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Gino Gran, Rino Torino, Nino Sopranino

Tre Sfumature di Blu, Trafalgar Square

Color indaco blu

Si palesa un male antico Caduti gi Si pavoneggia nel nostro mondo Indaco e blu Dietro il finto amore c un mostro Che da Indaco e blu Ammantato Porta sempre pi Il mondo malato Ma dal Ciel verr infin Di nuovo Incatenato.

Introduzione
Motus in fine velocior Inutile girarci attorno. Il mondo di oggi naviga in cattive, anzi cattivissime, acque: chiunque voglia descrivere la giornata tipo dei nostri tempi non pu che esprimersi in questi termini. E non si tratta soltanto dellattuale crisi economica, che rappresenta al limite il mantello sotto al quale si nascondono le contraddizioni e le manifestazioni caotiche di una realt che sembra aver smarrito (e da parecchio!) ogni indirizzo e bussola. Nel corso di questa trattazione avremo modo di indagare molteplici aspetti della crisi odierna, cercando di evidenziare come il grande problema di fondo, qualunque siano le soluzioni proposte e lattitudine volenterosa di molti (di troppi, si direbbe...), sia la totale mancanza di un orientamento. Proprio una buona bussola e dei validi strumenti di navigazione dovrebbero, al contrario, essere la prerogativa di quel viaggiatore che si stia muovendo in acque infide, paludose, venefiche, e che da questo pasticcio voglia uscire al pi presto, per giunta sano e salvo. Gli antichi, in mancanza di gps e di altre tecnologie elettroniche, si servivano delle stelle per ritrovare la loro posizione in mare aperto: si trattava di unesigenza pratica chiaramente, ma ci rientrava pi in generale in unattitudine di osservazione e ricezione dei messaggi che giungevano dallalto1. Di contro, si ha limpressione che la civilt attuale non abbia nessuna intenzione di guardare fuori da se stessa, e pertanto diventa difficile scorgere la via duscita da questo mare in tempesta. E se anche diventasse insopprimibile il desiderio di uscire con le proprie forze dal pantano, chiaro come, a quel punto, mancherebbe un vascello solido, sul quale approntare le manovre demergenza, sul quale affrontare le acque infide2. Sempre tornando ad epoche remote, inevitabile diventa il riferimento allArca di No, le cui vicende non andrebbero ovviamente interpretate soltanto in senso letterale, ossia come salvataggio di alcuni superstiti, al fine di rifondare una nuova civilt dopo la cessazione del diluvio. Il simbolo dellarca/vascello fa, difatti, il paio con quello del Graal, specificando unopera di salvaguardia e trasmissione di un bagaglio di saperi e di dottrine, oggi considerate eccezionali, corpus da trasmettere ai posteri. Esiste oggigiorno una fortezza altrettanto sicura dentro la quale proteggere un simile tesoro? Ma, soprattutto, esiste un simile tesoro? Le risposte, perlomeno a livello generale, ossia sottintendendo che singoli individui possano operare una selezione e un salvataggio di un loro tesoretto spirituale, sono chiaramente negative. Del resto ogni epoca si porta in dote le risorse che si merita, e a noi rimangono strumenti di navigazione piuttosto insoliti. Qui si allude al mare magnum dInternet. Con questo non intendiamo negare lutilit o la validit della rete, che nel giro di pochi secondi rende disponibile una mole dinformazioni enorme, ma non si pu, al contempo, ignorare come le moderne generazioni abbiano trovato, insieme a pensiero e cultura, distrazioni e specchietti per le allodole che ne hanno inficiato lindipendenza di prospettiva. E questo meccanismo dindebolimento ha in qualche modo preparato il terreno a un certo qual modo di fare, e di ricevere, politica.

La stella polare ad esempio rappresentava uno dei principali riferimenti per i popoli dei naviganti. E non a caso la stessa viene citata spesso in studi di tipo tradizionale, come simbolo di orientamento verso la dottrina delle origini e di quellordine cosmico che unisce, secondo direttive assiali, la terra con il cielo. Non questa la sede per affrontare nello specifico le valenze di questo simbolismo. Quel che Gunon chiamava Il Passaggio delle Acque. In questo link riportato un brano dello stesso Gunon su questo tema, http://www.gianfrancobertagni.it/materiali/reneguenon/passaggioacque.htm, purtroppo qui visto solo nella sua accezione individuale-microcosmica, quando, invece, vi anche un Passaggio delle Acque cosmico. Nella sua pi vasta opera dedicata ai simboli, invece, vi sono dei riferimenti pi estesi al tema, cfr.: http://lamelagrana.net/wp-content/uploads/downloads/2011/12/GuenonSimboli-della-scienza-sacra.pdf.
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Navigare su Internet comporta infatti dei rischi che non vanno sottovalutati: nella pi blanda delle opzioni sfavorevoli ci si smarrisce senza concludere nulla; in alternativa, sempre rimanendo nelle varianti negative, si finisce attaccati allamo di cattivi pescatori. Del resto proprio questo oceano virtuale, del mare, evidenzia, anche nel significato dei suoi soprannomi, il versante pi insidioso: quello della cattura. Non del resto il net, anche nel tennis e nella pallavolo, quella barriera su cui si infrange la pallina indirizzata dallaltra parte: cos lutente medio che naviga, rimbalzando da un polo allaltro, fino a quando non si arresta su un particolare che ha appunto catturato la sua attenzione. E qui comincia un possibile condizionamento, magari anche positivo, del suo pensiero e della sua personale esperienza. Ma pur sempre un condizionamento . Non dimentichiamoci, poi, che il dominio di Internet pi comunemente chiamato web, ossia rete/tela, laddove lordito pi famoso propriamente quello del ragno, di cui non dobbiamo certo svelare noi le valenze di tranello e insidia. Le acque che navighiamo ogni giorno sono peraltro sempre pi blu, ma non si tratta delle romantiche tinte marine, bens della cromia di Facebook e di Twitter, con tutti i loro likes, shares e tweets. una marea vasta, uniforme, che detta le proprie regole di semplificazione ed incapsula le nostre forme di ragionamento e giudizio. Twitter, ad esempio, ci offre un numero limitato di caratteri per esprimerci e non si tratta chiaramente di un esercizio scolastico finalizzato a migliorare le nostre capacit di sintesi, sebbene in Francia qualche anno fa Twitter sia stato utilizzato proprio a livello didattico3. E ancora Facebook e You Tube, con un semplice gesto, quello assai riduttivo del thump up, cinducono ad esprimere un gradimento, senza che vi sia spazio per argomentare le sfumature della propria opinione. Tra laltro, laddove su You Tube esiste perlomeno la possibilit anche del thumb down, su Facebook una vera e propria icona di stroncamento non sussiste, assenza che alcuni studiosi hanno interpretato come consequenziale di un diffuso e radicato buonismo da web4. Si tratta di una chiave interpretativa interessante, che peraltro fa perno su di un altro dei cardini di Facebook, ossia quel tasto di share che, con un semplice clic, ci consente di comunicare, in modo molto improprio ed impersonale, i nostri gusti e le nostre sensazioni a persone che riteniamo della nostra medesima cerchia5. Avremo modo di rinvenire in altre parti della nostra analisi come questi costumi virtuali siano lo specchio di un sentimento di amicizia e condivisione che agisce tra le persone, come unebbrezza collettiva, lasciando sul piatto anche una preoccupante mancanza di senso critico verso la realt che le circonda. E chiaramente non finisce qui. Se la realt virtuale del web negli ultimi 15 anni si sostituita alla vita sociale, trasformando il gioco della seduzione in un voyeurismo su vasta scala, e lamicizia in un mordi e fuggi generale determinato dalle aggiunte su Facebook, tale degenerazione ha raggiunto anche la dimensione politica e socio-culturale. E non ci riferiamo necessariamente al caso Snowden e alle rivelazioni sulle presunte operazioni di spionaggio che avrebbero violato i territori del web, in particolare il dominio di Zuckerberg, perch, al limite, con il senno di poi, si pu osservare come una piattaforma di questo genere gi di per s si prestasse a porgere il fianco ad ingerenze di questo tipo. Facebook and Co. sono luoghi in cui di fatto gli utenti rinunciano
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E non si trattato dellunico caso; sullesperienza francese si rimanda, tra i tanti possibili, a questo approfondimento: http://www.lastampa.it/2011/09/06/tecnologia/twitter-diventa-maestra-di-scuola3SZ4z34ZeZY1tASzdpQC0J/pagina.html.

Buonismo da web che ad esempio stato registrato da alcune rilevazioni statistiche, come quella coordinata un paio danni or sono da Claudio Altafini, matematico della Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati. Si veda, tra i tanti, questo articolo per capire di cosa stiamo parlando http://it.notizie.yahoo.com/blog/wired/ecco-perch%C3%A9-non-c-%C3%A8-il-don-t-094542966.html.
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La Cerchia del resto una delle opzioni principali di Google plus, il Facebook di Google, che appunto al posto delle classiche amicizie organizza delle reti di comunicazione e condivisione che agiscono e si propagano di cerchio in cerchio, come le forme prodotte dai sassi lanciati sullacqua.

spontaneamente a una buona porzione della propria privacy, e questa rinuncia chiaramente fa il gioco di chi potrebbe un giorno avere bisogno di saperne di pi sul loro conto. O gi ora... Ma in questa sede interessa soprattutto capire quale danno, paradossalmente, abbia ricevuto il peso politico del cittadino, nel momento in cui gli stata messa a disposizione una cassa di risonanza cos potente. Nel Medio Oriente, e in altre zone non ancora del tutto occidentalizzate del pianeta, da rilevare, peraltro, come i Social Network abbiano approvvigionato la rete degli oppositori, favorendo contatti tra di loro ed attrezzando lo smistamento delle informazioni allesterno. Per il mondo libero e democratico dellOccidente, gi abituato a praticare lopposizione alla luce del sole, invece Facebook diventato un grande catino di masturbazioni ideologiche, un terreno di ampi dibattiti e speculazioni, senza che tutto questo dimenarsi di pensiero desse luogo a movimenti realmente credibili ed operativi6. Si potrebbe anche assumere che la generazione dei Social Network abbia ricevuto questo strumento perch doveva farselo bastare in un periodo di profondo smottamento delle ideologie, ossia nel momento fatidico in cui erano le sabbie mobili dellintasamento a dover, per forza di cose, prevalere. sufficiente notare lattuale situazione politica per rendersene conto e, al contempo, onestamente registrare come non si sia arrivati a questo punto nel giro di una settimana. I primi semi del grande stallo furono infatti gettati quasi un secolo fa, allindomani della fine della Prima Guerra Mondiale, con la creazione della Societ delle Nazioni su pressione del Presidente americano Woodrow Wilson. Proprio la sua erede, lOnu, insieme allUe, le cui insegne peraltro richiamano lazzurrino di Twitter e il blu di Facebook, hanno perfezionato in modo sempre pi determinante il concetto di comunit extra-statale, agglomerato del compromesso, depauperato di destre, sinistre e centri, e in cui lorientamento politico stato gradualmente spezzettato a favore delle manovre del bureau globale: nessun programma politico, anche minimale, pu oggi ignorare questa prospettiva verticistica, e il governo di compromesso italiano ricalca esattamente questa situazione. Proprio a tal egida della generalizzazione e dello sgonfiamento degli impulsi ideologici pi vitali si affiancato, suo alleato (perfino involontario quindi tanto pi efficace), il cedimento ideologico favorito dai Social Network, che, consentendo a qualsiasi utente di diventare pensatore degno di parola, politologo o vaticanista alloccorrenza, lo ha reso a tal punto impegnato a dire la sua, che, nel frattempo, sotto il suo naso, e dietro le sue spalle, potevano maneggiare, sempre pi indisturbati, quei pochi che dirigono realmente i giochi. Ovvero la maglia dei Social Network diventata lestuario della maggior parte di quelle fiumane che, in anni pi attivi, sarebbero scese in piazza a protestare. E chiaramente questedulcorazione di fondo diretta conseguenza di una pigrizia che la comunicazione 2.0 ha saputo chirurgicamente iniettare negli ultimi anni, superando, in risultati, perfino le gi efficaci distrazioni televisive. Non del resto casuale che, sempre in Italia, il movimento che doveva consentire la maggior rottura degli ultimi anni abbia, involontariamente?, portato a quella situazione di stallo che oggi anima lattuale congerie politica. Anche il nome di questa fazione politica, se non si fosse capito facciamo riferimento al Movimento 5 Stelle, d lesatta misura di che cosa siano gli astri dei nostri tempi. Gli antichi, si diceva prima, sispiravano alle stelle per orientarsi in viaggio, o per orientare i loro edifici sacri, cos come del resto Dante tornava a riveder le stelle alla fine del suo percorso nella Commedia; questaltro genere di stelle fa invece il paio con tutte le limitatezze umane che, al di l della buona volont di alcuni, mancano delle illuminazioni superiori. Un punto cruciale sul quale avremo modo di tornare pi avanti nel prosieguo di questo breve scritto volante, pamphlet agile.

Ren Gunon in Considerazioni sullIniziazione, (Luni Editrice, Milano-Trento, 2003) nel capitolo XXIX, intitolato appunto Operativo e Speculativo, attribuisce proprio il decadimento della Massoneria al passaggio dalla fase operativa a quella speculativa, ossia dalla pratica del rito iniziatico alla discussione teorica. In effetti molti dei dibattiti dei giorni nostri, al di l della qualit intellettuale degli interpreti, mancano di questa spinta operativa che, un po come accaduto nellevoluzione delle logge massoniche, stata offuscata da un atteggiamento sempre pi dialettico.

Fatto sta, proprio questo movimento ispirato alle stelle nato sulla scia della cosiddetta democrazia del web, questampio castello, senza selezione alla porta, in cui tutti sono liberi di protestare, se non di accanirsi, senza grossi risultati, in un bellum omnium contra omnes di hobbesiana memoria. Per carit: legittimo, ma assolutamente poco costruttivo, nel momento in cui, agli sfoghi, non seguano azioni consequenziali e progetti praticabili. Grillo, pi volte, ha peraltro auspicato un futuro in cui tutti i cittadini potranno votare da casa, direttamente dal loro computer; come se non esistesse altro Dio allinfuori del wi-fi, aggiungiamo noi. Il web vi render liberi, saremmo insomma tentati di tradurre, mentre a noi sembra, al di l della ricchezza dei contributi e delle informazioni che si rinvengono su Internet, che questa fittissima maglia sia tutto e il contrario di tutto; una rete dunque dellinformazione e della contro-informazione, della notizia e della contronotizia. Una galassia oramai troppo introiettata per la mole totale degli interventi prodotti, che anche i contributi pi lucidi e innovativi rischiano di passare inosservati. In altre parole: se tutti parlano nello stesso tempo, sar grande la possibilit che tu non sia nemmeno ascoltato. E come interloquire in una sala daspetto, in cui tutti parlano ad alta voce, e sinfervorano e si bisticciano o si accordano, per poi subitaneamente tornare a non esser daccordo, in cui ad un tema ne segue immediatamente un altro, senza successione ordinata n scopo, salvo quello di chi cerca di condizionare le discussioni con i vari metodi che il marketing ha escogitato ultimamente. Locchio che doveva cacciare il Grande Fratello , di fatto, diventato la sua pupilla gemella, una forma alternativa di oppiaceo per i popoli7. Bench insomma lestablishment contemporaneo si meritasse la recente ribellione contro la casta8, parimenti il mondo dellopinione pubblica sembra arbitrariamente, e definitivamente, consegnato alle pastoie di un vacuo anticonformismo, in cui tutti si sentono detentori di unopinione significativa, che indubbiamente viene pi letta e commentata di quanto accadesse con le opposizioni del passato, ma che, di fatto, proprio per le modalit della giostra in atto, non presenta che un vago, e di facciata, peso politico. Si tratta dellimpotenza ottenuta con lo scatenamento dellopinione, probabilmente lesito finale della doxacrazia occidentale, doxacrazia9 - dominio della doxa, dellopinione che di solito si
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Si dice, infatti, che uno degli strumenti principe dellAnticristo per sedurre lumanit inconsapevole ed ottusa sia Il cantico delle parole sterili (cfr. R. Baschera, LAnticristo e le profezie sugli anni 90, Armenia editore, Milano 1985, pp. 121-124). Che molte cose di Baschera siano datate agli Anni 90 del secolo scorso, fuor di dubbio, ma, a parte questo suo lato che voleva applicare tutto alla situazione della sua epoca, il nocciolo duro interessante, cos come la raccolta che lui fece di tante leggende sullAnticristo, leggende e storie che andrebbero, una buona volta, interpretate simbolicamente e non letteralisticamente, come tanti han fatto, sbagliando, perdendone il significato vero e proprio. Purtroppo, questa mania continuata fino a noi oggi, con lossessione, per esempio, del Calendario Maya: la data del 21 dicembre dellanno scorso (2012) stata effettivamente importante, ma non per ci che taluni credevano fosse! Viviamo nel mondo delle parole sterili...

