di cosa che se divisa, cesserebbe di servire
alluso cui destinata. La divisione si attua, se possibile, in natura, ossia trasformando le
quote dei partecipanti in parti fisiche della cosa. Se il carattere del bene non consente o
rende scomoda la divisione in natura, si procede o alla sua assegnazione in propriet
solitaria ad uno dei partecipanti, versando agli altri il valori in denaro della quota.

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Il condominio negli edifici


Riguarda gli edifici composti di una pluralit di appartamenti, formati ciascuno da un
piano o da una porzione di piano, che appartengono a proprietari diversi: i singoli
appartamenti sono oggetto di propriet solitaria dei rispettivi proprietari; il suolo, invece,
sul quale sorge ledificio, i muri maestri, i tetti, le scale e le cose destinate alluso comune
sono oggetto di compropriet fra tutti proprietari di appartamenti.
Le deliberazioni sullamministrazione sono presi da unassemblea dei
condomini, minuziosamente regolata dalla legge; se i condomini sono pi di 4,
obbligatoria la nomina di un amministratore.
Altro dalla comunione la cosiddetta multipropriet: non regolata dalla legge diffusa, da
qualche tempo, nella forma della multipropriet immobiliare turistica. Un medesimo
appartamento viene venduto separatamente pi persone, che ne possono godere a turno,
ciascuna per un determinato periodo dellanno.
La multipropriet indivisibile.
IL POSSESSO
Il concetto di possesso
Propriet e possesso sono, e giuridicamente, situazioni fra loro diverse, anche se nel
linguaggio corrente attribuisce spesso a due termini un significativo valente.
La prima un'esplosione di diritto: il diritto sulla cosa definita dall'articolo 832; il
secondo una situazione di fatto: l'articolo 1140 lo definisce come il potere sulla cosa che si
manifesta in un'attivit corrispondente all'esercizio del diritto di propriet.
la differenza fra titolarit ed esercizio del diritto: fra l'essere proprietari di una cosa e di
comportarsi come proprietari di essa.
Di regola proprietario anche possessore: ha, cio, il diritto sulla cosa che, di fatto, lo
esercita. Ma pu cadere che il proprietario non possieda la cosa e che altri, non proprietari,
n a me possesso: il caso, per fare un primo esempio, del furto.
Questo potere di fatto sulla cosa, anche il possesso, a una protezione giuridica autonoma,
separata dalla protezione del diritto di propriet: di questa protezione giuridica pu
valersi, come vedremo, anche proprietari che sia possessore, agendo come possessore
anzich come proprietari.
Oltre che possesso corrispondente al diritto di propriet (cosiddetto possesso pieno) pu
esserci possesso corrispondente al contenuto di altri diritti reali: si pu possedere
l'usufrutto, la superficie e cos via, ossia comportarsi di fatto da usufruttuario, da
superficiario (cd. possesso minore ).
Dal possesso si deve distinguere la semplice detenzione che consiste nell'avere la cosa
nella propria materiale disponibilit. Occorre, per essere possessore, l'animo o intenzione
di possedere, ossia l'intenzione di comportarsi come proprietari della cosa.
Non , invece, possessore chi detiene la cosa per un titolo (ad esempio, dal contratto di
locazione, o di affitto di noleggio) che implichi riconoscimento dellaltruit della cosa. Si
pu dunque, possedere in due modi: o direttamente, detenendo la cosa con l'animo di
considerare la propria; oppure indirettamente, per mezzo di altri che ne abbia detenzione.
In questa seconda situazione pu trovarsi sia il proprietario possessore, sia il possessore
non proprietario come ad esempio colui che si arroghi di fatto i diritti del proprietario e
riscuota dal detentore i canoni di locazione.

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Possesso e detenzione sono, concettualmente, situazioni ben differenziate. Ma altro la


loro concettuale distinzione, altro la prova, in concreto, che una data situazione di fatto sia
possesso o detenzione.
A riguardo vige una presunzione: chi esercita il potere di fatto sulla cosa, ossia non
materiale detentore, si presume possessore, salvo che non si provi che egli ha cominciato a
esercitarlo come semplice detentore, e cio sulla base di un titolo che implicava
riconoscimento dell'altro possesso. Il semplice detentore pu trasformarsi in possessore;
ma non basta, a quest'effetto, un mero mutamento del suo interno atteggiamento
psicologico, ossia l'insorgere lui dell'animo di possedere.
L'articolo 1141 comma 2 consente in due soli casi la cosiddetta interversione del possesso,
ossia il mutamento della detenzione in possesso:
1)
quando il titolo per il quale si ha la materiale disponibilit della cosa venga
mutato per causa proveniente da un terzo: detengo, ad esempio, al titolo di
locazione, ma un terzo, arrogandosi i diritti del proprietario, mi vende la cosa o me
la lascia in eredit.
2)
Quando il detentore faccia opposizione contro il possessore, ossia si vanti
apertamente proprietario della cosa e faccia costare al possessore, o con l'esplicita
dichiarazione o con atti concreti, che intende tenere la cosa come propria.
Il possesso della cosa si pu acquistare in modo originario, come nel caso di chi muta la
detenzione in possesso, oppure in modo derivativo, per trasmissione del possesso da
precedente ad un nuovo possessore.
Il possesso pu essere trasmesso anche senza la consegna la cosa: ci accade quando la
cosa si gi nella detenzione di chi acquista il possesso come il caso in cui l'inquilino con
quell'appartamento.
La protezione giuridica del possesso prescinde dallo stato di buona o di malafede del
possessore, ed , perci, possessore anche il ladro, il ricettatore. Ma il possessore di buona
fede fruisce di una protezione giuridica maggiore. in buona fede che possiede la cosa
ignorando di ledere l'altrui diritto.
Lo stato di buona fede non escluso dall'errore; per escluso dalla colpa grave:
malafede chi, pur ignorando l'altruit della cosa, poteva venirne a conoscenza usando il
minimo di diligenza.
A questo riguardo interviene una presunzione di legge: il possessore si presume in buona
fede, salvo prova contraria; onde approfitta della pi estesa protezione giuridica del
possesso di buona fede anche possessore del quale non si riesca provarne la malafede.
Diritti del possessore nella restituzione al proprietario
Il possessore pu non essere proprietario: nei suoi confronti il proprietario pu esercitare
l'azione di rivendicazione e, data la prova del diritto di propriet, ottenere la restituzione
della cosa. Nel frattempo la cosa ha prodotto frutti e il possessore gli ha percepiti: a chi
spettano i frutti?
Spetterebbero a rigore, al proprietario della cosa, secondo il principio generale dellarticolo
821; ma la rigida applicazione di questo principio appare ingiusta rispetto al possessore di
buona fede, che ha utilizzato la cosa nella convinzione di esserne proprietario. Perci,
l'articolo 1148 distingue:

il possessore di buona fede fa propri i frutti;


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il possessore di malafede deve, invece, restituirli, il proprietario non deve,


per, trarre profitto dagli investimenti finanziari altrui: al possessore di malafede
dovuto il rimborso delle spese contratte per la produzione e il raccolto.
Le azioni possessorie
Al possesso tradizionalmente riconosciuta protezione giurisdizionale . Questa protezione
riconosciuta al possesso in quanto tale. Basti pensare che la protezione del possesso
riconosciuta, nei rapporti fra privati, anche al possessore di beni demaniali rispetto ai quali
certo e da tutti evidente che possessore non e non pu essere proprietario. Dalle
cosiddette azioni petitorie, che sono le azioni a difesa della propriet, si distinguono cos le
azioni possessorie che sono azioni a difesa del possesso:
1)
Lazione di reintegrazione o di spoglio: spetta al possessore che sia stato
violentemente od occultamente spossessato di una cosa mobile o immobile.
2)
L'azione di manutenzione che riguarda solo i beni immobili e le universalit
di mobili ed ha un duplice campo di applicazione: spetta al possessore che sia
molestato nel godimento della cosa o secondo un'altra espressione che abbia subito
turbative del possesso; spetta inoltre al possessore che abbia subito spoglio non
violento o clandestino.
3)
L'azione di reintegrazione data a qualsiasi possessore indipendentemente
dalla durata del suo possesso e dal modo con il quale egli se lo era procurato.
Le azioni di enunciazione
Sono azioni che spettano sia al possessore indipendentemente dalla prova della propriet,
sia al proprietario non possessore o al titolare di altro diritto reale; ed hanno la funzione di
prevenire un danno che minaccia la cosa. Sono:
1.
la denuncia di un opera: la denuncia all'autorit giudiziaria di unopera
intrapresa da altri e dalla quale si ha motivo di temere possa derivare un danno alla
cosa di cui si possessore, proprietario o titolare di un altro diritto reale. L'azione
pu essere esercitata fino a quando l'opera non sia terminata e purch non sia
trascorso un anno dal suo inizio.
2.
la denuncia di danno temuto: la denuncia all'autorit giudiziaria di un
danno grave e imminente che si teme possa derivare alla cosa di cui si possessore,
proprietario o titolare di un altro diritto reale.
Queste azioni, dette azioni di nunciazione, danno luogo ad un giudizio che si svolge in
due fasi:

in una prima fase l'autorit giudiziaria, in base ad una sommaria


cognizione del fatto, emette provvedimenti provvisori urgenti, con i quali
pu vietare la continuazione dell'opera o subordinarne la continuazione a
particolari cautele che escludono la possibilit di danno (pu ordinare
demolizioni, riparazioni urgenti...);
la seconda fase, che il giudizio di merito, conduce alla decisione definitiva circa l'effettiva
esistenza del pericolo di danno e l'illecita nel comportamento del denunciato.
MODI DI ACQUISTO DELLA PROPRIETA
Acquisto a titolo originario e a titolo derivativo
La propriet si pu acquistare solo nei modi previsti da legge: l'articolo 922 ne enuncia 9,
facendo riserva degli altri modi stabiliti dalla legge.
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I modi di acquisto indicate nell'articolo 922 vanno distinti in due grandi categorie: alcuni
sono modi di acquisto a titolo originario (occupazione, invenzione, a cessione,
specificazioni, unione, commistione, usucapione); altri al titolo derivativo (contratti,
successione a causa di morte).
Si ha questa titolo derivativo quando si acquista sulla cosa diritto di propriet gi
spettante ad un precedente proprietario. Ricorre quando la cosa dal suo precedente
proprietario trasferita ad un nuovo proprietario in forza di un contratto, oppure quando,
alla morte in soggetto, si attua la successione nei suoi beni da parte di un altro o di altri
soggetti.
A chi trasferisce diritto si d il nome di dante causa; a chi lo acquista quello di avente
causa. Se la cosa era gravata da diritti reali ad esempio usufrutto o servit, o dalla garanzia
reale di terzi: pegno o ipoteca, essa si trasferisce dal dante causa allavente causa
continuando ad essere gravata di medesimi diritti altrui.
Si ha invece acquisto a titolo originario quando il diritto di propriet che si acquista sulla
cosa indipendente dal diritto di un precedente proprietario.
Conseguenza del titolo originario dell'acquisto che la propriet si acquista, a differenza
di quanto accade nei modi di acquisto titolo derivativo, libera da ogni diritto altrui che
avesse gravato il precedente proprietario.
A) A titolo originario: l'acquisto della propriet non dipende da un eguale diritto di un
precedente titolare; l'acquisto indipendente dal diritto del precedente titolare:
- occupazione;
- invenzione
- accessione
- commistione
- usucapione
- possesso di buona fede dei mobili
B) A titolo derivativo: lacquisto del diritto di propriet presuppone il suo trasferimento
dal precedente titolare proprietario:
- contratti
- successione mortis causa
Loccupazione e linvenzione
E la presa di possesso di una cosa mobile, con l'intenzione di rendersene proprietario, che
non di propriet di alcuno.
Possono essere cose di nessuno solo le cose mobili: i beni immobili che non appartengono
a nessun privato sono di propriet dello Stato o, se situati nel territorio delle regioni a
statuto speciale, di propriet di quest'ultima. il caso dei terreni rupestri, digli acciai, dei
terreni abbandonati dal mare.
Il codice civile considera cose di nessuno due serie di cose:
1.
le cose abbandonate: queste diventano cose di nessuno dopo l'abbandono da
parte delle proprietario, il quale si liberato del possesso della cosa con l'intenzione
di rinunciare alla propriet.
2.
gli animali che formano oggetto di caccia o di pesca: la selvaggina e i pesci
Di acquisto della propriet per occupazione si pu parlare anche in una terza serie di
ipotesi: l'occupazione delle cose mobili altrui con il consenso, espresso o tacito, del
proprietario.

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Dalle cose abbandonate si distinguono le cose smarrite: di queste il proprietario ha


perduto il possesso senza rinunciare alla propriet. Chi trova una cosa mobile, che le
circostanze fanno presumere sia stata smarrita e non abbandonata, deve restituirla al
proprietario o, se non lo conosce, consegnarla al sindaco del luogo in cui la trovata che d
notizia del ritrovamento nell'albo pretorio.
Al trovatore dovuto dal proprietario un premio pari ad un decimo del valore della cosa
trascorso un anno dalla pubblicazione senza che lo smarrito e si presenti, questi perde la
propriet della cosa e ne diventa proprietario i ladri trovatore: l'acquisto della propriet
per le invenzione.
Diversa avevo la balle per i relitti di mare: al ritrovatore spetta un premio, ma se il
proprietario non si presenta il delitto venduto e il era ricavato va alla previdenza
marinara.
Laccessione,lunione e la commistione,la specificazione
Accessione Unione Commistione: si verifica quando la propriet di una cosa si estende
alle altre cose che vi sono state incorporate o unite, a prescindere dalla volont del
soggetto. Il fenomeno comprende tre gruppi di cose:
- Accessione di mobili ad immobili: qui si manifesta la preminenza della propriet
immobiliare: ogni bene che venga materialmente unito ad un bene immobile accede a
questo, ossia diventa propriet del proprietario del bene immobile: costruzioni,
piantagioni od opere fatte sopra o sotto il suolo altrui, sono acquisite dal proprietario del
suolo
- Accessione dimmobile ad immobile: ricorre tale ipotesi nellalluvione, nellavulsione, nel
caso dellalveo abbandonato (se nel fiume si forma un'isola, questa appartiene al demanio
pubblico; ugualmente, se un fiume un torrente si forma un nuovo letto, abbandonando
l'antico, al demanio resta l'alveo abbandonato.
- Accessione di cosa mobile a cosa mobile Unione e commistione: due o pi cose mobili
appartenenti a diversi proprietari, vengono ad unirsi o a mescolarsi formando un tutto
uno inseparabile. La propriet della cosa cos ottenuta diventa comune in proporzione del
valore delle cose spettanti a ciascun proprietario.
La specificazione il modo di acquisto della propriet della materia altrui da parte di chi
l'ha d'opera per formare una nuova cosa: cos lo scultore che faccia una statua con il
marmo altrui o il falegname che costruisca un mobile con il legno altrui diventano
proprietari della statua o del mobile, ma dovranno al proprietario della materia usata il
prezzo di questa .
Il possesso di buona fede dei beni immobili.
La propriet si pu acquistare, a titolo originario, mediante il possesso: un principio che
vale sia per i beni mobili sia per i beni immobili; ma per questi ultimi occorre, un possesso
continuato nel tempo. Il principio di centrale importanza nel sistema del diritto privato:
ha la funzione di rendere rapida e sicura la circolazione dei beni immobili; offre la
possibilit di un acquisto del bene al titolo originario, dove un ostacolo impedisce il suo
trasferimento al titolo derivativo. Si suole dire che possesso vale titolo.
Il principio si manifesta in due ipotesi:
1)
acquisto di cosa mobile da non proprietario: colui al quale alienata una cosa
mobile da chi non proprietario ne acquista la propriet mediante il possesso,

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purch sia in buona fede al momento della consegna e sussista un titolo idoneo al
trasferimento della propriet
2)
alienazione della stessa cosa mobile a pi persone: se qualcuno aliena la
stessa cosa, con successivi contratti, a diverse persone, ne acquista la propriet
quella tra esse che per prima ha conseguito, in buona fede, il possesso della cosa,
anche se il suo contratto successivo a quello dell'altra.
Usucapione
Lusucapione un modo di acquisto dei diritti al titolo originario, le ragioni che
giustificano lusucapione sono l'esigenza di rendere certa e stabile una situazione giuridica
attiva e l'esigenza di favorire rispetto al proprietario inerte, colui che si occupa di un bene
rendendolo produttivo a beneficio dell'intera collettivit. Lusucapione pu definirsi come
un modo di acquisto della propriet o dei diritti reale di godimento, al titolo originario,
per effetto del possesso protratto per un certo tempo.
irrilevante, che il possesso sia di buona fede o di malafede, ossia che il possessore non
avesse o avesse conoscenza dell'altra unit della cosa posseduta. Perci, pu prestare la
propriet per usucapione anche il ladro, se conserva il possesso della cosa rubata per tutto
il tempo necessario. Occorre per che il possesso sia goduto alla luce del sole.
Il fondamento dell' usucapione in un'esigenza di ordine generale, che quella di
eliminare le situazioni di incertezza circa l'appartenenza dei beni, di assicurare la certezza
dei diritti sulle cose.
L usucapione una consolidata situazione di fatto, qual il possesso di un bene protratto
per un certo tempo, di per s stessa considerata un modo di acquisto della propriet.
Il tempo necessario per acquistare la propriet mediante il possesso varia a seconda delle
diverse specie di beni: occorrono, di regola, 20 anni per i beni immobili e per le
universalit di mobili; e dieci anni per i beni mobili registrati.
Quando una immobile sia stato acquistato in buona fede da chi non proprietario, in forza
di un titolo idoneo a trasferire la propriet e debitamente trascritto bastano dieci anni dalla
data della trascrizione.
Oltre che il diritto di propriet, si acquistano per usucapione degli altri diritti reali anche
gli altri diritti reali sui beni immobili o mobili.
AGGIUNGERE LE AZIONI A DIFESA PAGG 103-104
I DIRITTI REALI LIMITATI
Con il diritto di propriet possono coesistere altri diritti sulla cosa, detti diritti reali
minori. Questi diritti reali sono solo 6, perch la legislazione a favore della piena
propriet.
I diritti reali hanno diritto di seguito (o sequela), ossia sono opponibili a tutti i successivi
proprietari. Decadono in prescrizione per non uso dopo 20 anni. Lazione a difesa dei
diritti reali lazione confessoria, che mira ad ottenere il riconoscimento del proprio diritto
sulla cosa altrui contro chiunque.
Consolidazione: quando il diritto reale si estingue, il diritto del proprietario si
riespande.
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Confusione: quando il proprietario diventa titolare del diritto reale (es. successione)
DIRITTO DI SUPERFICIE:

il diritto di edificare sul suolo o nel sottosuolo altrui una propria

costruzione.
II superficiario ha la propriet superficiaria ossia la propriet della costruzione e il diritto
dicostruzione.
Il diritto pu essere perpetuo o a tempo determinato, in questo caso, scaduto il tempo, il
proprietario del suolo diventa proprietario delledificio.
USUFRUTTO: la facolt di godere delle cosa (senza per cambiarne da destinazione
economica) e la facolt di fare propri i frutti della cosa.
Il proprietario resta nudo proprietario e conserva la facolt di disporre della cosa.
Tempo massimo: la durata della vita delle persona fisica o 30 anni se una persona
giuridica.
Lusufrutto non si pu passare agli eredi ma pu essere ceduto con atto fra vivi, ma alla
morte del primo usufruttuario questo diritto si estingue.
Il bene deve essere custodito con la diligenza del buon padre di famiglia.
Usufrutto volontario: stabilito dalle parti
Usufrutto legale: es. i genitori fino a che il figlio minorenne.
USO: limitata facolt di godimento. Lusuario pu servirsene e fare propri i frutti per i
bisogni suoi e della sua famiglia; al proprietario spettano le eccedenze.
ABITAZIONE: oggetto del diritto una casa, consiste nel diritto di abitarci limitatamente ai
bisogni propri e della propria famiglia.
In entrambe le ipotesi il diritto o la cosa in oggetto NON possono essere ceduti a terzi.
ENFITEUSI: ha per oggetto un fondo rustico, un diritto perpetuo o di durata non inferiore
a 20 anni, pu essere ceduto o trasmesso ad eredi. Lenfiteuta deve: 1 migliorare il fondo e
2 pagare un canone periodico. Egli ha diritto di affrancazione ossia pagare una somma
per acquistare la propriet. Il concedente pu chiedere la devoluzione se lenfiteuta non
rispetta gli obblighi.
SERVIT PREDIALI: sono un peso imposto sopra un fondo per lutilit di un altro fondo
appartenete a diverso proprietario. Fondo servente fondo dominante. Possono essere
acquistate per usucapione ma devono essere apparenti.
Destinazione del padre di famiglia: due fondi prima uniti e poi dati a 2 proprietari diversi,
se cera un rapporto di servizio tra i 2 fondi diventa servit. Possono essere volontario o
coattive
Coattive: contro o indipendentemente dalla volont del proprietario del fondo servente.
Stabilite con una sentenza dellautorit giudiziaria. Il proprietario del fondo servente
ricever un indennizzo per il danno cagionato. (es. acquedotto coattivo o il passaggio per
un fondo intercluso).

