i sogni che volano
l’inchiostro nel segno stamperia d’arte Albicocco
1974/2013

Paolo Crepet Roberto Budassi Francesca Agostinelli

Coordinatore Gianluca Albicocco Fotografia Maurizio Frullani Carlo Sclauzero Riccardo Toffoletti Stefano Tubaro Progetto grafico e impaginazione Martina Gregori Stampa Tipografia Moro Andrea Allestimento Gianluca Albicocco Piero Gabriele

Ringraziamenti arch. Stefano Carlutti

Stamperia d’arte Albicocco www.stamperiaartealbicocco.it

i sogni che volano
l’inchiostro nel segno stamperia d’arte Albicocco 1974/2013

Villa Manin, esedra di levante Passariano di Codroipo, Udine

Renzo Tondo Presidente Elio De Anna Assessore alla cultura, sport, relazioni internazionali e politiche comunitarie della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia

Azienda speciale Villa Manin Commissario Straordinario Enzo Cainero Direttore Giovanni Fuso Amministrazione/Gestione Eventi Maria Cristina Baldassi Marina Comuzzi Simona Cossu Alina Del Fabbro Luca Moretuzzo Giorgio Pulvirenti

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grazie al quale si potranno ammirare opere di insigni esponenti italiani e regionali.se si possono ammirare . Infatti si deve a Corrado Albicocco . È quindi con particolare piacere che salutiamo questa mostra di Villa Manin dedicata alla produzione dell’artista udinese.Nella programmazione delle mostre di Villa Manin molte volte si sono ammirate opere di arte incisoria.le acquetinte. frutto della maestria di tanti artisti. come d’altronde fa lo stesso Corrado Albicocco. ma anche di chi poi doveva tradurre il segno inciso in stampa grafica.erede di un’antica tradizione grafica che ancor oggi nobilita e rende preziose le opere che escono dalla sua “stamperia” . valorizzando il lavoro di chi in esso opera con grande perizia e amore per il bello. che apre sempre di più la Villa Dogale al territorio. E spesso è ricorso il nome della Stamperia d’Arte Albicocco di Udine quale artefice di quelle stampe. le incisioni con altre tecniche che tanti artisti gli affidano. le acqueforti. Elio De Anna Assessore alla Cultura Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia 7 . Un nuovo appuntamento con l’arte. quindi.e nelle migliori condizioni di resa .

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ha generato rapporti di grande stima. Corrado Albicocco. stampatore di apprezzatissima professionalità. urbinate di nascita. È un doveroso omaggio allo stampatore ed alla persona che ha saputo rapportarsi con umanità ed umiltà con un gran numero di artisti acquisendone la fiducia attraverso sensibilità che. friulano d’adozione dopo aver svolto in più località d’Italia un’apprezzata attività di calciatore. grazie ad una maturata esperienza. poi dal 1994 sviluppata singolarmente nell’attuale sede di Via Ermes di Colloredo ad Udine. quasi un cenacolo. presenta a Villa Manin un condensato non esaustivo della lunga operatività iniziata. geneticamente intriso di spirito artistico e culturale. Enzo Cainero Il Commissario Straordinario Azienda Speciale Villa Manin 9 . Complimenti Corrado. portandolo anche ad intraprendere un’attività editoriale. dott. dapprima assieme al collega Santini. ospitare questa Mostra è per noi momento atteso e siamo molto lieti per averla potuta realizzare.L’Azienda Speciale Villa Manin ha mantenuto fede alla più volte manifestata volontà di esprimere concreto riconoscimento alla lunga attività di Corrado Albicocco. divenuto con il trascorrere degli anni il confidente e l’intuitore delle capacità più significative degli artisti incisori. Perché Corrado Albicocco può infatti legittimamente vantarsi di aver operato per artisti di importanza internazionale uscendo dai confini prettamente locali facendo diventare la sua stamperia un angolo privilegiato.

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La Cassa di Risparmio Friuli Venezia Giulia è particolarmente lieta di sostenere ed accompagnare la pregevole Mostra che l’Azienda Speciale Villa Manin dedica allo stampatore d’arte Corrado Albicocco di Udine la cui attività si è sviluppata con crescente successo in termini di attenzione della critica e degli artisti incisori. dott. Non mancano poi in esposizione opere di Maestri regionali che hanno voluto cimentarsi in questa tecnica conseguendo risultati estremamente interessanti ampliando le potenzialità di valutazione dell’intero movimento regionale dell’Arte nel XX Secolo. rispettando i voleri degli artisti interpretando in modo esemplare il loro ruolo al fine della divulgazione della grafica d’artista. Giuseppe Morandini Il Presidente CARIFVG SPA 11 . Degna di nota ed ampiamente riconosciuta è una delle peculiari caratteristiche dello stampatore Corrado Albicocco: la serietà professionale e l’aver privilegiato l’aspetto tecnico rispetto a quello prettamente economico. Le opere che possiamo ammirare a Villa Manin riassumono infatti un ampio ventaglio di realizzazioni incisorie che hanno come protagonisti artisti di grande notorietà e giovani emergenti che hanno dato energia vitale a questo ambito liberandosi da presunte posizioni di inferiorità rispetto ad altre tecniche artistiche. Soprattutto nel trascorso decennio la stamperia è diventata un punto di incontro di artisti nazionali ed internazionali che hanno assegnato ad Albicocco l’esecuzione di pregevolissime incisioni contemporanee anche di grandi dimensioni. CARIFVG si rende parte attiva in questo omaggio ad un protagonista che ha avuto una rilevante incidenza sull’evoluzione del variegato mondo artistico regionale.

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a studiare nell’immensa biblioteca. Il primo. guardare. Ve n’erano che rilegavano libri antichi. Entrambi hanno continuato ad insegnare disegno. Era un granaio etrusco. uno giovane ed uno vecchio. ma l’arte mi è necessaria quanto l’aria che respiro. Il primo incontro con il mondo della grafica d’autore mi capitò davvero per caso.se conosce qualcuno in grado di farmi entrare nel convento benedettino di Praglia. padre di mia madre. stava asciugandosi un foglio firmato da Picasso appena sotto l’impressione della lastra. era posto proprio di fronte alla magnifica facciata della chiesa della Pieve. Forse per compensare i drammi cui il mio mestiere di psichiatra mi ha avvicinato. pittura. Un modo di vivere. come avrebbe voluto Pablo. ma soprattutto a conoscere la laboriosità dei monaci. l’aveva portata un misterioso signore raccomandandosi che potesse tornare alla sua bellezza originale. I miei due nonni erano artisti. un valore enorme e stava lì a sventolare come un paio di calzini. facevo molta fatica ad affrontare un esame e chiesi a mia nonna -unica donna di fede in una famiglia assolutamente laica. acquistare ogni forma d’arte è stato nella mia vita qualcosa di più di una necessità.Sono nato e cresciuto in mezzo all’arte. Mi avvicinai e stupefatto riconobbi una punta secca di Picasso raffigurante due pagliacci. Quella notte pensai che poco sotto la mia cella. Me lo aveva affittato perché potessi aprire una piccola galleria d’arte. Ovviamente mia nonna riuscì ad esaudire il mio desiderio ed io mi ritrovai a passeggiare tra chiostri e giardini. alle pendici del Colli Euganei. Il monaco non sapeva del valore reale di quell’opera e la magia stava proprio in questo: la maestria di un grande artigiano regalata alla bellezza. Pura e semplice. poi una sera lo vidi appendere quel foglio ad un filo. chi preparava tisane e chi restaurava la carta. come fosse una federa.avevo trovato un luogo meraviglioso dove coltivare quel mio altro modo di vivere. Abitavo a Padova ed ero studente di medicina. celeberrimo antiquario e inventore del mercato dell’antiquariato. senza ricavi. Io non sono mai stato capace di tenere un lapis o un pennello in mano. proprio sotto la casa-museo di Ivan Bruschi. chi guardava le stelle da un piccolo osservatorio. quello paterno. ad asciugare all’aria fresca e ombrosa di un portico. senza esibizioni. nella metà degli anni ’70. 15 . toccare. il secondo. si era diplomato all’Accademia delle Belle Arti di Venezia. a quella di Urbino. chi coltivava gli orti. Quest’ultimo monaco era taciturno e serioso. Il monaco da subito si prodigò lavorandoci un paio di giorni. Quando lavoravo presso l’ospedale psichiatrico di Arezzo -il mio primo luogo di lavoro. ceramica. andavo a trovarlo un paio di volte al giorno finché una mattina mi raccontò eccitato che era arrivata una stampa dalla Francia.

C’era Urbino. Mi piaceva annusare quelle carte inchiostrate. Capitò qualche settimana dopo quelle ricerca notturna. Io credo molto negli appuntamenti. Si tratta di un pezzo della mia vita privata che non amo esternare. che purtroppo non avevano fatto a tempo a vedermi dottore. Una sera rincorrevo su internet qualche opera grafica di Piero Pizzi Cannella. come per magia. che ho aggiunto lungo tutta la mia vita darebbero quell’impressione. piuttosto che nel destino. Dorazio. Questa passione mi ha fatto trascorrere una gran parte del mio tempo libero tra gallerie. negozi di antiquariato. Mi colpì la qualità delle opere. di un monaco e di un giovane artigiano che viveva come Leonardo. xilografie. lambirne i bordi. molte cose in comune tre lui e me. Incontrai così Corrado. Luca Pignatelli. Giuseppe Zigana.o meglio il mio personale rifugio. semmai un appassionato. anche se le opere dei miei nonni. Artisti che ho sempre amato. Carla Accardi. una riproduzione fedele di un marchingegno rinascimentale. quelle acquistate da mio padre e quelle. Giuseppe Santomaso. La mitica scuola 16 . anzi il suo placido sorriso. Parlammo per un bel po’ di tempo come ci conoscessimo da anni. dalle pareti costruite con enormi elementi di pietra serena. artista che adoro. Giovanni Frangi. del quale non possedevo nulla. C’erano. e mi presentai qualche ora prima alla stamperia. oltre all’amore per la grafica. Un mondo meraviglioso dove la creatività si univa ad una capacità tecnica straordinaria. Esponevo solo e soltanto grafica e quel torchio a stella aveva contribuito a trasformare quel luogo. Zancanaro. David Tremlett. Masson e molti altri. Non mi sono mai reputato un collezionista. molte. dai gesti sapienti e tranquilli dei miei nonni. Un tempo per me terapeutico. le litografie. Fu così che capitai nel sito di Albicocco. rigeneratore. Un amico stampatore di Anghiari mi aveva prestato una straordinaria scultura: un torchio per acqueforti. l’elenco degli artisti che avevano collaborato con quella stamperia. E credo che uno di questi fosse proprio con la bottega di Albicocco. un’atmosfera da fucina artigianale. le puntesecche. Severini. come Emilio Vedova. Vedova. dove la genialità dell’artista si mischiava. innanzitutto. Quel poco che conosco di questo mondo l’ho imparato dalle parole. far fotografare e tanto meno esibire: sarebbe come mostrare la mia dentatura o dichiarare un mio desiderio recondito. Mi passarono tra le mani opere di Richter. Un luogo che sarebbe piaciuto molto ai miei nonni. al sapere dello stampatore. Avevo una conferenza a Udine. Il mio amico era stato un prezioso maestro: mi aveva insegnato a comprendere le acqueforti. atelier di artisti e stamperie. e a volte si piegava.

come mi insegnava mio nonno. andrei più spesso alla sera. febbraio 2013 17 . E lo capisci da come Corrado apre le cartelle. quello che ancora non hai sollevato con delicatezza sia sempre il migliore. la totale mancanza di quella orrenda baldanza che si alza anche tra chi non ha fatto nulla vita. Paolo Crepet Roma. Ci sono tornato altre volte in quel luogo ed è sempre stato come la prima volta. da come li accarezza a sentire l’impressione del torchio e i graffi del disegno imprigionati sulla lastra. Specialmente mi incuriosivano le grandi opere. in tutta questa grandiosità respiro finalmente l’ottimismo dei grandi. così è la vita: una montagna di fogli. di quelli che sanno osare. come bisogna “buttare il cappello oltre l’attaccapanni”.del libro frequentata da mio nonno Mario come insegnante prima della guerra. In Corrado Albicocco vedo tutto questo e oltre: la scelta di fare un mestiere antichissimo e futuribile. dopo una giornata uggiosa a riscaldarmi cuore e anima in mezzo agli inchiostri. all’odore di cartoni. quella parlata dolce. di quelli che sanno. in fondo. ma da far scorrere come ultimo terminale dai polpastrelli delle dita. come la “cattedrale” di Pizzi Cannella o come certe acqueforti di Safet Zec o ancora come gli ultimi lavori eseguiti con David Tremlett. Andrei a incrociare il sorriso di Corrado che mi fa vedere come sta venendo l’ultima stampa. nel suo silenzio operoso raggiunge il massimo da un torchio e una carta filigranata. ciclopiche. In queste opere enormi. Abitasse più vicino. mentre lui. perché non c’è mai una copia uguale all’altra se non temi di osservare. ironica e calma di chi ha dietro di sé secoli di storia da non esibire. fa scivolare i fogli sul tavolo come tovaglie di lino. ai colori. dove le ripassate di colore diventano una sfida all’impossibile. nella speranza che il prossimo. uno sopra l’altro. Perché.

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giocano un ruolo fondamentale per la buona riuscita dell’impresa. quello grafico. I miasmi d’inchiostro e olio di lino. che la matrice incontra il foglio e l’abile mano dello stampatore si misura con l’estro creativo dell’artista. a parere unanime. l’esperienza. L’estrema genesi dell’opera grafica avviene tutta nel segreto di una stamperia. fra artista e stampatore. per dare vita. anche il più fragile palpito delle emozioni. che ha saputo dialogare con gli artisti del proprio tempo. l’artefice dell’opera e il suo stampatore. il respiro della carta si fa profondo e s’arrende. è bene precisare che il pregio di questa esposizione è di presentare al pubblico un significativo nucleo d’incisioni calcografiche giudicate d’inestimabile valore culturale ed estetico. È un dato di fatto acquisito. Diversamente dalle altre tecniche espressive di cui è composto il variegato e multiforme olimpo delle arti figurative. Si ripete così il miracolo dell’arte grafica e rinasce la bellezza. è considerata una delle ultime stamperie “storiche” ancora in attività. a quella meravigliosa avventura che è l’opera d’arte grafica. in questo luogo misterioso e affascinante. ma è anche un modo semplice e diretto. oltreché necessari alle finalità dell’opera. È in stamperia. Realizzare una stampa d’arte è sempre stata un’operazione assai complessa e articolata. alla pressione del torchio. dove le tecniche esecutive. nella produzione di un’opera grafica è concesso all’artista di avvalersi delle competenze tecniche e della professionalità di uno stampatore 19 . ingombro di materiali e strumenti disposti nell’apparente disordine di un’operosità febbrile e silente. usciti dai torchi calcografici di Corrado Albicocco. infine. che nasce quasi a compimento di un miracolo tecnico. il fattore tempo. lo spirito di collaborazione e il dialogo che s’instaura fra l’artista o. che vanta una tradizione illustre per quanto radicata nella storia della nostra civiltà figurativa.Quando la lastra incontra il foglio… i sogni volano!! L’atmosfera è spesso viziata. per far conoscere il lavoro di un professionista serio e preparato. Le essenze aromatiche dei diluenti impregnano l’aria e saturano il respiro fino all’ebbrezza. si condensano sulle pagine sporche di vita. assieme. firmate dai grandi nomi dell’arte contemporanea e appositamente selezionate per far apprezzare i contenuti di un’arte raffinata e coinvolgente. consolidato nella tradizione e dalla storia. fra l’artefice dell’opera e chi la rende materialmente visibile. di bitume e trementina. condividendo con loro la passione per la bella stampa. in quella che. come a nuova vita. Del rapporto dialettico che s’instaura fra matrice e carta. Ciò premesso. per meglio dire. si appunta l’interesse di questa mostra organizzata nella fastosa residenza di Villa Manin a Passariano. mostra dedicata ai preziosi capolavori grafici e alle edizioni di libri d’artista. dove è possibile parlare di tradizione tecnica. mentre le trasparenze luminose delle vetrate filtrano l’aria e catturano anche il più sottile pulviscolo dei sentimenti. per il segno e la sintesi espressiva di un linguaggio. Quando una matrice incontra il foglio. d’incisione originale e di grafica d’arte ai massimi livelli.

l’oggetto della nostra contemplazione estetica e non la matrice da cui trae origine la stampa stessa. in molteplici esemplari. In tal modo. In tal modo. opera d’arte. La stampa che si ottiene da una matrice originale è.e v’incide sopra dei segni. ricavando da una matrice precostituita . “democraticamente” fruibile da un pubblico sempre più vasto ed informato. va aggiunto che la seconda fase procedurale inizia dove finisce il lavoro manuale e intellettuale dell’artista. per meglio dire. che renderanno affascinante l’acquisizione dei contenuti espressi coralmente da questa mostra friulana. dunque. onde evitare fraintendimenti ed equivoci di sorta.per condurre a termine la fase estrema della sua impresa creativa. in quanto tale. senza ledere il principio di originalità e autenticità del manufatto artistico. ha inizio quando un artista prende in mano una lastra. enunciato da Walter Benjamin anni or sono. la pensa sempre nei termini di un’opera che nasce seriale. che interviene nella produzione o riproduzione finale di un’opera grafica. allora. che ha definitivamente sconfitto l’aura romantica dell’opera d’arte come testo unico. fatto questo che rende il manufatto grafico davvero speciale. serialmente.ma anche di legno o altro materiale . come molti sono portati a credere. dell’opera d’arte entrata nell’epoca della sua riproducibilità tecnica. il processo di elaborazione di una stampa d’arte prevede due fasi esecutive ben distinte. È lo stampatore. capace di essere riprodotta. fra l’altro. Per i meno esperti in materia. è bene precisare. Inoltre. come nasca una stampa d’arte e attraverso quali processi di lavorazione tecnica questa si realizza nel suo aspetto definitivo. In altre parole: un pittore quando dipinge una tela crea un’opera unica. frutto di una volontà creativa irripetibile. Tornando alla stampa d’arte e alla sua genesi costitutiva. che quando un’artista pensa di realizzare un’opera grafica. replicabile infinite volte. lo stesso pittore che incide una matrice è già cosciente di creare un’opera multipla. inizia con il lavoro professionale dello stampatore. quando poi assume un’inequivocabile valenza estetica e culturale. costituito non più o non solo da appassionati cultori del bello. perfettamente rispondente al principio. infatti. a tutti gli effetti. l’opera d’arte in senso stretto. Nel chiedersi. conviene precisare alcuni passaggi obbligati. sostanzialmente. almeno quanto la tecnica e i materiali lo permettono. l’immagine che si ottiene dalla stampa di una matrice. tutti simili fra loro e mai uguali.previa un’abile inchiostratura 20 . e ciò avviene tramite ricercati processi di impressione e stampa non senza l’aiuto di un torchio o di una pressa tipografica. in genere di zinco o di rame . in genere un foglio di carta. ha il pregio di poter esser replicata. che possiede cioè l’inestimabile dono di poter essere replicata in numerosi esemplari. La prima. va detto subito che. deve essere considerata. la lastra diventa “matrice” e. opera che. la stampa artistica diventa un prodotto culturale di massa. adatta a trasmettere i contenuti di un’immagine su di un altro materiale o supporto fisico. L’impronta o.

possiede in gran numero. esprimere. Carlo Ciussi. renderà visibile sul foglio il suo lavoro creativo. il bulino. suoi i cataloghi e le mostre udinesi e urbinati sull’arte grafica. spiccano il volo e passano alti tutti i sogni grafici di Corrado Albicocco che. ascoltando le richieste dell’artista e soddisfacendo le sue esigenze di carattere estetico e tecnico. invece. del suo colore. al servizio dell’arte. Ed è sempre lo stampatore che. Emilio Vedova. è lo stesso Albicocco. nella strenua difesa di un’arte che molti giudicano forse sorpassata. dove nulla è mai lasciato al caso e ancor meno all’improvvisazione. di forme poetiche e di contenuti culturali sempre nuovi. risolvendo quei problemi tecnici. ai carborundum di Giovanni Frangi e Piero Pizzi Cannella. esempi supremi di un’arte grafica che fa dei suoi interpreti gli ultimi 21 . dunque. continua con incrollabile volontà. da professionista della stampa d’arte. In definitiva. perché portatrice d’idee. ai rilievi calcografici di Walter Valentini.quell’immagine che l’artista ha così scrupolosamente inciso. la maniera nera. di una lunga e paziente gestazione creativa. il mestiere e l’arte. con il fine ultimo di rendere visibile ciò che l’artista ha voluto dire. misurati nella perizia di una maestria che si è affinata in anni di paziente lavoro. Tutto ciò è visibile attraverso la lettura delle opere esposte in mostra. la puntasecca. scandite da operazioni successive e conseguenti. Corrado Albicocco. Bruno Ceccobelli. Le procedure sono collaudate. comunicare attraverso il suo lavoro creativo. per sua natura. ma anche la propria sensibilità. il contenuto espressivo e poetico della sua opera. Franco Dugo. come pochi altri stampatori prima di lui. che richiedono un tempo di esecuzione molto lento e prolungato. la maniera a zucchero. solo per rimanere nell’ambito delle tecniche calcografiche). a dar respiro ai sogni. alle acqueforti di Giuseppe Zigaina. alle maniere a zucchero di Luca Pignatelli. ha messo sempre d’accordo il foglio con la matrice. mettendo sempre il proprio mestiere. si rivela al nostro attento sguardo ancora attuale. Aldo Colò e Carla Accardi. dove all’invenzione si sostituisce spesso la maestria tecnica. dove ogni azione e ogni gesto dell’artista e dello stampatore sono calcolati. dosando sapientemente l’inchiostro per riempire lo spessore dei segni. il carborundum e via dicendo. Mersad Berber. del suo linguaggio. la forma sensibile del suo segno. seguendo le tecniche originali dettate dalla tradizione dell’arte incisoria (quali sono. Il prodotto finale che si ottiene è frutto. d’altri tempi. interpretandone il senso con attenzione e intelligenza. suoi i libri d’artista più pregiati dell’attuale editoria di settore). ad esempio: l’acquaforte. alle fantasie dell’artista. Giuseppe Santomaso. Attraverso l’esperienza del lavoro. da sagace promotore culturale (sua la rivista “Prova d’Artista”. ma che. alle acquetinte di David Tremlett. organizzativi e procedurali. Dalle puntesecche di Safet Zec e Klaus Karl Mehrkens. l’acquatinta. che l’opera grafica. calcolando la pressione giusta del torchio.

demiurghi di una storia millenaria. perché ancora capaci di creare. sogni grafici che possono ancora riscattare la poesia dell’arte dal suo nulla più assoluto. fatto com’è di tecnologie informatiche. per questo nostro tempo così effimero per quanto fragile. dei sogni fatti solamente di carta e inchiostro. Roberto Budassi Urbino. marzo 2013 22 . di internet. in questa civiltà ipertecnologica. di pixel e di immagini virtuali. di materiali poveri divenuti improvvisamente nobili e preziosi.

È stato bellissimo. mio insegnante. e il bon à tirer si fa. C’era questo stanzone 23 . E come no. E’ una distanza. L’affitto costava ventimila lire al mese. come Castellani. ho fatto le scuole. stampatori importanti. Ma la mia passione era la calcografia e quando passavo davanti al laboratorio. E tu nella tua vita di grandi sogni ne hai avuti più di uno mi pare. Così il primo anno ho giocato e insegnato. “sogni che volano”. ci siamo fatti conoscere e abbiamo aperto la prima stamperia in Via Volontari della Libertà. Con il terremoto abbiamo fatto una cartella con dieci artisti friulani e i nostri orizzonti si sono allargati. Pericle Fazzini. sono nato a Urbino. anche lei urbinate. Poi abbiamo cominciato a prendere contatto con gli artisti. passavo gli Appennini e poi Bologna. Poi sono capitate le occasioni. amicizie. chi entrava in stamperia allora? All’inizio come dicevo eravamo noi ed entrava qualche amico. piccolissima. Abbandonai il calcio. Ho scelto di insegnare e lì è cominciato un discorso nuovo. il mio amico di Urbino. Siamo partiti ugualmente. E’ stata un’esperienza per me bellissima. Ma era difficile ugualmente. A Urbino ho passato l’infanzia. a fare qualcosa”.Tra lastra e foglio Intervista a Corrado Albicocco. era in via Gemona 100. avevo 25 anni. formazione… Sì. Poi siamo arrivati a Zigaina e Zigaina è stato l’inizio di tutto. Ricordo che quando andai a giocare nell’Ancona la prima notte scappai per tornare a casa. Raccontaci. il “Sello”. Arrivavo presto a Udine perché avevo paura della nebbia e alle sette e mezzo ero già a scuola. in cui tutto ciò che deve accadere accade. perchè agli esami attitudinali è lì che ho fatto meglio. Avevi dunque più possibilità. sapevamo quel poco che avevamo imparato a Urbino e certo non bastava. illustratori. All’inizio stampavamo cose fatte da noi e così abbiamo cominciato a imparare. Venezia e poi Trieste. Certo. Le conoscenze. La scuola che hai frequentato è una scuola prestigiosa in cui sono passati incisori. ma ho fatto molta fatica… per me Urbino era tutto. Vennero a parlare… a riprendermi e così ho giocato per sette anni tra Avellino. la giovinezza. Era il 1972. Poi finivo lezione e ripartivo per Massa in tempo per l’allenamento. quello di Urbino. Massa. Sughi. Mi ricordo molto bene questa stamperia. ma ricordo che partivo da Massa Carrara all’una e mezzo di notte per essere in tempo a scuola. Avevo affittato una casa dove c’era una cantina grandissima e con Federico Santini. avevamo anche bravi colleghi all’Istituto d’Arte. guardavo dentro e sentivo gli odori degli inchiostri e delle carte … Mi sembrava un sogno. Urbino è famiglia. Venezia. e poi Battistoni. esperienze. alle lastre. Ma il mestiere ancora non c’era. È vero. Corrado il tuo percorso nasce intorno a un territorio. era chiaro. Stampare con lui ci ha aperto 100 porte. Piacesi. Può anche diventare. alcuni li stampo ancora oggi. Eppure gli artisti arrivavano e abbiamo iniziato a stampare cose buone. poi ancora Vedova. Subito dopo abbiamo lavorato con Santomaso. Com’è che hai scelto? Mentre giocavo feci domanda d’insegnamento all’Istituto Statale d’Arte di Udine. in seguito Castellani. La domanda fu accettata e ricevetti l’incarico di alcune ore di Grafica pubblicitaria. una culla da cui ha preso il volo il sogno di una vita. Fiume Brindisi e sicuramente qualcun altro… Alla Scuola del libro ho seguito l’indirizzo di tipografia editoriale. Pierluigi e Gianluca. gli inchiostri. Non potevo però giocare e insegnare. Era un sogno meraviglioso. un giorno ci siamo detti “proviamo Tra lastra e foglio si consuma il gioco dello stampatore e si misura la sostanza del mestiere. pensa. nel 1947. Da ragazzo sognavo di diventare un calciatore: giocavo a calcio e a un certo punto ho sospeso gli studi per tentare il professionismo. feci questa scelta. insegnava anche lui all’Istituto d’Arte. Questi erano gli artisti di allora. come per Corrado Albicocco. la Scuola del libro. ho conosciuto mia moglie Brunella. Ci pioveva dentro. anche attraverso il calcio. Si chiamava “AS”. Piacesi. in cui cade per prendere immagine il racconto di un’esistenza professionale. Prendevo l’autostrada per Firenze. L’anno dopo mi comprò la Triestina. il sogno di qualcosa che non sapevo ancora e che ha iniziato a prendere forma quando ho aperto la mia stamperia. Ma è anche il luogo enorme in cui si contraggono misteriosamente anni di lavoro. siamo andati lì insomma. A Urbino sono nati i miei due figli. Ma andiamo ai tuoi luoghi di lavoro. Poi questa stamperia doveva essere ristrutturata e noi ci siamo dati da fare per trovare un altro luogo. Con quasi tutti ho continuato a lavorare per anni e anni. eravamo ragazzi e in un primo momento volevamo divertirci. stampatore Anche in questa mostra hai voluto parlare di sogni. Ciarrocchi. era del Comune di Udine. Valentini. ci hanno consentito contatti col collezionismo. le carte. In via Gemona c’era questa tipografia dismessa. E lo stampatore com’è nato? Lo stampatore è nato quasi di conseguenza o quasi per caso non so. mi ricordo molto bene… e Fazzini.

