ESERCIZIO 1

Una sorgente senza memoria emette un simbolo ogni . sec 5m Tali simboli sono quantizzati e
codificati DPCM. Le probabilità dei simboli DPCM sono date: ), 8 ( 6 ) 2 ( ) 1 ( P P P = = ), 8 ( 4 ) 3 ( P P =
), 8 ( 3 ) 5 ( ) 4 ( P P P = = ) 8 ( 2 ) 7 ( ) 6 ( P P P = = . Tali simboli sono poi inviati su un canale AWGN con
densità spettrale
Hz
W
12
10

= η tramite una tecnica di modulazione ad ampiezza d’impulso
multilivello ( 8 livelli, da V 1 a , 8V equispaziati) che utilizza una forma d’onda ) (t g sagomata in
frequenza a coseno rialzato con roll-off pari al % 30 . Supponendo di essere a regime (tralasciare la
fase iniziale della codifica DPCM):
a. Determinare il valor medio dei simboli DPCM.
b. Determinare la varianza dei simboli DPCM.
c. Trovare l’espressione analitica e disegnare in maniera dettagliata lo spettro PAM.

SOLUZIONE ESERCIZIO 1

a. La seguente figura mostra uno schema a blocchi del nostro sistema di trasmissione:


Abbiamo una sorgente senza memoria che emette un simbolo ogni sec 5m .
Per la codifica viene utilizzata una DPCM (Differential Code Pulse Modulation).
La DPCM è un sistema di codifica predittiva che sfrutta il concetto di predizione del campione e
trasmissione dell’errore.
L’errore ) (
c
KT ε viene quantizzato su M livelli:
∆ − ± ∆ ± ∆ ± = ) 1 ( ,..., 3 , ) ( M kT
c q
ε
L’errore quantizzato viene quindi codificato con una parola di codice binaria composta da
M n
2
log = bit.
Nella DPCM tipicamente il predittore è molto sofisticato e per predire un campione, non si usa solo
il campione precedente, bensì una combinazione lineare degli N campioni precedenti:

=
− =

i
c q i c q
T k x c kT x
1
] ) 1 [( ) (
Dove
i
c indica quanto è possibile prevedere il valore del campione ) (
c
kT x a partire dal valore del
campione ] ) 1 [(
c q
T k x − .
Per progettare un predittore basato sulla precedente relazione lineare occorre determinare i valori
degli coefficienti
i
c , . ,......, 1 i=
I valori dei coefficienti dipendono dallo specifico tipo di segnale che si sta analizzando. In
particolare, è ragionevole assumere che tali valori dipendano dalla funzione di autocorrelazione del
segnale analogico originale ). (t x Nei casi reali, non è possibile conoscere esattamente la funzione
di autocorrelazione di un segnale generico ), (t x ma è possibile solo stimarla: ). (
ˆ
i R R
x i
=
L’occupazione di banda di una DPCM è facilmente calcolabile a partire dal bit-rate sulla base del
tipo di forma d’onda e della tecnica utilizzata per effettuare la trasmissione dei campioni dell’errore.
Se l’errore trasmesso è quantizzato su M livelli ed è codificato con parole di codice binarie di
lunghezza , log
2
M n= si ottiene che il bit-rate di una DPCM è pari a:
c
c b
T
n
f n r = ⋅ =

Nel nostro caso, il testo ci fornisce già le probabilità dei simboli in uscita dal codificatore DPCM
ciò significa che la fase di codifica iniziale è già stata effettuata.
Le probabilità dei simboli DPCM sono le seguenti:
P(1)=P(2)=6P(8)
P(3)=4P(8)
P(4)=P(5)=3P(8)
P(6)=P(7)=2P(8)

Dalla teoria sappiamo che se
2 1 2 1
A A A A ∪ = + è l’unione di due eventi mutuamente esclusivi, allora
), ( ) ( ) ( ) (
2 1 2 1 2 1
A P A P A A P A A P + = ∪ = + e in generale:
, 1 ) ( ) ,...., , (
1
2 1 ∑
=
= =
m
i
i m
A P A A A P mentre 0
2 1
= ∩A A ) 1 (
Essendo gli eventi mutuamente esclusivi possiamo calcolare il valore delle probabilità applicando la
). 1 (
1 ) 8 ( ) 7 ( ) 6 ( ) 5 ( ) 4 ( ) 3 ( ) 2 ( ) 1 ( = + + + + + + + P P P P P P P P
Sostituendo si ottiene:
1 ) 8 ( ) 8 ( 2 ) 8 ( 2 ) 8 ( 3 ) 8 ( 3 ) 8 ( 4 ) 8 ( 6 ) 8 ( 6 = + + + + + + + P P P P P P P P

Da cui ricaviamo ) 8 ( P :
= ) 8 ( P
27
1

Le probabilità dei singoli simboli saranno:
27
6
) 2 ( ) 1 ( = =P P
27
4
) 3 ( = P
8
3
) 5 ( ) 4 ( = =P P
8
2
) 7 ( ) 6 ( = =P P

Possiamo ora calcolare il valor medio dei simboli DPCM.
Il valor medio di una variabile aleatoria reale x è l’integrale:

+∞
∞ −
⋅ = = dX X f X x E
x x
) ( } { η
dove ) ( X f
x
è la densità di . x
Se x è di tipo discreto e assume i valori
i
X , con probabilità
i
P , allora:

⋅ = =
i
i i x
P X x E η } { ) 2 (
Nel nostro caso utilizziamo la ) 2 ( ottenendo:
27
91
27
1
8
27
2
7
27
2
6
27
3
5
27
3
4
27
4
3
27
6
2
27
6
1
) 8 ( 8 ) 7 ( 7 ) 6 ( 6 ) 5 ( 5 ) 4 ( 4 ) 3 ( 3 ) 2 ( 2 ) 1 ( 1
=
= ⋅ + ⋅ + ⋅ + ⋅ + ⋅ + ⋅ + ⋅ + ⋅ =
= ⋅ + ⋅ + ⋅ + ⋅ + ⋅ + ⋅ + ⋅ + ⋅ = P P P P P P P P
x
η



b. La varianza o dispersione
2
σ è definita come:
dX X f x x E
x x x
) ( ) ( } ) {(
2 2 2

+∞
∞ −
− = − = η η σ


Se x è di tipo discreto, allora:

