You are on page 1of 7

20DANGELO06

Gianluca Corona
Limite - olio su tavola - 2009

Storia di copertina l’anima per trasfonderla nel palpito vivo del


volto che respira calmo davanti ai nostri occhi,
gradi, cercando di sviluppare e favorire le
contaminazioni tra un genere e l'altro. Le Emanuele le a un grosso fiore sbocciato, mettendo in
luce viva il minuscolo dramma di un’intimità
violata, inerme preda alla rapina del deside-
concor so.Dascanio
dipinge ossimori.
Le sue nature morte
facendone intuire l’intelligenza lucida e il feb- mostre di arti figurative fanno da cornice a

Con estremo sprezzo del pericolo per


brile lavorìo della mente, instancabile fucina di
iniziative. Gianluca Corona si afferma una volta
dibattiti su vari argomenti, a letture di poesie
e testi in prosa, a momenti musicali e picco-
Dascanio rio. Già a colpo d’occhio le opere di
Dascanio superano l’ovvietà di un’anonima
sono tutt’altro che
immagini inerti, “og-
eventuali accuse di culto della personalità di più tra i veri importanti punti di riferimen- mimesi, riuscendo a disporci in uno stato di getti che stanno fer-
Giorgio Lodetti colloca in prima pagina la to dell’arte del nostro tempo, dimostrando meraviglia e di attenzione per la sua capacità mi”. Sono contempla-
propria effigie, opera di che la sobria eleganza della tutti sappiamo riconoscere la bellezza… di rivelare sensazioni nuove e aspetti insoliti zione di un quotidiano
impressionante verosimi- classicità, condivisa all’alta scuo- ma il vero artista la intuisce con così di cose note, con un sentimento sottilmente che pulsa, narrazioni di
glianza di Gianluca Corona la di Mario Donizetti, unita alla straordinaria chiarezza da poterla angosciante di transitorietà della perfezione, ordinari misfatti, indizi
che con questo lavoro di passione per l’affermazione rivelare quale non la vide mai e la sua di lenta agonia della bellezza. Ci sorprende in dei tradimenti del
rara e classicissima maestria della bellezza porta a risultati creazione oltrepassa la natura seguito l’olio su tela Il termine di una buona tempo, dure fatalità
non solo ha colto in pieno i che lasciano profondamente Arthur Schopenhauer vita, quel che resta di un limonaccio sfatto, che si compiono, co-
tratti somatici di un così ammirati. relegato in un angolo, con la pelle vaiolosa e me appare in Architet-
complesso soggetto, ma ne Per alcuni officianti dell’arte, dipingere nel butterata dei vecchi che, abbandonato da ture, fermento me-
ha letteralmente trafugato Giovanni Serafini XXI° secolo è anacronistico. Apostoli di una crepuscolari barbagli giallastri e già accerchia- tamorfico di materia
Gianluca Corona - foto Giancarlo Pagliara li saggi di danza e di teatro, il tutto in un “modernità” intesa come spasmodica inven- to dal buio, si accascia vinto, consapevole che organica in cui turgide
ambiente ricco di libri e opere d'arte, già zione di nuove formule, non importa se far- ormai per lui è finita. Rinnovata emozione ci mollezze di fichi con
Redattori: luogo ideale per le nostre iniziative. neticanti, e non come geniale reinterpreta- attende allo scandaglio delle opere parteci- fenditure un po’ scan-
Giorgio Lodetti Gli appuntamenti sono sempre il lunedì zione di una bellezza senza tempo che si panti al premio “Movimento nelle Segrete di dalose si aprono a insi-
numero esprime nel linguaggio uni- nuanti riverberi e già
Giovanni Serafini I locali di Via Molino pomeriggio, a cadenza settimanale, un ritro- oltre - olio su tela - 2009
versale della pittura e della
24 Collaboratori:
Aldo Benedetti
delle Armi, chiamati
"Le Segrete di Boc-
ca", sono sede del
ciclo di incontri cul-
vo fisso per quanti desiderano scambiare
opinioni su vari temi e conoscere sempre
cose nuove. L'ambiente è, infatti, molto fami-
liare, lontano da impostazioni accademiche,
scultura, essi non si accor-
gono di essere impaludati
in ridicoli stereotipi vecchi
annunciano il loro en-
demico destino di
marcescenza; o nel
tumido grappolo di
Donatella Bertoletti di un secolo che hanno un’uva scura, imperlata
Andrea Bondanini turali "Pensieri e Pa- questo per facilitare il dialogo e l'interazione
role", programma di tra pubblico e relatore. avvilito il campo dell’arte. È come lucida pelle su-
Maurizio Bottoni con tali saccenti che il pro- data di schiavi, nel bibli-
eventi che ha preso il Il modello al quale ci siamo ispirati è quello
Gabriella Brembati via nell'ottobre del 2008 ed è ormai giun- dei vecchi Salotti della borghesia e nobiltà mettente Emanuele co viatico di Non cam-
Grazia Chiesa Dascanio, dopo un brillan- minerà nelle tenebre; o ancora in Trasparenze,
to quasi al termine della sua prima stagio- dei tempi passati, dove si discorreva di arte te liceo artistico, ha dovuto
Franco Colnaghi ne. L'idea di destinare lo spazio ad una e cultura, si ammiravano opere nuove e prodigioso contrasto cromatico su un fondo
Gianluca Corona fare i conti costringendosi di tenebra di un racimolo dai verdissimi tra-
dove spesso nascevano per alcuni mesi alla fre-
Sara Fontana nuove idee. slucidi acini che paiono spellati vivi, già intac-
Angela Govi quenza di un’eminente cati dai guasti della rovina strisciante. So da
In questi mesi il pubblico quanto delusoria
Emanuele Lazzati ha dimostrato molto dove vengo e dove vado afferma sereno un
Alberto Mari Accademia dove, come altro raspetto d’uva piluccato di fresco che si
interesse per le nostre troppi denunciano, non si
Cristina Muccioli iniziative e speriamo regge su tre acini dimenticati, con i depreda-
insegna più nulla salvo ti penduli esposti a una ventroniana tempe-
Mariacristina Pianta questo sia solo l'inizio di inculcare nei plasmabili sta di luce: vengo da linfe succhiate alla terra,
