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Dominio di una funzione da R a R: cos', come si trova.

I parte
Nell'articolo Rappresentazione di una funzione reale a valori reali nel piano cartesiano abbiamo accennato al
concetto di dominio di una funzione
,
.
Il dominio di una funzione, detto anche insieme di definizione della funzione, si indica con
,
ed il sottoinsieme di (o al pi tutto ) in cui ha senso valutare la funzione y=f(x). Cosa significa?
Vediamolo. Dire "ha senso valutare la funzione" o " definita la funzione" vuol dire nella pratica che
prendendo i valori delle x (numeri!) che stanno in Dom(f) e sostituendo questi valori nell'espressione di f
possibile fare i calcoli. In altre parole non capitano cose strane e le operazioni algebriche che ne risultano
danno un determinato valore numerico.
In altre parole ancora:
y che la funzione sputa fuori dalla x.

se posso effettuare la valutazione

, trovando cos il numero

Il concetto di per s dovrebbe essere chiaro, ma ci piacciono molto gli esempi, e quindi...
1) Se prendiamo

e consideriamo il punto

, sostituendo tale valore nell'espressione di x e facendo i calcoli trovo

. La funzione quindi definita in x=3 e tale numero reale sta nel Dom(f).
2) Consideriamo la funzione

Prendiamo un qualsiasi numero reale x, tranne -5, e valutiamoci la funzione: nessun problema. Se per
proviamo a calcolare y=f(-5) troviamo che l'espressione della funzione d a denominatore -5+5=0.
Da che mondo mondo non si pu dividere per zero, quindi x=-5 non appartiene al dominio della funzione. Il
dominio della funzione cos tutto l'asse reale tranne x=-5; in simboli

3) Prendiamo

Prendiamo poi un qualsiasi valore reale x (provate!) e sostituiamolo nell'espressione, calcolando y=f(x).
Nessun problema: il dominio della funzione tutto l'asse reale (delle x).
4) Ora consideriamo

Il logaritmo naturale per definizione deve avere argomento positivo. Non c' niente da capire: il logaritmo
naturale fatto cos, lo stesso vale per i logaritmi con base qualsiasi
(attenzione al fatto che per
definizione anche la base a del logaritmo deve essere positiva!). La funzione considerata ha quindi dominio

cio i numeri reali positivi.


5) Prendiamo la funzione

Qual' la regola per il calcolo della radice quadrata di un numero? Che l'argomento della radice sia non
negativo, ossia maggiore o uguale a zero. Possiamo allora valutare tale funzione in qualsiasi x che soddisfi
, e risolvendo questa semplice disequazione si trova che

ossia il dominio di f dato da tutte le x che sono maggiori o uguali a -2.


6) Se invece abbiamo

non dobbiamo imporre alcuna condizione perch trattandosi di una radice con indice dispari (3) si pu
calcolare sia per numeri positivi che per numeri negativi.
7) Consideriamo la funzione

La tangente per definizione data da

Non potendo dividere per zero dobbiamo richiedere

Analogo ragionamento vale per

dunque imponiamo

, condizione che si traduce in

, definita da

, che ci d

Ora per vogliamo delle regole GENERALI che ci permettano di determinare il dominio di una QUALSIASI
funzione. E' presto detto. Ricordate le equazioni frazionarie, o logaritmiche, o irrazionali (con le radici)?
Ricordate che bisognava determinare le condizioni di esistenza prima di iniziare a smanettare con i calcoli?

Qui funziona pi o meno allo stesso modo. Prima di fare qualsiasi cosa con una funzione, devi vedere su
quale sottoinsieme

essa esiste.

Le uniche condizioni sono le seguenti, e non ce n' nessun'altra.

Se

Ogni volta che c' una FRAZIONE, PONI IL DENOMINATORE DIVERSO DA ZERO.
contiene

ponete

Se

Ogni volta che c' un LOGARITMO, PONI L'ARGOMENTO MAGGIORE DI ZERO.


contiene

ponete

Se

Ogni volta che c' una RADICE CON INDICE DEL RADICALE PARI, PONI L'ARGOMENTO
MAGGIORE-UGUALE A ZERO.
contiene

con n pari, ponete

Se

Ogni volta che c' un ARCOSENO o un ARCOCOSENO, PONI L'AROGMENTO COMPRESO TRA
-1 E +1.
contiene

oppure contiente

ponete

Occhio che questa racchiude due disequazioni che devono valere contemporaneamente:

Se non compare nessuno dei quattro personaggi appena citati, il dominio tutto

Osserva come particolare esempio che le tangenti e le cotangenti rientrano per loro stessa definizione nella
condizione delle frazioni. Non c' niente altro che tu debba fare. Si pone per un'altra importante questione,
vale a dire: se in una stessa funzione dovessi avere pi di una condizione da imporre, ad esempio una
radice e una frazione, che faccio?!?!

Dominio di una funzione da R a R: cos', come si trova. II parte


Occupiamoci ora di capire nella pratica come si fa a trovare il dominio di una funzione qualsiasi. Nella I
parte dell'articolo abbiamo visto le regole generali che ci dicono dove pu "vivere" una funzione e dove no.
Tradotto: su quale sottoinsieme di una funzione
definita. Nella stragrande maggioranza dei
casi avremo tra le mani funzioni che presentano diverse condizioni da imporre contemporaneamente. Ad
esempio un esercizio tipo potrebbe essere:

Data la funzione

, se ne determini il dominio.