⋅ − =
i
i x i
P X
2 2
) ( η σ

Si nota che:
2 2 2 2 2 2 2
} { } { 2 } { } 2 {
x x x x
x E x E x E x x E η η η η η σ − = + − = + − =
Otteniamo in questo modo:
} { } {
2 2 2
x E x E − = σ

3
47
27
423
27
1
64
27
2
49
27
2
36
27
3
25
27
3
16
27
4
9
27
6
4
27
6
1
) 8 ( 8 ) 7 ( 7 ) 6 ( 6 ) 5 ( 5 ) 4 ( 4 ) 3 ( 3 ) 2 ( 2 ) 1 ( 1 } {
2 2 2 2 2 2 2 2
8
1
2 2
= =
= + + + + + + ⋅ + ⋅ =
= ⋅ + ⋅ + ⋅ + ⋅ + ⋅ + ⋅ + ⋅ + ⋅ = ⋅ =

=
P P P P P P P P P x x E
i
i
i



729
3140
27
91
3
47
2
2
= |
¹
|

\
|
− = σ



c. Dopo la codifica DPCM i simboli vengono inviati sul canale attraverso una PAM che utilizza
una forma d’onda a coseno rialzato con 3 . 0 = ρ .
Lo spettro della PAM nella sua forma generale, si ricava dalla seguente relazione:

fkT j
k
a
e k R f G
T
f S
π 2 2
) ( ) (
1
) (


⋅ =


Nel caso in cui i simboli siano scorrelati si applica la seguente formula semplificata:


|
¹
|

\
|
− + =
n
T
n
f f G
T
f G
T
f S δ
η σ 2
2
2
2
2
) ( ) ( ) (

La nostra sorgente è senza memoria, quindi i simboli emessi saranno indipendenti tra loro con
probabilità condizionata pari a:
) ( ) / (
) 1 (
i
n
j
n
i
S P S S P =


Inoltre dalla teoria sappiamo che se due o più simboli sono tra loro indipendenti, allora risultano
anche scorrelati.




Pertanto possiamo concludere che nel nostro caso lo spettro della PAM è dato da:


|
¹
|

\
|
− + =
n
T
n
f f G
T
f G
T
f S δ
η σ 2
2
2
2
2
) ( ) ( ) (


Dove:
-
2
σ ⇒ varianza dei simboli DPCM
-
2
η ⇒ valor medio al quadrato dei simboli DPCM
- T ⇒ tempo di sorgente pari a sec 5m
- ) ( f G ⇒spettro del coseno rialzato che è pari a:

¦
¦
¦
¹
¦
¦
¦
´
¦
+
+ − |
¹
|

\
|
+

− ⋅
− =
=
β
β β β
β
β
b
r
f
b
r
f
b
r
b
r
f
p
r
b
r
f T
r
f G
2
0
2 2 2 4
cos
1
2
1
) (
2
f
p p
p


Si ha quindi:



¦
¦
¦
¦
¹
¦
¦
¦
¦
´
¦
+
+ − |
¹
|

\
|
− |
¹
|

\
|
+

− ⋅ + |
¹
|

\
|
+

− ⋅
− |
¹
|

\
|
− +
=


β
β β δ β
β
η
β
β
σ
β δ
η σ
b
r
f
b
r
f
b
r
T
n
f
b
r
f
p
T
T b
r
f
p
T
T
b
r
f
T
n
f T
T
T
T
f S
n
n
2
0
2 2 2 4
cos
2 4
cos
2
) (
2
2
2
2
2
2
2
2
2
2
2
2
f
p p
p


¦
¦
¦
¹
¦
¦
¦
´
¦
+
+ − |
¹
|

\
|
− |
¹
|

\
|
+

− ⋅ + |
¹
|

\
|
+

− ⋅
− |
¹
|

\
|
− +
=


β
β β δ β
β
η β
β
σ
β δ η σ
b
r
f
b
r
f
b
r
T
n
f
b
r
f
p
b
r
f
p
T
b
r
f
T
n
f T
f S
n
n
2
0
2 2 2 4
cos
2 4
cos
2
) (
4 2 4 2
2 2
f
p p
p

Sostituendo si ottiene:
¦
¦
¦
¹
¦
¦
¦
´
¦
|
¹
|

\
|
− |
¹
|

\
|
+

− ⋅ + |
¹
|

\
|
+

− ⋅ ⋅
|
¹
|

\
|
− + ⋅ ⋅
=




3
130
0
3
130
3
70
2 4
cos
729
8281
2 4
cos 10 5
729
3140
3
70
729
8281
10 5
729
3140
) (
4 4 3
3
f
p p
p
f
f
T
n
f
b
r
f
p
b
r
f
p
f
T
n
f
f S
n
n
δ β
β
β
β
δ


E’ riportato in basso il grafico dello spettro:





Il nostro spettro si annulla in:

3
130
2 2
) 1 (
2 2
= |
¹
|

\
|
⋅ + ± = + ± = + ± = ρ ρ β
b
r
b
r
b
r
b
r
W

dove 3 8 log log
2 2
= = = M b essendo la PAM a 8 livelli



Il punto di flesso è in:
3
100
2
= ± =
b
r
f
c



Notiamo che abbiamo solo un impulso nell’origine in quanto per 0 ≠ n gli impulsi cadrebbero dove
il nostro spettro è nullo.
ESERCIZIO 2

Si consideri la funzione triangolo:
¦
¹
¦
´
¦
− ≡ |
¹
|

\
|
T > t
T < t
T
t
T
t
Λ
| | 0
| |
1
Sia data una segnalazione PAM la cui funzione di autocorrelazione corrisponde a:
( )
( ) [ ]


−∞ )
`
¹
¹
´
¦ −
|
¹
|

\
|
+
= k
s
T
T + τ
Λ +
T
= τ R
1 2k 2 2τ

a. Discutere questa segnalazione PAM nel dominio del tempo.
b. Disegnare lo spettro di densita’ di potenza e discutere questa segnalazione PAM in frequenza.

SOLUZIONE ESERCIZIO 2

a. L'autocorrelazione è composta da un triangolo di altezza 4 e base T centrato in zero, più un
treno di triangoli di altezza unitaria e base T centrati sui kT dispari.