Innocente questioncella: ma la modernit non era nata per abolire ogni casta? Davvero? Beh, qui vi un punto di enorme importanza, sottaciuto e non visto, in specie da quei tradizionalisti il cui splendido compito stato, soprattutto, minare dallinterno quel po di vera Tradizione che rimaneva, dove per Tradizione non intendiamo n usi e costumi, n, tanto meno, un orientamento politico conservatore ed aggressivamente tale: qui sintende il legame con qualcosa che vada oltre lumano ma positivo. Infatti, vi anche un non-umano negativo ed avverso allumanit, non dimentichiamocene mai. Una delle ipnosi collettive indotte sta proprio nelloblio o nella totale inconsapevolezza di questa semplice distinzione fra i due non-umano presenti nel vasto Cosmo, dei quali quello negativo sembra oggi raggiungere un massimo di potenza espressa in ambito storico, mentre laltro una sorta di minimo di potenza espressa storicamente, avendo, questo minimo, conseguentemente lasciato spazio libero per il tradizionalismo suddetto. In altri termini, il potere legale, ufficiale non si fonda, nella democrazia occidentale, sulla forza del popolo, ma sulla libert individuale di manifestare la propria opinione: pi che democrazia (potere del popolo) si dovrebbe dire doxacrazia (potere dellopinione). Il consenso, che nellOccidente lo scopo
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confonde con la democrazia vera e propria, al punto che lequilibrio fra i poteri legislativo, decisionale, giudiziario lo si sacrificato sullaltare della doxacrazia, al punto che il meccanismo stesso del voto divenuto sempre meno decisivo e decisionale, un mero suggello a decisioni gi prese, il tutto con modalit sostanzialmente referendarie, ma non abrogative. Il referendum ha preso il posto del voto: si prende una decisione, e poi si attende la ratifica, in stile pienamente referendario.

essenziale del potere, risulta come una corrispondenza tra lopinione prevalente (la si chiami pure opinione pubblica) e le scelte politiche necessarie (Introduzione Larte di vincere, di A. Corneli, a Sun Tzu, LArte della guerra, Guida editore, Napoli 1988, p. 56). Signori, questa corrispondenza non corrisponde pi, essa saltata, stata sostituita da un simulacro. Ma rimane fermo che: chi comanda e domina lopinione domina il mondo. Il chi ovviamente una soggettivit collettiva, e non un individuo specifico. Ah, poich fondamentale per quest-i chi collettivi che il simulacro rimanga, per quanto la corrispondenza sia saltata, ne deve permanere il simulacro: il che spiegherebbe tante e tante cose... Finch anche la copertura dovr saltare. Lautore citato riecheggia lepoca della fine della divisione Oriente-Occidente, oggi lOccidente il mondo intero, come prospettive. Lui rimaneva legato alla coda dellepoca clausewitziana, quella della guerra fredda per intenderci, e la sua visione di Sun Tzu rimane legata alle applicazioni fatte in quellepoca precisa. Nondimeno, coglie un punto decisivo.

La cosa importante che ognuno starnazzi nel vuoto spinto, e cos creda di valere qualcosa10: il risultato sar una lotta senza fine fra opinioni contrarie, che inevitabilmente porter a risultati nulli. Sembra che la doxacrazia si sia voltata nella doxamania, la vera e propria ossessione dellopinione e della sua espressione, a qualunque costo e per quanto totalmente inefficace sia. In fondo, non altro che lapplicazione del vecchio adagio dvide et mpera perch, laddove ognuno pu dire la sua (inutile, inefficace, stantia, ripetuta, condizionata) opinione, le opinioni davvero

Perch voi valete, recita una pubblicit nota... Davvero?? non valiamo, perch il diritto stato revocato di fatto e per mezzo di tante piccole erosioni a latere: esso concessione, non pi possesso, e dunque lor signori continuino a prendere in giro le genti, cosa non difficile. Infatti, diceva J. Goebbels, ministro della propaganda del Reich hitleriano uno che di propaganda aveva, forse, una certa qualche pratica e viva esperienza... - Ripetete una bugia cento, mille, un milione di volte e diventer una verit. E la gente?, si dir. La gente un fattore variabile in unequazione, fattore variabile quindi oscillante, ma pur sempre un fattore: Quello che segue un paragrafo del libro Propaganda di Bernays: Quelli che manipolano il meccanismo nascosto della societ costituiscono un governo invisibile che il vero potere che controlla. Noi siamo governati, le nostre menti vengono plasmate, i nostri gusti vengono formati, le nostre idee sono quasi totalmente influenzate da uomini di cui non abbiamo mai nemmeno sentito parlare. Questo il logico risultato del modo in cui la nostra societ democratica [doxacratica, sarebbe pi giusto dire; ndAA] organizzata. Un vasto numero di esseri umani deve cooperare in questa maniera se si vuol vivere insieme come societ che funziona in modo tranquillo. In quasi tutte le azioni della nostra vita, sia in ambito politico o negli affari o nella nostra condotta sociale o nel nostro pensiero morale, siamo dominati da un relativamente piccolo numero di persone che comprendono i processi mentali e i modelli di comportamento della masse. Sono loro che tirano i fili che controllano la mente delle persone (Nexus n61 (aprilemaggio 2006), Speciale Propaganda, I Persuasori occulti, di Tim OShea, pp. 13-14, corsivi nostri). Tratto da: http://december-wolf.blogspot.it/2012/03/pr-public-relations.html. A poco, o nulla, serve leggiucchiare, conta sottozero se non ci si sa fermare su certi temi decisivi, ma ci si fa sempre trascinare dal flusso - questo gotha, questo dogma del mondo contemporaneo -: una nozione ha senso se e solo se ci si soffermi su. A pensarla, a soppesarla: s, pensare e pesare hanno la stessa radice! Ci si chieda: se cos, dunque, quali le conseguenze... Questo apre ad altre considerazioni, eventualmente portanti alla comprensione, comprensione che viene solo dopo del tempo e della concentrazione su di un tema qualsiasi. Rimane che: chi domina lopinione, ovvero la mente delle masse (che sono gruppi dindividui eterogenei riuniti per mezzo di criteri unicamente esteriori), ha nel suo palmo il mondo, e non sono mai stati i politici, anche se Lenin, Stalin, Hitler, Mao, lo stesso Napoleone e persino Mussolini, finanche Churchill e Roosevelt o De Gaulle, per quanto diversissimi, persino contrari ed opposti, tutti sapevano questo e non per teoria, ma nei fatti, e tutti vennero a patti con chi aveva questo effettivo potere, in cambio di qualcosa. Si sa che Hitler fu tra i seguaci pi rigorosi di queste cose, finch non volle troppo e si sa la fine che ha fatto. Oggi, per, non esiste il mettersi daccordo in cambio di qualcosa, oggi si segue pedissequamente, in cambio della sola visibilit e nullaltro, senza guadagnarci davvero nulla: la politica come videogioco o, meglio, un reality show; e, come ben si sa, il reality tuttaltro che reale, lo si potrebbe chiamare irreality show. La politica come un irreality? Forse chiss, ma, di certo, la politica uno show... Siamo guidati da gente di ultima scelta, umanamente parlando delle banali nullit; quelli erano ancora dei leader politici, pieni di limiti e difetti, ma statisti: noi siamo guidati da replicanti e robot, insomma da nessuno, da simulacri di politica e di decisori. Ma non se nesca qualcuno con il ritorno alla politica, fa ridere come il ritorno dei tradizionalisti, che non sanno, letteralmente, che cos la Tradizione. Tornando al punto, a suo modo e con il suo mood ovviamente dantan -, un vecchio film sceneggiava questo potere sulla mente degli uomini, peraltro citando un passo di una vecchia Cronaca medioevale, dove sinscenava il potere del Gran Maestro degli Assassini, che mostrava il suo potere inducendo un seguace, dietro un semplice ordine verbale, a buttarsi gi da una rupe. Al guerriero che credeva nel potere dellacciaio, il mago nero gli spiega il vero potere, quello della e sulla mente umana: Che cos lacciaio a paragone della mano che lo brandisce? (il link : https://www.youtube.com/watch?v=jet1MqnfRyM).

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pericolose per i veri detentori del potere - che sono i decisori veri e propri11 hanno, oggi pi che mai!, una enorme difficolt despressione, di visibilit ed influenza. La nostra opinione non ha mai avuto minor valore che da quando la possiamo, anzi dobbiamo, sovra-esprimere a iosa. Molto significativo esempio di inflazione/deflazione del valore dellopinione come strumento per interagire nelle arene pubbliche! In sostanza, viviamo nel mondo della dittatura quasi assoluta della doxa; si realizzato un percorso storico12. Pu continuare per sempre? Oppure deve trovare un suo punto dinversione, dove, ad un certo momento, un qualcosa le cui radici non sono nella mera opinione, dovr pur emergere? N si pu dire che questo qualcosa debba essere necessariamente positivo; potrebbe, dopo lepoca dellistupidimento e della doxamania di massa, giungere lepoca dellinsurrezione di massa, ma con modalit ben differenti rispetto a quelle storiche: potrebbe darsi davvero che le masse siano mosse da speranze salvifiche e pseudospiritualistiche piuttosto che economiche; leconomia ha strafatto il suo tempo come motore di mobilitazione totale di massa13. Ora, se cos , se questa la via presa, questo cambia tutto, e chi si
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In linea generale, per capire chi comanda, in un ambito qualsiasi, occorre porsi la domanda, e rispondersi ovviamente, su chi prende la decisione definitiva, quella che comanda lagire conseguente e susseguente. Chi decide davvero, quello comanda effettivamente, non importa come formalmente siano messe o appaiano le cose.

