Giuseppe Bellantonio

Il “Cenacolo Massonico” che celebra lo Stupor Mundi
(IL PERCHE' DI UNA SCELTA: parte III°)

Dopo un non breve periodo di incontri, confronti, studi e rigorose analisi storiche, sono stato felice di accertare la coincidenza delle mie valutazioni complessive – come pure quella delle mie personali attese iniziatiche - con quelle di altri Carissimi Fratelli: primi tra tutti gli Illustri Fratelli Valter De Dominicis e Domenico Ripa Montesano. Due Fratelli - due Cavalieri che danno lustro a quella concezione dell'Arte Reale che si rispecchia nelle più Antiche e solide Tradizioni - hanno rafforzato il mio convincimento che solo con una profonda rivisitazione del “modo” di “vivere” la Massoneria – o, meglio, le idealità correlate al mondo iniziatico massonico – si potrà dar luogo all'attuazione di una nuova e diversa dinamica. Con questi due Fratelli in particolare, mi sono particolarmente ritrovato nel condividere lo slancio e la generosità di chi è avvezzo a donare senza nulla chiedere: è stata una vera rigenerazione interiore ed una gioia il potersi riconoscere l'uno nel pensiero dell'altro, così contribuendo a dare corpo ad un unico indirizzo che - proprio attraverso una forma diversa e con il contributo di ciascuno - intende offrire l'accesso ad un vero e proprio Cenacolo, una “palestra” di idee e sani fermenti culturali. A questo Cenacolo si è inteso dare un riferimento che potesse, nel tempo, esserne caratterizzazione inconfondibile, identificabile nel logo prescelto e che riproduce i significati simbolici più noti e meno noti della laboriosa ape e dell'opera di Federico II° della Casata degli Staufen (o Stauffen, come taluno indica): un Sovrano – lo Svevo - che (qui ricordo una valutazione del Caro Fratello De Dominicis) pose le basi concrete di un patrimonio teso alla crescita dell' “uomo libero e di buoni costumi” e che torna prepotentemente d'attualità oggi, nell'Era dell'Acquario. Un Cenacolo che, proprio nel ricondursi simbolicamente allo Stupor Mundi, e con la ri-trovata esaltazione di un'italianità che – nel suo vastissimo contesto - è nostro onore e vanto (come preciserò in seguito), vuol testimoniare che cambiare si può, anzi si deve: purché ve ne sia la volontà. Sono certo che “nel” Cenacolo e “attraverso” il Cenacolo rappresentato dalla Confraternita Massonica Federiciana, troverà la giusta esaltazione la Cultura iniziatica nel suo significato più ampio: la storia, l'esoterismo, il simbolismo e lo studio delle più importanti discipline, che – complessivamente – potranno concretamente contribuire alla crescita interiore ed all'acquisizione di margini più ampi di conoscenza. Agli occhi di chi scrive – ma non solo - per essere dei buoni Maestri si deve essere in grado di poter manifestare una corretta conoscenza delle scienze tradizionali, almeno a livello di base (simbologia, quaballah, alchimia, magia - non “stregoneria” né “superstizione”, ma la stessa buona magìa di cui erano portatori i Re Magi -, teurgia, storia delle religioni, elementi di filosofia – con significativa attenzione alle opere di Platone, Aristotele, Pitagora, Bacone, Locke, Kant, Popper -, astronomia, astrologia, storia delle tradizioni massoniche). Ma per pervenirvi, chi ha dato sostanza alla Confraternita ha voluto ri-trovare la propria povertà simbolica, riconfermando la propria obbedienza reale agli ideali, alle regole, allo spirito dell'esoterismo, alle Tradizioni più vere ed autentiche. La CMF è quindi una Confraternita di tipo iniziatico in cui si identificano – a titolo del tutto personale – quanti desiderino, a titolo personale, avviarsi su un percorso assolutamente diverso da quelle che sono le forme e le formule all'atto seguite da quanti pratichino la Massoneria rifacendosi a quei concetti “moderni” concepiti agli inizi del XVIII° secolo. Una Confraternita retta da norme semplici e trasparenti – la Regola – e dove non