la pastosità. E ancora Zec. grandi incisori. nessuno t’insegna niente. nel 1994. ma capirai che è inutile far lavorare all’acquaforte un artista che nella sua carriera ha usato solo il pennello. un momento in cui ti sei detto “ora sono uno stampatore”. È stato quello per me lo scatto verso una consapevolezza nuova. adesso che potrei lavorare su quello che ho già 24 imparato. quasi per gioco e oggi sei in questo posto meraviglioso circondato dal tuo grande lavoro. Sai poi io tendo ad affezionarmi alle persone e questo magari può essere un rischio. Ne sai qualcosa? . era difficilissima. c’era sempre un freddo terribile. Mi sembra un ruolo importantissimo questo. Frangi: anche lui maniera zucchero. Il tempo che passa si vede da questo accumulo che cresce in continuazione. come creano le superfici e cerco di immedesimarmi nel loro lavoro per fargli sfruttare la tecnica più congeniale. allora ho cercato di consigliargli questa tecnica. Non lo so. Quest’ultima incisione di Carla Accardi per esempio. E poi c’era la parte dove si lavorava e lì si stava bene. non so dirti se eravamo contenti quando suonava il telefono. Ma l’artista è tutto. Era il 1978 credo. E poi c’è la pazienza. rivedendo quella prima stampa (esposta in mostra ndr. ho sessantacinque anni e ne ho fatte di prove e tirature ma ancora ci soffro sopra. E poi qui. 2008 ndr. C’era la parte per l’amministrazione. Abbiamo molto sbagliato. ma non parliamo neanche di questo perché senza pazienza lo stampatore non esiste. E’ un peccato fermare un artista così con una tecnica lenta. guardando la complessità del mestiere però. Non so come dire: io non ho mai ripreso un materiale di scarto per fare neanche una prova.) oggi dico che era già fatta bene. Però se devo dire. ma va bene così. penso a quanto ho imparato. C’è poco da fare. per farli arrivare prima. l’importante sai sono gli artisti…. come si fa a non imparare da loro. difficilissima. che l’autore sia più o meno importante. di maniera zucchero che lui ha adottato. forse mi aiuta l’attenzione per i materiali che adopero. molto imparato. Certo. Io rubo agli artisti con gli occhi. sono quasi vent’anni. dopo trentanove anni di lavoro ed esperienze. Hai cominciato da ragazzo.io sono pronto a giocarmi l’imprevisto. che stampi un grande maestro o un ragazzo che comincia. mettiamoci anche quello. fuori da ogni percezione emotiva. è naturale. Quanto conta l’artista nel tuo lavoro? L’artista per me è tutto. col passaggio al colore che si è completata la mia professionalità. Anche adesso. ognuno mi ha dato qualcosa e ha avuto qualcosa da insegnarmi. Galleria Arte Moderna di Udine.lungo che abbiamo diviso con due pareti … fatte da mio padre… pensa. Zigaina. Dugo. Ogni fase del mio lavoro merita il materiale appropriato e un’uguale dedizione. guardo. se proprio dovessi dire. Dal punto di vista tecnico cosa metti in gioco di così particolare e importante? Ma non lo so. C’è chi mi dice “ma tu qui ci metti del tuo”. Solo a stargli vicino. Quali sono secondo te le qualità che più hanno aiutato e definito la tua professionalità? Io mi sento di dire che la qualità migliore che ho è la passione È quella che mi porta a fare e rifare le cose finché non sono come dico io. Col senno di poi. sono amici fraterni. Pizzi Cannella: ha una rapidità inventiva straordinaria. Poi succeda quel che succeda -e guai se non succede niente. Ci sarà stata in questo percorso la consapevolezza a un certo punto di essere uno stampatore per davvero. né più né meno di oggi. Guarda Pignatelli. Eppure l’altro giorno Frangi era qua e io avevo messo in parte tutte le cose che lui aveva scartato qualche anno fa e gliele ho fatte rivedere. Poi certo con Vedova. E non era facile accontentarlo sai. Senza grandi gesti o grandi discorsi ci sono piccole cose o situazioni che aiutano moltissimo: la parola giusta al momento giusto per esempio.) è tutta al carborundum. in Via Ermes di Colloredo. Tra le persone ti senti di dover qualcosa a qualcuno? Devo molto a tutti. a guardarli mentre lavorano si apre un mondo … e poi mi vogliono bene come un figlio. Non è che mi abbia “insegnato” sai. È stato quando ho stampato Zigaina. La ricerca sul colore di Santomaso. M’impegno nello stesso modo che si tratti di un piccolo o un grande lavoro. E allora bisogna mettere anche lui nella condizione ottimale. Certamente e lo ricordo bene. vedi. è stata per me una battaglia. Oppure guarda quella grande acquatinta di Tremlett … sono le ultime che ho fatto sai. peraltro pittore veneziano. è stato con Santomaso. Ma quando gli ho fatto vedere le possibilità del carborundum ha subito cambiato e la mostra alla GAMUD (Pasadena. I materiali sono sempre di grande qualità. Qui sono venuto da solo. Nella pittura lavora a campiture larghe. Ogni tanto penso a Santomaso e cosa ha significato per me lavorare con lui. ogni volta mi rimetto in gioco. Era esigente. Erano molto belle e lui è ripartito con la maniera zucchero. Ma solo vedendolo lavorare ho appreso molto e certe cose per me sono ancora fondamentali. non so come dire. Così faccio la bagnatura giusta della carta giusta e via avanti.

col fiato sospeso. Si forma in questo modo una condivisione e diffusione colta della grafica. Mi viene in mente. rendermi conto dell’insieme. rispondeva “io il mio stampatore ce l’ho”. il periodico semestrale della stamperia. Non si sa mai”. Come vedi “è un sogno che vola” e i sogni che volano non finiscono mai. dal 2003 si pone come strumento d’informazione. Ma ricordo una persona una volta. quando le grandi stamperie lo contattavano perché volevano lavorare con lui. Si tratta piuttosto di far convergere alte figure culturali. della grafica che se ne avvantaggia sotto più punti di vista. E’ lì che c’è la verifica del lavoro. Voleva in sostanza acquistare a prezzo bassissimo una quantità importante di libri d’artista. ma anche di creare alleanze culturali intono alla grafica d’arte. c’è ancora un sogno nascosto che deve prendere il volo? E come no! Io a questo punto vorrei avere un archivio ordinato. quelle che avevano stampato Afro. La proposta era veramente indecente e ricordo che presi tempo. Parlo di Frangi. Esce il foglio. poter percorrere la mia storia e trovarmela davanti come in un film. Troppo bella. Si tratta di edizioni di libri d’artista che tu idei. Si pongono nel mondo editoriale come un caso importante. un grande appassionato che m’introdusse nelle sue conoscenze e mi portò da artisti milanesi e romani di una generazione nuova che hanno portato linfa importantissima alla mia stamperia. Guarda che parlo delle stamperie storiche. Mi piacerebbe per esempio. E aveva ragione. continuità. un’occasione. Avevamo lavorato tutto il giorno e adesso eravamo in quel momento magico della stampa. raffinato. Andiamo allora alla “Prova d’artista”. sempre Vedova. parlo sempre da un punto di vista di progetto e non del libro d’arte come prodotto “estetico”. capisco bene che i materiali nella tua stamperia cresceranno e cresceranno ancora. una persona. una cosa che ancora mi aiuta quando mi prendono i dubbi… mi aiuta ricordare che Vedova. E’ questo oggi il mio sogno. le hanno dato slancio. apertura. un colpo di fortuna. esclusivo. Evidente che non ci possono essere risultati economici immediati. marzo 2013 25 . confezioni e curi sotto ogni aspetto. che ti ha aiutato? Devo dire che c’è più di qualcuno che mi ha aiutato. non sapevo cosa dire… e ne parlai con il Maestro coinvolto nell’edizione. perché si trattava di un cultore. Burri. Pizzi Cannella. quello invisibile intendo. attorno al discorso della grafica d’arte in modo che vi sia un “giro” di pensiero intorno ad essa. come adesso che sto preparando la mostra delle grafiche di Kounellis. approfondimento storico in relazione alla grafica d’arte. Cosa significa dedicarsi a questo lavoro. Un momento per me di grande trepidazione capirai. Ma il sogno grande è quello di poter verificare il mio lavoro in grandi esposizioni. Le riviste di grafica in Italia sono ben poche sai. stampi. Con questo racconto ci hai portato alle Edizioni del Tavolo Rosso. forse era il ‘97 che mi telefonò e mi disse “le faccio una proposta indecente”. come no. quelle che hanno fatto la storia dell’incisione italiana insomma. C’è stato qualche avvenimento che ha cambiato il tuo percorso. lo giro e lo stendo bagnato sul tavolo. Con questo. intendo come progetto anzitutto? Diciamo pure che come progetto è “spericolato”. quando il foglio esce dal torchio. Ricordo per esempio che ero al torchio con Vedova. nel senso che il libro d’artista da un punto di vista economico è un vero e proprio azzardo. Il sogno dello stampatore si è allora realizzato? O forse. raffinato.Certo. regalacene un’altra. Che è sostanzialmente quello di offrire a un pubblico che dicevi un prodotto di qualità. Anzi come in un sogno. che dal 1994 hanno fatto di te anche un editore. Ma ancora una volta entra in gioco la passione che si unisce all’obiettivo. si eleva il valore. Vedova guarda… io zitto. che nella direzione di Roberto Budassi. Certo e anche in questo senso la cultura grafica si diffonde e l’operazione è proprio finalizzata a questo. Nunzio e ancora altri artisti allora giovanissimi con idee innovative che si sono dimostrate di grande forza anche nel campo della grafica. perché questa persona deve avere un grande interesse e deve capirci bene. Attraverso il libro d’artista metto in comunicazione autori legati all’espressione letteraria e autori d’arte visiva. E ci sono ancora molte cose da fare. per il sognatore che sei. E questi mi disse “accetta anche se il prezzo non merita. Francesca Agostinelli. aggiornamento. Corrado abbiamo parlato molto e ci sarebbe ancora tanto da dire. cerco di creare e diffondere cultura grafica e interesse attorno ad essa. chissà mai. Pignatelli. vedere il mio lavoro esposto bene. esclusivo per un pubblico importante. anche di diversa natura. chissà quante ne hai. figurati… e Vedova dice piano: “Riuscissi a fare in pittura quello che faccio nell’incisione”.

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partecipa al libro d’arte “Carlo Bo. partecipa alla mostra The Italian Metamorphosis al Guggenheim Museum di New York. 2001 xilografia. rosso su nero”. orientata verso quell’esaltazione del segno-colore in chiave aniconica. Figura di spicco nel panorama internazionale. Capogrossi. il Movimento Arte Concreta e a Roma con il “Gruppo Origine”. Bollacco e Colla. Nel 2012 Corrado Albicocco stampa in acquatinta a 3 colori “Azzurro. Carla Accardi espone in tutto il mondo e le sue opere sono nelle principali collezioni pubbliche e private a livello internazionale. entra in contatto con il “Mac”. È nuovamente alla Biennale di Venezia nel 1964 e nel 1988 con una sala personale e. In campo grafico la sua ricerca conta poche esperienze che seguono la sua complessiva ricerca pittorica. 124x150 27 . nel 1997. Conseguita la maturità classica nella sua città. che rende l’artista tra i massimi esponenti dell’astrattismo italiano. Lo stesso anno compie il suo primo viaggio a Parigi. nel 1946. pubblicato nel 2001 per le Edizioni del Tavolo Rosso. fa parte con Carla Lonzi del gruppo “Rivolta Femminile”. fa parte della Commissione per la Biennale di Venezia nel ruolo di consigliere. A Milano. a Roma. Una sua incisione. mm. fondato nel 1951 da Burri. stampata da Corrado Albicocco. Nel 1947 firma il manifesto “Forma I” e l’anno dopo partecipa alla XXIV Biennale di Venezia. Dal 1954 Michel Tapié si interessa alla sua opera nell’ambito dell’ “Art autre” ed entra a far parte della parigina Galerie Stadler. Nel 1996 è nominata membro dell’Accademia di Brera e. La natura del critico” con introduzione di Achille Bonito Oliva e una poesia di Mario Luzi. nel 1950.Carla Accardi Carla Accardi nasce a Trapani nel 1924. Carla Accardi vive e lavora a Roma. Carla Accardi da “La natura del critico”. frequenta l’Accademia di Belle Arti a Palermo e a Firenze per poi trasferirsi. nel 1995. Tra le pioniere del femminismo in Italia.

rosso su nero . 344x493 28 .2012 acquatinta.Carla Accardi Azzurro. mm.

Dal 1992 fino alla morte. vanno ricordati quelli alla Biennale Internazionale di São Paulo (Brasile). Berber ha vissuto e lavorato tra Zagabria e Dubrovnik. collages e mezzi del tutto originali. quando venticinquenne presenta le sue opere alla Galleria Comunale di Lubiana. prodotto dalla Zagreb Film. 500x500 Nato a Bosanski Petrovac (Bosnia . Mersad Berber frequenta la Facoltà di Architettura di Zagabria. 1999 acquaforte. 29 . Gabrijel Stupice e poi con Riko Debenjak. il Grand Prix dell’Accademia Lalit Kala alla Triennale di New Delhi. Progetta scenografie e costumi per i teatri di Lubiana. Dedito all’attività grafica sin dalle origini della sua definizione artistica. France Miheli . Zagabria e Sarajevo. Nel 1983 è professore associato di pittura all’Accademia di Sarajevo e nel 1984 la Tate Gallery di Londra acquista un suo lavoro. dal 1999 Mersad Berber intrattiene un rapporto continuativo con Corrado Albicocco e oggi sono circa cinquanta le lastre nate dal loro lavoro. il premio ICOM a Montecarlo. Dopo alcune collaborazioni episodiche. collage. quindi i corsi di pittura e incisione all’Accademia di Lubiana con Božidar Jakac. mm. La sua prima mostra personale risale al 1965.Mersad Berber Mersad Berber Senza titolo. Tra il 1980 e il 1985 realizza il cartone animato “Tempo Secondo”. Riceve numerosi riconoscimenti e premi: a livello internazionale. alla Biennale del Mediterraneo ad Alessandria d’Egitto. Berber caratterizza la sua ricerca per lo sperimentalismo tecnico che spinge la grafica oltre lo specifico nell’uso di prelievi. avvenuta nell’ottobre 2012. alla Biennale di arte grafica di Tokyo.Erzegovina) nel 1940. il Gran Premio Internazionale alla Triennale di Grafica di Cracovia (Polonia). Da allora espone in musei e gallerie di tutto il mondo ed è presente nelle più importanti rassegne internazionali di grafica. Le soluzioni conducono l’origine figurativa e classica del suo mondo iconologico verso territori aperti a contaminazioni linguistiche nuove e personali.

collage. 1000x2000 30 .Mersad Berber Una grande allegoria II. mm.1999 acquaforte.

31 .

collage. mm.Mersad Berber Una grande allegoria. 1999 acquaforte. 1000x2000 32 .

collage. 1999 acquaforte. mm.Mersad Berber Una grande allegoria I. 1000x2000 33 .

collage. mm.1999 acquaforte. 705x470 34 .Mersad Berber Immigrato.

Bruno Ceccobelli Nato a Montecastello di Vibio (Pg) nel 1952. Con alcuni compagni di studi. Risulta ampia anche la sua partecipazione ai libri d’artista. Montreal. Londra. Nel 2005 è Direttore dell’Accademia di Belle Arti di Perugia. della scultura. Bruno Ceccobelli da “Chi vede trasforma”. nel 1986 nella sezione “Arte e Alchimia” e alla Quadriennale di Roma. Nel 1977 Ceccobelli tiene la sua prima mostra personale e abbandona alla fine del decennio le iniziali ricerche concettuali per recuperare tecniche e modalità della pittura. In questi anni si accosta alla grafica. 2003 maniera a zucchero.” realizzata a Pescara. Negli ultimi anni. storicizzata nel 1984 da Achille Bonito Oliva e riconosciuta istituzionalmente nel 2009 con una retrospettiva al MART di Rovereto. Espone a Parigi. Nel 1984 è presente alla Biennale di Venezia nella sezione “Aperto”. occupa l’ex-pastificio Cerere nel quartiere San Lorenzo. Lubiana. “Chi vede trasforma”. dopo una carriera trascorsa quasi interamente a Roma. Nunzio Di Stefano. Nel 2010 l’esposizione “In carta sogni. dove vive in una torre di guardia medievale. Predilige la tiratura bassa. La natura morta incisa nel XX secolo”. Marco Tirelli. mm. Madrid. Nel 2011 partecipa all’esposizione “Meravigliosa natura. Basilea. pubblicato nel 2003 con sette sue incisioni stampate da Corrado Albicocco. tra cui Piero Pizzi Cannella. Dal bulino alla puntasecca all’acquaforte -tecniche che spesso interagiscono nella stessa opera. Roma. 500x350 Bruno Ceccobelli da “Chi vede trasforma”. Venezia. New York. 2003 maniera a zucchero. mm. L’attività grafica di Bruno Ceccobelli muove nel clima romano degli ultimi anni Settanta e si affianca alla pittura facendo propri i valori alchemici e spirituali che caratterizzano la sua complessiva ricerca artistica. in favore di un ampio numero di lastre. Colonia. Opere su carta 1980-2010. 500x350 35 . per le Edizioni del Tavolo Rosso. Ceccobelli frequenta l’Accademia di belle Arti di Roma. storicizza per la prima volta le principali opere grafiche di Ceccobelli. Francoforte. realizzata presso la Stamperia Albicocco a Udine e la Casa di Raffaello a Urbino. tra cui. Ceccobelli ritorna a Montecastello di Vibio. Vienna.Ceccobelli ama l’invenzione e la sperimentazione. ama la gamma dei grigi quanto lo sperimentalismo cromatico. dando vita alla “Nuova Scuola Romana” o “Officina San Lorenzo”.

mm. 955x765 36 . 2005 maniera a zucchero.Bruno Ceccobelli Tre non più.

Bruno Ceccobelli Senza titolo. 2013 maniera a zucchero. mm. 1300x1000 37 .

Dal 2000 al 2002 partecipa a Biennali e Triennali di grafica. nel 1982. La collaborazione con la Stamperia d’arte Albicocco risale al 2009.Livio Ceschin Livio Ceschin nasce a Pieve di Soligo nel1962. Nel 1994 ottiene il primo riconoscimento: I° Premio al concorso “Premio Arte . Alterna in seguito “esercizi di copiatura” su opere di Barbisan. Cracovia e Ourense in Spagna.Giorgio Mondadori Editore” con l’opera “Riflessi sull’acqua”. Dal 2004 stringe rapporti di amicizia con lo scrittore di Asiago Mario Rigoni Stern e con l’incisione “Stradina d’inverno” illustra la copertina del libro “La storia di Tönle” per l’edizione polacca. 585x940 38 . Inizia a incidere nel 1991. mm. Ceschin vive e lavora a Collalto. un piccolo paese in provincia di Treviso. Nel 1992 si iscrive all’Accademia Raffaello di Urbino e frequenta il Laboratorio di Calcografia del Maestro Incisore Paolo Fraternali. 2011 acquaforte. Nel 2002 entra a far parte della Royal Society of painter-Printmakers di Londra. Dal 1994 al 1998 gli sono state dedicate numerose Esposizioni in Italia e all’estero presso Gallerie e Istituti di Cultura italo-stranieri. tra betulle e foglie”. Livio Ceschin Paradisi nascosti. copiando le opere grafiche di Rembrandt. Nel 2003 gli viene conferito il I° Premio alla Biennale Internazionale Acqui Terme con l’incisione “Nel sottobosco. Tiepolo e Canaletto. Si diploma. all’Istituto Statale d’arte di Venezia. Da ricordare la più importante in Italia presso la Galleria Linati di Milano nel 1998 con la pubblicazione di un catalogo curato dal critico d’Arte Tino Gipponi. Pitteri e Velly. quelle di Lubiana. Gli esordi artistici sono legati allo studio dei maestri incisori del passato. fra le più importanti.

2009 acquaforte. mm. puntasecca.Livio Ceschin Giardini marginali. 920X595 39 .

Nel 2008 espone una personale di opere grafiche negli spazi della Stamperia d’arte Albicocco. I suoi materiali artistici sono depositati presso lo Studio Invernizzi a Milano che ne cura l’archiviazione e la valorizzazione. Zurigo. Parigi. all’età di 82 anni. per sperimentare le possibilità offerte dalle soluzioni grafiche maggiormente “pittoriche”. 40 . Sulle lastre trova immagine il suo mondo di metafisica armonia. Firenze. La sua attività grafica inizia nel 1963 alla Litografia Chiesa di Udine. Esslingen. Nel 1964 è invitato alla XXXII Biennale di Venezia e nello stesso anno espone a Milano alla Galleria Stendhal. per le Edizioni del Tavolo Rosso. partecipa con una incisione a “Cjantadis”. libro d’arte con testi poetici di Elio Bartolini. Tecnicamente curioso. Apre nel 1965 a Milano un secondo studio e vive tra Udine e Milano. reso attraverso forme geometriche in dialogo metamorfico e dinamico. 1982. Zagabria. procede affiancando l’attività pittorica e completandone gli assunti in termini di contenuto e soluzione formale. e già nel 1953 tiene la sua prima mostra personale al Circolo ufficiali in Palazzo Barberini a Roma.Carlo Ciussi Carlo Ciussi Senza titolo. Carlo Ciussi avvia tredicenne la sua formazione artistica nello studio di Fred Pittino. mentre nel 2011 i Civici musei di Udine dedicano al suo lavoro l’esposizione “Carlo Ciussi 1964-2011” negli spazi di Casa Cavazzini. La ricerca grafica concorre alla complessiva analisi sulla forma e sui suoi principi. Carlo Ciussi opera inizialmente in acquaforte e acquatinta. Lubiana. che l’artista conduce talora in grande formato. mm. Nel 2003. come l’acquatinta o il carborundum. acquatinta. Carlo Ciussi si spegne a Udine. nell’aprile 2012. Milano. mentre nel 1955 partecipa alla VII Quadriennale romana. Roma. 426x421 Nato a Udine nel 1930. Da allora la sua attività espositiva non conosce soste e le sue opere vengono esposte in mostre personali fra Trieste. Dal 1945 al 1949 frequenta il liceo artistico di Venezia.

acquaforte e acquatinta. 1965.Carlo Ciussi Senza titolo. mm. 840x975 41 .

mm. acquatinta. 690x796 42 .Carlo Ciussi Senza titolo. 1993.

1996 acquatinta. 1996. 273x348 43 . 247x377 Carlo Ciussi Senza titolo. acquatinta. mm. mm.Carlo Ciussi Senza titolo.

mm.Carlo Ciussi Senza titolo. acquatinta. 2007. 990x1994 44 .

45 .

mm. acquatinta. 990x770 46 .Carlo Ciussi Senza titolo. 2006.

acquatinta. mm. 2008.Carlo Ciussi Senza titolo. 720x720 47 .

acquatinta. 463x385 48 . mm.Carlo Ciussi Senza titolo. 2007.

Carlo Ciussi Senza titolo. mm. acquatinta. 2011. 616x410 49 .

Su questi presupposti si innesta la ricerca grafica nel decennio successivo. Aldo Colò si trasferisce con la famiglia a Cividale del Friuli nel 1933. tra tutte per importanza. si iscrive alla facoltà di Medicina presso l’Università di Padova. Aldo Colò vive a Cividale del Friuli e lavora nello studio di Premariacco (Ud). luce. ma abbandona l’università per diplomarsi all’Accademia di Belle Arti di Venezia. con testi poetici di Elio Bartolini. per le Edizioni del Tavolo Rosso dirette da Corrado Albicocco. con la tecnica del carborundum unita all’acquatinta. che mai si discosterà nel significato dalla ricerca pittorica dell’artista. Dopo gli studi classici. nero su nero. come nelle ultime opere del 2009 realizzate. ma si dedica con curiosità alle tecniche incisorie dove più vivo è il carattere sperimentale. Inizia l’attività espositiva non ancora ventenne all’insegna di un’attenta figurazione. Aldo Colò Tempesta molecolare. Anche a livello espositivo l’opera grafica ha accompagnato dagli anni Ottanta l’attività pittorica. 700x700 50 . approfondita in seguito attraverso importanti viaggi-studio in Europa. acquatinta. Ha partecipato nel 2010 all’esposizione “Incisione Contemporanea in Friuli” organizzata a Villa Manin (Ud) dalla Triennale Europea dell’Incisione.Aldo Colò Nato a Modena nel 1928. pervenendo talora a situazioni espositive autonome come. 2004 acquaforte. forme. mm. colore. in grado di trascendere i dati della materia sensibile in linguaggio puro di segni. partecipa con una incisione a “Cjantadis”. Colò muove tecnicamente nella predilezione per l’acquaforte e l’acquatinta. Nel 2003. Nei primi anni Sessanta Colò inizia a elaborare composizioni di calibrato geometrismo. l’esposizione antologica nel 2009 presso la Stamperia d’Arte Albicocco.

2009 acquaforte. mm.Aldo Colò Molecole in riordino . acquatinta e collage. 348x500 51 .

collage. mm. 2004 acquaforte.Aldo Colò Ovale. 1993 acquaforte. acquatinta. mm. 173x226 Aldo Colò Senza titolo. acquatinta. 313x430 52 .

mm. acquatinta. 2009 acquatinta. 2009 acquaforte. puntasecca. mm. 347x348 Aldo Colò Su quadrato bianco.Aldo Colò Molecole. 470x425 53 .

Aldo Colò Incisione nigra. 498x800 54 . carborundum. mm. 2009 acquatinta.

2009 acquatinta. mm. 493x590 55 .Aldo Colò Nero su grigio. carborundum.

mm. 2009 acquatinta.Aldo Colò Incisione nigra. 662x510 56 . carborundum. collage.

2009 acquatinta.Aldo Colò Ovale bruno. mm. 445x576 57 .

mm. Si sottolineano nel 1991” Di ferro e d’acciaio” presso Cavenaghi Arte. 272x224 58 . Continua poi assiduamente nell’attività incisoria. Vanta sculture ed opere presso numerose collezioni pubbliche e private. 1995 “Saldature Ascendenti” presso la Galleria San Carlo a Milano. 2000. Vive e lavora a Biassono. Si diploma nel 1982 in Scultura all’Accademia delle Belle Arti di Brera a Milano. Terminati gli studi. 2010 “Tikum Olam: Conflict & Harmony”. Milano. approderà a un lavoro attento alla struttura e allo spazio da esso determinato. Inizia l’attività incisoria alla fine degli anni ‘90 quando incontra Corrado Albicocco in occasione della realizzazione del libro d’artista “Filando i remi” con testi di Pia Fontana. nel 2013. Downtown Studio Art Gallery. Alex Corno Scultura. 2006 “Alex Corno” alla Galleria Antologica di Monza. Ha esposto in numerose mostre in Italia e all’estero. Milano. Idroscalo. Colorado Springs. Negli anni Ottanta. di 4 opere a carborundum. Milano. acquatinta e puntasecca. fino alla realizzazione. insegna per un decennio alle scuole statali. per poi dedicarsi interamente alla propria ricerca artistica. USA. Collezione Pubblica della Provincia di Milano. partito da una scultura composta di assemblaggi di oggetti di recupero ridipinti. 1996 “Tangibile” allo Studio Reggiani.Alex Corno Alex Corno nasce a Monza nel 1960.

mm.Alex Corno L’idea della scultura. 2001. 645x490 59 . collage. ceramolle.