In un vecchio libro, sottovalutato perch pareva applicarsi allepoca atomica cosiddetta le armi nucleari: le usa solo se son poche, paradosso si sosteneva questa teoria: che lOccidente sia il regno della velocizzazione delle masse, per mezzo delle cose militari anche, ma, soprattutto, per mezzo della mobilitazione (= porre in moto) della strada, quindi delle auto, delle comunicazioni stradali e ferroviarie ed aeree (ma sulla rilevanza della velocit crescente lo stesso Gunon scrisse qualche pagina importante), sfociante nella mobilitazione di massa (cfr. P. Virilio, Velocit e politica. Saggio di dromologia, Multhipla edizioni, Milano 1981). Ora, quel che abbiam visto negli ultimi due decenni il diminuire della mobilitazione fisica, sostituita da una mobilitazione virtuale cibernetica ed informatica fortemente accelerante, ed accelerante senza posa: ben pochi hanno misurato le vere ed effettive conseguenze di un tale cambiamento, in ambito politico, come altrove. La realt che continuiamo a vivere nellepoca della mobilitazione totale: che cos, infatti, il mondo dei Social Network che lapplicazione di quella logica al mondo dInternet? Che cos quel mondo se non la mobilitazione totale dellopinione di massa? In altri termini: la mobilitazione totale non mai finita, ha solo cambiato volto. E lepoca nucleare o clausewitziana stata una versione sbiadita, una timida aurora di tenebra, a paragone dei ventanni del grande blocco che abbiamo visto e vissuto, e dellepoca di sblocco che si aperta dopo il 2011, e che deve ancora dar luogo alla sua forza effettiva e nascosta, al suo nascosto tsunami: s perch lo tsunami in alto mare non troppo diverso dalle altre onde, salvo il fatto che si tratta di un treno donde che viaggia insieme, diversamente dalle altre onde, le quali al contrario viaggiano ognuna da sola. Ma lo tsunami si rivela solo e soltanto vicino alla costa, ed improvviso. Scriveva Virilio, e si ponga bene in mente che lo scriveva nel 1981 (Italia, 1977 in Francia), son considerazioni attualissime, rispetto allattuale fascismo morbido (soft) mondiale instaurato pezzettino dopo pezzettino e che non sa vedere chi pensa che il fascismo sia quello duro (hard) ovvero stra-passato e storico: no, contano le intenzioni, le realizzazioni necessariamente mutano con i tempi. Ma veniamo a Virilio: Veder rinascere il fascismo, la paura espressa da molti dopo la rivelazione dei crimini perpetrati contro lumanit dai nazisti. Comunque sia, non essendo il fascismo mai morto, esso non ha bisogno di rinascere, certo non a causa di piccole storie sadico museografiche e commerciali, ma perch ha rappresentato una delle rivoluzioni culturali, politiche e sociali pi riuscite dellOccidente dromocrate [= basato sul potere della velocit, di porre le masse in moto con velocit; nota nostra], allo stesso titolo degli imperi del mare o dei domini coloniali, e ha certamente meno da temere dallavvenire di un comunismo che non ha pi di marxista che il nome e per il quale la fine della dittatura del proletariato stata lammissione del suo fallimento storico (Virilio, Velocit e politica..., cit., p. 100, grassetti nelloriginale). Parole del 1981! La sola Cina si salvava e non per caso, Mao sapeva come mettere in moto le masse, le voleva mettere in moto in funzione anti-capitalista ed anti-occidentale, chi venuto dopo di lui si rendeva conto che cera un solo modo di porle in moto, ormai, alloccidentale: ma il tema del porre in moto le masse
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attarda, nella doxamania presente, dove le opinioni le pi lontane dalla realt contano esattamente allo stesso modo, se non di pi, come quelle che davvero mordono una situazione reale, chi si attarda su vecchi sentieri perde di vista lessenza delle cose. Le acque cattive, se non cattivissime, in cui navighiamo, e a cui abbiamo fatto riferimento in apertura, sono dunque spesso quelle del web, territori in cui facilissimo perdersi, quando in verit si era sperato di individuare nuovi approdi sicuri e strumenti qualificati che rompessero con il teatrino degli ultimi anni. Qui diventa assolutamente naturale il parallelo con il mondo della spiritualit contemporanea, che in molti identificano con il termine di Et dellAcquario, una presunta era di rinnovamento, a lungo attesa (e su questo non ci piove) che sarebbe partita di l dal fatidico 21 dicembre 2012, mentre le sue origini vanno rinvenute ben prima: sarebbe lungo trattarne qui. Come evidente, peraltro, siamo sempre in ambiti di acqua e navigazione, bisogna per capire di quale tipo di acqua si stia parlando in questo preciso caso. Lacqua pu infatti essere intesa come elemento indispensabile per la purificazione, e in tal senso il diluvio universale citato precedentemente conserva questo particolare significato, soprattutto a ridosso di una fase di cambiamento, in cui per mezzo di un vascello salvifico, da interpretare a pi livelli, come abbiamo visto si passa da una fase allaltra, portandosi dietro il meglio lasciato in eredit dal ciclo precedente. Ma se let in cui si vive caratterizzata da una crisi continua che si estende in lungo e in largo senza soluzione di continuit? Allora lacqua, e ci tipico di questa fase, lungi dallessere il balsamo di un lavacro rituale, sar propriamente il suolo instabile del naufrago, del viaggiatore sballottato da una parte e dallaltra, immagine che abbiamo reso appunto citando le peregrinazioni sul web. La navigazione 2.0 invariabilmente uno specchio della frammentazione dellanima dei nostri tempi, che mancando di bussole e di orientamenti non sa pi dove parare, come lutente medio che si perde tra le varie offerte dello shopping online. Gran bazar della vendita, oramai
vi era presente sin dallinizio nel pensiero dellanziano filosofo cinese, il che non accadeva in Russia, dove si voleva bloccare le masse, e tale tentazione l sempre torna e ritorna ciclicamente. Il libro di Virilio presenta, in calce ai capitoli, delle citazioni interessanti. Il tempo della Rete il tempo del liquido, il compimento dellossessione dromocratica occidentale: Lessere votato allacqua in una continua vertigine. Muore ogni minuto incessantemente qualcosa della sua sostanza si distrugge (Bachelard) (ibid., p. 39, corsivi nelloriginale). Urrah! Non pi contatto con la terra immonda! (Marinetti) (ibid., p. 49). Di certo, anche la Russia bolscevica ha vissuto un momento di moto delle masse, quello strettamente rivoluzionario, seguito poi dal blocco: non casualmente il fascismo italiano poneva il futurismo tra i suoi mentori, mentre la Russia bolscevica, dopo un iniziale appoggio (Majakovskij), se ne distaccava. Il rischio ma nel comfort (Maresciallo Goering) (ibid., p. 57): si direbbe che questa sia la divisa della Germania nazista. Non ragionate! (Federico II [Hohenzollern dunque di Prussia, nota nostra]) ai suoi soldati (ibid., p. 69). Potete fare uninsurrezione proletaria a condizione che gli altri diano lordine di non sparare, se vi mettono davanti due battaglioni di carri armati la rivoluzione proletaria o niente sono la stessa cosa... (Andr Malraux, Conversazioni) (ibid., p. 85). Togliamo laggettivo proletaria, che oggi non ha nessun senso pi, sostituiamolo con integralista, populista, protestatario, anti-casta o No-X, dove X pu esser ci che piace, siamo nel dominio sfegatato della doxamania: ovunque la cosa abbia funzionato i carri armati non sono andati contro, un fatto. Dunque a monte vi stata una decisione di qualcuno/i, consapevole o non, eterodiretta o non, come che sia, cos stato. La sicurezza non si divide (M. Poniatowski, 4 marzo 1976) (ibid., p. 103), attualissimo, sebbene con modalit del tutto imprevedibili allepoca in cui fu scritto il libro di Virilio, ma, dopo l11 Settembre, la sicurezza divenuta un must, se non una sorta di ossessione. La sorpresa lessenza stessa della guerra (Sun Tzu) (ibid., p. 103), frase verissima, allora, ora e sempre. Tale frase posta in calce al capitolo intitolato: Lo stato demergenza (grassetto in originale): anche qui, per vie traverse, Virilio vide giusto, ma partendo dallossessione nucleare, quindi da un punto di vista sbagliato, dal quale lui passava al problema della sicurezza: qui vide giusto invece. E dove siamo noi, ormai, se non nello stato demergenza globale perenne? Partendo da un punto di vista limitato ai soli eventi dellepoca per in quel momento videro giusto, taluni: probabilmente certe decisioni sono state prese da chi di dovere in quellepoca l, e rinnovate negli Anni Novanta, per portare alloggi in cui siamo immersi.

sempre pi a buon mercato, che peraltro descrive anche lattuale ambito esoterico, costellato da tante conventicole e sette che offrono numerose e discutibili pseudo-iniziazioni, spesso appunto dalle pagine del web. Le acque sporche, come si vede, tendono a confondersi e a fraternizzare. Ma la pretesa risposta di una fatidica Et dellAcquario alla crisi spirituale odierna ben lungi dallessere convincente, proprio per la mancanza di riferimenti e qualifiche superiori. Trattasi di acqua poco limpida, e pertanto dalla superficie increspata; essa impedisce di vedere bene, di riflettere e di riflettersi adeguatamente. Si tenga poi presente, pi in generale, che lacqua , di per s, sinonimo di mobilit, di cambiamento, di provvisoriet. Per dare a se stessa un senso di compiutezza, lacqua ha bisogno della terraferma e, parimenti, il navigante di una meta verso la quale indirizzarsi. Cos come, daltro canto, lacqua versata necessita di un contenitore che le dia forma. Non un caso che la mitologia greca attribuisca la scoperta dellacqua a Pegaso, il leggendario cavallo, che dal monte Elikona, sebbene il racconto sia collocato anche in altri contesti, fa emergere una sorgente con una poderosa zoccolata. Per questo motivo il cavallo lanimale simbolo di Poseidone, il Dio del mare. Tra acqua e cavallo c del resto una naturale consonanza14: entrambi manifestano il potere dellistinto, della valanga che abbisogna di argini, della forza impetuosa che va indirizzata e guidata da una forza superiore, da un potere che trattenga15. E del resto, tanto lacqua che il cavallo, sono rappresentazioni dei movimenti psichici e delle proiezioni astrali e magiche, ossia di quelle forze sottili che irrompono direttamente dalla dimensione corporea e che necessitano di una guida, di un conducente che le veicoli nelle esatte misure e nelle giuste direzioni. Come dicevamo pocanzi larca di No seppe dominare queste acque indocili, cos come il suo simbolo complementare, la coppa del Graal, predisposto a contenere il liquido e a dargli forma e proporzione16. Mentre le attuali proposte spirituali, o meglio pseudo-tali, non ci sembrano per niente allenate e consapevoli circa questa delicata missione.
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Donde le onde forti son dette cavalloni, non a caso.

Quel potere che, tradizionalmente, si reputava essere dellImperium, che il Cristianesimo acquist, quella seconda spada di cui si alludeva nel Medioevo. Su questi temi, cfr. M. Cacciari, Il potere che frena. Saggio di teologia politica, Adelphi, Milano 2013, dove si allude al katechon dellApocalisse di Giovanni, la forza che trattiene lAnticristo dal manifestarsi, essendo che lAnticristo, nella prospettiva giovannea, gi presente ai suoi tempi sulla Terra, solo che doveva esser trattenuto fino al suo finale scioglimento, trattenuto dallImpero. La prospettiva di Cacciari, che non pu non conoscere queste cose, del resto evidenti nel leggere lApocalisse di Giovanni, purch la si legga fuori della mania dellapplicazione immediata e fuori della tendenza minimizzante ecclesiale, se accetta lidea che oggi una qualsiasi forma dImpero, nel senso classico, sia del tutto impossibile, sfocia per nel caos finale, in una situazione di ingovernabilit e di fin della politica che gi il nostro presente! LApocalisse dice qualcosa in pi, va avanti di un passo oltre. 16 Analogamente lo sciamano come ha rilevato, tra gli altri, Eliade si sposta a cavallo, e utilizza elementi del cavallo nel corso dei suoi riti. Si noti proprio la ricorrenza di questo animale in Mircea Eliade, Lo Sciamanismo e le tecniche dellestasi, Edizioni Mediterranee, Roma, 1974. In questa lunga carrellata lo sciamano ne esce descritto come lesperto a contatto di forze caotiche, fermo restando che lo stato attuale necessita di ben altro che di buoni sciamani, come avremo modo di approfondire pi avanti. Anzi, proprio la deviazione sciamanica, punto sul quale ha insistito pi volte Gunon, sarebbe una delle pi significative cause della degenerazione spirituale dellera moderna e contemporanea. Gunon nel 1948, sulle pagine di tudes Traditionelles, ebbe modo di notare, recensendo un articolo dello stesso Eliade (Le problme du chamanisme, comparso nel 1946 in Revue de lHistoire des Religions), come lesperienza sciamanica fosse chiaramente debitrice di un impianto cosmogonico tradizionale, derivato ad esempio dalla presenza del simbolismo assiale dellalbero cosmico quale axis mundi e da quelle rotture di livello che di fatto rappresentano lessenza delliniziazione. Peccato che lo sciamanesimo perdesse poi nel corso dei secoli questimpronta per decadere a contatto delle pi basse energie psichiche e infra-umane. Tanto che Gunon posizion proprio lo sciamanismo al fianco della stregoneria, in uno dei pi citati capitoli di Il Regno della Quantit e i Segni dei Tempi, Adelphi, Milano, 1982. Facciamo appunto riferimento al capitolo XXVI, Sciamanismo e Stregoneria, p. 173 e sgg. E se ancora in quella sede Gunon aveva modo di dare per

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assodato limpianto cosmologico proprio dello sciamano, evidenziandone i tributi alla simbologia tradizionale, ben pi presenti, e non poteva essere altrimenti dal momento che lo sciamanismo veniva affiancato alla stregoneria, erano qui le sottolineature inerenti i pericoli dellattivit sciamanica. Ne riportiamo una delle pi rilevanti, citando proprio lautore: A dire il vero, sono presenti, sotto questo riguardo, indizi piuttosto inquietanti: uno di questi il legame che si stabilisce tra lo <<sciamano>> e un animale, legame che riguarda esclusivamente un individuo, e che di conseguenza non in alcun modo assimilabile al legame collettivo che costituisce quello che, a torto o a ragione, viene chiamato <<totemismo>>. Occorre dire per, che ci a cui ci troviamo di fronte potrebbe essere, in se stesso, suscettibile di uninterpretazione affatto legittima, senza rapporto alcuno con la stregoneria; sennonch quel che gli conferisce un carattere pi sospetto il fatto che almeno presso certe popolazioni, se non in tutte, lanimale allora considerato in qualche modo come una forma dello stesso <<sciamano>>; e da una identificazione del genere alla <<licantropia>>, quale esiste in particolare presso i popoli di razza nera, il passo non poi cos lungo come forse si sarebbe tentati di pensare, cit., p. 177-178. E curioso peraltro notare come le conclusioni di Gunon sullo sciamanismo abbiano dato vita a una certa confusione, ad esempio nelle pagine di Elmire Zolla, come stato peraltro rilevato nellinteressante contributo curato da Pietro Nutrizio, Ren Gunon e lOccidente, Luni Editrice, Milano-Trento, 1999. Oltre ad alcuni dei pi grandi fraintendimenti, per essere eufemistici, sullopera e la vita di Gunon, tra cui la presunta, e fantasiosa, conversione di questultimo allIslam, proprio un capitoletto viene qui dedicato allincomprensibile giudizio dato dallo Zolla sul presunto non-interessamento di Gunon allo sciamanesimo (ci riferiamo al capitolo IX, a firma A. Balestrieri intitolato appunto: Lo sciamanismo di Elmire Zolla). Ricominciamo proprio dallasserzione chiave di Zolla, riportata in apertura di capitolo, e tratta da una recensione comparsa niente meno che sul Corriere della Sera, il 9 gennaio del 1994. Recensione peraltro di uno dei testi postumi del Gunon, comparso per i tipi di Adelphi nel 1993, ossia Scritti sullesoterismo islamico e il Taoismo, in cui lo Zolla rinfacciava a Gunon alcune lacune, ricordando al lettore [] che una vasta parte di conoscenza gli era rimasta preclusa (a Gunon sintende parentesi nostra), come quella che concerne il mondo sciamanico. Proprio le annotazioni che abbiamo riportato pi sopra dimostrano, altres, come Gunon sapesse fin troppo bene che cosa fosse lo sciamanismo. Forse Zolla avrebbe dovuto precisare come Gunon avesse, pi che altro, escluso lo sciamanismo dalle scienze tradizionali proprio perch, al di l di alcuni rilevanti punti in comune a livello di scenario, le pratiche di questultimo segnavano un pericoloso allontanamento dalle dottrine primordiali, sfociando in territori limitrofi alla stregoneria. Ma del resto, proprio come notato dallo stesso Balestrieri, lo Zolla ebbe una visione distorta dello sciamanismo, tanto che nel suo Uscite dal Mondo (Adelphi, Milano 1992) us impropriamente il termine iniziatico in riferimento a pratiche che sarebbe molto pi sensato definire come contro-iniziatiche. Proprio Balestrieri, a p. 247 della raccolta che contiene il suo intervento, cita uno stralcio originariamente posizionato a p. 22 di Uscite, nel quale lo Zolla cos argomentava: Ancora oggi presso alcune trib africane, e persino in certe societ iniziatiche (? punto di domanda assolutamente condivisibile inserito dal Balestrieri) del Magreb, ci si addestra a diventare pantere, scivolando con i muscoli protesi e tuttavia calmi nella boscaglia, lanciando ruggiti maestosi e feroci. Tanto vero che proprio in nota allintervento che abbiamo riportato precedentemente dal capitolo XXVI di Il Regno della Quantit e i Segni dei Tempi, Sciamanismo e Stregoneria, sempre Gunon riferiva delle pratiche di unintera popolazione di licantropi da collocarsi in Sudan e di altri gruppi noti come Societ del Leopardo, dediti a forme analoghe di sciamanismo deviato. dunque chiaro che ci che per Zolla rappresentava una lacuna di conoscenza, che peraltro una conclusione confutata dagli interventi che Gunon ha lasciato sullargomento, per il metafisico di Blois era al limite una voluta omissione, dal momento che era per lui impensabile trattare lo sciamanismo alla stregua di una dottrina tradizionale. E come avrebbe del resto potuto essere concepibile visto labisso che separa la metafisica tradizionale dalle pratiche sciamaniche, soprattutto quelle decadute e deviate? Losservazione di Zolla giungeva dunque doppiamente inopportuna: innanzitutto perch Gunon non possedeva lacune di sorta sul tema sciamanismo, di cui anzi aveva parlato precisandone i pericoli; e, secondariamente, perch eventuali omissioni erano per cos dire dovute proprio alla comprensione del fenomeno, che andava associato il meno possibile agli argomenti tradizionali. Col senno di poi possiamo dunque rilevare che la conoscenza semmai fu preclusa allo Zolla: peccato che la voce di questultimo echeggiasse dalla prestigiosa terza pagina del Corriere della Sera, mentre le doverose confutazioni di tanta confusione dovettero organizzarsi su tribune decisamente meno visibili. un esempio del resto fin troppo noto di come lerudizione e le capacit dialettiche, che Zolla indubbiamente possedeva, insieme anche a un promettente, sulle prime, senso della decadenza contemporanea, vengano da tempo confuse con la vera conoscenza, che daltro canto non ha

Ben venga dunque lacqua del cambiamento, perch indubbiamente dallo stato attuale pur necessario uscire. Ma quali metodi di navigazione ci vengono offerti oggigiorno, quali strumenti e quali punti di riferimento? Se unet dellAcquario davvero cominciata, noi vediamo tantissime acque in burrasca da affrontare, ma nessun capitano credibile che si metta al timone della barca.

bisogno di dare sfoggio dabilit dialettiche per centrare il nocciolo del problema. E cos accaduto che negli ultimi 50 anni, volontariamente e involontariamente (perch parimenti verosimile che Zolla agisse in buona fede), si sia arrivati a confondere lo sciamanismo con una regolare dottrina tradizionale, mentre proprio certo sciamanismo deviato potrebbe essere considerato serenamente il suo esatto contrario, anzi il suo nemico pi agguerrito.