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CAPO VIII
I DIRITTI DI OBBLIGAZIONE IN GENERALE
Lobbligazione consiste in un rapporto giuridico tra due soggetti, uno detto debitore ed un
altro detto creditore, (rapporto relativo) che costituiscono gli esclusivi soggetti del
rapporto stesso e nel quale uno si impegna nel compiere una azione a vantaggio dellaltra.
In questo modo obbligazione diventa un vincolo giuridico inter partes anche se il Codice
Civile non ci da alcuna definizione e ci gioviamo oggi, delle nozioni della terminologia
giuridica romana.
Tuttavia oggi si definisce il rapporto obbligatorio anche in maniera diversa come, cio, il
rapporto tra due soggetti posti sullo stesso piano in un legame di cooperazione.
I diritti di obbligazione, al contrario di quelli assoluti, sono dei diritti che nascono per
morire, cio nascono per essere normalmente estinti con ladempimento della prestazione
obbligatoria.
Entrambi devono essere sottoposti alle stesse regole di condotta e cio secondo:
- buona fede
- correttezza
- diligenza
cos come previsto dallart. 1175 cod. civ..
Su questo piano di correttezza morale ed etica ancor prima che giuridica si deve vedere
anche lart. 1338 che obbliga le parti a dichiarare luna allaltra le eventuali cause di
invalidit e di vizio ancor prima del sorgere dellobbligazione.
La violazione della correttezza da vedere come forma di concorrenza sleale da
perseguire.
Il rapporto di obbligazione un rapporto relativo tra le due parti e non erga omnes come
avviene nel mondo dei diritti reali.
La responsabilit del debitore sanzionata, in caso di inadempimento, con tutto il suo
patrimonio, presente e futuro, disponibile come garanzia del rapporto stesso di
obbligazione.
Cio se il creditore non riterr soddisfacente la prestazione del debitore o se questultimo
non la eserciti per niente, il creditore potr indirettamente agire con misure coercitive sui
beni del debitore.
Dobbiamo distinguere:
- le obbligazioni di mezzo se il debitore si obbliga nel compiere quanto pi
possibile per raggiungere un fin e solo quando lattivit stata impiegata si pu
ritenere adempiuta lobbligazione.
In questo caso lobbligazione ha come oggetto losservanza di un determinato
comportamento.
- le obbligazioni di risultato se il debitore si obbliga a compiere un risultato e solo
allora lobbligazione si estinguer per avvenuto adempimento.
In questo caso, invece, oggetto dellobbligazione il raggiungimento di un esito o di un
evento.

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La distinzione tra e obbligazioni di mezzo e di risultato, figlia della cultura giuridica


francese, trova posto nellambito delle obbligazioni di facere ed ha per lungo tempo creato
parecchie dispute in dottrina e in giurisprudenza.
La distinzione trova un notevole interesse per diversi aspetti tra cui, i pi importanti,
lonere della prova e la responsabilit per inadempimento (ex art. 1218 cod. civ.):
- nelle obbligazioni di mezzi la responsabilit del debitore emerge nel
momento in cui non abbia messo in atto i mezzi dovuti con la necessaria
diligenza;
- nelle obbligazioni di risultato, invece, la responsabilit si configura nel
momento in cui il debitore non raggiunga il risultato dedotto in
obbligazione.
Per quanto riguarda, invece, la prova:
- nelle obbligazioni di risultato basta provare che il debitore non ha raggiunto
il risultato pattuito in obbligazione (Es. il palazzo non stato costruito,
ecc.) e sar il debitore a dover fornire la controprova;
- nelle obbligazioni di mezzi, invece, sar il creditore a dover fornire le prove
linosservanza di tutte quelle regole di condotta dovute per ladempimento corretto
dellobbligazione.
Inoltre bisogna anche distinguere tra:
1. obbligazione civile, cio quella riconosciuta e tutelata dalla legge principalmente
con il testo del Codice Civile;
2. obbligazione naturale (art. 2034 cod. civ.), cio quella non prevista e disciplinata
dalla legge per cui se un soggetto debitore di un obbligazione naturale non
vuole adempiere la sua prestazione, il legittimo creditore non possiede alcun
mezzo giuridico e legale per tutelarsi e difendere i propri interessi di qualunque
natura essi siano.
Esempi di obbligazioni naturali sono quelle nate da debiti di gioco, da scommesse, ecc..
Solo quando il debitore dimostra di aver agito quanto pi possibile come avrebbe fatto un
buon padre di famiglia, egli rimane esente da responsabilit per linadempimento
dellobbligazione.
La prestazione pretesa affinch venga definita obbligazione e non obbligo semplice deve
essere quantificabile economicamente dato che di rapporti patrimoniali si parla.
Gli elementi costitutivi delle obbligazioni sono:
1. i SOGGETTI che sono due, quello attivo (il creditore) e quello passivo (il
debitore).
Dal punto di vista dei soggetti, lobbligazione si pu anche distinguere in:

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- unilaterale, se lobbligazione riguarda un solo soggetto;


- plurilaterale, se lobbligazione riguarda diversi soggetti.
2. il VINCOLO GIURIDICO che quello derivante dalla legge che lega il
debitore al creditore e viceversa;
3. la PRESTAZIONE che consiste nel contenuto vero e proprio dellobbligazione
e pu essere del tipo attivo:
- di dare, ed ha per contenuto quello di spostare il diritto reale di un bene
da un soggetto ad un altro con la clausola dellart. 1177 che prevede che
con lobbligo di consegnare una cosa si ha anche un obbligo accessorio
generale di custodire quella stessa cosa fino al momento della consegna.
- di fare, ed ha per contenuto quello di compiere un determinato servigio
del tipo pi svariato.
La distinzione tra fare o dare ha valore soprattutto per decidere quale mezzo di esecuzione
adottare nei due diversi casi previsti dalla legge (artt. 2930 2931 cod. civ.).
Talora, per, lobbligazione mista tra il dare ed il fare (Es. contratti di somministrazione,
ecc.);
o del tipo passivo:
- di non fare;
- di non dare.
I requisiti essenziali e vitali per lesistenza dellobbligazione sono:
1. la POSSIBILITA.
Limpossibilit, invece, pu essere:
- fisica, se la natura ad impedire la realizzazione;
- giuridica, se la legge ad impedire certe situazioni pur non
costituendo un illecito.
Limpossibilit deve essere assoluta per annullare definitivamente uneventuale
obbligazione perch se invece parziale anche lobbligazione si annuller parzialmente e
non completamente.
2. la LICEITA.

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Lobbligazione deve essere lecita. Un obbligazione che sia contrario a norme imperative,
al buon costume o allordine pubblico non pu costituire il contenuto dellobbligazione.
3. la DETERMINABILITA della prestazione.
Loggetto della prestazione deve essere certo e individuato ed infatti non avrebbe senso e
vita un obbligazione che prometta della paglia, mentre ha senso quella che promette un
chilogrammo di paglia.
In termini di tempo della prestazione si hanno obbligazioni istantanee (Es.
compravendita, ecc.) e obbligazioni di durata (Es. locazione, ecc.).
Inoltre esistono anche delle obbligazioni accessorie che si avverano quando esiste un
obbligazione principale (Es. obbligazione a pagare la mora o gli interessi rispetto al debito
principale, ecc.).
In ordine al quantitativo del bene obbligatoriamente da offrire, si distinguono:
1. obbligazioni cumulative se lobbligazione non si estingue prima di aver
soddisfatto tutte le quantit dello stesso bene in oggetto allobbligazione (Es.
sono obbligato a consegnare il cavallo A e B);
2. obbligazioni alternative se il debitore si libera con una sola prestazione di due
o pi beni (Es. sono obbligato a consegnare il cavallo A o il cavallo B);
3. obbligazioni facoltative se il debitore, pur essendo obbligato per una sola
cosa, ha la possibilit di eseguire una prestazione diversa.
I soggetti dellobbligazione, abbiamo detto, sono due, uno attivo, il creditore, ed uno
passivo, il debitore.
Non per necessario che i due siano sin dallinizio dellobbligazione determinati,
lobbligazione pu sorgere anche senza soggetti, purch essi siano sempre determinabili.
Lobbligazione si chiama:
- parziaria quando il diritto o lobbligo di ognuno proporzionale
allobbligazione assunta;
- solidale attiva, quando esistono pi creditori che hanno il diritto di chiedere la
prestazione per intero liberando gli altri debitori, passiva, quando esistono pi
debitori che hanno il diritto ognuno di estinguere, con il proprio pagamento,
lintera obbligazione anche per gli altri liberandoli. Fonte di solidariet attiva
la legge o la volont delle parti contraenti. Il debitore ha la facolt di pagare ad
uno o ad un altro dei creditori in solido il proprio debito.
LE OBBLIGAZIONI PECUNIARIE
Si definiscono tali quelle obbligazioni che hanno per oggetto una determinata somma di
denaro.
Se lobbligazione pecuniaria a termine, cio si deve adempiere in un momento
successivo a quello in cui si instaura il rapporto obbligatorio, si applica il principio
nominalistico per effettuare il pagamento ed il debitore obbligato a pagare la somma di

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denaro stabilita anche se il potere di acquisto dello stesso diminuito a causa della
svalutazione monetaria nel corso del tempo trascorso.
Questo principio si applica, per, alle sole obbligazioni di valuta, cio alle obbligazioni
che hanno per oggetto esclusivamente somme di denaro.
Le obbligazioni di valore, invece, cio quelle che hanno ad oggetto il valore di un bene
(Es. il risarcimento dei danni, ecc.), vanno pagate in relazione al valore del bene nel
momento del pagamento e non dellassunzione dellobbligo.
Questo fa si che il peso per la svalutazione del costo della moneta, a carico del soggetto
creditore, venga parzialmente alleggerito.
Lobbligazione pecuniaria pu essere anche accompagnata da altre obbligazioni dette
perci accessorie quali gli interessi.
Questi interessi possono essere:
1. convenzionali quando sono stati concordati di comune volont dalle parti;
2. corrispettivi quando sono previsti dalla legge (Es. interesse legale 10 %);
3. moratori quando si applicano in attuazione dello stato di mora.
LE FONTI DELLE OBBLIGAZIONI
Lart. 1173, primo del quarto libro del Codice Civile, contiene un elencazione delle fonti di
obbligazioni.
In particolare, il suddetto articolo, precisa che le obbligazioni derivano da:
1. CONTRATTO;
E la maggiore fonte di obbligazione derivante dalla diretta autonomia e volont
contrattuale privata. Dal contratto possono sorgere obbligazioni del pi vario genere e
contenuto ed in riferimento allautonomia privata le parti possono accordarsi come
preferiscono purch lecitamente. Anche la volont unilaterale ammessa avvolte come
fonte di obbligazione a norma dellart. 1987 cod. civ..
2. FATTO ILLECITO;
Nelle categorie di fonti non volute dal soggetto le principali sono quelle derivanti da
illeciti.
3. ogni altro FATTO o ATTO che le producono in conformit allordinamento
giuridico.
Il Codice Civile non ha una norma espressamente chiarificatrice degli effetti del vincolo
obbligatorio perch questo intrinseco nel concetto stesso di obbligazione. Tuttavia alcune
norme sono di vitale importanza per gli effetti di tale rapporto, in particolare:
- lart. 1218 cod. civ. prevede il risarcimento dei danni prodotti per linadempimento
dellobbligazione (illecito contrattuale) quando il soggetto debitore dimostri
limpossibilit per cause a lui non imputabili;
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- lart. 1176 cod. civ. dice che il debitore, nel pagamento del suo debito, deve agire
usando la diligenza del buon padre di famiglia.
Quando il debitore non concluda validamente lobbligazione, compiendo un illecito
contrattuale disciplinato dallart. 1218 cod. civ., il creditore pu richiedere lesecuzione
forzata con lausilio del giudice mirando direttamente al suo patrimonio, a norma dellart.
2740 cod. civ., tramite la conversione, ad opera del tribunale Civile stesso, in moneta
liquida delle propriet patrimoniali possedute a norma dellart. 2910 cod. civ..
Secondi lart. 2741 cod. civ. i creditori hanno tutti uneguale diritto a pretendere il
pagamento dei crediti verso lo stesso debitore a norma dellart. 2741 cod. civ. che
configura questo diritto come pars condicium creditorum.
Alla disciplina degli artt. 2740 e 2741 si applicano, per, dei limiti che impediscono
allordinamento giuridico di pignorare i beni ritenuti personalissimi (Es. letto, vestiti,
alcuni strumenti di lavoro, ecc.) ed indispensabili per la vita stessa del soggetto (Es.
parzialmente lo stipendio ed il salario, ecc.).
Una volta creato il rapporto obbligatorio, lobbligazione pu essere adempiuto o meno dal
debitore nei confronti del creditore con le relative conseguenze.
Ladempimento dellobbligazione estingue definitivamente il rapporto obbligatorio tra il
debitore ed il creditore.
Tuttavia, in alcuni casi, lobbligazione si pu anche estinguere per motivi diversi:
satisfatori:
- compensazione;
- confusione;
non satisfatori:
- novazione;
- remissione;
- impossibilit sopravvenuta.
ADEMPIMENTO DELLOBBLIGAZIONE
Il rapporto di obbligazione, solitamente, per la maggiore delle ipotesi, si conclude con
lavvenuto pagamento del debitore al creditore e con la conseguente estinzione della
pretesa di prestazione del debitore (res debita).
In casi del tutto eccezionali ladempimento del debito, sorto dallobbligazione tra due
soggetti, pu essere risolta mediante lesecuzione forzata con lausilio del tribunale Civile.
In altri casi lobbligazione viene estinta per riflesso con il pagamento del debito da parte
di terzi estranei al rapporto obbligatorio stesso (art. 1180 cod. civ.).
In questo caso il pagamento pu avvenire anche contro la volont del creditore, ma mai
contro quella del legittimo debitore.
Il pagamento dellobbligazione non un negozio giuridico e quindi non pu essere viziato
per volont del soggetto pagante ne pu essere negato ad un minorenne che non ha ancora

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la capacit di agire. Pertanto il minorenne soggetto alle stesse responsabilit del


maggiorenne in tema di pagamenti.
Ladempimento frutto di un comportamento di correttezza del soggetto debitore (art.
1175 cod. civ.) e corrispondente a quanto farebbe un buon padre di famiglia (art. 1176 cod.
civ.), infatti, per evitare la responsabilit contrattuale (art. 1218 cod. civ.), si considera la
diligenza di un buon padre di famiglia e non si deve scendere sotto la media di tale
diligenza (art. 1176 cod. civ.).
Il pagamento va fatto sempre al creditore o ad un suo legale rappresentante (art. 1188 cod.
civ.).
A norma dellart. 1189 cod. civ. lobbligazione si estingue anche con il pagamento al
creditore apparente, cio quando il debitore paghi e dimostri di averlo fatto in buona fede
a chi sembrava essere il legittimo creditore ma non lo era.
Quando non esiste il debito non esiste neanche lobbligazione, ma in caso di non legittimo
pagamento si viene a creare una seconda obbligazione, quella di restituzione.
Non si obbligati a dare qualche cosa di diverso dallobbligo assunto in termini di qualit
o di quantit, quindi il creditore pu rifiutare laccettazione di adempimenti parziali anche
nel caso in cui la prestazione si presenta divisibile (Es. somma di denaro, ecc.).
Spesso accade che il debitore offra una prestazione diversa da quella obbligata nel
tentativo di svincolarsi. Se il creditore accetta lobbligazione si estingue. Egli pu anche
rifiutare.
In tema di obbligazioni il Codice Civile, dallart. 1277 in poi disciplina gli obblighi con
oggetto una somma di denaro.
In tal senso un grande significato riveste la legge antiriciclaggio n 197 del 1991 che vieta,
tra laltro, il trasferimento di somme di denaro o di titoli al portatore superiori allimporto
di lire venti milioni.
Il pagamento delle obbligazioni pecuniarie va fatto con moneta in corso legale dello Stato
in cui lobbligazione sorta (art. 1277 cod. civ.) con lo stesso valore monetario.
Se lobbligazione riguarda una somma di denaro in un tempo diverso da quello corrente,
si avr lo stesso debito con lo stesso valore e non si calcoleranno gli interessi monetari
trascorsi ne frattempo.
Si distinguono, quindi, debiti in:
- valuta sono quelli che non subiscono i cambiamenti di valore nel tempo (principio
nominalistico);
- valore sono quelli che con il passare del tempo subiscono le oscillazioni di
interessi a causa delle variazioni di mercato.
In caso di monete non pi in corso, a norma dellart. 1277 cod. civ., si applica la conversine
della cifra con il vecchio valore monetario.
Frequenti sono le clausole monetarie che trasformano i debiti di moneti in valore al fine di
bloccare gli slittamenti del valore monetario.
Quando il debito contiene una cifra di denaro, lart. 1282 cod. civ. produce gli interessi di
diritto su tale cifra. Pu accadere, per, che per volont delle parti o per motivi di legge
lobbligazione pecuniaria sia infruttifera.
Lo stesso pagamento di interessi produce un obbligazione pecuniaria accessoria che non
produrr, a sua volta, pi interessi.
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Il tasso legale degli interessi del 5 % per anno, dopo lultima riforma del 1997 che lo ha
diminuito da quello che inizialmente era del 10 %. Le parti, cos, possono attenersi a tale
tasso o decidere di aumentarlo o diminuirlo a loro piacimento. Gli interessi, per, non
possono essere levati infinitamente perch si incomberebbe lipotesi di reato per usura.
La tecnica di calcolo di tale tasso di usura si applica considerando la media degli interessi
(aumentati della met) praticato dalle banche nel semestre precedente.
Il luogo di adempimento della prestazione determinabile dalle parti o, in mancanza,
dagli usi locali.
Se si tratta di una somma di denaro il pagamento va fatto al domicilio del creditore.
Se di una stessa cifra fanno parte diversi debiti di diversa origine, la legge da il diritto di
imputazione al debitore che deve specificare e decidere quale debito estinguere per prima
(art. 1193 cod. civ.) tra tutti.
Se il debitore, per, non imputa il suo pagamento, questo pu essere chiesto dal creditore
al momento della quietanza (art. 1195 cod. civ.).
Se nessuno delle due parti ha dichiarato limputazione, la legge stabilisce un preciso
ordine: prima i debiti scaduti, poi quelli meno garantiti, poi quelli pi importanti per il
creditore ed in fine quelli pi antichi.
Se ladempimento comporta delle spese, come quelle di trasporto o di tipo fiscale, queste
saranno a carico del debitore in modo tale che al creditore pervenga il netto del debito
preteso.
Il debitore ha il diritto di ricevere una quietanza che attesti il pagamento fatto.
Il pagamento totale del debito obbligato estingue il rapporto fra creditore e debitore
estinguendo, automaticamente, lobbligazione ed ogni eventuale pretesa.
INADEMPIMENTO DELLOBBLIGAZIONE
Lobbligazione pu rimanere inadempiuta per tre motivi diversi:
1. reale impossibilit oggettiva;
2. non volont del debitore;
3. non capacit del debitore.
Nel caso di non volont del debitore, si configura lillecito contrattuale o da
inadempimento (art. 1218 cod. civ.), mentre nei casi di incapacit o di impossibilit reale
del debitore a lui non imputabile, a norma dellart. 1256 cod. civ., lobbligazione si
estingue.
Ne caso di inadempimento per impossibilit non al debitore imputabile, questo affinch si
liberi totalmente dallobbligo di prestazione, deve:
- essere giunta dopo lobbligazione ma prima della mora;
- deve essere inevitabile e non determinata per colpa del debitore;
- deve trattare una reale impossibilit oggettiva e non soggettiva del debitore stesso.

