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12 ilGiornaledellaLibertà venerdì 22 febbraio 2008

i giovani

«NON SIAMO INVISIBILI»


NON SOLO GRIFFE, NON SOLO BAR: I RAGAZZI DEL TRIVENETO PRODUTTIVO
QUI NORD-EST E IMPRENDITORIALE SANNO COLTIVARE ANCHE I LORO SOGNI

Tra scuola e precariato


l’impegno rinasce da qui
TREVISO I giovani del Nord Est non sono solo quelli to nulla per modificare questa opinione. Servireb-
che affollano i bar all’ora dell’aperitivo per l’ap- bero persone nuove che si mettono in gioco”. Al-
puntamento con lo spritz o quelli che vestono le grif- berto spera comunque che si possa fare qualcosa
fe del momento. Sono ragazzi impegnati, carichi di per modificare la formazione dei giovani che si ap-
aspettative per il domani, non perdono tempo e trot- procciano al lavoro. “Sono sfruttati finché possono
tano verso il futuro investendo sui propri sogni, rim- essere pagati poco, senza offrire loro la possibilità
boccandosi le maniche per realizzare un progetto di crescere, di imparare e di acquisire una compe-
di vita. Pur scontrandosi con un mercato del lavoro tenza specifica. Quando, tra mille contratti a sca-
che non offre loro garanzie e che non dà possibilità denza, hanno ottenuto una professionalità, sono
di crescere professionalmente a causa di un preca- già troppo vecchi”.
riato sempre più diffuso, trovano altri campi dove
realizzarsi. C’è chi parte dal mondo dell’associazio- SI COMINCIA DALLA SCUOLA
nismo e del sociale, chi dallo sport, chi, pur stu- Alberto Ramazzina, polesano di 22 anni, ha inve-
diando all’università, non perde tempo e inizia a la- stito tutto sul sociale e conta di sfruttare l’esperienza
vorare. In poche parole, non si rassegnano e, non- acquisita nel campo dell’animazione per bambini
ostante il leit motiv della sfiducia, a maggior ragio- anche in futuro. “Io mi nutro di relazioni. Il mio so-
ne questa volta andranno a votare. Lo fanno con un gno è organizzare eventi o operare nel campo fieri-
entusiasmo nuovo, nonostante la giovane età, cre- stico. Se però dovessi “accontentarmi delle mie ve-
dono nel cambiamento in atto. “L’Italia ha un nu- re attitudini, allora dovrei puntare nel settore della
mero sproporzionato di partiti che non servono a formazione e educazione dei bambini”. Un giova-
nulla e soprattutto che rappresentano una parte in- ne che vive tra i giovani e già li definisce spesso pri-
finitesimale di popolazione – commenta Michele vi di personalità, “troppo spesso repressa dalla so-
Trevisan di soli 20 anni, residente in provincia di Ve- cietà”. La politica per lui si comincia a fare a scuo-
nezia e studente di economia –. Servono forze poli- la e proprio nella scuola rivendica il cambiamento.
tiche più grandi che si avvicinino veramente ad un “I giovani oggi tra i banchi parlano di attualità, com-
bipolarismo che dia più garanzie di governabilità. mentano le notizie del giornale, eleggono i propri
Ma se penso all’unione dei partiti di oggi, guardo al rappresentanti di classe o di istituto, anche questo
Pd come ad un patto solo elettorale”. Michele sem- è un modo di far politica. La scuola va riformata, a
bra più maturo della sua età, aiutato dal kickboxing, partire dai professori, dagli operatori e dai dirigen-
uno sport dove ha imparato la disciplina, il rispetto ti, anche loro dovrebbero essere messi sotto esame”.
per l’avversario, l’autocontrollo. “Mi piacerebbe che Federica Broglio
ci fosse un ricambio generazionale, sia dei parla-
mentari che dei premier, troppo avanti con l’età per
avere idee innovative – afferma –. Al nuovo Gover-
no chiederei non solo di sistemare l’economia, ma
di pensare alla sicurezza. Non sono assolutamente POLITICA I RESPONSABILI GIOVANI DEI PARTITI SPIEGANO LE MOTIVAZIONI CHE SPINGONO LE NUOVE
razzista, però tutti questi stranieri dovrebbero esse-
re più controllati, perché quando si sente parlare di
rapine, furti o violenze, nove volte su dieci sono ope-
ra loro”.