2013 acquatinta.Alex Corno Orange. mm. 770x533 60 .

mm. 815x515 61 .Alex Corno Scultura. 2013 carborundum.

Soggetto spesso sono le grandi contrapposizioni del Friuli storico. si rivolge tematicamente al racconto che mutua da situazioni storico-letterarie e rivisita con piglio immaginifico e visionario. acquaforte.Tonino Cragnolini Tonino Cragnolini Da Gulliver ai miracoli di Trava. quanto riti e oscurità di una cultura popolare che si stagliano sul fondo di un paesaggio culturale fortemente radicato negli umori di un Friuli arcano e razionalmente indecifrabile. Consegue il diploma all’Accademia di Venezia ed espone per la prima volta nel 1958 a Udine. 1997. Per una costruzione critica del lavoro di Cragnolini la documentazione si trova presso l’Archivio per l’Arte Italiana del Novecento a Firenze. Sulla lastra prendono immagine gli oscuri fatti della rivolta contadina della Zobia grassa quanto l’uccisione del Patriarca Bertrando. Pittore e disegnatore. in Palazzo Kechler. Il percorso grafico di Tonino Cragnolini si sviluppa attraverso cicli che hanno trovato esposizione antologica nel 1997 presso la Stamperia d’Arte Albicocco (UD). Sempre in riferimento alla grafica. Lavorando prevalentemente in acquaforte. 62 . Ha partecipato all’esposizione “Meravigliosa natura. dalla metà degli anni Settanta si dedica anche alla tecnica dell’incisione. i miracoli del santuario di Trava come il processo del tribunale dell’inquisizione al mugnaio Menocchio. 585x792 Tonino Cragnolini nasce a Tarcento (UD) nel 1937. conseguente a una ricerca artistica che fa del segno elemento costruttivo ed espressivo primario. ha partecipato tra le altre all’esposizione “Incisione Contemporanea in Friuli” organizzata a Villa Manin (UD) dalla Triennale Europea dell’incisione. Vive e lavora a Tarcento. Ha collaborato con un’acquaforte al libro d’arte “Cjantadis” di Elio Bartolini realizzato nel 2003 per le Edizioni del Tavolo Rosso. La natura morta incisa nel XX secolo” presso la Stamperia d’arte Albicocco a Udine nel 2011. mm.

mm. 575x780 63 . acquaforte. 1997.Tonino Cragnolini La lastra.

mm.Tonino Cragnolini Zoiba grassa 1511. 800x600 64 . 1997. acquaforte. Una storia friulana.

Piero Dorazio

Piero Dorazio nasce nel 1927 a Roma dove, terminati gli studi classici, studia per quattro anni architettura. Molto giovane, nel 1944, incontra la corrente astrattista della capitale ed inizia una serie di collaborazioni con i suoi protagonisti. Dal 1945 partecipa come esponente di spicco all’attività del gruppo Arte Sociale. Assieme agli amici Lucio Manisco, Mino Guerrini e Achille Perilli frequenta nel primo dopoguerra lo studio di Renato Guttuso, ma ben presto si allontanò dalle tesi del realismo socialista ed aderì al movimento dell’astrattismo. Nel 1947 figura tra i firmatari del manifesto Forma 1, assieme a Ugo Attardi, Pietro Consagra, Mino Guerrini, Achille Perilli, Antonio Sanfilippo, Giulio Turcato e Carla Accardi. Sempre nel 1947 vince una borsa di studio dell’École nationale supérieure des beaux-arts di Parigi, dove risiederà per un anno. Con Perilli e Guerrini nel 1950 apre in via del Babuino, a Roma, la libreria-galleria “L’Age d’Or”, che nel 1951 si fonderà con il gruppo “Origine” di Mario Ballocco, Alberto Burri, Giuseppe Capogrossi, Ettore Colla, dando vita alla “Fondazione Origine”, nel cui ambito Colla e Dorazio pubblicano la rivista “Arti Visive”. Nel 1953 Virginia Dortch diventa sua moglie e si stabiliscano a New York dove tenne le sue prime esposizioni personali nella Wittenborn One-Wall Gallery e nella Rose Fried Gallery nel 1954. Durante il suo soggiorno negli Stati Uniti venne a contatto con le personalità più importanti dell’epoca come i pittori Willem de Kooning, Mark Rothko, Jackson Pollock, Barnett Newman, Robert Motherwell ed il critico d’arte Clement Greenberg. In questo periodo, Dorazio si concentra anche sullo studio degli scritti di Kandinsky, la cui teoria sugli aspetti immateriali della pittura lo influenzerà notevolmente. Nel 1959 partecipa a Documenta 2 a Kassel. Nel 1960, fonda il dipartimento di belle arti alla School of Fine Arts nella Pennsylvania University di Philadelphia, che negli anni sessanta era stata riconosciuta come la scuola d’arte e di architettura migliore degli Stati Uniti e della quale ricoprirà l’incarico di direttore sino al 1967. Espose in tre edizioni della Biennale di Venezia nel 1960 dove, invitato da Lionello Venturi gli viene dedicata una sala personale, poi nel 1966 e nel 1988. Nel 1965 partecipa alla mostra “The responsive eye” al MoMA di New York. Nel 1966 dopo la seconda partecipazione alla Biennale di Venezia espone alla Galerie Im Erker, a San Gallo dove con Giuseppe Ungaretti instaurerà un sodalizio artistico: infatti per l’occasione Ungaretti scrisse un saggio sulla sua pittura per la presentazione del catalogo mentre, nel 1967, sarà Dorazio a realizzare una serie di grafiche per accompagnare la raccolta di poesie di Ungaretti intitolata “La luce”. Nel 1974 si trasferisce definitivamente a Todi, dove acquistò un antico eremo Camaldolese; qui continuò a creare fino all’2005 anno della sua morte. L’incontro con Corrado Albicocco avviene nel 1989; l’occasione è la realizzazione di una serie di grafiche all’acquatinta destinate al Premio Nonino.

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Piero Dorazio Fiore di maggio, 1989 acquatinta, mm. 520x342

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Franco Dugo

Franco Dugo nasce a Gargaro (Grgar), in Slovenia, nel 1941. Si forma da autodidatta ed espone la prima volta presso la Galleria “Il Torchio” di Gorizia nel 1972. Nello stesso anno rivolge il suo interesse alla calcografia; studia le opere di Dürer, Rembrandt, Goya, Picasso maturando riferimenti stilistici e tecnici propri delle più alte esperienze legate alla storia della grafica. Per anni l’incisione occupa un posto preminente nella sua produzione, così da rendere l’artista presenza costante nelle più importanti rassegne nazionali e internazionali legate allo specifico calcografico. Partecipa alla Biennale di Lubiana nel 1983, 1985, 1987 e 1989; è presente alla Biennale di Bradford nel 1986 e Tokio nel 1986 e 1987; partecipa all’Intergrafik di Berlino nel 1987 e 1990, alla Triennale europea dell’Incisione del 1987 e a quella del 2010 dedicata all’incisione contemporanea in Friuli. Nel 1990 è invitato, e poi premiato, al XXX Premio Suzzara. In quell’anno il Comune di Gorizia allestisce un’antologica sulla sua opera incisoria, con scritti in catalogo di Mario De Micheli, Guido Giuffrè, Vittorio Sgarbi e Marco Goldin. Nel 1995 la Stamperia d’arte Albicocco dedica un’ esposizione monografica al suo lavoro presentata da Paolo Maurensig. Nel 2011 partecipa all’esposizione “Meravigliosa natura. La natura morta incisa nel XX secolo” realizzata nella Stamperia d’arte Albicocco e a Urbino nella Casa natale di Raffaello. Nel 2013 Dugo presenta a Gorizia una personale dal titolo “Picasso e altro maestri”, autentico tributo dell’artista alle grandi figure di riferimento nella storia dell’arte incisoria. Dal 1989 al 1995 è docente di Tecniche dell’incisione all’Accademia di Belle Arti di Venezia, nel 1996 all’Accademia di Belle Arti di Firenze. Nella collaborazione con la Stamperia d’arte Albicocco, nel 1999 ha realizzato otto incisioni per “Poco prima del temporale”, libro d’arte su testo di Fulvio Tomizza stampato per le Edizioni del Tavolo Rosso e ha partecipato a “Cjantadis”, edito sempre per le Edizioni del Tavolo Rosso, su testo di Elio Bartolini (2003). Franco Dugo vive e lavora a Gorizia.

Franco Dugo Omaggio a Caravaggio, 1979 acquaforte, acquatinta, mm. 601x500

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Franco Dugo Less liaisons dangereuses, 1978 acquaforte, acquatinta, mm. 800x600

68

Franco Dugo Scheda di Vincenzo Perugia, 1982 puntasecca, acquaforte, acquatinta, ceramolle mm. 598x500

Franco Dugo Rembrandt, 1978 puntasecca, mm. 401x499

69

Franco Dugo La modella, 1984 acquaforte, puntasecca, mm. 1200x850

70

500x800 71 . mm. 1989 puntasecca.Franco Dugo Boxeurs.

666x1000 72 . 1993 acquaforte. mm.Franco Dugo Grande cipresso.

Franco Dugo Deposizione. mm. 2000x1000 73 . 1999 puntasecca.

puntasecca. 1000x1000 74 . mm. la morte e il diavolo. 2005 acquaforte.Franco Dugo Il cavaliere.

mm.Franco Dugo Il bagno degli uomini. 2005 acquaforte. 1300x1000 75 .

puntasecca.Franco Dugo Le quattro streghe. mm. 1000x750 76 . 2005 acquaforte.

mm.Franco Dugo Picasso. 2013 acquaforte. mm. 2013 puntasecca. 990x658 77 . 990x650 Franco Dugo Picasso.

con testi di Luca Doninelli. pubblicato per le Edizioni del Tavolo Rosso. New Orleans. 78 . Pechino. Los Angeles. Giovanni Frangi vive e lavora a Milano. unito a una grande rapidità esecutiva. quindi nel 1986 espone alla Galleria Bergamini di Milano presentato da Achille Bonito Oliva. con i cicli legati a Estate a notte (2001) a Dora Baltea (2004). Hong Kong. un ciclo di trenta incisioni al carborundum ispirate alle piante dell’Huntington Botanical Gardens. Lo sperimentalismo tecnico. entrambi funzionali all’espressione libera del segno. Il 1983 è l’anno della sua prima personale alla galleria La Bussola di Torino. Il paesaggio inciso nel XX secolo” sempre tra Udine e Urbino. a Sassi (2008). La natura morta incisa nel XX secolo” presso la Stamperia Albicocco di Udine e a Urbino nella Casa di Raffaello. Realizza ed espone nel 2008 alla Gamud di Udine “Pasadena”.Giovanni Frangi Giovanni Frangi San Giorgio. Maniera zucchero e acquatinta. Pesci (2008). La mostra andrà poi a Bolzano. (Instabilia loci)”. Sempre nella collaborazione con Corrado Albicocco. che rimane ancorata nel senso profondo del soggetto e nelle scelte tecniche all’impianto pittorico e naturalista del suo agire artistico. Avvia nel 2000 la collaborazione con lo stampatore Corrado Albicocco e nel 2001 realizza sei incisioni per il libro d’arte “Estate a notte. Francoforte. Nel 2011 prende parte alla collettiva “Meravigliosa natura. mm. Barcellona. a Novate e a Francoforte. realizza una serie di incisioni che seguono tematicamente la sua pittura. lo conduce a una produzione grafica rilevante. Nel 2012 espone “Meravigliosa natura. Hanoi. Marsiglia. 2004 acquatinta. Nel 2000 approda alla scultura attraverso grandi opere di carta e gommapiuma sostenuto da una viva curiosità sulle possibilità tecniche del fare artistico che lo conduce anche all’affondo della tecnica calcografica già sperimentata all’interno degli studi a Brera e cresciuta all’interno della sua complessiva dimensione artistica. San Francisco. 1000x1750 Giovanni Frangi nasce a Milano nel 1959 e si diploma all’Accademia di Belle arti di Brera nel 1982. Dal 1989 uscite internazionali lo vedono a Berna. Bruxelles. acquaforte e carborundum trovano unione nell’affrontare la lastra di zinco nell’adozione del bianco e nero e del grande formato.

2004 acquatinta. mm.Giovanni Frangi Senza titolo. 485x698 79 .

mm. 2008 acquatinta. 487x641 80 .Giovanni Frangi Subacqueo.

2008 acquatinta. 1000x1290 81 .Giovanni Frangi Subacqueo. mm.

Giovanni Frangi Makana. mm. 790x570 82 . 2008 acquatinta.

790x570 83 . mm.Giovanni Frangi Sassi. 2008 acquatinta.

500x700 Giovanni Frangi Sunflowers VIII. 500x700 Giovanni Frangi Ohara. 500x700 84 . mm. mm. 2008 carborundum. 2008 carborundum.Giovanni Frangi Sunflowers VI. mm. mm. 500x700 Giovanni Frangi Sunflowers VII. 2008 carborundum. 2008 carborundum.

mm. 2008 carborundum. 500x700 Giovanni Frangi Aloe.Giovanni Frangi Ichiyo. 2008 carborundum. 2008 carborundum. 2008 carborundum. mm. mm. 500x700 Giovanni Frangi Shofutai. 500x700 Giovanni Frangi Ninfee. 500x700 85 . mm.

900x1250 86 . 2013 maniera a zucchero.Giovanni Frangi Giardino pubblico. mm.

sostenuto da doti che fanno del segno qualità prima e naturale del suo essere artistico. mm. Giorgio Gomirato vive e lavora a Udine. Nel 2005 la Stamperia d’Arte Albicocco dedica all’artista un’esposizione monografica che ripercorre con fare antologico l’opera grafica dell’autore dal 1963 sino al 2005. Già nei primi anni Sessanta affianca la ricerca incisoria al disegno e la pittura. con testi poetici di Elio Bartolini (2003). per comprendere dagli anni Ottanta la tecnica diretta della puntasecca. Si forma da autodidatta. dedicata alla “Incisione contemporanea in Friuli” tenutasi a Villa Manin di Passariano (UD). proponendo con piglio ironico e fantastico un mondo d’immagini legato al modificarsi fisico e culturale del territorio friulano. La natura morta incisa nel XX secolo” presso la Stamperia Albicocco di Udine e a Urbino nella Casa di Raffaello. Tra tutte ricordiamo la più recente partecipazione all’esposizione della Triennale europea dell’incisione (2010). 1987 puntasecca. Espone con continuità dal 1960 sia in Italia che all’estero. che abbina in seguito alle possibilità che l’acquatinta offre in termini di morbidezza e cromia. Giorgio Gomirato Contadine. Si dedica soprattutto alla xilografia e alla linoleumgrafia. Nel 2012 espone “Meravigliosa natura. Sin dagli anni Sessanta partecipa alle più importanti rassegne di grafica a livello nazionale. Il paesaggio inciso nel XX secolo” sempre tra Udine e Urbino. Per le Edizioni del Tavolo Rosso ha lavorato al libro d’Arte “Intorno al Friuli contadino”. Ha partecipato all’esposizione “Meravigliosa natura.Giorgio Gomirato Giorgio Gomirato nasce a Udine nel 1932. che raccoglie quattro racconti di Gian Paolo Gri e sette incisioni dell’artista (2002) e “Cjantadis”. 1000x700 87 .

1300x970 88 .Giorgio Gomirato La vigna. 2000 puntasecca mm.

aderisce a “Charta 77” per la difesa dei diritti umani. Espone nel 1975. Il lavoro. 1978 e nel 1985 al Guggenheim di New York. dove si spegne nel 2002. Nel 1998. ottenuta attraverso assemblaggio di vecchie incisioni. Nel 1945 si trasferisce a Praga. Jiří Kolář chiede cittadinanza francese che ottiene nel 1984. L’incontro con Corrado Albicocco avviene a Udine nel 1990 e dalla loro collaborazione nascono tre fotoincisioni e collage che costituiscono un unicum nella produzione dell’artista. come altri esponenti del mondo culturale cecoslovacco. La sua domanda di permanenza a Parigi non è accettata dalle autorità cecoslovacche che lo condannano a un anno di prigione e alla confisca dei beni in patria. 300x400 Jiří Kolář nasce a Protivín in Boemia. Pubblica ed espone in modo continuativo ponendosi come personalità di spicco del mondo culturale internazionale. sequestrato durante una perquisizione. Partecipa nel 1968 a Dokumenta 4 di Kassel e nel 1969 alla Biennale di San Paolo del Brasile. Jiří Kolář torna a Praga. Nel 1952 scrive “Il fegato di Prometeo”. nel 1914. collage. Nello stesso anno è a Berlino grazie a una borsa di studio e nel 1980 si stabilisce a Parigi. negli anni Quaranta è membro dell’“Art Group 42” come poeta. segni geometrici. 1990 fotoincisione. Nel gennaio 1979. gli costa l’arresto. si interessa di musica contemporanea e “concreta”.Jiří Kolář Jiří Kolář Antica fiaba. È vissuto in Boemia. prosa e immagini. Nel 1960 con “I poemi del silenzio” abbandona definitivamente la parola in favore di una comunicazione per immagini. e pubblica raccolte poetiche che alla fine degli anni Quaranta approdano alla “poesia evidente” attraverso composizioni formate da collage anche di carattere tridimensionale. Artista e intellettuale poliedrico. a Berlino. mm. la condanna a un anno di detenzione e il divieto di pubblicare che rimarrà in vigore sino al 1964. assemblando poesia. Parigi e si è spento a Praga nel 2002. note musicali e parole libere tratte da alfabeti e linguaggi non codificati. 89 . dove dirige una rivista letteraria. all’età di 84 anni.

Jiří Kolář Lettera del Faust cieco. 300x400 Jiří Kolář Senza titolo. collage. 1990 fotoincisione. collage. mm. 1990 fotoincisione. 650x500 90 .

si dedica alla pittura. Decide così di ritornare nella sua Sicilia e rivivere “dal vero” le grandi emozioni della luce mediterranea: sarà la svolta. Dal 2001 è chiamato a partecipare a numerose rassegne collettive in luoghi istituzionali come quella del 2004 alla Galleria d’Arte Moderna di Catania con gli artisti del gruppo di Scicli. vivacizzando i verdi di primavera. si accorge che la grande fonte di ispirazione dei suoi dipinti è la forza inesauribile dell’attrazione alla sua terra.Giovanni La Cognata Giovanni La Cognata nasce a Comiso. Del 2000 le prime comparse all’estero con una mostra alla Albemarle Gallery di Londra e alla Galerie Prom di Monaco di Baviera. Incontra la Stamperia d’arte Albicocco nel 2009. di due anni dopo la prima mostra personale. La Cognata vive e lavora a Comiso. 495x385 91 . Una nuova svolta nel 1999 con la rappresentazione del “paesaggio urbano” dove i palazzi barocchi della sua Comiso e le strette vie diventano pretesto per esaltare ancora la luce e le ombre che deformano ed enfatizzano questa realtà antica. Sempre nel 2009 è presente alla collettiva “Mirabili inchiostri. le sue tele vibreranno di nuovi cromatismi. rendendo gli azzurri dei cieli abbaglianti. Dopo circa dieci anni d’attività a Milano. Del 1978 è la prima esposizione collettiva. Importante per la sua formazione la decisione. mostra a cura di Corrado Albicocco e Giancarlo Pauletto. con il cui supporto realizzerà una serie di acqueforti ricche della stessa realistica pregnanza delle sue pitture. Giovanni La Cognata Nudo disteso. ma presto rivolgerà la sua attenzione al paesaggio che sarà. 2009 acquaforte. infiammando i gialli dei campi d’estate. mm. di trasferirsi a Milano dove troverà maggiori contatti e opportunità nel far conoscere il suo lavoro ai critici e alle gallerie. Dopo gli studi all’Istituto d’Arte della sua città. insieme ai dipinti figurativi. nei primi anni ottanta. dieci incisori tra Roma e Milano” presso la Galleria Sagittaria di Pordenone. nel1954. fondamentale nella sua crescita poetica e stilistica. All’inizio il suo lavoro è dedicato al ritratto. Nel gennaio 1994 Marco Goldin organizza a Palazzo Sarcinelli la prima mostra antologica dove vengono esposte opere dal 1981 al 1993. in provincia di Ragusa.

495x320 92 . 2009 acquaforte. mm.Giovanni La Cognata Bagnanti. mm. 2009 acquaforte. 495x320 Giovanni La Cognata Turista.

oltre che Giovanni Testori e Achille Bonito Oliva. Nel 2006 espone nel laboratorio udinese dello stampatore in una antologica che puntualizza il suo percorso grafico. Nel 1985 è a Milano ed espone all’interno della collettiva “Nuove trame dell’Arte”. nel 2004 partecipa con tredici incisioni alla realizzazione del libro d’artista “I saggi fiori e altri racconti” con testi di Paolo Maurensig per le Edizioni del Tavolo Rosso. Alessandro Riva. acquatinta mm. Dedito dal 2000 alle tecniche grafiche. Klaus Karl Mehrkens vive e lavora a Spello. La natura morta incisa nel XX secolo” presso la Stamperia d’arte Albicocco di Udine e a Urbino nella Casa di Raffaello. La sua attività espositiva da allora non conosce soste e la sua pittura è sostenuta da critici come Maurizio Calvesi. Nel 2012 espone “Meravigliosa natura. da acquatinta e sostenuta dal punto di vista materico da collage. Il paesaggio inciso nel XX secolo” sempre tra Udine e Urbino.Klaus Karl Mehrkens Klaus Karl Mehrkens Paesaggio. mentre l’anno successivo è presentato da Giovanni Testori in una personale allo Studio d’Arte Cannaviello. Nel 2012 espone incisioni e disegni in una monografica presso la Galleria Sagittaria di Pordenone realizzata in collaborazione con la Stamperia Albicocco. 93 . Si forma all’Accademia di Braunschweig. in Umbria. 2005 acquaforte. Nel 2011 partecipa a “Meravigliosa natura. La grafica s’inserisce nel contesto figurale cui l’arte di Mehrkens si appella con carattere complementare e similare alla pittura per istintività e urgenza. Nella collaborazione con Corrado Albicocco. curata da Achille Bonito Oliva. Vittorio Sgarbi. 690x950 Klaus Karl Mehrkens nasce a Brema nel 1955. dove si diploma nel 1982. protagonisti di una mostra presso “Piramide Arte Contemporanea” di Firenze. Nel 1989 fa parte del gruppo dei “Nuovi Ordinatori”. puntasecca. predilige l’acquaforte talora completata (Merkehns pittore è colorista istintivo e irruento).

Klaus Karl Mehrkens Olimpiadi per la pace. mm. 850x660 94 . 2008 acquaforte.

398x291 95 . acquatinta. mm.Klaus Karl Mehrkens Figura. 2003 acquaforte. ceramolle.

2012 acquaforte. 496x590 96 .Klaus Karl Mehrkens Temporale. mm.

350x540 97 . 2010 acquaforte.Klaus Karl Mehrkens Periferia. mm.

acquatinta.Klaus Karl Mehrkens da “I saggi fiori”. 2004 acquaforte. 350x455 98 . mm.

2004 acquaforte.Klaus Karl Mehrkens da “I saggi fiori”. 295x395 99 . mm.

2012 acquaforte.Klaus Karl Mehrkens Il ponte. mm. 342x501 100 .

mm. s. Pittore. disegnatore. Collabora con Corrado Albicocco dagli anni Novanta e ha partecipato alla collettiva “Meravigliosa natura. del 1990 allo Studio Steffanoni. in provincia di Treviso. Francesco Michielin Senza titolo. Francesco Michielin si forma inizialmente al Liceo artistico. incisore. del 2001 alla Casa dei Carraresi di Treviso. Ritrova quindi il tema del paesaggio. che tratta con un colore sapiente e ricco. Il suo percorso grafico è sistematizzato nel volume edito nel 1993 per i tipi di Neri Pozza editore. Dal punto di vista tematico. si dedica alla puntasecca e all’acquaforte. Nel 1990 disegna e realizza per il Teatro Comunale di Treviso la scenografia del “Galateo in bosco” di Andrea Zanzotto. nel 1970 tiene la sua prima esposizione di disegni e dipinti alla Galleria La Cave di Treviso. L’opera ripercorre dal 1972 l’itinerario grafico dell’autore affiancando alle immagini i testi di Luca Baldin e di Arnoldo Ciarrocchi.Francesco Michielin Nato a Villorba (TV) nel 1954. Partecipa inoltre a diverse edizioni della rassegna dell’Opera Bevilacqua La Masa di Venezia. del 1996 a Palazzo Guarnieri e al Fondaco delle Biade di Feltre. presso l’Ex Convento di San Pietro. 360x455 101 . quindi frequenta l’Accademia di Belle arti di Venezia. Dal 1972 incide affiancando la ricerca pittorica all’incisione e. Seguono diverse personali e collettive. acquaforte. Vive e lavora a Valmareno. tra cui quella del 1988 alla Permanente di Milano. Il paesaggio inciso nel XX secolo” presso la Stamperia Albicocco di Udine e nella casa di Raffaello a Urbino. Sue personali si susseguono da quel momento in varie località del Veneto. rappresentata con solennità e quasi distaccata dal mondo contingente. sempre a Milano. denso di impasti e velature. nella predilezione del segno.d. negli anni giovanili si dedica al paesaggio. Nel 1987 viene allestita un’importante mostra ad Asolo. per dedicarsi in seguito alla figura umana.

Francesco Michielin Paesaggio. 500x1000 102 . mm. 1994 acquaforte.

che segnano subito il percorso dell’artista. 270x195 Nunzio da “Tra le cinque e le sette”. sempre per le Edizioni del Tavolo Rosso. Osaka. tra xilografia e acquaforte. nel 2001 collabora con un’incisione a “Carlo Bo. Partecipa alla LXII Biennale di Venezia. seguita nel 2006 dall’antologica presso il Museo d’Arte contemporanea di Belgrado. si accosta alla Stamperia Albicocco nel 1999 collaborando alla realizzazione di alcuni libri d’arte delle Edizioni del Tavolo Rosso dove. 2003 acquaforte. mm. libro d’artista con uno scritto di Ersi Sotirompulos. La Natura del critico” con introduzione di Achille Bonito Olivo e testo a cura di Sergio Pautasso. nel quartiere romano di San Lorenzo. rilancia con grande rigore tecnico la sua complessa ricerca artistica. Nel 1981 tiene la prima personale alla Galleria Spazia di Bolzano. Nunzio. dando vita alla “Nuova Scuola Romana” o “Officina San Lorenzo”. Nel 1993 è invitato nuovamente alla Biennale di Venezia. Roma. Darmstadt. Nel 2005 si tiene al MACRO di Roma una prima importante antologica dell’artista. 265x195 103 . dove torna nel 1995 con una sezione personale. storicizzata nel 1984 da Achille Bonito Oliva e riconosciuta istituzionalmente nel 2009 con una retrospettiva al MART di Rovereto. realizza sette incisioni per “Tra le cinque e le sette”. Nel 2000 partecipa a “Filando i remi” di Pia Fontana. in Abruzzo. Nel 1984 espone alla galleria l’Attico di Roma e l’anno seguente presso la galleria di Annina Nosei a New York.Nunzio Nunzio Di Stefano nasce nel 1954 a Cagnano Amiterno. dove presenta una serie di superfici ondulate in gesso. mm. 2003 acquaforte. Nunzio vive e lavora tra Roma e Torino. già dedito all’incisione. dove vince il Premio 2000 come miglior giovane artista ed espone in numerose personali tra Basilea. Con alcuni compagni di studio stabilisce il suo laboratorio nell’ex Pastificio Cerere. che gli vale la Menzione d’Onore. installate sulla parete come dipinti. mentre nel 2003. Nunzio da “Tra le cinque e le sette”. sempre orientato a esplorare le possibilità espressive della materia e del suo rapporto con la luce e lo spazio. Parigi. diplomandosi in scenografia con Toti Scialoja. Studia all’Accademia di Belle Arti di Roma.

