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LA MEMORIA DEI LUOGHI

Il viaggiatore che si reca a Shaolin oggi cercandovi lo spirito ed il fastigio di un tempo, resta immancabilmente
deluso. Tutto vi è stato ricostruito, nuovo e lucente, pronto all’uso, tranne lo spirito... In un’ottica di mercato la
cosa funziona: pazienti schiere di turisti si recano ogni anno in questo venerando luogo, si aggirano per il tempio e
gli spazi circostanti credendo di respirare l’aria mistica di allora, miracolosamente preservatasi e sopravvissuta alla
più scadente modernità, come uno strano dinosauro all’estinzione... e i più finiscono per comprare souvenir
fatti in serie da laboriosi cinesi ben sfruttati, ovviamente a buon mercato, quali doverosi trofei da
riportare a casa, e scattano alcune foto da mostrare al ritorno, meglio se accanto a compicenti “monaci”, quasi a
dimostrare, anche a se stessi, di esser stati lì veramente, altrimenti il sogno sfugge, la grande bolla di sapone
evapora, si perde... e così facendo soddisfano il governo cinese, foraggiano qualche disperato, e tacitano sé stessi
con le briciole di niente. Zeitgeist, spirito dei tempi!

Altri, i più accorti, riferiscono invece il proprio disinganno ed il lieve, sotterraneo disagio di fronte
a tanta palese, grossolana mercificazione, di fronte alla studiata “scena”. Ma lo sfruttamento vero di un nome
ridotto solo ad un pallido simulacro di se stesso, quel modo apparentemente pretenzioso e invece sottilmente
venale e ingannatore di usare la forza cogente del mito, quello resta ancora da disvelare, perchè è il più ambiguo, è
il modo più insidioso e sottile di manipolare un’imprescindibile e insopprimibile esigenza umana: il bisogno collettivo
dell’orizzonte simbolico del mito, anche (e soprattutto!) nel nostro demitizzato mondo. E’ allora ci pare opportuno
sottolineare

alcuni

punti.

Innanzi tutto, vogliamo riportare illuminanti passi di una “intervista” di Silvana Zanovello per “ Il Secolo XIX” del
8/5/2001, tratta dal sito della scuola dei monaci Shaolin in Italia …. (il neretto è nostro!)
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R: La Cina è cambiata molto negli ultimi dieci anni. Le relazioni fra il monastero e il governo sono molto tranquille e serene.
D: Gli Shaolin guadagnano molto? A chi vanno i proventi dei loro spettacoli? Ai singoli artisti, al monastero o al Governo?
R: I monaci fanno parte di una collettività. Per questa ragione non ricevono singolarmente un compenso. I proventi degli spettacoli vanno
direttamente

all'Accademia.

alla ricerca del “vuoto” e. mietendo successi di botteghino. Per diventare monaco era necessario sottoporre a ben dura prova il proprio carattere e la propria vocazione. fatto soltanto di acrobazie. coinvolgente. sul palcoscenico. molti movimenti non solo non appartengono al bagaglio tradizionale . la ginnastica acrobatica che con lo Shaolin antico. sono carismatici e incisivi nella loro carica folclorica. a scopo umanitario (SIC!). per quanto accattivante. senza sbavature. anche ad un profano. l’esecuzione apparentemente irreprensibile. ma in realtà ha molte più attinenze con la danza. che chiedono un po’ di stupore e meraviglia in cambio del prezzo del biglietto. C’è anche un altro aspetto: al profano questi monaci-ginnasti moderni offrono un sogno effimero di grazia. dai fantasmi dell’apparenza. ma soprattutto violano apertamente alcuni principi fondanti dello stile.. di scorta. ed alimentando così un potente circuito di federazioni. emozionante. in esso. il superamento dei propri limiti individuali. era l’abbandono di tutti i condizionamenti. la loro esibizione è molto espressiva. Lo spettacolo dei cosiddetti Shaolin. quella della morte. facenti ovviamente parte della Federazione. (anche se talvolta non sfugge. questo distillato fastoso e un po’ snob portato in giro attraverso tutti i luoghi “felici” (vale a dire facoltosi!) del mondo. ma per chi pratica e conosce l’Arte tradizionale. in linea con la pratica buddista del monastero. assistenza: medica. il duro tirocinio a cui si sottoponevano gli antichi monaci aveva lo scopo di liberare lo spirito dalla rete ammaliatrice del mondo. prima fra tutti. la scena è suggestiva. il vuoto di senso di alcuni movimenti. richiamando schiere di inebriati fan. Il loro fare era portare. libri e gadget. Il fenomeno Shaolin imperversa ormai come spettacolo da alcuni anni su tutte le ribalte internazionali. è di certo scenografico.D: (I monaci) come giudicano i film sulle arti marziali? R: Pensano che siano divertenti. tutto il loro spettacolare . impressionante: i “monaci” sono ginnasti impeccabili. fino a respingere i “demoni” interiori fatti di bisogni e paure.. che cosa manca. e questo fu uno dei motivi fondamentali per la loro distruzione.. questa era una necessità. al mero mostrarsi come “fenomeni”. Insomma. di protezione. gli errori e gli inganni sono evidenti. e sono frutto di contaminazioni e invenzioni recenti. allora? Ripensiamo ai monaci antichi: il loro fare era forse finalizzato all’esibizione di sé. senz’altro scopo che il suscitare un’effimera meraviglia). apprezzato e applaudito da spettatori paganti (potenziali turisti?). ma dicono che il kung-fu presentato è di bassa qualità.. Il punto centrale. Ma se il meccanismo è perfetto. che appaiono puramente accessori. un effetto secondario. appunto? No. la coreografia. la coreorafia pulita. film. davvero troppo enfatizzati ed esibizionistici. tra il popolo minuto. attraverso tanti splendidi teatri. una delizia per gli occhi. fornire mezzi di sussistenza ai più deboli. Nel sito scopriamo pure (ma ce lo aspettavamo) l’esistenza di attuali guardie armate Shaolin. e si autoproclama “kung fu”... dell’essenza.