Dalla funzione di autocorrelazione si possono ricavare alcune informazioni sulla sorgente:
● L'autocorrelazione dei simboli di sorgente è la seguente:









● La forma d'onda associata ai simboli di sorgente è un rettangolo con duty cycle del 50%.
● Il processo PAM non è stazionario perchè non esiste il limite all'infinito
dell'autocorrelazione e nemmeno ciclostazionario (i parametri statistici non si ripetono a
intervalli fissati) perchè il treno di triangoli è centrato sui kT dispari. Per questo motivo, non
ha senso parlare di media e varianza e non è pertanto possibile risalire ai simboli di sorgente
(supponendo il processo binario o M-ario) ed alle loro probabilità.
ESERCIZIO 3

Si consideri il sistema di trasmissione in Figura, dove x(t) e’ una segnalazione PAM con funzione di
autocorrelazione R
x
(τ) generica, e i blocchi contrassegnati con ∆ sono moduli di ritardo di valore t
0
.

x(t)
∆ + ∆
z(t)
y(t)

a. Calcolare lo spettro di densità di potenza del segnale y(t).
b. Se x(t) e’ un processo Gaussiano con R
x
(τ)=δ(τ), per quali valori di t
0
, se esistono, le variabili
aleatorie y(t
0
) e z(t
0
) sono indipendenti?
c. Se x(t) e’ un processo Gaussiano con R
x
(τ)= Λ(τ /T/2), per quali valori di t
0
, se esistono, le
variabili aleatorie y(t
0
) e z(t
0
) sono indipendenti?

SOLUZIONE ESERCIZIO 3

a. Il segnale y(t) in uscita dal sistema è composto dalla somma della segnalazione PAM x(t) in
ingresso e dal medesimo segnale con un ritardo pari a 2t
0
.
y(t)=x(t)+x(t-2t
0
)
Il sistema può essere rappresentato come segue:



Dove:
y(t)=x(t) ∗ h(t)
y(t)=x(t) ∗[ ) (t δ +δ (t-2t
0
)]
h(t)=[ ) (t δ +δ (t-2t
0
)]
Effettuando ora la trasformata di Fourier della risposta impulsiva h(t) otteniamo la funzione di
trasferimento H(ω ) del sistema.
Ricordiamo che: ℑ[δ (t- t
0
)] =
0
t jω −
l
H(ω )= ℑ[h(t)]=1+
0
2t jω −
l
La densità spettrale di potenza S
y
(ω ) è data da:
S
y
(ω )=S
x
(ω )|H(ω )|
2

Cerchiamo un’espressione più comoda per la funzione di trasferimento.
h(t)
x(t) y(t)
Ricordando la formula di Eulero secondo cui
2
t j t j ω ω −
+ l l
=cos( t ω )
H(ω )=1+
0
2t jω −
l =
=2
0
t jω −
l
2
0 0
t j t j ω ω −
+ l l
=
=2
0
t jω −
l cos(
0
t ω )
|H(ω )|
2
=4 cos
2
(
0
t ω )
S
y
(ω )=S
x
(ω )|H(ω )|
2
=
=4 S
x
(ω )cos
2
(
0
t ω )
b. Consideriamo la seguente
x
R (τ )=δ(τ)

Le due uscite del sistema sono:
y(t)=x(t)+x(t-2t
0
)
z(t)=x(t-t
0
)
Al fine di verificare l’indipendenza delle variabili aleatorie y(t) e z(t) è sufficiente verificare che
esse siano scorrelate in quanto la scorrelazione, in caso di processi gaussiani, implica
l’indipendenza.
SCORRELAZIONE
gaussiani p.
⇒ INDIPENDENZA
INDIPENDENZA
sempre
⇒ SCORRELAZIONE
Poiché il sistema è lineare, se x(t) è un processo stazionario, anche y(t) e z(t) sono tali in quanto
l’introduzione di ritardi e di somme non modifica la proprietà di stazionarietà.
Il processo x(t) è a media nulla, in quanto l’asintoto di
x
R (τ ) per τ che tende a infinito è nullo. Di
conseguenza anche i due processi y(t) e z(t) lo sono. Sarà quindi sufficiente verificare per quali
valori di
0
t il coefficiente di correlazione è nullo.
0 = =
z y
yz
σ σ
µ
ρ

) (τ
x
R

0 τ
Dobbiamo annullare il numeratore:


E{ } ] ) ( ) ( ][ ) ( ) ( [ t z t z t y t y − − =E } { ) ( ) ( t z t y =0
Essendo ) (t y = ) (t z =0
E{ } ) t - x(t )] 2t - x(t + [x(t)
0 0
=
= E { } ) t - )x(t 2t - x(t ) t - x(t)x(t
0 0 0
+ =
= E{ } ) t - x(t)x(t
0
+ E{ } ) t - )x(t 2t - x(t
0 0
=
=
x
R (
0
t ) +
x
R (-
0
t )=
=2
x
R (
0
t )=0
Questo è verificato ∀
0
t ≠ 0 essendo
x
R (τ ) un impulso nell’origine.

c. Consideriamo ora la seguente
x
R (τ )= Λ(τ /T/2)

Valgono le stesse considerazioni del punto precedente.
E } { ) ( ) ( t z t y =2
x
R (
0
t )=0
Nel caso ora in esame vediamo che questa relazione risulta soddisfatta per valori di t
0
tali che:
t
0

2
T
e t
0
≤-
2
T

Quindi | t
0
| ≥
2
T

τ 0
2
T

2
T


) (τ
x
R

ESERCIZIO 4

Una sorgente d’informazione senza memoria emette ogni secondo uno tra due simboli (A e B),
equiprobabili.Questi simboli vengono codificati con due forme d’onda rettangolari e antipodali (A
e’ associato alla forma d’onda positiva, B a quella negativa), con duty cycle pari al 100%; l’energia
delle forme d’onda e’ unitaria. Il canale di trasmissione opera sul segnale come un filtro lineare con
risposta all’impulso di forma rettangolare, con ampiezza costante positiva, durata ed energia
unitaria. Inoltre, il segnale cosi’ modificato subisce un ritardo aleatorio con densita’ uniforme tra
0sec e 1sec. Il segnale arriva poi al ricevitore, che opera nel seguente modo: campiona ogni
secondo, in sincronia con la trasmissione, il segnale che arriva dal canale. Se il campione all’istante
n-esimo e’ positivo, decide che all’istante (n-1)-esimo e’ stato trasmesso A; se e’ negativo, B.
a. Disegnare lo spettro della segnalazione PAM prima e dopo il canale.
b. Trovare la probabilita’ d’errore del decisore in ricezione.
c. Esiste una modifica nella posizione degli istanti di campionamento del ricevitore che consente
di annullare la probabilita’ d’errore?