Nunzio da “Tra le cinque e le sette”, 2003 acquaforte, mm. 248x197

Nunzio da “Tra le cinque e le sette”, 2003 acquaforte, mm. 246x200

104

Nunzio Senza titolo, 2000 xilografia, mm. 225x175

Nunzio da “Filando i remi”, 2000 xilografia, mm. 225x175

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Nunzio da “La natura del critico”, 2001 xilografia, mm. 220x152

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Ercole Pignatelli

Ercole Pignatelli Senza titolo, 2011 acquaforte, mm. 435x590

Nasce a Lecce nel 1935. Quando aveva diciannove anni e Raffaele Carrieri lo aveva soprannominato ragazzo-rondine, dipingeva grandi tazze, lampade, bucrani, tovaglie caravaggesche, sedie, cardi spinosi, frutti profumati del sud. I maestri erano Guttuso, Pignon e Fourgeron. Più in là avrebbe recuperato la costruzione spaziale del cubismo e ne sarebbero venute Nature morte dall’impaginazione sicura e graffiata a carbone. Negli anni Cinquanta arrivano nella sua pittura donne carnose dalla sensualità segreta. La composizione diventa plastica, giocando alla ricerca di una tridimensionalità quasi scultorea. Negli anni Settanta cominciano i paesaggi-presepe; alla fine di questo decennio rigoglioso spuntano ogni tanto degli animali, perlopiú nelle Siccità trapassate da serpenti che resteranno per sempre nella simbologia dell’artista di Lecce, sia nella pittura che nelle rare sculture. Incontra la Stamperia d’arte Albicocco nel 2003 in occasione della realizzazione del libro d’arte “Controra”, contenente 40 poesie e 20 incisioni dell’artista pugliese. Vive e lavora a Milano.

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Ercole Pignatelli Passione onirica, 2013 acquaforte, mm. 700x1000

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Luca Pignatelli

Luca Pignatelli Bosco/2709, 2009 maniera a zucchero, collage, mm. 350x500

Luca Pignatelli nasce nel 1962 a Milano, dove vive e lavora. Si forma al Politecnico di Milano, pervenendo a un approccio con l’arte attraverso l’architettura. Le prime mostre vengono ospitate al Centro San Fedele (1984) e alla Galleria Antonia Jannone (1989), sempre a Milano. Negli anni Novanta inizia a utilizzare i teloni ferroviari come supporto privilegiato di una pittura che ha tra i suoi soggetti volti di Afrodite, locomotive e templi in rovina che ricordano gli skyline delle città contemporanee. Si rivolge quindi agli aerei da guerra, al tema della caccia, che divengono soggetti caratteristici anche dell’opera grafica. Nel 2000 vince il Premio Cairo Communication e col nuovo millennio il suo lavoro conosce risonanza internazionale: sue personali si tengono a Firenze, (2003); New York, (2003-04) Parigi (2005), Berlino, (2005), Roma, (2007). Nel 2008 Achille Bonito Oliva presenta una sua importante personale al Museo Archeologico Nazionale di Napoli. Nel 2009 è tra gli artisti che rappresentano l’Italia nel Padiglione Italia alla LIII Biennale di Venezia. Lo stesso anno espone alla GAMUD - Galleria d’Arte Moderna di Udine, nella personale intitolata “Chimera - Opere grafiche 2002/2009”, che presenta cinquantacinque incisioni stampate da Corrado Albicocco. Alla collaborazione con la Stamperia Albicocco si deve nel 2000 la realizzazione di un’incisione per il libro d’artista “Filando i remi” con testi poetici di Pia Fontana per le Edizioni del Tavolo Rosso e la realizzazione di dodici incisioni per “Alda Merini, Luca Pignatelli. Senza titolo”, stampato nel 2003 sempre per le Edizioni del Tavolo Rosso. Nel dicembre 2011 l’Istituto Nazionale per la Grafica a Roma, in collaborazione con la Galleria Poggiali Forconi di Firenze, presenta “Luca Pignatelli - Icons Unplugged”, a cura di Antonella Renzitti. Sempre negli spazi dell’Istituto Nazionale della Grafica, Pignatelli, in concerto con la Stamperia d’arte Albicocco, tiene un workshop di cinque giorni in cui vengono realizzate cinque incisioni. Nel 2011 partecipa all’esposizione “Meravigliosa natura. La natura morta incisa nel XX secolo”, presso la Stamperia Albicocco di Udine e a Urbino nella Casa di Raffaello. Nel 2012 espone “Meravigliosa natura. Il paesaggio inciso nel XX secolo” sempre tra Udine e Urbino.

109

1000x990 110 . mm. 2009 maniera a zucchero.Luca Pignatelli Arsenale.

705x795 111 . collage. 2012 maniera a zucchero. mm.Luca Pignatelli Cantiere.

2012 maniera a zucchero. mm. 403x710 112 .Luca Pignatelli Figura tra le rocce.

Luca Pignatelli dal ciclo “Il circo”. mm. 2012 maniera a zucchero. 470x687 113 . collage.

collage. mm. 566x400 114 . 2012 maniera a zucchero.Luca Pignatelli Incendie.

collage. mm. 638x400 115 . 2012 maniera a zucchero.Luca Pignatelli La caccia.

mm. collage. 2012 maniera a zucchero. 355x710 116 .Luca Pignatelli da “Senza titolo”.

117 .

Luca Pignatelli San lorenzo .Olympic flame. 2008 maniera a zucchero. mm. collage. 840x645 118 .

840x645 119 . mm.Luca Pignatelli San lorenzo . 2008 maniera a zucchero.Olympic flame. collage.

420x453 120 . mm.Luca Pignatelli Ju87/2745. 2009 maniera a zucchero.

355x255 121 .Luca Pignatelli da “Senza titolo”. 2002 maniera a zucchero. mm.

2006 maniera a zucchero. alberi e ponte di ferro. mm.Luca Pignatelli Paesaggio con treno. 485x730 122 .

495x610 123 .Luca Pignatelli Paesaggio di frontiera. mm. 2009 maniera a zucchero.

830x710 124 . collage. mm.Luca Pignatelli Leone in una foresta. 2012 maniera a zucchero.

che lo affermano a livello internazionale. la Biennale Internazionale d’arte di Istanbul. Nel 1984 espone alla galleria l’Attico di Roma e a New York presso l’Annina Nosei Gallery. mm. realizzate in collaborazione con la Stamperia d’Arte Albicocco e incentrate sui temi che caratterizzano l’attività pittorica dell’autore.Piero Pizzi Cannella Piero Pizzi Cannella Salon de musique. la XII Quadriennale di Roma. realizzato sempre per le Edizioni del Tavolo Rosso. costituita da opere grafiche. storicizzata nel 1984 da Achille Bonito Oliva e riconosciuta istituzionalmente nel 2009 con una retrospettiva al MART di Rovereto. Il paesaggio inciso nel XX secolo” sempre tra Udine e Urbino. alle Gallerie Vidal . puntasecca. carborundum e maniera zucchero. dando vita alla “Nuova Scuola Romana” o “Officina San Lorenzo”. Nel 2012 espone “Meravigliosa natura. La collaborazione con la Stamperia Albicocco prende avvio nel 1999 con la partecipazione nel 2000 al libro d’arte “Filando i remi” con testi poetici di Pia Fontana. alla Galleria Bagnai di Siena. E’ quindi alla Skulima di Berlino. Nel 1982 stabilisce il suo studio nell’ex pastificio Cerere. 2010 acquaforte. alla Triebold di Basilea. Piero Pizzi Cannella vive e lavora a Roma 125 .Saint Phalle e Di Meo a Parigi e ancora in altre esposizioni personali sia pubbliche sia private. Galleria d’Arte Moderna di Udine. La natura morta incisa nel XX secolo” presso la Stamperia Albicocco di Udine e a Urbino nella Casa di Raffaello. presentata presso la GAMUD. Nel 2003 viene stampato “Diario di Bordo”. 678x993 Piero Pizzi Cannella nasce a Rocca di Papa. nel quartiere di San Lorenzo. Nel 2011 Pizzi Cannella prende parte alla collettiva “Meravigliosa natura. perlopiù acqueforti. nel 1955. la prima Biennale Internazionale d’arte di Pechino. in provincia di Roma. Nel 1977 tiene la sua prima mostra nella capitale alla Galleria “La Stanza”. puntasecca. È del 2011 la mostra “Bon a tirer”. Frequenta l’Accademia di Belle Arti di Roma e la Facoltà di filosofia all’Università degli Studi “La Sapienza”. È presente nelle più significative rassegne artistiche tra cui la XLIII Biennale di Venezia. con aforismi e tredici incisioni dell’artista.

2010 carborundum.Piero Pizzi Cannella Cattedrale. 1000x2000 126 . mm.

127 .

Piero Pizzi Cannella Cattedrale. mm. 763x902 128 . 2010 carborundum.

356x466 129 . mm. 2003 acquaforte.Piero Pizzi Cannella Mappe del mondo.

2010 carborundum.Piero Pizzi Cannella Lontano. 1000x2000 130 . mm.

131 .

2010 carborundum. 2010 carborundum. 727x306 132 . 502x332 Piero Pizzi Cannella Gioia o gioiello. mm. mm.Piero Pizzi Cannella Gioia o gioiello. puntasecca.

2010 carborundum. 2000x1000 133 .Piero Pizzi Cannella Ombra cinese. mm.

mm. 2010 maniera a zucchero. 503x667 134 . 2010 maniera a zucchero. le spose di mezzogiorno. mm. 330x500 Piero Pizzi Cannella Girotondo.Piero Pizzi Cannella Sospeso per amore.

Piero Pizzi Cannella Ballo d’oriente. puntasecca. mm. 500x670 135 . 2010 acquaforte.

1000x700 136 . mm.Piero Pizzi Cannella Sospeso per amore. 2013 maniera a zucchero.

Santomaso trasmette un patrimonio di saperi ed esperienze che risulteranno fondamentali per l’affermazione professionale di Corrado Albicocco. Nel 1946 è uno dei fondatori della “Nuova secessione artistica italiana”. 1984 acquatinta. e negli anni Sessanta la sua ricerca si pone con sicurezza a livello internazionale: Giuseppe Santomaso espone in tutto il mondo e le sue opere sono nelle principali collezioni pubbliche e private. partecipa nel 1957 e 1971 all’Esposizione Internazionale di Grafica di Lubiana. Dalla collaborazione con la stamperia udinese. negli anni Cinquanta. Figura guida per lo stampatore allora poco più che ventenne. E’ presente a “Documenta” di Kassel (1955. Dopo il primo periodo figurativo si dedica alla realizzazione di una serie di opere dove è forte l’influenza della ricerca post . 300x160 137 . mm.Giuseppe Santomaso Giuseppe Santomaso nasce nel 1907 a Venezia. La collaborazione con Corrado Albicocco ha inizio nel 1979 all’interno della prima stamperia udinese “Albicocco e Santini” in Via Volontari della Libertà. Insegna all’Accademia di Belle Arti di Venezia dal 1954 al 1974. Nello stesso anno espone a Milano con il gruppo “Corrente” e nel 1943 partecipa alla Quadriennale di Roma. ottiene il premio per l’incisione. poi “Fronte Nuovo delle Arti” di Venezia e nel 1952 del “Gruppo degli Otto” guidato da Lionello Venturi.cubista per passare poi. nel 1957. Nel 1957 realizza la prima importante personale americana a New York. 1964). a un’astrazione intrisa di sensazione e di un caldo colorismo tonale. mm. rimane una decina di importanti opere calcografiche. Nel 1934 partecipa per la prima volta alla Biennale veneziana e nel 1939 si trasferisce a Parigi in occasione della sua prima personale alla “Galleria Rive Gauche”. 194x189 Giuseppe Santomaso Senza titolo. Nella XXVII Biennale di Venezia del 1954 riceve il Gran premio della giuria per un artista italiano e nel 1958 gli viene assegnato il Premio Marzotto alla Mostra internazionale di pittura contemporanea di Valdagno. 1982 acquatinta. ceramolle. Nel 1972 è premiato alla Biennale internazionale di grafica di Cracovia e alla VII Biennale Internazionale di Grafica di Tokyo. dove si spegne nel 1990. Giuseppe Santomaso Senza titolo. dove. durata sino alla scomparsa dell’artista veneziano. La sua formazione artistica avviene presso l’Accademia di Belle Arti della sua città. Nel 1967 è alla Biennale Internazionale della Grafica di Tokyo. 1959. dove inizia a esporre appena diciannovenne. Partecipa nel 1975 alla mostra Grafica Oggi della XXVI Biennale di Venezia e alla X Quadriennale di Roma. Si dedica alla grafica dal 1938 e dal 1955 affronta con maggiore intensità l’incisione partecipando alle più significative esposizioni italiane e internazionali.

400x300 circa 138 .Giuseppe Santomaso Senza titolo. 1985 acquatinta. mm.

Giuseppe Santomaso Senza titolo. 585x385 139 . 1980 acquatinta. mm.

Giuseppe Santomaso Olimpiadi a Sarajevo. ceramolle. 1983 acquatinta. mm. 640x455 140 .

Giuseppe Santomaso A cielo aperto. 780x630 141 . ceramolle. 1984 acquatinta. mm.

1983 acquatinta. mm.Giuseppe Santomaso Senza titolo. 434x320 142 .

1985 acquatinta.Giuseppe Santomaso Senza titolo. 520x350 143 . mm.

ceramolle. 480x350 144 .Giuseppe Santomaso Senza titolo. 1985 acquatinta. mm.

1985 acquatinta. mm. 375x412 145 .Giuseppe Santomaso Senza titolo.

Giuseppe Santomaso Senza titolo. mm. 180x145 146 . 1984 puntasecca.

in Cornovaglia. La sua prima mostra personale è stata con la Nigel Greenwood Gallery di Londra nei primi anni settanta. 147 . Nel 2011 gli è stato chiesto di creare un lavoro di 450 metri quadrati per l’ingresso della Sala Manton alla Tate Britain di Londra. Musée des Beaux Arts.David Tremlett David Tremlett è nato a St. molti dei suoi wall drawings esistono solo per un breve periodo di tempo prima che vengano alterati da elementi naturali o prima che vengano coperti in preparazione per lo mostra successiva della galleria. Nel 2012. In effetti. presso l’ambasciata britannica a Berlino (il suo più grande fino ad oggi 16 x 46 metri). Vive e lavora a Bovingdon. poi. Museo Pecci. Prato e il MOMA. Paul in Villenauxe-la-Grande in Francia sono state completate nel 2006. il libro d’arte “Between you and me”. Seguirà. Le sue vetrate per la Chiesa di San Pietro e St. i disegni di Tremlett alle pareti variano tra effimero e duraturo. (progettato da Squire and Partners nel 2004) e la Capella Delle Brunate a La Morra. un’acquatinta a tre lastre di dimensioni mm. delicata. Hertfordshire. Tremlett ha esposto a livello internazionale in molte gallerie private e in numerosi musei. in Kenya. Austell. England. Ha viaggiato dai primi anni 1970 in Nord America e in Australia e dal 1978 al 1987 in Medio Oriente e in Africa. nel 1945. Barolo. al tempo stesso. il Museo Stedelijk di Amsterdam. Museum of Modern Art di New York. Dal 1980 il suo mezzo di comunicazione primario è stato il pastello. edita dalla Visconti Fine Art di Lubiana. si può fare qualcosa di forte. Nel 1992 è stato selezionato per il Turner Prize “per i suoi molti wall drawings dislocati in tutto il mondo. Grenoble. l’artista inglese in collaborazione con la Stamperia d’arte Albicocco realizza “East”. con il suo amico Sol LeWitt. La sua storia comprende mostre personali presso il Centre Georges Pompidou di Parigi. e strutturalmente resistente”.” Fino dalla fine degli anni ‘70. ma con la quale. dove è salito alla ribalta accanto ad artisti come Richard Long e Gilbert and George. il British Council Building a Nairobi. Tremlett aveva iniziato a realizzare disegni murali in quel periodo: il primo fu nel 1969. Conosce Corrado Albicocco nel 2005 con il quel realizza una edizione con 4 opere all’acquatinta. in particolare presso il Kestnergesellschaft di Hannover. Come il suo materiale. esigente. ha creato innumerevoli wall drawings. 1000x2000. di cui dice: “È una polvere fragile. Ha frequentato il Falmouth College of Art dal 1962 al 1963. così leggera che si può soffiare via.

515x510 David Tremlett If things could talk. 2005 acquatinta. 2005 acquatinta. 515x510 148 . mm. mm.David Tremlett If things could talk.

mm. 515x510 David Tremlett If things could talk. mm. 515x510 149 . 2005 acquatinta. 2005 acquatinta.David Tremlett If things could talk.

380x1440 150 . 2007 acquatinta. mm.David Tremlett Untitled.

151 .

1000x2000 152 . 2012 acquatinta. mm.David Tremlett East.

153 .

nel “Muro del tempo” e poi nelle opere dedicate alla “Città del Sole”. Nel 1949 a Milano è allievo di Max Huber. Nel 1989 è invitato ad allestire una sala personale alla XVIII Biennale Internazionale di Grafica di Lubiana. Vienna. Terminati gli studi. mm. Stoccolma. dove nascono dalla metà degli anni Novanta diverse calcografie. acquatinta. La sua attività d’incisore è sostenuta da una raffinata tecnica calcografica a secco. che lo porta a soluzioni risolte nella prevalenza assoluta del bianco e nella sempre più rigorosa essenzialità che si concretizza negli anni Ottanta nelle “Stanze del tempo”. Albe Steiner e Luigi Veronesi. New York. quindi alle grandi tavole dipinte del ciclo “Le misure. il cielo”. Verso la nuova Classicità” e nel 1999 alla Quadriennale di Roma. Procede negli anni Ottanta negli spazi di Via Gemona 100 e si precisa all’interno della Stamperia d’Arte Albicocco in Via Ermes di Colloredo. La collaborazione con Corrado Albicocco risale ai primi anni di attività dello stampatore all’interno della stamperia “AS” di Albicocco e Santini in Viale Volontari della Libertà a Udine. Walter Valentini vive e lavora a Milano. Milano). torna a Milano.Walter Valentini Walter Valentini Senza titolo. alla “Città ideale”. Monaco. ove matura la sua dedizione verso l’arte incisoria. Nello stesso anno viene promossa un’antologica di grafica e di pittura nel Palazzo dell’Arengo di Rimini. si impegna in una ricerca tra pittura e incisione. Parigi. Istanbul. Aspen Tokyo. acquatinta e puntasecca. che si completa con acquaforte. volto a condurre i processi incisori e i metodi di stampa tradizionali a coraggiosa semplificazione. nell’adozione di uno sperimentalismo inedito. 205x626 Walter Valentini nasce a Pergola (PU) nel 1928. È invitato alla XLVII Biennale di Venezia (1997) nella sezione “Unimplosive art. Tra grafica e pittura si susseguono molte mostre personali in Italia e all’estero (Boston. Amburgo. Nel 1984 gli viene assegnato il Grand Prix della Biennale Internazionale di Grafica di Cracovia. Nel 1950 si trasferisce a Urbino e frequenta la Scuola del Libro. 1980 acquaforte. Colonia. Affascinato da sempre dall’universo geometrico. 154 .

mm. 1985 acquaforte. 280x560 155 .Walter Valentini La stanza del tempo.

156 .

1300x880 Walter Valentini Senza titolo. s.d.Walter Valentini La città del sole. 1986 puntasecca. 650x455 157 . mm. mm. acquaforte.

158 .

159 .

Tiene conferenze in molte Accademie di belle arti e istituzioni culturali in Europa. è componente espressiva fondamentale dell’artista. per la quale realizza scenografie e costumi (1960). che sostengono con grande intensità l’esplosione dei suoi segni neri. Autodidatta. Emilio Vedova si spegne a Venezia nel 2006 all’età di ottantasette anni. Kassel. 350x550 Emilio Vedova nasce nel 1919 a Venezia. e “Prometeo” (1984) che si avvale dei suoi “interventi . La sua vasta opera grafica. Espone a Roma. Negli anni Cinquanta approda all’Informale. Nel 2002 la Stamperia udinese ha dedicato una esposizione monografica al lavoro incisorio dell’artista. 160 . New York. Nei primi anni Sessanta lavora ai “Plurimi”. Nel dopoguerra è fra i protagonisti della “Nuova Secessione italiana”. È costituita soprattutto di acqueforti e acquetinte. Insegna alla Sommerakademie di Salisburgo nel periodo 1965 . dipinti polimaterici che escono da parete e si articolano nello spazio espositivo. 1986 acquatinta. mm.1969. con cui espone nella Biennale veneziana del 1948. attraversa diverse esperienze figurative e nel 1942 aderisce al movimento antinovecentista “Corrente”. con cinque acqueforti e acquetinte e “Gli angeli di Vedova”. Amsterdam.luce” inseriti nella struttura lignea progettata da Renzo Piano. avviata nel 1958. Dall’amicizia con il musicista Luigi Nono nascono opere come “Intolleranza ’60”. Con la sua presenza ha segnato la Biennale di Venezia (Gran Premio per la Pittura nel 1960 e alla carriera nel 1997) e la rassegna di Kassel “Documenta”. poi “Fronte Nuovo delle Arti”. Procede negli anni Ottanta negli spazi di Via Gemona 100 e si precisa nella Stamperia d’Arte Albicocco in Via Ermes di Colloredo.Emilio Vedova Emilio Vedova dal ciclo “Oltre”. con testo di Massimo Cacciari editi per le edizioni del Tavolo Rosso. Nel 1950 entra a far parte del “Gruppo degli Otto” guidato da Lionello Venturi. Dal 1975 al 1986 è docente all’Accademia di Belle Arti di Venezia. Washington. Nel 1944-’45 partecipa alla resistenza. dove Vedova realizza diversi brani incisori e partecipa a preziosi libri d’artista come “Frammenti”. alla quale ha preso parte quattro volte. negli Stati Uniti e in America latina. La collaborazione con Corrado Albicocco risale al 1979 all’interno della stamperia “AS” di Albicocco e Santini in Viale Volontari della Libertà a Udine.

161 .

Emilio Vedova dal ciclo “Registrazioni”. 350x500 162 . 1977 acquatinta. mm.

mm. 1977 acquatinta. 350x500 163 .Emilio Vedova dal ciclo “Registrazioni”.

1992 acquatinta. 950x1800 164 .Emilio Vedova Le colombiadi. mm.

165 .

Emilio Vedova dal ciclo “Oltre”. 500x350 166 . 1986/1989 acquatinta. mm.

500x350 167 .Emilio Vedova dal ciclo “Oltre”. 1986/1989 acquatinta. mm.

1986/1989 acquatinta.Emilio Vedova dal ciclo “Oltre”. 500x700 168 . mm.

1986/1989 acquatinta.Emilio Vedova dal ciclo “Oltre”. mm. 500x700 169 .

500x700 170 . mm.Emilio Vedova dal ciclo “Oltre”. 1986/1989 acquatinta.

mm. 500x700 171 . 1986/1989 acquatinta.Emilio Vedova dal ciclo “Oltre”.

250x350 172 .Emilio Vedova dal “Gli angeli di Vedova”. mm. 250x350 Emilio Vedova dal “Gli angeli di Vedova”. 1989 acquatinta. mm. 1989 acquatinta. 250x350 Emilio Vedova dal “Gli angeli di Vedova”. mm. 1989 acquatinta. 250x350 Emilio Vedova dal “Gli angeli di Vedova”. 1989 acquatinta. mm.

Emilio Vedova dal “Gli angeli di Vedova”. 1989 acquatinta. 250x350 173 . mm.

500x350 174 . mm.Emilio Vedova dal ciclo “De America”. 1970/1971 acquatinta.

mm.Emilio Vedova dal ciclo “Spagna”. 500x350 175 . 1975/1976 acquatinta.

650x187 Emilio Vedova Nel palmo della mano. 1986/1988 acquatinta. mm. mm. mm. 650x190 Emilio Vedova …un segno per Rivoli.Emilio Vedova Nel palmo della mano. 1984/1986 acquatinta. 640x950 176 . 1986/1987 acquatinta.

mm. 1983 acquatinta.Emilio Vedova dal ciclo “Carnevale”. 350x500 177 .

capace di superare le convenzioni legate allo specifico per cercare soluzioni via via più vicine alla sostanza poetica e alla tenuta formale del suo linguaggio visivo. Turchia. Espone a livello internazionale e le sue opere si trovano in un ampio collezionismo sia a carattere privato che pubblico. Germania. Australia. La natura morta incisa nel XX secolo” presso la Stamperia Albicocco di Udine e a Urbino nella Casa di Raffaello. in un procedere esplorativo continuo. 600x2000 Gian Carlo Venuto nasce nel 1951 a Codroipo (Ud). Vive e lavora tra Gorizzo di Codroipo (Ud) e Milano. Sono del 1973 le prime esperienze in puntasecca. Milano. Torino. il libro d’artista con testi di Elio Bartolini. destinata a stemprarsi nei mobili contorni di ninfee o nuvole delle opere successive. Grecia. Nei primi anni Ottanta si orienta verso un recupero dei pittori del primo Cinquecento italiano producendo serie che alla fine degli Ottanta vengono assorbite nel carattere naturalistico e metamorfico del ciclo “Die Zauberflöte”. Ungheria. Dalla collaborazione con Corrado Albicocco nasce la partecipazione a “Cjantadis”. la maniera zucchero. prolungati soggiorni all’estero (Scozia. Lituania. Dal 1985 svolge attività di docenza presso l’Accademia di Venezia. Negli anni Novanta. tra Udine e Urbino. Nel 1975 vince una borsa di studio presso l’Opera Bevilacqua la Masa. partecipa ad “Aspetti dell’incisione contemporanea europea” presso la Galleria Spazzapan di Gradisca d’Isonzo nel 2006 e all’esposizione “Meravigliosa natura. Si forma all’Accademia di Belle arti di Venezia ed esordisce con una prima mostra alla Galleria La Roggia di Pordenone nel 1974. Senegal. Spagna e Portogallo) indirizzano la pittura di Venuto verso il recupero di una forma plastica. Inghilterra.Giancarlo Venuto Giancarlo Venuto Nugae. il carborundum. Finlandia. La ricerca grafica accompagna l’artista dalle sue origini. Nel 2012 espone “Meravigliosa natura. Nel 2010 e nel 2011 partecipa alla Triennale europea dell’incisione. 178 . pubblicato nel 2003 per le Edizioni del Tavolo Rosso. cui segue l’acquaforte. l’acquatinta. 2003 carborundum. nella cui galleria espone nell’anno successivo una serie di severi lavori d’impianto concettuale ispirati all’esperienza manicomiale vissuta a fianco di Franco Basaglia. la tecnica lavis. Il paesaggio inciso nel XX secolo” sempre nella collaborazione con la Stamperia d’arte Albicocco.

mm. 600x2000 179 . 2003 carborundum.Giancarlo Venuto Nugae.