ancora impressa come emblema potente nella roccia. Fin qui era necessario quanto abbiamo detto. Appartenente alla corrente Hinayana del buddismo. una via aperta nello spirito e nella memoria. si impregnano di ciò che vi è stato vissuto. precisamente tra il versante nord della montagna di Shao Shih . oltre l’apparenza. Ba Quo iniziò l'opera di divulgazione della dottrina buddista. immarcescibile il bosco di Shaolin. e quello sud della montagna Sung San. perché i luoghi trasmettono sempre onde nel tempo. profondi. sospeso in un’altra memoria. dipanate scie di significati diversi. intatto e profondo. una figura emblematica.. e nei singoli individui così come nella memoria collettiva. per chi voglia su di essa incamminarsi davvero. tracciano lunghe. Ma adesso facciamo un passo indietro.C. Così. IL MONASTERO ANTICO Il monastero Shaolin. che ha popolato i racconti ed impregnato di sé la cultura di diversi popoli orientali.) del Nord.impegno non ci riconsegna. Dobbiamo quindi tener presente questo: Shaolin era altro. è situato tra le foreste della regione dell'Honan. ad opera dell'imperatore Hsiao Wen Di nel 485 d. il gusto e il significato pieno del mito. traducendo le scritture sacre indiane. •TA MO Il monastero di Shaolin deriva il suo prestigio dall’arrivo di un personaggio leggendario. per fare un po’ di chiarezza. Il monastero fu costruito durante la dinastia Wei (386 . potrà ancora ritrovare l’eco di un tempo. nel centro-nord della Cina... né potrà mai far ombra alla forza emblematica di Shaolin.584 d. il cui significato è “Giovane o Piccolo bosco”. eternamente giovane e antico. lasciando . se guarderà oltre l’esteriorità illusoria. senza per questo negare la piacevolezza fruibile del prodotto attuale. questo sedicente assai più giovane bosco. a fronte di tutto l’effimero presente resta. saprà vedere e accogliere l’ombra di Ta Mo. A fronte di una Cina aggressiva che ingorda fagocita solamente parti retrive ed indigeste di un (degradato) Occidente tralasciando il resto. potente e misteriosa. e sotto la superficie. Perchè i luoghi non sono mai neutri.C. a fronte della manierata cartolina che oggi ci viene proposta e purtroppo fatta passare per tradizione. superando ciò che viene offerto alla vista.. chi si reca a Shaolin oggi. limpido e folgorante. per ospitare il monaco buddista indiano Ba Quo/Tuo. se saprà togliere il superfluo.. dell’energia che vi è sta spesa e rilasciata. che è stata e resterà per sempre un segno cogente.. se dentro di sé si porrà davvero in ascolto. affinché fosse possibile predicare ed impartire ai cinesi gli insegnamenti del Buddha. perchè tutto questo godibile presente non uccide il mito. raccolto in meditazione..