LEGATI ALLA FAMIGLIA


“Lavoriamo perché responsabilità
I giovani del Nord Est non sono solitamente perso- ROMA Rivendicano il diritto a una società in cui ter- legare ad altri ciò che possono fare da soli”. Forti di
ne autonome, sono ancora molto legati alla famiglia mini come responsabilità e merito non siano più pri- una prospettiva sul futuro “e di una visione della so-
e in casa ci restano volentieri, non solo per ragioni vi di significato. E chiedono un Paese nel quale co- cietà diversa da quella delle altre generazioni – pro-
economiche. Dai genitori hanno assorbito ogni va- struire una famiglia o trovare un minimo di stabilità segue la coordinatrice dei giovani azzurri – i giovani
lore, una cultura prevalentemente cattolica da cui non rappresentino più privilegi riservati a pochi for- si propongono come soggetti attivi del cambiamen-
prendere esempio. “Mi piacerebbe crearmi una fa- tunati. I giovani italiani non rinunciano all’impegno to. Forse lo fanno con meno certezze di quelle che i
miglia come la mia – ammette Alberto Rizzo, 29 an- politico, ma rispetto ai loro coetanei di venti o tren- ragazzi avevano in passato, quando i paletti ideologi
ni di Treviso – ma senza fretta. Io sono stato fortu- t’anni fa non si “accontentano” più di sognare astrat- e culturali definivano gli obiettivi, ma con il pragma-
nato perché subito dopo la laurea ho trovato un la- tamente un mondo migliore. Archiviati i modelli ideo- tismo di chi sa che certe esigenze vanno affrontate
voro. Per un anno a contratto poi assunto a tempo logici della Guerra fredda e scomparse – in seguito a subito, perché altrimenti c’è un’intera generazione
indeterminato, ma sono un privilegiato. Ho la fi- Beatrice Lorenzin Mani Pulite – le forze politiche che avevano mobili- che rischia di non completare la propria crescita”.
danzata da molti anni, ma lei è ancora precaria in tato le masse fino all’inizio degli anni Novanta, la pa-
Comune e faremmo fatica a sobbarcarci le spese di rola d’ordine dei ragazzi che si avvicinano alla politi- UNA NUOVA COSCIENZA POLITICA
un mutuo con i prezzi che ci sono da queste parti”. ca sembra infatti essere pragmatismo. Certo, “anco- Per una generazione che ha formato la propria co-
Alberto si occupa di sviluppo di nuovi prodotti per ra oggi quello che spinge i giovani a impegnarsi in po- scienza politica dopo il crollo del Muro di Berlino e
una grossa società assicurativa, ma per la sua for- litica è fondamentalmente l’idealismo – spiega Bea- la scomparsa di Dc e Psi, “sono sicuramente centra-
mazione un ruolo fondamentale l’ha avuto il liceo, trice Lorenzin, coordinatore nazionale di Forza Italia li valori quali la responsabilità e la meritocrazia –
“dove mi sono allenato alla fatica, allo studio, al sa- giovani – ma rispetto al passato non si accontentano sottolinea Paolo Grimoldi, coordinatore federale del
crificio”. La politica non è per lui una vocazione, ma più di semplici slogan: vogliono risposte concrete, Movimento Giovani Padani della Lega Nord – che
l’ha sempre respirata in casa. “In questi due anni si perché sono in grado di verificare subito se ciò che è oggi in Italia si fa molta fatica a vedere”. Non stupi-
è accentuata la negatività della gente nei confronti stato loro detto è vero oppure no, e vogliono contri- sce quindi che anche all’interno di un movimento
della classe dirigente, perché il Governo non ha fat- Paolo Grimoldi buire a cambiare le cose in prima persona, senza de- nato “per occuparsi dei problemi quotidiani dei gio-
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il