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- Limpossibilit, quindi, deve essere sopravvenuta, anche, perch se la causa di


impossibilit fossa stata originaria, non si sarebbe neanche creato il rapporto di
obbligazione per mancanza di un elemento essenziale al rapporto.
- Limpossibilit deve, inoltre, anche essere inevitabile cio per motivi di forza maggiore o
per casi fortuiti. In questi casi rientrano anche le proibizioni delle autorit (Es. divieto
di commercio, ecc.).
- Limpossibilit, in fine, deve anche essere sorta per motivi non di natura soggettivi al
debitore ma per motivi di natura oggettivi allobbligazione stessa, tranne nei casi stretti
(Es. malattia, infortunio, ecc.).
Se limpossibilit definitiva, lobbligo si estingue definitivamente, tuttavia, nel caso in cui
limpossibilit temporanea, lobbligazione resta pendente per tutto il periodo di tempo
necessario al ripristino della possibilit di pagamento escludendo gli eventuali interessi e
le relative more per ritardo nel frattempo giunte.
Nel caso che il debitore voglia liberarsi della responsabilit da illecito contrattuale (ex art.
1218 cod. civ.) deve dimostrare la sua innocenza con lestraneit ai fatti offrendo la prova
liberatoria e non deve essere il creditore a dimostrare la responsabilit del debitore come
potrebbe avvenire in altri casi (inversione dellonere della prova).
Anche il solo ritardo nel pagamento fonte di responsabilit che porta alla mora del
debitore con le relative conseguenze giuridiche ed economiche.
In fine necessario fare riferimento allart. 1229 cod. civ.
Questo articolo punisce con la nullit qualunque patto che limiti o escluda
preventivamente la responsabilit del debitore a seguito di colpa o dolo grave anche se
questa ha firmato la clausola cos come previsto dallart. 1341 cod. civ. considerandola
vessatoria.
MORA DEL CREDITORE (mora accipiendi o credendi)
Il creditore passivo di mora quando non riceve il pagamento dellobbligazione offertogli
comunque e necessariamente dal debitore o quando non compie quanto dovuto per
consentire il pagamento del debitore (art. 1206 cod. civ.).
Tale mora produce diversi effetti, tra cui:
- non sono pi dovuti interessi al creditore;
- il creditore tenuto a risarcire eventuali danno provocati al debitore;
- il rischio per eventuali successive impossibilit di pagamento della prestazione
rimane a carico del creditore.
Esistono altri modi di liberazione della res debita che non implicano lintervento del
creditore.
Per prima cosa il debitore, dopo aver proceduto allofferta della cosa al legittimo creditore,
deve liberarsene depositandola in un pubblico deposito, senza poterla mai pi riprendere,
e solo dopo che sia stata accettata dal creditore o dopo una sentenza del giudice.
Se si tratta di un bene immobile dopo che il debitore consegni la cosa ad un sequestratario
appositamente nominato dal giudice (art. 1216 cod. civ.).

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MORA DEL DEBITORE (mora solvendi o debendi)


La mora del debitore si configura quando il debitore non adempisce alle proprie
obbligazioni entro i termini prefissati dalle parti di comune accordo.
Tuttavia, spesso, prima che di inadempimento, si parla di ritardo della prestazione con la
conseguente mora; da specificare pero il fatto che non si pu parlare di mora per ritardo
se poi il debitore, anche in un secondo tempo molto lontano, paga il proprio debito.
Il ritardo esiste solo ed in quanto il pagamento del debito non verr mai effettuato
altrimenti esister unadempimento non perfetto (non esatto) per non rispetto del termine
temporale prefissato.
Se non segue al ritardo ladempimento, il ritardo stesso diviene automaticamente
inadempimento.
Il debitore, cos caduto in mora, pu trovarsi in due diversi stadi:
1. mora ex re quando esiste un termine temporale prefissato ed il debitore si
viene a trovare in mora senza alcuna azione da parte del creditore, ed in
particolare:
- quando la prestazione deve farsi entro termini fissati e si tratti di debiti
portabili (Es. denaro, ecc.);
- nei debiti derivanti da atto illecito extracontrattuale;
- quando il debitore abbia dichiarato per iscritto al creditore di non voler
eseguire la prestazione.
2. mora ex personam in tutti gli altri casi in cui non esiste un termine specifico.
Per linizio del termine di mora richiesto obbligatoriamente una domanda per iscritto del
creditore o dal giudice competente che chieda il pagamento della prestazione in questione.
La costituzione in mora dellobbligazione interrompe ogni termine e calcolo di
prescrizione in corso (art. 2934 cod. civ.).
Si chiama purgazione della mora leliminazione dello stato illegittimo di ritardo e dei
relativi effetti da parte della volont del creditore o direttamente per il pagamento del
debito principale.
Le regole giuridiche per il RISARCIMENTO dei danno da illecito contrattuale sono
uguali e fondate su quelle per lillecito extracontrattuale.
Entrambe producono delle obbligazioni pecuniarie, quelle del risarcimento appunto.
Il risarcimento dei relativi danni richiesto solo nel caso di inadempimento,
eventualmente, al debitore responsabile.
Quando linadempimento :
- colposo si risarciscono solo i danni prevedibili al tempo in cui sorse
lobbligazione;

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- doloso si risarciscono tutti i tipi di danni, siano essi imprevisti che


imprevedibili (art. 1225 cod. civ.).
Se il creditore dimostrer di aver subito un ulteriore danno egli avr diritto ad ottenere un
ulteriore risarcimento.
Quanto non possibile quantificare esattamente il danno, spetta al giudice Civile
calcolarlo in maniera equa alle circostanze (art. 1226 cod. civ.).
Il risarcimento del danno comprende sia il danno emergente, cio la perdita
effettivamente subita, che il lucro cessante, cio il mancato guadagno non percepito.
MODI DI ESTINZIONE DIVERSI DALLINADEMPIMENTO
Mentre i diritti reali sono per loro natura di carattere vitalizio, i diritti sorti da obbligazioni
vengono ad avere una vita relativa e si estinguono completamente con ladempimento
della dovuta prestazione obbligata.
Lestinzione dellobbligazione, oltre a poter avvenire per adempimento della prestazione,
pu avvenire, anche, per cause non imputabili al debitore.
Per estinguere il debito sorto da un obbligazione, oltre alladempimento, esistono altre
forme di risoluzione del rapporto obbligatorio, ora a vantaggio soddisfatorio del creditore
e ora a vantaggio solo del debitore senza alcuna soddisfazione..
Tra i vari modi di estinzione del rapporto obbligatorio a vantaggio del creditore, di tipo
soddisfatori, esistono:
1. la COMPENSAZIONE quando tra due soggetti esistono due diversi debiti
di uguale natura che opponendosi a vicenda si annullano, almeno fino a
parit di ammontare, anzi che creare un doppio e lungo sistema di
pagamento.
In tal modo il creditore rimarr sempre soddisfatto del proprio risultato estinguendo
completamente il proprio debito.
La compensazione pu essere:
- legale quando la legge stessa che la prevede per i debiti di tipo
omogenei (stessa natura), liquidi (ammontare determinato) ed
esigibili (pronti al pagamento) senza, quindi, la volont del giudice
o delle parti;
- giudiziale se il giudice ad ordinare la liquidazione dei debiti con
propria sentenza quando uno dei due non liquido ma fino alla
quantit corrispondente al debito minore;
- volontaria quando avviene per espressa volont delle parti in
mancanza dei precedenti presupposti. Questa, in fine, la forma di
compensazione pi utilizzata e per questo sbrigativa.
2. la CONFUSIONE quando la figura del debitore viene a coincidere con
quella del creditore come ad esempio nel caso in cui il creditore riceva dal
debitore leredit. Sarebbe assurdo pensare che il debitore paghi se stesso
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come contemporaneo debitore. Rimane comunque una forma di


estinzione dellobbligazione di tipo soddisfatorio..
Tra, invece, i vari modi di estinzione a solo vantaggio del debitore e mai del creditore, non
soddisfatori, esistono:
1. la NOVAZIONE che consiste nellespressione di volont delle parti
obbligate nel sostituire la vecchia obbligazione con una nuova.
Gli elementi essenziali, per la novazione, sono:
- lobbligazione originaria, per cui in sua mancanza mancherebbe la
causa di novazione e il negozio giuridico sarebbe nullo per
mancanza di un elemento essenziale;
- la nuova obbligazione;
- lanimus novandi, per cui in sua mancanza non si avrebbe la
novazione ma la nascita di una nuova obbligazione a fianco della
vecchia.
La novazione si pattuisce per contratto e viene considerata allinterno della fattispecie pi
grande di contratti liberatori.
2. LIMPOSIBILITA SOPRAVVENUTA si verifica quando per un evento
non imputabile al debitore, per caso fortuito o per forza maggiore, la
prestazione inizialmente pattuita come possibile diviene impossibile ad
eseguirsi (art. 1256 cod. civ.).
Questa impossibilit deve, per, essere definitiva ed infungibile altrimenti il debitore
potrebbe pagare con un bene simile al bene originario divenuto impossibile da pagare.
3. la REMISSIONE del debito si ha quando il creditore, soggetto attivo
dellobbligazione, rinunzi per propria manifesta volont alla pretesa del
debito nei confronti del soggetto passivo dellobbligazione, il debitore.
Questo atto di tipo unilaterale abdicativo.
In questo caso, per, il debitore ha il diritto di rinunziare alla proposta del creditore e di
pretendere il pagamento pur essendo contro il proprio interesse.
La remissione del debito anche possibili tramite atti mortis causa e pu essere:
- espressa se viene dichiarata dal creditore al debitore;
- tacita se il creditore la dichiara non per scritto o verbalmente ma con
la consegna dellunico documento di credito in suo possesso al
debitore.

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Il rapporto obbligatorio pu modificarsi in alcuni suoi aspetti pur rimanendo fermi altri
elementi fondamentali.
Le modificazioni possono avvenire nel:
- titolo quando si rinnova un rapporto tra due soggetti con un altro tipo di rapporto
(Es. un debito a titolo di risarcimento pu essere modificato a titolo di mutuo,
ecc.);
- contenuto quando le parti decidono di modificare loggetto dellobbligazione (Es.
novazione, ecc.). Questa modifica pu anche avvenire per motivi di legge o per
decisioni giudiziali;
- soggetto quando lattivit del creditore o la passivit del debitore si trasferiscono
su di altri soggetti (surrogazione).
Infatti il diritto di credito un diritto di tipo patrimoniale e per tale natura trasferibile
insieme a tutto il patrimonio reale del soggetto creditore in maniera integrante (Es. in una
donazione o in un testamento).
Il diritto di debito, invece, trasferibile solamente quando esiste il consenso del creditore
legittimo ma eccezionalmente nel caso degli atti mortis causa dove il debito passa
automaticamente con il patrimonio relativo agli eredi che dovranno adempiere come se
fossero stati loro ad obbligarsi con il creditore direttamente.
La surrogazione, pu avvenire, quindi, per:
1. volont del soggetto creditore unitamente alla quietanza di
pagamento firmata ad un terzo che acquista, cos, tutti i relativi
diritti di credito;
2. volont del soggetto debitore quando questo per pagare al creditore
prende a prestito i soldi sotto forma di mutuo da un terzo
surrogandolo nei diritti del creditore;
3. volont della legge, che a norma dellart. 1023 cod. civ., permette ad
un terzo di pagare il debito surrogandosi i diritti di credito senza
considerare la volont delle due parti. Questi sono casi limitati
esclusivamente dalla legge.
LA CESSIONE DEL CREDITO
La successione dei crediti, nella pratica, ha numerose applicazioni soprattutto con il
presupposto che non necessario per niente il consenso del debitore.
La suddetta cessione pu avvenire per:
1. vendendi causa con la compravendit che rimane la scelta preferita;
2. donandi causa con la donazione;

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3. solvendi causa nel caso in cui si debba estinguere unaltra obbligazione con la
cessione del proprio credito;
4. mortis causa in seguito alla volont testamentaria del soggetto creditore.
Tutti i crediti sono cedibili ad esclusione di quelli strettamente personali.
Il trapasso dei crediti avviene per mezzo della stipulazione di un contratto di cessione e si
perfeziona nel momento in cui vengono consegnati i documenti provanti il credito dal
vecchio creditore al nuovo.
Simultaneamente al credito passano al nuovo soggetto creditore anche gli accessori come
ad esempio le garanzie patrimoniali.
Una forma di contratto moderno di cessione dei crediti che si va perfezionando sempre
pi il FACTORING che consiste nella vendita di interi pacchetti di credito ad una ditta
di factoring che pagher il corrispettivo dei crediti al venditore sottraendo per tutte le
eventuali spese effettuate per tale operazione. Cos il credito rimane in mano al nuovo
acquirente che si obbligato con il debitore da sempre esistito ed il vecchio creditore si
liberato di un peso e di un gravoso lavoro ricevendo il dovuto compenso inizialmente
dovuto (L. 52/91).
LA CESSIONE DEL DEBITO
Anche i debiti, cos come abbiamo visto per i crediti, possono essere ceduti al altri soggetti
liberandosi delle obbligazioni assunte o in parte o completamente. Infatti le conseguenze,
in questo caso, prodotte dalla cessione sono di due diversi tipi:
- il debitore entra nel nuovo rapporto obbligatorio affiancandosi al vecchio debitore
(cumulativo);
- il nuovo debitore entra nel rapporto obbligatorio sostituendosi completamente al
vecchio (privativo).
Le figure negoziali di cessione del credito sono:
1. la delegazione = nel caso in cui Tizio debitore di Caio ma creditore di Alfio, pu
disporre che la propria obbligazione si sposti sul rapporto transitivo tra Alfio
che deve pagare la prestazione a Tizio, perlomeno per lo stesso valore della
prestazione.
2. lespromissione = nel caso in cui Tizio debitore di Caio ed un terzo soggetto,
introducendosi nel rapporto di obbligazione, si fa carico di pagare
spontaneamente il debito di Tizio a Caio assumendosi la responsabilit (Es.
Novazione, ecc.);
3. laccollo = nel caso in cui un soggetto va spontaneamente da un altro soggetto
chiedendo lui di accollarsi il proprio debito tramite un contratto.
In tutti i casi lobbligazione del nuovo debitore pu aggiungersi a quella del vecchio ed in
questo caso avremo la cessione cumulativa, o pu sostituirsi in tutto e per tutto con il

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nuovo debitore, e si avr, invece, una cessione liberatoria o privativa, solo nel caso, per,
in cui il debitore lo disponga di sua volont.
Con la sostituzione del nuovo con il vecchio debitore cadono anche tutte le garanzie
prestate da questultimo a meno che non consenta espressamente il mantenimento di tali
garanzie.
CESSIONE DEL CONTRATTO
Se possibile, come abbiamo visto, cedere sia i crediti che i debiti, anche se questi ultimi
con una maggiore difficolt dei primi proprio per la loro natura, sar anche possibile
cedere le obbligazioni contenute e sorte da contratti purch non ancora eseguite.
Questi tipi di contratti cedibili vengono definiti dal Codice Civile come contratti a
prestazioni corrispettive, comunemente detti bilaterali, nei quali sorgono obbligazioni
interdipendenti e reciproche fra le parti contraenti.
Ovviamente, la cessione del contratto non pu avvenire e non avviene mai senza la
volont del cedente a farlo.

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CAPO IX
LE GARANZIE DELLOBBLIGAZIONE
TUTELA DEL CREDITO E GARANZIE
Nel sesto libro del Codice Civile si parla interamente delle tutele dei diritti dei soggetti ed
in particolare dei diritti di credito e della loro tutela. Queste tutele, quelle dei creditori,
per non vengono disciplinati esclusivamente nel Codice Civile, infatti anche il Codice di
Procedura Civile ne contiene buona parte e soprattutto norme di carattere esecutivo.
La materia della tutela dei diritti, ed in particolare di quelli patrimoniali, talmente vasta e
difficile che il Codice Penale configura certi illeciti lesivi di tali diritti anche come reati
prevedendo serie sanzioni (Es. bancarotta, insolvenza fraudolenta, ecc.).
Al contrario di quanto si fece per secoli nelle passate codificazioni, oggi il diritto moderno
considera come garanzia delle obbligazioni assunte non il soggetto fisicamente inteso ma il
suo relativo patrimonio economico.
Lart. 2740 cod. civ. dice espressamente che gli obbligati da negozi giuridici rispondono
direttamente con il loro patrimonio presente e futuro su ci che illecitamente compiono.
Secondo tale articolo e secondo lintero ordinamento Civile e giuridico in generale del
nostro diritto moderno, per ogni obbligazione assunta esiste un corrispettivo equivalente
in termini economici e monetario da garantire in caso di inadempimento o di viziato
adempimento.
Secondo tale schema giuridico la tutela del credito avviene tramite una procedura
giudiziaria divisa in due momenti:
la fase del processo cognitivo che mira alla quantificazione del danno per
inadempimento subito dal creditore e alla condanna al pagamento del debitore
una volta riconosciuti i diritti di credito;
la fase del processo esecutivo che mira alla trasformazione dei beni del
patrimonio del debitore in denaro liquido per il pagamento e il soddisfacimento
degli interessi e dei diritti del creditore offeso.
Quindi il Codice Civile detta delle norme chiare ed esplicite circa i principi ed i mezzi di
tutela del creditore che sostanzialmente si racchiudono:
1. nel sequestro conservativo che consiste in una misura preventiva e cautelare che
il creditore pu chiedere al giudice quando ha fondato il timore di perdere le
garanzie del proprio credito (art. 2905 cod. civ., art. 671 cod. proc. civ.). il
sequestro consiste nel vietare al debitore eventuali improvvise alienazioni dei
beni (mobili ed immobili) messi a garanzia privando la loro disposizione e
configurando lipotesi di reato per ogni eventuale tentativo. Si distingue
dallazione revocatoria perch preventivo.
2. nellazione surrogatoria si attiva nel caso in cui il debitore dimostri di non aver
cura del proprio patrimonio messo a garanzia del debito. In tali casi la legge
permette al creditore di surrogarsi al debitore inattivo per esercitare al suo posto
i diritti e le azioni che gli spettano. Quindi non basta una inerzia del debitore ma
questa deve anche essere pregiudizievole per il creditore, affinch si possa
ricorrere a tale azione.
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3. nellazione revocatoria o pauliana, invece, nel caso in cui il debitore si dimostri


molto pi avverso che nel caso di totale inerzia. Quando il debitore, infatti,
ponga in essere un atto contrario e pericoloso per il soddisfacimento dei diritti di
credito (Es. alienazioni con compravendita o donazioni, ecc.) ai creditori
concesso il rimedio con tale azione. In questo caso sono richiesti i seguenti
presupposti:
- un atto di disposizione con il quale il debitore modifichi il suo status
patrimoniale;
- leventus damni che consiste nel pregiudizio per il creditore (Es.
diminuzione del patrimonio al punto da non poter pi soddisfare il
debito);
- il consilium fraudis ossia la conoscenza del pregiudizio che reca
danno al creditore.
Lonere di provare la colpevolezza spetta al creditore che agisce in revocatoria.
Spesso, comunque, al debitore disonesto non possibile conoscere tutto il patrimonio e
quindi a sottoporlo in totale allesecuzione forzata. Le maggiori vie di oscuramento dei
beni patrimoniali sono: i titoli di stato, le obbligazioni di stato, le azioni intestate a
prestanomi e gli investimenti fatti allestero.
La legge pone dei limiti al patrimonio del soggetto debitore da pignorare. Abbiamo visto
che molti oggetti strettamente personali non possono essere sottoposti ad esecuzione
forzata in quanto costituiscono lo stretto necessario per quanto riguarda la condotta della
propria vita (Es. anello nuziale, frigorifero, vestiario, utensili, letto, ecc.).
LESECUZIONE COATTA
Tutti i creditori hanno un eguale diritto sul patrimonio del debitore (art. 2741 cod. civ.).
Per tale motivo, abbiamo detto, lordinamento giuridico e giudiziario prevedono ed
attuano lesecuzione forzata di cui abbiamo gi detto in precedenza.
Se, per, il ricavato della procedura forzata non sufficiente per il soddisfacimento intero
delle pretese giustamente volute dai creditori, il patrimonio divenuto liquido si ripartir in
proporzione senza distinzione di alcun ordine cronologico soltanto tra coloro che sono
intervenuti prima della conclusione del procedimento esecutivo. Gli arrivati dopo tale
termine non potranno pretendere alcun soddisfacimento ma potranno, eventualmente,
avviare un nuovo procedimento forzato.
Tuttavia esistono dei crediti che hanno un diritto di privilegio su gli altri crediti senza
per superarli in valore o importanza.
Tra i vari crediti, che pur tuttavia godono della par condicio creditorum, non esiste alcuna
distinzione cronologica o di altro tipo.
La legge, per, in considerazione della causa per cui il credito in questione sorto,
considera certi creditori in maniera favorevole e preferibile, nella distribuzione di quanto
avvenga al procedimento esecutivo, dettando un particolare e preciso ordine per cui i
privilegi sono esclusivamente stabiliti e descritti dalla legge.