fondatore della dinastia Liang del Sud. provocato da una cattiva divulgazione. detto il Buddha. Ciò sconvolse completamente l’imperatore. che lo vedeva investito di doti mistiche e spirituali straordinarie. per gloriarsi. indaffarato a mostrare in forme esteriori l’insegnamento errato della dottrina buddista. Ta Mo tornò nel monastero. fervente buddista. principe indiano. Colpito negativamente dall’udienza imperiale e dall’erranza del buddismo cinese. nella cura del corpo. ogni giorno affluivano alla grotta monaci buddisti e discepoli con l’intento di ricevere un qualche insegnamento da quello che era considerato “il Grande Illuminato”. dove rimase per nove anni assorto in meditazione. sottopose subito all’attenzione del monaco tutte le numerose iniziative che aveva promosso per diffondere il buddismo. Nel 520 d. la liberazione completa dal ciclo delle rinascite. Ascoltato attentamente l’imperatore. figlio di Shuganda. cioè il “Risvegliato”) per salvare l’umanità. insieme ai famosi 18 esercizi chiamati “ Yi Gin Ching” e a tecniche di lotta importate dall’India. ingenuo. nel Sud dell’India.C giunse in Cina. Prajinatra. alla ricerca di un luogo adatto per soffermarsi a meditare. divenendo il XXVIII patriarca del buddismo Mahayana. Approdato infine a Shaolin. re di Madras e del Kerala. era considerato un Bodhisattva. cioè morbida. La leggenda vuole che Ta Mo si tagliasse le palpebre per non addormentarsi mai durante la meditazione e che la sua concentrazione fosse tale da far imprimere sulla roccia davanti a sé l’ombra del suo corpo. nell’etica. allievo del XXVII patriarca dopo il Buddha. Uscito da questa esperienza. Jion Ti. il saggio monaco replicò due sole parole: “ Nessun merito ”. presso l’imperatore Wu. dovuti soprattutto alle molte ore passate a meditare. spiritualmente rozzo: egli voleva sapere da Ta Mo se l’accumularsi di tutti questi meriti fosse sufficiente per garantirgli vite future in condizioni sempre migliori. Leon Choy. tra i quali Ton Wa. dai loro gravi problemi di atrofizzazione del corpo. approdò così in vari monasteri. . Ta Mo fu impressionato dal pessimo stato di salute dei monaci. per soccorrere ed illuminare gli altri. nella religione. fu subito accolto a corte. e poiché era accompagnato da una sbalorditiva reputazione. dal sostanziale fraintendimento di valori e di insegnamenti. ma non trovò in nessuno di essi la disponibilità ad accettare il principio di unità corpo-spirito che egli intendeva indicare come chiave della pratica. decise quindi di ritirarsi in una grotta sulla montagna di Shao Shi. Durante questo lungo tempo. mentre gli uccelli nidificavano sopra la sua testa. Ta Mo è il nome cinese con cui si identificava Boddhidharma (Duruma o Daruma in giapponese). L’imperatore. dove insegnò tecniche di ginnastica sotto forma interna. lo scopo era semplice.un’impronta indelebile nella filosofia. dal quale ottenne la trasmissione della discendenza spirituale. Ta Mo iniziò a vagare per la Cina. ovvero un essere illuminato che aveva però rinunciato al Nirvana (ovvero la beatitudine dell’illuminazione. raggiunta da Gautama. che respinse Ta Mo bruscamente.