Roberto Plevano un nuovo cammino allievi vacui stilemi che i più ho ricordi di soli e di lune, di temporali e
Stefano Soddu accompagnati da un dotati considerano casca- rugiade, di canti di uccelli e concerti di grilli;
folto nucleo di artisti, mi di un’epoca sciagurata e un’ultima mano mi butterà nella terra da cui
Testata di: sempre desiderosi di conclusa. Dopo un perio- sono venuto e alla quale in silenzio ritorno.
Sergio Dangelo collaborare con noi pro- do da autodidatta studian- Una pittura di apparente gracilità compositi-
ponendo le loro ultime do i grandi del passato e va che consente invece a Dascanio di ricava-
Progetto grafico creazioni. confrontandosi con i re l’emozione concentrandosi sulla frugalità
Massimo Petrini migliori modelli del pre- del soggetto, variandone il punto di osserva-
Barbara Frigerio sente, Dascanio incontra la zione mentale, immettendovi l’inarrestabile
serie di eventi anche molto diversi tra fortuna di “andare a bottega” dal valente e Bocca”, ove tra centinaia di tele annichilite da lavorio del tempo con visionaria padronanza
In copertina: loro, è nata dal desiderio di occuparsi
Opera di Gianluca Corona affermato Gianluca Corona, a sua volta affi- frusti astrattismi si affaccia la visione felice di di colori e di luci, palesando il fascino di
d'arte e di cultura a trecentosessanta www.libreriabocca.com/eventodelmese.asp natosi alla straordinaria scuola di Mario Passion con l’ormai riconoscibile impronta mutanti realtà mai apparse così morbosa-
Donizetti, espressione di quella immortale creativa di questo giovane autore. Una mela- mente invitanti. Dipingere è una forma di
classicità che distingue i grandi e generoso grana straziata, esibizione cruenta di visceri, preghiera, di riconciliazione con il mondo.
Editoriale punto di riferimento di talenti decisi a coniu- scompiglio di perfezione in un palpitante ros- L’arte di Dascanio è ancora comunione di
gare la bellezza con la coerenza della ragio- seggiare di grani divelti da uterini esangui, tra emozioni, condivisione di ideali, capacità di
Nasce dalla volontà sempre maggio- ne. È con Mandarino, esposto dal lungimiran- fiotti di luce e oscurità riemergenti in com- intuire l’anima delle cose, affermazione di
re di promuovere la giovane Arte te Giorgio Lodetti nella prestigiosa vetrina petizione accanita, ci rimanda a una vaga e quella passione per la bellezza che ci tiene
Contemporanea Italiana, l’esigenza della Libreria Bocca, che Dascanio si rivela al dolente metafora di disordine di crocifissio- legati alla vita - filo esile che ci sostiene sul
da parte della storica libreria Bocca pubblico. Si tratta di una natura morta, gene- ne, a quella interminabile via crucis che è l’esi- baratro del nulla - e che ci esorta ad accet-
di Milano di diffondere sempre più re nel quale egli sembra eccellere, un olio in stenza di ognuno. Passion, passata al vaglio di tare un nuovo giorno sapendo che non sarà
capillarmente il proprio notiziario Vi aspettiamo all'evento dell'anno cui il frutto sbucciato protende la sua tre giurie tra critici e pubblico, si è concorde- abbastanza felice.
informativo: Le Segrete di Bocca. dischiusa offerta di gonfi spicchi maturi simi- mente meritata il primo premio dell’affollato Giovanni Serafini
La Rivista punta su collaborazioni
mirate a migliorare i propri contenu-
ti, attraverso l’avallo e il contributo
delle Gallerie d’Arte, oltre che a
stringere rapporti di collaborazione
ASTA
Opere dalla Collezione Bocca
Le traccedi“HomoPatiens”
teranno difficili, ostiche.
Poco si sa di un paesaggio contenuto in un
volto. Poco si immagina di vasi di Pandora
dei nostri prossimi tredicimila secondi di
esistenza; ma il nostro artista ci disegna,
dipinge, segna, incide con una tecnica stupe-
con strutture organizzative di prima
linea presenti sul territorio nazionale. Lunedì 5 ottobre 2009 ore 21.00
Silvio Tomasoni che rovesciano temporali. Niente sappiamo facente di un Dürer redivivo, paesaggio,
volto, grinta, seracchi e nuvole, grigi tutti,
Unisciti a questa nuova iniziativa edi- con la maestria più sua. Con lui parlando
toriale e collabora con Le Segrete esposizione dal 14 al 30 settembre 2009 apprendo che non tanto Kubin, Klinger o,
di Bocca, Artisti in Rivista. tra noi, Bacon, lo attraggono ma maggior-
Segrete di Bocca mente le pagine di Shelley (la moglie dilet-
Via Molino delle Armi 5 (interno) - Milano Per chi, come il vostro servitore, vive di
giorgio.lodetti@libreriabocca.com coincidenze e di sortilegio, le tavolette di ta, non il poeta pio) di Poe, di Lovecraft e,
Prenotazione obbligatoria Tomasoni non costituiscono sorpresa. in genere, tutto l’inchiostro rosso come il
Avvezzo alle sue sculture, morbide, piene, mare, rovesciato sulla geografia del mondo.
02.86462321- 02.860608 - 02.58302093 Per capirlo e apprezzarlo, utili letture e la
giorgio.lodetti@libreriabocca.com quasi degli Arp dopo un diluvio, trovo logi-
Articoli co il suo riferirsi a un volto (dei volti) che modestia di saperci presenti ma provvisori,
compendia anima e corpo intesi come le possono essere di ausilio. Tomasoni non
Rubriche grigie avvisaglie così bene descritte da dipinge per decorare i salotti buoni; la sua
Redon. Con grande fatica per chi non ha crinolina morde e riflette, di ogni specchio
Scritti d’artista concavo, il suo doppio.
ancora inteso che l’unica arte oggi possibile
è, deve essere, letteraria al massimo grado,
le figure tormentanti di un tale artista risul- Sergio Dangelo
Disegni di Silvio Tomasoni
2 3
Calvizie - acrilico su tela - 2002
Psicotricologia Libreria Bocca
ne, di quello libero forte e autonomo ci
GEOMETRIE
della vita dice il suo stare in basso alla tela del

