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A PROPOSITO DELLA NECESSITA’ DELLA FORMAZIONE TECNICA CONTINUA

:
IL PUNTO DI VISTA DELLA METODOLOGIA OPERATIVA

Parole chiave: apprendimento significativo, categorie di spazio e tempo, mediazione didattica

LA COMPETENZA TECNICA E TATTICA
La competenza tecnica è il risultato integrato di molteplici capacità coordinative, della loro
stabilità, la loro economicità e permette agli atleti di raggiungere i migliori risultati in
competizione.
La competenza tattica costituisce la motivazione della scelta tecnica finalizzata ad un certo
risultato.
La parte tecnica è l’insieme dei movimenti che vengono memorizzati e messi in atto per
realizzare la strategia di gioco ed è costituita dai fondamentali individuali che i giocatori si
servono per raggiungere lo scopo tattico preventivato.
Ogni fondamentale ha una collocazione tipica nella gestione dello sviluppo del gioco e per una
buona organizzazione tattica a mio parere tali abilità vanno sempre allenate attraverso un continuo
e puntuale

PROCESSO di CONSOLIDAMENTO DEI FONDAMENTALI INDIVIDUALI
(costituiti dalle diverse tecniche delle quali i giocatori si servono per raggiungere lo scopo
tattico preventivato ) volto alla ricerca della stabilizzazione di quanto appreso con il
perfezionamento delle abilità in relazione alla scelta tattica richiesta al momento.

APPRENDIMENTO DELLE TECNICHE INDIVIDUALI: movimenti con e senza palla
diretti a uno scopo
L’apprendimento è condizionato da:
- la motivazione;
- il livello iniziale.
Modalità di apprendimento
- Imitazione;
- Riuscita prove/errori;
- Situazione/Gioco;
- Emulazione;
- Scoperta guidata;
- Sperimentazione attiva.
Per ottenere da ciascuno una partecipazione attiva i CONTENUTI devono essere adattati alle
EFFETTIVE Caratteristiche individuali rappresentate dal ruolo e dalle effettive funzioni che
si esercitano nei diversi moduli.
Personalmente ritengo che nel calcio di alto livello debba essere superata la vecchia
contrapposizione tra tecnica e tattica: l’attività tattica (decidere cosa fare) e l’attività tecnica
(concretizzare la decisione ) devono essere considerate in modo interattivo in quanto non si possono
risolvere problemi di natura tattica se non si possiedono le soluzioni motorie e tecniche adeguate.
Così come il rilievo che assume l’aspetto tattico non deve porre in secondo piano la dimensione
esecutiva legata al controllo e dominio della palla ed alla regolazione dei movimenti necessari, in
quanto la costruzione del pensiero tattico passa obbligatoriamente attraverso lo sviluppo delle
potenzialità motorie e tecniche individuali.
Nella Metodologia Operativa le abilità tecniche sono parte integrante e ben definita del progetto di
gioco, rappresentano il sostrato su cui si costruisce la garanzia della realizzazione dei principi
tattici.
La Metodologia Operativa risolve il conflitto esistente fra le esigenze di comprendere
adeguatamente la situazione di gioco e la richiesta della correttezza esecutiva della risposta tecnica,
che avevano determinato l’elaborazione di due scuole di pensiero:
- La pedagogia dell’analitico e quella del globale.
La prima basata sull’addestramento fine a se stesso; la seconda invece tutta orientata sull’intuizione.
Il modello invece della Metodologia Operativa coniugando il ragionamento, la presa di decisione, e
l’anticipazione va in tutt’altra direzione.
Essa si basa sul presupposto infatti che l’atleta deve essere messo in grado di elaborare delle
decisioni autonome circa le informazioni percepite durante la situazione.
Siccome nel gioco del calcio, soprattutto quello di alto livello, caratterizzato da un elevato grado di
incertezza, i limiti temporali imposte dalle azioni consentono di percepire solo ciò che viene
ricercato attivamente assume particolare importanza le capacità dell’atleta di realizzare ipotesi
previsionali.
Considerato che le abilità tecniche di gioco non sono compartimenti stagni, ma relazionate tra di
loro in maniera dinamica, gli apprendimenti vanno promossi in forma complessa per consentire poi
la trasferibilità ai diversi contesti della gara.
Quindi situazioni reali di gioco aventi lo scopo di “educare” la creatività del calciatore a trovare
risposte adattandosi al variare delle situazioni particolari.
Secondo me questo si può realizzare solo attraverso lo sviluppo e l’affinamento delle categorie dello
spazio e del tempo.
Per educare ad apprendere ed a padroneggiare queste abilità la Metodologia Operativa adotta i
seguenti interventi:
- Aumento graduale degli stimoli,
- Variazione delle possibili soluzioni;
- Modifica del concatenamento degli stimoli;
- Riduzione progressiva del grado di compatibilità fra stimoli e risposte.
Difatti, l’ambiente variabile e difficilmente prevedibile delle attività sportive aperte condiziona il
gesto tecnico che deve essere costantemente modificato ed adattato per conformarsi alle richieste
della situazione.
VALUTAZIONI SPAZIO-TEMPORALI CONTINGENTI A QUELL’ATTIMO
ED IN QUELLA MOMENTANEA SITUAZIONE PER RUBARE SPAZIO E TEMPO
ALL’AVVERSARIO