Capitolo 1. Il cibo, la Terra


C la far il Brasile a terminare in tempo i lavori sugli stadi che ospiteranno le partite dei Mondiali dellanno prossimo? Rio de Janeiro sar pronta ad accogliere degnamente i milioni di visitatori attesi per i Giochi Olimpici del 2016? Di solito le domande sui traguardi temporali riguardano le sfide che una citt, o una nazione intera, si posta al fine di rispettare una scadenza che la mette sotto i riflettori di tutto il mondo. Nella maggior parte dei casi ci sono di mezzo i grandi eventi sportivi, quelli che richiamano un grande pubblico e che spostano una gran mole di danaro. Le domande di cui sopra, pertanto, pur retoriche e fini a loro stesse, se non altro implicano un obbligo da parte dellorganizzatore di chiudere in tempo i lavori di preparazione. Ovvero: il Brasile e Rio de Janeiro, nelluno e nellaltro frangente, ci dovranno riuscire per forza a far quadrare i loro conti. E ce la faranno, verosimilmente, perch il mondo intero intanto li sta a guardare. Piuttosto dovrebbero spiegarci perch il mondo intero dovr risolvere i suoi problemi di alimentazione e nutrizione (e la sua lotta contro la povert) entro il 2015? Questa domanda, che chiaramente retorica e volutamente provocatoria (perch non nelle possibilit di nessuno mettere tappi a crisi talmente grandi in un cos breve lasso di tempo), tuttavia giustificata dal fatto che il 2015 (ossia dopodomani) una data ricorrente in discorsi di un certo tipo17. Innanzitutto non sfugge come il 2015 sia lanno della prossima Expo, che verr ospitata da Milano: lassociazione tra questa data, e lhappening in questione, a tal punto automatica che se uno googla 2015 come secondo risultato scova proprio il sito ufficiale dellevento (http://www.expo2015.org/). Poco male, lExpo, si sa, uno dei pi importanti appuntamenti a livello internazionale, al pari dei Mondiali di calcio e delle Olimpiadi che abbiamo citato in apertura. E anzi dovremmo essere qui a rallegrarci che la tanto bistrattata Italia di inizio millennio abbia loccasione di ospitare, attraverso la pi produttiva delle sue citt, un evento cos importante. E infatti ce ne possiamo anche rallegrare: lExpo dar, si spera, lavoro a tanti giovani e a qualche disoccupato e offrir visibilit, portando turisti e visitatori da tutto il mondo. Dovrebbe quindi essere come manna dal cielo e speriamo che effettivamente per qualcuno, e non per i soliti faccendieri in doppio petto, effettivamente rappresenti unoccasione di riscatto. Volendo per guardare meglio, potremmo notare che la scelta di Milano come sede dellExpo ricalchi esigenze politiche abbastanza consumate: ossia lennesimo premio a una citt comunque attiva (meno povera di altre nella non ricchezza generale di oggi), in cui trovare lavoro (perlomeno un lavoro, al di l di quanto gratifichi e di come sia retribuito) non quellimpresa miracolosa che distingue negativamente altre zone dItalia, soprattutto da Roma in gi Diciamoci la verit: Milano indubbiamente la citt pi europea tra quelle italiane, lunica che a livello economico e affaristico detenga contatti seri con il nucleo tedesco che al momento tira le fila della vita politica continentale. Se consideriamo che lavversaria di Milano per lorganizzazione dellExpo 2015 era Smirne (non Ankara, non Instabul) ci rendiamo conto di come la vittoria del capoluogo lombardo rientri perfettamente nel novero dei finali prevedibili e un po premeditati. Non comunque questo il contenuto dellExpo 2015 che desta maggiore perplessit. Anzi, al contrario, perch ogni sospetto che abbiamo avanzato sul conto di Milano dovrebbe in teoria essere stornato dalla solenne bont e generosit del tema portante della manifestazione: nutrire il pianeta, energia per la vita. Appunto che c di male, dov lo scandalo? Di male, in teoria, non ci sarebbe proprio nulla: cercare di porre un limite agli attuali sconquassi ambientali ed eliminare le ingiustizie legate al cibo, che fanno s che mentre met della popolazione mondiale oscilli tra il sovrappeso e lobesit, laltra restante muoia di stenti, non giusto, sacrosanto! E allora cos che non ci convince? La modalit. Sembra il cos detto sogno troppo bello per essere vero, tanto che di solito scene del
Il che, per, non distaccato da tendenze alla sterilizzazione di massa, ovvero la diminuzione della popolazione sulla Terra, cfr. http://it.wikipedia.org/wiki/Georgia_Guidestones.
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genere si vedono soltanto al cinema. Al punto di chiedersi: a chi giova, cui prodest?- che poi la domanda che bisogna farsi sempre davanti ai fatti significativi della storia- e quali occasioni di controllo offre una propaganda di risanamento del pianeta cos ostentata? Se si ricorda quanto detto a proposito della doxacrazia, abbiamo limpressione che anche in questo caso tanti validi argomenti e cos belle parole rientrino in una generale campagna di disinformazione e di distrazione delle masse che, persuase di fare il bene e di contribuire al grande risveglio del pianeta, finiscono per non guardare pi in l del loro naso. Mentre qualcun altro, per forza di cose, continua a tirare le redini. Se ci pensiamo questo procedimento anche unestensione su vasta scala di tutte quelle campagne pubblicitarie che i grandi marchi alimentari utilizzano per convincere i clienti della bont dei loro prodotti. Bont, ma soprattutto affidabilit e sicurezza, nel rispetto dellambiente e dei lavoratori coinvolti nella cos detta filiera, altra parola magica che d limpressione di una catena seguita in tutte le fasi e nei minimi dettagli. Con amore e con passione. Ovviamente. vero che la pubblicit inganna, tuttavia le contraddizioni sono sotto gli occhi di tutti: se gran parte delle aziende alimentari fanno le cose per bene, perch il sovra-sfruttamento delle risorse e linsostenibilit della produzione agro-alimentare sono la causa principale dei dissesti ambientali ed ecologici del pianeta? E non siamo noi a dirlo, ma proprio quelle campagne di sensibilizzazione che, spesso attraverso i medesimi partner commerciali di cui sopra, pretendono di inculcare le soluzioni necessarie alla rivoluzione ecosostenibile. Insomma il solito serpente che si morde la coda. O, per meglio dire, che si mangia la coda Ma torniamo alla data chiave: il 2015. Non infatti solo la prestigiosa EXPO a ricordarci che quello sar lanno della grande sensibilizzazione planetaria. Abbiamo trovato anche un altro sito che rende lanno in questione perfino pi decisivo http://www.endpoverty2015.org/ - ovviamente con la voce End Hunger in primo piano. End Poverty 2015 , pi in generale, il nome di questa Millennium Campaign e addirittura nella parte superiore della home page c un counter che introduce lentamente al fatidico 2015, e che a questo punto riecheggia i famosi countdown dei siti ufficiali dei Mondiali di Calcio e dei Giochi Olimpici che abbiamo citato allinizio. Solo che mentre questultimi, a meno di eventi catastrofici, verosimilmente avranno luogo, non vediamo in che modo il 2015 (che ribadiamo dopodomani) possa davvero segnare la fine della povert e di tutti i mali e le ingiustizie che assillano il nostro disastrato pianeta. Ora, se fosse per noi povert, inquinamento, fame e mortalit infantile sparirebbero non domani, ma fra un secondo esatto. Ma dato che non viviamo nel mondo delle fiabe e che la storia recente lastricata di tante delusioni preannunciate dai soliti buoni propositi, non riusciamo francamente a capire come una data precisa, e cos ravvicinata, possa in qualche modo sponsorizzare, anche solo emotivamente, la fine di tutti i mali endemici del pianeta. Se davvero esiste una bacchetta magica nelle mani di qualcuno gli chiederemmo pertanto di non farci attendere altri due anni, ma dintervenire subito!

Capitolo 2. Lambiente
Luomo moderno non adora altro che quello che trova sulla terra, sia artificialmente da lui costruito (si tratter allora di sinistra idolatria nei confronti del denaro o del potere a esso correlato) oppure di ci che gli stato naturalmente offerto in dono. Ma da chi e secondo quale prospettiva? La domanda chiaramente dovrebbe essere di quelle fittizie, e invece si rende necessaria perch la natura non pi percepita per quello che realmente, ossia come una delle (tante) manifestazioni della creazione; manifestazione della quale partecipa ovviamente anche luomo, inteso come suo aspetto. Sebbene alluomo, diversamente che a un platano!, siano date ben altre possibilit di liberazione! Ci torneremo, perch uno dei punti cruciali di questa trattazione. Per il momento ci basti notare come ogni visione che assuma come punto di partenza una dimensione superiore, non avr problemi a interpretare la natura, o meglio la natura naturata, come riflesso di una natura naturans, ossia di un principio pi alto che ha generato il mondo della manifestazione a sua immagine e somiglianza. Chi invece, daltro canto, -e ci sembra che sia la gran parte di chi questi problemi perlomeno se li pone- questo principio superiore lo intenda, o molto superficialmente oppure negandone di fatto lesistenza, vedr la terra come una grande entit, germinata da se stessa, autoalimentatasi nel corso delle ere secondo meccanismi puramente biologici e funzionali a leggi presenti, appunto, in natura. Il che sarebbe un po come dire che una donna provvede da sola alla sua fecondazione, oltre ovviamente ad operare poi per conto suo tutte le pratiche successive, fino al parto conclusivo! Con questo ovviamente non intendiamo affermare che questa moderna tendenza generale a vedere i comportamenti della natura, che poi di fatto la prospettiva scientifica, non ne ammetta le intime regole e, allinterno del suo grande operare, non ne evidenzi il costante, e inevitabile, incontro tra fattori maschili fecondanti e fattori femminili da fecondare, tuttavia questa visione come cristallizzata, autonomamente inserita in un grande plastico che luomo osserva da fuori, senza percepire la natura quale specchio mirabile di un grande tutto, che deborda oltre i limiti della manifestazione. Della natura e dellambiente si fa dunque un tempio in ghiacciaia. Il che merita evidentemente delle specifiche storiche per cercare di capire in che modo, e in che tempi, si sia prodotta tale involuzione. La maggior parte dei culti antichi, prima di inserire i tratti antropomorfici dei singoli Pantheon nella sua metafisica, ammetteva la presenza del numinoso in natura. Tale era del resto la valenza del Nemeton druidico, santuario allaria aperta, spesso delimitato, e identificato, da alberi e cespugli18.
Non va del resto riferito al solo mondo celtico questo ambito di forze, essendo ad esempio celebre il caso del Rex Nemoriensis, il sacerdote di Diana del lago laziale di Nemi (si nota lassociazione con Nemeton), il cui particolare caso stato indagato da James Frazer in Il Ramo dOro Studio sulla magia e la religione, Bollati Boringhieri, Torino, 1964; rimandiamo in particolare al capitolo I (p. 9 e sgg.) dove viene appunto ripreso il caso del Rex Nemoriensis, che diventava tale dopo aver ucciso in duello il suo predecessore. Da questo punto di vista lo studio di Frazer un compendio di informazioni davvero notevole, utile a capire la mentalit di alcune popolazioni che vivono tuttora nel mondo secondo unottica giudicata primitiva. E tale del resto il punto di vista che costella lopera dello studioso scozzese, che vede in un indefinito passato unera abbozzata rispetto allera del progresso, una prospettiva che chiaramente contraddice il punto di vista tradizionale. Non peraltro questa la sede in cui essere nostalgici per alcune fasi storiche del passato, che avevano gi avviato un preciso corso di decadenza e che ovviamente non offrono paradigmi validi per la risoluzione della crisi attuale, che va vista sotto la luce che le appartiene. Ci non toglie che le popolazioni antiche, proprio perch pi attuale era il contatto con la sacralit della natura, avessero nei riguardi di questultima un approccio del tutto particolare. Rimandiamo in tal senso anche allo studio di Richard Buxton, La Grecia dellImmaginario I contesti della Mitologia, La Nuova Italia, Firenze, 1997. Buxton ripercorre infatti la prospettiva dello straordinario che la natura e il paesaggio suscitavano nella mentalit e nella quotidianit delluomo greco. Il capitolo VI (da p. 93) documenta come le montagne, in particolare (ma anche mare, caverne e sorgenti) fossero gli spazi altri rispetto alla consuetudine cittadina, in cui luomo poteva appunto incontrare il numinoso, il divino, chiaramente anche nelle sue
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Dato che in gaelico Nemed significa sacro, se ne deduce che la natura originariamente intesa fosse di fatto, in automatico, sacra, come del resto lo era la maggior parte degli ambiti della manifestazione. Solo in un secondo tempo il tempio, strutturandosi in edifici specifici, avrebbe evidenziato un maggiore distacco dalla natura, sebbene il legame con essa, perlomeno simbolicamente, rimanesse intatto19. Loriginaria continuit tra il sentire sacro delluomo e la natura si del resto sempre di pi allentata nel corso dei secoli, tanto che la seconda alla fine come sgusciata da quella percezione che un tempo la rendeva parte di un tutto20 modulato sui ritmi di unintelligenza superiore, diventando di fatto una forza autonoma, a s, che luomo doveva cercare, gioco-forza, di accettare e limitare. Soltanto in certa superstizione popolare (non disturbare il vulcano che dorme) se non nelle manifestazioni animiste delle civilt primitive perpetratesi in rare zone del mondo, e che tanti antropologi si curano ancora di osservare sotto la loro lente dingrandimento, la natura rimasta come eco del mistero divino, come anima pulsante di un potere insondabile e, in ogni caso, minaccioso e, per forza di cose, sovrano sui destini delluomo. Le grandi religioni hanno invece assunto una posizione di comodo nei confronti dellambiente e della natura, conservandoli in teoria - chiaro - come grande specchio della perfezione divina, unimmagine che peraltro si avvicina alla concezione della dottrina primordiale, tuttavia evitando di offrire al proprio gregge strumenti che di questa simpatia metafisica tradissero una consapevolezza pi ampia. Ecco insomma che le religioni contemporanee, e il cristianesimo occidentale qui a offrirci una continua testimonianza di questa fenomenologia, operano una blanda, e diplomatica, commistione con i grandi movimenti di sensibilizzazione sulla natura, senza indagare oltre quanto fosse elevata in origine la corrispondenza tra macrocosmo e microcosmo. Se ne deduce dunque che la natura vada salvaguardata, ma quanto ancora interpretata, e capita, quale spazio realmente sacro?21 Questa distorsione indubbiamente una delle pi rilevanti della storia della cultura occidentale, tanto che non passata inosservata presso colui il quale la decadenza, proprio dellOccidente, ha cercato di spiegarla, e arginarla laddove possibile, pi intensamente. L assist va chiaramente a Ren Gunon e al suo frequente ritorno sul problema dello snodo tra Medioevo e Rinascimento; questione che peraltro decisamente significativa, ma che non stata indagata come si doveva nei suoi effetti deleteri. Sta di fatto che il Medioevo, lungi dallessere quellet oscura che molti hanno classificato furtivamente soprattutto rispetto alla luminescenza rinascimentale, rappresenterebbe per lo studioso francese, au contraire, il canto del cigno di una certa tradizione occidentale, spazzata via dalla persecuzione dellOrdine Templare, che infatti avrebbe dovuto riorganizzarsi sotto altra forma, penetrando in quei gruppi che ancora Gunon presentava, come residui e superstiti, in pieno
manifestazioni pi inquietanti e oscure. Basti questa breve citazione sul valore della montagna per capire di quali prospettive stiamo parlando: [] una montagna un luogo di capovolgimenti. Cose che normalmente sono separate vengono messe insieme, poich le distinzioni della citt sono crollate. Il divino e lumano si congiungono sulle montagne, cit. p. 105.
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Ad esempio nel simbolismo del Luz, il nocciolo dellalbero di mandorlo, o esso stesso albero di mandorlo, che viene citato nel libro del Genesi a proposito del sogno di Giacobbe circa la definizione di un centro terreno che possa essere rispondente dei piani divini. Cfr. Genesi, 28, 18-19. Sul Luz in quanto Beithel anche il capitolo dedicato da Gunon ne Il Re del Mondo, pp. 66-77, e i riferimenti alle Pietre del fulmine e alle Armi simboliche in Simboli della Scienza Sacra, p. 155 e sgg.