esistono “capi”, riconoscendosi tutti i partecipanti pari dignità. Per noi, il ritrovarci Fratelli tra Fratelli – e quindi operando “con altri Fratelli” (da qui il concetto di Confraternita) - è già significativo e premiante. Chiarito il significato di Confraternita (associazione di laici per opere ed esercizi attinenti lo spirito), va indicato come sia prassi tra gli aderenti lo scambiarsi le proprie esperienze anche riunendosi in gruppi di studio e confronto. Una Unione Iniziatica – la Confraternita – automaticamente (e direi, ovviamente) preclusa a quanti non abbiano significative caratteristiche: quindi, non potranno parteciparvi gli atei; quanti pratichino ovvero giustifichino qualsivoglia forma di intolleranza, di violenza e di razzismo; quanti siano animati da ideologie coercitrici del libero pensiero; quanti mirino a vantaggi e/o profitti personali piuttosto che ad una sana crescita nel contesto di un corretto percorso di elevazione interiore; quanti abbiano in dispregio la pace e l'amore verso il prossimo; quanti sottomettano la Libertà, la Giustizia e la Democrazia con la tirannide; quanti adottino comportamenti odiosi, repressivi e oppressivi, nonché di sfruttamento e abusi specie verso soggetti (uomini, donne o bambini che siano) deboli o portatori di un qualsiasi handicap culturale, fisico, mentale; quanti possano sostenere assurde tesi anche di tipo negazionista. Ricordiamo altresì e ancora una volta (e non mi stancherò mai di evidenziarlo) che ogni Massone é fedele cittadino della propria Patria, al bene della quale contribuisce con ogni azione civilmente elevata e qualificata; ricordiamo altresì che proprio l'Amor Patrio ci fa rifuggire da ogni possibile pratica di quanto possa essere opposto al concetto di Pace, di Libertà e di Democrazia: va quindi contrastata in modo fermo quanto civile qualsiasi forma di oppressione, di violenza, di sfruttamento, di illecito profitto, di ribellione, di terrorismo. Con intelligente pragmatismo chi ha promosso la Confraternita Massonica Federiciana non intende creare degli alter – ovverosia: dar via ad una “nuova” quanto “ennesima” Famiglia -, né intende lanciarsi in una sorta di crociata schierandosi contro questa o quella realtà in uno sfibrante ed inutile antagonismo. Si tratta in effetti di un posizionamento del tutto innovativo e premiante le attese di tutti quei Fratelli che desiderano concretamente crescere attraverso un autentico percorso formativo: quindi, una nuova architettura d'insieme che va oltre la realtà attuale, per incamminarsi esclusivamente su un fecondo percorso di studio e di condivisione culturale. Costruire per il futuro deve assorbire ogni energia dei Fratelli; ma essi devono avere la garanzia di ricevere insegnamenti, spiegazioni, chiarimenti attraverso i quali approfondire le loro conoscenze ma anche correggere i propri errori: per crescere. Quindi, collaborazione e coordinazione per pervenire ad un unico obiettivo attraverso uno sviluppo costante, armonico e comune, dove si sappia condividere tutto: ansie, dolori, gioie, delusioni, illusioni, idee creative ed innovazione, ma soprattutto dignità. Si, siamo certi che questa sia l'unica strada oggi percorribile: nell'eterno confronto tra “attuatori” e “innovatori”, solo questi ultimi hanno oggi la possibilità di ridare forza e vigore a quella parte della Massoneria Italiana che è oggi sfiduciata, piegata su se stessa in attesa che una ritrovata energia le consenta quel colpo d'ala che le consenta di ritrovare il senso stesso delle migliori e più genuine Tradizioni. Un impulso, adatto alle più giovani generazioni, teso a far scaturire la sana vitalità dei “costruttori”: una energia di cui la nostra Storia è pur ricca testimone. Ben venga chi possa ricordarci l'esigenza di ritrovare la forza dello spirito cavalleresco, il piacere di guardarci negli occhi, la soddisfazione di comportarci con lealtà secondo le regole: siano esse scritte o meno. Solo così potremo tenere lontani quanti vivono di protagonismo, arroccati nell'immobilismo del “muro contro muro”. Certo: ci vorrà del tempo, molto tempo per correggere tante erronee prospettive, certi vizi di valutazione, ma per noi l'importante è aver gettato il seme per sviluppare