quotidiana
mondo, non certo al centro, preso a sber-
loni dai suoi problemi quotidiani e ri sol-
vibili se considerati uno alla volta, ma gi-
ganteschi e annichilenti nella loro modu-
ISA VARIABILI
30 settembre
11 ottobre 2009

DI BATTISTA
lare ripetitività, nell’ineluttabilità inutil-
Si sta sulla quarantina come su fronte mente prevista del loro puntuale accadi-
maschile i capelli. Diotallevi sottrae l’uomo mento: uno si guarda allo specchio e cosa
in carne ossa e acrilico all’astrazione lumi- monitora? La ma-turità? I segni d’espres-
nosa dell’ascesi, del bello in sé, del buono sione? Il chilometraggio dell’esperienza
in sé, della contiguità con il metafisico, con che dà patente alla saggezza? No. No no.
il divino e con l’avvenire invisibile e alluci- Vede tabula rasa.
nato di confortanti e rigogliose speranze. È lì, nello smascheramento, che si con-
All’attenzione per l’anima, l’artista sosti- densa l’essenza dell’ironia inventata da
tuisce quella per il suo contenitore, il corpo. Socrate -che il realismo ellenistico ci tra-
Il quale è “pescato” e raffigurato nel volto manda come patrono degli stempiati -. Un
con pochi, definitivi tratti nei cambiamenti pugno in un occhio (ben rappresentato
che lo inchiodano ai prolegomeni del decli- con quello stile fumettistico che da un po’
no. Il fondo è asciutto, senz’altre figure né di anni l’artista coltiva) che fa dell’omino
sfumature. Decollata, ad occhi chiusi, leg- un rinunciatario realista e ateista prati-
germente piegata di lato, la testa si rasse- cante del culto del corpo, della società
gna malvolentieri a confermare la titolazio- dell’immagine. A differenza de Il boscaio-
ne: Calvizie. La cornice tricologia carta da lo, Calvizie suscita tenerezza, simpatia e
zucchero si assottiglia, il fondo verde vicinanza con un retrogusto di amarezza per lo sguardo di questo pittore, se una calvizie
schiaccia e assedia la nuca. Sulla fronte due l’aria acciaccata e anagraficamente afflitta. incipiente e un boscaiolo raggiante di
ampie anse danno inizio a quella che sarà, Il boscaiolo armato fino ai denti - aguzzi menar l’ascia riescono a portare alla luce i
per l’uomo, una vera e propria deforesta- come quelli del barracuda - invece, chiama giacimenti di inquietudine, di disagio o di
zione. È con l’uso raffinato e ben oliato spietatezza, sadismo. Non si limita a fare il aggressività che si camuffano dentro una
della macchina ironica, che Diotallevi suo mestiere in tuta da lavoro: ne gode con testa che ha perso il suo corpo - in genere si
narra pittoricamente “quel che non siamo, una risata sguaiata per un’azione atroce allude al contrario - o in una divisa da ope-
quel che non vogliamo”, come scriveva quanto facile e impunita. Qualcuno deve ratore ecologico.
Montale. pur fare il lavoro sporco. Qualche altro non
Dell’animale sociale ci dice la sua solitudi- vede l’ora, però. Niente è disprezzabile per Cristina Muccioli