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Il privilegio pu essere generale (solo su i beni mobili) e speciale (su i beni immobili e
mobili).
Ad esempio, il debito con il commercialista o con lavvocato che ha eseguito una
prestazione professionale ha un privilegio particolarmente forte su tutti gli altri crediti
perch la legge attribuisce privilegio e precedenza assoluta alle spese di giustizia.
LESECUZIONE CONCORSUALE
Oltre allesecuzione forzata, il nostro ordinamento riconosce anche la procedura
dellesecuzione concorsuale cio il procedimento di risoluzione di particolari situazioni in
cui il commerciante si trova a dover rispondere di numerosi e gravosi debiti.
La materia legata interamente da un Decreto legge comunemente chiamata legge
fallimentare (D.L. 267 del 16/03/1942).
Lo scopo del fallimento quello di garantire la pars condicio creditorum (art. 2741 cod.
civ.).
La materia di vitale importanza, tanto che sono previsti dei reati per la configurazione di
particolari situazioni illecite del fallito negligente o disonesto contro linteresse pubblico.
Le norme fallimentari prevedono delle forti limitazioni al patrimonio del fallito al fine di
tutelare e limitare la responsabilit patrimoniale nei confronti dei numerosi creditori che
accedono a tale procedura.
Il fallimento richiede un importante e sostanziale intervento giudiziale. In mancanza del
giudice il fallito diverr semplice debitore inadempiente.
Presupposti per la dichiarazione di fallimento dellimpresa commerciale sono:
1. lesistenza dellimprenditore commerciale
2. linsolvenza dellimprenditore medesimo
Ragioni storiche e pratiche escludono dal fallimento il piccolo imprenditore (art. 1 legge
fallimentare) e limprenditore agricolo.
Il fallimento viene dichiarato ed aperto nella sede del Tribunale in cui si trova limpresa
commerciale in difficolt e lo stesso ha la competenza di tutto lintero procedimento
restante.
Il fallimento pu avvenire per domanda:
1. dello stesso imprenditore titolare dellimpresa in difficolt
2. di uno dei creditori in attesa
3. del pubblico ministero
4. dufficio quando il fallimento scaturisca da altri procedimenti giudiziari
Aperto il fallimento, la sentenza dichiarativa verr pubblicata immediatamente presso il
competente Tribunale e nei luoghi in cui ha sede limpresa dichiarata fallita.
Con la dichiarazione di fallimento vengono sospesi tutti gli interessi nei confronti della
ditta, sia di tipo legale che di tipo convenzionale, e viene allontanato dai beni dellimpresa
il titolare, fino alla chiusura del procedimento.

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Nella sentenza dichiarativa di fallimento vengono, tra laltro, nominate due figure molto
importanti e fondamentali:
1. il giudice delegato che dirige le operazioni del fallimento e vigila sulloperato del
secondo e dellintero procedimento. Come prima cosa, inoltre, egli nomina da
tre a cinque fra creditori per costituire il comitato dei creditori che ha funzioni
deliberative e di controllo sullintera procedura.
2. il curatore fallimentare che amministra il patrimonio fallimentare essendo
lorgano attivo del procedimento per eccellenza. Viene retribuito dal tribunale in
quanto pubblico ufficiale ed scelto, su nomina, tra gli albi professionali di
avvocati, dottori commercialisti, ragionieri e procuratori legali.
La procedura fallimentare si suddivide in due grandi gruppi di operazione:
- il primo riguarda la determinazione dellintera massa dellattivo dellimpresa;
- il secondo ha il compito di riunire e distribuire lattivo stesso.
Il risultato intuitivo: si confrontano matematicamente lattivo con il passivo. Dal
risultato, che rappresenta lutile disponibile, lo si suddivide in proporzione ai vari
creditori rispettando, per nel pagamento, le eventuali prelazioni di privilegio.
Se lattivo non supera la cifra di 1.500.000 di lire si stabilisce automaticamente una
procedura molto pi sbrigativa e semplice che consiste in un procedimento sommario con
competenza del pretore.
Durante laccertamento del passivo ai creditori assegnato, dalla sentenza dichiarativa,
un termine di 30 giorni massimo per la presentazione delle domande di insinuazione del
credito da loro preteso. In base alla totalit delle domande di credito, il giudice delegato
creer lo stato passivo dellimpresa. In esso tutti i crediti pervengono, tramite le relative
domande, espressamente quantificati in denaro liquido per una semplicit di calcolo.
In seguito si procede con la formazione dellattivo che viene affidata al curatore
fallimentare e che rappresenta il momento pi difficile e delicato dellintero procedimento.
Essa consiste nellinventariare tutti i beni dellimpresa, nella vendita degli stessi e nella
riscossione di tutti i crediti.
Una volta accumulato il denaro liquido, dalla vendita fallimentare e dalla riscossione degli
eventuali crediti esistenti, si proceder alla divisione proporzionale delle somme ai
creditori.
Il procedimento si definisce chiuso con:
1. il pagamento di tutti i crediti;
2. la mancanza dellattivo;
3. con la mancanza delle domande di ammissione allattivo.

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Nei casi in cui consigliabile, il Tribunale, entro 5 anni dalla chiusura del fallimento, pu
disporre la riapertura ed il proseguimento del procedimento fallimentare.
IL CONCORDATO
Il concordato un accordo che si viene a creare tra i creditori e il commerciante debitore
per evitare il lungo, fastidioso e costoso procedimento fallimentare (concordato
preventivo) o per chiuderlo (concordato fallimentare).
Per la scelta di una delle due procedure necessario la votazione maggioritaria di almeno
la met dei creditori che in tal caso impegneranno anche gli assenti alla votazione e i
dissenzienti.
La procedura pu essere:
- concordato preventivo
E un istituto riservato allimprenditore sfortunato ma non disonesto. Per ottenerlo deve
possedere tali requisiti:
1 non deve essere stato condannato per reati contro il patrimonio o
coinvolto in procedimenti fallimentari negli ultimi 5 anni;
2 deve dimostrare di avere le garanzie per pagare almeno il 46 % dei
debiti.
In tal caso il Tribunale nominer un commissario giudiziale che, sotto la guida ed il
controllo del giudice delegato, proceder immediatamente alla verifica dei creditori, dei
debitori e allinventario dei beni facendone una relazione.
Una volta stipulata la relazione, si riuniranno tutti i creditori ai quali verr illustrata la
situazione e verr chiesto di porre ai voti eventuali accordi presi con criterio maggioritario.
Una volta eseguita la votazione, questa verr convalidata dal Tribunale rendendola
obbligatoria e definitiva.
Se nel corso del procedimento il commissario giudiziale avverte gravi irregolarit del
debitore pu procedere alla dichiarazione del fallimento.
- concordato fallimentare
questa procedura viene chiesta dallo stesso commerciante titolare dellimpresa dichiarata
fallita solamente dopo che verranno verificati tutti i crediti relativi allimpresa stessa.
Anche esso consente di evitare le lungaggini e le spese del procedimento fallimentare
ordinario.
La procedura del concordato fallimentare consiste nellofferta che fa il fallito di una
percentuale che egli in grado di offrire ai vari creditori e se ritenuta valida questa viene
messa ai voti dei creditori dal giudice delegato sentiti prima il curatore fallimentare ed il
comitato dei creditori.
Se la proposta del debitore fallito viene accettata dai creditori questa viene convalidata dal
Tribunale competente e resa obbligatoria e definitiva estinguendo ogni precedente
obbligazione Civile tra il debitore fallito e i vari creditori.

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LE PROCEDURE PARAFALLIMENTARI
La legge fallimentare prevede anche altre procedure para-fallimentari che si muovono
parallelamente al procedimento fallimentare ordinario per evitare la morte dellattivit
commerciale eventualmente dichiarata fallita.
1. Invece che dichiarare il fallimento dellimpresa, quando i debiti e la situazione lo
consentano e quando il debitore lo meriti, possibile procedere con
unamministrazione controllata dellimpresa.
Questa scelta, se fatta, sar opportuna e conveniente sia per limpresa che non morir, sia
per la politica nazionale che per i creditori che seppur non immediatamente potranno
pretendere i loro crediti per lintera somma loro dovuta.
Questo procedimento viene affidato ad un commissario giudiziale per un periodo di
tempo non superiore a 2 anni.
2. quando limpresa presenta aspetti di interesse pubblico, la legge provvede alla sua
gestione, anzich al fallimento, mediante lamministrazione straordinaria delle grandi
imprese in crisi che sottrae al fallimento le imprese con pi di 300 dipendenti, con
almeno 5 miliardi di debiti e che non abbiano pagato almeno 3 mensilit di stipendio ai
propri dipendenti.
In questo procedimento si perseguono anche gli interessi pubblici sovrastando quelli dei
singoli creditori.
In questo caso il commissario nominato dal Ministero del Lavoro con un mandato non
superiore a 2 anni svantaggiando, cos, i creditori gi in attesa che dovranno comunque
aspettare la programmatica ripresa dellattivit commerciale ad opera del commissario
ministeriale e non potendo usufruire dei relativi benefici di un eventuale procedimento
fallimentare ordinario o concordatario.
LA CLAUSOLA PENALE
Lautonomia contrattuale privata (art. 1322 cod. civ.) si spinge al punto tale da potere
pattuire una somma di denaro da pagare o una prestazione obbligatoria da eseguire in
caso di inadempimento del contratto stesso a norma dellart. 1382 cod. civ..
Questa prende il nome di clausola penale perch rappresenta una pena accessoria, che si
porta allobbligato dal contratto stipulato di comune accordo con la parte attiva, nel caso
in cui non vengano rispettati i patti.
una sorta di preventiva cauzione che la parte attiva si pone sullipotetica inadempienza
della parte passiva del rapporto.
La clausola penale considerata, anche, come un preventivo risarcimento dei danni
solitamente stabilita con un importo superiore, e di molto anche, a quanto sarebbe un
normale procedimento di risarcimento dei danni dopo lavvenuta contrattazione.
In questo modo il debitore sar maggiormente attento e dedito al rispetto delle
obbligazioni contratte conoscendo a priori leventuale conseguenza a cui si va in contro.
Con lapposizione della clausola penale, il creditore, nel caso di inadempimento del
contratto da parte del relativo debitore, non sar onerato a dimostrare il danno subito ma
lonere della prova sar inverso al debitore che deve dimostrarne, eventualmente,
lestraneit.
Lart. 1382 cod. civ. distingue, inoltre, una clausola penale per:
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- inadempimento delle obbligazioni assunte;


- ritardo di pagamento della prestazione assunta.
In tema di autonomia contrattuale privata dettata dallart. 1322, il Codice Civile apporta
unaltra deroga a tale principio liberatorio dettando che il giudice, in casi di particolare
onerosit della clausola penale, pu abbassare lammontare della cifra della penale
pattuita per motivi di equit.
Oltre che alla clausola penale il Codice Civile, allart, 1373, prevede anche una clausola di
recesso dalle obbligazioni contrattuali tramite il pagamento di una somma di denaro
preventivamente stabilita e molto simile alla penale ma con principio e significato
totalmente diverso.
Mentre la penale il preventivo risarcimento di un danno che normalmente non dovrebbe
accadere, il diritto di recesso il prezzo che una parte deve pagare e che preventivamente
viene stabilito per un obbligazione che normalmente non necessariamente fattibile.
LA CAPARRA
A differenza della clausola penale che le parti possono inserire allinterno di un qualsiasi
contratto come accessoria obbligazione a pagare in caso di inadempimento o di ritardo di
pagamento della prestazione obbligatoria, le parti possono anche prestabilire un
trasferimento di denaro, allinterno di un contratto esclusivamente con rapporti
corrispettivi (Es. compravendita, ecc.) a differenza della clausola penale, al fine di
garantire una parte nel caso di uneventuale recesso della controparte dal contratto (art.
1385 cod. civ.).
La caparra viene sempre pagata dal debitore al creditore quando si stipula un contratto e
pu essere di due tipologie diverse:
1. CONFIRMATORIA se viene data anticipatamente alla stessa prestazione e di
questa rappresenta un inizio, nel senso che nel caso di recesso questa rester
nelle mani della parte attiva del contratto e nel caso di adempimento,
rappresenter invece un anticipo al pagamento della prestazione che dovr
essere completato nella parte rimanente;
2. PENITENZIALE se il creditore, invece, a non voler pi eseguire la prestazione
pattuita ed allora il debitore pu chiedere la doppia caparra, cio la restituzione
della caparra precedentemente data e una somma di denaro in pi pari alla
stessa caparra ed in pi pu anche chiedere gli eventuali danni recati.
DIRITTO DI RITENZIONE
Il diritto di ritenzione quel particolare diritto di garanzia che la legge riconosce al
creditore in certi casi consentendogli di trattenere presso se la merce del debitore per
indurre questultimo a pagare la prestazione obbligata.
Questa forma di garanzia di tipo autotutelare e di legittima difesa.
Poich la legge vieta di farsi giustizia da se prevedendo come reato tali forme di giustizia,
il diritto di ritenzione ammesso dalla legge nei soli casi da essa stabiliti e pertanto non
possibile estenderla per analogia.

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Questo diritto pu anche essere espressamente previsto, oltre che dalla legge,
dallautonomia contrattuale delle parti.
I DIRITTI SEMPLICI DI GARANZIA
Oltre alle garanzie reali delle obbligazioni (pegno ed ipoteca), che coinvolgono
direttamente il patrimonio del debitore, esistono altre forme di garanzia che vengono
definite semplici perch non riguardano direttamente il patrimonio del debitore ma quello
di un terzo che si presta per il debitore stesso a sua garanzia.
Le principali forme di garanzia semplici sono:
1. la FIDEIUSSIONE
Si costituisce per contratto e a norma dellart. 1936 un terzo (fideiussore) si obbliga con il
creditore per ladempimento di una obbligazione altrui (debitore principale).
Questo rapporto non di natura trilaterale ma rimane bilaterale in quanto riguarda
esclusivamente il creditore con il fideiussore.
La garanzia personale perch non riguarda direttamente il patrimonio del debitore ma
quello del terzo impegnato tramite questo contratto.
Non da luogo ad alcun diritto di tipo reale ma riguarda tutto il patrimonio del fideiussore
a norma dellart. 2740 cod. civ..
Un tempo era una operazione da chiedersi esclusivamente e preferibilmente ad un
soggetto amichevole, oggi, invece, loperazione avviene esclusivamente tramite
operazione bancaria.
La fideiussione costituisce un obbligazione accessoria, caratteristica questa comune a tutti i
diritti di garanzia reale.
La garanzia sussiste fin quando esiste lobbligazione principale e da questa dipendenza
deriva il fatto che la fideiussione non pu eccedere quanto dovuto al creditore dal
debitore ne pu essere prestata a condizioni pi onerose.
La fideiussione invalida se invalida lobbligazione principale, sia che linvalidit
riguardi un vizio di forma che un vizio di contenuto.
La garanzia di fideiussione pu anche essere suddivisa tra pi soggetti fideiussori ai quali
bisogner pretendere solo il credito loro proporzionatamente spettante.
2. lAVALLO
Comunemente si definisce lavallo come fideiussione cambiaria, cio come garanzia
prestata per una cambiale, anche se sostanzialmente la fideiussione e lavallo sono
entrambe obbligazioni di garanzie semplici ma con caratteristiche nettamente diverse.
La differenza tra avallo e fideiussione che la prima ha una forma di autonomia al punto
che sempre valida anche se lobbligazione principale nulla per un qualsiasi motivo che
non sia un vizio di forma.
Il soggetto che garantisce si chiama avallante, la persona, invece, a cui giova la garanzia
prestata si chiama avallato. Come ogni forma di obbligazione cambiaria, lavallo richiede
una forma scritta per la sua validit.
3. il MANDATO DI CREDITO

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Il mandato di credito il contratto, a norma dellart. 1958 cod. civ., che avviene tra due
soggetti: uno A che si obbliga con uno B a far credito ad un terzo C.
Il soggetto mandante pu revocare lincarico dato ma deve rispondere degli eventuali
danni arrecati alla controparte del contratto.
Questo tipo di contratto differisce sostanzialmente da quello di mandato perch, a
differenza di questultimo, il soggetto attivo agisce in maniera autonoma e con propria
volont rispetto al mandato in cui il soggetto agisce per conto e volont del soggetto
mandatario.
I DIRITTI REALI DI GARANZIA
Si gi detto circa gli eventuali rischi che il creditore incontra nei rapporti con i relativi
debitori:
concorso di troppe pretese di altri creditori sullo stesso patrimonio del debitore
risultando questultimo cos insufficiente;
la sottrazione che il debitore pu fare dei beni (che dovrebbero servire per garanzie
reali) dal proprio patrimonio per alienarli al creditore in attesa del pagamento
dovuto.
Le due principali forme di diritti reali di garanzia per il creditore sono: PEGNO e
IPOTECA.
La differenza tra pegno e ipoteca sta nelloggetto della garanzia:
1. il primo ha come contenuto propriet mobiliari;
2. il secondo ha come contenuto, invece, beni immobiliare.
Esistono per anche altre forme pi sottili di distinzione:
1. con il pegno si sottrae il bene al debitore il quale non potr pi usufruirne
temporaneamente fino a quando l'obbligazione non verr pagata;
2. con lipoteca, invece, il bene rimane del debitore a sua completa e totale
disposizione apportando una semplice registrazione nel pubblico registro
immobiliare (trascrizione).
Esistono, inoltre, alcuni elementi in comune tra le due forme di garanzia:
1. sono entrambi diritti accessori, se lobbligazione principale manca o finisce, con essa
viene a mancare o finire anche la garanzia reale in quanto non avrebbe pi ragione
di esistere;
2. sono entrambi diritti speciali perch applicabili esclusivamente ai relativi beni da
garantire;

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3. infine in comune alle due garanzie anche lindivisibilit che si estende allintero
bene in oggetto.
PEGNO
Il pegno, come diritto reale di garanzia, viene posto in essere tramite il contratto di pegno
che un vero e proprio contratto che esplica effetti di tipo reali, dato che il bene pignorato
passa momentaneamente dalla propriet del titolare debitore a quello del creditore e, per
questo tipo di effetto prodotto, la pubblicit avviene semplicemente con il possesso del
bene pignorato.
Oggetto del pegno sono esclusivamente i beni mobili e tutti gli altri beni comunemente
considerati come beni mobiliari.
Il possesso pignoratizio non consente al creditore di disporre pienamente ed interamente
del bene in sue mani che pur in tale situazione rimane comunque di propriet del debitore.
In questo caso, per, se il bene pignorato produce dei frutti, questi saranno
automaticamente di propriet del creditore.
Se il creditore dimostra di abusare del bene pignorato il legittimo proprietario, il debitore
dellobbligazione, pu chiederne il sequestro allautorit giudiziaria.
Finch il debitore non ha adempiuto completamente la prestazione oggetto del contratto,
non ha alcun diritto a pretendere la restituzione del bene pignorato, neanche quando abbia
gi prestato momentaneamente in parte lobbligazione.
Anche nel caso in cui il debitore non adempisca completamente la sua prestazione, il
creditore non ha il diritto di tenersi la propriet pignorata in virt del principio del veto di
patto commissorio, ma pu:
1. far vendere giudizialmente il bene pignorato e soddisfarsi cos del denaro
ricavato dalla vendita giudiziale;
2. farsi assegnare il bene pignorato dal giudice trasferendo cos definitivamente la
propriet del bene stesso (con sentenza del giudice).
Il contratto di pegno, vuole la legge, deve essere costituito in forma scritta e deve essere
necessariamente notificato al debitore e deve costituire prelazione su altri creditori.
IPOTECA
Lipoteca si costituisce tramite una semplice registrazione presso il registro pubblico dei
beni immobili lasciando, cos, il bene in propriet del debitore legittimo proprietario e non
trasferendo, neanche temporaneamente, alcun possesso.
In funzione di questa procedura, lipoteca possibile solo esclusivamente per i beni
immobiliari o per quei beni mobili iscritti in dei particolari e speciali registri pubblici (Es.
P.R.A., ecc.) e che per questo, pur se ipotecati, possono rimanere a disposizione del
proprietario seppur debitore.
Lipoteca invalida se esistono gravi incertezze sullammontare del credito garantito,
sullidentit del creditore o del debitore o sullesistenza dei beni ipotecati.
Il vincolo ipotecario indivisibile e persiste sullinterezza del bene anche quando, in parte,
il debito pagato
La registrazione dei beni immobiliari avviene in pubblici registri con criterio reale
(oggettivo) e quindi vanno iscritti e ricercati in base al nome del proprietario del bene,