A questo tutto del resto corrispondeva propriamente il Pan delle religioni classiche, una figura che sarebbe appunto il caso di spiegare, al di l delle volgarizzazioni successive, come rappresentazione dellunione tra il principio attivo, Purusha, e quello passivo, Prakriti, che a loro volta corrispondono con la Natura Naturans e la Natura Naturata che abbiamo citato precedentemente.
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http://associazione-federicoii.blogspot.it/2013/06/la-natura-come-spazio-sacro-una.html.

Novecento, ossia la Massoneria e il Compagnonaggio, laddove peraltro entrambi erano eredi di una comune matrice originale. Lumanesimo rinascimentale, altres, ha indiscutibilmente avviato un processo di rottura e menomazione, di fatto andando a infrangere quellimprescindibile unit delluomo con la natura che si era perlomeno conservata allinterno della societas medievale. Con questo non intendiamo affermare che il Medioevo rappresenti una soluzione ai problemi odierni: quando parliamo di Medioevo diamo per assodato un gi evidente stato di decomposizione, da Kali Yuga avanzato! Tuttavia non possiamo non sottolineare lo strappo che in pochi (pochi ovviamente rispetto ai soliti cori afoni e pochi, peraltro, rispetto allevidenza del misfatto) hanno notato, ossia la crisi instaurata dalla prospettiva umana troppo umana del pensiero rinascimentale, che andando a separare luomo dalla natura che lo circondava, ha lanciato i germi di quella totale assenza di prospettive superiori che ha via via determinato il disastro contemporaneo. E dato che per molti moderno sinonimo anche di evoluto, siamo costretti a ricordare come dal moderno ed evoluto Umanesimo rinascimentale non siano fioriti soltanto i neoplatonismi e le pitture raffinate, ma anche la pi temibile, e a posteriori, fatale invenzione delluomo. Ci riferiamo chiaramente alla comparsa delle prime armi da fuoco in Occidente22, che di fatto ruppero con la tradizione militare, aprendo a quelle morti su larga scala che oggigiorno non fanno nemmeno pi notizia. Lo stesso Leonardo, indiscusso genio ovviamente (ma anche in quali direzioni!?!), ebbe in dote propriamente quel difetto, tutto umano/umanista, di voler ad ogni costo superare i precedenti limiti delluomo, relegando in soffitta certa sana soggezione nei confronti della natura e dei misteri del creato. Dante nella Commedia faceva fare una brutta fine a Ulisse proprio per una simile ostinata ribellione23, mentre Leonardo fu celebrato per la sua brillante versatilit nellesaudire i sogni degli ingegneri militari e dei committenti pi curiosi ed esigenti della sua epoca. Egli arriv addirittura al tentativo pi azzardato: quello di lanciare luomo nei cieli, 500 anni prima della conquista dello spazio. A quanto pare, proprio Leonardo scriveva a proposito del macchinario che aveva concepito studiando il volo degli uccelli: piglier il primo volo il grande uccello sopra del dosso del suo magno Cecero, empiendo luniverso di stupore, empiendo di sua fama tutte le scritture e gloria eterna al loco dove nacque la natura veniva dunque osservata e presa ad esempio, ma soltanto per essere superata! Chiaramente il superamento della natura da parte delluomo, novello demiurgo e novello creatore, non segn solamente un nuovo approccio culturale, ma divent anche la base di una rinnovata concezione religiosa, quella del Cristianesimo riformato. Proprio sulla scia di Lutero e Calvino, il problema della fede si attualizz e risolse in un episodio sempre pi personale, in cui la lotta tra il bene e il male, lungi dal risolversi in una questione di libero arbitrio, si apriva a una aprioristica salvezza per tutti. Non che il Vaticano di allora non meritasse una strenua critica e opposizione,
Si rimanda in tal senso al film di Ermanno Olmi, Il mestiere delle armi (2001). A livello bibliografico si rinvia invece allingente studio di Franco Cardini, Quellantica Festa Crudele Guerra e cultura della guerra dal Medioevo alla Rivoluzione Francese, Mondadori, Milano, 1995. In particolare il capitolo III, O maladetto, o Abominoso Ordigno, aiuta a ricostruire la crasi che di fatto si realizz nellarte della guerra tra 1400 e 1500, anche attraverso il giudizio di chi, tra i coevi, fu pronto a leggere fin da subito i cambiamenti in atto, Machiavelli e Guicciardini, in primis. Dante come noto incontra Ulisse e Diomede nel canto XXVI della Commedia. Si tratta di uno dei pi famosi passi dellintera opera, poich legato alla commossa narrazione di Ulisse. Prima che Odisseo racconti come il suo viaggio finisca tragicamente nei vortici marini, di l delle colonne di Gibilterra, Diomede appare silenzioso, a fianco del compagno greco, immerso in una fiamma che lo consuma. la consunzione iniziatica dellorgoglio umano: lo stesso Ulisse viene bandito dalla luce di Dio, perch ha voluto bruciare le tappe piuttosto che il suo orgoglio. Per i significati ermetici della Commedia, si veda Bruno Cerchio, LErmetismo di Dante, Edizioni Mediterranee, Roma, 1988. Per una visione dinsieme pi completa sulla scienza dantesca, Ren Gunon, Lesoterismo di Dante, Adelphi, Milano, 2001
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ma come spesso accaduto nella storia delluomo a un male assodato si rispose con un male addirittura peggiore! Allinterno di questa nuova prospettiva, la stessa natura, che in precedenza era armonicamente inserita nel tutto macrocosmico, cominci gradualmente a vivere di vita propria e come tale a essere studiata, ossia attraverso una scienza che, non essendo pi tradizionale, anticip di fatto i primi crismi della modernit. Proprio nellibrido ermetico/neoplatonico rinascimentale alcuni studiosi hanno del resto posto le basi della scienza moderna24. Chiaramente non si tratta di un fenomeno che si esaur dalloggi al domani, e indubbiamente elementi di una dottrina tradizionale, tuttavia edulcorati e sfuggenti al crisma di unit che contraddistingueva la conoscenza precedente, confluirono nel pensiero dei Maestri dellepoca. Marsilio Ficino, Pico della Mirandola, Paracelso, Tritemio, Agrippa di Nettesheim, tanto per citarne alcuni, furono tra gli ultimi eredi di questa visione ermetica, e il solo fatto che essi siano ricordati, alloccorrenza, come maghi, scienziati, filosofi, medici, o tutte queste cose insieme, d lesatta misura di come, attraverso un embrionale culto della personalit, le verit tradizionali avessero cessato di funzionare come contenuti di verit, al di l dei loro contenitori specifici. La voce cominciava insomma, sulla scia delle tendenze umanistiche, a diventare pi importante del suo enunciato25.
E la teoria ad esempio di William Eamon in La scienza e i segreti della natura - I Libri di segreti nella cultura medievale e moderna Ecig, Genova, 1999. Lo studioso americano nel suo copioso testo ha infatti modo di rinvenire come un ingente corpus hermeticum medievale sarebbe poi confluito negli ambiti che avrebbero segnato gli esordi della scienza moderna, proprio attraverso un ibrido di stampo rinascimentale. In effetti la letteratura medievale dei vari Alberto Magno, e i prontuari sulle erbe attribuiti a Odone di Meung, autore presumibilmente dellXI secolo, di cui poco si sa con certezza - si veda in tal senso la summa a lui attribuita in Virt delle Erbe, Citt Nuova Editrice, Roma, 2000 - rientrano nelle specializzazioni pi pratiche dei cos detti Piccoli Misteri. Questi materiali, usati soprattutto a livello erboristico e medicinale, e desunti spesso da ambiti ecclesiastici (a conferma di quellunit medievale di cui dicevamo, che alla salvezza dellanima affiancava anche la cura del corpo), sarebbero poi confluiti nei prontuari magici attribuiti ad eruditi medievali per esigenze di copertina: lAlberto Magno appunto, ma anche altri come il Pietro DAbano, di contro astronomo e filosofo, insegnante allUniversit di Parigi e Padova, e coevo di Dante. Ovvero la sapienza medievale sarebbe diventata la base delle contraffazioni magiche e degli incantamenti delle carte finite al vaglio dellInquisizione, venendo ogni tipo di invocazione e dottrina subordinato alle notorie esigenze pratiche: ricerca e rinvenimento di tesori, magia sessuale e altri scopi altamente secondari rispetto ai pi seri appetiti di conoscenza dellet medievale. In questo senso, per tornare alla disamina di Eamon, il Rinascimento incarn lo snodo tra le conoscenze insite nei prontuari medievali e i primi barlumi di una moderna scienza investigativa, impegnata a recuperare le cause e i comportamenti degli agenti presenti in natura. Una simile degenerazione avrebbe del resto subito la stessa scienza ermetica finendo per essere confusa con lalchimia, che sarebbe quanto meno lecito considerare lantesignana della moderna chimica, avendo perso di vista ogni contatto con operazioni di tipo spirituale. Il che non toglie che questi prontuari avessero un loro valore, seppur deviato: non gettiamo il bambino con lacqua calda, com costume contemporaneo, una delle molte pessime abitudini di non-pensiero contemporanee, frutto di abili suggestioni, quell arte dellipnotismo nella sua piena potenza, che va oltre quel che oggi si chiamerebbe ipnotismo medico, e che Gurdjieff chiamava mekheness, ovvero revoca delle responsabilit, ovvero: come far agire gli altri senza che sentano responsabilit. In una parola: si tratta dellarte di manipolare il subconscio delle masse. La legge : se il subconscio lotta contro il conscio, subconscio fa polpette del conscio 10 a 1. Un altro titolo interessante, su queste questioni, per la verit gi intraviste da Cassirer negli anni Sessanta e dallo stesso J. M. Keynes, negli Anni Trenta del secolo scorso, senza contare Aby Warburg ed il suo circolo (http://it.wikipedia.org/wiki/Aby_Warburg) -: C. Webster, Magia e scienza: da Paracelso a Newton, il Mulino, Bologna,1984. Ci che venne meno, soprattutto per quello che riguarda il sapere tradizionale, fu appunto la presenza, in forme unitarie e coerenti, di un pensiero uniforme, capace di investire realmente le strutture esterne, di influenzare in qualche modo perfino laspetto essoterico; ingerenza che, perlomeno a livello occidentale, siamo costretti a far durare, come ampiamente anticipato, fino alla fase medievale. Ci non toglie che, al contempo, stralci di pensiero tradizionale confluissero sotto nuove forme in gruppi, come ad
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E fu soltanto il male minore: stralci di quella dottrina che aveva ispirato allOccidente il suo sistema capitolarono in elementi sempre pi spuri e rimaneggiati, ossia nella contro-cultura magica del Cinquecento e Seicento, andando a rinfoltire i faldoni degli archivi inquisitoriali. Negli episodi pi elevati la natura rientrava ancora in una sistematizzazione di pensiero notevole, citiamo su tutti Giordano Bruno; nel frattempo essa si apriva a unindagine sempre pi indipendente dalle concezioni spirituali, entrando nei territori della moderna speculazione scientifica, come nel caso, peraltro contemporaneo a Bruno, di un Galileo. Il fatto che entrambi fossero messi allindice dallInquisizione suggerisce appunto lo snodo di unepoca. Bruno come uno degli ultimi pensatori tradizionali, sebbene si tratti in fondo di una definizione solo parzialmente vera, laddove Galileo faceva da apripista alla scienza moderna. Che sia finito al rogo il primo, e non il secondo, d forse lesatta misura di quale direzione avessero preso i tempi a venire. Contemporaneamente alle speculazioni pi alte, la vasta produzione documentale dei tribunali dellInquisizione evidenzi poi il coinvolgimento di una serie interminabile di personaggi, dei pi svariati ranghi sociali, che attraverso incartamenti magici cercavano di controllare la natura a proprio scopo e servizio26. Rimase insomma, soprattutto, il rapporto superstizioso con le forze della natura, dal momento che luomo non aveva pi di essa lidea di uno spazio sacro, semmai di un sacrario da violare per poter portare a casa un bottino specifico. A tale fenomeno di abbassamento dalla Teurgia alla goetia si affianc, sempre per ci che concerne il mondo occidentale, un frammischiarsi di influenze provenienti da certo sciamanesimo asiatico27. I tribunali della fede, con lavvento del pensiero illuminista, finirono vieppi per smorzare alcune credenze rispetto al comportamento del naturale e del soprannaturale, cercando di analizzare la natura come una realt indubbiamente dotata delle proprie leggi, ma separandola di fatto, anche nei suoi toni pi minacciosi, da origini necessariamente divine o diaboliche. Chiaramente anche qui si tratta di leggere tra le righe, dal momento che lo stesso Illuminismo, come peraltro hanno gi ampiamente documentato gli abbondanti studi in materia, fu tuttaltro che quel regno univoco dellottimismo, anzi andando di fatto a porre sul piatto dubbi e preoccupazioni che il romanticismo avrebbe espresso poi in modo perfino virulento. Pensiamo ad esempio al disastroso terremoto di Lisbona del 1755 e allo sgomento che ne ricav Voltaire nel suo Candide, che della
esempio quelle cellule che avrebbero dato vita alla Massoneria, sebbene via via le influenze illuministiche avrebbero fatto prevalere laspetto speculativo a discapito di quello operativo, distinguo non di poco conto come abbiamo avuto modo di rilevare in una nota precedente. Autori come Federico Barbierato, di cui rimandiamo al suo Nella Stanza dei Circoli Clavicula Salomonis e libri di magia a Venezia nei secoli XVII e XVIII, Edizioni Sylvestre Bonnard, Milano, 2002, hanno peraltro notato come la letteratura magica segnasse di fatto una svolta nella storia della cultura: il libro perdeva valore in quanto veicolo di un contenuto, acquistando istanze propiziatorie e un potere proprio, che sfuggivano alla comprensione del suo detentore. Il mago era tale per via del possedimento del libro, come Prospero nella Tempesta di Shakespeare. E cos lo stesso contenuto del testo era importante pi per i suoi effetti, che per i suoi significati, o per la reale comprensione di chi leggeva. La parola poteva insomma essere magica, anche se non significava nulla, anche se era uno storpiamento di altro termine, ma agitava potenza in base alla volont che animava colui che se ne serviva in riti e incantamenti. Anche questa nuova ottica di causa ed effetto, al di l della comprensione reale, illustra linsorgere di un comportamento sempre pi rozzo e frammentario nei confronti della natura e delle sue leggi nascoste.
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Non era peraltro una novit assoluta per il continente nordico. Il mondo germanico e anglosassone aveva gi assaggiato, in particolare per il tramite della mitologia odinica, determinati elementi. Queste credenze confluirono poi anche nel mondo italico, ad esempio attraverso lesperienza dei benandanti friuliani, come ha avuto modo di documentare Ginzburg (cfr. I benandanti Stregoneria e culti agrari tra Cinquecento e Seicento, Einaudi, Torino, 1996). Proprio questa irruzione sciamanica rappresenta peraltro per Gunon il colpo di grazia a quella decadenza gi inaugurata dal passaggio dal Medioevo alla prima Et Moderna.