Ars Bellandi per eresia”, dei “Becchi a gas” e del “Restau-


ro delle ostriche”, surreale tentativo di forni-
l’arte di combattere ovvero re struttura ossea a un ostinato e testoriano
restauro delle carni, recupero di una esaltan-
il mestiere di soprav…vivere te dignità personale e delicata memoria di
antiche consuetudini. Bellandi ha superato la
rabbiosa rivalsa politica dei compagni di
Giorgio Bellandi, di genitori lucchesi, non Corrente per farsi narratore di un racconto
tradì le aspettative di uno spirito ribelle e esistenziale che spazia dal delicato spaziali-
anticonformista: fu così che si allontanò smo dei paesaggi lacustri al raffinatismo geo-
dalle ultime esperienze di Corrente, avver- metrico degli “interni di bar”, con la stessa
tendo la limitatezza di una contrapposizione incantata musicalità delle opere di Afro, la
formale, quasi una moda accademica per- leggerezza rarefatta di accostamenti delle
meata di un realismo sociale e di un impe- ossessive composizioni di Gorky: le tele di
gno politico che si ponevano a metà strada Bellandi posseggono l’indelebile capacità
tra il superato Novecentismo e il nuovo introspettiva di lastre radiografiche che regi-
dilagante Astrattismo. Bellandi troverà rifu- strano le emozioni umane scavando l’icono-
gio nel Realismo esistenziale milanese di grafia di superficie per formulare una diagno-
Vaglieri, Ceretti, Romagnoni, raggiungendo si di vita. Ecco prendere corpo il ciclo delle
esiti più vicini all’amara denuncia dell’incon- “Crocifissioni” , in cui le forme della croce e
sistenza umana prerogativa delle opere di del corpo di Cristo si confondono in un tur-
Ferroni. Prendono forma i cicli di “Processo binio di delicati colori amalgamati in un vor-
tice che ci solleva dalle ceneri della
morte. Lo stesso movimento ascensio-
nale ritroviamo nell’originale ciclo de “Le
macerie di guerra” dove i personaggi
sembrano camminare sui resti di una to esistenziale dell’intera umanità. Bellandi
casa bombardata, avvitandosi in una mostra ancora fede nella figura demiurgica
sorta di faticosa risalita verso il tetto che dell’artista e dipinge l’opera che è il riassun-
ricorda l’impianto scenografico della to della sua vita e del suo impegno, “Que
Pietà del Pontormo: si rimane affascinati bien resiste” (“Come resiste bene”): l’Arte

isadibattista@gorini.net
dalla grazia di un ritmo compositivo resiste nella sua lotta di demistificazione della
quasi manieristico, rivolto a suggerire una realtà, di rottura di un cristallo di incomuni-
altrettanto pietosa e originale deposizio- cabilità. L’estrema magrezza del corpo dell’ul-
ne, privata del classico simbolo della timo Bellandi, ormai consunto dalla malattia,
croce, concentrata sulla posa sofferta e ricalca il ciclo de “L’albero del fico”: la foto-
inconsueta dei protagonisti. Bellandi rea- grafia che lo ritrae accanto a una sua croci-
lizza poi negli anni Settanta una serie di fissione, il viso scavato a innestarsi sulla figu-
ritratti dedicati ai “Grandi” del mondo ra di Cristo, quasi in una preghiera di com-
dell’Arte, di tutti coloro che hanno miato, sembra prolungarne l’immagine in una
espresso un metodo di sopravvivenza e tragica contiguità di sembianze e riassumere
trovato il coraggio di esprimerlo, supe- l’intensità del suo sguardo nelle dolorose
rando anch’essi simboliche “crocifissioni parole di Pavese “La morte verrà e avrà i
e macerie di guerra”: il ritratto Omaggio tuoi occhi … o cara speranza, quel giorno
a Thomas Elio sembra un principe delle sapremo anche noi che sei la vita e sei il
tenebre: quel corpo in elegante comple- nulla”.
to nero e papillon riassume in poche raf-
finate pennellate il lucido disorientamen- Aldo Benedetti
SATELLITE
garza su telaio, colore acrilico, 40 x 50 cm
Senza titolo - olio su tela - 1964
Omaggio a T. Eliot - olio su tela - 1971
Allagoptera campestris
- acquerello su carta - 2009