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mentre i beni mobili speciali vengono registrati con criterio personale (soggettivo) e quindi
individuabili in base al nome e alla tipologia del bene stesso.
La legge riconosce, nel Codice Civile, tre tipi di ipoteche diverse, quella:
1. legale, quando lipoteca offerta direttamente al creditore dalla legge senza la
volont del debitore. In tal senso lart. 2817 cod. civ. elenca i casi tassativamente
previsti dalla legge di ipoteca legale;
2. giudiziale, quando trova la sua origine da una sentenza di condanna a pagare
una somma di denaro o una prestazione obbligatoria o quando ordinato il
risarcimento dei danni prodotti.
Il giudice, per, non ordina lapplicazione dellipoteca, ma questultima possibile solo
grazie, in questo caso, alla titolariet che la sentenza stessa rappresenta a norma dellart.
2818 cod. civ..
Questa procedura molto utile al fine di evitare una lunga e costosa procedura forzata
dopo aver ottenuto una sentenza favorevole al proprio credito.
3. volontaria, quando concessa per contratto o per atto unilaterale ma non
possibile assolutamente per testamento.
richiesta dalla legge la forma scritta e la pubblicit o per sottoscrizione autenticata dal
notaio o per atto pubblico.
La funzione essenziale dellipoteca rivolta direttamente ed esclusivamente a terzi. Da qui
lesigenza della pubblicit dellipoteca e dellinvalidit di quella occultamente fatta.
Liscrizione dellipoteca nei pubblici registri rappresenta un momento costitutivo
dellipoteca stessa a differenza delle trascrizioni che rappresentano titoli dichiarativi.
Il diritto del creditore ipotecario ha ordine di prelazione primario su tutti gli altri creditori
esistenti in comune allo stesso debitore. Ma poich possibile iscrivere diverse ipoteche
sullo stesso bene, ne consegue che possibile creare un vero e proprio ordine di priorit
delle diverse ipoteche.
Mentre tra i privilegi la preferenza data dalla causa del credito, tra le ipoteche la
preferenza data dalla cronologia di iscrizione della stessa ipoteca, cio dal numero del
registro generale dordine del pubblico registro immobiliare. Cos lipoteca iscritta per
prima avr un grado dordine di primo livello, quella iscritta per secondo di secondo
livello, e cos via. Anche nello stesso giorno si possono iscrivere diverse ipoteche con
ordini diversi a secondo del momento di arrivo delle istanze di iscrizione.
Inoltre, allintero della graduatoria, ciascun creditore pu cedere il proprio titolo
ipotecario pagando il credito relativo allipoteca stessa ad altri creditori aggiornando, cos,
la classifica con la propria uscita e disinteressandosi cos dellazione esecutiva (surroga
ipotecaria per pagamento).
Leffetto delliscrizione di massimo 20 anni e finito il termine non pu essere fatta altra
domanda se non con effetto ex nunc.
Per evitare lirretroattivit, bisogna iscrivere nuovamente lipoteca prima della fine del
termine dei 20 anni ma con linserimento in ultima posizione della graduatoria dei
creditori.
Lipoteca cessa nei soli casi previsti dal Codice Civile in cui:

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1. perisca il bene ipotecato (Es. incendio, ecc.) e per il principio dellaccessoriet


cade anche lipoteca;
2. il creditore vi rinunzi;
3. spiri il termine di concessione;
4. adempi la sua funzione di garanzia.
Cos solo dopo la cancellazione dellipoteca o solo dopo essere trascorsi i 20 anni di
prescrizione, il bene ipotecato ritorna libero verso chiunque.

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CAPO X
I PRINCIPALI CONTRATTI NOMINATI
I contratti per la circolazione dei beni
Compravendita
La vendita pu avere per oggetto sia il trasferimento della propriet di una cosa, mobile o
immobile, sia il trasferimento di un altro diritto (art.1470).
un contratto a titolo oneroso: attua il trasferimento di un diritto verso il corrispettivo di
una somma di denaro, detta prezzo; la sua causa consiste nello scambio tra un diritto e
una somma di denaro. Il prezzo in denaro lelemento che distingue la vendita dalla
permutache ha per corrispettivo il trasferimento di un altro diritto (art.1552).
Il contratto di vendita produce due ordini di effetti:
a.
effetti reali: la propriet o laltro diritto si trasferisce dal venditore al
compratore per effetto del solo consenso;
b.
effetti obbligatori: sul compratore incombe lobbligazione di pagare il prezzo
(art.1498)
sul secondo gravano varie obbligazioni:
lobbligazione di consegnare la cosa al compratore (art.1476);
lobbligazione di fargli acquistare la propriet della cosa o il diritto;
lobbligazione di garantire il compratore dallevizione (un terzo rivendica
con successo la propriet della cosa e il compratore ne perde la propriet);
lobbligazione di garantire il compratore dai vizi occulti della cosa;
Si tratta di vizi materiali della cosa, che la rendono inidonea alluso cui destinata o che ne
diminuiscano in modo apprezzabile il valore (art.1490). Deve trattarsi di vizi occulti, che il
compratore non conosceva al momento del contratto o che non poteva facilmente
riconoscere (art.1491). Ai vizi occulti la legge equipara la mancanza delle qualit promesse
o delle qualit essenziali della cosa (art.1497).
La garanzia per i vizi occulti pu essere esclusa o limitata dal contratto, ma il patto che la
esclude o la limita non ha effetto a favore del venditore che conoscesse i vizi della cosa e li
avesse in mala fede taciuti al compratore (art.1490).
Il compratore deve denunciare i vizi occulti entro otto giorni dalla scoperta; effettuata, ha
poi il termine di prescrizione di un anno dalla consegna per far valere in giudizio la
garanzia (art.1495). In giudizio il compratore pu esercitare due azioni:
1.
azione redibitoria: si richiede la risoluzione del contratto e il rimborso
del prezzo (art.1493);
2.
azione estimatoria: si chiede la riduzione del prezzo (art1492).
In ogni caso il compratore ha diritto al risarcimento dei danni subiti, se il venditore non
prova di avere senza colpa ignorato i vizi della cosa (art.1494).
Si parla di vendita obbligatoria, con riferimento ai casi nei quali il trasferimento della
propriet della cosa venduta non effetto immediato del contratto, e sul venditore
incombe lobbligazione di fare acquistare al compratore la propriet del bene venduto
(art.1476).
1. la vendita di cose determinate solo nel genere: la propriet passa solo al
momento dellindividuazione della cosa;
2. la vendita di cose future: sono le cose che ancora esistono al momento della
conclusione del contratto, ma che si spera vengano ad esistenza. Qui il contratto
non pu trasferire subito la propriet: questa passa solo nel momento in cui la cosa
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viene ad esistenza (art.1472);


3. la vendita di cosa altrui: per vendere un bene non occorre esserne proprietario:
valida la vendita di cose che non appartengono al venditore. fonte
dellobbligazione del venditore procurarsi la propriet della cosa; e il compratore ne
acquister la propriet nel momento stesso in cui il venditore ne sar divenuto
proprietario (art.1478);
4. la vendita a rate con riserva di propriet: si basa su tre principi (art.1523):
il venditore obbligato a consegnare immediatamente la cosa al
compratore, che ne acquista subito la facolt di godimento;
il compratore diventa proprietario della cosa solo nel momento del
pagamento dellultima rata del prezzo;
i rischi relativi alla cosa venduta passano al venditore al compratore gi
al momento della consegna;
Locazione
La locazione il contratto mediante il quale una parte, il locatore, si obbliga a far godere
allaltra parte, detta locatario o conduttore, una cosa mobile o immobile per un dato
tempo, verso un determinato corrispettivo (art.1571). un contatto consensuale
perch si perfeziona solo con laccordo delle parti; ha effetti obbligatori ed a titolo
oneroso: infatti, essenziale la pattuizione di un corrispettivo.
Il proprietario concede ad altri il godimento della propria cosa, ma solo per un dato tempo
(art.1571) e solo per un uso determinato (art.1587). La locazione pu avere per oggetto
qualsiasi bene, mobile o immobile; pu trattarsi di una cosa produttiva, ossia di una cosa
di per s idonea a procurare frutti e allora la locazione assume un nome specifico, quello di
affitto.
La forma scritta per richiesta, a pena di nullit, per le locazioni immobiliari
ultanovennali
(art.1350).
Con il contratto di locazione, il locatore si obbliga (art.1575):
1. a consegnare la cosa al conduttore;
2. a mantenerla in condizioni tali da servire alluso convenuto nel contratto. Spetta al
locatore di eseguire le riparazioni necessarie a tal fine, mentre a carico del conduttore
la piccola manutenzione (art.1576);
3. garantire il pacifico godimento della cosa da parte del conduttore;
Il conduttore , a sua volta, obbligato:
1. a prendere in consegna la cosa e a servirsene con la diligenza del buon padre di
famiglia per luso stabilito nel contratto (art..1587);
2. a dare il corrispettivo nei termini stabiliti (art.1587);
3. a restituire la cosa al termine della locazione nel medesimo stato in cui l ha
ricevuta, salvo il deterioramento derivante dalluso (art.1590)
Essenziale alla locazione la temporaneit del godimento: non pu essere stipulata una
durata maggiore a trenta anni (art.1573). Pu essere a tempo determinato (cessa con il
termine) oppure a tempo indeterminato (cessa con la disdetta); la locazione a tempo
determinato suscettibile di rinnovazione tacita.
La locazione che ha per oggetto una cosa produttiva prende il nome di affitto (art.1615) ma
occorre che la cosa sia di per s produttiva di frutti, come un fondo rustico o unazienda.
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Laffittuario ha lulteriore obbligo di curare la gestione della cosa produttiva secondo la


sua destinazione economica (art.1615).
La locazione finanziaria (leasing) la locazione di beni, mobili o immobili, acquistati o fatti
costruire dal locatore su indicazione del conduttore, dietro versamento di un prezzo
prestabilito.
Lammontare del canone rimesso allaccordo delle parti; esso dipender dalla legge di
mercato della domanda e dellofferta. Sugli opposti interessi delle parti influisce anche la
durata della locazione: il canone pattuito resta immutato per tutta la durata del contratto.
a.
Le case per abitazione: il canone pu essere liberamente determinato; solo
stabilita
una durata minima del contratto che non pu essere inferiore a quattro anni, con
rinnovo per altri quattro anni (n. B.: abolito equo canone);
b.
Immobili urbani ad uso diverso dallabitazione: il canone si determina
secondo le leggi di mercato; la durata minima di sei anni e si rinnova tacitamente
salvo disdetta di ciascuna delle parti. Il canone resta invariato per i primi tre anni:
poi pu essere aumentato a intervalli di due anni, in misura non superiore al 75%
dellaumento del costo della vita.
Mandato
Il mandato il contratto con il quale una parte, il mandatario, si obbliga nei confronti
dellaltra, il mandante, a compiere uno o pi atti giuridici per conto di questultima
(art.1703). Il suo oggetto una prestazione di fare, il compimento di un servizio, nel senso
pi ampio di questa espressione. Differisce dal contratto dopera per la specifica natura del
servizio che il mandatario si obbliga a compiere, il quale non consiste, nello svolgimento di
una qualsiasi attivit, ma nel compimento di atti giuridici per conto altrui. Il mandato pu
essere:
speciale, riguarda il compimento di uno o pi atti giuridici specifici;
generale, che investe globalmente la cura di tutti gli interessi del mandante o di
un certo tipo o zona;
Il mandato un contratto a titolo oneroso: il compenso spettante al mandatario, se non
fissato dal contratto, determinato dal giudice (art.1709). Il mandatario deve eseguire
lincarico con la diligenza del buon padre di famiglia; ma, se il mandato gratuito, la
responsabilit per colpa valutata con minor rigore (art.1710). Il mandante deve
somministrare al mandatario i mezzi necessari, rimborsargli le spese, pagargli il compenso
(art.1719/1720).
Il mandato si basa sulla fiducia del mandante nella persona del mandatario. Ne deriva:
che il mandatario non pu farsi sostituire da altri, salvo che non sia stato
autorizzato dal mandate, altrimenti risponde di persona delloperato del sostituto
(art.1717);
che il mandato si estingue per morte del mandante o del mandatario (art.1722);
che il mandate pu, in ogni momento, revocare il mandato (art.1723), ossia
recedere al contratto, risarcendo i danni al mandatario se si trattava di mandato
oneroso (art.1725);
Il mandatario pu, a sua volta, rinunciare al mandato; ma risponde dei danni che il suo
recesso provoca al mandante, salvo che non ricorra una giusta causa di rinuncia (art.1727).

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Prestito
Il prestito assume due distinte forme:
il comodato, che ha per oggetto cose immobili o cose mobili fungibili, un contratto
reale dove, il comodante, consegna allaltra, il comodatario, una determinata cosa
affinch se ne serva per un uso determinato, con lobbligazione di restituire la stessa
cosa ricevuta (art.1803). un contratto a titolo gratuito e la sua causa ,
generalmente, lo spirito di liberalit. La gratuit distingue il comodato dalla
locazione: se per luso della cosa altrui, mobile o immobile, previsto un
corrispettivo, il contratto di locazione. La cosa dovr essere restituita alla scadenza
del termine pattuito. Si parla di precario nellipotesi in cui sia stato espressamente
pattuito che il comodatario dovr restituire la cosa non appena il comodante ne
faccia richiesta;
il mutuo il prestito di determinate quantit di danaro o di altre cose fungibili. La
conseguenza che le cose consegnate dal mutuante al mutuarlo passano in propriet al
mutuatario (art.1814), il quale obbligato a restituire al mutuante altrettante cose della
specie e quantit (art.1813) ossi unequivalente quantit di danaro. Il mutuo pu essere sia
un contratto reale sia un contratto consensuale. La promessa di mutuo, che nel linguaggio
corrente prende il nome di contratto di finanziamento, ha la funzione di proteggere non
solo linteresse del mutuante alla restituzione della somma, ma anche linteresse del
mutuarlo a riceverla. un contratto a titolo oneroso, infatti, il corrispettivo consiste negli
interessi (art.1815) che sono dovuti secondo il tasso legale.
Appalto
Lappalto il contratto mediante il quale lappaltatore si obbliga verso il committente,
dietro corrispettivo di denaro, a compiere unopera o un servizio, con propria
organizzazione dei mezzi necessari e con gestione a proprio rischio (art.1655).
Lappaltatore ha lonere di numerosi rischi:
il rischio di non coprire, con il corrispettivo pattuito, i costi di costruzione dellopera o di
esecuzione del servizio; dopo la conclusione del contratto, oltre al 10% del
corrispettivo pattuito, lappaltatore pu chiedere una revisione del corrispettivo; il rischio
di non ricevere dal committente alcun corrispettivo se, non riesce a realizzare lopera
(art.1672) o se non l ha realizzata secondo il progetto convenuto o a regola darte
(art.1667) o se lopera perisce prima della consegna per causa non imputabile al
committente (art.1673). Lappaltatore inadempiente se, non procura al committente il
risultato pattuito e quando lopera realizzata sia difforme dal progetto convenuto o
presenti intrinseci vizi: il committente ha 60 giorni dalla scoperta per denunciare
difformit e vizi e invocare la garanzia (art.1667). il committente pu recedere dal
contratto ma deve rimborsare lappaltatore delle spese sostenute e risarcirlo del mancato
guadagno (art.1671).
Nel contratto dopera il prestatore dopera si obbliga verso il committente a compiere,
dietro corrispettivo, unopera o un servizio; esegue lopera con il lavoro prevalentemente
proprio (art.2222) quindi il contratto del piccolo imprenditore.
Il lavoro del quale si parla lavoro autonomo: occorre che ci si obblighi a compiere
unopera o un servizio senza vincolo di subordinazione nei confronti del committente.
Con questo contratto il lavoratore autonomo si procura il sostentamento; il corrispettivo si
determina in relazione al risultato ottenuto ed al lavorato normalmente necessario per
ottenerlo (art.2225). Il contratto dopera definito come contratto dopera manuale per
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distinguerlo dal contratto dopera che ha per oggetto una prestazione dopera intellettuale
(art.2230).
Trasporto
Il trasporto: il servizio sta qui nel trasferire persone o cose da un luogo allaltro; il
committente il viaggiatore nel trasporto di persone, il mittente nel trasporto di cose, e chi
si obbliga, verso corrispettivo, al trasporto il vettore (art.1678). Il vettore si obbliga a
portare intatte cose o incolumi persone alla destinazione convenuta. Il vettore
inadempiente e responsabile del danno:
per la mancata esecuzione del trasporto;
per il sinistro che durante il trasporto abbiano subito le persone trasportate o per la perdita
o lavaria delle cose oggetto del trasporto; Nel trasporto di cose (art.1693) il vettore
responsabile della perdita o dellavaria delle cose consegnategli per il trasporto dal
momento in cui le riceve al momento in cui le consegna al destinatario.
Nel trasporto di persone (art.1681) il vettore liberato da responsabilit per il sinistro solo
se prova di aver adottato tutte le misure idonee per evitare il danno.
Deposito
Il deposito: lo specifico servizio dedotto in contratto consiste nella custodia di una cosa
mobile, cui il depositario si obbliga nei confronti del depositante, con lobbligo del
depositario di restituirla in natura (art.1766) a richiesta del depositante. Il deposito un
contratto reale che si perfezione con la consegna della cosa: , di norma, gratuito.
Il deposito ha per oggetto cose infungibili delle quali il depositario non pu servirsi e che
deve restituire in natura (art.1770). ammesso il deposito irregolare, avente per oggetto
danaro o altre cose fungibili, delle quali il depositario diventa proprietario, con la facolt
di servirsene (art.1782). secondo larticolo 1768, il depositario deve custodire la cosa con la
media diligenza.
{Gli albergatori sono responsabili di ogni deterioramento, distruzione o sottrazione delle
cose portate dal cliente in albergo.
Sono considerate cose portate in albergo:
1) le cose che vi si trovano durante il tempo nel quale il cliente dispone dellalloggio;
2) le cose di cui lalbergatore, un membro della sua famiglia o un suo ausiliario assumono
la custodia, fuori dellalbergo, durante il periodo di tempo in cui il cliente dispone
dellalloggio;
3) le cose di cui lalbergatore, un membro della sua famiglia o un ausiliario assumono la
custodia sia nellalbergo, sia fuori dellalbergo, durante un periodo di tempo ragionevole,
precedente o successivo a quello in cui il cliente dispone dellalloggio (art.1783). La
responsabilit di cui al presente articolo limitata al valore di quanto sia deteriorato,
distrutto o sottratto, sino allequivalente di cento volte il prezzo di locazione dellalloggio
per giornata. La responsabilit dellalbergatore illimitata:
1) quando le cose gli sono state consegnate in custodia;
2) quando ha rifiutato di ricevere in custodia cose che aveva lobbligo di
accettare(art.1784) }.