Nel 1994 Conegliano. nel cuore di Sarajevo. La natura morta incisa nel XX secolo” presso la Stamperia Albicocco di Udine e a Urbino nella Casa di Raffaello. Safet Zec si forma alla la Scuola di Arti Applicate di Sarajevo. Nel 1996 riceve il Grand Prix “Alpe Adria” a Lubiana e. Sino allo scoppio della guerra lavora nella sua casa-studio a Pocitelj. quindi si diploma e perfeziona all’Accademia di Belle Arti di Belgrado. Nel 2010 presenta centotrenta opere presso il Museo Correr di Venezia e nel 2012. spesso diventano monumentali. Nel 1998 si trasferisce a Venezia.: Del 2005 è “Pomona Adriatica”. puntasecca. nello stesso anno. 552x850 Nato nel 1943 a Rogatica. cambiano i soggetti della sua pittura e i formati delle opere. Nel 2013 espone “Meravigliosa natura. nei pressi di Mostar. presenta nella Stamperia d’Arte Albicocco la sua opera grafica. con testi di Jorge Semprun e sei incisioni di Zec. una delle più importanti antologiche dedicate all’artista. mm. espone cinquanta capolavori pittorici e venti incisioni alla Rotonda della Besana di Milano. anche grafiche. ospita la prima antologica italiana dell’artista. ai giardini. Abdulah Sidran e Mesa Selimovic. Nel 1992 fugge con la famiglia a Udine. dove riprende l’attività grafica incoraggiato dallo stampatore Corrado Albicocco. con testi di Paolo Frasson e otto incisioni di Zec. a Lille.Erzegovina. Nel 1998 è realizzato “Tutto il resto lo cambio”. il libro d’arte edito per le Edizioni del Tavolo Rosso con diciannove incisioni di Zec e testi di Izet Sarajilic. La sua casa-studio di Pocitelj è stata restaurata e ospiterà una scuola di grafica. dedica una mostra monografica alla sua opera grafica a Villa Manin (Ud). in Palazzo Sarcinelli. e “Hacer Tiempo” del 2006. Nel 2011 prende parte alla collettiva “Meravigliosa natura. Nel 2001 si svolge in Francia. Lo Studio-collezione Zec. Il paesaggio inciso nel XX secolo” sempre tra Udine e Urbino. la Triennale Europea dell’Incisione. dove si dedica a una ricerca sostenuta dal pluralismo tecnico attraverso cui dà immagine alle sue vedute d’interno. Con la guerra molte sue opere vengono distrutte: nei bombardamenti va perduta l’intera sua opera incisoria.Safet Zec Safet Zec Tre finestre I. ai paesaggi. e a Sarajevo. Nel mese di novembre del 2012. oggi in Bosnia . 180 . nella cura di Stefano Zuffi. alla fine del conflitto è stato riaperto ed è ora un centro d’iniziative culturali. 2010 acquaforte. sempre stampate da Corrado Albicocco.

Safet Zec Sotto la chioma. puntasecca. 1994 acquaforte. 660x980 181 . mm.

acquarellata. 1993 acquaforte. collage.Safet Zec La finestra aperta. puntasecca. 800x1000 182 . mm.

puntasecca.Safet Zec La camera di mia madre. mm. 990x1300 183 . 1994 acquaforte.

Safet Zec Albero inclinato. mm. puntasecca. 1000x750 184 . 1995 acquaforte.

puntasecca. 1994 acquaforte. mm. 1000x730 185 .Safet Zec Muro.

mm.Safet Zec Tavolo rosso. 700x1000 186 . puntasecca. 1998 acquaforte.

puntasecca. 1992 acquaforte.Safet Zec Tavolo rosso. mm. 275x390 187 .

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mm. 1000x1400 190 .Safet Zec Omaggio a Rembrandt. 2000 acquaforte. puntasecca.

Safet Zec Grande casa bianca. 1997/1978 acquatinta. mm. puntasecca. 1000x1350 191 .

Safet Zec Preghiera. puntasecca. mm. 2004 acquaforte. 306x250 192 . 692x487 Safet Zec Preghiera. 2003 ceramolle. puntasecca. mm.

mm.Safet Zec Mani sul volto I. 455x394 Safet Zec Mani in preghiera. mm. 2001 ceramolle. puntasecca. 220x200 193 . puntasecca. 2001 ceramolle.

2000 acquaforte. Disegni e incisioni 1947-2001”. dove Pasolini gli affida la parte del frate santo. Zigaina si dedica alla grafica muovendo dal segno. nasce nel 1976 quando il maestro affida agli stampatori alcune lastre di prova. mm. dando avvio a un lungo sodalizio. come. Si trasferisce a Venezia dove. tra tutte. La fragranza è la stessa. nell’alta valle dell’Isonzo.per me . Per l’occasione l’artista definisce quella di Albicocco “. Caracas 1994. sempre per le Edizioni del Tavolo Rosso. Protagonista della pittura italiana. San Francisco. Numerose anche le personali dedicate alla grafica dell’artista come. Il lavoro di Zigaina inaugura anche le Edizioni del Tavolo Rosso con il libro d’artista “Giuseppe Zigaina. World prints ’83. nel 1944. A questo seguirà la partecipazione ad altri quattro preziosi volumi.una Galleria ideale. Pisa 1958. Anatomia di un’immagine” nel 1994. La collaborazione. Gradisca d’Isonzo. proprio con una personale di grafica dedicata a Zigaina. Biennale internazionale della grafica di Firenze. acquatinta. Biennale internazionale de la gravure. ’60. Zeichnungen und Radierungen. elemento originario della ricerca dell’artista e predilige la tecnica dell’acquaforte. da allora. ’54. ’66.. La collaborazione con la Stamperia AS. Grafica italiana della segunda midad del siglo XX. itinerante nel 2001-2002 tra Monaco. Numerose sono le partecipazioni a mostre collettive di grafica. ’52. “Aspetti dell’incisione contemporanea europea”. Nel 1946 conosce Pier Paolo Pasolini. Mulhouse 1980. Intergrafik ’84 a Monaco di Baviera.Giuseppe Zigaina Giuseppe Zigaina da “Una polemica in prosa”. Salisburgo. Durante la guerra studia in collegio a Tolmino. Nel 1994 la Stamperia d’arte Albicocco inaugura i nuovi spazi in Via Ermes di Colloredo. Bologna. 2011. Udine. dove tornerà anche nel 1950. che lo porta a collaborare con il regista al film Teorema (1968) e al Decameron (1971). aleggia l’altrettanto divino . che mi fa venire in mente. 180x325 Giuseppe Zigaina nasce nel 1924 a Cervignano del Friuli (Ud).odore della trementina”. le opere dell’artista sono esposte a livello internazionale e i suoi lavori si trovano nelle principali collezioni pubbliche e private del mondo. ’82. non so perché. anche se. 2006. Nel 1948 partecipa per la prima volta alla Biennale di Venezia. non è mai cessata. 194 . ottiene la maturità artistica. “Giuseppe Zigaina. ad esempio. al posto dell’indefinibile profumo del pane fresco. “Grafica italiana contemporanea”. l’antico forno a legna dove le nostre madri portavano a cuocere le colombe pasquali. 1974.

1993 acquaforte. mm.Giuseppe Zigaina Verso la laguna n. 7. 945x835 195 .

Giuseppe Zigaina Immagine per un paesaggio con farfalla notturna. 742x995 196 . mm. 1983 acquaforte.

8. 1993 acquaforte. 787x995 197 . mm. morsura libera.Giuseppe Zigaina Icona per un transito n.

mm. 882x1238 198 .Giuseppe Zigaina Immagine per un paesaggio con astronave. 1983 acquaforte.

morsura libera. 1989 acquaforte. mm. 590x450 199 .Giuseppe Zigaina Icona per un transito.

645x490 200 . mm. 1988 acquaforte.Giuseppe Zigaina La sera nel vigneto.

Giuseppe Zigaina Due studi. mm. 414x365 201 . 1974 acquaforte.

Giuseppe Zigaina Visitazione . 1976 acquaforte.Notturno. acquatinta 244x327 202 .

472x462 203 . mm.Giuseppe Zigaina Il salice e l’astronave. 1981 acquaforte.

315x242 204 . mm. 1994 acquaforte.Giuseppe Zigaina Farfalla . maniera a zucchero.Visitazione.

305x200 205 . mm. acquatinta. 2000 acquaforte.Giuseppe Zigaina da “Una polemica in prosa”.

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Con Giuseppe Santomaso. Con Giuseppe Santomaso e Lazo Vujić. 207 .

208 .

Con Albert Merz. 209 . Con Walter Valentini. Con Piero Dorazio. Con Emilio e Annabianca Vedova.Con Giuseppe Santomaso.

210 .Con Emilio Vedova.

211 .

212 .

Con Carlo Ciussi. 213 .Con Tonino Cragnolini. Con Giuseppe Zigaina. Con Franco Dugo e Paolo Maurensig. Con l’amico Piero Gabriele. Con Franco Dugo.

214 .

Con Safet Zec. 215 . Con Mersad Berber e Dario Del Pin.

216 .

Con Giovanni Frangi e Giovanni Agosti. Con Bruno Ceccobelli. Con Klaus Karl Mehrkens.

Con Luca Pignatelli alla Calcografia Nazionale.

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Con Piero Pizzi Cannella. e il suo assistente Davide. Lastre realizzate nell’atelier di Piero Pizzi Cannella a Roma. Con David Tremlett.

Con Giancarlo Venuto. Con Alex. Corno.

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“Il libro illustrato come lo conosciamo oggi è l’incontro di un’espressione letteraria e di un’espressione plastica che per reciproca complicità si sommano in due scritture.”
Françoise Chapon

Forse sono irrimediabilmente tramontati i tempi di Ambroise Vollard ed Henry Kahnweiler, degli editori Iliazd, Tériade, Skira, Maeght e Mardersteig, importanti, anzi, fondamentali, per la creazione storica di un fenomeno e per la costruzione estetica e formale, direi quasi “architettonica”, del libro d’artista, e le iniziative pionieristiche e sperimentali di un tempo, forse hanno esaurito la loro ragion d’essere, lasciando il posto ad una consolidata, quieta ma pur sempre decorosa tradizione tipografica e editoriale che, quando mantenuta ad alto livello, sa ancora misurare il contributo dei vari interventi finalizzati alla creazione del libro d’artista come lo conosciamo e lo abbiamo nel tempo amato e ammirato. Le edizioni “Il Tavolo Rosso” di Udine, casa editrice che dal 1994 ha iniziato a produrre libri d’arte seguendo ancora i canoni della tradizione artigianale più rigorosa, è riuscita, attraverso la scelta mirata degli autori, dei testi e degli artisti chiamati ad illustrarli con incisioni originali, a confezionare un “prodotto” finito di pregio, che si presenta come un insieme armonico d’altissimo valore estetico e librario. La casa editrice nasce dalla passione di Corrado Albicocco per i libri d’arte, passione maturata come allievo della prestigiosa “Scuola del libro” di Urbino e consolidata in trent’anni di lavoro come stampatore fiduciario dei maggiori peintre-graveur italiani e stranieri, da Santomaso a Vedova, da Zigaina a Zec, da Dugo a Velasco, da Pignatelli a Frangi. In questi anni di certosino lavoro, la collana di libri d’artista del “Tavolo Rosso” si è arricchita di trentatre opere. Fra i titoli più significativi si segnalano i primi volumi editi con testi ed incisioni originali di Giuseppe Zigaina, “Anatomia di un’immagine” del 1994, “Il tempo delle origini” del 1998, “Una polemica in prosa” del 2000, che ci offrono, nell’insieme, uno spaccato sincero e graffiante, della vena letteraria, critica e poetica dell’illustre pittore friulano; non da meno, il libro “Tutto il resto lo cambio” del 1998, con testi dei Sarajcic’, Selimovic’ e Sidran, arricchito con diciannove incisioni di Safet Zec. Nel 2001 l’insegna del Tavolo Rosso è chiamata a realizzare per l’U.N.E.S.C.O. un’impresa editoriale complessa e di ampio respiro. Si vuole rieditare, a cura di Sergio Pautasso, il celebre saggio di Carlo Bo “La natura del critico”, uno dei testi fondamentali della moderna ermeneutica letteraria, in omaggio all’opera dell’illustre critico, per il traguardo dei suoi novant’anni. A corredo del testo: una prefazione di Giovanni Puglisi, una poesia di Mario Luzi e un’introduzione “all-armata” di Achille Bonito Oliva. Completa l’edizione una nutrita selezione di opere grafiche di artisti contemporanei, legati anche affettivamente a Carlo Bo, con incisioni originali di Carla Accardi, Domenico Bianchi, Mario Ceroli, Sandro Chia, Jannis Kounellis, Ignazio Moncada, Nunzio, Mimmo Paladino, Alfredo Pirri, Vettor Pisani, Arnaldo e Giò Pomodoro, Emilio Vedova e Giuseppe Zigaina. L’improvvisa morte del critico, avvenuta quando ancora il libro era in corso di stampa, ha mutato l’originario omaggio in un tributo “alla memoria”. Un’opera monumentale, di straordinaria bellezza e importanza, presentata ed esposta nelle sedi di prestigiose istituzioni culturali, da Milano (IULM) a Roma (UNESCO) e Chicago (Istituto di Cultura Italiana). Con “Frammenti” e “Gli Angeli di Vedova”, del 2003, si realizzano due capolavori dell’editoria moderna e, al contempo, si rende un doveroso omaggio all’arte di Emilio Vedova. Si tratta di due libri di eccezionale fattura compositiva, nati dalla decennale collaborazione tra l’artista veneziano e il suo torcoliere di fiducia. Libri che si lasciano sfogliare e conquistare con lo sguardo e dove, ad ogni istante, si rinnova il piacere per la bella pagina scritta e illustrata, dove magnifiche incisioni originali, desunte dai cicli “De America”, “Gli Angeli” e le “ Annunciazioni”, gli “Oltre”, arricchiscono i testi autografi e quelli scritti dell’amico-filosofo Massimo Cacciari; libri che nell’insieme vanno a costituire una breve antologia della poesia minimale ma anche del pensiero e dell’arte del pittore veneziano.
Roberto Budassi

Anatomia di un’immagine. Ed. 1994. Libro d’artista con due racconti autobiografici e 14 incisioni all’acquaforte e acquatinta di Giuseppe Zigaina; tiratura di 110 esemplari numerati e firmati dall’artista.

Il tempo delle origini. Ed. 1998. Libro d’artista con 3 racconti autobiografici e 16 incisioni all’acquaforte e acquatinta di Giuseppe Zigaina; tiratura di 110 esemplari numerati e firmati dall’artista.

Il tempo delle origini, edizione economica che riproduce i tre racconti e le 16 incisioni del libro d’artista; le prime cento copie contengono un’acquaforte e acquatinta originale numerata e firmata dal maestro.

Tutto il resto lo cambio. Ed. 1998. Libro d’artista con cinque poesie di Izet Sarajelic, un racconto di Meša Selimovic’ e cinque poesie di Abdulah Sidran e 19 incisioni all’acquaforte e acquatinta di

Zec Safet; tiratura complessiva di 110 esemplari numerati e firmati dall’artista.

222

Come una vita. Walter Piacesi. 20 in numeri romani e 7 prove d’artista. Nunzio Gulino. Gianfranco Ferroni. tiratura complessiva di 110 esemplari numerati e firmati dall’artista. 223 . tiratura di 60 esemplari numerati e firmati dall’artista. 1999. Piero Guccione. Libro d’artista con 5 poesie e 8 puntesecche di Elisa Mestroni. 1998. Ed. tiratura complessiva di 100 esemplari numerati e firmati dagli artisti. Ed. Libro d’artista con 7 racconti di Fulvio Tomizza e 8 incisioni di Franco Dugo. Ed. Giuseppe Zigaina. libro d’artista con 2 racconti di Paolo Maurensig e 7 incisioni di Leonardo Cremonini. 1999. 33 in numeri arabi. La casa di fronte. Riccardo Tommasi Ferroni. Poco prima del temporale.

tiratura complessiva di 100 esemplari numerati e firmati dagli artisti. Stefano Di Stasio. Libro d’artista con testi di Pia Fontana e 10 incisioni di Alex Corno. Velasco. 2000. Marco Tirelli. Nunzio. Giuseppe Bergomi. Piero Pizzi Cannella. 2000. Emozioni. Tommaso Cascella. Ed. tiratura complessiva di 60 esemplari numerati e firmati dall’artista. Libro d’artista con testo e 5 acqueforti e acquetinte di Giuseppe Zigaina. Una polemica in prosa.Filando i remi. 2000. Luca Pignatelli. Ed. 224 . Ed. Paolo Jachetti. Libro d’artista con una raccolta di 15 poesie e 10 puntesecche di Elisa Mestroni. tiratura complessiva di 60 esemplari numerati e firmati dall’artista.

Arnaldo Pomodoro. 14 fuori commercio riservati agli autori. Mario Ceroli. 2001. 225 .Dopo un lungo silenzio. Ignazio Moncada. Libro d’artista “in memoria di Carlo Bo” con 14 incisioni originali di: Carla Accardi. 3 prove di stampa. Vettor Pisani. Libro d’artista con testo e 3 incisioni di Giuseppe Zigaina e 3 incisioni di Friederike Mayrocker. Giuseppe Zigaina per Friederike Mayrocker. Ed. Nunzio. Ed. introduzione di Achille Bonito Oliva. Giuseppe Zigaina. Carlo Bo. 2001. Alfredo Pirri. prefazione di Giovanni Puglisi. 2001. Domenico Bianchi. Emilio Vedova. tiratura complessiva di 70 esemplari numerati e firmati dall’artista. Giò Pomodoro. testo di Sergio Pautasso. Mimmo Paladino. tiratura complessiva di 70 esemplarinumerati e firmati. Libro d’artista con 4 poesie di William Butler Yeats tradotte da Eugenio Montale e 4 incisioni all’acquaforte di Arnoldo Ciarrocchi. 50 in numeri romani. Edizione d’arte tirata in 70 esemplari. Jannis Kounellis. Ed. una poesia di Mario Luzi. La natura del critico. Sandro Chia. 3 prove d’artista.

presentazione di Renzo Pellegrini. Corots. Libro d’artista con un racconto e 4 incisioni di Umberto Valentinis. 2002. Ed. 226 . 2001. presentazione di Renzo Pellegrini. Ed. Ed. tiratura complessiva di 50 esemplari numerati e firmati dall’artista. Libro d’artista con un racconto di Luca Doninelli e 6 incisioni di Giovanni Frangi. 2002. tiratura di 40 esemplari in numeri arabi.Estate a notte (Instabilitas Loci). numerati e firmati dall’artista. Libro d’artista con racconti di Gian Paolo Gri e 7 incisioni di Giorgio Gomirato. Intorno al Friuli contadino. tiratura di 50 esemplari numerati e firmati dall’artista.

libro d’artista con un racconto di Marco Lodoli e 6 incisioni di Stefano di Stasio. 2002.Fotogrammi. 2002. I Professori. Ed. 227 . Libro d’artista con undici poesie di Alda Merini e 12 incisioni di Luca Pignatelli. numerati e firmati dall’artista. 2002. numerati e firmati dall’artista. 20 in numeri romani e alcune prove d’autore e fuori commericio. Libro d’artista con un racconto di Pino Corrias e 13 incisioni di Velasco Vitali. tiratura complessiva di 75 esemplari di cui 40 in numeri arabi. tiratura complessiva di 65 esemplari di cui 40 copie in numeri arabi. 5 copie in prova d’artista fuori commercio.. Ed. tutti gli esemplari sono numerati e firmati dall’artista. Ed. 20 copie in numeri romani (destinate agli autori). Senza titolo. tiratura complessiva di 65 esemplari di cui 40 in numeri arabi. 20 in numeri romani e alcune prove d’autore e fuori commericio.

tiratura complessiva di 65 esemplari di cui 40 in numeri arabi. tiratura complessiva di 65 esemplari di cui 40 in numeri arabi. numerati e firmati dall’artista. Tra le cinque e le sette. Libro d’artista con poesie e 11 incisioni di Alberto Ghinzani. tiratura complessiva di 75 esemplari di cui 50 in numeri arabi. Frammenti. Ed. 2003. numerati e firmati dall’artista. Ed. Libro d’artista con scritti e 5 incisioni di Emilio Vedova. 2003. numerati e firmati dall’artista. 2002. Ed. Libro d’artista con uno scritto Ersi Sotiropoulos (con traduzione a fronte) e 7 incisioni di cui tre xilografiche di Nunzio (Di Stefano).Di noi per dopo. 20 in numeri romani e alcune prove d’autore e fuori commericio. 5 prove d’autore e fuori commericio. 20 in numeri romani e alcune prove d’autore e fuori commericio. 228 . 20 in numeri romani.

tiratura complessiva di 40 esemplari numerati e firmati dall’artista. tiratura complessiva di 40 esemplari numerati e firmati dall’artista. tiratura complessiva di 60 esemplari numerati firmati dagli artisti. Giancarlo Venuto. Libro d’artista con venti poesie di Umberto Fiori e 11 incisioni di Marco Petrus. Giorgio Gomirato. Ed. Ed. Giuseppe Zigaina. 229 . Ed. Tonino Cagnolini. Storie di bordo.Cjantadis. 2003. Come se uno si mettesse a parlare alle case. 2003. Franco Dugo. Libro d’artista con dieci cantate di Elio Bartolini e 7 incisioni di Carlo Ciussi. Libro d’artista con aforismi e 13 incisioni Piero Pizzi Cannella. 2003. Aldo Colò.

Libro d’artista con un testo di Massimo Cacciari e 8 incisioni di Emilio Vedova. Libro d’artista con aforismi e 7 incisioni di Bruno Ceccobelli. Gli Angeli di Vedova. Ed. tiratura complessiva di 40 esemplari numerati e firmati dall’artista. 230 . tiratura complessiva di 40 esemplari numerati e firmati dall’artista. 2003. Ed. tiratura complessiva di 80 esemplari numerati e firmati dall’artista. Ed. 2003. 2003. Libro d’artista con quaranta poesie e 20 incisioni di Ercole Pignatelli. Controra.Chi vede trasforma.

Pomona Adriatica. Libro d’artista con poesie e racconti di Paolo Frasson e 8 incisioni di Safet Zec. tiratura complessiva di 60 esemplari numerati e firmati dall’artista. Numerati e firmati dall’artista. 231 . tiratura complessiva di 40 esemplari numerati e firmati dall’artista. Ed. 2003. I saggi fiori. tiratura di 60 esemplari più alcune prove d’artista. Libro d’artista con 2 racconti di Paolo Maurensig e 12 incisioni di Klaus Karl Mehrkens. 2005. Ed. 2004. Libro d’artista con poesie in dialetto lombardo e in italiano di Franco Loi e 11 incisioni di Giancarlo Vitali.Attorno al tavolo. Ed.

Hacer Tiempo. tiratura complessiva 70 esemplari numerati in numeri arabi e firmati dall’autore. 2006. Ed. Tracce di oracoli terrestri (una dedica e quattro testi nel tempo. Libro d’artista con testi di Eugenio De Signoribus e 5 incisioni di Enrico Ricci. 232 . tiratura complessiva 60 esemplari numerati in numeri arabi e firmati dall’autore.Dal paesaggio. 2006. tiratura complessiva 60 esemplari numerati in numeri arabi e firmati dall’autore. Ed. 2009. Libro d’artista con testi di Jorge Semprun e 6 incisioni di Safet Zec. Libro d’artista con poesie di Andrea Zanzotto con 9 incisioni di Graziella Da Gioz. 1999 2009). Ed.

Ed.Il volo della martora. 2013. 2013. Libro d’artista con testo di Mauro Corona e prefazione di Claudio Magris con tre acqueforti di Livio Ceschin. La Genesi. 233 . Libro in fase di realizzazione. Libro in fase di realizzazione. Ed. Libro d’artista con sei maniera a zucchero di Alessandra D’Este. Inno a Dio Creatore.

acquatinta. Senza titolo. acquatinta.Kengiro Azuma Azuma. 1999 acquaforte. Le monde des fleurs savvages. 1999 acquaforte. 1999 acquaforte. Rosolaccio e girasoli. 1989 acquaforte. 585x895 Borta. 470x317 Azuma. ceramolle. Senza titolo. 690x350 Berber. mm. mm. collage. 390x592 Borta. 690x350 Gianni Borta Berber. collage. mm. 705x470 Berber. mm. Senza titolo. 2010 acquaforte. mm. ceramolle. 600x750 Borta. mm. mm. Fiori di prato. 715x495 234 . mm. 467x320 Mersad Berber Berber.1999 acquaforte. mm. 2010 acquaforte. Senza titolo. acquatinta. ceramolle. 1990 acquaforte. 2002 acquaforte. Senza titolo. Senza titolo.

2002. 2013 acquatinta. 220 Ceccobelli. maniera a zucchero. 348x245 Ceccobelli. Alla ricerca del fiore perduto. mm. Monte San Bartolo. s. 1977/79 acquaforte. ceramolle. mm. acquaforte e acquatinta. 585x975 Borta. 245x160 Bruno Ceccobelli Castellani.Gianpietro Carlesso Borta. 2009 acquaforte. 2008 acquaforte. Modella che si veste. mm. mm. 500x350 235 . da “Chi vede trasforma”. 500x350 Ceccobelli. Senza titolo. 2003 maniera a zucchero. acquatinta. mm. da “Chi vede trasforma”. 500x350 Ceccobelli.d. al carbondrum. mm 125x170 Castellani. Senza titolo. maniera a zucchero. diametro mm. mm. 850x1225 Leonardo Castellani Carlesso. mm. Prato antico di Varbie. 2003. 2003. da “Chi vede trasforma”. acquaforte. at.

580X585 Ceschin. 2001 acquaforte. mm. 2010 acquaforte e puntasecca.d. mm. Dal tempo. puntasecca. s. mm. puntasecca. 2010 acquaforte e puntasecca. 500x350 Ceccobelli. da “Chi vede trasforma”. mm. sopra la pietra antica. 2003. 305x215 Ceschin. s. da “Chi vede trasforma”. 585x940 mm Sandro Chia Arnoldo Ciarrocchi Chia. 605X605 mm Ceschin. Senza titolo. acquatinta. mm. 500x350 Ceccobelli. da “La natura del critico”. maniera a zucchero. 305x215 Ceccobelli.d. Biancori accecanti. 536x358 Livio Ceschin Ceccobelli. 2003 maniera a zucchero. 2009 acquaforte e puntasecca. maniera a zucchero. mm. acquatinta. mm. mm.Ceccobelli. 312x252 236 . Tracce del passato. mm. Senza titolo. Amare. 2003.

s.d.d. s. mm. s. acquaforte e acquatinta. Senza titolo.d. mm. 188x168 Ciarrocchi. La bella. acquaforte. s. 153x116 Ciarrocchi. acquaforte. s. acquaforte. 142x107 Ciarrocchi. acquaforte. mm.d. Senza titolo. mm. 170x108 Ciarrocchi. acquaforte. s. acquaforte. Senza titolo.d. 482x590 237 . mm.d.Ciarrocchi.d. 107x98 Ciarrocchi. s. Rinalda. acquaforte. 162x157 Ciarrocchi. s.d. acquaforte. Senza titolo. Senza titolo. 162x125 Ciarrocchi. mm. mm. 330x248 Ciarrocchi. s. Senza titolo. Senza titolo. Senza titolo. 120x108 Ciarrocchi.d. 112x92 Ciarrocchi. s. acquaforte. 195x155 Ciarrocchi. mm. s.d.d. acquaforte. mm. Rita. Senza titolo. mm. mm. 1975 acquaforte. mm.