nel quale fu raccolto e compilato tutto il bagaglio tecnico fino ad allora acquisito. ma anche l’energia specifica correlata ad ogni animale considerato. •IL MONACO GUERRIERO I monaci Shaolin acquisirono dunque fama di combattenti straordinari. Nei secoli. Tuttavia. tredici monaci (quattordici secondo un’altra tradizione) salvarono il principe Li Shimin dalla prigionia alla quale era stato assoggettato dall’esercito del generale Wang Shichong. tale da influire sulle decisioni sia delle classi regnanti che degli stranieri invasori.C. per contribuire al perfezionamento tecnico. promovendo insieme l’armonia pratica ed essenziale tra passività e attività.C. tra l’840-846 d. se non il permesso di tornare indietro. Ta Mo è considerato all’unanimità anche il fondatore dello stile Shaolin. Questo principio verrà riassunto nel simbolo che contraddistingueva Shaolin : il Drago e la Tigre. in seguito a questi scambi. una tecnica raffinata. Li Shimin prese il nome di Tang Tai Zhong.. divenuto imperatore. fu oggetto. in varie epoche storiche. ed un impegno spirituale verso il controllo delle passioni ed il distacco dal mondo dell’apparenza. fu proprio questa fama che li obbligò. al monastero Shaolin. la parte interiore ed esteriore della nostra natura. il grande prestigio che Shaolin acquisiva giorno dopo giorno. sviluppando un importante lavoro sul potenziamento dell’energia interna (Chi Kong). che vennero poi perfezionate dai monaci nei secoli. grazie anche al contributo di maestri di altre arti che vennero invitati a soggiornare a Shaolin. in perenne contrapposizione tra loro. Il messaggio di Ta Mo fu ben recepito a Shaolin : i monaci interiorizzarono il principio dello sviluppo armonico dello spirito e del corpo. La riconoscenza di questo imperatore verso i suoi salvatori si materializzò in grandi onori militari e nel riconoscimento ufficiale. Emblematica fu. elementi delle triplice armonia che si oppongono alla pratica delle lunghe ore di meditazione passiva (e controproducente). Tuttavia. in comunione con il respiro. l’iniziativa del monaco-abate del tempio Fu Ju. Spirito e Forza. nel loro sistema di lotta. scrisse il “Manuale della boxe di Shaolin ”. I monaci che lo avevano sostenuto. fino a divenire quei combattenti invincibili che tanto colpiscono il nostro immaginario collettivo. il prima possibile. che. Per questo motivo Shaolin. grazie ad un addestramento basato su una disciplina ferrea che temprava il carattere. come altri monasteri. una notevole raffinatezza tecnica. ad invischiarsi nel mondo. essendo stato il creatore e il divulgatore di antichi esercizi fisici e di tecniche di lotta indiane. il monastero arriverà a creare circa 30 metodi diversi. conferì ai monaci un notevole potere politico. della figura del Monaco-Guerriero. in soccorso di principi e imperatori. a partecipare a travagliate vicende politiche e militari. a titolo di rango sociale. al riguardo. Riconosciuto dunque come maestro spirituale di Shaolin e primo patriarca del buddismo Chan.ampliando e approfondendo la concezione filosofica e pratica del buddismo Mahayana con l’insegnamento dei principi del dhyana (“meditazione” in sanscrito) o Chan (cinese) o Zen (giapponese). sia dal punto di vista militare che economico. di una politica . con la tentazione di prevalere l’una sull’altra ma con la necessità di farle convivere in perenne equilibrio. Fu inoltre accordato dal potere centrale ai monaci Shaolin tutto il sostegno necessario per far sviluppare ed evolvere la loro specializzazione marziale.. ispirandosi al mondo degli animali per trarne non solo atteggiamenti e strategie di combattimento. Nell’anno 621 d. tra quiete e movimento. nulla vollero per sé. ciò permise loro di raggiungere. accompagnata da un grande lavoro sull’energia interna (Chi Kong) con il relativo sviluppo del Chi. e lo sostennero nell’avvicendamento della dinastia Sui con quella Tang.

con l’aiuto dei monaci guerrieri. dopo una prima elaborazione all’interno del monastero. in questa attività di resistenza. In seguito all’invasione dei mongoli. diviene il motore del reclutamento. di questo compito cruciale. rendendolo centro ispiratore e sede di manifestazioni di arti marziali. •CHUEH YUAN Chueh Yuan. Il monastero Shaolin. Sulla vita di questo monaco al di fuori del monastero si raccontano molte leggende. con l’aiuto prezioso di questi due maestri. l’altro importantissimo monastero buddista di Lo Han. attraversando la piazza di un paese. un monaco-guerriero abilissimo e molto accorto.volta a distruggere e annichilire tale potere. fu investito. Chueh Yuan capì che non doveva farsi trarre in inganno dall’apparenza: proprio quel vecchietto macilento era la persona giusta per aiutarlo nell’arduo compito assegnatogli a Shaolin. i monaci-guerrieri di Shaolin. dato che erano entrambi buddisti. Li Chien non solo accolse con entusiasmo l’invito di Chueh Yuan. ormai resi esperti dalla precedente esperienza con i mongoli e consapevoli della propria risolutiva importanza strategica. rinsecchito vecchio. mentre Shaolin al Nord resistette e sopravvisse. Shaolin collaborò con altri monasteri. lo fece cadere a terra. egli iniziò l’opera. con una semplice parata. La conseguenza fu la distruzione di oltre 4500 monasteri senza distinzione di culto. tornò a Shaolin: qui. raccogliendo e convogliando tutti quelli che desideravano ristabilire sul trono una dinastia cinese a discapito di quella esistente. una narra di come un giorno.. divulgando la sua fama marziale. raggiungendo l’apice della loro destrezza.C. oltre che con membri di sette segrete che si erano appositamente formate. situato nella regione del Fukkien. Incuriosito da questo strano. Intorno al 1550 d.C. che si studiavano singolarmente. il maestro Pai Yu Feng. che si mise anch’egli a disposizione. per acquisire ulteriore esperienza e trovare la giusta ispirazione per la creazione di questo stile superiore. per addestrare un esercito di riscossa e contrattaccare. fu molto semplice trovare un punto di intesa. il famoso Shaolin Chuan o “boxe di Shaolin ”. insieme alla messa al bando del sapere culturale e artistico cinese. vennero emanate leggi marziali per cui erano proibiti tanto il possesso di armi che la pratica di arti da combattimento. in un unico sistema di lotta che racchiudesse il meglio di tutto il bagaglio tecnico a disposizione. volle quindi conoscerlo e. considerata “barbara”. Decisero infatti di unificare i circa 30 metodi. per dar vita ad uno stile completo.). ci fu anche Zhu Yuanzhang. Fra i reclutati. capace di rendere i monaci-guerrieri ancora più temibili e letali. con la deposizione della dinastia Song a vantaggio della Yuan (1279 – 1367 d. e diventare il faro di tutto il movimento marziale del Sud. ma gli fece anche conoscere un altro abile combattente. Chueh Yuan. un anziano prete buddista dal fisico molto gracile. ma il vecchio.C. la Ming (1368 –1644 d. si profilò una nuova minaccia esterna ai confini della Cina. Il periodo Ming fu uno dei più fiorenti per lo sviluppo delle arti marziali: l’esigenza di addestramento per poter abbattere la dinastia Yuan aveva portato fuori dalla cerchia di mura del monastero la conoscenza del Kung Fu di Shaolin. dal decano del monastero. Questa aggressione determinò l’esigenza di introdurre nell’addestramento la specializzazione nelle armi da taglio e di trasformare la cinta del monastero in fortezza.). Probabilmente Chueh Yuan. nel Sud della Cina. non rimane affatto soddisfatto e pertanto decise di allontanarsi da Shaolin. il quale sferrò subito un violento calcio. Chueh Yuan vedesse due sconosciuti che si accingevano a combattere tra loro. a sovvertire i “barbari” della dinastia Yuan e ad insediare sul trono imperiale una nuova dinastia cinese. svenuto. preso ora di mira dal potere centrale. Il . da parte delle popolazioni Manchu del Nord. fu raso al suolo. per poi essere ricostruito in seguito. uno era il maestro Li Chien. e l’altro era invece un giovane molto prestante. accompagnato da Li Chien e Pai Yu Feng. colui che riuscì. realizzarono un’ulteriore evoluzione del loro metodo.