SOLUZIONE ESERCIZIO 4

a. Lo schema a blocchi è quello di una sorgente binaria che emette simboli A e B ogni kT secondi,
seguito da uno shaper per sagomare le forme d’onda, un canale h(t) adattato (matched filter, ha la
forma del segnale che sta viaggiando sul canale), un blocco di ritardo con pdf distribuita
uniformemente tra 0 e 1 e infine il campionatore.

Le forme d’onda possono essere disegnate così:

P(A) = P(B) = 0,5
A e B antipodali media nulla (η = 0)
Duty cycle del 100% T (durata della forma d’onda) = Ts (tempo di sorgente) = 1 s
Energia unitaria delle forme d’onda E =

T
dt t x
0
2
| ) ( | =

T
dt A
0
2
= A
2
T = 1 A = T / 1 ;
essendo T = Ts = 1 si ha A = 1, B = -1
La varianza σ
2
del processo è data da (
2 2
x x − ), cioè
2
x visto che la media è nulla. Coincide
quindi con la potenza del processo, cioè l’autocorrelazione in t=0.

2
x = P(1) · (1)
2
+ P(-1) · (-1)
2
= 1
L’espressione dello spettro di segnalazione della PAM è
S(f) =
T
2
σ
· |G(f)|
2
+
2
2
T
η
· |G(f)|
2
· ) ( nT f
n


δ
che si riduce a S(f) = |G(f)|
2
, dove G(f) è lo spettro dello shaper (prima del canale) o il prodotto
dei blocchi “shaper” e “canale” (dopo il canale). Il blocco di ritardo influirà sulla probabilità di
errore del decisore in ricezione ma non sullo spettro visto che un ritardo nel tempo diventa in
frequenza un’esponenziale che nel modulo quadro non ci crea problemi in quanto diventa una
moltiplicazione per 1. Dobbiamo quindi valutare G(f) nei due casi.
Nel primo caso lo shaper è un rettangolo nel tempo, la sua autocorrelazione ci da un triangolo
(da –1 a 1, alto 1) che in frequenza diventa un sinc
2
(alto 1, zero crossing in k/T). Nel secondo
caso a questo termine devo moltiplicare lo spettro del canale, che analogamente sarà dato da un
sinc
2
(uguale al precedente) in quanto il canale è un filtro lineare con risposa rettangolare.
Quindi dopo il canale la G(f) sarà un sinc
4
con dei lobi laterali molto più ridotti di quelli del
sinc
2
.


b. Probabilità d’errore: il problema nasce dal ritardo.
Senza ritardi (∆ = 0) il simbolo precedente vale 0 nell’istante di campionamento successivo e non
disturba: ogni simbolo assume valore massimo nel proprio istante di campionamento e valore nullo
negli istanti precedente e successivo; la sorgente emette simboli ogni kT e il picco si ha in (k+1)T.

In caso di ritardo invece in ogni istante di campionamento è presente il contributo del simbolo
corrente più un contributo dovuto al simbolo precedente, che assumerà tutti i valori compresi tra
0 e 1 a seconda del ritardo.

Detto r il simbolo ricevuto e campionato, questo sarà dato dalla somma della forma d’onda
corrente più quella associata al simbolo precedente: a seconda del ritardo, se supponiamo di
aver trasmesso A, il simbolo corrente può valere da 0 a 1 con densità di probabilità uniforme;
non sapendo se il simbolo precedente fosse A o B, la sua densità di probabilità varia
uniformemente tra –1 e 1.
Quindi r è una variabile aleatoria data dalla somma tra una v.a. con pdf pari a quella del ritardo
(cioè il simbolo corrente supposto A) più una v.a. con pdf uniforme tra –1 e 1 (cioè il simbolo
precedente).

La pdf di una v.a. data dalla somma di due v.a. è la convoluzione delle pdf delle v.a. di partenza.
Se al decisore in ricezione arriva un campione negativo decide che è stato inviato il simbolo B.
Quindi la probabilità di errore dato che è stato inviato il simbolo A è pari alla probabilità di
ricevere un simbolo negativo, cioè all’area tratteggiata, che vale ¼.
Analogamente, nel caso in cui sia stato trasmesso B, la pdf del simbolo precedente non cambia e
il ragionamento è il medesimo, ad eccezione del fatto che la pdf del simbolo corrente (che
adesso è B) varia uniformemente tra –1 e 0.

Anche la probabilità di errore dato che è stato inviato B è pari a ¼, quindi
P(err) = P(err/A) · P(A) + P(err/B) · P(B) = ½ · ¼ + ½ · ¼ = ¼.

c. No perchè il ritardo fa sì che si possa avere sovrapposizione tra forme d’onda opposte tale per
cui si ha P(err) diversa da 0. Per annullare la P(err) si dovrebbe intervenire sulla symbol rate in
trasmissione rallentandola rispetto alla banda del canale in modo opportuno.

ESERCIZIO 5

Si consideri una sorgente ternaria i cui simboli, che assumono i valori ±1 con probabilità 0.25 e il
valore 0 con probabilità 0.5, hanno la seguente funzione di autocorrelazione: R
a
(0)=0.5;
R
a
(±1)=0.25: R
a
(altrimenti)=0. Questa sorgente e’ trasmessa mediante segnalazione PAM usando
un impulso a coseno rialzato in frequenza con roll-off pari al 40%.
a. Riportare analiticamente e disegnare in dettaglio lo spettro PAM, confrontandolo con quello
che si avrebbe in assenza di correlazione.

SOLUZIONE ESERCIZIO 5

a. Indichiamo con {a
i
} i simboli emessi dalla sorgente e con P(a
i
) le relative probabilità di
emissione:
{a
i
} = {-1, 0, 1}
P(-1) = 0.25
P (0) = 0.25
P (1) = 0.5

La correlazione tra i simboli di sorgente è definita dalla funzione di autocorrelazione:





Graficamente:



¦
¦
¦
¹
¦
¦
¦
´
¦
± =
=
=
altrove
k
k
k R
a
0
1 4 / 1
0 2 / 1
) (
L’associazione di una forma d’onda al simbolo di sorgente è effettuata mediante uno shaper a
coseno rialzato, che in generale può essere definito come segue:




dove
c
f f f − = ∆
In particolare, essendo nel nostro caso il fattore di roll-off 4 . 0 = =
c
x
f
f
ρ e ricordando che T f
c
2 / 1 = ,
possiamo scrivere la funzione di shaping come:

¦
¦
¦
¦
¹
¦
¦
¦
¦
´
¦
>
>
< <


=
T
f
T
f
T
f
T f
f
f G
x
10
7
| | 1
10
7
| | 0
10
7
| |
10
3
)
2
sin 1 (
2
1
) (
π


Pertanto lo spettro della segnalazione PAM è:
( ) ( )


=
k
fT j
a PAM
e k R f G
T
f S
π 2
2
) (
1
= ( )
(
¸
(

¸

+ +
− fT j fT j
e e f G
T
π π 2 2
2
4
1
4
1
2
1 1
=
( )
(
¸
(

¸

+ +

) (
4
1
2
1 1
2 2
2
fT j fT j
e e f G
T
π π
= ( )
(
¸
(

¸

+ )) 2 cos( 2 (
4
1
2
1 1 2
fT f G
T
π = ( )
(
¸
(

¸

+ )) 2 cos( 1 (
2
1 1 2
fT f G
T
π
Ricordando che ) 2 cos 1 (
2
1
cos
2
x x + =
( ) [ ] )) ( (cos
1
) (
2
2
fT f G
T
f S
PAM
π =

Otteniamo pertanto un coseno rialzato modulato da un
2
cos :


¦
¦
¦
¹
¦
¦
¦
´
¦
− < ∆ < −
> ∆
< ∆


=
x c
x
x
x
f f f
f f
f f
f
f
f G
1
| | 0
| | )
2
sin 1 (
2
1
) (
π

In assenza di correlazione lo spettro della segnalazione PAM è dato da:

( ) ( ) ( )

|
¹
|

\
|
− + =
k
PAM
T
k
f f G
T
f G
T
f S δ
η σ 2
2
2
2
2



= ⋅ − + ⋅ + ⋅ = ⋅ =
i
i i
X p X 0
4
1
) 1 (
2
1
0
4
1
1 ) ( η

= ⋅ − + ⋅ + ⋅ = ⋅ − =
i
i i
X p X
2
1
4
1
) 1 (
2
1
) 0 (
4
1
) 1 ( ) ( ) (
2 2 2 2 2
η σ
Poiché il processo di sorgente ha media nulla il secondo termine dello spettro PAM è nullo. Si
ricorda che il secondo termine è un campionamento in frequenza e non apporta informazione,
benché possa essere utile per funzioni di sincronizzazione. Ad ogni modo la sua assenza comporta
un risparmio di potenza.
Pertanto:
( ) ( )
2
2
1
f G
T
f S
PAM
=



Si ricorda che la banda disponibile per una segnalazione PAM è la metà della banda al primo lobo.

ESERCIZIO 6

Un sistema di trasmissione per servizi di broadcast televisivo via cavo all’interno di un complesso
residenziale, si avvale di uno schema di modulazione PAM rappresentato in figura. Il traffico
servito è costituito dal multiplexing di 10 canali TV analogici opportunamente digitalizzati,
(quantizzazione a 16 bit/campione) e compressi di un fattore 100. Il canale è costituito da un cavo
coassiale 2.6/9.5 ed è affetto da rumore AWGN.


//

PAM
binaria
PAM
binaria
rb
rb/2
rb/2
Cavo
Coassiale
Ricevitore

x(t)
y(t)
z(t)
η/2 = 0.5 10
-14
W/Hz
Delay
Tb
2.6/9.5


a. Determinare il bitrate in ingresso al sistema
b. Supponendo simboli in ingresso al sistema normalizzati, scorrelati e codificati con forme d’onda
RZ (duty cycle del 50%) unipolari, determinare l’espressione analitica della densità spettrale di
potenza dei processi x(t) ed y(t) e disegnarne l’andamento
c. Determinare l’occupazione di banda del processo z(t)
d. Determinare la lunghezza massima del collegamento per garantire un SNR
D
a destinazione di 50
dB
e. Determinare uno schema qualitativo del ricevitore in grado di recuperare l’informazione
trasmessa.

SOLUZIONE ESERCIZIO 6

a. Per i segnali TV viene utilizzata una banda pari a : MHz W
x
5 =
Campionando al limite di Nyquist si ha una frequenza di campionamento : MHz W f
s
10 2 = ⋅ =
Ogni campione viene codificato con 16 bit , per ogni segnale televisivo si ha un flusso di bit pari a:
Mbps
sample
bit sample
b f r
s x
160 16
sec
10
7
=
(
¸
(

¸


(
¸
(

¸

= ⋅ =
Il multiplexing (MUX) dei 10 segnali TV viene effettuato con tecnica TDM, ottenendo un flusso
dati bit pari a : Gbps r r
x mux
6 . 1 10 = ⋅ =
La compressione del flusso dei dati , riduce di un fattore 100 il bit-rate : Mbps
r
r
mux
b
16
100
= =
b. Il flusso principale r
b
, viene suddiviso in due flussi r
b
/2 superiore e r
b
/2 inferiore :
( )

|
|
¹
|

\
|

=
T
T
t
t g
2


2Tb
Tb
Flusso rb
Flusso rb/2
superiore
Flusso rb/2
inferiore

La codifica dei simboli di sorgente viene effettuata con forme d'onda unipolari tipo RZ (Return-to-
Zero), ciò significa che il segnale associato al simbolo ha una durata T, minore del tempo di
sorgente T
s
.
Forma d'onda RZ con duty cycle = 50 % :






Lo spettro G(f) di ampiezza in frequenza della forma d'onda utilizzata si ottiene come trasformata di
Fourier di g(t) , lo spettro di potenza si ricava come modulo quadro di G(f) :

( ) { } ( ) ( ) T f c T f G t g ⋅ ⋅ = = ℑ sin ( ) ( ) T f c T f G ⋅ ⋅ =
2 2
2
sin



Mbps
Mbps
r
b
8
2
16
2
= =

b s
T n T 2 sec 125 10
8
1
6
= = ⋅ =

I livelli di tensione associati alla sorgente sono unipolari, il valore binario 1 è rappresentato da una
tensione positiva di 1 volt e il valore 0 con tensione nulla .
In generale il segnale (processo aleatorio) PAM, è definito dalla seguente espressione :
( ) ( )
s k
nT t g a t x − ⋅ =