Senza titolo. Senza titolo. acquaforte. 1978 acquatinta. 525x87 Ciussi. s. mm.d. Senza titolo. 525x87 238 . mm. 1982 acquatinta. 250x245 Ciussi. mm. 426x421 Ciussi. mm. Senza titolo. 1980 acquatinta. 1978 acquatinta. Senza titolo. 1978 acquatinta. 240x318 Ciussi. 152x187 Ciussi. mm. 1981 acquatinta. 221x469 Ciussi. mm. Senza titolo. mm. mm. Senza titolo. Senza titolo. 1982 acquatinta. 1982 acquatinta. 80x185 Ciussi. mm. 384x692 Ciussi. Senza titolo. 1978 acquatinta.Carlo Ciussi Ciarrocchi. Senza titolo. Senza titolo. mm. 423x427 Ciussi. 1982 acquatinta. mm. 226x463 Ciussi.

1983 acquaforte e acquatinta. 522x178 Ciussi. Senza titolo. 1987 acquaforte e acquatinta. 525x87 Ciussi. mm. mm. 233x237 Ciussi. mm. 1985 acquaforte. Senza titolo. 1983 acquaforte. 395x318 Ciussi. Senza titolo. 373x435 Ciussi. mm. 515x173 Ciussi. mm. mm. 263x686 239 . 1987 acquaforte. mm. Senza titolo. 1982 acquatinta. Senza titolo. mm. 590x48 Ciussi. Senza titolo. 1984 acquaforte e acquatinta. Senza titolo. 225x225 Ciussi. Senza titolo. Senza titolo. 195x226 Ciussi. 590x48 Ciussi. mm. mm.Ciussi. Senza titolo. 1982 acquatinta.1985 acquaforte. 1990 acquaforte e acquatinta. mm. 239x244 Ciussi. mm. 1988 acquaforte. 1982 acquatinta. Senza titolo. Senza titolo.

1982 acquaforte e acquatinta. mm. Senza titolo. acquatinta. 486x350 Colò. 2012 acquaforte. mm. Senza titolo. 1990 acquaforte e acquatinta. 540x230 Ciussi. Ovale grigio. mm. 1993 puntasecca. 263x686 Ciussi. mm. mm. 357x260 Ciussi. 443x625 Ciussi. Senza titolo. Senza titolo. 1993 puntasecca. 499x301 Ciussi. Senza titolo. mm. Senza titolo. mm. 245x196 Aldo Colò Ciussi. Senza titolo. 1993 puntasecca. 295x235 Ciussi. 403x775 Ciussi. mm. mm. mm. mm. 2011 acquaforte. 348x243 240 . Senza titolo. acquatinta. Senza titolo. 2007 acquatinta. 443x625 Ciussi. acquatinta.Ciussi. 2003 acquatinta. 2007 acquatinta. Senza titolo. 2012 acquaforte.

mm. Ovale con tracce. ceramolle e collage. 1990 acquaforte e acquatinta. acquatinta e collage. 2004 acquaforte. 173x226 Colò. mm.Colò. mm. acquatinta e collage. 2009 acquatinta. 226x300 Colò. mm. Ovale con traccia bianca. 360x490 Colò. Senza titolo. Per Elio. 446x573 Colò. 313x430 Colò. 245x197 Colò.440x628 Colò. acquatinta e collage. 2003 acquaforte. 176x231 Colò. mm. 2009 acquaforte. 1983 acquaforte e acquatinta.1. 1993 acquaforte e acquatinta. 2009 acquaforte. mm. mm. Ovale con tracce. acquatinta e collage. 1987 acquaforte e acquatinta. Ovale n. 2009 acquatinta. mm. 370x276 Colò. mm.1987 acquaforte e acquatinta. mm. mm. acquatinta e collage. Molecole in effervescenza. Senza titolo. Composizione. 2004 acquaforte. Senza titolo. 313x430 Colò. mm. Grande ovale nero. Ovale. 408x320 Colò. 380x492 241 .

332x122 Corno. 2010 incisione. Nero su nero. mm 570x730 Colò. 350x253 Corno. 2013 carborundum. Ovale nero. Scultura. mm. 2009 maniera zucchero. mm. 2009 carborundum e collage. Senza titolo. mm 1000x1860 Alex Corno Corno. 292x192 Corno. 357x407 Colò. Da scultura cactus. mm. mm. 2009 acquatinta e collage. mm. 2010 incisione. Incisione nigra. 700x500 242 . 553x1000 Colò. Scultura. mm. 298x178 Corno. mm. Scultura. 2009 acquatinta e carborundum.Colò. Molecole in transizione. 2009 acquatinta e carborundum. mm. Scultura cactus. 2008 incisione. 2010 incisione. 2009 acquatinta. mm. 460x332 Colò. Grande grigio. 459x805 Colò.

mm. acquaforte.Il cavalier Spaccafumo Colloredo e Fratta. s. s. 500x350 Cragnolini.Tonino Cragnolini Corno. La guerra. Scultura. Luoghi e personaggi del Nievo . s. s. Luoghi e personaggi del Nievo . 2013 carborundum. s.Una storia friulana. mm. acquaforte. 295x210 Cragnolini.d.d.d. 300x212 Cragnolini. ceramolle.d. Zoiba grassa 1511 . s. acquaforte.d.d. mm. s. mm.Il cavalier Spaccafumo. 1000x700 Corno. 2013 carborundum. mm. Zoiba grassa 1511 .Una storia friulana. ceramolle.d. 300x400 Cragnolini. 474x328 Cragnolini. s. La guerra. mm. Zoiba grassa 1511 . puntasecca.d. La guerra. mm. 323x245 Cragnolini.Una storia friulana. puntasecca. mm. mm. s. Il ponte del Diavolo a Cividale. 192x144 Cragnolini. 400x300 Cragnolini. acquaforte. acquaforte. ceramolle. 250x205 Cragnolini. mm. mm. Scultura.d. 242x182 243 .

Federico II approda ad Aquileia. Colloredo. 2006 acquaforte. 1990 acquaforte. mm. Gemona e Venzone. 858x565 Cragnolini. 800x600 Cragnolini. mm. 1990 acquaforte. mm. 322x500 Cragnolini. mm. 400x500 Cragnolini. 2001 acquaforte. 1997 acquaforte. I viaggi di Gulliver. mm. s. puntasecca. Colloredo. 800x600 Cragnolini. 1990 acquaforte. 2000 acquaforte.Cragnolini. 230x177 Cragnolini. 1232 . 2006 acquaforte. 2006 acquaforte. 348x500 Cragnolini. Inquisizione in Friuli. mm.d. mm. Purcità. Purcità. 116x76 Cragnolini. 500x698 244 . 2006 acquaforte. 2000 acquaforte. mm. Maschere e bestiario. 120x90 Cragnolini. Purcità. acquaforte. mm. mm. Venzone. 503x700 Cragnolini. puntasecca. 495x698 Cragnolini. mm. Cassacco. mm.

mm. 283x348 Cragnolini. mm. Dal Paesaggio. puntasecca. 245x123 Da Gioz. 245x123 Da Gioz. Dal Paesaggio. 287x233 Da Gioz.Leonardo Cremonini Cragnolini. Dal Paesaggio. Dal Paesaggio. 100x130 Da Gioz. 245x158 Da Gioz. 2007 acquaforte. 206x164 Da Gioz. 500x800 Graziella Da Gioz Cremonini. Dal Paesaggio. da “La casa di fronte”. 2006 acquatinta e puntasecca. mm. mm. mm. 2006 acquatinta e puntasecca. 2006 puntasecca e acquatinta. 180x150 245 . mm. mm. mm. Dal Paesaggio. 245x124 Da Gioz. 2006 acquatinta. 1999 acquaforte e acquatinta. Dal Paesaggio. 2006 acquaforte. 2006 puntasecca. mm. 2006 puntasecca. Il Puint dal Diaul a Cividat. mm. 2006 acquatinta e puntasecca. Summaga.

2006 puntasecca. Senza titolo. aquatinta. 177x126 Da Gioz. Senza titolo. 2006 acquatinta e puntasecca. 295x197 Da Gioz. Dal Paesaggio. 2006 acquatinta. Senza titolo. mm. puntasecca. aquatinta. mm. 260x381 Di Iorio. da “Filando i remi”. 1986 acquaforte. 2006 puntasecca e acquatinta. mm. Senza titolo.Da Gioz. mm. mm. 1977 acquaforte. 295x197 Da Gioz. mm. 390x296 Stefano Di Stasio Di Iorio. 180x150 Da Gioz. mm. 245x136 Da Gioz. 235x150 Mario Di Iorio Di Iorio. 2000 acquaforte. 2006 puntasecca. mm. Dal Paesaggio. Dal Paesaggio. puntasecca. mm. mm. 193x247 Di Stasio. 1986 acquaforte. 2006 puntasecca. 230x158 246 . Senza titolo. Senza titolo.

2002 acquaforte. 210x145 247 . 338x254 Di Stasio. 245x198 Di Stasio. Senza titolo. 2002 acquaforte. 247x196 Di Stasio. acquatinta. acquatinta. Senza titolo. Senza titolo. mm. 2003 acquaforte. mm. Senza titolo. 2002 acquaforte. da “I Professori”. da “I Professori”. Senza titolo. da “I Professori”. acquatinta.Di Stasio. 2002 acquaforte. Senza titolo. mm. da “I Professori”. mm. 315x213 Di Stasio. 416x295 Di Stasio. mm. 2003 acquaforte. da “I Professori”. 45x135 Di Stasio. 2002 acquaforte. mm. 234x165 Di Stasio. mm. mm. 2003 acquaforte. 320x90 Di Stasio. 2002 acquaforte. 338x256 Di Stasio. acquatinta. mm. 2004 acquaforte. mm. acquatinta. mm. 2002 acquaforte. 2002 acquaforte. mm. 230x160 Di Stasio. 245x195 Di Staio. da “I Professori”.

180x120 Dorazio. 600x910 Dugo. 1989 puntasecca. 1978 acquaforte. La sciarpa bianca. 1975 acquaforte. 1989 puntasecca. 1980 acquaforte. mm. Hobo (omaggio a Woody Guthrie). Senza titolo. Ulisse (omaggio a Umberto Saba). acquatinta. Portrait del Marchese Eduardo De Valfierno. acquatinta. mm. acquatinta. mm.Piero Dorazio Dorazio. mm. 498x515 Dugo. 1979 acquaforte. Identificazione. 1982 mezzatinta. mm. mm. 600x799 Dugo. mm. Senza titolo. 633x500 248 . ceramolle. 255x188 Franco Dugo Dugo. ceramolle. 300x400 Dugo. Racconto. 600x910 Dugo. 601x799 Dugo. mm. 1980 acquaforte. 1978 Acquaforte. ceramolle. Identificazione. acquatinta. mm. acquatinta. 1980 acquaforte. acquaforte. Identificazione. mm. 600x910 Dugo.

fotoincisione. Boxeur. puntasecca. 500x599 Dugo. 500x700 Dugo. 381x499 Dugo. La modella. mezzatinta. 800x500 Dugo. 1988 puntasecca. 1985 acquatinta. mezzotinta.Dugo. En pose. mm. La Gioconda recuperata dai carabinieri. puntasecca. 501x601 Dugo. mm. mm. Boxeur. Il pittore Yves Chaudron nello studio. 500x700 Dugo. puntasecca. mm. mm. 1985 acquatinta. 500x700 Dugo. Mio padre. 800x500 Dugo. 1986 acquatinta. mm. mezzatinta. mm. La bicicletta. 1989 puntasecca. 1983/1988 acquaforte. 1989 puntasecca. 1985 acquatinta. puntasecca. 400x599 Dugo. 500x700 Dugo. En pose. La modella. Omaggio a Dürer (secondo stato). mm. mm. 500x700 Dugo. 1989 puntasecca. 1986 acquatinta. 1982 puntasecca. mm. 500x380 249 . En pose. fotoincisione. mm. mezzotinta. 1982 puntasecca. puntasecca. puntasecca. mm.

acquatinta. Adamo ed Eva. Rembrandt. Cipresso e paesaggio nuvoloso. 501x401 Dugo. Adamo (da Dürer). 2005 puntasecca. mm. 500x350 Dugo. 2005 puntasecca. 1000x700 Dugo. 701x502 Dugo. puntasecca. mm. 1200x1000 Dugo. 1995 acquaforte. mm. 1999 acquaforte. 1300x1000 250 . 1000x700 Dugo. mezzatinta.Dugo. 1990 puntasecca. Boxeur. mm. 500x350 Dugo. 1999 puntasecca. mm. 1990 puntasecca. Eva. Doppio autoritratto. I miei genitori. Mio padre. Pasolini. Ritratto di Kafka. mm. 1995 puntasecca. 401x501 Dugo. 560x400 Dugo. mm. mm. mm. 1995 puntasecca. mm. 1990 puntasecca. puntasecca. 1989 puntasecca. 500x400 Dugo. mm. 230x300 Dugo. mm. L’uomo dei castagni. 2005 acquaforte.

2005 acquaforte.Dugo. mm. 600x500 Dugo. 2005 acquaforte. La scimmia. 2005 puntasecca. mm. Il bagno delle donne. Uomo che disegna un vaso. 2005 acquaforte. mm. 2005 puntasecca. 600x500 Dugo. 700x700 Dugo. puntasecca. 2005 acquaforte. mm. 420x360 Dugo. Il ratto sull’unicorno. 2005 puntasecca. 2005 acquaforte. Adamo. Nudo di donna con bastone. Autoritratto con pelliccia (da Dürer). mm. mm. mm. 500x550 Dugo. Melancolia 1. 720x700 Dugo. Eva e il pappagallo. 2005 puntasecca. 2005 acquaforte. Nudo di donna visto da dietro. 700x500 Dugo. Leprotto (da Dürer). 2005 acquaforte. mm. Uomo inclinato. mm. (da “La vergine con la scimmia”). mm. Uomo in movimento. 2005 acquaforte su zinco. 500x350 Dugo. mm. 500x350 Dugo. 1000x1000 251 . 500x350 Dugo. puntasecca. 500x350 Dugo. mm.

350x257 Frangi. Senza titolo. 2001 maniera zucchero. 2001 maniera zucchero. 1961 acquaforte. 117x140 Giovanni Frangi Frangi. mm. 2001 maniera zucchero. 350x257 Frangi. da “Estate a notte”. 87x70 Frangi. 350x257 Frangi. 2001 maniera zucchero.1300x990 Ferroni. mm. da “Estate a notte”. mm. I quattro cavalieri dell’apocalisse (da Dürer). 2001 maniera zucchero. mm. mm. Città.Gianfranco Ferroni Dugo. da “Estate a notte”. 380x492 252 . da “Estate a notte”. mm. 2005 acquaforte. mm. da “Estate a notte”. 245x445 Frangi. puntasecca. da “Estate a notte”. 2001 maniera zucchero. mm. 350x257 Frangi. 2007 acquatinta. mm. 2004 maniera a zucchero. mm. San Giorgio. 350x257 Frangi.

Frangi, Sassisassi, 2007 maniera a zucchero, mm. 630x950

Frangi, Vallemosso, 2007 maniera a zucchero, mm. 480x630

Frangi, San Giacomo, 2007 maniera a zucchero, mm. 410x530

Frangi, Alghe, 2007 maniera a zucchero, mm. 490x610

Frangi, Nageire, 2008, incisione al carborundum, mm. 500x700

Frangi, Shimputai, 2008, incisione al carborundum, mm. 500x700

Frangi, Ikenobo, 2008, incisione al carborundum, mm. 500x700

Frangi, Alba, 2008, incisione al carborundum, mm. 500x700

Frangi, Thelocactus, 2008, incisione al carborundum, mm. 500x700

Frangi, Cactus, 2008, incisione al carborundum, mm. 500x700

Frangi, Desert Garden , 2008, incisione al carborundum, mm. 500x700

Frangi, Huntington, 2008, incisione al carborundum, mm. 500x700

253

Omar Galliani

Frangi, Camellia, 2008, incisione al carborundum, mm. 500x700

Galliani, Senza titolo, 2001, ceramolle, mm. 247x247

Paola Gandolfi

Alberto Ghinzani

Gandolfi, Senza titolo, 2001 acquaforte, acquatinta, mm. 335x254

Ghinzani, da “Di noi per dopo”, 2002 acquatinta, mm. 280x194

Ghinzani, da “Di noi per dopo”, 2002 acquaforte, acquatinta, mm. 305x247

Ghinzani, da “Di noi per dopo”, 2002 acquaforte, acquatinta, mm. 100x74

Ghinzani, da “Di noi per dopo”, 2002 acquaforte, acquatinta, mm. 280x192

Ghinzani, da “Di noi per dopo”, 2002 ceramolle, mm.295x194

Ghinzani, da “Di noi per dopo”, 2002 acquatinta, mm. 190x293

254

Ghinzani, da “Di noi per dopo”, 2002 acquatinta, mm. 295x194

Ghinzani, da “Di noi per dopo”, 2002 acquaforte, acquatinta, mm. 236x246

Ghinzani, da “Di noi per dopo”, 2002 acquatinta, mm. 195x244

Giorgio Gomirato

Gomirato, Stenditrice, 1987 acquaforte, mm. 500x350

Gomirato, Uccello sul gelso, 1989 puntasecca, acquatinta, mm. 500x700

Gomirato, Il terremoto, 1998 puntasecca, mm. 500x700

Gomirato, Motivo autunnale, 1991 puntasecca, mm. 500x700

Gomirato, Colomba sul ceppo, 1991 puntasecca, mm. 350x500

Gomirato, I nonni, 1991 acquaforte, puntasecca, mm. 700x500

Gomirato, Uomo con cane, 1991 puntasecca, mm. 500x350

Gomirato, Bracconiere, 1992 puntasecca, acquatinta, mm. 350x500

255

Gomirato, Natura morta e paesaggio, 1999 puntasecca, acquatinta, mm. 500x350

Gomirato, Cani in lotta, 1992 puntasecca, acquatinta, mm. 350x500

Gomirato, Verso la casa, 1993 puntasecca, mm. 350x500

Gomirato, Donna con fascina, 1994 puntasecca, acquatinta, mm. 700x500

Gomirato, Le due contadine, 1994 puntasecca, acquatinta, mm. 700x500

Gomirato, Le due contadine, 1994 puntasecca, acquatinta, mm. 700x500

Gomirato, Passeggiata sotto la luna, 1994 acquatinta, puntasecca, mm. 350x500

Gomirato, Donna con fascina, 1996 puntasecca, mm. 350x500

Gomirato, Passeggiata al tramonto, 1996 puntasecca, mm. 350x500

Gomirato, Contadina con fascina, 2000 puntasecca mm. 1300x1000

Gomirato, Crocifissione, 2000 puntasecca, acquatinta, mm. 750x560

Gomirato, Contadina con fascina, 2000 puntasecca, mm. 1300x1000

256

Gomirato, Incontro, 2002 puntasecca, mm. 1300x1000

Gomirato, Ritorno a casa, 2002 puntasecca, mm. 700x500

Gomirato, Sposi in bicicletta, 2003 puntasecca, mm. 500x700

Emilio Greco

Gomirato, Incontro, 2003 puntasecca, mm. 500x700

Greco, Senza titolo, 1983 acquaforte, mm. 407x480

Piero Guccione

Nunzio Gulino

Guccione, da “La casa di fronte”, 1999 acquaforte, acquatinta, mm. 85x180

Gulino, Il guanto di Elisa, 1979 acquaforte, mm. 198x245

Gulino, Paesaggio, 1985 acquaforte, mm. 365x276

Gulino, Estate, 1985 acquaforte, mm. 394x320

257

Gulino, Girasole con paesaggio, 1989 acquaforte, mm. 248x176

Gulino, Senza titolo, 1990 acquaforte, mm. 115x85

Gulino, Paesaggio, 1994 acquaforte, mm. +197x247

Peter Halley

Gulino, Attesa, 1997 acquaforte, mm. 286x314

Halley, da “Il bagno penale”, 2010 acquatinta, mm. 400x500

Irwin

Irwin, Razsvetljenje, 1992 Xilografia, acquatinta, mm. 910x645

Irwin, Razsvetljenje, 1992 Xilografia, acquatinta, mm. 950x1350

Giovanni La Cognata

Irwin, Razsvetljenje, 1992 Xilografia, acquatinta, mm. 910x645

La Cognata, Donna che fuma, 2007 acquaforte, mm. 532x492

258

170x195 Marušic. 1260x450 Marušic. mm.La Cognata. Bagnanti. 480x333 La Cognata. Figura e città. 980x1260 Marušic. 2009 puntasecca. Nudo sulla soglia. mm. 1993/2007 xilografia. mm. 2009 acquaforte. 1994 xilografia. 495x385 La Cognata. Tre. 1989/2007 xilografia. 2009 acquaforte. mm. Campo con tulipani. 495x320 Marušic. mm. mm. mm. Dance. 980x1260 Marušic. mm. mm. 1994 xilografia. 2007 acquaforte. 465x348 Živko Ira Marušič La Cognata. mm. Arbeit mecht frei. Il bacio. 1994 xilografia. 495x320 La Cognata. 1994 xilografia. 2009 acquaforte. mm. Turista. Eco. 342x283 Marušic. Nudo disteso. 1260x450 259 .

340x278 Marušic. mm. 238x345 Marušic. 344x268 260 . 1997 xilografia. Senza titolo. mm. mm. mm. Senza titolo. mm. 193x328 Matteo Massagrande Marušic. 423x270 Marušic. Spitfire. 1994 xiolografia. 1998/2007 xilografia. 344x270 Marušic. 338x277 Marušic. 1994 xilografia. 350x265 Marušic. Bibiska. Senza titolo. mm. Senza titolo. 1997/2007 xilografia. 1994 xilografia. mm. 1999 xilografia. mm. 1996/2007 xilografia. 4x volte. Senza titolo. Senza titolo. 240x290 Marušic. 1994 xilografia.Marušic. mm. Senza titolo. mm. 348x280 Marušic. Senza titolo. 185x160 Marušic. mm. 1999 xilografia. 2006 xilografia.

Fiori sul comodino. 325x244 Massagrande. mm. 350x455 261 . 2004 acquaforte. da “I saggi fiori”. 2004 acquaforte. mm.2004 acquaforte. 360x715 Mehrkens. 2003 acquaforte. 300x202 Mehrkens. 393x295 Massagrande.d. 2. acquatinta. mm. mm. Figura n. s. mm. Senza titolo.d. mm. da “I saggi fiori”. mm.Massagrande. 2004 acquaforte. 1998 acquaforte. 295x193 Klaus Karl Mehrkens Massagrande. mm. da “I saggi fiori”. da “I saggi fiori”. 350x455 Mehrkens. acquaforte. Fiori sulla sedia. 2004 acquaforte. 315x195 Mehrkens. 1998 acquaforte. mm. 223x154 Mehrkens. acquatinta. mm. 201x202 Mehrkens. 2004 acquaforte. acquaforte. 202x202 Mehrkens. La prima neve . acquatinta. mm. s. da “i saggi fiori”. da “i saggi fiori”.

200x102 Mehrkens. 2006 acquaforte. Ziegelei. mm. 2004 acquaforte. da “I saggi fiori”. acquatinta. 357x557 Mehrkens. 159x151 Mehrkens.Mehrkens. Stadtrand. collage. Berlin. 2004 acquaforte. Paesaggio con gru. 200x203 Mehrkens. ceramolle. puntasecca. mm346x498 Mehrkens. 2006 acquaforte. 2006 acquaforte. da “I saggi fiori”. 2006 acquaforte. 2004 acquaforte. 354x495 Mehrkens. collage. mm. 2005 acquaforte. La sera. mm. mm. mm. mm. mm. Nudo. 347x494 Mehrkens. 2006 acquaforte. da “i saggi fiori”. mm. mm. 300x200 Mehrkens. mm. da “i saggi fiori”. da “I saggi fiori”. 2004 acquaforte. 280x295 Mehrkens. 299x200 Mehrkens. Paesaggio. collage. 295x493 262 . 2004 acquaforte. 2004 acquaforte. mm. 369x290 Mehrkens.

mm. 2012 acquaforte. 343x489 Mehrkens. 1300x980 Mehrkens. 820x1080 Merz. Gasometro. mm. puntasecca. 345x500 Mehrkens. Volto. mm. 1090x930 263 . Il fiume. collage. 1990 maniera a zucchero. 347x495 Mehrkens. 695x497 Mehrkens. Cascina. Senza titolo. 2006 puntasecca.Mehrkens. 500x697 Mehrkens. acquatinta. 2006 acquaforte. 2012 acquaforte. 2006 acquaforte. 400x302 Mehrkens. collage. 1990 maniera a zucchero. Il fabbricone. mm. mm. mm. Figura. Die muehle. mm. 2006 acquaforte. 296x294 Mehrkens. 2012 acquaforte. Ragazzo. Senza titolo. 2006 acquaforte. collage. mm. puntasecca. mm. 2012 acquaforte. Gasometro. 491x594 Albert Merz Merz. mm. mm.

1990 maniera a zucchero. Senza titolo. mm. mm. mm. Per ritrovare il barco. puntasecca. mm. 150x94 Marco Petrus Michielin. Paesaggio. mm. 358x220 Michielin. 1090x830 Merz. 106x102 Michielin. 2003 acquaforte. 992x736 Merz. 1090x830 Francesco Michielin Michielin. mm. 1985 acquaforte. puntasecca. puntasecca.Merz. Una coppia. mm. 290x200 Michielin. 395x400 Petrus. acquatinta. Emigranti. da “Come se uno si mettesse a parlare alle case”. 1990 maniera a zucchero. Senza titolo. 1983 acquaforte. La porta sul borgo. mm. 1981 acquaforte. 238x228 Michielin. 1989 acquaforte. 2000 acquaforte. 1990 maniera a zucchero. Un’altalena per Rembrandt Giorgio (Fina). 175x252 264 . mm. 1976 acquaforte. Senza titolo. mm.