economica e militare per i partigiani dei Ming. dalla crisi interna che attanagliava la dinastia reggente. Inevitabile quindi la decisione. di far convivere senza problemi i cinesi veri e propri (gli Han come venivano definiti) e le popolazioni “barbare” che ormai da secoli. costellati di trappole e di insidie mortali. permettendo un insediamento relativamente pacifico. da parte della corte imperiale. motore di slanci nazionalisti e patriottici e quindi minaccia mortale per i Qing. con la supervisione degli altri due maestri. facevano parte della Cina.monaco eliminò alcuni dei circa 30 metodi che si studiavano. dopo sanguinosi confronti e perdite cospicue. oltre alla protezione. riguardanti soprattutto il divieto di portare armi e di praticare le arti marziali. Kang Tzi è il nome del generale incaricato di distruggere il monastero: egli. con l’aiuto di infiltrati traditori. di porre fine a questa “leggenda” vivente. Leopardo. si ispirerà ai 18 antichi Yi Gin Ching di Ta Mo. i Ming. Ma se la conquista del Nord non incontrò particolare opposizione. e alla revisione del lavoro fatto tanto tempo prima dal maestro Hua To. i Manchu. Da qui si parte. per massacrare i monaci addormentati. molti dei quali perirono durante l’inseguimento dei fuggiaschi nei cunicoli sotterranei del monastero. •LA DISTRUZIONE DI SHAOLIN Nella prima metà del diciassettesimo secolo. . causa l’immensa estensione dei suoi confini. portò all’emanazione di misure restrittive. fu assai cruenta: la feroce difesa dei monaci. da parte dei Qing. quando. concluso il lavoro. Chueh Yuan. creatore del Wu Qing Xi. in esso trovarono ospitalità i perseguitati del nuovo regime insieme ai fautori della restaurazione. dove un’accanita resistenza portò a ben quarant’anni di lotte e devastazioni. riuscendo nell’intento. ben diverso fu quanto accadde nel Sud. La paura. Il monastero divenne il maggior sostenitore e il protettore della vecchia reggenza. Serpente. un forte polo d’attrazione politica. percorsi difficili e sinistri. costerà a Kang Tzi la morte di buona parte dei suoi soldati. i Manchu sostituirono la ormai debole dinastia regnante con la Qing. iniziò la divulgazione del metodo. di eventuali tumulti da parte degli “ Han”. ed accorpò i rimanenti che mostravano similitudini. e per far questo Chueh Yuan. determinati a resistere fino alla fine. durante la dinastia Han. riuscirà nottetempo ad entrare dentro le mura. con la codificazione delle cinque combinazioni base ispirate a cinque animali. considerata “barbara”. Gru. il sistema di lotta ispirato a cinque animali. anche in condizioni così disperate. l’addestramento marziale. che però non ebbe una grande evoluzione perché dopo circa 80 anni il monastero verrà distrutto. L’eroismo dei monaci-guerrieri non potè nulla contro l’insidia interna ed il tradimento. ma con l’inganno. come ad esempio unì il metodo dell’aquila con quello del falco. animatore e propulsore di qualsiasi tentativo di rovesciamento della nuova classe regnante. che difendevano l’ingresso a Shaolin e ne controllavano l’uscita. tuttavia. avvantaggiati dall’ instabilità politica del momento. la battaglia finale. esso non fu sufficiente a stornare dal monastero il suo fosco destino: la distruzione. vi riuscirà. che vi si rifugiavano per ricevere. penetrando dal Nord. Tigre. che promosse l’assimilazione e la continuazione della cultura cinese. che saranno la colonna portante dello stile: Drago. tali misure non potevano non scontrarsi con Shaolin. mai raggiunto prima. Approfittando abilmente di questo periodo di decadenza. iniziano l’occupazione della Cina. A questa prima operazione seguì quella di definizione dello stile. Anche se questo nuovo metodo era più completo ed efficace. e così via.