natura trasse un giudizio di meretrice arbitraria, aprendo di fatto a certo pessimismo leopardiano28. Di contro proprio nella benefica natura, anticipando di fatto quella riflessione allo specchio del romanticismo pi rilassato, il Rousseau di Les Rveries du Promeneur Solitaire trov la linfa di una rinnovata serenit spirituale prossima allatarassia. Un certo tipo di sentire che in fondo ritroviamo anche nellatteggiamento, casto e innocente, che certa New Age sembra manifestare nei confronti della natura. Avremo modo di tornarci tra poco. Con il Romanticismo, in ogni caso, il legame con la natura si manifest sempre pi vincolato alla condizione emotiva delluomo: essa di fatto divent il termometro di stati di quiete e acuta osservazione come, daltro canto, pot trasformarsi in un reame dellinquietudine29. Certa poesia maledetta porter alle estreme conseguenze questa visione, penetrando nella psiche della natura, una psiche peraltro fittizia, creata dalla malattia mentale delluomo. Se Baudelaire conserver ancora un certo classicismo nel suo contatto con la natura, Lautramont nei suoi Canti di Maldoror spazzer via ogni bellezza rendendo la natura teatro animato da una violenta forza negativa e distruttrice. quella che stata rilevata come laltra faccia del darwinismo e del positivismo: ed del resto peculiare questa convivenza nello snodo tra Ottocento e Novecento. Da una parte la moderna scienza, foriera di un novello umanesimo, di una prometeica fiducia nelle possibilit delluomo di dominare la natura, senza fermarsi davanti a nessuno degli eventuali intoppi, valutati vieppi come rischi del mestiere: dal disastro del Titanic al fallimento dellApollo 13. Dallaltra, lidea che anche i fenomeni inspiegabili, classificati come occulti, nascondessero delle loro intime leggi, che in certo qual modo rientravano sempre in una visione di tipo meccanicista. Questa lotta tra mistero e natura, rinverdendo appunto i grandi temi titanici della tecnica portata fino ai limiti estremi dellimitatio naturae, ha percorso tutto il secolo scorso, attivando il dibattito della letteratura nata dopo la Seconda Guerra Mondiale: la science fiction e il cyber punk pi autoriali proprio nella tendenza maniacale al prometeismo, che peraltro aveva gi ispirato alla Shelley un
Se consideriamo che Leopardi una delle pi importanti figure della cultura italiana, come poeta, filosofo, pensatore, filologo e anche come storico dellastronomia, dal momento che Margherita Hack nel 2002 ha curato una storia dellastronomia in collaborazione postuma proprio con Leopardi, che ha quindici anni aveva redatto una breve storia di questa scienza (Cfr. Giacomo Leopardi-Margherita Hack, Storia dellAstronomia Dalle origini ai giorni nostri, Edizioni dellAltana, Roma, 2003), capiamo quale visione della natura, fin dai banchi di scuola, sia in dotazione alluomo contemporaneo. Del resto non siamo qui a negare la grandezza di Leopardi come pensatore, ma non possiamo che rilevarne i limiti: la natura tutto fuorch quella grande matrigna che disillude i figli suoi. Rilevava del resto Leopardi nel 1829, in un passo dello Zibaldone: La mia filosofia fa rea dogni cosa la natura, e discolpando gli uomini totalmente, rivolge lodio, o se non altro il lamento, a principio pi alto, allorigine vera de mali de viventi. Natura che qui chiaramente si sovrappone a ogni logica superiore, dettando semmai i canoni della pi elevata illogicit mentre a noi sembra decisamente responsabilit delluomo il non-sense dellattuale epoca. Ci premesso, nella variante del pessimismo leopardiano, la natura, intesa anche, e soprattutto, come forza arbitraria (perch dallermo colle e dalla graziosa luna, cos come da altre belt naturali, Leopardi trasse vigore e linfa) sorda alle invocazioni umane. Ogni manifestazione della realt, come ha notato in un recente saggio critico Citati (cfr. Pietro Citati, Leopardi, Mondadori, Milano, 2010), agisce infatti come grande illusione. ad esempio la conclusione, amara e definitiva, del Pensiero Dominante, poesia amorosa che in verit non parla damore, e che pur avvicinando nei toni intimi certe Confessioni agostiniane, nega lesistenza di qualsivoglia superiorit metafisica. Come dice il Citati: Il pensiero unillusione, un inganno []. Non possiede nessuna verit metafisica, come Dio e le idee di Platone; cit., pp. 378-379. Si deve insomma constatare che il poeta italiano pi letto (forse anche il pi odiato sui banchi di scuola, ma poco importa per ci che stiamo dicendo), pur essendo stato pensatore di cultura, genio e profondit rari, abbia di fatto eretto una gabbia attorno alluomo moderno, negando ogni possibilit metafisica alla natura. Proprio lo iato tra il potenziale e lesattezza delle conclusioni, in uno dei principali esponenti della cultura degli ultimi due secoli, la dice lunga sulla condizione aberrante e contraddittoria che lumanit si ritrova a vivere da tempo. Tale ad esempio leffetto che si ricava da alcune vedute di Caspar David Friedrich, in cui lelemento umano sembra perdersi e assorbirsi nei vasti spazi misteriosi e soprannaturali.
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Frankenstein, hanno rinvenuto i tratti ossessivi di una costante imitazione della natura, e del suo stesso superamento in unottica di sostituzione delluomo a Dio: pensiamo alle pecore elettriche di Dick o alle sofisticatissime api di vetro dello Zapparoni jngeriano30. Che cos dunque oggi la natura? O forse sarebbe meglio parlare di ambiente, termine che di fatto offre gi di per s la misura del punto di vista che viene assunto nei confronti di esso31. Lambiente infatti un luogo frequentato e abitato tant che si parla anche di habitat a proposito del contesto naturale che circonda la popolazione di una determinata specie. Lambiente dunque tale soprattutto in misura, e nella prospettiva, dei suoi ospiti. E tuttavia, pur in questa ottica di dominio sulla natura, gran parte delle propagande di oggi vertono sulla conservazione dellambiente e sulla sostenibilit agroalimentare, proprio nellammissione che, di codesto habitat, luomo ospite poco gradito. Su questo punto non possiamo che condividere il messaggio di tutte quelle campagne che considerano la natura come vittima della follia umana. Riprendendo quindi gi quanto detto a proposito del cibo e del nutrimento, non assolutamente una nostra pretesa quella di minimizzare la gravit della situazione o addirittura di non vederla. I problemi, e ben grossi, sono sotto gli occhi di tutti e vanno indubbiamente risolti. Ci che non ci convince la prospettiva monca che guarda alla natura, oramai sempre pi diffusamente concepita come regno chiuso, come giardino gestito dalluomo (nel bene come nel male). In ogni frangente. Ossia come bellezza per gli occhi del pittore, come spettacolo offerto al turista, al visitatore, a colui che ci pratica lo sport32, al contemplatore solitario, come se tutti i promeneurs solitaires di questo
Citiamo non casualmente questa opera (Cfr. Ernst Jnger, Le Api di Vetro, Guanda, Parma, 1993), dal momento che le api rappresentano uno dei casi naturali pi curiosi, e discussi, della storia recente. Proprio alla scomparsa delle api come fatto alla base dellestinzione del genere umano, fa riferimento una frase attribuita ad Albert Einstein (che molti hanno peraltro asserito non essere mai stata da lui pronunciata): se le api scomparissero dalla terra, per luomo non resterebbero che 4 anni di vita. Anche il film di M. Night Shyamalan, E venne il giorno (2008), riporta questa frase in apertura di film: questa pellicola verte proprio sulla vendetta della natura nei confronti delluomo, tramite lemanazione di una tossina che induce al suicidio. Chiaramente il film si inserisce nel filone della sensibilizzazione ecologica, attraverso una visione per certi versi animista che attribuisce alla natura unindipendenza e una volont proprie. Ben altro peso dobbiamo dare invece alla figura dello scienziato/iniziato Zapparoni che, nellesasperante volont di imitare la natura, giunge a superarla creando api di vetro, perfette nella forma ma anche pi efficienti nella produttivit e nellorganizzazione, insomma pi vere della natura stessa. Nella visione di Jnger chiaramente il trionfo della tecnica, del moderno spirito prometeico. Mentre Richard, il protagonista autobiografico del romanzo, un pensatore della vecchia Europa che si ritrova a cercare un posto nel nuovo mondo. E chiaramente la condizione dello Jnger del secondo dopo guerra nella Germania Ovest del compromesso e del nuovo corso democratico. Pi in generale, la posizione scomoda del filosofo e pensatore: proprio Jnger utilizza unaltra immagine naturale, quella del bosco, per idealizzare la figura dellanarca, colui che, rifiutando ogni profondit di contatto con la societ in cui vive, si rifugia nel suo mondo di ideologia e ricerca. E da segnalare peraltro come le api robot siano in procinto di diventare realt, come ha recentemente annunciato la gi discussa Monsanto http://www.quotidianoitalia.it/it/component/k2/item/16884-uomo-contro-natura-la-monsanto.html.
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E del resto sufficiente, assai banalmente, passare in rassegna le varie definizioni di ambiente, a seconda delle discipline considerate, per capire in che modo il termine implichi una serie di connessioni e collegamenti tra vari fattori che si ritrovano ad operare, e interagire, in un medesimo contesto, qualunque il tipo, cfr.: http://it.wikipedia.org/wiki/Ambiente.

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Julius Evola (in Meditazioni delle Vette, Edizioni Mediterranee, Roma 2003) fu uno dei primi a rilevare la degenerazione sportiva a contatto con la natura dellalta montagna, che poi sarebbe sfociata nel trend degli sport cosiddetti estremi, tanto in voga oggigiorno. Moda che sarebbe peraltro possibile associare a una sorta di spiritualit deviata, dal momento che i loro fautori, pi che cercare di superare i propri limiti individuali attraverso una liberazione interiore, sfogano allaperto tossine e adrenalina, ovvero