+∞
∞ −

dove a
n
è l'ampiezza associata al simbolo di sorgente .
A cui corrisponde, nel caso di simboli scorrelati con media m
a
e varianza σ
a
2
il seguente spettro di
potenza :
( ) ( )

|
|
¹
|

\
|
− ⋅
|
|
¹
|

\
|

|
|
¹
|

\
|
+ ⋅ =
n
s s s
a
s
a
x
T
n
f
T
n
G
T
m
f G
T
f S δ
σ
2 2
2
2

In questo caso la media, la potenza media e la varianza del processo sono pari a :
( ) { } { } ( )
a
i
i i
m a p a a E t x E = = ⋅ + ⋅ = ⋅ = =

2
1
2
1
1
2
1
0
( ) ( ) { } { } ( )
2 2 2 2 2
2
1
2
1
1
2
1
0 a a p a a E t x E t x
i
i i
= = ⋅ + ⋅ = ⋅ = = =


( ) ( ) ( ) { } ( ) { }
2 2 2 2
2
4
1
4
1
2
1
a a a
m a m a E t x t x E σ = = − = − = − = −
- Segnale x(t) :

Il flusso r
b
/ 2 viene codificato con un sistema PAM binario, il cui spettro risulta :
( ) ( )

|
|
¹
|

\
|
− ⋅
|
|
¹
|

\
|

|
|
¹
|

\
|
+ ⋅ =
n
s s s
a
s
a
x
T
n
f T
T
n
c T
T
m
T f c T
T
f S δ
σ
2 2
2
2 2
2
sin sin
sostituendo media, varianza e
b
s
T
T
T ≡ =
2
, si ottiene :
( ) ( )

|
|
¹
|

\
|
− ⋅
|
¹
|

\
|
+ ⋅ ⋅ =
n
b
b
b
x
T
n
f
n
c T f c
T
f S
2 2
sin
16
1
sin
8
2 2
δ scritta in funzione di T
b

Essendo il sinc
2
(n/2) nullo per valori di n pari e maggiori di zero , gli impulsi che si dovrebbero
trovare in multipli pari di 1/T
b
vengono annullati dal valore dello spettro della forma d'onda
utilizzata, che a quelle determinate frequenze è nullo .

- Segnale y(t) :

Lo spettro risulta essere lo stesso del segnale x(t) in quanto le caratteristiche dei simboli della
sorgente e le forme d’onda utilizzate sono le stesse, lo sfasamento nel tempo del segnale PAM
modifica la sola fase e quindi non vi sono modifiche allo spettro di potenza .
Spettro in frequenza della potenza :



c. Il segnale aleatorio z(t) è dato dalla somma dei due processi aleatori x(t) e y(t) .
Se la sequenza di bit del flusso r
b
è composta da bit tutti pari ad uno si ottiene :


t
T
b

Flusso r
b
T
s

Segnale x(t)

Segnale y(t)

T
s

t
t
Ritardo nel tempo pari a T
b
T=T
b


Il segnale z(t) è un nuovo processo aleatorio con ampiezza pari alla somma delle ampiezze assunte
dai 2 segnali, in particolare per una sequenza di bit del flusso r
b
: { a
n
} = a
1
a
2
a
3
a
4
a
5
a
6 ,
si
ottengono le sequenze per i segnali x(t) e y(t) : { a
x
}

= a
1
a
3
a
5
e { a
y
}

= a
2
a
4
a
6
, da cui la
sequenza di ampiezze per il segnale z(t) : { a
z
}

= (a
1
+a
2
) (a
3
+a
4
) (a
5
+a
6
) .
Espressione per il processo z(t) :
( ) ( )

− ⋅ =
k
s k
kT t g a t z
Essendo i simboli del flusso principale { a
n
} equiprobabili e scorrelati si ricavano le ampiezze dei
simboli { a
z
} e le loro probabilità :
a
x
a
y
a
z
= a
x
+ a
y
p(a
z
)
0 0 0
¼
0 1
1
½
1 0
1 1 2
¼

Si determinano media, potenza media e varianza del processo z(t) :
( ) { } { } ( )
z
i
i i z
m a p a a E t z E = = ⋅ + ⋅ + ⋅ = ⋅ = =

1
4
1
2
2
1
1
4
1
0
( ) ( ) { } { } ( )
2 2 2 2 2
2
3
1
2
1
4
1
4
2
1
1
4
1
0
z
i
i i z
a a p a a E t z E t z = = + = ⋅ + ⋅ + ⋅ = ⋅ = = =

( ) ( ) ( ) { } ( ) { }
2 2 2 2
2
2
1
1
2
3
z z z z z
m a m a E t z t z E σ = = − = − = − = −
Espressione spettro di potenza:
la forma d’onda “sagomatrice” è un rettangolo di durata pari a metà del tempo di sorgente
( ) ( )

|
|
¹
|

\
|
− ⋅
|
|
¹
|

\
|

|
|
¹
|

\
|
+ ⋅ =
n
s s s
z
s
z
z
T
n
f T
T
n
c T
T
m
T f c T
T
f S δ
σ
2 2
2
2 2
2
sin sin
Sostituendo media, varianza e
b s
T T T 2 2 ≡ = si ottiene :
( ) ( )

|
|
¹
|

\
|
− ⋅
|
¹
|

\
|
+ ⋅ =
n
b
b
b
z
T
n
f
n
c T f c
T
f S
2 2
sin
4
1
sin
4
2 2
δ
La parte dello spettro continua è un sinc
2
con zeri in multipli interi di MHz r
T
b
b
16
1
= = , mentre
le “righe spettrali” si trovano in multipli interi di
b
T 2
1
, ma essendo il sinc
2
(n/2) nullo per “n”
multiplo intero di 2, si annullano gli impulsi in multipli pari di r
b
/2 . Rimangono quindi le righe
spettrali in
2
b
r
k ⋅ , con k dispari .
L’occupazione di banda del processo aleatorio z(t) viene stimata al primo zero del sinc
2
, si ottiene:

MHz W
z
16 =
d. Il sistema di trasmissione è in banda base , a valle del canale è presente un filtro passa basso
LPF, con larghezza pari alla banda del segnale trasmesso: MHz W
z
16 = .
Per determinare il rapporto segnale-rumore a destinazione SNR
D
, si calcolano separatamente la
potenza a destinazione del segnale e del rumore :
Supponendo il filtro LPF a destinazione, ideale con guadagno in potenza unitario si ottiene :
L
S
S
T
D
=
- S
T
è la potenza del segnale in trasmissione :
( ) ( ) ( ) = ⋅ + + = =
∫ ∫
+

+

df T f c
T
c df f S S
z
z
z
z
W
W
b
b
W
W
z T
2 2
sin
4
2
1
sin
4
1
2
4
1

W 6785 . 0 10 4452 . 1 10 62.5
4
1 2
4
1
7 -9
2
= ⋅ ⋅ ⋅ ⋅ + + =
π

Si sono considerati i 3 impulsi presenti nella banda del filtro .