dove tali manifestazioni erano proibite e duramente represse. si rende necessaria una diversificazione tra Nord ( Pak) e Sud (Nam): Pak Siu Lam o Shaolin del Nord: Bak Hoy Pai. Chin Lau. ma anche attraverso la divulgazione e gli insegnamenti di coloro che li precedettero e che erano già fuoriusciti dal monastero prima della sua distruzione. Hua Shih Chuan. Shangung) che passeranno alla storia come “scuole Ming” e che si affiancheranno a quelle già nate durante la dinastia Yuan. darà vita ad una propria scuola. Tra questi esuli dobbiamo ricordare il fiero Hung Chia Chung. ma non passando per dove si era entrati al momento dell’ammissione. partendo dal bagaglio tecnico di Shaolin. Chang Chuan. insieme. chi voleva allontanarsi dal monastero doveva sottoporsi ad una prova. e solo allora poteva andar via. alcune delle quali manovrate dagli stessi anziani. un ultimo ostacolo si frapponeva fra il monaco e l’esterno: un braciere molto pesante e rovente.•L’EREDITA’ DI SHAOLIN Dalla distruzione di Shaolin si salvarono sicuramente sei monaci. Ti Sin Sin /Ti Chi Shin. libero. doveva alzare e spostare con gli avambracci questo braciere incandescente. tra cui una donna di nome Nui Mg. Luk Ha Choy. Choy Gar E’ bene ricordare che la diffusione del metodo di Shaolin non avvenne solo per merito dei sei sopravvissuti all’annientamento. Mo Gar. al pericoloso passaggio attraverso i cunicoli segreti. questo processo di divulgazione avvenne necessariamente all’interno di sette segrete (Triade. fuori da Shaolin. Wu Mei. Il monaco. con ai lati le immagini del Drago e della Tigre. Fong Sai Yuk. Choy Li Fut. e che. Hou Chuan. Data l’ampiezza dei risultati. l’enorme e straordinario movimento di stili che si verificò nel tempo in Cina. simboli di Shaolin. Hui Chuan. Nel clima di minaccia e di pericolo dell’epoca. cioè la restaurazione Ming. che poi fondò lo stile Wing Chun. •TEMPI MODERNI . per permettere l’apertura della porta. per rendere più difficile l’inseguimento. il movimento delle arti marziali in tutto il paese. gradualmente arricchito da altri metodi sviluppatisi fuori dal monastero. Superate tutte le prove e giunti di fronte alla porta di uscita. esse tuttavia contribuirono moltissimo a far espandere. Loto Bianco. Miu Tsui Fa. preparare il popolo alla rivolta per riportare di nuovo i Ming sul trono imperiale. Hap Gar. Fo Mei. gli altri erano Miu Hin. irti di trappole mortali. sull’avambraccio sinistro il marchio del Drago. che si rifiutò sdegnosamente di aderire all’unificazione dello stile intrapresa da Chueh Yuan. L’intento era quello di salvaguardare la cultura e la filosofia cinese e. simbolo di forza. Pak Mei. grande esperto dello Stile dell’Aquila. Hua Mei Chuan Nam Siu Lam o Shaolin del Sud: Hung Gar. ed evolvere. Dunque. si poteva anche uscire da Shaolin. ma con impressi sulla carne i due animali: sull’avambraccio destro il marchio della Tigre. Ha Chuan. Pa Mei. Lau Gar. Questi sopravvissuti si divisero. Lei Gar. la Chin Lao. spargendosi per tutta la Cina e continuando così a tener viva la fiamma di Shaolin. Infatti. dopo un certo numero di anni. Seppure il lavoro di queste sette segrete non raggiunse lo scopo principale prefissato. Loung Yin. può essere considerato come la vera eredità di Shaolin. divulgandone il Kung Fu. simbolo dello spirito. si avrà in Cina una proliferazione di stili di lotta sempre più diversificati e completi.