Dov’è la palla? Come è? Come sta arrivando? Dove sono io? Come sono disposto con il corpo?
Le percezioni variano da momento a momento, queste possono essere alterate dal cambiamento
della traiettoria della palla per una deviazione, o che rimbalzi in modo inatteso, e devono tener
conto di:

- IN QUALE ZONA DI CAMPO CI TROVIAMO?
- DOVE SI TROVANO GLI AVVERSARI?
- COSA FANNO?
- DOVE STANNO I MIEI COMPAGNI?
- SIAMO O NO IN SUPERIORITA’ NUMERICA?

La reale e momentanea posizione di vantaggio di una squadra sull’altra è determinata dal giocatore
che in situazione è capace di guadagnare tempo e spazio sul diretto contendente.
L’imprevedibilità del gioco del calcio, oltre all’attività dell’avversario è legata alla presenza della
palla, che rotola, rimbalza e vola con velocità e traiettorie che cambiano, fornendo incertezza allo
sviluppo delle azioni.
Nella dinamica della partita, i giocatori devono percepire e valutare le traiettorie del pallone per
ricevere un cross e calciare in porta, per calciare al volo, per colpire di testa, per intercettare un
passaggio dell’avversario, per parare.
Inserendo delle esercitazioni specifiche, si migliorano la conoscenza e la padronanza del proprio
corpo, attraverso il suo contatto continuo con la palla ed il terreno.
La capacità di anticipazione motoria è richiesta ai giocatori, come dote che consente loro di valutare
in anticipo la traiettoria della palla ed il suo impatto con il corpo.
È la capacità di determinare e variare la posizione ed i movimenti differenti del corpo nello spazio e
nel tempo, in relazione a punti di riferimento definiti e noti.
Il giocatore di calcio gioca la partita spostandosi con o senza palla, in relazione ai punti di
riferimento fissi (limiti del campo), parziali (aree ristrette d’azione) ed in funzione dei punti di
orientamento mobili (palla, compagni, avversari). Il giocatore è costretto a percepire i propri
movimenti in riferimento a variabili che caratterizzano i contesti di gioco differenti. Questa capacità
nel calcio si può chiamare anche “senso della posizione” che permette di giocare molti palloni,
grazie alla capacità di trovarsi al posto giusto nel momento giusto.
È una delle abilità che distingue il giocatore di talento. Permette agli attaccanti di individuare gli
spazi liberi per smarcarsi e ricevere la palla e capire quando può tirare in porta. In fase difensiva è
utile per il meccanismo dei movimenti dei difensori in riferimento all’anticipo ed al contrasto.
Siccome le fonti di maggiore variabilità derivano dall’avversario, che con le sue iniziative, ad
esempio manifestando false intenzioni, può condizionare l’andamento dell’azione, quindi occorre
continuamente associare all’elaborazione automatica anche un’elaborazione di tipo controllato.
Quest’ultima può realizzarsi soltanto attraverso un controllo cosciente che è necessariamente più
lento e dispendioso ma che offre la possibilità di porre delle modifiche all’azione e durante il suo
stesso svolgimento in relazione alle variabili delle situazione ed in base alle ipotesi previsionali dei
soggetti coinvolte nell’azione stessa.
Quindi le situazioni tecnico-tattiche rappresentano un agire interattivo e comportamentale dei
contendenti mirato ad influenzarsi reciprocamente, con lo scopo di creare delle difficoltà
all’avversario concedendogli un tempo d’azione il più possibile ridotto e restringendo il suo spazio
di manovra.
Quanto più un giocatore riesce ad acquisire dei vantaggi temporali e spaziali nei riguardi
dell’avversario tanto più riesce a gestire efficacemente la situazione di gioco e ad avere l’iniziativa
su di esso.
Questi concetti sono validi anche per i difensori che non vanno considerati come soggetti passivi in
grado di adattarsi semplicemente alle situazioni determinate dagli attaccanti, ma come elementi
attivi che provocano le azioni piuttosto che subirle.
L’atteggiamento tattico è chiaramente comune ad entrambi i contendenti; durante una competizione
tutti i giocatori adottano comportamenti tattici, sia che si trovino in situazione di attacco che di
difesa.