- L è l'attenuazione in potenza del canale, in questo caso per un cavo coassiale tipo 2.6/9.5 si ha :
si calcola il parametro α rispetto alla frequenza massima del segnale z(t)
3 . 2
0
= α MHz f
c
16 =
[ ]
km
dB
f
MHz
c
km
dB
2 . 9 4 3 . 2
0
= ⋅ = ⋅ = α α
km
km
dB dB
l L ⋅ =α
Potenza del rumore N
D
è pari a :
( ) nW W W W df f H
z z
W
W
LPF D
z
z
160 10 160 10 16 10 2
2 2
9 6 14
2
= ⋅ = ⋅ ⋅ = = ⋅ = =
− −
+


η
η η

Da cui si ottiene :
5
10 ≥ = =
z
T
D
D
D
W L
S

S
SR
η
41 . 42
10 16 10 10
0.6785
10
6 14 5 5
=
⋅ ⋅ ⋅
= ≤

z
T
W
S
L
η


( ) dB L
dB
275 . 16 41 . 42 log 10
max
= ⋅ =

Dato
max
L espresso in decibel, si ricava il valore massimo per la lunghezza del canale :
km
L
l
km
dB
dB
77 . 1
9.2
275 . 16
max
max
= = =
α

e. Schema ricevitore :

LPF
W
z

( )
s
kT y
Campionatore
t = k T
s
Canale
( ) ( ) ( ) t n t z
L
t y + =
1



Il segnale a destinazione : ( ) ( ) ( ) t n nT t g a t y
n
s n
+ − ⋅ =

~

( ) t g
~
è la forma d’onda “distorta” a destinazione
A valle del campionatore : ( ) ( ) ( )
s
k n
s s n k s
kT n nT kT g a a kT y + − ⋅ + =


~

k
a : ampiezza a destinazione ( )
s
kT n : rumore campionato
( )


− ⋅
k n
s s n
nT kT g a
~
: contributo dovuto alla interferenza intersimbolica, ISI
ISI = 0 , in quanto la condizione di Nyquist è rispettata :
6 6
10 32 2 10 8
2
⋅ = ≤ ⋅ =
z
b
W
r

In ogni caso anche in assenza di rumore, ISI nulla e nessuna attenuazione del canale, si avrebbe la
rigenerazione della sequenza in trasmissione { a
z
}, che non consente il recupero dei simboli { a
x
}
e { a
y
} in quanto le ampiezze dei 2 segnali x(t) e y(t) sono tali da creare 3 livelli in trasmissione,
che non consentono di rappresentare univocamente le 4 possibili combinazioni dei 2 bit che si sono
andati ad accorpare .
La rigenerazione del flusso principale non può essere effettuata.
ESERCIZIO 7

Una sorgente senza memoria emette un simbolo ogni 10 sec. Tali simboli sono quantizzati e
codificati DPCM. Le probabilità dei simboli DPCM sono date: P(1)=P(2)=P(3)=5P(8);
P(4)=P(5)=4P(8); P(6)=P(7)=2P(8). Tali simboli sono poi inviati su un canale AWGN con densità
spettrale η=10
-12
W/Hz tramite una tecnica di modulazione ad ampiezza d’impulso multilivello (8
livelli, da 1V a 8V, equispaziati) che utilizza una forma d’onda g(t) sagomata in frequenza a coseno
rialzato con roll-off pari al 40%. Supponendo di essere a regime (tralasciare la fase iniziale della
codifica DPCM):
a. Determinare il valor medio dei simboli DPCM
b. Determinare la varianza dei simboli DPCM
c. Trovare l’espressione analitica e disegnare in maniera dettagliata lo spettro PAM
d. Se i simboli fossero equiprobabili, come si potrebbe ottimizzare la codifica PAM dal punto di
vista dell’energia?

SOLUZIONE ESERCIZIO 7

a. Probabilità associate ai simboli DPCM:
Chiamiamo P(8) = x
28
1
) 8 (
28
2
) 7 ( ) 6 (
28
4
) 5 ( ) 4 (
28
5
) 3 ( ) 2 ( ) 1 (
28
1
1 ) 2 ( 2 ) 4 ( 2 ) 5 ( 3
=
= =
= =
= = =
=
= + + +
P
P P
P P
P P P
x
x x x x

Valor medio dei simboli DPCM:
28
100
28
1
) 8 (
28
2
) 7 6 (
28
4
) 5 4 (
28
5
) 3 2 1 ( = + + + + + + + = =
∑ i
i
i
P A η

b. Varianza dei simboli DPCM:
49
194
28
1
) 8 (
28
2
) 7 6 (
28
4
) 5 4 (
28
5
) 3 2 1 (
2 2 2 2 2 2 2 2 2 2
= − |
¹
|

\
|
+ + + + + + + = η σ

c. L’espressione analitica di un generico spettro di potenza di una segnalazione PAM a media non
nulla è il seguente:

|
¹
|

\
|
− + =
n
T
n
f f G
T
f G
T
f S δ
η σ 2
2
2
2
2
) ( ) ( ) (
Lo spettro del coseno rialzato è così definito:


G( f )=
0
2 4
cos
1
1
2
|
¹
|

\
|
+ −
=
β
β
π r
f
r
T
r

β
β β
β
+ >
+ < < −
− <
2
2 2
2
r
f
r
f
r
r
f

2
0
r
≤ ≤ β

Nel nostro caso:
02 . 0 ) 4 . 0 (
20
1
2
10
1
= = =
= =
ρ β
r
T
r


Lo spettro del coseno rialzato diventa:
G( f )= ( )
0
07 . 0
08 . 0
cos 10
10
2
− f
π

07 . 0
07 . 0 03 . 0
03 . 0
>
< <
<
f
Hz f
Hz f


Possiamo scrivere a questo punto l’espressione analitica dello spettro PAM
) ( ) (
100
) (
10
) (
2
2
2
2
f f G f G f S δ
η σ
+ = dove:

755 . 12
49
625
959 . 3
49
194
2
2
≅ =
≅ =
η
σ

|G( f )|² = ( )
0
07 . 0
08 . 0
cos 100
100
4
− f
π

07 . 0
07 . 0 03 . 0
03 . 0
>
< <
<
f
Hz f
Hz f




L’andamento dello spettro di potenza PAM è mostrato in figura.