350x135 Petrus. 2003 acquaforte. mm. acquatinta. 2003 acquaforte. Senza titolo. mm. 360x255 Petrus. da “Come se uno si mettesse a parlare alle case”. da “Come se uno si mettesse a parlare alle case”. mm. acquatinta. 2003 acquaforte. acquatinta. acquatinta. 2003 acquaforte. mm. 2003 acquaforte. 2003 acquaforte. 112x150 Petrus. 2003 acquaforte. 2003 acquaforte. 2003 acquaforte. da “Come se uno si mettesse a parlare alle case”. acquatinta. acquatinta. Senza titolo. da “Come se uno si mettesse a parlare alle case”. da “Come se uno si mettesse a parlare alle case”. 2003 acquaforte. da “Come se uno si mettesse a parlare alle case”. mm. mm. 225x156 Petrus. 2003 acquaforte. acquatinta. da “Come se uno si mettesse a parlare alle case”. 232x160 Petrus. 350x250 Petrus. 2003 acquaforte. mm. mm.Petrus. 350x250 Petrus. da “Come se uno si mettesse a parlare alle case”. da “Come se uno si mettesse a parlare alle case”. mm. 350x175 Petrus. mm. da “Come se uno si mettesse a parlare alle case”. mm. 232x160 265 . acquatinta. 350x137 Petrus. acquatinta. 350x250 Petrus. mm. 350x250 Petrus.

mm. mm. 1981 acquaforte. 392x230 Piacesi. La parete.d. 250x435 Piacesi. acquatinta. Interno. 1981 acquaforte. scheletro di gufo. 230x156 Piacesi. 350x263 Piacesi.Walter Piacesi etrus.d. mm. 276x452 Piacesi. Senza titolo. Cattolica. mm. 1980 acquaforte.d. Maschera. Pagina di studio all’acquaforte. mm. Farfalle. s. 1983 acquaforte. mm. s. 190x330 Piacesi. fiori secchi. 246x350 266 . 2003 acquaforte. 1980 acquaforte. 435x250 Piacesi. mm. Amore. 185x245 Piacesi. Comizio con pretaccio. acquaforte. mm. Agosto a Cattolica. 272x212 Piacesi. acquaforte. Studio a Cattolica. acquaforte. s. mm. 285x 357 Piacesi. 1983 acquaforte. mm. 1981 acquaforte. mm.

mm. 1999 acquaforte. 2002 maniera a zucchero. da “Senza titolo”. L’amico delle nuvole. mm. 234x175 Luca Pignatelli. 355x255 Luca Pignatelli. mm. 2002 maniera a zucchero. 2002 maniera a zucchero. da “Senza titolo”. 355x255 Luca Pignatelli. 355x710 Luca Pignatelli. mm. 240x185 Luca Pignatelli. mm. da “Filando i remi” . 355x255 Luca Pignatelli. 355x255 Luca Pignatelli. da “Senza titolo”. 2002 maniera a zucchero. mm. da “Senza titolo”. da “Senza titolo”. 355x255 267 . 355x255 Luca Pignatelli. 2000 acquaforte.Luca Pignatelli Piacesi. 2002 maniera a zucchero. da “Senza titolo”. 355x255 Luca Pignatelli. da “Senza titolo”. da “Senza titolo”. 2002 maniera a zucchero. 355x255 Luca Pignatelli. 2002 maniera a zucchero. mm. mm. mm. 2002 maniera a zucchero. 2002 maniera a zucchero. da “Senza titolo”. mm. mm.

355x255 Luca Pignatelli. 2008 maniera a zucchero. 2006 maniera a zucchero. 2008 maniera a zucchero. 470x335 Luca Pignatelli. da “Senza titolo”. 470x335 Luca Pignatelli. mm. San Lorenzo. 840x645 Luca Pignatelli. 2002 maniera a zucchero. mm. 490x595 Luca Pignatelli. 2008 maniera a zucchero. mm. 2002 maniera a zucchero. 470x335 Luca Pignatelli. 2009 maniera a zucchero. La caccia.Luca Pignatelli. Olympic Flame. da “Senza titolo”. 2002 maniera a zucchero. da “Senza titolo”. 355x255 Luca Pignatelli. 2006 maniera a zucchero. Teatro Argentina. 355x255 Luca Pignatelli. Paesaggio italiano. Paesaggio italiano. 2008 maniera a zucchero. mm. mm. 247x344 Luca Pignatelli. Paesaggio italiano. mm. 470x335 Luca Pignatelli. 2008 maniera a zucchero. mm. mm. 420x273 268 . mm. mm. mm. 490x595 Luca Pignatelli. mm. La caccia. 2006 maniera a zucchero. Bizantino. Teatro Argentina.

700x500 Luca Pignatelli. mm. mm. 2009 maniera a zucchero. 2009 maniera a zucchero. Cantiere. 350x500 Luca Pignatelli. 2009 maniera a zucchero. 350x500 Luca Pignatelli. Senza titolo. mm. mm. 2009 maniera a zucchero. Bosco/2709. 390x510 Luca Pignatelli. mm. 276x205 Luca Pignatelli. 2009 maniera a zucchero. 390x510 Luca Pignatelli. 2009 maniera a zucchero. mm. 2009 maniera a zucchero. 2009 maniera a zucchero. Senza titolo. mm. Dogana marittima. mm. 802x275 Luca Pignatelli. 355x260 Luca Pignatelli. Passaggio di frontiera. 1000x990 Luca Pignatelli. Imboscata. 2009 maniera a zucchero. 495x610 269 . 2009 maniera a zucchero. mm. mm. Afrodite. Bosco/2709. Arsenale 2750.2009 maniera a zucchero. 2009 maniera a zucchero.Luca Pignatelli. mm. 802x275 Luca Pignatelli. 660x1000 Luca Pignatelli. Dogana marittima. Afrodite. mm.

mm. JU87/9417. mm. JU87/2745. 2009 maniera a zucchero. 2420. 2009 maniera a zucchero. 2009 maniera a zucchero. 2009 acquatinta. 2009 maniera a zucchero. Selinunte. mm. 490x665 Luca Pignatelli. 330x610 Luca Pignatelli. Paesaggio con le bombe. 435x595 Luca Pignatelli. mm. 2009 maniera a zucchero. mm. 2009 maniera a zucchero. 450x415 Luca Pignatelli. 450x415 Luca Pignatelli. mm. mm. mm. JU87/9417. mm. 420x453 Luca Pignatelli. 330x610 270 . 2009 maniera a zucchero. Tigri. JU87/2745.Luca Pignatelli. Dirigibile/2714. 315x515 Luca Pignatelli. 2420. 2009 maniera a zucchero. 2009 maniera a zucchero. 315x515 Luca Pignatelli. 420x453 Luca Pignatelli. 2009 acquatinta. mm. 435x595 Luca Pignatelli. Tigri. 2009 maniera a zucchero. mm. mm. 510x370 Luca Pignatelli. Selinunte.

mm. 400x350 Ercole Pignatelli. Senza titolo. mm. 250x153 Ercole Pignatelli. mm. da “Controra”. mm. 243x179 Ercole Pignatelli. 2003 acquatinta. 350x250 Ercole Pignatelli. 350x250 Ercole Pignatelli. 2003 acquatinta. 2003 acquaforte. da “Controra”. 2003 acquaforte. 510x370 Luca Pignatelli. 2002 acquaforte. da “Controra”. Senza titolo. 230x160 Ercole Pignatelli. 350x250 Ercole Pignatelli. mm. 2002 acquaforte. 2002 acquaforte. 2012 maniera a zucchero. 350x250 Ercole Pignatelli. mm. mm.Ercole Pignatelli Luca Pignatelli. 350x250 271 . Senza titolo. 350x250 Ercole Pignatelli. da “Controra”. 2009 maniera a zucchero. 2003 acquaforte. 2003 acquatinta. mm. mm. mm. Reliquia di San Marco. mm. da “Controra”. da “Controra”. Dirigibile/2714.

Vettor Pisani Ercole Pignatelli. 2003 puntasecca. 2003 acquaforte. 2003 acquaforte. 2001 acquaforte. 241x178 Pizzi Cannella. Interno. mm. mm. da “Controra”. 2002 acquaforte. 350x250 Piero Pizzi Cannella Vettor Pisani. 350x250 Ercole Pignatelli. 2003 acquaforte. da “La natura del critico”. da “Controra”. 363x260 Pizzi Cannella. 264x364 Pizzi Cannella. mm. mm. mm. 363x461 Pizzi Cannella. mm. 2003 acquaforte. Lontano. Autoritratto. 265x195 Pizzi Cannella. 2003 acquaforte. mm. mm. mm. 362x257 Pizzi Cannella. 2003 acquaforte. 2003 acquaforte. 362x249 Pizzi Cannella. 282x203 272 . Dall’atelier dei mari e dei venti. Particolare per una camera d’artista. mm. Lontano. Particolare per una camera d’artista.

La costellazione delle lucertole. 365x265 Pizzi Cannella. 500x334 Pizzi Cannella. Nord-Ovest. 333x500 Pizzi Cannella. mm. mm. puntasecca. Dall’atelier dei mari e dei venti. 252x223 Pizzi Cannella. puntasecca. Bagno turco. mm. 2010 acquaforte. Gli sposi. 652x500 Pizzi Cannella. 2010 carborundum. 282x200 Pizzi Cannella. 2010 carborundum. 2003 acquaforte. Nord. Dietro quel palazzo…. mm. 2010 maniera a zucchero.Pizzi Cannella. 2010 maniera a zucchero. Al re. Muovo la testa a scatti…. mm. mm. Gli sposi. mm. Particolare per una camera d’artista. 2003 acquaforte. 364x262 Pizzi Cannella. 2010 acquaforte. alla regina…. 334x501 Pizzi Cannella. Salle du verre. 2003 acquaforte. 2003 acquaforte. 2003 acquaforte. 668x500 273 . mm. mm. mm. 250x223 Pizzi Cannella. 244x200 Pizzi Cannella. mm. Gli anelli della cattedrale. 2010 carborundum. puntasecca. 244x200 Pizzi Cannella. mm.

Mappa. 2010 maniera a zucchero. mm. 2010 acquaforte. mm. 504x330 Pizzi Cannella. mm. Pulcinella. mm. mm. 2010 acquaforte. 2010 carborundum. 2010 acquaforte. Autoritratto. 2010 acquaforte. 505x340 Pizzi Cannella. mm. 2010 acquaforte. 506x337 Pizzi Cannella. puntasecca. mm. Pulcinella. mm. le amanti. L’uccello variopinto porta l’acqua bella. Salone de musique. 330x500 274 . mm. 2010 carborundum.Pizzi Cannella. 2010 acquaforte. 2010 carborundum. 329x237 Pizzi Cannella. 2010 carborundum. 328x347 Pizzi Cannella. 245x218 Pizzi Cannella. ci baciava ancora e poi cantava. puntasecca. mm. puntasecca. 467x363 Pizzi Cannella. Ci baciava in fronte e sorrideva. Gioia o gioiello. E torna rondinella…. Ferito a morte o addormentato. 328x237 Pizzi Cannella. 250x222 Pizzi Cannella. gli artisti…. 248x220 Pizzi Cannella. puntasecca. Autoritratto. 2010 acquaforte. mm. Solo. La testa del coniglio. I cuochi. 250x222 Pizzi Cannella. mm. sempre solo.

mm. 240x310 Poli. collage. 2010 acquaforte. Ombra cinese. 503x668 Pizzi Cannella. 1979 acquaforte. 670x500 Pizzi Cannella. 372x506 275 . 500x660 Pizzi Cannella. mm. 2010 maniera a zucchero. 667x505 Pizzi Cannella. La isla. mm. Auguri di buon viaggio 2013. 2010 acquaforte. mm. mm. Cattedrale. 2010 carborundum. Grand hotel. Orientale. mm. 2012 acquaforte. Senza titolo. mm.Pizzi Cannella. Senza titolo. puntasecca. 485x320 Aldo Poli Pizzinato. Iris. Zingaro. mm. mm. mm. acquatinta. 2010 carborundum. 646x408 Armando Pizzinato Pizzi Cannella. 214x279 Pizzinato. 590x493 Pizzi Cannella. acquatinta. 1979 acquaforte. 2010 carborundum. 1990 puntasecca.

d. acquatinta e puntasecca. s. s. 121x271 Righi. mm. Ortensie. 1990 puntasecca. acquatinta. mm. s. acquatinta e puntasecca. 235x170 Poli. acquatinta. 387x300 Righi. 100x315 Poli. mm. Porta.d. 1985 acquaforte. Senza titolo. 576x600 Poli. mm. Senza titolo. acquatinta e puntasecca. Senza titolo. Senza titolo. 1985 acquaforte. 294x249 Righi. Senza titolo. mm. 1995 puntasecca. mm. acquatinta. mm. s. Fiori. 245x152 Federico Righi Poli.Poli. mm. mm. Paesaggio.d. 1995 puntasecca. 1985 acquaforte. 1985 acquaforte. acquatinta. acquatinta. 320x490 Poli. I girasoli. mm. 290x245 276 . Senza titolo. acquatinta. 644x290 Righi. 575x605 Poli.d. acquatinta. puntasecca. mm.

430x300 Schwarzinger. Senza titolo. puntasecca. 2001 acquatinta. s. ceramolle. 1999 acquaforte. 1994 acquatinta. 2841x296 Righi. ceramolle. 145x205 277 . Senza titolo. 430x300 Riccardo Tommasi Ferroni Tirelli. Senza titolo. 200x152 Tommasi Ferroni. mm. 1994 acquatinta. Senza titolo. 315x507 Franz Schwarzinger Ruggeri. mm. mm. puntasecca. mm. acquatinta. mm. 1985 acquaforte. Senza titolo. Senza titolo.d. puntasecca. 168x117 Schwarzinger. 1985 acquaforte. mm. acquatinta. 1994 acquatinta. mm. da “La casa di fronte”.Piero Ruggeri Righi. mm. Senza titolo. ceramolle. puntasecca. 430x300 Marco Tirelli Schwarzinger.

120x110 Tramontin. mm.d. mm. mm. s. Senza titolo. mm. Senza titolo. Alberi spogli. 295x495 Tramontin. mm. 1958/1978 acquaforte. mm. Senza titolo. 232x162 278 .d. mm. acquaforte. 1978/1987 acquaforte. 1999 acquaforte. 1933/1987 acquaforte. Senza titolo. Senza titolo. acquaforte. Senza titolo. mm. 285x345 Tramontin. Senza titolo. 275x380 Tramontin. mm. s. s. 178x258 Tramontin. s. 349x304 Tramontin. acquaforte. 130x190 Tramontin. mm. 162x130 Tramontin. mm.d. 1958 acquaforte. Bonifica. 1956 acquaforte. acquaforte. 176x250 Tramontin. acquaforte. s.d. 142x167 Tramontin. la neve sul viale. Viale.Virgilio Tramontin Tommasi Ferroni.d.

mm. 143x150 Tramontin. mm. mm. acquaforte. 295x295 Tremlett. Mattino di neve. Senza titolo. mm. 120x128 Tramontin. 295x295 Tremlett. acquaforte. 174x115 Tramontin.d. mm. natura morta. Senza titolo. da “Between you and me”. mm.d. mm. mm. 2006 acquatinta. acquaforte. acquaforte. s. mm. s. 2006 acquatinta. da “Between you and me”. 178x235 David Tremlett Tremlett.d. 2006 acquatinta. 2006 acquatinta. 2006 acquatinta. Senza titolo. Senza titolo. s. 295x295 Tremlett.Tramontin.d. 295x295 Tremlett. mm. acquaforte. mm.d. acquaforte. da “Between you and me”. da “Between you and me”. 150x130 Tramontin.d. s. s. 295x295 279 . 185x128 Tramontin. s. da “Between you and me”.

2001 acquaforte. 226x197 Vale. 345x945 Tudor. 345x945 Vale. 246x178 Vale. mm. Senza titolo. acquatinta. 2001 acquaforte. da “Between you and me”. Senza titolo. 2006 acquatinta. mm. Senza titolo. acquatinta. Senza titolo. 345x945 Tudor. 2001 acquaforte. 2006 acquatinta. da “Between you and me”. 345x945 Lorenzo Vale Tudor. mm. 2001 acquaforte. Senza titolo. acquatinta. L’astrologo. Senza titolo. 2008 acquaforte. Sette di fiori. 2001 acquaforte. mm. 295x295 Tremlett. 2008 acquaforte. 2008 acquaforte. mm. mm. acquatinta. 345x945 Tudor. 295x295 Tudor. mm. acquatinta. 227x157 280 . acquatinta. mm. mm.Mario Tudor Tremlett. mm.

mm. 2010 acquaforte. diametro mm. 237x332 Valentini. mm. acquatinta. mm. 395 Vale. 590x408 Vale. Senza titolo. Alfabeta. 2004 acquaforte. 385x235 281 . mm. 260x207 Valentini. mm. 390x390 Vale. mm. 295x183 Vale. mm. 2010 acquaforte. Autoritratto con migliori amici. 2004 acquaforte. mm. Il sole a riposo. mm. Le misure. 2009 acquaforte. Senza titolo. 2010 acquaforte. Cat.Vale. 268x225 Vale. il cielo. 2010 acquaforte. 240x145 Valentini. Senza titolo. La porta del cielo. 2009 acquaforte. Senza titolo. 2012 acquaforte. 1995 acquaforte. 2010 acquaforte. Senza titolo. 368x492 Walter Valentini Vale. 398x400 Vale. mm.

1980/1985 acquatinta. 1975/1976 acquatinta. da “Aus dem Augenrund”. 500x350 Vedova. mm. da “Aus dem Augenrund”. 185x245 Vedova. 1970/1971 acquatinta. 500x350 Vedova. 1980/1985 acquatinta. mm. 1971/1983 acquatinta. 320x220 Vedova. 317x222 Vedova.Emilio Vedova Vedova. mm. Immagini del nostro tempo. De America. mm. mm. mm. Immagini del nostro tempo. 320x215 Vedova. 1970/1971 acquatinta. 252x350 Vedova. mm. 1977 acquatinta. 1980/1985 acquatinta. 500x350 Vedova. 19872/1981 acquatinta. mm. 500x350 282 . 500x350 Vedova. Senza titolo. da “Aus dem Augenrund”. De America. Del nostro tempo. mm. mm. 1965 acquatinta. 320x220 Vedova. 1970/1973 acquatinta. da “Frammenti”. dal ciclo “Spagna”. mm.

Senza titolo. 130x115 Vedova.Vedova. Senza titolo. 187x245 Vedova. 127x225 Vedova. 1982/1985 acquatinta. Senza titolo. mm. mm. Nel palmo della mano. mm. Senza titolo. 1983 acquatinta. 120x160 Vedova. 63x102 Vedova. 65x100 Vedova. 75x65 Vedova. 1982/1985 acquatinta. 1984 acquatinta. mm. 1982/1985 acquatinta. mm. Nel palmo della mano. Nel palmo della mano. 1984 acquatinta. Senza titolo. 1985 acquatinta. 127x150 Vedova. 115x65 283 . mm. mm. mm. 1982/1985 acquatinta. 1982/1985 acquatinta. mm. 126x170 Vedova. Senza titolo. 1984 acquatinta. Senza titolo. mm. Senza titolo. 1981 acquatinta. 1982/1985 acquatinta. mm. 166x116 Vedova. 256x187 Vedova. Nel palmo della mano. mm.

1986/1988 acquatinta. 505x352 Vedova. mm. 1986/1988 acquatinta. mm. da “Gli Angeli di Vedova”. Angelo. mm. 500x700 Vedova. mm. da “La natura del critico”. 250x350 Vedova. da “Gli Angeli di Vedova”. 498x710 Vedova. mm. da “Gli Angeli di Vedova”. 250x350 Vedova. 213x185 284 . mm. dal ciclo “Oltre”. Oltre opposti. mm. 1986/1989 acquatinta. mm. dal ciclo “Oltre”. 1986/1989 acquatinta. 1986 acquatinta. 1986/1989 acquatinta. da “Gli Angeli di Vedova”. 255x185 Vedova. 167x114 Vedova. dal ciclo “Oltre”. 1986/1989 acquatinta. 250x350 Vedova. 1986 acquatinta. da “Gli Angeli di Vedova”.Vedova. 505x350 Vedova. mm. 250x350 Vedova. 1986/1988 acquatinta. 1986 acquatinta. 1986/1988 acquatinta. dal ciclo “Oltre”. 1986/1989 acquatinta. mm. 500x700 Vedova. mm. mm.

da “Gli Angeli di Vedova”. 2001 acquaforte. 1986/1989 acquatinta. Senza titolo. mm. da “Gli Angeli di Vedova”. da “Gli Angeli di Vedova”. mm. da “Gli Angeli di Vedova”. 2002 acquaforte. mm. 250x350 Vedova. 250x350 Vedova. 250x350 Vedova. 290x200 Velasco. da “Gli Angeli di Vedova”. 1986/1989 acquatinta. mm. mm. 1987 acquatinta. 167x225 Velasco. 254x190 Vedova. mm. paesaggio siciliano. 250x350 Vedova. mm. mm. mm. 200x250 285 . 260x210 Velasco.Vedova. da “Gli Angeli di Vedova”. acquatinta. 1986/1988 acquatinta. 1986/1989 acquatinta. mm. mm. da “Filando i remi”. 1986/1989 acquatinta. 1986/1989 acquatinta. 350x500 Vedova. acquatinta. 1986/1989 acquatinta. da “Fotogrammi”. 2000 acquaforte. dal ciclo “Oltre”. 250x350 Velasco Vedova.

acquatinta. mm. 2002 acquaforte. 2002 acquaforte. acquatinta. 2002 acquaforte. da “Fotogrammi”. mm. acquatinta. acquatinta. 2002 acquaforte. acquatinta. 350x190 Velasco. da “Fotogrammi”. da “Fotogrammi”. Paesaggio siciliano. 2002 acquaforte. mm. 135x170 Velasco. da “Fotogrammi”. 2002 acquaforte. acquatinta. 360x250 Velasco. 2002 acquaforte. da “Fotogrammi”. 250x440 Velasco. da “Fotogrammi”. 168x220 Velasco. Senza titolo. Senza titolo. 166x250 Velasco. da “Fotogrammi”. mm. 2003 acquaforte. 2002 acquaforte. mm. 2002 acquaforte. 295x200 286 . mm. da “Fotogrammi”. da “Fotogrammi”. mm. 270x138 Velasco. 350x250 Velasco. mm. 350x250 Velasco. mm. acquatinta. 155x205 Velasco. mm. 2002 acquaforte. mm. mm. 2002 acquaforte. 290x180 Velasco.Velasco. acquatinta.

mm. Frutti italiani. 1988 acquatinta. 1990 ceramolle. 700x1000 Venuto. 2010 acquatinta. collage. mm. 1986 ceramolle. 1996 acquatinta. Agave turca. acquatinta. mm. Man serving tennis ball. 1000x1500 Venuto.Vladimir Veličkovič Velickovic. lavis. collage. mm. 690x496 Venuto. mm. ceramolle. 650x485 Venuto. collage. Eden celeste. 2001 acquatinta. mm. I cieli sopra Berlino. mm. serigrafia. 740x490 Velickovic. mm. diametro. acquarellata a mano. Die Zauberflote. serigrafia. mm. Man serving tennis ball. mm. 562x190 Venuto. 740x490 Venuto. ceramolle. 1993 acquatinta. I cieli sopra Berlino. ceramolle. 740x490 Giancarlo Venuto Velickovic. 320 287 . I giardini dell’anima. 1994 acquatinta. serigrafia. 1990 ceramolle. 1990 ceramolle. Man serving tennis ball. 590x380 Venuto.

mm. 2012 ceramolle. 147x195 Vitali. mm. 2003 acquaforte. mm. acquatinta. da “Attorno al tavolo”. Gallo sulla sedia. Il cuoco. da “Attorno al tavolo”. 177x228 Vitali. da “Attorno al tavolo”. mm.143x125 Vitali. 2003 acquaforte. acquatinta. da “Attorno al tavolo”. 350x496 Vitali. 232x205 Vitali. 267x177 288 . 1992 acquaforte e acquatinta. 2003 acquaforte e acquatinta. 2003 acquaforte. Vitali. da “Attorno al tavolo”. mm. la casa del frutteto. acquatinta. 1989 acquaforte e acquatinta. acquatinta. acquatinta. Dal Caravaggio. 318x426 Vitali. La zuppa. 343x106 Vitali. 1985 acquaforte e acquatinta. mm. mm. 1989 acquaforte e acquatinta. mm. 1000x700 Vitali. 2003 acquaforte. 2003 acquaforte e acquatinta. mm. mm. 315x258 Vitali. Paesaggio romano. Salle à manger. mm.Giancarlo Vitali Venuto.

Senza titolo. mm. s. acquaforte e acquatinta.d.Vitali. Tavolo rosso. puntasecca. s. mm. Case di pietra. 700x1000 Zec. mm. mm. 500x300 Zec. 900x600 Zec. 1350x1000 Zec. puntasecca. 565x430 Zec. 293x442 Vitali. puntasecca. puntasecca.d. 204x226 Vitali. 1993 acquaforte. mm. 700x1000 289 . mm. Senza titolo. Chioma e staccionata. acquaforte e acquatinta. Sotto la chioma. 400x500 Zec. puntasecca. s. collage. mm. mm. mm. 700x1000 Zec. 1995/1996 acquatinta. 1995 acuqaforte. 268x256 Safet Zec Zec.d. puntasecca. puntasecca. . mm. collage. Cortile. acquaforte e acquatinta. 1995 acquaforte. Barattolo con pennelli. 1994 acquaforte. mm. Studio di mani..ma dove stiamo andando?. Finestra chiusa. 1994 acquatinta. 2000 acquatinta. 1995 ceramolle.

1997/1998 acquatinta. puntasecca. collage. Casa di pietra II. mm. 1350x1000 Zec. Il ponte. mm. puntasecca. 800x1000 Zec. 1000x1350 Zec. 1998 acquaforte. puntasecca. mm. 700x1000 Zec. Paesaggio con alberi. 700x1000 Zec. 1997/1998 acquatinta. 1997 acquaforte. 350x250 Zec. Mani sul volto I. mm. collage. Drappo sul cavalletto.Zec. mm. Piatto e cucchiaio. mm. 1999 acquaforte. puntasecca. 1000x750 Zec. 1996 acquaforte. Preghiera. mm. 1997 acquatinta. Il pane. Bentbaša. puntasecca. mm. 330x473 Zec. puntasecca. 690x980 Zec. collage. mm. puntasecca. 700x1000 Zec. Tavolo rosso. 2001 ceramolle. puntasecca. 1997 acquaforte. mm. 1999 acquatinta. 1350x1000 Zec. puntasecca. mm. mm. 1996 acquaforte. 1997/1998 acquatinta. Grande albero inclinato. 700x500 290 . Abbraccio.

mm. puntasecca. Studio. Omaggio a Tina Modotti. 2005 ceramolle. puntasecca. 628x500 Zec. puntasecca. 925x673 Zec. 650x500 Zec. 283x245 Zec. mm. Bacinella. 602x550 Zec. 650x500 Zec.Zec. puntasecca. Porta. Drappo sulla sedia. Tre studi. mm. 2001 acquaforte. mm. La carriola. Cestino. 290x248 Zec. mm. acquaforte. 2005 ceramolle. puntasecca. puntasecca. puntasecca. mm. 2003/2005 ceramolle. 2004 acquaforte. Scale. mm. mm. 2003/2005 ceramolle. 2001 ceramolle. Piatto. mm. 350x250 Zec. 2003/2005 ceramolle. puntasecca. puntasecca. varie misure 291 . 2005 ceramolle. 800x504 Zec. 2003 ceramolle. 2003/2005 ceramolle. 2005 ceramolle. 642x490 Zec. Gabbia per uccelli. mm. mm. 642x489 Zec. Disperazione. puntasecca. Finestra chiusa.

1000x700 292 . acquaforte. mm. puntasecca. 500x800 Zec. puntasecca. 2005 ceramolle. 700x1000 Zec.Zec. Preghiera. 2005 acquaforte. Patate. mm. puntasecca. puntasecca. 2006 acquatinta. Specchio. 2006 ceramolle. 2006 ceramolle. colorata a mano. 2010 acquaforte. Specchio. mm. L’abbraccio. mm. puntasecca. Cappotti. mm. 2006 acquatinta. Il portone. 700x500 Zec. mm. 540x380 Zec. mm. 600x500 Zec. 1350x1000 Zec. puntasecca. 2005 ceramolle. 2005 ceramolle. 1350x1000 Zec. varie misure Zec. 390x545 Zec. mm. puntasecca. Tre finestre I. Barca. Barca. mm. Cappotti. 990x675 Zec. Facciata. puntasecca. 2007 ceramolle. mm. 980x670 Zec. 2005 ceramolle. mm. 2005 acquaforte. puntasecca.

mm. acquatinta. 1972 acquaforte. Anatomia . 220x178 Zigaina. s. mm. La sedia.Zec. puntasecca. 1000x700 Zigaina. Tre finestre. s. mm. 1972 acquaforte. mm. 1971 acquaforte.Omaggio a Vesalio. Studio per anatomia n. mm. 1971 acquaforte. puntasecca. puntasecca. puntasecca. Studio di mani. 2011 acquaforte. mm. 695x490 Giuseppe Zigaina Zec. 415x362 Zigaina. mm. 257x160 Zigaina. 1971 acquaforte. Omaggio al Dürer .d. per un autoritratto. 249x174 Zigaina. acquaforte. 183x216 Zigaina.Notturno. 396x346 293 . 700x490 Zec. mm. 1971 acquaforte. acquatinta. 350x250 Zec. mm. puntasecca. Credenza. 500x800 Zec. 2011 ceramolle. mm. 2. 2010 ceramolle. Anatomia con uccello notturno.d. mm. Studio per interrogatorio. La credenza.