quello che Renè Schwaller de Lubicz ben definiva essere “Il tempio dell'Uomo”. Lasciamo ad altri Uomini, altri Cavalieri, altri Fratelli lo sviluppo e l'ampliamento di questa nuova impronta posta su un nuovo e diverso percorso: ma di una cosa sono certo al pari di Byron, che “il potere del PENSIERO è la magia della MENTE”! Quindi, se riusciremo a trasmettere ad altri l'Amore Fraterno che è nei nostri cuori ed il magico dinamismo costruttivo che è nelle nostre menti, ebbene ciò significherà che le scintille di Pensiero che trasmetteremo saranno in grado di accendere altri cuori, altre menti: sarà quello il vero “potere” che, come l'antica Parola, potremo donare a chi verrà dopo di noi. Tutto volendo concedere alla correttezza delle intenzioni, i fatti hanno dimostrato che la strada percorsa non è quella giusta, e se lo è non lo è per tutti; una considerazione tra tutte e per tutti: quale significato ha, quale importanza ha il nostro passaggio iniziatico su questa Terra, se la nostra “impronta massonica” non ha lasciato una traccia feconda, pur leggera che sia? É anche questo uno dei motivi per cui chi scrive ritiene, con profondo convincimento, che questa scelta rappresenti il pieno ingresso nel futuro. L'augurio è che si sappiano elaborare le esperienze maturate offrendo nuove e diverse prospettive, nuove soluzioni, un diverso modo di elaborare il nostro pensiero guidati da un elemento necessario anzi indispensabile: una concreta ed affidabile base culturale, condita da riflessioni, suggerimenti, esperienze, pensieri di studiosi, di storici, di Amici e di Iniziati italiani e non: un complesso tale da agevolarci nel poter ragionare e valutare su più piani contemporaneamente. Un lavoro attento per raccontare una storia straordinariamente Antica quanto moderna - quella della Massoneria - attraverso lo studio delle vicende e della storiografia massonica. L'esistenza di Civiltà antiche ci porta a risalire alle origini, ai luoghi, alle storie, alle attività, ci incita a leggere, studiare, individuare, approfondire, dibattere: per conoscere cosa facessero gli Operai di ieri, e cosa potranno fare domani altri Costruttori. Dalla Storia più antica al Medio Evo, dall'Umanesimo al Rinascimento scoprendo o riscoprendo significati ed adoperandosi per dare risposte certe ai tanti quesiti. Verrà complessivamente evidenziato, analizzato, sottolineato e ri-proposto come le radici iniziatiche e le stesse attività siano molto antiche; come la Massoneria – quella erede delle tradizioni sapienziali - abbia contribuito alla crescita sociale e culturale di Popoli e Nazioni; come nel tempo siano rimaste integre alcune costanti educative, quali l'attenzione alla formazione degli Iniziati, le corrette modalità della presenza e del protagonismo della donna, il nostro ruolo di laici, la dimensione di ampio respiro internazionale spesso in anticipo sui tempi, la possibilità di confutare i falsi autentici e gli autentici falsi che costellano la storiografia massonica; la volontà di ripristinare tanto la sovranità della Loggia che la corretta modulazione dei livelli di responsabilità in seno ad essa; infine, una rinnovata dimensione pubblica e sociale. Non possiamo né vogliamo ignorare che proprio gli insegnamenti iniziatici – d'ordine ideale, morale, filosofico e sociale - hanno sempre alimentato la memoria e l'etica sociale. Finalmente, dirà chi legge! Parole di ferma speranza, parole contro il pessimismo: ma anche parole di condanna contro la schiavitù dell'arroganza e del potere, spesso all'insegna di chiusure aprioristiche quando non di imbarazzanti falsificazioni. Quindi, ben venga quest'iniziativa che promette di prescindere dalle divisioni, dai clamori, dalla confusione: tutte cose che allontanano dalla verità e fomentano il disordine. Una visione innovativa – ma pur sempre nell'alveo delle Tradizioni e della Storia – e che in futuro potrà riservare scenari più ampi. Finalmente! L'attesa notizia dell'avvio di un'inversione di tendenza. Finalmente! Un nuovo cantiere operoso, nuovi spazi ampi sui quali gettare fondamenta solide e durature per una costruzione luminosa e gioiosa che oltre che essere