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CAPO XI
I CONTRATTI DEI CONSUMATORI
Numerosi sono i provvedimenti normativi (quasi sempre si tratta di direttive) adottati
dalla CE nellambito della politica di protezione dei consumatori. Fra di essi, spicca un
gruppo di direttive emanate a partire dagli anni 80, specificamente concernenti la materia
contrattuale, a seguito della cui attuazione nellordinamento italiano si venuto a creare,
allinterno del nostro sistema generale dei contratti, un vero e proprio sottosistema dei
c.d. contratti dei consumatori .
Trattasi di un insieme di provvedimenti, riguardanti categorie pi o meno ampie (a
seconda dei casi) di contratti, che contengono una serie di regole speciali destinate a
trovare applicazione - in aggiunta alle (e talora in sostituzione delle) regole generali
(contenute nella disciplina generale dellobbligazione e del contratto, nonch nella
disciplina specifica dei singoli tipi contrattuali) - tutte le volte in cui un contratto venga
concluso da un consumatore con un professionista .
La ratio di questi provvedimenti risiede nellesigenza di assicurare ai consumatori forme
particolari e tendenzialmente inderogabili di protezione quando essi si trovino ad
instaurare rapporti contrattuali con soggetti che operano nellesercizio della propria
attivit professionale: in queste ipotesi gli interessi economici dei consumatori sono infatti
particolarmente esposti al rischio di essere sacrificati dal momento che, di norma, i
professionisti dispongono di una forza economica e contrattuale, nonch di una quantit
di conoscenze e informazioni, di gran lunga superiore rispetto a quella di cui godono i
consumatori.
Di qui limposizione, ai professionisti, di una serie di divieti, obblighi e oneri, nonch
lattribuzione, ai consumatori, di peculiari diritti, tutti finalizzati a sottrarli (o quantomeno
a dar loro la possibilit di sottrarsi) alle conseguenze pregiudizievoli derivanti dagli abusi
che i professionisti potrebbero fare della propria posizione di superiorit , e tutti (o
quasi) contemplati da norme insuscettibili di essere (pattiziamente) derogate in senso
sfavorevole al consumatore.
Le norme di recepimento delle sopra menzionate direttive comunitarie, fino a poco tempo
fa, erano con la sola eccezione delle disposizioni di attuazione della direttiva
93/13/CEE concernente le clausole abusive e della direttiva 99/44/CE relativa alla
vendita di beni di consumo (rispettivamente inserite negli artt. 1469-bis-1469-sexies e negli
artt. 1519-bis-1519-nonies del codice civile) distribuite in una pluralit di provvedimenti
legislativi extracodicistici autonomi e separati, fra loro non coordinati. Il d. legisl. 6
settembre 2005, n. 206, recante riassetto delle disposizioni vigenti in materia di tutela dei
consumatori - Codice del consumo , (art. 146) ha tuttavia integralmente abrogato con
la sola eccezione delle disposizioni di recepimento della direttiva concernente il credito al
consumo le norme attraverso le quali era stata data originariamente attuazione
nellordinamento italiano alle direttive CE di tutela del consumatore in materia
contrattuale (comprese quelle che erano state incluse nel codice civile), norme i cui
contenuti sono stati trasfusi nella Parte III ( Il rapporto di consumo : artt. 33-101) e nel
Titolo III della Parte IV (artt. 128-135) dello stesso Codice del consumo.
Le disposizioni che concorrono a comporre il regime normativo speciale cui sono soggetti
nel nostro ordinamento i contratti dei consumatori si trovano cos ora inserite
allinterno di un unico ed unitario provvedimento normativo, accanto alla gran parte (non
per alla totalit) delle pi importanti normative di tutela del consumatore introdotte dal
legislatore italiano.
132

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Consumatore e professionista
Prima dellemanazione del d. legisl. recante il codice del consumo, non esisteva una
disposizione che contenesse una definizione delle nozioni di consumatore e
professionista dotata di validit generale. Oggi il codice del consumo definisce
consumatore (art. 3, lett. a), cod. cons.) la persona fisica che agisce per scopi estranei
allattivit imprenditoriale o professionale eventualmente svolta , mentre professionista
la persona fisica o giuridica che agisce nellesercizio della propria attivit
imprenditoriale o professionale, ovvero un suo intermediario (art. 3, lett. c), cod. cons.).
La qualificazione di una parte contrattuale come consumatore ovvero professionista
dunque legata alla natura del soggetto che conclude il contratto (persona fisica o ente
collettivo) nonch agli scopi in vista dei quali agisce, quando stipula un contratto.
Possono essere qualificate come consumatori tutte e soltanto le persone fisiche che
concludono un contratto per uno scopo estraneo allattivit imprenditoriale o professionale
eventualmente svolta. Non sono conseguentemente mai suscettibili di essere qualificati come
consumatori gli enti collettivi (riconosciuti o non riconosciuti, profit o non profit) dotati di
autonoma soggettivit giuridica. Le persone fisiche, quelle che esercitano una attivit
imprenditoriale o unattivit professionale (e cio, gli imprenditori individuali e i
lavoratori autonomi) possono essere qualificate come consumatori soltanto se il contratto
che concludono non ricollegabile, nemmeno indirettamente, allattivit (imprenditoriale
o professionale) che svolgono. Debbono invece considerarsi professionisti tutti e
soltanto i soggetti (persone fisiche, persone giuridiche pubbliche o private, enti collettivi
non riconosciuti dotati di autonoma soggettivit giuridica) che, nel concludere un
contratto, agiscono nel quadro della propria attivit professionale o imprenditoriale.
Le clausole vessatorie
A norma dellart. 36, 1o co., del codice del consumo, le clausole, inserite in un contratto
concluso da un consumatore con un professionista, che risultino vessatorie , sono nulle,
ferma restando peraltro la validit della restante parte del contratto. Ne deriva che
lautorit giudiziaria, investita di una controversia relativa ad un contratto concluso da un
consumatore con un professionista, pu, su istanza dello stesso consumatore o anche
dufficio (non per su richiesta del professionista: cfr. art. 36, 3o co., cod. cons.), dichiarare
(con sentenza di accertamento, e non costitutiva) la nullit delle clausole che ritenga di
poter considerare vessatorie ai sensi degli artt. 33 e 34 cod. cons. (e ci, trattandosi di
clausole inserite in condizioni generali di contratto, moduli o formulari, anche se il
consumatore-aderente le abbia specificamente approvate per iscritto, ai sensi dellart. 1341,
2o co., c.c.). A norma dellart. 33, 1o co., cod. cons., una clausola deve reputarsi vessatoria
quando la sua presenza nel regolamento negoziale determina, a carico del consumatore,
un significativo squilibrio dei diritti e degli obblighi derivanti dal contratto, in contrasto
con i dettami della buona fede (oggettiva).
Lapplicazione e la concretizzazione di questa definizione generale ed astratta di clausola
vessatoria agevolata dallelenco delle clausole che si presumono vessatorie fino a prova
contraria contenuto nel 2o co. dellart. 33 cod. cons. 8. Quando una clausola sia
riconducibile ad una delle previsioni di tale elenco, al consumatore che pretenda di
vederla dichiarata nulla sar sufficiente allegarne in giudizio lesistenza: star al
professionista fornire la prova contraria necessaria a superare la presunzione,
dimostrando che (tenuto conto delle altre clausole del contratto, della natura del bene o
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del servizio che ne costituisce loggetto, nonch delle particolari circostanze in cui il
negozio stato concluso: v. art. 34, 1o co., cod. cons.) la clausola sospetta non
determina, in realt, in quel particolare contratto, un significativo squilibrio tale da
giustificarne la valutazione in termini di vessatoriet.
Non tutte le clausole dei contratti dei consumatori sono tuttavia soggette al controllo
contenutistico di vessatorit contemplato dalla nuova normativa codicistica.
Al giudizio di vessatoriet sono infatti in primo luogo sottratte le clausole che
determinano le prestazioni principali che costituiscono oggetto del contratto (e cio, da
un lato, quelle che individuano la natura e le caratteristiche del bene o del servizio che il
professionista si obbliga a fornire al consumatore, dallaltro quelle che stabiliscono la
somma di denaro che il consumatore si impegna a versare al professionista a titolo di
corrispettivo), a condizione per che dette prestazioni siano state individuate in modo
chiaro e comprensibile (art. 34, 2o co., cod. cons.): ne deriva che lautorit giudiziaria non
potrebbe mai considerare vessatoria, e conseguentemente dichiarare inefficace, la clausola
che fissa lammonare del corrispettivo, per il solo fatto che la somma pretesa dal
professionista eccessivamente elevata in rapporto alleffettivo valore economico del bene
o del servizio che egli si impegnato a procurare al consumatore.
Non possono inoltre essere considerate vessatorie le clausole che riproducono
disposizioni di legge (imperative o anche solo dispositive) (art. 34, 3o co., cod. cons.). Non
sono infine suscettibili di essere considerate vessatorie (34, 4o co., cod. cons.) le clausole
che siano state inserite nel regolamento negoziale a seguito di una trattativa individuale 9,
trattativa individuale che pu dirsi avvenuta in tutti e soltanto i casi (invero assai rari) in
cui la clausola sia stata fatta oggetto di una vera e propria negoziazione, condotta dalle
parti su un piano di parit (ci che postula che al consumatore sia stata data leffettiva e
concreta possibilit di incidere sui contenuti della clausola, eventualmente ottenendone la
modificazione): questultima esenzione non vale tuttavia per le tre categorie di clausole
menzionate nel 2o comma dellart. 36 cod. cons., che debbono considerarsi sempre e
comunque nulle, quandanche le parti ne abbiano fatto loggetto di una trattativa
individuale .
Oltre a vietare linserimento di clausole vessatorie, il legislatore ha poi imposto ai
professionisti che concludono contratti con i consumatori di formulare le relative clausole
in modo chiaro e comprensibile, tutte le volte in cui esse vengano redatte per iscritto (art.
35, 1o co., cod. cons.). Questo precetto di trasparenza non stato tuttavia
accompagnato dalla previsione di una specifica sanzione: non chiaro pertanto se la
clausola formulata in termini oscuri e/o incomprensibili debba ritenersi senzaltro, e per
ci solo, nulla, ovvero se al mancato rispetto del precetto di trasparenza consegua
unicamente, nelle ipotesi in cui ne sia derivata lambiguit della clausola, lapplicazione
della regola dellinterpretatio contra proferentem dettata dallart. 35, 2o co., cod. cons. (regola
destinata, nellambito dei negozi conclusi da consumatori, a prevalere sulle altre regole di
interpretazione oggettiva del contratto sancite negli artt. 1367-1371).
Infine, lart. 37 cod. cons. prevede un rimedio ulteriore, a carattere preventivo, per
rafforzare la protezione dei consumatori contro le clausole vessatorie: trattasi dellazione
inibitoria collettiva che le (sole) associazioni dei consumatori iscritte nellelenco delle
associazioni rappresentative a livello nazionale di cui allart. 137 cod. cons., le Camere di
commercio e le associazioni rappresentative dei professionisti possono esperire per
chiedere allautorit giudiziaria di vietare ai professionisti che si avvalgono (o
raccomandano lutilizzazione) di condizioni generali di contratto dal contenuto vessatorio
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di continuare a farne (o consigliarne l) uso, per regolare i rapporti che instaurano con i
consumatori: unazione che, se esperita da unassociazione di consumatori, conduce
allinstaurazione di un procedimento cui si applica la disciplina generale contenuta
nellart. 140 cod. cons.
I contratti a distanza e al di fuori dei locali commerciali
Si applica una disciplina speciale applicabile a tutti e soltanto i contratti aventi ad oggetto
la fornitura di beni mobili (compravendite di beni mobili ad efficacia reale o
meramente obbligatoria, contratti dopera o dappalto per la realizzazione di un bene
mobile, nonch contratti di somministrazione di beni mobili) ovvero la prestazione di
servizi (non finanziari) che vengano stipulati da un consumatore con un professionista
fuori dei locali commerciali (di questultimo) ovvero a distanza .
Un contratto con il quale un professionista si obbliga a fornire ad un consumatore un
bene mobile ovvero a prestargli un servizio pu dirsi negoziato fuori dei locali
commerciali (art. 45 cod. cons.) nelle ipotesi in cui il consumatore abbia emesso la
propria dichiarazione contrattuale (proposta o accettazione):
a) durante la visita del professionista presso il suo domicilio, il suo posto di lavoro o in un
locale nel quale egli si trova per ragioni di lavoro, studio, o cura;
b) ovvero durante una escursione organizzata dal professionista al di fuori dei locali in cui
si svolge la sua attivit professionale o imprenditoriale;
c) o ancora mediante la sottoscrizione di una nota dordine in unarea pubblica o aperta al
pubblico;
d) o infine per corrispondenza, o comunque sulla base ed in seguito alla consultazione di
un catalogo avvenuta non in presenza del professionista (o di un suo incaricato).
Per contro, un contratto concluso da un professionista con un consumatore per la fornitura
di un bene mobile o la prestazione di un servizio a distanza quando stato negoziato e
stipulato esclusivamente attraverso limpiego di una o pi tecniche di comunicazione a
distanza (per tali dovendosi intendere qualsiasi mezzo la cui utilizzazione renda
possibile la conclusione del contratto senza la presenza fisica e simultanea del
professionista e del consumatore), e nellambito di un sistema di vendita di beni (o
prestazione di servizi) a distanza organizzato dal professionista (art. 50 cod. cons.).
Nelluna e nellaltra ipotesi, al consumatore viene attribuito il diritto di recedere dal
contratto concluso con il professionista, un diritto irrinunciabile che egli pu
esercitare a sua totale discrezione e senza esser tenuto a specificarne i motivi, e senza che
possa essergli per questa ragione imposto il pagamento di alcuna somma di denaro, a
titolo di penalit, risarcimento o altro.
Il consumatore che intende avvalersi di questo diritto di pentimento ha lonere di
manifestare per iscritto la propria volont di esercitarlo e di inviare la relativa
dichiarazione al professionista mediante lettera raccomandata con avviso di ricevimento
entro il breve termine di dieci giorni lavorativi (art. 64 cod. cons.): il giorno nel quale
questo termine inizia a decorrere varia tuttavia a seconda che si tratti di un contratto
avente ad oggetto la fornitura di beni mobili o la prestazione di servizi, nonch a seconda
che gli obblighi informativi imposti ai professionisti siano stati o meno correttamente e
tempestivamente adempiuti.
Trattandosi di contratti per la prestazione di servizi, il giorno nel quale questo termine
inizia a decorrere quello della stipulazione del contratto soltanto se, in questa data, gli
obblighi informativi sono gi stati puntualmente e tempestivamente adempiuti dal
135

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professionista; in caso contrario, il termine non inizia a decorrere se non dal giorno in cui
le informazioni imposte dalla legge vengono effettivamente ricevute dal consumatore.
Tuttavia, una volta trascorsi 90 giorni (nel caso di contratto a distanza; soltanto 60 giorni,
invece, nel caso di contratto concluso fuori dai locali commerciali) dalla stipulazione del
contratto senza che il professionista gli abbia fatto pervenire le informazioni dovute, e
senza che sia stato nel frattempo esercitato il diritto di recesso, il consumatore decade
definitivamente dal diritto di recedere dal contratto.
Trattandosi per contro di contratti relativi a beni (mobili), il termine per lesercizio del
diritto di recesso inizia a decorrere soltanto a partire dal giorno in cui il consumatore
riceve in consegna il bene che il professionista si impegnato a procurargli; qualora
tuttavia nel momento della trasmissione del possesso del bene gli obblighi informativi
gravanti sul professionista non siano stati ancora adempiuti, ovvero siano stati adempiuti
in modo inesatto o incompleto, il termine per recedere non inizia a decorrere se non dal
giorno in cui il consumatore effettivamente riceve tutte le informazioni cui ha diritto.
Anche in questo caso, tuttavia, una volta trascorsi 90 giorni (nel caso di contratto a
distanza; soltanto 60 giorni, invece, nel caso di contratto concluso fuori dai locali
commerciali) dalla consegna del bene senza che il professionista gli abbia fatto pervenire le
informazioni dovute, e senza che sia stato nel frattempo esercitato il diritto di recesso, il
consumatore decade definitivamente dal diritto di recedere dal contratto.
Il tempestivo esercizio del diritto di recesso da parte del consumatore determina lo
scioglimento del rapporto contrattuale, con la conseguenza che le parti sono liberate dalle
obbligazioni sorte per effetto della stipulazione del contratto (v. art. 66 cod. cons.).
Se il consumatore aveva gi versato in tutto o in parte il corrispettivo del bene o del
servizio previsto dal contratto, il professionista tenuto a rimborsargli integralmente, non
oltre 30 giorni dalla data in cui venuto a conoscenza dellesercizio del diritto di recesso,
tutte le somme riscosse, incluse quelle corrisposte a titolo di caparra (art. 67, 4o co., cod.
cons.).
Quando si tratti di contratti relativi a beni, il consumatore che avesse eventualmente gi
ricevuto in consegna il prodotto oggetto del negozio (prima dellesercizio del diritto di
recesso) per parte sua obbligato a restituirlo al professionista mettendolo a sua
disposizione con le modalit ed entro i termini stabiliti dal contratto (ed obbligato a
rispedirlo a sue spese allindirizzo del mittente soltanto se il contratto lo prevedeva
espressamente). Va rilevato che in questi casi la sostanziale integrit del bene da
restituire costituisce condizione essenziale affinch il diritto di recesso possa essere
esercitato (art. 67, 2o co., cod. cons.): a tal fine non peraltro necessario che il bene venga
riconsegnato nella medesima condizione nella quale si trovava quando il consumatore lha
ricevuto, essendo sufficiente che esso venga restituito in normale stato di
conservazione.
Quando invece si tratti di contratti per la prestazione di servizi, qualora i servizi vengano
in tutto o in parte forniti con il consenso del consumatore prima della scadenza del
termine entro il quale questultimo potrebbe avvalersi del diritto di recesso, se il contratto
stato concluso fuori dai locali commerciali si prevede (art. 48 cod. cons.) che il recesso
possa produrre effetti soltanto ex nunc (sicch devessere comunque versato il corrispettivo
per i servizi prestati), mentre se il contratto stato stipulato a distanza la circostanza che la
prestazione dei servizi sia gi stata iniziata preclude al consumatore la possibilit stessa di
recedere dal negozio (art. 55, 2o co., lett. a) cod. cons.).

136

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Le vendite di beni di consumo


La nozione di vendita di cui agli artt. 128 ss. Del codice del consumo diversa, e pi
ampia, rispetto a quella generale di cui allart. 1470 c.c. In virt della equiparazione
disposta dal comma 1 dellart. 128 cod. cons. possono infatti reputarsi in essa ricompresi
tutti i contratti a titolo oneroso con i quali un professionista si impegna a procurare al
consumatore la disponibilit materiale e giuridica di un bene di consumo . Sono
pertanto da considerare vendite (nel senso degli artt. 128 ss. cod. cons.), innanzitutto, i
contratti di compravendita di beni di consumo , sia quelli ad efficace reale sia quelli ad
efficacia meramente obbligatoria (in particolare, quelli aventi ad oggetto cose generiche o
cose future), nonch i contratti di permuta con i quali un professionista trasferisce ad un
consumatore un bene di consumo verso un corrispettivo non pecuniario, e i contratti di
somministrazione di beni di consumo . Ma sono altres da considerare vendite i
contratti di appalto e dopera aventi ad oggetto la realizzazione di beni di consumo , e
in generale tutti i contratti comunque finalizzati alla fornitura di beni di consumo da
fabbricare o produrre . Quanto poi alla nozione di bene di consumo , deve considerarsi
tale qualsiasi bene mobile, anche da assemblare , non importa se nuovo od usato (v.
art. 128 cod. cons.).
Un ulteriore tratto caratterizzante il regime speciale cui sono sottoposti i contratti di
vendita di beni mobili conclusi da consumatori con professionisti rappresentato dalla
drastica riduzione degli spazi concessi allautonomia privata per la determinazione del
loro contenuto. Le nuove norme codicistiche hanno carattere imperativo , e non sono in
nessun caso suscettibili di essere derogate in senso sfavorevole al consumatore, a pena
di nullit.
Per quanto riguarda poi, specificamente, il contratto di compravendita, lintera
impostazione data dal nostro codice civile al problema della responsabilit del venditore
per le inesattezze materiali della prestazione traslativa risulta profondamente diversa
rispetto a quella seguita negli artt. 128 ss. cod. cons.
Abbandonata la distinzione fra le categorie dellaliud pro alio, del vizio materiale e della
mancanza di qualit (essenziali o promesse), lart. 129 cod. cons. raccoglie infatti tutte le
forme di inesattezza materiale della prestazione allinterno di ununica grande categoria,
quella del difetto di conformit al contratto. La presenza, in un bene di consumo, di
un difetto di conformit, quali che ne siano la natura e le caratteristiche, legittima il
consumatore ad esperire, nei confronti del professionista, ben quattro rimedi, fra loro
alternativi 15. Oltre ai pi tradizionali diritti alla risoluzione del contratto e alla riduzione
del prezzo, ed in via preferenziale rispetto a questi ultimi, vengono attribuiti al
consumatore i diritti alla sostituzione e alla riparazione del bene (v. art. 130 cod. cons.):
diritti assoggettati tutti, a prescindere dalla tipologia del difetto di conformit, al
medesimo termine di prescrizione (ventisei mesi, decorrenti dalla data in cui il bene
stato consegnato al consumatore), e tutti esercitabili a condizione che il compratore abbia
denunciato il difetto di conformit entro due mesi dal giorno in cui il difetto stato
scoperto (v. art. 132 cod. cons.) 16.
La nuova normativa si distingue cos in modo netto dalla disciplina della compravendita
del codice civile, che attribuisce al compratore rimedi diversi (sotto il profilo dei contenuti,
delle condizioni di esercizio, e dei termini prescrizionali) a seconda della tipologia
dellinesattezza materiale della prestazione (aliud pro alio, vizio, mancanza di qualit), e gli
accorda soltanto il diritto alla risoluzione del contratto (e, nel solo caso dei vizi, il diritto