1972 acquaforte. mm. Due studi. 195x245 294 . mm. 1974 acquaforte. 1978 acquaforte. Qualcosa che brucia. mm. Per Venezis. 199x298 Zigaina.Anatomia n. Incendio nell’orto. 414x365 Zigaina. 2. acquatinta. 298x245 Zigaina. 1977 acquaforte. 1974 acquaforte. mm. mm. mm. 295x245 Zigaina. 363x406 Zigaina. 1980 acquaforte. 1977 acquaforte. 1979 acquaforte. 243x330 Zigaina. Anatomia per un ritratto. mm. mm. Interrogatorio . 1. mm. 1973 acquaforte. mm. Due studi per anatomia. mm. Anatomia e grande insetto. mm. 412x367 Zigaina. 1973 acquaforte. 2. Lo stagno n. 278x378 Zigaina.Zigaina. Il campo di grano. 216x376 Zigaina. 1980 acquaforte. 305x308 Zigaina. 1974 acquaforte. Mio padre in sogno. 362x206 Zigaina. L’orto n.

209x214 295 . 1980 acquaforte. acquatinta. mm. morsura libera. 803x1012 Zigaina.la laguna. 1983 acquaforte. 498x375 Zigaina. morsura libera. 1981 acquaforte. 6. 1983 acquaforte. 1980 acquaforte. mm. 364x487 Zigaina. 498x375 Zigaina. Mio padre e l’ariete n. L’orto n. mm. La nuvola come astronave. mm. mm. Mio padre l’ariete . 1983 acquaforte e morsura libera. Paesaggio come anatomia con nave spaziale. 1981 acquaforte. 1984 acquaforte.Zigaina. 1980 acquaforte. mm. 1981 acquafort. Il viaggiatore notturno. 3. 3. 298x388 Zigaina. 210x252 Zigaina. morsura libera. La mano e l’insetto. 1981 acquaforte. 247x245 Zigaina. 1981 acquaforte.Il sogno. 295x397 Zigaina. 320x240 Zigaina. Mio padre tra i girasoli n.Notturno. 480x378 Zigaina. Mio padre e l’ariete . mm. mm. mm. 373x287 Zigaina. mm. Astronave sulla laguna. mm. Girasoli e insetto. mm. Mio padre l’ariete .

8. 205x207 Zigaina. 1984 acquaforte. Mio padre e l’ariete n. 173x268 Zigaina. 1992 acquaforte. 2. mm. 1984 acquaforte. mm. morsura libera. 1994 acquaforte. 209x214 Zigaina. Notturno sulla laguna. mm. mm. 1993 acquaforte. mm. Notturno. Mio padre e l’ariete n. mm. 385x302 Zigaina. 222x161 Zigaina. 1984 acquaforte. 1988 acquaforte. 7. Icona per un transito. 220x162 Zigaina. acquatinta. Interrogatorio. Mio padre tra i girasoli. 220x160 296 . Verso la laguna n. 250x252 Zigaina. 1993 acquaforte. mm. 540x394 Zigaina. 7. mm. Verso la laguna n. 945x835 Zigaina. Quasi un ex-voto. 228x304 Zigaina. mm. 1989 acquaforte. acquatinta. 1985 acquaforte. 1984 acquaforte.Zigaina. Mio padre tra i girasoli. mm. 890x1190 Zigaina. mm. mm. Icona per un transito. 1984 acquaforte.

1999 acquaforte. maniera a zucchero. mm. da “La casa di fronte”.Zigaina. 290x235 297 . Mio padre che ascolta. mm. mm. maniera a zucchero. mm. da “Il tempo delle origini”. mm. da “Il tempo delle origini”. Plenilunio. acquatinta. 217x226 Zigaina. 222x161 Zigaina. da “Una polemica in prosa”. 216x210 Zigaina. 2001 acquaforte. 215x373 Zigaina. 240x236 Zigaina. 2000 acquaforte. da “La natura del critico”. da “Una polemica in prosa”. 2000 acquaforte. 205x130 Zigaina. 1998 acquaforte. 1998 acquaforte. 1998 acquaforte. 247x245 Zigaina. mm. 246x215 Zigaina. 1994 acquaforte. 1994 acquaforte. mm. 326x358 Zigaina. 1998 acquaforte. da “Il tempo delle origini”. mm. mm. mm. Mio padre come anatomia. 1994 acquaforte. 245x203 Zigaina. acquatinta. mm. mm. da “Il tempo delle origini”. maniera a zucchero. 1998 acquaforte. acquatinta. da “Una polemica in prosa”. 243x194 Zigaina.

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di esprimersi. Ma lo stampatore collabora con l’artista. A volte parrebbe il contrario: le tele di Friederich non avrebbero potuto esser dipinte che nella nudità dello spazio in cui Kersting ha collocato il maestro di Greifswald. la professionalità e la cura sono costanti. certamente . e. come sai. Parrebbe.è indicibile. stacchi lentamente il feltro dal foglio della prima prova io. due “libri d’arte”.dal nulla o dal nero caos dell’inchiostro . Ma forse in realtà i racconti autobiografici che accompagnano quelle lastre rivalutate costituiscono proprio quella fiaba di cui parlavo. il segno dell’acquaforte non è molto lontano dal “segno” scritto . dalla tavolozza raschiata e lisciata ogni sera o invece traboccante di grumi. non Mozart. ma altrettanti . Il mio tuttavia non vuol essere un congedo. o la visitazione del Grande insetto. la sua statura è nella comprensione del testo e nella capacità di restituirlo intatto. dovrebbe persistere l’eco delle mie parole di un tempo. Anzi sogno sempre di riprendere il lavoro all’acquaforte per poter sperimentare ciò che sto facendo da tempo con altre tecniche pittoriche. dicevo. narravano sempre l’ “inizio” di un qualcosa di assolutamente reale. ma le eccezioni sono innumerevoli. chè di un “nulla esistente” quel nero residuo è l’idea incarnata. Ti chiedevo un nulla che come un cielo dovesse avvolgere una folgore. noi buttiamo via il pianista. e lo stampatore non seleziona gli artisti. tu hai fatto . Perché una fiaba? Perché la fiaba è l’ombra rimastaci addosso dei mitici racconti dei nostri antenati. tu lo sai. Alle nostre prime esperienze. E basta la prima lastra perché. con calma. l’oggetto delle nostre cure sottostà a leggi e ritmi suoi propri: quelli che ti lasciano lavorare in luoghi e tempi separati dai miei. E forse per questo. Giuseppe Zigaina. ad esempio. dove ancora. è il Giano bifronte che mi perseguita e mi protegge fin da quando ero bambino. La punta acuminata tracciava dei segni che consentivano di comunicare ad altri un messaggio. insomma è come raccontarti la fiaba della mia vita. anzi lo spero. il cuore non batte sempre allo stesso modo. e nella condivisione sparisce. Ora tu chiami semplicemente “fondino” quel territorio che decide dell’alterità del segno. condivide. con l’aiuto della tua disponibilità e del tuo sorridente entusiasmo.. Anch’io lo penso. tanto in quella collaborazione egli si annulla. dunque. Ed è forse questa la fiaba che ti vorrei raccontare. Corrado. singolare? Lo stampatore è una sorta di contraddizione vivente: tanto la sua opera è capitale. Dopo tutto. ai margini di Ruda. Adesso che ci penso. sono preso da un infantile tremore. lo stampatore. Dapprima hai pensato ad un velo di acquatinta costantemente ripetibile. quelle di Francis bacon nel caos di un atelier che era quasi una discarica d’artista. E quando si parla di inizio vuol dire che c’è stata o ci sarà. ed è difficile sondare in questo caso il vero significato di quel verbo. E questo. Figura singolare. in questi giorni convulsi di lavoro vorrei tanto sedermi con te da qualche parte per raccontarti una fiaba. può regnarvi una pulizia asettica. ineluttabile e fatale.e la calma soprattutto . di nuovo. lavorare con te è come confidarti i miei segreti. 1999 I legami tra un’opera d’arte e l’ambiente in cui essa nasce sono assai misteriosi.verbale di un racconto. non di aggiungervi di sé. lentamente. come se si trattasse dell’aspettazione di un qualcosa che prima non c’era e che adesso. come in uno specchio magico si mostra: alla rovescia. quando ti parlavo di quel fondino di cui avevo solo l’“immagine” dentro di me (ed era forse all’atmosfera del sogno che pensavo) ti chiedevo in sostanza di immergere i miei segni in un territorio inesistente. . ed egli è ricercato e taluni incisori ne sposano la collaborazione come prendessero i voti. se sono presente. Ma io di notte penso. i cuori dell’artista e 299 . a un certo livello. Poi. se deve avvenire.non sanno prescinderne. I quali racconti. non ne dedurresti la nettezza o la trasandatezza dei fogli che vi stampano. per raggiungere un luogo dove esista ancora il silenzio . Sperimentando su grandi lastre. non è consigliabile dedurre il risultato dall’ordine o dal disordine esterno. imminente. una fine. come ben sai. Nella stamperia d’arte le considerazioni si complicano per la presenza della figura assai singolare dello stampatore. l’idea del cielo come atmosfera del sogno si è fatta strada. ma se l’impegno.laboratorio dall’aspetto imprevedibile.in maggioranza . è così che il segno tracciato dallo “stilo” diventa “stile”. e se il pianista è grande è di Mozart la vera grandezza. Perché. E. come penso all’acido che scava i solchi in una nebbia di bollicine d’argento… E così la fiaba continua. Interpreta.. le mie ansie. un attore recita tutti gli autori.con cui nelle notti estive della mia infanzia ci si sedeva sulla pietra fuori casa ad ascoltare il canto delle rane. Se non è all’altezza. Di qui la vertigine.Caro Corrado. i miei sogni. Come un interprete musicale. in cimitero.. Quando tu. tu dici. Tu sai da quanti anni lavoriamo assieme? Da quanti anni sperimentiamo quel misterioso ritaglio di cielo su cui appaiono le “nuvole astronavi” o “mio padre l’ariete” che ci osserva da qualche parte nel cosmo? (E il tuo? Dimmi. Anche la stamperia è un atelier . ricordi? Forse per uscire dal tempo . Ciò che sei riuscito a fare. ad esempio. tra il parlatorio di un convento e il ripostiglio. chissà se tuo padre si è accorto.con me. Nascono assieme da quella cannula d’osso o di metallo che è lo stilo con cui gli antichi scrivevano sulle tavolette di cera. che lo rende irripetibile. Ora l’inizio è alle porte. Che poi si placa quando l’immagine che avevo negli occhi incidendo la lastra si sovrappone per magia a quella del foglio fresco di stampa.due bellissimi libri. o una trascuratezza che soverchia lo stesso piano del torchio. Te l’ho detto altre volte. In linea di massima un avvocato difende tutti gli imputati. ma a voce. che lo trasforma in un’amalgama dei nostri pensieri. Tanti artisti sono stati o sono stampatori di se stessi. lunare. passeggiando sull’argine del Torre. di essere protetto anche di notte da un gesto che ricorda la mia mano?) Oltre ad aver stampato per me tantissime acqueforti. ma reale come tutto ciò che è alle soglie di una “fisica gloria”.

un gesto) lo stampatore capisce che cosa gli viene richiesto. nell’acido. Se guarda il foglio stampato egli vede la lastra e se guarda la lastra vede il foglio stampato. Le mie prime lastre sono state stampate alla Galleria Cartesiana di Trieste. acidare. Dal circo della vita il nostro Maestro di bottega ha conservato oltre alle irreperibile esperienze. perché troppo poco fa l’artista. deve trasformarsi in un’opera incisa. stampare. E Corrado tuffatosi nelle vasche dell’acido nitrico soddisfa tutti. ciarliera e vitalmente imperiale l’attuale. sapienza. a proporre soluzioni tecniche che poi. mercificati. entra in controcanto e amabilmente impreca. Tonino Cragnolini. saper tonificare una matrice stanca. zittisce. non si potesse più che parlare al passato. tanto luminosa. esso resta sconosciuto ai più e l’anonimato copre virtù e difetti. su Corrado avrei potuto raccontare cose inverosimili. regolare pressioni al milligrammo o quant’altro . Così anche Corrado come il protagonista del Barone Rampante di Calvino. Come è diverso l’occhio dello stampatore dall’occhio dello spettatore comune. falchi. 1999 Stimo Corrado. amore. conta quanto alla lastra si chiede. vive questa piacevole irrealtà. credono di aver vinto la gravità. ogni gesto del corpo. imperatori e nomadi. Ci si lavori due ore o due mesi. ingurgitare in maniera pantagruelica enormi quantità in fumanti brioches. egli deve comprendere che cosa quel segno è nella visione dell’autore. maestro falconiere nelle interminabili scorribande di caccia con Federico II durante la breve permanenza dell’Imperatore in Friuli nel 1232. Poi. ogni modulare della voce anche nella fonesi più impercettibile. Le braccia dello stampatore ormai dilatate a dismisura. e Corrado lasciati i trampoli scende momentaneamente e rapidamente. Gli urbinati increduli lo spiano mentre notte tempo si affanna a rincorrere un’informe palla di pezza. coi tempi che corrono. non vorremmo (sarebbe crollo fra i crolli) 300 che di tutto ciò . un paio di trampoli da giocoliere circense che. Quelle che seguono sono alcune osservazioni sul rapporto che si stabilisce tra l’artista che incide la lastra e lo stampatore. snobistici.sarebbe un’imperdonabile iattura. coadiuvato dall’amabile Franco Pillon. intuendo i fini dell’altro. proboscidi che gli consentono. la sua vasta ombra si estende su tutte le pareti. Il nome di chi stampa non viene segnato in calce. (tavolo?) lo stampatore ha una visione a volo di falco su tutto ciò che avviene in stamperia. risale sui trampoli a sognare le scorribande vissute. Dopo ogni passaggio di questi preziosi corpi astrali il tempo improvvisamente si ferma. languente il presente. buie.dello stampatore si riconoscano.privati del futuro. e capisce d’istinto se è in buone mani. Lo ritroviamo ancora in Friuli (lo sapevamo già falconiere con Federico II) a metter su bottega. ogni alitare dell’incisore. con i pretesi sperimentalismi e le pretese novità. tetre le prime due botteghe. Di Corrado. La sua abilità anche con il gioco di gambe. e assistiamo ad una temporanea metamorfosi. Nello . Quanto più la visione dell’artista è profonda (quale che sia la complessità della lastra) tanto più è messa alla prova la sensibilità dello stampatore. come d’istinto. consumistici. ospite delle tribù mongole. Messe poi a riposo gambe e piedi si fa (sempre a Urbino) monasticamente apprendista stampatore. e cita qualche decina di concittadini urlanti che lo fanno idolo. e il gesto che stacca dal torchio il primo foglio pronuncia una sentenza. col metallo. sono simili a due proboscidi di elefante. insieme. con loro. Il Nostro (trampoliere) abbagliato da tante celestialità vacilla. che come meteore attraversano la stamperia. Le prime due stamperie ben presto dissolte in un’impalpabile nuvoletta solfurea. 1999 L’artista. usa abitualmente. Come si potrebbe privarlo di una sepolta ma imprescindibile paternità? Non vorremmo. Corrado ha l’aspetto fisico di un antico cavaliere. E quante volte in una tacita divisione di compiti è il secondo. salutare i passanti. Il solco per lui è segno. Mi piace immaginarlo: al soldo delle carovane dei Polo nei viaggi verso l’Oriente. si precipita a (fermare) prima che possa svanire. stendere preziosi tappeti caucasici ai piedi degli artisti in transito. la stamperia. l’orma preziosa lasciata sul tappeto dal divino di turno. ma onde evitare qualsivoglia fraintendimento ho preferito attenermi ai fatti concreti. amore . Per lo stampatore . da indizi altrettanto sfuggenti (il primo sguardo. come un incontenibile diretto- re d’orchestra. vengono modificate. sono immersi lavoro attese e speranze. Guido Giuffrè. in qualità di fornitore di cavalli Berberi. si fa stanziale. Celtico o Longobardo. sapienza.cura. una spazio richiede o rifiuta la velatura. pago di tanto altruismo. Più ancora di quanto viene dato alla lastra. o si correggono o divergono per concordare di nuovo. rielaborate. Poi so questo esperto falconiere al soldo del Papato come implacabile esattore (e/o abile tagliaborse) lasciati: cavalli. Arabo o Svevo. non visto. per Corrado. un intreccio vuole questa o quella inchiostrazione. poi un oplà. Quante volte artista e stampatore dicono insieme o si precedono l’un l’altro nel dire: rinforziamo qua. inenarrabili e fantasmagoriche. sempre tenendosi ben saldo sui trampoli di: telefonare. L’artista affida la lastra allo stampatore come la salute al medico o l’anima al confessore.se non si intende il senso della visione poetica. alleggeriamo là. talaltra la riuscita felice va alla sua cura. Poi insuperabile cacciatore con l’aquila. Sono riflessioni che nascono da una più che ventennale esperienza. suggerisce. Tanto erano mute. Dall’alto dei suoi trampoli. un giorno o un anno. messe a punto. una parola. Talora egli fa troppo. Non basta conoscere metalli e acidi. A Corrado nulla sfugge . erano condivise con un suo conterraneo. lo stampatore. Da lassù. Corrado impone il suo spartito: indica. e ancora. viva e profondamente sentita. in parte mascherati da un lungo mantello rosso.

puntasecca. Per questo mestiere (nel senso più alto del termine). esperienze. Era il mio mondo e lo volevo esplorare tutto. elaborando un linguag- gio complesso. brunitoio. del mondo dell’incisione: acquaforte. dove nascono progetti di lavoro anche con altri artisti. vecchi giornali e la tarlatana per la pulitura delle lastre e pacchi di carta da stampa. vernice molle. Era il 1975 e dovevo tenere la mia prima mostra personale di incisione al Centro Internazionale della Grafica di Venezia. si scambiano idee. Un’ incisione è bella solo se stampata bene e stampare bene non è cosa facile. poi anche perché ritengo che se si è incisori e stampatori assieme. Mentre lavoro ad una lastra. il trait d’union di tutta questa attività è lo stampatore. Ecco che il discorso via via è diventato discorso propriamente da stampatore più che da incisore. è lui che mi ha insegnato a preparare nel modo giusto l’inchiostro. Non ho alcuna preoccupazione perché so che Corrado possiede tutte le qualità necessarie che hanno fatto di lui non solo uno stampatore instancabile. Ho imparato a stampare bene da Corrado. morsura. maniera nera. in questo caso Corrado Albicocco.. e i nomi degli strumenti: bulino. Avevo bisogno di un posto tutto mio. è un’emozione che ho voluto provare sempre da solo. È importante preparare bene l’inchiostro per rendere più agevole l’operazione della pulitura della lastra e ottenere una stampa perfetta. giustamente. Non tutte le lastre si puliscono nello stesso modo. con gli odori intensi degli inchiostri. appese. imparare tutti i segreti di questa affascinante e un po’ misteriosa arte ed ero attratto da tutta la parte artigianale. È uno spazio fisico nel quale si concretizzano legami di amicizia. per me tutta nuova. Soltanto dopo. bitume giudaico. ne discutiamo insieme: a quel punto inizia il suo compito e io gli affido la mia lastra con grande fiducia e piacere. i banchi di lavoro. vado da Albicocco nella sua stamperia ed è in questo momento che si viene a creare quel delicato rapporto. delle vernici e dei solventi. Il momento più emozionante. luminosa. in modo. ma fra i migliori che io abbia conosciuto. Corrado è stato il mio stampatore. Tutto questo l’ho avuto e per molti anni mi sono impegnato quasi esclusivamente nel campo dell’incisione. quando non provvedevo io stesso alla stampa poiché ho sempre pensato che per me era necessario essere autonomo nel mio lavoro di incisore. stracci. il suo laboratorio. di olio di lino. Ero affascinato dalla terminologia. rotelline. che serviva per l’esecuzione di una lastra. berceau. Il punto di riferimento. di cui ho già detto. di stima. la piastra per riscaldare le matrici. quasi si trattasse di una fase talmente “altra” da avere legami solo meccanici con quella precedente. lattine di petrolio. le incisioni alle pareti e il vecchio tavolo rosso. diventato simbolo dell’atelier e “logo” delle 301 . di solitudine. La sua stamperia. volevo una mia piccola stamperia. Una stamperia è anche un punto di incontro di artisti. così sicuramente non è per il genere di grafica che faccio. ci vuole molta passione. una bella lastra di marmo sulla quale preparare gli inchiostri. sfruttando le infinite risorse del mezzo incisorio. tarlatana. sopra la roggia. Insomma. e poi: mordente olandese. Volevo diventare un artista incisore completo. una relazione cioè che non vede la stampa come operazione da delegare. in quanto io ho voluto essere anche stampatore. opinioni. le molle di ferro per l’affumicatura delle lastre. da “apprendista stregone”. usare la tarlatana o il palmo della mano o la carta per ottenere il migliore risultato. attrezzatissima. di persone che apprezzano una forma d’arte così “segreta” e affascinante come l’incisione. uno spazio dove rinchiudermi e imparare a fondo l’arte di incidere e conoscere tutte le tecniche e le possibilità di usarle per le mie esigenze espressive. collezionisti e appassionati.stesso periodo ho conosciuto Corrado Albicocco e Federico Santini che avevano la stamperia a Udine. di solventi vari e scatole piene di magnesio. e. ampia. con il grande torchio elettrico nel mezzo. vasetti pieni di vernici. con le prove e la lastra. dove si discute. completo di tutta l’attrezzatura necessaria. nell’intimità del mio studio. comunque. che posso avere solo nel mio laboratorio. dove si tengono talvolta dei corsi di insegnamento delle tecniche dell’incisione per coloro che voglio avvicinarsi a questa importante forma d’arte e approfondire la conoscenza. ho necessità di fare molte prove di stampa per controllare i vari stati dell’opera e per questo ho bisogno di grande concentrazione. in Piazzale Osoppo. mi dà i suoi suggerimenti. colofonia. un po’ subalterno a un tecnico. infatti. È anche vero che quando la lastra è finita mi piace vedere le prime prove stampate con il mio torchio. usando le varie tecniche separate o insieme in una magica combinazione. maniera a zucchero. egoisticamente. anzitutto per l’esigenza. di conoscere tutte le fasi che portano alla creazione di una grafica. quella speciale comunione che lega l’artista al suo “stampatore”. Da quel momento. un posto dove mettere un torchio. le mensole con allineati tanti barattoli. è il luogo ideale per favorire questi fermenti: bella. resta sempre quello della stampa. un vero artista nel suo campo. si è in grado di stabilire meglio una giusta relazione con chi precisamente si occupa dell’ultimo stadio di questo complesso lavoro. specialmente se le lastre sono di grandi dimensioni o se si deve eseguire un’intera tiratura. le prove di stampa (sa che sono un bravo stampatore e sono molto esigente) e capisce subito come desidero venga stampata. quella sintonia. dipende dalle tecniche di incisione usate. di amido di riso. a parer mio. Corrado guarda attentamente la lastra. grande sensibilità artistica e anche forza fisica perché stampare è faticoso. acquatinta. una lastra incisa all’acquaforte si pulisce in maniera diversa da una incisa alla puntasecca o da una preparata alla maniera nera e un bravo stampatore deve conoscere la giusta tecnica di pulitura. bottiglie e bottigliette. per realizzare questo mio bisogno in assoluta solitudine. a renderlo fluido con un po’ di olio di lino e a sgrassarlo aggiungendo amido di riso o magnesio in polvere nelle giuste proporzioni.

nell’ultimo passaggio. quasi recassero impressa. La stamperia d’arte di Corrado è anche lo spazio più adatto per esporre le incisioni: sulle grandi pareti bianche. Che ti accoglie sorridendo.a farmi andare da Portogruaro a Udine e. Ma chi è la stamperia? La stamperia è Corrado Albicocco. all’affumicatura della superfice con la lampada. Mentre io. è solo il risultato finale di un lavoro sapiente e praticato da pochi maestri. se si va nella sua stamperia. Per cui. o uno degli ultimi. Prendi due e paghi nulla. si è intanto sicuri di vedere delle belle stampe.ma talvolta anche appositamente . opportunamente umido. Che è ottimo stampatore. ai riti che in genere ammettono i soli “iniziati”. spinge la carta a ricevere l’inchiostro nell’incavo della lastra. assieme ai segni. fra l’odore degli inchiostri e dei solventi. adeguatamente incorniciata sottovetro ed appesa alla parete.ci vado sempre. bellissimi libri. trovandomi a Udine. tra i torchi e i banconi di lavoro. ma insufficiente . lui è l’arte e amicizia insieme. registra. fino a quel momento solo evocata. A questo punto inizia la vera fase di stampa dove il foglio di carta.raffinate e prestigiose edizioni di libri d’arte che sono l’orgoglio e la grande passione di Corrado. che emana un profumo di cera vergine e trementina. nella lastra. Lunga vita a Corrado Albicocco. Giancarlo Pauletto. vicino a spatole e tarlatana. le stampe sembrano davvero vivere. attraverso la morbida pressione del feltro. esso consiste in una serie di operazioni eseguite in perfetta simbiosi tra stampatore ed artista. per la precisissima ragione che dentro c’è lui. 1999 . come “osservatori”. viene “accarezzata” con il palmo della mano. Franco Pillon. a finire in stamperia. Franco Dugo. Che ti lascia in pace a leggerti il giornale. lastra che a volte. nel senso specifico di stampe ben stampate. ripulisce e alla fine ti mostra lo splendore della lastra lucidata. l’emozione profonda che prende nel momento in cui il passaggio del rullo e appare l’immagine che fino a quel momento era solo nella mente dell’artista. bagna. Perché la sua stamperia è uno dei rari approdi ai quali mi piace attraccare. sono istanti di intensa attesa che si ripetono per ogni singola stampa ed ogni volta si avverte questo brivido in modo sorprendentemente unico e suggestivo. Tutto accade in un’atmosfera che oserei definire “magica”: dalla preparazione della lastra di rame o di zinco coperta da una sottile vernicetta. Buonissima cosa. figlio della famosa Scuola del Libro di Urbino. come in uno specchio oscuro. 1999 302 Stamperiaperta… aperta a tutti coloro che vogliono approfondire le proprie conoscenze in un campo tanto affascinante quanto poco conosciuto perfino agli stessi artisti. quando sono a Udine .per quanto mi riguarda . Che chiacchiera se hai voglia di chiacchierare. osserva. annusa. imposta. Sembra di vivere in una dimensione antica. viene fatto passare sotto i rulli del torchi che. 1999 Un testimonianza sulla stamperia dice Corrado Albicocco. E poi sospende per offrirti un bicchiere.. E Corrado non può farmi sgarbo peggiore che farmela trovare chiusa. e intanto prende. dalle varie morsure “nell’acqua forte” (acido nitrico) all’inchiostratura e pulitura della lastra con la tarlatana. È davvero l’occasione per i non addetti ai lavori di accedere. La bella stampa calcografica. Questo è il punto. Quindi la testimonianza è su Corrado Albicocco. È il momento di sollevare il foglio stampato. questo si sa.