una ideale “casa comune” sia un vero e proprio nido cosmico piuttosto che non uno dei tanti castelli di carta; un luogo eccellente per fare del mondo iniziatico nazionale un contesto qualitativamente elevato, coeso, solidale, aperto a tutti coloro che dimostrino di volersi avviare su un percorso di profondo rinnovamento e di intensa crescita interiore, dove il terreno sia privo di sassi e male piante. Un luogo fatto per poter realizzare – con ferma volontà, con una visione prospettica, con onestà e credibilità, con le migliori espressioni del libero pensiero e con profondo rigore - i progetti più vivi e non certo per bivaccare stancamente! Non ci interessa dare o cercare o pretendere titoli o patenti di legittimità, poiché a nostra volta non abbiamo motivo di entrare nel merito delle attività che i Massoni oggi intendono svolgere all'insegna della concezione Moderna nata ad hoc nel 1717: ciascuno è libero di vivere la “sua storia” e quindi la “sua vita iniziatica”, anche a livello di gruppo; ma in questo contesto non si può fare a meno di ricordare le precise parole dell'Illustre Maestro René Guenon “la data del 1717 non segna l'origine della Massoneria ma la sua degenerescenza, il che è assai diverso”. Nell'ambito della Confraternita si attueranno attività di studio, approfondimento e comparazione, unendo all'attività iniziatica quella filosofica, a quella di studio quella ritualistica: anche sperimentandone l'aspetto fisico, animistico, spirituale ed esoterico. Di conseguenza, si procederà ad elaborare delle valutazioni e quindi dei pronunciamenti in ordine storico-ritualistico che possano essere anche di valore pratico, così da giovare a tutti coloro che desiderino vivere in modo “culturalmente e interiormente elevato” la quotidianità massonica. Idealmente, quindi, non solo torniamo alla passione agli Antichi Valori, ma intendiamo anche ricondurci iniziaticamente alle Antiche Tradizioni – e quindi riconoscerci in esse - in quanto per noi espressione di contenuti, di insegnamenti che nell'antichità hanno costituito l'humus fertile tra gente che possedeva il dono delle diverse conoscenze, e quindi della sapienza. Non come Valore Assoluto – pertinente solo al Divino, ripeto anche in questa sede – ma come Valore Terreno, in grado di spaziare nel Tempo. Da tali considerazioni, la scelta ardua e innovativa, di ri-scoprire in concreto gli Antichi Valori e le Vere Tradizioni attraverso un'opera di approfondimento iniziatico e di studio. In quest'azione, ci siamo prefissati di eliminare il superfluo, tutto ciò che appesantisce inutilmente chi sta “dentro”, e che non agevola il corretto insegnamento e quindi la corretta comprensione di “cosa sia realmente l'Arte Reale” specie a chi è al di “fuori” e non è quindi impegnato a discutere e filosofare. Certo è che ci interessa operare assieme ad altri Uomini di Buona Volontà, che vogliano perfezionarsi e crescere nello Spirito attraverso la cultura e l'approfondimento filosofico di tematiche e problematiche comuni all'umano sentire. Se mai vi fosse un dubbio, esplicito in questa sede che a chi intende aderire alla CMF non interessa un qualche umano potere, ma interessa ritrovare l'essenza, la spiritualità, la giusta energia delle cose e delle menti, dei cuori e delle azioni; ripeto un concetto a me caro: la Massoneria ha una sua grammatica, ciò vuol dire che ci deve essere una Scuola in grado di insegnarla correttamente, come pure significa che nella Scuola debbano operare Insegnanti idonei e preparati. Solo così si potrà superare l'attuale momento; la mancanza di sogni, la ricerca di un piccolo potere, l'inseguimento di meschini vantaggi, la noia e l'indifferenza che ammantano l'assenza di insegnamenti, l'inquinamento degli ideali esoterici a vantaggio degli intrallazzi e delle combine; tutte cose che hanno fatto smarrire la vera essenza della Massoneria. Quindi, stiamo ben attenti a parlare di Regole, di Tradizioni, di Regolarità, di Patenti, di rispetto per la Storia: siamo ben lontani dalla realtà dei Muratori Franchi o Liberi e da