banditi fuorilegge. con una rigorosa disciplina. dimostrando con ciò forza d’animo e capacità di vincere gli impulsi. si indirizzava il principiante verso lo stile a lui più consono. per la stessa sopravvivenza di Shaolin. per superare attaccamenti. Quando. soprattutto dal punto di vista caratteriale. dopo giorni di digiuno veniva allungata loro una ciotola di riso. puliva il monastero. prima fra tutte. a grande “contenitore” turistico. limiti e paure. come servitore. egli tagliava la legna. per dare loro soccorso spirituale. al limite della capacità umana di sopravvivenza e sopportazione. e poi. quella della morte individuale. Di qui infatti l’importanza complementare. inflessibile addestramento al sacrificio e alla rinuncia. rese indispensabile. i monaci non rifiutavano pregiudizialmente l’ospitalità all’interno del monastero ad un individuo. questa costanza nel volerne purificare lo spirito. questo era funzionale semplicemente ad una prima selezione. persone povere ed ignoranti. della meditazione e di altre tecniche “interne”. Era una vita miserabile. Questo trattamento era un vigile osservatorio per i maestri anziani. gli “schiavi” dell’apparenza. le porte del monastero. dissolvendo le loro tenebre. Superato l’ostacolo. forgiandone carattere ed abitudini di vita. il nuovo arrivato era sottoposto ad un faticoso tirocinio. fatta di dolorose attese e annichilenti prove. sulla base delle potenzialità rilevate. col tempo. della predisposizione fisica e mentale del novizio. trattato sdegnosamente e sottoposto ai lavori più umili e faticosi. fu ricostruito solo nel 1970 dal governo comunista per adibire l'area inizialmente a parco naturale. solo chi si asteneva dal toccarla. parallelamente all’aspetto marziale. •LA SELEZIONE Essere ammessi nel monastero di Shaolin era più che difficile: gli aspiranti monaci dovevano attendere per giorni alle intemperie. per preservarli ed ammaestrarli sulla giusta Via. Durante le due guerre mondiali. spesso mise Shaolin contro la volontà delle autorità e dello stesso imperatore. soprattutto interiore. per allontanare subito chi. proprio per il loro compito di aiutare gli altri. l’aggressione da parte dei Manchu. poteva ritenersi degno di essere accolto. era pertanto un test di ammissione all’iniziazione dello studio del Kung Fu. senza mangiare. e con prove terribili.Dopo la rivolta dei Boxer nel 1901. Questa forza e questa compassione che Shaolin aveva. a sorpresa. “gli inconsapevoli”. Inoltre. Dal momento dell’apertura della porta del monastero. si annidarono i traditori che aiutarono a distruggere Shaolin. Questa vocazione all’assistenza. resistendo a tutti i rifiuti. questo impegno-dovere buddista verso i “miseri”. che analizzavano il comportamento dei principianti. per l’aspirante monaco iniziava un cammino di gran lunga più duro e impegnativo. per domare orgoglio. teso a sondarne in profondità la risoluzione. lavorava nelle cucine. L’addestramento dello spirito comunque continuava. dopo aver acquisito il bagaglio tecnico di Shaolin. Tuttavia. ostentazione. di conseguenza la selezione doveva essere più blanda e le prove per l’ammissione più accessibili. lo spirito. furono le ragioni della sua fine. senza vera determinazione. disperato e spinto unicamente dalla miseria. probabilmente. mantenendo il pieno dominio di sé. superbia. LA TECNICA E I PRINCIPI . accettavano nel monastero anche persone “negative”. tese allo sviluppo dell’Energia Vitale. Inizia infatti per il novizio una lunga catena di mortificazioni: una volta ammesso. veniva al monastero con il solo intento di trovare un posto per dormire e del cibo. per far affluire gli aggressori all’interno e sorprendere i monaci impreparati. proprio questa leggerezza è la causa dell’infiltrazione di spie che. di durissimo. in quanto rappresentavano una minaccia latente. anche per i monaci guerrieri. aprirono di notte. i rifiuti della società. tra questi. quello poco che restava del monastero di Shaolin fu bombardato e completamente distrutto. l’arruolamento di più uomini. Essi. fuggiaschi che avevano commesso crimini ed errori. Tuttavia. il governo centrale della Cina e gran parte delle forze occupanti (soprattutto il Giappone e la Gran Bretagna) iniziarono una campagna volta a eliminare le sette segrete e le scuole di arti marziali. per abbandonare tutti i condizionamenti.