Margherita Leoni ti capolavori della vegetazione tropica-


le. Aggiungere afflato artistico alla lus-
sureggiante flora amazzonica può sem-
alla Galleria SALAMON brare una gara blasfema con l’inesauri-
bile fantasia del Dio creatore. Eppure la
Leoni con le sue coloratissime opere si
È stato un piacere ritrovare nel maggio misura con la sconfinata abilità della
scorso le rigogliose opere di Margherita natura non solo per catturarne le cromìe
Leoni esposte nella gloriosa cornice della e gli incredibili intrecci, ma riuscendo a
Galleria Salamon e scoprire una specie di trarne anche un’aura di incantato splendo- e si disperdono per creare nuova vita o volti
nuovo corso espressivo di questa interes- re che infonde nelle sue figurazioni. In que- a disseccare dimenticati sulla terra. Non
sante e già nota giovane artista bergamasca ste sue ultime creazioni la Leoni aggiunge solo tripudio di colori e di esotiche forme
che ha eletto l’affascinante Brasile a sua alla consumata bravura una vena di malin- quindi, ma anche sommesso rimando alla
seconda residenza. La passione per la bota- conia lieve, d’inconsapevole rimpianto, caducità delle cose e all’instabilità della
nica e una squisita sensibilità pittorica nelle evanescenze di colore negli sfondi bellezza, mai meglio esemplificata che da
hanno portato la Leoni alla felice creazione delicati, nel ripiegarsi rassegnato di una un fiore.
di un genere che trasfigura in arte gli infini- foglia, nei semi che si staccano dalla madre Giovanni Serafini

meravigliosa Liguria. Un particolare interes- le gambe in New York in bici, una camminata
Francesco sante sono: i soggetti, i formati, i tagli e le
inquadrature scelti. I
per ritornare in ufficio in Verso l’Ufficio, una
vespa parcheggiata e
Tromba soggetti, non sempre,
sono le città, o solo le
persone, ad un attento
ammaccata in Vespa
Rossa…. Il ciclo delle
metropoli è un calvario
osservare comprendi di intrecci metropolita-
In Coda, Life is Now, Sabato Pomeriggio, sono che l’artista è più inte- ni che ogni giorno,
soggetti, situazioni, ambientazioni, momenti, ressato ai gesti e alle potremmo sperimen-
“fermo immagine” di un giovane artista abitudini. La sua pro- tare personalmente,
genovese, Francesco Tromba, narratore duzione, senza perde- con nostro divertimen-
della quotidianità. Ci siamo conosciuti un re di intensità, passa da to. A Francesco va il
giorno in Libreria, e dopo aver visto alcune piccoli a grandi forma- plauso di aver trovato
opere originali dipinte ad olio, prevalente- ti. I soggetti dipinti so- un pozzo dal quale
mente con i toni del grigio, non manca di no i più disparati, un attingere attraverso la
attrarre l’osservatore con colori accesi gesto, una situazione, New York in bici - olio su tela - 2008 sua fantastica creatività,
come il rosso, il blu o il giallo, che utilizza un movimento. infinite future opere
per evidenziare particolari. Illustratore del Le inquadrature molte volte sono di spalle, che potranno incuriosirci e stupirci, grazie
quotidiano cittadino, anche se nel suo taglia volutamente dall’opera le estremità, anche alle sue qualità artistiche.
repertorio, Francesco non disdegna i pae- quando gli interessa un movimento il suo
saggi, i tramonti e le passeggiate della sua soggetto si focalizza su un particolare, come Giorgio Lodetti

Domenico Montalto, noto critico e storico dell’arte,


in veste di Direttore Artistico della neonata Associazione artistico culturale
Enciclopedia d’Arte Italiana, presenta il portale:

www.enciclopediadarte.com
visitato da oltre 140.000 utenti di Internet nei primi 4 mesi dell’anno, si pone come:

strumento dove visionare gratuitamente biografie di artisti con le relative quotazioni,


di facile utilizzo e di rapida consultazione per collezionisti ed amanti dell’arte;

canale privilegiato per gli Artisti che desiderino far conoscere o mettere in maggior risalto
le proprie creazioni con una pagina dedicata alle proprie opere, alla biografia, alle quotazioni
e alle recensioni;

veicolo informativo per documentarsi in tempo reale sui maggiori protagonisti dell’arte
italiana e sui numerosi artisti di talento non ancora entrati nel circuito ufficiale dell’arte.

L’Associazione fornisce un supporto qualificato agli Artisti aderenti, tramite accordi