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alla riduzione del prezzo) senza riconoscergli la possibilit di chiedere la sostituzione o la


riparazione del bene viziato (o privo di una qualit essenziale o promessa).
Il credito al consumo
Nella nozione di credito al consumo si prestano ad essere ricompresi tutti i negozi
attraverso i quali un professionista (di norma, una banca o un intermediario finanziario)
concede credito ad un consumatore sotto forma di dilazione di pagamento, di
finanziamento o di altra analoga facilitazione finanziaria.
I contratti in questione vengono assoggettati ad una serie di regole finalizzate a garantire
che il consumatore venga informato in modo completo e puntuale su tutti gli aspetti ed i
profili rilevanti delloperazione di credito al consumo, onde far s che egli abbia a
disposizione tutti i dati e gli elementi di cui necessita per poter decidere in modo
consapevole e ponderato se concludere o meno loperazione di finanziamento e, una volta
conclusa loperazione di finanziamento, si trovi altres a disporre di un quadro corretto e
completo dei diritti e delle prerogative che il contratto e la legge gli riconoscono. Al
requisito della forma scritta richiesta ad substantiam e alle numerose regole sulla
trasparenza, si affiancano ed aggiungono poi una serie di disposizioni rivolte a riconoscere
al consumatore peculiari diritti e poteri nei confronti del professionista che gli ha
concesso credito: in particolare, la facolt di adempiere alla propria obbligazione in via
anticipata e la facolt di recedere dal contratto senza penalit, nonch il diritto di agire
nei confronti del finanziatore nei limiti del credito concesso in caso di
inadempimento contrattuale del fornitore.
I CONTRATTI DI VIAGGIO E DI TIMESHARING IMMOBILIARE
Il panorama delle normative rivolte alla tutela del consumatore/contraente si chiude con
due provvedimenti concernenti i contratti che il consumatore, nella veste di turista ,
conclude con un professionista per lacquisizione di pacchetti turistici ovvero per
lacquisto di beni immobili in timesharing (in particolare, ma non solo, in multipropriet).
La normativa si applica non soltanto quando il consumatore conclude il contratto
direttamente con lorganizzatore del viaggio (e cio con il professionista che provveder a
fornire la combinazione dei servizi che costituisce oggetto del pacchetto turistico), ma
anche nelle (assai pi frequenti) ipotesi in cui il contratto venga concluso dal consumatore
con un soggetto (il venditore ) diverso dallorganizzatore, che si impegna nei confronti
del consumatore a procurargli i servizi turistici forniti dallorganizzatore.
Ai contratti attraverso i quali un professionista attribuisce ad un consumatore, a titolo
oneroso, la titolarit di una posizione giuridica (propriet o altro diritto reale, diritto
personale di godimento, partecipazione societaria o associativa, etc.) che lo legittima a
godere di un immobile destinato ad uso abitativo, alberghiero o turistico-ricettivo, per un
periodo determinato dellanno non inferiore ad una settimana (c.d. timesharing
immobiliare), si applica invece la normativa di recepimento della direttiva 94/47/CE
concernente taluni aspetti dei contratti relativi allacquisizione di un diritto di
godimento a tempo parziale di beni immobili, originariamente inserita nel d. legisl. n.
427 del 9 novembre 1998 (ora abrogato), e successivamente confluita negli artt. 69-81 del
codice del consumo.
Le due normative presentano alcune caratteristiche comuni.
Entrambe impongono al professionista lobbligo di informare il consumatore, prima
della conclusione del contratto, in merito agli elementi e agli aspetti rilevanti del negozio,
138

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elencando in modo puntuale ed analitico le indicazioni che debbono necessariamente


essere date ai consumatori, stabilendo che le suddette informazioni debbono essere fornite
per iscritto (in particolare attraverso la consegna di un opuscolo o documento informativo
nel quale esse debbono essere riportate in modo completo ed esaustivo, nonch in termini
comprensibili per il consumatore), e vincolando al contenuto delle informazioni cos
fornite i professionisti, cui viene preclusa la possibilit di inserire (senza laccordo del
consumatore) nel testo del contratto clausole dal tenore contrastante con il contenuto delle
informazioni fornite (negli oposculi e documenti informativi) nella fase precontrattuale (v.
artt. 70 e 87-88 cod. cons.).
In entrambe le normative si prevede poi che il contratto deve rivestire la forma scritta (a
pena di nullit), che al consumatore deve esserne consegnata una copia (nonch procurata
una traduzione nella lingua dello Stato in cui si trova il bene immobile, nel caso di
contratti di timesharing), e che le clausole del contratto devono essere redatte in termini
chiari e precisi (art. 85 cod. cons.) ed in lingua italiana (o nella diversa lingua scelta
dallacquirente) (art. 71 cod. cons.).
Infine, vengono individuati in modo puntuale gli elementi e le clausole che debbono
necessariamente essere presenti nel testo contrattuale che viene fatto sottoscrivere al
consumatore (artt. 86 e 71 cod. cons.).

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CAPO XII
VARIE FONTI DI OBBLIGAZIONI NON CONTRATTUALI
Mentre le obbligazioni nate dal contratto con il tempo si sono sempre pi rinforzate, la
stessa cosa non si pu di certo dire per la forza delle obbligazioni nate da promesse
unilaterali.
Nel passato gli antichi Romani attribuivano loro forza di legge solo se queste garantivano
un vantaggio per lintera comunit e non solo per la propria sfera privata.
Oggi, le promesse unilaterali hanno efficacia giuridica solo nei casi descritti e disciplinati
dalla legge, cos come previsto dallart. 1987 cod. civ..
Lart. 1334 cod. civ. dice che gli atti unilaterali producono gli effetti dovuti solamente nel
momento in cui pervengono a conoscenza del dovuto destinatario.
Lart. 1324 cod. civ., inoltre, estende lefficacia delle norme del Codice Civile riguardante i
contratti anche agli atti unilaterali, quando questo possibile e compatibile (tra vivi / a
contenuto patrimoniale).
I principali atti unilaterali disciplinati e previsti dal Codice Civile sono:
1. la promessa di pagamento
2. la ricognizione del debito
3. la promessa al pubblico
Sia la promessa di pagamento che la ricognizione del debito non sono fonti unilaterali
che costituiscono la nascita di nuove obbligazioni, ma sono riconferme di precedenti debiti
pecuniari nati a loro volta da appositi e relativi contratti.
Essi sono fatti valere senza bisogno di invocare il titolo originario di obbligazione e
dispensa colui a favore del quale sono fatte dallonere della prova.
La promessa al pubblico una fonte di obbligazione nel momento in cui viene fatta
pubblicamente a norma dellart. 1989 cod. civ..
Bisogna per in questo caso distinguere la promessa al pubblico, disciplinata dallart. 1989
cod. civ., dallofferta fatta al pubblico, disciplinata invece dallart. 1336 cod. civ., che
consiste nella proposta a concludere un contratto fatta a persone di incerta identit e
perfezionato solo dopo una specifica manifestazione di accettazione.
Mentre lofferta fatta al pubblico di concludere un contratto ha valore indefinito nel tempo
e pu essere revocata in un qualsiasi momento con unaltra dichiarazione ugualmente
fatta pubblicamente, la promessa al pubblico ha efficacia solamente per un anno cos come
previsto dallo stesso art. 1989 cod. civ. salvo diverso termine appositamente previsto.
Tuttavia la promessa pu essere revocata ancor prima del termine previsto solamente per
una giusta causa, cos detta lart. 1990 cod. civ., purch la revoca sia resa pubblicamente
nella stessa forma della promessa o in maniera equivalente.
LA GESTIONE DEGLI ALTRUI AFFARI
Non di certo lecito e moralmente corretto amministrare gli interessi, di qualunque natura
essi siano, allinterno dellaltrui sfera giuridica.

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Tuttavia il Codice Civile ammette e consente la gestione degli altrui affari, anche senza il
consenso del legittimo interessato, che funge da dominus, solo nei casi in cui questo
avvenga in vantaggio dello stesso dominus.
Questo antico istituto giuridico, quello del negotiarum gestio, fonte di obbligazione sia
per il negotii dominus che per il gestore estraneo.
Questo strano ma giusto istituto giuridico, per, per produrre i relativi effetti e non
costituire atto illecito, deve rispettare alcuni punti molto importanti:
- laffare non deve essere iniziato contro la volont del dominus;
- il gestore deve essere cosciente che si tratti di un altrui affare;
- si deve trattare di attivit lecita;
- necessaria la capacit di agire del gestore;
- laffare deve essere necessariamente un vantaggio per il dominus.
Laltrui gestione, dice lart. 2031 cod. civ., deve essere inizialmente vantaggiosa e non
conta se, per circostanze sopravvenute, la gestione si mostrer al dominus, solamente
dopo, pi dannosa che utile.
La gestione, comunque, pu essere:
1. semplice quando taluno agisce in nome proprio ma per gli interessi altrui;
2. rappresentativa quando si agisce direttamente in nome e per conto del
dominus.
Questo principio, pur essendo molto simile al mandato, si distingue da questultimo
perch non necessario un apposito contratto da stipulare ma sufficiente la non
opposizione del legittimo dominus.
PAGAMENTO DELLINDEBITO
Ogni pagamento presuppone necessariamente un debito relativo e tutto ci che dato
senza esserlo dovuto va restituito.
Il pagamento senza causale in soli due casi specifici: quando il dante causa non era
debitore e quando lavente causa non era il creditore.
Infatti esiste:
1. lindebito oggettivo quando si paga a chi non era il legittimo creditore
provocando un arricchimento in senso assoluto perch il credito non
esisteva.
2. Lindebito soggettivo quando chi paga non doveva dare nulla perch
non era il debitore.

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In questo caso, quindi, il credito esisteva ma chi ha pagato non era legittimato a farlo ed
inoltre deve essere presente un elemento sostanziale, lerrore scusabile perch altrimenti il
pagamento sarebbe stato valido dato che chiunque pu pagare un obbligazione altrui.
Le conseguenze giuridiche sono diverse a seconda dei due diversi casi descritti.
Nel caso dellindebito soggettivo dovuta senzaltro la restituzione di quanto
erroneamente gi pagato a norma dellart. 2033 cod. civ., mentre nel caso dellindebito
oggettivo la restituzione avviene ugualmente a meno che lavente causa, nel ricevere il
pagamento, non si sia privato, in tutta buona fede, del titolo o delle garanzie di credito,
cosi come previsto dallart. 2036 cod. civ..
La ripetizione del pagamento non dovuto non ammessa neanche nei due seguenti casi:
1. quando il pagamento non dovuto rappresenti offesa al buon costume;
2. quando sia trascorso il termine di prescrizione di dieci anni.
Lavente causa ha lobbligo di restituire, altre a tutto ci che dovuto, anche i frutti e gli
interessi maturati dal bene erroneamente in suo possesso, se era:
- in buona fede, dal giorno della domanda di restituzione;
- in mala fede, dal giorno stesso del pagamento erroneamente
ricevuto.
AZIONE GENERALE DI ARRICCHIMENTO
Si ha ingiustificato arricchimento quando una persona si arricchisce di una somma di
denaro a danno di un'altra persona, senza, per, una giusta motivazione.
Lart. 2041 cod. civ., infatti, tende a tutelare limpoverimento di un soggetto, pi che
larricchimento dellaltro, tramite un principio generale dellordinamento giuridico che
prevede la sottrazione del corrispondente vantaggio a chi lo ha conseguito senza giusta
causa a seguito di una giusta azione legale intrapresa dal legittimo soggetto leso nei propri
diritti.
I DIRITTI AD AVERE
Nei rapporti sempre pi fitti tra operatori e soggetti veri che si sentono vivi nella ricerca di
guadagno, si venuta sempre pi maturando una serie di posizioni che chiameremo
diritti ad avere.
Pensiamo, ad esempio, allimportante categoria dei titoli di credito.
risaputa la grande importanza del credito soprattutto in ambiente commerciale dove
anche uno strumento di lavoro utilissimo.
Pensiamo a tutte quelle operazioni finanziarie in cui si richiederebbe la presenza continua
di denaro liquido con effetti anche antieconomici.
Il credito, infatti, oltre ad essere un diritto ad avere per eccellenza, trova la sua funzionalit
nella circolazione e nel trasferimento a terzi.
La sapienza giuridica ha collegato il diritto di credito al documento (carthula) che lo indica
tanto che si dice che il diritto incorporato nel documento (ius carthulare).
Tra la pluralit di interessi che si sviluppano attorno a tali documenti, si distinguono:

142

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- i titoli individuali (Es. cambiali, assegni, ecc.);


- i titoli di massa (Es. azioni societarie, obbligazioni, ecc.)
emessi in grande quantit e tutti compresi nella grande accezione dei valori mobiliari.
I TITOLI DI CREDITO
I titoli di credito, oltre a provare lesistenza del credito stesso, ne assicurano lefficacia
giuridica con lausilio di importanti norme legislative.
In primo luogo, il documento requisito indispensabile per lesazione del credito, dunque
il soggetto finch possiede il documento non corre alcun rischio sul pagamento.
Avere il documento equivale ad avere il diritto in esso incorporato nel senso che il
possessore del documento cartolare legittimato al suo esercizio e al suo trasferimento.
Il titolo di credito soggetto alla disciplina delle cose mobili ed oggetto di usufrutto,
pegno, sequestro, ecc.
Il Codice Civile detta le norme fondamentali tra le fonti di obbligazioni e poi lascia la
disciplina specifica dei singoli titoli alle varie leggi speciali in materia che hanno
prevalenza sul Codice quando con questo in contrasto.
La legittimazione allesercizio del diritto rappresentato dal titolo di credito si basa
sullesistenza di due elementi fondamentali:
1. il documento (detto anche titolo);
2. il possesso dello stesso.
Il credito pu avere per contenuto:
- una somma di denaro (Es. cambiale, assegno, obbligazione di societ, cod.
civ.t., buoni del tesoro, biglietti di banca, ecc.);
- la consegna di merci specifiche (polizza di carico, fede di deposito, ecc.).
Il possesso deve essere, inoltre, conforme alle leggi speciali in materia e qualificato come:
1. al nominativo, quando il titolo intestato ad una persona determinata, tanto
sul titolo stesso che sul registro appositamente conservato dallEnte che lo ha
emesso.
Oltre al possesso, per lesercizio del diritto, bisogna che le due intestazioni, quelle sul
documento e quelle sui registri dellEnte emittente, siano coincidenti in tutti i suoi dati a
favore della stessa persona in questo modo resa legittima.
Ogni annotazione e/o modifica deve essere fatta a piena cura e responsabilit dellEnte
interessato.
Per facilitarne la circolazione, la legge ammette il trasferimento dei titoli di credito
nominativi tramite girata.
La girata, comunque, pu anche essere pi di una ma non produce alcun effetto se non
viene contemporaneamente aggiornato anche il relativo registro.
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La legge, inoltre, ha reso nominativi molti titoli per renderne pi difficile lalienabilit ed il
furto.
possibile, su richiesta e a spese del richiedente, convertire i titoli al possessore in
nominativi e viceversa, solo, per, nei casi previsti dalla legge.
In caso di smarrimento o di distruzione del titolo, il possessore deve denunciare laccaduto
allEnte che ha lo ha emesso chiedendone un duplicato;
2. allordine, quando la consegna del titolo avviene tramite la girata dello stesso
sul retro e sottoscritta dal titolare. Il giratario pu a sua volta cedere il titolo con
una nuova girata. Cos la circolazione del documento avviene rapidamente ed in
maniera sicura (Es. la cambiale, lassegno, ecc.).;
3. al portatore, quando il possessore legittimato a chiedere ladempimento del
credito mediante la sola presentazione del titolo al debitore cos come previsto
dallart. 2003 cod. civ..
i titoli al portatore sono solo quelli ammessi e disciplinati dalla legge per ovvie ragioni di
politica finanziaria dato che vengono equiparati alla carta moneta.
In caso di perdita o di distruzione si pu comunque chiedere il duplicato, o altro titolo di
equivalente valore, solo quando possibile la prova del fatto.
Lart. 1994 cod. civ. dice che colui che vanta il legittimo possesso di un titolo di credito
acquistato in buona fede ha un diritto che non pu essere leso da chi altro vanti pretese
con diverso fondamento.
Il titolo di credito possiede tre caratteristiche qualificanti:
1. la letteralit che consiste in ci che letteralmente risulta menzionato nel
documento cartaceo e dal quale risulta la quantit e le modalit del diritto;
2. lautonomia che consiste nellassoluta indipendenza di ogni obbligazione
dalle altre nei casi, non isolati, di cessione del credito;
3. linopponibilit delle eccezioni, che collegata con lautonomia, consiste nel
fatto che ogni successivo titolare del diritto cartolare ha verso lobbligato un
diritto immune da tutte le eccezioni derivanti dal succedersi dei vari titolari.
, cio, come se in ciascun creditore il diritto fosse sorto per la prima volta.
LOBBLIGAZIONE CARTOLARE
Lobbligazione e il diritto contenuto nel titolo di credito si chiamano anche obbligazioni e
diritto cartolare, come dipendenti e connessi alla carthula.
Lobbligazione cartolare nasce con lemissione del titolo che creano, cos, il mezzo di
legittimazione necessario per lesercizio del diritto stesso.
Il credito si trasferisce da un soggetto ad un altro con piena efficacia indipendentemente
dalla notifica.
Si trasferiscono legittimamente seguendo regole diverse secondo la distinzione
fondamentale tra titoli allordine, al portatore e nominativi.

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Tra i diversi titoli di credito, i pi importanti sono la cambiale e lassegno che pur avendo
caratteristiche comuni, subiscono normative diverse.
LA CAMBIALE
La cambiale un titolo di credito allordine, formale ed astratto che attribuisce al
possessore il diritto incondizionato di farsi pagare una determinata somma di denaro alla
scadenza indicata.
La legge cambiaria ne distingue due tipologie:
1. la cambiale tratta contenente un ordine di pagare che lautore effettua nei
confronti di un terzo a favore del proprio creditore;
2. il vaglia cambiario (o pagher) contenente, invece, una diretta promessa di
pagamento che lautore effettua nei confronti del proprio creditore.
Questa la pi usuale e praticata forma di cambiale utilizzata.
Ogni cambiale, per essere valida, deve essere sottoscritta dal titolare sul fronte.
Pu anche essere firmata sul retro, ma per distinguerla da uneventuale girata bisogna
aggiungere la scritta accetto.
Per ottenere laccettazione al cambiale deve essere consegnata al domicilio del creditore da
qualunque soggetto interessato che ne sia i possesso.
Tutto il sistema cambiario tutelato e disciplinato dalla legge che in materia
particolarmente precisa ed esigente.
La cambiale deve essere presentata, per il pagamento, nel giorno di scadenza o nei
successivi altri due giorni feriali.
Entro tale termine ciascun debitore pu depositare la cifra dovuta presso la sede centrale
dellIstituto bancario emittente, presso qualunque sua succursale o presso la Banca dItalia
direttamente.
Chi paga la propria obbligazione cambiaria ha il diritto assoluto di aver restituito il
relativo titolo di credito quietanzato dal legittimo proprietario.
LAVALLO
Lobbligazione cambiaria pu anche essere garantita da qualunque altro soggetto terzo che
si assumi, sottoscrivendo il titolo, la corrispondente propria obbligazione cambiaria.
Lobbligazione dellavallante si pone sullo stesso piano di quella dellavallato ma pu
anche riguardare solamente parte dellintera cifra.
Questa forma di garanzia posta sul retro della cambiale con una firma e laggiunta della
dicitura per avallo.
LA GIRATA
Data lincorporazione del diritto nel titolo, per la legittimazione cambiaria dei successivi
prenditori necessario il trasferimento materiale del titolo da un soggetto al nuovo
possessore.
Allo stesso scopo corrisponde la girata che consiste in una firma, indicante il nuovo
possessore, apposta in un foglio di allungamento della cambiale o sul retro stesso del
documento cambiario.
Tuttavia la girata deve sempre essere corrispondente allintera cifra del titolo e non pu
essere parziale.
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Conseguenza della girata di una cambiale lassunzione di un obbligazione di garanzia da


parte di ciascun girante verso i successivi.
Si viene cos a creare una speciale forma di solidariet fra i diversi obbligati cambiari che si
susseguono nel tempo.
LA PROCEDURA DI PROTESTO
Il rifiuto a pagare quanto dovuto in una cambiale, si materializza con la procedura di
protesto.
Questa procedura consiste in un atto steso da un Notaio il quale attesta di aver presentato
la cambiale al debitore e, constatato che questa non stata pagato o accettata entro il
termine predisposto , riferisce la relativa risposta avuta dal debitore (o dal trattario) al
legittimo creditore iniziale.
Il protesto inutile e superfluo quando:
- avviata una procedura fallimentare a carico del soggetto debitore;
- quando il debitore dichiara per iscritto la propria volont a non voler pagare.
Lazione di protesto, comunque, costituisce il debitore in mora rispetto alla cifra dovuta.
Di moderno ed usuale utilizzo il rinnovo del titolo cambiario che consiste nel creare una
nuova obbligazione cambiaria, al fianco della precedente, rinnovando il termine di
pagamento ed eventualmente la cifra da pagare.
Spesso, per per precauzione, il vecchio titolo non viene distrutto ma conservato
nelleventualit di possibili contestazioni future.
GLI ASSEGNI
Mentre le cambiali sono strumenti di credito, gli assegni sono strumenti di pagamento.
La legge distingue due tipologie diverse di assegni:
1. gli assegni circolari che hanno struttura analoga al pagher cambiario.
Contengono la promessa di una banca di pagare quanto riportato presso la propria sede
principale o presso qualsiasi altra sede succursale o corrispondente;
2. gli assegni bancari che hanno una struttura analoga, invece, alla cambiale
tratta.
Essi sono senza termini ne limitazioni e consistono in una promessa di pagamento che un
soggetto, cliente di una banca determinata, effettua direttamente ad un altro soggetto,
indicato nel titolo o semplicemente portatore, di una specificata somma di denaro.
Questo tipo di assegno composto da un apposito modulo prestampato dallIstituto
bancario che lo emette ed sottoposto ad una tassa di bollo minima.
LASSEGNO BANCARIO
La diffusione dellassegno bancario divenuta un utile strumento di pagamento senza la
scomodit e il rischio della circolazione del denaro liquido.
Lassegno, sempre pagabile a vista, viene emesso dal cliente di una banca e non pu essere
rilasciato in bianco.
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Non ammesso lutilizzo dellassegno in garanzia di un altro debito.