Il nostro viaggio nel mondo giovanile continua alla ricerca delle percezioni dei ragazzi, sia studenti sia lavoratori, ver-
so l’attuale momento politico.
Abbiamo incontrato i ragazzi del Nord Est, che sono lontani dallo stereotipo che li vuole interessati solo al lavoro co-
me mezzo per raggiungere la sola ricchezza economica; abbiamo parlato con i ragazzi sardi, giovani che vivono su
un’isola ma che sono ben consapevoli di quanto le scelte politiche nazionali ricadano su di loro. E abbiamo incontrato
i ragazzi che hanno fatto la scelta della politica attiva; sono i ragazzi attivi nei partiti e nei movimenti politici che han-
no deciso di destinare buona parte del loro tempo alla costruzione di un’Italia migliore. Esperienze e voci diverse che
provengono da chi rappresenta il futuro del Paese e che non sono, come certa politica li vorrebbe, invisibili.

QUI SARDEGNA IPER


GIOVANI SONO CONVINTI CHE SIA ORA DI UN IMPEGNO DIRETTO
RIUSCIRE A NON LASCIARE LA “LORO” AMATA ISOLA

Formazione e futuro:
cambiamo la politica
CAGLIARI Lo spazio fisico dei giovani sardi è quello “La Sardegna è bellissima ma l’Italia è lontana – sin-
di un’isola, ma quello mentale e culturale rivela una tetizza con un filo di disincanto Marta Fiori, stu-
generazione strettamente connessa alla realtà del dentessa di architettura a Roma –. La grande città
Paese. In Sardegna, dove la partecipazione alle ur- costringe a ritmi di vita che ti condizionano, però sa
ne è da sempre fra le più alte d’Italia, il mondo de- darti anche stimoli e opportunità. Credo che reste-
gli “under 30” sembra avere le idee chiare su ciò che rò qui dopo la laurea, per specializzarmi nella bio –
si aspetta dalla politica e sulla necessità di un im- architettura, ma sono ancora combattuta: se i gio-
pegno diretto. vani vanno via, magari per necessità e non per scel-
Per Marco Spano, laureando in scienze della co- ta, che contributo potranno dare alla crescita della
municazione, si avvicina il tempo delle scelte. “So loro terra?”
benissimo - dice – che per valorizzare i miei studi “Sono consapevole del fatto che noi giovani, e l’in-
dovrò fare un master e lasciare la Sardegna. Qui, tero Paese, stiamo vivendo una fase importante di
purtroppo, manca la formazione post laurea e, so- trasformazione – spiega Roberta Fenu, neo laurea-
prattutto, non c’è un mercato in grado di accoglie- ta in economia –, perciò ci aspettiamo molto da que-
re giovani professionisti”. La politica? “Ho comin- ste elezioni. Ci aspettiamo soprattutto chiarezza sui
ciato dal primo anno di università e mi piacerebbe servizi pubblici nei quali è sempre più difficile orien-
continuare. Fuori sarà più difficile ma troverò il mo- tarsi, dalla scuola all’università, dal fisco alla buro-
do”. crazia. Sullo sfondo vedo un problema generale che
riguarda i tempi della pubblica amministrazione:
CRITICI MA PRAGMATICI sono troppo lunghi e anche culturalmente distanti
E c’è anche chi si rende conto che non è poi così da quelli della società. In una parola – conclude – ci
difficile rinunciare ai privilegi della politica, e sce- hanno definito bamboccioni, ma fra gli adulti vedo
glie di conseguenza: “continuo ad immaginare la molta gente che gira a vuoto sia con i fatti sia con le
politica come un servizio per la comunità - afferma idee”.
Cristina Piredda – e ho affrontato con entusiasmo, “Spesso noi giovani veniamo descritti come perso-
all’inizio, il mio ruolo di consigliere circoscriziona- ne ignoranti e vuote – protesta Anna Pes, studen-
le, anche perché sto continuando a studiare. Ma poi tessa di medicina – invece non è così. Fra di noi par-
mi sono resa conto che ha ragione chi vuole aboli- liamo molto del futuro, ad esempio, che vediamo
re le circoscrizioni: in fin dei conti possiamo fare piuttosto incerto. La politica usa un linguaggio da
pochissimo e i cittadini, giustamente, se hanno un addetti ai lavori, come negli ultimi mesi in cui si è
problema da risolvere si rivolgono al Comune”. parlato solo di legge elettorale. A noi interessa mol-
to di più capire come possiamo migliorare la nostra
formazione, sapere come funzionano le cose all’e-
stero, avere un orientamento”.