con Enti, altre Associazioni, Gallerie, Curatori ed operatori autorevoli nell’ambito artistico,
come nel caso della Libreria Bocca, allo scopo di creare un network a carattere nazionale
per agevolare gli Artisti più qualificati e meritevoli.
Papere di ribellione ad ogni manifestazione di pote-
Marinz
re e arroganza, suffragato dal surrealista uti-
e Generali
sogni e incubi di un marinaretto
lizzo dei materiali più disparati. La ribellione
di Giovagnoli è più esistenziale, rivolta alla
dissacrazione della vita intera, riscatto cro-
matico da un destino segnato dall’ombra
Eltjon Valle GUIDO
CADINI
della morte, di un declino orfano anche dei
In questo periodo di celebrazioni del cente- ricordi: è questa la risposta di impronta futu- Dalla seconda metà del Novecento l’espe-
nario del Futurismo assistiamo alla museifica- rista del Nostro, l’evoluzione dalla “fabbrica rienza dell’arte è profondamente mutata:
zione del più importante movimento del del ricordo” delle opere della stagione pre- da forme più o meno standardizzate, da
Novecento e forse alla disillusione di quel cedente, le arabescate spiagge di Rimini con rappresentazioni che in qualche modo coin-
miraggio di trasformazione, all’assorbimento ombrelloni e bagnanti in nostalgici costumi volgono i sentimenti dell’uomo si è venuta
di quella “caffeina d’Europa” che è stata anni Cinquanta, al “laboratorio delle emozio- ad accentuare una espressione concettuale.
ormai metabolizzata dai disastrosi esiti di due ni” della recente produzione, improntato alla Alla illustrazione di favole, di storie, di
guerre: la velocità, il dinamismo si sono spo- sognante leggerezza di allegoriche papere in santi, di vita e battaglie quotidiane dell’uo-
gliati della primitiva irruenza per lasciar spa- un indeclinabile invito a gustare ogni lieve e mo, attraverso un processo di astrazione
zio a movimenti eredi della stessa volontà di incerto sussulto di vita: in un ambiguo gioco sempre più accentuato, l’arte è pervenuta a
fare dell’Arte un mezzo di contaminazione delle parti sono proprio le Papere a guidarci messaggiare concetti. Non sempre evidenti
della vita più interiorizzato e meno declama- con infantile entusiasmo ad un’inaspettata senza la relativa spiegazione verbale, ma
torio, figli del desiderio di appropriarsi di vittoria, non i cupi generali che invece rievo- come l’arte grande del passato non ha
qualsiasi mezzo espressivo, anche il più cano fantasmi di sconfitta, simili a ritratti bisogno di conoscere la favola antica, come
inconsueto, per arrivare a toccare l’animo commemorativi su lapidi di guerra. la Tempesta di Giorgione dalle troppe
umano, in una sorta di Impressionismo spa- Quasi per una magica complicità fonetica ed interpretazioni, così non è necessario cono-
ziale che si espande in mille angolazioni. estetica i graziosi marinaretti felliniani del scere delle tante idee suggerite da un opera
Così si spiegano le compenetrazioni visive di primo Giovagnoli assumono ora un nuovo concettuale, quale sia quella direttrice del-
l’artista, pur avendo oggi la possibilità di
interrogarlo. Ora esaminiamo la foto qui a
lato: siamo a Patos Marinza, in Albania,
dove la compagnia petrolifera canadese
Bankers Petroleum Ltd. ha rilevato la con-
cessione petrolifera di 32 km quadrati dalla
compagnia statale albanese Albpetroleum.
La vasta area, con le vecchie strutture dei
pozzi, degradata per incuria, per tecnolo-
gie arretrate e coperta da centinaia di
pozzi, andava restituita all’ambiente sia
ecologicamente sia esteticamente. L’artista
Eltjon Valle, nato nella vicina Kucova nel
1984, fu incaricato di proporre un segnale
estetico di rilievo. Così, dopo la bonifica-
zione del terreno, quasi a contrasto col pas-
sato, stese attorno alle bocche coperte dei
vecchi pozzi, una coltre bianca di sassi.
Questo fu l’inizio di una operazione che lo
portò dal 11 giugno - 11 novembre 2007 a
un intervento nell’ambito dei “Sites speci-
fic”, un progetto curato da Anna Lucia
Maria Fraschetti per “Public Art a Trieste
e dintorni”, catalogo Silvana Editoriale,
The general - tecnica mista su tela - 2009 lungo il confine con la Slovenia. In quel-
l’ambito Valle nella sua installazione
Boccioni, le destrutturazioni fisiche e tempo- ruolo di stampo marinettiano, non costrui- “Petrol Pax” ha montato una antica
rali di Balla, le visioni aeree di Dottori, ma scono solo castelli di sabbia a immagine del pompa di petrolio proveniente da Marinza
anche i tagli spaziali di Fontana, esoterica Grand Hotel, ma alzano palette e secchielli a sul lungomare di Muggia, a fronte di
intuizione di una quarta dimensione, le linee urlare un assalto gioioso alla vita sull’onda di Trieste al confine con la Slovenia. La
di forza cromatiche di Dorazio, gli accosta- una esuberanza istintiva. Le acqueforti Dame pompa si profila sullo sfondo del porto di
menti materici dei sacchi di Burri, composti e Generali che accompagnavano nel 1964 la Trieste e sulla struttura della “Ferriera di
mosaici di materiali poveri che riassumono il presentazione delle poesie del poeta surrea- San Servolo”. L’intervento di Valle è stato
disagio della vita. Le sperimentazioni audaci lista francese Benjamin Peret (divenute poi documentato nella 52esima Biennale di
del “Paroliberismo” di Nanni Balestrini in una splendida mostra presso la Fondazione Venezia del 2007 al Padiglione del-
campo letterario, la Body Art di Manzoni e Marconi di Milano) si sono oggi trasformate l’Albania a Venezia per scelta di Rubens
le rappresentazioni dissacratorie di Enrico nelle Papere di Giovagnoli, che sembrano Shima Direttore della Galleria Nazionale
Baj sono gli epigoni di una sperimentazione emulare e inseguire i Gabbiani della poesia di di Tirana e Commissario per il Padiglione
globale che raccoglie gli esiti più sorprenden- Cardarelli:“Non so dove i gabbiani abbiano il Albanese di Venezia. In seguito dal
ti. È proprio Baj, con le sue “Dame e nido, ove trovino pace. Io son come loro in 07.11.08 - 07.12.08 la Galleria Nazionale
Generali” e i suoi grotteschi collages polima- perpetuo volo ....... il mio mestiere è vivere di Tirana gli ha offerto una importante
terici, che ci riporta al tema della mostra di balenando in burrasca”. mostra non solo dei suoi dipinti ma riassun-
Giovagnoli: I Generali dell’artista milanese tiva dell’intervento iniziale a Patos
conducono alla formulazione di uno spirito Aldo Benedetti Marinza. Valle da una parte ha subito il
fascino, sin dall’infanzia, di questo petro-

