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“La prostituzione nell’antichità” tratto da: http://panopticonitalia.blogspot.it/ Dott. Francesco La Manno email: francescolamanno@hotmail.

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FRANCESCO LA MANNO1

LA PROSTITUZIONE NELL’ANTICHITA’2
La prostituzione, come ci ricorda Max Weber, ha origini antichissime 3, tanto da perdersi nella notte dei tempi, infatti “non vi è epoca della storia né stadio di sviluppo in cui sia assente”4. Una prima traccia di questo fenomeno si riscontra nel codice di Hammurabi (c. 1704-1662 a. C.). In esso, all’uomo, era concessa la possibilità di visitare le meretrici alle quali, dopo aver consumato la prestazione sessuale, doveva essere corrisposta una somma di danaro5. Tuttavia, la donna non poteva vantare alcun diritto sul cliente. Tutto ciò fa emergere la rigidità del codice di Hammurabi, il cui obiettivo era garantire e tutelare la famiglia. L’uomo, tuttavia, poteva fruire dei servigi delle prostitute, con la frequenza che riteneva più opportuna, senza far sorgere nei loro confronti alcun diritto6, talché, si arguisce la posizione di svantaggio in cui era posta la donna. A Babilonia, per esempio, la prostituzione veniva accettata dalla società, anche se le meretrici erano viste in cattiva luce dai medesimi consociati. Gli Assiri imponevano alle donne, che facevano la vita, di uscire a volto scoperto allo scopo di
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Praticante avvocato, abilitato al patrocinio, presso il Foro di Casale di Monferrato e blogger. Tratto dal blog “il Panopticon”, http://panopticonitalia.blogspot.it/2012/12/la-prostituzione-

nellantichita.html.
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WEBER, Storia economica, trad. italiana di Carlo Triglia, Donzelli, Roma, 2007, p. 36. Ibidem. BULLOUGH, Storia della prostituzione, dall’Oglio, 1967, p. 25. Ibidem.

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“La prostituzione nell’antichità” tratto da: http://panopticonitalia.blogspot.it/ Dott. Francesco La Manno email: francescolamanno@hotmail.it

farsi riconoscere7. Si pensi che in Palestina, le prostitute, erano presenti in ogni luogo: nelle vie della città ove si esibivano cantando e suonando strumenti musicali negli incroci più trafficati. Molto spesso trattavano con i clienti direttamente presso l’entrata delle loro dimore8. In tale contesto le case di tolleranza erano fondamentali nella vita sociale della città ed erano frequentate da molti clienti. Nonostante gli Ebrei fossero monogami, ciò non impediva che essi si dedicassero al meretricio, arrivando addirittura ad essere proprietari di interi harem9. Gli storici hanno dimostrato che la causa fondamentale, del diffondersi della prostituzione nell’antichità, era da attribuire in primo luogo al fatto che il matrimonio veniva considerato un contratto economico posto in essere dalle parti. Le donne che contraevano il vincolo coniugale dovevano essere illibate, conseguentemente esse dovevano essere protette e pertanto dovevano esserci altre donne che facevano mercimonio del proprio corpo allo scopo di preservare la probità delle prime. In seconda battuta, occorre evidenziare che i commerci si erano di gran lunga intensificati, così come i viaggi, e, pertanto, gli uomini potevano lasciarsi andare ai piaceri della carne, senza essere oggetto di biasimo da parti degli altri membri della società. Un ultimo fattore fondamentale era dato dalla circostanza che la prostituzione consentiva alle donne di guadagnare parecchio. Anche gli scrittori biblici consideravano inevitabile il commercio del sesso10.

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Ibidem. BULLOUGH, op. cit., p. 29. BULLOUGH, op. cit., p. 35. BULLOUGH, op. cit., p. 37-38.

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