mondo, per riprendere appunto Rousseau, si meritassero uno scenario a misura delle loro contemplazioni. Che il loro non sia per oramai soprattutto voyeurismo tutto da dimostrare. Sarebbe interessante poter intervistare la natura e chiederle se non si senta spiata, violata con lo sguardo oltre che con le ruspe e le trivelle! La natura, anche nella pi poetica delle ipotesi, insomma uno scenario a uso e consumo delluomo. Tanto vero che, a quanto pare, anche la sua salvezza pu essere promulgata e determinata soltanto dalluomo. Un disegno superiore non avrebbe dunque voce in capitolo sul funzionamento e il ricambio dei regni vegetale, animale, minerale? E unassenza abbastanza paradossale, dal momento che, contemporaneamente, la nuova spiritualit non sembra proprio potere fare a meno della natura. E tuttavia, a ben guardare, essa sembra pi un contenitore, uno scenario dentro al quale luomo trova il contesto ideale per il suo sprofondamento in s. Ma siamo sicuri che, malgrado questo inquadramento, la natura venga realmente percepita come spazio sacro, come novello Nemeton, perlomeno in misura delle precisazioni che abbiamo fornito in apertura di capitolo e di altre considerazioni che si possono sviluppare sullargomento33? Ci detto, si verifica davvero questa consapevolezza superiore quando un parco naturale o un resort di montagna si ritrovano ad ospitare sedute di yoga allaperto o meditazioni collettive? Francamente nutriamo dei dubbi, e non pochi, perch per alimentare davvero quel rapporto sacro con la natura, dovrebbero in teoria esserci anche delle profonde basi di comprensione da parte di chi si cimenta in tali esperienze. Ovvero: se il contesto naturale indubbiamente un facilitatore per certe attivit, esso non sufficiente se alle condizioni ambientali non si somma la consapevolezza del praticante. Non basta insomma un giardino per far sbocciare il fiore, ma la qualit dei semi piantati a svolgere il ruolo essenziale. Inoltre bisogna rilevare come tante attivit dispiegate in massa, cori alquanto
forze psichiche che potrebbero essere gestite altrimenti. del resto prerogativa delluomo contemporaneo quello di cercare di superare i propri limiti, quasi esclusivamente sul piano fisico, da cui uno scorretto rapporto con la natura, che invece di essere ideale scenario di contemplazione, punto sul quale avremo modo di tornare tra poco, si trasforma spesso nel teatro di avventure e tentativi Dannunziani. Proprio negli ultimi mesi abbiamo del resto assistito a una crescente serie di incidenti in montagna, a conferma di come la natura, lungi dallessere vissuta con rispetto e deferenza (nellinquadramento delle reali possibilit umane), sia interpretata come ambito di sfida e di rivalutazione delle proprie capacit. Rivalutazione, vale la pena di ribadirlo, che andrebbe tentata in altri ambiti, e con ben altri strumenti! Secondo la dottrina tradizionale luomo, insieme al resto della natura naturata, partecipa dei Piccoli Misteri, la cui padronanza completa rappresenta il vertice pi alto della conoscenza tradizionale per ci che concerne il quadro individuale, realizzando di fatto le massime possibilit dellUomo vero. Uomo vero che Gunon distingue peraltro dallUomo Universale, ossia da colui il quale abbia raggiunto il vertice dei Grandi Misteri. Questultima condizione non rappresenta pi di fatto le possibilit delluomo individuale, definendo semmai lincontro con il principio assoluto, ovvero lo stato di Identit suprema. Sono numerose le immagini che Gunon utilizza nel capitolo XXXIX del gi citato Considerazioni sulliniziazione, intitolato appunto Grandi Misteri e Piccoli Misteri, per descrivere questa differenza. I Brhmana, la casta spirituale, ad esempio sono considerati i detentori dei primi, laddove gli Kshatriya, la casta guerriera, si fermano al livello pi basso dei secondi, non come individui, ma simbolicamente: si tratta di una delle molte cose in Gunon che possono essere mal intese, nel senso che i Kshatriya siano confinati nei Piccoli Misteri, che un errore, confondere il livello individuale con quello simbolico-generale. Per quanto agli uni vada una certa cosa ed agli altri laltra, individualmente parlando, non importa da dove si parta, si giunge fin dove la natura profonda delluomo consenta. In breve, le caste son dette varna, colore, cio la parte pi esteriore. Come noto, questa differenza di visuale - e cio che ai Brhmana fossero simbolicamente assegnati i Grandi Misteri cosiddetti ed agli Kshatriya i Piccoli Misteri - una delle pi significative tra quelle che separano il pensiero di Gunon da quello di Evola. Proprio Evola, introducendo lo studio sulliniziazione di Gunon, gli contestava la rigidit di questa gerarchia, che invece per chi abbia conoscenza della materia dottrinale appare come naturale e incontrovertibile. Ma sullo studioso italiano, come si sa, pendevano esigenze di tipo politico, che peraltro mai inquinarono la ricostruzione della dottrina tradizionale operata dal Gunon, essendo questi ambiti per forza di cose distinti.
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impersonali, non siano di per se stesse nemmeno da reputare realmente spirituali. Ovvero: lunione in questi casi decisamente non fa la forza, anzi semmai rischia di attirare energie psichiche piuttosto basse che inficiano sul nascere la buona riuscita del rito; sempre che peraltro la forza da evocare non sia di altro genere, e allora s che lunione a quel punto la forza la farebbe eccome! Non si pu infatti pensare, ammesse le condizioni psicologiche e le preoccupazioni che normalmente assillano di questi tempi le persone, che la loro riunione faciliti lelevazione spirituale, essendo semmai vero il contrario, dal momento che tutti i coinvolti saranno in qualche modo portatori sani di interferenze nocive capaci di bloccare sul nascere la concentrazione e lelevazione altrui. Sarebbe insomma come cercare di captare un segnale satellitare, riunendo il maggior numero possibile di antenne: il segnale a quel punto non saprebbe a quale antenna votarsi e la vera trasmissione da inviare andrebbe inesorabilmente perduta! Inoltre, nella maggior parte dei casi, non si tratta nemmeno di esercizi spirituali, e ci dicendo non intendiamo peraltro smontare la bont di determinate pratiche, a condizione per che si sappia che cosa si sta davvero realizzando su di s. Lo Yoga, ad esempio, inteso nelle sue prassi originali, ben altra cosa rispetto alle dimostrazioni a cui si assiste in parchi e palestre oggigiorno: se positivo che sia diventato costume generale la ricerca di un benessere psicofisico che affranchi dallo stress e dalle preoccupazioni quotidiane, bisogna anche premurarsi di notare come tale approccio non abbia in s alcun che di iniziatico, dal momento che manca in tali attivit una reale trasmissione di uninfluenza spirituale. Non confondiamo insomma il rilassamento e la ginnastica, che per carit male non fanno, con la prassi di una dottrina tradizionale! Basterebbe al limite accontentarsi di procedere un passo alla volta, non confondendo i piani, ma come sappiamo questo risulta impossibile nel momento in cui nel mondo doggi le persuasioni emotive hanno il sopravvento sulla lucidit e il buon senso. Basta vedere come questa condizione limitata produca falsi miti a livello generale. Ne proprio una testimonianza questa mania ecologica (sia nella gestione delle risorse che nellorganizzazione del proprio tempo libero) tanto in voga di questi tempi. Come se allimprovviso per la salvezza delluomo non occorresse altro che un ritorno alla natura: cos del resto viene decantato in alcune famose pubblicit di prodotti alimentari! Ovvero, come sempre accade con le esagerazioni contemporanee, tutte le uova vengono messe nello stesso paniere, senza considerare che esistono, per dirla con Gunon, molteplici stati dellessere. E pertanto si assolutizzano i doveri del buon cittadino, dimenticando che questultimo anche un individuo a tutto tondo. Che non esiste insomma solo la raccolta differenziata, ma che esistono anche differenti livelli di percezione! Che non basta salvare il pianeta, se non ci si premura di salvare anche il proprio spirito! Uscendo dal piano civico e normativo, le cose non vanno poi certamente meglio. Ci riferiamo a certa spiritualit al femminile, che con la pretesa di risvegliare Gea, ha finito per proporre una specie di nuovo culto della Grande Madre. Il problema che parlare di spiritualit al femminile gi di per s un controsenso: lo spirito al di l del maschile e del femminile, per come intendiamo questi termini nellaccezione dellesperienza umana. E se anche volessimo rimanere in ambiti del femminile, e contemporaneamente in ragionamenti di tipo spirituale, dovremmo ricordare che questa parola viene utilizzata per descrivere una condizione passiva e lunare, che necessita propriamente di un contraltare solare e attivo, maschile appunto; sebbene peraltro sia vero anche il contrario, altrimenti verrebbe meno il senso delle nozze ermetiche che descrivono il succo di alcuni procedimenti spirituali. Non ce ne vogliamo quei movimenti che ultimamente hanno preteso di risvegliare lo spirito della donna, spesso attraverso il recupero della danza, ma fenomeni di questo genere, che citiamo in questa sede perch vengono spesso affiancanti alla celebrazione e al risveglio della natura, rappresentano ai nostri occhi pericolose semplificazioni del problema. Innanzitutto, lo ribadiamo, si tratta di uninterpretazione scorretta da un punto di vista dottrinale, perch il percorso di liberazione, al di l del sesso del soggetto, prevede meccanismi maschili e femminili, quindi di

fatto il risveglio di uno spirito al femminile imperfetto, contraddittorio e improprio per sua stessa natura34. Analogamente la natura intesa come Dea, come Grande Madre, solo un aspetto della manifestazione visibile, e non pu prescindere, a meno di compiere una pericolosa menomazione, da un principio divino che colloca appunto la natura, e tutte le sue creature, in un piano decisamente pi ampio. Se quindi la natura va rispettata e temuta, e a maggior ragione in tempi di cos acuto maltrattamento, non perch sia animata da un personalissimo senso della vendetta, ma perch essendo la natura specchio della perfezione divina, sfregiando la prima si offende anche la seconda. Questo per dare la misura della gerarchia e dei corretti rapporti, una precisazione indispensabile anche per rileggere la prospettiva del percorso di elevazione spirituale, che per sua stessa definizione soprannaturale, ossia sopra, oltre la natura! Tanto vero che il simbolismo tradizionale si servito delle immagini della natura per comunicare la conoscenza di una verit pi alta. Il sole, ad esempio, stato sempre il simbolo del s superiore, di un sole metafisico laddove quello reale ne era soltanto il riflesso35. Non bastano insomma i pannelli solari se non si risveglia il sole interiore! Non basta salvare laquila in carne ed ossa, se laquila dello spirito non batte le sue ali in direzione delle vette dellassoluto. Il nostro timore che a furia di risolvere soltanto problemi esterni allo spirito umano, questultimo non riesca pi a orientarsi. Fuori, oltre questa gabbia, al di l di questo hortus conclusus, pur vitale che sia per la condizione umana, si trova la vera, e unica, salvezza!

Tanto vero che la danza, che lo ripetiamo una delle tendenze cos in voga oggi, appunto manifestazione della natura naturata, non essendo altro che una forma rituale di evocazione di un principio maschile, di una natura naturans. La danza del resto si muove attorno allasse centrale e immobile che non partecipa alla danza, e che funziona come il punto centrale di un cerchio rispetto alla circonferenza. Il risveglio del femminile, in questo senso, non pu che essere in relazione a un polo maschile, termine che usiamo peraltro nellaccezione simbolica del termine, senza voler fare nessun ragionamento di tipo sessista, che assolutamente esterno a questo genere di considerazioni. Allo stesso modo il Paradiso Terrestre ha sempre agito come manifestazione pi bassa di quello Celeste, cos come laquila, lunico animale capace di guardare il sole senza accecarsi, identificava nel simbolismo medievale le gittate pi alte dello spirito. Come si vede, anche nella migliore delle ipotesi, ossia nellinterpretazione della natura come specchio divino, essa rimane detentrice di una prospettiva parziale e mai assoluta. In questo caso peraltro si tratta sempre di immagini dantesche, che volutamente richiamiamo da alcuni passaggi della Commedia per tornare alla prospettiva del vero naturale, inteso come verit, che animava quellunit di pensiero medievale poi franata sotto i colpi della profanazione umanistica.
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Capitolo 3. La Pace
Il simbolo della pace come il capovolgimento della stilizzazione di un omino adorante, non pi verso il cielo, ma verso la terra si smesso insomma di guardar le stelle, se non per vedere e.t. Ora la Pace comunque implica un gruppo che la costruisca e la mantenga, che, quindi, decida; un gruppo che decide lattuale comprensione della lite. Quando si parla di lite si intende comunemente linsieme di persone che gestiscono la societ nei suoi vari aspetti, persone che occupano quei posti per determinate qualifiche (tecniche e personali ad esempio) ma anche per determinate contro qualifiche (conoscenze, capacit di sedurre, di imbrogliare, appoggio da parte di poteri occulti). Tuttavia il concetto originario era sostanzialmente diverso, ovvero, non solo llite per qualifiche (e non contro qualifiche) avrebbe dovuto gestire in una gerarchia di fatto naturale e non imposta (appunto in virt delle suddette capacit) le umane genti, ma anche sottoporsi ad un Potere superiore e Trascendente nel senso Spirituale del termine, quindi al di l della psicologia e del campo psichico. La manipolazione, il fasto che stordisce, la miracolistica a buon mercato non sono caratteristiche delllite, che anzi conscia del suo ruolo di guida verso lalto dovrebbe insegnare, mostrare e vivere unumilt profondissima. Lumilt che ha il tramite che non possiede alcun potere, ma ha il compito di ben distribuirlo a tutti. Con lesempio, che il dito che indica la luna. Con la saggezza, lamore, la devozione, la Fede. Li riconoscerete dai loro frutti. Ricordiamoci che il coro angelico che segu Lucifero nella caduta era quello delle Potest, da cui deriva la parola potere, quindi senza quella saggezza, quellamore, quellumilt e quel tendere verso Dio, si compie il peccato dellangelo maledetto che si crede un dio. Ci avviene con molte sfumature, si va dallapprofittarsi della posizione occupata, al voler raddrizzare il mondo per iniziativa personale o magari declamando un mandato divino inesistente. Senza Grazia Divina che guidi la mano i frutti sono mortiferi. Quante volte avrebbe dovuto nascere luomo nuovo? E con quali risultati? La creatura, qualunque creatura non potr mai essere come il Creatore. Infatti la creatura parte del disegno, che volont superiore ha concepito, la quale pu ritornare al Creatore, ma non certo interferire con il Suo disegno. Da qui ogni deviazione delllite, non a caso quella del potere, e di qualunque genere, un gioco faustiano in cui perdere lanima facilissimo. Anche nel bene, giustissimo lavorare per la Pace, per la giusta distribuzione della ricchezza, per la salvaguardia dellambiente e della dignit delluomo, ma ripetiamo, senza la certezza di essere strumento divino facile arrivare a grossi guai; ricordiamoci che di buone intenzioni lastricata la strada che porta allinferno. Inoltre diffidiamo sempre dei matre penser di un certo tipo, di coloro ovvero che gettano la pietra e nascondono la mano, poich facile aizzare con le parole e lasciare che volonterosi esaltati compiano il lavoro, mentre i burattinai se ne rimangono puliti, addirittura disconoscendo loperato che loro stessi hanno ispirato. Noi li chiamiamo cattivi maestri. Ricordiamoci che mai come oggi con un mondo estremamente virtualizzato, post moderno, informatico e mediatico possibile lanciare grandi messaggi, che colpiscono come onde la moltitudine, nel bene e nel male. Moltitudine spessissimo incapace di gestire queste informazioni, questo da ancora prima del post modernismo (il modernismo di fatto esauritosi); ora, per: ricordate chi la gente scelse tra Ges e Barabba? Eppure la fallibilit umana, ce lo dimentichiamo spesso, la fallibilit della creatura rispetto al creatore, di qualunque creatura. Nessuna esclusa. Per Creatore intendiamo la Forza Prima, Dio. Il resto al massimo uno strumento. Ma allora dov la dignit (qualcuno potrebbe chiedersi)? Quella dignit che llite deve garantire? nel fatto, ed garantita, dellessere creatura di Dio. Questo grande creatore infonde nobilt e dignit, senza di Lui non ci sarebbero queste due caratteristiche, come accade alloggetto di un mero esperimento.

E la differenza che corre tra essere figlio di re e figlio di un egoista che vorrebbe essere re. Essere figlio di re significa esserne una emanazione ad un altro livello. Certo oggi sentirsi emanazioni di siffatta specie quantomeno difficile. Certo che siamo tutti uguali, nessuno discute il diritto alluguaglianza, ma non quello di essere uguali nellessere livellati verso il basso, o livellati in nome di una libert che si trasforma in puro nichilismo. O addirittura quellegualitarismo pseudo spirituale e buonista, che ci vorrebbe tutti asceti fai da te (Do It Yourself), dimenticando che prima bisogna perfezionarsi. Non basta fare lelemosina, curarsi dellambiente, essere vegetariani e pacifisti se poi dentro abbiamo la guerra. Anzi si rischia che qualcosa di idealmente pulito venga ad essere rovinato. E come pregare o meditare avendo astio in cuore, o in modo passivo, ipnotico, senza una vera volont di fare del bene in nome e per conto di Dio. E questo vale anche per chi dovrebbe essere lite, e vale ancor di pi. Ad ogni posizionamento verso lalto devono corrispondere obblighi, altrimenti una tragica parodia. Pensiamo a quei Santi addirittura in grado di compiere grandi miracoli e a Cristo che resuscita perfino i morti; ebbene, vivevano nella povert e nella mitezza. Perch dovevano rendere conto, agli altri e a Dio. Questo perch c una presa di consapevolezza dellUno e del molteplice. Sarebbe come se la moltitudine imbastisse al suo interno un dialogo: ne siamo certi, finirebbe in lotta e caos. Parimenti, se il moderato non possiede le vere qualifiche: o si riduce tutto in piaggeria, per avere consensi, o in altrettanti caos e violenza. Una breve considerazione sulllite per trarne giovamento. Ma Pace che significa? Solamente niente conflitti? Ma poi quali conflitti, visto che con linvenzione della guerra asimmetrica i fucili divengono secondari, almeno per ora? Oppure per pace meglio intendere lassenza di ogni violenza a causa di un equilibrio sostanziale, iniziale e intaccabile? In latino Pace, Pax, significa unire, legare, saldare, termini che ricordano tra laltro il significato della parola sanscrita Yoga. Ovviamente non un legare a forza, altrimenti sarebbe violenza. Questo il punto, la confusione tra la Pace, e la pace ottenuta con la violenza, basilare. Eppure si tollera per quieto vivere, o addirittura non si vuole comprendere la differenza fondamentale. Una pace ottenuta con la violenza non pace perch manca di equilibrio. Per questo tutti riconoscono questo Valore da sempre ma mai stato applicato. La Pace non pu essere vista semplicemente come qualcosa di puramente fisico o psicologico, o il frutto di una legge umana o di un sistema umano. Non a caso il vero simbolo della Pace -non quello creato ad arte, per inversione, dalluomo-, ossia la colomba, viene dallalto. Questo indica che senza un Principio Trascendente, ovvero usando solo il metro umano (o peggio, visto che lAnticristo detto anche Principe della pace) non si pu ottenere alcuna Pace. A questo principio necessario aderire per libera scelta. Se vengono imposte anche le migliori soluzioni esse non creano che disarmonia (guerra magari in nome della pace), come del resto insegna la guerra asimmetrica: ovvero non serve sempre il bastone per imporre, anzi oggi le imposizioni sono molto pi sottili. Mai perdere lattenzione per mantenersi indipendenti. Gi il fatto che scriviamo di questioni che dovrebbero essere ovvie e non lo sono, visti i risultati, dovrebbe far riflettere. Per quante finte soluzioni al problema guerra e violenza si dovranno ancora affrontare guerre e violenze? Qualunque soluzione generi questi due cancri da scartare, fosse anche apparentemente la porta del paradiso. Cos come una cultura unica mondiale non fa che livellare verso lomologazione innaturale. Cos come una forza di sicurezza mondiale unica rischia di trasformarsi in una polizia speciale planetaria; insomma poi chi controlla il controllore? Come diceva Jnger nel gi citato Le Api di Vetro -parafrasiamo noi- sarebbe come accusare Ponzio a Pilato36.
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Le Api di Vetro, cit., p. 172.