guido.cadini@alice.it
lio, fonte di ricchezza e nello stesso tempo
di degrado dei luoghi dove è nato, e lo ha
usato persino nei suoi dipinti assieme ai
suoi colori a olio. Nell’intervento estetico
sul campo lo ha dovuto eliminare ma ha
conservato le vecchie pompe dando loro
nuova vita come sculture, e lo sono vera-
mente, al di là della loro antica funzionali-
tà. Così Valle suggerisce un percorso dal-
l’antico all’oggi ancorato alla sua terra,
qui simbolo delle terribili tensioni geopoli-
tiche dell’oro nero e di un attento interesse
per il paesaggio, salvando l’opera passata
dell’uomo, depurata delle sue scorie.
Andrea Bondanini
FIORI DI DEVOZIONE
olio su cartone telato, 45 x 35 cm
Marinz - Progetto ambiantale
Ossip Zadkine - Rotterdam

Estetica feria, le nostre nuove piazze nate vecchie e


nude, simili più a una rotonda stradale, i
nostri parchi senza fontane e senza statue su
cui i bambini adorano arrampicare, le poste
della crisi e le stazioni dei treni che sono spesso spet-
trali anonimi casermoni.
La parola agli artisti, proprio adesso, sì, in
periodo di recessione e stallo, come ha fatto
l'Argentina recentemente: schiacciata e tra-
Ricordiamo tutti il famoso discorso che volta dalla crisi più inclemente dopo quella
Kennedy tenne il 12 aprile del 1959. che nel '29 colpì gli Stati Uniti (e fu allora
Era sulla crisi. Il Presidente con un riusci- che venne costruito l'Empire State Buil-
tissimo ed efficace stratagemma linguistico- ding), Buenos Aires ha accolto i designers e
retorico spiegò che la parola cinese weiji gli artisti, gli architetti e gli urbanisti felici
fosse formata da due ideogrammi, uno indi- di liberare lì la loro creatività, facendone
cante il pericolo e l’altro l’opportunità. nuova e bellissima meta turistica. Il ponte
Filologicamente l’osservazione non regge. pedonale de la Mujer progettato da
I linguisti hanno poi appurato che la secon- Santiago Calatrava attraversa il porto con
da parte della parola-ideogramma segnala un balzo di leggerezza e dinamicità, un
piuttosto un acuirsi possibile del pericolo, il grande fiore di alluminio si schiude all'alba
suo acme. e si apre al tramonto (scultura mobile di
Poco importa però, perché concettualmente Eduardo Catalano) per Plaza de Las
includere un’opportunità di cambiamento e Naciones Unidas. Sono solo esempi di una
miglioramento di fronte al pericolo regge metropoli che ama le sue tradizioni come il
ancora, regge eccome. Quando una doman- guardare al domani, o il progettare che dir
da smette di essere tale, quando non viene si voglia. Nel 1951 Ossip Zadkine realizzò il
più posta come domanda, allora diventa suo Monumento alla città distrutta per
“problema”, ci insegnava Carlo Sini. Rotterdam. È un monumento molto signifi-
La totale assenza di interrogazione profon- cativo non solo esteticamente, ma anche eti-
da sulle cose, non ci permette di percepire i camente. L’arte interpreta le cadute e le
problemi. Ormai dire che c’è crisi è diven- distruzioni come sola e insuperata ha fatto
tata una fiche verbale che produce assuefa- Guernica, o l’Urlo di Munch.
zione, sconforto passivo, indifferenza finché Ferma in un blocco sagomato la memoria e
non ci tocca personalmente. la pietà, la rabbia e il dolore, la volontà di liquiditaroria consolazione, ma è capace di
Se ci fermassimo a pensare, se ci soffermas- ricordare, di sognare con la ragione. muovere il pensiero schiacciato dalle contin-
simo a guardare, ci chiederemmo perché E di sperare sospesi su un ponte. genze al di là dell’immediatezza del proble-
siamo arrivati a questo, ci confronteremmo, Perché la speranza autentica, come scrive- ma, della crisi, dell’impasse.
ognuno con le proprie competenze e risorse, va il grande Ernst Bloch ne Il principio spe-
ci porremmo salvificamente il problema. ranza, non ha a che fare con una blanda e Cristina Muccioli
Salvificamente perché soltanto riconoscen-
dolo senza minimizzare e senza gonfiarne i
contorni, potremmo affrontarlo e trovare
soluzioni possibili. Quando capita di par- La spiritualità divenire esemplificazione della condizione
larne con gli artisti, non c’è negazione ma umana attuale, in preda a violenze e sopru-
propositività. Non li ascoltiamo perché l’ar-
tista da alcuni decenni è “afono”, la sua
nell’arte si di ogni genere. Un omaggio a tutti gli