ciò che regolava le principali Corporazioni che ne avevano riconosciuto, condivo e acquisito le Regole ed i Rituali. Siamo ancor lontanissimi dalle tracce più antiche: quelle che da millenni rappresentano il faro indiscusso di certa importante Pratica Iniziatica: ma ci deve essere quantomeno riconosciuto che, per primi, ci siamo messi in moto nella giusta direzione. Tornando ai contenuti che nella Confraternita si intenderà esaltare ed esprimere, non solo c'è un ritorno prepotente alla passione per gli Antichi Valori e per le Antiche Tradizioni sopra ricordati, ma c'è anche un volersi ricondurre simbolicamente a quel Meridiano di Chartres che – almeno per ciò che mi riguarda – intendo far assurgere ad emblema dell'Antico Mondo dei Costruttori, di quella che ho definito essere la Massoneria delle Antiche Pietre. Un Mondo che la “Massoneria Moderna” ha inteso ignorare nella sua forma e sostanza più genuine. Il fine della CMF è quindi quello di ri-percorrere e ri-visitare la Via della Conoscenza risalendo all'origine di un numero eccezionale di eventi, studiando ed approfondendo i quali giungere ad un recupero delle Antiche Tradizioni: quelle simboliche e quelle esoteriche, quelle legate all'astronomia come all'astrologia, quella quabballistica e quella alchemica. Un percorso razionale quanto filosofico e culturale per giungere complessivamente a quel quid di magico che ci conduca al Divino. Proprio noi, proprio noi Italiani – in questo caso, attraverso la nostra Confraternita - rivendichiamo a gran voce il pieno titolo di attribuirci l'indiscutibile possesso di quel sano ed incorrotto spirito iniziatico che con inequivoca forza riconduce alla Tradizione. Proprio noi Italiani che operiamo forti di una tradizione storica che idealmente intendiamo ricondurre a Federico II° di Svevia (che recenti dati dicono aver risieduto anche nei pressi della dorsale contraddistinta dalla romanica Via Appia, presso Calvi – ove trovasi l'attuale fraz. Cubante – nel “casino del principe”, un vecchio edificio la cui struttura pare confermare la “paternità” federiciana), e che solo formalmente risale al dettato della Carta di Bologna del 1248 (che istituiva la corporazione dei muratori e dei falegnami), la prima scrittura organizzata esotericoiniziatica in epoca postcristiana ispirata principalmente da frate Elia su indicazione di S.Francesco. E' invece del 1259 la redazione del primo vero e proprio “rituale”: quell' “Itinerarium in Mentis Deum” scritto da S. Bonaventura, successore di Francesco e titolare della cattedra di filosofia a Parigi. Un tracciato, il nostro, che é certamente aderente anche al pensiero filosofico, esoterico, iniziatico e – perché no – rivoluzionario di altri Italiani: di Francesco d'Assisi, di Dante Alighieri, di Elia – amico dello Svevo, che aveva sognato impavido alla guida di 5000 soldati sull'Etna, l'arcaico Ut-nu - di Giordano Bruno, di Leonardo da Vinci, di Galileo Galilei, dei Maestri Comacini. Ma anche una via che passando dall'Editto di Rotario (643 d.C.) é coerente con lo spirito dell' “Edimburg Register House” (1696: il primo catechismo massonico – originato in Scozia - conosciuto con un qualche elemento di dettaglio. Nello stesso periodo, sempre in Scozia, viene fondata la Loggia di Dumblane: al riguardo va sottolineato che già in quest'epoca gli operativi costituivano una minoranza) e con tutte le Energie e le Esperienze sviluppatesi tra Egitto e Mesopotamia; tra Grecia ed Italia (714 a.C., “Collegia Fabrorum et Pontificiorum”; 79 d.C., Pompei); tra Scozia (1736), Irlanda e Inghilterra (1598: “Statuti e Ordinanze che devono osservare tutti i Maestri Muratori di questo Regno” emanati da William Shaw - Maestro delle Opere di S.M. il Re Giacomo II°° e Sorvegliante Generale del Mestiere - col consenso dei Maestri); tra India, Pakistan, Cina e Tibet; tra Svizzera (1563) e Germania (1452); nelle Americhe

precolombiane come nell'Africa rivierasca, medterranea. Non dimenticando la massonicissima ”Carta di Colonia” (che – scritta nel 1535 - costituisce un vero codice Massonico) nonché l'opera del Cusano, vescovo di Treviri, morto nel 1464 al pari del Manoscritto di Cooke del 1420 ca. E questo solo per enunciare gli elementi più certi e documentati, ma senza trascurare i fondamentali insegnamenti che dalla Magna Grecia ci hanno trasmesso Pitagora, Aristotele, Platone ed Ermete Trismegisto, e che ancor prima della potenza dell'Impero Romano esistevano e si sviluppavano. Nello studio, che vuol essere “dinamico e fluido”, non verranno tralasciati i dati e gli approfondimenti – specie i meno noti - che vengono dall'archeologia e dall'antropologia