Che si fa? Intanto guardo la funzione e mi accorgo che ci sono tre dei quattro personaggi a cui dobbiamo
prestare attenzione:

Radice quadrata;
Logaritmo (naturale - e va b!);

Denominatore

Trovare il dominio di una funzione molto semplice, se sai come comportarti.


Il primo passaggio da fare : guarda la funzione, e cerca ognuno dei quattro personaggi problematici
(denominatore, logaritmo, radice pari, arcoseno oppure arcocoseno).
Appena trovi uno dei quattro personaggi, sai automaticamente la condizione che devi imporre. Nell'esempio
specifico, dovremo chiedere che:

l'argomento della radice sia maggiore o uguale a zero: quindi qui poniamo
l'argomento del logaritmo sia maggiore strettamente di zero: quindi qui poniamo

il denominatore della frazione sia diverso da zero: quindi qui poniamo

;
;

Il secondo passaggio da fare : appena trovi un personaggio problematico, scrivi la condizione che gli
corrisponde. Non nemmeno importante l'ordine con cui le scrivi, basta scriverle tutte!

E adesso che ci faccio con le condizioni che ho imposto? Ragioniamo: le condizioni devono valere tutte
insieme appassionatamente. In Italiano "valere tutte insieme" si pu esprimere dicendo "devono valere
contemporaneamente". In Matematica contemporaneamente significa intersezione: nella pratica intersezione
vuol dire SISTEMA!!!
Il terzo passaggio da fare : prendi le condizioni che hai scritto prima e METTILE A SISTEMA.
Nell'esempio arriviamo cos ad avere

Osserva che la terza condizione qui superflua perch gi contenuta implicitamente nella prima
disequazione. Scriverla per come condizione a parte non sbagliato e se siete apprendisti nel calcolo dei
domini fareste meglio a scrivere tutte le condizioni che trovate. Cercare di bruciare le tappe quando non si
ha abbastanza esperienza molto stupido! Meglio scrivere qualcosa di superfluo che non comprometter il
risultato (vi costa quattro secondi) piuttosto che tralasciare qualche condizione risparmiando i quattro
secondi ma rischiando di compromettere la riuscita dell'esercizio!
Con l'esperienza si impara poi a vedere ad occhio cosa si pu omettere e cosa non si pu omettere.
Il quarto passaggio da fare : risovere il sistema.

Prendi la prima disequazione o disuguaglianza che sia, e risolvila a parte. Hai cos il risultato della I
condizione.

Prendi la seconda disequazione o disuguaglianza che sia, e risolvila a parte. Hai cos il risultato della
II condizione.
Procedi cos con tutte le N disequazioni o disuguaglianze che compaiono a sistema. Hai N risultati!
Ora rimetti a sistema gli N risultati.
Traccia un grafichino con la retta reale delle x.
Al di sotto di essa indica su delle N righe parallele all'asse delle x i risultati delle N condizioni che hai
trovato.
Indica i risultati delle disequazioni con semirette o segmenti a seconda dei casi. Attento a escludere
o includere gli estremi di questi segmenti/semirette (convenzione: per includere, per escludere).
QUI NON CI VOGLIONO I TRATTEGGI! O LINEA PIENA O NIENTE!
Per indicare i risultati delle disuguaglianze, fai cos. Consideriamo una disuguaglianza che esclude
ad esempio i punti -3, 2, 5. Sulla linea della disuguaglianza traccia l'intera retta reale e traccia una
sui valori da escludere.
Hai finito. Guardando il grafichino in verticale le zone in cui compaiono contemporaneamente i
segmenti di tutte le condizioni rappresentano la soluzione del sistema.

Questi passaggi nell'esempio considerato si traducono come segue:


I CONDIZIONE RISOLTA A PARTE:

Dimentichiamoci di quanto detto finora, e immaginiamo di avere solamente un foglio bianco con questa
disequazione davanti. La guardiamo, e la risolviamo come ci hanno insegnato da piccoli (qui ci vogliono i
tratteggi, perch una disequazione fratta)

ossia
:

, quindi

, quindi

:
Ora riflettiamo sul fatto che la disequazione che stiamo considerando ammette soluzione a patto che il
logaritmo abbia argomento maggiore di zero. In questo caso x+2>0 vale a dire x>-2. la condizione di
esistenza delle soluzioni della disequazione. Abbiamo quindi come grafico di disequazione

SOLUZIONE DELLA I CONDIZIONE:

II CONDIZIONE RISOLTA A PARTE:


Qui facile, ed in realt inclusa nella precedente disequazione. Abbiamo

, dunque x>-2.

SOLUZIONE DELLA II CONDIZIONE:

III CONDIZIONE RISOLTA A PARTE:


Non facile, di pi.

. Osserva che anche questa condizione inclusa nella I condizione.

SOLUZIONE DELLA III CONDIZIONE:

SOLUZIONE DEL SISTEMA:

Traccio il grafico

e trovo cos che il dominio della funzione considerata