Insomma senza un Principio Divino che sia modello ispirante si rischia come sempre un gran tonfo, che in tale situazione non pu essere se non mondiale.

Conclusioni. La Chiave Blu Lattuale sistema economico ha radici antiche, nasce nella Firenze del 1200, sia con lausilio di forze laiche, i mercanti ad esempio e le corporazioni, sia con quello delle forze religiose, con la creazione di banche per finanziare i commerci. Questo non un dettaglio, se da quasi mille anni le forze laiche e quelle religiose si accusano di aver creato un sistema malsano: la realt che sin dallinizio entrambe hanno contribuito alla sua realizzazione. Perfettamente coordinate, hanno generato un tipo di mondo senza possibilit alcuna di uscire da un canovaccio gi scritto. Potevano variare le scene, le battute, ma la commedia di base era quella gi strutturata. Non c stato aspetto della vita umana che non fosse assoggettato a questo dato di fatto, la religione stessa si asservita al sistema che ha creato, poich un sistema, per esistere, deve nutrire se stesso. Perdendo cos di vista il suo scopo di ponte tra luomo e Dio. Di conseguenza, il potere Spirituale ha iniziato a fare economia, a fare politica e a dettare modelli profani. Chi parla del bel mondo Tradizionale antico, si renda conto che gi un deterioramento sostanziale si sviluppava mille anni or sono. Figuriamoci ora che siamo in una realt neanche moderna, ma post moderna!! Analogamente il mondo laico ha iniziato a impostare le odierne classi sociali, e a diffondere lidea di competizione e successo, alias di sfruttamento. Possiamo usare un simbolo per questo sistema? S, quello della Grande Prostituta dellApocalisse di Giovanni. Allora uno dei sette angeli che hanno le sette coppe mi si avvicin e parl con me: Vieni, ti far vedere la condanna della grande prostituta che siede presso le grandi acque. Con lei si sono prostituiti i re della terra e gli abitanti della terra si sono inebriati del vino della sua prostituzione. Langelo mi trasport in spirito nel deserto. L vidi una donna seduta sopra una bestia scarlatta, coperta di nomi blasfemi, con sette teste e dieci corna. La donna era ammantata di porpora e di scarlatto, adorna doro, di pietre preziose e di perle, teneva in mano una coppa doro, colma degli abomini e delle immondezze della sua prostituzione. Sulla fronte aveva scritto un nome misterioso: Babilonia la grande, la madre delle prostitute e degli abomini della terra. Allora mi accorsi che la donna era ubriaca del sangue del popolo di Dio e del sangue di quelli che sono morti per la fede in Ges (Apocalisse, 17:1-6, versione CEI). La donna che hai visto la grande citt che comanda su tutti i re della terra. (Apocalisse, 17,18 versione CEI)

Un sistema insomma basato sul denaro per comprare anche le cose basilari, come la prostituta vuole denaro per dare una parvenza di affetto, cosa che sarebbe naturale e gratuita. Ecco coloro che avrebbero dovuto essere garanti e difensori della Tradizione coshanno creato? Ci riferiamo sia alle religioni, che a quello che furono le corporazioni di arti e mestieri. Non pu non tornare in mente la leggenda di Hiram ucciso dai tre compagni darte, che volevano indebitamente appropriarsi delle parole di passo per divenire maestri. Cos, allontanandosi dal Principio che si sarebbe dovuto servire, il sistema stato fatto oggetto di devozione, la prostituta insomma stata amata, adorata e coccolata, e 1000 anni di devozione totale e incondizionata creano la situazione globale attuale. Certo tutto ha un inizio e una fine. Langelo continu a spiegare: Le acque che hai visto, dove abita la prostituta, rappresentano popoli, moltitudini, nazioni e lingue. Il mostro e le dieci corna che hai visto odieranno la prostituta, la lasceranno nuda e priva di tutto, divideranno la sua carne e distruggeranno i suoi resti con il fuoco (Apocalisse, 17:15-16, versione CEI) Fatele soffrire dolore e tormenti nella misura in cui si procur splendore e piacere. Essa diceva fra s e s: sono una regina in trono, non una povera vedova, il lutto non mi toccher. Ecco perch in un giorno solo si abbatteranno di colpo su di lei tutti i castighi: malattia mortale, lutto, carestia, e sar consumata dal fuoco. Potente Dio che lha condannata. (Apocalisse, 18:7-8 versione CEI) Se a questa caduta manca molto o molto poco, ci si pu rispondere osservando il Gran Libro della Natura, che non mente mai. Magari con il valido supporto di un Testo Sacro. Occorre per uscire dagli schemi che la creatura Grande Prostituta ha imposto, e non facile, il pesce cresciuto nel mare non si rende contodel mare. Ovviamente se qui citiamo un testo cristiano e parliamo della Firenze del 1200 non si faccia lerrore di pensare che le altre religioni e gli altri mondi laici non abbiano vissuto e non vivano la stessa situazione. Quindi cercare anche in oriente la situazione ideale, o la soluzione, inutile e controproducente. La caratteristica della Prostituta la mondialit e la capillarit. Se non ce se ne rende conto, si fa il suo gioco. Che poi un gioco delle parti. Come guardare al passato, quale passato, poi, se la situazione questa da mille anni?? Da notare come questa creazione sia tutta umana, simbolo di un libero arbitrio usato non male, ma peggio. Siamo ad un evidente crocevia storico e metastorico, agli incroci si rischia sempre. Sapr la razza umana in questo momento che vede il futuro quanto meno incerto e su cui nubi di tempesta convergono spiccare un salto verso lalto senza pi fare errori? O accetter soluzioni di comodo, e si far sedurre da nuovi effetti speciali?

A proposito di effetti speciali Nel 1975 Rino Gaetano cantava, certo con ben altre intenzioni, Ma il cielo sempre pi blu ed proprio questo che cercano di farci credere dal secondo dopo guerra, usando il blu come luniforme della speranza, della pace, del corso democratico. Esiste forse un colore pi democratico del blu? Il blu fa sempre pensare ai grandi movimenti di redenzione collettiva, alle cordate della libert e della pacificazione: ispira le uniformi dellesercito dellOnu (detti appunto Caschi Blu) veste il layout dei siti che consentono a tutti di proclamare la loro opinione (Facebook Twitter), per quanto tale gioco, si detto, sia assai sterile. Il blu, insomma, fa vedere la vita in modo diverso. Ma quanto ci dovuto a una calibrata immissione di effetti speciali? Due esempi, banali, ma a quanto pare indispensabili per luomo-macchina di oggi. Ossia quello che viene letteralmente rapito dalle tecnologie cinematografiche della visione, che immobilizzano lattenzione sullo spettacolo dello schermo, mentre al di fuori la vita prosegue. E allora parleremo della tecnologia blue ray, come se appunto un raggio blu si fosse impossessato della mente di chi guarda, tanto attraverso un film in DVD, quanto attraverso unappassionata, ed estraniante, partita a un Videogame37. Teniamo del resto presente che il verbo blur (la cui familiarit con il blu ci sembra evidente) in inglese significa appannare, confondere, offuscare38; e che leffetto blur propriamente una sfocatura. Siamo insomma negli ambiti di un blu che confonde, che distorce e contamina il libero pensiero con delle intromissioni, pi o meno subliminali. Questo in termini di tecnologia della visione, ma con un intimo legame con quelle dinamiche di blue democracy che, dietro la vernice irreprensibile, continua a muovere le sue pedine. E qui giungiamo al secondo reame blu cui accennavano, quello del sesso. La pastiglietta del Viagra, altro effetto speciale blu, in questo caso agente pi sul corpo che sulla mente, non ha da sempre avuto proprio nei suoi effetti collaterali la conseguenza di generare problemi di visione offuscata e visioni bluastre? Ovvero, ancora una volta, una sorta di effetto blur, con le solite tendenze cromatiche peraltro. E non c dubbio che proprio luso del sesso, attraverso una continua immissione di input (nel vocabolario e nelle immagini, soprattutto) da parte del linguaggio mainstream abbia creato in questi anni un vero e proprio assalto di massa alla sensibilit e alle percezioni delle persone, generando veri e propri fenomeni di dipendenza. Ci chiediamo allora: quale sar il prossimo colpo di coda di queste strategie in blu? Quali saranno gli effetti speciali volti a condizionare le coscienze e a indirizzare le idee? Forse proprio un cielo sempre pi blu, vicino alle disillusioni di Gaetano, ma filtrato, pi che dalla poesia cantautoriale, da una nuova esigenza di uniformazione e di controllo. Chi non lo desidera del resto un cielo pulito, libero dalle scie chimiche, a tal punto terso da confondersi con gli oceani? Noi per primi, come sempre, ma con il solito dubbio in testa: che non bastino i colori, le qualit e le definizioni delluomo, se non sussiste un dubbio e uno spirito di ricerca indirizzato verso luoghi pi alti. E qui torniamo al vero concetto di Cielo - che non ovviamente nemmeno quello dello Sky monopolizzatore dei canali - ossia alla sua naturale etimologia di Caelum, celato, nascosto. Per dirla in breve: il vero cielo non quello visibile, ma quello nascosto, difatti, oltre la dimensione corporea e fisica. E il cielo in terra dunque il ritorno della grazia divina tra gli uomini, non un semplice orizzonte, che per quanto affascinante e simbolo della mistica dellinfinito, pur sempre
A proposito: ecco qualche cenno sulla storia del Blu Ray (http://it.wikipedia.org/wiki/Bluray_Disc). Ma soprattutto lindispensabile focus sul problema del passaggio dalla finzione alla realt che sempre pi spesso registriamo in fatti di cronaca. di poco tempo fa la notizia di un bambino di 8 anni che ha ucciso la nonna, di fatto riprendendo quanto aveva lasciato alla consolle (http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2013-08-25/bambino-anni-uccide-nonna161453.shtml?uuid=Ab4qPHQI). Non forse qualcosa di troppo terribilmente simile a quanto preventivato da Cronenberg nel suo film Videodrome http://it.wikipedia.org/wiki/Videodrome.
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http://www.wordreference.com/enit/blur.

unanticamera limitata delle gittate e dei pensieri pi elevati. C un cielo dentro di noi, celato appunto, che lunico vero spazio che merita di essere percorso sulla via della salvezza. L luomo veramente al centro della creazione e attivo fautore del suo rinnovamento. Non ci si fermi insomma al blu voluto, e inteso, dagli uomini, ma si vada oltre i colori, verso quella luce che tutti li ha originati. Come possibile realizzarlo? Innanzitutto: parlando fuori dal coro, non passando sotto silenzio, soprattutto a se stessi, la ricerca della verit. Proprio il chakra della gola (e di conseguenza della voce) identificato dal blu: un cattivo funzionamento di questo punto energetico potr portare a esprimersi con voce strozzata, balbuziente, difettosa. Una condizione di questo genere dir dei malesseri interiori. Il cos detto nodo alla gola rappresenta non a caso un blocco della propria voce, del proprio spirito che intende(-rebbe) parlare, ma tace, per debolezze e squilibri, oppure per esigenze dettate dallesterno. Il nostro timore che dietro queste grandi ondate le voci vengano di nuovo represse e braccate. Che il coro generico si sostituisca appunto alla voce individuale. Al contempo necessario che il mondo non venga percepito come una scatola, ossia come la sola e unica dimensione familiare alluomo. Proprio uno dei film pi visionari degli ultimi anni, Mulholland Drive39 (di David Lynch, 2001), stabiliva il suo gioco simmetrico sulla presenza di elementi blu: una scatola, appunto, e una serie di chiavi. Evidente era il riferimento ad accessi iniziatici, sebbene interpretati in chiave psicanalitica e sottile (ambiti che, al di l del fascino della fiction Lynchiana, invitiamo peraltro a non frequentare e approfondire), come se appunto la realt della trama fosse da intendersi da punti di vista diametralmente opposti, e ci fosse possibile soltanto a coloro che riuscissero ad aprire porte e a varcare frontiere (meta-testualmente, gli spettatori stessi). Dato che ci valido anche per quei territori astrali che abbiamo giudicato come altamente limitativi dellaspetto spirituale (rappresentandone di fatto una farsa), usiamo queste immagini pi che altro come input, avvalendoci del fatto che descrivano una condizione in blu, dentro la quale bisogna sapersi muovere con coraggio e saggezza per individuare le proprie chiavi daccesso e un nuovo metro di rappresentazione della realt. Perdersi nel blu del resto assai facile, come ha evocato sempre Lynch in Blue Velvet40, dove la fatale commistione tra la sofficit del velluto e la cromia del blu generava patologici stadi di perdizione e alienamento, perfino sui personaggi pi puri (anzi, a maggior ragione su di loro!). Vigili dunque sulla contingenza e con lo spirito proteso oltre il blu del cielo e delle illusioni: cos che ci si deve muovere di fronte al presunto fascino di quelle bandiere che ci svolazzano davanti in un periodo storico in cui il bene diventato un argomento cos banalmente popolare, e indispensabile per ottenere facile consenso, da ispirare ogni politica che voglia davvero fare presa e ottenere approvazioni su larga scala. Perch lo virgolettiamo questo bene: perch siamo cattivi? O forse perch ci chiaro che non possa mai essere definito un bene una condizione che abbia offuscato, prima, e indirizzato, poi, il cammino della maggior parte delle persone verso un imbuto umano troppo umano? Al contrario se i pochi son buoni e gli ultimi saranno i primi, secondo il ben noto, ma oh quanto ben poco compreso, adagio evangelico, ne deriva che essere tra gli outsiders nel prossimo futuro rappresenter sempre di pi un lusso da prendersi. Dicevamo del resto: agli incroci si rischia sempre. Ma la salvezza non un rischio; tuttaltro: la conquista pi alta.

Ma tempo di risveglio...

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http://it.wikipedia.org/wiki/Mulholland_Drive_(film). http://it.wikipedia.org/wiki/Velluto_blu.