e che aggiornano continuamente lo scenario della Terra; certamente la migliore attenzione continua ad essere rivolta a tutta l'area mediterranea, ma offrono prospettive impensate gli studi sul popolo dei “Kurgan” che ca. 6000 anni fa invase l'Europa, segnando il definitivo mutamento di lingue, consuetudini e cultura: erano i nostri antenati “indoeuropei” - la cui presenza è certa pur se in carenza di proprie auto-descrizioni -, probabilmente formatisi dalla confluenza e dall'incrocio di culture e popoli dell'Anatolia con quelli di civiltà mediterranee sviluppatesi a livello del neolitico. Non tutti conoscono la Storia, e – soprattutto chi la conosce a modo suo – ne ha un timore che rasenta persino terrore: ma non possiamo né vogliamo cambiare la realtà delle cose, della StoriaI Confratelli hanno ritenuto di farsi forti del loro diritto di fare valere quelle Antiche Tradizioni che sono nate in Italia o che proprio in Italia hanno trovato elemento fecondo di valutazione e crescita. Se é vero che il 1717 segna la data di nascita della “moderna” Massoneria – moderna perché già speculativa nonché figlia di precisi accordi – é vero che la Massoneria “antica” - quella operativa e contraddistinta dal culto di questi “misteri” che venivano tramandati – non morì né si trasformò né si modificò in quella data. La Massoneria “antica” - per l'esattezza, quella degli “antichi misteri” -, é quella che seguiva e attuava gli Ideali più alti e più nobili, in quanto tesi a dare concreto sostegno e sollievo a quel genere umano che “universalmente” – anche se questo termine é stato coniato successivamente - popola la Terra, ancor prima che alla “universalità” dei soli Iniziati. I fisici di tutto il Mondo hanno concentrato i loro studi su una sofisticatissima elaborazione della “Teoria delle Stringhe”, per cercare un qualche risultato a sostegno della “Teoria del Tutto”: una Teoria in grado di conciliare, unificandolo, il Tutto: l'uomo e le stelle, i pianeti, il piccolo ed il grande... Studi d'avanguardia basati sulla fisica quantistica e che – notiamo – affatto inconciliabili con il pensiero Antico: a pensare qualcosa di molto simile che simile ci aveva provato a suo modo il filosofo greco Pitagora nel VI° secolo a.C., il quale affidava ai numeri – costituenti ultimi, e quindi base, della Natura il compito di tenere unito l'Universo. O quello che ormai gli scienziati non esitano più a definire “pluri-verso” o “multi-verso”: ma, per noi Iniziati, concettualmente poco cambia. L'Universalità, per noi trascende limiti e ambiti spazio-temporali per essere meglio individuabile nelle Forze che riusciamo ad assorbire ed esprimere, nelle Energie che ci giungono fin dall'attimo del concepimento e che – in ogni atomo del nostro essere, oltrechè nello Spirito – dapprima custodiamo con la Vita, per poi re-immetterle nel Grande Ciclo del Cosmo nel momento del Finis terreno.

Un attimo, quello della fine. Un attimo, quello in cui l'Uomo perderà ogni diritto terreno sulla Vita e sulla Morte. Un attimo, quello che segna l'entrata della Luce. Attimi che condurranno il nostro Spirito verso un'Eternità di Bene. Sarà quello l'ultimo atto del nostro Esodo, grazie al quale lasceremo una Terra comunque stupenda quanto devastata. Ma sarà contestualmente anche il momento in cui cominceremo a comprendere e parlare la Lingua di Dio. Una Lingua – almeno per i più sconosciuta su questa Terra, ma valida per tutto il Creato. La lingua del Silenzio, del Mistero più Profondo e più Luminoso, della Comprensione istantanea, della Serenità e della Pace. E' allora che si produrrà la nostra unica, vera e totale Liberazione. Alla luce di tutte queste considerazioni – ma anche di altre che potranno seguire - pensate ancora che si possa avere nostalgia del “Moderno” ignorando tutto ciò che costituisce le Antiche Tradizioni? Pensa veramente – chi leggerà - che questo possente bagaglio di Storia, Cultura, Valori e Tradizioni possa essere ancora messo da parte, ad ammuffire, per premiare le mire degli artefici del “moderno” e dei loro sostenitori?
Roma, 2 Maggio 2012 e-mail: bellantoniogius@gmail.com
f.to Giuseppe Bellantonio

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