Le esigenze da rispettare

1. “tematizzare” convenientemente il percorso da insegnare, il che vuol dire non solo scegliere la
conoscenza da impartire e da far imparare, ma anche delimitarla in modo né frammentario né troppo
ampio e confuso;
2. suddividere la conoscenza in porzioni corrispondenti a sottotematizzazioni ciascuna delle quali
prepara e fonda le condizioni di comprensione e apprendimento delle porzioni seguenti. Per questa
loro idoneità a promuovere risultati conoscitivi già sufficientemente significativi, le porzioni di
conoscenza insieme con le operazioni di apprendimento possono essere pensate come moduli,
componibili in diversi modi.
I moduli non vanno considerati come contenuti da aggiungere, essi invece vanno miscelati tra di
loro costituendo delle unità multiple realizzando il principio della: Unità nella Molteplicità.
Con questa metodologia si fa compiere un notevole passo in avanti al concetto di apprendimento
tecnico, inteso non più come capacità meccanica di assimilazione, memorizzazione e ripetizione ma
come un processo personale di costruzione/perfezionamento, che prevede quattro tappe:
- Percezione: fase della decodificazione;
- Elaborazione: fase della discriminazione (individuazione delle caratteristiche)
classificazione, (estrapolazione di alcune caratteristiche ) aggregazione ( unione delle
caratteristiche con quelle già archiviate ), generalizzazione ( trasferibilità );
- Inferenza: fase della previsione;
- Decisione: attuazione, eseguire e fare comprendere agli altri la scelta compiuta.

Principi metodologici

- Significatività: collegamento con le conoscenze pregresse e con quelle future;
- Motivazione: attribuire un senso concreto;
- Direzione: descriverne le finalità;
- Continuità: ritornare più volte sul concetto con modalità e forme sempre nuove;
- Integrazione: parte di un progetto generale;
- Stabilizzazione: guida e sostegno del ricordo;
- Trasferibilità: applicazione a situazioni nuove.

Modulazioni procedurali

• Superiorità ed inferiorità numerica;
• Opposizione passiva, semiattiva, attiva, aggressiva;
• Delimitazione dello spazio;
• Limitazione dei tocchi;
• Tema tattico particolare.

Raffaele Di Pasquale
ALLENATORE UEFA PRO