uomini “che subiscono oltraggio, carcere,
voce è negata e considerata ininteressante, Elementi iconografici supplizio per le loro idee”.
a differenza del suo fare, del suo realizzare, La crocifissione Pervase da una connotazione politica e
possibilmente in sintonia gregaria con la sociale sono anche le “Crocifissioni con-
moda ultima del momento, e come osserva- temporanee” di Vedova, che attraverso
va con amarezza e piglio ironico da intellet- “Non c’è tema più bello di una crocefissio- quelle pennellate decise e violente mette in
tuale di razza l’artista Sergio Dangelo, ne, tanto è vero che esso è affrontato per più scena le sofferenze e le ingiustizie dell’era
armonica con salotti buoni. di mille anni milioni di volte”. Questa fra- moderna.
Gli artisti sono innanzitutto progettisti, se, pronunciata da Picasso durante una Lo stesso Chagall, esponente per eccellenza
prima di tutto ideatori. conversazione amichevole con Guttuso, ci della cultura ebraica, rappresenta in alcuni
La realizzazione tecnico-pratica è impor- può far comprendere quanto alcuni temi suoi dipinti la figura di Cristo in croce, con-
tantissima, certo. Ma è solo la conseguenza propri della religione cristiana siano entra- siderandola simbolo della “tragedia del
fattiva di quello che è stato visto come ti ormai a far parte dell’immaginario icono- mondo”, mostrando, così, in modo ancora
eìdos, come visione e forma, dall’occhio grafico di tutti noi, anche a prescindere da più esplicito, quanto quest’iconografia sia
razionale e creativo della mente. Proviamo una volontà di rappresentazione prettamen- entrata a far parte del patrimonio culturale
noi altri spettatori a riaffidare agli artisti, te religiosa. contemporaneo, distaccandosi sempre di
proprio in tempo di crisi, un progetto di Nel corso del novecento sono stati molti gli più dalla valenza cattolica, pur conservan-
ripresa, di ri-nascimento culturale, estetico esempi in tal senso, dallo stesso Picasso do il suo significato più profondo e spiritua-
e anche economico. Basterebbe una mostra autore di un intenso dipinto nel 1930, pre- le. Di diversa accezione sono i suggestivi
di soli progetti e bozzetti di artisti che con- corritore dal punto di vista compositivo di crocifissi di Dalì, facenti parte del cosiddet-
siderano il rifacimento, la ristrutturazione Guernica, a Guttuso, la cui Crocifissione to “Misticismo nucleare”, che si prefissava
(o restauro), oppure il rinnovamento di aree del 1941, definita “eretica” dalla Chiesa di rappresentare i soggetti della tradizione
urbanistiche ed extraurbane in stato di per il corpo nudo della Maddalena, può rivisti attraverso le nuove scoperte scientifi-
degrado. Magari per gli attentati che le essere considerata che, come “Crocifissione
guerre non risparmiano nemmeno a edifici un vero e proprio (corpus hypercubus)”, an-
e opere d'arte, a strade e ponti, magari per omaggio all’uomo. che se forse l’opera più
l'incuria, l'ignavia e l'assuefazione allo In quest’ultimo di- profonda rimane il Cristo
squallore. pinto, infatti, non di San Giovanni della
La progettabilità è una dimensione che esente dal punto di Croce attraverso la quale
riguarda l’essere umano, è una sua possibi- vista compositivo da Dalì confessa la sua ricer-
lità prima che una potenzialità ambientale. rimandi all’arte del ca di assoluto: "Il Cielo
Noi Italiani in particolar modo, così ricchi passato, emerge tut- non si trova né in alto né in
ma anche curvi sotto il peso di un passato ta la contempora- basso, né a destra né a
grandioso, siamo stati sempre molto solleci- neità e la laicità del- sinistra, il Cielo si trova
ti nel restaurare anche le più modeste tra le l’autore. Nello sfon- esattamente al centro del-
opere antiche, ma colpevolmente incuranti do si vedono i resti l'uomo che ha Fede... Ora
nei confronti del nuovo che ci accingevamo di una città bombar- io non ho ancora la Fede e
a costruire. Abbiamo rinunciato totalmente data; il dramma del- temo di morire senza
all'idea di bellezza, prima ancora che alla la morte di Cristo Cielo".
sua concretizzazione. Auspico che agli arti- viene collocato ai
sti vengano affidati i nostri ospedali di peri- nostri giorni per Barbara Frigerio
Salvador Dalì
10
CLAUDIO
MAGRASSI

www.claudiomagrassi.it

FIGURA II
olio su tavola cm 21 x 31 - 2009