GENERAZIONI VERSO L’ATTIVITÀ SOCIALE PRONTI AD ASSUMERSI RESPONSABILITÀ


Federica Martis, sottufficiale volontario della Briga-
ta Sassari, chiede un Paese e soprattutto una classe

e merito non siano parole vuote” politica più consapevoli dell’impegno dell’Italia sul
fronte militare internazionale. Lei fa la sua parte,
contro chi le consigliava un percorso professionale
più normale ha scelto la vita militare per dare un
vani del Nord e per equiparare le loro possibilità a quelle gno in politica come accadeva in passato” spiega Gior- contributo diretto al Paese in una futura missione
dei loro coetanei che vivono nel resto d’Italia”, prosegue gia Meloni, responsabile di Azione Giovani (vicepresi- estera. “E’ importante i giovani pensino con la pro-
Grimoldi, giochi un ruolo fondamentale la voglia di co- dente della Camera e tra i nomi fatti dal Popolo della Li- pria testa e si assumano responsabilità. Contro tut-
struire “una società nella quale meriti e colpe vengano ri- bertà per il Campidoglio), e che aiutano a capire perché ti coloro che mi sconsigliavano l’esperienza milita-
conosciuti, e nella quale se lavori bene vieni premiato e “come movimento giovanile non vogliamo limitarci a re io ho scelto. Così ho imparato due lingue, cono-
se lavori male ne paghi le conseguenze”. Regole che do- essere un prolungamento del partito, ma vogliamo es- sco le nuove tecnologie, so stare in gruppo, prende-
vrebbero essere scontate, ma che la classe politica attua- sere soggetti un po’ irriverenti, pronti a tirare la giac- re decisioni a assumermi responsabilità. E non so se
le sembra in gran parte aver dimenticato “per cui tra i gio- chetta e a far sentire la nostra voce, consapevoli che so- ci sia una scuola in grado di insegnare tutto questo.
vani vediamo una generale disillusione nei confronti del- lo politici giovani possono comprendere e affrontare de- La maggior parte dei nostri politici ignora cosa sia
la politica, che molti vedono come un luogo di malaffare” terminate esigenze delle nuove generazioni”. Un’esi- Giorgia Meloni davvero una missione internazionale, questo è ver-
spiega Riccardo Messina, coordinatore nazionale della Fe- genza, quella di affrontare e risolvere i problemi che af- gognoso”.
derazione giovanile comunisti italiani (Fgci). Un giudizio fliggono i ragazzi, che attraversa trasversalmente tutte Voterò per la prima volta – dichiara Antonio Scalas
negativo nonostante il quale “la speranza di trovare uno le forze politiche e che rappresenta un elemento cen- – giovane promessa della pallavolo – e ho le idee mol-
spazio per cambiare in meglio il mondo in cui si vive non trale anche per realtà come il Movimento per la vita. to chiare. Dopo un viaggio di studio in Francia ho
è certo sopita – prosegue Messina – tanto che i ragazzi con- Gruppi che, pur non facendo direttamente politica, la- apprezzato molto Sarkozy, un presidente giovane
tinuano a volersi impegnare per creare una società in cui vorano “per promuovere il confronto su temi che ri- che sa rivolgersi ai giovani anche con la durezza che
si possa vivere una vita normale, avere un lavoro non pre- guardano la vita in tutti i suoi aspetti – spiega Pantaleo- ci vuole, in certi casi. Mi piacerebbe che la politica
cario e poter fare cultura e arte anche quando non si han- ne Pergamo, responsabile dei Giovani all’interno del mo- facesse di più per lo sport, perché stare in una squa-
no grosse possibilità economiche”. vimento – e per sottolineare che ci sono dei bisogni che dra non serve solo a vincere: nel gruppo ci si rispet-
devono essere affrontati subito, perché se non si supe- ta, ci si confida, si diventa amici, in campo e fuori
LE ESIGENZE DIMENTICATE ra il ritardo in cui già siamo, qui si blocca tutto il Paese”. Tutte cose che nella vita contano.
Progetti che continuano a “spingere i giovani all’impe- Dino Bondavalli Riccardo Messina Angelo Fancello