conosciuto come “bastone del viandante”. che fanno da complemento ai cinque animali base. non a caso. donando scioltezza e flessibilità fulminea di esecuzione. sull’eleganza e sulla leggerezza. giunti. questa cura costante per i due aspetti. Serpente (Se). che hanno la capacità di influenzare determinati organi vitali per fini terapeutici. Rondine (Ying). i monaci-guerrieri arrivarono ad arricchire il loro vasto corredo con tutte le armi . a seconda dell’animale: il Drago è legato a quei movimenti che sviluppano l’energia del respiro. Orso (Ho Joh). ed altro ancora. permettendo di rilassare il corpo e la mente e di recuperare energia. fanno dello Shaolin uno stile particolarmente completo. come una frusta. Anche dal punto di vista delle armi gli Shaolin erano impareggiabili combattenti. tecniche di braccia.Lo Shaolin è uno stile estremamente dirompente ma anche molto fluido. completo e vastissimo. il rafforzamento dello spirito interiore. e che lavorano sulla potenza muscolare. come abbiamo visto. nella loro pregnanza di emblemi potenti. ed in più spezza la rigidità del corpo. Cervo (Lu). rafforzandole. per il restante). che cura sia la parte interna che quella esterna. con caratteristiche diverse: Aquila (Yang). sebbene esso includa anche la boxe in generale e faccia riferimento pure ad altri elementi della natura. volanti. La Scuola Esterna. Lo studio degli animali è il fattore dominante dello stile. Tra queste pratiche ricordiamo il Tao Ching Ching o “la Via della Salute e del Corpo” creato dal maestro Chin Fu intorno al 1500 d. proiezioni. con la capacità di canalizzarlo. fino a noi. sia le tecniche a mano chiusa che a mano aperta. Partendo dallo Shontou. per circa un 80%) che alla scuola Nei Chia (Scuola Interna. la Tigre utilizza movimenti che convogliano il Chi nelle ossa. La particolare attenzione posta nel curare tanto l’aspetto esterno quanto quello interno. strangolamenti. per curare la parte interna. il simbolo che lo rappresenta e ne esprime il potenziale è quello del Drago e della Tigre. medi. una sorta di vibrazione-ondeggiamento. alla fine risulta più energico e vigoroso. Tigre (Hu). Leopardo (Pao). il Serpente lavora direttamente con il Chi. alti. si praticavano miniforme che servivano a dare ristoro tra un allenamento duro e il successivo. A questi cinque animali corrispondono cinque combinazioni base. bassi. evitando il pericolo della dispersione. la Gru lavora sull’equilibrio e sul pieno controllo dei movimenti. il Leopardo permette di acquisire uno scatto fulmineo. Invece. ciò perché proprio questi animali riuscivano ad esprimere al meglio i principi base dello stile e permettevano una completezza tecnica efficace e rifinita allo stesso tempo. comprende sia le azioni dirette che le azioni circolari. la concentrazione e la forza di volontà. sviluppando l’elasticità muscolare attraverso l’esplosività veloce dei suoi movimenti e. sviluppandone la resistenza: agisce pertanto sul potenziamento di tutto l’apparato muscolo-scheletrico. Esso appartiene quindi tanto alla scuola Wai Chia (Scuola Esterna. Scimmia (Hou). leve articolari. ottima per il rafforzamento di tendini. portata avanti come un filo rosso nei suoi mille anni di storia. come parti complementari e necessarie di un individuo. riducendo tutti i numerosi metodi precedenti a soli cinque animali fondamentali: Drago ( Long). codificò lo stile. tutte dirette a ripristinare livelli ottimali di energia per la pratica esterna. A questi cinque animali si affiancano altri sette. Uomo-Drago (Fu Long). Lo studio degli animali non comprendeva solo la tecnica di combattimento pura. attraverso un movimento che si deve trasmettere ad onda. dette “ Doung Sheng” e cinque forme superiori dette “ Tao”. assai ampia. ma anche quella dei suoni associati. Chueh Yuan. elegante e nobile. Cavallo (Mah). diversi tipi di calci. include tutto ciò che costituisce la tecnica e cura il movimento del corpo. spazzate. Chou Su. due animali tra i più incisivi dell’immaginario collettivo cinese. a queste miniforme si aggiungevano diverse tecniche e pratiche respiratorie. benché sia meno potente della Tigre. Le Doung Sheng aiutano l’allievo ad acquisire diversi benefici.C. Gru (Hoi). nervi e legamenti.

non è difficile pensare che la verità non era troppo lontana dalla leggenda. non solo. da solo. Lo Shaolin. difeso solo da circa duecento monaci-guerrieri. adatte ai loro scopi. sicuramente. e considerato che fu necessario impiegare migliaia di soldati armati per ridurre al silenzio il secolare monastero di Shaolin. essi ne crearono di nuove. Storie e leggende raccontano come un monaco-guerriero fosse capace. date le molte vicissitudini che ne hanno caratterizzato la divulgazione nei secoli. così come è arrivato ai giorni nostri è piuttosto frammentario. .sino ad allora conosciute. di fronteggiare anche cento uomini. al di là del mito. che si collegavano perfettamente alle loro specifiche capacità marziali.