Se nella provvista presso il banchiere indicato mancano i fondi, lassegno conserva la sua
efficacia e validit, ma il soggetto che lo ha emesso incombe in dure e severe sanzioni di
tipo penali, con larresto e la multa, e fiscali.
Per evitare truffe e furti, la legge ha introdotto diverse tecniche di tutela e prevenzione.
Lassegno, infatti, pu essere sbarrato con due linee parallele sul fronte per renderlo nullo.
Se viene posta sul fronte la clausola non trasferibile esso non verr pagato se non al diretto
ed unico prenditore indicato.
LASSEGNO CIRCOLARE
Lassegno circolare viene emesso da un banchiere con lefficacia di un titolo di credito di
facile circolazione per eseguire pagamenti anche in luoghi lontani da quello di emissione.
Questi assegni vengono emessi da banche aventi speciali autorizzazioni concesse, le quali
devono aver prima versato una specifica cauzione presso la sede della Banca dItalia
territorialmente competente.
Anche lassegno circolare pagabile a vista e pu essere dotato delle clausole viste
precedentemente per la circolazione dellassegno bancario.
TITOLI DI CREDITO IMPROPRI
Sono titoli di credito impropri quelli che hanno efficacia probatoria nei confronti
dellesecuzione di un contratto e sono nominativi ed incedibili, proprio perch non
costituiscono titoli di credito destinati alla libera circolazione.
Sono tali, ad esempio, i biglietti della lotteria, i buoni di benzina, ecc..
In alcuni casi il documento, per esplicare gli effetti dovuti, non necessario.
Molto importanti sono, fra laltro, le carte di credito che permettono di acquistare a credito
le merci e i servizi.
Simili alle carte di credito sono anche i servizi di riscossione automatizzata della moneta
dal proprio conto bancario tramite i terminali bancomat.

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CAPO XIII
L IMPRESA E LA SOCIETA
Limprenditore
Il codice civile non fornisce una definizione di impresa, ma essa si deduce da quella di
imprenditore contenuta nellart. 2082, secondo cui imprenditore chi esercita
professionalmente unattivit economica organizzata al fine della produzione o dello
scambio di beni o di servizi .
Lattivit di produzione o di scambio di beni di servizi deve essere unattivit
professionalmente esercitata. Il concetto di professionalit ha in rapporto allimprenditore,
un significato pi limitato di quello che il medesimo concetto assume nel linguaggio
corrente: esso non disegna uno stato personale una condizione sociale, ma solo la stabilit
o nonno con finalit dellattivit esercitata.
Imprenditore definito dallarticolo 2082 non solo limprenditore privato, ma anche
limprenditore pubblico. (incompatibile con il concetto di professionalit, solo il
compimento occasionale di un affare: un isolato questo seguito dal pianeta, un isolato per
azione di mediazione, anche se danno luogo duna pluralit di arti fra loro coordinati e,
quindi, ad unattivit, seppure circoscritta entro modesti limiti temporali, non pongono in
essere tuttavia unattivit professionalmente esercitata e non attribuiscono la qualit di
imprenditori).
Elementi dellimpresa sono:
1) lorganizzazione dei fattori della produzione,
2) lo scopo della produzione o dello scambio di beni e servizi a fini lucrativi,
3) lassunzione del rischio derivante dallesercizio dellattivit,
4) la professionalit, nel senso che lattivit economica deve essere abituale e non
occasionale
Categorie di imprenditori
Il concetto di imprenditore quanto mai esteso: esso identifica ogni sorta di produttori
professionali, quali che siano gli scopi per i quali attivit produttiva viene esercitata e
perci anche quando essa non mira a realizzare un profitto, ma si tratta di attivit
esercitata con pubbliche finalit da un ente pubblico; quale che sia la natura dellattivit
produttive esercitata, sia esso unattivit industriale commerciale, sia esso unattivit
agricola.
Oggi lagricoltura considerata attivit di impresa: larticolo 2135 definisce come
imprenditore, in particolare come imprenditore agricolo, chi esercita unattivit diretta la
coltivazione del fondo, alla silvicultura, allallevamento del bestiame e attivit connesse.
La coltivazione del fondo lo sfruttamento, ad opera delluomo dellenergia genetica della
terra. Non basta la mera raccolta di frutti naturali del suolo: occorre, perch vi sia impresa,
lattivit di coltivazione, ossia unattivit umana definibile nel senso dellarticolo 2082
comma attivit di produci di beni.
Sono attivit commerciale per larticolo 2195, 5 categorie di attivit:
1) lattivit industriale, diretta alla produzione di beni o di servizi: attivit non industriale
si contrappone alla attivit commerciale: la prima attivit produttiva di nuovi beni; la
seconda attivit di interposizione nella circolazione dei beni, di acquisto e successiva
rivendita.
2) lattivit intermediaria nella circolazione dei beni: dal punto di vista economico, il
fenomeno della distribuzione dei beni sul mercato del consumo: il commerciante si
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presenta sotto questo aspetto, come colui che accresce lutilit degli altrui in prodotti e
quindi ho concorre a creare nuova ricchezza.
3) lattivit di trasporto per terra, per acqua o per aria;
4) lattivit bancaria o assicurativa: considerata nel suo insieme, lattivit bancaria si
presenta come unattivit di intermediazione nella circolazione del danaro e perci come
unattivit commerciale suscettibile di essere collocata nel n.2 dellarticolo 2195: la sua
espressa previsione
5) altre attivit ausiliare delle precedenti: sono attivit ausiliarie quelle del mediatore, che
colui che mette in relazione due pi parti per la conclusione di un affare, senza essere
legato da alcuna di essere da rapporti di collaborazione o dipendenza
Piccolo imprenditore
Altra classificazione interna alla categoria di imprenditori e quella che tiene conto delle
dimensioni dellimpresa: larticolo 2083 distingue il piccolo imprenditore allimprenditore
non piccolo. Il piccolo imprenditore sottoposto in quanto imprenditore, allapplicazione
delle norme formulate per imprenditori in generale; egli invece sottratto, allapplicazione
di quelle norme che riguardano pi specificamente limprenditore commerciale.
Sono piccoli imprenditori i coltivatori diretti del fondo, gli artigiani, i piccoli commercianti
coloro che esercita unattivit professionale organizzata prevalentemente con il lavoro
proprio e dei componenti della famiglia.
Il lavoro nellimpresa
Il mercato del lavoro, ossia il mercato della domanda e dellofferta di lavoro si svolge
attraverso la intermediazione obbligatoria di un ufficio statale, lufficio provinciale di
collocamento: chi domanda lavoro si scrive nelle liste di collocamento, tenute da
questufficio e distinte per mansioni e qualifiche, chi offre lavoro si rivolge a questufficio,
che avvia al lavoro gli iscritti nelle liste secondo la loro di iscrizione.
Il contratto di lavoro subordinato e quello in forza del quale il lavoratore si obbliga
mediante retribuzione a collaborare nellimpresa, prestando il proprio lavoro intellettuale
o manuale alle dipendenze e sotto la direzione dellimprenditore.
Gli interessi dellimprenditore e di lavoratori sono interessi fra loro antagonisti: il salario
corrisposte lavoratori , per limprenditore, un costo di produzione, che riduce profitto;
interesse dei lavoratori a maggior salario naturale conflitto con interesse approfitto
dellimprenditore. Il conflitto affondato in sede collettiva, attraverso la stipulazione dei
contratti collettivi di lavoro, che intervengono fra sindacati imprenditoriali e di lavoratori
nei diversi settori dellindustria del commercio e dellagricoltura. I contratti collettivi
regolano, con disposizioni generali, le condizioni dei tributi le minime, e le altre con
disegni lavoro: orari di lavoro, periodo feriale
Per diversi settori produttivi, in posizione intermedia fra i contratti collettivi nazionali e
contratti individuali di lavoro, si collocano contratti collettivi regionali provinciali e
contratti collettivi aziendale, che intercorrono fra il singolo imprenditore e il sindacato dei
lavoratori dellimpresa.
Ai lavoratori riconosciuto il diritto di sciopero: il diritto di astenersi collettivamente
dalla prestazione di lavoro senza che ci comporti, per i singoli lavoratori, inadempimento
del contratto di lavoro.
Il contratto di lavoro pu essere a tempo determinato o come e di regola a tempo
indeterminato. Nel primo caso il contratto pu sciogliersi prima del termine, per recesso
delluna o dellaltra parte, solo se esiste una giusta causa. Per il secondo caso la legge 604
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della 1966 ha assicurato al lavoratore la stabilit: mentre il lavoratore pu sempre recedere,


i datori di lavoro pu licenziarlo solo se esiste una giusta causa o un giustificato motivo.
I termini impresa e azienda, di solito adoperati nel linguaggio corrente come termini
sinonimi, assumono nel linguaggio tecnico giuridico significati nettamente differenziati.
Limpresa , giuridicamente, una attivit: , come si presume dalla nozione legislativa di
imprenditore, lattivit economica organizzata al fine della produzione dello scambio di
beni o di servizi.
Lazienda , invece, un complesso di beni: secondo la definizione che d dallarticolo
2555, il complesso di beni organizzati dallimprenditore per lesercizio dellimpresa.
Tra azienda e impresa c dunque, un rapporto da mezzo fine. Limprenditore non
necessariamente proprietaria degli strumenti di produzione: questa possibile dissociazione
fra titolarit dellimpresa e propriet degli strumenti di produzione si riflette nella
versione giuridica di azienda, la qual formata non dei beni dellimprenditore, ma dei
beni organizzati dellimprenditore.
I beni costituenti lazienda possono essere beni materiali ( immobili, macchinari, merci ) o
anche beni materiali ( brevetti). Perch i beni facciano parte dellazienda, non necessario
che siano di tropicali limprenditore, essendo sufficiente che siano da lui, a qualunque
titolo, organizzati per lesercizio dellimpresa: unico elemento indispensabili, quindi,
lorganizzazione; se i beni sono funzionalmente coordinati per lesercizio dellimpresa, essi
costituiscono lazienda.
La societ
Le imprese individuali si distinguono dalle imprese collettive, cio quelle in cui pi
soggetti uniscono i loro capitali e assumono insieme il rischio dimpresa. Queste sono le
societ. Con il termine societ, dunque, si intende la forma di esercizio collettivo
dellimpresa.
Di regola, la societ si costituisce per contratto, al quale possono partecipare duo o pi
persone, salva l'eccezionale figura della societ a responsabilit limitata costituita per atto
unilaterale. Dunque con il contratto di societ due o pi persone conferiscono beni o
servizi per l'esercizio in comune di un'attivit economica, con lo scopo di dividerne gli
utili (art. 2247).
Gli elementi su cui si basa il contratto di societ sono quindi quattro:
1) la pluralit dei soggetti (o meglio delle parti)
2) il conferimento di beni o servizi
3) l'esercizio in comune di un'attivit economica
4) allo scopo di lucro con la conseguente divisione degli utili.
Tranne che per le societ semplici, la legge prescrive che il contratto di societ venga reso
pubblico mediante liscrizione nel registro delle societ. Liscrizione ha natura costitutiva
solo per le societ di capitali e non anche per le societ di persone ,che esistono anche
senza liscrizione (in questo caso si tratter di societ irregolari).
Tipi societari
La distinzione pi rilevante allinterno delle societ quella tra societ di persone e societ
di capitali.

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SOCIETA DI PERSONE
Sono quelle societ che non hanno capacit giuridica e in linea di principio sono
partecipate da soci che rispondono personalmente e illimitatamente per le obbligazioni
della societ.
Esistono tre tipi di societ:
1) Societ semplice
2) Societ in nome collettivo
3) Societ in accomandita semplice
SOCIETA SEMPLICE
Regolata dagli art. 2251 e seguenti del c.c. la pi semplice tra le societ di persone; una
societ di persone che non pu esercitare attivit commerciale, quindi deve concentrare la
propria gestione su attivit agricole e anche su altre attivit magari di servizi che
comunque non siano riconducibili nella previsione dellart.2195 c.c.
Per la sua costituzione non richiesta la forma scritta, quindi pu bastare unintesa
verbale tra i soci oppure un fatto concludente.
Latto scritto richiesto solo nel caso in cui sia conferita la propriet di beni immobili
oppure sia conferito il semplice godimento di beni immobili per una durata superiore a 9
anni.
E necessario che a costituire la societ partecipino 2 o pi persone essenzialmente persone
fisiche.
La societ semplice non pu nascere con un unico socio. Se dopo la costituzione la societ
viene a ridursi ad un unico socio la pluralit dei soci viene ricostituita entro 6 mesi, pena lo
scioglimento della societ.
SOCIETA IN NOME COLLETTIVO
Abbreviato s.n.c. priva di personalit giuridica una societ di tipo commerciale soggetta
quindi all obbligo di iscrizione nel registro delle imprese.
Si costituisce per atto scritto che pu essere una scrittura privata con firma autenticata
oppure un atto pubblico quindi un atto notarile. Latto costitutivo una volta sottoscritto
deve essere depositato entro 30 giorni nel registro delle imprese per la registrazione.
Qualora ci non avvenga la societ si definisce irregolare, pu operare egualmente per
quanto riguarda i rapporti con i terzi e la responsabilit dei soci si applicano le norme
della societ semplice.
Trattandosi di societ di tipo commerciale la partecipazione di incapaci dagire: minori,
interdetti e inabilitati soggetta alle regole che valgono per limpresa commerciale;
lincapace pu essere socio ma sar rappresentato e assistito da un tutore o un curatore.
Per quanto riguarda i conferimenti possono essere conferiti beni o servizi esattamente
come nella societ semplice.
La partecipazione agli utili sar determinata in proporzione ai conferimenti eseguiti salvo
che non sia stabilito un criterio diverso. Anche nella s.n.c. nullo leventuale patto
Leonino.
SOCIETA IN ACCOMANDITA SEMPLICE
E una societ di persone di tipo commerciale che si caratterizza per aver due categorie di
soci: soci accomandanti e i soci accomandatari.
I soci accomandatari sono soci a responsabilit illimitata e ad essi compete
lamministrazione della societ. I soci accomandanti sono invece i soci a responsabilit
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limitata che non si occupano della amministrazione della societ. Normalmente si limitano
ad apportare capitale e puntano a percepire gli utili del impresa.
Si costituisce la societ S.a.s. per atto scritto in forma di scrittura privata autenticata o da
atto pubblico; previsto che nella denominazione sociale figuri almeno il nome di uno dei
soci accomandantari egli risponderebbe per le obbligazioni sociali in modo solidale e
illimitato al pari dei soci accomandatari. Questo perch il legislatore ritiene di tutelare i
terzi e il principio di affidamento degli stessi sul fatto che chi compare nella ragione
sociale sia un socio accomandatario e, dunque, sulla responsabilit solidale e illimitata. Per
cui giusto che se compare il nome di un accomandatario questi risponda come se fosse
un accomandantario.
Latto costitutivo deve essere depositato al registro dellimprese per la registrazione fino a
quando la registrazione non avvenga la societ irregolare e per quanto riguarda i
rapporti con i terzi si applicano dunque le norme delle societ semplici, tuttavia i soci
accomandanti mantengono la responsabilit illimitata salvo che non partecipino ad
operazioni sociali.
Le societ di capitali
Sono dotate di personalit giuridica: le societ di capitali sono soggetti di diritto capaci di
assumere i diritti e le obbligazioni che nascono dall'esercizio di attivit economiche per le
quali sono costituite. Proprio perch dotate di personalit giuridica il patrimonio della
societ autonomo da quello dei soci: sono cio dotate di autonomia patrimoniale
perfetta. Da questultima consegue la responsabilit limitata dei soci, che rischiano solo
per i loro conferimenti.
Sono societ di capitali: le S.p.A., le e le societ in accomandita per azioni.
SOCIETA' PER AZIONI
Rappresenta la forma giuridica assunta dalle grandi imprese industriali, commerciali,
assicurative, bancarie che hanno un rilevante fabbisogno finanziario. La caratteristica
dellla s.p.a. che il suo capitale diviso in quote di uguale valore rappresentate da azioni,
cio titoli nominativi o al portatore che conferiscono la titolarit di una quota del
patrimonio sociale al legittimo proprietario. Vi sono societ aperte e societ chiuse: quelle
aperte fanno ricorso al mercato del capitale di rischio mentre quelle chiuse, di minori
dimensioni, raccolgono capitali tra i soci o chiedono finanziamenti alle banche.
SOCIET A RESPONSABILIT LIMITATA
La srl offre a tutti i soci il beneficio della responsabilit limitata alle quote di conferimento,
ma si differenzia dalla spa perch le quote di partecipazione non possono essere
rappresentate da azioni n possono costituire oggetto di sollecitazione allinvestimento.
Se la societ fallisce, il fallimento non si estende ai soci.
SOCIETA' IN ACCOMANDITA PER AZIONI
E una variante della societ per azioni ma caratterizzata dallesistenza di due categorie di
soci: gli accomandatari che rispondono solidamente e illimitatamente delle obbligazioni;
gli accomandanti che rispondo alle obbligazioni limitatamente alla quota conferita; il
capitale della societ costituito da azioni.
Rientrano nelle societ di capitali anche le societ mutualistiche (societ cooperative e di
mutua assicurazione). Esse non hanno scopo i lucro, ma hanno uno scopo mutualistico,
cio hanno lo scopo della realizzazione di un vantaggio a favore dei soci, fornendo loro
beni, servizi o occasioni di lavoro a condizioni pi vantaggiose di quelle che otterrebbero
dal mercato (lacquisto di bene ad un prezzo inferiore, la remunerazione di un lavoro ad
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un salario maggiore, lottenimento di un finanziamento ad un tasso di favore, la


costruzione della propria abitazione)
Indice:
Capo I: Il diritto privato in generale
Capo II: Il negozio giuridico e il contratto
Capo III: I soggetti e il diritto delle persone
Capo IV: Il diritto di famiglia
Capo V: Le successioni per causa di morte
Capo VI: Le donazioni
Capo VII: I beni e i diritti reali
Capo VIII: I diritti di obbligazione in generale
Capo IX: Le garanzie dell'obbligazione
Capo X: I principali contratti nominati
Capo XI: I contratti dei consumatori
Capo XII: Varie fonti di obbligazioni non contrattuali
Capo XIII: L'impresa e la societ

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