La componente impulsiva a frequenza nulla è dovuta al fatto che la media dei simboli non è zero.
Gli impulsi situati a frequenze multiple del rate di segnalazione r non compaiono perché lo spettro
del coseno rialzato si annulla a ± 0.07 Hz.

d. Per ottimizzare la potenza in trasmissione, gli 8 livelli della PAM devono
essere disposti in modo che la media dei simboli sia nulla. Questa scelta
annulla infatti le componenti impulsive dello spettro di potenza PAM a tutte le
frequenze.
Il valore di
0
V dipende dalla effettiva potenza in trasmissione disponibile e dalla massima
probabilità di errore in ricezione tollerata; infatti, tenendo conto che i simboli sono equiprobabili e
che la media è nulla, si ha:
( )
2
0
2
0
2
0
2
0
2
0
2
0
21
8
168
49 2 25 2 9 2 2
8
1
V V V V V V P
M
= = ⋅ + ⋅ + ⋅ + =
Si potrebbe quindi diminuire
0
V ma diminuendo Vo diminuisce la spaziatura tra i livelli e aumenta
la probabilità di errore sui simboli. Infatti, data in figura la rappresentazione geometrica di questa
configurazione, ogni gaussiana è centrata
sul valore della radice dell’energia del
simbolo corrispondente:
dt t x E
i i


∞ −
=
2
| ) ( | , dove ) (t x
i
è la forma
d’onda usata in trasmissione (con l’ampiezza corrispondente). Pertanto la distanza d tra due simboli
codificati con livelli adiacenti è data da dt t x t x d
j i


∞ −
− =
2 2
| ) ( ) ( | . Nel nostro caso, per la scelta fatta
sui livelli, questa può essere riscritta come dt t x V d


∞ −
=
2 2
0
2
| ) ( | 4 , dove x(t) è l’espressione del
damped sinc normalizzato, ossia la forma d’onda nel tempo del coseno rialzato, definita come:
rt
t
t
t x sinc
) 4 ( 1
2 cos
) (
2
β
πβ

= dove:
02 . 0 ) 4 . 0 (
20
1
2
10
1
= = =
= =
ρ β
r
T
r

Calcolando numericamente l’integrale risulta:
0 0
2
09 . 6 27 . 9 2 27 . 9 | ) ( | V V d dt t x ≅ = ⇒ ≅


∞ −
.
A questo punto possiamo calcolare l’espressione della probabilità d’errore sul simbolo, tenendo
conto che il rumore del canale è gaussiano a media nulla e varianza N
0
:
|
|
¹
|

\
|
= |
¹
|

\
|
=
|
|
¹
|

\
|
− = =


0 2 /
2
2
8 7
2 2 2
exp
2
1
) | ( ) | (

d
Q
d
Q dx
x
S err P S err P
d
σ σ σ π

|
|
¹
|

\
|
= =
0
1
2
2 ) | ( ) | (

d
Q S err P S err P
j
7 < ∀j
|
|
¹
|

\
|
=
|
|
¹
|

\
|
+
|
|
¹
|

\
|
=
0 0 0
2
75 . 1
2 8
2
2
2
8
6
) (

d
Q

d
Q

d
Q err P

Facciamo ad esempio una stima sulla potenza in trasmissione tale da avere una probabilità massima
di errore sul simbolo pari a 10
-3
:
4 3
0 0
3
10 7 . 5 10
7
4
2 2
75 . 1 10
− − −
× ≅ =
|
|
¹
|

\
|

|
|
¹
|

\
|
=

d
Q

d
Q
Usando i valori tabulati della funzione Q si ottiene W V
V

d
µ 1 3 . 3
10 2
09 . 6
3 . 3
2
0
12
0
0
≅ ⇒ ≅ ⇒ ≅


ESERCIZIO 8

Una sorgente senza memoria emette un simbolo ogni 10 sec. Tali simboli sono inviati su un canale
AWGN con densità spettrale η=10
-12
W/Hz tramite una tecnica di modulazione ad ampiezza
d’impulso multilivello che utilizza una forma d’onda g(t) sagomata in frequenza a coseno rialzato
con roll-off pari al 50%.
a. Supponendo di dover inviare 6 simboli equiprobabili utilizzando per la codifica PAM livelli
d’ampiezza equispaziati, definire i valori delle ampiezze che consentono di ottimizzare il sistema
dal punto di vista dell’energia.
b. Trovare l’espressione analitica e disegnare in maniera dettagliata lo spettro PAM

SOLUZIONE ESERCIZIO 8

a. Al fine di ottimizzare il sistema dal punto di vista dell’energia, i sei livelli devono essere
disposti opportunamente. La configurazione qui a
lato è quella ottima rispetto a tutte quelle che
forniscono lo stesso range di separazione tra livelli
adiacenti.
Con questa configurazione infatti si ottiene un
valor medio nullo:
0
6
5 3 3 5
=
− − − + +
=
Vo Vo Vo Vo Vo Vo
µ
dove Vo è un valore che dipende dalla potenza in
trasmissione.
Tale configurazione rende nulla la potenza persa
sulla portante.


b. La sorgente emette simboli equiprobabili che
possiamo considerare indipendenti, per questo motivo avremo la seguente espressione analitica:
) ( ) ( ) ( ) (
2
2
2
2
2
T
n
f f G
T
f G
T
f S
n
− Σ + = δ
µ σ

Grazie alla configurazione scelta nel punto a il secondo termine dell’equazione è nullo (µ=0),
quindi abbiamo:

2
2
) ( ) ( f G
T
f S
σ
=
dove
2
σ vale:

12
35
12
1
2
2
=

=
M
σ Valida solo per PAM multilivello con simboli equiprobabili.


Mentre per G(f) avremo:

β
β β
β
β
β
π
+ >
+ < < −
− <
¦
¦
¦
¹
¦
¦
¦
´
¦
+ − =
2
2 2
2
0
)
2
(
4
cos
1
1
) (
2
r
f
r
f
r
r
f
r
f
r
r
f G
Dove sec 10
1
= = T
r
(tempo di sorgente) e
4
r
= β quando il roll-off è pari al 50%.
Sostituendo il valore di
2
σ troviamo l’espressione analitica dello spettro PAM:

2 2
) (
24
7
) (
10
1
12
35
) ( f G f G f S = =
A questo punto abbiamo tutti i dati per rappresentare lo spettro PAM desiderato:

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